Unione della Romagna Faentina - domenica, 29 marzo 2020 - Unione Romagna Faentina

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Unione della Romagna Faentina
    domenica, 29 marzo 2020
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Unione della Romagna Faentina
                                                 domenica, 29 marzo 2020

Prime Pagine

 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna                                    4
 Prima pagina del 29/03/2020

 29/03/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)                                         5
 Prima pagina del 29/03/2020
 29/03/2020   Il Sole 24 Ore                                                                  6
 Prima pagina del 29/03/2020

Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 30                                    7
 «A Ravenna la situazione è stabile»
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 30                                    8
 Altri 33 casi: uno in terapia intensiva
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 31                                    9
 «Farmaci antimalarici per i pazienti»
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 33                                   12
 Arriva anche l' app di don Tiziano Zoli
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 35                                   13
 Mascherine vendute con un rialzo del 1700%
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 35                                   14
 «Tante le segnalazioni dei cittadini Tutte vagliate con attenzione»

 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 41                                   15
 Prima pagina Faenza Lugo

 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 41                 Beppe Sangiorgi   16
 Capra e caprone, c' è differenza

 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 42                                   17
 «Le piazze deserte viste dalla webcam»
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 42                                   19
 La tipografia stampa l' autocertificazione
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43                                   20
 «Dal Camerun per amore della ceramica»
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44                                   22
 «Ztl in tutto il centro? Così lo uccideranno»
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44                                   23
 «Non una critica ma una richiesta»
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44                                   24
 Ecco come cambiò Faenza durante il periodo napoleonico
 29/03/2020   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 59                                   26
 La Mernap è rinata con grandi ambizioni

Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

 29/03/2020   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 2                               28
 Ancora due vittime del covid-19 I contagi salgono a 521 casi
Unione della Romagna Faentina - domenica, 29 marzo 2020 - Unione Romagna Faentina
29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 6                                                             29
 Mascherine, prezzi rialzati del 1.700%, la Finanza sequestra e denuncia gli "sciacalli"
 29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 7                                                             30
 «Le uova ve le portiamo a casa noi» Boom di richieste all' azienda agricola
 29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 9                               ALESSANDRO MONTANARI          31
 «Per i pazienti Covid-19 ogni giorno 1.200 piatti sigillati»
 29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 30                                       MICHELE DONATI       32
 Ceramica, diversi i progetti congelati tra Faenza e la Cina
 29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 30                                                            34
 Mic, ogni giorno visite virtuali e interviste
 29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 30                                                            35
 Stampate 10mila autocertificazioni da distribuire gratis
 29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 30                                                            36
 "Reda in festa" dona 10mila euro alla Cri
 29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 31                                   FRANCESCO MORELLI        37
 Pinacoteca, sospesa la riorganizzazione Ma c' è il tour virtuale

 29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 31                                                            38
 Studenti del Torricelli-Ballardini donano tutto il loro fondo cassa

 29/03/2020    Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 36                                        RICCARDO ROSSI      39
 Valvole realizzate con la stampante 3D per trasformare le maschere Mares

Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

 29/03/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 2                                                     Barbara FiammeriGianni Trovati   40
 Ai Comuni 4,7 miliardi, c' è il bonus famiglia da 3-400 euro
 29/03/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 3                                                                                      42
 Imu, Tari e Tasi sospesi fino al 30 novembre
 29/03/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 3                                                                                      43
 Tasse, verso lo stop fino a maggio: tetto a 10 milioni di ricavi
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[ § 1 § ]

     domenica 29 marzo 2020
                              Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna

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[ § 2 § ]

            domenica 29 marzo 2020
                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)

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[ § 3 § ]

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                                                      Il Sole 24 Ore

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[ § 1 5 6 1 9 7 7 6 § ]

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                          Pagina 30

                                                                 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          «A Ravenna la situazione è stabile»
                          Le parole del commissario regionale Venturi. Due i morti. Ieri 8 otto operatori sanitari sono risultati positivi

                          «Ravenna è più o meno stabile». Sono le parole rassicuranti del
                          Commissario regionale ad acta per il Coronavirus Sergio Venturi,
                          pronunciate ieri durante il suo quotidiano aggiornamento in merito alla
                          situazione Coronavirus in Emilia-Romagna. Ed ecco cosa si intende per
                          'stabilità', in numero: altri due decessi, purtroppo, e 33 nuovi contagiati,
                          qualcuno in meno dei 37 del giorno precedente. Di questi 11 sono coloro
                          che si sono presentati in Pronto soccorso coi sintomi: è uno dei dati
                          considerati più importanti, in quanto in ospedale vanno principalmente
                          coloro che hanno contratto il virus da soggetti asintomatici la cui
                          positività comunque non è stata riconosciuta da un tampone. Da diversi
                          giorni il dato di coloro che si presentano in Pronto soccorso è stabile, e si
                          aggira sulle 10 persone al giorno: significa che la circolazione del virus,
                          che è altamente infettivo, è contenuta. Gli altri 22 soggetti positivi sono
                          invece persone che erano già conosciute dall' Igiene pubblica dell' Ausl
                          per essere state in contatto con pazienti già risultati positivi: il fatto che
                          abbiano sviluppato dei sintomi non è una sorpresa. Il dato più negativo della giornata di ieri sono i due nuovi decessi,
                          che fanno salire a 24 il totale dei morti nella nostra provincia: sono venuti a mancare l' 86enne lughese Sante Curzi e
                          la 76enne Claudia Santarelli, che viveva nella frazione ravennate di Santerno. Entrambi erano già gravati da altre
                          patologie che hanno reso più complessa la loro battaglia contro il virus. Venendo all' analisi dei nuovi casi di ieri, si
                          tratta di 18 donne e 15 uomini, tra cui 17 pazienti in isolamento domiciliare con sintomi lievi e gli altri 16 ricoverati: tra
                          questi ultimi uno si trova in Terapia intensiva. Attualmente in totale in provincia ci sono circa 589 persone in
                          quarantena e sorveglianza attiva, in quanto contatti stretti con casi positivi. I ricoveri sono circa 140. Venendo ai casi
                          di oggi, tra questi troviamo 8 operatori sanitari risultati positivi al test che lavorano nella sanità sia pubblica e privata.
                          Tra questi alcuni in realtà lavorano in strutture fuori dal territorio della nostra provincia, anche se risiedono nel
                          Ravennate. Tutti e 8 comunque hanno sintomi lievi, e si trovano in isolamento domiciliare. Tra i nuovi casi c' è anche
                          un altro minore: si tratta di un adolescente che vive in Bassa Romagna. In totale finora i contagiati nella nostra
                          provincia sono stati 521. Tra i positivi riscontrati ieri troviamo 17 persone di Ravenna, 1 di Cervia, 9 di Faenza, 1 di
                          Brisighella, 1 di Fusignano e 1 di Massa Lombarda. Altre tre persone risultano residenti fuori provincia. sa.ser.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019                Pagina 7
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                                                                Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          il bilancio

                          Altri 33 casi: uno in terapia intensiva
                          In totale ci sono 589 persone in quarantena e sorveglianza attiva

