Comune di Russi domenica, 05 aprile 2020
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Comune di Russi
domenica, 05 aprile 2020
Prime Pagine
05/04/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna) 3
Prima pagina del 05/04/2020
05/04/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 4
Prima pagina del 05/04/2020
Economia e Lavoro
05/04/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 5
Alberi da frutta devastati L' allarme: «È crisi da gelo»
04/04/2020 Ravenna Today 6
Le gelate si sono portate via la frutta, Coldiretti: "Danni incalcolabili"
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
05/04/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 8 8
Il Comune di Russi lancia la colletta alimentare nei supermercati
05/04/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 6 9
Dispositivi di protezione Ravenna Holding ne dona 800 ai medici ravennati
05/04/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 36 10
Russi, consegnati i primi buoni «Abbiamo tante richieste»
05/04/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 31 11
Ieri 32 nuovi casi positivi, fra cui anche due minori
05/04/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43 12
Le comunità islamiche unite a sostegno del Covid hospital
05/04/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 36 13
Un furgone per i farmaci grazie a De Stefani
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
05/04/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 3 15
Pagamenti della Pa più veloci senza verifica fiscale sui creditori
05/04/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 3 17
Per enti locali e Regioni fondo da 5 miliardi e una cabina di regia per la ripartenza lenta
05/04/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 5 19
Mille pagine di norme per la gestione dell' emergenza[ § 1 § ]
domenica 05 aprile 2020
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 3[ § 2 § ]
domenica 05 aprile 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 4[ § 1 5 6 5 3 0 6 6 § ]
domenica 05 aprile 2020
Pagina 44
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Economia e Lavoro
Alberi da frutta devastati L' allarme: «È crisi da gelo»
Gravi danni in particolare in Bassa Romagna. Coldiretti: «Le istituzioni sostengano un comparto già compromesso da
cimice asiatica e Covid-19»
L' agricoltura, in particolare in Bassa Romagna, è stata letteralmente
martoriata dalle gelate tardive. Dopo quella pesantissima di fine marzo,
le ultime nottate sottozero hanno inferto il colpo mortale a frutteti e
coltivazioni sementiere. Mentre si teme il peggio anche per vigneti e ulivi,
Coldiretti Ravenna pone all' attenzione delle istituzioni la necessità di
interventi a sostegno del settore, già fortemente compromesso da
cimice asiatica e Coronavirus. «Il danno è principalmente economico
dato che assisteremo in pratica all' azzeramento delle produzioni di
albicocche, kiwi giallo, susine e a un forte ridimensionamento per
pesche, kiwi verde, orticole, sementiere, ma - puntualizza il presidente di
Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte - l' emergenza che ne deriverà sarà
senza dubbio anche sociale dato che oltre al mancato reddito aziendale,
ci troveremo a fare i conti con migliaia di stagionali che non troveranno
occupazione nelle fasi della raccolta che si sommeranno a quelli già
assunti dalle imprese per tutte le operazioni del momento e per la
diradazione, purtroppo non più necessarie". Coldiretti, dunque, lancia un appello alle istituzioni affinché "sostengano
un comparto, quello frutticolo e in più in generale agricolo che in queste settimane difficili sta facendo tanto per la
comunità garantendo i rifornimenti alimentari e la produzione della filiera agroalimentare, comparto che dopo la
cimice si trova alle prese con una 'crisi da gelo' che rischia davvero di provocare uno tsunami economico, con tutte
le ricadute occupazionali e sociali del caso". Dal monitoraggio effettuato da Coldiretti sul territorio provinciale
emerge un quadro a dir poco devastante. Le temperature notturne degli ultimi giorni, comprese tra -2 e -5, hanno
danneggiando in modo irreparabile i frutteti in piena fioritura. Partendo dalla collina si assiste a una perdita del 100%
su albicocco, pesco e kiwi giallo, del 50-70% sul kiwi verde. Evidenti, soprattutto a Riolo Terme, sono le sofferenze
nei vigneti con germogli danneggiati. Scendendo verso Faenza e la via Emilia le percentuali non migliorano: azzerate
le produzioni di pesche e nettarine, albicocche e kiwi giallo, - 70% per il kiwi verde. A Bagnacavallo il 100% dei
pescheti è danneggiato, stessa sorte per quelli di susine e kiwi, 90% per gli impianti di albicocchi, - 90% per quelli di
pere. Tra Lugo e Massa Lombarda perso il 100% delle drupacee (pesche, albicocche, susine), danni tra 50-60% sulle
pomacee (pere e mele) ma con una forte probabilità di problemi qualitativi (segni da gelo e buccia rugginosa). A
Russi cancellate le produzioni di pesco, albicocco, susine con danni anche a vigneti e coltivazioni da seme. Anche a
Ravenna niente da fare per la frutta e le produzioni sementiere.
