Media Monitoring per 09-07-2018 - Rassegna stampa del 07-07-2018 - Azienda Ospedaliera Universitaria San ...
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AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ................................................................................ 1 I medici del Ruggi a scuola di comunicazione. ..................................................................... 1 Carmine Landi: «Entro un anno un Pronto soccorso completo» ........................................ 2 Il Mid sul Santa Maria dell' Olmo: «Poco personale, difficile gestire emergenze» ......... 3 In arrivo 80 infermieri e 20 portantini ................................................................................... 4 Ruggi, sicurezza e intramoenia Appello di Polichetti .......................................................... 6 Sanità Salerno e provincia .............................................................................................................. 7 Ambulatorio sociale per garantire cure a chi non può pagarle ......................................... 7 Gli operatori socio assistenziali vincono il ricorso ............................................................... 9 In riva al mare i gazebo della salute .................................................................................... 10 Medico e infermiere maleducati scatta la sanzione del primario .................................... 11 Sanità Campania ............................................................................................................................. 12 «Di che segno è il tuo neo?» L'Abc per proteggere i bimbi .............................................. 12 «L' azienda San Pio andava realizzata già cinque anni fa» .............................................. 14 «Sfida digitale, la diagnosi è smart basta un clic per scoprire le lesioni» .................... 16 Ciampi: «Asl e Moscati devono parlare con me» ................................................................ 18 Crolla soffitto in ospedale paura e accuse .......................................................................... 20 Dopo la Maturità un cuore nuovo ......................................................................................... 22 Morgante e Percopo: siamo pronti al dialogo nell' interesse dell' utenza ..................... 24 Pellegrini-Incurabili una sola ambulanza per due ospedali .............................................. 26 Più addii che new entry: nei reparti in difficoltà si accelera sui concorsi ...................... 28 Sanità nazionale ............................................................................................................................. 30 "Mi manda Pittella": tutti i raccomandati del ras Pd arrestato ....................................... 30 Biopsie bloccate al San Paolo Sul caso si muove anche la Procura ................................ 33 IL PECCATO REGIONALE .......................................................................................................... 35 Il polo biotech italiano?Milano sorpassa Berlino ................................................................ 37 INGIUSTA OBIEZIONE ALL' OBIEZIONE DI COSCIENZA ....................................................... 39 La 5 Stelle: «E se mentono sui vaccini?» ............................................................................. 41 Ricerca e prevenzione, la lotta globale alle malattie non trasmissibili ......................... 43 Sanità, ai domiciliari il governatore Pittella «Accontentiamo tutti» .............................. 45 Tutti i raccomandati del governatore .................................................................................. 47 Un esame senza sconti ........................................................................................................... 49 Una corsia per la borsa ........................................................................................................... 51 Vaccini, ora è polemica sulle coperture ............................................................................... 54
06/07/2018
gazzettadisalerno.it
EAV: € 226
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
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I medici del Ruggi a scuola di comunicazione.
Insegnare a comunicare e ad interagire con i media. Sembra una attività che tutti
sono in grado di fare, ma non è cosi. Anzi, è semmai vero il contrario. Esistono infatti
regole non scritte di interazione, esistono modi di predisporre quanto si vuole dire
per rendere migliore e più incisivo il contenuto, in modo che la stampa sia già pronta
ad accoglierlo, esistono modi di parlare, di porsi, di stare davanti alle telecamere o a
un taccuino (oggi magari ad uno smartphone che registra tutto). Ogni media, inoltre,
ha le sue ‘regole’, il suo pubblico e il suo modo di vedere la salute, la scienza, la
sanità. Per questo – prima di una serie di iniziative – il Ruggi di Salerno ha deciso di
coinvolgere cinque importanti giornalisti della stampa nazionale, a rappresentanza
di agenzia di stampa, periodici, quotidiani e inserti salute, televisioni e radio, per
altrettanti corsi dedicati ai direttori di dipartimento e dirigenti medici dell’ospedale.
In questi due mesi dunque si sono svolti cinque corsi che hanno coinvolto giornalisti
delle principali testate nazionali, dall’Ansa al Corriere, dalla RAI con TV e Radio, fino
a testate periodiche settimanali. “Conoscere e quindi interagire con questi media –
spiega il direttore generale Giuseppe Longo – è fondamentale per il medico primario,
che deve necessariamente essere in grado non solo di gestire le attività cliniche, le
risorse affidate, le relazioni, ma anche la comunicazione interna ed esterna, ossia di
essere un reale ‘opinion leader’. Sarà infatti lui a trovarsi di fronte a microfoni e
telecamere in caso di scoperte scientifiche, eventi di cronaca, iniziative del proprio
dipartimento dedicate alla popolazione e ai pazienti. Non solo. È fondamentale
anche per la direzione generale, sanitaria, amministrativa, per l’ufficio stampa della
struttura, che devono quotidianamente interagire con la stampa locale e nazionale,
preparando i messaggi, preparando i contenuti, per comunicare correttamente ed
evitare fraintendimenti. Sapere infatti di avere a disposizione un medico capace e
competente non solo nel suo lavoro, ma anche in quello di comunicatore, è
fondamentale. Per questo i media training sono sempre più richiesti da aziende,
ospedali, università, società scientifiche. Un investimento importante, a lunga
durata, di prospettiva e lungimirante, che abbiamo terminato ieri dopo cinque corsi
interessanti ed entusiasmanti, con grandi e positivi riscontri”. È stata, insomma, una
comunicazione a tutto tondo: Stampa-Medico-Paziente, cinque momenti diversi l’uno
dall’altro ma legati dallo stesso filo conduttore: imparare a comunicare. E non è
finita qui. Sono in programma per l’autunno altri appuntamenti per i nostri primari,
con approfondimenti che in questo primo giro non è stato possibile svolgere.