                          I positivi sono 521: 231 a Ravenna 81 a Faenza 40 a Lugo e Cervia 17 a C.
                          Bolognese 14 a Bagnacavallo 12 a Cotignola 11 ad Alfonsine 9 a Russi 8
                          a Conselice 7 a Fusignano e Massa 5 a Riolo, Solarolo e Brisighella 2 a
                          Sant' Agata 1 a Casola Valsenio 26 residenti fuori.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 8
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                          domenica 29 marzo 2020
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                                                                Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          «Farmaci antimalarici per i pazienti»
                          «Sembrano avere un certo effetto contro il virus». Il direttore sanitario Paolo Tarlazzi: «come sono cambiati i reparti»

                          di Sara Servadei Reparti che cambiano e professionisti che hanno
                          accettato la sfida di mansioni nuove. La sanità da settimane è in
                          continuo mutamento per affrontare sempre meglio il Coronavirus, e
                          anche al Santa Maria delle Croci tanto è cambiato e tanto altro è
                          destinato a cambiare. Ne abbiamo parlato col direttore sanitario dell'
                          ospedale Paolo Tarlazzi. Tarlazzi, uno dei temi più discussi è la
                          solitudine dei pazienti contagiosi che non possono ricevere visite.
                          Ci sono progetti per tenerli in contatto coi parenti? «Ogni unità
                          operativa sta trovando un proprio equilibrio, gli operatori si fanno in
                          quattro. Ogni reparto sta cercando di informare i famigliari, optando per
                          delle fasce orarie in cui contattarli e aggiornarli. I degenti possono tenere
                          con sé il telefono, con cui almeno per messaggi possono comunicare
                          coi famigliari». Si sta parlando di possibili farmaci utili contro il
                          virus, come antimalarici e antivirali. Vengono usati anche a
                          Ravenna? «Sì. Già in Pronto soccorso nei pazienti fortemente sospetti si
                          inizia subito un trattamento antimalarico e antivirale a tappeto. L' antimalarico sembra avere un certo effetto nel
                          diminuire l' attecchimento del virus all' organismo, mentre l' antivirale ne rallenta la crescita». Ci sono dei 'punti in
                          comune' tra malaria e Covid-19 per cui i farmaci danno dei risultati? «Non c' è ancora una letteratura solida a
                          livello internazionale. Ma una cosa che ho trovato interessante è il fatto che le province di Ravenna e Ferrara siano
                          quelle in regione con meno casi, e sono anche quelle in cui in passato c' erano le paludi e la malaria era endemica
                          comune. Potrebbe non essere un caso, e che le antiche origini dei ravennati e dei ferraresi li rendano più resistenti al
                          virus. È una suggestione che andrà studiata». D iversi sanitari e anche specialisti sono stati ricollocati per
                          combattere il virus. Come viene affrontato il passaggio?

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 9
Unione della Romagna Faentina - domenica, 29 marzo 2020 - Unione Romagna Faentina
[ § 1 5 6 1 9 7 8 0 § ]

                          domenica 29 marzo 2020

                                                                 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          «C' è un lavoro corale di collaborazione da parte di tutti. Ci sono pneumologi, anestesisti e internisti che
                          supportano tutti gli altri medici, tra cui troviamo dermatologi, nefrologi, otorini e anche un chirurgo plastico che
                          hanno lasciato le mansioni ordinarie per aiutare il reparto di Malattie infettive». È prevista formazione? «Sì, grazie e
                          a un volontario che è un formatore molto bravo ed ex medico del Pronto soccorso in pensione. E poi c' è formazione
                          sul campo, ci si aiuta a vicenda. I nostri operatori sono fortissimi, stanno facendo un bel lavoro. Soprattutto Pronto
                          soccorso e Medicina d' urgenza: fanno un lavoro inimmaginabile». Veniamo ai dispositivi di protezione
                          individuale. Sono state annunciate varie donazioni, sono arrivate? «Premettendo che i dispositivi di protezione
                          individuali non sono mai abbastanza, in questo momento non vi sono criticità rispetto alla disponibilità. Negli ultimi
                          giorni sono arrivate donazioni da cittadini e società. C' è una vicinanza incredibile». Alcuni pazienti sono ricoverati
                          a Ravenna, altri a Lugo. Come è organizzato il lavoro? «L' Umberto I si è attivato come Covid hospital, quindi
                          rappresenta il punto di raccolta dei pazienti positivi. Ci sono 6 posti in Terapia intensiva e altri 4 in Terapia intensiva
                          cardiologica, e risponde quindi sia per l' alta intensità di cura, insieme alla Terapia intensiva di Ravenna, sia per
                          pazienti meno gravi. Raccoglie tutti i pazienti con Coronavirus, compresi quelli che Ravenna non riesce a gestire coi
                          suoi posti letto, ma anche i positivi di Faenza, che doveva essere l' ospedale 'pulito'». E in cui ci sono, però, state delle
                          positività «Ci siamo resi conto che è estremamente difficile che un ospedale rimanga completamente pulito e isolato
                          dal Covid. L' importante è, nel caso di Faenza, isolare immediatamente il caso e circoscrivere gli operatori che hanno
                          avuto contatti per sottoporli a tampone». Torniamo a Ravenna. Sono in via di attivazione nuovi posti letto? «A
                          giorni verrà attivata l' ex Medicina d' urgenza come ulteriore polmone d' espansione del Pronto soccorso, in cui
                          stazioneranno i pazienti che attendono il risultato del tampone e hanno bisogno d' ossigeno. Lì c' è la possibilità di
                          collocare 14/15 pazienti. Da lunedì sarà attivo anche il post acuti per Covidi, per pazienti che, superata la fase acuta,
                          non sono ancora negativi ma necessitano di un impegno minore». Infine le assunzioni. C' è nuovo personale nei
                          reparti?

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 10
[ § 1 5 6 1 9 7 8 0 § ]

                          domenica 29 marzo 2020

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                                                                         Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          «Assolutamente sì. Sono arrivati specializzandi a cui stiamo facendo contratti, giovani medici e anche infermieri.
                          Abbiamo anche un medico di medicina generale che in passato aveva fatto esperienza in Pronto soccorso e che si è
                          reso disponibile per tornare a lavorare lì».

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019      Pagina 11
[ § 1 5 6 1 9 7 8 7 § ]

                          domenica 29 marzo 2020
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                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Arriva anche l' app di don Tiziano Zoli

