CSV FC - Assiprov lunedì, 24 febbraio 2020

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Prime Pagine

 24/02/2020    Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)                                                           3
 Prima pagina del 24/02/2020

 24/02/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì)                                                                 4
 Prima pagina del 24/02/2020
 24/02/2020    Il Resto del Carlino (ed. Cesena)                                                                5
 Prima pagina del 24/02/2020

ambiente e protezione civile

 24/02/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 31                                                       6
 «Sono misure rigorose, non stiamo nascondendo nulla ai cittadini»
 24/02/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 4                                Alessandro Farruggia    7
 Peggio di noi solo Cina e Corea L' Austria blocca i treni al Brennero

csv e scenario locale

 24/02/2020    Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 11                                                 9
 Grande successo del Carnevale insieme con 4.000 presenze
 23/02/2020    Forli Today                                                                                     10
 "Oltre ogni aspettativa": in più di 4mila al "Carnevale insieme 2020"
 23/02/2020    Forli Today                                                                                     12
 Una nuova casa per ASI Forlì-Cesena: il taglio del nastro - FOTO

salute e assistenza

 23/02/2020    Forli Today                                                                                     14
 Avis, premiati 523 donatori: "Un gesto di grande umana solidarietà"

 24/02/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 35                                                      15
 Donatori di sangue all' ospedale

volontariato

 24/02/2020    Corriere della Sera Pagina 6                                        di Giovanna Maria Fagnani   16
 Volontari delle Croci in prima linea «Attrezzatura giusta e nervi sempre saldi»
 24/02/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 1                                                                         18
 Terzo settore, riforma ferma su aiuti fiscali e concorrenza
 24/02/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 7                                                       Valentina Melis   19
 Frena la riforma del terzo settore Rischi Ue su fisco e concorrenza
 24/02/2020    Italia Oggi Sette Pagina 26                                                                     21
 L' ente no profit svolge attività con fini di lucro
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[ § 1 § ]

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                                      Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)

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[ § 2 § ]

     lunedì 24 febbraio 2020
                                   Il Resto del Carlino (ed. Forlì)

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     lunedì 24 febbraio 2020
                                 Il Resto del Carlino (ed. Cesena)

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                          Pagina 31

                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                           ambiente e protezione civile

                          CESENA

                          «Sono misure rigorose, non stiamo nascondendo nulla ai cittadini»

                          Enzo Lattuca, sindaco di Cesena, com' è la situazione in città? Si
                          rincorrono voci di casi ricoveri di contagiati... «Sono tutte fake news. Ho
                          risposto alle telefonate di diversi cittadini. C' è chi dice che nascondiamo
                          qualcosa. Non nascondiamo nulla. L' Ausl Romagna ha chiarito che non
                          ci sono contagi al momento». M a l ' o r d i n a n z a d e l l a R e g i o n e è
                          parecchio pesante. Non scatenerà ulteriore allarmismo? «Sono
                          stato a Bologna in riunione con il presidente Bonaccini e i sindaci delle
                          città capoluogo. L' ordinanza è stata condivisa con i presidenti delle
                          regioni vicine e col ministro della sanità Speranza. E' una misura
                          ipercautelativa, basata sul principio di massima precauzione, senza fare
                          allarmismo». Che succede a scuola? «Tutte le scuole dai nidi alle
                          superiori sono chiuse, anche il personale non deve andare al lavoro. All'
                          università le lezioni sono sospese ma gli edifici restano aperti». Sono
                          sospese tutte le manifestazioni pubbliche e sportive, ma gli
                          impianti sono aperti? «Sì, piscine e palestre aperte. Così i locali
                          pubblici, bar ristoranti eccetera, eccetto i luoghi di spettacolo. Quindi chiusi i teatri, i cinema e le discoteche. Per chi
                          non rispetta l' ordinanza è prevista una sanzione penale». Non ci sono contagi in zona, ma l' attenzione resta alta.
                          «Abbiamo insediato il Centro operativo della protezione civile. Con queste misure dobbiamo rendere evidente la
                          volontà delle istituzioni di seguire la situazione con estrema precauzione». Emanuele Chesi.

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 6
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[ § 1 5 4 6 3 9 6 1 § ]

                          lunedì 24 febbraio 2020
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                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                          ambiente e protezione civile

                          Peggio di noi solo Cina e Corea L' Austria blocca i treni al Brennero
                          L' Oms: «Dovevate isolare chi arrivava da Oriente». Dopo i controlli, Vienna ridà il via al traffico ferroviario La
                          Romania: quarantena per lombardi e veneti. E il consolato americano sospende il servizio visti

