Unione della Romagna Faentina - sabato, 21 marzo 2020 - Unione Romagna Faentina
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Unione della Romagna Faentina
sabato, 21 marzo 2020
Prime Pagine
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna 4
Prima pagina del 21/03/2020
21/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) 5
Prima pagina del 21/03/2020
21/03/2020 Il Sole 24 Ore 6
Prima pagina del 21/03/2020
21/03/2020 Italia Oggi 7
Prima pagina del 21/03/2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 8
Prima pagina
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 9
Addio a 'Bruno', una vita tra viaggi e cultura
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 10
L' appello del sindaco Della Godenza: «Niente gogna sui social, fidiamoci degli altri»
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45 11
Palio, ecco le modifiche a vincolo e spareggi
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45 13
Covid-19, mercoledì un flash mob
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 46 14
Brisighella, manutenzione alla strada di Monte Romano Pederzoli: «Asfalto nuovo»
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 46 15
Efficientamento energetico, un bando per i condomini
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 46 16
Produzione di disinfettante: Caviro regala 160 litri di alcol
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 47 17
Pronto il 'Covid hospital' per i malati del virus
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 31 19
All' ospedale sono settanta i pazienti ricoverati per il virus
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 31 20
Contagiati durante la settimana bianca
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 31 22
Ieri 28 nuovi casi in provincia
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 33 23
«Pronti a realizzarle noi in cotone: possiamo farne un milione a settimana»
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 37 24
«Processi fermi fino all' estate? Sarà caos»
21/03/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 39 27
Donati 12.500 euro per gli ospedali
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
21/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 28 MICHELE DONATI 28
Commercio, a rischio tutto il settore «Tutelare le partite iva e i dipendenti»21/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 31 30 «Macchine già pronte per realizzare un milione di mascherine a settimana» 21/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 31 31 Bcc, 120.000 euro per potenziare le strutture sanitarie locali 21/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 31 32 Telefonate a tutti i riolesi over 75 21/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 2 33 Ieri l'addio ad Arturo Mariani Faenza piange la sua seconda vittima 21/03/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 36 34 È boom di contatti per i corsi di ginnastica on line targati Uisp Pubblica Amministrazione ed Enti Locali 21/03/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 21 Gianni Bocchieri 35 Cassa in deroga, istanze alle Regioni 21/03/2020 Italia Oggi Pagina 25 36 Le cartelle restano nei cassetti 21/03/2020 Italia Oggi Pagina 30 38 Un patto a tre per portare la spesa a casa dei deboli
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sabato 21 marzo 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna
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sabato 21 marzo 2020
Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
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sabato 21 marzo 2020
Il Sole 24 Ore
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sabato 21 marzo 2020
Italia Oggi
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sabato 21 marzo 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Prima pagina
Prima pagina Faenza Lugo
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sabato 21 marzo 2020
Pagina 44
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Addio a 'Bruno', una vita tra viaggi e cultura
Arturo Mariani, 88 anni, è morto mercoledì mattina dopo le complicazioni derivate dal contagio al Covid-19 e altre
patologie
È stato accompagnato ieri al cimitero di Faenza la salma di Arturo
Mariani, detto Bruno, l' 88enne faentino, secondo deceduto in città, dopo
le complicazioni derivate anche dal contagio per Covid-19. Mariani era
deceduto mercoledì 18 verso le 7.30 dopo essere stato trasportato in
ospedale in condizioni critiche. L' uomo, affetto da altre gravi patologie, è
deceduto poche ore dopo la diagnosi di contagio, dopo il trasporto in
ambulanza come caso sospetto. Bruno, che apparteneva alla parrocchia
di Santa Maria vecchia, nella zona del Rione Verde, era molto conosciuto
in città per essere un personaggio molto eclettico. Appassionato di
cultura e di viaggi, faceva parte di diverse associazioni, tra queste della
sezione faentina dello Uoei, l' Unione operaia escursionisti italiani, dalla
quale, nel 2014, aveva ricevuto un riconoscimento per i suoi 25 anni di
socio dove ha «partecipato - fanno sapere dal consiglio del direttivo - a
diverse gite sociali, anche quelle sciistiche in montagna». Per qualche
anno aveva aderito anche alla Riunione cattolica Torricelli, all' interno
della Casa del popolo di via Castellani «dove passava il tempo giocando a carte con altri soci - spiega chi lo ricorda -,
anche se ultimamente non frequentava più forse anche per l' avanzare dell' età e purtroppo per le sue condizioni di
salute che andavano peggiorando». In passato Mariani oltre a partecipare alla biennale di pittura organizzata dalla
Pro Loco di Faenza sembra fosse anche un appassionato di lettura tanto da essersi inventato una sorta di mini-
biblioteca ambulante che portava in quegli ambienti frequentati dove non c' era la disponibilità di libri. Purtroppo le
condizioni di Arturo Mariani dall' inizio della settimana si erano aggravate ed era stato prelevato da un' ambulanza
con una diagnosi di sospetto contagio da Covid-19. Vedovo da tempo, Mariani aveva perso anni addietro una figlia,
lascia Cristina, l' altra figlia. Ieri mattina il feretro chiuso è partito dall' obitorio di Faenza e seguendo le disposizioni
per decessi da Covid-19 è stato portato al cimitero dell' Osservanza di viale Marconi.
