Unione della Romagna Faentina - martedì, 12 maggio 2020 - Unione Romagna Faentina

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Unione della Romagna Faentina - martedì, 12 maggio 2020 - Unione Romagna Faentina
Unione della Romagna Faentina
    martedì, 12 maggio 2020
Unione della Romagna Faentina - martedì, 12 maggio 2020 - Unione Romagna Faentina
Unione della Romagna Faentina
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Prime Pagine

 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna                                               4
 Prima pagina del 12/05/2020

 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)                                                    5
 Prima pagina del 12/05/2020
 12/05/2020   Il Sole 24 Ore                                                                             6
 Prima pagina del 12/05/2020
 12/05/2020   Italia Oggi                                                                                7
 Prima pagina del 12/05/2020

Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 32                                               8
 Non solo al Synlab di Faenza Il test si potrà fare anche a Ravenna
 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 33                                              10
 Il costo andrà dai 25 ai 50 euro Servirà la ricetta
 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43                                              11
 Prima pagina Faenza Lugo
 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43                            Beppe Sangiorgi   12
 'Ignorantezza', fra virtù e sfondoni
 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44                              Antonio Veca    13
 Tutti in fila alla stazione ecologica

 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44                                              15
 Filmato di scienze per la Primaria

 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44                                              16
 'Cogli l' attimo' Un video racconta agli studenti la pandemia

 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44                                              17
 Casola, rinviata al 2021 la Festa di Primavera
 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45                                              18
 Anche i Centri sociali vogliono la 'Fase 2'
 12/05/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45                                              20
 Sport e intolleranza, Malagò scrive a Grillini

Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 2                                          21
 «In quarantena i positivi all'esame» E qualcuno ci sta ripensando
 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 24                                         23
 In arrivo anche il bonus per bici e monopattini
 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 28                                         24
 Gruppo Hera: oltre 2 miliardi di euro distribuiti agli stakeholder del territorio
 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 37                      MICHELE DONATI     27
 Ripartono le attività fisiche di gruppo da svolgere all' aperto
Unione della Romagna Faentina - martedì, 12 maggio 2020 - Unione Romagna Faentina
12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 37                                                                         29
 Lions, mascherine e visiere protettive a medici e pediatri

 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 37                                                                         30
 Nella notte rubano la cassetta delle offerte al parco Bucci
 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 38                                                                         31
 Sfidò i tedeschi a bere mentre nel fienile c' erano i partigiani
 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 38                                                                         33
 Riolo, una radio web per creare laboratori culturali e creativi
 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 38                                                                         34
 Presentazione online del libro "Soppressioni napoleoniche a Faenza"
 12/05/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 46                                                                         35
 Pochi laboratori per i test

Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

 12/05/2020   Il Sole 24 Ore Pagina 2                                                                      Marco MobiliGianni Trovati   36
 Stop all' Imu di giugno per alberghi e spiagge Platea allargata per il 730
 12/05/2020   Italia Oggi Pagina 31                                                           PAGINA A CURA DI FRANCESCO CERISANO       38
 Enti, salva conti e sblocca debiti Fondo da 3,5 mld per le perdite, 12 mld per i pagamenti
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[ § 1 § ]

     martedì 12 maggio 2020
                              Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna

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[ § 2 § ]

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[ § 3 § ]

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                                                      Il Sole 24 Ore

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[ § 4 § ]

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[ § 1 5 8 2 5 8 8 9 § ]

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                                                                 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Non solo al Synlab di Faenza Il test si potrà fare anche a Ravenna
                          Alla lista dei laboratori autorizzati dalla Regione, si aggiunge il poliambulatorio Saba I cittadini potranno chiedere al
                          proprio medico di base di essere sottoposti al 'sierologico'

                          Sarà una caccia agli anticorpi mai vista prima quella che prenderà il via in
                          Emilia Romagna a partire da oggi. I cittadini potranno infatti chiedere al
                          proprio medico di base di essere sottoposti al test sierologico per
                          valutare la presenza nel sangue degli anticorpi che l' organismo sviluppa
                          per contrastare il coronavirus: le immunoglobuline di tipo Igg e Igm,
                          differenti perché sviluppate in periodi diversi di esposizione al virus. Nel
                          nostro territorio i test saranno effettuati dal laboratorio Synlab di Faenza
                          e anche al poliambulatorio Saba di Ravenna. Chi potrà essere sottoposto
                          al test? Sarà il medico di base a vagliare telefonicamente le richieste.
                          «Potrà farne richiesta chi abbia motivo di credere di essere entrato in
                          contatto con il coronavirus», ha specificato l' assessore regionale alla
                          Sanità Raffaele Donini. «Ad esempio chi vive in un condominio dove
                          risiede una persona infetta». Il medico di base rilascerà via mail una
                          cosiddetta «ricetta bianca» al paziente, che la presenterà al laboratorio al
                          momento del test. Ne esistono di due tipi: «quello rapido, o pungidito, che
                          certifica la presenza degli anticorpi, e quello quantitativo, che consiste in un prelievo venoso utile a valutare la loro
                          effettiva mole nel sangue del paziente», ha proseguito Donini. Una volta ottenuto il risultato del test, toccherà al
                          direttore sanitario del laboratorio comunicare l' eventuale positività agli anticorpi al paziente - che si deve porre in
                          autoisolamento precauzionale - e all' Ausl (tramite una piattaforma informatica). «A quel punto la questione è in
                          carico alla sanità pubblica: sarà l' Ausl ad andare dai pazienti risultati positivi agli anticorpi per effettuare i tamponi».
                          La positività agli anticorpi, è bene precisarlo, non significa infatti che si sia positivi anche al Covid-19. Il coronavirus
                          potrebbe infatti avere già abbandonato l' organismo senza essere mai sfociato in Covid (il che non significa che si
                          sia immuni): l' unico modo per certificare la presenza del virus è il tampone nasofaringeo. Un responso negativo al
                          test sierologico non certifica l' assenza del virus: il contagio potrebbe già infatti aver avuto luogo, ma nel caso sia
                          avvenuto da pochi giorni l' organismo può non avere ancora prodotto gli anticorpi. Per questo, ha specificato Donini,
                          «sarebbe inutile rivolgersi al medico qualora si sia avuto recentissimamente un contatto sospetto: il test potrebbe
                          non riscontrare nulla». L' indagine, già avviata con 87mila test effettuati sul personale sanitario e sulle categorie
                          esposte, sarà utile per comprendere la diffusione

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 8
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[ § 1 5 8 2 5 8 8 9 § ]

