Unione della Romagna Faentina - martedì, 12 maggio 2020 - Unione Romagna Faentina
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Unione della Romagna Faentina
martedì, 12 maggio 2020
Prime Pagine
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna 4
Prima pagina del 12/05/2020
12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) 5
Prima pagina del 12/05/2020
12/05/2020 Il Sole 24 Ore 6
Prima pagina del 12/05/2020
12/05/2020 Italia Oggi 7
Prima pagina del 12/05/2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 32 8
Non solo al Synlab di Faenza Il test si potrà fare anche a Ravenna
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 33 10
Il costo andrà dai 25 ai 50 euro Servirà la ricetta
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43 11
Prima pagina Faenza Lugo
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43 Beppe Sangiorgi 12
'Ignorantezza', fra virtù e sfondoni
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 Antonio Veca 13
Tutti in fila alla stazione ecologica
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 15
Filmato di scienze per la Primaria
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 16
'Cogli l' attimo' Un video racconta agli studenti la pandemia
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 17
Casola, rinviata al 2021 la Festa di Primavera
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45 18
Anche i Centri sociali vogliono la 'Fase 2'
12/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45 20
Sport e intolleranza, Malagò scrive a Grillini
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 2 21
«In quarantena i positivi all'esame» E qualcuno ci sta ripensando
12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 24 23
In arrivo anche il bonus per bici e monopattini
12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 28 24
Gruppo Hera: oltre 2 miliardi di euro distribuiti agli stakeholder del territorio
12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 37 MICHELE DONATI 27
Ripartono le attività fisiche di gruppo da svolgere all' aperto12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 37 29 Lions, mascherine e visiere protettive a medici e pediatri 12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 37 30 Nella notte rubano la cassetta delle offerte al parco Bucci 12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 38 31 Sfidò i tedeschi a bere mentre nel fienile c' erano i partigiani 12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 38 33 Riolo, una radio web per creare laboratori culturali e creativi 12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 38 34 Presentazione online del libro "Soppressioni napoleoniche a Faenza" 12/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 46 35 Pochi laboratori per i test Pubblica Amministrazione ed Enti Locali 12/05/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 2 Marco MobiliGianni Trovati 36 Stop all' Imu di giugno per alberghi e spiagge Platea allargata per il 730 12/05/2020 Italia Oggi Pagina 31 PAGINA A CURA DI FRANCESCO CERISANO 38 Enti, salva conti e sblocca debiti Fondo da 3,5 mld per le perdite, 12 mld per i pagamenti
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martedì 12 maggio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna
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martedì 12 maggio 2020
Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
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martedì 12 maggio 2020
Il Sole 24 Ore
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martedì 12 maggio 2020
Italia Oggi
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martedì 12 maggio 2020
Pagina 32
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Non solo al Synlab di Faenza Il test si potrà fare anche a Ravenna
Alla lista dei laboratori autorizzati dalla Regione, si aggiunge il poliambulatorio Saba I cittadini potranno chiedere al
proprio medico di base di essere sottoposti al 'sierologico'
Sarà una caccia agli anticorpi mai vista prima quella che prenderà il via in
Emilia Romagna a partire da oggi. I cittadini potranno infatti chiedere al
proprio medico di base di essere sottoposti al test sierologico per
valutare la presenza nel sangue degli anticorpi che l' organismo sviluppa
per contrastare il coronavirus: le immunoglobuline di tipo Igg e Igm,
differenti perché sviluppate in periodi diversi di esposizione al virus. Nel
nostro territorio i test saranno effettuati dal laboratorio Synlab di Faenza
e anche al poliambulatorio Saba di Ravenna. Chi potrà essere sottoposto
al test? Sarà il medico di base a vagliare telefonicamente le richieste.
«Potrà farne richiesta chi abbia motivo di credere di essere entrato in
contatto con il coronavirus», ha specificato l' assessore regionale alla
Sanità Raffaele Donini. «Ad esempio chi vive in un condominio dove
risiede una persona infetta». Il medico di base rilascerà via mail una
cosiddetta «ricetta bianca» al paziente, che la presenterà al laboratorio al
momento del test. Ne esistono di due tipi: «quello rapido, o pungidito, che
certifica la presenza degli anticorpi, e quello quantitativo, che consiste in un prelievo venoso utile a valutare la loro
effettiva mole nel sangue del paziente», ha proseguito Donini. Una volta ottenuto il risultato del test, toccherà al
direttore sanitario del laboratorio comunicare l' eventuale positività agli anticorpi al paziente - che si deve porre in
autoisolamento precauzionale - e all' Ausl (tramite una piattaforma informatica). «A quel punto la questione è in
carico alla sanità pubblica: sarà l' Ausl ad andare dai pazienti risultati positivi agli anticorpi per effettuare i tamponi».
La positività agli anticorpi, è bene precisarlo, non significa infatti che si sia positivi anche al Covid-19. Il coronavirus
potrebbe infatti avere già abbandonato l' organismo senza essere mai sfociato in Covid (il che non significa che si
sia immuni): l' unico modo per certificare la presenza del virus è il tampone nasofaringeo. Un responso negativo al
test sierologico non certifica l' assenza del virus: il contagio potrebbe già infatti aver avuto luogo, ma nel caso sia
avvenuto da pochi giorni l' organismo può non avere ancora prodotto gli anticorpi. Per questo, ha specificato Donini,
«sarebbe inutile rivolgersi al medico qualora si sia avuto recentissimamente un contatto sospetto: il test potrebbe
non riscontrare nulla». L' indagine, già avviata con 87mila test effettuati sul personale sanitario e sulle categorie
esposte, sarà utile per comprendere la diffusione
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martedì 12 maggio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
del virus. Tra i primi 87mila testati, il 5,2% è risultato positivo agli Igg, il 2,9% agli Igm e il 2,1% ad entrambi gli
anticorpi. Il successivo tampone ha confermato la positività al 45% di chi era risultato positivo agli Igg, al 45% per
quanto riguarda gli Igm e al 61% di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi: in totale poco più di 4000
persone. Filippo Donati © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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martedì 12 maggio 2020
Pagina 33
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il costo andrà dai 25 ai 50 euro Servirà la ricetta
Ci sarà da attendere un giorno per l' esito dei prelievi rapidi e tre per quelli 'quantitativi'
Il clima che si respira al laboratorio Synlab di Faenza e al poliambulatorio
Saba di Ravenna - gli unici sul territorio della provincia autorizzati dalla
Regione ad effettuare i test sierologici per valutare la presenza degli
anticorpi al Covid-19 - è quello della quiete prima della tempesta. La mole
di richieste di test sierologici potrebbe infatti essere enorme: alla sede
della Synlab in via Case Nuove, nel quartiere Borgo di Faenza, sono a
disposizione tre infermieri per effettuare i cosiddetti test rapidi - per i
quali quasi certamente sarà necessario fissare degli appuntamenti - che
avverranno in altrettanti box. Nei piani superiori della struttura avranno
invece luogo le analisi sui campioni di sangue. «Ma non escludiamo»,
spiegano dal Synlab, «di poter eseguire anche i test quantitativi. Non
sappiamo però ancora se saremo attrezzati per l' analisi dei campioni
quantitativi o se questa avverrà in Toscana, nei nostri laboratori centrali».
