CSV FC - Assiprov mercoledì, 30 settembre 2020

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CSV FC - Assiprov
mercoledì, 30 settembre 2020
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                                                 mercoledì, 30 settembre 2020

Prime Pagine

 30/09/2020   Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)                                                                              4
 Prima pagina del 30/09/2020

 30/09/2020   Il Resto del Carlino (ed. Forlì)                                                                                    5
 Prima pagina del 30/09/2020
 30/09/2020   Il Resto del Carlino (ed. Cesena)                                                                                   6
 Prima pagina del 30/09/2020

ambiente e protezione civile

 30/09/2020   Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 8                                                                     7
 Escursione sulle colline con il Wwf
 29/09/2020   Forli 24 Ore                                                                                    ALESSANDRO ROSSI    8
 Superbonus 110%, in Comune a Cesena incontro tra le Associazioni di categoria e gli esperti dell' ambito

csv e scenario locale

 30/09/2020   Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 6                                                                     9
 Fondo scolastico di solidarietà: il Comune aiuta 280 studenti
 30/09/2020   Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 38                                                                   10
 Problemi di memoria e deficit cognitivi
 29/09/2020   Forli 24 Ore                                                                                                       11
 Fondo scolastico di solidarietà: stanziati 41mila euro per l' acquisto di materiali e libri scolastici
 30/09/2020   Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 17                                                                         12
 «Nutro il mondo, basta sprechi alimentari»

salute e assistenza

 30/09/2020   Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Pagina 65                                                                        14
 Donazioni, calendario di ottobre

 30/09/2020   Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 73                                                                         15
 La riabilitazione delle mani? Ci pensa il robot

volontariato

 30/09/2020   Avvenire Pagina 11                                                                            FRANCESCO RICCARDI   17
 Calano i donatori e i volontari
 30/09/2020   Avvenire Pagina 32                                                                               ENRICA LATTANZI   19
 «La mensa per i poveri è priorità»
 30/09/2020   Avvenire Pagina 32                                                                                DANIELE AGRATI   21
 Senza dimora ed emergenza Covid Tutte le incognite del piano Freddo
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30/09/2020   Avvenire Pagina 38                                                         23
Volontariato: chiarimenti su retribuzioni, nomine e modifiche degli statuti
30/09/2020   Corriere della Sera Pagina 13                                    A. Cam.   29
«Inizia il freddo, serve la mensa per i senzatetto»
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[ § 1 § ]

            mercoledì 30 settembre 2020
                                          Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)

                                            Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020   Pagina 4
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[ § 2 § ]

     mercoledì 30 settembre 2020
                                       Il Resto del Carlino (ed. Forlì)

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[ § 3 § ]

     mercoledì 30 settembre 2020
                                     Il Resto del Carlino (ed. Cesena)

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[ § 1 6 4 8 0 7 1 8 § ]

                          mercoledì 30 settembre 2020
                          Pagina 8

                                                             Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
                                                                          ambiente e protezione civile

                          Escursione sulle colline con il Wwf

                          PREDAPPIO Il Wwf di Forlì -Cesena ha organizzato un' escursione guidata alle
                          colline del predappiese. L' evento si terrà domenica 11 ottobre. L' iniziativa si
                          inserisce in un calendario ricco di altri appuntamenti, che vedranno come
                          protagonisti i luoghi di maggior pregio naturalistico del territorio, inseriti nel
                          progetto "Urban Nature 2020, Natura in città", lanciato da Wwf Italia. I
                          partecipanti all' escursione avranno l' opportunità di scoprire e rimanere
                          affascinati dai calanchi e dagli affioramenti di sasso Spungone, passeggiando
                          per le vigne del Sangiovese di Predappio. Il percorso, classificato come di
                          media difficoltà, si articolerà in un tragitto di 5 km con un dislivello di 210 metri.
                          Perla tipologia di sentiero è sconsigliato l' impiego di passeggini tradizionali. L'
                          escursione prenderà avvio alle 15 dal parcheggio di via Lucchina, vicino alla
                          chiesa antica di Fiumana e al termine della passeggiata l' azienda vitivinicola
                          Condè offrirà a tutti i partecipanti una merenda con assaggio di Sangiovese. Per
                          partecipare è necessaria la prenotazione. È previsto, inoltre, un contributo di
                          5,00 euro. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero
                          telefonico 0543.921766.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020   Pagina 7
CSV FC - Assiprov mercoledì, 30 settembre 2020
[ § 1 6 4 8 0 7 0 9 § ]

                          martedì 29 settembre 2020

                                                                                   Forli 24 Ore
                                                                          ambiente e protezione civile

                          Superbonus 110%, in Comune a Cesena incontro tra le Associazioni di categoria e gli
                          esperti dell' ambito
                          Un confronto sulle sfide e le opportunità aperte da questa misura, sulle difficoltà riscontrate, sulle prospettive e le
                          sinergie future

                                                                                                                             ALESSANDRO ROSSI

                          Una tavola rotonda sulle sfide e le opportunità nel territorio cesenate offerte
                          dalla recente misura fiscale Superbonus 110%. L' Amministrazione comunale
                          e la sua societàEnergie per la Città S.r.l., che gestiscelo Sportello Energia
                          ExC, hanno incontrato le Associazioni di categoria, gli ordini professionali, le
                          associazioni amministratori di condominio, esperti ambito contabile e
                          assicurativo e Legambiente,per avviare un confronto sulle sfide e le
                          opportunità aperte da questa misura, sulle difficoltà riscontrate, sulle
                          prospettive e le sinergie future. "L' obiettivo -commenta l' Assessora allo
                          Sviluppo di nuove fonti energetiche Francesca Lucchi- è di verificare la
                          presenza sul territorio di operatori economici professionisti pronti ad
                          affrontare le sfide e le opportunità che questa particolare misura sociale
                          introduce valorizzando un sistema di filiera cittadino e avviando un percorso
                          di monitoraggio riguardante l' andamento e i risultati che il 'Superbonus 110'
                          porterà nella nostra città. Nel corso dei lavori infatti sono emerse importanti
                          riflessioni sull' argomento ma anche la necessità di creare una rete di
                          soggetti locali per affrontare al meglio le sfide che una misura fiscale ed
                          energetica come questa comporterà nei prossimi mesi.È dunque doveroso cogliere questa opportunità tanto
                          economica quanto ambientale, dal momento che potrà generare significativi risparmi nelle bollette dei cittadini, la
                          ripresa economica per il settore edilizio e conseguentemente la riduzione delle emissioni di gas serra. Sarà inoltre
                          importante avviare un percorso specifico e partecipato di formazione e informazione per far comprendere ai
                          cittadini interessati i vantaggi e le metodologie di applicazione di questa agevolazione prevista dal Decreto Rilancio
                          in riferimento a specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di
                          impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici". Le nuove misure inoltre si
                          aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la
                          riduzione del rischio sismico e di riqualificazione energetica degli edifici. Alla tavola rotonda, consultabile online sul
                          canale YouTube di Energie per la Città ( https://www.youtube.com/watch?v=QlCxZsMNi3U ), hanno preso parte l'
                          Assessora Francesca Lucchi, l' ingegnere Davide Broccoli, Amministratore Unico di Energie per la Città e Alessandro
                          Rossi, ANCI- Emilia Romagna.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020              Pagina 8
CSV FC - Assiprov mercoledì, 30 settembre 2020
[ § 1 6 4 8 0 7 1 9 § ]