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sabato 21 marzo 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Castel bolognese
L' appello del sindaco Della Godenza: «Niente gogna sui social, fidiamoci degli altri»
Il primo cittadino: «È la cosa più difficile, ma dobbiamo evitare di giudicarci a vicenda»
È un invito alla fiducia reciproca e alla comprensione delle fragilità più
drammatiche quello che ha rivolto ai cittadini di Castel Bolognese i l
sindaco Luca Della Godenza, attraverso il suo profilo Facebook. In un
clima che in più parti d' Italia ha avuto derive poliziesche, con tanto di
episodi di caccia al colpevole e processi sommari sui social network,
Della Godenza, destinatario di molti messaggi da parte di chi chiede più
controlli e segnala persone all' aperto, ha scritto che «davanti a tante
domande che non hanno risposta credo che l' unica cosa che possiamo
fare sia quella di fidarci. Fidarci dei medici che ci curano, dei vigili che
controllano, delle istituzioni che agiscono e ordinano misure restrittive. E
fidarci dell' altro: la cosa più difficile. Fidarci quando vediamo una
persona per strada, perché non sappiamo se sia un problema di salute o
di depressione quello che lo porta ad uscire». Insomma, evitare la gogna
mediatica perché, continua Della Godenza, «diffondere sui social
network la sua foto vuol dire esporlo al pubblico giudizio, giudicarlo, ma
chi sono io per giudicare? Non tutti sono forti, ci sono anche persone che per motivi che non conosciamo hanno
particolari necessità. Non giudichiamole, la situazione è più difficile per loro. Chiediamo loro di prendere tutte le
precauzioni, ma non urliamo loro addosso. Non serve, e non servirà nemmeno domani. Facendo così giudichiamo
negativamente noi stessi, prima che loro». Il post ha avuto centinaia di commenti e condivisioni, tra cui quello dei
concittadini più noti, come l' attrice Valentina Minzoni. «Fidiamoci dell' altro e del buon senso», ha proseguito Della
Godenza, «perché anche se come diceva Manzoni, «il buonsenso c' era ma se ne stava nascosto per paura del senso
comune«, noi non abbiamo paura del senso comune. Guardiamo l' altro dalle nostre finestre e cerchiamo di
comprenderne le ragioni, non proviamo rabbia o invidia. Se dimostreremo la nostra forza in un momento così
difficile, allora ne usciremo più forti e più uniti. In caso contrario metteremo muri più spessi di quelli delle nostre case
tra noi e gli altri. Per questo invito chi è forte e riesce a resistere a stare a casa, è un gesto di solidarietà verso chi non
ce la fa o non può». f.d.
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sabato 21 marzo 2020
Pagina 45
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Palio, ecco le modifiche a vincolo e spareggi
Al centro della questione due articoli del regolamento: il primo vede la 'fedeltà' per 5 anni, il secondo mette mano alla
bagarre finale
Sono state messe nero su bianco le modifiche al regolamento del Palio
del Niballo che, a partire dal gennaio 2023, vedranno abolito il vincolo che
finora ha tenuto i cavalieri legati a vita al Rione per cui hanno gareggiato.
Gli articoli su cui il Comune è intervenuto, ottenuta l' approvazione di sei
dei sette componenti del Comitato Palio (il sindaco, il gruppo municipale
e i rioni Verde, Nero, Giallo e Borgo Durbecco) sono il 32 e il 45. Il primo di
questi è quello dedicato appunto al vincolo, che per il cavaliere diventerà
limitato a «cinque anni a decorrere dalla sua ultima corsa». Un periodo
che potrà essere ridotto a un anno «in caso di rilascio di apposito nulla
osta da parte del Rione». Nel Regolamento organizzativo potranno
essere regolamentate «modalità per il riconoscimento al Rione di
provenienza dell' investimento formativo» (si è parlato di mille euro per
ciascuna giostra faentina corsa). Le modifiche all' articolo 45
rivoluzionano invece il sistema degli spareggi fra tre o più rioni, che
verranno «ordinati secondo la graduatoria inversa dell' anno precedente»:
il primo in lista sfiderà dunque in una sola tornata il secondo, che a sua volta si misurerà poi con il terzo, nell' altra
corsia, e via procedendo. Non potrà più accadere, già a partire dal 2020, che un Palio si tramuti in un' estenuante
maratona come avvenuto per la Bigorda dell' anno scorso, quando uno spareggio a quattro trasformò la
competizione in una Bigorda nella Bigorda. La nuova versione del regolamento non ha accontentato tutti: da una
parte c' è chi è insorto contro l' eliminazione del vincolo a vita (in particolare il rione Rosso, unico a non aver
approvato la modifica), dall' altra chi non ha gradito le eventuali sanzioni previste per un cavaliere che cambi
casacca (durissimi i commenti da parte del plurivincitore Willer Giacomoni) e l' entrata in vigore delle nuove
disposizioni posticipata al 2023. Il regolamento stesso del resto non fa mistero di come il Niballo abbia nell'
animosità un suo tratto distintivo: nel tracciare le origini dell' attuale Palio nella corsa equestre che congiungeva
Porta Ravegnana all' allora «piazza Maggiore» è rimarcata la sua breve vita a causa «degli incidenti e dei disordini
che provocava»; pure nelle gare successive che nel Quattrocento (e più sporadicamente nei secoli successivi)
unirono Pieve Ponte alla piazza nelle giornate dell' Assunta e di San Pietro e Paolo si fa notare come non
mancassero «scorrettezze e inganni». Il nuovo regolamento dovrà essere sottoposto al voto del consiglio comunale
nella prima seduta utile una volta che sia terminata o allentata la quarantena imposta dall' emergenza coronavirus.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 11[ § 1 5 5 8 3 1 6 4 § ]
sabato 21 marzo 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Filippo Donati.
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sabato 21 marzo 2020
Pagina 45
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
SBANDIERATORI
Covid-19, mercoledì un flash mob
La federazione ha invitato a suonare dalla finestra e a sventolare vessilli
Con un messaggio inviato ai capi rione, l' amministrazione ha
comunicato ai cinque rioni faentini lo stop per gli allenamenti dei
cavalieri che rientrano nella categoria degli sportivi non professionisti e,
quindi, che non possono svolgere attività data l' emergenza sanitaria. È
però stato concesso, anche per la salute degli animali, di accudire i
cavalli e anche a farli sgambare un po' ma conducendoli a piedi per le
briglie senza montarli. La Fisb, la federazione degli sbandieratori,
aderendo all'#iorestoacasa, ha invitato per mercoledì 25 tutti gli
sbandieratori e i musici d' Italia ad affacciarsi dai balconi e a far
risuonare i loro ottoni e far sbandierare i vessilli dei rioni «per fermare - si
legge nella comunicazione - almeno per un momento il silenzio che sta
riempiendo le città d' Italia».