La processazione dei test rapidi avrà invece luogo interamente a Faenza:
«il risultato arriverà già il giorno successivo al prelievo». Il consiglio è
quello di evitare di recarsi all' ambulatorio se non si è ottenuta la «ricetta bianca» da parte del proprio medico. Al
Poliambulatorio Saba verranno effettuati sia il test rapido che quello quantitativo: per quest' ultimo i risultati sono
attesi in circa tre giorni. «Il nostro auspicio è che i reagenti chimici per i test e il personale infermieristico riescano a
tenere testa alla mole di richieste che ci attendiamo», rivela il fondatore Angelo Imolesi. La Regione, non potendoli
imporre, ha consigliato dei prezzi di 25 euro per il test rapido e di 50 per il quantitativo, ai quali i laboratori si sono
diligentemente adeguati. «Vigileremo su eventuali comportamenti speculativi», ha promesso l' assessore Donini. Il
maggiore interrogativo riguarda tuttavia un altro segmento della catena, e cioè i medici di base: come faranno a
gestire l' elevato numero di richieste di test che giungeranno loro? Per i medici organizzati in strutture - che
normalmente dispongono di infermieri e segretari - dovrebbe essere più semplice, ma orientativamente potrebbe
essere necessario qualcuno che si occupi a tempo pieno delle fasi più tecniche nella gestione delle richieste. Per i
medici di base non inseriti all' interno di strutture potrebbe diventare infinitamente più complesso. Qualche
interrogativo cova anche sull' effettiva disponibilità, da parte dell' Ausl, di uomini e mezzi necessari per effettuare
prontamente i tamponi su tutti i soggettivi positivi ai test sierologici. «Chi risulta positivo agli anticorpi non è infatti
malato, ma deve mettersi in isolamento precauzionale, e dunque assentarsi dal lavoro», ha sottolineato il segretario
della Federazione regionali dei medici di medicina generale Fabio Vespa. «La rapidità nell' esecuzione dei tamponi
sarà l' elemento fondamentale». f.d.
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martedì 12 maggio 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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Prima pagina Faenza Lugo
Prima pagina Faenza Lugo
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martedì 12 maggio 2020
Pagina 43
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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Modi di dire
'Ignorantezza', fra virtù e sfondoni
Beppe Sangiorgi
Secondo il comico Paolo Cevoli, il termine 'ignorantezza', non è un
attributo negativo di certi romagnoli, ma una 'virtù' che permette di
adattarsi alle situazioni prima di conoscerle. «L' ignorantezza - spiega - è
quella cosa per cui tu non hai ancora chiarito le idee, però cominci a
parlare». Per cui un romagnolo, che non sa ma è convinto di sapere, non
dirà mai: «Non lo so!», a costo di sfondoni mitici. Come avvenne un
giorno al Cardello di Casola, dove due anziani osservavano il mausoleo di
Alfredo Oriani sul quale campeggia il motto dello scrittore, che, fiero e
tutto di un pezzo, non la dava vinta ad alcuno: «Nulli cedit». «'Sa vól dì?»,
chiese uno dei due. E l' altro sicuro: «Ch' i-n daséva gnìt ad inciôn», non
davano niente a nessuno.
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martedì 12 maggio 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Tutti in fila alla stazione ecologica
La struttura ha riaperto, ma le misure contro il coronavirus hanno allungato i tempi
Antonio Veca
«Code di ore per conferire i rifiuti». Da giorni molti faentini, dopo lo stop
dettato dalle regole per contenere l' epidemia da coronavirus, sono
tornati a frequentare l' isola ecologica di Hera a Faenza, in via Righi.
Dovendo contingentare gli ingressi in base alle disposizioni di sicurezza i
tempi di attesa per le operazioni si sono allungati. Tanti hanno segnalato
le lunghe code di auto che si stanno formando. «Ieri - racconta uno dei
tanti in coda - ho deciso di usufruire dei servizi dell' isola ecologica. Mi
sono recato verso le 14.30, orario di apertura pomeridiana, e dopo trenta
minuti avevo percorso circa 50 metri. Dietro di me il serpentone di auto
svoltava in via Malpighi, per almeno 200 metri. Alla fine ho impiegato un'
ora e venti per buttare tre sacchi di plastica e tre di carta, pile toner e
componenti elettronici, ma almeno in questo modo ho lo sconto in
bolletta. C' è invece stato chi dopo essere stato in fila per ore si è visto
chiudere i cancelli e così quello che avevano in auto è finito nei
cassonetti dell' indifferenziata». «Preferiamo andare direttamente all'
isola ecologica - dice invece un residente del centro, in coda da oltre un' ora - perché in questo modo i rifiuti conferiti
vengono scalati direttamente dalla bolletta in base al peso mentre se si conferisce della carta dal domicilio il rifiuto
viene conteggiato una tantum». «La stazione ecologica di via Righi - fanno sapere da Hera - è aperta secondo la
normale operatività prevista; tuttavia permane l' esigenza di contingentare gli ingressi per evitare contatti e
assembramenti. Questa cautela, assieme alla considerevole affluenza generata dalla prolungata chiusura delle
scorse settimane, causa alcuni rallentamenti rispetto ai normali tempi di accesso e servizio della stazione ecologica.
