Media Monitoring per 25-03-2019 - Rassegna stampa del 24-03-2019 - Ruggi
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AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ................................................................................ 1
24/03/2019 - LA CITTÀ DI SALERNO
Ospedale, nuova vita per il pronto soccorso .......................................................................... 1
23/03/2019 - WWW.STYLO24.IT
Asili nido fantasma negli ospedali, la denuncia ..................................................................... 3
23/03/2019 - WWW.SALERNOTODAY.IT
Ruggi, tempi di attesa più lunghi per i ricoveri: i dati ............................................................ 4
23/03/2019 - WWW.ZEROTTONOVE.IT
Salerno: attese lunghissime per le liste di ricoveri al Ruggi .................................................. 5
23/03/2019 - WWW.OCCHIODISALERNO.IT
Sanità, si allungano i tempi di attesa per i ricoveri al Ruggi .................................................. 6
Sanità Salerno e provincia .............................................................................................................. 7
24/03/2019 - CRONACHE DI SALERNO
«Sblocchiamo assunzioni del personale medico e sanitario» ................................................. 7
24/03/2019 - METROPOLIS
Infermieri lmboscati Protesta Fials ........................................................................................ 8
24/03/2019 - METROPOLIS
Ospedale unico Caso in Regione ............................................................................................ 9
24/03/2019 - IL MATTINO (ED. SALERNO)
Ospedale, allarme Cgil: ambulanze senza autisti ................................................................. 10
24/03/2019 - LA CITTÀ DI SALERNO
Pass disabili, è caccia ai furbetti .......................................................................................... 11
24/03/2019 - IL MATTINO (ED. SALERNO)
Truffa i malati oncologici: fermata ....................................................................................... 13
Sanità Campania ............................................................................................................................. 14
24/03/2019 - IL ROMA
"Cresce" l' ospedale, sarà inaugurato martedì il reparto di rianimazione ............................ 14
24/03/2019 - IL ROMA
A Pomigliano primo trofeo "Una corsa per la vita": informazione sul diabete ...................... 16
24/03/2019 - IL MATTINO
«Vicenda grave, ci sono troppe liti nel reparto» .................................................................. 18
24/03/2019 - IL ROMA
Centro medico, macchinari sequestrati L' ipotesi di una bancarotta fraudolenta ................ 20
24/03/2019 - IL MATTINO
Choc al Cardarelli: sabotato il salvavita per malati di cuore ................................................ 22
24/03/2019 - IL MATTINO (ED. CIRCONDARIO SUD)
Disabili, calvario fisioterapia tra burocrazia e tempi biblici ................................................. 24
24/03/2019 - IL MATTINO
Formiche, blatte e medici minacciati così il ricatto viene costruito in corsia ....................... 26
24/03/2019 - CRONACHE DI SALERNO
Il diabete: questo killer del sistema cardiovascolare ........................................................... 28
24/03/2019 - IL ROMA
Infermieri in stato d' agitazione ........................................................................................... 29
24/03/2019 - IL ROMA
Lilt, successo per lo "Spring Party" ...................................................................................... 30
24/03/2019 - IL MATTINO (ED. CASERTA)
Pronto intervento senza più medici ..................................................................................... 32
24/03/2019 - IL MATTINO (ED. BENEVENTO)
Rummo, Mastella firma petizione contro il manager ............................................................ 34
24/03/2019 - CRONACHE DI SALERNO
Sigilli al centro medico di due società fallite ........................................................................ 36
24/03/2019 - IL ROMA
Vedersi belle per combattere la malattia ............................................................................. 37
Sanità nazionale ............................................................................................................................. 38
24/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
«Così stiamo sviluppando le pillole intelligenti » ................................................................. 3824/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
Che sintomi causa l' ernia addominale? ............................................................................... 40
24/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
Controlli sì, ma come? Medici e pazienti divisi ..................................................................... 42
24/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
Fondazione Veronesi in piazza per la ricerca sul cancro infantile ........................................ 44
24/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
I piccoli eroi del prendersi cura ............................................................................................ 45
24/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
L' arma contro il cancro messa a punto insieme a Judah Folkman ....................................... 47
24/03/2019 - AVVENIRE
L' esodo di 22mila infermieri «Così rischiamo la paralisi» .................................................... 48
24/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
L' ipertensione può essere anche polmonare ....................................................................... 50
24/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
La glicemia non fa paura se ci diamo una mossa ................................................................. 52
24/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
Le Asl sono ancora poco social ............................................................................................. 54
24/03/2019 - CORRIERE DELLA SERA
Le novità sui farmaci introdotte dalle ultime linee guida ..................................................... 56
24/03/2019 - AVVENIRE
No vax minacciano le maestre La preside: «Bulli coi bimbi» ................................................ 5724/03/2019 Pagina 14
La Città di Salerno
Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
Ospedale, nuova vita per il pronto soccorso
Pronti gli interventi nei locali
dell'emergenza, i lavori alle sale
operatorie termineranno entro un mese
Un mese al completamento dei lavori di
ristrutturazione delle sale operatorie
dell'ospedale Santa Maria Incoronata
dell'Olmo di Cava de' Tirreni, a breve
saranno avviati anche una serie di lavori
di restyling che interesseranno i locali
che ospitano il pronto soccorso. Nuova
vita per il nosocomio cavese, dunque. Ad
assicurarlo è il sindaco Vincenzo Servalli
alla luce delle sollecitazioni del
consigliere della civica Responsabili per
Cava, Vincenzo Lamberti . Il primo
cittadino ha fatto il punto sulla
situazione dei lavori alla luce anche del
sopralluogo, la scorsa settimana, del
direttore generale dell'azienda
universitaria ospedaliera Ruggi,
Giuseppe Longo . L'intervento ha
riguardato, nel dettaglio, la
ripavimentazione di sale e corsie che negli anni scorsi aveva provocato numerosi
problemi a causa di pericolose infiltrazioni. Non solo. La ristrutturazione ha
interessato anche le apparecchiature che sono state sostituite in tutto il blocco
operatorio. Come era inevitabile che fosse, l'inizio dei lavori dello scorso ottobre ha
comportato lo stop degli interventi programmati - cosiddetti di elezione - ,
garantendo la sola emergenza. Nei mesi estivi, complice la carenza di anestesisti, le
operazioni di elezione erano già state sospese, mentre le urgenze erano state
assicurate grazie al sacrificio dei rianimatori costretti a rinviare le ferie. In cinquanta
giorni la direzione generale aveva contato di ultimare i lavori ma una serie di
imprevisti e interventi ulteriori hanno causato il procrastinarsi degli interventi che
comunque dovrebbero essere ormai quasi del tutto ultimati. «Fino a non poco tempo
fa si parlava costantemente di un ospedale a rischio chiusura, se non già chiuso - ha
commentato Servalli - . Il solo fatto che l'azienda abbia investito sulla
riqualificazione della struttura significa che il pericolo chiusura è ampiamente
superato. Sulle tempistiche, anche qui, sono arrivate rassicurazioni dall'azienda:
entro venti giorni, massimo un mese, le sale operatorie saranno ultimate e si
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoprovvederà successivamente a intervenire anche sul pronto soccorso. Permangono,
ad ogni modo, le fragilità interne in merito alla carenza di personale, comuni a tutta
l'azienda ospedaliera e a tutta la sanità campana a causa del commissariamento che
ha inevitabilmente comportato il taglio di risorse importanti». giu.fer.