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sabato 21 marzo 2020
Pagina 46
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Brisighella, manutenzione alla strada di Monte Romano Pederzoli: «Asfalto nuovo»
Il sindaco: «Tempi duri, ma procediamo con i lavori che ci siamo programmati»
Brisighella sta già guardando avanti, a quello che sarà il volto del
territorio una volta finita l' emergenza coronavirus. «Stiamo ultimando i
lavori nella strada di Monte Romano, che in queste ore stiamo
sistemando e riasfaltando - spiega proprio il sindaco di Brisighella,
Massimiliano Pederzoli -. È un momento di grande difficoltà per tutti, ma
siamo lieti di riuscire a far proseguire e attuare i lavori che ci siamo
programmati per agevolare anche le famiglie nelle zone più lontane del
nostro Comune». Ecco così che sono in via di definizione i lavori alla
strada di Monte Romano, un intervento da circa 150mila euro, per un
totale di circa 3 km. «Abbiamo asfaltato il tratto più alto di una via che era
ridotta veramente male. Ma è solo il primo di tanti punti che abbiamo in
programma: avremo altri interventi da fare, e che stiamo pianificando, fra
cui un appalto che stiamo preparando da circa 180mila euro che
interesserà altre strade del territorio, fra cui quella che porta alla Pieve
del Tho». Ma Brisighella non si ferma qui: «Abbiamo avuto anche dei
finanziamenti per la sistemazione di alcune frane - continua Pederzoli -. Tutti interventi che guardano avanti, a quello
che sarà il dopo coronavirus: la nostra idea è quella di far lavorare le, compatibilmente con quello che possiamo,
cercando di far muovere un pochino l' economia». Infine, è in fase di studio anche il rifacimento del teatro Pedrini, un
intervento da circa un milione di euro: «i lavori sono già finanziati, ma manca ancora il progetto finale, poi partiremo
con la gara d' appalto», conclude Pederzoli.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 14[ § 1 5 5 8 3 1 6 1 § ]
sabato 21 marzo 2020
Pagina 46
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Efficientamento energetico, un bando per i condomini
Scadrà a fine maggio e disciplina le procedure per l' assegnazione degli studi
«Iniziamo a migliorare l' efficienza energetica dei condomini faentini», l'
amministrazione ha recentemente pubblicato un bando per sostenere gli
studi per i progetti per contenere gli sprechi di energia per i condomini. L'
Unione faentina, con l' adesione al piano d' azione per il clima e l' energia
sostenibile, ha assunto l' impegno di ridurre le emissioni di Co2 di almeno
il 40% entro il 2030; questo soprattutto attraverso una migliore efficienza
energetica e un maggiore impiego di fonti di energia rinnovabili. La
manifestazione di interesse pubblicata recentemente (scadenza il 29
maggio) disciplina le procedure per l' assegnazione degli studi energetici
preliminari per l' individuazione delle migliori soluzioni tecniche e
impiantistiche che permettano la riqualificazione energetica dei
condomini. «L' intento di questo bando - spiega l' assessore all' ambiente
Antonio Bandini (nella foto) - è di far conoscere in quale classe
energetica il condominio si trova e quali potrebbero essere gli interventi
per poterne migliorare l' efficentamento intervenendo ad esempio su
infissi e caloriferi. Come amministrazione per la redazione degli studi ci siamo affidati alla CertiMaC, azienda che
opera all' interno dei laboratori di ricerca dell' Enea e ha come partner anche il Cnr; si occupano, tra l' altro, di fornire
supporto all' industria delle costruzioni, dell' energia e dell' ambiente. I condomini interessati ad avere una
certificazione energetica potranno chiedere di aderire al bando e l' azienda realizzerà lo studio di efficentamento
pagato dal nostro plafond». Da ricordare infine che attualmente ancora lo Stato mette a disposizione la possibilità di
detrazioni fiscali per adeguare le abitazioni, e quindi anche i condomini, all' efficentamento energetico per una quota
parte del 60% del costo. a.v.
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sabato 21 marzo 2020
Pagina 46
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Produzione di disinfettante: Caviro regala 160 litri di alcol
L' emergenza Coronavirus sta impegnando costantemente e
quotidianamente tutti gli operatori di Ravenna Farmacie: circa 190
addetti, dislocati fra le 16 farmacie aziendali presenti nel territorio
ravennate, il magazzino e gli uffici. E tutto il supporto che riescono a
ricevere è fondamentale. Come l' aiuto che è arrivato da Caviro, che ha
donato 160 litri di alcol, che sarà utilizzato per la produzione, nei
laboratori galenici interni, di gel sanificante destinato alla disinfezione
delle mani. «Il dono è particolarmente prezioso - ha scritto Bruna
Baldassarri (nella foto), presidente di Ravenna Farmacie, in una nota di
ringraziamento ufficiale inviata poi alla direzione della Caviro -: vista la
difficoltà di approvvigionamento che incontriamo in questo periodo,
contattando i nostri consueti fornitori. È una donazione che, favorendo la
sanificazione delle farmacie, contribuirà a garantire un servizio prezioso
per tutta la cittadinanza, specialmente in questi difficili tempi». «Vorrei
ringraziare tutto il personale per lo sforzo che sta compiendo - continua
la Baldassarri -: gli operatori stanno fornendo un servizio importantissimo, pur fra molte difficoltà. Mi sento di dire
loro di fare sempre molta attenzione, sia mentre sono in servizio che nella vita privata, visto il delicato ruolo che
hanno anche come tramite nei confronti dei cittadini. Anche perché questo è un momento cruciale per il progredire
della malattia, e occorre usare ogni cautela. E voglio al tempo stesso ringraziare sia chi lavora negli uffici, sia gli
operatori del magazzino, che garantiscono un servizio prezioso».