Nei prossimi giorni, con lo smaltimento dei conferimenti arretrati, il flusso dovrebbe diminuire anche se, fino al
permanere degli obblighi legati all' emergenza sanitaria, è ipotizzabile che i tempi di attesa rimarranno comunque
maggiori rispetto al solito, così come avviene in tutti gli esercizi aperti al pubblico. «La stazione ecologica - spiega l'
assessore all' ambiente Antonio Bandini - é uno dei servizi particolarmente cari ai faentini. Dopo la chiusura per l'
emergenza sanitaria molti hanno ritenuto di recarsi a conferire direttamente i rifiuti e ovviamente il
contingentamento dovuto ai protocolli di sicurezza non permettono di far accedere più di tante persone per volta. La
riapertura dell' isola ecologica è sicuramente indispensabile per le aziende e le piccole ditte ma in questo momento i
faentini potrebbero ricominciare a usare
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martedì 12 maggio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
i soliti canali, compreso il ritiro a domicilio degli 'ingombranti' gratuitamente. Tanti però preferiscono conferire
direttamente all' isola perché ottengono uno sconto direttamente in bolletta». Ricordiamo che Hera offre
gratuitamente la raccolta a domicilio dei rifiuti ingombranti. Basta chiamare il servizio clienti al numero gratuito
800.999.500 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18. Gli orari dell' isola ecologica. Dal
lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 17. Sabato dalle 7.30 alle 16 e domenica dalle 9.30 alle 12.30.
Antonio Veca © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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martedì 12 maggio 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Filmato di scienze per la Primaria
Video di scienze dal Ceas, il Centro di educazione alla sostenibilità della
Romagna Faentina. Il progetto è stato donato alle insegnanti per gli
studenti delle primarie. Il primo video, realizzato da Giampaolo Costa, s'
intitola 'Il peso dell' aria' ha una durata di circa 15 minuti ed è all' indirizzo
www.youtube.com/watch?v=Ebwe9M1V9o4&t=15s.
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martedì 12 maggio 2020
Pagina 44
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
'Cogli l' attimo' Un video racconta agli studenti la pandemia
'Cogli l' attimo', un video made in Faenza per spiegare agli studenti la
grande difficoltà di questi tempi. «Un modello di insegnamento
capovolto - dicono Antonella Prencipe e Marilena Benini- nel quale sono i
docenti a fare i compiti a casa per stimolare l' acquisizione di
competenze trasversali e facilitare l' apprendimento. Dai primi momenti
dell' emergenza siamo state in prima linea nella sperimentazione di
forme nuove di mediazione didattica, decidendo di fare un compito per i
nostri ragazzi». Il titolo del video è 'Panta rei' ed è un invito ad adottare
comportamenti responsabili e coltivare l' immaginazione dando sfogo
alla fantasia. Le due docenti hanno infatti progettato, illustrato, animato e
montato un video che, mentre ricapitola le regole fondamentali da
seguire per il distanziamento sociale e la prevenzione del contagio da
coronavirus, mette in scena la condizione di solitudine e disorientamento
in cui l' emergenza ci ha improvvisamente gettati, lasciandoci orfani di
abbracci e prossimità. «La paura e il senso di smarrimento - continuano
le insegnanti - lasciano, però, ben presto il posto alla dimensione inattesa dell' immaginazione, come in un quadro di
Chagall, i personaggi del video, animati dalla forza libera e creatrice del pensiero, fluttuano, si mandano baci a
distanza e, starnutendo, danno vita a una nuvola di mille farfalle che nascono dall' amore riscoperto in ognuno di noi
e che aggrediscono il virus fino a distruggerlo e farlo sparire nel nulla, mentre nello scenario di una rinata primavera,
la vita ricomincia a fluire e tutti possono finalmente tornare ad abbracciarsi. Panta rei è un invito agli studenti a non
lasciarsi sopraffare dall' angoscia e dalla confusione di questi giorni difficili, ma a continuare, ciascuno dal piccolo
orizzonte della propria casa, a coltivare l' immaginazione e la creatività, impegnandosi a comportarsi in modo
responsabile, nella consapevolezza che per sconfiggere la pandemia è necessario il contributo di tutti». Antonella
Prencipe ha ideato la storia, progettato lo storyboard, scelto le musiche e curato la regia mentre Marilena Benini ha
creato le illustrazioni. Le animazioni sono state, invece, realizzate da un ex alunno dello «Strocchi», Alberto Cavina,
che dopo essersi diplomato in grafica, si è specializzato nella creazione di video e cortometraggi di animazione e
stop motion. Il video è disponibile alla pagina facebook del Persolino-Strocchi e sulla piattaforma You Tube alla
pagina 'Ipsstrocchifaenza'. a. v.
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martedì 12 maggio 2020
Pagina 44
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Casola, rinviata al 2021 la Festa di Primavera
Il permanere dell' emergenza porta la Pro loco del paese ad annullare definitivamente l' edizione di quest' anno
Da due mesi gli abbozzi degli scheletri in legno dei tre carri allegorici di
Casola Valsenio stavano là, nello spazio del cantiere, a tener viva la
fiammella della possibilità di svolgere anche quest' anno la Festa di
Primavera. Ora questa fiammella è stata spenta con delusione e
dispiacere se si pensa che la sfilata dei carri non si è tenuta solo in
occasione delle due guerre mondiali. La decisione di rinviare la Festa al
2021 è stata presa all' unanimità nel corso di una riunione alla quale
hanno partecipato i rappresentanti della Pro Loco, del Comune e dell'
Associazione Carri appena costituita dai costruttori dei carri. «È stata una
decisione sofferta - afferma Bruno Boni, presidente della Pro Loco -
perché fino ad ora abbiamo sperato di poter far sfilare i carri anche
quest' anno. Confidavamo che si potesse aprire uno spiraglio su possibili
manifestazioni in estate, ma, di fronte alle incerte condizioni del paese,
non è più possibile continuare a rimandare un evento che per la sua
complessità organizzativa e burocratica va affrontato per tempo in
modo responsabile. Ringraziamo le società dei carri che, costituitesi in un' associazione di costruttori, testimoniano
quanto sia radicata, soprattutto tra i giovani, la tradizione dei carri allegorici casolani, unici nel loro genere di carri
«seri», di festa e di pensiero. Ciò conforta la convinzione che il prossimo anno la festa si svolgerà con un entusiasmo
rinnovato». Pur nella consapevolezza di una decisione obbligata, tra i più amareggiati troviamo lo scrittore Cristiano
Cavina, appassionato ideatore e costruttore dei carri. Il quale sta pensando a qualche iniziativa per non far passare l'
anno senza carri: «Penso, ad esempio, ad una sfilata virtuale con le immagini dei carri, proiettate sui muri».
