Media Monitoring per 05-09-2018 - Rassegna stampa del 05-09-2018 - Ruggi d'Aragona

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05-09-2018

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   Rassegna stampa del 05-09-2018
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AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ................................................................................ 1
   Applausi, lacrime e preghiere: Torrione accoglie la statua di "San Matteo" .................. 1
   Ospedale Costa d'Amalfi: ad agosto boom di accessi. I dati .............................................. 2
   Ospedale Costa d’Amalfi: ad agosto boom di accessi, assistenza sempre al top
        malgrado carenza personale ............................................................................................ 3
   Corsa a Medicina la carica dei 1.580 «Prova difficile» ........................................................ 5
   Crisci, denuncia e inchiesta della Procura ............................................................................ 7
   Donazione degli organi, nel Salernitano raccolte 20mila adesioni ................................... 9
   Donazioni di organi al Ruggi: numeri in crescita, la campagna di sensibilizzazione
        .............................................................................................................................................. 10
   Il tour in bici del trapiantato «La donazione è nuova vita» .............................................. 11
   Inchiesta sull'intervento a Crisci .......................................................................................... 12
   Sedute operatorie in ospedale «Garantita solo l'emergenza» ......................................... 13
Sanità Salerno e provincia ............................................................................................................ 14
   «Pronto soccorso da potenziare» .......................................................................................... 14
   Faccia a faccia tra associazioni e Asl ................................................................................... 15
   Medici di base, quasi mille precari nel Salernitano ........................................................... 17
   Ospedale, organico ridotto, rischio assistenza: allarme di medici e di sindacalisti
        .............................................................................................................................................. 19
   Ospedale, secondo black out reparti bui, ascensori bloccati ........................................... 20
Sanità Campania ............................................................................................................................. 22
   Cardarelli preso d'assalto Si passa dal pronto soccorso per evitare di pagare gli esami
        .............................................................................................................................................. 22
   Da sei mesi in attesa di un trapianto Vincenzo rivive ....................................................... 24
   Emergenze, organico, assetti, i sindacati: adesso il confronto ....................................... 25
   I medici di famiglia: corse inutili, colpa dell' ansia ............................................................ 27
   Il Cardarelli intasato dai malati impazienti ......................................................................... 28
   Medicina, test difficili grandi affari per i prof ..................................................................... 30
   Ospedale del Mare, pericolo boicottaggio ........................................................................... 32
   Ospedale del Mare, via al pronto soccorso ma con funzioni limitate ............................. 33
   Ospedale di Nola, operatori in rivolta «Senza stipendio da quattro mesi» ................... 35
   Ospedali riuniti: 4,5 milioni per adeguare il «Landolfi» .................................................... 36
   Pronto soccorso, attacco alla Regione ................................................................................. 38
   San Paolo, nuovo ospedale entro il 2024 a Fuorigrotta .................................................... 40
Sanità nazionale ............................................................................................................................. 42
   "Nelle nostre Università lo stop al numero chiuso non sarebbe sostenibile" ............... 42
   Aborto: M5s contro gli obiettori ........................................................................................... 44
   «Sbagliato fare pubblicità sul Web alla pillola dei cinque giorni dopo» ........................ 46
   File e quiz assurdi, l' assalto a Medicina ............................................................................. 49
   I test per medicina? Buffonata: aboliamoli ......................................................................... 51
   Il M5S tira dritto: studenti penalizzati, superiamo i test d' ingresso ............................. 53
   Medicina, test difficile (e quesiti troppo tecnici) ............................................................... 55
   Presidi, medici e ministero "I non vaccinati fuori dagli asili" .......................................... 57
   TEST DI MEDICINA, IL NUMERO CHIUSO VA SOLO INNALZATO ........................................ 59
   Test sanità, +40% ricorsi previsti ......................................................................................... 61
   Vaccini, linea dura delle scuole: fuori i primi bimbi non in regola .................................. 62
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04/09/2018
                                              salernotoday.it
                                                                                                                         EAV: € 758
                                                                                                                         Lettori: 7.133
                   Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

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  Applausi, lacrime e preghiere: Torrione accoglie la statua di
                         "San Matteo"

 Applausi, lacrime e preghiere hanno
 accolto la statua di San Matteo nel
 quartiere di Torrione. Ieri sera, infatti, è
 iniziato il tour del Santo Patrono nei rioni
 della città. Prima tappa nella chiesa
 “Santa Maria ad Martyres”, situata sul
 lungomare Tafuri. L'evento Dopo la
 breve processione sono stati celebrati
 prima il Rosario e poi la Santa Messa.
 Accanto al parroco della locale chiesa, don Francesco Carmelita, c’era don Michele
 Pecoraro, parroco del Duomo di Salerno. L’effige rimarrà per tre giorni, fino al 5
 settembre. Il parroco ha organizzato momenti di preghiera a cui sono invitati tutti
 coloro che abbiano desiderio di parteciparvi. Le tappe successive Dal 5 al 7
 settembre la statua di San Matteo sarà portata nella zona orientale, precisamente
 nella parrocchia di Gesù Redentore, in via Carnelutti (Quartiere Europa); poi – dal 7
 al 9 – salirà a Brignano. La reliquia del braccio di San Matteo, invece, sarà portata
 nell’ospizio Madonna delle Grazie (13 settembre), nella casa circondariale di Fuorni
 (14 settembre) e all’azienda ospedaliera-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi
 d’Aragona" (17 settembre). Il 18 settembre dovrebbe fare tappa al Comune.

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04/09/2018

                                                                                                                          EAV: € 484
                                                                                                                          Lettori: 2.100
                    Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

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   Ospedale Costa d'Amalfi: ad agosto boom di accessi. I dati

 Il presidio ospedaliero della Costa
 d’Amalfi ancora una volta si conferma tra
 i più efficaci della Regione Campania, a
 riportarlo   sono     i    dati    espressi
 dall’ospedale nel mese di agosto. I dati
 Durante i 31 giorni più imprevedibili
 dell’anno sono stati poco più un migliaio
 di accessi totali al presidio, in aumento
 rispetto ai 926 dello scorso anno, di cui
 400 circa in codice giallo e 15 in codice rosso, cioè in serio pericolo di vita e con
 priorità massima. Il 35% degli accessi, larga parte ha interessato vacanzieri, tra cui il
 25% di nazionalità straniera con prevalenza statunitense ed europea, ma anche tanti
 australiani e giapponesi che sono ricorsi a Castiglione. Una dozzina, invece, i
 trasferimenti in eliambulanza all’Ospedale “Ruggi” di Salerno per i pazienti in codice
 rosso, per la maggior parte con gravi patologie cardiovascolari, seguite da traumi
 non solo da incidenti stradali, ma anche da cadute accidentali in terrazzamenti. Non
 sono mancati gli incidenti in mare, con traumi toracici e della colonna vertebrale
 conseguenziali a cadute a bordo. Tanti i cittadini della Costiera che dopo un banale
 dolore toracico o allo stomaco qui hanno scoperto di essere stati colpiti da infarto e,
 dunque, salvati, grazie alla professionalità di medici, cardiologi, rianimatori e
 personale sanitario. Ad agosto il plesso ospedaliero ha dovuto fare i conti con la
 carenza del personale, con il rianimatore che costretto ad accompagnare un degente
 in codice rosso presso altro ospedale lasciava inevitabilmente il turno scoperto. Ad
 ogni modo anche questi dati testimoniano l’efficacia dell’organizzazione
 dell’Ospedale “Costa d’Amalfi” che si conferma vitale per un territorio dalla
 particolare conformazione morfologica e dall’alta vocazione turistica come il nostro
 che anche quest’anno ha confermato importanti numeri relativi alle presenze.

