Media Monitoring per 14-06-2019 - Rassegna stampa del 14-06-2019 - Ruggi d'Aragona

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14-06-2019

Media Monitoring per

   Rassegna stampa del 14-06-2019
Media Monitoring per 14-06-2019 - Rassegna stampa del 14-06-2019 - Ruggi d'Aragona
AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ................................................................................ 1
      14/06/2019 - CRONACHE DI SALERNO
            «Cacciata dal Ruggi, salvata a Cava» ..................................................................................... 1
      14/06/2019 - IL MATTINO (ED. SALERNO)
            Odissea tra ospedali «Qui mi hanno salvata» ......................................................................... 3
      14/06/2019 - LA CITTÀ DI SALERNO
            Salvata in extremis dai medici cavesi .................................................................................... 5
      13/06/2019 - WWW.LIRATV.COM
            Al Ruggi d’Aragona di Salerno i primi pancreas artificiali ibridi ............................................. 7
      13/06/2019 - WWW.MN24.IT
            La novità al Ruggi, pazienti con pancreas artificiali ............................................................... 8
Sanità Salerno e provincia .............................................................................................................. 9
      14/06/2019 - CRONACHE DI SALERNO
            Assistenza a rischio, budget esaurito .................................................................................... 9
      14/06/2019 - IL MATTINO (ED. SALERNO)
            Assistenza autistici, l' Asl fa dietrofront «Le terapie non saranno sospese» ........................ 11
      14/06/2019 - LA CITTÀ DI SALERNO
            L'Asl stoppa le ambulanze di Squecco .................................................................................. 13
      14/06/2019 - LA CITTÀ DI SALERNO
            Macchinario salvavita Un anno per averlo Dirigente denunciata ......................................... 15
      14/06/2019 - LA CITTÀ DI SALERNO
            Ospedale, l'ex sindaco Auricchio attacca i Cinque Stelle ...................................................... 17
      14/06/2019 - LA CITTÀ DI SALERNO
            Prevenzione tumori, c'è la resa dell'Asl ............................................................................... 18
Sanità Campania ............................................................................................................................. 20
      14/06/2019 - IL MATTINO (ED. BENEVENTO)
            Cmr, sit-in a Napoli per non chiudere 300 terapie a rischio ................................................. 20
      14/06/2019 - CRONACHE DI NAPOLI
            Infermiera aggredita e schiaffeggiata .................................................................................. 22
      14/06/2019 - IL VENERDÌ DI REPUBBLICA
            Sorpresa, fiocco azzurro nell' Isola azzurra .......................................................................... 23
Sanità nazionale ............................................................................................................................. 24
      14/06/2019 - LA STAMPA
            "I tempi di attesa sono troppo lunghi per i pazienti il pubblico è farraginoso" .................... 24
      14/06/2019 - LA STAMPA
            "Io resto contrario Aiutano un privato con soldi pubblici" .................................................... 26
      14/06/2019 - LA STAMPA
            "Siamo sempre costretti a pagare Così è dura" .................................................................... 28
      14/06/2019 - IL GIORNO
            «Un tumore maligno, tre anni in coda» ................................................................................ 30
      14/06/2019 - IL GIORNO
            Cure base negate a 20 milioni di italiani .............................................................................. 32
      14/06/2019 - ITALIA OGGI
            Dall' Emilia Romagna 6 mln per la sanità green ................................................................... 34
      14/06/2019 - IL VENERDÌ DI REPUBBLICA
            Eutanasia di una legge ......................................................................................................... 35
      14/06/2019 - LA VERITÀ
            Guarire senza farmaci da tremori e spasmi .......................................................................... 37
      14/06/2019 - ITALIA OGGI
            Il 50% dei medici viene insultato ......................................................................................... 39
      14/06/2019 - LA STAMPA
            La diagnosi arriva dopo tre anni È costata 400 euro ............................................................ 40
      14/06/2019 - IL FATTO QUOTIDIANO
            La disfatta non è della Calabria, ma dell' intero Paese ........................................................ 42
      14/06/2019 - LA STAMPA
            Liste lunghissime La mammografia dopo 500 giorni ............................................................ 44
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14/06/2019 - ITALIA OGGI
     Mantenimento in vita, autorizzazioni dal giudice tutelare ................................................... 46
14/06/2019 - IL GIORNO
     Medici aggrediti, legge ferma. Il ministro: il Senato si muova ............................................. 48
14/06/2019 - LA STAMPA
     Per il tumore da curare: controlli a Natale ........................................................................... 49
14/06/2019 - IL GIORNO
     Primari in pensione richiamati gratis «Per addestramento» ................................................ 51
14/06/2019 - LA STAMPA
     Sanità, un italiano su tre si rivolge al privato Nel 2018 spesi 37 miliardi ............................ 52
14/06/2019 - IL GIORNO
     SISTEMA IMPAZZITO ............................................................................................................. 54
14/06/2019 - MF
     Spesa privata sanitaria a 42 mld .......................................................................................... 56
14/06/2019 - ITALIA OGGI
     Venti milioni di italiani si pagano le cure da soli .................................................................. 58
14/06/2019 - ITALIA OGGI
     Vietato curare l' omosessualità ............................................................................................ 59
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14/06/2019                                                                                                               Pagina 5

                                                                                                                         EAV: € 1.186
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                   Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

                    «Cacciata dal Ruggi, salvata a Cava»