Comunque il 2020 non passerà senza carri perché a giorni è prevista l' uscita del libro «I carri del Duemila» di Dino
Dardi e Beppe Sangiorgi con prefazione di Cristiano Cavina ed introduzione di Franco Tozzi che ha promosso la
pubblicazione. Un libro che, facendo seguito al volume «I carri allegorici di Casola Valsenio. Storie del XX secolo» del
2015, illustra i carri e il loro mondo dal 2000 allo scorso anno.
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martedì 12 maggio 2020
Pagina 45
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Anche i Centri sociali vogliono la 'Fase 2'
Realtà fondamentali, ma non si sa come e quando potranno riaprire. E pesano anche le preoccupazioni economiche
«Nessuno ne parla ma sembra che si siano dimenticati di noi che
svolgiamo un importante compito sociale». A lanciare il campanello d'
allarme sono i responsabili di centri sociali e circoli privati che da marzo
hanno dovuto fermato le attività a causa delle restrizioni per il
coronavirus. Se nella Fase 2 sono ripartite diverse attività commerciali,
quelle che comportano maggiore aggregazione la ripartenza è stata
posticipata, probabilmente a giugno. «Comprendiamo che la situazione
sanitaria sia fondamentale però siamo seriamente preoccupati anche
per il nostro futuro» dice Ivo Garavini presidente della Riunione cattolica
Torricelli, circa 350 soci nella Casa del Popolo di via Castellani, che si
occupa di tantissime iniziative molte delle quali benefiche. «Nessuno ci
sa più dire se e quando si aprirà. La nostra, come quella di altri, è una
funzione sociale importante per tanti pensionati che vengono per
riposarsi, rilassarsi e stare in compagnia, magari dopo aver svolto i
compiti da nonno. In questo momento, dove l' isolamento sociale è
richiesto per la salute di tutti, però c' è il rischio che al contempo le misure diano un grave contraccolpo psicologico.
Gli anziani non possono più andare nei rioni, nei centri sociali e nei circoli soffrendo moltissimo la solitudine». A
Faenza i luoghi di aggregazione sono tanti, almeno una quarantina, frequentati non solo da anziani che in quei luoghi
ritrovano momenti di aggregazione e svago. Oltre ai cinque rioni e i circoli Anspi all' interno delle parrocchie ci sono
poi i grandi centro sociali come quello del Borgo che conta oltre mille iscritti, il circolo Laderchi, il circolo Pertini,
quelli nelle sedi dei quartieri e poi, ad esempio il circolo Europa, il circolo cittadino, I Fiori, il Dlf e tanti altri. Luoghi di
aggregazione che però proprio per la loro specifica finalità, quella di aggregare, portano in sé il germe del problema in
un momento così delicato. Ciò non toglie che i gestori siano preoccupati. «Vorremmo lanciare un sasso nello stagno
- continua Garavini - anche perché sul fronte economico c' è un problema non da poco. La gran parte dei circoli sono
in locazione e, non potendo riscuotere le quote sociali, non possiamo pagare gli affitti, le utenze oltre che eventuali
manutenzioni agli immobili stessi». «Mi rendo conto che in questo momento - spiega invece Dante Ranzi, presidente
del centro sociale più frequentato della città, il Centro sociale Borgo di via Saviotti - non possiamo svolgere tante
attività che vengono meno alle regole sulla distanza di sicurezza interpersonale però vorremmo capire cosa
possiamo
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martedì 12 maggio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
fare e cosa no (conta una trentina di corsi l' anno, ndr). Ad esempio sicuramente non i balli di gruppo e il gioco delle
bocce, anche se tanti ci chiamano per sapere quando potranno ricominciare. Al Centro abbiamo fatto alcune prove
per capire se ad esempio si potrebbero rimettere in piedi le attività che possono svolgersi all' aria aperta. Mi sono
consultato con l' amministrazione e ci è stato detto che corsi di ginnastica dolce, pilates e altre attività possono
essere fatte nel parco. Anche noi abbiamo un grave problema economico soprattutto legato alla realizzazione dell'
ultima sala appena terminata poco prima l' inizio dell' emergenza sanitaria». Antonio Veca.
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martedì 12 maggio 2020
Pagina 45
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Sport e intolleranza, Malagò scrive a Grillini
La replica del presidente del Coni all' esponente di Italia Viva, autore di una lettera nei giorni scorsi
E' arrivata fino alla scrivania del presidente del Coni Giovanni Malagò la
lettera che Alessio Grillini, componente di Italia Viva Faenza, ha inviato
nei giorni scorsi alle autorità regionali e nazionali, per puntare l'
attenzione su quanto sia imprescindibile per la salute l' attività fisica - in
particolare quando ci si ritrova a convivere con una pandemia quale
quella dovuta al Covid-19, più pericoloso proprio per le persone con
patologie - e su quanto gli sportivi negli ultimi tre mesi siano stati oggetto
di una sciagurata caccia all' untore. Considerazioni che non hanno
lasciato indifferente Malagò, che in una lettera ha ringraziato Grillini «per
lo spirito propositivo e costruttivo fornito in questo difficile momento.