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04/09/2018
                                                 ilvescovado.it
                                                                                                                          EAV: € 482
                                                                                                                          Lettori: 1.933
                    Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

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      Ospedale Costa d’Amalfi: ad agosto boom di accessi,
      assistenza sempre al top malgrado carenza personale

 Il piccolo, grande presidio ospedaliero
 della Costa d'Amalfi si conferma ancora
 una volta tra i più ‘efficaci' ed eccellenti
 della Regione Campania. A dirlo sono i
 dati espressi dal nosocomio costiero nel
 trascorso mese di agosto, da sempre
 caldo anche per il personale medico e
 paramedico in servizio a Castiglione di
 Ravello. Nei 31 giorni più imprevedibili
 dell'anno sono stati poco più di un
 migliaio gli accessi totali al presidio, in
 aumento rispetto ai 926 dello scorso
 anno, di cui 400 circa in codice giallo (pazienti mediamente critici con presenza di
 rischio evolutivo e possibile pericolo di vita) e 15 in codice rosso, cioè in serio
 pericolo di vita e con priorità massima. Il 35% degli accessi ha interessato
 vacanzieri, il 25% di nazionalità straniera con prevalenza statunitense ed europea.
 Ma anche tanti australiani e giapponesi che sono ricorsi alle cure dei medici di turno
 a Castiglione. Una dozzina i trasferimenti in eliambulanza all'Ospedale "Ruggi" di
 Salerno per i pazienti in codice rosso, per la maggior parte con gravi patologie
 cardiovascolari, seguite da traumi non solo da incidenti stradali, ma anche da cadute
 accidentali in terrazzamenti. Non sono mancati gli incidenti in mare, specie su
 piccole imbarcazioni, con traumi toracici e della colonna vertebrale conseguenziali a
 cadute a bordo. Tutti pazienti sono stati adeguatamente trattati secondo gli
 standard della struttura e sottoposti a tutte le analisi previste. Tanti i cittadini della
 Costiera che dopo un banale dolore toracico o allo stomaco qui hanno scoperto di
 essere stati colpiti da infarto e, dunque, salvati, grazie alla professionalità di medici,
 cardiologi, rianimatori e personale sanitario. Infatti la capacità della struttura, che
 consente di effettuare rapide diagnosi, evita lunghi ricoveri, in al contrario di quanto
 accade nei grandi ospedali in cui i ritmi sono decisamente "più lenti" e sottoporre il
 paziente a esami specifici richiede anche giorni di ricovero, con aumento dei costi
 per l'Azienda (e il disagio per l'utente). Ma non tutto è filato liscio dal punto di vista
 dell'organizzazione: ad agosto il plesso ospedaliero ha dovuto fare i conti con la
 carenza del personale, con il rianimatore che costretto ad accompagnare un degente
 in codice rosso presso altro ospedale lasciava inevitabilmente il turno scoperto. Ad
 ogni modo anche questi dati testimoniano - se ve ne fosse ancora bisogno -

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l'efficacia dell'organizzazione dell'Ospedale "Costa d'Amalfi" che si conferma vitale
per un territorio dalla particolare conformazione morfologica e dall'alta vocazione
turistica come il nostro che anche quest'anno ha confermato importanti numeri
relativi alle presenze.

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05/09/2018                                                                                                                   Pagina 22
                                        Il Mattino (ed. Salerno)
                                                                                                                             EAV: € 11.508
                                                                                                                             Lettori: 133.364
                       Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