 LA DENUNCIA/Al Santa Maria dell' Olmo
 la donna è stata portata in sala
 operatoria ed i medici l' hanno operata
 seguiti al telefono dai colleghi napoletani
 A raccontare la disavventura è la 37enne
 Anna Ferrara a pochi giorni dall'
 intervento subito "Se sono viva oggi lo
 devo soltanto agli ottimi medici dell'
 ospedale "Santa Maria dell' Olmo" di
 Cava de' Tirreni che, in sinergia con l'
 equipe del Primo Policlinico di Napoli,
 hanno permesso fossiqui a raccontare la
 mia storia". La denuncia, a toni forti,
 arriva da Anna Ferrara, 37enne residente
 nella cittadina metelliana, a distanza di
 pochi giorni il delicato intervento
 chirurgico subìto in seguito alla scoperta
 di    una     dolorosa    diverticolite. A
 complicare la situazione, il rifiuto di
 accoglierla da parte del pronto soccorso
 dell' ospedale "San Giovanni di Dio e
 Ruggi d' Aragona" di salerno. «Tutto è
 cominciato la settimana scorsa con forti dolori addominali a causa di un virus
 intestinale. Lo scorso venerdì, dopo innumerevoli telefonate al medico di base il
 quale mi aveva consigliato di ricorrere a una spasmex, ho chiamato la guardia
 medica e sono stata portata al pronto soccorso dell' ospedale di Cava. Dagli esami
 clinici non è uscito nulla di alterato. Sembrava solo una forte colite che sabato e
 domenica ho trattato con flebo. Domenica sera mi sono sentita di nuovo male
 prosegue Anna, - Ho sentito come uno scoppio, una sciabolata nella pancia. Lunedì
 mattina sono stata portata di nuovo all' ospedale di Cava. La tac addominale con
 mezzo di contrasto ha evidenziato lo scoppio di un diverticolo». Così Anna scopre di
 soffrire di diverticolite. A compromettere la sua situazione clinica, una miopatia tipo
 central core desease. «Si decide di portarmi al "Ruggi d' Aragona" ma al pronto
 soccorso non vengo accettata. Con mezzi spicci vengo trattata malissimo e rispedita
 a Cava de' Tirreni. Qui, dopo le urla disumane dei miei genitori perché ero a rischio
 setticemia, decidono di operarmi. Vengo preparata per l' intervento e,
 contemporaneamente, firmo per un intervento di stomia intestinale "salvavita".
 Vengo trasferita in sala operatoria, ma verrò operata solo dopo le ore 20 perché, a
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causa della mia malattia genetica non posso ri cevere l' anestesia normale. Grazie ai
numeri di telefono salvati nella mia rubrica, i medici di Cava si mettono in contatto
con l' equipe che mi segue da anni presso il Primo Policlinico di Napoli. Inizia così un
intervento guidato telefonicamente dai medici napoletani. Dopo le informazioni sul
da farsi alle 20 circa l' equipe compie il miracolo, difficilissimo dato il mio stato
pregresso, e soprattutto l' infezione in atto. Alle 23 torno in reparto». Lieto fine per
Anna che, con commozione, ci tiene a ringraziare i medici che l' hanno operata. "Si
parla tanto male del nostro sud che dimentichiamo le belle cose. Ci tengo a
sottolineare come il contatto con i medici di Napoli, che da anni monitorano la mia
rara malattia genetica, sia stato fondamentale per poter procedere all' intervento.
Ringrazio loro se oggi sono qui a raccontarlo, se oggi sono viva". Giovanna Naddeo.

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14/06/2019                                                                                                                Pagina 28
                                     Il Mattino (ed. Salerno)
                                                                                                                          EAV: € 3.835
                                                                                                                          Lettori: 107.296
                    Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

             Odissea tra ospedali «Qui mi hanno salvata»

 CAVA DE' TIRRENI CAVA DE' TIRRENI
 Simona Chiariello «A causa della mia
 malattia genetica, un banale virus
 intestinale mi poteva uccidere, ma l'
 equipe di chirurgia del Santa Maria dell'
 Olmo ed i dottori del Policlinico di Napoli
 mi hanno salvato». A parlare con una
 voce dolce, ma al tempo stesso ferma e
 decisa, è Anna Ferrara, 37 anni, cavese.
 Accanto a lei nella stanza di chirurgia
 generale, c' è il compagno Stefano
 Esposito. Anna è affetta da una rara
 malattia che colpisce i muscoli a partire
 dal miocardo. «Tutto è cominciato la
 settimana scorsa con forti dolori
 addominali a causa di un virus
 intestinale - spiega Anna - Venerdì sera
 dopo innumerevoli telefonate al medico
 di base, che mi aveva in mattinata
 consigliato di fare una Spasmex, ho
 chiamato la guardia medica e il dottor
 Carlo Salsano. Sono stata portata in
 pronto soccorso. Mi hanno fatto i raggi X
 all' addome è uneco/addome dai quali
 non è uscito niente; sembrava solo una forte colite che sabato e domenica ho
 trattato col lavaggi in vena. Ma la situazione è precipitata: «Domenica sera mi sono
 sentita male, ho sentito come uno scoppio, un pluaf con una sciabolata nella pancia.
 Sono stata portata di nuovo al Santa Maria dell' Olmo». Una tac addominale, con
 mezzo di contrasto, ha evidenziato lo scoppio di un diverticolo. Il caso di Anna si è
 presentato subito molto complicato a causa della sua malattia, la Miopatia tipo
 Central Core Desease, che colpisce i muscoli e, in caso, di intervento la quantità e il
 tipo di anestetico può essere letale. «Decidono di portarmi al San Leonardo -
 continua - ma al pronto soccorso non vengo accettata; anzi, vengo trattata
 malissimo e rispedita a Cava. Qui dopo le insistenze dei miei, perché con sangue e
 feci nell' addome e stavo andando in setticemia, decidono di operarmi: mi fanno
 firmare per un intervento di Stomia intestinale salvavita. Vengo trasferita in sala
 operatoria, ma verrò operata solo dopo le 20 perché, a causa della mia malattia
 genetica non posso ricevere l' anestesia normale». A salvarla il cellulare dove erano
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memorizzati i contatti del I Policlinico di Napoli dove Anna è seguita dall' equipe
della professoressa Luisa Politano, con le dottoresse Luigia Passamano e Roberta
Petillo. «Risponde la dottoressa Paola D' Ambrosio che comincia a dare indicazioni
alla dottoressa Carmela Rescigno, e con l' anestesista dottore Anzicelio. Alle 20 circa
l' equipe guidata dai dottori Albino Sartori, Carmela Rescigno, Ivano Apicella, Serena
Esposito sotto la costante attenzione dall' anestetista Auricchio compiono il
miracolo». Alle 23 Anna è sveglia nella sua stanza del reparto di chirurgia. ©
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14/06/2019                                                                                                                Pagina 14
                                           La Città di Salerno
                    Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