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
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Asili nido fantasma negli ospedali, la denuncia
In Consiglio regionale è stata presentata
una interrogazione per conoscere le
ragioni del ritardo degli interventi per
attivare le strutture “Ancora una delibera
spot della Regione Campania rimasta
lettera morta come la gran mole di
interventi annunciati dal governatore De
Luca. Ed e’ grave l’ultimo caso relativo
alla realizzazione di asili nido, mai
attivati, per i figli di dipendenti di tre
ospedali”. E’ quanto denunciano le
consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e Maria Muscara’,
che sulla vicenda hanno presentato un’interrogazione con la quale chiedono di
conoscere “le ragioni del ritardo, ammesso che sia mai cominciato qualche
intervento e tenuto conto che oramai l’anno educativo volge al termine”. “Tutto
nasce dalla delibera del 20 settembre 2017, con la quale vengono destinati 750mila
euro per asili-nido, micro-nidi aziendali e servizi di accoglienza temporanea per
bambini fino ai 12 anni di eta’ da realizzare al Cardarelli, all’Ospedale del Mare e al
Ruggi d’Aragona. Per ciascuno degli interventi e’ stata prevista la somma di 250mila
euro. Alla luce di questo atto – spiegano – nel settembre 2017 il Cardarelli ha messo
a bando la realizzazione di un proprio nido aziendale interno riservato a 24 bambini
di eta’ compresa tra i 3 e i 36 mesi. Ad oggi, sebbene sia stata pubblicata sul sito
dello stesso nosocomio la graduatoria dei bambini ammessi al nido aziendale, nulla
e’ stato ancora attivato”. “Diventa sempre piu’ difficile immaginare che la nostra
regione, con l’attuale amministrazione, possa essere al passo con altri territori del
Paese. Ovunque vengono offerti servizi che incontrano le esigenze di mamme
lavoratrici, tranne in Campania, dove anche un asilo aziendale diventa l’occasione
per uno spot che ha lo stesso sapore di una promessa elettorale che non sara’ mai
mantenuta. Resta da capire se anche negli altri due ospedali gli interventi sono
fermi al palo come al Cardarelli e, se confermati i nostri timori, che ne sara’
dell’investimento complessivo di 750mila euro”.
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
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Ruggi, tempi di attesa più lunghi per i ricoveri: i dati
I principali casi riguardano tumore
all’utero, angioplastica, protesi d’anca e
riparazione inguinale. Circa i day
hospital di chemioterapie o visite
relative al colon retto si potrebbe
aspettare anche 30 giorni
Approfondimenti Liste d’attesa lunghe 4
mesi per una ecografia: nuova denuncia
della Cisl 6 marzo 2016 Tempi di attesa
più lunghi per le liste per i ricoveri effettuati al “Ruggi d’Aragona”. Come riporta Il
Mattino, l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno registra dati
preoccupanti: in particolare, da quelli relativi al secondo semestre del 2018 emerge
un calo delle percentuali di interventi chirurgici effettuati nei tempi previsti. I dati I
principali casi riguardano tumore all’utero, angioplastica, protesi d’anca e
riparazione inguinale. Circa i day hospital di chemioterapie o visite relative al colon
retto si potrebbe aspettare anche 30 giorni. Le uniche flessioni a livello di
tempistiche effettuate sono quelle riguardanti il tumore all’utero e interventi o visite
a esso connesse.
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
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Salerno: attese lunghissime per le liste di ricoveri al Ruggi
Si allungano i tempi per le liste d’attesa
per i ricoveri effettuati al “Ruggi
d’Aragona”. L’ospedale di Salerno
registra dati preoccupanti L’Ospedale
San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di
Salerno registra dati sconcertanti. I
tempi di attesa per i ricoveri sono molto
lunghi e spesso causano disagi ai
pazienti in difficoltà. Il Mattino ha registrato che nei dati relativi al secondo semestre
del 2018 vi è un calo delle percentuali di interventi chirurgici effettuati nei tempi
previsti. I principali casi vittime di tali attese sono quelli di tumore all’utero,
angioplastica, protesi d’anca e riparazione inguinale. Da questi primi dati si evince la
condizione preoccupante in cui versa l’Ospedale “Ruggi” di Salerno. Per quanto
riguarda i day hospital di chemioterapie o visite relative al colon retto si potrebbe
aspettare anche 30 giorni. Le uniche flessioni a livello di tempistiche effettuate sono
quelle riguardanti il tumore all’utero e interventi o visite a esso connesse.
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
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Sanità, si allungano i tempi di attesa per i ricoveri al Ruggi
Emergenza sanità. Si allungano i tempi
di attesa per i ricoveri programmati al
Ruggi di Salerno. Nei dati relativi al
secondo semestre del 2018, si evince un
calo delle percentuali di operazioni
chirurgiche effettuate nei tempi previsti
dai codici di priorità. Liste d’attesa più
lunghe per i ricoveri al Ruggi a Salerno Si
allungano i tempi di attesa per i ricoveri
programmati al Ruggi di Salerno. Nei dati relativi al secondo semestre del 2018, si
evince un calo delle percentuali di operazioni chirurgiche effettuate nei tempi
previsti dai codici di priorità per il tumore all’utero, l’angioplastica, la protesi d’anca,
e la riparazione inguinale. Per quanto riguarda la chemioterapia in day hospital,
oppure quelli al colon retto, gli interventi vengono eseguiti entro 30 giorni. Flessioni
si registrano invece, per quanto riguarda le operazioni di tumore all’utero. Fonte: Il
Mattino
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
«Sblocchiamo assunzioni del personale medico e sanitario»
L' APPELLO / Nicola Provenza portavoce
del MoVimento 5 Stelle "Sostengo con
forza il grande impegno del ministro
Giulia Grillo per superare il blocco delle
assunzioni nella Sanità imposto dal 2009
a tutto il Servizio Sanitario Nazionale. E'
il primo Ministro della Salute che si
muove con determinazione per sbloccare
una situazione stagnante e per
assicurare i servizi sanitari in tutta Italia.