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso07/07/2018 Pagina 15
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
Carmine Landi: «Entro un anno un Pronto soccorso
completo»
MERCATO SAN SEVERINO - L' incontro
tenutosi al Fucito tra sindaci, consiglieri
e delegati dei comuni di Mercato San
Severino, Fisciano, Calvanico,
Roccapiemte, Castel San Giorgio, Siano,
Baronissi, Bracigliano ed il direttore
generale del Ruggi D' Aragona, il Dottor
Giuseppe Longo in presenza della
dottoressa Annechiarico (dottor sanitario
del Fucito) e delle Oss. Il direttore
generale ha garantito che il presidio
verrà sostenuto dell 'azienda Ruggi
avvalorando delle specialità, come
Gastroenterologia, Medicina Bariatrica,
Otorino, Odontoiatria, dove ieri e stato
firmato il protocollo tra ComuneRuggi ed
Universita,Medicina legale, dove sono
arrivati anche 2 medici, e migliorando
reparti attualmente già efficienti. Sono
stati stanziati circa 8 milioni di euro per
l' edilizia sanitaria che prevede il
completamento del pronto soccorso,
ristrutturazione dei reparti e collegamento tra i padiglioni, con strutture coperte
interposte. "La problematica attuale del pronto soccorso congesto - dice il dottor
Landi - può essere tamponata con il blocco dei ricoveri di accettazione e con un turn
over più accelerato dei malati in altri reparti. L' unita dialitica è mantenuta, il
servizio di otorino garantito .Entro fine anno avremo la certezza di un pronto
soccorso completo sia sotto il profilo strutturale che organico. In definitiva - conclude
Landi - questo tavolo tecnico cercherà di portare delle proposte e strategie che
possono condizionare una mente disponibile ,come quella mostrata dal direttore
generale Longo, nell' interesse del presidio e soprattutto della salute pubblica, senza
apportare modifiche strutturali all' atto aziendale e piano sanitario già attuati. Un
riconoscimento e ringraziamento a tutti per il contributo apportato senza nessun
interesse specifico."
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso07/07/2018 Pagina 15
EAV: € 820
Lettori: 29.750
Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
Il Mid sul Santa Maria dell' Olmo: «Poco personale, difficile
gestire emergenze»
CAVA DE' TIRRENI - Ormai sono note le
cronicità nelle difficoltà circa il personale
del Santa Maria Incoronata dell' Olmo e a
schierarsi a favore dei pochi dipendenti
di quello che ormai è un distaccamento
del Ruggi d' Aragona di Salerno è Davide
Sarno, coordinatore provinciale del
Movimento Italiano Disabili. "Ho provato
sulla mia pelle queste difficoltà essendo
stato ricoverato presso il nosocomio di
Cava e quanto ho visto è una situazione
allarmante, con medici, infermieri ed
operatori socio sanitari che mancano da
tempo nelle corsie dell' ospedale a farsi
carico del lavoro che il personale ad oggi
presente porta avanti con grande
dedizione e fatica. Il mio plauso va al
dottore Vincenzo Consalvo ed al primario
di chirurgia abili nel gestire le
emergenze ed il personale. Non è
possibile - continua il coordinatore
provinciale - che nella seconda città
della provincia di Salerno il personale sanitario siacosì mortificato soprattutto in un
bacino d' utenza così ampio". Davide Sarno infatti contesta l' assenza; alla quale il
governatore Vincenzo De Luca in un recente incontro al Ruggi con i vertici della
dirigenza ha sollecitato di arginare con procedimenti di assunzioni più rapidi e
scorrimento delle liste più veloce, di ben ventisei infermieri, dieci medici ed
altrettanti operatori socio sanitari che renderebbo, stando sempre a quanto riportato
nel nuovo piano aziendale, ancor più efficiente una struttura adesso arricchita dal
reparto fiore all' occhiello di dermatologia. Nessuna polemica strumentale, un
auspicio alla velocità di assunzione del personale che nel periodo estivo urge più che
mai.
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La Città di Salerno
Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
In arrivo 80 infermieri e 20 portantini
Salvatore De Napoli
Dovrebbero partire questa mattina i
telegrammi per l'assunzione a tempo
determinato di 80-90 infermieri e una
ventina di operatori socio sanitari per
dare in breve tempo manforte agli
ospedali della provincia di Salerno di
competenza dell'Asl. Per far fronte alle
enormi difficoltà di molti presidi
ospedalieri rimasti con personale
insufficiente ad affrontare un'utenza che
d'estate aumenta, il commissario dell'Asl
Salerno, Mario Iervolino , ha annunciato
la partenza delle comunicazioni per le
assunzioni a tempo determinato degli
operatori sanitari prendendoli dalla
graduatoria di mobilità regionale o
extraregionale approvata giovedì
dall'Azienda sanitaria, con 1800 idonei
per 130 posti. Vista la carenza maggiore
negli ospedali della zona sud, la
ripartizione dei rinforzi terrà conto di tale
esigenza. Un'operazione causata dai
problemi riscontrati per attingere operatori a tempo determinato dalla graduatoria
del Ruggi e che ha spinto Iervolino ad un'accelerata, stretto dalle necessità di far
funzionare il sistema ospedaliero e visto che per avere il nullaosta dalle aziende in
cui operano gli infermieri e gli Oss per l'assunzione a tempo indeterminato
occorrerebbero mesi. Ma c'è chi solleva perplessità sull'operazione. «Nutriamo dubbi
seri sulla possibilità che queste assunzioni possano essere fatte attraverso la
mobilità bandita dall'Asl ed approvata giovedì scorso sostiene Cosimo Cicia ,
presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Salerno e
componente della federazione nazionale - . Questa graduatoria era solo per chi
voleva aderire a una mobilità regionale ed extraregionale a tempo indeterminato,
essendo già di ruolo in altre aziende. L'unica soluzione appare essere ancora quella
di attingere alla graduatoria del Ruggi come ci si era avviati a fare già con il
manager precedente Antonio Giordano. Per tanto, abbiamo timore che i problemi, al
di là dell'impegno dell'attuale commissario, si ripresenteranno per impossibilità
giuridica di far fronte a provvedimenti immediati e a tempo determinato. Da parte
dell'ordine c'è la massima disponibilità ad una collaborazione con il manager». Il
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usomanagerm però, rassicura: «Nessuno di coloro che sono in graduatoria a tempo
indeterminato perderà il suo diritto di prelazione e come riceveranno il nullaosta
dalle loro aziende potranno essere assunti definitivamente nella nostra Asl. Intanto
precederemo con chi accetterà il tempo determinato, l'unico sistema per velocizzare
le assunzioni e coprire le vacanze d'organico ».
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La Città di Salerno
Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
Ruggi, sicurezza e intramoenia Appello di Polichetti
Appello per rilanciare l'operato del San
Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona, da
parte di Mario Polichetti, segretario della
Fials Salerno che chiede un confronto al
manager Giuseppe Longo allargato a
tutte le componenti sindacali
dell'azienda ospedaliera universitaria.
