Unione della Romagna Faentina - lunedì, 09 marzo 2020
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Unione della Romagna Faentina
lunedì, 09 marzo 2020
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09/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna 4
Prima pagina del 09/03/2020
09/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) 5
Prima pagina del 09/03/2020
09/03/2020 Il Sole 24 Ore 6
Prima pagina del 09/03/2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
09/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 34 7
Altri 3 casi di Coronavirus Il primo nel Faentino
09/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 37 9
Musei e monumenti, nuovo stop Giro di vite per le biblioteche
09/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 39 11
Il ricordo di suor Luigia, amata dai voltanesi
09/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 39 12
Candidato sindaco Pd, chi pensa alle primarie
09/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 56 13
Bastianini, una conferma «Felice per il terzo posto»
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
09/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 10 14
Tredici i positivi nel Ravennate Primo caso anche a Faenza
09/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 39 MARIO SCARPONI 16
Ceramica, si allarga l' alleanza europea Nuovi progetti e si aprono opportunità
09/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 39 18
8 marzo: dal Cral una donazione a favore delle donne
09/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 29 ALESSANDRO GIULIANI 19
Gaio tenta il colpo: entrare in tabellone a Indian Wells
09/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 45 20
FAENZA
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
09/03/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 6 Eugenio Bruno 21
Università, nasce online solo il 4% delle lauree
09/03/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 14 23
L' attribuzione di area fabbricabile aumenta subito il valore tassato
09/03/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 14 25
La nuova Imu incombe già sulle aree pertinenziali edificabili09/03/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 25 P. Mir. 27 Così la riscossione cambia i regolamenti 09/03/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 25 Arturo Bianco 29 Fondi decentrati, il contratto decide gli aumenti 09/03/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 25 31 Fondo anticipazioni 09/03/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 25 Patrizia Ruffini 32 Sul fondo anticipazioni doppia deroga nella gestione 09/03/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 25 Pasquale Mirto 34 Tari, i «prestatori di servizi» non compilano il piano 09/03/2020 Italia Oggi Sette Pagina 10 PAGINA A CURA DI SERGIO TROVATO 36 Leasing, fa fede il contratto
[ § 1 § ]
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
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Il Sole 24 Ore
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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Altri 3 casi di Coronavirus Il primo nel Faentino
Una donna di 43 anni e due uomini di 62 e 66. Risultato positivo anche un medico del Maria Cecilia Hospital «in
quarantena domiciliare»
Due persone sono a domicilio, un' altra terza è ricoverata in ospedale nel
reparto di Malattie infettive. Sono tre i nuovi casi accertati in provincia di
Ravenna risultati positivi al Coronavirus dopo il tampone effettuato per
verificare la presenza del Covid-19. Si tratta di una paziente di 43 anni e di
due pazienti maschi di 62 e 66 anni. I primi due del Ravennate; il 66enne
residente a Faenza. È il primo nel comune manfredo. «In merito al caso
di un cittadino di Faenza risultato positivo al Coronavirus - scrive su
Facebook il sindaco Giovanni Malpezzi -, voglio rassicurare sul fatto che
questa situazione, così come quelle relative a tutti i casi riscontrati in
provincia di Ravenna negli ultimi giorni, è seguita con la massima
attenzione dal Dipartimento di igiene pubblica dell' Ausl Romagna, e che
sono già stati attivati tutti i protocolli previsti in simili circostanze. Il
dipartimento ha infatti svolto l' indagine epidemiologica individuando
tutte le persone che hanno avuto contatti stretti con i pazienti, e per le
quali sono stati presi i provvedimenti dovuti a loro tutela e al fine del
contenimento della diffusione della malattia»». Tutti e tre infatti, comunica l' Ausl, pare abbiano contratto la malattia
in contatti extra provinciali. E nessuno dei nuovi contagiati risulta in serie condizioni: i primi due hanno sintomi molto
leggeri mentre il terzo, in Malattie infettive, non è comunque grave. Salgono così a 13 i casi positivi nel Ravennate.
Nel frattempo continuano a essere in condizioni stabili (non è stato necessario il ricorso alla terapia intensiva) i due
degenti del Maria Cecilia Hospital di Cotignola risultati positivi: un uomo di 92 anni della provincia di Parma,
ricoverato nel reparto di Cardiologia, e uno di 79 proveniente dal Piacentino, ricoverato in Neurochirurgia. È stata la
direzione dell' ospedale della Bassa Romagna a richiedere venerdì i tamponi. Le aree del reparto nel quale erano
ospitati sono state completamente isolate e la parte restante dei reparti è stata messa immediatamente sotto
controllo dalla Direzione dell' ospedale. Ed è arrivata anche la conferma della positività al Covid-19 riscontrata in un
medico della struttura. «La direzione di Maria Cecilia Hospital, ospedale di Alta specialità accreditato con il Servizio
sanitario nazionale informa che un medico della struttura, già in quarantena domiciliare, sottoposto a controllo è
risultato positivo al CoVid 19. Le sue condizioni sono stabili». In tutta l' Emilia Romagna alle 12 di ieri erano
complessivamente 1.180 i casi di positività al Coronavirus,
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170 in più rispetto all' aggiornamento del pomeriggio precedente. Si tratta di persone che in circa la metà dei casi
hanno richiesto un ricovero ospedaliero, le altre hanno sintomi modesti o addirittura assenti che non richiedono cure
ospedaliere: 475 sono infatti i pazienti che stanno rispettando il previsto isolamento nella propria abitazione.
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Musei e monumenti, nuovo stop Giro di vite per le biblioteche
Il decreto di Conte. Da ieri non sono consentite anche le attività delle scuole di ballo Dovranno chiudere anche le sale
slot o di scommesse. Vietate le cerimonie e i funerali
Slitta dal 15 marzo al 3 aprile il giro di vite del nuovo decreto firmato dal
Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a cui si aggiunge quello
emanato dalla Regione, e firmato dal governatore Stefano Bonaccini.