Una situazione per la quale in molte
regioni, tra le quali vi è la Campania, si
registrano liste di attesa interminabili e
si arranca nel garantire i livelli minimi di
assistenza ai pazienti. In Campania, in
particolare, i problemi sono
ulteriormente aggravati per carenza di
personale ma anche per manifesta
incapacità gestionale che, perdurando,
potrebbe vanificare anche questo
importante sblocco delle assunzioni" - lo
dichiara Nicola Provenza, portavoce del
MoVimento 5 Stelle in Com missione Affari Sociali e Sanità alla Camera dei Deputati.
"L' intervento normativo continua Provenza - prevede che, a decorrere dal 2019, la
spesa per il personale degli enti del Servizio Sanitario Nazionale di ciascuna Regione
non può superare il valore della spesa sostenuta nel 2018. La spesa potrà essere
incrementata, a livello regionale, per un importo pari al 5% dell' incremento del
Fondo Sanitario rispetto all' esercizio precedente. Mandiamo in soffitta il vincolo
fissato in epoca di spending review con un budget per le assunzioni fermo ai livelli
del 2004 ridotto dell' 1,4%. Sono soddisfatto di questo importante risultato e
ringrazio il ministro Grillo per questo obiettivo storico che sarà presto legge" -
conclude il pentastellato.
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso24/03/2019 Pagina 7
Argomento: Sanità Salerno e provincia
Infermieri lmboscati Protesta Fials
Infermieri "imboscati'' negli uffici, reparti
vuoti e carichi di lavoro che vanno a
grava- re sul personale che presta
servizio nell'ospedale San Leonardo.
Questa, in sintesi, la denuncia del
sindacato Fiale che ha dichiarato lo stato
di agitazione di tutto il personale,
riservandosi ulteriori e incisive azioni a
tutela di tutti i lavoratori e aderendo in
caso di violazione su quanto sopra agli
organismi competenti». Una protesta che
segue i «trasferimenti di unita
infermieristiche presso altri ser-visi
esterni allìtsl che non hanno nulla a che
vedere con il mansionario
infermieristioos. Trasferimenti che di
fatto rischiano di annullare gli effetti
delle nuove assunzioni che hanno
permesso «di far respirare unita
operative complesse che fino a qualche
giorno fa erano letteralmente oollassate
da non poter amicurare le turnazioni ed
un'amistensa di Lea a livello anche se minimamente decoroas. I1 sin- dacato tra
l'altro denuncia anche «una discriminazione pesantissima» chiedendo ai vertici
delliåsl «di rispettare le normative che regolano i trasferimento.
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso24/03/2019 Pagina 11
Argomento: Sanità Salerno e provincia
Ospedale unico Caso in Regione
Santiågnello. Capire se il progetto e
fattibile. E quali sono eventual- mente i
tempi di esecu- zione degli interventi.
Sull'os{edale unico della peniso a
sorrentina e in agenda un incontro tra i
sindaci della penisola sorrentina e il
governa- tore campano Vincenzo De
Luca. In prima linea il primo cittadino di
Santiàgnello Piergior 'o Sagristanj che
guida Comune che dovra os i- tare la
struttura ospeda- liera. Il faccia a faccia
tra De Luca ei sindaci della penisola
sorrentina e uno snodo cruciale. Si
tratterà di fare un punto della situazione
e tirare le somme. Anche perche l'Asl
Napoli 3 Sud sta continuando a impegna-
re risorse - sia econo- miche che umane -
sui due ospedali attualmente esistenti,
Sorrento e Vico Equense. Evidente-
mente, costruendo una nuova maxi
struttura a Sant'Agne1lo, si dovra
procedere sia alla di- smissione
dellosñedale di Sorrento sia a 'e- ventuale riconversione delfospedale De Luca e
Rossano di Vico Equense dove potrebbe rimane- re comunque attivo un punto di
primo soccorso. Il progetto del nuovo ospedale prevede co- munque 200 posti letto,
T0 in più rispetto a quelli al momento disponibi- li tra Sorrento e Vico Equense.
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso24/03/2019 Pagina 43
Il Mattino (ed. Salerno)
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
Ospedale, allarme Cgil: ambulanze senza autisti
SAPRI SAPRI Antonietta Nicodemo «Chi
gestisce la sanità deve impegnarsi a
migliorare il servizio pubblico. Centinaia
di persone hanno smesso di curarsi
perché non hanno i soldi per controlli e
terapie». Il segretario dello Spi-Cgil
Gerardo Trian torna a segnalare
disservizi nell' ospedale dell'
Immacolata. «Da alcuni giorni - dice - ci
sono solo due autisti per le ambulanze
h24. Nè possiamo garantire giusta
assistenza ad un infartuato. L'
angioplastica è possibile a Vallo, ma non
sempre. Il paziente, se al San Luca non è
possibile l' intervento, deve essere
trasferito a Eboli. Se muore nel lungo
tragitto è colpa nostra». Assente anche
la telemedicina «da anni le
apparecchiature per l' assistenza a
distanza sono imballate nell' ospedale.
Un danno all' erario di cui nessuno parla.
È scandaloso». Rincara Domenico Vrenna
della camera del lavoro: «A breve
saranno solo due le ostetriche, e un'
altra che non può assistere ai parti, nè fare turni di notte». Disagi per lìinvalidità
civile. «L' inps ha difficoltà ad inviarci medici per la commissione e si allungano le
liste d' attesa». «Se davvero è così - conclude Vrenna - occuperemo a Salerno la
sede dell' Istituto di Prevenzione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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La Città di Salerno
Argomento: Sanità Salerno e provincia
Pass disabili, è caccia ai furbetti
Pubbliparking ora punta ai certificati
rilasciati dall'Asl. Anche medici nel
mirino A meno di un anno dall'arrivo a
Eboli, i dirigenti casertani della
Publiparking hanno effettuato una
scoperta: in città c'è un esercito di
disabili. Ieri mattina alle 11, tra abbonati
e persone diversamente abili, il
parcheggio lungo viale Amendola era
pieno. Cinquecentro metri di strisce blu
occupate da automobilisti con vari titoli.
