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domenica, 25 ottobre 2020
Prime Pagine
25/10/2020 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) 4
Prima pagina del 25/10/2020
25/10/2020 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) 5
Prima pagina del 25/10/2020
25/10/2020 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) 6
Prima pagina del 25/10/2020
ambiente e protezione civile
24/10/2020 Cesena Today 7
Rischio coprifuoco e didattica a distanza, pressing sul Premier per il nuovo dpcm
csv e scenario locale
25/10/2020 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 8 9
Fermata "vietata" ai disabili Disagi anche a Capocolle
24/10/2020 Forli Today 10
Dai "Progetti del cuore"un mezzo per il trasporto di anziani e disabili
25/10/2020 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 47 11
Gel igienizzante, 100 falconcini donati da Forlifarma al Comune
25/10/2020 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 57 Gilberto Mosconi 12
Al Liceo Righi la solidarietà arriva in classe
volontariato
25/10/2020 Avvenire Pagina 17 PIETRO SACC' 13
«I nostri supermercati Sono aggregatori sociali»
25/10/2020 Avvenire (Diocesane) Pagina 115 15
'Extra', come l' amore per i più fragili Un quartiere reggino si fa «famiglia»
25/10/2020 Avvenire (Diocesane) Pagina 114 16
Il ciclone-povertà non spazza via il Paese virtuoso
25/10/2020 Avvenire (Diocesane) Pagina 114 18
La Provvidenza cè sempre
25/10/2020 Avvenire (Diocesane) Pagina 114 20
La riflessione
25/10/2020 Avvenire (Diocesane) Pagina 115 21
Le linee-guida del CsvNet per la seconda ondata
25/10/2020 Avvenire (Diocesane) Pagina 115 23
Novità e adempimenti, così si muove la rete dei servizi
25/10/2020 Avvenire Pagina 26 LUCA BONZANNI 25
Ospiti «fragili» e volontari Abitare insieme per ripartire25/10/2020 Avvenire (Diocesane) Pagina 114 27 Solitudine in corsia: l' impegno della Lilt Così Mimma Comi «dona» il suo sorriso
[ § 1 § ]
domenica 25 ottobre 2020
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
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domenica 25 ottobre 2020
Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 5[ § 3 § ]
domenica 25 ottobre 2020
Il Resto del Carlino (ed. Cesena)
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sabato 24 ottobre 2020
Cesena Today
ambiente e protezione civile
Rischio coprifuoco e didattica a distanza, pressing sul Premier per il nuovo dpcm
C' è un pressing ben preciso nei confronti di Palazzo Chigi per varare un nuovo Dpcm con misure più restrittive che
comprendano il coprifuoco in tutta Italia e la Didattica a Distanza almeno per le scuole superiori
Il pressing nei confronti di Giuseppe Conte per varare nuove restrizioni che
fermino l' epidemia di coronavirus si fa sempre più asfissiante. E il presidente
del Consiglio, scrivono oggi i giornali, si sarebbe convinto a varare un nuovo
Dpcm con il coprifuoco in tutta Italia. Ma il punto in discussione sono i tempi:
mentre il Corriere della Sera dà il provvedimento per imminente (entro
domenica 25 ottobre), secondo altre fonti il premier avrebbe intenzione di
attendere gli effetti di quello del 18 ottobre prima di decidere. C' è un pressing
ben preciso nei confronti di Palazzo Chigi per varare un nuovo Dpcm con
misure più restrittive che comprendano il coprifuoco in tutta Italia e la
Didattica a Distanza almeno per le scuole superiori. Nella sua maggioranza a
spingere sono il Partito Democratico e Leu con Dario Franceschini e Roberto
Speranza in prima linea. Fuori, ci sono gli appelli di scienziati e dottori in
prima linea nella gestione dell' emergenza. E i governatori, che però
preferiscono non farsi notare troppo per non far arrabbiare i propri elettori. A
uscire allo scoperto, ma già tutti sapevano come la pensava, è stato ieri
anche il presidente dellaCampania Vincenzo De Luca che in un impeto di
decisionismo ha anche annunciato che è pronto a varare nella sua regione misure restrittive per le quali non avrebbe
nemmeno i poteri. In mezzo a questo marasma c' è Conte. Che guarda i numeri dell' ultimo bollettino della
Protezione Civile e nota non solo i 19mila contagi ma anche che ci sono più persone oggi in terapia intensiva rispetto
al giorno del lockdown (il limite per chiudere tutto è stato fissato a 2300, la metà dei posti attualmente disponibili). E
nota che dopo Campania, Lombardia, Piemonte e Lazio anche Calabria, Sicilia e prossimamente la Sardegna varano
ordinanze restrittive. E che i micro-lockdown sono stati già disposti da molti sindaci nelle piazze della movida (da
Roma a Genova, da Firenze a Palermo). Il Corriere della Sera scrive che il premier ha deciso di cambiare passo e si è
messo al lavoro su un nuovo Dpcm che potrebbe essere pronto già domani sera.Le scuole restano aperte. Industria,
commercio, artigianato e professioni vanno avanti. Si fermeranno invece tutte le attività ritenute «non essenziali», dai
convegni allo sport non professionistico. Ci sarà un nuovo limite di posti sui bus e un numero ancora più limitato di
ospiti alle cerimonie. Il ministro Gualtieri sta già valutando i fondi per ristorare le attività che saranno costrette a
fermarsi. Ma il punto più importante riguarda il coprifuoco in tutta Italia, sul quale sia nella maggioranza che nell'
opinione pubblica sono innescate le tensioni maggiori. Il quotidiano spiega che gli scienziati spingono perché lo stop
alle attività e alla circolazione sia imposto alle 21 (o persino alle 20) su tutto il territorio nazionale.Ma diversi ministri
ritengono troppo
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sabato 24 ottobre 2020
Cesena Today
ambiente e protezione civile
drastico chiudere l' Italia intera in casa alle nove di sera e chiedono di salvare le attività di ristorazione, magari
inasprendo controlli e sanzioni. Resta aperta l' ipotesi di posticipare il coprifuoco alle 22 o alle 23, lasciando ai locali
pubblici la scelta se rimanere aperti. In ogni caso dopo l' orario stabilito si potrà uscire dalla propria abitazione solo
per motivi di urgenza, salute e lavoro. C' è chi invece spinge per soluzioni meno drastiche come il lockdown
"morbido" o soft (qualunque cosa voglia dire) da varare entro una settimana o dieci giorni, dopo aver valutato gli
effetti definitivi dell' ultimo provvedimento. L' idea, spiega Repubblica, è quella di limitare gli spostamenti ai motivi
giustificati con una casistica ampliata che comprenderà gli acquisti: così i negozi potranno restare aperti. Sul