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                                                                Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          del virus. Tra i primi 87mila testati, il 5,2% è risultato positivo agli Igg, il 2,9% agli Igm e il 2,1% ad entrambi gli
                          anticorpi. Il successivo tampone ha confermato la positività al 45% di chi era risultato positivo agli Igg, al 45% per
                          quanto riguarda gli Igm e al 61% di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi: in totale poco più di 4000
                          persone. Filippo Donati © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 9
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[ § 1 5 8 2 5 8 8 8 § ]

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                                                                        Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Il costo andrà dai 25 ai 50 euro Servirà la ricetta
                          Ci sarà da attendere un giorno per l' esito dei prelievi rapidi e tre per quelli 'quantitativi'

                          Il clima che si respira al laboratorio Synlab di Faenza e al poliambulatorio
                          Saba di Ravenna - gli unici sul territorio della provincia autorizzati dalla
                          Regione ad effettuare i test sierologici per valutare la presenza degli
                          anticorpi al Covid-19 - è quello della quiete prima della tempesta. La mole
                          di richieste di test sierologici potrebbe infatti essere enorme: alla sede
                          della Synlab in via Case Nuove, nel quartiere Borgo di Faenza, sono a
                          disposizione tre infermieri per effettuare i cosiddetti test rapidi - per i
                          quali quasi certamente sarà necessario fissare degli appuntamenti - che
                          avverranno in altrettanti box. Nei piani superiori della struttura avranno
                          invece luogo le analisi sui campioni di sangue. «Ma non escludiamo»,
                          spiegano dal Synlab, «di poter eseguire anche i test quantitativi. Non
                          sappiamo però ancora se saremo attrezzati per l' analisi dei campioni
                          quantitativi o se questa avverrà in Toscana, nei nostri laboratori centrali».
                          La processazione dei test rapidi avrà invece luogo interamente a Faenza:
                          «il risultato arriverà già il giorno successivo al prelievo». Il consiglio è
                          quello di evitare di recarsi all' ambulatorio se non si è ottenuta la «ricetta bianca» da parte del proprio medico. Al
                          Poliambulatorio Saba verranno effettuati sia il test rapido che quello quantitativo: per quest' ultimo i risultati sono
                          attesi in circa tre giorni. «Il nostro auspicio è che i reagenti chimici per i test e il personale infermieristico riescano a
                          tenere testa alla mole di richieste che ci attendiamo», rivela il fondatore Angelo Imolesi. La Regione, non potendoli
                          imporre, ha consigliato dei prezzi di 25 euro per il test rapido e di 50 per il quantitativo, ai quali i laboratori si sono
                          diligentemente adeguati. «Vigileremo su eventuali comportamenti speculativi», ha promesso l' assessore Donini. Il
                          maggiore interrogativo riguarda tuttavia un altro segmento della catena, e cioè i medici di base: come faranno a
                          gestire l' elevato numero di richieste di test che giungeranno loro? Per i medici organizzati in strutture - che
                          normalmente dispongono di infermieri e segretari - dovrebbe essere più semplice, ma orientativamente potrebbe
                          essere necessario qualcuno che si occupi a tempo pieno delle fasi più tecniche nella gestione delle richieste. Per i
                          medici di base non inseriti all' interno di strutture potrebbe diventare infinitamente più complesso. Qualche
                          interrogativo cova anche sull' effettiva disponibilità, da parte dell' Ausl, di uomini e mezzi necessari per effettuare
                          prontamente i tamponi su tutti i soggettivi positivi ai test sierologici. «Chi risulta positivo agli anticorpi non è infatti
                          malato, ma deve mettersi in isolamento precauzionale, e dunque assentarsi dal lavoro», ha sottolineato il segretario
                          della Federazione regionali dei medici di medicina generale Fabio Vespa. «La rapidità nell' esecuzione dei tamponi
                          sarà l' elemento fondamentale». f.d.

                                                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019            Pagina 10
[ § 1 5 8 2 5 9 0 2 § ]

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                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                           Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Prima pagina Faenza Lugo

                          Prima pagina Faenza Lugo

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                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Modi di dire

                          'Ignorantezza', fra virtù e sfondoni

                                                                                                                            Beppe Sangiorgi

                          Secondo il comico Paolo Cevoli, il termine 'ignorantezza', non è un
                          attributo negativo di certi romagnoli, ma una 'virtù' che permette di
                          adattarsi alle situazioni prima di conoscerle. «L' ignorantezza - spiega - è
                          quella cosa per cui tu non hai ancora chiarito le idee, però cominci a
                          parlare». Per cui un romagnolo, che non sa ma è convinto di sapere, non
                          dirà mai: «Non lo so!», a costo di sfondoni mitici. Come avvenne un
                          giorno al Cardello di Casola, dove due anziani osservavano il mausoleo di
                          Alfredo Oriani sul quale campeggia il motto dello scrittore, che, fiero e
                          tutto di un pezzo, non la dava vinta ad alcuno: «Nulli cedit». «'Sa vól dì?»,
                          chiese uno dei due. E l' altro sicuro: «Ch' i-n daséva gnìt ad inciôn», non
                          davano niente a nessuno.

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                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Tutti in fila alla stazione ecologica
                          La struttura ha riaperto, ma le misure contro il coronavirus hanno allungato i tempi

                                                                                                                                     Antonio Veca

                          «Code di ore per conferire i rifiuti». Da giorni molti faentini, dopo lo stop
                          dettato dalle regole per contenere l' epidemia da coronavirus, sono
                          tornati a frequentare l' isola ecologica di Hera a Faenza, in via Righi.
                          Dovendo contingentare gli ingressi in base alle disposizioni di sicurezza i
                          tempi di attesa per le operazioni si sono allungati. Tanti hanno segnalato
                          le lunghe code di auto che si stanno formando. «Ieri - racconta uno dei
                          tanti in coda - ho deciso di usufruire dei servizi dell' isola ecologica. Mi
                          sono recato verso le 14.30, orario di apertura pomeridiana, e dopo trenta
                          minuti avevo percorso circa 50 metri. Dietro di me il serpentone di auto
                          svoltava in via Malpighi, per almeno 200 metri. Alla fine ho impiegato un'
                          ora e venti per buttare tre sacchi di plastica e tre di carta, pile toner e
                          componenti elettronici, ma almeno in questo modo ho lo sconto in
                          bolletta. C' è invece stato chi dopo essere stato in fila per ore si è visto
                          chiudere i cancelli e così quello che avevano in auto è finito nei
                          cassonetti dell' indifferenziata». «Preferiamo andare direttamente all'
                          isola ecologica - dice invece un residente del centro, in coda da oltre un' ora - perché in questo modo i rifiuti conferiti
                          vengono scalati direttamente dalla bolletta in base al peso mentre se si conferisce della carta dal domicilio il rifiuto
                          viene conteggiato una tantum». «La stazione ecologica di via Righi - fanno sapere da Hera - è aperta secondo la
                          normale operatività prevista; tuttavia permane l' esigenza di contingentare gli ingressi per evitare contatti e
                          assembramenti. Questa cautela, assieme alla considerevole affluenza generata dalla prolungata chiusura delle
                          scorse settimane, causa alcuni rallentamenti rispetto ai normali tempi di accesso e servizio della stazione ecologica.
                          Nei prossimi giorni, con lo smaltimento dei conferimenti arretrati, il flusso dovrebbe diminuire anche se, fino al
                          permanere degli obblighi legati all' emergenza sanitaria, è ipotizzabile che i tempi di attesa rimarranno comunque
                          maggiori rispetto al solito, così come avviene in tutti gli esercizi aperti al pubblico. «La stazione ecologica - spiega l'
                          assessore all' ambiente Antonio Bandini - é uno dei servizi particolarmente cari ai faentini. Dopo la chiusura per l'
                          emergenza sanitaria molti hanno ritenuto di recarsi a conferire direttamente i rifiuti e ovviamente il
                          contingentamento dovuto ai protocolli di sicurezza non permettono di far accedere più di tante persone per volta. La
                          riapertura dell' isola ecologica è sicuramente indispensabile per le aziende e le piccole ditte ma in questo momento i
                          faentini potrebbero ricominciare a usare