Infatti, dopo un momentaneo 'allentamento', ritornano chiusi i musei e
altri luoghi della cultura. Cancelli chiusi quindi per San Vitale, la tomba di
Dante, il Mar, la Domus dei Tappeti di Pietra e tutti gli altri monumenti
della città e della provincia. Novità dell' ultimo decreto, la chiusura anche
delle biblioteche: porte chiuse quindi per la Classense, ma anche per la
Manfrediana di Faenza e la Maria Goia di Cervia. Così come la Taroni di
Bagnacavallo, la Fabrizio Trisi di Lugo e tutte le altre biblioteche dei 18
comuni. Anche molte attività sono finite nella morsa del decreto firmato
nella notte fra sabato e ieri: non sono infatti consentite le attività di pub,
scuole di ballo (moltissime quelle presenti sul territorio, soprattutto
quelle di folk romagnolo), sale giochi, sale scommesse e sale bingo,
discoteche e locali assimilati. La pena in caso di violazione? La
sospensione dell' attività. Sarà invece consentita l' attività di ristorazione e bar, ma con l' obbligo (e non più il
consiglio, come sette giorni fa), a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di
almeno un metro. anche in questo caso è prevista la sospensione dell' attività in caso di violazione. Giro di vite
anche per gli ospedali. Da ieri è vietato agli accompagnatori dei pazienti di restare nelle sale d' attesa dei reparti e all'
accettazione e dei pronto soccorso. L' accesso di parenti e visitatori sarà estremamente limitato. Le misure
emergenziali di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio da Coronavirus colpiscono anche la Chiesa e i
suoi riti. Non sono infatti consentite le cerimonie religiose (al pari di quelle civili), compresi i riti funebri. Le chiese
però possono rimanere aperte, salvo l' adozione di misure organizzative tali da garantire ai frequentatori la possibilità
di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sempre off limits i convegni, i congressi, le manifestazioni, gli
eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia
privato. Così come resta fortemente raccomandato, negli esercizi commerciali all' aperto e al chiuso, che il gestore
garantisca l' adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso con modalità contingentate o
comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di
almeno un metro tra i visitatori.
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E per quel che riguarda le scuole e le università? Al momento lo stop arriva fino al 15 marzo per i servizi educativi
per l' infanzia e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, comprese le università e le istituzioni di alta
formazione artistica musicale e coreutica, i corsi professionali, master e università per anziani. E, al fine di
mantenere il distanziamento sociale, è da escludere anche qualsiasi forma di aggregazione alternativa.
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Il ricordo di suor Luigia, amata dai voltanesi
Un anno fa la sua scomparsa. Animò la vita parrocchiale e la Casa del bambino Appena le restrizioni lo
permetteranno sarà celebrata una messa in suffragio
A un anno dalla sua scomparsa, avvenuta l' 8 marzo all' età di 92 anni all'
Istituto San Giuseppe di Lugo, il ricordo da parte dei voltanesi, credenti e
non, di suor Immacolata 'Luigia' Neri (per una quarantina d' anni 'anima'
della Casa del Bambino, realtà parrocchiale all' interno della quale la
religiosa nativa di Cà di Francione, nel Comune di Sarsina, si è occupata
di ben tre generazioni di 'scolaretti') è ancora molto vivo. In segno di
stima, gratitudine e di grande affetto, la comunità cristiana della
maggiore frazione lughese, ringraziandola, come si legge nei necrologi
affissi in occasione del primo anniversario della sua scomparsa - per «la
testimonianza sempre gioiosa di donna consacrata a Dio e alla missione
vissuta per tanti anni nel nostro paese attraverso l' eduzione dei bimbi
della nostra scuola materna», avrebbe voluto ricordarla con messe e un
Rosario in suffragio. Il ricordo della suora però, a causa delle limitazioni
dovute al Coronavirus, è rinviato a nuova data da decidersi. Nata il 10
agosto 1926, dopo essere entrata a quasi 20 anni nella comunità delle
suore di Sarsina, la religiosa fece l' entrata ufficiale nella Congregazione delle 'Figlie di S.Francesco di Sales' e nel
settembre del 1947 fu chiamata per andare nella 'Casa Madre' a Lugo, dove iniziò il periodo di preparazione alla
'Vestizione' per diventare 'Suora Novizia', con relativa cerimonia che fu celebrata il 5 gennaio 1948. Durante il periodo
di Noviziato rimase a Lugo alla Casa Madre e il 4 gennaio 1950 fece la prima professione religiosa (ossia i voti
temporanei), seguita tre anni dopo dalla professione perpetua. Nel 1952 fu trasferita a Mercato Saraceno dove
rimase fino al 1955. Nel settembre 1957 fu trasferita a Massa Lombarda nella scuola materna dell' Istituto San
Francesco di Sales. Un anno dopo a Voltana, dove rimase fino al 1964. Dopo parentesi nel Faentino, a settembre
1976, il ritorno a Voltana in quella che sarebbe diventata la sua 'casa'. Da allora e fino al 2009, oltre a fungere da
coordinatrice della scuola materna parrocchiale (Casa del Bambino), ha continuato a svolgere con grande dedizione
e con un' incredibile carica di energia, numerose altre mansioni. Luigi Scardovi.
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lunedì 09 marzo 2020
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Le amministrative
Candidato sindaco Pd, chi pensa alle primarie
Non c' è univocità sulla scelta del nome. Ma le elezioni potrebbero slittare all' autunno
Era originariamente in programma per questa sera la direzione del Partito
democratico, chiamata a prendere una decisione sulla scelta del
candidato sindaco da proporre agli alleati in vista delle amministrative.
Ma «in considerazione dell' evolversi della situazione» legata al
Coronavirus si è deciso di rinviare. Nel corso della settimana non si sono
registrati sviluppi rispetto alla direzione di lunedì scorso (qualche passo
in avanti in più in casa centrodestra, che in settimana potrebbe trovare l'
accordo: favorita la 37enne Giorgia Maiardi). Già alla vigilia della
direzione Pd del 2 marzo si vociferò di un possibile ticket con Massimo
Isola candidato sindaco e il giovane Davide Agresti in lizza per il ruolo di
vicesindaco: una soluzione cui si pensò come via d' uscita dallo stallo
che vedeva contrapporsi l' ala sinistra del partito e quella centrista, ma di
cui nel corso dell' ultima direzione non si è mai veramente parlato. Non è
escluso che, davanti a una mancata decisione, componenti del partito
arrivino a proporre le primarie: tra coloro che parrebbero intenzionati a
giocare questa carta spicca la corrente più vicina ad Andrea Fabbri. Ma chi altro vi prenderebbe parte? La
componente zingarettiana è ferma nel proposito scandito all' inizio del percorso di consultazione, quando il no a
delle primarie potenzialmente fratricide era l' unico elemento di certezza della coalizione che stava prendendo
forma. Una frattura così che esiti avrebbe? C' è chi non esclude che i candidati sindaci possano alla fine essere due
(uno vicino alla sinistra e uno al mondo civico), ma una spaccatura del genere apparirebbe quanto di più simile a un
disastro, e dunque è da ritenere quasi impossibile. Altrettanto improbabile appare l' ipotesi che si giunga a una
consultazione interna senza prima aver individuato una soluzione capace di unire il Pd. Come andrà a finire? Ai piani
alti del Pd si lascia intendere che tutte le soluzioni sono possibili. Ad aggravarla giunge la bomba della lista civica
Insieme per cambiare, che nel definire «vorticose ipotesi di candidature» maturate nel centrosinistra annuncia la
propria corsa solitaria, sotto la guida di Paolo Cavina. «Ci sono momenti», scrivono, «in cui occorre valutare se
attendere o andare avanti. Crediamo che il tempo dell' attesa sia terminato, per cui siamo determinati ad andare
avanti autonomamente. Essendo aperti ed inclusivi, se la strada di altri si incrocerà con la nostra, faremo le
opportune considerazioni, valutando discontinuità, capacità, autonomia, senza dimenticare il percorso di ciascuno».