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sabato 04 aprile 2020
Ravenna Today
Economia e Lavoro
Le gelate si sono portate via la frutta, Coldiretti: "Danni incalcolabili"
L' associazione degli agricoltori: "Tsunami sui campi, senza sostegno si rischia crisi economica, sociale ed
occupazionale"
1 Coronavirus e turismo, Confcommercio Ascom: "Ci rialzeremo più forti di
prima" 2 Arriva la vespa samurai per sconfiggere la cimice asiatica e salvare i
raccolti 3 Una delle notti più fredde degli ultimi mesi: il gelo causa grossi
danni all' agricoltura 4 Cassa integrazione, "A marzo un' esplosione che non
avrà paragoni nella storia" Video del giorno Il tuo browser non può riprodurre
il video. Devi disattivare ad-block per riprodurre il video. Spot Il video non può
essere riprodotto: riprova più tardi. Attendi solo un istante , dopo che avrai
attivato javascript . . . Forse potrebbe interessarti , dopo che avrai attivato
javascript . . . Devi attivare javascript per riprodurre il video. Dalla pianura alla
collina, l' agricoltura provinciale è stata letteralmente martoriata dalle gelate
tardive. Dopo quella pesantissima di fine marzo, le ultime tre nottate
sottozero hanno inferto il colpo mortale a frutteti e coltivazioni sementiere.
Mentre si teme il peggio anche per vigneti e ulivi, Coldiretti Ravenna pone all'
attenzione delle Istituzioni la necessità di interventi a sostegno del settore, da
sempre vitale per l' economia provinciale, e già fortemente compromesso
nella sua redditività da cimice asiatica e coronavirus. "Il danno è
principalmente economico dato che assisteremo in pratica all' azzeramento delle produzioni di albicocche, kiwi
giallo, susine e ad un forte ridimensionamento per pesche, kiwi verde, orticole, sementiere, ma - puntualizza il
Presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte - l' emergenza che ne deriverà sarà senza alcun dubbio anche
sociale dato che oltre al mancato reddito aziendale, ci troveremo a fare i conti con migliaia di stagionali che non
troveranno occupazione nelle fasi della raccolta che si sommeranno a quelli già assunti dalle imprese per tutte le
operazioni del momento e per la diradazione, a questo punto purtroppo non più necessarie". Coldiretti, dunque, lancia
un appello alle istituzioni a tutti i livelli affinché "sostengano un comparto, quello frutticolo e in più in generale
agricolo che in queste settimane difficili sta facendo tanto per la comunità garantendo i rifornimenti alimentari e la
produzione della filiera agroalimentare, comparto che dopo la cimice si trova alle prese con una 'crisi da gelo' che
rischia davvero di provocare uno tsunami economico, con tutte le ricadute occupazionali e sociali del caso". Dal
monitoraggio effettuato da Coldiretti sul territorio provinciale emerge un quadro a dir poco devastante. Le
temperature notturne, per tre notti di seguito comprese tra -2 e -5, hanno danneggiando in modo irreparabile i frutteti
in piena fioritura, da Casola Valsenio a Castiglione di Cervia passando per la Bassa Romagna e ancora una volta a
pagare il prezzo di questi sbalzi termici fuori stagione sono state le colture frutticole, già pesantemente provate dal
maltempo della settimana scorsa con il gelo che si è abbattuto nuovamente sulle piante nelle fasi delicate della
fioritura e della formazione dei
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sabato 04 aprile 2020
Ravenna Today
Economia e Lavoro
frutti compromettendo la futura raccolta. Partendo dalla collina si assiste ad una perdita del 100% su albicocco,
pesco e kiwi giallo, del 50-70% sul kiwi verde, mentre solo più avanti si potranno stimare i danni sugli ulivi e sugli
impianti di erba medica da seme. Già evidenti, soprattutto a Riolo Terme, sofferenze nei vigneti con germogli
danneggiati. Scendendo verso Faenza e la via Emilia le percentuali non migliorano: azzerate le produzioni di pesche
e nettarine, albicocche e kiwi giallo, - 70% per il kiwi verde. La ricognizione nel territorio di Bagnacavallo non fa
tornare il sorriso, anzi: 100% dei pescheti danneggiati, stessa sorte per quelli di susine e kiwi, 90% per gli impianti di
