Comune di Russi martedì, 07 gennaio 2020
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Comune di Russi
martedì, 07 gennaio 2020
Prime Pagine
07/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna) 3
Prima pagina del 07/01/2020
07/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 4
Prima pagina del 07/01/2020
Cronaca
06/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 32 5
Alle 15 al centro Porta Nova concerto del coro San Pier Damiani
Cultura e Turismo
07/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 34 6
Arte a Lugo, diverse esposizioni visitabili in questi giorni
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
07/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 6 7
La Befana vola dal mare alla città con doni estrazioni e beneficenza
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
07/01/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 6 9
Green new deal, piano da 33 miliardi
07/01/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 20 M.Cap. 11
Bollo, versamenti su PagoPA e archivio (finalmente) unico
07/01/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 22 Massimo Romeo 13
Alla fine del leasing l' Imu torna onere del locatore
07/01/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 22 Claudio Tucci 15
Fino al 31 gennaio 1,5 milioni di ragazzi alla scelta della scuola
07/01/2020 Italia Oggi Pagina 37 MARCO NOBILIO 17
Contributi salvi fino al 2022
07/01/2020 Italia Oggi Pagina 38 CARLO FORTE 19
Risolvere le controversie nella scuola senza ricorrere al giudice Il ddl del M5s è bloccato al senato. Che si appella al governo[ § 1 § ]
martedì 07 gennaio 2020
Corriere di Romagna (ed. Ravenna)
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 3[ § 2 § ]
martedì 07 gennaio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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lunedì 06 gennaio 2020
Pagina 32
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Cronaca
RUSSI
Alle 15 al centro Porta Nova concerto del coro San Pier Damiani
Alle ore 15, presso il Centro Porta Nova di via Aldo Moro a Russi,
concerto del coro San Pier Damiani diretto da Daniela Peroni. Ingresso a
offerta libera
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martedì 07 gennaio 2020
Pagina 34
Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
Cultura e Turismo
Arte a Lugo, diverse esposizioni visitabili in questi giorni
LUGO Sono numerose le esposizioni in programma in questi giorni. Fino a
venerdì è visitabile nel Chiostro del Carmine la mostra della donazione di
Giuseppe Rustichelli a dieci anni dalla sua scomparsa. Detto Rustico, lughese di
nascita, a Roma completa gli studi e tra il 1936 e il '40 entra in contatto con
diversi artisti, tra i quali Fazzini, Mazzacurati, Gut tuso e Martini. Come architetto
svolge un' intensa attività di progettista, realizzando edifici pubblici come la
Fabbrica Everest di Fusignano, la scuola elementare di Russi, il Liceo scientifico
e il Padiglione dell' ospedale di Lugo e Villa Mazzari a Lugo. La mostra è
visitabile negli orari di apertura del complesso del Carmine. È invece aperta fino
a domenica alle Pescherie della Rocca la mostra dedicata alla collezione d' arte
del '900 di Giovanni Corelli Grappadelli. Le opere, composte da tele e sculture,
danno la possibilità di ammirare uno spaccato di arte contemporanea, da Felice
Casorati all' informale, fino alla Transavanguardia e oltre. La mostra, a cura di
Beatrice Buscaroli, èvisitabileilgiovedìe ilvenerdì ore 16-18 e il sabato e la
domenica 10-12 e 16-18. Arte anche a Voltana a Villa Ortolani (piazza dell'
Unità) con l' esposizione che riunisce le immagini sulla luna realizzate da Mirco
Villa, Fabrizio Melandri, Alfredo Lolli e Maria Lanotte. La mostra è aperta fino all' 11 gennaio dal lunedì al sabato ore
8.30-13 e il giovedì anche dalle 15.30 alle 18. C' è infine tempo fino al 31 gennaio per visitare la mostra di componenti
di arredo e design di Anna Baraldi alla Banca Mediolanum di piazza Baracca 1, visitabile nell' apertura degli uffici.