       Corsa a Medicina la carica dei 1.580 «Prova difficile»
 Barbara Landi
 La più antica Carta costituzionale ancora
 vigente, i Frattali e la geometria non
 euclidea, e ancora le Tavole della Verità,
 la duplicazione del Dna, il Ph e gli
 enzimi: sono alcuni dei quesiti dei test d'
 ingresso a numero chiuso per la facoltà
 di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e
 Protesi Dentaria. Una prova di selezione
 molto più difficile dello scorso anno,
 secondo i candidati: particolarmente
 complesse le tracce di chimica, biologia
 e logica. Dei 1.714 prenotati, si sono
 presentati alle selezioni 1.580 aspiranti
 camici bianchi, che hanno invaso le vie
 interne del campus universitario prima
 dell' apertura dei cancelli, bloccando
 anche il raccordo autostradale Salerno-
 Avellino di mattina presto, causando
 lunghe code. Dalle 8.30, dopo l' ingresso
 nelle aule, all' ansia si è sostituita un'
 atmosfera di grande serenità, addirittura
 superiore rispetto alle passate edizioni.
 Al contrario di quanto avvenuto nelle
 grandi metropoli italiane, dove sono
 scesi in strada i sindacati degli studenti contro la prassi del numero chiuso,
 considerato anticostituzionale ed una privazione della libertà di scelta, a Salerno non
 si è verificato nessun episodio di protesta. Soltanto all' uscita, intorno alle ore 13, è
 apparso uno striscione di rottura ad opera del collettivo Link Unisa, con un vistoso
 punto interrogativo sul futuro della sanità del Paese, con una selezione forzata e un
 numero di scuole di specializzazione sempre più ridotto. L' ORGANIZZAZIONE
 Collaudata, invece, l' organizzazione predisposta dall' Unisa, con la tradizione ormai
 imprescindibile del saluto di benvenuto del rettore. «Quest' anno registriamo un
 ulteriore incremento - insiste Aurelio Tommasetti - una media di 12 candidature per
 un posto a disposizione, su una media nazionale di uno a sei, a testimonianza della
 qualità dell' offerta didattica e della ricerca del nostro ateneo. Un dato che ci
 responsabilizza, perchè 1.600 ragazzi vogliono sicurezza, serenità e trasparenza.
 Dopo i test partiranno subito le immatricolazioni e dal primo ottobre tutti in aula per
 garantire la migliore formazione possibile». Tommasetti non perde però occasione
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per lanciare un affondo a Napoli e alla Federico II: «Noi non fittiamo capannoni o
mostre di qualche cosa (con un chiaro riferimento agli spazi della Mostra d'
Oltremare), ma facciamo le selezioni all' interno del nostro campus. Come università
abbiamo fatto ogni sforzo. Quest' anno abbiamo ridotto del 50per cento il costo del
test come ulteriore segnale di attenzione alle esigenze degli studenti, in linea con la
politica di premiare il merito su cui si fonda il nostro rapporto fiduciario con i
giovani». Ben 150 unità di personale tra docenti e amministrativi e 34 aule
coinvolte. LE PROCEDURE Ad evidenziare l' assoluta trasparenza delle procedure
anche il presidente della commissione, Ettore Cassandro: «I plichi arrivano il giorno
prima e vengono conservati in un caveau blindato, sigillati all' origine. L' apertura
avviene all' interno delle aule, alla presenza di testimoni sorteggiati per verificarne l'
integrità. Vengono così distribuiti i test ai candidati che possono aprirli all' inizio
della prova in contemporanea». Intanto in attesa, fuori, intere famiglie, genitori,
fratelli, sorelle, fidanzatini e anche qualche parente più agèe come nonna Nadia.
«Salerno è una sede attrattiva, appetibile e questo è il risultato del lavoro svolto su
didattica, ricerca e assistenza - sottolinea il direttore del dipartimento, Mario
Capunzo - Ci inorgoglisce e ci spinge a fare meglio. Siamo un' eccellenza. Il futuro è
la ricerca, ma la sfida è anche ripercorrere le tracce dell' antica Scuola Medica
Salernitana, che non era una schola di pensiero, ma una vera scuola di medicina
dove i giovani imparavano a fare il medico. Sviluppare competenze, quindi, per cui
la clinicizzazione, le esperienze e la parte pratica ospedaliera sono fondamentali. La
laurea diventerà abilitante, per cui non ci sarà bisogno dell' esame di Stato:
dobbiamo formare buoni medici, con l' augurio di non dimenticare il tema dell'
umanizzazione delle cure. Curare non solo la sofferenza, ma anche l' anima, vicini
all' ammalato e ai suoi familiari in un rapporto empatico, di piena fiducia e di stima
completa, che sortisce risultati migliori. Medicina è una scelta importante, richiede
sacrificio, molto studio e lavoro: va fatta con il cuore e con la responsabilità prima
della razionalità, ma è una decisione che ripaga». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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05/09/2018                                                                                                                    Pagina 24
                                         Il Mattino (ed. Salerno)
                                                                                                                              EAV: € 8.958
                                                                                                                              Lettori: 133.364
                        Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

                   Crisci, denuncia e inchiesta della Procura
 Angela Trocini
 La Procura della Repubblica ha aperto
 un' inchiesta per fare luce su eventuali
 responsabilità in relazione alle gravi
 condizioni di salute successive all'
 intervento chirurgico alla colicisti a cui è
 stato sottoposto il medico legale
 Antonello Crisci, presso la Casa di cura
 Tortorella. Il fascicolo investigativo è
 stato     aperto     dopo     la   denuncia
 presentata dai familiari del docente
 universitario, noto professionista sia
 negli ambienti accademici, forensi e
 giudiziari. Sudisposizione del procuratore
 aggiunto e dei due sostituti titolari del
 fascicolo, sono stati acquisiti i documenti
 relativi all' intervento in laparoscopia, ed
 effettuata un' ispezione dei Nas e dell'
 Asl presso le sale operatorie della casa
 di cura Tortorella dove il professionista
 era stato sottoposto all' intervento. Il
 professore Crisci è stato operato una
 prima volta il 30 luglio e dopo due giorni
 è stato nuovamente operato a causa di
 una grave infezione conseguente al
 primo intervento. Trasportato dai familiari all' azienda ospedaliera universitaria San
 Giovanni di Dio e Ruggi d' Aragona, il professore Crisci versa a tutt' oggi in gravi
 condizioni, ma stazionarie; è ricoverato presso il reparto di Rianimazione di via San
 Leonardo. I NODI L' inchiesta dovrà chiarire molte circostanze in ordine al primo
 intervento ed a quello successivo, sempre effettuato presso la Casa di cura privata.
 Nel fascicolo di indagine sarebbero confluite anche le registrazioni degli interventi
 effettuati in emergenza al Ruggi per salvare la vita al professionista. La vicenda del
 professore Crisci tiene in apprensione, comprensibilmente, non solo la sua famiglia
 ma i tanti ambienti professionali ed istituzionali all' interno dei quali il docente
 universitario e medico legale da sempre è stimato ed apprezzato per le sue qualità
 umane e di studioso. Sempre sorridente, gentilissimo e garbato nei modi: un
 gentiluomo. Nelle scorse settimane all' ospedale di via San Leonardo sono arrivati
 molti allievi e tantissimi conoscenti, oltre gli amici più stretti che hanno circondato d'
 affetto i familiari sostenendoli e condividendo la speranza della guarigione dell'
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amatissimo congiunto. Il suo nome, per stare alla cronaca, è legato agli esami
medico-legali effettuati nell' inchiesta sul delitto delle Fornelle e la perizia sull'
attore Domenico Diele. Il segno della sua professionalità e umanità è emerso in
occasione delle autopsie sui corpi delle 26 migranti sbarcate a Salerno, effettuate
dal pool di medici che ha coordinato. In dichiarazioni alla stampa non nascose il
dolore ed il raccapriccio per quella atroce vicenda. Nato a Vietri sul Mare 66 anni fa
(Comune che lo ha insignito della cittadinanza onoraria), è residente a Salerno ed è
professore associato di medicina legale presso l' Università degli Studi di Salerno,
insegnando medicina legale e bioetica nel corso di laurea in Medicina e Medicina
legale presso la facoltà di Giurisprudenza. LA CARRIERA È responsabile dell' unità
operativa dipartimentale di Medicina legale, psicopatologia forense e psicologia
clinica presso l' azienda ospedaliera universitaria di Salerno. E da ottobre scorso è a
capo dell' istituto di medicina legale inaugurata a San Severino. L' accademico è
inoltre specialista in neurologia, farmacologia, oltre che medicina legale e delle
assicurazioni svolgendo ricerche in indagini sperimentali di interesse tossicologico,
psicopatologicoforense e medico legale, con circa 130 pubblicazioni scientifiche. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.