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sabato 21 marzo 2020
Pagina 47
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Pronto il 'Covid hospital' per i malati del virus
Il sindaco Davide Ranalli: «Abbiamo detto sì al progetto di Regione e Ausl perchè dobbiamo aiutare chi combatte
questo 'nemico invisibile'»
«Quando l' emergenza Coronavirus sarà finita, l' ospedale di Lugo tornerà
ad essere esattamente com' era prima, forse anche migliore». Lo ha
garantito ieri il sindaco di Lugo Davide Ranalli in una diretta video su
Facebook in cui ha fatto il punto sulla situazione odierna e sul futuro dell'
Ospedale. «Tutti noi abbiamo visto in rete le immagini che ritraevano
persone in tuta mimetica davanti al nostro ospedale - ha affermato
Ranalli - in realtà quelle persone non sono dell' Esercito come hanno
pensato in molti, ma si tratta di volontari della Croce Rossa Italiana messi
a presidio dell' ospedale, perché la scelta della Regione e dell' Ausl, fatta
insieme alle amministrazioni comunali, è stata quella di riorganizzare il
nostro nosocomio e trasformarlo in un 'Covid Hospital', cioè in una
struttura che supporterà tutte le azioni di intervento e di cura per i malati
di Coronavirus. La presenza di questi volontari dimostra la sicurezza e la
serietà del progetto che stiamo portando avanti». Ed in effetti in tanti
hanno notato da giovedì la presenza del personale della Croce Rossa in
viale Masi, a fare da filtro per chi entra nell' area ospedaliera. Ranalli ha poi fatto il punto sul «perché della scelta di
appoggiare Regione e Ausl nel progetto del 'Covid hospital': perché abbiamo a cuore le persone, quelle persone che
stanno vivendo la condizione di difficoltà del combattere quello che io ho definito 'il nemico invisibile'. Noi sappiamo
benissimo - ha sottolineato ancora il primo cittadino lughese - che questo richiede sforzo, sacrificio, capacità di
riorganizzarsi in poco tempo, ma questo è un momento particolare, in cui serve l' aiuto di tutti. C' è però un punto che
è imprescindibile e su cui noi amministratori abbiamo insistito con la Regione e l' Ausl: la tutela del personale
sanitario. Se si dà vita a un 'ospedale Covid 19' è necessario che il personale sia in condizione di gestire i pazienti
con tutta la sicurezza e la garanzia possibile». Tornando ai cambiamenti in atto, il sindaco ha affermat che «in
questo momento l' ospedale di Lugo sta conoscendo una riorganizzazione per evitare che ci siano situazioni
rischiose tra i pazienti che hanno contratto il Covid 19 e i pazienti che necessitano di cure di altro genere. Per questa
ragione è stato scelto di spostare, in questo momento, la parte chirurgica all' ospedale di Faenza, che si farà carico
della chirurgia degli ospedali sia di Ravenna che di Lugo; è stata trasferita a Faenza anche tutta la parte relativa alla
neonatalità e alla pediatria, mantenendo comunque una serie di servizi di accompagnamento al parto, ma tutto
quello che può essere in qualche modo rischioso per le pazienti e per i bambini sarà trattato a Faenza».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 17[ § 1 5 5 8 3 1 6 5 § ]
sabato 21 marzo 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
A restare a Lugo saranno l' Hospice e l' oncologia, servizi che, ha sottolineato Ranalli, «hanno caratterizzato
storicamente il nostro ospedale e che sono servizi di prossimità che i cittadini devono avere a disposizione. Il Pronto
Soccorso non verrà chiuso, anzi verrà rinforzato per migliorarlo anche in vista del 'dopo Covid'. Dunque non ci sarà
uno smantellamento dell' ospedale di Lugo: questa riorganizzazione terminerà con la fine del Covid, e ci saranno tra l'
altro ulteriori investimenti resi possibili dal riconoscimento della nostra consapevole disponibilità». Lorenza
Montanari.
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sabato 21 marzo 2020
Pagina 31
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il punto sanitario
All' ospedale sono settanta i pazienti ricoverati per il virus
Dieci in Terapia intensiva, 215 in quarantena, 140 in isolamento domiciliare. Riorganizzati i reparti per far spazio ai
malati di Covid-19
Sebbene ci si possa aspettare che le misure sociali messe in atto, anche
sul territorio di Ravenna, per il contenimento del coronavirus inizino a
dare i loro effetti, soprattutto se saremo molto rigidi nella loro
applicazione, nell' attuale fase la diffusione della patologia continua a
crescere, facendo aumentare anche il numero di pazienti ricoverati e di
quelli in terapia intensiva. Attualmente, all' Ospedale di Ravenna, sono
ricoverate circa 70 persone con diagnosi accertata di coronavirus, delle
quali 10 in terapia intensiva. La dotazione di 20 posti letto nel reparto di
Malattie Infettive del 'Santa Maria delle Croci' è stata 'ampliata'
attraverso l' utilizzo, ovviamente applicando tutte le misure necessarie
per quanto riguarda l' isolamento, per la sicurezza di pazienti ed
operatori, degli spazi delle pneumologia, e l' attivazione di spazi di
'degenza Covid' realizzati al quarto e quinto piano dei reparti chirurgici.
Questo è stato possibile grazie alla limitazione dell' attività ospedaliera
non urgente e alla riconversione oltre che degli spazi, anche delle relative
risorse di personale, potenziate e implementate dai professionisti delle altre discipline, che hanno risposto
affermativamente alla richiesta di collaborazione. Per quanto riguarda la terapia intensiva, una prima misura consiste
nel trasferimento dei pazienti non affetti da Covid 19 presso la rianimazione di Faenza. Nel caso in cui le necessità di
alta intensità di cura per pazienti positivi obblighi all' utilizzo di tale reparto, quale disposizione ulteriore, saranno
messi in campo anche posti letto delle sale operatorie dei vari presidi ospedalieri. Contestualmente sono state
avviate le procedure, già illustrate qualche giorno fa, per la predisposizione di un 'Covid Hospital' a Lugo, dove sono
attivabili in tempi rapidissimi molti posti letto (servizio a pagina 19). In questo modo si potrà arrivare a circa 400 posti
letto di ricovero dedicati alla covid 19, e ad ulteriori 38 di terapia intensiva, come da parametri previsti nelle linee
guida. Va ricordato che la maggior parte dei pazienti, oltre 140, è a domicilio (poiché si tratta di pazienti con sintomi
assenti o molto lievi) e che resta di particolare importanza il rispetto dell' isolamento domiciliare, oltre che per loro,
per tutte le persone in quarantena, che in provincia sono 215.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 19[ § 1 5 5 8 3 1 5 8 § ]
sabato 21 marzo 2020
Pagina 31
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Contagiati durante la settimana bianca
Erano andati a sciare in Trentino, lì hanno avuto contatti con dei lombardi. Maria Cecilia hospital: un nuovo decesso e
tre operatori positivi
Aumentano i contagi e purtroppo anche i morti. Un altro paziente
ricoverato al Maria Cecilia hospital di Cotignola non ce l' ha fatta: si tratta