                                                                                                                             Alessandro Farruggia

                          di Alessandro Farruggia ROMA Peggio di noi solo la Cina, la nave da
                          crociera Diamond Princess (644) e la Corea del Sud (602). Con 155 casi
                          confermati - e tre morti - superiamo il Giappone, Singapore, Hong Kong, l'
                          Iran, gli Stati Uniti e, di gran lunga, l' Europa (che ha 16 casi in Germania,
                          12 in Francia, 9 in Gran Bretagna, 2 in Spagna e uno ciascuno in Belgio,
                          Finlandia e Svezia). Non c' è paragone e la stessa Oms, già sabato, non
                          trovava ragioni, al punto di aver deciso di inviare un suo team di esperti -
                          guidato dal direttore dell' ufficio per l' Europa Hans Kluge - in Italia. La
                          situazione nel nostro Paese allarma ora tutta Europa e in particolare i
                          Paesi vicini, con Francia, Svizzera e Austria che hanno annunciato di
                          seguire con attenzione gli sviluppi senza escludere contromisure. In
                          Spagna il ministero della Sanità sta rafforzando la prevenzione relativa al
                          focolaio di coronavirus scoppiato in Italia: «È una situazione che ci
                          preoccupa e dovremo vedere come evolve», ha spiegato il direttore del
                          Centro coordinamento allerta ed emergenza sanitarie, Fernando Simon. Il
                          Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano, intanto, sospende in via cautelare gli appuntamenti e i visti fino al 2
                          marzo 2020, ma continuerà a fornire tutti i servizi per i cittadini americani. La Protezione civile italiana respinge le
                          accuse di sottovalutazione del problema e sottolineache a fronte dei nostri 4mila controlli la Francia ne avrebbe fatti
                          solo 450. Lo stesso è stato in Germania. Ma la spiegazione non regge del tutto. In Gran Bretagna, pur se è un' isola, i
                          test al Covid-19 sono stati 5.885 e i positivi sono risultati appena 9. E allora? Qualcosa non ha funzionato nell'
                          apparente rigore delle misure italiane. Il virus probabilmente su inconsapevoli portatori sani o malati ancora in fase di
                          incubazione, le ha aggirate bellamente e poi «i medici - ha ammesso il capo della Protezione civile Angelo Borrelli -
                          non sono stati in grado di riconoscere immediatamente i sintomi del virus, ma non per colpa dei sanitari, ma per la
                          difficoltà di individuare i sintomi». Forse c' è di più. «Essersi concentrati su misure spettacolari come il blocco dei voli
                          diretti, misura peraltro non suggerita dall' Oms - osserva Roberto Bertollini, oggi consigliere del ministro della Salute
                          del Qatar ma al 2011 al 2016 direttore dell' ufficio dell' Organizzazione Mondiale della Sanità a Bruxelles e tuttora
                          membro del comitato scientifico della Commissione Europea sulla Salute, l' Ambiente e i Rischi Emergenti - è stato
                          un errore, anche perché il blocco era facilmente aggirabile con i voli indiretti e il controllo della temperatura negli
                          aeroporti non proteggeva affatto contro chi aveva il virus in incubazione». «Il blocco dei voli - prosegue Bertollini - ha
                          dato una falsa sicurezza. Adesso le misure prese dal

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 7
CSV FC - Assiprov lunedì, 24 febbraio 2020
[ § 1 5 4 6 3 9 6 1 § ]

                          lunedì 24 febbraio 2020

                                                                   Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                         ambiente e protezione civile

                          Cdm cercano di correre ai ripari e sembrano adeguate considerate le conseguenze sulla società di questa
                          emergenza, ma non sappiamo se basteranno». Il caso Italia allarma ora tutta Europa. Ieri un Eurocity Venezia-
                          Monaco di Baviera è stato bloccato al Brennero dopo che il capotreno ha segnalato al collega austriaco due casi
                          sospetti a bordo. Si tratta di due donne tedesche che sono state fatte scendere a Verona, dove sono già state
                          sottoposte alle prime analisi. Al momento sembra escluso che possano aver contratto il coronavirus, ma l' Austria ha
                          deciso comunque di non fare entrare l' Eurocity, che aveva 300 persone a bordo, e bloccarlo alla frontiera alle 19,10.
                          E ieri sera nessun altro treno è stato fatto entrare dall' Italia in Austria per ore. Solo a mezzanotte Vienna ha ridato il
                          via libera al traffico ferroviario. E non è solo l' Austria. Una donna 40enne romena è stata ricoverata ieri in ospedale a
                          Buzau, in Romania, dopo essere arrivata dal focolaio lombardo viaggiando su un minibus. In risposta il ministero
                          della Sanità di Bucarest ha disposto la quarantena obbligatoria «per tutte le persone in arrivo dalla Lombardia e dal
                          Veneto o che siano stati nelle due regioni italiane negli ultimi 14 giorni». E c' è già chi chiede controlli alle frontiere
                          italiane, come la leader dell' ultradestra d' oltralpe Marine Le Pen. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 8
CSV FC - Assiprov lunedì, 24 febbraio 2020
[ § 1 5 4 6 3 9 6 3 § ]

                          lunedì 24 febbraio 2020
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                                                              Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
                                                                                csv e scenario locale