Per gli abbonati nulla questio. Chi paga
l'abbonamento mensile, ha diritto a
sostare in tutti gli stalli. I dirigenti
casertani hanno storto un po' il naso sui
prezzi popolari imposti
dall'amministrazione comunale, ma non
si sono lamentati più di tanto. Il dato che
colpisce è quello degli automobilisti
disabili. Su quelli veri, c'è poco da
protestare. Su quelli falsi, invece, da
lunedì inizierà una campagna di
accertamento. Inverosimile la diffusione del pass disabili oltre che i permessi alla
sosta riservati alla casta, in pratica a chi crede di comandare anche facendosi dare il
pass cortesia. Ma questo è il capitolo della impudenza politica. «Le irregolarità
maggiori le riscontriamo in ospedale e lungo viale Amendola. Chiederemo una
verifica ai vigili urbani», spiegava ieri un collaboratore della Publiparking. E' chiaro
che ci sono molte irregolarità sull'utilizzo dei permessi che vengono rilasciati dalla
polizia municipale ma sulla base di accertamenti e certificazioni mediche. Quindi,
l'eventuale furbetto deve esser accompagnato da una diagnosi altrettanto furba. E'
un malcostume tutto italiano quello di fare il furbetto con il pass da disabile di un
parente o di un conoscente. «Ci sono persone che approfittano del tagliando di un
parente. La metà delle auto con il pass per disabile, non hanno una persona invalida
a bordo», spiegano dalla Publiparking. Il numero dei furbetti non è stato reso noto.
Da lunedì prossimo, però, i controlli saranno più serrati. La Publiparking ha lanciato
l'allarme agli agenti dei vigili urbani che non cadono dalle nuvole: «Non è che
dovevamo aspettare la Publiparking per conoscere questo fenomeno. C'è un numero
abnorme di pass per disabili. Ma questo non dipende da noi ma dall'Asl. Quello che
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senza avere il disabile a bordo». Nel mirino dei vigili urbani e della guardie
ambientali, negli ultimi mesi, sono finiti diversi medici dell'ospedale di Eboli e
addirittura dei runner. La stessa auto, con lo stesso conducente, parcheggiata nei
pressi dello stadio Dirceu, è stata poi ritrovata in sosta lungo il viale Amendola con il
tagliando da disabile esposto sul parabrezza. La Publiparking, finora, ha osservato il
fenomeno senza battere ciglio. Non si esclude che ora il Comune possa chiedere
all'Asl una revisione delle certificazioni. fra.fae.
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Il Mattino (ed. Salerno)
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
Truffa i malati oncologici: fermata
IL CASO Katiuscia Guarino Si aggirava
nel reparto di Oncologia dell' ospedale
Moscati di Avellino con un camice bianco
confondendosi con i sanitari. Con questo
trucco, e giocando sull' equivoco, si
faceva consegnare denaro dai pazienti e
dai familiari che andavano a trovarli. Una
cinquantenne salernitana, con
precedenti penali per truffa, è stata
bloccata dagli agenti della Volanti. A suo
carico è stato emesso foglio di via
obbligatorio da parte della Questura.
Sono in corso le indagini per rintracciare
la complice della donna. Da alcuni giorni,
infatti, due signore con modi gentili, e
indossando il camice bianco con tanto di
distintivo che le identificavano come
appartenenti ad un istituto che opera
nell' ambito sanitario, si aggiravano nel
reparto di Oncologia del nosocomio. Si
spacciavano per appartenenti di un'
associazione Onlus, dedita al recupero di
fondi per la ricerca scientifica finalizzata
a combattere le malattie oncologiche.
Con questo pretesto si facevano consegnare somme denaro dai pazienti del reparto
e dai loro parenti. La segnalazione è partita dal familiare di un paziente. Subito il
personale sanitario ha allertato il presidio di polizia dell' ospedale della presenza
sospetta delle due donne. Immediatamente sono giunti gli agenti delle Volanti. La
donna è stata rintracciata e bloccata dai poliziotti mentre raggirava un altro
paziente. Durante gli accertamenti, è stata trovata senza documenti. Sulla
cinquantenne gravavano numerosi precedenti penali per truffe dello stesso genere.
Infatti portava a termine le sue truffe anche in altri ospedali probabilmente
facendosi aiutare da una o più complici. Sono in corso ulteriori indagini. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità Campania
"Cresce" l' ospedale, sarà inaugurato martedì il reparto di
rianimazione
FRATTAMAGGIORE. TAGLIO DEL NASTRO
CON IL GOVERNATORE DE LUCA E IL
SINDACO DEL PRETE FRATTAMAGGIORE.