                          mercoledì 30 settembre 2020
                          Pagina 6

                                                             Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
                                                                               csv e scenario locale

                          Fondo scolastico di solidarietà: il Comune aiuta 280 studenti

                          FORLÌ Proseguono le iniziative e i progetti di inclusione sociale a sostegno delle
                          fasce più deboli della popolazione forlivese. «Il Comune - spiega l' assessora al
                          welfare Rosaria Tassinari - conferma anche per l' anno scolastico 2020-2021 la
                          realizzazione congiunta del progetto di contrasto alla povertà denominato
                          "fondo scolastico di solidarietà", relativo all' acquisto di libri e di materiale
                          didattico per gli studenti appartenenti a famiglie indigenti residenti nel territorio
                          comunale. Questa preziosa partnership, attraverso lo stanziamento e l'
                          erogazione di 41mila euro consente di aiutare in termini di interventi realizzati,
                          oltre 280 studenti. L' individuazione dei nominativi è effettuata dal Servizio
                          Sociale del nostro Comune tra nuclei familiari che abbiano figli minori
                          frequentanti scuole elementari, medie, superiori, in condizioni di disagio socio-
                          economico. Il materiale didattico verrà consegnato a domicilio grazie agli
                          operatori e ai volontari della Croce Rossa.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020   Pagina 9
CSV FC - Assiprov mercoledì, 30 settembre 2020
[ § 1 6 4 8 0 7 2 0 § ]

                          mercoledì 30 settembre 2020
                          Pagina 38

                                                             Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
                                                                               csv e scenario locale

                          CORSO CAIMA

                          Problemi di memoria e deficit cognitivi

                          L' associazione Caima, a sostegno dei malati di Alzheimer, prosegue nel Corso
                          rivolto ai familiari di malati di Alzheimer, per insegnare a gestire la malattia. L'
                          associazione CAIMA, a sostegno dei malati di Alzheimer, organizza un Corso
                          rivolto ai familiari di malati di Alzheimer, per insegnare a gestire la malattia. Alle
                          16,30 di oggi verranno trattati i problemi della memoria e i deficit cognitivi dalla
                          psicologa Francesca Mandaletti. Gli incontri si svolgono presso il loggiato del
                          Centro Medico San Mauro di Cesena. Per la partecipazione è obbligatoria l'
                          iscrizione a Caima chiamando allo 0547/646583.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020   Pagina 10
[ § 1 6 4 8 0 7 1 0 § ]

                          martedì 29 settembre 2020

                                                                                     Forli 24 Ore
                                                                                 csv e scenario locale

                          Fondo scolastico di solidarietà: stanziati 41mila euro per l' acquisto di materiali e libri
                          scolastici
                          "Consente di aiutare oltre 280 studenti"

                          Proseguono le iniziative e i progetti di inclusione sociale a sostegno delle
                          fasce più deboli della popolazione forlivese. "Come consolidato ormai da
                          alcuni anni" - spiega l' Assessore al welfare Rosaria Tassinari - "il Comune di
                          Forlì, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana - Comitato di Forlì -, la
                          Fondazione della Cassa dei Risparmi e la Fondazione Caritas "Buon Pastore",
                          conferma anche per l' anno scolastico 2020-2021 la realizzazione congiunta
                          del progetto di contrasto alla povertà denominato "fondo scolastico di
                          solidarietà", relativo all' acquisto di libri e di materiale didattico per gli studenti
                          appartenenti a famiglie indigenti residenti nel territorio comunale. Questa
                          preziosa partnership, attraverso lo stanziamento e l' erogazione di 41mila per
                          la corrente annualità, consente di aiutare in termini di interventi realizzati,
                          oltre 280 studenti. L' individuazione dei nominativi è effettuata dal Servizio
                          Sociale del nostro Comune tra nuclei familiari che abbiano figli minori
                          frequentanti scuole elementari, medie, superiori, in condizioni di disagio
                          socio-economico. Il materiale didattico verrà consegnato a domicilio grazie
                          agli operatori e ai volontari della Croce Rossa." "Questa iniziativa" - conclude
                          l' Assessore Tassinari - "appare particolarmente significativa in quanto concretamente funzionale al superamento
                          delle possibili diseguaglianze tra gli studenti di Forlì, determinate dalle differenti condizioni economiche delle
                          famiglie d' appartenenza e quindi utile a contrastare forme di discriminazione che talvolta sono alla base del
                          fenomeno del bullismo. Il progetto, per la sua natura inclusiva, si inserisce perfettamente nella mission di coesione
                          sociale di questa Amministrazione e nella programmazione di iniziative di integrazione e sostegno delle fasce più
                          deboli della nostra popolazione."

                                                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020     Pagina 11
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                          mercoledì 30 settembre 2020
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                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                               csv e scenario locale

                          «Nutro il mondo, basta sprechi alimentari»
                          Lo chef Massimo Bottura ambasciatore Onu: deve salvaguardare cibo e pianeta. Ha già creato dieci refettori per chi
                          è in difficoltà

                          di Valentina Beltrame MODENA Da chef migliore al mondo ad
                          ambasciatore Onu nella lotta allo spreco alimentare. Il modenese
                          Massimo Bottura è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite imprenditore
                          sociale per il suo impegno contro la perdita di cibo e l' isolamento
                          sociale, obiettivo principale della sua 'Food for Soul', la Onlus fondata
                          con la moglie Lara Gilmore. L' annuncio è stato fatto ieri in occasione
                          della prima Giornata internazionale di consapevolezza sulla perdita e lo
                          spreco alimentare, istituita dalla Fao. Da chef ad attivista contro lo
                          spreco di cibo. Com' è successo? «Ho avuto la fortuna di vivere la vita
                          che avevo sempre sognato probabilmente perché ho deciso di fare ciò
                          che amavo. C' è stato un momento nel quale ho realizzato che il cuoco
                          dovesse fare un passo indietro perché la rivoluzione tecnica era
                          sufficientemente compiuta da non meritare ulteriore concentrazione di
                          energie, e attraverso la cultura dovesse rappresentare qualcosa in più
                          della somma delle sue ricette. Dopo aver ricevuto tutto dalla vita ho
                          sentito il bisogno di restituire. Di nutrire di pianeta». Cosa intende per rivoluzione tecnica? «Quel momento in cui
                          la Cucina ha smesso di essere quella francese in favore di una Cucina emozionale. Fare cucina contemporanea
                          significa conoscere tutto e quindi dimenticare tutto, valorizzare la materia prima e non il proprio ego. Capire che una
                          sardina e una crosta di Parmigiano Reggiano possono emozionare più di un astice». Un cambiamento epocale di
                          cui lei è stato protagonista, vincendo tutto. Da qui il desiderio di andare oltre la cucina stessa? «Il lavoro
                          dei ristoratori è allargare le braccia e accogliere, dare il benvenuto. Nutrire l' anima e ristorare il corpo delle persone.
                          In un mondo in cui tanti vogliono alzare muri, io voglio abbatterli nutrendo il pianeta». Quando lo ha capito? «Prima
                          dell' Expo di Milano quando 'Carlin' Petrini illustrò i numeri dello spreco alimentare. Stiamo producendo cibo per 12
                          miliardi di persone quando nel mondo siamo in 7 milardi, eppure oltre 840 milioni di persone soffrono la fame.
                          Sprechiamo il 33 per cento del cibo prodotto, ed è cibo 'buono'. Negli