Ma negli ultimi tempi pare si faccia più concreta l' ipotesi di uno slittamento delle elezioni amministrative, causa
Coronavirus, verso l' autunno. Filippo Donati.
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lunedì 09 marzo 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Bastianini, una conferma «Felice per il terzo posto»
Moto2, il riminese in Qatar lotta per il primato, ma non è abbastanza veloce In zona punti anche Bezzecchi, 12°,
tradito dalle gomme. Indietro Bulega
DOHA (QATAR) La sensazione che quest' anno la Moto2 possa riservare
ottime soddisfazioni ai romagnoli c' è sin dai primi test e il circuito di
Llosail conferma che le gioie non mancheranno. A iniziare da Enea
Bastianini, tornato sul terzo gradino del podio per la seconda volta nella
sua vita in Moto2, dopo il terzo posto dell' agosto scorso nella
Repubblica Ceca. Lotta serrata per il riminese dell' Italtrans Racing Team
con Lorenzo Baldassarri, anche per la vittoria finale, sfumata solo all'
ultimo e per un motore - sorteggiato come accade nella categoria - non
proprio potentissimo. «Sono molto felice per questo risultato - dice a fine
gara lo stesso Bastianini - Non ero molto veloce in rettilineo e mi
superavano sempre, mentre io non riuscivo a superare gli altri, però a
parte la fase centrale della gara, sono stato sempre in lotta per il primato
pur senza distruggere le gomme. Forse la lotta con Baldassarri ci ha
impedito di vincere, ma Nagashima andava davvero forte». In zona punti
(12º) si è piazzato anche Marco Bezzecchi del VR46 che però sognava
tutt' altra gara dopo le buone prove: «Fino a tre quarti di gara è andata davvero bene - spiega Bez - ero in lotta con i
primi e le sensazioni erano buone. Improvvisamente però a 6-7 giri dal traguardo ho iniziato a perdere fiducia sulla
gomma anteriore, principalmente sul lato destro, e ho sofferto fino alla bandiera a scacchi per riuscire a finire la
gara». Dopo un weekend molto difficile Stefano Manzi tira quasi un sospiro di sollievo per il 15º posto mentre deve
lavorare decisamente Nicolò Bulega: solo 18º con la Kalex del Gresini Racing, due posti dietro il compagno nella
scuderia faentina, Edgar Pons. In Moto3, delusione per i protagonisti più attesi nella gara vinta dallo spagnolo
Arenas. Il nipporiccionese Tatsuki Suzuki del Sic58 parte in pole position e sino a due giri dal termine è in lotta per la
prima piazza o, comunque, per il podio. La gara è un grande gruppone con 19 piloti in lunga fila indiana: cade Jose
Garcia, il sostituto di Nico Antonelli, operato prima della gara alla spalla infortunata nei test. A due giri dal termine,
però, Suzuki inizia a scivolare indietro e alla fine è 7º, ma i commissari scoprono che nell' ultimo giro i due portacolori
del Gresini Racing, Gabriel Rodrigo e Jeremy Alcoba, mettono entrambe le ruote fuori pista: rispettivamente 5º e 6º
vengono retrocessi di due posizioni a vantaggio proprio di Suzuki che così è 5º. Anonimo Andrea Migno, 16º alla fine
della contesa. Ugo Bentivogli.
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Tredici i positivi nel Ravennate Primo caso anche a Faenza
Tampone positivo ieri per una donna 43enne domiciliata a Ravenna, per un 66enne faentino che era stato in Veneto
e per un medico 62enne della clinica Maria Cecilia di Cotignola
RAVENNA Sale a tredici il conto dei positivi al coronavirus in provincia di
Ravenna. Tre i nuovi casi di ieri: una donna 43enne attualmente domiciliata a
Ravenna ma non residente in città, un medico 62enne del Maria Cecilia Hospital
di Cotignola e infine un 66enne faentino. Per fortuna (vedi anche altro articolo)
si escludono al momento nuovi casi di positività legati alla pediatra ravennate
colpita dal Covid nei giorni scorsi. Si registra invece il primo caso nel territorio
manfredo. «Niente panico- dichiara ari guardo Giovanni Malpezzi ma massimo
scrupolo e rigore nel seguire le disposizioni fornite dalle istituzioni. La
leggerezza di qualcuno potrebbe danneggiare l' intera comunità». L' uomo, un
66enne, era reduce da un viaggio in Veneto per motivi non lavorativi ma
personali. Rientrato a Faenza, e mostrando alcuni specifici sintomi, aveva
allertato le autorità sanitarie che avevano fatto scattare le misure previste.
Sottoposto poi a tampone, l' esame ha dato esito positivo. Ora il faentino è
ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell' ospedale di Ravenna: le sue
condizioni non sono comunque gravi. «Voglio rassicurare sul fatto che questa
situazione, così come quelle relative a tutti i casi riscontrati in provincia di
Ravenna negli ultimi giorni - riferisce il sindaco Malpezzi -, è seguita con la massima attenzione dal dipartimento di
Igiene pubblica dell' Ausl Romagna, e che sono già stati attivati tutti i protocolli previsti in simili circostanze. Il
dipartimento ha infatti svolto l' indagine epidemiologica, chiarendo che l' esposizione al virus si è verificata
verosimilmente fuori regione, ed individuando tutte le persone che hanno avuto contatti stretti con il paziente, per le
quali sono stati presi i provvedimenti dovuti a loro tutela e al fine del contenimento della diffusione della malattia».