                          Grande successo del Carnevale insieme con 4.000 presenze

                          FORLÌ Maschere, carri, musica e coriandoli protagonisti di successo del
                          "Carnevale insieme 2020" organizzato dal comitato Quartiere Romiti, con oltre
                          4.000 persone. Un bilancio molto positivo quello della Festa di Carnevale
                          Insieme 2020, anche e soprattutto per la qualità e varietà del programma
                          proposto. Tanti bambini, col proprio abito colorato, hanno partecipato alla
                          quarta edizione del " Carnevale insieme " della zona ovest di Forlì, organizzato
                          dai quartieri Romiti, San Varano - Quattro, Cava e Villanova. All' iniziativa hanno
                          partecipato anche le associazioni genitori delle scuole dell' istituto
                          comprensivo numero 5 e le parrocchie dei quartieri partecipanti. Hanno sfilato i
                          carri allegorici ed i gruppi mascherati, che, partiti dal parco Bertozzi di via Sillaro
                          (quartiere Cava), han no concluso la parata e la festa nel quartiere Romiti all'
                          interno del parcheggio del palazzetto Villa Romiti. L' appuntamento è stato
                          animato da majorettes, spettacoli, mezzi acrobatici, carri allegorici e gruppi
                          mascherati. Ad accompagnare l' evento ci sono stati anche giochi, balli e
                          divertimento per i bambini. Al termine è stata servita una merenda per tutti a
                          base di dolci. «Parlando di presenze, i numeri sono davvero straordinari -
                          osserva il coordinatore Maurizio Naldi -. Numeri importanti non soltanto per la Festa di Carnevale, ma perché hanno
                          creato un nuovo modo di poter considerare la zona ovest di Forlì un luogo dove si può stare insieme, e trascorrere
                          momenti di allegria e festa ma soprattutto per conoscere nuove persone di quartieri limitrofi e confinanti e unire la
                          gente nel segno dell' amicizia e volontariato».

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019       Pagina 9
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[ § 1 5 4 6 3 9 5 4 § ]

                          domenica 23 febbraio 2020

                                                                                  Forli Today
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                          "Oltre ogni aspettativa": in più di 4mila al "Carnevale insieme 2020"
                          All' iniziativa hanno partecipato anche le associazioni genitori delle scuole dell' istituto comprensivo numero 5 e le
                          parrocchie dei quartieri

                          Un bilancio molto positivo quello della "Festa di Carnevale Insieme 2020", con
                          un successo riconosciuto al Comitato di quartiere Romiti presieduto da
                          Maurizio Naldi (coordinatore anche della zona ovest di Forlì), insieme agli
                          altri quartieri della zona ovest di Forlì (Villanova, San Varano - Quattro, Cava)
                          non soltanto da un punto di vista quantitativo (oltre 4mila persone hanno
                          partecipato all' evento), ma anche e soprattutto per la qualità e varietà del
                          programma proposto. Festa di Carnevale Insieme 2020 della zona Ovest All'
                          iniziativa hanno partecipato anche le associazioni genitori delle scuole dell'
                          istituto comprensivo numero 5 e le parrocchie dei quartieri partecipanti.
                          Hanno sfilato i carri allegorici ed i gruppi mascherati, che, partiti dal parco
                          Bertozzi di via Sillaro (quartiere Cava), hanno concluso la parata e la festa nel
                          quartiere Romiti all' interno del parcheggio del palazzetto Villa Romiti. L'
                          appuntamento è stato animato da majorettes, spettacoli da parte dell'
                          associazione Raggio di Sole onlus, mezzi acrobatici, carri allegorici e gruppi
                          mascherati. Ad accompagnare l' evento ci sono stati anche giochi, balli e
                          divertimento per i bambini. Al termine è stata servita una merenda per tutti a
                          base di dolci. "Parlando di presenze, i numeri sono davvero straordinari, durante la manifestazione - osserva il
                          coordinatore Maurizio Naldi -. Numeri importanti non soltanto per la Festa di Carnevale, ma perché hanno creato un
                          nuovo modo di poter considerare la zona ovest di Forlì un luogo dove si può stare insieme, e trascorrere momenti di
                          allegria e festa ma soprattutto per far si di poter conoscere nuove persone di quartieri limitrofi e confinanti e unire la
                          gente nel segno dell' amicizia e volontariato". "Siamo felici di aver fatto, la scelta giusta, cioè quella di provare a
                          realizzare un nuovo tipo di vita nella zona ovest di Forlì, aiutandoci a creare iniziative utili rivolte soprattutto al
                          volontariato e beneficenza nei confronti di coloro che hanno più bisogno. Un particolare ringraziamento a tutti
                          coloro che in questi mesi hanno dedicato il loro tempo libero al volontariato e si sono resi disponibili anche
                          sacrificandosi per questo nuovo progetto di quartieri uniti e a disposizione per fare il bene nei confronti dei residenti
                          e coinvolgendo tutta la cittadinanza di Forlì", prosegue. "La scelta precisa, ogni volta che si organizza eventi, di
                          puntare sulla beneficenza e volontariato - conclude Naldi - è importante e possiamo essere soddisfatti di quanto
                          realizzato sino ad ora. Va sottolineata l' attenzione, con il coinvolgimento diretto dei quartieri limitrofi, delle scuole
                          dell' istituto comprensivo n° 5 il cui dirigente Daniela Bandini è sempre disponibile nelle molteplici collaborazioni, alle
                          associazioni genitori, alle parrocchie e a tutti volontari che ogni giorno si impegnano nei confronti del proprio
                          territorio, che hanno dato un grande apporto alle feste sino ad oggi organizzate. Un grazie particolare a tutte le
                          persone che

