Media Monitoring per 26-04-2019 - Rassegna stampa del 26-04-2019 - Azienda Ospedaliera Universitaria San ...
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AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ................................................................................ 1
25/04/2019 - WWW.ILVESCOVADO.IT
Raggiunge Ospedale in scooter e scopre di avere un infarto. Salvo 53enne di Amalfi ........... 1
Sanità Salerno e provincia .............................................................................................................. 2
26/04/2019 - IL MATTINO (ED. SALERNO)
«Ospedale, cinque giorni per operare una frattura» .............................................................. 2
26/04/2019 - CRONACHE DI SALERNO
La Giornata della donazione: domenica presso l' ospedale .................................................... 3
Sanità Campania ............................................................................................................................... 4
26/04/2019 - IL MATTINO (ED. BENEVENTO)
Ambulatori e liste d' attesa al «Rummo» Pizzuti: «Non confondeteci con l' Asl» .................... 4
26/04/2019 - IL MATTINO (ED. BENEVENTO)
«Ospedale in bilico diamo un segnale boicottando il voto» .................................................... 6
26/04/2019 - IL MATTINO (ED. CASERTA)
In ospedale ladri di fiori e di «sollievo» .................................................................................. 8
26/04/2019 - CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Incurabili, spostare i vasi è reato penale ............................................................................... 9
26/04/2019 - IL VENERDÌ DI REPUBBLICA
LA FARMACIA CHIUDE POCHE SPERANZE PER GLI INCURABILI ............................................. 11
26/04/2019 - IL MATTINO (ED. CASERTA)
La salute dipende pure dalla rete internet L' ospedale aggiorna sistemi e banca dati ........ 13
26/04/2019 - IL MATTINO
Rischio ambulanze botte a due medici in un solo giorno ...................................................... 15
Sanità nazionale ............................................................................................................................. 17
26/04/2019 - LA STAMPA
"Bisogna fare informazione sui social network" ................................................................... 17
26/04/2019 - LA STAMPA
Allarme morbillo: in un anno casi triplicati Italia quinta tra i ricchi per mancati vaccini ...... 18
26/04/2019 - IL MESSAGGERO
Asl, giro di vite sui concorsi arriva l' algoritmo anti -truffa .................................................. 20
26/04/2019 - AVVENIRE
«Fino a due anni mai davanti a un tablet» ........................................................................... 22
26/04/2019 - IL FATTO QUOTIDIANO
Legge per riformare la sanità in Italia, dopo scandalo Umbria ............................................. 24
26/04/2019 - IL DUBBIO
Medici neolaureati in pronto soccorso: sindacati in rivolta .................................................. 25
26/04/2019 - AVVENIRE
Quelle donne contro il cancro «Una sfilata per rinascere» ................................................... 2725/04/2019
ilvescovado.it
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
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Raggiunge Ospedale in scooter e scopre di avere un infarto.
Salvo 53enne di Amalfi
È giunto all’ospedale di Castiglione di
primo mattino, a bordo del suo scooter.
Lamentava fastidiosi dolori all'addome
quel 53enne di Amalfi. Preso in cura dal
cardiologo di turno,
l’elettrocardiogramma ha svelato che un
infarto, anche esteso, era in corso.
Stabilizzato grazie alla terapia
farmacologica necessaria, l'uomo è stato
portato a bordo di un'ambulanza di tipo
A con rianimatore a bordo al porto
turistico di Maiori. Ad attenderlo
l'eliambulanza che lo ha trasferito alla torre cardiologica dell'Ospedale Ruggi
d'Aragona di Salerno per l’urgente intervento chirurgico. L'uomo, che con senso di
responsabilità e senza esitare si è affidato ai medici di Castiglione, ora è fuori
pericolo
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso26/04/2019 Pagina 28
Il Mattino (ed. Salerno)
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
«Ospedale, cinque giorni per operare una frattura»
VALLO DELLA LUCANIA VALLO DELLA
LUCANIA Carmela Santi Una lunga
attesa, oltre 5 giorni, per essere
sottoposti a un intervento chirurgico. È l'
odissea vissuta da cinque pazienti
ricoverati con fratture di femore e omero
nel reparto di ortopedia dell' ospedale
San Luca di Vallo. A denunciarla in una
lunga lettera inviata ai commissari
straordinari dell' Asl Salerno e al
direttore sanitario del plesso ospedaliero
è il sindaco di Moio della Civitella Enrico
Gnarra, testimone diretto di quanto
sarebbe accaduto durante le festività
pasquali, a quanto pare, nel reparto di
ortopedia qualcosa non è andato per il
verso giusto tanto da far slittare tutto a
dopo il weekend e oltre. Il sindaco in
visita a un amico, diventa suo malgrado
testimone di una vicenda che accomuna
cinque persone. «I cinque malcapitati
erano convinti di essere operati nella
giornata di venerdì 19 ma ad ora di
pranzo le loro aspettative svaniscono»,
scrive Gnarra al commissario Mario Iervolino, al sub sanitario Vincenzo D' Amato e al
direttore sanitario Adriano De Vita, e continua: «L' intervento è rinviato a dopo
Pasquetta. Ciò significa che all' ospedale di Vallo, nel reparto di Ortopedia,
nonostante la presenza di pazienti con fratture che andrebbero operati con una
certa tempestività, il venerdì santo si opera solo di mattina, di pomeriggio non si
opera, il sabato santo non si opera». C' è però qualche medico che si stupisce della
mancanza di sedute operatorie, anche alla luce della chiusura dell' omologo reparto
dell' ospedale di Roccadaspide. Il direttore sanitario De Vita è a conoscenza di questi
fatti ma non è cambiato nulla. «Qualcuno - continua il sindaco - mi parla di diatribe
giudiziarie in corso. A me non interessa, mi interessa sapere se c' è un responsabile
che consente di operare una persona, anziana, dopo cinque giorni». ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
La Giornata della donazione: domenica presso l' ospedale
EBOLI. Si rinnova l' appuntamento con la
"Giornata di donazione del sangue". Un'
occasione a cavallo tra la solidarietà a
tutto tondo e l' impegno civile che
dovrebbe contraddistinguere tutti. Il
nuovo appuntamento è programmato per
dopodomani, domenica 28 aprile 2019,
presso il presidio ospedaliero Maria
Santissima Addolorata di Eboli, dove si
terrà una giornata di autentica
solidarietà, che avrà l' obiettivo
dichiarato invogliare la cittadinanza a
donare il sangue, il tutto in previsione di
una raccolta emergenziale che investe
tutto il territorio di Eboli e del
circondario. La donazione di sangue
straordinaria è un' iniziativa che, come
molte altre, con ciclica cadenza
coinvolge l' Unità Operativa di Medicina
Trasfusionale del Presidio Ospedaliero di
Eboli, in collaborazione con l' Avis di
Giungano. Un' iniziativa che è stata
promossa grazie all' impegno degli operatori locali, a cominciare da Teresa Sparano,
allo scopo di sensibilizzare la popolazione alla donazione del sangue. Gli
organizzatori del Centro Trasfusionale dell' ospedale di Eboli in queste ore stanno
rivolgendo un invito a tutti i cittadini, affinché partecipino all' iniziativa di solidarietà.