                    Salvata in extremis dai medici cavesi

 Un caso di buona sanità arriva
 dall'ospedale di Cava de' Tirreni. A
 testimoniare l'intervento ricevuto, un
 vero e proprio miracolo per come si era
 aggravata la situazione, è la cavese
 37enne Anna Ferrara . A raccontare la
 vicenda è proprio la paziente: «Tutto è
 cominciato la settimana scorsa con forti
 dolori addominali a causa di un virus
 intestinale che ha colpito la giovane.
 Venerdì     sera    dopo     innumerevoli
 telefonate al medico di base che, in
 mattinata, le aveva consigliato di fare
 una Spasmex, Anna ha chiamato la
 guardia medica e il dottor Carlo Salsano .
 Ferrara è stata portata in ospedale, in
 pronto soccorso, dove le hanno praticato
 i raggi X all'addome è un eco-addome
 dai quali non è emerso nulla. Sembrava
 solo una forte colite che nel fine
 settimana, ha combattuto con le flebo.
 Per l'intera notata di domenica, Anna
 Ferrara, è stata malissimo al punto che lunedì mattina è stata trasportata di nuovo
 d'urgenza in ospedale a Cava de'Tirreni. Gli operatori sanitari, le hanno effettuato
 una tac addominale con mezzo di contrasto che ha evidenziato uno scoppio di un
 diverticolo e la diagnosi, per lei nuova, di diverticolite. «Il mio caso- dichiara Anna
 Ferrara- per l'equipe medica si è presentato subito difficile perché ho una miopatia
 tipo Central Core Desease che comprometteva tutto il quadro generale. I medici
 decidono di portarmi all'ospedale Ruggi d'Aragona ma al pronto soccorso non vengo
 accettata. Anzi, con mezzi spicci vengo trattata malissimo e rispedita all'ospedale di
 Cava de'Tirreni. Qui dopo le urla dei miei genitori perché con sangue e feci
 nell'addome stavo andando in setticemia decidono di operarmi ed erano già le 16».
 Nel reparto di chirurgia del nosocomio metelliano, Ferrara, viene preparata per
 l'operazione, consapevole di aver firmato per un intervento di Stomia intestinale
 salvavita. «Vengo trasferita in sala operatoria ma solo dopo le 20 inizia l'intervento
 perché, a causa della mia malattia genetica non posso ricevere l'anestesia normale
 ma mi devono praticarne una diversa fatta da anestetici differenti. Grazie ai numeri
 di telefono che avevo sul mio cellulare, si mettono in contatto con il Primo Policlinico
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di Napoli dove sono seguita dall'equipe della professoressa Luisa Politano , con la
dottoressa Luigia Passamano e con la dottoressa Roberta Petillo . A telefono
risponde la dottoressa Paola D'Ambrosio , la quale mi segue da anni, che dà
indicazioni alla dottoressa Carmela Rescigno e con l'anestesista Auricchio di Cava
de'Tirreni». Alle 20, l'equipe guidata dai dottori Albino Sartori, Carmela Rescigno,
Ivano Apicella, Serena Esposito sotto la costante attenzione dall'anestetista
Auricchio compiono il 'miracolo'. Difficilissimo intervento, dato lo stato pregresso
della giovane e, soprattutto, l'infezione in atto. «Alle 23- conclude Ferrara- mi
riportano in reparto. Vorrei segnalare questo caso di ottima sanità dell'ospedale di
Cava de'Tirreni. E soprattutto l'alta preparazione dei nostri medici. Ci tengo a
sottolineare che il contatto con i sanitari di Napoli, che da anni monitorano la mia
malattia genetica rara, sia stato fondamentale per poter intervenire. Ecco oggi sono
qui a raccontarlo, sono viva, e vorrei ringraziare questi medici stupendi». (re. pr.)
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13/06/2019
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                    Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

                                                        Link alla pagina web

    Al Ruggi d’Aragona di Salerno i primi pancreas artificiali
                             ibridi
 Vita sicuramente più facile per i pazienti diabetici acuti presi in cura all’AOU San
 Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Presso la Clinica di Endocrinologia e
 Diabetologia, infatti, a 12 pazienti diabetici adulti, insulina trattati (tra cui un
 paziente trapiantato renale) sono stati applicati i primi             dispositivi definiti
 “pancreas artificiali ibridi”, costituiti da più sistemi che, interagendo tra loro, sono
 in grado di “mimare” la funzione di regolazione dei livelli glicemici così come svolta
 da un pancreas sano. In particolare, il device è composto da un sensore per il
 monitoraggio in continuo della glicemia, una pompa per l’infusione sottocutanea di
 insulina ed un algoritmo matematico che connette il sensore e la pompa. In questo
 modo il sistema è in grado di dosare automaticamente la somministrazione di
 insulina riducendo i valori elevati di glicemia e minimizzando il rischio di ipoglicemia.
 Il sistema ibrido installato sui pazienti, è in grado di modulare in maniera automatica
 il rilascio di insulina nel periodo interprandiale e notturno sulla base dei livelli
 glicemici mentre è ancora necessario l’intervento del paziente per stabilire la dose
 di insulina necessaria ai pasti calcolata in base ai carboidrati assunti. Il “pancreas
 ibrido” è una di quelle importanti innovazioni che rispondono alle esigenze delle
 persone con diabete attraverso un sistema pratico e personalizzato per facilitare la
 gestione quotidiana, limitare il carico psicologico correlato alla patologia e rendere,
 di conseguenza, il rapporto con la malattia molto più sereno. “La capacità di
 stabilizzare automaticamente i livelli di glucosio contribuisce a migliorare il Time in
 Range, ovvero la percentuale di tempo che le persone trascorrono in un intervallo
 glicemico ottimale predefinito pari a 70-180 mg/dl”          spiega il dr. Mario Carrano
 ,diabetologo afferente alla clinica endocrinologica e diabetologica della AOU San
 Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno – “Questa tecnologia ha un impatto
 significativo sulla vita delle persone con diabete sia dal punto di vista della qualità
 clinica che della qualità della vita. E’ importante poter offrire ai pazienti afferenti al
 nostro Centro questa terapia rivoluzionaria che consente il livello più avanzato di
 automazione ad oggi disponibile e fornisce un sollievo dalla gestione del
 diabete. Nella nostra esperienza ambulatoriale sui pazienti in cui è stata applicata
 tale tecnologia abbiamo raggiunto più dell’80% del tempo con livelli di glicemia nel
 range della normalità dato in linea con la letteratura internazionale, risultato che
 nel lungo termine impatta in modo rilevante sulla riduzione dei rischi di complicanze,
 legate al diabete, sia acute che croniche ,obiettivo imprescindibile e fondamentale
 per la gestione di questi pazienti”.

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13/06/2019
                                                        mn24.it
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                                                                                                                          Lettori: 1.433
                    Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

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        La novità al Ruggi, pazienti con pancreas artificiali

 A 12 pazienti diabetici acuti in cura alla
 clinica di endocrinologia e diabetologia
 all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi
 d’Aragona, sono stati applicati i primi
 “pancreas artificiali ibridi”, costituiti da
 piu’ sistemi che, interagendo tra loro,
 sono in grado di replicare la funzione di
 regolazione dei livelli glicemici cosi’ come svolta da un pancreas sano. Il dispositivo
 e’ composto da un sensore per il monitoraggio in continuo della glicemia, una
 pompa per l’infusione sottocutanea di insulina e un algoritmo matematico che
 connette il sensore e la pompa. In questo modo il sistema e’ in grado di dosare
 automaticamente la somministrazione di insulina riducendo i valori elevati di
 glicemia e minimizzando il rischio di ipoglicemia. Il sistema ibrido non e’ pero’ in
 grado di regolare il rilascio di insulina necessaria durante i pasti, per cui e’ ancora
 necessario l’intervento diretto del paziente. “E’ importante poter offrire ai pazienti
 del nostro centro questa terapia rivoluzionaria che consente il livello piu’ avanzato di
 automazione ad oggi disponibile e fornisce un sollievo dalla gestione del diabete”,
 spiega Mario Carrano, diabetologo afferente alla clinica di Salerno. “Nella nostra
 esperienza ambulatoriale sui pazienti in cui e’ stata applicata tale tecnologia
 abbiamo raggiunto piu’ dell’80% del tempo con livelli di glicemia nel range della
 normalita’ – prosegue – prosegue – risultato che nel lungo termine impatta in modo
 rilevante sulla riduzione dei rischi di complicanze legate al diabete, sia acute che
 croniche”.