Malpezzi ricorda poi come sia «importante, soprattutto in questa fase, non farsi prendere dal panico, non credere a
fake news, far fede a quanto riportato dalle istituzioni e dagli organi di stampa accreditati, e attenersi alle disposizioni
che vengono fornite. Con rigore ma senza paure immotivate. Come sindaco, insieme ai colleghi della Romagna
Faentina e di tutta la provincia, stiamo ponendo la massima attenzione a questa situazione, in stretto raccordo con
le autorità lo cali e regionali, al fine della tutela della collettività in tutti i suoi aspetti». IL MEDICO DI COTIGNOLA Un
nuovo caso positivo è stato poi rilevato a Maria Cecilia Hospital di Cotignola. Si tratta di un medico 62enne della
struttura, che già era in quarantena domiciliare. Sottoposto a
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lunedì 09 marzo 2020
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controllo tramite tampone, è risultato positivo al Covid 19. Le sue condizioni sono stabili, è a casa propria e non ha
alcun bisogno di terapia intensiva. Dalla direzione della struttura comunicano poi che continueranno anche nei
prossimi giorni i controlli sul personale sanitario e sui pazienti. Nei giorni scorsi era stata comunicata la positività di
due pazienti, un 92enne proveniente dalla provincia di Parma ricoverato nel reparto di cardiologia e un 79enne della
provincia di Piacenza ricoverato invece in neurochirurgia. Entrambi sono in condizioni stabili.
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lunedì 09 marzo 2020
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PIANO DI LAVORO PER IL 2020
Ceramica, si allarga l' alleanza europea Nuovi progetti e si aprono opportunità
Il presidente Massimo Isola: «Siamo diventati più grandi Saremo forti e decisivi nel sistema internazionale»
MARIO SCARPONI
FAENZA La Strada europea della ceramica aveva in programma la consueta
assemblea generale del primo semestre a Parigi. Gli sviluppi situazione sanitaria
hanno pero imposto una modifica al programma e l' associazione si e riunita in
assemblea tramite video conferenza. I membri passano da cinque a nove, per
un allargamento che contribuisce ad arricchire ed allargare i confini degli
itinerari culturali. Sono entrate le città di Gmunden, Austria; Boleslawiec,
Polonia; la città spagnola di Castellon de la Plana; e dalla Turchia, la Iznik
Foundation. L' allargamento ha riguardato anche il comitato scientifico, con il
coinvolgimento dell' Università di Bologna e nello specifico del corso di laurea,
in Chimica e tecnologia per l' ambiente e i materiali - Materiali tradizionali e
innovativi, presso il dipartimento di Chimica industriale "Toso Montanari", con
sede a Faenza. IL TURISMO TRA GLI ALTRI OBIETTIVI L' assemblea ha inoltre
approvato il piano di lavoro per il 2020, che prevede innanzitutto la candidatura
di progetti europei, in ambiti quali Erasmus+, Europe for Citizens, che
permetteranno di realizzare le attività della Strada europea della ceramica in
ambito internazionale. Il turismo rientra fra gli obietti vidi sviluppo: prevede la
collaborazione con le agenzie di promo commercializzazione, finalizzata alla promozione presso le principali fiere di
settore di proposte turistiche legate alle aree territoriali dei membri del network nel tratto distintivo comune della
ceramica. I NUOVI INGRESSI «L' assemblea doveva affrontare questioni importanti e dalla sala Bigari del Comune di
Faenza abbiamo realizzato un' assemblea online che per noi e stata "storica" in quanto ha trasformato il perimetro
culturale e geografico della nostra realtà - riferisce Massimo Isola, presidente della Strada europea della ceramica -.
Abbiamo accettato quattro richieste di nuove adesioni. Si tratta di città strategiche che ci aiuteranno a dare
profondità e senso al nostro progetto europeo. Si tratta di una prima tappa poichè abbiamo altri soggetti che ci
stanno chiedendo di entrare. Nel frattempo siamo diventati più grandi. Una città spagnola legata alla ceramica
industriale, Castellon, e una Fondazione della Turchia che ci aiuta ad allargare il vocabolario e la funzione della strada
anche da un punto di vista geopolitico sono due nuovi ingressi che hanno un peso specifico importante e che
consentono alla nostra associazione di inserirsi in progettualità europee più larghe e più aperte anche da un punto di
vista dei contenuti. Poi due città a noi molto care. Sono entrate Gmunden, città gemellata con Faenza, con la quale
abbiamo collaborazioni decennali.
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lunedì 09 marzo 2020
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
e la città polacca di Boleslawiec, con la quale lavoriamo da tempo in diversi progetti europei e con la quale
abbiamo una relazione davvero importante. Questi quattro nuovi membri ci aiutano ad essere più forti e decisivi nel
sistema ceramico internazionale». VERSO ARGILLA' La prossima assemblea della Strada europea della ceramica,
alla quale prenderanno parte anche i quattro nuovi soci, si terra a Faenza il 3 settembre nei giorni di Argilla Italia,
appuntamento fondamentale per ogni rete ceramica internazionale a due anni dalla nascita della nuova Strada.
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lunedì 09 marzo 2020
Pagina 39
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8 marzo: dal Cral una donazione a favore delle donne
Ieri in municipio consegnati 500 euro al l'associazione Francesco Bandini
FAENZA Non è l' emergenza sanitaria nazionale dovuta al Covid-19 a fermare le
iniziative del Circolo ricreativo assistenziale dei lavoratori (Cral) del Comune di
Faenza e dell' Unione della Romagna Faentina, che anche quest' anno, in
occasione della Festa della Donna, ha celebrato la giornata dell' 8 Marzo con la
tradizionale iniziativa benefica. Il Cral, il presidente Giovanni Malpezzi e l'
assessore alle Pari opportunità non hanno potuto incontrare il personale
dipendente; il Cral ha tuttavia rinnovato l' iniziativa devolvendo 500 euro ad un'
associazione faentina che opera a favore delle donne. Dopo attente valutazioni
il Cral ha scelto come beneficiaria l' associazione "Francesco Bandini"., che si
occupa di donne in difficoltà con forme di tutela e sostegno per il reinserimento
sociale. In collaborazione con i Servizi sociali, l' associazione "Francesco
Bandini" accoglie nella struttura "Il giardino dell' ospitalità" vittime di tratta e
prostituzione, donne e minori vittime di violenze e maltrattamenti, nuclei con
madri che affrontano problemi di dipendenza o con difficoltà nella relazione
genitoriale. Il contributo sarà destinato al progetto "Libero per me". L' assegno
di 500 euro è stato consegnato a Pier Franco Baldini, presidente della
"Francesco Bandini", ieri mattina durante una cerimonia in municipio a Faenza da Giovanna Camporesi, presidente
del Cral del Comune di Faenza e dell' Unione della Romagna Faentina, assieme a Giovanni Malpezzi, sindaco di
Faenza e presidente dell' Unione della Romagna Faentina.