coprifuoco per i locali il Partito Democratico vuole che vengano fissate le ore 20, Palazzo Chigi preferisce le 22 o le
23. Un' altra idea, di cui parla invece oggi La Stampa, è quella dell' Italia "zona arancione". Senza bloccare scuole,
attività produttive ed esercizi commerciali che offrono servizi essenziali. Senza limitazioni agli spostamenti, ma con i
confini tra le regioni chiusi. L' idea della zona arancione nasce da due studi dell' istituto Mario Negri, consegnati a
Conte, dove viene dimostrato che nel breve periodo in cui questa misura restò in vigore in Italia, dall' 8 al 12 marzo,
ottenne effetti benefici sulla curva dei contagi. È sempre all' interno di questi studi che vengono comparati i dati sull'
efficacia dei coprifuoco serali nei Paesi europei: irrilevanti, fatta eccezione - si legge - per un effetto di tipo
psicologico, che indurrebbe la popolazione ad avere una percezione più alta del pericolo.L' idea di un coprifuoco alle
22, come ipotizzato nei giorni scorsi, appare superata. Bar, ristoranti ed esercizi commerciali dovrebbero chiudere,
anche se c' è chi spinge per tenerli aperti almeno fino alle 18. Le scuole, invece, resterebbero aperte, ma con regole
più chiare e valide per tutti.Ad oggi quindi c' è chi pronostica un nuovo Dpcm con una stretta in arrivo entro domenica
25 ottobre e chi pensa che il governo si muoverà la prossima settimana. Grande è la confusione sotto il cielo, ma
purtroppo la situazione non è eccellente: è tragica.
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domenica 25 ottobre 2020
Pagina 8
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
Fermata "vietata" ai disabili Disagi anche a Capocolle
BERTINORO Non solo Rocca San Casciano. Anche la fermata di Capocolle di
Bertinoro presenta difficoltà per le persone con disabilità e costrette ad usare la
sedia a rotella. Una fermata abilitata, ma con criticità e problematiche di
sicurezza che denuncia da anni Giu seppe D' Ursi, conosciuto anche come
Beppe Rotella, al centro da anni di vivaci polemiche per l' utilizzo dei mezzi
pubblici per le persone con disabilità motorie. Nei giorni scorsi era stato
sollevato il caso di Rocca San Casciano dove la fermata dell' autobus era
"vietata" per chi è in carrozzina dopo la soppressione delle corse attrezzate. Un
residente a Rocca San Casciano aveva portato all' attenzione la situazione che
si è verificata dall' inizio di settembre. «Per le persone disabili in carrozzina, tra
cui mia mamma, da Rocca San Casciano come credo anche dal resto della
Vallata del Montone, sono state soppresse da un mese a questa parte tutte le
corse attrezzate. Quindi il trasporto continua a chiamarsi pubblico, ma di fatto
funziona a patto che uno sia abilea salire sulla corriera con le sue gambe». Del
caso si era occupato anche l' ex consigliere comunale a Forlì Vincenzo
Bongiorno che aveva chiesto a Start Romagna di intervenire. Ora l' attenzione si
sposta anche a Capocolle, sulla via Emilia, per una fermata abilitata che però interessa solo un lato della via Emilia:
da Cesena verso Forlì la fermata a Capocolle non è abilitata e quindi chi usa la carrozzina deve proseguire fino a Forlì
e poi ripartire verso Cesena per scendere alla fermata abilitata a Capocolle.
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sabato 24 ottobre 2020
Forli Today
csv e scenario locale
Dai "Progetti del cuore"un mezzo per il trasporto di anziani e disabili
A sostenere il progetto anche Annalisa Minetti, che aveva presentato l' iniziativa all' inizio nell' ambito dei "Progetti
del Cuore"
Si è tenuta giovedì la cerimonia, con tanto di taglio del nastro, per l'
inaugurazione del nuovo mezzo di trasporto per i cittadini di Forlì. In questa
occasione i "Progetti del Cuore", avviati qualche tempo sul nostro comune,
rendono disponibile un nuovo mezzo di trasporto per le persone anziane e
diversamente abili per garantire ai cittadini il servizio di trasporto sociale
gratuito per una durata di due anni, durante i quali il servizio sarà garantito e
gestito in maniera integrale: dall' allestimento del mezzo per il trasporto
disabili, alla gestione delle spese (come ad esempio l' assicurazione
compresa di copertura kasko).Quest' anno a ricevere il mezzo sarà il Gruppo
volontari Sos Taxi, che avrà a disposizione un Fiat Doblò attrezzato per il
trasporto dei cittadini diversamente abili e in stato di necessità. Da sempre la
Sos Taxi si occupa di aiutare le persone in difficoltà del territorio, come
anziani, disabili o malati che ogni giorno hanno bisogno di assistenza. Il
progetto è stato presentato alla presenza dei volontari dell' associazione,
oltre che le famiglie di tutti coloro che potranno usufruire del trasporto verso
case di cura, o per le uscite diurne ."Avere un mezzo attrezzato per il
trasporto dei nostri ragazzi è uno strumento eccezionale - fanno presente le famiglie durante la cerimonia - che ci
permette di avere finalmente una risposta alle nostre tante esigenze"."Il mezzo verrà utilizzato - specifica il
presidente Gabriella Moretti - nel comune di Forlì per servizi di trasporto a carattere sociale tra cui l'
accompagnamento di persone non autosufficienti in ospedale che necessitano di fare la dialisi, di sottoporsi a
terapie oncologiche e di visite mediche. La nostra utenza comprende anche bambini con problemi di varia natura
che noi accompagniamo a scuola''.A sostenere il progetto anche Annalisa Minetti, che aveva presentato l' iniziativa
all' inizio nell' ambito dei "Progetti del Cuore": "La mia esperienza personale mi ha resa particolarmente sensibile a
tutte le iniziative con cui si cerca di migliorare la vita dei cittadini diversamente abili, al punto di avermi guidato verso i
"Progetti del Cuore" come quello che si sta portando avanti a Forlì: la vocazione di questa iniziativa è di contribuire a
risolvere il problema, sempre più stringente per l' Amministrazione pubblica e per le associazioni di volontariato, della
destinazione di fondi per l' acquisto di mezzi da trasformare e adibire al trasporto dei cittadini con disabilità o ridotta
capacità motoria".Ed è stato proprio grazie alla partecipazione della attività locali che si è potuta garantire l'
esistenza di questo un servizio, che corrisponde ad una necessità imprescindibile sul territorio. Le aziende che
hanno aderito, oltre a trasferire sul proprio marchio il valore aggiunto di questo nobile servizio, hanno potuto
sostenere e aiutare i membri più fragili della comunità.