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14/06/2019                                                                                                                Pagina 4

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                                  Argomento: Sanità Salerno e provincia

                    Assistenza a rischio, budget esaurito

 ANFFAS/Il grido di allarme è stato
 lanciato ieri mattina dal presidente Parisi
 nel corso di un incontro con la stampa Il
 prossimo 20 giugno finiranno i fondi e l'
 associazione è seriamente preoccupata
 "Il 20 giugno si esaurirà il nostro budget.
 Le nostre famiglie corrono il serio rischio
 di non poter vedere erogate le
 prestazioni. Siamo molto preoccupati".
 Questo è l' accorato allarme di Salvatore
 Parisi, presidente di Anffas onlus Salerno
 e     coordinatore     regionale     Anffas
 Campania, lanciato nel corso della
 conferenza stampa convocata ieri
 mattina presso la sede di via del
 Tonnazzo. "Siamo preoccupati per i
 ritardi dell' amministrazione regionale e
 locale - spiega Parisi nonchè della
 lentezza delle agenzie pubbliche, sanità,
 scuola e lavoro, nell' applicazione delle
 norme e della riorganizzazione dei
 servizi a favore di persone, in particolare
 di bambini e adolescenti, affetti da autismo. Le famiglie hanno bisogno di servizi che
 siano duraturi nel tempo e che non siano messi a rischio durante l' anno. Sapevamo
 da tempo - tuona Parisi - e abbiamo avvisato chi di dovere, che l' esplosione dell'
 autismo non avrebbe permesso di erogare prestazioni se non ci fosse stato, a
 monte, un adeguato studio del fabbisogno. L' Anffas è da sempre a sostegno delle
 famiglie, ma se il budget finisce, per legge, non potremmo erogare prestazioni extra.
 E' necessario far fronte all' emergenza perché, inoltre, nelle ultime settimane,
 abbiamo ricevuto diffide da parte delle famiglie che temono l' interruzione del
 servizio. Abbiamo in carico oltre 30 bambini autistici, seguiti da 15 operatori.
 Sarebbe bello se anche le strutture pubbliche fossero in grado di svolgere questo
 tipo di servizio ma, purtroppo, la storia ci dice che non è così, e quindi c' è assoluto
 bisogno delle strutture accreditate. In queste condizioni, è sempre più difficile offrire
 servizi anche a chi è affetto da disturbi diversi dall' autismo. Sarebbe opportuno fare
 un quadro chiaro della situazione, per poter capire di quanti soldi occorrano per il
 normale svolgimento dei servizi. E' già da due anni - conclude Parisi - che
 denunciamo questa condizione e che, soprattutto, cerchiamo di dialogare con l' Asl.
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Da quello che mi risulta, l' azienda sanitaria locale sta provando ad ovviare al
problema, ma mi auguro che non si tratti di soluzioni tampone". Immediata la replica
del direttore del dipartimento di salute mentale dell' Asl Salerno, Giulio Corrivetti: "Il
problema dell' autismo comporta una complessità gestionale che mette in difficoltà il
sistema sanitario che, comunque, fino ad oggi è stato gestito con mezzi inadeguati.
Lo sforzo che stiamo portando in atto è quello di inventare un nuovo sistema, che
riesca a determinare un nuovo percorso di presa in carico e di cura. La regione Cam
pania non è l' unica a dover fronteggiare tali difficoltà, in quanto, per i disturbi neuro
psichiatrici infantili, non esiste una vera e propria legge che possa consentire di
seguire una linea guida comune. Noi come Asl vogliamo che a garanzia di tutte le
famiglie e di tutte le istituzioni private, ci sia la solidità professionale e la
consapevolezza del sistema pubblico. In questa ottica - rassicura Corrivetti - una
prima delibera di riorganizzazione del sistema neuro -psichiatrico infantile è stata
già pubblicata. Capiamo fino in fondo la criticità in cui si è trovata l' Anffas, e
vorremmo che venga dichiarata ufficialmente l' assoluta condivisione di questa
sofferta elaborazione progettuale. Quello che è certo - precisa Corrivetti - è che il
servizio continuerà ad essere garantito, e nessun familiare verrà lasciato sospeso"
Francesco La Monica.

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14/06/2019                                                                                                                Pagina 24
                                     Il Mattino (ed. Salerno)
                                                                                                                          EAV: € 5.592
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                                  Argomento: Sanità Salerno e provincia

     Assistenza autistici, l' Asl fa dietrofront «Le terapie non
                        saranno sospese»

 LA SANITÀ Sabino Russo «Nessun
 cittadino sarà lasciato solo, così come
 nessun familiare di ammalati sarà
 abbandonato». A rassicurare le famiglie
 dei bambini e dei ragazzi salernitani
 affetti da autismo, in merito al paventato
 rischio di un blocco delle terapie a
 partire dal 20 giugno a causa dell'
 esaurimento del tetto di spesa, durante
 una conferenza stampa organizzata ieri
 dall' Anffas, è stato lo stesso direttore
 del dipartimento di Salute mentale dell'
 Asl Giulio Corrivetti, ad annunciare che
 dalla prossima settimana, sarà preso in
 carico il progetto globale di presa in
 carico di questi pazienti, attraverso cui la
 spesa per l' assistenza passa dall' area
 della riabilitazione, esaurendone in larga
 parte     il    fondo    assegnato,      alla
 neuropsichiatria infantile e garantendone
 così la continuità. All' appuntamento
 erano presenti, oltre al padrone di casa
 Salvatore Parisi, anche il direttore
 sanitario della onlus Angelo Cerracchio,
 la presidente della commissione consiliare politiche sociali Paola De Roberto e il
 presidente dell' associazione Fish Daniele Romano. «Alcune difficoltà erano legate ai
 vecchi percorsi e alle indisponibilità del vecchio sistema a dare delle risposte precoci
 spiega Corrivetti Mi riferisco alle liste d' attesa e altro. Se riusciamo, con questa
 nuova organizzazione, a garantire anche ai casi di nuova incidenza una immediata
 presa in carico, avremo ottenuto un grande risultato. Tutti coloro che hanno un
 percorso in itinere però, il servizio sarà garantito. Quando ci sarà anche un' assoluta
 competenza nel monitorare la diagnosi e tutti i parametri per una valutazione di
 esito, anche quale sarà il percorso di continuità lo decideranno le strutture che
 hanno gli strumenti e le competenze per individuarlo». Questo significa, riqualificare
 la spesa senza mettere mano a un extra-budget. Bisogna tener conto però, di un
 aumento ponderale dell' incidenza del disturbo dello spettro autistico. Stando agli