«Aspettando di vedere la Campania fuori
dal commissariamento della Sanità,
pensiamo che, anche a livello locale oltre
che nazionale, sia giusto affrontare
l'adeguamento dell'istituto della libera
professione intramoenia all'obiettivo dell'abbattimento delle liste d'attesa
prevedendo che tale istituto venga esteso anche alle altre professioni sanitarie
laureate infermieristiche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione nonché
della professione di ostetrica.
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La Città di Salerno
Argomento: Sanità Salerno e provincia
Ambulatorio sociale per garantire cure a chi non può
pagarle
Valentina Comiato
Un ambulatorio sociale completamente
gratuito nell'ex sede della Croce Rossa,
in via Cristoforo Colombo. È l'idea partita
dall'assessora con delega ai servizi
sociali Maria D'Aniello per rispondere al
periodo di grave crisi economica che non
risparmia la città di Angri. Quella crisi,
ha sottolineato la D'Aniello, costringe
parte della popolazione a trascurare la
propria salute non potendo permettersi
le cure mediche necessarie a provvedere
adeguatamente a se stessa. Ecco perché
l'amministrazione comunale ha deciso di
intervenire in questa direzione. «Queste
persone non vanno lasciate sole ha
dichiarato l'assessora L'ambulatorio
sociale può essere una risposta per la
cura e la prevenzione di diverse
patologie, a favore di chi non può
permettersi cure specialistiche ». E per
passare il prima possibile dai proclami ai
fatti, è già stata individuata la sede che
andrà ad ospitare il nuovo servizio. Si tratta della struttura che fino a qualche mese
fa era occupata dai volontari della Croce Rossa, nei locali dei Servizi sociali di via
Cristoforo Colombo. L'ambulatorio sorgerà lì. Dovrebbe funzionare attraverso
incontri settimanali con medici specialisti, che metteranno le loro competenze a
disposizione della comunità a titolo gratuito. L'assessora D'Aniello ha fatto sapere
che si è già avviata la macchina della solidarietà per stringere i primi accordi. Due
medici e due infermiere in pensione si sono già resi disponibili per dare una mano.
Tra le conferme già arrivate c'è anche quella di uno pneumologo. E intanto si
continua a lanciare appelli a professionisti angresi a non. L'intenzione è quella di
rendere il tutto operativo già a partire dal mese di settembre. L'ambulatorio sociale
gratuito arriva insieme ad altre iniziative messe in cantiere nell'ambito dei servizi
sociali: ci sono anche una casa famiglia per minori e un centro sociale tra le idee
pronte a prendere forma. Soluzioni alternative per dare risposte a cui il Comune con
le sue sole forze economiche sembra non poter provvedere. Per il 2018
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usol'amministrazione Ferraioli ha dovuto prevedere in bilancio uno stanziamento di
fondi al Piano di zona inferiore di oltre 100mila euro rispetto a quello di un anno fa.
L'ente sovracomunale si occupa proprio di erogare servizi socio-assistenziali nei
comuni di Scafati (capofila), Angri, Corbara e Sant'Egidio del Monte Albino. E per
ovviare al taglio di fondi si ipotizzano progetti e soluzioni alternative.
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso07/07/2018 Pagina 20
La Città di Salerno
Argomento: Sanità Salerno e provincia
Gli operatori socio assistenziali vincono il ricorso
(a. e.)
La Fisi con il dirigente nazionale Rolando
Scotillo, annuncia la vittoria del ricorso
inerente la mobilità sugli operatori socio
assistenziale. Entro dicembre in tre
saranno destinati al Maria Santissima
Addolorata di Eboli ed uno al San
Francesco di Oliveto Citra. Il sindacalista
Scotillo entra nella vicenda spiegando:
«Da Napoli non arrivava il nulla osta per
la mobilità e lo spostamento dal
capoluogo di tre unità nel Salernitano. Il
tutto rientra nei 100 Oss che hanno fatto
richiesta di mobilità nell'Asl. Ebbene
abbiamo fatto ricorso ed è stata
emanata la sentenza che dà ragione ai 4
Oss». Tutto nasce nel 2013 a seguito
della dismissione del presidio
ospedaliero Agropoli. Tanti lavoratori
furono fatti oggetto di mobilità di ufficio
e molti di loro erano fuori sede. Il
dipartimento Fisi della FSI-USAE ,
Federazione Italiana Sindacati
Intercategoriali invita i vertici aziendali «a produrre una ulteriore nota di chiarimenti
su tale aspetto dandone la massima diffusione tra i lavoratori interessati onde
permettere a chi è stato trasferito d'ufficio, ed ha quindi patito un danno, di rientrare
nella sede originaria».
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La Città di Salerno
Argomento: Sanità Salerno e provincia
In riva al mare i gazebo della salute
Un gazebo sulle spiagge con un posto di
primo soccorso in varie località di mare.
Parte un'iniziativa dell'Asl Salerno, in
collaborazione con le varie associazioni
che operano in ambito sanitario, per
garantire un pronto intervento
praticamente sul mare in varie località
della provincia. Ieri mattina, a Salerno,
sul lungomare Marconi a Torrione, alla
presenza del commissario che regge le
sorti dell'Asl, Mario Iervolino , sono stati
consegnati i defibrillatori per le 19
postazioni di soccorso in varie spiagge dalla Costa amalfitana a quella cilentana. I
presidi, attivi dalle 9 alle 18, vedranno la presenza di soccorritori il cui compito è
fornire assistenza di primo soccorso, orientamento e attivazione, se necessario, del
servizio 118. Questo assicurerà un intervento in tempi rapidissimi e di non distrarre
guardie mediche o il 118 per operazioni di minor rilievo. Un presidio, quindi, che
consentirà un miglior trattamento di chi ha bisogno di un intervento sanitario nelle
sedi appropriate. In più, sempre grazie alla stessa iniziativa La salute a Riva, l'Asl ha
dato il via ad un'operazione per informare i cittadini sui servizi che l'azienda eroga
nelle località balneari, e per illustrare le misure messe in campo nell'ambito della
prevenzione. Grazie a un bus , medici ed altri operatori illustreranno le campagne di
prevenzione che l'Azienda sanitaria salernitana organizza a favore di tutti i cittadini
e, in più, saranno illustrati con attività ludico ricreative i pericoli della guida in stato
di ebbrezza e delle malattie sessualmente trasmissibili. I prossimi appuntamenti
sono previsti per sabato a Cetara ( corso Garibaldi), domenica a Minori (lungomare
California) e lunedì a Maiori ( corso Reginna). Tre gli appuntamenti nelle giornate,
alle 10, alle 12.30 e 16. (s.d.n.)