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martedì 07 gennaio 2020
Pagina 6
Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
I MIGLIORI MOMENTI DELL' EPIFANIA
La Befana vola dal mare alla città con doni estrazioni e beneficenza
Dagli eventi a Marina di Ravenna, con il molo gremito di persone all' estrazione della lotteria dei donatori in piazza
San Francesco
RAVENNA Per l' Epifania feste e doni tra mare e città. Tra i lidi ravennati la
Befana ha fatto la sua comparsa a Marina di Ravenna, per esempio, al Bacino
Pescherecci sono state distribuite calze piene di dolci a tutti i bimbi durante l'
evento "La Befana Vien Dal Mare", mentre ai più grandi è stato offerto vin brulè
e panettone. A Punta Marina, invece, il Vanity Cafè ha ospitato domenica "La
Banda Delle Befane" e uno spettacolo di Circo Comico, dando anche caramelle
e simpatici omaggi ai piccoli partecipanti. Festa anche a Russi, dove il coro di
San Pier Damiano ha dato vita al concerto "Arriva La Befana", diretto da Daniela
Peroni. Per quanto riguarda la città di Ravenna, all' Almagià è stata stata
organizzata una grande festa, tra laboratori, spettacoli teatrali, una buona
merenda e l' arrivo della Befana "in persona". A tutti i partecipanti è stato chiesto
di portare un piccolo dono, che la Befana stessa ha ridistribuito tra i presenti,
promuovendo il progetto di Riuso Urbano che il Teatro Del Drago, spesso
impegnato in rappresentazioni sul palco delle vecchie artificerie, porta avanti da
anni. Alle 16.30, al Villaggio di Natale in piazza San Francesco, poi, sono stati
estratti i numeri vincenti della tradizionale Lotteria della Befana patrocinata da
Ad vs Ravenna. Il vincitore si è portato a casa nientemeno che un' automobile nuova: una Ford Fiesta bianca (ad
aggiudicarsi il primo premio, il biglietto 06300). E via a sfilare tutti gli altri premi, un buono pesa da 700 euro all'
agenzia Millepiedi Travel (biglietto 01336), e un buono spesa da Mediaworld da 300 euro (biglietto 05669). Tutte le
altre estrazioni sono consultabili sul sito www.advsravenna.it oppure contattando la segreteria dell' associazione
tutti i giorni dalle 8 alle 13.30 al numero telefonico 0544/403462. L' intero ricavato della vendita dei biglietti verrà
devoluto alla promozione della donazione di sangue. In più, ancora una volta diversi volontari travestiti da Befana
han no regalato caramelle e dolci ad ogni bambino. Di beneficenza ha fatto parlare anche gli uomini della divisione
Forestale dei Carabinieri, che sempre ieri hanno visitato i reparti di Pediatria ravennati e di tutta Italia, oltre che in
diverse case famiglia. Attraverso esperienze di gioco, i bambini hanno avuto la possibilità di interagire con gli uomini
dell' Arma, passando una giornata divertente e attiva. In futuro, se le loro condizioni di salute lo permetteranno, gli
stessi giovani potranno intraprendere delle attività all' aria aperta, in una delle diverse riserve forestali gestite dai
Carabinieri. Infine, domenica nella chiesa di San Paolo, alla presenza del sindaco Michele De Pascale, del
vicesindaco Eugenio Fusignani e del presidente di Ascom Confcommercio Mauro Mambelli, si è tenuta la Befana del
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martedì 07 gennaio 2020
Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
mercato cittadino.