                          «Trasformiamo la casa in una chiesa domestica». È questa l' idea di don
                          Tiziano Zoli, responsabile dell' ufficio stampa della diocesi di Faenza e
                          Modigliana e parroco di Solarolo, molto avvezzo alle tecnologie digitali,
                          tanto da essere il primo nella diocesi ad aver attivato le dirette attraverso
                          i social per trasmettere le messe domenicali dalla chiesa del santuario
                          della Madonna della salute di Solarolo. Ieri mattina 'don Tizio' come è
                          meglio conosciuto da tutti i suoi fedeli 'smart', ha inviato, attraverso i suoi
                          contatti telefonici, un videomessaggio di saluto contenente anche
                          alcune informazioni. Tra queste la possibilità di scaricare l' app per
                          smartphone 'inParrocchia' per rimanere aggiornati e poter assistere alla
                          celebrazione della messa in streaming, compresa quella dei riti pasquali
                          che per la prima volta nella storia della chiesa, probabilmente potranno
                          essere seguite solo 'a distanza'; sempre attraverso l' app le famiglie
                          potranno continuare ad aiutare la parrocchia. «In questo momento così
                          complicato sia spiritualmente che psicologicamente - spiega don Tiziano
                          -, ho voluto raggiungere le famiglie attraverso un videomessaggio facendo capire ai miei parrocchiani che sono
                          sempre nei miei pensieri e nelle mie preghiere». Don Tiziano Zoli ha inoltre anticipato ai suoi fedeli una nuova attività.
                          «Ho pensato di preparare alcune schede - continua don Tiziano -, che possano mostrare quanto anche le diverse
                          stanze della casa, abbiano in se un valore educativo ed evangelizzante». Si passa dalla camera da letto fino al
                          giardino, senza dimenticare altri ambienti domestici. «Questo affinché chi, in questo momento, si trova costretto in
                          casa, possa viverla come una chiesa domestica e non come una prigione, perchè il rischio è un po' questo». Il
                          messaggio di don Tiziano poi si chiude col suo classico 'av salut', che lo ha reso riconoscibile tra i tanti che ormai lo
                          seguono sul mondo dei social. Ricordiamo che oggi alle 10 dall' app 'inParrocchia e attraverso la pagina Facebook
                          del Santuario della Madonna della Salute ci sarà la diretta della messa, mentre alle 11, sul canale 210 Di.Tv ci sarà la
                          messa in streaming del vescovo Mario Toso dalla cattedrale di Faenza. La messa dalla parrocchia di Pieve Cesato di
                          monsignor Vittorio Santandrea è invece alle 11 su YouTube, cercando il canale di Stefano Babini, oppure all' indirizzo
                          www.youtube.com/watch?v=DqMF5Cf7OgI&feature=youtu.be. a.v.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019            Pagina 12
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                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Mascherine vendute con un rialzo del 1700%
                          Guardia di finanza: denunciato un ragazzo che aveva creato un sito per venderle con maxi rincaro. E a Faenza nei
                          guai titolare di un' ottica

                          Aveva creato un sito web per vendere on line mascherine protettive in
                          varie confezioni, di cui una da 50 pezzi al prezzo di 89 euro. Gli
                          accertamenti dell Guardia di Finanza di Ravenna hanno permesso di
                          rilevare che la confezione era stata acquistata al costo di 5 euro e che
                          quindi veniva rivenduta al pubblico con un incremento di prezzo di circa il
                          1700%. Il ragazzo, un giovane classe 1997, è stato denunciato per
                          manovre speculative sulle merci e le mascherine in suo possesso sono
                          state sequestrate. Un' altra speculazione: mascherine vendute nella
                          nostra provincia con rincari che arrivavano fino al 1.700% è stata
                          scoperta dalla Guardia di finanza nel corso di mirati controlli scattati nell'
                          ambito di servizi per la repressione di pratiche anticoncorrenziali o
                          ingannevoli. In tale contesto nel corso di un primo intervento a Faenza
                          partito da alcune segnalazioni al 117, i finanzieri della locale compagnia
                          hanno controllato un negozio di ottica che vendeva mascherine
                          protettive a 13 euro indicate come dispositivi di protezione FFP2 con
                          certificazione CE. In realtà secondo i militari, non erano fornite di alcuna attestazione FFP2 né di certificato CE. È
                          inoltre emerso che erano state acquistate a 1,18 euro l' una e che quindi venivano vendute con una percentuale di
                          rincaro superiore al 1.000%. Le Fiamme Gialle ne hanno sequestrate 270 ancora giacenti in magazzino e hanno
                          denunciato il titolare (un 34enne) per frode in commercio e per manovre speculative su merci.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019        Pagina 13
[ § 1 5 6 1 9 7 8 4 § ]

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                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Il colonnello Fiducia

                          «Tante le segnalazioni dei cittadini Tutte vagliate con attenzione»

                          «Sin dall' inizio dell' emergenza sanitaria - spiega il colonnello Fiducia,
                          comandante provinciale -, la guardia di Finanza ha avviato approfondite
                          verifiche su tutto il territorio per individuare possibili condotte illegali
                          correlate. Una particolare attenzione viene rivolta alle violazioni che, in
                          ragione dell' elevata richiesta di taluni prodotti come le mascherine
                          protettive o il gel igienizzante, riguardano la disciplina sulla pubblicità dei
                          prezzi e la qualità delle merci». Tutto ciò per «contrastare l' eventuale
                          immissione in commercio di dispositivi o di agenti biocidi contraffatti o
                          non sicuri. Le attività sono fortemente orientate verso la prevenzione e il
                          contrasto a casi di frode in commercio e a manovre speculative sui
                          prezzi di beni di prima necessità commesse approfittando dell' aumento
                          della richiesta di dispositivi di protezione individuale e di prodotti
                          igienizzanti. Molte sono le segnalazioni al numero 117 in merito ai prezzi
                          di mascherine e disinfettanti: facciamo in modo di valutarle tutte nel
                          minor tempo possibile, così da intervenire tempestivamente. In linea
                          generale, a eccezione dei due casi di Faenza e Ravenna, non abbiamo riscontrato particolari anomalie. I nostri
                          controlli puntano a ricostruire tutta la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei beni di prima necessità e a
                          verificare se, lungo la catena, si siano verificati dei rialzi ingiustificati dei prezzi. Ad ogni passaggio ovviamente
                          corrisponde un ricarico e non sempre il prezzo finale, pur se alto, è frutto di speculazioni. Ma continuiamo a vigilare.
                          È un lavoro per il quale servono competenze e che svolgiamo con impegno, ben consapevoli di quanto sia
                          importante, ora più che mai, tutelare i cittadini da pratiche ingannevoli o da comportamenti fraudolenti».

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 14
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                                                           Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Storie

                          Prima pagina Faenza Lugo

                          Prima pagina Faenza Lugo

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                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Storie

                          Capra e caprone, c' è differenza

                                                                                                                           Beppe Sangiorgi

                          apra, capra, capra!» è l' epiteto che ogni tanto Vittorio Sgarbi rivolge a
                          qualche interlocutore che, secondo lui, non riesce a comprendere un
                          determinato concetto. In realtà la capra è un animale di intelligenza
                          acuta e di buona memoria, in grado di risolvere compiti complessi. Per
                          usare un termine offensivo nei confronti di un uomo si dovrebbe dire
                          «cavrôn», caprone, che sta a indicare una persona scostante, rozza nei
                          modi e nel pensiero. Per di più castrato, perché secondo qualcuno tale è
                          «e' cavrôn», mentre il caprone in attività si dovrebbe definire montone o
                          becco, «e' bèc». Invece, volendo offendere una donna le si dovrebbe
                          rivolgere l' epiteto «scavrunêda», cioè scarruffata o scarmigliata come un
                          caprone.