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 10
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                          domenica 23 febbraio 2020

                                                                                       Forli Today
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                          nella circostanza dell' evento del Carnevale insieme 2020 si sono rese disponibili per organizzate la sicurezza
                          durante l' intera giornata di festa. Un grazie di cuore a tutti quanti coloro che sino ad oggi continuano a partecipare
                          alle iniziative rivolte a tutti quanti i cittadini forlivesi".

                                                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019     Pagina 11
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                          domenica 23 febbraio 2020

                                                                                   Forli Today
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                          Una nuova casa per ASI Forlì-Cesena: il taglio del nastro - FOTO
                          La sede, presso il Ginnasio Sportivo di Forl, è stata inaugurata sabato

                          Finalmente ASI Forlì-Cesena ha una sede stabile e funzionale, che si trova in
                          viale della Libertà 46, presso il Ginnasio Sportivo al primo piano. La nuova
                          casa dell' ente di promozione sportivo è stata inaugurata sabato 22 febbraio
                          alla presenza del presidente provinciale ASI Elisa Petroni, affiancata dai
                          vertici dell' organizzazione, quali il presidente nazionale Claudio Barbaro e il
                          vice-presidente nazionale Alberto Vecchi. In rappresentanza del Comune di
                          Forlì è intervenuto il vice sindaco Daniele Mezzacapo, con delega allo sport.
                          "ASI (Associazioni Sportive Sociali Italiane) - ha spiegato Elisa Petroni - è un
                          ente relativamente giovane (25 anni di attività celebrati nel giugno scorso a
                          Lignano Sabbiadoro), all' interno del quale sono impegnata direttamente da
                          circa 10 anni. I numeri relativi all' area provinciale di mia competenza sono
                          incoraggianti: circa 50 associazioni socie per un totale di oltre 7.000
                          tesserati. Non è però nostra intenzione cullarsi su questi risultati, guardiamo
                          avanti con entusiasmo e già nel corso del 2020 contiamo di incrementare la
                          base sociale, mettendo in campo azioni a più livelli in termini di servizi,
                          consulenza e formazione. Fra questi vorrei citare i Giovedì di ASI: si tratta di
                          incontri informativi che partiranno a breve dedicati agli sportivi e ai dirigenti di ASD su temi inerenti lo sport, strategici
                          sia per quanto concerne la pratica sportiva, quanto la gestione delle ASD (rapporto sport/nutrizione, gestione fiscale
                          e giuridica, adeguamenti legge Terzo Settore ecc). Oltre a ciò siamo impegnati, sempre in ambito formativo su più
                          fronti: da una parte promuoviamo i corsi per istruttori di fitness, pilates e functional training, dall' altra abbiamo
                          avviato a Forlì, in sinergia con l' associazione Il Quadrifoglio, un interessante iter formativo sui linguaggio dei segni, a
                          cui partecipano ben 25 persone". "Come ASI - continua Elisa Petroni - intendiamo lo sport una pratica che presenta
                          obiettivi complementari fra loro e indispensabili per ogni persona: da una parte puntiamo al benessere fisico e al
                          miglioramento continuo, dall' altra al valore educativo e relazionale insito in ogni attività su cui lavoriamo. Oltre a ciò
                          è nostra intenzione concepire lo sport in modalità accogliente verso tutti, abbattendo barriere e favorendone la
                          pratica anche per le persone in difficoltà o con disabilità". Non poteva mancare un accenno a questioni di politica
                          sportiva vista la presenza del presidente nazionale ASI Claudio Barbaro, senatore e membro della Giunta del CONI:
                          "Siamo gente che vive di volontariato - ha affermato - e, nonostante negli anni ci siamo sentiti penalizzati a livello
                          politico rispetto ad altre organizzazione con storie più consolidate della nostra, ci siamo ritagliati uno spazio di tutto
                          rispetto: lo sport non è ad appannaggio di qualcuno o di qualche parte palitica, è e deve essere sempre di tutti. In
                          riferimento a Forlì, dove il governo è in mano ad una giunta vicina alle nostre posizioni, auspico per noi non certo una
                          via preferenziale, quanto un riequilibrio al pari

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 12
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                          domenica 23 febbraio 2020

                                                                                  Forli Today
                                                                              csv e scenario locale

                          degli altri, perché tutti abbiano le medesime opportunità di sviluppo". Il vice sindaco Daniele Mezzacapo, oltre agli
                          auguri per una buona attività ad Elisa Petroni e allo staff ASI di Forlì-Cesena, ha auspicato che l' ente possa essere in
                          un prossimo futuro un valido braccio operativo per la realizzazione di eventi sportivi e che possa anche partecipare
                          ai bandi che il Comune emanerà in primavera per la gestione di impianti sportivi locali. La sede ASI di Forlì Cesena
                          avrà da oggi in avanti la seguente operatività: lunedì e mercoledì dalle ore 19,00 alle 20,00. Info:
                          asiforlicesena@gmail.com - tel. 345.8531338.