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020             Pagina 12
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                          mercoledì 30 settembre 2020

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                                                                              csv e scenario locale

                          Emirati arabi lo spreco alimentare arriva al 65 per cento, in Brasile al 50 perché è più costoso distribuire ad esempio
                          la frutta piuttosto che bruciarla. Una follia che mi ha portato a reinterpretare l' atteggiamento di mia nonna. Non si
                          butta via niente». E qui nascono i suoi refettori per le persone in difficoltà in giro per il mondo, da Milano e Modena al
                          Brasile... «L' undicesimo sarà a New York. Lo apriremo spero entro fine anno insieme a Gucci che sta ristrutturando
                          una chiesa ad Harlem. E tra pochi giorni inaugureremo quello di Lima in Perù». Cibo riciclato che nutre. Ne ha dato
                          prova anche on-line con i suoi video Kitchen Quarantine durante il lockdown... «Con la mia famiglia, tra le mura di
                          casa, abbiamo condiviso tante ricette di riciclo. Non è mai stata una masterclass, al sabato e domenica era il top,
                          riciclavamo il cibo di tutta la settimana e la gente impazziva. Il mascarpone bianco e nero ha spopolato. Così come il
                          pigiama di mio figlio Charlie... Scherzi a parte, ho messo in pratica quello che dicevano mia mamma e mia nonna.
                          Col pane avanzato si facevano la pappa al pomodoro, la panzanella o i passatelli. E i nostri spettatori hanno gradito».
                          Chissà quante ne ha pensate durante il lockdown... «Nel dramma, ci è stato regalato del tempo prezioso e avevamo
                          il dovere di impiegarlo al meglio. Per esempio, l' ho dedicato anche alla prossima riapertura del nuovo ristorante Il
                          Cavallino a Maranello. Ogni settimana facevamo il punto sulla ristrutturazione ed è incredibile come ogni volta
                          partecipasse anche tutta la famiglia Elkann. Sarà un ristorante tradizionale, ma in evoluzione, sogno di vedere al
                          Cavallino il personale Ferrari». Torniamo al ruolo di ambasciatore Onu. Sente il peso della responsabilità? «Il
                          peso l' ho sempre sentito, ora abbiamo un megafono col quale amplificare ancora di più la nostra voce». ©
                          RIPRODUZIONE RISERVATA.

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                          mercoledì 30 settembre 2020
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                                                                Il Resto del Carlino (ed. Cesena)
                                                                              salute e assistenza

                          Avis

                          Donazioni, calendario di ottobre

                          I donatori iscritti alle sezioni Avis di Gatteo, Savignano, Fiumicino e San
                          Mauro Pascoli, potranno recarsi a sottoporsi ai prelievi per donare il
                          sangue al piano terra dell' ospedale Santa Colomba di Savignano. Le
                          giornate di donazione di ottobre sono 8: domenica 4, mercoledì 7, sabato
                          10, mercoledì 14, domenica 18, mercoledì 21, sabato 24 e mercoledì 28.
                          Informazioni tel. 348-6400256 e 333-3181851 (Savignano), 339-7544743
                          (San Mauro Pascoli), 348-6431989 (Gatteo), 348-2820010 (Fiumicino).

                                                              Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020   Pagina 14
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                          mercoledì 30 settembre 2020
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                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                                 salute e assistenza

                          La riabilitazione delle mani? Ci pensa il robot
                          Un sofisticato macchinario medico donato all' ospedale Marconi di Cesenatico grazie all' impegno della madre di un
                          paziente

                          di Raffaella Candoli Si è inaugurata ieri all' ospedale Marconi di
                          Cesenatico l' installazione di un esoscheletro per la riabilitazione
                          robotica degli arti superiori. Il sofisticato macchinario denominato
                          Armeo Spring, fabbricato in Svizzera dalla ditta Hocoma, ha un costo di
                          60mila euro e risulta particolarmente efficace nel recupero motorio in
                          pazienti che hanno subìto danni neurologici con conseguente perdita di
                          mobilità delle braccia e delle mani. La data del 29 settembre, che anche
                          la direzione sanitaria del nosocomio ha voluto rispettare per l'
                          inaugurazione, ha un significato particolare per una mamma cesenate,
                          Silvia Faberi, grazie alla cui determinazione e al cui impegno personale si
                          è raggiunta parte considerevole della somma per l' acquisto dell'
                          esoscheletro: segna infatti il giorno in cui suo figlio Nicola si è risvegliato,
                          dopo 5 mesi, dal coma in cui era piombato in seguito ad un incidente
                          stradale occorsogli nell' aprile 2016. Mamma Silvia, con diverse iniziative
                          e l' organizzazione di una gara podistica organizzata insieme alle
                          associazione «Domani arriva sempre» , A.CE.A Associazione cerebrolesioni acquisite, e i pescatori di Cesenatico, è
                          riuscita a coinvolgere e a stimolare la generosità di vari soggetti fino a raccogliere 39mila euro. «Le è poi venuta in
                          soccorso - aggiunge il presidente Mario Righi - per la restante parte la Fondazione Fruttadoro Orogel, che già aveva
                          dotato il nosocomio di Cesenatico del Lokomat, esoscheletro similare all' Armeo (del costo di 200mila euro), ma
                          finalizzato alla neuro riabilitazione robotizzata degli arti inferiori». «La Medicina riabilitativa del Marconi, diretta dal
                          dottor Andrea Naldi - sostiene il direttore generale Mattia Altini - è un riferimento importante all' interno dell' Azienda
                          Usl e dell' Area Vasta Romagna per competenze e tecniche riabilitative intensive altamente qualificate». L' Unità
                          operativa si prende cura di malati che, una volta superata la fase acuta, necessitano di percorsi e terapie riabilitative
                          per traumi, incidenti, esiti di interventi chirurgici e lesioni cerebro vascolari acquisite, patologie del sistema nervoso
                          (cerebrali, midollari, del sistema nervoso periferico) o del sistema muscolo-scheletrico, e hanno perso la capacità di
                          utilizzo degli arti superiori. «Armeo Spring - spiega il primario dottor Naldi - è già entrato in funzione ancora prima
                          della cerimonia di inaugurazione. Da giugno, dopo la sospensione delle attività per Covid, l' ambulatorio ha ripreso ad
                          erogare 35 sedute a settimana. Il suo uso ha richiesto una implementazione di fisioterapisti formati che oggi sono
                          27».