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                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          i soliti canali, compreso il ritiro a domicilio degli 'ingombranti' gratuitamente. Tanti però preferiscono conferire
                          direttamente all' isola perché ottengono uno sconto direttamente in bolletta». Ricordiamo che Hera offre
                          gratuitamente la raccolta a domicilio dei rifiuti ingombranti. Basta chiamare il servizio clienti al numero gratuito
                          800.999.500 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18. Gli orari dell' isola ecologica. Dal
                          lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 17. Sabato dalle 7.30 alle 16 e domenica dalle 9.30 alle 12.30.
                          Antonio Veca © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 14
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                                                                        Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Filmato di scienze per la Primaria

                          Video di scienze dal Ceas, il Centro di educazione alla sostenibilità della
                          Romagna Faentina. Il progetto è stato donato alle insegnanti per gli
                          studenti delle primarie. Il primo video, realizzato da Giampaolo Costa, s'
                          intitola 'Il peso dell' aria' ha una durata di circa 15 minuti ed è all' indirizzo
                          www.youtube.com/watch?v=Ebwe9M1V9o4&t=15s.

                                                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 15
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                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          'Cogli l' attimo' Un video racconta agli studenti la pandemia

                          'Cogli l' attimo', un video made in Faenza per spiegare agli studenti la
                          grande difficoltà di questi tempi. «Un modello di insegnamento
                          capovolto - dicono Antonella Prencipe e Marilena Benini- nel quale sono i
                          docenti a fare i compiti a casa per stimolare l' acquisizione di
                          competenze trasversali e facilitare l' apprendimento. Dai primi momenti
                          dell' emergenza siamo state in prima linea nella sperimentazione di
                          forme nuove di mediazione didattica, decidendo di fare un compito per i
                          nostri ragazzi». Il titolo del video è 'Panta rei' ed è un invito ad adottare
                          comportamenti responsabili e coltivare l' immaginazione dando sfogo
                          alla fantasia. Le due docenti hanno infatti progettato, illustrato, animato e
                          montato un video che, mentre ricapitola le regole fondamentali da
                          seguire per il distanziamento sociale e la prevenzione del contagio da
                          coronavirus, mette in scena la condizione di solitudine e disorientamento
                          in cui l' emergenza ci ha improvvisamente gettati, lasciandoci orfani di
                          abbracci e prossimità. «La paura e il senso di smarrimento - continuano
                          le insegnanti - lasciano, però, ben presto il posto alla dimensione inattesa dell' immaginazione, come in un quadro di
                          Chagall, i personaggi del video, animati dalla forza libera e creatrice del pensiero, fluttuano, si mandano baci a
                          distanza e, starnutendo, danno vita a una nuvola di mille farfalle che nascono dall' amore riscoperto in ognuno di noi
                          e che aggrediscono il virus fino a distruggerlo e farlo sparire nel nulla, mentre nello scenario di una rinata primavera,
                          la vita ricomincia a fluire e tutti possono finalmente tornare ad abbracciarsi. Panta rei è un invito agli studenti a non
                          lasciarsi sopraffare dall' angoscia e dalla confusione di questi giorni difficili, ma a continuare, ciascuno dal piccolo
                          orizzonte della propria casa, a coltivare l' immaginazione e la creatività, impegnandosi a comportarsi in modo
                          responsabile, nella consapevolezza che per sconfiggere la pandemia è necessario il contributo di tutti». Antonella
                          Prencipe ha ideato la storia, progettato lo storyboard, scelto le musiche e curato la regia mentre Marilena Benini ha
                          creato le illustrazioni. Le animazioni sono state, invece, realizzate da un ex alunno dello «Strocchi», Alberto Cavina,
                          che dopo essersi diplomato in grafica, si è specializzato nella creazione di video e cortometraggi di animazione e
                          stop motion. Il video è disponibile alla pagina facebook del Persolino-Strocchi e sulla piattaforma You Tube alla
                          pagina 'Ipsstrocchifaenza'. a. v.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019            Pagina 16
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                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Casola, rinviata al 2021 la Festa di Primavera
                          Il permanere dell' emergenza porta la Pro loco del paese ad annullare definitivamente l' edizione di quest' anno