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domenica 25 ottobre 2020
Pagina 47
Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
csv e scenario locale
Gel igienizzante, 100 falconcini donati da Forlifarma al Comune
Sono circa 1000 i flaconcini di gel igienizzante donati mercoledì da
Forlifarma al Comune di Forlì. Nei giorni scorsi il nuovo amministratore
unico, Mario Patanè, aveva preso contatti con l' assessore al welfare,
Rosaria Tassinari, per concordare i termini della consegna. «Ringrazio di
cuore il dottor Patanè e tutta Forlifarma per averci donato questo
prezioso materiale - sono le parole di Tassinari -. In un momento come
questo, caratterizzato dalla ripresa dei contagi e dall' inasprimento delle
misure anti-Covid, la fornitura gratuita di dispositivi farmaceutici
igienizzanti atti a prevenire il diffondersi del contagio rappresenta un
gesto concreto di solidarietà e vicinanza alla nostra comunità. I gel, presi
in carico dalla Caritas e dal Centro di solidarietà, verranno inseriti nei
pacchi alimentari riservati e distribuiti ai nuclei familiari più indigenti,
sottoposti a misure di quarantena e caratterizzati da situazioni socio
economiche di fragilità».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 11[ § 1 6 5 9 7 8 8 8 § ]
domenica 25 ottobre 2020
Pagina 57
Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
csv e scenario locale
Al Liceo Righi la solidarietà arriva in classe
I trentaquattro studenti appena diplomati hanno effettuato tre adozioni a distanza
Gilberto Mosconi
BAGNO DI ROMAGNA di Gilberto Mosconi Solidarietà e altruismo per
compagna di banco. E così il buon cuore dei liceali di Bagno pulsa anche
in Brasile e in Uganda per un encomiabile progetto di adozioni a distanza.
L' iniziativa è stata spiegata dagli insegnanti del liceo scientifico Righi di
Bagno con una lettera che illustra anche i dettagli: «Nel Paese dei luoghi
comuni e dei pregiudizi, difficili da estirpare, quante volte si è sentito
affermare, con tono saccente, che i giovani di oggi sono ormai caduti in
pasto all' individualismo esasperato? Invece qualche tempo fa gli alunni
delle due classi quinte del liceo scientifico hanno dato una solenne
smentita ai pregiudizi contro le giovani generazioni. I trentaquattro
studenti, che a giugno hanno sostenuto con successo l' esame di Stato,
hanno infatti deciso di donare parte dei proventi ricavati dal tradizionale
'Veglione' della classe quinta, all' Associazione don Virgilio Resi, il
compianto e amatissimo sacerdote di San Piero in Bagno, scomparso
nel 2002 che aveva dedicato la sua attività pastorale alla popolazione del
Brasile, nelle cui favelas era andato a vivere, spendendosi sino all' ultimo come missionario e apostolo della carità». I
docenti poi spiegano realmente cosa abbiano fatto i loro ragazzi: «La quota versata ai responsabili dell'
Associazione di volontariato è davvero consistente e ha consentito di effettuare un' adozione a distanza. Inoltre,
grazie ad una loro ulteriore e consistente donazione, aggiuntasi a quanto raccolto dalle altre quattro classi liceali, si
sono attivate altre due donazioni a distanza in Uganda». Proseguono poi gli insegnanti: Gli insegnanti rivolgono
anche un plauso alle famiglie degli studenti: «La scelta compiuta dai ragazzi è evidentemente fonte di soddisfazione
e di orgoglio sia per le rispettive famiglie sia per noi insegnanti che abbiamo visto premiato il costante impegno
educativo attraverso la trasmissione quotidiana dei valori morali di solidarietà e di giustizia sociale. Ne esce
premiata anche la collaborazione tra le famiglie e la scuola. Pure l' intera comunità locale, infine, può essere fiera di
aver visto crescere e di aver accompagnato nel percorso della vita questi giovani». Concludono i docenti del liceo
scientifico Righi: «Auguriamo quindi loro che continuino ad affrontare le molteplici sfide, cui la vita li sottoporrà
inevitabilmente, con la medesima determinazione e con il medesimo cuore». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 12[ § 1 6 5 9 7 8 9 0 § ]
domenica 25 ottobre 2020
Pagina 17
Avvenire
volontariato
L''INTERVISTA ALLA PRESIDENTE DI UNICOOP FIRENZE
«I nostri supermercati Sono aggregatori sociali»
PIETRO SACC'
Forse i supermercati svuotati da italiani presi dal panico da coronavirus
non li vedremo più. Nonostante i timori di un imminente lockdown totale,
la situazione dei punti vendita resta nella norma. «Non vediamo
assembramenti davanti ai supermercati e come comportamento di spesa
la tendenza alla 'scorta' c' è, ma non forte. Mi sembra che le persone
abbiano imparato a organizzarsi e d' altra parte i supermercati
garantiscono il massimo della sicurezza con distanziamenti, mascherine
e gel. Ci sono tutte le condizioni che ci hanno permesso di resistere alla
prima ondata, a maggior ragione oggi che i clienti sono anche più attenti»
spiega Daniela Mori, presidente di Unicoop Firenze, che con i suoi 104
punti vendita, oltre un milione di soci e 2,4 miliardi di ricavi è tra le maggiori
cooperative di consumo in Italia. Sembra che con la crisi in corso la
spesa degli italiani si stia spostando ver- so 'il basso': meno