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020            Pagina 15
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                          mercoledì 30 settembre 2020

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                                                                              salute e assistenza

                          Armeo Spring è dotato di un meccanismo che fornisce un supporto regolabile all' arto interessato dalla terapia,
                          agevolando in tal modo i movimenti funzionali, consentono il trattamento riabilitativo integrato sia dei deficit motori
                          che delle funzioni cognitive correlate alla coordinazione visuo-motoria e alla programmazione e pianificazione del
                          movimento. Ogni anno sono circa 90 i nuovi ricoveri di pazienti che vengono trasferiti direttamente dalla terapia
                          intensiva, dal Trauma Center o da un reparto per acuti alla Medicina riabilitativa del Marconi al fine di garantire la
                          continuità del percorso assistenziale-riabilitativo. Il recupero delle capacità funzionale del paziente è tale da
                          consentirgli il reinserimento nei tempi più brevi possibili nel proprio contesto di vita sociale e famigliare. ©
                          RIPRODUZIONE RISERVATA.

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                          mercoledì 30 settembre 2020
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                                                                                     Avvenire
                                                                                    volontariato

                          LA FOTOGRAFIA

                          Calano i donatori e i volontari

                                                                                                                             FRANCESCO RICCARDI

                          Per la prima volta lo scorso anno 585mila persone in meno hanno
                          effettuato donazioni in denaro Rapporto dell' Istituto del dono: scendono
                          sotto il 10% anche gli italiani che si dedicano al volontariato Rallenta, per
                          la prima volta, la generosità degli italiani. Cinquecentomila persone in
                          meno hanno donato e una quota minore di concittadini si è impegnata nel
                          volontariato. I dati relativi al 2019 del rapporto dell' Istituto Italiano della
                          Donazione (IID) segnalano una fase di stanca dopo anni sempre in
                          crescita. Un dato che preoccupa soprattutto per la proiezione sul 2020.
                          Un anno davvero speciale a causa della pandemia, nel quale c' è stata sì
                          una mobilitazione notevole di risorse private a favore, ad esempio, degli
                          interventi della Protezione civile. Ma le donazioni si sono molto
                          concentrate verso lo Stato e nel settore della sanità, lasciando scoperti gli
                          altri segmenti dell' associazionismo, della cooperazione e del
                          volontariato. Il rapporto dell' Istituto italiano del dono, basato su più fonti
                          statistiche a partire da quelle Istat, segnala infatti che lo scorso anno è
                          calata dal 14,5 al 13,4% la quota di nostri concittadini che hanno
                          effettuato donazioni. Stesso trend in un' indagine svolta dalla Bva Doxa che, nel suo campione, registra una
                          diminuzione dal 49% del 2018 al 44%del 2019, seppure con un incremento della cifra media da 70 a 77 euro. Le cause
                          per cui si dona sono soprattutto la ricerca medico- scientifica poi, più staccati, il contrasto alla povertà e il sostegno
                          a malati e disabili. I numeri dell' Istat certificano un lieve calo anche dell' impegno nelle associazioni di volontariato:
                          donare tempo e competenze è già un' attività che riguarda una quota minoritaria di popolazione, ma risulta in
                          ulteriore calo dal 10,5% del 2018 al 9,8% del 2019. In cifra assoluta si passa da una stima di 5.538.000 a 5.174.000
                          persone. Se a queste aggiungiamo anche il numero di persone che prestano volontariato in associazioni non di
                          volontariato il numero totale arriva a 6.854.000 persone con un calo sull' anno precedente, però, di 506.000. Le
                          regioni con più volontari fra la popolazione sono ancora il Trentino Alto Adige (21,4%), la Valle D' Aosta (17,2%), e il
                          Veneto 13,9%. Aumenta invece il numero di italiani che si impegnano specificatamente in associazioni ecologiche,
                          per i diritti civili o la pace sulla scia del forte coinvolgimento dell' opinione pubblica su questi temi negli ultimi anni:
                          sono stati 866.000 nel 2019, 60.000 in più rispetto al 2018. La maggior parte sono giovani donne tra i 14 e i 24 anni.
                          Tengono, e anzi sono in leggero incremento, invece, le donazioni biologiche. Secondo i dati del Centro Nazionale
                          Sangue, infatti, nel 2019 sono stati 1.683.470 gli italiani che hanno donato il sangue almeno

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020             Pagina 17
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                          mercoledì 30 settembre 2020

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                                                                                    volontariato

                          una volta (+0,04% rispetto al 2018) e il 92% di loro sono iscritti ad associazioni. Preoccupa però il trend
                          demografico negativo che può portare a un calo dell' impegno e della raccolta di sangue. «Il calo o la stasi registrati
                          in tutti i settori del dono lo scorso anno è stato inaspettato - spiega Cinzia Di Stasio, segretario generale dell' Istituto
                          del dono -. In questo trend si è inserita una situazione di crisi sanitaria e sociale che ha generato una mobilitazione
                          forte anche in termini di donazioni, ma riferibili alla sola emergenza. Le incognite sul 2020, così sono dense. Per
                          questo occorre sostenere e facilitare il lavoro del Terzo settore, perché senza il dono degli italiani tutto il mondo
                          della solidarietà si ferma e il nostro Paese non può permettersi di farne a meno». Fra i nodi emergono quello della
                          'fiducia' e la 'trasparenza' nell' uso dei fondi da parte delle organizzazioni. Il rapporto completo sarà presentato e
                          discusso il 2 ottobre in un convegno in live streaming sulla pagina Facebook e il canale YouTube dell' Istituto italiano
                          del dono. Il presidente Stefano Tabò per IID e la Portavoce Forum Nazionale Terzo Settore Claudia Fiaschi apriranno
                          i lavori alle ore 11. RIPRODUZIONE RISERVATA I dati sono relativi al 2019 prima del Covid che ha fatto concentrare
                          gli aiuti Il segnale positivo arriva dagli italiani che si impegnano specificatamente per la pace e la tutela ambientale Di
                          Stasio (IID): stasi inattesa e preoccupano le prospettive per il 2020. La pandemia ha fatto mobilitare molte risorse,
                          ma concentrate su Protezione civile e sanità. Incognite per il futuro del Terzo settore. Tengono solo i donatori di
                          sangue in lievissimo incremento.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020             Pagina 18
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                                                                                           volontariato

                          COMO

                          «La mensa per i poveri è priorità»