Sarà inaugurata martedì alle ore 11 il
reparto di rianimazione dell' ospedale
San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. A
tagliare il nastro sarà il presidente della
regione Vincenzo De Luca. A benedire il
nuovo reparto, monsignor Angelo
Spinillo, vescovo della diocesi di Aversa
di cui fa parte Frattamaggiore. Presenti il
sindaco della città, Marco Antonio Del
Prete, e il direttore generale dell' Asl
Napoli 2 Nord, Antonio D' Amore. «Si
tratta di un' apertura storica, attesa da
circa 30 anni dalla popolazione del
territorio. I primi progetti per la
realizzazione di questo reparto, infatti,
risalgono ai primi anni '90», si legge in
una nota dell' Asl. Nell' ultimo anno l' Asl
Napoli 2 Nord ha investito oltre 522.600
euro per la ristrutturazione e la nuova
dotazione tecnologica del reparto di
rianimazione del San Giovanni di Dio
che, da oggi, potrà contare su apparecchiature d' avanguardia e spazi idonei a
garantire cinque posti letto di rianimazione di cui uno in isolamento. Il reparto è
stato pensato anche con una forte sensibilità all' umanizzazione delle cure: una
stanza riservata è stata allestita con divani e sarà destinata al dialogo tra i medici e i
familiari dei pazienti. I nuovi locali rappresentano un' importante occasione di
crescita per l' intero ospedale, la nuova rianimazione, infatti, da un lato permetterà
di ridurre i trasferimenti di pazienti in condizioni critiche presso altri ospedali,
mentre dall' altro renderà possibile ai diversi reparti di trattare casi a maggiore
complessità. L' inaugurazione del reparto di rianimazione do vrebbe contraddire le
ipotesi di declassamento del San Giovanni di Dio, prevista dal piano sanitario
regionale. Una decisione che ha visto mobilitarsi sindaci, sindacati, associazioni e
cittadini in difesa dello storico nosocomio, unico punto di riferimento in un' area di
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usomezzo milione di persone. Nel piano sanitario regionale è stata cancellata la
cardiologia, ridotta la ginecologia ed ostetricia a mero punto nascita. Per i sindacati
la decisione di declassare l' ospedale è stata assunta su dati riferiti ad un periodo in
cui il pronto soccorso era chiuso per lavori. In media al San Giovanni di Dio si
registrano 60mila accessi annui rispetto al tetto dei 45mila previsti per il
declassamento. Il San Giovanni di Dio rischia di non essere più struttura Dea, di
primo livello, nonostante per esempio l' Agenas, l' agenzia sanitaria, lo ritenga uno
dei più sicuri in Italia soprattutto per la cardiologia. «Ci auguriamo che l'
inaugurazione del reparto di rianimazione preluda ad una revisione delle decisioni di
Palazzo Santa Lucia sul declassamento, e che non sia solo una passerella in vista
delle prossime elezioni» osservano alcuni dipendenti del nosocomio.
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Argomento: Sanità Campania
A Pomigliano primo trofeo "Una corsa per la vita":
informazione sul diabete
POMIGLIANO. Una manifestazione
sportiva - "Una corsa per la vita" - con l'
obiettivo di informare e sensibilizzare l'
opinione pubblica e le istituzioni sui
sintomi del diabete di tipo 1 e sulle
possibili cause ambientali in un territorio
come quello campano (dove il numero
dei pazienti è elevato) - è stata
promossa per oggi nel parco pubblico
Giovanni Paolo II (villa comunale) a
Pomigliano D' Arco dall' associazione
Diabete Junior Campania. L' evento,
spiega Gaetano Amorico dell'
associazione Diabete Junior, sarà
dedicato «a tutti i bimbi che hanno
subito danni invalidanti o che non ce l'
hanno fatta, come il piccolo Alessandro
scomparso prematuramente».
Alessandro Farina, di 13 anni, morì il 27
dicembre 2017 a Salerno. «Il diabete
mellito di tipo 1 (DM1) - spiega il dottor
Amorico - e la malattia cronica endocrino
-metabolica più frequente in età
pediatrica; è una malattia autoimmune,
caratterizzata dalla distruzione delle beta cellule pancreatiche con conseguente
deficit assoluto di insulina. In Italia i bambini e gli adolescenti affetti dal diabete
mellito di tipo 1 sono circa 20mila, di cui quasi 2mila in Campania. Attualmente le
cause della patologia non sono state ancora individuate con certezza e sono
rappresentate da una complessa interazione tra predisposizione genetica e fattori
ambientali scatenanti». È comunque un problema rilevante e crescente di sanità
pubblica, per il quale sono indispensabili dati informativi epidemiologici estrapolati
da archivi amministrativi che potrebbero portare anche alla realizzazione di Registri
regionali e nazionali. «I piccoli pazienti con diabete mellito di tipo 1 per un buon
equilibrio glicometabolico e per prevenire complicanze a lungo termine necessitano
di continue iniezioni sottocute di insulina (almeno 5-6 volte il giorno), di frequenti
misurazioni glicemiche attraverso numerose punture sui polpastrelli e di una terapia
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoeducativa relativa alle sane abitudini di vita, come l' alimentazione e l' attivita'
fisica. I sintomi piu' diffusi all' esordio possono apparire banali e aspecifici, come la
poliuria (tanta pipi'), polidipsia (tanta sete), dimagrimento, apatia e stanchezza, ma
spesso l' esordio puo' avvenire in condizioni drammatiche per una chetoacidosi.
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Argomento: Sanità Campania
«Vicenda grave, ci sono troppe liti nel reparto»
Ettore Mautone
Un episodio che pare grave ma isolato.
Un evento da decifrare e inquadrare in
quanto oscuro e senza precedenti. Un
avvenimento anomalo che non pare
riconducibile a una strategia. Un
frangente insomma che, se verificato - e
su questo non ci sarebbero motivi per
dubitare viste le fotografie allegate alla
denuncia presentata all' autorità
giudiziaria da parte del primario di
Cardiologia Ciro Mauro - potrebbe
denotare un contrasto nei rapporti
interni al reparto stesso di Cardiologia
del Cardarelli dove c' è sempre stata un'
alta conflittualità tra il personale ma
confinata nei fisiologici attriti tra forti
personalità che spesso si incontrano nei
contesti di lavoro. Così Anna Iervolino,
dallo scorso febbraio direttore generale
del Cardarelli, commenta il rinvenimento
di una graffetta inserita in una centralina
di montaggio nel reparto di Cardiologia,
presso l' unità di terapia intensiva
coronarica. Dottoressa Iervolino, che
cosa pensa dell' episodio di sabotaggio avvenuto nelle settimane scorse in
Cardiologia? «Sono stata informata per le vie brevi dal primario del reparto Ciro
Mauro, dopo la sua denuncia. Non ho elementi né per confermare né per smentire. Il
dato sarebbe riconducibile a un sabotaggio ma si tratta di un episodio strano in
quanto isolato e senza precedenti né annunciato da altre proteste eclatanti». A cosa
sarebbe dovuto questo sabotaggio? «Non sappiamo a cosa imputarlo. Abbiamo fatto
delle verifiche, il primario Ciro Mauro ha documentato, con delle fotografie, la
presenza di questa graffetta nella centralina di monitoraggio dei pazienti. Dunque il
dato esiste ma allo stato non sappiamo come spiegarlo. Il solo fatto certo è che non
si è verificato nessun disservizio e nessuna conseguenza». In Campania sono in
corso indagini su altri episodi di presunto sabotaggio in altri ospedali. Qual è la sua
idea in merito? «Guardi, un conto sarebbero gli episodi ipotizzati finora in altri
ospedali e su cui ci sono in corso indagini per appurarne l' origine, un altro la
manomissione di un' apparecchiatura deputata al controllo dei parametri dei
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usopazienti. Ripeto se fosse verificata, l' ipotesi del sabotaggio sarebbe grave». E come
la spiegherebbe altrimenti? «Non ci sono precedenti né si sono verificate sequele di
sorta di altro tipo. Per cui non saprei a cosa addebitarlo. Per ora non ci sono
spiegazioni plausibili». Qualcuno ha puntato il dito sulla conflittualità esistente nel
reparto di Cardiologia del Cardarelli. «Potrebbe essere una spiegazione ma va
sottolineato d' altro canto che la conflittualità è comune a molti luoghi di lavoro. In
questo caso riconducibile a forti personalità che si sono sempre espresse a favore
dei pazienti senza mai andare in rotta di collisione oltre il limite del fisiologico.