di Ildebrando Sacchi, 79 anni, residente nel Piacentino. L' uomo era stato
uno dei primi due casi di positività riscontrati dalla struttura e comunicati
lo scorso 7 marzo: purtroppo nessuno dei due ce l' ha fatta, perché
anche l' altro - un parmigiano di 92 anni - è morto nei giorni scorsi. «Il 19
marzo presso la suddetta struttura è deceduto, per una concomitanza di
gravi patologie pregresse, un paziente di anni 79, con quadro clinico
estremamente compromesso fin dal momento del ricovero, cui era stata
accertata nei giorni scorsi anche la positività al virus Covid-19 - scrive il
Maria Cecilia hospital in una nota -. Il paziente era stato trasferito da un
altro ospedale, in data 15 febbraio 2020, per essere sottoposto a un
delicato intervento neurochirurgico di asportazione di un meningioma
cerebrale. Nella notte del 6 marzo, a seguito di un episodio di dispnea
associato a picco febbrile, il paziente è stato sottoposto al tampone, che
ne ha accertato la positività a Covid-19». Da allora l' uomo era stato separato dagli altri pazienti. Ieri, inoltre, il Maria
Cecilia hospital ha comunicato che altri tre operatori sono risultati positivi al virus «a seguito di accertamenti in via
precauzionale su personale che presentava sintomatologie sospette», come scrive l' ospedale privato, che aggiunge
poi che «erano già stati posti in isolamento preventivo presso la loro abitazione e le loro condizioni al momento sono
stabili. Si stanno effettuando i necessari controlli sui pazienti e sul personale sanitario entrato in contatto con gli
stessi operatori». Col bollettino di ieri salgono quindi a 18 le persone positive al virus e legate al Maria Cecilia
hospital: 11 pazienti - tra cui i due decessi -, due medici e cinque operatori. Del resto in tutta la provincia continuano
imperterriti a salire i contagi. Ieri si sono registrati 28 nuovi casi, 17 uomini e 11 donne: di questi 8 sono ricoverati, ma
nessuno grave, mentre 20 sono in isolamento domiciliare. Venendo ai contagi, due di queste persone hanno
contratto il virus perché all' inizio di marzo erano andate in settimana bianca in Trentino, e sulle piste avevano avuto
contatti con lombardi. Tra i casi di ieri si registra anche quello di un' adolescente che ha contratto la malattia da un'
amica della stessa età. Ieri poi quattro persone sono risultate positive dopo essere state a contatto con utenti di una
palestra di Ravenna, la stessa dove già nei giorni scorsi erano emersi diversi contagi: in questo modo salgono a 23
coloro che hanno sviluppato la malattia per contatti diretti o indiretti con la struttura. Nel complesso 5 persone si
sono ammalate in seguito a spostamenti fuori provincia,
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sabato 21 marzo 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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e 23 per contatti con casi già noti in precedenza. Venendo ai singoli comuni, 17 dei nuovi casi vivono a Ravenna, 2
a Faenza, 4 a Cervia, 1 a Lugo, 3 ad Alfonsine, 1 a Bagnacavallo e 1 a Cotignola. «I casi di coronavirus a Cervia
salgono a 25 - commenta il sindaco Massimo Medri -, quattro i nuovi contagi riscontrati oggi. Si tratta di due donne e
due uomini di età compresa tra i cinquanta e i sessant' anni. Solo uno di essi è stato ricoverato all' Ospedale di
Ravenna». A livello regionale attualmente ci sono 5.968 positivi, di cui 754 aggiuntisi ieri, e 640 morti, di cui 109 solo
tra il pomeriggio di giovedì e la mattinata di ieri. Sara Servadei.
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il bilancio
Ieri 28 nuovi casi in provincia
Ecco come sono distribuiti tutti i 213 positivi al Covid-19
Dei nuovi 28 casi positivi al Coronavirus, 17 sono uomini e 11 donne. Otto
sono ricoverati, sebbene in condizioni non gravi, mentre 20 sono in
isolamento domiciliare. Si è purtroppo verificato un ulteriore decesso: un
paziente di 79 anni, residente fuori provincia e ricoverato in una struttura
privata. Complessivamente, i casi sono 213. 93 a Ravenna 28 a Faenza
25 a Cervia 17 a Lugo 5 a Russi 7 ad Alfonsine 5 a Bagnacavallo 8 a
Castel Bolognese 3 a Conselice 2 ciascuno per Massa Lombarda, Sant'
Agata Santerno e Cotignola 1 ciascuno per Solarolo, Brisighella e Riolo
Terme.
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«Pronti a realizzarle noi in cotone: possiamo farne un milione a settimana»
L' azienda Pichetti Fustelle, a Solarolo, dal '79 fa packaging per prodotti alimentari, ma è disponibile a riconvertire la
produzione per motivi di necessità
Pronti a produrre centinaia di migliaia di mascherine a settimana. In
cotone o in tnt, il materiale resistente utilizzato anche per tovaglie
monouso. Dal 1979 Enzo Pichetti gestisce la sua impresa, la Pichetti
Fustelle, a Solarolo. Fa packaging per prodotti alimentari, pizze, dolci,
gelati. Nel suo campo è un leader, soprattutto nelle province romagnole,
a Ferrara e Bologna. «Se è vero che le mie macchine sono in grado di
sfornare un milione di pezzi di imballaggio al mese, per quanto riguarda la
produzione di mascherine possiamo arrivare a 1 milione a settimana. Ho
quattro macchine che possono lavorare a getto continuo» dice Pichetti
«perché qui ci sono delle persone da salvare e noi non ci tiriamo
indietro». L' idea di cominciare a produrre mascherine è venuta
naturalmente dall' emergenza coronavirus. «Uno dei problemi maggiori
per contrastare la diffusione del virus è la mancanza di mascherine
protettive. Noi siamo in grado di produrle. Ho mandato una scheda
tecnica del mio prodotto a uffici competenti per avere le autorizzazioni a
produrne in serie, ma ci vogliono giorni per avere una risposta. Così abbiamo iniziato a farne ugualmente». I primi
utilizzatori sono proprio la famiglia Pichetti, tutta impegnata nell' azienda fondata da Enzo 41 anni fa, e i dipendenti.
«Ma ne ho regalata qualcuna anche a chi me l' ha chiesta perché non riusciva a trovarne, nemmeno in farmacia». La
mascherina Made in Solarolo è prodotta sia in cotone che in tnt, il materiale di particolare consistenza che viene
utilizzato per tovaglie e tovaglioli monouso. Nella parte interna può contenere anche un fazzolettino, tipo kleenex.
«Non mi interessano i soldi - aggiunge Pichetti - tengo di più alla salute delle persone. Siamo in un periodo di
emergenza e ognuno deve fare la propria parte. Io e la mia azienda possiamo contribuire con le mascherine.
Abbiamo una capacità produttiva molto elevata e il prezzo singolo può essere molto basso». Il prodotto studiato da
questo artigiano è funzionale a essere indossato per ore senza lasciare segni corrosivi sulla pelle. «Ho pensato a
una mascherina per le aziende, per chi la deve indossare per ore perché a contatto con i colleghi o i clienti. Proprio il
mondo del lavoro è tra quelli che ne ha più bisogno perché giustamente è la sanità a ricevere in via prioritaria le
forniture maggiori. Alle imprese possiamo pensare noi, perché non si può fermare il settore produttivo, che deve
poter lavorare in sicurezza». Lorenzo Tazzari.