                                                              Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019      Pagina 16
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                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          «Le piazze deserte viste dalla webcam»
                          Il fotografo faentino Alex Liverani racconta il suo ultimo progetto, nato 'viaggiando' attraverso la 'rete' in questi giorni
                          di pandemia

                          Piazza del Campo, la scalinata di piazza di Spagna e il Ponte Vecchio
                          deserti: il silenzio assordante di questi giorni di emergenza Coronavirus
                          rimbomba negli scatti dell' ultimo progetto di Alex Liverani, il fotografo
                          faentino vincitore di molti premi internazionali e finalista del talent show
                          Sky 'Master of photography', edizione 2018. In Avid-19, questo è il titolo
                          del lavoro, Liverani che, avendo viaggiato moltissimo, si è reso conto di
                          quanto alcuni luoghi simbolo del nostro Paese siano stati 'svuotati'
                          proprio a causa dell' emergenza Covid-19, ha riflettuto sulla nuova
                          diversità di alcuni degli spazi pubblici più famosi d' Italia. E, costretto a
                          casa come tutti, ha iniziato a viaggiare attraverso il web e le webcam
                          delle piazze e delle vie più celebri del nostro Paese. «Niente si desidera di
                          più di ciò che non si può avere - afferma Liverani -. Siamo fatti così,
                          vogliamo quello che non abbiamo o che non possiamo ottenere. E
                          quello che possediamo, lo disprezziamo. Ci spaventiamo quando gli altri
                          sono avidi, ma finiamo per essere avidi quando gli altri hanno paura. Ci
                          chiedono di rimanere nelle nostre case, per il rischio di poter contrarre l' infezione da Covid-19, ma la nostra avidità ci
                          spinge a uscire e a riprenderci il nostro mondo. Il progetto consta di 19 immagini, di altrettanti luoghi significativi
                          italiani, tratte dall' inquadratura di 19 webcam e reinterpretate attraverso lo scatto, irripetibile e irriproducibile, di 19
                          fotografie a sviluppo istantaneo che ritraggono le nostre città italiane 'assediate' dalla pandemia. Nel progetto,
                          realizzato senza uscire mai dalla mia abitazione, sono ritratti singoli individui che vagano spaesati e impauriti in
                          luoghi dove il silenzio rimbomba». Il lavoro di Liverani sicuramente stimola una riflessione importante sullo stato
                          attuale delle cose in un momento così delicato per l' Italia e di tutto il mondo: quale potrebbe essere lo scenario delle
                          più belle piazze d' Italia e del globo senza forse l' elemento più caratterizzante per le quali sono state create, l' essere
                          umano che frequentando questi luoghi li caratterizza e in qualche modo li legittima. Liverani crea un mosaico di
                          immagini istantanee e irripetibili con le foto di: piazza San Marco a Venezia, la cattedrale di Palermo, piazza del
                          Guercino a Cento, piazza Chilesotti a Thiene, piazza degli Scacchi a Marostica, piazza di Spagna a Roma, piazza della
                          Rotonda a Roma, piazza del Campo a Siena, cattedrale di Santa Maria Assunta a Orvieto, piazza dell' Unità d' Italia a
                          Trieste, ponte Vecchio a Firenze, piazza inferiore di San Francesco ad Assisi, Boccadasse a Genova, piazza Duomo a
                          Milano, basilica di Sant' Antonio a Padova, piazza IV Novembre a Perugia, piazza Navona a Roma, piazza Duomo a
                          Pistoia e piazza Giambattista Bodoni a Torino.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 17
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                          domenica 29 marzo 2020

                                                         Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                              Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Antonio Veca © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                        Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 18
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                          domenica 29 marzo 2020
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                                                                Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          IL FOCUS

                          La tipografia stampa l' autocertificazione
                          Valgimigli ha risposto alla sollecitazione del capogruppo Pd Bosi

                          In questi giorni complicati di emergenza Covid-19 dove la circolazione è
                          possibile solo per comprovati motivi, tra le preoccupazioni dei cittadini c'
                          è l' autocertificazione che deve essere esibita alle forze di polizia che
                          vigilano sulla reale necessità degli spostamenti. Le forze di polizia
                          devono avere modelli da fornire ai cittadini controllati ma ugualmente
                          tanti, soprattutto gli anziani e coloro che non hanno molta dimestichezza
                          con i sistemi digitali, sono preoccupati. Così il capogruppo del Pd
                          Niccolò Bosi, dopo l' ennesimo modello di autocertificazione, vedendo
                          molte persone sconfortate dal fatto di faticare a reperire e stampare il
                          modulo, ha contattato Volturno Valgimigli dell' omonima tipografia in via
                          Batticuccolo. Valgimigli ha stampato gratuitamente diverse centinaia di
                          copie da distribuire in alcuni punti sensibili: supermercati, farmacie,
                          edicole e tabacchini, in modo che i cittadini possano avere il modulo.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 19
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                          domenica 29 marzo 2020
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                                                                 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          «Dal Camerun per amore della ceramica»
                          Victor, dopo un corso tenuto da un faentino nel suo Paese, è arrivato in città dove lavora per la bottega Gatti e ha
                          aperto un laboratorio

                          Dal Camerun all' Italia con una grande voglia di vivere d' arte. È la storia di
                          Victor Fotso Nyie, a Faenza conosciuto da tutti come 'Victor' che dal suo
                          Paese d' origine è partito con un unico obiettivo: diventare un artista della
                          ceramica. Il sogno, poi diventato realtà, è nato dopo aver frequentato un
                          corso, tenuto da un faentino in Camerun. Così Victor è partito alla volta di
                          Faenza, una delle culle della ceramica nel mondo, riuscendo a esporre le
                          sue opere, attraverso una galleria d' arte bolognese, pure all' Armory
                          show di New York. «Sono in Italia dal 2012 - racconta Victor -, prima in
                          Camerun ho frequentato per tre anni l' istituto d' arte fondato dal faentino
                          Walter Pasqui». Dopo quell' esperienza Victor, appassionato di arte e con
                          una grande voglia di vivere solo di questa, uscendo da una situazione
                          economica e sociale complicata, ha deciso che questa, anche contro il
                          parere di tanti coetanei, sarebbe stata la sua strada. «Era il mio sogno -
                          dice -. In Italia ho chiesto di potermi iscrivere all' Accademia delle belle
                          arti ma quasi tutte le realtà non riconoscevano il mio titolo di studi
                          conseguito in Camerun. L' unica Accademia che me lo ha permesso è stata quella di Ravenna, specializzata in
                          mosaico. Non era propriamente il mio sogno e la mia passione ma ho accettato». Victor ha frequentato il corso
                          triennale in mosaico, proseguendo nella specialistica in Scultura, a Bologna, che sta ultimando. «Mentre frequentavo
                          l' Accademia a Ravenna - continua Victor - ho scoperto l' Its di Faenza che mi ha portato a frequentare per i tirocini
                          alcuni laboratori ceramici, tra cui quelli di Bertozzi&Casoni e Andrea Salvatori». Ma le esperienze di Victor non si
                          sono esaurite qui: «Nel 2016 mi sono iscritto alla Scuola di arti e mestieri di Ferrara. Per potermi mantenere, oltre a
                          percepire la borsa di studio, ho lavorato in campagna. Frequentando quella scuola, c' era la possibilità di un tirocinio
                          nella bottega ceramica Gatti di Faenza, una vera istituzione e non solo in Italia per i ceramisti». In effetti nei laboratori
                          e dai forni della bottega Gatti di Faenza approdano artisti internazionali le cui opere sono quotate con cifre a sei zeri.
                          «Victor - racconta Davide Servadei, uno dei soci che portano avanti la bottega Gatti - lavora da diverso tempo e
                          siamo estremamente contenti che ci abbia scelto: è dotato di tanta creatività e non si risparmia su nulla». Nel
                          frattempo Victor ha aperto un suo spazio personale, in via Castellani, e realizza ceramiche rifacendosi alla tradizione
                          del Camerun con decorazioni che ricordano figure antropomorfe e maschere africane. «La storia di Victor - dice
                          infine Massimo Isola, vicesindaco e assessore alla Cultura - è commovente. È