Conflittualità che del resto non hanno mai dato luogo a problemi di sorta in termini
di produttività assistenziali e di sicurezza dei pazienti. Anzi, quella di cui parliamo è
un' unità operativa specialistica che detiene il record del maggior numero di
angioplastiche primarie effettuate in Italia. Dunque parliamo di un' eccellenza della
sanità e non solo campana». Però il fatto è avvenuto «Per fortuna, grazie alla
sorveglianza del primario e di chi è preposto ai controlli si è risolto senza
conseguenze e senza alcun disservizio». Ci sono mai stati altri grandi o piccoli
episodi di sabotaggio al Cardarelli? «Lavoro da anni al Cardarelli ma a mia memoria
mai c' è stato un episodio di sabotaggio. Forse qualche scaramuccia sindacale.
Qualche notizia costruita ad arte e in maniera parziale per fornire una versione della
realtà funzionale a logiche politiche e sindacali. Ma nulla di particolarmente grave né
eventi sentinella di una degenerazione del modo di esprimere un malcontento. In
generale sappiamo che al Cardarelli ci sono tanti professionisti, medici, infermieri e
amministrativi che servono in maniera esemplare la sanità pubblica e non si servono
di essa». Che cosa avete fatto dopo la denuncia? «Abbiamo effettuato una minuziosa
verifica interna che non ha dato riscontro di problemi nelle procedure. I protocolli di
sicurezza sono tutti attivi e rispettati. Quanto accaduto resta un episodio isolato e
inspiegabile». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità Campania
Centro medico, macchinari sequestrati L' ipotesi di una
bancarotta fraudolenta
TORRE ANNUNZIATA I finanzieri al Mavis,
nei guai l' amministratore di due società
fallite. L' accusa: vendite fittizie di beni
TORRE ANNUNZIATA. Macchinari e altri
materiali sanitari venduti a un prezzo
non congruo e senza prova del
pagamento. A vendere sul finire del 2012
due società ormai prossime al fallimento;
a comprare una terza società, la Mavis,
Centro medico (nella foto) costituito
pochi mesi prima. Di mezzo una
presunta bancarotta fraudolenta. IL
SEQUESTRO. Per questo il Gruppo della
Guardia di Finanza di Torre Annunziata
ha eseguito un decreto di sequestro d'
urgenza ratificato dalla Procura della
Repubblica oplontina, nei confronti di
M.V., rappresentante legale pro tempore
di due società, operanti nel settore della
sanità privata, dichiarate fallite
entrambe nel marzo del 2013. I finanzieri
hanno sequestrato una parte di un
compendio aziendale costituito da
macchinari diagnostici e altri dispositivi
medicali che, in maniera considerata fraudolenta dall' ipotesi accusatoria nel 2012
era stato ceduto, ad un prezzo giudicato assolutamente non congruo, dalle due
società ad un nuovo centro medico (costituito pochi mesi prima), peraltro all' epoca
amministra to dallo stesso rappresentante legale. L' IPOTESI DI UNA VENDITA
FITTIZIA. Il punto che viene sottolineato dagli investigatori risiede proprio in questo
passaggio che, sempre secondo l' ipotesi accusatoria, sarebbe avvenuto «in un
periodo in cui le due società cedenti si trovavano evidentemente in un irreversibile
stato di decozione e, soprattutto, senza che sia stata riscontrata alcuna prova in
ordine all' effettivo pagamento, da parte della cessionaria, compendio aziendale».
Insomma, il sospetto delle Fiamme Gialle è che si sia trattato di una vendita fittizia,
avvenuta soltanto sulla carta, per sottrarre i beni delle società ormai sulla strada del
fallimento. Per questo le Fiamme Gialle hanno sequestrato quella parte di beni
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoattualmente ancora presenti nel nuovo centro medico oplontino che - sottolineano
ancora gli investigatori - «di fatto, costituisce la continuità aziendale delle
precedenti società fallite nel 2013».