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martedì 07 gennaio 2020
Pagina 6
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Green new deal, piano da 33 miliardi
Il fondone. Nella legge di bilancio 21 miliardi in 15 anni: potranno essere meno grazie a intese con Cdp, Bei e banche
Ministero dell' Ambiente. La sfida già iniziata è l' attuazione di tutti i fronti aperti: Dpcm e Cipe per assegnare le
risorse
Giorgio Santilli - È in rampa di lancio il new green italiano. Nei primi quattro
mesi del governo Conte 2 sono state approvate la legge sul clima, il decreto
Salvamare e la norma sul riciclo (end of waste). I prossimi passi saranno
collegato ambientale, Piano nazionale energia e clima, Ddl Cantiere
Ambiente sul dissesto e recepimento delle direttive Ue sull' economia
circolare. Senza parlare delle leggi che in Parlamento stanno cercando un
accordo M5S-Pd, come quella sull' acqua e quella su consumo del suolo e
rigenerazione urbana. Mentre il Dpcm che ripartisce fra 236 interventi in
tutta Italia 362 milioni per il piano 2019 sul dissesto idrogeologico è stato,
inviato, dopo due anni di faticoso iter, dal ministero dell' Ambiente alla
Presidenza del Consiglio per il varo definitivo. Ma il governo ha anche
stanziato con la legge di bilancio risorse che ora devono essere
rapidamente messe a disposizione: 33 miliardi da spendere in 15 anni ma
da programmare subito per partire rapidamente. A queste vanno aggiunte
le risorse che sarà possibile recuperare con l' emissione di titoli di Stato
green, pure previsti dalla legge di bilancio: obbligazioni verdi per finanziare
investimenti per il contrasto al cambiamento climatico e la protezione dell' ambiente. Una massa enorme di
interventi attuativi su cui si misurerà la concretezza del piano di governo. Ma quali sono i capisaldi finanziari di
questo piano? Si lavora già ai criteri per assegnare le risorse del fondo per gli investimenti green su cui transiteranno
20,8 miliardi fino al 2034. È il cuore del piano di investimenti, rafforzato in legge di bilancio dalla possibilità (per
ampliare i contributi e anche anticiparli nel tempo) di stipulare accordi con Bei, Cdp e sistema bancario. Le priorità
del "fondone" - che saranno definite con «uno o più Dpcm» su proposta del Mef e dei ministeri competenti - saranno
economia circolare, decarbonizzazione, riduzione delle emissioni, risparmio energetico, sostenibilità ambientale e
«programmi di investimento per progetti di carattere innovativo». Bisogna aggiungere che questo "fondone" è il terzo
della serie dopo i due per le infrastrutture delle amministrazioni centrali e delle amministrazioni locali creati dai
governi Renzi e Gentiloni e ora orientati - dal Conte 2 - a politiche infrastrutturali sosteinibili. Le risorse per il Green
new deal non finiscono, però, con il fondone. I comuni avranno una dotazione di 400 milioni l' anno dal 2025 al 2034
(totale 4 miliardi) facilmente spendibili con il "modello spagnolo" per opere di edilizia pubblica, inclusi manutenzione
e sicurezza ed efficientamento energetico, manutenzione della rete viaria, dissesto idrogeologico, prevenzione del
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martedì 07 gennaio 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
rischio sismico e valorizzazione. Gli enti locali, nel periodo 2020-2034, disporranno anche di tre miliardi per
interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento
energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale, nonché per investimenti di messa in
sicurezza di strade. Ci sono poi i contributi alle regioni a statuto ordinario per investimenti volti alla realizzazione di
opere per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, per interventi in viabilità, per lo sviluppo di sistemi di
trasporto pubblico ecologici, per la rigenerazione urbana e la riconversione energetica verso fonti rinnovabili, per le
infrastrutture sociali e le bonifiche ambientali dei siti inquinati. Qui parliamo di circa 5miliardi e mezzo nel periodo
2021-2034 che pure vanno pianificati identificando un filo rosso per non disperdere e frammentare le risorse in un'
azione a basso effetto. Altri 462 milioni (33 milioni l' anno dal 2020 al 2023 e 66 milioni di euro dal 2024 al 2028)
serviranno a finanziare la partecipazione italiana alla ricostituzione del «Green Climate Fund». Entro il prossimo anno,
sarà inoltre istituita presso il Ministero dell' Ambiente una Commissione per lo studio e l' elaborazione di proposte per
la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, le cosiddette tax expenditure
ambientali. Fondi anche per la progettazione (preliminare e definitiva) degli interventi di bonifica di beni contaminati
da amianto: 4 milioni di euro aggiuntivi per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 ed estensione anche agli interventi
di bonifica delle navi militari. I comuni dovranno convertire almeno il 50 per cento dei loro mezzi di servizio con
veicoli alimentati ad energia elettrica, ibrida o a idrogeno. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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martedì 07 gennaio 2020
Pagina 20
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
TASSA AUTOMOBILISTICA
Bollo, versamenti su PagoPA e archivio (finalmente) unico
Pagamenti cumulativi anche per il noleggio lungo, con responsabilità solidale
M.Cap.
Per i cittadini cambia poco, anche se n' è parlato molto. Cambia molto di
più per le Regioni, alcune delle quali faranno fatica a far quadrare i bilanci.