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 20
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                          domenica 29 marzo 2020

                                                                Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          stato uno dei primissimi iscritti al corso dell' Its di Faenza. È arrivata dal centro Africa, dove la ceramica è diffusa
                          ma dove scarseggiano tecnologia, design e dialogo con le arti contemporanee. Grazie al suo talento e alla sua
                          determinazione Victor è riuscito a emergere e ora lavora in una delle più dinamiche botteghe ceramiche europee, la
                          Gatti, dove artisti da tutto il mondo realizzano i loro progetti di arte contemporanea. Una bella storia che ci conferma
                          come l' alta formazione ceramica serva: produce posti di lavoro e aiuta le nostre botteghe a trovare personale
                          qualificato. Poi, dobbiamo sottolinearlo, dietro alla ceramica ci sono da sempre queste storie di incontri tra culture,
                          infanzie e linguaggi diversi. Quando si trova la sintesi tra queste differenze nascono progetti innovativi. Nel
                          frattempo Victor sta costruendo anche una sua identità creativa: nel 2020 avremmo dovuto ospitare una sua
                          personale nella galleria d' arte della Molinella ma l' emergenza sanitaria purtroppo, per il momento, ha fatto saltare
                          tantissime iniziative». Antonio Veca © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 21
[ § 1 5 6 1 9 7 8 5 § ]

                          domenica 29 marzo 2020
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                                                                 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                      Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          «Ztl in tutto il centro? Così lo uccideranno»
                          Bruno Console Camprini, a capo del comitato per il no alla zona a traffico limitato nel cuore della città, torna sulla
                          questione dopo l' adozione del Pums

                          «Se la Ztl verrà adottata così come stabilisce il Pums il centro storico
                          verrà ucciso». Questo è in sintesi il pensiero espresso dal faentino Bruno
                          Console Camprini, a capo del comitato per il no alla Ztl in centro. Nei
                          giorni scorsi il Carlino ha anticipato le mosse che spetteranno alle
                          prossime amministrazioni, secondo la richiesta della Regione, in tema di
                          mobilità sostenibile e ambiente. Camprini, direttamente interessato alla
                          questione, ha così preso carta e penna, facendo alcune riflessione sui
                          possibili scenari che da qui al 2030, anno entro il quale la Regione ha
                          chiesto vengano introdotte le misure viarie per ammortizzare gli effetti
                          dell' inquinamento, potrebbero concretizzarsi in città. «La Giunta - scrive
                          Camprini - ha adottato il Piano urbano della mobilità sostenibile
                          prevedendo che entro la fine del 2030, la Ztl verrà estesa a tutto il centro
                          storico di Faenza e parte del Borgo, una misura che darebbe la mazzata
                          risolutiva alla vita economica della città contro gli interessi degli
                          operatori economici solo per il presunto obiettivo di tutelare la salute
                          riducendo l' inquinamento atmosferico e di razionalizzare la mobilità. Gli altri comuni della Regione impegnati ad
                          adottare questi Piani sono capoluoghi eccetto Carpi e Imola, con più di 100mila abitanti, e Faenza che invece ne ha
                          appena 60mila». Camprini addensa poi dubbi sulle reali motivazioni che stanno spingendo l' amministrazione
                          manfreda ad adottare la decisione: «contributi erogati dalla Regione». «Nella delibera - continua Camprini - è scritto
                          che le misure da adottare entro il 2030 serviranno per abbassare l' inquinamento atmosferico ed acustico,
                          migliorando la mobilità». Camprini però è convinto che se da un lato si limita la circolazione delle auto altrettanto
                          zelo non viene adottato nel vigilare sulle emissioni delle canne fumarie dei riscaldamenti delle abitazioni e delle
                          industrie che «è noto essere la causa prima dell' inquinamento». «Se il crescente sviluppo del trasporto elettrico -
                          continua Camprini - elimina, assieme alla mobilità sostenibile, sia l' inquinamento acustico che quello atmosferico
                          non ci si illuda che questo possa sostituire la comodità e la libertà all' uso dell' auto. La politica deve facilitarne l' uso
                          e prevedere un adeguato sistema di parcheggi. I centri storici devono mantenere la loro caratteristica attrattiva. Il
                          suo patrimonio edilizio deve essere manutenzionato stimolando con incentivi. Il Comitato, con le 1020 firme
                          raccolte per dire no alla Ztl in via Naviglio hanno ottenuto il rinvio dei provvedimenti programmati alla nuova
                          amministrazione. Occorre una radicale marcia indietro sulla volontà di estendere la ZTL al centro storico». ©
                          RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 22
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                          domenica 29 marzo 2020
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                                                                 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                         Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          POLITICA

                          «Non una critica ma una richiesta»
                          Insieme per Cambiare replica alle critiche dopo le osservazioni al sindaco

                          «Non capiamo dove il sindaco abbia letto una critica diretta a lui». Inizia
                          così il comunicato della lista civica Insieme per Cambiare, all' indomani di
                          una nota in cui chiedeva maggiore impegno per dare una mano alle
                          attività economiche della città nel momento dell' emergenza sanitaria.
                          La frase incriminata vista come un attacco politico, ritenuto da tanti
                          «fuori luogo in un momento così delicato» suonava così: «Il sindaco e l'
                          amministrazione non possono limitarsi a fornire i dati della situazione
                          sanitaria, servono atti concreti». Una frase che ha amareggiato Malpezzi
                          che ha ricevuto tanti messaggi di solidarietà. Ieri IxC ha precisato:
                          «Abbiamo sempre fatto della tutela alle imprese un punto focale; la
                          nostra non era una critica ma una richiesta di mettere a disposizioni
                          risorse in aiuto alle attività commerciali».