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Argomento: Sanità Campania
Choc al Cardarelli: sabotato il salvavita per malati di cuore
LE INDAGINI Leandro Del Gaudio Hanno
eliminato il sonoro, quel «bip bip» che
segnala un' anomalia nel tracciato e che
dà l' allarme, fa scattare un intervento
dei medici e consente - si spera - di
salvare una vita umana. Hanno usato
una banale graffetta per sabotare un
dispositivo elettronico decisivo per il
buon funzionamento dell' intera unità
cardiaca dell' ospedale Cardarelli,
mettendo al repentaglio la vita di decine
di pazienti, di soggetti sotto attenzione
per possibili scompensi nel battito del
cuore. Sabotaggio, guasto provocato in
modo doloso, pista interna. Ci risiamo:
anche al Cardarelli qualcuno ha provato
a creare danni in uno dei centri di
eccellenza della sanità campana, vale a
dire l' unità che si occupa di emergenze
cardiache. Come con le formiche del San
Giovanni Bosco o con le blatte del
Vecchio Pellegrini, un altro nosocomio
finisce in balìa di strani maneggi, o
meglio, di manine che creano disagi ad
orologeria per motivi diversi, sempre e comunque sulla pelle dei cittadini. LA
GRAFFETTA Ma torniamo al caso del Cardarelli. Siamo a metà febbraio, quando gli
impianti elettronici dell' unità coronarica fanno registrare anomalie. Un silenzio
tombale, atipico, di quelli che non ti aspetti in un reparto che ha saputo in questi
anni misurarsi con emergenze di ogni tipo e che ha imparato a fare squadra al primo
«bip» dell' allarme via monitor. È così che sono scattate le verifiche, accertamenti
che hanno fatto venire fuori una sorpresa sinistra, decisamente sgradita. A saltare
agli occhi, una graffetta di quelle usate nelle segreterie, che è stata inserita nella
«porta» dell' unità centrale, con un obiettivo evidente: eliminare l' allarme sonoro
che interviene quando il tracciato cardiaco di un paziente presenta momenti di
aritmia o di scompenso. Come è noto si tratta di un servizio essenziale, per altro
collegato a un reparto dotato di vigilanza attiva 24 ore, dal quale viene monitorata l'
attività cardiaca di tutti i pazienti attraverso due sezioni, due unità che si danno il
turno nel corso della giornata. In sintesi, quando scatta l' allarme sonoro, la notizia
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoarriva in tempo reale a un cardiologo di turno, che interviene sul caso e verifica quali
contromosse adottare. È invece bastata una graffetta per impedire che un sistema
virtuoso, perfettamente funzionante, si trasformasse in una potenziale trappola per
la salute dei pazienti. Decisiva in questa storia la denuncia del primario Ciro Mauro,
responsabile del reparto, che ha messo in moto una verifica interna e ha
immediatamente indirizzato un esposto all' autorità giudiziaria. Al lavoro i
carabinieri, ma il caso è tutto da approfondire. Indagini in corso, di fronte a un
episodio ritenuto gravissimo, che solo per circostanze fortuite non ha dato vita a
ricadute sulla salute dei pazienti. Una graffetta nella centralina di monitoraggio,
nella «porta», da cui vengono diramate tutte le segnalazioni, inevitabile una
domanda: chi può avere interesse a mettere a repentaglio la vita di uno o più
pazienti? A chi conviene il nuovo caso di sabotaggio? Nessuno si sbilancia, c' è chi se
la cava con una battuta: probabilmente di notte qualcuno non voleva essere
disturbato nelle poche ore di sonno riservate a chi è segnato di turno. Possibile che
si crea un danno tanto grave (almeno da un punto di vista potenziale) solo per stare
qualche ora in branda a dormire? In queste ore si fanno anche altre ipotesi. Al netto
della professionalità dimostrata in questi anni dal personale medico, dagli infermieri
e dagli stessi vigilantes, si scava all' interno dell' ospedale più prestigioso di Napoli,
si cerca di capire. Si rivedono turni di impiegati, si lavora sulle scelte amministrative
e sulle decisioni assunte in questi mesi dal primario e dai vertici dell' ospedale,
insomma su qualunque cosa possa aver irrigidito i rapporti interni e creato scenari di
livore. Verifiche anche sui nomi dei pazienti ricoverati all' interno del reparto, nel
tentativo di capire se ci fosse una volontà di danneggiare qualcuno in particolare,
ma al momento non sembrano emersi elementi significativo. Un mese dopo il
ritrovamento della graffetta, resta in piedi l' ipotesi sabotaggio, secondo una
strategia adottata anche altrove. Formiche, blatte, ora l' intoppo per far saltare l'
impianto elettronico, per silenziare un congegno salvavita essenziale per la vita dei
pazienti. Insomma: se era uno scherzo, nessuno si è divertito. © RIPRODUZIONE
RISERVATA.
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Il Mattino (ed. Circondario Sud)
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Argomento: Sanità Campania
Disabili, calvario fisioterapia tra burocrazia e tempi biblici
IL CASO Ciriaco M. Viggiano Due mesi
per essere visitato dal neurologo. Poi tre
ore di fila solo per prenotare la consegna
dei documenti all' ufficio. Un' altra attesa
per cominciare la cura. Ecco la trafila
che un disabile deve affrontare, in
penisola sorrentina, per sottoporsi alle
necessarie fisioterapie. A denunciarlo è
Gigi Salvi, 47enne costretto sulla sedia a
rotelle da una rara forma di amiotrofia,
in un video su Facebook. LA DENUNCIA
Ogni settimana Salvi, che da consigliere
comunale di Piano di Sorrento ha lottato
per i diritti dei disabili, deve affrontare
tre sedute di fisiokinesiterapia e due di
fisioterapia respiratoria. Perciò si rivolge
periodicamente al suo medico di base
che gli prescrive una visita neurologica.
Ed ecco il primo intoppo: trascorrono
mediamente due mesi dal momento
della prenotazione al giorno in cui Gigi
viene visitato dallo specialista dell' Asl.
Quest' ultimo rilascia poi la prescrizione
per la fisioterapia: Salvi la consegna al
centro specializzato, che entro pochi giorni gli comunica la disponibilità e gli
restituisce il documento per il quale è richiesto l' ok definitivo da parte dell' ufficio
riabilitazione dell' Asl. Qui comincia la seconda parte dell' odissea. «Per ottenere l'
approvazione della terapia devo affrontare una fila di almeno tre ore», spiega Salvi.
Al distretto sanitario, a Sant' Agnello, si rivolgono decine di pazienti. Tre volte a
settimana gli operatori dell' Asl distribuiscono 30 biglietti numerati sulla base dei
quali si stabilisce l' ordine per consegnare i documenti all' ufficio. Spesso sono i
pazienti che annotano su un foglio i rispettivi orari di arrivo per evitare discussioni.
Quando non accade, è il caos: «L' Asl ci ha detto che la pratica di segnare i
nominativi è illegale continua Salvi Ma quando non ci è stata data la possibilità di
farlo, i carabinieri sono stati costretti a intervenire perché le persone tentavano di
superarsi a vicenda». Solo dopo essersi rivolto all' ufficio e aver atteso almeno un'
altra settimana per ritirare la prescrizione vidimata dall' Asl, Salvi può cominciare le
fisioterapie. E anche qui c' è il rischio che trascorrano giorni, nel caso in cui il centro
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usosi rivolge sia oberato di lavoro. «È vergognoso che un paziente affetto da una
patologia conclamata sia costretto ad affrontare una simile trafila a causa della
burocrazia conclude Salvi Anche chi non è malato deve denunciare questi disservizi
e far valere il diritto alla salute». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità Campania
Formiche, blatte e medici minacciati così il ricatto viene
costruito in corsia
LO SCENARIO Chi ha messo le blatte al
Vecchio pellegrini ha agito con fredda
determinazione, potendo contare su una
conoscenza militare del contesto in cui si
muoveva. Ha saputo schivare la
telecamera che inquadra gran parte del
pronto soccorso, entrando nel bagno
senza rischiare di finire nel cono delle
immagini, perfettamente mimetizzato in
un posto di frontiera, poi ha fatto il resto.