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lunedì 09 marzo 2020
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Gaio tenta il colpo: entrare in tabellone a Indian Wells
Il faentino al via dalle qualificazioni. De Rossi parte bene al torneo di Monastir dove ora è atteso Dalla Valle
ALESSANDRO GIULIANI
INDIAN WELLS ALESSANDRO GIULIANI Federico Gaio gioca le qualificazioni
del Master 1000 di Indian Wells che scattano oggi. Il faentino è il numero 127
del ranking mondiale Atp. MONASTIR Enrico Dalla Valle è il n.2 del seeding nel
nuovo torneo Itf Men' s Future tunisino (15.000 dollari, hard outdoor). Parte
bene dalle qualificazioni il sammarinese Marco De Rossi che all' esordio ha
sconfitto 3-6, 7-5, 10-2 il brasiliano Gabriel Roveri Sidney. RIVOLI Nel torneo Bnl
di pre -qualificazione agli Internazionali del Green Park di Rivoli, successo in
doppio di Federico Bertuccioli (San MarinoAcademy) e Federico Maccari (ex Ct
Massa) che apre le porte al torneo di "prequali" del Foro Italico. Bertuccioli e
Maccari erano approdati alla finalissima battendo in semifinale Zanada-Felline
6-4, 7-5, poi ieri in finale hanno battuto Alessandro Ceppellini e Pietro Rondoni 6-
3, 6-7 (3), 10-6. FERMIGNANO Il giovane Tommaso Bonarota (Tc Riccione)
negli ottavi del torneo nazionale di 3ª categoria del Ct Fermignano. Secondo
turno: Alessandro Sepede-Luca Butti 6-2, 6-2, Filippo Meloni -Lorenzo Ossani 6-
3, 6-1. Terzo turno: Tommaso Bonarota-Diego Sabattini 6-2, 6-3. PARENZO
Julian Ocleppo è il n.1 delle qualificazioni nel torneo Itf Men' s Future croato di
Parenzo (15.000 dollari, terra outdoor). Il portacolori del Ct Massa affronta all' esordio il locale Vidak. ROAD TO FORO
Battute finali per il Road to Foro del Carpena, il torneo di 4ª categoria di qualificazione alla fase finale in
contemporanea agli Internazionali. Maschile, quarti: Riccardo Delle Site -Emanuele Cedioli 6-0, 6-1, Cristiano Savoia -
Cesare Dall' Ara 7-5, 6-2, Elia Galizzi-Marco Caporali 5-7, 6-3, 10-7.
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lunedì 09 marzo 2020
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
FAENZA
Accademia Bizantina sospende i concerti del festival Humana Follia previsti per
il 9, 11 e 13 marzo a Faenza, Bagnacavallo e Forlì. Al momento non ci sono altre
date previste. Per il rimborso dei biglietti il pubblico sarà contattato da
Vivaticket o potrà recarsi nelle biglietterie dei teatri coinvolti dalle 11 alle 13 dal
lunedì l venerdì.
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lunedì 09 marzo 2020
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Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Quest' anno sono attivi 195 corsi in tutto o in parte a distanza, il 61% nelle telematicheLa chiusura
almeno fino al 15 marzo estende ovunque la sfida dell' e-learning
Università, nasce online solo il 4% delle lauree
Eugenio Bruno
Sedute di laurea a distanza a Pavia, Pisa e al Politecnico di Milano. Esami
scritti (e online) a Padova. Trasformazione di tutti i corsi da frontali in
digitali alla Bocconi e a Padova. Open day virtuale alla Cattolica. Sono solo
alcune delle strategie anti-chiusura messe in campo nei giorni scorsi dagli
atenei italiani dopo la sospensione delle attività didattiche, causa
coronavirus, su tutto il territorio nazionale. E altre ne seguiranno da qui in
avanti. Nell' ambito di una strategia che, nata per fronteggiare l' emergenza,
può rappresentare l' occasione per «guardare al futuro», come sottolineato
dal presidente della Conferenza dei rettori (Crui), Ferruccio Resta, all'
indomani della scelta del governo di "fermare" scuole e università almeno
fino al 15 marzo. Esattamente come negli istituti scolastici, anche negli
atenei all' improvviso la parola d' ordine è diventa "e-learning". Dalla
presenza si è passati all' assenza; dall' insegnamento frontale alle aule
virtuali. In un quadro generale comunque migliore rispetto alle scuole. Con
tante piattaforme di ateneo già preesistenti, 11 università interamente
telematiche e il 4,2% di tutti i corsi erogati già integralmente o parzialmente
a distanza (o in forma mista, cioè con meno del 66% dei crediti attribuiti online). La diffusione dell' e-learning Fermo
restando che si tratta solo di uno dei tanti indicatori utilizzabili per misurare l' attitudine al digitale delle nostre
accademie, il primo elemento che balza agli occhi è che nell' arco di un decennio i corsi a distanza attivi negli atenei
statali sono saliti dai 100 del 2011 ai 195 attivi nel 2019 secondo il portale Universitaly. Considerando che nel
frattempo le lauree sono salite da 4.334 a 4.645 il peso dell' e-learning è cresciuto dal 2,3 al 4,2 per cento. Rinviando
al grafico pubblicato in pagina per i dettagli, possiamo però sottolineare che oltre il 61% delle iniziative a distanza
riguarda le realtà telematiche. Un' esperienza che potrebbe tornare utile in questo momento. Tant' è che Alessandra
Briganti, rettrice (e fondatrice) di Unimarconi, al Sole 24Ore del Lunedì dice che tutto il comparto è «a disposizione
per superare, almeno nel settore della formazione, le stringenti criticità fornendo contenuti e soluzioni per favorire il
pieno completamento degli anni scolastici ed accademici». Le scelte degli atenei tradizionali Al momento ciascun
ateneo sta fronteggiando l' emergenza come può. Sulla base di una circolare del ministro Gaetano Manfredi che,
attuando il Dpcm del 4 marzo, ammette la «possibilità» di svolgere «attività formative a distanza», anche per esami e
sedute di laurea purché sia comunque garantita la pubblicità degli stessi.
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lunedì 09 marzo 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Nei territori che sono stati colpiti prima dall' emergenza la sperimentazione è più avanti. Il presidente della
Conferenza dei rettori della Lombardia, Remo Morzenti Pellegrini, parla del «più grande esperimento di online
education mai visto» e spiega: «A fronte di un limite oggettivo, attraverso la tecnologia abbiamo individuato in questi
giorni un' opportunità per ripensare le lezioni, le sessioni di laurea, gli open day e anche lo smart working che
coinvolge gran parte del personale tecnico-amministrativo. Gli approcci - aggiunge - sono graduali e su base
volontaria ma con un' implementazione che procede di giorno in giorno». Anche nelle non statali. In Bocconi ad
esempio tutti i corsi sono stati trasferiti sulla piattaforma di ateneo. «Siamo partiti dal Mba full time - racconta
Leonardo Caporarello, direttore del Built (Bocconi university innovation in learning and teaching) - e poi ci siamo
allargati agli altri insegnamenti. Accompagnando la parte video e quella live con altre attività di interazione con lo
studente. Ad esempio simulazioni web da svolgere da soli o in team». Anche altrove si è pronti a sbarcare online. L'
università di Pisa ha utilizzato giovedì e venerdì scorsi per diffondere tra allievi e docenti le "istruzioni per l' uso" e
oggi partirà con le lezioni online, come racconta il prorettore alla didattica, Marco Abate: «Sia pure con qualche
inevitabile perdita sulla qualità della didattica, in questo modo contiamo di conciliare l' esigenza di salvaguardare il
percorso formativo degli studenti con le importanti misure di prevenzione della diffusione del virus», è la sua
speranza. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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lunedì 09 marzo 2020
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Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
le nuove definizioni
L' attribuzione di area fabbricabile aumenta subito il valore tassato
Esenti solo le quote dei terreni possedute da coltivatori diretti o Iap
La nuova Imu ridefinisce i confini della tassazione delle aree edificabili.