                          Da due mesi gli abbozzi degli scheletri in legno dei tre carri allegorici di
                          Casola Valsenio stavano là, nello spazio del cantiere, a tener viva la
                          fiammella della possibilità di svolgere anche quest' anno la Festa di
                          Primavera. Ora questa fiammella è stata spenta con delusione e
                          dispiacere se si pensa che la sfilata dei carri non si è tenuta solo in
                          occasione delle due guerre mondiali. La decisione di rinviare la Festa al
                          2021 è stata presa all' unanimità nel corso di una riunione alla quale
                          hanno partecipato i rappresentanti della Pro Loco, del Comune e dell'
                          Associazione Carri appena costituita dai costruttori dei carri. «È stata una
                          decisione sofferta - afferma Bruno Boni, presidente della Pro Loco -
                          perché fino ad ora abbiamo sperato di poter far sfilare i carri anche
                          quest' anno. Confidavamo che si potesse aprire uno spiraglio su possibili
                          manifestazioni in estate, ma, di fronte alle incerte condizioni del paese,
                          non è più possibile continuare a rimandare un evento che per la sua
                          complessità organizzativa e burocratica va affrontato per tempo in
                          modo responsabile. Ringraziamo le società dei carri che, costituitesi in un' associazione di costruttori, testimoniano
                          quanto sia radicata, soprattutto tra i giovani, la tradizione dei carri allegorici casolani, unici nel loro genere di carri
                          «seri», di festa e di pensiero. Ciò conforta la convinzione che il prossimo anno la festa si svolgerà con un entusiasmo
                          rinnovato». Pur nella consapevolezza di una decisione obbligata, tra i più amareggiati troviamo lo scrittore Cristiano
                          Cavina, appassionato ideatore e costruttore dei carri. Il quale sta pensando a qualche iniziativa per non far passare l'
                          anno senza carri: «Penso, ad esempio, ad una sfilata virtuale con le immagini dei carri, proiettate sui muri».
                          Comunque il 2020 non passerà senza carri perché a giorni è prevista l' uscita del libro «I carri del Duemila» di Dino
                          Dardi e Beppe Sangiorgi con prefazione di Cristiano Cavina ed introduzione di Franco Tozzi che ha promosso la
                          pubblicazione. Un libro che, facendo seguito al volume «I carri allegorici di Casola Valsenio. Storie del XX secolo» del
                          2015, illustra i carri e il loro mondo dal 2000 allo scorso anno.

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                                                                        Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Anche i Centri sociali vogliono la 'Fase 2'
                          Realtà fondamentali, ma non si sa come e quando potranno riaprire. E pesano anche le preoccupazioni economiche

                          «Nessuno ne parla ma sembra che si siano dimenticati di noi che
                          svolgiamo un importante compito sociale». A lanciare il campanello d'
                          allarme sono i responsabili di centri sociali e circoli privati che da marzo
                          hanno dovuto fermato le attività a causa delle restrizioni per il
                          coronavirus. Se nella Fase 2 sono ripartite diverse attività commerciali,
                          quelle che comportano maggiore aggregazione la ripartenza è stata
                          posticipata, probabilmente a giugno. «Comprendiamo che la situazione
                          sanitaria sia fondamentale però siamo seriamente preoccupati anche
                          per il nostro futuro» dice Ivo Garavini presidente della Riunione cattolica
                          Torricelli, circa 350 soci nella Casa del Popolo di via Castellani, che si
                          occupa di tantissime iniziative molte delle quali benefiche. «Nessuno ci
                          sa più dire se e quando si aprirà. La nostra, come quella di altri, è una
                          funzione sociale importante per tanti pensionati che vengono per
                          riposarsi, rilassarsi e stare in compagnia, magari dopo aver svolto i
                          compiti da nonno. In questo momento, dove l' isolamento sociale è
                          richiesto per la salute di tutti, però c' è il rischio che al contempo le misure diano un grave contraccolpo psicologico.
                          Gli anziani non possono più andare nei rioni, nei centri sociali e nei circoli soffrendo moltissimo la solitudine». A
                          Faenza i luoghi di aggregazione sono tanti, almeno una quarantina, frequentati non solo da anziani che in quei luoghi
                          ritrovano momenti di aggregazione e svago. Oltre ai cinque rioni e i circoli Anspi all' interno delle parrocchie ci sono
                          poi i grandi centro sociali come quello del Borgo che conta oltre mille iscritti, il circolo Laderchi, il circolo Pertini,
                          quelli nelle sedi dei quartieri e poi, ad esempio il circolo Europa, il circolo cittadino, I Fiori, il Dlf e tanti altri. Luoghi di
                          aggregazione che però proprio per la loro specifica finalità, quella di aggregare, portano in sé il germe del problema in
                          un momento così delicato. Ciò non toglie che i gestori siano preoccupati. «Vorremmo lanciare un sasso nello stagno
                          - continua Garavini - anche perché sul fronte economico c' è un problema non da poco. La gran parte dei circoli sono
                          in locazione e, non potendo riscuotere le quote sociali, non possiamo pagare gli affitti, le utenze oltre che eventuali
                          manutenzioni agli immobili stessi». «Mi rendo conto che in questo momento - spiega invece Dante Ranzi, presidente
                          del centro sociale più frequentato della città, il Centro sociale Borgo di via Saviotti - non possiamo svolgere tante
                          attività che vengono meno alle regole sulla distanza di sicurezza interpersonale però vorremmo capire cosa
                          possiamo

                                                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019                 Pagina 18
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                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          fare e cosa no (conta una trentina di corsi l' anno, ndr). Ad esempio sicuramente non i balli di gruppo e il gioco delle
                          bocce, anche se tanti ci chiamano per sapere quando potranno ricominciare. Al Centro abbiamo fatto alcune prove
                          per capire se ad esempio si potrebbero rimettere in piedi le attività che possono svolgersi all' aria aperta. Mi sono
                          consultato con l' amministrazione e ci è stato detto che corsi di ginnastica dolce, pilates e altre attività possono
                          essere fatte nel parco. Anche noi abbiamo un grave problema economico soprattutto legato alla realizzazione dell'
                          ultima sala appena terminata poco prima l' inizio dell' emergenza sanitaria». Antonio Veca.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 19
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                                                                 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Sport e intolleranza, Malagò scrive a Grillini
                          La replica del presidente del Coni all' esponente di Italia Viva, autore di una lettera nei giorni scorsi