albicocchi, - 90% per quelli di pere. Tra Lugo e Massa Lombarda perso il 100% delle drupacee (pesche, albicocche,
susine), danni tra 50-60% sulle pomacee (pere e mele) ma con una forte probabilità di problemi qualitativi (segni da
gelo e buccia rugginosa). A Russi cancellate le produzioni di pesco, albicocco, susine con danni anche a vigneti e
coltivazioni da seme. Anche a Ravenna niente da fare per la frutta e le produzioni sementiere mentre pare tenga il
vigneto. Resistono anche gli impianti di noci e mandorli, comunque ancora complementari rispetto alle altre
coltivazioni. Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi disattivare ad-block per riprodurre il video. Spot Il video
non può essere riprodotto: riprova più tardi. Attendi solo un istante , dopo che avrai attivato javascript . . . Forse
potrebbe interessarti , dopo che avrai attivato javascript . . . Devi attivare javascript per riprodurre il video. "Davanti a
questa scenario desolante - conclude il Presidente Dalmonte - e alle possibili ricadute occupazionali che dai campi
andranno poi inevitabilmente ad allargarsi alle strutture cooperative, private e a tutto l' indotto, è evidente che si
rendono necessari interventi di sostegno perché a rischiare, oggi come oggi, non è solo un settore, bensì l' economia
ravennate nella sua totalità, dai produttori, ai lavoratori sino a tutto il sistema dei servizi ad essa connesso". Sostieni
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domenica 05 aprile 2020
Pagina 8
Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
Il Comune di Russi lancia la colletta alimentare nei supermercati
RAVENNA Il Comune di Russi organizza la colletta alimentare di generi di prima
necessità. Pasta, riso, biscotti, zucchero, sale, olio, caffè, latte a lunga
conservazione, prodotti per l' igiene personale: questi i beni che saranno
consegnati ai cittadini di Russi che si trovano in difficoltà. Nei supermercati di
Russi, Colletta alimentare a Russi Godo e San Pancrazio saranno presenti i
volontari reclutati dal Comune nella giornata di domani, martedì e mercoledì. Si
inizia alle 8 e si continua fino alla chiusura del supermercato. Eventuali alimenti
che do vessero rimanere saranno donati alla Caritas. Per informazioni si può
scrivere o telefonare all' area servizi alla cittadinanza (0544 587648 e
istruzione@comune.russi.ra.it)
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domenica 05 aprile 2020
Pagina 6
Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
Dispositivi di protezione Ravenna Holding ne dona 800 ai medici ravennati
RAVENNA Nell' ambito dell' emergenza Covid-19, Ravenna Holding, in accordo
con i soci Provincia di Ravenna e Comuni di Ravenna, Faenza, Cervia e Russi, ha
donato all' ordine dei medici della provincia di Ravenna 800 mascherine Ffp2, da
destinare ai medici di base, ai pediatri di li bera scelta e ai medici della continuità
assistenziale. Com' è ormai noto, si tratta di dispositivi di protezione individuale
che spesso scarseggiano e sono difficili da reperire e che sono fondamentali
per salvaguardare la salute di medici, infermieri e operatori sanitari. «Si tratta di
un importante e utile contributo operativo - commenta il sindaco Michele de
Pascale - essenziale per consentire ai nostri medici di lavorare in sicurezza.
Stiamo lavorando alacremente per concentrare le donazioni di dispositivi di
protezione sia alla sanità ospedaliera che a quella territoriale. Questo impegno
si integra con il fondamentale lavoro che sta svolgendo la Holding attraverso le
sue società nella gestione dell' emergenza». In questa fase emergenziale -
dichiara Carlo Pezzi presidente e amministratore delegato di Ravenna Holding -
«il gruppo, attraverso le sue società, in particolare Ravenna Farmacie, Azimut e
Aser, è pienamente operativo.Questo è il primo di una serie di contributi
concreti, che metteremo in campo sfruttando tutte le risorse del gruppo, a cominciare dalle straordinarie capacità
organizzative e logistiche di Ravenna Farmacie, che desidero ringraziare». Alla holding va il ringraziamento dell'
Ordine dei medici di Ravenna, Stefano Falcinelli.