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Il Mattino (ed. Salerno)
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
Medico e infermiere maleducati scatta la sanzione del
primario
FRANCESCO FAENZA
EBOLI Francesco Faenza La sanzione
verrà irrogata nei prossimi giorni. A
deciderla sarà il primario del pronto
soccorso, Salvatore Pauciulo. Il
procedimento disciplinare è chiuso. Il
medico e l' infermiere finiti davanti la
commissione disciplinare rischiano una
sospensione di uno o più giorni di lavoro.
Il licenziamento è stato escluso. L'
episodio è accaduto a marzo. Un'
avvocatessa giunge al pronto soccorso.
Accusa dolori allo stomaco, avverte dei
capogiri. Non riesce a camminare, si
appoggia a un familiare. Adagiata su una
sedia a rotelle, l' avvocatessa ebolitana
viene trasferita in ortopedia.
Somministrata la prima flebo, il dolore
non passa. Somministrata la seconda
flebo, la situazione migliora. Arriva
intanto il cambio turno. E la situazione
precipita. L' infermiere giunto da qualche
minuto al pronto soccorso invita l'
avvocatessa ad andare via. Il tono di
voce è perentorio, la semantica è
dialettale, della cortesia non c' è traccia. Le perplessità del legale non servono a
nulla: «ho ancora dolore e mi mandate via?». La risposta non cambia. «Fuori da qui»,
declinato ancora in dialetto e sempre senza traccia di buona educazione. L'
avvocatessa chiede lumi al medico. Ma a quanto pare, la risposta non cambia.
Rientrata a casa, superato il dolore, dopo pochi giorni l' avvocatessa trova il
coraggio di scrivere al primario del pronto soccorso e al direttore sanitario dell'
ospedale. «Mi ha indignato la mancanza di rispetto verso una paziente. Non ho
chiesto il licenziamento dei dipendenti ma spero che nessuno più subisca le mie
mortificazioni» ha spiegato il legale. Si tratta del primo procedimento disciplinare al
pronto soccorso di Eboli. Dall' arrivo del nuovo primario a diversi dipendenti è stato
chiesto di abbassare il tono di voce e di usare un linguaggio più educato. Le proteste
erano diventate imbarazzanti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità Campania
«Di che segno è il tuo neo?» L'Abc per proteggere i bimbi
Mary Liguori
Tra i tumori infantili, il melanoma
rappresenta il 2% dei casi, ma la
medicina e la tecnologia si muovono
nella direzione che mira a ridurre
ulteriormente il fenomeno. E, in termini
di prevenzione, semplici accorgimenti in
età infantile, come l' uso di creme
antisolari e berretti, riducono
notevolmente le possibilità di ammalarsi
in età adulta. Prevenzione e cura del
tumore della pelle più aggressivo: inizia
oggi «Di che segno è il tuo neo, baby?»,
un' iniziativa della Dermatologia dell'
Azienda universitaria Federico II. Con
Mario Delfino, direttore dell' unità
operativa complessa, Gabriella
Fabbrocini, direttrice della Scuola di
specializzazione, e Massimiliano
Scalvenzi, responsabile del centro
precancerosi cutanee e del melanoma,
schierati a fianco alla Federazione
italiana medici pediatri per un corretto
inquadramento diagnostico e terapeutico
nella fascia da zero a 14 anni. Il progetto
verte su quattro incontri, prosieguo di quello del 2017 organizzato in sinergia con la
Federazione dei medici di medicina generale nell' ottica di integrazione sempre più
completa della realtà universitaria con il sistema sanitario territoriale. Il piano mira a
una sanità moderna ed efficiente. «La nostra azienda sta facendo grandi sforzi per
far sì che il cittadino venga accolto in una rete integrata di servizi sottolinea il
professore Delfino -. Già nei mesi scorsi, con l' attivazione del Gom melanoma, nell'
ambito della rete oncologica regionale, è nato un gruppo multidisciplinare che mira a
soddisfare le esigenze dell' ammalato, ma ancora più attenzione vogliamo riservare
alla diagnosi precoce perché il melanoma cutaneo, rispetto a tutti gli altri tumori, è
guaribile nel 100 per cento dei casi se diagnosticato precocemente». Di qui il
progetto «Di che segno il tuo neo», prima con i medici di medicina generale e ora
con i pediatri per i pazienti fino a 14 anni. Ottanta pediatri, selezionati dalla Fimp
presieduta da Antonio d' Avino e Porfidio Toscano, prendono parte al progetto che
prende il via oggi e che prevede sessioni teoricopratiche con la dotazione di
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usodermatoscopi che forniscono supporto al pediatra nel riconoscimento precoce di una
lesione sospetta, affinché possa inviare il piccolo rapidamente alla struttura
dermatologica di riferimento. Il melanoma cutaneo è molto temuto anche in età
infantile. Inoltre, spesso la diagnosi non è tempestiva anche a causa delle difficoltà
di consultazione nelle strutture di alta specialità. «Grazie alla dermatoscopia -
dichiara il professore Scalvenzi, - siamo in grado di individuare i caratteri di sospetto
e intervenire. Ogni anno la struttura visita oltre 4000 bambini e circa 20 lesioni all'
anno, purtroppo, sono melanomi». I più a rischio sono i bambini di sesso maschile
che hanno più nei fino ai 12 anni, e poi le bambine, con la comparsa del menarca,
sotto l' influenza ormonale, però, recuperano sviluppando lesioni neviche multiple.
La dermoscopia è un valido supporto e consente un attento monitoraggio. Ma è
decisivo fare attenzione soprattutto d' estate. Le ustioni nell' arco dei primi 10 anni
d' età, aumentano il rischio di sviluppare un melanoma in età adulta. La genetica, il
fototipo e il colore degli occhi e dei capelli fanno il resto - i rossi e i biondi sono più a
rischio - ecco perché un' accurata protezione, soprattutto nei primi anni di vita, è un
ottima strategia di prevenzione. Filtri chimici, ma anche cappellini, occhiali e
magliette sono armi di difesa importanti. Gli adolescenti con più di 50 nei sugli arti
sono più esposti. Ma come si fa a comprendere se un neo è pericoloso? Nasce da
questa necessità l' esigenza di essere più vicino al «primo front office» degli under
14: il pediatra che, «in rete» con il dermatologo, può cogliere subito lesioni dubbie.