                          E' arrivata fino alla scrivania del presidente del Coni Giovanni Malagò la
                          lettera che Alessio Grillini, componente di Italia Viva Faenza, ha inviato
                          nei giorni scorsi alle autorità regionali e nazionali, per puntare l'
                          attenzione su quanto sia imprescindibile per la salute l' attività fisica - in
                          particolare quando ci si ritrova a convivere con una pandemia quale
                          quella dovuta al Covid-19, più pericoloso proprio per le persone con
                          patologie - e su quanto gli sportivi negli ultimi tre mesi siano stati oggetto
                          di una sciagurata caccia all' untore. Considerazioni che non hanno
                          lasciato indifferente Malagò, che in una lettera ha ringraziato Grillini «per
                          lo spirito propositivo e costruttivo fornito in questo difficile momento.
                          Naturalmente», prosegue Malagò, «non posso che condividere le sue
                          parole sulla straordinaria valenza sociale e formativa dello sport e sull'
                          accezione positiva che la pratica sportiva ha sempre avuto e deve
                          continuare ad avere nel nostro contesto sociale, proprio per gli effetti
                          positivi e benefici che è in grado di apportare a tutti i livelli. A tale
                          proposito, desidero evidenziarle come il Coni abbia instaurato un serrato, costruttivo e propositivo dialogo con l'
                          autorità di governo competente in materia di sport, adoperandosi per fare in modo che la ripresa degli allenamenti e
                          delle attività sportive possa avvenire tenendo conto della specificità e della natura di ogni singola disciplina». Grillini
                          stesso è un accanito appassionato di sport, in particolare di triathlon e corse sulle lunga distanza, che negli anni lo
                          hanno visto impegnarsi in gare quali ironman, maratone e ultramaratone (non ultima la «100 km del Passatore»). Nel
                          suo intervento, una sorta di lettera aperta, aveva sottolineato l' importanza di far notare agli italiani «che lo sport è un
                          valore, una risorsa, qualcosa di fondamentale per un bambino come per un anziano, per un atleta come per un
                          praticante qualsiasi. Bisogna dirlo, ed attivare campagne di comunicazione adatte. Lo sport fa bene, e nessuno deve
                          accanirsi ed imprecare contro chi si abbraccia questi valori. Dobbiamo combattere il Covid ma anche l' intolleranza
                          che si è creata». L' intervento del Coni, conclude Malagò, «è intimamente connesso al ruolo che l' ente riveste nell'
                          ambito dell' ordinamento sportivo nazionale e a motivi di carattere tecnico-sportivo, prescindendo da qualsiasi
                          implicazione di carattere politico. Al riparo da qualsiasi valutazione di ordine e colore politico, che non mi compete e
                          da cui desidero rimanere estraneo, ritengo che la ripresa delle attività sportive debba avvenire nel doveroso rispetto
                          delle precauzioni e delle misure imposte da questa straordinaria emergenza sanitari». f.d.

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                                                           Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          «In quarantena i positivi all'esame» E qualcuno ci sta ripensando
                          Molti cittadini spaventati dai tempi per il tampone di controllo in caso di presenza di anticorpi L'Ausl rassicura: «In
                          grado di fornire l'esito in 24 ore»

                          RAVENNA La Regione ha sbloccato le procedure per l' effettuazione dei test
                          sierologici sui privati cittadini. La svolta è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri
                          con la presentazione della delibera. Chi effettuerà il test dovrà seguire un
                          percorso che impone, tra le altre cose, la quarantena per coloro che risultino
                          positivi. Per loro infatti si renderà necessario un tampone di verifica. La
                          precauzione voluta dalla Regione eviterà che eventuali asintomatici possano
                          diffondere il contagio. Dal "voglio il test" al dietrofront L' ipotesi di una
                          quarantena sta però disincentivando molti dico loro che nei giorni precedenti si
                          sono attivati per sottoporsi all' analisi. Le persone chiedono tempi certi per l'
                          eventuale tampone. «A queste condizioni non so se procederò con l' esame-
                          racconta Giorgio (nome di fantasia, ndr). Io sono in cerca degli anticorpi nel mio
                          sangue-dice-e non di un' altra quarantena che chissà quando potrebbe
                          prolungarsi. Mi chiedo chi potrà garantire che il tampone sarà effettuato in
                          tempi ragionevoli. A queste condizioni, pur avendo già in mano la ricetta, non so
                          che fare, potrei anche rinunciare all' esame. La procedura corretta sarebbe fare
                          il test sierologico e in caso di positività effettuare immediatamente il tampone,
                          magari nello stesso ambulatorio. In questo modo si accorcerebbero i tempi». Giacomo è della stessa idea: «Mi stavo
                          attivando col medico curante per fare il sierologico - dice - ma a queste condizioni sono in difficoltà. Sono appena
                          tornato al lavoro e non posso rischiare una nuova quarantena. Dovrebbero creare un percorso certo». Le
                          rassicurazioni sui tempi A rassicurare sulla rapidità del l' effettuazione dei tamponi è la direttrice del Dipartimento di
                          Salute pubblica dell' Ausl Romagna, Raffaella Angelini: «Alle condizioni attuali siamo in grado di effettuare il tampone
                          nel giorno stesso in cui riceviamo la segnalazione e nell' arco di 24 ore arriverà il risultato». La direttrice aggiunge che
                          i test sierologici possono rappresentare un' arma in più nella lotta per arginare il covid-19, ma a differenza del
                          tampone non sono uno strumento diagnostico: «Gli esami sierologici sono molto utili per le indagini epidemiologiche
                          e l' Ausl da tempo effettua un testing, a intervalli regolari, sui propri dipendenti. Torno però a fare una
                          raccomandazione. Siamo infatti preoccupati del fatto che coloro che risultino positivi al test sierologico si possano
                          considerare immuni. Questa è una falsa convinzione. La medicina non sa quanto siano efficaci questi anticorpi ed
                          eventualmente per quanto tempo. Tutti dobbiamo quindi proseguire nel rispetto delle regole per evitare i contagi,
                          nessuno escluso». Molte aziende hanno iniziato Come anticipato nei giorni scorsi dal Corriere Romagna, il centro
                          Fisios di Ravenna ha avviato i prelievi per gli esami sierologici per conto dell' ambulatorio centrale autorizzato Synlab
                          Med di Faenza. «Molte aziende hanno scelto di effettuare test a tappeto per i loro lavoratori e da questa mattina (ieri
                          per chi legge ndr) siamo operativi

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 21
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                          martedì 12 maggio 2020

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                                                                      Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          - commenta Luciano Ferretti, titolare del laboratorio -. Nel caso un lavoratore risulti positivo andrà in isolamento e
                          scatteranno le procedure previste. Questi test risultano decisivi per individuare eventuali a sintomatici». Test
                          quantitativi e qualitativi I test sierologici sono di due tipi: qualitativi e quantitativi. I primi verificano se la persona ha
                          prodotto anticorpi e quindi è entrata in contatto con il virus, i secondi individuano le quantità di anticorpi prodotti.
                          «Eseguiamo i test di tipo qualitativo che individuano le immunoglobuline IgM e le IgG presenti nel sangue - spiega
                          Ferretti -. Se una persona risulta positiva alle IgG significa che ha avuto un contatto con il virus. Se un individuo è
                          positivo alle Igm significa che il virus è attivo. I test rappresentano un'opportunità di sorveglianza della popolazione e
                          sono utili per prevenire contagi». Ferretti sottolinea però l'attuale difficoltà a trovare reagenti di secondo livello,
                          necessari per le indagini quantitative: «Per questi tipi di test saremo pronti tra 8-10 giorni conclude Ferretti perché al
                          momento non abbiamo i reagenti. Siamo in attesa della fornitura».