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domenica 05 aprile 2020
Pagina 36
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
Russi, consegnati i primi buoni «Abbiamo tante richieste»
Il sindaco Palli: «Anche tanti cittadini 'sconosciuti' ai servizi sociali »
Russi ha distribuito i primi buoni alimentari governativi: 2.600 euro
complessivi consegnati a 26 famiglie, 22 delle quali 'sconosciute' ai
servizi. È di oltre 65mila euro l' importo che il Comune ha ricevuto dal
governo per sostenere con buoni alimentari cittadini in difficoltà
economiche a causa dell' emergenza Coronavirus. Da martedì mattina il
numero 0544 485850 a cui rivolgersi per informazioni o presentare la
richiesta per i buoni alimentari ha squillato incessantemente. «In questi
giorni gli uffici hanno ricevuto 110, 120 telefonate a mattina - spiega la
sindaca Valentina Palli (foto)-, forse qualcuna in meno venerdì,
comunque un' enormità per Russi». Per alleggerire il telefono, sul sito del
Comune è disponibile il modulo di accesso ai bonus. Basta scaricarlo,
compilarlo e inviarlo, anche non firmato se non si hanno stampante e
scanner, all' indirizzo mail sportellosociale4@comune.ra.it. Come per le
telefonate, dopo l' istruttoria, ognuno sarà richiamato. «Delle oltre 200
chiamate per cui è stata fatta l' istruttoria - spiega l' assessore ai servizi
sociali Monica Grilli -, 80 sono richieste per i buoni spesa. Abbiamo consegnato i primi, da 50 o 30 euro, e questa
settimana si continuerà con gli altri aventi diritto. La maggior parte degli interessati sono volti nuovi per i servizi
sociali». «Persone ignote ai servizi perché lavoravano - continua la Palli - fino a che il Coronavirus non ne ha imposto
la chiusura. Il problema è enorme, chiamano soprattutto famiglie e chi ha bimbi e che si ritrovano all' improvviso
senza entrate e magari con spese ingenti, pensiamo solo alla spesa per bimbi in età da pannolini e che magari
prendono il latte artificiale. I bonus spesa sono un aiuto in questa emergenza, chi si rivolge ai servizi non deve aver
timore di rimanere 'schedato', l' istruttoria è necessaria per capire cosa è successo e se la difficoltà è causata dal
momento, nessuna di queste persone sarà inserita in un circuito di assistenza sociale». Intanto domani parte la
colletta alimentare organizzata dal Comune di Russi. Nelle giornate di lunedì, martedì, mercoledì fuori dai cinque
supermercati Conad, Coop e Dipù a Russi, Godo e San Pancrazio ci saranno uno all' ingresso che consegnerà ai
clienti una sportina e l' elenco dei cibi necessari, l' altro all' uscita per il ritiro della spesa. Sono una trentina i volontari
coinvolti n quest' operazione. I viveri saranno depositati in Comune, dove si faranno pacchi per i cittadini in difficoltà.
«Vediamo come va - conclude la sindaca - conto sulla generosità dei russiani. E non escludo di ripetere l'
operazione». Molto apprezzata dalla cittadinanza il gesto dell' amministrazione comunale di disporre dei fiori a nome
di cittadini di fronte ai cancelli dei cimiteri, temporaneamente chiusi a causa dell' emergenza sanitaria. Claudia
Liverani.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 10[ § 1 5 6 5 3 0 6 8 § ]
domenica 05 aprile 2020
Pagina 31
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
il bilancio
Ieri 32 nuovi casi positivi, fra cui anche due minori
In provincia i casi di positività sono 688: 307 a Ravenna 105 a Faenza 48
a Lugo 46 a Cervia 25 a Bagnacavallo 19 a Russi e Castel Bolognese 17
ad Alfonsine 14 a Cotignola 12 a Fusignano 9 a Conselice e Massa
Lombarda 8 a Riolo Terme 5 a Solarolo e Brisighella 3 a Sant' Agata 2 a
Casola Valsenio 40 i decessi.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 11[ § 1 5 6 5 3 0 7 0 § ]
domenica 05 aprile 2020
Pagina 43
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
Bassa Romagna
Le comunità islamiche unite a sostegno del Covid hospital
Al via una raccolta fondi per supportare medici, infermieri, operatori sanitari e volontari
Le comunità islamiche della Bassa Romagna stanno raccogliendo fondi
a favore dell' ospedale di Lugo. Partecipano all' iniziativa le comunità
islamiche di Fusignano, Lugo, Bagnacavallo, Conselice, Massa
Lombarda, Cotignola, Lavezzola, Russi e Alfonsine: tutte insieme hanno
lanciato una raccolta fondi come Comunità Islamica del lughese perché,
come affermano, «ci sentiamo parte integrante delle nostre città e del
nostro paese. Il nostro è un gesto doveroso in questa emergenza.