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«Processi fermi fino all' estate? Sarà caos»
L' avvocato Carlo Benini, presidente della Camera penale, sul delicato momento della giustizia: «Auspico una ripresa
entro maggio»
di Andrea Colombari «L' eventuale stop delle udienze fino a maggio o
giugno, rappresenterebbe uno scenario ancora gestibile: se invece lo
stop dovesse continuare oltre, allora credo sarebbe dura poi riuscire a
risolvere il carico di lavoro accumulatosi. Sul momento esatto della
ripresa delle udienze, non voglio fare nessuna previsione per non
alimentare la schiera dei tuttologi: su questo fronte, che ha a che vedere
con la sicurezza sanitaria, è meglio ascoltare le persone che hanno
specifica competenza come i virologi». La sospensione delle udienze
legata al Covid-19, sarà valida almeno fino al 15 di aprile. Carlo Benini,
avvocato penalista di lungo corso oltre che presidente della camera
penale della Romagna - associazione che comprende Forlì, Cesena,
Lugo, Faenza e Ravenna -, come il resto del suoi colleghi auspica una
soluzione dell' emergenza in tempi brevi. Anche se la sua analisi in
materia di eventuale accumulo dei processi, si spinge fino a scenari
meno rosei. Avvocato Benini, lei in cosa spera? «In una piena ripresa
già entro maggio, altrimenti ci troveremo sia noi che i tribunali a dovere fare i conti con un carico di lavoro
importante, con tutte le conseguenze che ciò implica. Lo scenario per me diventerebbe catastrofico se dovessimo
riprendere le udienze non prima di luglio». Lei ha tanti processi con detenuti: che sta accadendo su questo
fronte? «Ne seguo una trentina sparsi tra varie carceri italiane: e per loro i problemi si sono accentuati con la
diffusione del Covid-19 tanto che molti direttori di penitenziari hanno sollecitato gli avvocati difensori a non
abbandonare i loro assistiti proprio ora visto che nemmeno i familiari possono andare a trovarli». I legali possono
dunque continuare con le visite? «Come tutti gli altri cittadini, siamo ligi nel rispetto del decreto ministeriale che
per ragioni di salute pubblica impedisce la piena libertà di movimento: ma ci sono situazioni per le quali è meglio
andare di persona e contribuire magari a evitare rivolte come quelle verificatesi nei giorni scorsi in alcune carceri. Di
recente sono stati pubblicati i nomi dei detenuti morti in quelle circostanze: mi preme sottolineare che non sono
persone di serie B e che in generale incombe un problema di sovraffollamento carcerario con conseguente
accentuata promiscuità».
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sabato 21 marzo 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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Che significa questo in tempo di emergenza sanitaria? «Che se per caso all' interno di un carcere, qualcuno
importasse il Covid-19, allora nel breve il contagio si estenderebbe a un alto numero di detenuti. Una tragedia
insomma, con conseguenti problemi sanitari e non solo: perché per piantonare un ammalato in ospedale, occorrono
otto agenti a darsi il cambio. Un numero proibitivo alla luce anche della carenza cronica degli organici». Soluzioni?
«L' unione delle camere penali italiane, alla quale aderiamo, ha già sollecitato il ministero per un' applicazione più
ampia della detenzione domiciliare. Giusto mercoledì scorso, uno specifico provvedimento ha stabilito che fino a un
residuo pena di 18 mesi, si può accedere ai domiciliari con braccialetto elettronico; mentre sotto i 6 mesi, si potranno
avere i domiciliari senza braccialetto. Ma ritengo sia una goccia nel mare: sono pochi i detenuti che ne possono
beneficiare; inoltre non ci sono abbastanza braccialetti per tutti». Che ne pensa del carcere di Ravenna? «Che è
sovraffollato al pari di tante altre case circondariali, anche se devo dire che è una realtà assolutamente positiva,
caratterizzata da una buona gestione: stanno cercando di fare tutto ciò che è possibile fare. In un certo senso, è un'
isola felice». Con voi avvocati, quali misure hanno adottato per contrastare il Covid-19? «Entriamo
scaglionati, uno alla volta, con mascherina e guanti, muniti anche di autocertificazione. Inoltre ci misurano la
temperatura». Giusto mercoledì scorso proprio in carcere, è stata celebrata la prima udienza di convalida di
un arresto mai tenuta a Ravenna in videoconferenza: non pensa che questo strumento potrebbe
alleggerire l' attuale stop dei processi? «Sì, a patto che sia chiaro che si tratta di un sistema estemporaneo
adottato in ragione di un' urgenza. E che un domani non dovrà essere considerato un precedente per svilire il
processo penale. In definitiva, se ora servisse a evitare l' afflusso di persone in tribunale, ben venga: ma dovrà essere
solo una soluzione momentanea». Senza processi in corso, che fa un avvocato penalista? «Prosegue l' attività
di formazione professionale o intraprende quelle letture che con le udienze si erano trascurate e che prima dello
stop da Covid-19, si erano lasciate alle sole tre settimane di sospensione estiva delle attività. Si impegna poi a
smaltire l' arretrato e, nel caso si profilino all'
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sabato 21 marzo 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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orizzonte processi complessi, ne approfitta per prepararli al meglio. C' è infine lo studio che chiaramente è ora
chiuso al pubblico anche se qualcuno di noi c' è sempre: facciamo i turni, uno per volta, poi disinfettiamo per una
sicurezza completa».
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sabato 21 marzo 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Federcaccia
Donati 12.500 euro per gli ospedali
La Federcaccia ravennate ha donato 12.500 euro all' Ausl Romagna in
favore degli ospedali Santa Maria delle Croci di Ravenna e Umberto I di
Lugo come contributo all' emergenza sanitaria in corso. La sezione
provinciale ringrazia e rende merito alle sue sezioni comunali di
Alfonsine, Bagnacavallo, Brisighella, Casola Valsenio, Castelbolognese,
Cervia, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massalombarda, Ravenna,
Riolo Terme, Russi e Solarolo che hanno consentito di raccogliere la
somma. «La donazione rientra in una più ampia iniziativa della
Federazione Italiana della Caccia che, come in altre occasioni, ha
risposto immediatamente all' emergenza coronavirus con grande
generosità. L' associazione ha messo a disposizione solo per l' Emilia
Romagna 108mila euro a favore delle strutture sanitarie e del personale
medico, infermieristico e volontario. L' impegno non si ferma, presenti
sempre».