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 23
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                                                                Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Ecco come cambiò Faenza durante il periodo napoleonico
                          Nel libro Stefano Saviotti e Monica Naldoni accendono l' attenzione, in particolare, su 'chiese, conventi e
                          confraternite'

                          Napoleonici quegli anni. È un invito a osservare da un diverso punto di
                          vista la Faenza giacobina del periodo compreso tra il 1796 e il 1813
                          quello contenuto nel volume 'Soppressioni napoleoniche a Faenza', in cui
                          Stefano Saviotti e Monica Naldoni accendono l' attenzione su 'chiese,
                          conventi e confraternite', come recita il sottotitolo. La Faenza che si
                          lascerà sedurre perdutamente dagli ideali democratici e repubblicani
                          arrivati da Oltralpe (e rapidamente degenerati), incastonati nella
                          fisionomia della città in luoghi identitari come palazzo Milzetti e palazzo
                          Laderchi, appare irriconoscibile a chi la guardi con gli occhi del terzo
                          millennio. La città che diede i natali a Filippo Severoli, irriducibile
                          generabile napoleonico il cui nome campeggia a Parigi sull' Arco di
                          Trionfo, contava infatti settantanove «tra chiese, conventi (oggi sono
                          appena due), parrocchie (erano venticinque), confraternite e luoghi di
                          cura», come rivela Stefano Saviotti. «Un terzo della superficie del centro
                          storico era di fatto riservato al clero: in una città che nei cinque rioni
                          contava appena 16mila abitanti questo significava una quantità impressionante di religiosi, irrinunciabile fonte di
                          sostentamento per le famiglie d' origine. Alcune di quelle parrocchie contavano appena cento abitanti: capitava che
                          due chiese sorgessero a pochi metri di distanza, quasi sulla stessa strada». Quella imposta dal governo della
                          Repubblica Cisalpina, diventata nel 1802 Repubblica italiana e nel 1805 Regno d' Italia, fu una «cura da cavallo»:
                          «quasi tutte le chiese e gli edifici di natura ecclesiastica furono sequestrate e destinate ad altri usi. Inizialmente i
                          napoleonici avevano previsto di mantenere in vita unicamente il Duomo e una sola chiesa per ciascuno dei rioni: San
                          Domenico, San Francesco, Santa Maria Vecchia, Sant' Agostino e Sant' Antonino, ciascuna delle quali contava
                          alcune sussidiarie». Di molte delle altre cappelle è sopravvissuta solo la facciata - è il caso di Santa Margherita, in via
                          Bondiolo, dove oggi ha il suo studio Ivo Sassi - ma di gran parte di loro non è rimasta traccia. «Ben pochi oggi
                          saprebbero collocare Sant' Abramo o Sant' Eutropio. Al termine del dominio napoleonico fu possibile recuperare solo
                          alcune chiese». Mentre concittadini come Ercole Conti, Pier Damiano Armandi, Sebastiano Montallegri e Giuseppe
                          Sercognani mettevano in luce nei campi di battaglia il loro animus pugnandi (il primo morì a Trafalgar, gli altri tre, cui
                          non era evidentemente bastata l' esperienza napoleonica, continuarono a prendere parte ai moti del 1831 contro il
                          rinato Stato Pontificio), anche tra le mura manfrede non si rimaneva certo con le mani in mano: fu allora che vide la
                          luce il parco

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 24
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                                                                Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Tassinari, ottenuto radendo al suolo un convento e unificando gli orti di vari enti religiosi. Il sequestro dei beni
                          ecclesiastici fu forse la più grande operazione di ridistribuzione della ricchezza mai attuata in Italia, benché a
                          beneficiarne furono le famiglie già agiate: è anche da quel trasferimento di beni che arrivò l' iniezione di denaro utile
                          a dare vita ai palazzi e ai decori neoclassici in cui la città si identifica ancora oggi, fedele alla spericolata
                          adolescenza della libertà in Italia. Filippo Donati © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019            Pagina 25
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                                                                Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Calcio a 5 serie D, quando il campionato si è interrotto la nuova formazione faentina era terza a due
                          punti dal primo posto

                          La Mernap è rinata con grandi ambizioni
                          Il presidente Merenda: «Puntavamo a salire di categoria, eravamo in gran forma poi è arrivato lo stop»

                          Immaginatevi Messi e Cristiano Ronaldo che dopo anni di epiche
                          battaglie tra Barcellona e Real Madrid, decidano di unirsi fondando una
                          loro squadra, continuando poi a vincere. Una storia simile è accaduta nel
                          2001 a Faenza nei campionati Uisp di calcio a 5 quando Filippo Merenda
                          della Mercom e Nicola Napoletano della Metalnap, presidenti\giocatori
                          delle due squadre che si contendevano ogni anno coppe e campionati,
                          hanno creato la Mernap, formazione che ha spadroneggiato a livello
                          provinciale e regionale. Un' avventura terminata nel 2010, ma
                          ricominciata la scorsa estate con un progetto ancora più ambizioso. La
                          'nuova Mernap' è stata infatti iscritta al campionato di serie D regionale di
                          calcio a 5 e non più ad un torneo amatoriale. «Volevamo riprendere da
                          dove avevamo interrotto 9 anni fa per impegni personali e professionali -
                          spiega Merenda, presidente del nuovo sodalizio faentino dove
                          Napoletano è il vice - e sono orgoglioso che a questo nuovo progetto
                          abbiano preso parte con tanto entusiasmo molte persone che da tempo
                          sono nel mondo del calcio a 5 come Damiano Ventura, con me al Faventia fino allo scorso anno. La nostra forza è la
                          passione, ma non nascondo che vogliamo anche toglierci delle soddisfazioni». Come è nata l' idea di unire le forze
                          nel 2001? «Premetto che Nicola non lo conoscevo - risponde Merenda - e che tra di noi c' era una sorta di rivalità
                          sportiva, poi qualche anno dopo sono stato il suo testimone di nozze... Sono andato io da lui proponendogli di creare
                          un' unica squadra ed è stato subito entusiasta. Per il nome Mernap abbiamo unito le prime lettere dei nostri cognomi,
                          mentre per le maglie ha deciso lui, scegliendo il rossonero essendo milanista. Io da juventino mi sono dovuto
                          adeguare In 9 anni abbiamo vinto 5 volte il campionato Uisp di Faenza, un titolo provinciale e uno regionale». Adesso
                          quali sono le ambizioni della nuova Mernap? «Siamo partiti dalla D con l' obiettivo di vincerla. Dopo un avvio di
                          campionato difficile ci siamo affidati ad un allenatore esperto come Francesco Ghera e i risultati sono arrivati, tanto
                          che prima dello stop dovuto al Coronavirus eravamo terzi a due punti dalla prima. Il nostro momento di forma era
                          ottimo e avevamo anche recuperato gli infortunati: sono certo che avremmo perso poche partite nella seconda
                          parte di stagione». Ora ci si chiede se il campionato ripartirà e «in merito non abbiamo ancora avuto comunicazioni
                          ufficiali,

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019          Pagina 26
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                          domenica 29 marzo 2020

                                                               Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          ma penso che dovremo già pensare alla prossima stagione dove abbiamo in mente progetti importanti. Infatti,
                          vogliamo creare una squadra femminile di calcio a 5 già nella stagione 2020-'21 visto che a Faenza non esiste e le
                          giocatrici faentine vanno tutte a giocare nell' Imolese, poi negli anni punteremo ad avere qualche squadra del settore
                          giovanile». Luca Del Favero.