Vorremmo dare il nostro supporto ai medici, infermieri, operatori sanitari
e volontari che stanno mettendo a rischio la loro vita per difendere tutti
noi». Il fondo raccolto verrà donato all' ospedale di Lugo, in modo,
proseguono, «che sia di aiuto ad affrontare questa difficile emergenza
generata dal Covid-19. È l' occasione per poter dare un vero contribuito a
questa terra che tanto ha dato a noi». Infine citano un versetto del
Corano: 'Quelli che donano i loro beni per la causa di Allah, sono come un
seme di grano da cui germogliano sette spighe, ognuna delle quali
contiene cento chicchi'». Questi i numeri a cui rivolgersi per le donazioni: Fusignano: 3280818363; Bagnacavallo:
393273428735; Alfonsine: 393202114998; Lugo: 393391322275; Massa Lombarda: 393284321257; Conselice:
393389846158; Cotignola: 393381552253; Russi: 393271529489; Lavezzola: 393297428976.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 12[ § 1 5 6 5 3 0 7 3 § ]
domenica 05 aprile 2020
Pagina 36
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
Un furgone per i farmaci grazie a De Stefani
Ravenna Holding invece ha donato all' Ordine dei medici 800 mascherine
Ravenna Holding, in accordo coi soci Provincia di Ravenna e Comuni di
Ravenna, Faenza, Cervia e Russi, ha donato all' Ordine dei medici della
provincia 800 mascherine FFP2, da destinare ai medici di Medicina
generale, ai pediatri di Libera scelta e ai medici della Continuità
assistenziale. «Questo è il primo di una serie di contributi concreti, che
metteremo in campo sfruttando tutte le risorse del gruppo, a cominciare
dalle straordinarie capacità organizzative e logistiche di Ravenna
Farmacie, che desidero ringraziare», ha detto Carlo Pezzi, presidente e ad
di Ravenna Holding. Intanto la concessionaria e officina autorizzata
Mercedes-Benz De Stefani, ha messo a disposizione un furgone Vito per
potenziare il servizio pronto farmaco, coordinato da Auser in
collaborazione con Comune e Azienda Sanitaria. «Facciamo parte di
questa comunità e questo era il minimo», ha spiegato Andrea Barbera.
Così l' Auser avrà a disposizione un ulteriore mezzo per poter
raggiungere i cittadini più colpiti dall' emergenza in atto, e per questo la
presidente Mirella Rossi ha ringraziato la concessionaria De Stefani. L' associazione culturale senegalese
Khatmyatou Ahmed Tidjanii (Ackat) con sede a San Pietro in Vincoli, ma con soci in tutta la Romagna, ha donato all'
ospedale di Ravenna 2.500 euro. L' associazione è presieduta da Ndiaye Mor Dia e ha come segretario generale Fall
Modou. L' Ackat raggruppa le associazioni senegalesi del territorio romagnolo e di alcune zone dell' Emilia. Ma le
dimostrazioni di solidarietà e aiuto per contrastare l' emergenza sono tante: 'Un pugno al Covid19' é il motto sotto il
quale associazioni, imprenditori, professionisti e singoli cittadini migranti nonché tanti soggetti ravennati e alcune
cooperative del territorio, guidate dall' associazione Terra Mia e Il Terzo Mondo Onlus, hanno avviato un' iniziativa di
raccolta fondi a sostegno dell' ospedale, affinché sia ancora più forte per riuscire a stendere al tappeto il Coronavirus
con un pugno. «Abbiamo deciso di unirci - spiega Charles Tchameni Tchienga, presidente di Terzo Mondo - perché la
forza è nell' unione». Per effettuare una donazione, basta un bonifico a questo iban:
IT32U0627013178CC0780010696, inserendo come causale: Un pugno al COVID-19, nome e cognome. Per chi
preferisce donare direttamente il denaro contattare l' associazione Il Terzo Mondo al 328 1455130. Infine, anche il
calcio giovanile sostiene il Santa Maria delle Croci. Tre associazioni sportive dilettantistiche, Mezzano, Giovanili
Santerno e Villanova hanno donato 600 euro per l' acquisto di materiale sanitario. «Siamo consapevoli che si tratta di
un piccolo contributo - dice Federico Succi, presidente della Giovanili
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domenica 05 aprile 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
Santerno, in rappresentanza delle tre realtà -, ma le nostre società hanno voluto fortemente partecipare alla gara di
solidarietà. Le piccole società sportive vivono grazie al volontariato, quindi ci rendiamo conto quanto il contributo di
tutti, seppure piccolo, possa portare ad un grande risultato».