acquisti e più economici. Tendenza reale? Nel nostro caso per
adesso non la vediamo. Sappiamo che purtroppo presto vedremo gli
effetti veri di questa crisi, per ora 'sospesi' dal blocco dei licenziamenti e
dall' allargamento dei criteri per la cassa integrazione. Noi, per il rapporto che abbiamo con il nostro tessuto sociale,
abbiamo scelto di muoverci immediatamente sul fronte della povertà alimentare e in aiuto di tutto il mondo
associativo che dà sostegno ai minori soli, alle vittime della violenza, alle persone con disabilità. Con progetti come
'Nessuno resti indietro', la 'Spesa sospesa' e le raccolte alimentari noi e la nostra Fondazione 'Il Cuore si scioglie'
abbiamo messo a disposizione interventi da 2,2 miliardi di euro in aiuto dei toscani più fragili. Che cosa spinge una
catena di supermercati a dedicarsi alla filantropia? Non la chiamerei filantropia: un' organizzazione cooperativa
come la nostra ha per sua natura una missione sociale e non solo economica. Siamo supermercati ma siamo anche
aggregatori sociali. In Toscana c' è chi ha avuto subito l' effetto della crisi: penso ai dipendenti dei ristoranti, ai
tassisti, a tutto l' indotto del turismo che per una città come Firenze è essenziale. Queste nostre campagne servono
a sostenere la tenuta della coesione sociale, che oggi è a rischio per la crisi scatenata dalla pandemia. Da qualche
tempo state anche collaborando con il cardinale Konrad Krajewski, l' elemosiniere del Papa. Come è nato
questo rapporto?
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domenica 25 ottobre 2020
Avvenire
volontariato
Da tempo collaboriamo con la Caritas. Il rapporto con il cardinale Krajewski è nato da un incontro con padre
Giovanni Lamanna, del Centro Astalli. Abbiamo parlato di fare progetti per i senza tetto che coinvolgessero Doc, una
nostra giovane catena di supermercati romani. Dopo pochi giorni ci ha contattati l' elemosiniere e abbiamo
organizzato le prime raccolte di generi alimentari destinati ai poveri di Roma. Ne abbiamo già fatte tre e all' ultima, lo
scorso settembre, è venuto direttamente l' elemosiniere con il camion a ritirare quanto raccolto. Il prossimo numero
dell' Informatore, la rivista destinata ai soci, conterrà otto pagine realizzate con Avvenire e dedicate ad approfondire
l' enciclica 'Fratelli Tutti'. Un tempo sarebbe sembrato strano per la Coop dedicare tanta attenzione ai testi del Papa.
Abbiamo letto a fondo l' enciclica: i suoi temi fondamentali, oltre ad essere di grande attualità e rilievo, hanno una
grande affinità con il nostro orizzonte valoriale. Abbiamo pensato di farla conoscere ai nostri soci, vogliamo
divulgare un pensiero che condividiamo. Se si concepisce il mondo con gli steccati ideologici siamo finiti, la
pandemia ci insegna quanto siamo globali, nel bene e nel male. Dobbiamo vivere questa globalità con un pensiero
positivo, non avere riserve, aprirci e trovare gli elementi comuni che ci sono in esperienza diverse. Cerchiamo le
strade che ci uniscono, perché o le cose si affrontano insieme o ne usciremo tutti perdenti. RIPRODUZIONE
RISERVATA
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domenica 25 ottobre 2020
Pagina 115
Avvenire (Diocesane)
volontariato
'Extra', come l' amore per i più fragili Un quartiere reggino si fa «famiglia»
« F are il volontario per il proprio quartiere è un' arma a doppio taglio:
conosci la realtà "da dentro", ma allo stesso tempo corri il rischio di vivere
la disillusione che le cose non cambieranno mai». Margy Caracciolo,
responsabile di Extra, ci proietta nel-l' attività della sua associazione nel
quartiere di San Giorgio, a pochi passi dal centro urbano di Reggio
Calabria. Lo fa in modo schietto, semplice, diretto. Proprio come le
iniziative portate avanti da questo gruppo di concittadini che, forgiati dall'
impegno in parrocchia, hanno deciso di spendersi per il luogo in cui
vivono. Ma non solo: «Prima del Coronavirus, il nostro servizio di mensa
contava circa 30 famiglie. Oggi siamo a quasi 100, nonostante la forma d'
asporto che si è resa necessaria per evitare assembramenti», spiega
Caracciolo. Per chi non lo sapesse, Extra, si occupa di ultimi dando loro un
pasto caldo, ma anche tanto altro, come le lezioni di italiano per gli
stranieri che hanno subito un rallentamento dopo marzo. «Stiamo
studiando - afferma la referente di Extra - delle nuove soluzioni, perché
sono tantissime le sollecitazioni che ci arrivano: è un percorso di studi
che merita di proseguire, ma le risorse latitano». Parliamo di volontariato puro che si nutre dei gesti di solidarietà del
territorio e di qualche piccolo progetto, come quello che ha portato alla rigenerazione urbana di una piazza al Rione
Marconi: «Percorso bello e difficile perché ciascuno di noi è abituato a vedere la zona in cui vive sempre con gli
stessi occhi», conclude Margy Caracciolo. Insomma, di attività in cantiere ce ne sono tantissime e rivolgono lo
sguardo sempre ai più bisognosi. Coronavirus permettendo, Extra continuerà nel suo straordinario lavoro di coesione
sociale al servizio del suo quartiere. (F.M. ) Caracciolo.