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ultimi dati infatti, si calcola che ne soffre un bambino su 74. Ciò implica di
conseguenza, un aumento della spesa. «Nella rimodulazione del bilancio aziendale,
affidiamo alla neuropsichiatria infantile il servizio, perché è il reparto depositario di
tutte le valutazioni, le diagnosi e assistenza clinica continua Non facciamo come in
altre Asl, dove è stato preso un fondo aggiuntivo. Per ogni cittadino si spenderà
quello che si dovrà spendere, se c' è un bisogno di cura da rispettare». L' utismo,
nello specifico, è caratterizzato da deficit persistenti della comunicazione sociale,
dell' interazione in molteplici contesti, compresi deficit della reciprocità sociale, della
comunicazione non verbale utilizzata per le interazioni interpersonali. In aggiunta ai
deficit della comunicazione sociale, la diagnosi richiede la presenza di un repertorio
di comportamenti, interessi o attività limitato e ripetitivo. «C' è un' esplosione di
patologie legate al neurosviluppo e c' è bisogno di mettere risorse al posto giusto
evidenzia il presidente Anffas Salvatore Parisi Con l' Asl abbiamo lavorato a questo
progetto che auspichiamo ci porterà fuori da questa situazione di incertezza.
Speriamo che inizi un momento di condivisione». Il percorso globale di presa in
carico integra assistenza sanitaria, sociale, scolastica e familiare, creando un
ambiente per lo sviluppo psico-sociale del paziente autistico e consentendone l'
inserimento nella comunità in cui vive. Una cosa che ora non accade, perché
Comune, Asl, scuola e centri di riabilitazione camminano ognuno lungo la propria
strada, senza un vero dialogo. «A oggi, da questi disturbi non si guarisce, ma si può
migliorare la qualità della vita di questi ragazzi conclude Cerracchio Scuola, sanità,
famiglia e società devono lavorare insieme». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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14/06/2019                                                                                                                   Pagina 22
                                              La Città di Salerno
                                     Argomento: Sanità Salerno e provincia

                       L'Asl stoppa le ambulanze di Squecco
 Antonio Vuolo
 CAPACCIO        PAESTUM        Arriva      la
 sospensione della convenzione tra la
 società onlus che gestisce le ambulanze
 tra Capaccio Paestum e Agropoli di
 proprietà di Roberto Squecco e l'Asl di
 Salerno. Il provvedimento è stato
 emanato dal commissario straordinario
 dell'azienda sanitaria locale salernitana,
 Mario Iervolino , martedì scorso, 11
 giugno, in seguito alla vicenda delle
 ambulanze a sirene spiegate che hanno
 sfilato in corteo per le strade di Capaccio
 Paestum nella tarda serata di domenica
 per celebrare l'elezione del sindaco
 Franco Alfieri . L'Asl Salerno è
 intervenuta già prima dei controlli dei
 carabinieri - effettuati il 12 giugno - e ieri
 ha comunicato di «aver adottato due
 provvedimenti      di   sospensione      del
 rapporto convenzionale in essere per il
 servizio trasporto infermi relativamente
 all'associazione Croce Azzurra Città di
 Capaccio e all'associazione Croce Azzurra Città di Agropoli». A questa sospensione
 potrebbero seguire «eventuali successivi provvedimenti». I mezzi della Croce
 Azzurra, la sera del 9 giugno, avevano partecipato ai festeggiamenti per l'elezione
 del primo cittadino di Capaccio Paestum: cinque ambulanze hanno sfilato tra le
 strade della Città dei Templi a sirene spiegate, tanto da scatenare l'indignazione più
 totale e fare il giro dei media nazionali in poche ore. A denunciare l'accaduto,
 all'indomani del turno di ballottaggio con lo sfidante Italo Voza , era stato il
 consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Michele Cammarano . Sul caso ieri si è
 espresso anche il governatore della Campania, V incenzo De Luca , precisando di
 essere solamente a conoscenza di «una decisione sacrosanta presa dal dirigente
 della Asl di Salerno in relazione a un atto di imbecillità, prima che di cafoneria, di
 qualcuno che gestiva ambulanze e andava strombazzando per la strada la sera». De
 Luca ha aggiunto ai cronisti, commentando il corteo di ambulanze a sirene spiegate
 per festeggiare la vittoria di Alfieri, già capo della segreteria dello stesso
 governatore campano, che si tratta di «piccoli episodi di imbecillità che vanno
 trattati così». Anche in riferimento a tale vicenda si registra un'interrogazione del
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gruppo dei grillini al Senato, primo firmatario Franco Castiello , al Ministro della
Salute, Giulia Grillo , per «chiedere di conoscere quali provvedimenti intenda
assumere per porre fine allo stato di diffusa illegalità e di inefficienza nel quale versa
la sanità in Campania». Il provvedimento dell'Asl Salerno nei confronti della Croce
Azzurra è diretta conseguenza dei controlli eseguiti mercoledì pressi le sedi della
onlus, a Capaccio Paestum e ad Agropoli, da parte dei carabinieri della Compagnia di
Agropoli, diretti dal comandante Francesco Manna , con i colleghi del Nas, diretti dal
maggiore Vincenzo Ferrara . I militari, nei controlli, hanno, infatti, identificato i
cinque autisti alla guida dei mezzi di soccorso ed eseguito delle multe. Mentre i
carabinieri del Nas hanno eseguito dei controlli sanitari sulle ambulanze.

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14/06/2019                                                                                                                   Pagina 20
                                              La Città di Salerno
                                     Argomento: Sanità Salerno e provincia