                                                                                                                                    ENRICA LATTANZI

                          Appello delle associazioni di assistenza: con il gelo impossibile dare pasti
                          all' aperto «Uno spazio dove poter distribuire i pasti e consentire agli ospiti
                          di consumarli al riparo da freddo e intemperie ». È un appello a più voci
                          quello diffuso ieri a Como, e indirizzato a enti pubblici e realtà private, per
                          individuare un luogo da adibire a mensa per i poveri. Alcune alienazioni e
                          ristrutturazioni di immobili attualmente in uso, insieme alla necessità di
                          trasformare il servizio nel rispetto delle disposizioni di prevenzione del
                          coronavirus, hanno modificato un sistema in funzione da oltre vent' anni,
                          passando da una mensa suddivisa su più turni, con persone sedute, in un
                          ambiente chiuso, alla distribuzione di sacchetti. Al momento, fra pranzo e
                          cena, vengono garantiti oltre 300 pasti al giorno a persone in difficoltà. A
                          firmare la richiesta sono i referenti della Fondazione Caritas Solidarietà e
                          Servizio Onlus, d e l l a C a s a d e l l a M i s s i o n e d i C o m o ( M i s s i o n a r i
                          Vincenziani), della Casa Vincenziana Onlus, della Mensa serale Beato
                          Luigi Guanella (Suore Guanelliane Figlie di Santa Maria della Provvidenza)
                          e dell' associazione di volontariato 'Incroci'. Si tratterebbe di «una
                          soluzione temporanea e urgente - si precisa nell' appello - in vista di un più ampio progetto di realizzazione di una
                          mensa unica per i bisognosi». I soggetti promotori sono al lavoro or- mai da mesi su questo fronte «pur non avendo
                          ancora individuato un luogo adatto allo scopo». Quali caratteristiche deve avere lo spazio-mensa? «Non è
                          necessario nessun arredo particolare - rispondono i firmatari -, ma deve trattarsi di un immobile già dotato di un
                          impianto elettrico e di riscaldamento, della cui eventuale messa a norma e gestione si farebbero carico gli enti e le
                          associazioni che utilizzeranno la struttura». I tempi sono strettissimi: «Qualunque soluzione - aggiungono - dovrebbe
                          essere individuata a breve, per essere pronti quando arriveranno i primi freddi». Fino a oggi, infatti, «i sacchetti sono
                          stati distribuiti all' aperto e le persone sono state costrette a consumare i pasti per strada, in piedi o seduti sui
                          marciapiedi. È chiaro che questa situazione non sarà più sostenibile nelle stagioni autunnali e invernali che si stanno
                          avvicinando». Il problema si sta presentando già in questi giorni, con un anticipo d' autunno fatto di piogge e
                          temperature improvvisamente più rigide. «Trovare un luogo ove gli ospiti delle mense possano consumare i pasti
                          seduti e al riparo è una questione di rispetto della dignità umana e contribuirà all' ordine e al decoro della città». L'
                          appello per lo spazio-mensa arriva in una Como ancora profondamente scossa dall' omicidio di don Roberto
                          Malgesini, avvenuto due settimane fa in piazza San Rocco. Don Roberto, oltre ad assicurare la colazione calda a
                          decine di poveri, senza fissa dimora e migranti - con il suo 'giro' che iniziava alle prime ore del giorno - era fra i
                          volontari più attivi e assidui nella distribuzione dei pasti.

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                          mercoledì 30 settembre 2020

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                                                                                    volontariato

                          «Don Roberto veniva in mensa tutte le sere - racconta una religiosa guanelliana -. I lavori più umili erano i suoi:
                          pulire il lavandino, tenere in ordine i bagni, preparare i sacchi della differenziata». Il servizio più grande era quello del
                          suo sorriso. «In media, prima della chiusura causa Covid, a cena avevamo 150 persone - riprende la suora -. Gli animi
                          a volte si scaldavano, per i motivi più banali. Don Roberto, solo con il suo esserci, sapeva calmare e tranquillizzare
                          tutti ». Un' eredità di attenzione agli ultimi che non può andare dispersa «Chiunque volesse proporre un luogo adatto -
                          concludono i firmatari dell' appello - può segnalarlo a fondazione@caritascomo. it o telefonando allo 0310353533».
                          RIPRODUZIONE RISERVATA L' epidemia impone nuove regole rispetto agli anni precedenti e servono spazi per
                          garantire le distanze. Enti caritatevoli mobilitati: appello ai privati per una sede che possa garantire l' aiuto alimentare
                          a chi ha bisogno.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020              Pagina 20
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                          mercoledì 30 settembre 2020
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                                                                                    Avvenire
                                                                                   volontariato

                          Senza dimora ed emergenza Covid Tutte le incognite del piano Freddo

                                                                                                                                DANIELE AGRATI

                          Fa paura il generale inverno: le misure anti covid che per esempio
                          regolano l' accesso ai luoghi chiusi potrebbero - e non poco - mettere in
                          difficoltà quanti offrono aiuto a chi è senza dimora. Così le associazioni
                          di volontariato milanesi accendono le sirene d' allarme dopo l' avviso della
                          Caritas ambrosiana che domenica ha reso noto come il Covid ha lasciato
                          senza casa 300 persone e altre 600 non riescono più a pagare l' affitto.
                          «Per strada ci sono sempre più persone. Questa è un' emergenza »,
                          denuncia Maddalena Baietta, fondatrice della onlus Ronda carità e
                          solidarietà, realtà che apre la galleria per fare il punto di una situazione
                          che alle soglie dell' inverno si annuncia appunto già complicata. I
                          senzatetto aumentano e con il calo delle temperature diventa ancora più
                          urgente pensare a dove poter ospitare chi non ha una casa. «Stiamo
                          aspettando indicazioni dal Comune - continua Baietta - ma tutto tace».
                          Per evitare la diffusione del nuovo coronavirus le strutture che accolgono
                          i clochard dovranno rispettare il distanziamento. «Crescerà la domanda e
                          le norme anti Covid-19 imporranno una gestione differente degli spazi.
                          Non potremo accettare nessuna forma di assembramento », spiega Fernando Barone, dell' associazione Protetto.
                          Serviranno, quindi, ambienti ampi in cui poter garantire posti letto ben separati. Viene spontaneo chiedersi se basterà
                          ciò che il Comune ha messo a disposizione nel 2019. Per Baietta e per tanti altri volontari probabilmente no:
                          «Bisognerà riorganizzarsi». Palazzo Marino per ora non ha dato nessuna indicazione su come verranno pianificati gli
                          spazi e se realmente qualcosa cambierà. Nel Piano freddo dell' anno scorso erano previsti 2.700 posti letto: ogni
                          struttura ne accoglieva quanti poteva. Nella Casa Jannacci di via Ortles, ad esempio, gli ospiti erano 600. Secondo
                          Barone ora quei locali potranno contenere la metà delle persone. «Si scatenerà, come sempre, una guerra tra poveri
                          ». Dal 2014 l' associazione Protetto distribuisce pasti caldi nei quartieri della città. «Fino a pochi mesi fa 250 porzioni
                          erano sufficienti, ora ne stiamo preparando 300 e non sappiamo neanche se basteranno», aggiunge Barone. Nell'
                          ultimo censimento disponibile (febbraio 2018) a Milano erano stati individuati 2.608 clochard. Mario Furlan dell'
                          associazione 'City Angels' ne conta, oggi, circa 3.000. Numeri flessibili, che raccontano una società in cui è sempre
                          più facile, soprattutto dopo l' emergenza Covid-19, perdere la propria casa e ritrovarsi da soli. Negli ultimi cinque
                          mesi, secondo la Caritas, è accaduto a 300 persone. «Molti prima vivevano in camerate abusive. Fino a quando
                          lavoravano, riuscivano a pagare l' affitto. Poi con il lockdown, non avendo più entrate, sono dovuti andare via»,
                          sottolinea

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020             Pagina 21
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                          mercoledì 30 settembre 2020

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                                                                                   volontariato