Viene conservato il riferimento allo strumento urbanistico generale, anche
solo adottato dal Comune. Di conseguenza, si considerano edificabili suoli
sui quali in concreto potrebbe essere impossibile costruire, in assenza dello
strumento attuativo (ad esempio la concessione edilizia). Cambiano,
invece, la definizione del valore di riferimento e le agevolazioni previste per
le imprese agricole. Nella vecchia Ici/Imu la base imponibile era costituita
dal valore di mercato al 1° gennaio di ciascun anno. A tale scopo, era (ed è
tuttora) permesso ai Comuni approvare dei valori di orientamento per i
contribuenti. Secondo la Corte di cassazione, in proposito, se il Comune ha
adottato lo strumento urbanistico in corso d' anno, le aree interessate non
possono avere un valore di riferimento al 1° gennaio e, dunque, saranno
considerate come edificabili solo a decorrere dall' anno successivo
(Cassazione 2901/2017). Una tesi, peraltro, non condivisibile dal momento
che il valore di mercato di un suolo può essere desunto anche da quello
attribuibile a suoli similari, ubicati ad esempio in altre zone o in altri Comuni.
Ad ogni modo, per superare tale orientamento, nella nuova disciplina Imu è stabilito che la base imponibile è
costituita dal valore dell' area al 1° gennaio oppure alla data di adozione dello strumento urbanistico. Ne consegue
che l' efficacia dell' attribuzione della qualifica di edificabilità è immediata e non differita all' anno successivo. Lo
stesso dicasi qualora in corso d' anno vi fossero mutamenti di valore determinati, ad esempio, dal rilascio del
provvedimento attuativo: l' effetto dell' incremento di valore decorrerà dal mese del rilascio e non dall' anno
successivo. L' altra novità normativa riguarda l' agevolazione prevista per gli imprenditori agricoli. Sin dall'
emanazione dell' Ici era disposto che le aree edificabili possedute e condotte da soggetti Iap (comprese le società
agricole) o da coltivatori diretti si considerano terreni agricoli. Con plurime pronunce, la Suprema corte ha
argomentato che un bene immobile non può avere qualificazioni diverse a seconda del proprietario. Di conseguenza,
è sufficiente che una piccola porzione di area fosse intestata a uno dei soggetti agevolati per considerare l' intero
suolo terreno agricolo, anche in capo a soggetti privi di queste qualifiche. Con la nuova Imu (comma 743, legge di
Bilancio 2020), invece, è epressamente stabilito che, in presenza di più comproprietari, i requisiti soggettivi e
oggettivi previsti ai fini dell' applicazione di agevolazioni
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lunedì 09 marzo 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
devono riguardare autonomamente ciascuno di essi. Ciò significa che qualora vi fossero, ad esempio, tre
contitolari in pari quota, dei quali un soggetto Iap e gli altri due dipendenti pubblici, solo la quota del primo sarà
considerata terreno agricolo, mentre le altre due saranno tassate come aree fabbricabili. Anche in questo caso, la
modifica è già operativa, anche se la maggiore imposta sarà versata al saldo del 2020. © RIPRODUZIONE
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lunedì 09 marzo 2020
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Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
TRIBUTI IMMOBILIARI
La nuova Imu incombe già sulle aree pertinenziali edificabili
Aggiornamento catastale entro il 16 marzo per ridurre il prelievo a due mensilità Molti proprietari rischiano di scoprire
i nuovi criteri solo al momento del saldo
Luigi Lovecchio - Le aree fabbricabili contigue ai fabbricati non si tassano
solo se hanno la qualifica di pertinenze urbanistiche e sono accatastate
unitamente al fabbricato. La nuova Imu (all' articolo 1, comma 741, lettera a
della legge 160/2019), cambia sensibilmente la nozione di area
pertinenziale al fabbricato, ponendo delle condizioni rigorose che
determinano, con buona probabilità, un ampliamento della base imponibile.
E, trattandosi di una disciplina entrata in vigore dallo scorso 1° gennaio, se il
contribuente non si è attivato per l' accatastamento unitario, ad oggi l'
imposizione è già maturata per i primi due mesi del 2020. L' interesse a far
emergere la qualifica di pertinenza di un' area assume particolare rilievo
quando questa è edificabile. È infatti evidente che il riconoscimento della
natura pertinenziale del suolo, che ne determina l' intassabilità in via
autonoma, comporta un notevole beneficio per il contribuente. In vigenza
della vecchia Ici/Imu, la norma si limitava a precisare che fa parte
integrante del fabbricato l' area che ne costituisce pertinenza. L' assenza di
ulteriori specificazioni in merito lasciava intendere che, allo scopo,
occorresse riferirsi alla definizione contenuta negli articoli 817 e seguenti del Codice civile. Alla luce del tenore
testuale della norma, inoltre, era del tutto irrilevante la modalità di accatastamento dell' area. La Cassazione è più
volte intervenuta, in materia di Ici, adottando in via prevalente un orientamento piuttosto restrittivo secondo il quale,
al fine di provare la natura pertinenziale, occorrono: l' indicazione in dichiarazione dell' area; l' asservimento della
stessa a servizio o ornamento del fabbricato; l' impossibilità di una diversa destinazione senza radicali
trasformazioni (sentenza 10232/2018). Quest' ultimo requisito è difficile da riscontrare in concreto: anche lo spiazzo
adibito a parcheggio dell' abitazione o a giardinetto non richiede una «radicale trasformazione» per avere una
utilizzazione edificatoria. Ma anche l' indicazione in dichiarazione appariva come un onere "contro natura",
trattandosi di un bene che, per definizione, non dovrebbe avere una sua autonoma rilevanza rispetto al fabbricato. In
conclusione, anche nell' assetto previgente il riconoscimento della qualifica di pertinenza di un' area fabbricabile non
era semplice. Ora, però, la disciplina della nuova Imu cambia completamente prospettiva, poiché pone due
condizioni del tutto innovative.