Si dona dalle ore 8 alle ore 12.
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso26/04/2019 Pagina 25
Il Mattino (ed. Benevento)
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Argomento: Sanità Campania
Ambulatori e liste d' attesa al «Rummo» Pizzuti: «Non
confondeteci con l' Asl»
LE CRITICITÀ Luella De Ciampis I tempi d'
attesa per effettuare visite specialistiche
all' ospedale «Rummo» continuano a
essere lunghissimi. A seconda dei reparti
variano nell' ambito di una forbice che
va dai 30 ai 365 giorni, lasciando insoluti
nodi da sciogliere, di vitale importanza
per i cittadini del Sannio. In Cardiologia
per effettuare un ecografia cardiaca
servono circa 7 mesi e mezzo, per un'
ecografia cardiaca pediatrica ci vogliono
poco meno di 4 mesi e per sottoporsi a
una prova da sforzo, sono necessari più
di 9 mesi. Nel reparto di Oculistica i
tempi di attesa per una visita completa,
sono in media di 168 giorni, mentre, in
Chirurgia cardiovascolare per un
ecocolordoppler si aspetta per circa 5
mesi. Le attese più lunghe, riguardano
però le visite presso i reparti di
Pneumologia con 239 giorni, Nefrologia
con 323 giorni e senologia, solo per
quanto riguarda la mammografia, per cui
è necessario attendere un anno, contro i
30 giorni necessari per la visita senologica. IL MANAGER «Per quanto riguarda l'
erogazione delle visite ambulatoriali chiarisce il direttore generale, Renato Pizzuti il
compito dell' ospedale non è farsene carico in prima battuta ma affiancare l' attività
di screening svolta dal territorio, e quindi dall' Asl. Anche nei percorsi di screening, l'
ospedale ha un ruolo diverso: quello di subentrare nella fase successiva, se viene
riscontrata una lesione sospetta, meritevole di un approfondimento. Lo stesso
discorso è valido anche per le visite cardiologiche, perché l' azienda ospedaliera
garantisce in tempi brevi tutti i controlli ai pazienti ricoverati e dimessi, ma ha tempi
di attesa non brevissimi per le prestazioni ambulatoriali». La lunghezza dei tempi di
attesa per le prestazioni cardiologiche, è infatti subordinata al fatto che, le uniche
strutture che possono erogarle in modalità gratuita, sono l' Asl e l' ospedale, in
quanto, anche presso i centri convenzionati, le visite cardiologiche sono a
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usopagamento. Per esempio, un elettrocardiogramma richiesto per praticare sport ha un
costo medio di 50 euro. IL RECLUTAMENTO Intanto, l' azienda ospedaliera ha avviato
l' iter per l' espletamento del concorso per titoli ed esami, per la copertura di 4 posti
per dirigente medico per l' unità operativa di Cardiologia. Il procedimento è stato
messo in atto in seguito alla nota sottoscritta dal direttore dell' unità di Cardiologia
interventistica e Utic, Marino Scherillo, che invitava la direzione strategica ad
accelerare l' indizione del concorso, a causa della grave carenza di cardiologi, a cui
attualmente si sopperisce con gli incarichi a tempo determinato. La possibilità di
reclutare dirigenti medici direttamente dalla graduatoria concorsuale consentirà di
effettuare assunzioni a tempo indeterminato, che daranno stabilità organizzativa e
gestionale al reparto, contribuendo al mantenimento dei Lea. Una carenza, quella
dei cardiologi, da colmare, ma sicuramente con minor difficoltà rispetto a quella di
anestesisti, da destinare alle terapie intensive, di cui cominciano a lamentare l'
assenza anche alcune strutture private del territorio. Infatti, per la Radiologia, altra
branca in grave affanno, per carenza di medici, sono già state immesse in servizio 6
unità e altre 3 ne saranno assunte. Contestualmente, sono state indette le
procedure di avvisi di mobilità regionale e interregionale per titoli e colloqui, per la
copertura di 21 posti di collaboratore amministrativo e per la copertura di 71 posti di
operatore socio sanitario. Un provvedimento quest' ultimo, reso necessario dalla
carenza di operatori sociosanitari, che si è aggravata negli anni e che rischia di
compromettere il raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza. Infatti, gli Oss,
sono figure indispensabili di supporto ai professionisti sanitari, che agiscono, nell'
assistenza di base ai pazienti non autosufficienti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Il Mattino (ed. Benevento)
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Argomento: Sanità Campania
«Ospedale in bilico diamo un segnale boicottando il voto»
LA MOBILITAZIONE Vincenzo De Rosa
Terza notte di occupazione a Palazzo San
Francesco per il Comitato civico
spontaneo «Curiamo la vita» dopo una
giornata che ha lasciato però il segno nel
morale delle donne e degli uomini che
ormai da mesi conducono la battaglia
per la difesa del presidio ospedaliero di
Sant' Agata de' Goti. Ieri in piazza
Municipio, sotto il balcone dell' aula
consiliare occupata da martedì, gli
attivisti avevano invitato i cittadini di
Sant' Agata e dei comuni limitrofi, i
rappresentanti istituzionali e le
associazioni per protestare tutti insieme
e far sentire più forte la voce di chi
chiede che il «Sant' Alfonso» non si
tocchi. LA DELUSIONE Un grido che però
è rimasto isolato, poco più di 50 le
persone che si sono ritrovate nel corso
dell' intero pomeriggio dinanzi la porta
del municipio. E tra le istituzioni presenti
il solo sindaco di Airola Michele
Napolitano ed assessori e consiglieri del
Comune di Sant' Agata. Una situazione che ha distrutto il morale degli attivisti. La
portavoce del comitato Mena Di Stasi ha quasi perso i sensi ed è stato necessario l'
intervento dei sanitari del 118. Una scena quasi surreale quella delle donne
affacciate al balcone sotto lo sguardo stupito dei tanti turisti che hanno affollato ieri
il centro storico di Sant' Agata. Una protesta però destinata ad andare avanti, sia
con l' occupazione dell' aula consiliare di Palazzo San Francesco, sia con la tenda del
sit-in nel cortile del plesso ospedaliero di località San Pietro. Anche con nuove
iniziative, in attesa che da Napoli in giornata giungano notizie dal tavolo convocato
in Regione. Un incontro nel quale però il comitato crede poco, così come ormai poca
è la fiducia rimasta nella solidarietà della cittadinanza. «Evidentemente ai
santagatesi non interessa nulla dell' ospedale e della nostra protesta» hanno
commentato a fine giornata gli attivisti dall' aula consiliare occupata. «In questi
giorni hanno spiegato in tanti ci hanno detto di proseguire nella protesta, hanno
garantito la loro vicinanza e la loro presenza cittadini ed associazioni, ci hanno
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoinvitato ad andare avanti ma adesso queste persone dove sono? Dobbiamo pensare
allora che i santagatesi hanno paura? Ma noi non ci fermiamo, andiamo avanti lo
stesso». Al pomeriggio era stata invece Mena Di Stasi a ringraziare chi era
intervenuto, polemizzando con gli assenti. «Davanti a voi e davanti a noi aveva
detto la portavoce incatenata c' è la risposta del perché ci stanno togliendo l'
ospedale. Ho sempre pensato che la differenza avrebbe potuto farla l' unione, ma se
questa è l' unione...». L' APPELLO Protesta, come detto, che proseguirà con le
pasionarie che ora con un nuovo appello vorrebbero coinvolgere anche chi in questi
giorni è impegnato nella presentazione delle liste per le elezioni amministrative del
26 maggio. Sant' Agata è infatti tra i comuni al voto in provincia di Benevento e già
oggi è attesa l' ufficializzazione delle candidature. Il gesto, clamoroso, che il
comitato chiede ai cittadini di Sant' Agata è quello di non presentare nessuna lista
per le elezioni comunali. «Ai nostri concittadini questa la richiesta - vogliamo donare
un sogno, desistete dal presentare le liste per il rinnovo del consiglio comunale.