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domenica 05 aprile 2020
Pagina 3
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Pagamenti della Pa più veloci senza verifica fiscale sui creditori
Misure in arrivo. Nel Dl liquidità anche sospensione dei termini per chi è in debito con il Fisco Il Mef studia un nuovo
sblocca debiti con prestiti statali gestiti da Cdp per liberare gli arretrati
MARCO MOBILI, GIANNI TROVATI - ROMA - L' esigenza di far affluire soldi
nei canali disseccati dell' economia italiana alle prese con il Coronavirus
può mettere nel cassetto l' esame di fedeltà fiscale che gli enti pubblici
devono effettuare sui propri fornitori prima di pagare le fatture sopra i 5mila
euro. La sospensione della verifica potrebbe entrare nel variegato
pacchetto fiscale che il governo sta costruendo per lo spin off del decreto
Aprile, atteso in un consiglio dei ministri ormai quasi inevitabilmente slittato
a lunedì. La mossa rappresenta uno degli snodi centrali del decreto, perché
si muove a cavallo fra i due principali temi guida delle nuove misure, fisco e
sanità. E completa il pacchetto di interventi per alleggerire gli obblighi
fiscali di chi è in debito con l' Erario. Tra le sospensioni in arrivo, infatti, si
lavora a quella per evitare i pignoramenti presso terzi così da evitare
almeno per i prossimi due mesi che la ex Equitalia possa mettere le mani
su conti correnti o su quinti degli stipendi. C' è poi anche quella che sblocca
i rimborsi anche per chi ha cartelle esattoriali di importo superiore a mille
euro. Anche in questo caso per i prossimi due mesi si potrà compensare la
somma a credito anche senza aver saldato il conto con l' agente della riscossione. Sui fornitori della Pa, invece, l'
idea è di bloccare nell' emergenza quello che nel gergo delle amministrazioni pubbliche è il "48-bis", cioè il
meccanismo della verifica fiscale disegnato appunto dall' articolo 48-bis introdotto nel testo unico delle imposte sui
redditi dal decreto Visco Bersani del 2006. Il meccanismo scritto nella norma antievasione impone agli uffici
finanziari delle pubbliche amministrazioni di pagare solo i fornitori fedeli agli appuntamenti fiscali, bloccando la
liquidazione delle fratture quando l' impresa ha in carico cartelle di pagamento non onorate. Verifica e blocco
scattano quando la fattura e le cartelle valgono almeno 5mila euro (fino al 2017 il limite era il doppio, 10mila euro).
Questo filtro fiscale è tornato nei monitor dei tecnici del Mef alla ricerca di strumenti per sostenere la liquidità delle
imprese per due ragioni. Prima di tutto perché tra le risorse bloccate di cui oggi le aziende hanno bisogno come il
pane ci sono i pagamenti arretrati delle Pubbliche amministrazioni, una montagna di fatture che negli ultimi anni si è
parecchio abbassata ma vale ancora 37 miliardi secondo le ultime stime del ministero dell' Economia (di questi,
poco meno di 30 miliardi sarebbero scritti in fatture già scadute). Metà della montagna riguarda pagamenti ai
fornitori del sistema sanitario, cioè proprio le aziende a cui spesso oggi vengono chiesti miracoli per consegnare a
ospedali e Asl gli
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domenica 05 aprile 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
strumenti indispensabili per combattere la pandemia. Ma a irrobustire l' ipotesi della sospensione per l' esame
fiscale c' è anche la crescente fatica organizzativa delle amministrazioni provate dallo Smart working, e nel caso
degli enti locali schiacciate dalla gestione dei bisogni sociali prodotti dal blocco economico. Il problema è che la
catena dei pagamenti si è interrotta in molti punti anche nei rapporti fra privati, e questi inciampi complicano la
fedeltà fiscale delle imprese che con meno entrate hanno problemi a versare puntualmente le tasse, con un effetto
domino che si chiude appunto con la verifica ex articolo 48-bis. Oltre che con le verifiche fiscali sugli appalti appena
confermate ad ampio raggio dall' agenzia delle Entrate. Ma una sua sospensione non basterebbe da sola a liberare i
pagamenti pubblici, perché a loro volta le Pa soprattutto locali stanno vedendo esaurirsi molte loro fonti di entrata.
Per questa ragione al Mef studiano anche una replica del decreto sblocca-debiti, con prestiti statali gestiti da Cdp per
liberare gli arretrati. Una mossa ambiziosa, che per essere tradotta in pratica ha però bisogno di altre emissioni
aggiuntive di titoli di Stato perché non ci sono soldi in cassa. Un bel problema, come sanno al Mef. A cavallo tra fisco
e sanità, infine, c' è anche l' idea di prevedere l' Iva agevolata del 5% per mascherine e i cosiddetti presidi Dpi. Con un'
avvertenza però: prevedere una norma che non consenta una manipolazione dei prezzi sul materiale sanitario,
altrimenti il vantaggio per gli speculatori sarebbe doppio grazie anche all' Iva agevolata. © RIPRODUZIONE
RISERVATA.