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domenica 25 ottobre 2020
Pagina 114
Avvenire (Diocesane)
volontariato
Il ciclone-povertà non spazza via il Paese virtuoso
DI GIUSEPPE IERO * L a povertà odierna, non indica solo una mancanza di
reddito, ma è anche espressione di fragilità, insicurezza, rischio di
indigenza e, soprattutto, mancanza di solidarietà. Per quanto sia cresciuta
l' attenzione verso tali temi l' impatto sulle politiche di contrasto alla
povertà sembra essere sempre poco proporzionato alle emergenze che si
presentano nonostante l' intero mondo del volontariato si spenda
direttamente per rispondere alle difficoltà ed alle emergenze quotidiane
che si fanno sempre più frequenti da un po' di tempo a questa parte. Si
tratta di un fenomeno sempre più presente nella nostra quotidianità
sempre più diverso e trasversale, riconducibile ad una varietà di condizioni
(precarietà o mancanza di lavoro, difficoltà ad accedere ad un' abitazione,
presenza di minori o anziani fragili nei nuclei familiari, ecc) tutte
condizioni che necessitano di risposte immediate e mirate ad attutire in
modo efficace la povertà che le contraddistingue. In questo mondo, nel
silenzio che lo contraddistingue lontano dai clamori e dalle copertine, al
fine superare davvero la prospettiva emergenziale nel contrasto alla
povertà, il volontariato si muove nella sua azione rivolta alle frange più vulnerabili della popolazione, consapevole
che un basso status sociale ed economico mette a rischio anche un altro diritto universale, quello alla salute. Le
aumentate difficoltà economiche, le mancate politiche assistenziali un welfare regionale e conseguente
programmazione fermi al palo da anni, hanno prodotto sul nostro territorio un aumento delle persone che per
disperazione rinunciano al diritto di essere assistiti a ricercare una soluzione ai loro problemi. Gli obiettivi del
superamento dell'"assistenzialismo" sbandierato dalle istituzioni in questi anni e dell' aiuto al cittadino da parte dell'
ente pubblico, appaiono solo delle chimere se non mirate ad un rafforzamento della rete sociale e alla
consapevolezza che esiste un volontariato in grado di incidere nel territorio, capace di a volte di accompagnare nell'
autonomia anche le persone più vulnerabili dal punto di vista socio-economico. Se da un lato la politica non ha
ancora individuato le strategie definitive per contrastare il disagio, il volontariato resta sempre in prima linea nella
lotta alla povertà sostenendo e promuovendo con la propria azione, iniziative in grado di agire nell' immediatezza alle
difficoltà di chi quotidianamente cade nell' indigenza. Con la nuova riforma degli Enti del Terzo Settore, si dovrebbe
capire quanto soggetti NoProfit siano in grado di agire da protagonisti su questo fronte, soprattutto quelli del
volontariato, nella loro opera a contrasto della povertà, intervenendo direttamente con le proprie iniziative nello
specifico della rete degli interventi e dei servizi programmati dalle amministrazioni qualificando le stesse come
veicolo di coesione sociale delle nostre comunità locali. In queste pagine proveremo a capire
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 16[ § 1 6 5 9 7 8 9 2 § ]
domenica 25 ottobre 2020
Avvenire (Diocesane)
volontariato
come il mondo del volontariato reggino risponde a queste esigenze, in modo costante, coraggio e creativo. *
Responsabile Comunicazione Csv "Dei Due Mari" L' analisi Un Welfare diverso è ancora possibile La strada tracciata
c' è: basta guardare alle esperienze già presenti C' è chi si prende «carico e cura» dei più indigenti in modo innovativo.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 17[ § 1 6 5 9 7 8 9 3 § ]
domenica 25 ottobre 2020
Pagina 114
Avvenire (Diocesane)
volontariato
La Provvidenza cè sempre
DI ANTONIO ROTELLA * U n impegno instancabile, figlio di una storia
longeva (di cui parliamo in un' altra parte della pagina, ndr), ma di un
entusiasmo che si rinnova. Giorno dopo giorno. Riavvolgendo il nastro,
per conoscere, l' attualità della Fondazione La Provvidenza Onlus occorre
risalire le lancette del tempo all' inizio del secolo scorso. Per questioni
amministrative relative alle Opere Pie, gli "Enti raggruppati conservatorio
delle Verginelle e Ospizio delle Orfanelle" vennero fusi con "La
Provvidenza" nel 1931, dando vita agli "Enti Raggruppati La Provvidenza".