Visto che abbiamo un commissario della Salute, ben venga un commissario per
amministraci tanto il nostro voto è inutile, anzi a volte è dannoso». IL VERTICE
Intanto alle 11 di oggi a Napoli si incontreranno il responsabile della direzione
generale della Regione Campania per la Tutela della Salute Antonio Postiglione, il
sindaco di Sant' Agata Carmine Valentino, il direttore generale dell' azienda
ospedaliera «San Pio» Renato Pizzuti ed il vicepresidente dell' VIII commissione
consiliare della Campania Erasmo Mortaruolo. Confronto che avrà ad oggetto la
«programmazione delle funzioni del presidio ospedaliero Sant' Alfonso Maria de'
Liguori». E dal tavolo potrebbe arrivare anche la notizia di una visita, la prossima
settimana, del governatore Vincenzo De Luca a Sant' Agata. © RIPRODUZIONE
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Argomento: Sanità Campania
In ospedale ladri di fiori e di «sollievo»
Claudio Coluzzi
I gesti che feriscono Ci sono gesti che a
volte danno la misura più di tante parole
della bassezza cui può giungere l' animo
umano. All' interno dell' Ospedale di
Caserta, in occasione della visita del
Governatore De Luca, è stato rifatto il
look del verde pubblico. Alberi potati,
prati rasati, fioriere ovunque. Lasciando
da parte la considerazione che sarebbe
auspicabile tenere sempre in ordine il
verde (oppure far venire De Luca ogni
giorno), c' è qualcosa di più grave.
Qualcuno ha rubato le piantine dalle
fioriere dell' ospedale (come si vede
nella foto). Immagino che questo
«essere» sia stato qualche volta in
ospedale (ricoverato o in visita a parenti
o amici) e si sia reso conto che, quando
si soffre, anche la vista di un fiore o di
un' aiuola ben curata può essere di
sollievo. Ebbene questo qualcuno ha
sottratto sollievo ai pazienti dell'
ospedale. Un furto più grave di una
rapina in gioielleria e che spaventa per l'
ignoranza e la bassezza di chi lo ha compiuto. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Lettori: 29.750
Argomento: Sanità Campania
Incurabili, spostare i vasi è reato penale
Caro direttore, abbiamo appreso con
soddisfazione che il presidente della
Regione Campania Vincenzo De Luca ha
stanziato ( Corriere del Mezzogiorno del
25 aprile scorso) 80 milioni di euro per
intervenire con la massima urgenza sui
dissesti del complesso degli Incurabili,
che mettono in pericolo non solo la
storica Farmacia e la cinquecentesca
chiesa di Santa Maria del Popolo, ma lo
stesso indispensabile presidio
ospedaliero. Tuttavia De Luca ha chiesto
al commissario dell' Asl Napoli 1 Centro
(che ha titolo sugli Incurabili) Ciro
Verdoliva - in contrasto con le decisioni
del ministero dei Beni culturali,
competente in materia - che dalla
Farmacia degli Incurabili, gli splendidi
vasi e i loro pregevolissimi stigli in radica
di noce, siano trasferiti nell' Ospedale di
San Gennaro fuori le mura, per renderli
fruibili in quella sede, peraltro sprovvista
di impianti di sicurezza e antifurto. La
decisione è arbitraria e antistorica in quanto l' Ospedale di San Gennaro possedeva
la sua perduta Spezieria: i vasi seicenteschi, dipinti con l' effigie di San Gennaro,
sono pubblicati in Gli antichi vasi di maiolica delle spezierie napoletane (di G.
Donatone, Editore Guida, Napoli 2018). Il governatore farebbe cosa meritoria se
iniziasse una campagna per il recupero dei vasi con San Gennaro sparsi per il mondo
e ripristinasse l' antica Spezieria. Invece il Mibac ha deciso di trasferire i vasi degli
Incurabili temporaneamente e cautelativamente nel Museo di San Martino che è
adeguatamente tutelato; tutto ciò è condiviso da Nicola Spinosa e da Leonardo Di
Mauro, in qualità di storico dell' arte. Italia Nostra si chiede chi siano gli esperti a cui
si rivolge il governatore De Luca. Dovrebbero sapere che i vasi della Farmacia degli
Incurabili sono stati creati per essere esposti solo nel contesto decorativo delle
eleganti boiserie , che non possono essere rimossi dalla storica Farmacia, a meno di
incorrere nel reato previsto dall' articolo 733 del Codice penale: danneggiamento di
opere d' arte di rilevante valore artistico. I preziosi vasi di maiolica vanno ammirati
solo nel loro suggestivo contesto di boiserie , impreziosite dagli strepitosi fondali d'
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usointaglio dorato barocco napoletano. I vasi senza il loro contesto sarebbero
disanimati, snaturati, deraciné. Si rinunci a siffatte anacronistiche scelte, prive di
specifica competenza. Italia Nostra sollecita le relazioni dei tecnici nominati per
acclarare i dissesti e i danni statici alle strutture degli Incurabili. E' urgentissimo
provvedere ai consolidamenti statici e al risanamento idrogeologico del sottosuolo.