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                          domenica 23 febbraio 2020

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                                                                                 salute e assistenza

                          Avis, premiati 523 donatori: "Un gesto di grande umana solidarietà"
                          Dall' assessore al Welfare, Rosaria Tassinari, un grazie a tutti i volontari e donatori: "L' impegno nella ricerca di nuovi
                          donatori è incessante perché dopo il verbo amare, penso che il verbo donare sia fra i più significativi"

                          Domenica mattina la sala del Consiglio provinciale (Piazza Morgagni, 9) ha
                          ospitato l' assemblea annuale dei soci dell' Avis comunale. Al termine della
                          cerimonia, alla presenza delle autorità della città, sono state consegnate le
                          onorificenze ai Donatori Benemeriti. Quest' anno i donatori premiati sono
                          stati 523, venendo insigniti delle benemerenze previste dallo Statuto:
                          distintivo in rame, distintivo in argento, distintivo in argento dorato, distintivo
                          in oro, distintivo in oro con rubino, distintivo in oro con smeraldo. I donatori
                          premiati, impossibilitati a partecipare, come di consuetudine potranno ritirare
                          successivamente la propria benemerenza all' Unità di Raccolta Avis Forlì
                          (Padiglione Morgagni) negli orari di accesso. "Come sempre questo incontro
                          della città con i propri donatori, ha rappresentato un momento di
                          gratificazione, per chi da anni silenziosamente compie un gesto di grande
                          umana solidarietà", viene evidenziato. Dall' assessore al Welfare, Rosaria
                          Tassinari, un grazie a tutti i volontari e donatori: "L' impegno nella ricerca di
                          nuovi donatori è incessante perché dopo il verbo amare, penso che il verbo
                          donare sia fra i più significativi". Avis, premiati i donatori (23-02-2020)

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 14
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                          lunedì 24 febbraio 2020
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                                                                   Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                               salute e assistenza

                          Donatori di sangue all' ospedale

                          Programmate le giornate di marzo in cui si potranno effettuare le
                          donazioni di sangue a Savignano sul Rubicone. I donatori iscritti alle
                          sezioni Avis di Gatteo, Savignano, Fiumicino e San Mauro Pascoli,
                          potranno recarsi a sottoporsi ai prelievi al piano terra dell' ospedale Santa
                          Colomba di Savignano. Le giornate di donazione: domenica 1, mercoledì
                          4, sabato 7, mercoledì 11, domenica 15, mercoledì 18, sabato 21,
                          mercoledì 25 e domenica 29. Per informazioni sulle giornate e sulle
                          modalità delle donazioni di sangue è possibile rivolgersi a questi numeri
                          telefonici 348-6400256 e 333-3181851 (Savignano), 339-7544743 (San
                          Mauro Pascoli), 348-6431989 (Gatteo), 348-2820010 (Fiumicino).

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                          lunedì 24 febbraio 2020
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                                                                            Corriere della Sera
                                                                                   volontariato

                          Volontari delle Croci in prima linea «Attrezzatura giusta e nervi sempre saldi»
                          Uscite in calo, appello per le mascherine