Un' importante sinergia che consente di far sì che lo specialista possa intervenire in
tempi stretti, quando è necessario, visitando il paziente nella struttura sanitaria. ©
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Il Mattino (ed. Benevento)
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Argomento: Sanità Campania
«L' azienda San Pio andava realizzata già cinque anni fa»
Gli ospedali, la polemica `Persa l'
occasione di tagliare i costi e ottenere
un aumento di posti letto LA SANITÀ
Gianni De Blasio Cinque anni fa, l'
aggregazione tra il presidio «Rummo» e
il «Sant' Alfonso» avrebbe prodotto
benefici per entrambi. Ma, da Sant'
Agata non vi fu risposta. Così, l' ex
direttore generale dell' ospedale
beneventano Nicola Boccalone. L'
ISTANZA «La possibilità di ricondurre in
area Rummo il presidio di Sant' Agata -
ricorda - fu da me valutata già nel 2013,
quando trasferii anche al sindaco
Carmine Valentino le motivazioni per cui
la definizione di un asse Benevento-Sant'
Agata non poteva che far bene ad
entrambe le aziende ospedaliere. Sant'
Agata sarebbe uscita dalla stagnazione e
dall' anonimato operativo per essere in
linea diretta con le attività del Rummo,
in costante e continua espansione in
termini di qualità e quantità». I
VANTAGGI Con il nuovo assetto,
sottolinea Boccalone, «si sarebbero prodotte economie di scala, anche per effetto
della eliminazione dei costi non insignificanti di convenzionamento aziendale». Una
energia, a parere di Boccalone, che avrebbe potuto concorrere per irrobustire le
attività di profilo emergenziale. Sarebbe stato un modo per entrambe di guadagnare
stabilmente fette importanti di territorio in agro casertano. Una sintesi, quella tra
«Rummo» e «Sant' Alfonso», che avrebbe determinato la precondizione per un
incremento dei posti letto da aggiungere a quelli già assegnati nel piano ospedaliero
vigente, con una espansione di attività (hospice e medicina nucleare) che avrebbe
dato risposte alla domanda legittima di sanità che risultava già disattesa per
insufficienza dell' offerta. IL RISANAMENTO Quindi, l' ex manager ricorda che il
Rummo non è più in Piano di rientro. «La ritrovata operatività economica è stata
definita con decreto dell' allora ommissario Polimeni che solo per il Rummo e il
Moscati ritenne sussistere le condizioni per l' estromissione dal Piano di rientro. La
contrazione dell' ammontare dei trasferimenti incise non poco per l' azienda Rummo
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usopassando dai 129 milioni del 2010 ai 112 del 2011, con un lieve recupero negli anni
successivi. In questo quadro, è stato garantito il mantenimento dell' equilibrio
economico-finanziario, superando costantemente le verifiche che la società di
revisione KPMG effettuava trimestralmente. Nel 2014 - ricorda ancora l' ex direttore
generale - veniva adottato l' atto aziendale, approvato nel marzo 2016. Un
complesso di dati e documenti a sostegno dell' atto fondamentale di
programmazione che non mancava di avere a corredo una analitica
rappresentazione della distribuzione della dotazione organica e un prospetto
economico-finanziario a supporto dell' obbligo di mantenere gli equilibri nel rapporto
tra i costi di gestione e l' entità complessiva delle entrate tra quelle proprie e quelle
derivate. La valorizzazione delle attività aziendali, la sua remunerazione in rapporto
al valore complessivo dei costi di gestione, rappresenta tra gli indici di qualità quello
più severo ed attendibile. La missione può dirsi adempiuta quando l' offerta sanitaria
è pari al valore dei costi di gestione». Un equilibrio che per il Rummo era pari a circa
110 milioni di euro e che registrava una costante e continua espansione di domanda
sanitaria proveniente da altre province e da altre regioni. Una mobilità attiva (altro
indice di valutazione) che gratificava il Rummo poiché non pochi erano i cittadini che
decidevano di spostarsi in città per trovare risposta ai propri bisogni di salute. Tutto
questo in uno scenario di una sanità regionale condizionata dalla inibizione alla
contrazione di mutui per investimenti e dal blocco delle assunzioni. Tali circostanze
indussero già allora (2013) a valutare la possibilità di ricondurre in area Rummo il
presidio di Sant' Agata dei Goti. Peccato!». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso07/07/2018 Pagina 12
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Argomento: Sanità Campania
«Sfida digitale, la diagnosi è smart basta un clic per scoprire
le lesioni»
«Le reti neurali, l' analisi di immagine, l'
intelligenza artificiale in aiuto della
medicina sono sempre più una realtà.