Con l' occasione dei lavori è importante che gli archeologi vigilino ed effettuino scavi
mirati per fare emergere eventuali, preziose testimonianze dell' acropoli greca di
Napoli.
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EAV: € 1.022
Lettori: 29.750
Argomento: Sanità Campania
LA FARMACIA CHIUDE POCHE SPERANZE PER GLI INCURABILI
DI GIUSEPPE DEL BELLO
Napoli. Era venuto giù con un boato, all'
alba del 24 marzo, insieme alle ossa
della cofondatrice dell' Ospedale degli
Incurabili, Maria D' Ayerba.
Miracolosamente, in bilico, è rimasta
solo la sua lastra tombale, giusto a
ridosso di una trave piazzata dai gestori
di un garage sottostante. Probabilmente
abusivo.Difficile, davanti al disastro, farsi
una ragione del crollo del pavimento
della cinquecentesca chiesa di Santa
Maria del Popolo degli Incurabili. Anche
perché il proprietario di un patrimonio
artistico e storico di inestimabile valore è
una Asl, la Napoli 1. Un' azienda
sanitaria le cui ricchezze stanno andando
in malora. L' ultima puntata - in questa
storia di incuria e pressapochismo -
riguarda proprio la famosa Farmacia,
gravemente danneggiata con il crollo del
pavimento. Ora si teme per il resto del prezioso complesso museale di cui si sono
innamorati in tanti, compresi Alberto Angela, il regista Ferzan Özpetek e la Bbc.
Costruita nel XVI secolo, ampliata e decorata tra il 1740 e il 1760 nelle forme che
abbiamo conosciuto, ricca di opere d' arte, ha rappresentato l' idea dell' epoca di
curare anche con la bellezza. Delle centinaia di farmacie simili era l' ultima al mondo
rimasta intatta. Le due sontuose sale che la compongono, chiuse per oltre trent'
anni, erano state riaperte al pubblico nel 2011. Adesso da questo scrigno stanno per
essere portati via molti oggetti e opere di valore. Chi li conserverà per il tempo dei
restauri? Non si sa. Del resto, l' immenso tesoro degli ospedali storici napoletani non
è mai stato ordinato e classificato. «Neanche la Soprintendenza ha un catalogo dei
beni» spiega Gennaro Rispoli, il chirurgo che dieci anni fa la Asl autorizzò a istituire,
all' interno degli Incurabili, il Museo delle Arti Sanitarie. «Ho fatto quel che potevo,
cioè un primo inventario. Ma catalogare non spetta a me». La magistratura ha
aperto un fascicolo per accertare se il crollo sia dipeso dalla scarsa manutenzione. E
se la caverna di tufo su cui insiste la chiesa sia stata trasformata in un parcheggio a
pagamento ampliato violando la legge. Dov' erano Regione e Asl? Ciro Verdoliva, il
commissario straordinario dell' azienda sanitaria, ammette: «Nonostante i segnali
premonitori, nessuno si è mai interessato». Il saggista Antonio Emanuele
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoPiedimonte, autore di Alchimia e Medicina a Napoli, guarda avanti: «La Regione
dovrebbe mobilitare le eccellenze universitarie della Campania. I tesori dell' Asl sono
la nostra storia».
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Lettori: 133.364
Argomento: Sanità Campania
La salute dipende pure dalla rete internet L' ospedale
aggiorna sistemi e banca dati
LA SANITÀ Ornella Mincione Verranno
spesi circa 75.000 euro per adeguare l'
infrastruttura della rete dati dell' azienda
ospedaliera Sant' Anna e San Sebastiano
di Caserta. Un servizio che è stato
affidato, a seguito di una gara, alla
Nabacom srl, unica candidata insieme
alla Telecom. La nuova rete potrebbe
essere attiva già tra la fine di maggio e l'
inizio di giugno. È quanto si evince in
una delibera pubblicata in albo pretorio
su cui si legge che, «per garantire uno
standard di efficienza elevato, nell'
ambito dei nuovi processi informatici di
questa azienda», è stata avviata a marzo
scorso la procedura per una richiesta di
offerta sulla rete Mepa Consipm
aggiudicata nel giro di poco più di un
mese. «Quest' adeguamento è stato
assolutamente necessario - spiega il
direttore generale dell' azienda
ospedaliera Mario Ferrante -. La rete ora
vigente non sostiene la mole dei dati che
vengono immessi continuamente e,
quindi, il sistema è pesantemente rallentato e spessa va in blocco». Ogni attività che
viene svolta in ospedale, infatti, «viene registrata in rete: va in internet. Questa rete
è obsoleta e deve essere adeguata al nuovo flusso di informazioni. Attualmente
bisogna fare i conti con la telemedicina e per mantenere i ritmi bisogna che la rete
sia predisposta a sostenere i tanti dati», continua ancora il manager del nosocomio.
«Abbiamo fatto un lavoro chirurgico per riutilizzare quanto era preesistente e
contenere al massimo i costi - spiega Giovanni Sferragatta, direttore del' Uoc servizi
informatici aziendali -. Con la vecchia rete avevano una velocità dalle due sale
server ai nove edifici dell' ospedale di 1 Gb. Ora avremo una velocità dieci volte più
efficace, che arriva a 10 Gb». La rete da adeguare «risale a dieci anni fa. In questo
periodo la tecnologia è avanzata e anche il sistema sanitario. Molti sono i dati che
sono in rete, soprattutto immagini - spiega ancora Sferragatta -. Si consideri che solo
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usouno studio diagnostico per un paziente può contenere decine di immagini, anche
oltre la cinquantina». Per l' intero nosocomio sono due i centri stella campus, vale a
dire le sale server da cui inizia a diramarsi la rete locale ospedaliera. Questo flusso
ha la velocità di 1 Gb. Poi, in ogni edificio, si dirama un ulteriore rete che arriva a
ciascuna postazione e questo sistema ha una velocità di 100 Mb. «Con l' andare del
tempo, l' informatizzazione dei dati ha raggiunto livelli elevatissimi e l' esigenza di
velocità e interconnessione è aumentata a dismisura. Sulla rete - aggiunge il
direttore dell' Uoc servizi informatici - ha inciso la videosorveglianza e il nuovo
sistema informatico amministrativo regionale. È necessario realizzare al più presto
una rete cloud per le informazioni, oltre a dover stabilire un sistema di Back Up.