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05/09/2018
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                                                                                                                          Lettori: 233
                    Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

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     Donazione degli organi, nel Salernitano raccolte 20mila
                            adesioni

 Fa tappa oggi all’ospedale Ruggi di
 Salerno, dalle 12:30, la campagna “Dona
 gli organi, il trapianto è vita”, dell’Aido
 (Associazione italiana donatori organi)
 che, da 45 anni organizza iniziative di
 sensibilizzazione.    Protagonista      delle
 campagna è un socio dell’Aido, Giuseppe
 Iacovelli, trapiantato di rene che è
 impegnato in un tour in bicicletta, da
 Fondi in provincia di Latina fino a Lametia Terme in 5 tappe. Salerno è una tappa
 significativa perchè solo nell’ultimo mese sono stati effettuati due prelievi di organi
 che hanno salvato la vita a pazienti in tutta Italia. In occasione di questa iniziativa
 sono stati diffusi dei dati che sono stati pubblicati dal quotidiano La Città: La sezione
 provinciale di Salerno dell’Aido conta circa 7.800 iscritti, ma soprattutto al momento
 in provincia di Salerno coloro che hanno espresso il parere favorevole alla donazione
 degli organi sono 20.300 in 61 comuni. Sono circa 2.300 solo a Salerno. Lo hanno
 fatto attraverso il registro istituito presso i Comuni o rinnovando la carta d’identità
 con le nuove modalità.

              Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso
05/09/2018
                                                salernotoday.it
                                                                                                                           EAV: € 742
                                                                                                                           Lettori: 7.133
                     Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

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        Donazioni di organi al Ruggi: numeri in crescita, la
                  campagna di sensibilizzazione

 Due prelievi di organi destinati a pazienti
 varie località italiane, solo nell'ultimo
 mese, a Salerno. Come riporta La Città,
 la campagna informativa dell’Aido
 (Associazione italiana donatori organi)
 che,     da    45    anni,     propone     di
 sensibilizzare          la         comunità
 sull’importanza di decidere in vita la
 donazione post mortem degli organi utili
 per il prelievo, ai fini del trapianto. Singolare, il tour di sensibilizzazione in bicicletta,
 da Fondi a Lametia Terme in 5 tappe. È “Dono per la Vita” ed ha per protagonista
 Giuseppe Iacovelli, sportivo e trapiantato di rene. I dati Oggi, alle ore 12.30,
 Giuseppe è arrivato nel piazzale dell’ospedale Ruggi. Ad accoglierlo, la Direzione
 strategica, il responsabile del Centro trapianti Paride de Rosa, il primario di
 Anestesia e Rianimazione Renato Gammaldi con la responsabile donazione organi
 Carmela Policastro, il consigliere comunale, presidente commissione Sport, Corrado
 Naddeo e la coordinatrice del Centro trapianti Cristina Vernieri con le Associazioni di
 volontariato. I dati recenti hanno riscontrato un aumento di interesse da parte dei
 giovani: in provincia di Salerno, attualmente in 61 comuni su 158, le persone che
 hanno espresso il proprio consenso alla donazione sono ben 20.300.

               Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso
05/09/2018                                                                                                                  Pagina 24
                                       Il Mattino (ed. Salerno)
                                                                                                                            EAV: € 5.754
                                                                                                                            Lettori: 133.364
                      Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

    Il tour in bici del trapiantato «La donazione è nuova vita»
 SABINO RUSSO
 LA SALUTE Sabino Russo «Senza la
 donazione non c' è trapianto e non c' è
 vita». È giunto, ieri al Ruggi, il tour
 «Dono per la vita», per promuovere la
 cultura della donazione degli organi. A
 promuoverlo, in sella alla sua bici, con la
 quale è partito l' altro giorno da Fondi,
 facendo prima tappa a Capua, è
 Giuseppe Iacovelli, 60enne laziale, che
 ha scoperto a 25 anni di essere affetto
 da reni policistici e ha avuto la fortuna di
 poter godere del trapianto. LA STORIA La
 sua storia è di quelle che squarciano il
 cuore e aprono la mente. Verso la fine
 del 2001, infatti il medico gli ha dovuto
 togliere    anche     il   secondo     rene,
 avviandolo alla dialisi. Era sempre
 stanco, riusciva a stento a continuare il
 suo lavoro di elettricista, non riusciva
 quasi più a camminare, sembrava che la
 sua fine fosse vicina e non vedeva
 spiragli, nonostante avesse solo 44 anni,
 fino a quando il 14 dicembre del 2004 è
 arrivata la telefonata del Centro trapianti
 dell' Aquila. Per questo, approfittando della sua grande passione per il ciclismo, ha
 deciso di organizzare questo tour e con la sua bicicletta, partito da Fondi, arriverà a
 Lamezia Terme, in 5 tappe, il 7 settembre. Nel piazzale Ruggi, ad accoglierlo, c' era
 il responsabile del centro Trapianti Paride De Rosa e il primario di anestesia Renato
 Gammaldi. «Il trapianto salva e migliora la qualità della vita spiega Senza la
 donazione non c' è vita e io sono la testimonianza di questo. Per lo stesso motivo ho
 voluto fare questo tour. Domani (oggi, nda) sarò ad Ascea, poi Scalea, per finire a
 Lamezia». «Qualunque cosa che può diffondere la donazione, che in questi anni
 stiamo facendo nostra, è importante continua Renato Gammaldi La donazione è una
 grandissima esperienza di vita, ma estremamente dolorosa, per questo l' approccio
 con le famiglie è molto delicato, perché in queste situazioni non esiste il cosiddetto
 ombrello». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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05/09/2018                                                                                                                  Pagina 5
                                             La Città di Salerno
                      Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

                            Inchiesta sull'intervento a Crisci
 Marcella Cavaliere
 C'è un'inchiesta sull'intervento chirurgico
 dopo il quale il medico legale Antonello
 Crisci , docente universitario, è stato
 ricoverato in Rianimazione in condizioni
 gravissime. Ora il neurologo non è più in
 pericolo di vita, ma il suo quadro clinico
 resta molto complesso e i familiari hanno
 presentato un esposto alla Procura per
 chiedere di fare luce su cosa è accaduto,
 a partire da quando il docente si è
 ricoverato nella clinica Tortorella per
 un'operazione alla colecisti. In seguito
 alla denuncia gli inquirenti hanno acquisito la cartella clinica del paziente e avviato
 un'indagine che prende in esame tutte le ipotesi: dalla fatalità all'errore umano, fino
 ad eventuali difetti nel funzionamento delle attrezzature mediche. Da circa un mese
 il professore Crisci è ricoverato nel reparto di anestesia e rianimazione del Ruggi
 d'Aragona; ora respira autonomamente ma occorre ancora tempo per capire quali
 danni sono stati riportati dal punto di vista cerebrale. Per questo è previsto il suo
 trasferimento in un centro specializzato di riabilitazione al Nord, dove dovrà essere
 assistito per recuperare le normali funzionalità, visto che per ora non riesce ancora a
 parlare. Lo scorso 30 luglio si trovava nella casa di cura Tortorella per sottoporsi
 all'intervento alla colecisti e i primi di agosto è arrivato al Ruggi in condizioni
 estremamente gravi. In seguito all'intervento il professore avrebbe riportato una
 lesione all'intestino. Con il passare delle ore il liquido fuoriuscito sarebbe andato in
 circolo e il docente ha iniziato pian piano ad andare in sofferenza. Iniziava ad
 avvertire dei dolori in punti diversi da quelli in cui aveva subito l'intervento e non
 riusciva a espletare funzioni che a distanza di ore dall'intervento avrebbero dovuto
 riprendere normalmente. Dopo un paio di giorni, quando è stato chiaro che
 bisognava intervenire, è stato sottoposto in clinica a un intervento chirurgico per
 porre rimedio e bloccare la perdita dall'intestino. Ma in seguito è stato necessario il
 trasporto al Ruggi dotato della Rianimazione e delle attrezzature necessarie. Il
 liquido intestinale era ormai entrato in circolo, e la forte infezione ha comportato
 gravi conseguenze. Il professore si trova adesso davanti alla sua prova più dura,
 mentre la magistratura sta indagando per accertare la verità.