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sabato 21 marzo 2020
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
Commercio, a rischio tutto il settore «Tutelare le partite iva e i dipendenti»
Venturi: «Chiesti ai sindaci accorgimenti speciali sulle tasse per l' occupazione suolo pubblico e per i rifiuti»
MICHELE DONATI
FAENZA Le associazioni di categoria lanciano un grido di allarme: l' emergenza
sanitaria va risolta il prima possibile con tutti i mezzi a disposizione, ma allo
stesso tempo è necessario pensare fin da subito a come garantire la
sopravvivenza del sistema economico. «Perla maggior parte delle imprese
attive nel mondo del commercio la situazione è drammatica - afferma
Francesco Carugati, direttore generale di Ascom - e soprattutto per le attività di
vendita al dettaglio e i pubblici esercizi. Deve essere messa al centro dell'
attenzione la sopravvivenza delle imprese». MISURE INSUFFICIENTI Carugati
giudica come insufficienti le misure economiche varate dal governo in questi
giorni: «L' intervento dello Stato - dice - è troppo ridotto rispetto a quanto
necessario, gli aiuti vanno studiati nei minimi dettagli. Molte delle nostre
categorie sono per sino tagliate fuori dall' irrisorio contributo di 600 euro che è
stato stanziato, e tante altre imprese ricadono solo in scarsa misura nei
provvedimenti presi. Le piccole partite iva vanno tutelate al pari del personale
dipendente. Non serve solo una moratoria, è necessario riformulare le tariffe
dei servizi: imposte su immobili, Tari, occupazione del suolo pubblico».
Insomma, dopo la sanità pubblica il tema fondamentale «è la tenuta dell' economia. Tutti facciano la loro parte».
TASSE DA TAGLIARE La posizione di Ascom è sostanzialmente sovrapponibile a quella di Confesercenti: «Il decreto
"Cura Italia" - commenta Chiara Venturi, referente di Confesercenti Faenza - dà alcune risposte che però sono ancora
incomplete, purtroppo le risorse stanziate non sono sufficienti. Stiamo già usando alcuni strumenti come la cassa
integrazione. Ci stiamo confrontando con le amministrazioni locali domandando a ciascuno di fare la propria parte,
gli enti pubblici devono compiere uno sforzo. Abbiamo chiesto ai sindaci della provincia di aprire per alcune
categorie una riflessione sulle tasse di occupazione del suolo pubblico e la tassa sui rifiuti, argomenti che
coinvolgono da vicino gli ambulanti ma anche i pubblici esercizi con aree esterne». Un altro aspetto da prendere in
considerazione è quello della vendita su piattaforme online, che rischia di mettere ulteriormente in ginocchio il
mondo dei negozi: «Giunti a questo punto - ipotizza Venturi - forse sarebbe meglio se ci fermassimo tutti, tranne
naturalmente chi si occupa dei beni di prima necessità». Il momento più temuto è però quello che arriverà una volta
terminata la pandemia: «Temiamo che saranno
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sabato 21 marzo 2020
Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
in diversi a non farcela - chiosa Venturi - a cominciare dalle aziende che già da prima si trovavano in difficoltà.
Sapremo rimboccarci le maniche quando sarà ora di ripartire, ma più questo giorno si allontana più saranno le
imprese in crisi».
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sabato 21 marzo 2020
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
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«Macchine già pronte per realizzare un milione di mascherine a settimana»
L' imprenditore: «Purtroppo la burocrazia frena la produzione. Intanto le regalo a chi conosco»
SOLAROLO «Noi siamo pronti per avviare a livello industriale la produzione di
mascherine sanitarie e anche altri articoli per proteggersi dal coronavirus.
Siamo in grado di rifornire tutta Italia». A parlare è Enzo Pichetti della "Pichetti
Fustelle", imprenditore romagnolo fondatore, nel 1978, di un' azienda leader per
la progettazione e realizzazione in cartotecnica di vari prodotti. «Sono dotato di
macchinari all' avanguardia adatti anche ad unaproduzione massiccia: 1 milione
di mascherine a settimana. In questi giorni ho già sperimentato la creazione di
diversi presidi sanitari. Di mascherine ne ho già fatte parecchie che regalo a chi
conosco. Per commercializzarle però sono necessarie autorizzazioni da parte
degli organi preposti: «Già richieste - afferma Pi chetti - ma che nonostante l'
emergenza non sono così veloci e facili da ottenere». LA BUROCRAZIA
Insomma mentre da più parti si reclamala necessità urgente di Dpi (Dispositivi di
protezione individuale), in ospedali, aziende, uffici e negozi la burocrazia ci
mette del suo a frenarne la fabbricazione e distribuzione capillari. Già a regime,
autorizzate, la " Pichetti Fustelle" ha invece i componenti per le visiere di medici
e infermieri nei reparti ospedalieri a rischio contagio: «In questo caso - continua
l' imprenditore-si tratta di un lavoro conto terzi per un' altra ditta che ha ottenuto tutti i permessi». Le mascherine che
Pichetti regala sono in Tnt (Tessuto non tessuto) certificato quale prodotto fibroso industriale ottenuto con
procedimenti diversi dalla tessitura e dalla maglieria, realizzato artificialmente, idoneo a creazioni idrorepellenti e
resistenti a temperature elevate. Morbido e non abrasivo il Tnt serve già per realizzare abbigliamento medico, camici
chirurgici sterili per sale operatorie, mascherine cuffie e copriscarpe. Il materiale in pratica ha già la capacità
idrorepellenti e di tenuta dell' aerosol con cui si diffonde il Covid-19.
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sabato 21 marzo 2020
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
Bcc, 120.000 euro per potenziare le strutture sanitarie locali
Ricci: «Con questa donazione rafforziamo il nostro impegno per la comunità»
FAENZA «Lo abbiamo sempre fatto, a maggiore ragione in questa situazione di
emergenza. La sanità pubblica è uno dei settori che la banca sostiene
attraverso la destinazione di risorse dal plafond di beneficenza che
annualmente l' assemblea dei soci mette a disposizione del territorio. Con
questa donazione rafforziamo il nostro impegno per la comunità». Il presidente
de La Bcc, Secondo Ricci, commenta, con queste parole, la donazione per un
importo di 120.000 euro che consentirà l' acquisto di strumentazione sanitaria
per il potenziamento dei servizi che le Ausl della Romagna e di Imola sono
chiamate ad erogare per fronteggiare l' emergenza sanitaria collegata al
Coronavirus. La banca ha disposto donazioni a favore della Ausl della Romagna
di 90.000 euro per incrementare la dotazione tecnologica degli ospedali di
Ravenna e Forlì, e di 30.000 euro a favore dell' Ausl di Imola. La Bcc promuove
inoltre Secondo Ricci presso soci, clienti e dipendenti una iniziativa nazionale di
solidarietà denominata "#Terapie intensive contro il virus. Le Bcc e le Cr ci
sono", coordinata da Federcasse in collaborazione con il ministero della Salute.