Tutti fattori che hanno reso oltremodo necessario e urgente l' adeguamento della
rete». Questo lavoro, «che verrà svolto entro fine maggio e non oltre giugno,
resisterà per almeno altri dieci anni. Un procedimento che è stato aggiudicato ad
una ditta per un costo più basso della base d' asta, ovvero di 88.000 euro. L'
aggiudicazione è stata assegnata per una spesa di 74.553,53 euro», tiene a
precisare il responsabile Sferragatta. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità Campania
Rischio ambulanze botte a due medici in un solo giorno
`A Barra e in via Melloni giornata difficile
per il personale Cazzotti e minacce di
morte: «Se muore vi sparo in testa» L'
EMERGENZA Ettore Mautone Violenza
contro i camici bianchi, aggressioni ai
danni di medici e infermieri nei pronto
soccorso e sui mezzi del 118. Ieri due
aggressioni nello stesso giorno, a Barra e
a Piazza Carlo III. Ventinove episodi in 4
mesi, una ogni 4 giorni dall' inizio dell'
anno. Una media, costante, una
progressione grave e inarrestabile. Gli
ultimi della serie ieri mattina e poi nel
pomeriggio: alle 8 da Barra parte una
chiamata al 118. Un paziente è in crisi
per una reazione allergica. Parte il team
del Loreto. Pochi minuti e il mezzo è sul
posto. Il medico fa caricare il paziente
sull' ambulanza, qui inizia le manovre
per stabilizzare la situazione cardiaca e
respiratoria come è prassi. Un familiare
chiede di salire a bordo. Al diniego (le
regole assicurative e per la sicurezza lo
vietano) scatta l' aggressione, una
scarica di pugni e schiaffi al sanitario che è costretto a interrompere le cure e a
rifugiarsi nel vano guida. Poi la corsa in ospedale, il ricovero del paziente e dieci
giorni di prognosi al dottore sottratto a un servizio salvavita. Scatta la denuncia ai
carabinieri. Il medico è costretto ad allontanarsi scortato dalle guardie giurate. LE
MINACCE La seconda aggressione avviene a metà pomeriggio. «La postazione
Ascalesi del 118, da noi soprannominata cicogna in quanto a bordo sono nati due
bambini - segnala ancora l' Associazione Nessuno Tocchi Ippocrate - è attivata alle
17,30 per un codice rosso. Un uomo di 49 anni in via Melloni è in arresto cardiaco. In
8 minuti il mezzo giunge sul posto, iniziano le procedure di rianimazione che durano
oltre 40 minuti. I parenti accusano il team di essere in ritardo (ma non è vero ndr) e
iniziano a inveire ed aggredire verbalmente». Arrivano spintoni, insulti e la
tristemente nota minaccia di morte in caso di decesso del paziente. «Vi sparo in
testa». Una prospettiva agghiacciante. «Poco prima di dichiarare la morte del
paziente - racconta ancora l' associazione guidata dal medico del 118 Manuel
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoRuggieri - giunge una pattuglia della polizia allertata dalla centrale del 118 che con
difficoltà riesce a scortare l' equipaggio in ambulanza. Tra qualche mese se continua
così - commenta Ruggiero - nessuno vorrà più svolgere questo servizio». SOLUZIONI
INSUFFICIENTI La violenza in corsia segue dinamiche note ma le ipotesi di soluzioni
sembrano solo palliativi. La legge nazionale che inasprisce le pene è in dirittura di
arrivo ma non prevede, come richiesto, l' attribuzione ai camici bianchi della
qualifica di pubblico ufficiale che consentirebbe la procedibilità d' ufficio. Le
aggressioni continuano con sempre maggiore frequenza. Come il 4 marzo scorso a
Nola: nonostante la tempestività dei soccorsi la dottoressa viene aggredita senza
motivo con insulti e schiaffi. Coinvolti anche autista e infermiere intervenuti. I camici
bianchi riescono ad avvertire i carabinieri. Il personale viene refertato con 5 e 7
giorni di prognosi, il mezzo sottratto al servizio. Il 9 marzo l' allerta giunge da Sant'
Antimo: una donna e i suo bambino di appena un anno e mezzo sono ostaggio del
compagno della donna tossicodipendente e agli arresti domiciliari. Urla, minacce, poi
il tentato suicidio dell' uomo, quindi le escandescenze in ambulanza. I carabinieri
intervengono dopo un' ora. L' 8 marzo l' aggressione avviene a Pianura, soccorso a
una donna in codice giallo. Anche in questo caso l' aggressione scatta al diniego di
far entrare un familiare sul mezzo del 118. «Barbarie che deve finire » commenta
Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale del Verdi. Intanto il commissario della
Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva ricorda che entro luglio saranno montate le web-cam su
ambulanze e personale. «Un nodo irrisolto - conclude Antonella Barbi, medico del
118 e rappresentante della Cisl - è il soccorso ai pazienti psichiatrici. Difficile
attivare un Trattamento sanitario di notte e le forze dell' ordine sono sottoposte a
regole di ingaggio che vanno ricodificate». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità nazionale
"Bisogna fare informazione sui social network"
carlo signorelli professore di igiene
Commentando le statistiche del morbillo
relative ai primi tre mesi del 2019, Carlo
Signorelli, ordinario di igiene e sanità
pubblica dell' Università di Parma e del
San Raffaele di Milano, guarda il
bicchiere mezzo pieno. 1 La legge sull'
obbligo sta dando i suoi frutti? «Numeri
alla mano, sì. Nei nostri bambini oggi
abbiamo coperture pari al 95 per cento
quasi dappertutto. Ma occorre lavorare
su più fronti, partendo da una presenza
capillare sui social network, punto di
partenza per superare la barriera dell'
esitazione vaccinale». 2Nei primi tre
mesi del 2019 l' età mediana dei contagi
in Italia è stata di 30 anni: cosa si può
fare per «recuperare» gli adulti?
«Possiamo soltanto informarli: lo Stato
non è nelle condizioni di garantire un'
offerta rivolta a tutti gli adulti non
protetti nei confronti del morbillo».
3Perché molti operatori sanitari
continuano a non essere vaccinati? «In Europa siamo tra i Paesi con la più bassa
copertura degli operatori sanitari. A noi spetta anche il compito di informare i
colleghi. Ma se ciò non dovesse bastare, potrebbe essere opportuno adottare misure
coercitive anche nei loro confronti». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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Argomento: Sanità nazionale
Allarme morbillo: in un anno casi triplicati Italia quinta tra i
ricchi per mancati vaccini
FABIO DI TODARO
Nei primi tre mesi del 2019 segnalati più
di 110mila contagi nel mondo. L' Oms:
"Nuova impennata, le situazioni più
difficili in Madagascar e Ucraina"
Secondo le statistiche dell'
Organizzazione Mondiale della Sanità,
rilanciate dall' Unicef nella settimana
mondiale delle vaccinazioni, sono oltre
110mila i casi segnalati nei primi tre
mesi del 2019. Un dato che l' agenzia
delle Nazioni Unite considera «ufficioso»,
ma «sicuramente sottostimato».