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05/09/2018                                                                                                                 Pagina 12
                                            La Città di Salerno
                      Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

  Sedute operatorie in ospedale «Garantita solo l'emergenza»
 Alfonsina Caputano
 Ancora bloccate le sedute operatorie di
 elezione in ospedale. La denuncia viene
 dal sindacalista Cisl Gaetano Biondino il
 quale ha sottolineato come «nonostante
 le garanzie che l'attività operatoria
 sarebbe ripresa a pieno regime a partire
 dal primo settembre, nulla è ancora
 stato stabilito». La sala operatoria
 continua, dunque, ad essere utilizzata
 solo per le urgenze, così come è
 avvenuto per tutta l'estate. Dallo scorso
 30 giugno, infatti, al Santa Maria
 dell'Olmo sono state garantite solo le
 operazioni di emergenza, in attesa che,
 trascorsa l'estate, il personale sanitario
 rientrasse dalle ferie e si tornasse a
 lavorare a pieno ritmo. Ma, a quanto
 pare, non si sa quando giungerà questo
 momento. «Mentre si decide, i cittadini
 sono costretti a soffrire ed aspettare ha
 precisato il sindacalista E nessuno fa
 niente, compresa la classe politica che
 sembra non capire che quello a cui stiamo assistendo è un depotenziamento
 dell'ospedale, che alla fine chiuderà perché rimarrà vuoto: privo di personale e
 servizi ». Peraltro è solo di qualche giorno fa la denuncia dello stesso Biondino sulla
 carenza di personale nella Farmacia del Santa Maria dell'Olmo. Una circostanza,
 questa, che implica la paralisi del servizio in caso di assenza di uno degli addetti.
 Una situazione non più sostenibile, per risolvere la quale il sindacalista chiede
 l'intervento della politica. «A me pare che ci sia un'indifferenza generale sul
 problema spiega Sembra che nessuno abbia a cuore le sorti di questa struttura e la
 salute dei cittadini se non gli operatori che ci lavorano, che hanno rinunciato anche
 alle ferie pur di non paralizzare un settore». Sulle problematiche poste da Biondino,
 ieri è intervenuto il gruppo di opposizione Responsabili per Cava, che ha denunciato:
 «Non si nasce più a Cava; la chirurgia di elezione è pressoché assente da oltre un
 anno; l'ambulatorio di ginecologia è stato chiuso per le ferie estive dell'anno scorso
 e non è stato più riaperto; gli anestesisti si autosospendono le ferie per non chiudere
 il reparto; la Farmacia ospedaliera chiude se si assentano gli unici due addetti e,
 infine, arrivano tre infermieri, ma 5 andranno in pensione».
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05/09/2018
                                          La Città di Salerno
                                 Argomento: Sanità Salerno e provincia

                         «Pronto soccorso da potenziare»
 (d. r.)
 L'opposizione chiede un potenziamento
 del personale al pronto soccorso
 dell'ospedale di Sarno. Alla luce degli
 ultimi episodi verificatisi nel reparto di
 primo intervento del Martiri del Villa
 Malta, con dissidi tra pazienti e
 personale dovuti principalmente ad una
 carenza di organico, è intervenuto il
 consigliere comunale Giovanni Montoro ,
 capogruppo di Sarno Civica: «Il pronto
 soccorso è una polveriera pronta ad
 esplodere. Le prestazioni erogate non
 sono certo un esempio di buona
 organizzazione - afferma Montoro -
 auesto reparto ha gestito nell'ultimo
 anno più del triplo degli accessi previsti
 e per cui è strutturato. Il forte aumento
 del numero dei pazienti, infatti, non è
 stato bilanciato da un adeguato
 potenziamento. Inoltre, la sofferenza dei
 pazienti e la preoccupazione dei familiari
 rendono snervante l'attesa al Pronto
 Soccorso e sfociano, sempre più spesso, in episodi di violenza verso il personale».
 Montoro continua: «Una struttura nuova, moderna e capiente non viene sfruttata per
 le sue enormi potenzialità e tenuta perennemente sotto organico. Vittime sono sia i
 cittadini che il personale medico. Siamo ormai stanchi di chiedere spiegazioni e di
 ricevere le solite risposte. Servono fatti concreti e servono nuove ed urgenti
 assunzioni, oltre che una naturale e conseguenziale riorganizzazione dell'intero
 reparto, in modo da riuscire ad assicurare un livello sufficiente, se non ottimo, del
 servizio», ha concluso il consigliere di minoranza.

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05/09/2018                                                                                                                Pagina 5

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                                                                                                                          Lettori: 29.750
                                  Argomento: Sanità Salerno e provincia