Sono gli effetti dell' articolo 38-ter, introdotto nel decreto fiscale (Dl
124/2019) in sede di conversione per far transitare tutti i pagamenti del
bollo auto sul circuito PagoPA. La norma (all' articolo 51) prevede anche
una banca dati antievasione unica, che si affianchi a quelle regionali;
descritta come una rivoluzione, in realtà esiste da vent' anni ma non ha mai
funzionato bene; ora dovrebbe andare a regime. L' articolo 53 estende poi
al noleggio a lungo termine la possibilità di pagamenti cumulativi già
prevista per il leasing e destina il gettito alla Regione di residenza dell'
utilizzatore. Il PagoPA Il PagoPA non fa altro che ampliare la gamma di
modalità di versamento. Dopo un 2019 di rodaggio, tutti i circuiti attraverso
cui era ammesso pagare il bollo auto (principalmente uffici postali, agenzie
di pratiche automobilistiche convenzionate, uffici dell' Aci, tabaccherie e
alcuni istituti bancari) sono entrati pienamente del sistema. Affiancandosi
ad altri canali di pagamento, sia fisici sia virtuali, già presenti in PagoPA e
predisposti da vari prestatori di servizi di pagamento (i Psp): sportelli bancari, home banking (accessibile ricercando
le voci C-Bill o PagoPA), postazioni Bancomat (dette Atm) abilitate, punti Sisal e Lottomatica e alcune app di
pagamento come per esempio Bancomat Pay, Satispay e Telepass Pay. La novità più importante, che ha spinto
verso l' adozione generalizzata del sistema, è che esso consente sempre di accreditare il pagamento direttamente
all' amministrazione beneficiaria. In materia di bollo auto questo cambia gli equilibri fra le Regioni: finora i pagamenti
finivano in prima battuta nelle casse di quella sul cui territorio venivano effettuati. Solo in un secondo momento
venivano riversati alla Regione di residenza del contribuente, operazione problematica: avveniva non in automatico,
ma con compensazioni faticosamente determinate con accordi tra le Regioni su partite anche diverse dal bollo auto.
Con trattative politiche, approssimazioni di calcolo, ritardi nel trasferimento effettivo dei fondi e altri problemi. La
banca dati unica Nell' articolo 51 del decreto fiscale è stato inserito in sede di conversione il comma 2-bis, che
"riporta" nel sistema informatico del Pra, gestito dall' Aci, i dati sui versamenti del bollo auto. Era dal 1998 che all' Aci
era stato sottratto il monopolio nazionale, per affidarlo alla gestione delle Regioni con il coordinamento dell' allora
ministero delle Finanze. Per questo era stato costituito un archivio nazionale (lo Sgata), da far "colloquiare" in tempo
reale
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martedì 07 gennaio 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
con quelli regionali. Il sistema non ha mai funzionato, a causa di scelte sbagliate nell' organizzazione delle
strutture regionali, inerzie, personalismi e scontri di potere. Sullo sfondo, la pluridecennale lotta di sopravvivenza tra
Aci e Motorizzazione. In un ventennio, i risultati concreti sono stati evasione da un lato e cartelle pazze dall' altro.