I soci e i clienti potranno donare sul conto corrente intestato a Iccrea banca,
iban IT 84W 080000 3200000 800032006, effettuando le disposizioni direttamente dai canali di home banking.
«Queste iniziative di solidarietà si aggiungono al sostegno concreto che la banca sta dando alle famiglie e alle
imprese del territorio - si riferisce inoltre dall' istituto di credito - per fronteggiare gli impatti economici e sociali
collegati alla emergenza Covid-19 attraverso specifici interventi di sospensione delle rate dei mutui e nuovi
finanziamenti per #ripartireinsieme». «Siamo davvero grati a La Bcc per questa donazione -ha detto il direttore
generale dell' Ausl di Imola Andrea Rossi, ringraziando l' intero consiglio di amministrazione e i soci della banca - in
un momento in cui è particolarmente importante per la nostra azienda avere risorse a disposizione per fronteggiare
un' emergenza drammatica per la popolazione e per il sistema sanitario locale. Tutti gli operatori dell' azienda, dal
primo all' ultimo, si stanno impegnando allo stremo per garantire la miglior assistenza possibile ai nostri cittadini. La
vicinanza che questi gesti di generosità ci dimostrano concretamente è per noi tutti fonte di grande motivazione».
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sabato 21 marzo 2020
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
Telefonate a tutti i riolesi over 75
RIOLO TERME A partire da ieri pomeriggio, il sindaco Alfonso Nicolardi e la
giunta comunale di Riolo Terme contatteranno telefonicamente, una ad una, le
persone over 75 di Riolo Terme per verificare che stiano bene, abbiano la
disponibilità dei servizi necessari ed abbiano ben compreso la gravità del
periodo che stiamo vivendo. «Soprattutto le persone anziane e a volte sole,
hanno bisogno di sentire la vicinanza delle istituzioni e di un' intera comunità
che sta pensando e vuole prendersi cura di loro - dice in proposito il primo
cittadino riolese -. Cercheremo di fare capire loro che devono uscire di casa il
meno possibile. Oggi è certamente un sacrificio stare in casa, ma si lega
direttamente alla speranza di ritornare a quella "normalità" che manca così
tanto, a tutti noi».
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sabato 21 marzo 2020
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Ieri l'addio ad Arturo Mariani Faenza piange la sua seconda vittima
FAENZA Si sono svolti ieri mattina (senza alcun tipo di cerimonia pubblica né
privata, come da disposizioni disposte già da giorni per il trattamento di questi
casi) i funerali di Arturo Mariani, detto Bruno (nella foto), l'88enne di Faenza che
era deceduto all'ospedale manfredo dove era ricoverato da qualche giorno nel
reparto di medicina d'urgenza. Trasferito attorno alle 10.30 di ieri dalla camera
mortuaria dell'ospedale verso il cimitero dell'Osservanza , qui si è proceduto
con la cremazione. Se ne sono occupate le Onoranze Funebri Gamberini di
Faenza. L'anziano era stato rinvenuto esanime a terra domenica scorsa nella
sua abitazione di via Cavour, in pieno centro a Faenza. Alle prese con un quadro
clinico segnato da gravi e pregresse patologie, mentresi trovavain ospedale le
sue condizioni di salute si sono ulteriormente aggravate. La difficoltà
respiratoria aveva subito fatto pensare che potesse essere stato colpito dal
coronavirus. Per questo il personale edico aveva effettuato un tampone il cui
esito aveva poi dato esito positivo. Non c'era stato nemmeno il tempo per
trasferirlo come da protocollo all'ospedale di Ravenna, che è dotato del reparto
di Malattie infettive; mercoledì l'88enne è deceduto. Vedovo, lascia la figlia
Cristina. È il secondo faentino scomparso a causa del coronavirus. Domenica scorsa era deceduto il 74enne Adriano
Belletti.
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sabato 21 marzo 2020
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Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
È boom di contatti per i corsi di ginnastica on line targati Uisp
Le tre pagine Facebook sono state contattate da oltre 25mila persone Nuovi corsi dal 23 marzo
IMOLA Oltre 25mila visualizzazioni, esattamente 25.160 di cui 22.990 sulle tre
pagine Facebook Uisp Faenza -Imola, SportUp e Impianto Ortignola, e 2.170 sui
due siti internet Uisp Faenza -Imola e Impianto Ortignola. Una media di 3.594
visualizzazioni per ciascuno dei sette video pubblicati fra giovedì 12 e
mercoledì 19 marzo. È il bilancio della prima settimana di #losportrestaacasa-
Ginnastica a distanza, l' iniziativa del comitato territoriale di Imola e Faenza
della Uisp, della società SportUp e del complesso sportivo "Enrico Gualandi" per
tenere compagnia ai propri tesserati anche nei giorni di chiusura dell' impianto e
di sospensione dell' attività a causa dell' emergenza coronavirus, proponendo
loro esercizi per mantenersi in allenamento anche a casa ogni giorno differenti.
E sercizi/circuiti per le braccia, le anche, i piedi e gli addominali, ginnastica per la
terza età e hatha yoga gli argomenti delle prime sette "lezioni". Una palestra
virtuale aperta di sicuro fino al 3 aprile e che sarà ampliata lunedì prossimo con
iniziative il fase di definizione. «Non possiamo che essere contenti per il
riscontro che stiamo ricevendo dai nostri tesserati, ma non solo - commentano
Dino Battilani, presidente del comitato territoriale di Imola e Faenza della Uisp, e
Paola Lanzon, presidente di SportUp -. Questo dimostra il desiderio forte di mantenere un contatto e un rapporto fra
le persone, e una voglia altrettanto forte di condividere assieme la nostra passione comune per l' attività fisica e il
benessere». Insomma, «in un momento come questo, difficilissimo e profondamente triste per ciò che sta
succedendo in Lombardia, nel circondario e in Emilia-Romagna, dobbiamo cercare di reagire attraverso ogni mezzo
a nostra disposizione - aggiungono Battilani e Lanzon -, e lo sport "si mette a servizio" per rinforzare i rapporti,
nonostante l' impossibilità del contatto fisico, e il desiderio di resistere e combattere insieme».
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