Ricordate un paio di mesi fa? Scarafaggi
allevati in batteria e piazzati nel bagno,
comprati tramite un circuito internet e
scaraventati a terra, erano tutti delle
stesse dimensioni. Ma il racket degli
insetti ha diverse facce, come insegna la
storia del San Giovanni Bosco, altro
ospedale al centro dell' attenzione
mediatica nazionale. Formiche che si
arrampicano su una paziente intubata,
poi altri avvistamenti che sollevano
indignazione collettiva. Qualche
settimana dopo viene fuori una verità
desolante, grazie all' intervento di una
ditta di pulizia che riesce a individuare alcune anomalie all' interno del nosocomio di
via Briganti. Vengono infatti refertate buste di zucchero e confezioni di marmellata
aperti e sparpagliati in alcuni punti strategici, ma anche sciroppi zuccherati riversati
nella zona del Triage e degli armadietti del personale. Erano delle esche disseminate
per attirare le formiche e per sollevare scalpore, indignazione, attenzione mediatica.
E magari anche per dare una spallata a dirigenti che in un recente passato avevano
provato a normalizzare un ospedale infestato dalla presenza di camorristi (come
emergerebbe da una indagine della Dda), frenato quotidianamente da interessi
opachi. E non è tutto. È sempre qui nell' ospedale San Giovanni Bosco che sono stati
identificati due infermieri che si opposero all' intervento di un primario, dopo l'
ennesimo avvistamento di formiche. Insetti dolosi, strategia dell' arrampicamento, in
una parola sabotaggio. Ed è l' ipotesi battuta in questi giorni dal pool del procuratore
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoaggiunto Giuseppe Lucantonio, che sta coordinando audizioni, raccolta di
informazioni e spulcio di carte degli appalti legati alla pulizia dell' ospedale.
Inchiesta che fa i conti con una serie di interventi messi in campo nell' ultimo anno,
che devono aver colpito vecchie rendite di posizione. È il caso del parcheggio
abusivo completamente smobilitato, della buvette chiusa, per non parlare del
tentativo di eliminare il bivacco di alcuni infermieri che gestiscono ingressi di
persone e di cose in ospedale. Scenari su cui si agitano insetti e strane manine,
sempre all' insegna di sabotaggi mirati. l.d.g. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità Campania
Il diabete: questo killer del sistema cardiovascolare
NAPOLI / Il congresso annuale degli
specialisti Uno dei fattori di rischio più
importanti per la salute cardiovascolare
è il diabete. Nei soggetti con pre -
diabete e in quelli con diabete è dunque
fondamentale mantenere un ottimo
compenso metabolico, attraverso un
corretto stile di vita e la terapia
farmacologica. Negli ultimi anni, si sono
resi disponibili sul mercato una serie di
farmaci che, oltre a ridurre in maniera
efficace la glicemia, sembrano avere
anche un' azione diretta aggiuntiva di
protezione cardiovascolare. I maggiori
esperti italiani di prevenzione
cardiovascolare riuniti a Napoli in
occasione del congresso annuale della
Società Italiana per la Prevenzione
Cardiovascolare, fanno il punto della
situazione. «Alcuni anni fa -riflette il
professor Massimo Volpe, presidente
della Società Italiana per la Prevenzione
Cardiovascolare e ordinario di Cardiologia presso l' Università "La Sapienza",
Ospedale Sant' Andrea di Roma- è emerso un segnale d' allarme rispetto ad alcuni
farmaci anti -diabete, che sembravano gravati da un maggior rischio di patologie
cardiovascolari. Per questo motivo, le agenzie regolatorie americana (Fda) ed
europea (Ema) hanno chiesto che per ogni nuovo farmaco anti -diabete immesso sul
mercato, fosse dimostrata la sicurezza cardiovascolare da uno studio realizzato ad
hoc. La grande e piacevole sorpresa degli ultimi anni è stata che i più recenti studi
su Glp-1 agonisti e Sglt2 inibitori hanno dimostrato non solo la sicurezza di queste
nuove molecole ma che, al di là dell' azione sul diabete, questi farmaci proteggono il
cuore e i vasi, determinando una riduzione dello scompenso cardiaco e di alcuni
eventi cardiovascolari». red.reg.
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Infermieri in stato d' agitazione
CASTELLAMMARE Esplode il caso al San
Leonardo. La Fials: «Trasferiti in servizi
esterni» CASTELLAMMARE DI STABIA. Per
ora sono «voci di corridoio», ma tanto
basta a scatenare la reazione della Fials
che ha proclamato l stato d' agitazione
degli infermieri contro l' ipotesi di
trasferire alcune unità infermieristiche
altrove. In particolare, presso «altri
servizi esterni che non hanno nulla a che
vedere con il mansionario
infermieristico», denuncia in una lettera
scritta ai vertici dell' Asl Napoli 3 Sud la
Federazione italiana autonomie locali e
sanità. Una vicenda che si incrocia,
inevitabilmente, «con la carenza cronica
del personale infermieristico». Nella sua
missiva la Fials ricorda che «solo grazie
alla direzione strategica dell' azienda si è
provveduto in maniera celere a nuove
assegnazioni di infermieri presso l'
ospedale San Leonardo», e che in tal
modo «si inizia a respirare e far respirare
unità operative complesse che fino a
qualche giorno fa erano letteralmente collassate da non poter assicurare le
turnazioni ed una assistenza di Lea a livelli anche se minimamente decorosi». Per
questo, aggiunge sempre il sindacato, se davvero accadessero gli spostamenti
«sarebbe una discriminazione pesantissima dello stesso personale che
determinerebbe ulteriore confusione, caos e malessere tra gli operatori tutti, con un
ritorno al passato che assolutamente non è consentito». La Fials chiede «rispetto per
tutti i lavoratori, al fine di evitare fughe dal San Leonardo», sottolineando che solo
dopo «un confronto con la direzione sanitaria del San Leonardo, unitamente a tutte
le organizzazioni sindacali e alla Rsu si potrà discutere dei criteri e mobilità per
eventuali trasferimenti». Nel frattempo, la Fials «dichiara lo stato di agitazione di
tutto il personale, riservandosi ulteriori e incisive azioni a tutela di tutti i lavoratori e
aderendo in caso di violazione su quanto sopra agli organismi competenti».
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