Come quando non c' era l' informatica. Tutto ciò ha favorito un ritorno dell' Aci. Dapprima come gestore
convenzionato in varie singole Regioni. Ora con un ruolo nazionale. Ci si aspetta che questo crei le condizioni
affinché il sistema funzioni. Ma prima manca un disciplinare attuativo del decreto fiscale. Flotte aziendali Dal 15
agosto 2009 era possibile per le Regioni autorizzare versamenti cumulativi da parte delle società di leasing. Dal 1°
gennaio scorso ciò vale anche per le flotte in noleggio a lungo termine, inteso come contratto di durata pari o
superiore a 12 mesi. Ai fini del raggiungimento di questa soglia, può contare anche l' eventuale stipula di più contratti
di durata inferiore, purché consecutivi e sempre sullo stesso veicolo. Il caso di pagamento cumulativo è l' unico in
cui ora per legge c' è responsabilità solidale tra la società di leasing o noleggio e l' utilizzatore (che si ritiene essere il
soggetto riportato sui relativi contratti (quello di locazione finanziaria registrato al Pra e quello di locazione a lungo
termine annotato nell' Anagrafe nazionale dei veicoli). © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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martedì 07 gennaio 2020
Pagina 22
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
CTP LOMBARDIA
Alla fine del leasing l' Imu torna onere del locatore
La pronuncia si basa sulla differenza tra tassa e imposta
Massimo Romeo
Nel leasing l' Imu ritorna al locatore alla scadenza del contratto
indipendentemente dalla riconsegna del bene da parte del locatario. La
sentenza dei giudici provinciali milanesi ( 5240/2019 del 03 dicembre 2019 -
presidente e relatore Pilello) si esprime su un tema che negli ultimi tempi è
stato molto dibattuto in dottrina e che riscontra nella giurisprudenza di
merito e di legittimità (si veda «Il Sole 24 Ore» del 13 settembre 2019 e il
Quotidiano del Fisco del 25 settembre 2019) interpretazioni divergenti. Si
afferma, nell' ipotesi di risoluzione del contratto ( per inadempimento o per
naturale scadenza), in alcuni casi la soggettività passiva dell' utilizzatore
del bene concesso in leasing ( locatario) fino alla materiale riconsegna del
bene locato, altre volte si evidenzia la soggettività passiva in capo al
locatore dalla scadenza contrattuale e indipendentemente dalla materiale
riconsegna del bene. Un istituto di credito impugnava un avviso di
accertamento Imu emesso dal comune e notificatole dalla società
concessionaria dell' ente locale. La pretesa era da ricondurre all'
acquisizione di un immobile sito nel comune e da concedere in leasing;
operazione effettuata da una società finanziaria, poi acquisita dalla ricorrente, nell' interesse di altra società,
conduttrice dell' immobile. Il focus della controversia consisteva nel fatto che nell' annualità in contestazione il
cespite era ancora nella disponibilità e nel godimento esclusivo del locatario (il contratto era stato risolto per
inadempimento del conduttore ma "rimasto in vita" ai soli fini Imu mancando la materiale riconsegna dell' immobile).
Secondo la tesi della ricorrente il conduttore dell' immobile doveva continuare ad essere considerato soggetto
passivo stante il perdurare del godimento dello stesso, acquisito in leasing in un regime di sostanziale ultrattività del
rapporto contrattuale di locazione. La differenza tra l' imposta e la tassa, secondo i giudici, risulta necessaria per
tentare di dipanare la confusione ingeneratasi in materia di Imu (imposta). In relazione alle tasse, il beneficiario del
servizio pubblico è il conduttore (o meglio l' occupante) dell' immobile, anche se privo di titolo di possesso. Non è
così per l' imposta Imu. L' articolo 9 del Dlgs 23/2011 quando si appresta ad elencare i soggetti passivi vi
ricomprende tutti i titolari di diritti reali su beni-patrimonio, tanto da includervi anche immobili da costruire o in corso
di costruzione concessi in locazione finanziaria. In questo ultimo caso la norma precisa che soggetto passivo Imu è
il locatario «per tutta la durata del contratto». Espressione da intendersi, secondo i giudici, come «finché è in vita il
contratto di leasing»; non pare corretto sostenere , chiosa la Ctp, che un contratto di leasing risolto per inadempienza
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martedì 07 gennaio 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
del locatario possa essere considerato ancora in vita, anche se ai soli fini Imu, per la mancata consegna dell'
immobile. Con la risoluzione del contratto di leasing, la proprietà ritorna in testa alla società di leasing che potrà
attivare più strumenti giuridici sia per entrare in possesso del bene occupato senza titolo dall' ex locatario, sia per
rivendicare i danni conseguenti alla mancata riconsegna dei bene, ivi compreso il pagamento dell' Imu. ©
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martedì 07 gennaio 2020