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domenica 05 aprile 2020
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Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
INCONTRO GOVERNO-AMMINISTRATORI
Per enti locali e Regioni fondo da 5 miliardi e una cabina di regia per la ripartenza lenta
Allo studio una dote di 3 miliardi per Comuni e Province, di 2 ai governatori
G.TR - Un fondo di emergenza e l' apertura di nuovi canali per la liquidità
saranno i due pilastri del capitolo enti territoriali nel decreto Aprile, che
arriverà «entro la prima metà del mese». Mentre nei correttivi al decreto
Marzo, com' è inevitabile visti gli spazi (assenti) di finanza pubblica,
troveranno spazio solo gli emendamenti "ordinamentali", che spostano in là
bilanci e adempimenti senza costare nulla. Nell' incontro di ieri con Regioni
ed enti locali il governo è tornato a parlare di soldi, cioè delle misure più
strutturali per dare un orizzonte più ampio dopo i 400 milioni arrivati per la
«solidarietà alimentare» dei Comuni. Ma anche le Regioni sottolineano il
loro ruolo di prima fila nel welfare, e chiedono di gestire direttamente il
Fondo nazionale per le politiche sociali (900 milioni per il 2019/2020). Ma
non solo. Perché il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia,
affiancato dai viceministri all' Economia Antonio Misiani e Laura Castelli, ha
proposto una cabina di regia che ha aiutato a stemperare le tensioni di
questi giorni con i presidenti di Regione nelle polemiche su sanità da
statalizzare e ordinanze da uniformare. Nell' organismo di coordinamento
dovrebbero trovare spazio governo, partiti di maggioranza e opposizione, enti territoriali e parti sociali. E il compito,
aggiunge Boccia, sarà di definire «modalità di ripartenza che saranno lente, lentissime, graduali, in sicurezza,
rigorose». E, possibilmente, lontane dal balletto di date che in questi giorni ha contribuito a disorientare le attese di
cittadini e imprese. Al centro delle attese di Regioni ed enti locali c' era ovviamente il capitolo finanziario. Su cui l'
incontro non ha prodotto cifre ufficiali. Ma il governo, per concretizzare le «risposte importanti» agli enti territoriali
evocate dal titolare degli Affari regionali, appare orientato a uno stanziamento pesante: le ipotesi parlano di 5
miliardi, divise fra gli enti locali (3 miliardi, tra i quali 500 milioni a Province e Città metropolitane) e le Regioni. La
trattativa con le Regioni viaggia anche sulla possibilità di utilizzare i fondi Ue non impegnati per l' emergenza. Ma sul
punto le rigidità mostrate soprattutto dal Sud sembrano escludere margini che vadano oltre a intese con lo Stato per
l' utilizzo concertato delle risorse. Si tratta di un' altra variabile su un decreto ancora tutto in movimento sulle somme
da destinare ai vari interventi e da finanziare con il deficit aggiuntivo. E la composizione del puzzle è indispensabile
per far trovare un assetto definitivo anche alle cifre da destinare agli enti territoriali. Una dimensione da cinque
miliardi non sarebbe però lontanissima dai primi calcoli sulla perdita di
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domenica 05 aprile 2020
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entrate prodotta dalla crisi. Che per i bilanci locali è variegata. Il crollo del mercato dell' auto preoccupa le Regioni,
che incassano il bollo, e soprattutto le Province, che nell' imposta di trasferimento hanno la loro principale entrata
fiscale. E che con le Città metropolitane rischiano di essere ancora una volta l' anello debole nella distribuzioine dei
fondi. Per i Comuni le perdite sono sparse in diverse voci, dai cosiddetti tributi minori (imposta di soggiorno,
occupazione del suolo pubblico e pubblicità) a quelli "maggiori" che non si riescono a riscuotere come la Tari. E che
dovrebbero essere oggetto di una sospensione su cui ancora va trovata la quadra definitiva: il Mef ha lavorato a uno
stop volontario, deciso dai singoli Comuni, fino al 30 novembre, ma parte della maggioranza preme per una
sospensione generalizzata, che potrebbe arrivare al 31 luglio per fermare comunque l' acconto Imu e Tasi. Sul punto
un problema in più è sollevato dai quasi 2 miliardi di Imu che lo Stato dovrebbe incassare da capannoni, centri
commerciali e alberghi: perché per ragioni contabili lo spostamento dei versamenti all' acconto, che scade il 16
dicembre, imporrebbe una copertura aggiuntiva, che non scatta invece per i versamenti prorogati fino a novembre. In
ogni caso il fondo aggiuntivo sarebbe accompagnato per gli enti locali da una dose aggiuntiva di anticipazioni di
liquidità, erogate da Cdp con garanzia statale, per compensare il mancato gettito fiscale da sospensione e venire
incontro ai problemi più generali delle casse locali. Per i bilanci preventivi e consuntivi è in arrivo un nuovo
slittamento al 31 luglio; per la proroga si dovrebbe provvedere con un emendamento al Dl 18.