Negarlo significa non saper essere al
passo con i tempi. E le immagini, come
quelle dei nevi e del melanoma cutaneo
che hanno lesioni, possono essere una
grande risorsa per implementare tale
sistema e poter intervenire con sempre
maggiore rapidità». Gabriella Fabbrocini,
direttrice della Scuola di specializzazione
di Dermatologia della Federico II, spiega
quali sono i grandi passi avanti compiuti
nel campo della prevenzione e della
cura. E i progetti in corso. Quali, in
particolare? «Il nostro, di cui mi onoro di
essere il referente scientifico, è nato 16
anni fa tra la Dermatologia della
Federico II e la facoltà di Ingegneria dell'
Università di Salerno, con i professori
Antonio Pietrosanto, Paolo Sommella e
Tina Liguori. Tre anni fa, ad Anacapri,
dermatologi, dermoscopisti, ingegneri,
hacker, netnografi hanno dibattuto e
studiato quelli che potevano essere i sistemi e le metodologie più efficaci per
arrivare a una diagnosi semiautomatica del melanoma cutaneo». In che modo l'
analisi di immagine aiuta i medici nella diagnosi? «Dopo Anacapri, siamo arrivati alla
creazione di uno spin-off con I3 Hyppocratica, società che vuole sviluppare un'
analisi di immagine sulla visione in dermatoscopia per aiutare il medico e lo
specialista a individuare i caratteri sospetti dei nei». Come funziona? «C' è una
piattaforma digitale a cui inviare l' immagine dermoscopica e in poco tempo ricevere
un riscontro, sotto la supervisione del dermatologo esperto, sempre on line, che può
validare o modificare l' analisi formulata inizialmente». Ma non ci sarà «troppa»
tecnologia? «Sono sistemi che non vanno temuti, ma governati. Il nostro team si è
particolarmente dedicato vincendo premi di alta valenza come quello di Luiss Lab. La
possibilità con un clic di inviare un' immagine e avere subito una risposta
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usotranquillizzante o allarmante da parte del dermatologo significa implementare la
diagnosi precoce e creare una coscienza del problema. Ai dermatologi che temono il
progresso dico che tali sistemi se, messi in piedi da noi, possono solo aumentare la
base dell' utenza che si rivolgerà a persone qualificate piuttosto che affidarsi ad
analisi sul web di non conosciuta provenienza». C' è un notevole sforzo, in tal senso,
anche nel campo della ricerca. «Tanti giovani stanno dedicando la loro attività di
ricerca a tali tematiche coma Sara Cacciapuoti, Caterina Mazzella, Claudia Costa,
Maria Carmela Annunziata e Gaia De Fata. Con le capacità smart che hanno i giovani
di raccogliere le sfide affascinanti, lavorano tutte per innalzare la qualità dell'
assistenza. È bello che un progetto competitivo e innovativo, oggetto di
finanziamento regionale, nasca da una regione del Sud dove troppo spesso la sanità
viene accomunata a inefficienza e apparecchiature obsolete». Ma.Li. ©
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Argomento: Sanità Campania
Ciampi: «Asl e Moscati devono parlare con me»
EDOARDO SIRIGNANO
I SERVIZI Edoardo Sirignano «L' Asl e il
Moscati prima di effettuare qualsiasi
scelta che tocchi la città devono
confrontarsi con il sindaco, che come
istituzione ha il dovere di garantire la
volontà dei cittadini. È iniziata una nuova
epoca, dove le persone sono
protagoniste anche nel mondo della
sanità. Così si può intraprendere insieme
un percorso diverso, dove a decidere
non sono pochi, ma tanti». Vincenzo
Ciampi, sindaco di Avellino, lancia un
messaggio chiaro ai dirigenti Morgante e
Percopo, rispetto al rapporto che la
nuova amministrazione intende
instaurare per quanto concerne le
questioni sanitarie. Il messaggio arriva in
occasione del ventilato e programmato
spostamento degli uffici dell' azienda
sanitaria dalla sede attuale al vecchio
ospedale Maffucci dove, per altro, il
Comune vorrebbe insediare il
costituendo Sprar per dare alloggio agli
immigrati. IL CONFRONTO «Chiedo un
incontro urgente affinché, di comune accordo, si possano trovare le soluzioni più
adeguate per venire incontro alle esigenze di tutti, in primis dei cittadini, che
devono essere sempre il faro di ogni e qualsiasi azione intrapresa da parte di enti.
Fermiamoci un attimo e proviamo a ragionare, anche in ordine al futuro utilizzo dell'
ex Moscati di viale Italia. Appena insediatomi, contatterò i dirigenti per fare un punto
quanto prima». Per la neo fascia tricolore, quindi, è doveroso nel prendere una
decisione così importante tenere conto sia delle conseguenze sia dal punto di vista
della logistica, che della mobilità. «In questo caso, come in altri, è indispensabile il
confronto con l' Amministrazione perché non si toccano soltanto tematiche di un
settore, ma si vanno ad affrontare altre questioni che toccano la vita dei cittadini.
Bisogna capire quanto una scelta influenzi, ad esempio, la normalità degli
automobilisti, che ogni giorno devono andare a prendere i figli a scuola, oppure
quanto pesino le iniziative rispetto alla ricettività, considerando la possibilità di flussi
diversi dal recente passato e probabilmente organizzati in maniera differente.
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoAumentare la concertazione e il confronto, quindi, significa evitare errori che, con il
passare del tempo, possono diventare irreparabili. Un sindaco, inoltre, deve tener
conto di quanto ogni possibile cambiamento influisca sull' ambiente, sull'
organizzazione dei servizi e sul cosiddetto bigliettino da visita per chi arriva. Sono
certo che chi amministra un ente certamente non può ignorare o non considerare
tutto ciò». Per approfondire le tematiche il primo cittadino auspica la convocazione
di un tavolo urgente, che poi dovrebbe avere una cadenza mensile o quindicinale, in
modo da affrontare con capillarità ogni criticità, evitando emergenze e garantendo
un servizio migliore. «È priorità per il sindaco sapere come una persona possa
raggiungere, nel momento del bisogno, nel modo più veloce possibile, il pronto
soccorso». LA DELEGA ALLA SANITA' Il sindaco potrebbe creare un' apposita delega
alla sanità, ovvero dare mandato a una voce terza in grado di affiancarlo in una
tipologia di interlocuzione costante e innovativa, che l' intero Movimento 5 Stelle
considera fondamentale. «La rivoluzione della normalità parte anche da questo
aspetto. Non ci saranno più porte chiuse. Il Comune vuole essere una sentinella
attenta affinché pure in questo campo si operi nel migliore dei modi, effettuando
scelte che possano garantire sia tutti i cittadini di Avellino, sia chi arriva da fuori per
curarsi. Soltanto così effettueremo un passo in avanti e tutti motivandoci
reciprocamente ci sentiremo più spronati a fare bene e a migliorare in tal senso». ©
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Il Mattino (ed. Circondario Sud)
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Argomento: Sanità Campania
Crolla soffitto in ospedale paura e accuse
Il dissesto al San Leonardo in un archivio
al piano terra CASTELLAMMARE
Fiorangela d' Amora Pannelli rotti,
mattoni, un condizionatore a pezzi e fili
penzolanti: è quello che resta del crollo
avvenuto all' interno dell' ospedale San
Leonardo. Il cedimento strutturale,
avvenuto all' interno della stanza
utilizzata come archivio si trova al piano
terra, accanto all' area dove si eseguono
le mammografie ed altri esami
diagnostici. Il tonfo, avvenuto nel
pomeriggio di giovedì, non era stato
udito dal personale che ha scoperto
quando avvenuto nell' archivio solo ieri
mattina quando gli addetti al reparto
hanno aperto la stanza per recuperare
del materiale. La scena che si sono
trovati difronte era catastrofica:
«Sembrava ci fosse stato un terremoto, -
hanno raccontato i dipendenti mentre
segnalavano il crollo alla direzione - ci
siamo subito preoccupati di controllare
che i macchinari nelle stanze vicine non
fossero stati danneggiati». Il cedimento dopo le prime verifiche pare sia dovuto ad
infiltrazioni d' acqua, intanto la stanza è stata chiusa, ma gli esami medici negli
spazi vicini si sono tenuti regolarmente. L' ALLARME Nessun ferito, ma l' imponenza
del crollo ha lasciato molta preoccupazione tra il personale medico e infermieristico
che avrebbe potuto trovarsi nell' archivio al momento del cedimento. E mentre si
pensa alla conta dei danni, le voci all' interno del nosocomio stabiese puntano il dito
contro i lavori che all' interno dell' ospedale si stanno eseguendo per la
ristrutturazione di alcuni reparti. «Le vicende non sono legate, - spiega il direttore
sanitario del San Leonardo Savio Marziani i lavori strutturali sono fermi da mesi.