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 22
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                                                           Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                    Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          In arrivo anche il bonus per bici e monopattini

                          Novità dal dl rilancio potranno esserci anche sul fronte della mobilità. Per chi
                          risiede nelle città metropolitane e nei Comuni con popolazione superiore a 50
                          mila abitanti potrebbe infatti arrivare un buono di importo pari al 70% della spesa
                          sostenuta (e comunque in misura non superiore a euro 500) per acquisti, fino al
                          31 dicembre 2020, di biciclette, anche a pedalata assistita, di veicoli per la
                          mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (come segway,
                          hoverboard, monopattini e monowheel) o per l' uso dei servizi di mobilità
                          condivisa a uso individuale tranne per le auto. In Romagna, stando al numero
                          degli abitanti, ad usufruire di questa agevolazione sarebbero i residenti di Rimini,
                          Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza e Imola.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 23
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                                                            Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                      Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          Gruppo Hera: oltre 2 miliardi di euro distribuiti agli stakeholder del territorio
                          Al centro del Bilancio di Sostenibilità 2019 i territori serviti e la creazione di valore condiviso: circa 400 milioni di euro
                          distribuiti in Romagna

                          Contiene i numeri delle responsabilità economica, sociale e ambientale, con un
                          focus sugli impegni presi, i risultati conseguiti e le prospettive future: è il bilancio
                          di sostenibilità 2019, che il Gruppo Hera ha appena pubblicato anche online all'
                          indirizzo http://bs.gruppohera.it. Una responsabilità che quest' anno si connota
                          ancor di più di nuovi significati, perché il documento è stato redatto in un
                          momento molto particolare, nel corso dell' emergenza sanitaria nazionale, che
                          ha visto l' azienda impegnarsi al massimo per continuare a garantire la
                          continuità dei servizi e la tutela di dipendenti, clienti e stakeholder.
                          Fondamentale si conferma la creazione di' valore condiviso', cioè la capacità
                          della multiutility di rispondere ai bisogni del territorio e alle sfide per il
                          cambiamento nella direzione della sostenibilità. E per farlo si è quantificato il
                          margine operativo lordo derivante dalle attività del Gruppo che rispondono alle
                          priorità fissate dall' Agenda Onu. Nel 2019 il margine operativo lordo "a valore
                          condiviso" è stato di 422,5 milioni di euro, in crescita del 13% rispetto all' anno
                          precedente e pari al 39% del totale, percentuale in linea con i target del piano
                          industriale che lo traguardano al 42% nel 2023. Un impegno importante, che
                          nasce dalla convinzione che le aziende del futuro siano quelle che usano la forza del business per contribuire a
                          rigenerare l' ecosistema e l' ambiente, e al tempo stesso mettono in atto le azioni che consentono di costruire un
                          sistema resiliente al contesto esterno. Il valore economico complessivamente distribuito sul territorio servito a
                          lavoratori, azionisti, fornitori, pubblica amministrazione e comunità locale, è salito a 2.131 milioni di euro. Di questi,
                          quasi 400 sono stati distribuiti in Romagna, di cui oltre 210 ai fornitori locali, creando un indotto occupazionale pari a
                          1.870 posti di lavoro. Sul tema inclusione sociale, è sempre al ta l' attenzione di Hera nei confronti di chi ha più
                          bisogno: nel 2019 sono state 24 mila le famiglie romagnole aiutate grazie alla rateizzazione delle bollette, per un
                          valore complessivo di oltre 26,4 milioni di euro. Queste le attività, territorio per territorio, più significative dal punto di
                          vista della sostenibilità portate avanti in Romagna. FORLÌ-CESENA Sul fronte del risparmio energetico, importanti le
                          partnership con aziende locali per la realizzazione di impianti di cogenerazione: quattro di tipo industriale e uno di
                          tipo civile, che hanno generato un risparmio di energia pari ai consumi di 1.400 famiglie. Notevoli anche i benefici
                          ambientali relativi al teleriscaldamento: l' energia prodotta dalla centrale di trigenerazione accanto

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 24
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                          martedì 12 maggio 2020

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                                                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          al Campus di Forlì e dalle centrali di cogenerazione all' Ippodromo e al Bufalini di Cesena soddisfa il fabbisogno
                          energetico di circa 10 mila unità abitative equivalenti. Nell' ambito dell' innovazione, nel 2019 è stato sottoscritto l'
                          accordo ventennale fra il Comune di Forlì ed Acantho, società di telecomunicazioni e digital company del Gruppo
                          Hera, per lo sviluppo dei servizi di connettività a banda ultra larga che prevede la connessione di alcuni edifici
                          scolastici e nuovi punti in fibra ottica. Nell' ottica del recupero e della lotta allo spreco, è stata inaugurata a Cesena l'
                          Area del Riuso all' interno della stazione ecologica di via Romea; inoltre grazie all' iniziativa FarmacoAmico sono stati
                          raccolti in 12 farmacie di Cesena e poi riutilizzati farmaci non scaduti per un valore di circa 20 mila euro.
                          RIMINIProcedono a Rimini i lavori per il Piano di Salvaguardia della Balneazione (PSBO) che, grazie a investimenti
                          per oltre 150 milioni di euro, è la più grande ope ra di risanamento fognario in Italia, segnalata dall' ONU per la sua
                          importanza nella salvaguardia degli ambienti marini. A Piazzale Kennedy, in particolare, si stanno ultimando i lavori
                          della Vasca Ausa che, oltre a preservare la qualità delle acque e a garantire il presidio idraulico, è un esempio di
                          economia circolare: 20 mila metri cubi di sabbia proveniente dal cantiere, infatti, sono stati riutilizzati per il
                          ripascimento delle spiagge a beneficio della riviera. Sempre riguardo all' economia circolare, grazie anche alle
                          competenze di Aliplast - società del Gruppo Hera leader nel riciclo della plastica - per la prima volta in Italia sono
                          state realizzate tubazioni in plastica riciclata al 70%, utilizzate anche per una porzione di rete fognaria a Bellaria-Igea
                          Marina. Per promuovere i comportamenti virtuosi dei cittadini, è stata avviata da Hera a Rimini l' iniziativa 'Più alberi
                          in città', che prevede la piantumazione di 100 alberi nel Parco Marecchia, grazie alla donazione di un albero ogni 50
                          nuovi utenti domestici che portano i rifiuti alle stazioni ecologiche. Infine è partita sul territorio provinciale riminese la
                          campagna 'Sei di coccio', svolta in collaborazione con il CoReVe e Anci per sensibilizzare gli oltre 4mila esercenti
                          della costa alla corretta separazione del vetro. RAVENNANell' ambito dell' efficienza energetica della pubblica
                          illuminazione portata avanti da Hera Luce, società del gruppo Hera e frai primi gestori in Italia, sono due i progetti
                          significativi messi in campo in Romagna. Il primo a Cervia, dove grazie alla sostituzione di quasi 12 mila punti luce
                          con lampade a LED di ultima generazione si avrà un risparmio energetico del 76%, pari alla mancata emissione in
                          atmosfera di oltre 1.600 tonnellate di CO2. Il secondo a Lugo, dove grazie alla sostituzione di quasi 8.400 punti luce,
                          si raggiungerà un risparmio di energia del 66%, evitando la produzione di Sostenibilità e creazione di valore condiviso
                          rappresentano leve fondamentali della strategia aziendale: per questo sono numerose le attività messe in campo dal