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domenica 05 aprile 2020
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Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Mille pagine di norme per la gestione dell' emergenza
Il quadro. Cittadini e professionisti alle prese con i conflitti tra leggi, note e ordinanze di Stato, Regioni e Comuni Nella
conversione del Dl cura Italia una prima semplificazione
LUCA DE STEFANI, SAVERIO FOSSATI - Centinaia di disposizioni su migliaia
di pagine, amministrazioni pubbliche che in più di una occasione danno l'
impressione di annaspare nel gestire l' emergenza, cittadini che non sanno
bene se, quando, come e quanto allontanarsi da casa per passeggiare.
Governo e amministrazioni, in un crescendo di divieti e regole, hanno
cercato di far fronte alle difficoltà con una miriade di provvedimenti urgenti,
talvolta non coordinati tra loro. I ritmi della legislazione sono stati dettati
dalla situazione sanitaria sempre più difficile e dall' urgenza di mettere un
freno all' epidemia, tanto che anche alla «Gazzetta Ufficiale» sono state
imposte edizioni straordinarie, e uscite anche nei giorni festivi. Riordinare il
caos Il risultato è riportato nei dati sviluppati nella scheda qui a fianco, che
si riassumono in circa 234 provvedimenti di origine statale per oltre mille
pagine da leggere e studiare. Divise, certo, per settori. E poi si attendono i
due decreti "economici" di aprile ma soprattutto il maxiemendamento che il
Governo sta predisponendo per la legge di conversione del Dl 18/2020: è
qui che si sta lavorando per coordinare e superare decreti legge e altre
disposizioni emanate a tempo di record. Le norme si accumulano Il senso generale del messaggio normativo di
origine governativa si sintetizza, di fatto, per il cittadino comune, nello slogan «state a casa» ma la vita e il lavoro di
chi invece resta ad assicurare i servizi essenziali necessita sicuramente di qualcos' altro. Ed ecco il perché delle 22
ordinanze della Protezione Civile e delle 104 della Salute, tutte mirate ad affrontare e risolvere situazioni concrete
della massima urgenza ma, a volte, con qualche sovrapposizione. Il massimo della confusione, però, si è realizzato
in alcuni cortocircuiti tra Interno, magistratura, Regioni e Comuni: le ordinanze regionali, non moltissime ma spesso in
contrasto con le disposizioni statali (in Lombardia la stretta sui professionisti è stata rinnovata, in barba al Dl
19/2020), hanno formato un quadro medioevale di competenze esclusive (vere o presunte) solo parzialmente
regolate dall' ultimo Dl, il 19/2020. A Genova, poi, la Procura della Repubblica dettava regole per la rilevazione
dell'(allora) reato di violazione delle disposizioni dell' autorità in relazione alla distanza cui fosse stato lecito
approvvigionarsi di alimentari, mentre quella di Parma decideva di sequestrare l' auto a chi girava senza motivo. E l'
Interno, in un coro di disapprovazione, ha stabilito, da ultimo, che si può uscire con i bambini per fare due passi. A
livello municipale, poi, in molti Comuni le ordinanze che impongono la sanificazione dei condomìni stanno gettando
nel panico amministratori, con i conti correnti in rosso e senza possibilità di chiedere
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domenica 05 aprile 2020
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Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
soldi ai condòmini. I professionisti Le attività dei professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati,
architetti eccetera) sono tra quelle i cui confini sembrano ancora più complicati. Non sono sospese le attività a
porte chiuse(almeno fuori dalla Lombardia) ma, per limitare il diffondersi del virus, in molti casi, sono state
incentivate le ferie dei dipendenti e adottate modalità di lavoro agile. In queste situazioni è già parecchio difficile la
gestione ordinaria delle attività (come la contabilità, le paghe, la revisione, i rilievi). Tra l' altro, le troppe gestioni
previdenziali dell' Inps, che spesso si sovrappongono (ad esempio, gli artigiani e i commercianti con la gestione
separata), hanno obbligato il legislatore a prevedere vari articoli per l' indennità dei 600 euro e ancora oggi non è del
tutto chiara la platea di chi può beneficiarne. Peraltro, non è stata data la possibilità agli intermediari di effettuare le
domande per i loro clienti sul sito dell' Inps, già preso d' assalto per gli altri incentivi collegati al coronavirus,
soprattutto per la cassa integrazione. Le norme, le interpretazioni e le dichiarazioni politiche, poi, non hanno spesso
una direzione univoca. Si pensi, per fare un esempio che può valere anche per altre situazioni, al credito d' imposta
del 60% per i canoni di locazione di marzo 2020 per i «negozi» (categoria catastale C/1). Da un lato, esponenti di
Governo vorrebbero estendere l' agevolazione anche agli uffici e ai capannoni, mentre dall' altro l' agenzia delle
Entrate, con una circolare di venerdì ha bocciato ogni allargamento e ha subordinato l' incentivo al pagamento
effettivo dell' affitto. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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