        Macchinario salvavita Un anno per averlo Dirigente
                            denunciata
 Carmine Landi
 Di solito occorrono trenta giorni, ma al
 Distretto Sanitario non basta un anno
 per comprare un macchinario salvavita.
 Le richieste urgenti non si soddisfano nel
 giro di 12 mesi, e c'è chi, stanco
 d'aspettare, denuncia la dirigente della
 struttura. È la storia incredibile di chi, da
 un anno a questa parte, s'è recato a
 piazza San Francesco domandando le
 apparecchiature Cpap. Spettano di
 diritto: le hanno prescritte in ospedale.
 Richieste urgenti, si legge nei moduli
 redatti dai camici bianchi delle unità di
 Malattie respiratorie ed immunopatologia
 del polmone. Il macchinario salva la vita
 a chi fa i conti con la sindrome delle
 apnee ostruttive del sonno, la cosiddetta
 Osa: si tratta di una transitoria ma
 ripetuta     interruzione    del     respiro,
 nottetempo, che, nei casi che richiedono
 una terapia, quelli più severi, può
 provocare addirittura infarti al miocardio
 oppure ictus cerebrali. E la madre delle terapie ha la forma di una macchinetta con
 tanto di mascherina, un Cpap, un dispositivo che regola automaticamente la
 respirazione e scongiura il peggio. L'acquisto dei Cpap compete ai distretti sanitari,
 che le forniscono ai pazienti nel giro di trenta giorni: il costo di ogni apparecchio è di
 circa 600 euro. A Battipaglia, però, da giugno 2018 a marzo 2019 si sono
 accumulate sulle scrivanie ben 28 richieste, che ad oggi sono ancora inevase. Lo sa
 bene Adamo De Nicola , un operatore ecologico del 1967, che soffre di Osa e che,
 dal 20 maggio del 2018, attende il suo Cpap. Vincenzo D'Agosto , pneumologo
 dell'ospedale di Battipaglia, gli ha prescritto il ventilatore. La sindrome di De Nicola,
 come si legge nel modulo firmato dal medico, è di grado molto severo. È per questo
 che il camice bianco del 'Santa Maria della Speranza' ha firmato «una richiesta
 urgente di tale apparecchio e del materiale di consumo all'Asl di appartenenza». Era
 il 12 giugno del 2018. Otto giorni dopo, il 20, l'operaio ha consegnato il modulo ai
 dottori del Ds65. Dopo 359 giorni, nonostante numerosi solleciti, il device non è

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ancora arrivato. Stanco di aspettare, il 7 giugno del 2019 De Nicola s'è recato in
caserma: davanti ai carabinieri della compagnia di Battipaglia, guidati dal maggiore
Vitantonio Sisto , ha sporto denuncia contro Marylina Aloia , direttore responsabile
del Distretto sanitario. «Fino alla data odierna - si legge nella querela - benché
sollecitata più volte dal sottoscritto, la struttura sanitaria non mi ha ancora
consegnato il macchinario, riferendomi che la macchinetta doveva arrivare ». Di qui
la denuncia contro la Aloya (con la quale ho avuto contatti), con l'annessa richiesta
all'Autorità giudiziaria di appurare eventuali reati di omissione d'atti di ufficio. De
Nicola dice di aver paura: «Ogni volta che mi addormento, non so cosa accadrà;
nella fase di monitoraggio, mi hanno riscontrato 70 apnee in una notte; sono in
preda all'ansia ed allo stress. Ho bisogno di quella macchinetta». Al Distretto, il
dottor Bernardino Pecoraro , collaboratore di Aloia, precisa: «Abbiamo ricevuto
anche noi le lamentele, la dottoressa Aloia si è attivata e posso assicurare che, in
tempi brevi, superati i problemi tecnici, i presidi sanitari saranno erogati e i problemi
saranno risolti».

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14/06/2019                                                                                                                Pagina 22
                                           La Città di Salerno
                                  Argomento: Sanità Salerno e provincia

     Ospedale, l'ex sindaco Auricchio attacca i Cinque Stelle

 ROCCADASPIDE «Che fine hanno fatto i
 paladini della giustizia?». È la domanda
 posta da Girolamo Auricchio , ex sindaco
 e attuale vice di Gabriele Iuliano ,
 sull'ospedale di Roccadaspide. A un
 mese di distanza dall'interrogazione
 presentata in Consiglio Regionale dal
 capogruppo a Palazzo Santa Lucia del
 Movimento 5 Stelle, Maria Muscarà , sul
 Dea di primo livello che coinvolge anche
 le strutture sanitarie di Eboli e
 Battipaglia, Auricchio va al contrattacco
 definendo «gravissime e molto dannose per il nostro presidio ospedaliero» le
 affermazioni dei rappresentanti grillini, rivolgendosi agli esponenti locali del
 Movimento. In particolare nel mirino dell'esponente politico di Roccadaspide è finito
 il passaggio in cui viene evidenziato come tutti i vari presidi del Dea di cui fa parte
 anche il nosocomio rocchese conservano le funzioni di pronto soccorso, punto sul
 quale i Cinque Stelle evidenziano «un anomalo eccesso di punti di accesso di rete
 dell'emergenza ». Parole che hanno fatto infuriare Auricchio: «Questi signori
 comprendono cosa si sta affermando? È evidente che nel momento in cui nulla
 dicono, essi approvano e avvallano questa visione». Il vicesindaco di Roccadaspide,
 poi, contesta anche il pensiero della Muscarà sul decremento della domanda e delle
 risorse dell'ospedale rocchese evidenziando «una duplicazione di funzioni ». «Questa
 è una bugia. La classificazione del presidio ospedaliero di Roccadaspide è
 finalemente chiara: è Dea di primo livello insieme a Eboli e Battipaglia, è sede di
 pronto soccorso, con tutti i servizi annessi; è dotato dei reparti di chirurgia generale,
 medicina generale, ortopedia, riabilitazione, terapia intensiva e 4 posti di
 osservazione breve, e, inoltre, conserva i reparti di Cardiologia, Utic e
 Lungodegenza». Poi l'affondo finale: «Questi apparenti difensori locali hanno
 dimostrato fin qui di essere solo avventurieri che mai nulla hanno dato per lo
 sviluppo e la crescita della nostra comunità».

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14/06/2019                                                                                                                  Pagina 21
                                             La Città di Salerno
                                    Argomento: Sanità Salerno e provincia

                     Prevenzione tumori, c'è la resa dell'Asl
 Stefania Battista
 Una Ferrari chiusa in garage e le donne
 costrette a viaggiare in bicicletta. E'
 questo il paragone che molti stanno
 facendo a proposito dello scarso utilizzo
 del mammografo di nuova generazione
 presente all'ospedale Maria Santissima
 Addolorata che, purtroppo, giace chiuso
 in una stanza salvo rarissimi casi,
 mentre le donne in età da screening
 sono costrette a rivolgersi al distretto
 dove l'apparecchio presente è di vecchia
 generazione. A sollevare il caso era stata
 la referente del Tribunale per i diritti del
 Malato di Eboli che ha inviato una lettera
 di veemente protesta sia al Direttore del
 Distretto 64, che al dirigente del presidio
 ospedaliero e persino al Commissario
 Asl. La missiva, poi, è stata girata anche
 ai sindacati nei quali l'avvocato Paola De
 Vita ha trovato eco alle proprie
 considerazioni. In realtà spiega Emiddio
 Sparano , rsu della Cisl basterebbe un
 accordo tra i due direttori, quello del distretto e quello dell'ospedale per far
 utilizzare il mammografo con tomosintesi ai tecnici del distretto anche al di fuori dei
 test di screening. Il personale non avrebbe alcun problema a venire ad effettuare le
 mammografie in ospedale, anche perché per gli accertamenti di secondo livello già
 ci vengono ». Ma il problema è alla radice, cioè la carenza di personale nella sanità
 provinciale. Al Santissima Addolorata, infatti, oltre ai tecnici di radiologia, mancano
 medici, infermieri e operatori socio sanitari. «Si sono attivati solo con la mobilità
 aggiunge Sparano ma con cifre ridicole. Un avviso per solo 8 unità da suddividere in
 12 distretti: una media di 0,25 persone a distretto. Senza contare che le aziende di
 provenienza tardano a rilasciare i nulla osta e quindi il personale non può lavorare
 nelle nuove sedi. La verità è che servono i concorsi. Bisogna assumere forze nuove:
 che vogliano lavorare nelle sedi per le quali concorrono. Sarebbe una boccata
 d'ossigeno non solo per gli ospedali ed i distretti sanitari, ma anche per le migliaia di
 disoccupati che abbiamo». Al momento all'ospedale di Eboli ci sono quattro medici in
 servizio che devono alternarsi tra due Tac, risonanza magnetica e pronto soccorso.
 Senza contare la specialistica ambulatoriale. E tutto ciò, ovviamente, ricade sul
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paziente, perché la carenza di personale fa scendere inesorabilmente la qualità dei
servizi erogati, allunga le liste di attesa, impedisce la prevenzione, aumenta i costi
del servizio sanitario costringendo a straordinari forzati il personale. Ed influisce
anche sulla disponibilità umana se non sulla qualità professionale.