Pagina 22
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
ANNO 2020-2021
Fino al 31 gennaio 1,5 milioni di ragazzi alla scelta della scuola
La neo ministra Azzolina: «Da considerare mercato del lavoro e inclinazioni»
Claudio Tucci
Il conto alla rovescia è terminato. Da questa mattina alle ore 8, e fino alle
ore 20 del 31 gennaio, è possibile iscrivere gli studenti al nuovo anno
scolastico, il 2020/2021. La procedura, rinnovata nel 2012 dall' ex ministro
Francesco Profumo, è sempre via web tramite il portale Iscrizioni online
nelle scuole statali, in quelle paritarie che hanno scelto questa opzione e
nei centri di istruzione e formazione professionale delle Regioni aderenti
(Calabria, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia,
Toscana, Umbria e Veneto). Per le scuole dell' infanzia la domanda è
invece cartacea. Le operazioni interessano circa 1,5 milioni di famiglie e
ragazzi; chiamati a segnarsi alla prima classe di ogni ciclo scolastico; dal
secondo anno in poi questo adempimento avviene in automatico (lo fa,
cioè, direttamente l' istituto). «Le iscrizioni sono un momento importante
per studenti e famiglie - sottolinea al Sole24Ore la neo ministra designata
dell' Istruzione, Lucia Azzolina, oggi al lavoro nei propri uffici per garantire la
continuità dell' amministrazione -. Soprattutto per chi deve scegliere la
scuola di secondo grado e cominciare ad affacciarsi al proprio futuro,
anche lavorativo. A questo proposito va ricordato con chiarezza ai ragazzi e ai loro genitori che non esistono scuole
o indirizzi di serie A e serie B. Abbiamo un sistema che va migliorato, ma che funziona. A chi deve scegliere dico:
fatelo in base alle vostre aspirazioni e inclinazioni, ma con un occhio anche al mercato del lavoro». Il primo passo,
già attivo dallo scorso 27 dicembre e per il tutto il mese di gennaio, è la registrazione al sito ministeriale,
www.iscrizioni.istruzione.it. Per farla, occorrono due cose: una mail personale e un documento, con il codice fiscale,
da tenere a portata di mano. Chi ha già effettuato la registrazione negli anni precedenti (ad esempio, per iscrivere un
precedente figlio) può recuperare le credenziali utilizzate in passato. Tutto è ancora più facile per chi ha una identità
digitale Spid (Sistema pubblico di identità digitale): in questo caso l' accesso è diretto. Le famiglie sprovviste di
internet o in difficoltà potranno recarsi a scuola, dove saranno aiutate nell' operazione. Terminata la registrazione,
scatta l' iscrizione online vera e propria (è bene prendersi tutto il tempo necessario, non è un click day). Per
effettuarla, bisogna scegliere l' istituto (utili informazioni si possono trovare sul portale Scuola in Chiaro). È
necessario, poi, procurarsi il codice meccanografico della scuola di riferimento per poterlo inserire nella domanda. In
caso di richieste in eccesso l' alunno viene reindirizzato verso le altre scuole indicate in sede di domanda: si possono
elencare, in tutto, fino a tre istituti, in ordine di preferenza. Nella domanda
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martedì 07 gennaio 2020
Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
si può indicare anche l' orario settimanale, compreso il tempo pieno o quello prolungato, che sarà concesso solo
se servizi e strutture lo consentono. Le famiglie possono seguire via mail l' iter. E saranno avvisate dell' accettazione,
senza doversi recare a scuola. Se si sbaglia a procedura di iscrizioni aperta, si contatta l' istituto a cui è stata inoltrata
la domanda, chiedendone la restituzione, e dopo le modifiche, la si inoltra di nuovo. Se si cambia idea prima dell'
inizio del nuovo anno o ad anno inoltrato, la famiglia deve chiedere il nulla osta per ottenere il trasferimento. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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martedì 07 gennaio 2020
Pagina 37
Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
La norma nel milleproroghe consente la regolarizzazione. Valide le graduatorie Afam
Contributi salvi fino al 2022
Posizioni incomplete con il passaggio da Inpdap a Inps
MARCO NOBILIO
Contributi previdenziali del personale della scuola, maturati fino al 2015, salvi
fino al 2022. È una delle novità contenute nel decreto legge milleproroghe (dl
162/2019) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 305 del 31 dicembre scorso. Il
disegno di conversione del provvedimento è stato assegnato alla camera in
prima lettura il 3 gennaio scorso (C 2325). E dovrà essere convertito in legge
entro 60 giorni a pena di decadenza. La norma di riferimento della proroga
del termine di prescrizione è l' articolo 11, comma 4, che sostituisce il
comma 10-bis dell' articolo 3 della legge 335/95. Il decreto è entrato in vigore
il 31 dicembre e comporta lo slittamento in avanti di un anno dei termini di
prescrizione dei contributi per i periodi retributivi dovuti fino al 2014.