Siamo certi che sia stata un' infiltrazione d' acqua a causare il cedimento. Abbiamo
messo in sicurezza l' area e stiamo verificando la staticità delle altre stanze». Al
piano terra del San Leonardo i disagi non sono poi così rari. Succede spesso durante
l' inverno, al vicino reparto di Radiologia, di allagarsi dopo abbondanti piogge,
obbligando il personale in servizio a creare vere e proprie barriere contro l' acqua
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usopiovana. L' anno scorso un crollo, di minore entità, si verificò sempre al piano terra
nella stanza del primario. Anche in quel caso la fortuna volle che il medico non fosse
presente al momento del cedimento. I PROBLEMI Ma le emergenze dell' ospedale
cittadino restano quelle legate alla carenza di personale. Preoccupati per quanto sta
accadendo in Pronto Soccorso, i sindacati autonomi chiedono l' intervento della
Procura. «La direzione sta avallando turni irregolari e fuorilegge spiega Antonio
Cascone della Fsi-Usae medici e infermieri nello stesso giorno coprono turni di
mattina e di notte, non rispettando invece le ore di riposto (12) che per legge
dovrebbero esserci tra un orario e l' altro». Ma non è tutto secondo le
rappresentanze sindacali: «Inoltre in alcuni ospedali con accessi minori rispetto al
nostro, si è provveduto spiega Cascone - all' assunzione di infermieri attraverso
cooperative. Perché si sceglie questo metodo e perché si favoriscono altri presidi?».
Il Pronto Soccorso di Castellammare gestisce circa 75mila accessi all' anno, 60mila
Boscotrecase e 6mila Sorrento. «Tre infermieri in più in penisola sorrentina e turni
massacranti invece a Castellammare e Boscotrecase? Chiederemo conclude la Fsi-
Usae di chi sono le responsabilità di questo scempio, ci rivolgeremo alla Procura, al
sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino, al presidente della Regione Vincenzo
De Luca chiedendo loro di valutare se ci sono e a carico di chi, responsabilità per
quanto sta accadendo». SOS BOSCOTRECASE A dare ancora più forza alle parole dei
sindacati arriva la nuova circolare che ieri il direttore Sanitario del Sant' Anna di
Boscotrecase Vincenzo Muto, ha diffuso. Una carenza di organico aggravata da
malattie e infortuni che hanno obbligato il direttore di presidio a bloccare
temporaneamente congedi, permessi e ferie del personale medico e di comparto.
Dal 9 al 15 luglio l' intera area dell' emergenza e del Pronto Soccorso, ma anche nei
reparti di Ortopedia, Medicina d' Urgenza e Cardiologia nessuno potrà godere di
permessi o ferie, l' obiettivo è garantire i Lea, ovvero i livelli di assistenza. ©
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Argomento: Sanità Campania
Dopo la Maturità un cuore nuovo
ETTORE MAUTONE
LA SVOLTA Ettore Mautone È stato
operato, ha un cuore nuovo e sta bene
Pasquale Esposito, 19 anni, maturando
del liceo scientifico Virgilio di Pozzuoli.
Fino a giovedì mattina era in attesa di
trapianto per una grave cardiomiopatia
dilatativa. «Una situazione clinica
scoperta circa cinque anni fa -
puntualizza la madre, Anna, che ieri, per
tutto il giorno, è stata al fianco del
ragazzo nella rianimazione dell' ospedale
collinare - per lunghi anni la sua malattia
è rimasta sostanzialmente stabile.
Facevamo un controllo all' anno qui al
Monaldi dove è stato seguito benissimo.
Ma negli ultimi due mesi era comparsa
una strana tosse. Abbiamo allora svolto
approfondite indagini cliniche e scoperto
che la situazione era peggiorata molto.
Tanto da richiedere un trapianto».
Pasquale era da un mese in lista di
attesa e in ospedale stava per
concludere l' esame di maturità prima di
essere dimesso. «Martedì scorso -
ricorda ancora la mamma - pensavamo di andare a casa. Il trapianto non ce
laspettavamo proprio. Gli era stato impiantato un defibrillatore e avrebbe atteso un
cuore compatibile». Quando è arrivata la notizia giovedì scorso, alle 5 del mattino,
accanto a lui c' era il padre. «È entrato in sala operatoria senza che potessi vederlo
né parlargli - conclude mamma Anna - per questo gli ho chiesto quali emozioni abbia
provato e se ha avuto paura. Mi ha detto che è rimasto sorpreso: come noi non se lo
aspettava proprio un nuovo cuore così presto. L' ho trovato bene - conclude - ho
visto altri trapiantati, non sono una passeggiata e i pazienti escono provati. È ancora
debole, parla piano, ma ha il viso di uno che sta bene. Devo ringraziare tutti. Sono
stati perfetti qui al Monaldi. Anche per la scuola con gli insegnanti hanno fatto tutto
loro». LA MATURITÀ Pasquale dunque, nonostante la malattia, il ricovero, le cure e il
trapianto di cuore appena effettuato, non perderà l' anno. In ospedale ha già
sostenuto la prima prova di italiano. Il tema lo ha dettato a voce, alla sua
insegnante, Maria Teresa Moccia di Fraia, in quanto impossibilitato a scrivere dopo l'
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoimpianto del defibrillatore. Il giorno dell' intervento avrebbe dovuto sostenere lo
scritto di Matematica e poi gli orali. Potrà recuperare le prove non appena si
riprenderà dall' intervento e concludere così il suo ciclo di studi senza perdere l'
anno come temeva. La grande passione di Pasquale? Sono le macchine, la Formula
1. Ha per questo chiesto subito ai medici quanto tempo dovrà restare in
rianimazione perché vuole tornare a seguire le gare della Ferrari. All' università si
iscriverà a Ingegneria meccanica, presso la facoltà della Federico II, che ha sede
Fuorigrotta. IL DONATORE La sorte di Pasquale ha incrociato il destino di un uomo di
37 anni, napoletano, che agli inizi di questo luglio era giunto in fin di vita all'
ospedale San Paolo dopo un tentativo di suicidio. Una grave depressione lo
affliggeva da tempo e già in passato aveva tentato di farla finita. Rianimato per 45
minuti, il suo cuore era tornato a battere. La disastrosa situazione emersa alla Tac
ha però poi fatto posto alla morte cerebrale registrata il 5 luglio. I familiari e i fratelli
giunti a Napoli da altre città, insieme alla moglie, hanno concesso il via libera all'
espianto di tutti gli organi rispettando la volontà espressa in vita dall' uomo e la
generosità del carattere. Il San Paolo è stato così protagonista di un episodio di
buona sanità in una lunga maratona chirurgica iniziata con l' accertamento della
morte cerebrale e culminata con le attività di espianto iniziate alle 6,30 di giovedì.