                                                                                                                            di Giovanna Maria Fagnani

                          In prima linea. Come per medici, infermieri, farmacisti, sono giornate di super
                          lavoro anche per i soccorritori del 118: i dipendenti e i volontari che prestano
                          soccorso sulle ambulanze della rete di associazioni che, a Milano e provincia,
                          è composta da oltre quaranta realtà. Sono loro il primo anello della catena
                          sanitaria. E, quando c' è un caso sospetto di infezione da Covid-19, sono loro a
                          trasportare il paziente in ospedale. Ma come si vivono, in queste ore, i turni
                          sulle ambulanze? «Il lavoro non è molto diverso dal solito, ma mi ha fatto
                          effetto l' altra notte, quando abbiamo accompagnato un paziente al pronto
                          soccorso dell' ospedale San Carlo e l' abbiamo trovato praticamente vuoto. È
                          il segno che stanno funzionando gli appelli a non recarsi in luoghi affollati»
                          racconta Lucia Manenti, una delle responsabili delle sedi di Intersos, di ritorno
                          da una nottata con cinque interventi. Prima che cominciasse il turno, sua figlia
                          Benedetta, 8 anni, l' ha messa in guardia: «Stai attenta mamma, l' ho sentito in
                          televisione». A Milano, Intersos ha diverse postazioni in città. E poi a Settimo
                          Milanese a Cisliano e altri centri. Lucia fa questo lavoro da sei anni: «Ricordo
                          un grande allarme per la Sars, ma non è paragonabile a questo. Timori?
                          Certamente, ma nella giusta misura, senza cedere ad allarmismi. È il nostro lavoro e ogni chiamata è diversa, non c' è
                          mai un servizio uguale all' altro. Siamo equipaggiati per difenderci e dopo il trasporto di un caso sospetto c' è la
                          sanificazione dell' ambulanza, come avviene anche in caso di altre malattie, dalla tubercolosi alla meningite».
                          Monica dell' Acqua, presidente della Croce Bianca di Sedriano-Vittuone, ha passato tutta la domenica al telefono, a
                          coordinare i volontari. La «Bianca» ha oltre trenta sezioni fra Milano e provincia. «Oltre al servizio per il 118 abbiamo
                          molti volontari pensionati che si occupano di accompagnare i disabili ai centri diurni di Cesano Boscone o di
                          Abbiategrasso ed eravamo in attesa di capire se la sospensione delle scuole riguardasse anche questi» spiega. La
                          preoccupazione? «Un po' c' è, ma questa forma di volontariato è diversa dalle altre. Non ci rinunceremmo mai. Il
                          pensiero è come equipaggiarsi al meglio. Per questo un volontario ha girato i negozi per fare qualche scorta di
                          mascherine in più». Che la gente sia in allarme lo si vede, paradossalmente, dalle poche chiamate. «Solo sei uscite
                          nella notte fra sabato e domenica, di solito sono anche 12 - conclude Monica -. Forse questa emergenza sarà l'
                          occasione per far ragionare sul giusto accesso ai pronto soccorso e sulla richiesta di intervento per le ambulanze,
                          perché su questo punto c' è poca cultura».

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019                Pagina 16
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                          lunedì 24 febbraio 2020

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                                                                                    volontariato

                          Corsa alla scorta di mascherine anche per la Croce Azzurra di Buscate, che copre il territorio dal Castanese a
                          Malpensa, con servizi anche a Legnano e a Busto Arsizio. L' emergenza Coronavirus la stanno vivendo in pieno. Ieri,
                          uno dei loro equipaggi era impegnato per dodici ore in aeroporto a rilevare la temperatura dei passeggeri in arrivo.
                          «Posso fare un appello? - chiede la presidente Raffaella Mazzocca -: mi rivolgo ai colorifici, ai ferramenta del
                          territorio. Se hanno delle mascherine FFP3 o in alternativa FFP2 e volessero mettercele a disposizione gliene
                          saremmo davvero grati». La Croce Azzurra ha già trasportato molti casi sospetti: «Almeno 3-4 al giorno in questo
                          periodo. A volte erano persone in contatto con clienti cinesi al lavoro. Altre volte erano stati i medici di base ad
                          attivare il protocollo. Tutti falsi allarmi, ma, siccome i dispositivi di protezione sono monouso, le nostre scorte sono
                          diminuite». La pressione è tanta. Come affrontarla? «Parlando e confrontandoci molto fra dipendenti e volontari.
                          Dobbiamo stare bene noi per primi, per poter aiutare gli altri».

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019          Pagina 17
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                          lunedì 24 febbraio 2020
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                                                                                    volontariato

                          VINCOLI EUROPEI

                          Terzo settore, riforma ferma su aiuti fiscali e concorrenza

                          Compatibilità con le regole sugli aiuti di Stato e nuove modalità di
                          affidamento dei servizi sociali agli enti non profit. Sono questi i due
                          principali nodi da sciogliere per la piena attuazione della riforma del Terzo
                          settore. Il ministero del Lavoro sta analizzando le 26 attività di interesse
                          generale previste per gli Ets (rispetto alle 12 che erano ammesse per le
                          Onlus), prima di chiedere alla Commissione europea il via libera sui nuovi
                          regimi fiscali. Intanto, è in arrivo il decreto sui bilanci degli Ets. Mazzini e
                          Melisa pag. 7.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 18
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                          lunedì 24 febbraio 2020
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                                                                                     volontariato

                          Prima di chiedere il via libera Ue sui nuovi regimi agevolati, il ministero del Lavoro valuta le 26 attività
                          previste per gli enti alla luce delle regole sugli aiuti di Stato