Benché raggruppati, gli enti operavano suddivisi in due sezioni: "La
Provvidenza" con sede in via Aschenez e gli "Enti raggruppati
conservatorio delle Verginelle e delle Orfanelle" con sede in via
Trabocchetto (dove anche attualmente si trovano le due sedi,
rispettivamente quella legale e quella operativa). Mentre "Gli enti
Raggruppati" si occupavano delle fanciulle povere della città, "La
Provvidenza" si occupava anche dell' istruzione di ragazze dietro il
pagamento di una retta, ma lo statuto prevedeva che paganti e non
paganti ricevessero i medesimo trattamento, così da applicare il principio di imparzialità e solidarietà. Nel corso di
questi anni, diverse gestioni si sono susseguite, da quelle private, alla compartecipazione pubblica, fino all'
assistenza elargita per mezzo diPAB. Ma la missione della Provvidenza è sempre stata quella di servire il prossimo,
affiancare i più bisognosi, fornire loro istruzione, educazione ed i mezzi principali di sostentamento economico. Le
profonde trasformazioni sociali hanno portato alla nascita nel 1995 e fino al 1998 di un centro di pronta accoglienza
per minori, ospitato presso i locali in via Aschenez. In seguito l' accoglienza dei minori si è orientata ad una ospitalità
di tipo diurno per minori in condizioni di difficoltà economico/sociale e delle loro famiglie. Nel 2005, la storica Opera,
viene riconvertita e unificata nell' istituto giuridico delle Fondazioni. Nasce così, quella che attualmente conosciamo
essere la Fondazione "La Provvidenza" Onlus, divenuta per- tanto una Organizzazione non Lucrativa e di Utilità
Sociale. Oggi la Fondazione accoglie presso la sede di Trabocchetto, nr. 3 centri diurni per minori in difficoltà e 2
servizi di assistenza domiciliare per minori, tutti inviati su segnalazione dei servizi sociali del Comune di Reggio
Calabria o del Tribunale di Reggio Calabria. È presieduta da un consiglio di amministrazione costituito da 5 membri, il
cui incarico è gratuito e opera per scopi di assistenza e solidarietà sociale. I servizi, prima convenzionati con la
Regione Calabria ed attualmente con il Comune di Reggio Calabria, hanno una capacità ricettiva complessiva di 65
minori che vengono giornalmente assistiti da personale altamente qualificato e dall' amorevole cura delle Suore
delle Figlie di Maria Immacolata. Ogni giorno
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domenica 25 ottobre 2020
Avvenire (Diocesane)
volontariato
vengono accolti dall' uscita di scuola, pranzando, studiando e svolgendo attività di carattere ludico/ricreativo con
gli operatori ed i volontari del Servizio civile. Attraverso lo studio, il sostegno scolastico e l' affiancamento degli
educatori, la Fondazione cerca di contrastare il disagio sociale anche aggravato dalla povertà educativa ed
economica. Si cerca di assistere il più possibile le famiglie attraverso la donazione di derrate alimentari e con la
costituzione di un centro di deposito e consegna di indumenti nuovi e/o usati, donati da diversi benefattori e che nell'
anonimato vengono regalati a famiglie bisognose. Purtroppo non potendo intervenire in maniera incisiva su una
povertà di carattere economico, la Fondazione assiste le famiglie nella compilazione della documentazione
necessaria ad ottenere incentivi e aiuti da parte dello Stato. Molte famiglie hanno, inoltre, origine straniera e pertanto
il disagio da affrontare è anche quello relativo alla difficoltà lessicale; nel comprendere le norme del nostro Paese e
nel sostenere i figli che, molte vole già grandi, hanno più difficoltà ad apprendere la nostra lingua. Sono centinaia di
anni che la Fondazione agisce in città, silenziosamente e solidalmente per il sostegno ai più bisognosi, adeguandosi
ai periodi storici e alle esigenze sociali in continuo cambiamento ed è questo che continuerà a fare con la certezza
che tanti fanciulli sono stati assistiti, ma che tanti altri hanno bisogno di un sostegno concreto e cure amorevoli. *
Fondazione La Provvidenza Onlus Il servizio Un entusiasmo sempre giovane per la realtà solidale, autentico punto di
riferimento per la Città Il sorriso di volontari e operatori de La Provvidenza Onlus (Foto d' archivo)
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domenica 25 ottobre 2020
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Avvenire (Diocesane)
volontariato
La riflessione
Le strade svuotate dal Coronavirus Che fine fanno i ragazzi dei ghetti? DI
PAOLO CICCIÙ * L a pandemia è un mostro invisibile da combattere e non
è semplice bilanciare la volontà di arginare la diffusione epidemiologica
con la tutela delle libertà individuali. In queste ore si moltiplicano gli
appelli ad evitare «attività superficiali», individuando - in tal senso - quelle
ludiche e motorie. In linea di principio, tutto perfetto. Dopo anni di attività
sul campo (e non si tratta di una metafora!), ci stiamo interrogando, con
coscienza e tensione emotiva, rispetto a che fine faranno i ragazzi che
vivono i quartieri-ghetto delle nostre città, aree borderline della solitudine
urbana dove, spesso e volentieri, il ritrovarsi al campetto era una
scialuppa di salvataggio. Come Csi, oggi, non possiamo abitare quegli
spazi: non possiamo seguire i ragazzi di Arghillà o del Rione Marconi,
perché la loro attività sportiva è amatoriale, lontana dall' essere
strutturata, protetta, federale. È sbagliato farsi la guerra tra poveri, ma ci
chiediamo - con ostinata incertezza - come si può tutelare lo Sport di
Comunità. Le risposte latitano. Il campetto, la strada, la piazza sono off-
limits, mentre le sale slot rimangono aperte: scusate la retorica, ma ci viene da domandarsi: a che gioco stiamo
giocando? Quale promiscuità è punita, quale è concessa. Negli anni abbiamo fatto del volontariato sportivo, il nostro
marchio di fabbrica. Accanto ai tanti ragazzi dei quartieri difficili, ne abbiamo incontrati altri che, con spirito di
fratellanza, hanno indossato calzettoni e maglietta per giocare una partita ostica, ma bellissima. Durante i mesi del
lockdown, abbiamo elaborato una proposta di Sport di Comunità che facesse rivivere i cortili, luoghi cari ai giovani
degli anni '80 e '90. E dopo averlo progettato, lo abbiamo fatto: siamo scesi a giocare. Come? Siamo andati in giro
per la provincia di Reggio Calabria, da Locri alla Ciambra di Gioia Tauro. Con semplicità, riproponendo i "giochi della
nonna". Facendolo in massima sicurezza, avendo adottato un protocollo nazionale, SafeSport, che mette al primo
posto la salute dei ragazzi. Bene, crediamo che la modellizzazione di quella esperienza possa evitare che le strade
dei quartieri - specialmente i più difficili - si svuotino andando ad allargare, inesorabilmente, la platea di sale slot e
piazze di spaccio. Gli strumenti ci sono, basta cercarli. Ed evitare che, alla fine di questa pandemia, non dovremmo
osservare un altro disastro epocale: quello giovanile. * Presidente Csi Reggio Calabria.