                                                              Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019          Pagina 27
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                          domenica 29 marzo 2020
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                                                           Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          Ancora due vittime del covid-19 I contagi salgono a 521 casi
                          A Faenza positivo un bambino di 9 anni, fratello di uno dei minori risultati già colpiti dal virus In assistenza domiciliare
                          un medico e un' infermiera in servizio all' ospedale manfredo

                          RAVENNA Continua a crescere nel Ravennate il numero di morti per il covid-19,
                          cinque nell' arco di appena 48 ore. E con i decessi di Claudia Santarelli, 76enne
                          ricoverata in terapia intensiva all' ospedale di Ravenna Santa Maria delle Croci e
                          di Sante Curzi, 86enne di Lugo deceduto nella notte tra venerdì e sabato all'
                          Umberto I, sale a 24 il numero delle vittime. Un bollettino di guerra che conta
                          anche 33 nuovi contagi accertati, che portano a 521 il computo totale dei casi
                          positivi. IMPENNATA NEL FAENTINO Insieme a Ravenna, dove si sono
                          registrati 16 casi, tutti riconducibili a contatti con persone già positive, è il
                          Faentino la zona più colpita: sono infatti 9 i nuovi casi accertati in più, 15 nell'
                          arco di due giorni. Edo po i tre bambini dei giorni scorsi, anche ieri è stato
                          riscontrato il coronavirus a un altro bambino di 9 anni, fratellino di uno dei minori
                          risultati positivi giovedì; le sue condizioni non sono però preoccupanti tanto da
                          essere curato in casa. E sempre in assistenza domiciliare sono seguiti anche un
                          medico e una giovane infermiera dell' ospedale di Faenza. Camici bianchi che,
                          come evidenziato dal sindaco manfredo Giovanni Mal pezzi, «stanno pagando
                          un forte tributo per il loro generoso servizio». CICOGNE IN VOLO Ma nonostante
                          l' emergenza sanitaria in atto e i lutti degli ultimi giorni, a Faenza, come evidenzia il primo cittadino sul suo profilo
                          facebook «continua a volare la cicogna nonostante le restrizioni alla circolazione imposte dal Governo. In Comune è
                          stata infatti registrata la nascita di altri due bambini. Benvenuti e buona vita!». I NUMERI Rispetto alle nuove positività
                          comunicate, come spiega una nota della Provincia «18 fanno riferimento a donne e 15 a uomini; 3 sono residenti
                          fuori provincia. Sono 17 i pazienti in isolamento domiciliare poiché privi di sintomi o con sintomi leggeri, mentre gli
                          altri sono ricoverati nel reparto di malattie infettive e uno solo di loro in terapia intensiva. Sul fronte epidemiologico,
                          si tratta principalmente di pazienti che hanno avuto contatti stretti con casi già accertati». Sono 589 le persone in
                          quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi mentre i ricoveri sono circa 140.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 28
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                                                          Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                   Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          Mascherine, prezzi rialzati del 1.700%, la Finanza sequestra e denuncia gli "sciacalli"
                          Doppio blitz delle fiamme gialle in un negozio di Faenza e a Ravenna dove la speculazione era on line

                          RAVENNA Mascherine vendute con rincari fino al 1.700% a Ravenna e Faenza,
                          in alcuni casi senza nemmeno essere in regola con le certificazioni sanitarie. Un
                          traffico stroncato con un doppio blitz dalla Guardia di Finanza. Il primo
                          intervento nella città manfreda, dove dopo alcune segnalazioni pervenute al
                          117, i Finanzieri hanno controllato un negozio di ottica che vendeva mascherine
                          protettive ad un prezzo di 13 euro, indicate come dispositivi di protezione FFP2
                          muniti di certificazione CE. L' intervento dei Finanzieri ha consentito di
                          accertare che, in realtà, le mascherine poste in vendita non erano fornite di
                          alcuna attestazione per essere classificate FFP2 né di alcuna certificazione CE
                          ed erano state acquistate ad un prezzo di 1,18 euro ciascuna e, quindi, venivano
                          vendute al pubblico con una percentuale di rincaro superiore al 1000%: un rialzo
                          del prezzo esorbitante, tenuto conto dell' emergenza sanitaria in corso e della
                          difficoltà di approvvigionamento di tali dispositivi di protezione. SPECULAZIONI
                          ANCHE ON LINE Le Fiamme Gialle hanno quindi proceduto al sequestro delle
                          270 mascherine ancora giacenti presso l' esercizio commerciale ed hanno
                          denunciato il titolare per il reato di frode in commercio e per manovre
                          speculative su merci. Nel corso di un diverso intervento a Ravenna, i Finanzieri della Prima Compagnia hanno
                          controllato un soggetto che aveva creato un sito web per vendere on line mascherine protettive in varie confezioni,
                          di cui una da 50 pezzi al prezzo di 89 euro. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno permesso di rilevare che tale
                          tipologia di confezione era stata acquistata al costo di 5 euro e, quindi, veniva rivenduta al pubblico con un
                          incremento di prezzo di circa il 1.700%. Anche in questo caso è scattata la denuncia. «Proseguiranno
                          incessantemente-fa sapere la Finanza-su tutto il territorio provinciale i controlli volti a prevenire e contrastare
                          pratiche anticoncorrenziali e condotte ingannevoli o speculative commesse sfruttando l' incremento della domanda
                          di dispositivi di protezione, di agenti biocidi e di prodotti biomedicali, a tutela dei cittadini in questo particolare
                          momento di emergenza».

                                                              Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019           Pagina 29
[ § 1 5 6 1 9 7 9 2 § ]

                          domenica 29 marzo 2020
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                                                            Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          «Le uova ve le portiamo a casa noi» Boom di richieste all' azienda agricola
                          La Ricciardelli di Riolo Terme ha compensato la perdita dei ristoranti con i consumi familiari

                          RAVENNA C' è un aumento esponenziale del consumo di uova nelle case dei
                          ravennati. La conferma arriva da Riolo Terme, da dove l' azienda Agricola
                          Ricciardelli spedisce uova in mezza Romagna: il Ravennate ma anche la zona di
                          Imola e a Sud di Bologna. La signora Roberta Ricciardelli risponde tra un ordine
                          e l' altro al telefono: «Abbiamo aumentato moltissimo la vendita di uova alle
                          famiglie-spiega-:i consumi sono aumentati in modo notevole in questi giorni».
                          Dopo qualche giorno di spaesamento a casa delle chiusure degli agriturismi e
                          dei ristoranti a cui Ricciardelli forniva le proprie uova, l' azienda agricola ha
                          deciso di puntare sulla consegna a domicilio tra i cittadini con un successo
                          quasi inaspettato: «Abbiamo compensato. La mia impressione è che ci sia una
                          riscoperta dei sapori della famiglia e quindi della ricerca di prodotti di qualità. Le
                          nostre galline sono allevate in modo naturale nel nostro allevamento. Quante
                          sono? 5.157, per l' esattezza». Non ci si stupirebbe, a sentire la passione con cui
                          parla Roberta Ricciardelli, se cominciasse ad elencarne i nomi. «Non abbiamo
                          aumentato i prezzi-dice poi la titolare dell' allevamento - e non facciamo pagare
                          la consegna, anche per andare incontro ai cittadini che si trovano in questo
                          momento in difficoltà». Le vendite stanno andando così bene che, in futuro, potrebbe essere mantenuto il servizio di
                          vendita a domicilio casa per casa: «Siamo un' azienda familiare, non siamo tanti ma riusciamo a soddisfare l'
                          esigenza dei nostri clienti. Chi ci chiama ci chiede dove vengono allevate le nostre galline e noi glielo raccontiamo:
                          vengono allevate a terra rispettando tutte le norme del benessere animale, sono libere di muoversi. L' azienda è nel
                          parco della Vena del gesso. Quando finirà l' emergenza torneremo a consegnare alle aziende che siso no sempre
                          rifornite da noi ma speriamo che qualcuna delle persone che ci ha contattato in questi giorni torni ad affidarsi a noi:
                          saremo ben contenti di soddisfare le loro esigenze».