Un turno infinito per l' anestesista coordinatore delle attività di espianto Vincenzo
Landi, per il primario Massimo Pezza, per l' equipe chirurgica del San Paolo, per i
chirurghi giunti dal Monaldi, per quelli giunti dal Policlinico per i reni, per gli
epatologi di Roma e gli oculisti che hanno prelevato le cornee coadiuvati dal
caposala Vincenzo Mammolella. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Morgante e Percopo: siamo pronti al dialogo nell' interesse
dell' utenza
I DIRETTORI GENERALI Antonello Plati «È
tanto doveroso quanto utile offrire la
possibilità di un confronto al neosindaco
di Avellino Vincenzo Ciampi». Il direttore
generale dell' Azienda ospedaliera
«Moscati», Angelo Percopo, accoglie l'
invito del primo cittadino che intende
discutere del futuro dei due plessi
ospedalieri dismessi di Contrada Pennini
- ex Maffucci - e Viale Italia - ex Moscati.
Disponibilità giunge anche dalla
direzione Asl con Maria Morgante che si
dice «pronta ad ascoltare le istanze di
Ciampi». Da via Degli Imbimbo, però,
precisano: «Nell' ex Maffucci saranno
trasferiti solo gli uffici amministrativi e
non gli ambulatori, dunque non ci sarà
alcun disagio per l' utenza». Ferma
restando, l' apertura, il manager del
«Moscati» tiene, però, a sottolineare:
«Quella che riguarda la struttura di
Contrada Pennini è una programmazione
di tipo territoriale che non spetta alla
nostra Azienda, ma in ogni caso una
discussione complessiva e sopratutto costruttiva non può che far bene. Di fatti, se
ogni scelta di questo tipo fosse sempre condivisa, riusciremmo a perseguire davvero
il bene comune». Quindi, sotto aspetti più tecnici, Percopo osserva: «Entrambi gli ex
ospedali devono tornare nelle disponibilità della collettività. L' Asl può decidere se
sfruttare l' ex Maffucci per spostare soltanto gli uffici amministrativi oppure optare
per l' ex Moscati dove oltre all' amministrazione potrebbe trasferire anche gli
ambulatori. Inoltre - conclude il direttore generale - abbiamo realizzato uno studio di
fattibilità dal quale emerge la possibilità di suddividere l' immobile in più parti
indipendenti tra loro che potrebbero essere occupate e gestite da enti o istituzioni
differenti». Sulla questione interviene anche il segretario generale della Cgil di
Avellino: «Accogliamo con favore l' iniziativa del sindaco - dice Fiordellisi - Tuttavi al
tavolo dovrebbero essere invitate anche le organizzazioni sindacali, le associazioni
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Lettori: 704.603
Argomento: Sanità Campania
Pellegrini-Incurabili una sola ambulanza per due ospedali
GIUSEPPE DEL BELLO
Il caso Caos ambulanze, un unico
automezzo per Pellegrini e Incurabili. Il
sistema trasferimenti, quelli da un
ospedale all' altro e quelli per le
consulenze esterne è allo sbando. «Ogni
giorno c' è qualche paziente che "perde"
il turno per effettuare una risonanza o
un' endoscopia biliare - racconta Antonio
Ruggiano, sindacalista Fials e
coordinatore infermieristico del Pellegrini
- perché l' ambulanza era impegnata
altrove. E oltretutto per legge l'
automezzo deve rimanere in stand by
fino a conclusione dell' esame. Una
condizione che si trasforma in paralisi di
tre ore più». La rete, quella dei trasporti
secondari che però non riguarda il 118, è
gestita con un doppio canale. Il primo,
che si avvale dei mezzi della Napoli 1 (
pochi e privi di autisti), è deputato
soltanto al trasferimento dei pazienti che
hanno bisogno di consulenze o esami
diagnostici specialistici, non disponibili nell' ospedale in cui sono ricoverati. L' altro
settore è quello a cui sono affidati esclusivamente i trasferimenti da un pronto
soccorso all' altro ( a seconda dell' affollamento e della competenza dei singoli
presìdi). In questo caso ambulanze e autisti sono di una società privata che lavora in
convenzione, la Italy Emergenza. Tutto a posto? Neanche per idea. La convenzione
esclude notti e weekend, funzionando dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20. E negli
altri orari? «Gioco forza utilizzare le ambulanze della Asl Napoli 1 - risponde
Ruggiano - che si contano sulle dita di una mano. Tra l' altro, anche in assoluta
carenza di uomini e mezzi, una disposizione della Asl vieta di riferirsi ad altre società
di supporto, compresa la Italy». Valeria Ciarambino, consigliera regionale del M5S,
ricorda che « neanche due mesi, un medico del San Paolo fu costretto a pagare di
tasca propria un' ambulanza per salvare la vita a un paziente in emergenza
cardiologica. Il sistema fa acqua e noi siamo contrari a qualsiasi forma di
convenzione con società private». Intanto, all' Ospedale del Mare ancora in attesa di
attivare il pronto soccorso, c' è da risolvere il nodo del polo materno- infantile dove
da qualche giorno (in Ginecologia) sono stati ricoverati pazienti urologici. « Un' altra
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