Mediamente, infatti, «meno di un caso su
dieci viene riportato a livello globale». Il
dibattito sui vaccini è lontano dalle
prime pagine da diverse settimane. Ma i
problemi non sono alle spalle,
soprattutto per quanto concerne il
morbillo. A dimostrare l' aumento dei
contagi su scala globale, è il confronto
con lo stesso periodo del 2018: più 300
per cento, se il dato relativo al
medesimo periodo dello scorso anno era
di poco superiore a 28mila contagi. Il trend del morbillo continua dunque a essere in
ascesa e a pagare il prezzo più alto, ovunque, sono i bambini: i più esposti alle
potenziali conseguenze fatali della malattia. Dalle ultime statistiche dell'
Organizzazione Mondiale della Sanità, si evince che il morbillo ha intrapreso una
nuova «scalata». Le situazioni più difficili riguardano Madagascar (70mila casi, da
settembre a febbraio), Ucraina (49mila contagi) e India (oltre 16mila casi). A seguire,
Brasile (9.168), Filippine (8.767), Venezuela (5.668), Thailandia (5.389), Kazakistan
(3.988), Nigeria (3.830) e Pakistan (3.799). Ma la situazione non è poi tanto migliore
nei Paesi occidentali. Gli Stati Uniti, che nel 2000 avevano dichiarato la sconfitta del
morbillo, da mesi sono alle prese con una violenta recrudescenza. Oltre 600 i casi
conteggiati dall' inizio dell' anno: lo Stato di Washington, la città di New York, il New
Jersey, l' Oregon e le Hawaii le aree più colpite. Tra le nazioni più e coinvolte in
questo primo scorcio di 2019, anche Israele e la Tunisia. Alla base di questo
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoandamento, un' unica ragione: il calo delle coperture vaccinali. Il morbillo è una delle
malattie più contagiose del mondo, ma può essere prevenuto quasi sempre
ricorrendo a due dosi (la prima da effettuare a 12 mesi, la seconda a 5-6 anni) di un
vaccino sicuro ed efficace. Non riuscendo a garantire una copertura sufficiente in
buona parte del pianeta, il virus che provoca la malattia continua a circolare. Se nei
Paesi a basso e medio reddito il problema è l' accesso alle vaccinazioni, la riluttanza
è un problema riemerso negli ultimi anni soprattutto nel mondo occidentale. Nei
primi dieci anni del nuovo secolo, la vaccinazione contro il morbillo di circa 700
milioni di bambini ha evitato 4,3 milioni di decessi. Ma dal 2010 a oggi, la situazione
è cambiata. Gli Stati Uniti, con oltre 2,5 milioni di bambini non vaccinati, guidano la
classifica delle nazioni ad alto reddito. L' ostracismo nei confronti della profilassi
riguarda pure la Francia (600mila bambini non adeguatamente protetti), Regno
Unito (500mila), Argentina (438mila), Italia (435mila), Giappone (374mila), Canada
(287mila) e Germania (168mila). Molti dei giovani genitori ignorano le complicanze
che possono determinare malattie come il morbillo, la poliomielite, la pertosse, il
tetano e la difterite. Per non parlare di altri antidoti, quali quelli contro l' epatite B e
il papillomavirus umano (Hpv), che riducono il rischio di sviluppare due tumori: quelli
del fegato e della cervice uterina. L' ostracismo nei confronti delle vaccinazioni è
percepibile anche in Italia, dove il dibattito è progressivamente scemato dopo le
schermaglie che hanno seguito l' introduzione dell' obbligo di effettuare dieci
vaccinazioni pediatriche per iscrivere i bambini a scuola. Le prime rilevazioni hanno
evidenziato un aumento delle coperture vaccinali in molte regioni. Detto ciò, in
molte aree del Paese si è ancora lontani dagli obbiettivi previsti dal Piano nazionale
di prevenzione vaccinale. Quanto al morbillo «sono 557 i casi segnalati nel primo
trimestre del 2019, l' 87,5 per cento dei quali ha riguardato persone non vaccinate»,
fa sapere l' Istituto Superiore di Sanità. Si è all' incirca a due terzi del dato rilevato
nello stesso periodo del 2018, ma la flessione non deve far cantare vittoria. Il nostro
Paese è infatti reduce da due anni da «maglia nera»: con oltre 5.300 e 2.526 casi di
morbillo registrati nel 2017 e nel 2018 (e 13 decessi complessivi). Poi perché
continuano a permanere delle sacche di «resistenza» tra chi dovrebbe avere il
compito di prendersi cura della salute degli altri: soltanto in questi primi tre mesi, 29
contagi sono stati registrati tra gli operatori sanitari. Infine perché la sfida, del
presente e del futuro, è rappresentata dai giovani adulti, molti dei quali non hanno
completato la vaccinazione e risultano dunque un rischio: per sé e per gli altri. BY
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Argomento: Sanità nazionale
Asl, giro di vite sui concorsi arriva l' algoritmo anti -truffa
Il ministro Grillo corre ai ripari dopo il
caso Perugia: domande "create" il giorno
dell' esame Due proposte di legge
grilline per escludere la politica dalle
nomine della sanità regionale LA NOVITÀ
La politica fuori dalle nomine apicali
nella sanità e rivoluzione dei concorsi
per il personale delle aziende sanitarie
con le tracce d' esame informatizzate ed
estratte da algoritmi, lo stesso giorno
dell' esame. Ad annunciare il giro di vite
che potrebbe costituire una vera e
propria rivoluzione anti raccomandazioni
in quello che è uno dei posti in cui le
influenze politiche continuano ad essere
più forti è stato il ministro della sanità
Giulia Grillo, ieri in visita a Perugia
insieme al vicepremier Luigi Di Maio e al
guardasigilli Alfonso Bonafede. LA TASK
FORCE A un giorno dall' entrata in
servizio del commissario straordinario
dell' Azienda Ospedaliera di Perugia
dopo gli scandali sui concorsi e le
influenze per le nomine sanitarie che
hanno portato alle dimissioni della governatrice Catiuscia Marini, ieri si è presentata
una vera task pentastellata che, come ha detto la Grillo, ha voluto dimostrare
vicinanza alle istituzioni e ai cittadini della regione. Di fatto, al di là della visita alla
struttura e degli incontri istituzionali, sia la Grillo che Di Maio hanno annunciato l'
avvio di una doppia riforma che potrebbe cambiare i connotati alle aziende sanitarie