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019         Pagina 30
[ § 1 5 6 1 9 7 9 3 § ]

                          domenica 29 marzo 2020
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                                                           Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                    Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          L' ASSISTENZA AI MALATI

                          «Per i pazienti Covid-19 ogni giorno 1.200 piatti sigillati»
                          La cooperativa faentina Gemos realizza le monoporzioni distribuite agli ospedali di Rimini e Riccione

                                                                                                                            ALESSANDRO MONTANARI

                          RAVENNA Oltre 1.200 piatti dedicati ai pazienti positivi al coronavirus ricoverati
                          a Rimini. Tutti i giorni i pasti escono da un' azienda di Faenza, la Coop Gemos,
                          specializzata nell' alimentare. La cooperativa, nata nel 1975, è specializzata
                          nella ristorazione collettiva. Nei giorni scorsi è stata l' unica realtà
                          imprenditoriale in grado di rispondere alla ricerca urgente dell' Ausl Romagna
                          che aveva bisogno di una fornitura di pasti dedicata ai pazienti Covid -19. Non c'
                          è un menù particolare per loro (a meno che non ci siano particolari esigenze
                          alimentari a cui pensa in questo caso direttamente l' azienda sanitaria) ma la
                          necessità è quella di monoporzioni sigillate. Il direttore della cooperativa, Marco
                          Placci, spiega come sono riusciti a rispondere in tempi rapidi alle necessità dell'
                          Ausl: «Avevamo una confezionatrice automatica che si è rivelata utile nel
                          confezionare i pasti. Le porzioni vengono sigillate con un pellicola
                          termosaldata». Accorgimenti che servono per non trasmettere agenti patogeni.
                          Si tratta di pasti monoporzioni. A differenza di quanto avviene normalmente
                          con il servizio a vassoio, il tutto viene poi gettato via e trattato dall' Ausl come
                          rifiuto speciale. Gemos da tempo lavora con l' azienda sanitaria. Fornisce già i
                          pasti all' ospedale di Ravenna e a diverse case della salute italiana. «Nei giorni scorsi - aggiunge Placci - come
                          previsto nell' ambito della stessa gara ci è stato chiesto di preparare i pasti anche per l' ospedale di Riccione, siamo
                          riusciti a far fronte anche a questa esigenza». L'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO Placci non nasconde che anche
                          per Gemos è un momento di difficoltà: "I volumi della ristorazione si sono fortemente ridotti. Le mense scolastiche e
                          aziendali sono chiuse. Attualmente dei nostri 1.300 dipendenti ne lavorano 440, abbiamo attivato gli ammortizzatori
                          sociali. Mi preme sottolineare la grande professionalità e disponibilità di tutti i nostri dipendenti per superare questo
                          frangente difficile". La cooperativa si è attivata subito "con un gruppo che gestisce l' emergenza. Siamo riusciti a
                          muoverci in fretta. Per quanto riguarda i dispositivi di protezione, i guanti li usavamo anche prima mentre abbiamo
                          fornito tutti di mascherine. Non sono facili da trovare, mane abbiamo ancora una buona scorta da utilizzare" Ogni
                          monoporzione viene venduto a 2,18 euro: «Si tratta di un prezzo di mercato - dice Placci -,Crediamo che da questa
                          situazione difficile si esca solo facendo la propria parte e mettendosi al servizio degli altri. Per questo quando l' Ausl
                          ci ha chiesto aiuto ci siamo mossi in fretta per rispondere alle loro esigenze».

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 31
[ § 1 5 6 1 9 7 9 5 § ]

                          domenica 29 marzo 2020
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                                                           Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                    Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          EMERGENZA CORONAVIRUS

                          Ceramica, diversi i progetti congelati tra Faenza e la Cina
                          Olmeti (Aicc): «Speriamo di recuperare nel 2021» Parte una nuova campagna di comunicazione

                                                                                                                              MICHELE DONATI

                          FAENZA L' amicizia fra Italia e Cina passa anche attraverso la ceramica: l'
                          emergenza sanitaria che ha colpito prima il Dragone e poi il nostro Paese ha
                          messo in lista d' attesa diverse iniziative, ma l' Associazione italiana città della
                          ceramica (Aicc) non si ferma e si reinventa. "Una strada per la ceramica - A way
                          to clay" è un progetto di scambio culturale e professionale con la Cina, messo a
                          punto da Aicc a partire dal 2018, che coinvolge in particolare il Fu ping Pottery
                          Art Village gestito dalla famiglia Xu, a pochi chilometri da Xian (la località
                          famosa per i Guerrieri di Terracotta), nella regione dello Shaanxi, e realizzato
                          con la consulenza del grande maestro ed editore cinese I Chi Hsu e dell' italiano
                          Giovanni Mirulla (editore della rivista "La ceramica moderna & antica").
                          CERAMISTI BLOCCATI Il progetto, che originariamente prevedeva la
                          realizzazione di workshop in Cina tra luglio 2019 e settembre 2020 - destinati ad
                          un totale di 40-50 ceramisti italiani attentamente selezionati ed in particolare
                          provenienti dalle città della ceramica aderenti ad Aicc - dopo la realizzazione di
                          due dei workshop previsti da parte di 14 ceramisti, ha dovuto inevitabilmente
                          fermarsi, all' inizio di febbraio 2020, a causa dell' emergenza covid-19 scoppiata
                          in Cina, bloccando un terzo gruppo di 10 ceramisti già con il biglietto aereo e il visto in tasca: Giovanni Ruggiero, Luce
                          Raggi, Monika Grycko, Oscar Dominguez e Victor Fotso Nyie sono i faentini che hanno partecipato ai laboratori o che
                          sarebbero partiti. FOTOGRAFATI CON LE OPERE Selo scambio fisico è dunque impossibile, l' Aicc ha deciso di
                          puntare sulla comunicazione lanciando un manifesto che esalta lo stretto rapporto fra Italia e Cina: decine di
                          ceramisti si sono fatti fotografare con una propria opera da accompagnare al cartello intitolato "Le difficoltà sono
                          temporanee, le amicizie imperiture", una citazione dallo scambio telefonico avvenuto fra il presidente della
                          Repubblica Sergio Mattarella e Xi Jinping. LABORATORIO DI COMUNICAZIONE «La nazione cinese - spiega il
                          presidente di Aicc e vicesindaco Massimo Isola - da sempre è un' eccellenza straordinaria nella produzione ceramica
                          e qui abbiamo diversi progetti che alimentiamo nel tempo. Per questo è risultato naturale e spontaneo dare avvio a
                          questo laboratorio di comunicazione, come risposta ad un' esigenza di valorizzare queste relazioni, dentro la crisi e
                          oltre. Queste relazioni ci rendono più forti oggi, nell' approccio con la crisi, e ci danno energia per il dopo, per la
                          ripartenza». MOSTRE DA ORGANIZZARE «Un terzo gruppo di 10 ceramisti era pronto a partire il 12 febbraio scorso -
                          sottolinea Giuseppe Olmeti, segretario coordinatore di Aicc e del progetto - ma la loro partenza non è che rinviata,
                          così come siamo pronti a riprendere e concludere la selezione tra le oltre 80 domande

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 32
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