                          Baietta. I proprietari chiedono i soldi in anticipo: cento o duecento euro ogni settimana. Cifre troppo alte per chi
                          non ha nessun risparmio. «Noi siamo qui, siamo pronti ad aiutare chi ne ha bisogno. Ci organizzeremo, come
                          abbiamo fatto nei primi mesi della pandemia: gel igienizzante, letti distanziati e mascherine», rassicura Furlan. Con l'
                          associazione 'City Angels' durante il lockdown si è occupato dell' accoglienza di 100 persone. «Siamo riusciti a non
                          avere nessun contagiato», racconta. Bisogna ingegnarsi. Autonomamente, qualche volta: «Per ridurre i rischi
                          abbiamo pagato a nostre spese la disinfestazione». La fondazione Ronda della carità e solidarietà spera di avere
                          indicazioni precise quanto prima: «Il 6 ottobre abbiamo una riunione con l' amministrazione comunale. Mi auguro
                          che ci dicano qualcosa». RIPRODUZIONE RISERVATA Il distanziamento fisico mette a rischio la capacità ricettiva
                          delle strutture di ricovero. Le associazioni interrogano il Comune: che ricetta avete? Senza dimora, appello per l'
                          inverno / Fotogramma.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020           Pagina 22
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                                                                                    volontariato

                          Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è pronunciato in merito a tre specifici quesiti
                          pervenuti dalla provincia autonoma di Trento in materia di Codice del Terzo Settore

                          Volontariato: chiarimenti su retribuzioni, nomine e modifiche degli statuti

                          PAOLO ALESSANDRO PESTICCIO Con la Nota n. 6214 del 9 luglio 2020, il Ministero del Lavoro e
                          delle Politiche Sociali si è pronunciato in merito a tre specifici quesiti pervenuti dalla provincia
                          autonoma di Trento - Servizio politiche sociali. 1. Figura del volontario e incompatibilità in capo ad
                          essa di qualunque forma di retribuzione. Il Titolo III, del Codice del Terzo Settore - CTS - (artt. 17,
                          18 e 19, D.Lgs. 117/2017) è interamente riservato alla regolamentazione della figura del
                          'volontario' e dell''attività di volontariato' recando una vera e propria definizione dello status di
                          'volontario' e del suo riconoscimento anche in ambito scolastico e lavorativo. Non è un caso che
                          le disposizioni richiamate siano poste quasi in apertura del CTS giacché il Legislatore ha
                          introdotto e regolato tale figura e l' attività di volontariato nell' intero contesto degli Enti del Terzo
                          settore (ETS), sia che 'debbano' sia che 'vogliano' utilizzare dei volontari. Tale scelta, di fatto, trova
                          ragione sin dai principi e criteri direttivi indicati dalla Legge delega (art. 5, L. 106/2016) che, nel
                          provvedere al riordino e alla revisione organica di tale disciplina richiedeva fosse tenuta in debito
                          conto la necessità di « armonizzazione e il coordinamento delle diverse discipline vigenti in
                          materia di volontariato e di promozione sociale », valorizzando « i principi di gratuità,
                          democraticità e partecipazione riconoscendo e favorendo, all' interno del Terzo settore, le tutele
                          dello status di volontario e la specificità delle Organizzazioni di volontariato di cui alla L. 266/1991,
                          e di quelle operanti nella protezione civile ». Ciò premesso, preme in questa sede dare conto di uno specifico aspetto
                          chela Nota ministeriale in commento ha ritenuto di affrontare su impulso dell' amministrazione territoriale
                          richiedente. Si tratta del combinato disposto dai commi 3 e 5 dell' articolo 17 del CTS che dispongono: - l'
                          impossibilità di retribuzione per il volontario, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate
                          preventivamente stabilite dall' ente, con un divieto assoluto della corresponsione di rimborsi forfetari; - l'
                          incompatibilità della qualità di volontario con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con
                          ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l' ente a cui il volontario è associato o tramite il quale svolge la propria
                          attività di volontariato; tale previsione trova eccezione per talune categorie di volontari (cfr. art. 17, c. 5, secondo
                          paragrafo) delineando un inquadramento 'assai rigido' di tale figura e dell' attività svolta da tale soggetto.

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                          mercoledì 30 settembre 2020

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                                                                                    volontariato

                          In tale contesto, il Ministero evidenzia, preliminarmente, che alla luce della formulazione del comma 1 del citato
                          articolo 17 debba rientrare « nel concetto di attività di volontariato » non solo quell' attività finalizzata al
                          perseguimento diretto delle attività di interesse generale (art. 5, c. 1 CTS), ma altresì anche « l' attività relativa all'
                          esercizio della titolarità di una carica sociale » - aggiungerei, nei casi in cui essa non è retribuita - giacché essa
                          stessa, in quanto strumentale all' implementazione dell' oggetto sociale dell' ente, deve definirsi un' attività di
                          volontariato prestata nell' ente. Si noti, tuttavia, che l' assenza di compensi per lo svolgimento degli incarichi
                          associativi è requisito obbligatorio di legge per le sole Organizzazioni di volontariato (cfr. art. 34, c. 2 del CTS, che
                          prevede una deroga espressa solo con riguardo ai componenti dell' organo di controllo e - aggiungerei - di revisione).
                          Diversamente, per i restanti ETS, diversi dalle OdV, la possibilità di retribuire i titolari delle cariche sociali è demandata
                          alla scelta dell' ente, fermo restando il rispetto dei vincoli e limiti di cui all' articolo 8, comma 3, lett. a) del CTS e
                          fermo restando, in linea più generale, i vincoli derivanti dalle previsioni rispettivamente di cui agli articoli 33, comma 1
                          e 36 del CTS. Il Ministero conclude sul quesito evidenziando come non risulti problematica la circostanza che un
                          soggetto che abbia svolto attività retribuita per conto dell' ente possa candidarsi a ricoprire una carica sociale
                          giacché dovrà aversi solo cura « che all' avvio dell' attività di titolare della carica sociale la prestazione retribuita sia
                          terminata e che in costanza di incarico non ne vengano commissionate di ulteriori ». Ovviamente il Ministero si
                          riferisce alla carica sociale in una OdV (gratuita per legge) o in altro ETS ente nel quale si decida autonomamente di
                          renderla gratuita in quanto la convivenza di un' attività di volontariato e di un' attività retribuita è sempre per tutte le
                          tipologie di enti - non compatibile. La riflessione conclusiva del Ministero chiude la possibilità ad ogni altra
                          interpretazione precedentemente circolata che immaginava la possibilità di remunerare, per altre specifiche attività
                          commissionategli dall' ente, anche gli amministratori che nel contempo rivestissero gratuitamente la loro carica
                          sociale. A margine delle disposizioni commentate deve, tuttavia, essere menzionato quanto accaduto a seguito dell'
                          emergenza determinata dal contagio COVID-19. Il D.L. n. 14/2020 (e le successive disposizioni di legge sino a
                          giungere al D.L. n. 83/2020 che ha prorogato lo stato di emergenza sino al 15 ottobre 2020) hanno introdotto un'
                          importante novità in tema di volontariato con effetti diretti ad incidere, seppur temporaneamente, proprio sulle
                          disposizioni poc' anzi commentate (cfr. 2-septies del D.L. n. 34/2020, che ha ripreso la previsione dell' art. 6 del D.L.
                          n.