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lunedì 09 marzo 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
1. La prima è quella più complessa da individuare, e cioè la qualificazione urbanistica della pertinenza. Comporta
che si debba andare a esaminare lo strumento urbanistico, generale o attuativo, visto che si è a cospetto di un' area
già edificata, per verificare se prevede delle zone pertinenziali (ad esempio, parcheggi o giardini) a fabbricati. E se
una vasta area contigua a un fabbricato appartiene in realtà a distinti lotti edificatori, la stessa non potrà ritenersi
pertinenziale, in quanto urbanisticamente distinta dall' area di sedime dell' unità immobiliare. 2. La seconda
condizione è l' accatastamento unitario, da effettuarsi, di regola, tramite il Docfa. Trattandosi di un elemento
costitutivo della fattispecie della pertinenzialità, non è ammissibile l' accatastamento retroattivo. Ne deriva che, pur
essendo in presenza di pertinenze urbanistiche, queste saranno soggette a imposizione autonoma finché non si
provvederà alla graffatura con il fabbricato. Per la precisione, un periodo di possesso pari alla maggior parte del
mese conta quanto un mese. Infatti, per evitare di pagare le imposte anche per marzo occorrerà procedere entro
lunedì prossimo, cioè il 16 del mese. Nulla è detto in ordine a un eventuale onere dichiarativo del contribuente che, d'
altro canto, non era previsto neppure per l' Ici. Si deve, però, ritenere che l' accatastamento unitario sostituisca la
dichiarazione, tenuto conto che tutti i dati risultanti nella banca dati catastali si considerano, ope legis, come
dichiarati. In ogni caso l' impatto concreto della nuova disciplina Imu dovrebbe verificarsi al saldo dell' imposta del
2020. Il pagamento della rata in scadenza al 16 giugno prossimo, infatti, è pari alla metà di quanto
complessivamente pagato nel 2019, a titolo di Imu e Tasi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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lunedì 09 marzo 2020
Pagina 25
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
DECISIONI LOCALI
Così la riscossione cambia i regolamenti
P. Mir.
Il differimento dei termini di approvazione dei bilanci comunali al 30 aprile
concede più tempo anche per l' aggiornamento dei regolamenti comunali. Il
2020 è un anno di superlavoro per gli uffici tributi dei Comuni. La nuova Imu
e soprattutto l' accertamento esecutivo impongono un aggiornamento
praticamente di tutti i regolamenti tributari. Per il regolamento Imu c' è più
tempo, perché la legge di bilancio 2020 ha fissato il termine al 30 giugno.
Per gli altri regolamenti invece il termine oggi è fissato al 30 aprile, termine
già previsto per l' approvazione dei regolamenti e delle delibere relative alle
tariffe Tari tributo e Tari corrispettivo. Proprio sulla Tari si registrano le
maggiori criticità, viste le enormi difficoltà che i Comuni s t a n n o
incontrando nell' applicazione pratica del nuovo metodo tariffario, anche
considerando che della delibera n. 443 di Arera tutti offrono la loro
particolare lettura, in questo agevolati dalla stessa Autorità che finora non
ha emanato alcuna circolare esplicativa. L' unico supporto finora dato ai
Comuni è la nota di lettura pubblicata da Ifel il 2 marzo. Tornando alle
modifiche regolamentari occorre, come anticipato, procedere in pratica alla
modifica di tutti i regolamenti tributari, compreso quello relativo alla Tari, dove oltre alle modifiche conseguenti al
nuovo accertamento esecutivo occorrerà recepire le prescrizioni contenute nell' articolo 15-ter del Dl 34/2019, il
quale impone per i versamenti dei tributi - diversi da Imu, addizionale comunale Irpef, ed imposta di soggiorno - la cui
scadenza «è fissata dal Comune prima del 1° dicembre» di utilizzare le aliquote e tariffe dell' anno precedente. Per la
Tari occorrerà quindi prevedere almeno una rata dopo il 1° dicembre, al fine di poter anche accertare contabilmente
nell' anno le entrate corrispondenti alle tariffe approvate. Modifiche trasversali a tutti i regolamenti riguardano il
nuovo accertamento esecutivo e la rateazione. Qui, forse, sarebbe opportuno che i regolamenti dei singoli tributi
rinviassero a un unico regolamento sulla riscossione forzata o a disposizioni comuni a tutte le entrate, tributarie e
patrimoniali, contenute nel regolamento generale delle entrate. In particolare, il Comune dovrà disciplinare la
rateazione, sempre che si voglia discostare da quella prevista dai commi da 796 a 802 della legge 160/2019,
prevedendo anche il tasso d' interesse di mora, che se non regolamentato è pari al tasso d' interesse legale. Altra
modifica regolamentare riguarda il ravvedimento. In seguito alle modifiche portate dall' articolo 10-bis del Dl
124/2019, il ravvedimento lungo, ovvero fino alla data ultima prevista per l' accertamento,
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lunedì 09 marzo 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
è ora esteso a tutti i tributi comunali, sicché vengono meno quei regolamenti comunali che avevano regolamento
ipotesi meno lunghe (di media due o tre anni). Ovviamente, anche senza modifica i regolamenti comunali che
dispongono diversamente devono considerarsi tacitamente abrogati per incompatibilità con la norma primaria
sopravvenuta, che non ha necessità di essere recepita dal Comune. È rimessa invece alla potestà regolamentare la
possibilità di prevedere anche per i tributi comunali il ravvedimento parziale regolato dall' articolo 4-decies del Dl
34/2019. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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lunedì 09 marzo 2020
Pagina 25
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
PERSONALE
Fondi decentrati, il contratto decide gli aumenti
L' incremento di dipendenti non si riflette in automatico sugli stanziamenti
Arturo Bianco
L' aumento del fondo per la contrattazione decentrata nelle Regioni, nei
Comuni, nelle Province e nelle Città metropolitane in cui il numero dei
dipendenti in servizio cresce rispetto al 31 dicembre 2018 non è
automatico, ma può essere esercitato nel rispetto delle previsioni dettate
dai contratti nazionali, in particolare da quello del 21 maggio 2018. L'
indicazione che deriva direttamente dal dettato legislativo, e gli enti devono
tenerne conto nella concreta applicazione della nuova norma. L' articolo 33
del Dl 34/2019 stabilisce infatti che in queste amministrazioni «il limite al
trattamento economico accessorio.. è adeguato». Si tratta quindi di una
disposizione che non incide direttamente sulle regole dettate per la
costituzione del fondo, ma esclusivamente sul suo tetto complessivo. E
occorre aggiungere, a ulteriore conferma, che la composizione dei fondi
per la contrattazione decentrata è una materia riservata alla competenza
del contratto nazionale. Il che è ulteriormente dimostrato dalla
constatazione che la norma di legge non dice se queste risorse aggiuntive
vanno inserite nella parte stabile o nella parte variabile del fondo. Negli enti
che aumentano il numero dei dipendenti, le amministrazioni sono quindi chiamate ad aumentare il tetto del fondo in
modo da lasciare inalterata l' incidenza media sulle risorse per il salario accessorio dei dipendenti in servizio al 31
dicembre 2018. Questo aumento deve comunque essere effettuato sulla base delle regole dettate dalla
contrattazione collettiva, producendo la disposizione legislativa l' effetto che con questi incrementi si può superare il
tetto del fondo del 2016. Per cui, se l' aumento del numero dei dipendenti è collegato a un incremento delle dotazioni
organiche, deve essere inserito - in base all' articolo 67, comma 2, lettera h), del contratto nazionale del 21 maggio
2018 - nella parte stabile del fondo. Sempre nella parte stabile vanno le risorse che gli enti inseriscono per la
cessazione intervenute nell' anno precedente di personale che aveva in godimento la Ria o assegni ad personam.