Naturalmente», prosegue Malagò, «non posso che condividere le sue
parole sulla straordinaria valenza sociale e formativa dello sport e sull'
accezione positiva che la pratica sportiva ha sempre avuto e deve
continuare ad avere nel nostro contesto sociale, proprio per gli effetti
positivi e benefici che è in grado di apportare a tutti i livelli. A tale
proposito, desidero evidenziarle come il Coni abbia instaurato un serrato, costruttivo e propositivo dialogo con l'
autorità di governo competente in materia di sport, adoperandosi per fare in modo che la ripresa degli allenamenti e
delle attività sportive possa avvenire tenendo conto della specificità e della natura di ogni singola disciplina». Grillini
stesso è un accanito appassionato di sport, in particolare di triathlon e corse sulle lunga distanza, che negli anni lo
hanno visto impegnarsi in gare quali ironman, maratone e ultramaratone (non ultima la «100 km del Passatore»). Nel
suo intervento, una sorta di lettera aperta, aveva sottolineato l' importanza di far notare agli italiani «che lo sport è un
valore, una risorsa, qualcosa di fondamentale per un bambino come per un anziano, per un atleta come per un
praticante qualsiasi. Bisogna dirlo, ed attivare campagne di comunicazione adatte. Lo sport fa bene, e nessuno deve
accanirsi ed imprecare contro chi si abbraccia questi valori. Dobbiamo combattere il Covid ma anche l' intolleranza
che si è creata». L' intervento del Coni, conclude Malagò, «è intimamente connesso al ruolo che l' ente riveste nell'
ambito dell' ordinamento sportivo nazionale e a motivi di carattere tecnico-sportivo, prescindendo da qualsiasi
implicazione di carattere politico. Al riparo da qualsiasi valutazione di ordine e colore politico, che non mi compete e
da cui desidero rimanere estraneo, ritengo che la ripresa delle attività sportive debba avvenire nel doveroso rispetto
delle precauzioni e delle misure imposte da questa straordinaria emergenza sanitari». f.d.
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martedì 12 maggio 2020
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
«In quarantena i positivi all'esame» E qualcuno ci sta ripensando
Molti cittadini spaventati dai tempi per il tampone di controllo in caso di presenza di anticorpi L'Ausl rassicura: «In
grado di fornire l'esito in 24 ore»
RAVENNA La Regione ha sbloccato le procedure per l' effettuazione dei test
sierologici sui privati cittadini. La svolta è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri
con la presentazione della delibera. Chi effettuerà il test dovrà seguire un
percorso che impone, tra le altre cose, la quarantena per coloro che risultino
positivi. Per loro infatti si renderà necessario un tampone di verifica. La
precauzione voluta dalla Regione eviterà che eventuali asintomatici possano
diffondere il contagio. Dal "voglio il test" al dietrofront L' ipotesi di una
quarantena sta però disincentivando molti dico loro che nei giorni precedenti si
sono attivati per sottoporsi all' analisi. Le persone chiedono tempi certi per l'
eventuale tampone. «A queste condizioni non so se procederò con l' esame-
racconta Giorgio (nome di fantasia, ndr). Io sono in cerca degli anticorpi nel mio
sangue-dice-e non di un' altra quarantena che chissà quando potrebbe
prolungarsi. Mi chiedo chi potrà garantire che il tampone sarà effettuato in
tempi ragionevoli. A queste condizioni, pur avendo già in mano la ricetta, non so
che fare, potrei anche rinunciare all' esame. La procedura corretta sarebbe fare
il test sierologico e in caso di positività effettuare immediatamente il tampone,
magari nello stesso ambulatorio. In questo modo si accorcerebbero i tempi». Giacomo è della stessa idea: «Mi stavo
attivando col medico curante per fare il sierologico - dice - ma a queste condizioni sono in difficoltà. Sono appena
tornato al lavoro e non posso rischiare una nuova quarantena. Dovrebbero creare un percorso certo». Le
rassicurazioni sui tempi A rassicurare sulla rapidità del l' effettuazione dei tamponi è la direttrice del Dipartimento di
Salute pubblica dell' Ausl Romagna, Raffaella Angelini: «Alle condizioni attuali siamo in grado di effettuare il tampone
nel giorno stesso in cui riceviamo la segnalazione e nell' arco di 24 ore arriverà il risultato». La direttrice aggiunge che
i test sierologici possono rappresentare un' arma in più nella lotta per arginare il covid-19, ma a differenza del
tampone non sono uno strumento diagnostico: «Gli esami sierologici sono molto utili per le indagini epidemiologiche
e l' Ausl da tempo effettua un testing, a intervalli regolari, sui propri dipendenti. Torno però a fare una
raccomandazione. Siamo infatti preoccupati del fatto che coloro che risultino positivi al test sierologico si possano
considerare immuni. Questa è una falsa convinzione. La medicina non sa quanto siano efficaci questi anticorpi ed
eventualmente per quanto tempo. Tutti dobbiamo quindi proseguire nel rispetto delle regole per evitare i contagi,
nessuno escluso». Molte aziende hanno iniziato Come anticipato nei giorni scorsi dal Corriere Romagna, il centro
Fisios di Ravenna ha avviato i prelievi per gli esami sierologici per conto dell' ambulatorio centrale autorizzato Synlab
Med di Faenza. «Molte aziende hanno scelto di effettuare test a tappeto per i loro lavoratori e da questa mattina (ieri
per chi legge ndr) siamo operativi
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martedì 12 maggio 2020
Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
- commenta Luciano Ferretti, titolare del laboratorio -. Nel caso un lavoratore risulti positivo andrà in isolamento e
scatteranno le procedure previste. Questi test risultano decisivi per individuare eventuali a sintomatici». Test
quantitativi e qualitativi I test sierologici sono di due tipi: qualitativi e quantitativi. I primi verificano se la persona ha
prodotto anticorpi e quindi è entrata in contatto con il virus, i secondi individuano le quantità di anticorpi prodotti.
«Eseguiamo i test di tipo qualitativo che individuano le immunoglobuline IgM e le IgG presenti nel sangue - spiega
Ferretti -. Se una persona risulta positiva alle IgG significa che ha avuto un contatto con il virus. Se un individuo è
positivo alle Igm significa che il virus è attivo. I test rappresentano un'opportunità di sorveglianza della popolazione e
sono utili per prevenire contagi». Ferretti sottolinea però l'attuale difficoltà a trovare reagenti di secondo livello,
necessari per le indagini quantitative: «Per questi tipi di test saremo pronti tra 8-10 giorni conclude Ferretti perché al
momento non abbiamo i reagenti. Siamo in attesa della fornitura».
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martedì 12 maggio 2020
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In arrivo anche il bonus per bici e monopattini
Novità dal dl rilancio potranno esserci anche sul fronte della mobilità. Per chi
risiede nelle città metropolitane e nei Comuni con popolazione superiore a 50
mila abitanti potrebbe infatti arrivare un buono di importo pari al 70% della spesa
sostenuta (e comunque in misura non superiore a euro 500) per acquisti, fino al
31 dicembre 2020, di biciclette, anche a pedalata assistita, di veicoli per la
mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (come segway,
hoverboard, monopattini e monowheel) o per l' uso dei servizi di mobilità
condivisa a uso individuale tranne per le auto. In Romagna, stando al numero
degli abitanti, ad usufruire di questa agevolazione sarebbero i residenti di Rimini,
Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza e Imola.