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                                                                                    volontariato

                          14/2020 decaduto in quanto non convertito in legge). La disposizione, contenuta nel citato articolo, dispone che «
                          nel periodo emergenziale » non sia da applicarsi il regime di incompatibilità nello svolgimento contestuale di attività
                          di volontariato ed attività retribuita di cui all' articolo 17, comma 5 del CTS. Si noti che nonostante la deroga trovi
                          ragione nell' emergenza epidemiologica determinata dal COVID-19 e nella plausibile prospettiva della necessità di
                          chiedere a 'determinati' volontari un apporto che vada oltre l' usuale disponibilità, la deroga non ha un ambito limitato
                          solo a taluni settori di interesse generale legati all' emergenza ma è stata introdotta in riferimento a qualsiasi attività
                          svolta. Deve, tuttavia, evidenziarsi che nonostante la disposizione richiamasse il 'periodo emergenziale', il
                          successivo D.L. n. 83/2020, che ha prorogato lo stato emergenziale al 15 ottobre 2020, non sembra aver ricompreso
                          tale disposizione nell' Allegato 1 (cfr. art. 1, co. 4 del citato decreto legge). Ne deriva che l' incompatibilità di cui all'
                          articolo 17, comma 5 del CTS ha ripreso ad estendere il proprio perimetro, fatte salve le eccezioni contemplate nella
                          stessa disposizione. Le riflessioni e le criticità sugli aspetti legati all' incompatibilità tra attività di volontariato ed
                          attività remunerata, già presenti prima dell' emergenza, dovranno forse trovare un nuovo luogo di confronto, alla luce
                          di motivazioni e necessità che forse esulano dai soli e si spera limitati contesti emergenziali. 2. La nomina dei
                          membri dell' organo di amministrazione nelle OdV e negli ETS. Il secondo quesito posto al Ministero si sofferma sulle
                          disposizioni riguardanti la nomina dei membri dell' organo di amministrazione. Il Ministero evidenzia come il principio
                          generale (art. 26 c. 1 CTS) disponga che sia competenza dell' assemblea, nelle associazioni, riconosciute e non,
                          nominare e revocare i componenti degli organi sociali ed, in particolare, anche quelli dell' organo di amministrazione.
                          Tuttavia, ulteriori disposizioni particolari aprono molteplici scenari. Il comma 2 dell' articolo 26 CTS, dispone che la
                          maggioranza degli amministratori possa essere scelta tra le persone fisiche associate ovvero 'indicate' dagli enti
                          giuridici associati ed il comma 5 dello stesso articolo permette che la nomina di uno o più amministratori possa
                          essere statutariamente attribuita ad Enti del Terzo Settore o senza scopo di lucro (comprese le PP.AA. e gli altri enti
                          pubblici), ad enti religiosi civilmente ricono- sciuti, a lavoratori o utenti dell' ente. In ogni caso la maggioranza degli a
                          mministratori dovrà essere nominata dall' Assemblea (ad eccezione di quanto disposto dall' articolo 25, c. 2 sul
                          quale diremo più avanti). Da quanto evidenziato, prosegue la Nota, ne deriva che una quota minoritaria degli ammini-
                          stratori i) potrebbe non avere un legame - diretto o indiretto - con la base associativa dell' ente presso cui l' organo di
                          amministrazione è istituito, ii) potrebbe essere nominata

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                                                                                    volontariato

                          anche con modalità 'extra assembleari' da enti estranei alla base associativa dell' ente o da particolari categorie di
                          soggetti (ad es. i lavoratori o utenti che abbiano con l' ente uno specifico legame). Quanto precisato trova
                          limitazione ove si incontrino disposizioni particolari che prevalgono su quelle generali appena richiamate (cfr. art. 3
                          CTS). Ad esempio, nel caso delle OdV, le ipotesi sopra commentate sono escluse da una disciplina più stringente
                          (cfr. art. 34, c.1) che pone vincoli alle caratteristiche soggettive di tutti i componenti dell' organo di amministrazione
                          e, nel caso di ODV che associno enti, anche alle caratteristiche soggettive dei soggetti designanti. In esse, infatti, tutti
                          gli a mministratori - non la maggioranza - sono scelti tra le persone fisiche associate o indicate tra i propri associati,
                          dagli enti assoc iati. Il requisito soggettivo dell' appartenenza, diretta o indiretta, all' ente diviene quindi necessario
                          per la totalità dei componenti. In merito alle modalità di designazione da parte degli 'enti associati', la disposizione
                          resta generica e, pertanto, consente che le stesse siano individuate direttamente dallo st atuto dell' ente interessato
                          ma anche che siano demandate, sempre per decisione dell' ente, agli ordinamenti interni degli enti associati. Come
                          accennato, inoltre, deve precisarsi che tra gli 'enti senza scopo di lucro' che possono costituire la base associativa di
                          APS e ODV, sono ricomprese anche le pubbliche amministrazioni e gli altri enti pubblici i quali potranno, pertanto,
                          eventualmente concorrere alla nomina di uno o più amministratori, anche in virtù del principio di uguaglianza che
                          deve caratterizzare tutti gli associati. Nel caso in cui tali enti - o taluni di essi - fossero per loro natura privi di base
                          associativa, dovrà ritenersi inapplicabi le il vincolo richiamato dall' articolo 34, comma 1 (ovvero l' individuazione da
                          parte di tali enti dei designati tra i propri associati). Infine, resta evidente che la designazione/ nomina di uno o più
                          amministratori non dovrà configurare le situazioni di direzione, coordinamento o co ntrollo di cui all' articolo 4,
                          comma 2 del CTS (cfr. Nota 2243/2020 emanata dallo stesso Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali). Un
                          commento specifico merita il comma 2 dell' articolo 25 del CTS che per gli enti che abbiano un numero di associati
                          non inferiore a 500 dispone che gli atti costitutivi/statuti possano disciplinare le competenze dell' Assemblea anche
                          in deroga a quanto stabilito nel comma 1 precedente (ove si individuano le competenze inderogabili dell' assemblea)
                          e comunque nel rispetto dei « principi di democraticità, pari opportunità ed uguaglianza di tutti gli associati e di
                          elettività delle cariche sociali ». Il comma richiamato apre numerosi dubbi e criticità, da un lato, per l' aleatorietà delle
                          possibili deroghe che devono mantenersi all' interno di principi che saranno valutati da terzi soggetti (i funzionari del
                          RUNTS) rispetto a coloro che li avranno introdotti in Statuto (gli associati); dall' altro per una questione
                          squisitamente pratica e cioè la necessità di inse rire le deroghe in statuto e, dunque, all' eventuale variare del numero
                          degli associati (più o meno

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                                                                                   volontariato