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 25
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                                                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          Gruppo Hera anche quest' anno, per tutelare e sostenere tutti i propri stakeholder: dalle misure per assicurare la
                          salute e sicurezza dei propri lavoratori alle agevolazioni per i clienti - famiglie e imprese - nel pagamento delle
                          bollette, fino alla sospensione delle interruzioni per morosità. Senza considerare che la piena continuità dei servizi
                          erogati dalla multiutility ha consentito di garantire un sostegno concreto e stabile a tutto l' indotto. Infine, per far
                          sentire la propria vicinanza alle realtà più direttamente impegnate in prima linea nella gestione della crisi e dei suoi
                          effetti sociali, Hera ha attivato diverse iniziative di raccolta fondi e donazioni, coinvolgendo anche lavoratori e clienti.
                          Per maggiori dettagli www.gruppohera.it/covid19 1.000 tonnellate di CO2. Importanti le partnership con aziende del
                          territorio per la realizzazione di impianti di cogenerazione: due di tipo industriale e uno di tipo civile che hanno
                          generato un risparmio di energia pari ai consumi di 876 famiglie. Nell' ottica del recupero e lotta allo spreco, anche
                          nel ravennate è stata inaugurata un' Area del Riuso nella stazione ecologica di Ravenna Nord; inoltre grazie all'
                          iniziativa FarmacoAmico nelle 33 farmacie di 3 Comuni (Ravenna, Cervia e Faenza) sono stati raccolti e riutilizzati
                          farmaci non scaduti per un valore di circa 172 mila euro.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 26
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                                                            Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          FASE DUE

                          Ripartono le attività fisiche di gruppo da svolgere all' aperto
                          Domenica yoga al parco Bucci: tante le palestre che si stanno organizzando per tornare con queste modalità

                                                                                                                                  MICHELE DONATI

                          FAENZA Le attività di gruppo di palestre e realtà analoghe riprendono all' aperto
                          e così domenica si è svolta la prima lezione di yoga al parco Bucci: sei
                          partecipanti e un' istruttrice, Melissa Ceroni di Studio Yoga, a due metri di
                          distanza l' uno dall' altro in una zona delimitata da nastro bianco e rosso. «La
                          scorsa settimana - spiega Ceroni - ho scritto al sindaco Giovanni Malpezzi per
                          avere il permesso. La risposta positiva è arrivata venerdì pomeriggio,
                          naturalmente con la raccomandazione di mettere in atto tutte le misure di
                          sicurezza necessarie». DOPO DUE MESI DI STOP Le lezioni di yoga al parco
                          Bucci ripartono al ritmo di sei appuntamenti alla settimana, quattro al mattino,
                          con ginnastica posturale il martedì e il giovedì e due stili di yoga il sabato, e due
                          al pomeriggio, sabato e domenica, con lo yoga dinamico: «Intanto prosegue
                          Ceroni van - no avanti anche le sedute online aperte durante questi due mesi di
                          stop, alle 18.30 e alle 19.50». Lo yoga è un'antica disciplina ormai largamente
                          praticata, «un aiuto prezioso sottolinea ancora Ceroni in periodi di forte stress
                          come quello che stiamo vivendo: oltre ai benefici fisici lo yoga sviluppa la
                          consapevolezza, regola il respiro, lascia andare le tensioni. Anche il contatto
                          con la natura è rigenerante, e tutti questi elementi portano di conseguenza anche ad un miglioramento del sistema
                          immunitario». Se il presente delle palestre è nel verde dei parchi, restano tuttavia da sciogliere i dubbi riguardanti la
                          ripresa delle attività di gruppo al chiuso: «Al momento conclude Ceroni stia - mo pensando ad un piano estivo da
                          svolgere all'aria aperta per poi tornare in sede a settembre nella massima sicurezza». NIENTE BANDIERE Il territorio
                          di Faenza è, insieme a Forlì, quello dove la modalità delle palestre all'aperto è stata adottata con maggiore celerità,
                          anche grazie alla collaborazione politicamente trasversale messa in campo tra il primo cittadino e i consiglieri
                          regionali Andrea Liverani della Lega e Manuela Rontini del Pd: sono infatti numerose le realtà che in questi giorni si
                          stanno organizzando per ripartire nel rispetto dei protocolli di sicurezza. «Non posso che ringraziare i primi cittadini di
                          Faenza e Forlì che hanno autorizzato la possibilità per le palestre di riprendere la loro attività all' aperto - commenta
                          in proposito Liverani - poiché hanno dimostrato di essere dei buoni amministratori che guardano al bene dei loro
                          cittadini e non alle bandiere ideologiche dei loro partiti di appartenenza». Secondo il consigliere regionale della Lega
                          le modalità individuate per la "fase 2" delle palestre potrebbero fare da apripista anche per altri tipi di iniziative: «Poter
                          riprendere l' attività fisica

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 27
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                          martedì 12 maggio 2020

                                                          Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                    Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          seppure in maniera controllata e sicura - conclude Liverani - rappresenta il ritorno alla normalità dei cittadini e le
                          palestre a cielo aperto possono fungere come banco di prova per altri progetti quali il cinema e la didattica all'
                          aperto».

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019           Pagina 28
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                          martedì 12 maggio 2020
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                                                             Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                       Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          Lions, mascherine e visiere protettive a medici e pediatri
                          Iniziativa del Lions Club Faenza Host. Consegnati dispositivi anche alle assistenti domiciliari

                          FAENZA Il Lions Club Faenza Host, in questo momento di sofferenza e
                          necessità generale, ha consegnato 1.500 mascherine chirurgiche e 50 visiere
                          protettive ai medici ed ai pediatri di base della città di Faenza, dispositivi
                          indispensabili per preservarli dal contagio. Altre 50 visiere sono state
                          consegnate al Comune di Faenza che, valutate le esigenze più urgenti ed
                          impellenti, le ha in seguito distribuite alle assistenti domiciliari che tutti i giorni si
                          recano nelle abitazioni di anziani e disabili per aiutarli nelle loro necessità
                          quotidiane. Il Club, sempre nell' ottica del "we serve", concetto fondamentale
                          del lionismo, che per i soci significa mettere a disposizione le proprie
                          esperienze, capacità, professionalità, tempo e denaro, ha contribuito al
                          versamento di un contributo alla propria Fondazione per sostenere le esigenze
                          in ambito mondiale. Unendosi agli altri club Lions della Romagna, il Faenza Host
                          ha contribuito alla donazione di 1.100 mascherine FFp3, 200 visiere facciali,
                          2.000 mascherine chirurgiche e un videolaringoscopio, dispositivi che sono stati
                          consegnati ai presidi ospedalieri di Ravenna, di Lugo e di Faenza. «Ancora una
                          volta, i Lions Club dimostrano la propensione al servizio da parte di uomini e
                          donne -viene sottolineato - che, quotidianamente, sono impegnati a favore della propria comunità con generosità e
                          senza vantaggio personale».