italiane, sottraendo le nomine dei dirigenti alle influenze della politica, soprattutto
regionale, che su queste conserva una certa discrezionalità di scelta. Ancora più
rivoluzionaria poi potrebbe essere l' idea che ha lanciato proprio davanti all'
ospedale dello scandalo il ministro Grillo. LE INTERCETTAZIONI In una delle
intercettazioni più famose dell' inchiesta che ha azzerato la sanità umbra infatti, si
vedono alcuni dirigenti passarsi liste di raccomandati e tracce dell' esame. E per
evitare che una cosa del genere possa ripetersi, il ministro ha annunciato che «la
politica non deve interferire con la sanità, sia nelle nomine apicali ma anche nella
gestione dei concorsi pubblici. Questo paese non può più attendere una seria riforma
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usodelle modalità di formazione delle tracce. E per questo si devono usare sistemi
informatizzati per estrarre delle tracce mediante algoritmi la mattina» dello
svolgimento del concorso, in maniera che, ha sferzato, «anche chi proprio non ce la
fa a non delinquere gli verrà particolarmente difficile». In pratica, dalle parole del
ministero sembra delinearsi un sistema simile a quello dei quiz per conseguire la
patente dove non esiste in anticipo una traccia ma le domande vengono create dall'
elaboratore al momento stesso dell' esame. Anche perché, ha voluto sottolineare la
Grillo, «è odioso il sistema delle raccomandazioni nei concorsi pubblici». Se questa
per il momento è solo un' idea che, assicurano al ministero, verrà sviluppata nei
prossimi mesi, l' altra rivoluzione che poi è una delle storiche bandiere del M5s in
tema sanitario, annunciata ieri anche da Di Maio, dovrebbe essere ormai in dirittura
d' arrivo vista l' esistenza di ben due proposte di legge simili del M5s sull' argomento
depositate, una alla Camera dei deputati da Dalila Nesci e una al Senato con prima
firmataria Maria Domenica Castellone. LE REGIONI Per il vicepremier «il diritto alla
salute si garantisce ai cittadini se la sanità non viene politicizzata. Se togliamo alle
Regioni il potere di nominare i dirigenti della sanità. Non è possibile che i partiti
utilizzino la sanità come un bancomat. E' stato fatto per troppe volte, anche in una
regione bellissima e civilissima come l' Umbria. E questo deve finire». E questa fine
avverrà con una «legge nazionale a cui stiamo lavorando da mesi in Parlamento.
Speriamo che la Lega si muova a votare con noi». Quanto ai tempi delle riforme
spiega Grillo «in questi due mesi in particolare abbiamo diversi decreti, appena le
aule saranno più libere si deciderà». Antonio Calitri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità nazionale
«Fino a due anni mai davanti a un tablet»
LA DIRETTIVA SULLA SALUTE DEI PIÙ
PICCOLI L' Oms avverte: meno ore nel
passeggino, niente schermi e tanto
movimento per crescere sani Meno ore
trascorse davanti a uno schermo o seduti
in passeggino, oltre a rispettare le giuste
ore di sonno, aiuta i bambini a crescere
più sani e a previene l' obesità. È quanto
rileva l' Organizzazione mondiale della
Sanità in una direttiva che riguarda la
salute dei bimbi di meno di cinque anni
per i quali è salutare, si spiega, stare
meno nel passeggino, dormire il giusto e
dedicare più tempo ai giochi attivi. Non
c' è nulla di più sbagliato dunque per l'
Oms di quei bambini che seduti nel
passeggino giocano con il tablet o il
cellulare, un' immagine ormai sempre
più frequente nelle nostre città. L'
Organizzazione mondiale della sanità,
sottolinea infatti come la prima infanzia
è un periodo di sviluppo estremamente rapido nel corso del quale i modelli di vita
familiare vanno adattati alle esigenze dei bambini per garantire loro salute e
benessere. Quindi male portare i piccoli la sera al ristorante rubando loro preziose
ore di sonno, magari lasciandoli seduti a lungo a giocare con i nostri cellulari perché
non diano fastidio. Nella direttiva appena pubblicata, il gruppo di esperti Oms indica
estremamente dannoso per un bambino di meno di 5 anni un periodo di sonno
insufficiente così come il lasciarlo per ore dentro il passeggino oppure davanti a uno
schermo. Secondo gli esperti è assolutamente vietato posizionare un bimbo di meno
di due anni davanti al Pc o alla televisione. Anche quando i bimbi di meno di un anno
non stanno ancora in piedi è bene sollecitarli più volte al giorno, ad esempio con
mezz' ora di attività fisica sul ventre. Il sonno deve variare tra le 14 e le 17 ore al
giorno fino a tre mesi, e tra le 12 e le 16 ore tra i quattro mesi e l' anno di età. Dal
primo anno in poi all' attività fisica non possono essere dedicate meno di tre ore al
giorno mentre il sonno passa tra le 11 e le 14 ore. Dai due anni in poi il bambino non
dovrebbe comunque mai rimanere esposto passivamente davanti a uno schermo più
di un' ora al giorno. Tra i 3 e i 4 anni l' attività fisica passa a tre ore al giorno delle
quali almeno un' ora di movimento moderatamente vigoroso, le giuste ore di sonno
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usodiventano tra le 10 e le 13. Dunque, sempre secondo l' Oms, aumentare l' attività
fisica, ridurre i comportamenti sedentari e rispettare i giusti tempi di riposo nei
bambini può contribuire a mantenere delle buone abitudini nel corso dell'
adolescenza e dell' età adulta. «Ciò di cui abbiamo realmente bisogno è riportare i
bambini al gioco» sottolinea Juana Willumsen, responsabile Oms per la lotta contro l'
obesità e l' attività fisica nei minori. Giulio Isola RIPRODUZIONE RISERVATA Per gli
esperti dell' organizzazipone mondiale di sanità, il sonno deve variare tra le 14 e le
17 ore al giorno fino a tre mesi. Ridurre i comportamenti sedentari e un giusto riposo
contribuisce a mantenere buone abitudini nell' adolescenza e nell' età adulta.
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Argomento: Sanità nazionale
Legge per riformare la sanità in Italia, dopo scandalo
Umbria
Eli. Reg.