                     Faccia a faccia tra associazioni e Asl
 VINCENZO SENATORE
 Stamattina       una      delegazione      di
 associazioni e genitori di bambini
 autistici incontra il commissario dell'Asl
 Salerno, Mario Iervolino. Alla riunione
 partecipa anche il capo del dipartimento
 di salute mentale, Giulio Corrivetti, che
 nelle ultime settimane è stato lo sherpa
 che ha cercato di ricucire lo strappo tra
 le parti e mettere tutti intorno a un
 tavolo per trovare una soluzione al
 problema dell'assistenza e inclusione
 degli autistici. Il nodo della vicenda è
 sempre lo stesso: le famiglie chiedono
 all'Asl Salerno di rispettare i dettami
 della legga sull'autismo e provvedere a
 organizzare e gestire un progetto
 globale, coordinando così anche le
 attività di Comune e scuola. Perché -
 dicono i genitori - se l'autistico non viene
 assistito in tutti i momenti della giornata
 secondo un programma strutturato e
 performante qualsiasi progetto rischia di
 diventare una perdita di tempo. Al commissario saVincenzo Senatore ranno
 sottoposti dei punti specifici sui quali associazioni e famiglie non intendono trovare
 accordi o accettare scorciatoie. L'alternativa è quella di portare il dossier all Procura
 della Republica, per la parte relativa alle violazioni di legge, e alla Corte dei Conti
 per quanto concerne lo spreco di risorse pubbliche. Un esempio su tutti: se l'Asl
 provvedesse a pagare direttamente gli assistenti risparmierebbe circa 20 euro l'ora
 per ogni autistico, invece col sistema attuale si passa per i centri accreditati che
 applicano un costo compreso tra 42 e 44 euro l'ora, soldi che servono per coprire le
 spese di struttura. Vogliamo fatti, non più parole e promesse, dicono le mamme e i
 papà dei giovani autistici. Alle prese, quotidianamente, con ogni sorta di problema e
 con un sistema dell'assistenza che evidentemente non funziona. Al moDopo le
 tensioni delle ultime settimane si cerca una soluzione per l'assistenza e l'inclusione
 IL CASO AUTISMO / Oggi presso la sede di via Nizza il confronto col commissario
 Mario Iervolino. I genitori chiedono l'attivazione del progetto globale mento ci si
 muove lungo tre direttrici: l'Asl, una volta effettuata la diagnosi, manda l'autistico
 presso un centro accreditato per un programma di assistenza; il Comune di Salerno
              Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso
assegna dei voucher alle famiglie e impone loro di impiegarli presso delle
cooperative inserite in un elenco di soggetti accreditati; le scuole non hanno alcun
programma coordinato, in alcuni casi addirittura destinano all'insegnamento di
sostegno docenti che beneficiano della Legge 104 e che quindi si assentano spesso,
non garantendo così continuità educativa all'autistico. Un modello virtuoso è quello
dell'Asl di Benevento, che rispetta in pieno i dettami della legge e offre un'assistenza
qualificata e completa. Basterebbe semplicemente applicare quel sistema - spiegano
i genitori - per dare un servizio finalmente di qualità ai nostri figli e chiudere
qualsiasi scontro o polemica. Oggi ne sapremo di più. Forse.

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05/09/2018                                                                                                               Pagina 5

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                                                                                                                         Lettori: 29.750
                                 Argomento: Sanità Salerno e provincia

         Medici di base, quasi mille precari nel Salernitano

 SANITÀ / Secondo il sindacato Smi la
 vera emergenza sta nella mancata
 stabilizzazione L' allarme sulla prossima
 carenza di medici di base è ingiustificato
 secondo il sindacato Smi. Infatti la
 soluzione sarebbe già in casa in quanto
 basterebbe stabilizzare le migliaia di
 precari (7.600 a livello nazionale, quasi il
 50% di questo numero solo in Campania)
 per risolvere il problema. "Esistono
 centinaia di contratti di sostituti per la ex
 guardia medica, coperti da oltre 10 anni
 da medici che devono essere stabilizzati
 per evitare che vadano in pensione a 70
 anni da precari", spiega Ernesto
 Esposito, segretario dello Smi presso l'
 Asl Napoli 1. "Se parliamo di Napoli e
 Salerno siamo al cospetto di una vera e
 propria emergenza che va affrontata
 quanto prima", chiarisce. "Per quanto
 riguarda la medicina generale è
 necessario sottolineare che non esiste
 una situazione unica su tutto il territorio nazionale ed è per questo che i dati si
 differenziano da regione a regione. In Campania - prosegue Esposito - abbiamo
 elaborato come medici di continuità assitenziale in sinergia con i colleghi di altre
 regioni tra cui la Sicilia una tabella che partendo dai dati pubblicati da fonte
 fnomceo nel 2017 ha rielaborato gli stessi con riferimento ad altri parametri tra cui
 la densità abitativa,i dati evidenziano che la carenza di medici di base non esiste in
 Campania". La Campania risulta essere la regione con la maggiore densità abitativa
 nazionale parametrata sulla popolazione residente, a cui si deve aggiungere la
 popolazione turistica o comunque presente sul territorio e non residente
 anagraficamente ma che comunque necessita di assistenza sanitaria. Dati alla mano
 quindi si può dire che per quanto riguarda la medicina generale, che include oltre ai
 medici di famiglia anche la continuità assistenziale (ex guardia medica) ed il 118
 medici convenzionati, i dati finali che giungeranno al ministero saranno molto diversi
 da regione a regione. "In Campania esiste un esercito di medici ultraquarantenni che
 lavorano da oltre 10 anni come sostituti precari nella continuità assistenziale e nel
 118 in attesa di stabilizzazione o di assegnazione per coprire la carenza di medicina
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di base", dicono dallo Smi. Secondo questa tesi un nuovo massiccio piano di
assunzioni metterebbe solo i precari nelle condizioni di dover finire la vita lavorativa
nella condizione in cui si trovano adesso. Giuseppe Silvestre.

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05/09/2018                                                                                                                Pagina 19

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                                                                                                                          Lettori: 29.750
                                  Argomento: Sanità Salerno e provincia

    Ospedale, organico ridotto, rischio assistenza: allarme di
                    medici e di sindacalisti

 EBOLI. La carenza di organico finisce per
 incidere sulla qualità dei servizi.
 Circostanza che diventa drammatica se i
 servizi sono quelli sanitari, se il tema è l'
 assistenza ai degenti in una struttura
 ospedaliera. Il problema era stato
 sollevato già nello scorso merse dalla Uil,
 ma ora ro torna di attualità con un'
 ulteriore nota sindacale che richiama i
 vertici aziendali e di struttura alle loro
 responsabilità, sottolineando come gli
 impegni assunti, anche di verificare
 soluzioni alternative, non siano stati
 rispettati. La nota firmata dal referente
 UIL FPL Medici dell' ospedale di Eboli,
 Giancarlo Giolitto, e dai rappresentanti
 sindacali della segreteria, Vincenzo
 Romanzi e Vito Sparano, indica con
 chiarezza la necessità che si intervenga
 immediatamente        nel    garantire    al
 presidio ospedaliero di Eboli quella
 dotazione organica che consenta agli
 operatori di assicurare l' assistenza sanitaria necessaria. Tra l' altro, in un passaggio,
 i rappresentanti sindacali chiedono «la imme diata assegnazione di personale,
 medico e di comparto, anche in considerazione delle procedure di reclutamento
 avviate ormai da molti mesi e non ancora concluse». Ci sarebbe dunque in essere
 una procedura di reclutamento personale che accuserebbe ritardi e la Uil lancia
 accuse precise: «Procedure rispetto alle quali si chiede di conoscere formalmente le
 motiva zioni del ritardo circa la loro conclusione e chi, eventualmente, stia
 determinando tale ritardo». Il sindacato assume in pieno la tutela sia dei lavoratori,
 sia dell' utenza, concludendo così la nota: «In difetto di tutto quanto richiesto ai
 destinatari suindicati, saranno attivate tutte le azioni a tutela e garanzia dei malati e
 degli operatori». Eugenio Verdini.