                                                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 29
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                                                           Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                    Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          Nella notte rubano la cassetta delle offerte al parco Bucci
                          I gestori dell'area verde: «Avevamo voluto fidarci ma viviamo in una società sbagliata»

                          FAENZA Brutto gesto nella notte tra domenica e lunedì al parco Bucci.
                          Qualcuno si è introdotto abusivamente e dalla casetta del punto informativo ha
                          asportato la cassetta in legno con le offerte: «Ci saranno stati al massimo 20o
                          30 euro - afferma Elena Dal Pane della "Piccola oasi Lilly e i vagabondi" che
                          gestisce il parco -. Ci dispiace molto per coloro che avevano lasciato un
                          contributo. Avevamo voluto fidarci ma viviamo in una società sbagliata. La
                          cassetta la rimetteremo vuotandola tutte le sere». Chi vuole fare un' offerta può
                          utilizzare anche Satispay, fare un bonifico oppure indirizzare il 5X1000 (codice
                          fiscale 90031810394). Modalità sulla pagina facebook. «In questi giorni con la
                          riapertura dei parchi - continua la responsabile - abbiamo avuto un notevole
                          flusso. Vorrei sensibilizzare al rispetto delle norme anti Covid 19. C' è chi non le
                          rispetta, abbiamo dovuto richiamare persone intente a fare pic nic, oppure
                          ragazzi che nascondevano la palla per entrare e poi giocare dentro il parco».

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 30
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                          martedì 12 maggio 2020
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                                                           Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                    Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          LA STORIA DEL BRACCIANTE FRANCESCO MAGGI

                          Sfidò i tedeschi a bere mentre nel fienile c' erano i partigiani
                          La sua figura emerge a oltre settant' anni di distanza Il racconto della figlia oggi 81enne e della pronipote

                          FAENZA A oltre settant' anni di distanza emergono ancora sorprendenti storie
                          della seconda guerra mondiale. E' il caso di Francesco Maggi, un faentino
                          scomparso nel 1952 che, sfidando i tedeschi in memorabili bevute, salvò la vita
                          a diversi partigiani. Fu grazie alla sua eccezionale tenuta nel tracannare
                          bicchieri di vino, ma anche per la sua stravaganza e per la dialettica in lingua
                          tedesca, che riuscì a trasformare tremendi rastrellamenti in una sorta di raduni
                          d' osteria. Mentre i partigiani erano nascosti a pochi metri. Francesco Maggi era
                          il bisnonno di Erika Maggi, già dama del rione Verde, e di lui è ancora in vita la
                          figlia Silvana, oggi 81enne, dalla quale provengono questi ricordi. ORFANO,
                          LAVORÒ IN GERMANIA «Francesco fu lasciato nella ruota degli orfanelli -
                          racconta Erika - e perfino la data di nascita del 26 maggio 1886 a Bagno di
                          Romagna è presunta. Gli fu dato il cognome Maggi, ricavandolo dal mese in cui
                          fu trovato». Si fece grande in orfanotrofio, non fu mai adottato e quando ne uscì
                          fu per andare a lavorare in Germania, dove imparò bene la lingua. Tornò in Italia
                          ormai adulto e si stabilì a Faenza dove andò a lavorare per la ditta Albonetti,
                          portando il carbone e la legna nelle case dei clienti. LA CASA E LA FAMIGLIA
                          Con i soldi guadagnati riuscì a comprare una casa sulle mura per 7mila lire e la diede in affitto alla famiglia Morelli.
                          Purtroppo il padre di questa famiglia morì d' infarto a soli 43 anni, lasciando sola una madre con 4 figli, Pasqua Oriani
                          (cugina di Alfredo Oriani di Casola Valsenio). Francesco allora si offrì di occuparsi di lei e poco dopo le chiese di
                          sposarlo. Nel 1939 nacque Silvana. IL VIZIO DI BERE Francesco faceva il bracciante agricolo presso i Vespignani,
                          agricoltori di San Pier Laguna, con i quali era imparentato tramite una delle figlie acquisite dal matrimonio. Cominciò
                          a bere ma questo non gli impediva di lavorare. Spesso tornava ubriaco dalla campagna e fu anche recuperato in un
                          fosso con la bicicletta. «Quando mi portava con lui - rivela la figlia - mia madre lo sgridava: "prima o poi me l'
                          ammazzi", diceva. E lo picchiava pure: era lei che comandava in casa, lui era molto remissivo. Me le dava tutte
                          vinte». Il vizio di bere lo portava a visitare tutte le osterie di Faenza, dove era molto conosciuto, anche per le sue
                          stravaganze: «Aveva costruito un passeggino con una cassetta di legno alla quale aveva messo le ruote, la gente
                          rideva nel vedere la scena con la moglie a distanza perché si vergognava».

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 31
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                          martedì 12 maggio 2020

                                                           Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                    Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          BUON VINO PER I TEDESCHI Dopo poco arrivò la guerra e i Vespignani di San Pier Laguna avevano fatto un buco
                          sottoterra nel fienile dove trovavano rifugio i partigiani. In quella cavità c' era sempre qualche ricercato e come si
                          presentavano i tedeschi a parlare era sempre lui, Francesco Maggi, che accorreva dai campi. Lo chiamavano Franz.
                          «Venite in casa - diceva - sedetevi», e tirava fuori delle bottiglie di buon vino, poi iniziava a divagare in tedesco. «Non
                          si sa cosa dicesse - racconta la figlia -fatto sta che partiva una sfida a colpi di bicchieri pieni, dopo un po' ridevano
                          tutti a crepapelle. Lui il vino lo reggeva meglio dei tedeschi che, presi dall' euforia, se ne andavano barcollando senza
                          controllare. Ormai in quella casa passavano solo per bere e sfidare Franz». Lo stratagemma "alcolico" salvò così la
                          vita a numerosi partigiani nascosti nel fienile. Negli ultimi anni di vita Francesco Maggi lavorò alla mensa dei
                          Salesiani, servendo a tavola e lavando i piatti. Morì il 17 giugno 1952. Silvana aveva 13 anni.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 32
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