Di Maio a Perugia A Perugia nella regione
delle inchieste sulla sanità Luigi Di Maio
annuncia una nuova legge: "Il diritto alla
salute venga garantito se la sanità non
viene politicizzata, se togliamo alle
regioni il potere di nominare i dirigenti
sanitari. Non è possibile che la politica
continui a usare la sanità pubblica come
fosse un bancomat. È stato fatto troppe
volte, anche in una regione civile e bella
come l' Umbria". Accompagnato dai
ministri della Salute e della Giustizia
Giulia Grillo e Alfonso Bonafede assicura
e si impegna. "Stiamo portando avanti in
Parlamento una legge nazionale che
speriamo la Lega si muova a votare con
noi. Una legge che toglie alla politica
regionale il potere di decidere sui
dirigenti, sui primari ospedalieri, sui
direttori sanitari". Ha poi concluso: "Il
governo ha tante priorità da realizzare,
che fanno parte del contratto di governo.
Abbiamo il salario minimo da realizzare
con la legge che è al Senato; togliere alla politica regionale la possibilità di nominare
i vertici della sanità e, allo stesso, tempo rimettere va posto le liste di attesa che in
molte regioni sono indegne".
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Argomento: Sanità nazionale
Medici neolaureati in pronto soccorso: sindacati in rivolta
Dopo i pensionati richiamati al lavoro in
Molise e Veneto per far fronte alla
carenza dei medici, ora la Toscana
ricorre ai neolaureati, dunque non
ancora specializzati, da formare e
assumere con contratti libero
professionali "formazione lavoro", da
impiegare nei pronto soccorso. Misure
straordinarie, adottate dalla Regione,
che attirano le critiche degli addetti ai
lavori. Pensionati e neolaureati in corsia,
«ma sembra ci sia dimenticati dell' età di
mezzo», ironizza Carlo Palermo,
segretario nazionale dell' Anaao
Assomed, sostenendo che con queste
misure «si sta perdendo di razionalità e
lucidità», si sta prospettando «una sorta
di sanità pubblica a basso costo» e «un'
ulteriore deleteria precarizzazione» che
mette a rischio i medici stessi, creando
disparità, e la sicurezza delle cure. In
questo modo infatti «verrebbero assunti
in regime libero professionale medici che
poi dovrebbero procurarsi da soli tutte le tutele previdenziali e assicurative con
proprie risorse: quelle tutele che oggi sono garantite all' interno del contratto. Il
contratto infatti - ricorda Palermo - significa anche tutela per quanto riguarda gli
orari di lavoro, i riposi, i tempi di lavoro massimo, ma anche sicurezza delle cure del
cittadino. Chi preferirebbe essere operato da un chirurgo che ha lavorato tutta la
notte rispetto a uno che ha riposato a casa e arriva fresco in ospedale?». Sulla
stessa linea anche la Fp Cgil Medici. «Non è come far lavorare chi è in pensione o
assumere dottori stranieri, ma così si creano comunque medici di "serie A" e di
"serie B". È chiaro che non c' è la volontà di trovare i fondi per aumentare le borse di
studio per le specializzazioni». Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil
medici, commenta ad Adnkronos Salute la decisione della Regione Toscana. Per
risolvere il problema della carenza di medici specialisti negli ospedali pubblici
«occorre che tutti i soggetti coinvolti si siedano a un tavolo: l ministero della Salute,
il Miur, le Regioni e i sindacati - suggerisce Filippi - Al momento ogni Regione va per
conto suo perché c' è la necessità di rispondere a una vera emergenza, la carenza di
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usomedici specialisti come appunto nell' area del' emergenza- urgenza. Basta vedere
quello che sta accadendo ultimamente: la Regione Piemonte ha messo a lavorare i
medici di famiglia per i codici bianchi in pronto soccorso scegliendo però i
"massimalisti", ovvero quelli che hanno più di 1.500 assisti. Un chiaro favore fatto ai
i medici di famiglia. Il Veneto ha deciso di richiamare in servizio i medici in pensione
con ricchi contratti di collaborazione o di optare per l' assunzione di medici
stranieri». CARLO PALERMO, ANAAO ASSOMED: «ULTERIORE PRECARIZZAZIONE»
ANDREA FILIPPI, FP CGIL MEDICI: «COSÌ NON SI RISOLVE L' EMERGENZA»
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Argomento: Sanità nazionale
Quelle donne contro il cancro «Una sfilata per rinascere»
PAOLA SCARSI
INDOSSATRICI D' ECCEZIONE NELL'
INIZIATIVA DI DOMENICA AL PINCIO DI
ROMA Creativo, generoso e schivo. È
Gianfranco Venturi, lo stilista i cui abiti
questa domenica al Pincio saranno
indossati da modelle d' eccezione in una
sfilata altrettanto eccezionale. È la
"Sfilata per la terra", giunta alla sua
seconda edizione - quest' anno con il
sottotitolo "Donne in Rinascita" - durante
la quale indossatrici saranno decine di
donne che hanno combattuto o che
stanno ancora combattendo contro il
tumore al seno. Si tratta di uno degli
eventi più significativi organizzati all'
interno del Villaggio per la Terra,
promosso da Earth Day Italia e dal
Movimento dei Focolari insieme a
centinaia di organizzazioni partner, per
celebrare la Giornata Mondiale della
Terra delle Nazioni Unite. «È un' idea
nata nel 2009 a Trevignano Romano dove vivo e realizzo le mie creazioni - racconta
Venturi -. Qui, insieme alla locale sezione della Komen Italia, l' associazione
internazionale di volontariato in prima linea nella lotta ai tumori del seno, produ-
cemmo un calendario con le donne protagoniste vestite con i miei abiti. Nel 2012,
sempre per l' annuale calendario, facemmo una foto su una passerella di moda e da
li ebbe inizio il progetto "Donne in rosa" con il quale organizzammo una serie di
sfilate prima nelle cittadine circostanti - Formello, Bracciano, Oriolo Romano, Sutri -
poi a Roma, Parma, Badolato in Calabria sempre con donne in cura o guarite e
sempre con l' obiettivo della sensibilizzazione». «Sfilare dopo un intervento per il
cancro o durante la cura ha una forte valenza psicologica e anche terapeutica. Un
anno mi cercò la dottoressa Salgarelli dell' ospedale Gemelli di Roma per proporre la
sfilata alle sue pazienti dopo la ricostruzione del seno proprio perché indossare un
abito e calcare una passerella è anche una sorta di rinascita e di (ri)valutazione della
propria femminilità. Da allora è iniziata la collaborazione anche con altri ospedali tra
cui quello di Bologna e il Santo Spirito di Roma ». «L' anno scorso al Pincio, dove fui
chiamato proprio dal Gemelli che aveva un grande spazio espositivo all' interno del
Villaggio, un momento molto forte fu quando una donna sulla passerella si tolse la
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