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05/09/2018                                                                                                                Pagina 29
                                     Il Mattino (ed. Salerno)
                                                                                                                          EAV: € 7.268
                                                                                                                          Lettori: 133.364
                                  Argomento: Sanità Salerno e provincia

  Ospedale, secondo black out reparti bui, ascensori bloccati
 FRANCESCO FAENZA
 EBOLI EBOLI Francesco Faenza Blackout
 in ospedale, tensione nei reparti. È la
 seconda volta che accade, il precedente
 risale ad aprile, e ancora il gruppo di
 continuità non ha funzionato. Questa
 volta le sale operatorie erano chiuse.
 Non c' erano interventi in programma.
 Affidarsi alla fortuna è riduttivo. Più dei
 pazienti e dei loro familiari, a essere
 indignati sono i medici. Il blackout nel
 pomeriggio di lunedì scorso. Solo ieri alle
 11 è tornata la normalità. Il via libera per
 aprire le sale operatorie e iniziare gli
 interventi è stata dato ieri, poco prima di
 mezzogiorno. Luci spente nei reparti e
 ascensori      bloccati.      Lunedì      da
 dimenticare, tensione alle stelle in
 cardiologia (Utic) e in rianimazione. I
 pazienti tenuti in vita dai macchinari non
 hanno rischiato ma l' ansia tra i medici e
 i parasanitari è apparsa evidente.
 Allertati i conducenti di ambulanza, è
 stato organizzato il trasferimento dei
 pazienti più gravi all' ospedale di
 Battipaglia. La situazione è lentamente rientrata. L' allarme rosso è stato affrontato
 grazie alla squadra di elettricisti e manutentori coordinati da Paolo Costa. I tecnici
 del Santa Maria Addolorata hanno fatto i salti mortali per il ritorno alla normalità. Il
 gruppo di continuità è stato sostituito con un gruppo elettrogeno a gasolio. Il
 meccanismo è più lento all' inizio, e ha un' autonomia limitata. Ma a differenza del
 gruppo di continuità ha funzionato. Il sistema di emergenza ha fallito ancora.
 Quando si sono spente le luci (blackout generale) l' erogazione dell' energia elettrica
 doveva continuare. LA PROTESTA Così funziona in tutti gli ospedali d' Italia. Così non
 è stato a Eboli. La prima reazione è giunta dalla Uil Fps: «È un fatto grave- afferma
 Vito Sparano- bisogna fare chiarezza sulle singole responsabilità. Auspichiamo una
 rapida soluzione con la ditta che ha venduto il gruppo di continuità all' ospedale.
 Sembra che fossero state già segnalate alcune anomalie». La corrente elettrica? «Ha
 funzionato a singhiozzo. Sono andato a piedi, l' ascensore non l' ho preso»,
 raccontava ieri un paziente a passeggio tra il reparto di medicina e il bar esterno all'
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ospedale. Parlare di pomeriggio da incubo è esagerato ma solo perché le sale
operatorie erano chiuse. Dai dirigenti dell' ospedale si attende una soluzione
concreta per evitare che, al prossimo blackout, tutto ripiombi nel buio assoluto. Le
soluzioni vecchie (gruppo elettrogeno) sono sempre a portata di mano. Ma due flop
consecutivi del gruppo di continuità evidenziano un problema organizzativo
imbarazzante e pericoloso. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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05/09/2018                                                                                                                Pagina 7

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                                                                                                                          Lettori: 29.750
                                          Argomento: Sanità Campania

   Cardarelli preso d'assalto Si passa dal pronto soccorso per
                   evitare di pagare gli esami

 Napoli Sommersi dai pazienti e con i
 soliti furbi che si rivolgono al pronto
 soccorso per saltare liste d' attesa (e
 relativi costi) su analisi e accertamenti.
 Una situazione che ha creato non poche
 difficoltà. La settimana del controesodo
 si è trasformata, infatti, per i medici dell'
 emergenza del Cardarelli in un vero e
 proprio incubo, e nella notte tra lunedì e
 martedì si è arrivati a superare la soglia
 di allerta. Alle 7 di ieri mattina la
 direzione     strategica    dell'   azienda
 ospedaliera è stata costretta ad attivare
 l' unità di crisi, avviando di fatto tutti i
 protocolli che permettono di gestire il
 super afflusso e governare l' emergenza.
 Nella sostanza, si tratta di una cabina di
 regia che comprende tutti i responsabili
 delle diverse strutture, il bed manager e
 ovviamente la direzione generale e
 sanitaria dell' azienda. Perché, come
 ripete    il   direttore    generale    Ciro
 Verdoliva, se è vero che «non si può
 scegliere quanti pazienti debbano arrivare al pronto soccorso, con un lavoro
 meticoloso si può fare in modo che le cose non degenerino. Sappiamo bene -
 aggiunge - che in momenti come questi è necessario tenere ancor più alta l'
 attenzione per evitare che la situazione vada fuori controllo». Impressionanti i
 numeri. Nella mattinata di ieri, solo nell' area dell' emergenza, si contavano più di 40
 barelle distribuite tra la medicina d' urgenza, la chirurgia d' urgenza, la gastro, l'
 unità operativa cardiologica con Utic e la neurochirurgia. Al collasso l' osservazione
 breve intensiva con più di 100 pazienti su 36 posti disponibili. Diverse le ragioni di
 questa crisi, a cominciare da un numero abnorme di accessi inappropriati,
 addirittura il 59%, stando ai dati diffusi dalla direzione generale dell' ospedale. Si
 tratta per lo più di pazienti con disturbi tranquillamente gestibili a casa, al massimo
 con il supporto del medico di famiglia. A questi va comunque aggiunta una mole di
 ricoveri in emergenza, per malattie respiratorie, complicanze di malattie croniche e