                          di 500) doverlo modificare nuovamente. 3. Individuazione negli statuti dei quorum assembleari per l' approvazione
                          delle modifiche statutarie. Il terzo quesito sembra porre qualche dubbio sulla legittimità de ll' interpretazione
                          ministeriale che - al di là della ratio che possa averla determinata - non trova conferma nelle disposizioni di legge. Il
                          Ministero richiama, in via preliminare, una sua precedente nota (Circ. n. 20/2018) nella aveva segnalato come « la
                          previsione di un quorum costitutivo rafforzato per le modifiche statutarie, previsto per l e associazioni riconosciute
                          dal Codice civile, integrasse anche per quelle non riconosciute il necessario requisito della democraticità ». In verità,
                          la Circolare n. 20, aderente a quanto prescritto dal cod. civ. correttamente ricordava che « Il codice civile consente
                          alle associazioni riconosciute di individuare un diverso quorum per la validità delle delibere di modifica dell' atto
                          costitutivo e dello statuto (se in essi non è diversamente disposto - art. 21 comma 2), mentre non sono derogabili le
                          prescrizioni in materia di delibera di scioglimento; per le associazioni non riconosciute l' ordinamento interno è
                          regolato 'dagli accordi degli a ssociati' ferma restando, in assenza di specifiche disposizioni, l' applicabilità delle
                          norme previste per le associazioni riconosciute ». Ciò premesso, la questione inerisce la possibilità che negli statuti
                          associativi non venga contemplato alcun quorum costitutivo in seconda, o nelle successive, convocazioni
                          permettendo, dunque, che assemblee success ive alla prima convocazione possano validamente deliberare le
                          modifiche statutarie, anche in presenza di un numero qualunque di associati. Il quesito verte, pertanto, sulla
                          praticabilità di una previsione statutaria che consenta di modificare gli statuti, in assenza di un quorum costitutivo
                          rafforzato, eventualmente con una previsione che lo rendesse possibile solo a partire « dalla quarta convocazione
                          qualora le tre assemblee prece denti (aventi quorum costitutivo rafforzato), convocate a scadenze ravvicinate, non
                          avessero raggiunto una presenza sufficiente di soci ». Il Ministero risponde evidenziando che la proposta non è
                          condivisibile in quanto consentirebbe « comunque ad una ristretta minoranza di soci di apportare le desiderate
                          modifiche statutarie a discapito della maggioranza degli assenti » precisando, inoltre, che « se un' assemblea priva in
                          seconda convocazione di un quorum costitutivo può ben operare in condizioni ordinarie, tale ipotesi deve ritenersi
                          da escludere in presenza di situazioni straordinarie quali la deliberazione di modifiche dello statuto. Situazioni come
                          quella rappresentata potrebbero al contrario costituire un indice dell' impossibilità di funzionamento dell'
                          associazione a fronte della quale il giudice potrebbe essere chiamato ad accertare l' eventuale concretizzarsi di una
                          causa di estinzione della ste ssa ». Se da un lato può essere comprensibile la posizione ministeriale, tuttavia,
                          difficilmente se ne può sostenere la valenza giuridica. Partendo, infatti, dal codice civile (in merito alla dimensione

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[ § 1 6 4 8 0 7 1 7 § ]

                          mercoledì 30 settembre 2020

                                                                                    Avvenire
                                                                                   volontariato

                          dei quorum costitutivo e deliberativo nulla è contenuto nel CTS) è opportuno ricordare - come lo stesso Ministero
                          precisa nella Nota - che l' articolo 36 cod. civ. (Ordinamento ed amministrazione delle associazioni non riconosciute)
                          dispone che « L' ordinamento interno e l' amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone
                          giuridiche sono regolati dagli accordi degli asso ciati ». Pertanto, tale tipologia di enti può regolare come meglio
                          ritiene gli aspetti deliberativi assembleari (ordinari e straordinari). L' articolo 21 del cod. civ. (Deliberazioni dell'
                          assemblea) dispone, invece, per le persone giuridiche, che « Per modificare l' atto costitutivo e lo statuto, se in essi
                          non è altrimenti disposto, occorrono la presenza di almeno 3/4 degli associati e il voto favorevole della maggioranza
                          dei presenti ». Le due disposizioni citate sembrano essere del tutto chiare ed evidenziano, di fatto, una possibile
                          'completa autonomia' delle associazioni non riconosciute e riconosciute nel determinare il loro ordinamento interno
                          rispetto a tale specifico aspetto (la modifica degli statuti). Dunque, quale sarebbe la disposizione di legge che
                          impedisce ad un' associazione (riconosc iuta o non) di determinare che « in seconda convocazione l' assemblea
                          possa essere costituita con qualsiasi numero di soggetti presenti »? Una tale previsione non darebbe luogo ad un'
                          assenza di regolamentazione ma, all' opposto, sarebbe diretta conseguenza di quell' autonomia che gli artt. 36 e 21
                          cod. civ. lasciano alle associazioni (non riconosciute e riconosciute) nel determinare la validità dei quorum
                          deliberativi nei casi previsti. D' altr onde, ove il Legislatore abbia inteso vincolare l' ente senza margine di scelta, ha
                          fatto (cfr. art. 21, c. 3 in materia di scioglimento). Conclusioni. Il percorso interpretativo delle disposizioni contenute
                          nel CTS assume ogni giorno contorni più netti. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sta assumendo il ruolo
                          chiave allo stesso assegnato nella soluzi one dei numerosi quesiti che sorgono e sorgeranno dall' applicazione di
                          una normativa che, purtroppo, contiene criticità e contraddizioni. L' augurio è che il ruolo necessario di vigilanza,
                          controllo e interpretazione non faccia, tuttavia, dimenticare che l' ultima parola spetta alle dispo sizioni di legge
                          attraverso una corretta attività ermeneutica lontana da una pur seducente interpretazione soggettiva al di sopra di
                          esse.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020             Pagina 28
[ § 1 6 4 8 0 7 2 1 § ]

                          mercoledì 30 settembre 2020
                          Pagina 13

                                                                             Corriere della Sera
                                                                                    volontariato

                          La Caritas di Como

                          «Inizia il freddo, serve la mensa per i senzatetto»

                                                                                                                                  A. Cam.

                          Mense inadeguate alle norme anti contagio e volontari costretti da mesi a
                          servire pranzo e cena all' aperto a senzatetto e bisognosi di Como. «Questa
                          situazione non sarà più sostenibile nella stagione invernale, abbiamo bisogno
                          di uno spazio coperto e riscaldato», è l' appello lanciato dalla Caritas e da
                          cinque enti e associazioni di volontariato che servono ogni giorno circa 300
                          pasti. «Il servizio di preparazione e distribuzione dei pasti ai bisognosi non si è
                          mai fermato - dicono i volontari -. Fino ad oggi i sacchetti sono stati
                          consegnati all' aperto e le persone costrette a consumare per strada». Le
                          regole sul distanziamento rendono inadeguate le mense utilizzate gli anni
                          scorsi. «Trovare un luogo in cui gli ospiti possano consumare i pasti seduti e al
                          riparo è una questione di rispetto della dignità umana e contribuirà all' ordine e
                          decoro della città. Ad oggi però non è stata trovata una struttura adatta», fa
                          sapere la Caritas, che lancia un appello a chiunque possa mettere a
                          disposizione uno spazio, possibilmente in Convalle.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020   Pagina 29
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