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domenica 25 ottobre 2020
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Avvenire (Diocesane)
volontariato
Le linee-guida del CsvNet per la seconda ondata
DI CHIARAMEOLI * S aranno valide dal 19 ottobre fino al 13 novembre
2020 le nuove misure di contrasto e contenimento dell' emergenza Covid-
19 previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18
ottobre. Il provvedimento contiene alcune modifiche al Dpcm 13 ottobre
2020, che rimane in vigore con le modifiche apportate dal Dpcm 18
ottobre 2020 che coinvolgono anche il mondo del non profit concernenti,
tra l' altro, l' attività sportiva, i servizi di ristorazione, i servizi educativi e
scolastici e lo svolgimento di convegni e congressi. Rimangono aperte le
attività culturali. Non risultano invece modificate (e quindi rimangono
vigenti nella formulazione originaria) tutte le disposizioni del Dpcm 13
ottobre 2020 relative all' obbligo sull' intero territorio nazionale di avere
sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché di
indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i
luoghi all' aperto, allo svolgimento di manifestazioni pubbliche (possibili
soltanto in forma statica), all' erogazione del trasporto pubblico locale e di
linea, allo svolgimento delle attività professionali, alle attività degli
stabilimenti balneari e delle strutture recettive, agli spostamenti da e per l' estero, agli obblighi dei vettori e degli
armatori, allo svolgimento di feste (al chiuso e all' aperto), all' accesso al pubblico dei musei e agli altri istituti e luoghi
della cultura e ai luoghi di culto, alle attività dei centri culturali e sociali e alla disabilità. Stop agli eventi pubblici. Sono
sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a
distanza. Tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che
siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico. Nell' ambito delle pubbliche
amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni di interesse
pubblico. È fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza. Si prevede poi la
possibilità di chiudere al pubblico, dopo le ore 21, vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di
assembramento. Sono vietate le sagre e le fiere di comunità, ma restano consentite le manifestazioni fieristiche di
carattere nazionale e internazionale. * Cantiere terzo settore Saltano convegni e fiere di comunità, rimane attivo -
attivissimo - il servizio di volontariato di prossimità. È un inverno anomale quello che si prospetta a causa delle
restizioni da Coronavirus. Ecco come il CsvNet ha recepito l' ultimo Dpcm. L' indirizzo Nella nuova selva dei Dpcm,
ecco come si muoverà l' Italia «del cuore» La prossimità non
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domenica 25 ottobre 2020
Avvenire (Diocesane)
volontariato
sarà congelata ma vivrà il tempo della responsabilità Le ipotesi in campo Sicurezza solidale.
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domenica 25 ottobre 2020
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Avvenire (Diocesane)
volontariato
Novità e adempimenti, così si muove la rete dei servizi
DI B ENEDETTAGAROFALO I l progetto di fusione dei Centri di servizio per
il volontariato di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia ha ottenuto la piena
approvazione delle rispettive assemblee dei soci. Il volontariato dell' area
centrale della Calabria convergerà nel nuovo Csv Calabria Centro. L'
approvazione da parte dei soci sancisce l' atto finale di un lungo processo
che ha visto accantonare i campanilismi in nome di un impegno comune
che porterà, in un tempo massimo di tre anni, alla definizione di un centro
unico regionale. Il Csv Calabria Centro sarà ufficialmente operativo dall' 1
gennaio 2021. Come ha chiarito il notaio Sebastiano Panzarella -
intervenuto il 12 ottobre all' assemblea dei soci del Csv di Catanzaro, alla
presenza del presidente Luigi Cuomo e del direttore Stefano Morena - l'
atto di fusione, che avviene per incorporazione dei centri di Crotone e
Vibo - per perfezionarsi ha dovuto attendere i tempi previsti per la
necessaria pubblicizzazione in Prefettura. Nello stesso giorno si è svolta
anche l' assemblea del Csv di Vibo Valentia, dove il presidente Roberto
Garzulli, affiancato dal direttore Maurizio Greco e dal notaio Ilaria Miceli,
ha illustrato le tappe fondamentali di un percorso, a volte accidentato. "Una fusione - spiega Garzulli - vista con
favore dalla maggioranza dei votanti, che reca però con sé alcune perplessità, in considerazione del fatto che
porterà alla convergenza in un unico direttivo, e quindi a non poter più contare sulla presenza fissa di un presidente e
di un direttore direttamente operativi sul territorio. Rimane il rammarico - continua Garzulli - di non essere riusciti a
perfezionare i rapporti con alcuni interlocutori istituzionali, ma quello che conta è che ciò che è stato fatto andrà a
formare il bagaglio di esperienze al quale attingerà il nuovo ente risultante dalla fusione". Il 13 ottobre si è riunita
invece l' assemblea del Csv di Crotone, giunta all' approvazione del nuovo ente dopo un percorso di quasi due anni
che ha visto il comitato direttivo e la struttura tecnica impegnati in un costante lavoro di confronto, scambio e
condivisione con gli altri due centri di servizio. Durante la riunione, la presidente Lucia Sacco ha sottolineato l'
importanza del processo di fusione e dell' attività che il Csv Calabria Centro metterà in campo per sostenere e
rafforzare il volontariato, mentre il direttore Filippo Sestito, alla presenza del notaio Tommaso Capocasale, ha
illustrato dal punto di vista tecnico il progetto e lo statuto del nuovo Csv, soffermandosi sul ruolo che il Codice del
terzo settore attribuisce ai centri di servizio per il volontariato, sempre più determinanti per l' infrastrutturazione
sociale delle nostre comunità. Questa fusione punta a gestire al meglio, unendo conoscenze e competenze, la
nuova dimensione del volontariato
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domenica 25 ottobre 2020
Avvenire (Diocesane)
volontariato
e del terzo settore che la riforma ha delineato; una scelta che testimonia come sia possibile condividere un
orizzonte più ampio con grande senso di responsabilità. Gli adempimenti per le Odv. Il prossimo 31 ottobre è il
termine ultimo che il Decreto legge 18 del 2020 ("Cura Italia") ha disposto per una serie di importanti scadenze, fra
cui: l' approvazione del bilancio di esercizio; l' adeguamento dello statuto per Odv, Aps ed Onlus iscritte nei rispettivi
registri, qualora si vogliano utilizzare le procedure semplificate dell' assemblea ordinaria; la possibilità di impiegare le
risorse del 5 per mille 2017. Per maggiori informazioni rivolgersi ai contatti del Csv "Dei Due Mari" che troverete sul
sito internet ufficiale www.csirc.it. Morena.