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addirittura pazienti trasferiti per complicanze post operatorie da altri ospedali. In
questo contesto è sempre più evidente quanto sia ormai indifferibile l' apertura del
pronto soccorso dell' Ospedale del Mare, che dovrà quanto prima essere in
condizione di alleggerire il carico del Cardarelli ed entrare a tutti gli effetti nella rete
dell' emergenza. Ma questa è un' altra storia. Tornando invece all' emergenza del
Cardarelli, è servito uno sforzo straordinario per evitare che si interrompesse la
continuità assistenziale e addirittura l' attività chirurgica d' emergenza. L' unità di
crisi ha valutato ogni singolo caso, per definire quali pazienti trasferire una volta
ottenute le disponibilità. Solo così, nonostante al pronto soccorso continuassero ad
arrivare pazienti, la situazione ha cominciato ad alleggerirsi. Alle 17 erano poco più
di 30 le barelle in tutta l' area dell' emergenza e circa 80 i pazienti ancora in
osservazione breve. Ovviamente, in questo «tsunami assistenziale» non è stato
possibile evitare di sospendere l' attività di elezione. Tutti gli interventi chirurgici
classificati come "non urgenti" riprenderanno appena l' emergenza sarà rientrata.
«Nonostante le difficoltà - conclude il direttore generale - tutto il personale ha fatto
uno sforzo enorme. Ora speriamo di poter riprendere al più presto anche l' attività di
elezione, che per il Cardarelli resta un punto essenziale». Anche altri pronto
soccorso sono in questi giorni sotto pressione, come il Pellegrini di Montesanto e l'
ospedale San Paolo di via Terracina, ma nonostante tutto i casi più complessi
finiscono inesorabilmente all' ospedale del Vomero.

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05/09/2018                                                                                                                Pagina 7

                                                                                                                          EAV: € 668
                                                                                                                          Lettori: 29.750
                                          Argomento: Sanità Campania

       Da sei mesi in attesa di un trapianto Vincenzo rivive

 Al Monaldi È stato dimesso dall' ospedale
 Monaldi di Napoli Vincenzo Langella, 19
 anni, che ha avuto un trapianto di cuore
 dopo sei mesi di attesa e dopo aver
 vissuto per un periodo con il cuore
 artificiale. Lo fa sapere la mamma Mena
 che afferma: «Si è trattato del dono di un
 angelo che gli ha regalato una nuova
 speranza di vita....a lui, al suo coraggio
 ed a quello della sua famiglia, va il mio
 pensiero d' amore». «A mio figlio che ha
 mantenuto il sorriso dando coraggio
 anche a me con la sua forza ho
 promesso che sarebbe uscito - aggiunge
 Mena - e se accade oggi devo ringraziare
 la professionalità e la dedizione del
 dottor Andrea Petraio e del dottor Ciro
 Maiello e del personale medico e
 infermieristico      del     reparto    di
 Cardiochirurgia del Monaldi». «Ho avuto
 la fortuna di trovarmi in un luogo dove
 sanno usare la tecnologia per salvare la
 vita, `Il cuore di Berlino', grazie alla
 quale Vincenzo ha potuto attendere il dono, sono pochi i centri in Italia dove si
 utilizza questo impianto». Vincenzo indossa con orgoglio le scarpe, erano mesi che
 desiderava indossarle «per calpestare la strada della rinascita», ed è lui che con gli
 occhi sorridenti, dietro la mascherina, manda un `in bocca al lupo' al piccolo Alessio,
 attualmente ricoverato con `berlin heart'. «Tutti facciamo il tifo per lui affinché
 possa tornare a tirare calci ad un pallone, lo lascio in buone mani» dice Vincenzo,
 «questi dottori sono i miei eroi».

              Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso
05/09/2018                                                                                                                Pagina 25
                                  Il Mattino (ed. Benevento)
                                                                                                                          EAV: € 8.256
                                                                                                                          Lettori: 133.364
                                          Argomento: Sanità Campania

        Emergenze, organico, assetti, i sindacati: adesso il
                           confronto

 SANT' AGATA DE' GOTI/2 Luella De
 Ciampis «C' è il decreto ministeriale
 numero 70, che prevede 20.000 accessi
 in un anno, affinché un' unità di pronto
 soccorso rimanga aperta. Il pronto
 soccorso del Sant' Alfonso arriva solo a
 12.000 accessi. Quindi, il direttore
 generale dell' azienda San Pio ha
 applicato rigorosamente quanto previsto
 dalla normativa vigente, nel convertirlo
 in punto di primo intervento». Ad
 affermarlo, Guido Quici, direttore di
 struttura complessa di Epidemiologia e
 Rischio clinico del «Rummo», presidente
 nazionale      del    sindacato   Cimo     e
 componente          della      commissione
 nazionale      Lea.    Che    poi   incalza:
 «Tuttavia, ci sono grosse contraddizioni
 che potrebbero essere risolte, se solo la
 politica facesse un passo indietro,
 perché, a mio avviso, non si tratta di una
 questione di pronto soccorso, ma di
 organizzazione. Per motivi meramente
 logistici, il presidio ospedaliero di Sant'
 Agata dovrebbe essere complementare al Rummo per la cura dei malati cronici
 come cardiopatici, diabetici e pazienti con patologie respiratorie e per la
 riabilitazione mirata di questo tipo di utenza, mentre l' azienda ospedaliera dovrebbe
 assolvere appieno alle esigenze dei pazienti acuti. In quest' ottica, non ha senso che
 al Sant' Alfonso ci siano 20 posti letto di Neurochirurgia, una Terapia intensiva e un
 polo oncologico, che dovrebbero stare al Rummo, sia per evitare un inutile spreco di
 risorse di personale medico (ci vorrebbero circa 55 anestesisti) e infermieristico, che
 per concentrare in un unica struttura i macchinari in dotazione. Proporrei un
 confronto aperto tra istituzioni, politici e sindacati, sebbene consapevole che questi
 ultimi possono solo esprimere la loro opinione, che potrebbe essere la cartina al
 tornasole per sciogliere i dubbi che gravano sulle sorti della realtà ospedaliera del
 Sannio». C' è dunque la netta sensazione che qualcosa non vada per il verso giusto e

              Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso
a tal proposito interviene la Fp Cgil: «La medicina territoriale, medici di base e
guardie mediche non funzionano dice Pompeo Taddeo, coordinatore della sigla
sindacale e i pazienti in codice bianco e verde si riversano in pronto soccorso. Il
timore è che la trasformazione del S. Alfonso in punto di primo intervento, convogli
le ambulanze del 118 esclusivamente verso Rummo e Fatebenefratelli che, negli
ultimi sei mesi, hanno quasi superato gli accessi del 2017». E le sorti del «Rummo»
sono al centro di un intervento della Cisl Irpinia-Sannio, a firma di Mario Melchionna
e Pasquale Speranza: «Stiamo assistendo alla perdita di numerosi servizi che
facevano dell' ospedale un' eccellenza del territorio. Carenza di personale, chiusura
di sale operatorie, primari che chiedono il trasferimento, insufficienti investimenti in
tecnologie contribuiscono a determinare un deterioramento dell' offerta di salute e
sono frutto di politiche improvvide che continuano a massacrare le zone periferiche
regionali, che sempre di più appaiono agli occhi di tutti figli di un Dio minore». ©
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