                          Frena la riforma del terzo settore Rischi Ue su fisco e concorrenza

                                                                                                                                   Valentina Melis

                          Il vaglio della Commissione europea sulla riforma del Terzo settore non
                          sarà un passaggio solo formale. Rischia, anzi, di essere una porta stretta
                          perché, per entrare in vigore, i nuovi regimi fiscali di favore destinati agli enti
                          non profit e alle imprese sociali dovranno essere riconosciuti compatibili
                          con le regole del mercato unico e della concorrenza. Pur con le deroghe
                          previste per le materie sociali. A questa partita esterna per il debutto
                          effettivo della riforma se ne aggiunge una più interna, legata all'
                          affidamento dei servizi sociali - come l' assistenza agli anziani e ai disabili -
                          al non profit da parte della Pa. La riforma del Terzo settore prevede, infatti,
                          un regime "concessorio" che si affianca a quello più tradizionale degli
                          appalti. Su questo punto c' è un dibattito in corso: il Codice del Terzo
                          settore non contiene infatti una norma di coordinamento con il Codice
                          degli appalti. Il rischio è che la mancanza di una linea interpretativa
                          condivisa su questo punto, possa portare a ricorsi sull' affidamento dei
                          servizi tra imprese ed enti del Terzo settore, o anche tra gli stessi Ets, sui
                          criteri di accreditamento. L' esame della Ue A quasi tre anni dall' entrata in
                          vigore del Codice del Terzo settore e della riforma dell' impresa sociale (Dlgs 117 e Dlgs 112 del 3 luglio 2017), la
                          richiesta di autorizzazione a Bruxelles per i nuovi regimi fiscali agevolati degli enti non profit non è ancora partita dal
                          ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il ministero fa sapere che proseguono i lavori del tavolo di
                          coordinamento con il ministero dell' Economia, l' agenzia delle Entrate e il dipartimento delle Politiche europee che è
                          stato costituito per mettere a punto il dossier da inviare alla Commissione europea. La direzione generale del Terzo
                          settore aggiunge che «su input del tavolo il nostro ministero sta elaborando un documento di analisi delle attività di
                          interesse generale esercitabili dagli enti del Terzo settore, alla luce della normativa eurounitaria in tema di aiuti di
                          Stato». Il primo punto sotto esame è dunque il ventaglio delle attività di interesse generale che possono essere
                          esercitate dagli enti del Terzo settore, che sono ben 26, rispetto alle 12 che erano previste per le Onlus dal Dlgs
                          460/1997. Le "nuove" attività ammesse spaziano dalle prestazioni sanitarie al turismo, dalla formazione
                          professionale alla radiodiffusione, dall' accoglienza umanitaria e integrazione dei migranti alla tutela del patrimonio
                          culturale e dell' ambiente. Tutto questo è coerente con la valorizzazione del ruolo e della partecipazione degli enti
                          non profit che il legislatore

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019           Pagina 19
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                          lunedì 24 febbraio 2020

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                                                                                   volontariato

                          ha voluto introdurre con il Codice del Terzo settore, ma le agevolazioni riconosciute a questo mondo vanno
                          conciliate con le norme europee a tutela del mercato interno e della concorrenza, perché negli stessi settori operano
                          anche imprese profit. Un altro punto sotto esame, sul quale è partito un tavolo di confronto tra Forum del Terzo
                          settore, agenzia delle Entrate e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è l' articolo 79
                          del Codice del Terzo settore, praticamente il cuore della parte fiscale della riforma (anche questo soggetto in parte al
                          via libera Ue). È l' articolo che stabilisce il confine tra le attività commerciali (quindi tassate) e quelle non
                          commerciali degli enti del Terzo settore. Anche su questo fronte si sta cercando una interpretazione condivisa, in
                          vista del dossier da inviare alla Ue, per evitare che la richiesta di autorizzazione torni indietro con "prescrizioni",
                          ovvero con la richiesta di correggere alcuni aspetti della riforma. L' affidamento dei servizi sociali Valgono 16 miliardi
                          di euro, secondo l' Anac, gli affidamenti di servizi sociali dalla Pa, avvenuti con contratti di appalto o concessione nel
                          2018. Un importo in crescita del 40% rispetto all' anno prima. Si tratta dell' 11% dell' importo totale dei contratti
                          pubblici. È in questo contesto che vanno a inserirsi le nuove procedure di collaborazione con la Pa previste dal
                          Codice del Terzo settore: co-programmazione, coprogettazione dei servizi e convenzioni, alle quali le
                          amministrazioni possono ricorrere «se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato» (articolo 56 del Codice). Il
                          consigliere di Stato Luigi Massimiliano Tarantino sottolinea che «la coprogettazione, il partenariato e le convenzioni
                          con la Pa sono legittimi quando il servizio è reso a titolo gratuito, cioè senza alcun profitto per gli operatori. Ma
                          quando il servizio non è gratuito - aggiunge - si applica il Codice dei contratti». Un punto di vista che ricalca l'
                          orientamento espresso dal CdS in due diversi pareri sulla riforma. Per orientare le amministrazioni locali su quale
                          strada seguire di volta in volta nell' affidare i servizi, Paolo Venturi, direttore dell' Associazione italiana per la
                          promozione della cultura della cooperazione e del non profit (Aiccon) suggerisce di adottare «un regolamento
                          leggero ma puntuale a livello nazionale da condividere con le Regioni e con l' Anci, anche per stimolare regolamenti
                          locali armonici». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 20
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                                                                                    volontariato