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martedì 12 maggio 2020
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Gruppo Hera: oltre 2 miliardi di euro distribuiti agli stakeholder del territorio
Al centro del Bilancio di Sostenibilità 2019 i territori serviti e la creazione di valore condiviso: circa 400 milioni di euro
distribuiti in Romagna
Contiene i numeri delle responsabilità economica, sociale e ambientale, con un
focus sugli impegni presi, i risultati conseguiti e le prospettive future: è il bilancio
di sostenibilità 2019, che il Gruppo Hera ha appena pubblicato anche online all'
indirizzo http://bs.gruppohera.it. Una responsabilità che quest' anno si connota
ancor di più di nuovi significati, perché il documento è stato redatto in un
momento molto particolare, nel corso dell' emergenza sanitaria nazionale, che
ha visto l' azienda impegnarsi al massimo per continuare a garantire la
continuità dei servizi e la tutela di dipendenti, clienti e stakeholder.
Fondamentale si conferma la creazione di' valore condiviso', cioè la capacità
della multiutility di rispondere ai bisogni del territorio e alle sfide per il
cambiamento nella direzione della sostenibilità. E per farlo si è quantificato il
margine operativo lordo derivante dalle attività del Gruppo che rispondono alle
priorità fissate dall' Agenda Onu. Nel 2019 il margine operativo lordo "a valore
condiviso" è stato di 422,5 milioni di euro, in crescita del 13% rispetto all' anno
precedente e pari al 39% del totale, percentuale in linea con i target del piano
industriale che lo traguardano al 42% nel 2023. Un impegno importante, che
nasce dalla convinzione che le aziende del futuro siano quelle che usano la forza del business per contribuire a
rigenerare l' ecosistema e l' ambiente, e al tempo stesso mettono in atto le azioni che consentono di costruire un
sistema resiliente al contesto esterno. Il valore economico complessivamente distribuito sul territorio servito a
lavoratori, azionisti, fornitori, pubblica amministrazione e comunità locale, è salito a 2.131 milioni di euro. Di questi,
quasi 400 sono stati distribuiti in Romagna, di cui oltre 210 ai fornitori locali, creando un indotto occupazionale pari a
1.870 posti di lavoro. Sul tema inclusione sociale, è sempre al ta l' attenzione di Hera nei confronti di chi ha più
bisogno: nel 2019 sono state 24 mila le famiglie romagnole aiutate grazie alla rateizzazione delle bollette, per un
valore complessivo di oltre 26,4 milioni di euro. Queste le attività, territorio per territorio, più significative dal punto di
vista della sostenibilità portate avanti in Romagna. FORLÌ-CESENA Sul fronte del risparmio energetico, importanti le
partnership con aziende locali per la realizzazione di impianti di cogenerazione: quattro di tipo industriale e uno di
tipo civile, che hanno generato un risparmio di energia pari ai consumi di 1.400 famiglie. Notevoli anche i benefici
ambientali relativi al teleriscaldamento: l' energia prodotta dalla centrale di trigenerazione accanto
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martedì 12 maggio 2020
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al Campus di Forlì e dalle centrali di cogenerazione all' Ippodromo e al Bufalini di Cesena soddisfa il fabbisogno
energetico di circa 10 mila unità abitative equivalenti. Nell' ambito dell' innovazione, nel 2019 è stato sottoscritto l'
accordo ventennale fra il Comune di Forlì ed Acantho, società di telecomunicazioni e digital company del Gruppo
Hera, per lo sviluppo dei servizi di connettività a banda ultra larga che prevede la connessione di alcuni edifici
scolastici e nuovi punti in fibra ottica. Nell' ottica del recupero e della lotta allo spreco, è stata inaugurata a Cesena l'
Area del Riuso all' interno della stazione ecologica di via Romea; inoltre grazie all' iniziativa FarmacoAmico sono stati
raccolti in 12 farmacie di Cesena e poi riutilizzati farmaci non scaduti per un valore di circa 20 mila euro.
RIMINIProcedono a Rimini i lavori per il Piano di Salvaguardia della Balneazione (PSBO) che, grazie a investimenti
per oltre 150 milioni di euro, è la più grande ope ra di risanamento fognario in Italia, segnalata dall' ONU per la sua
importanza nella salvaguardia degli ambienti marini. A Piazzale Kennedy, in particolare, si stanno ultimando i lavori
della Vasca Ausa che, oltre a preservare la qualità delle acque e a garantire il presidio idraulico, è un esempio di
economia circolare: 20 mila metri cubi di sabbia proveniente dal cantiere, infatti, sono stati riutilizzati per il
ripascimento delle spiagge a beneficio della riviera. Sempre riguardo all' economia circolare, grazie anche alle
competenze di Aliplast - società del Gruppo Hera leader nel riciclo della plastica - per la prima volta in Italia sono
state realizzate tubazioni in plastica riciclata al 70%, utilizzate anche per una porzione di rete fognaria a Bellaria-Igea
Marina. Per promuovere i comportamenti virtuosi dei cittadini, è stata avviata da Hera a Rimini l' iniziativa 'Più alberi
in città', che prevede la piantumazione di 100 alberi nel Parco Marecchia, grazie alla donazione di un albero ogni 50
nuovi utenti domestici che portano i rifiuti alle stazioni ecologiche. Infine è partita sul territorio provinciale riminese la
campagna 'Sei di coccio', svolta in collaborazione con il CoReVe e Anci per sensibilizzare gli oltre 4mila esercenti
della costa alla corretta separazione del vetro. RAVENNANell' ambito dell' efficienza energetica della pubblica
illuminazione portata avanti da Hera Luce, società del gruppo Hera e frai primi gestori in Italia, sono due i progetti
significativi messi in campo in Romagna. Il primo a Cervia, dove grazie alla sostituzione di quasi 12 mila punti luce
con lampade a LED di ultima generazione si avrà un risparmio energetico del 76%, pari alla mancata emissione in
atmosfera di oltre 1.600 tonnellate di CO2. Il secondo a Lugo, dove grazie alla sostituzione di quasi 8.400 punti luce,
si raggiungerà un risparmio di energia del 66%, evitando la produzione di Sostenibilità e creazione di valore condiviso
rappresentano leve fondamentali della strategia aziendale: per questo sono numerose le attività messe in campo dal
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martedì 12 maggio 2020
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Gruppo Hera anche quest' anno, per tutelare e sostenere tutti i propri stakeholder: dalle misure per assicurare la
salute e sicurezza dei propri lavoratori alle agevolazioni per i clienti - famiglie e imprese - nel pagamento delle
bollette, fino alla sospensione delle interruzioni per morosità. Senza considerare che la piena continuità dei servizi
erogati dalla multiutility ha consentito di garantire un sostegno concreto e stabile a tutto l' indotto. Infine, per far
sentire la propria vicinanza alle realtà più direttamente impegnate in prima linea nella gestione della crisi e dei suoi
effetti sociali, Hera ha attivato diverse iniziative di raccolta fondi e donazioni, coinvolgendo anche lavoratori e clienti.