Mentre se l' incremento è effettuato nel tetto dell' 1,2% del monte salari 1997, in base all' articolo 67, comma 3, lettera
h) del contratto nazionale, entra nella parte variabile del fondo. Lo stesso accade se è effettuato per sostenere lo
sforzo del personale per la realizzazione degli obiettivi, anche di mantenimento, che l' ente si è dato (articolo 67,
comma 3, lettera i) dello stesso contratto nazionale). Ovviamente gli incrementi della parte variabile del fondo sono
subordinati al rispetto dei vincoli di bilancio, del tetto di spesa del personale, e al fatto di essere un ente dissestato e,
per quelli strutturalmente deficitari o che hanno avviato procedure di riequilibrio finanziario, al rispetto dei vincoli di
contenimento della spesa del personale che essi si sono dati.
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lunedì 09 marzo 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Per tutti gli altri aspetti connessi alla determinazione del fondo per la contrattazione decentrata occorre ricordare
che non ci sono novità rispetto alle regole utilizzate per la costituzione del fondo del 2019, che può quindi essere
riproposto interamente per la parte stabile, salvo che vi sia il trasferimento di personale da altri enti a seguito di
passaggi di competenza o che in contrattazione decentrata si sia deciso di tagliare stabilmente il fondo per il lavoro
straordinario o che l' ente abbia tagliato le risorse per il finanziamento delle posizioni organizzative. Mentre per la
parte variabile occorre dare corso all' applicazione delle scelte dettate dall' ente e/o alla quantificazione delle voci
che ne entrano a far parte; si pensi in particolare alle risorse previste da disposizioni di legge, ai proventi da
sponsorizzazioni, ai risparmi derivanti da piani di razionalizzazione, ai risparmi derivanti dalla parte stabile dei fondi
degli anni precedenti e/o dalle risorse destinate al lavoro straordinario. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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lunedì 09 marzo 2020
Pagina 25
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
PAROLA CHIAVE
Fondo anticipazioni
Il Fondo anticipazioni di liquidità (Fal) nasce per gestire contabilmente le
anticipazioni erogate per il pagamento dei debiti commerciali. il
Milleproroghe autorizza gli enti locali a iscrivere la corrispondente quota
del risultato di amministrazione fra le entrate anche per gli anni successivi
al 2020.
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lunedì 09 marzo 2020
Pagina 25
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
CONTABILITà
Sul fondo anticipazioni doppia deroga nella gestione
Il risultato negativo non impedisce l' applicazione della quota accantonata
Patrizia Ruffini
Sul Fondo anticipazione di liquidità il Milleproroghe autorizza gli enti locali a
iscrivere la corrispondente quota del risultato di amministrazione fra le
entrate anche per gli anni successivi al 2020. La questione interessa tutti gli
enti che hanno anticipazioni di liquidità da rimborsare e, in particolare, quelli
colpiti dalla sentenza 4/2020 della Consulta, che ha dichiarato l' illegittimità
costituzionale degli articoli 25 del decreto legge 78/2015 e 1, comma 814,
della legge 205/2017. Per dare attuazione alla sentenza, L' articolo 39-ter
del Dl 162/2019 stabilisce che in sede di approvazione del rendiconto 2019
gli enti locali accantonano il fondo anticipazione di liquidità (Fal) nel
risultato di amministrazione al 31 dicembre 2019, per un importo pari all'
ammontare complessivo delle anticipazioni di cui al Dl 35/2013 (e
successivi rifinanziamenti) ancora da rimborsare a fine anno 2019. Il fondo
è da iscrivere nell' annualità 2020 del preventivo 2020-2022, per l' intero
importo del Fal accantonato nel risultato di amministrazione al 31 dicembre
2019, sia fra le entrata che fra le spese. Nella parte entrata è da prevedere
come utilizzo del risultato di amministrazione; al Titolo IV della spesa è da
contabilizzare in parte come rimborso e per la restante quota nella missione 20, programma 03, come ulteriore
stanziamento relativo al fondo anticipazione di liquidità (articolo 39-ter, comma 3, lettera a). Per iscrivere le voci nell'
annualità 2021 del bilancio 2020/22, la norma specifica poi: all' annualità 2021 e fino al completo utilizzo del fondo
anticipazione di liquidità, il fondo è iscritto, per il medesimo importo stanziato in spesa dell' anno precedente, nell'
entrata del bilancio (comma 3, lettera b). In spesa va poi previsto il rimborso e il fondo per la restante quota. La
norma permette dunque agli enti di utilizzare il risultato di amministrazione, per la quota corrispondente al Fal, anche
per gli anni successivi al 2020, in deroga al principio secondo cui il risultato di amministrazione è applicabile solo al
primo esercizio considerato nel bilancio di previsione. Per la voce «Utilizzo risultato di amministrazione» è previsto il
rigo «Anticipazioni di liquidità» valorizzabile anche per gli anni successivi al primo. Viene dunque estesa agli enti
locali la regola adottata dalle regioni dal 2015. Per evitare blocchi agli enti in disavanzo, la norma stabilisce anche la
deroga al comma 897 della legge 145/2019, per cui queste amministrazioni possono applicare al bilancio di
previsione la quota del risultato di amministrazione accantonata nel fondo anticipazione di liquidità anche gli enti
con risultato di amministrazione negativo. Infine, l' eventuale peggioramento del disavanzo al 31 dicembre 2019
rispetto all' esercizio precedente,
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