                          L' ente no profit svolge attività con fini di lucro

                          L' associazione culturale che consegua, nella propria attività di erogazione di
                          corsi formativi e professionali, anche uno scopo di lucro, non subisce l'
                          applicazione della normativa ordinaria sull' assoggettamento a imposte
                          dirette, potendo continuare ad applicare il regime di cui all' art. 143 e ss. del
                          Tuir laddove quel lucro comporti ricavi riutilizzati per il fine sociale e non
                          redistribuiti. È quanto osservato dalla Ctp di Campobasso con la sentenza n.
                          15/03/2020 con la quale ha accolto il ricorso di un' associazione culturale
                          contro gli avvisi di accertamento II.DD. che avevano colpito la stessa e i suoi
                          associati. Ciò che veniva in particolare contestato dai ricorrenti era l' errata
                          considerazione dell' ente quale soggetto esercente attività commerciale
                          laddove invece era lo scopo non lucrativo il fine ultimo della stessa, a cui
                          seguiva un trattamento fiscale diverso da quello imposto dall'
                          amministrazione finanziaria. Quest' ultima, infatti, disconosceva la natura
                          non commerciale dell' ente e il più favorevole trattamento fiscale previsto
                          dall' art. 143 del Tuir dal momento che l' associazione veniva considerata
                          come una classica impresa che esercitava l' attività con i tipici caratteri dell'
                          abitualità e professionalità ex art. 2195 c.c. La Ctp ha quindi individuato nell' art. 149 del Tuir la normativa di
                          riferimento dalla quale rintracciare i caratteri che avrebbero o meno comportato un riconoscimento della natura
                          commerciale dell' attività della ricorrente. Ciò che rilevava era però la tipologia di finalità perseguita dall' ente
                          associazione, peraltro ben evidenziata già nello statuto: difatti, venivano erogati corsi di formazione professionale,
                          accreditati anche presso la regione Molise, e ciò ben poteva essere effettuato anche con fine di lucro, purché lo
                          scopo sociale rimanesse rispettato e il relativo ricavo confluisse nel bilancio dell' ente senza possibilità di
                          distribuzione di utili. Il destinare il «lucro» eventualmente conseguito a finalità di sviluppo dell' attività stessa dell'
                          associazione, non ne escludeva pertanto il carattere no profit e quindi, in accoglimento dei ricorsi, il collegio
                          annullava gli accertamenti riconoscendo alla ricorrente la normativa di favore. Sussistevano infatti le condizioni per
                          cui il carattere non commerciale non poteva essere escluso e tali stesse circostanze non erano nemmeno state
                          oggetto di specifica contestazione da parte dell' Agenzia verificatrice. Nicola Fuoco () L' Associazione culturale T.,
                          nella persona del suo legale rappresentante, Dott. A. P. e i rispettivi associati () rappresentati impugnavano gli avvisi
                          di accertamento n. () notificatigli tutti dalla locale Agenzia delle entrate, al fine di recuperare, relativamente ai periodi
                          d' imposta 2011, 2012 e 2013 maggiori Ires e Irap a carico dell' associazione e Irpef, Add. Com. e Reg. a carico degli
                          associati (), esistono enti senza natura commerciale che perseguono finalità

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 21
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                          lunedì 24 febbraio 2020

                                                                                 Italia Oggi Sette
                                                                                      volontariato

                          sociali anziché prettamente economiche che vengono definite pertanto no profit e sono soggette a una disciplina
                          fiscale dedicata per via della diversa organizzazione aziendale. Una simile tipologia può configurarsi in diversi modi
                          in base alla natura e alla finalità da perseguire come per esempio le associazioni o, meglio, le fondazioni. Un' attività
                          per essere riconosciuta come no profit deve rispettare i parametri contemplati dall' articolo 2195 del codice civile
                          assimilabili ad attività commerciali ma che non si configurano come professionali o abitudinarie. () Diversamente da
                          quanto si possa ipotizzare, le no profit possono perseguire anche dei fini di lucro, purché vengano rispettati gli scopi
                          sociali e che i ricavi restino nei bilanci dell' ente, senza possibilità della distribuzione di utili ai soci. In effetti, la norma
                          di riferimento innanzi richiamata ( art. 149 dpr 917 del 1986) che va a regolare i limiti d' azione e le qualifiche di
                          questa tipologia di attività per mantenere il requisito non commerciale deve destinare il «lucro» conseguito per
                          finalità di sviluppo di attività sociali da mettere in atto. A conferma di quanto appena detto, il comma 3 indica l'
                          esenzione dei redditi ottenuti mediante raccolte fondi occasionali, anche in presenza di cessione di beni di modico
                          valore al donatore, in contesti di particolari ricorrenze o campagne informative; non vengono considerati imponibili
                          neppure i contributi ottenuti, per eventi istituzionali o comunque in conformità con l' interesse pubblico, da parte di
                          enti accreditati o dalla pubblica amministrazione.() Ciò premesso, la Commissione osserva che la T., avendo erogato
                          corsi di formazione () in linea con le disposizioni impartite dal richiamato art. 149 del Tuir () accreditata presso la
                          regione Molise per lo svolgimento di attività formative e professionali, si reputa necessario accogliere le istanze
                          proposte dai reclamanti. A riprova della rispondenza della attività svolte dalla T. all' interno dello statuto assembleare
                          resta in piedi lo scopo societario senza fine di lucro non smentito dall' Agenzia verificatrice ().

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