Per maggiori dettagli www.gruppohera.it/covid19 1.000 tonnellate di CO2. Importanti le partnership con aziende del
territorio per la realizzazione di impianti di cogenerazione: due di tipo industriale e uno di tipo civile che hanno
generato un risparmio di energia pari ai consumi di 876 famiglie. Nell' ottica del recupero e lotta allo spreco, anche
nel ravennate è stata inaugurata un' Area del Riuso nella stazione ecologica di Ravenna Nord; inoltre grazie all'
iniziativa FarmacoAmico nelle 33 farmacie di 3 Comuni (Ravenna, Cervia e Faenza) sono stati raccolti e riutilizzati
farmaci non scaduti per un valore di circa 172 mila euro.
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martedì 12 maggio 2020
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FASE DUE
Ripartono le attività fisiche di gruppo da svolgere all' aperto
Domenica yoga al parco Bucci: tante le palestre che si stanno organizzando per tornare con queste modalità
MICHELE DONATI
FAENZA Le attività di gruppo di palestre e realtà analoghe riprendono all' aperto
e così domenica si è svolta la prima lezione di yoga al parco Bucci: sei
partecipanti e un' istruttrice, Melissa Ceroni di Studio Yoga, a due metri di
distanza l' uno dall' altro in una zona delimitata da nastro bianco e rosso. «La
scorsa settimana - spiega Ceroni - ho scritto al sindaco Giovanni Malpezzi per
avere il permesso. La risposta positiva è arrivata venerdì pomeriggio,
naturalmente con la raccomandazione di mettere in atto tutte le misure di
sicurezza necessarie». DOPO DUE MESI DI STOP Le lezioni di yoga al parco
Bucci ripartono al ritmo di sei appuntamenti alla settimana, quattro al mattino,
con ginnastica posturale il martedì e il giovedì e due stili di yoga il sabato, e due
al pomeriggio, sabato e domenica, con lo yoga dinamico: «Intanto prosegue
Ceroni van - no avanti anche le sedute online aperte durante questi due mesi di
stop, alle 18.30 e alle 19.50». Lo yoga è un'antica disciplina ormai largamente
praticata, «un aiuto prezioso sottolinea ancora Ceroni in periodi di forte stress
come quello che stiamo vivendo: oltre ai benefici fisici lo yoga sviluppa la
consapevolezza, regola il respiro, lascia andare le tensioni. Anche il contatto
con la natura è rigenerante, e tutti questi elementi portano di conseguenza anche ad un miglioramento del sistema
immunitario». Se il presente delle palestre è nel verde dei parchi, restano tuttavia da sciogliere i dubbi riguardanti la
ripresa delle attività di gruppo al chiuso: «Al momento conclude Ceroni stia - mo pensando ad un piano estivo da
svolgere all'aria aperta per poi tornare in sede a settembre nella massima sicurezza». NIENTE BANDIERE Il territorio
di Faenza è, insieme a Forlì, quello dove la modalità delle palestre all'aperto è stata adottata con maggiore celerità,
anche grazie alla collaborazione politicamente trasversale messa in campo tra il primo cittadino e i consiglieri
regionali Andrea Liverani della Lega e Manuela Rontini del Pd: sono infatti numerose le realtà che in questi giorni si
stanno organizzando per ripartire nel rispetto dei protocolli di sicurezza. «Non posso che ringraziare i primi cittadini di
Faenza e Forlì che hanno autorizzato la possibilità per le palestre di riprendere la loro attività all' aperto - commenta
in proposito Liverani - poiché hanno dimostrato di essere dei buoni amministratori che guardano al bene dei loro
cittadini e non alle bandiere ideologiche dei loro partiti di appartenenza». Secondo il consigliere regionale della Lega
le modalità individuate per la "fase 2" delle palestre potrebbero fare da apripista anche per altri tipi di iniziative: «Poter
riprendere l' attività fisica
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martedì 12 maggio 2020
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seppure in maniera controllata e sicura - conclude Liverani - rappresenta il ritorno alla normalità dei cittadini e le
palestre a cielo aperto possono fungere come banco di prova per altri progetti quali il cinema e la didattica all'
aperto».
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martedì 12 maggio 2020
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Lions, mascherine e visiere protettive a medici e pediatri
Iniziativa del Lions Club Faenza Host. Consegnati dispositivi anche alle assistenti domiciliari
FAENZA Il Lions Club Faenza Host, in questo momento di sofferenza e
necessità generale, ha consegnato 1.500 mascherine chirurgiche e 50 visiere
protettive ai medici ed ai pediatri di base della città di Faenza, dispositivi
indispensabili per preservarli dal contagio. Altre 50 visiere sono state
consegnate al Comune di Faenza che, valutate le esigenze più urgenti ed
impellenti, le ha in seguito distribuite alle assistenti domiciliari che tutti i giorni si
recano nelle abitazioni di anziani e disabili per aiutarli nelle loro necessità
quotidiane. Il Club, sempre nell' ottica del "we serve", concetto fondamentale
del lionismo, che per i soci significa mettere a disposizione le proprie
esperienze, capacità, professionalità, tempo e denaro, ha contribuito al
versamento di un contributo alla propria Fondazione per sostenere le esigenze
in ambito mondiale. Unendosi agli altri club Lions della Romagna, il Faenza Host
ha contribuito alla donazione di 1.100 mascherine FFp3, 200 visiere facciali,
2.000 mascherine chirurgiche e un videolaringoscopio, dispositivi che sono stati
consegnati ai presidi ospedalieri di Ravenna, di Lugo e di Faenza. «Ancora una
volta, i Lions Club dimostrano la propensione al servizio da parte di uomini e
donne -viene sottolineato - che, quotidianamente, sono impegnati a favore della propria comunità con generosità e
senza vantaggio personale».