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domenica 25 ottobre 2020
Pagina 26
Avvenire
volontariato
Ospiti «fragili» e volontari Abitare insieme per ripartire
LUCA BONZANNI
Bergamo Il nome, creativo come una filastrocca, prova a offrire un primo
sorriso in situazioni complesse. «Dire Fare Abitare», il progetto di
inserimento sociale e supporto abitativo nato oltre dieci anni fa dalla
proposta dell' Opera Bonomelli, storica realtà del sociale bergamasco,
vive oggi un nuovo passo del suo percorso, con una nuova struttura per
accogliere chi è in difficoltà: un nuovo appartamento è stato infatti
inaugurato ieri in via Serassi, a Bergamo Bassa, ed è di proprietà del
Comune, andando così ad affiancarsi alle due abitazioni nel quartiere di
Longuelo di proprietà della parrocchia locale. I riflessi economici della
crisi sanitaria, d' altronde, continuano a chiamare Bergamo a nuovi sforzi.
Lo vedono con i propri occhi i tanti operatori sociali, lo ribadisce una
costellazione di indicatori. Da quando l' emergenza Covid s' è accesa a
marzo, il saldo tra nuovi contratti di lavoro avviati e contratti cessati in
provin- cia di Bergamo segna un conto negativo di quasi dodicimila posti
di lavoro persi. Negli ultimi sei mesi, si sono contate 73 milioni di ore di
cassa integrazione utilizzate dalle aziende della Bergamasca. Nella sola
città, tra marzo e agosto seimila persone si sono rivolte ai servizi sociali del Comune: il 65% di loro s' è avvicinato allo
sportello per la prima volta, segno di una fragilità che è andata facendosi largo in più strati della cittadinanza. Non
mancano però gli aiuti concreti, dal Fondo di mutuo soccorso istituito da Palazzo Frizzoni al progetto
«Ricominciamo insieme» della diocesi: risorse per milioni di euro. L' inaugurazione del nuovo appartamento per il
progetto «Dire fare abitare» va in questa direzione. Un progetto con una particolarità: negli alloggi convivono
volontari e ospiti, per potenziare i legami. Tra gli ospiti ci saranno persone con difficoltà legate a precarietà lavorative
ed economiche, biografie complesse, chi si trova alla conclusione di percorsi assistenziali o terapeutici che non
hanno consentito di raggiungere l' autonomia abitativa. Oggi i primi ospiti sono tre giovani tra i 20 e i 30 anni,
affiancati da due volontari: resteranno qui per un anno. «L' housing sociale si rivela di grande importanza per la
gestione dell' area della fragilità - ha sottolineato Marcella Massina, assessore alle Politiche sociali di Bergamo -. Il
valore di quest' esperienza è nell' intreccio di biografie di vita che nella convivenza costituiscono cittadinanza. È un
progetto che diviene spesso rivelatore e risolutivo delle scelte di vita personali e professionali a seguire». «Oggi il
tema dell' housing, della cittadinanza attiva e di queste nuove forme di volontariato, che non sono strettamente
legate all' esperienza dell' associazionismo ma intercettano un' esigenza individuale sempre più emergente,
rappresenta una strada virtuosa e proficua di accoglienza e di integrazione
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domenica 25 ottobre 2020
Avvenire
volontariato
sociale», ha rimarcato Giacomo Invernizzi, direttore dell' Opera Bonomelli. Per don Massimo Maffio-letti, vicario
per la città di Bergamo, «la comunità è il vero antidoto contro gli individualismi. La situazione attuale, che ci impone
di dare il primato all' immunità, richiede di riproporre con forza l' idea di comunità che è sentire la responsabilità della
collettività sulle spalle di tutti. E questa inaugurazione è un esempio concreto di comunità che si realizza». «In un
momento in cui le relazioni umane sono molto difficili - ha aggiunto Brunella Conca, del Csv Bergamo - progetti come
questo dimostrano che in realtà esistono ancora e che siamo uomini se riflettiamo il nostro sguardo nell' altro».
RIPRODUZIONE RISERVATA BERGAMO Inaugurato ieri un appartamento dove persone con biografie «complesse»
condividono spazi e tempi di vita con alcuni «samaritani». Un progetto dell' Opera Bonomelli in locali del Comune L'
inaugurazione della casa dedicata al progetto «Dire Fare Abitare» / Comune di Bergamo.
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domenica 25 ottobre 2020
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Avvenire (Diocesane)
volontariato
Solitudine in corsia: l' impegno della Lilt Così Mimma Comi «dona» il suo sorriso
N on dev' essere stato semplice, ma l' ha voluto con tutta se stessa.
Passare dal-l' altra parte della barricata, potremmo sintetizzare così. Ma
perché? «Per dare agli altri, quello che avrei voluto avere io». Mimma
Comi, di professione assistente sociale, ci risponde al telefono tra mille
impegni di lavoro, famiglia e volontariato. Da quasi un anno presta il suo
servizio solidale nel reparto di Oncologia del Grande ospedale
metropolitano di Reggio Calabria. Quella corsia che, per un po' di tempo, l'
ha vista da paziente. Questa è la sua storia: «Provo a portare un sorriso,
un consiglio pratico, una pacca sulla spalla», ci dice con un timbro di voce
sereno, nonostante si parli di luoghi densi di sofferenza. La nostra
attenzione si pone proprio su questo aspetto. Come riesce a vivere «con
gioia» - come lei stessa afferma - una forma di volontariato c o s ì
"spigoloso"? La risposta è disarmante: «È chiaro che bisogna avere una
certa maturità per "svuotarsi"; personalmente, vivo questa esperienza con
trepidante attesa, ma comprendendo che il mio ruolo è quello di portare
un piccolo sollievo, uno sprazzo di bellezza, una testimonianza di
amicizia». Bellezza e amicizia, le due parole-chiave. «Con le pazienti donne, in particolare, mi piace confrontarmi
sulla nostra femminilità che, nonostante l' età e la malattina, non può e non deve appassire». Una riflessione che ci
spiazza, ma, in fondo, sono gesti naturali tra amici. Una naturalezza favorita dalla saggezza della Lilt, l' associazione
a cui è iscritto Mimma, che la affianca e la sostiene in questo percorso di volontariato. E di vita. (F.M. )
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