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14/06/2019                                                                                                                Pagina 22
                                  Il Mattino (ed. Benevento)
                                                                                                                          EAV: € 4.505
                                                                                                                          Lettori: 107.296
                                          Argomento: Sanità Campania

   Cmr, sit-in a Napoli per non chiudere 300 terapie a rischio

 LA VERTENZA Luella De Ciampis La
 protesta per salvare il Cmr di Sant' Agata
 de' Goti, le terapie per 300 bambini e il
 posto di lavoro di circa 180 dipendenti
 arriverà al centro direzionale di Napoli. È
 quanto      è    stato    stabilito    dalle
 organizzazioni sindacali, nel corso dell'
 incontro di ieri mattina in Prefettura, per
 impedire che l' Agenzia delle Entrate
 decreti la chiusura della struttura, che
 comporterebbe la perdita di tanti posti di
 lavoro e la sospensione delle terapie per
 circa 300 pazienti, compresi in un' età
 tra la primissima infanzia e quella
 adolescenziale. IL CREDITO Questo
 perché, l' Agenzia delle Entrate, che
 vanta un credito, peraltro privilegiato, di
 circa 12 milioni di euro nei confronti del
 Cmr, non è intenzionata ad approvare il
 concordato preventivo, di cui si discuterà
 nell' udienza fissata per il 20 giugno
 dalla sezione fallimentare del Tribunale
 di Benevento. All' incontro di ieri,
 coordinato     dal   prefetto     Francesco
 Cappetta, hanno partecipato i vertici della Neuromed, rappresentati dall'
 amministratore delegato, Paola Belfiore, il sindaco di Sant' Agata de' Goti,
 Giovannina Piccoli, intervenuta per sostenere la causa dei suoi cittadini, Rita
 Angrisani, direttore del distretto dell' Asl di Montesarchio (di cui Sant' Agata fa
 parte) e le organizzazioni sindacali Ugl Sanità, Fials Uil e Cgil, che hanno chiesto
 sensibilità sociale da parte dell' Agenzia delle Entrate. LE REAZIONI «L' Asl è
 seriamente preoccupata per l' evoluzione negativa della vicenda dice la Angrisani
 che metterebbe a rischio, l' erogazione delle terapie ai disabili, i posti di lavoro dei
 dipendenti e la serenità di molte famiglie». Una possibilità inaccettabile per le sigle
 sindacali che hanno chiesto un impegno concreto da parte delle istituzioni, affinché il
 parere dell' ente pubblico nel corso della prossima udienza non sia determinante.
 «La Neuromed conferma la volontà di portare avanti il risanamento dell' azienda
 dichiara la Belfiore impegnandosi sul fronte delle prestazioni, della ricerca e degli
 investimenti. L' Agenzia delle Entrate non ha reputato soddisfacente la proposta da
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noi avanzata nel concordato per saldare il debito, benché abbiamo assicurato un
profitto certo per gli anni futuri». «I pazienti del centro spiegano i referenti dell' Ugl
Sanità sono destinati a una presa in carico che dura per tutta la vita, in quanto
affetti da patologie che non portano alla guarigione, ma che presentano aspetti
diversi nel corso degli anni. Quindi, si comincia a seguirli in tenera età per difficoltà
motorie e di linguaggio, che, in età scolare, si trasformano in problemi di
apprendimento. Il compito dei terapisti è quello di accompagnarli e guidarli nelle
diverse fasi della crescita, per fare in modo che raggiungano l' autonomia. Prima che
si arrivasse a tanto, avevamo interpellato i vertici dell' Agenzia delle Entrate, e
avevamo ricevuto rassicurazioni sul futuro». Nei prossimi giorni il prefetto Cappetta
riceverà anche i genitori dei 300 bambini che, in caso di fallimento, sarebbero privati
delle terapie. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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14/06/2019                                                                                                                Pagina 14

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                                                                                                                          Lettori: 29.750
                                          Argomento: Sanità Campania

                    Infermiera aggredita e schiaffeggiata

 Era impegnata a soccorrere un malato
 terminale che aveva accusato un malore
 La malcapitata ha riportato un trauma
 facciale e uno stato di choc NAPOLI -
 Ancora un' aggressione nei confronti di
 un equipaggio di medici e sanitari
 impegnati      sulle      ambulanze.      A
 denunciarla è stata l' associazione
 'Nessuno      tocchi      Ippocrate'.    L'
 aggressione è avvenuta attorno alle 18
 di ieri. L' equipaggio della postazione
 Bagnoli era appena stato allertato
 affinché intervenisse per un malore
 accusato da un malato terminale. Mentre
 l' equipaggio presta soccorso al
 malcapitato,      però,      avviene      l'
 aggressione. Infatti, nonostante sul
 posto fosse già presente un medico dell'
 Ado-Assistenza domiciliare dell' Asl, le
 persone che erano con il malato
 pretendevano che anche l' ambulanza
 fosse dotata di un medico. L' infermiera,
 nonostante la situazione, cercava di prestare soccorso al malato fin quando non è
 stata aggredita e colpita con uno schiaffo in volto. Quindi l' infermiera ha cercato di
 allontanarsi ma è stata rincorsa e strattonata. L' ennesima pagina nera per la città di
 Napoli, visto che l' infermiera è stata poi costretta a recarsi presso l' ospedale "San
 Paolo" di Napoli per essere visitata e refertata: ha riportato un trauma facciale e uno
 stato di shock. Si tratta dell' ennesima violenza sul personale sanitario, l' ennesima
 violenza su una donna. La 46esima aggressione dall' inizio dell' anno.