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martedì 12 maggio 2020
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Nella notte rubano la cassetta delle offerte al parco Bucci
I gestori dell'area verde: «Avevamo voluto fidarci ma viviamo in una società sbagliata»
FAENZA Brutto gesto nella notte tra domenica e lunedì al parco Bucci.
Qualcuno si è introdotto abusivamente e dalla casetta del punto informativo ha
asportato la cassetta in legno con le offerte: «Ci saranno stati al massimo 20o
30 euro - afferma Elena Dal Pane della "Piccola oasi Lilly e i vagabondi" che
gestisce il parco -. Ci dispiace molto per coloro che avevano lasciato un
contributo. Avevamo voluto fidarci ma viviamo in una società sbagliata. La
cassetta la rimetteremo vuotandola tutte le sere». Chi vuole fare un' offerta può
utilizzare anche Satispay, fare un bonifico oppure indirizzare il 5X1000 (codice
fiscale 90031810394). Modalità sulla pagina facebook. «In questi giorni con la
riapertura dei parchi - continua la responsabile - abbiamo avuto un notevole
flusso. Vorrei sensibilizzare al rispetto delle norme anti Covid 19. C' è chi non le
rispetta, abbiamo dovuto richiamare persone intente a fare pic nic, oppure
ragazzi che nascondevano la palla per entrare e poi giocare dentro il parco».
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martedì 12 maggio 2020
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
LA STORIA DEL BRACCIANTE FRANCESCO MAGGI
Sfidò i tedeschi a bere mentre nel fienile c' erano i partigiani
La sua figura emerge a oltre settant' anni di distanza Il racconto della figlia oggi 81enne e della pronipote
FAENZA A oltre settant' anni di distanza emergono ancora sorprendenti storie
della seconda guerra mondiale. E' il caso di Francesco Maggi, un faentino
scomparso nel 1952 che, sfidando i tedeschi in memorabili bevute, salvò la vita
a diversi partigiani. Fu grazie alla sua eccezionale tenuta nel tracannare
bicchieri di vino, ma anche per la sua stravaganza e per la dialettica in lingua
tedesca, che riuscì a trasformare tremendi rastrellamenti in una sorta di raduni
d' osteria. Mentre i partigiani erano nascosti a pochi metri. Francesco Maggi era
il bisnonno di Erika Maggi, già dama del rione Verde, e di lui è ancora in vita la
figlia Silvana, oggi 81enne, dalla quale provengono questi ricordi. ORFANO,
LAVORÒ IN GERMANIA «Francesco fu lasciato nella ruota degli orfanelli -
racconta Erika - e perfino la data di nascita del 26 maggio 1886 a Bagno di
Romagna è presunta. Gli fu dato il cognome Maggi, ricavandolo dal mese in cui
fu trovato». Si fece grande in orfanotrofio, non fu mai adottato e quando ne uscì
fu per andare a lavorare in Germania, dove imparò bene la lingua. Tornò in Italia
ormai adulto e si stabilì a Faenza dove andò a lavorare per la ditta Albonetti,
portando il carbone e la legna nelle case dei clienti. LA CASA E LA FAMIGLIA
Con i soldi guadagnati riuscì a comprare una casa sulle mura per 7mila lire e la diede in affitto alla famiglia Morelli.
Purtroppo il padre di questa famiglia morì d' infarto a soli 43 anni, lasciando sola una madre con 4 figli, Pasqua Oriani
(cugina di Alfredo Oriani di Casola Valsenio). Francesco allora si offrì di occuparsi di lei e poco dopo le chiese di
sposarlo. Nel 1939 nacque Silvana. IL VIZIO DI BERE Francesco faceva il bracciante agricolo presso i Vespignani,
agricoltori di San Pier Laguna, con i quali era imparentato tramite una delle figlie acquisite dal matrimonio. Cominciò
a bere ma questo non gli impediva di lavorare. Spesso tornava ubriaco dalla campagna e fu anche recuperato in un
fosso con la bicicletta. «Quando mi portava con lui - rivela la figlia - mia madre lo sgridava: "prima o poi me l'
ammazzi", diceva. E lo picchiava pure: era lei che comandava in casa, lui era molto remissivo. Me le dava tutte
vinte». Il vizio di bere lo portava a visitare tutte le osterie di Faenza, dove era molto conosciuto, anche per le sue
stravaganze: «Aveva costruito un passeggino con una cassetta di legno alla quale aveva messo le ruote, la gente
rideva nel vedere la scena con la moglie a distanza perché si vergognava».
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martedì 12 maggio 2020
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BUON VINO PER I TEDESCHI Dopo poco arrivò la guerra e i Vespignani di San Pier Laguna avevano fatto un buco
sottoterra nel fienile dove trovavano rifugio i partigiani. In quella cavità c' era sempre qualche ricercato e come si
presentavano i tedeschi a parlare era sempre lui, Francesco Maggi, che accorreva dai campi. Lo chiamavano Franz.
«Venite in casa - diceva - sedetevi», e tirava fuori delle bottiglie di buon vino, poi iniziava a divagare in tedesco. «Non
si sa cosa dicesse - racconta la figlia -fatto sta che partiva una sfida a colpi di bicchieri pieni, dopo un po' ridevano
tutti a crepapelle. Lui il vino lo reggeva meglio dei tedeschi che, presi dall' euforia, se ne andavano barcollando senza
controllare. Ormai in quella casa passavano solo per bere e sfidare Franz». Lo stratagemma "alcolico" salvò così la
vita a numerosi partigiani nascosti nel fienile. Negli ultimi anni di vita Francesco Maggi lavorò alla mensa dei
Salesiani, servendo a tavola e lavando i piatti. Morì il 17 giugno 1952. Silvana aveva 13 anni.
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