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14/06/2019                                                                                                                Pagina 43

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                                                                                                                          Lettori: 29.750
                                          Argomento: Sanità Campania

              Sorpresa, fiocco azzurro nell' Isola azzurra
 (PASQUALE RAICALDO)
 IL PARADOSSO di Capri: la perla del
 Mediterraneo, dal punto di vista della
 sanità, appartiene alla categoria "isola
 disagiata". Fa così notizia l' arrivo di
 Christian, nato il 4 giugno al Capilupi, l'
 unico presidio ospedaliero locale, dove
 dal febbraio 2017 non si registravano
 nascite. Colpa della spending review:
 Capri non raggiunge la quota di 500 nati
 all' anno e perciò le partorienti vengono
 dirottate a Napoli, all' ospedale Santa
 Maria di Loreto Nuovo. Anche la mamma
 di Christian sarebbe dovuta andare sulla
 terraferma ma il parto si è avviato nella
 notte. Così, per evitare il rischio che la
 donna partorisse durante il trasporto in
 elicottero, l' équipe locale ha riaperto la
 sala parto chiusa da due anni e tutto è
 andato per il meglio. La buona notizia
 non cancella però i problemi della sanità
 caprese che i sindaci hanno più volte segnalato alla Regione Campania. Tanto più
 gravi se si considera che in estate l' isola deve fare i conti anche con il grande flusso
 turistico. Nel frattempo Christian sta diventando così, a sua insaputa, un simbolo. Di
 rinascita.

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14/06/2019                                                                                                                Pagina 2

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                                                                                                                          Lettori: 418.324
                                          Argomento: Sanità nazionale

       "I tempi di attesa sono troppo lunghi per i pazienti il
                       pubblico è farraginoso"
 ALESSANDRO MONDO
 PAOLO DE PAOLIS Il primario di
 Chirurgia: "Ma la dinamica varia da
 regione a regione" Le strutture private,
 soprattutto quelle accreditate, hanno
 aumentato la diffusione sul territorio:
 anche dove non c' erano, o c' erano
 meno». Paolo De Paolis, primario di
 Chirurgia generale e di urgenze della
 Città della Salute di Torino e presidente
 della Società Italiana di Chirurgia, non è
 sorpreso: «La dinamica varia da regione
 a regione ma è costante. Compreso il
 Piemonte, dove la sanità privata è
 sempre stata più marginale». Dipende
 dai tempi di attesa nel pubblico? «E' il
 tema       prevalente,     insieme     alla
 sensazione che a fronte di un sistema
 pubblico sovente farraginoso il privato
 permetta maggiore scelta. Non significa
 che sia sempre vero. In ogni caso, conta
 la percezione del paziente». Da cosa
 dipende la percezione? «Una volta dal
 passaparola tra gli stessi pazienti, oggi
 soprattutto dal brand delle strutture: il privato coglie molto bene queste dinamiche,
 il pubblico fa più fatica». Si può risolvere la questione dei tempi di attesa? «Si
 migliora facendo incontrare domanda e offerta. Si risolve ottimizzando l'
 organizzazione e verificando che la capacità di offerta corrisponda alla richiesta».
 Anche ricorrendo ai privati? «L' integrazione pubblico-privato è auspicabile ma deve
 essere vera, come accade in Francia, senza limitarsi ad esternalizzare una quota di
 servizi ai privati». Come si compete con i privati? «La libertà di scelta del paziente è
 insindacabile. Di sicuro bisogna valorizzare il capitale umano, la prima sfida di ogni
 azienda, e tenerselo stretto». Come? «Con stipendi, organizzazione del lavoro e
 tecnologie adeguate». Vale in tutti i casi? «Con alcune differenze, legate all' età dei
 professionisti. I giovani medici sono spinti verso altri Paesi dalla possibilità di
 percorsi di crescita ben delineati e ben remunerati. Quelli affermati possono essere
 attratti dal privato perchè là ritengono di trovare condizioni adeguate al loro talento

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e alle loro ambizioni». E le dotazioni tecnologiche? «Essenziali. Bisogna stare al
passo con i tempi: dai muri, cioè strutture moderne, agli ultimi ritrovati tecnologici.
Senza badare al tornaconto immediato. Non a caso i privati, che hanno molto a
cuore il profilo economico, sono quelli che investono maggiormente su questo
aspetto». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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14/06/2019                                                                                                                Pagina 8

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                                                                                                                          Lettori: 418.324
                                          Argomento: Sanità nazionale

    "Io resto contrario Aiutano un privato con soldi pubblici"
 ALESSANDRO DI MATTEO
 VITO CRIMI Il sottosegretario con delega
 all' editoria La mossa della Lega non gli è
 piaciuta, Vito Crimi da mesi ha una linea
 netta su Radio Radicale («la nostra
 intenzione è di non rinnovare la
 convenzione», diceva anche lo scorso
 aprile) e quel voto degli alleati di
 governo insieme all' opposizione proprio
 non è andato giù. Sottosegretario, tutti i
 partiti tranne voi hanno votato per
 salvare Radio Radicale. Perché ce l'
 avete tanto con quella testata? «Sono gli
 stessi partiti che ogni anno faticano a
 rispondere alla richiesta della stessa
 Radio Radicale di rinnovare la gara per la
 convenzione. Questo dà l' idea che il
 voto di oggi non è per salvare la radio, è
 innanzitutto un voto politico. Lo dico con
 molta franchezza: non ho niente contro
 Radio Radicale, ripristiniamo la verità dei
 fatti. Il punto è che parliamo di una radio
 privata - per di più di un partito, di
 proprietà di una spa - che beneficia di
 una convenzione in virtù di un bando fatto su misura, con un unico partecipante, e c'
 è da chiedersi perché. Una radio privata che ha percepito una quantità di contributi
 pubblici per quasi 300 milioni di euro. È sbagliato il concetto di "salvare" la radio:
 come tutte le società private, quando l' azienda è in difficoltà tocca all' editore
 mettere dei soldi. Altrimenti la lista di aziende da salvare è lunga. Se fanno un
 servizio così importante, forse possono stare sul mercato...». Un ponte o un
 ospedale sono di pubblica utilità, ma li costruisce lo Stato perché generalmente non
 producono profitto. Non si può rifare la gara garantendo la sopravvivenza della
 radio? «Finché non avessimo interrotto questa convenzione, non ci sarebbe stata l'
 esigenza vera di fare la gara. Almeno questo merito bisognerebbe riconoscercelo,
 adesso tutti sono obbligati a venirci dietro per riorganizzare il settore per fare una
 vera e propria gara. Mi farò io per primo parte attiva per rivedere il sistema. E vorrei
 distinguere: ci sono gli archivi, che vanno salvaguardati e non hanno nulla a che
 vedere con la convenzione». Come sarà questa gara? «Il servizio oggetto della
 convenzione è la trasmissione delle sedute della Camera e del Senato, partiamo da
              Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso
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