Pertanto, si applica automaticamente ai periodi retributivi compresi fino alla
data del 31 dicembre 2015. La proroga riguarda la contribuzione dovuta per i
dipendenti delle amministrazioni dello stato, compresi gli istituti e scuole di
ogni ordine e grado e le istituzioni educative. Sono da comprendere in
questo ambito anche le accademie e i conservatori statali. Pertanto, la
contribuzione per i periodi retributivi fino al 31 dicembre 2015, può essere
versata entro il 31 dicembre 2022. Mentre quella per periodi che decorrono dal 1° gennaio 2016, invece, rimarrà
soggetta ai termini ordinari di prescrizione quinquennali. In particolare «per le gestioni previdenziali esclusive e per i
fondi per i trattamenti di previdenza, trattamenti di fine rapporto e trattamenti di fine servizio, amministrati dall' Inps
cui sono iscritti i lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165» si legge nel nuovo comma 10-bis dell' articolo 3 delle legge 335/95 «i termini di prescrizione riferiti agli obblighi
relativi alle contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria afferenti ai periodi di competenza fino al
31 dicembre 2015, non si applicano fino al 31 dicembre 2022, fatti salvi gli effetti di provvedimenti giurisdizionali
passati in giudicato nonché il diritto all' integrale trattamento pensionistico del lavoratore». La proroga si è resa
necessaria perché dopo il passaggio dalla gestione previdenziale Inpdap all' Inps le posizioni contributive di molti
docenti e non docenti spesso risultano incomplete. E ciò avrebbe potuto determinare responsabilità a carico delle
amministrazioni interessate, anche di natura patrimoniale, se accertate in sede di contenzioso. Il decreto
milleproroghe prevede anche norme che riguardano l' università. L' articolo 6, comma 3, prevede, una sanatoria per il
contenzioso riguardante gli ex lettori di lingua
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martedì 07 gennaio 2020
Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
straniera, prorogando al 30 giungo 2020 il termine per la stipula, per ogni ateneo, del contratto integrativo per le
retribuzioni di questa tipologia di personale. E per i conservatori e le accademie l' articolo 6, comma 2, del
milleproroghe dispone una proroga di ulteriori due anni accademici e fino al 2020/21 in riferimento al termine di l'
utilizzo delle graduatorie nazionali ad esaurimento dei docenti precari dei conservatori e delle accademie previste
dalla legge 143/04 sia per quanto riguarda l' attribuzione di contratti a tempo indeterminato che a tempo
determinato. Infine l' articolo 6, comma 4, proroga al 31 dicembre 2020 il termine per i pagamenti da parte degli enti
locali degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici previsti dal decreto legge 69/2013. © Riproduzione
riservata.
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martedì 07 gennaio 2020
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ordine del giorno della vii commissione per reintrodurre i riti stragiudiziali eliminati da brunetta
Risolvere le controversie nella scuola senza ricorrere al giudice Il ddl del M5s è bloccato
al senato. Che si appella al governo
CARLO FORTE
Un tavolo di lavoro presso il Ministero dell' istruzione, dell' università e della
ricerca, con lo scopo di valutare l' introduzione di procedure stragiudiziali di
risoluzione delle controversie in ambito scolastico. Lo ha chiesto la VII
commissione cultura del senato con un ordine del giorno al decreto legge
126/2019 nella seduta n. 129 del 17 dicembre scorso. La Commissione ha
motivato l' atto di indirizzo facendo presente che occorre intervenire in via
urgente per deflazionare il contenzioso del lavoro all' interno delle scuole
statali. Nelle istituzioni scolastiche autonome, infatti, le scelte di gestione del
rapporto di lavoro e quelle sanzionatorie sono effettuate dai dirigenti
scolastici in qualità di «datori di lavoro», ai sensi del decreto legislativo
165/2001. E quindi possono essere contestate dal personale docente e
amministrativo esclusivamente in via giudiziale. Perché non è previsto alcun
rimedio stragiudiziale alternativo al ricorso al giudice del lavoro. Il decreto
Brunetta, infatti, ha cancellato tutti i rimedi alternativi. Può accadere dunque,
spiega la Commissione, che non solo i provvedimenti di assegnazione delle
funzioni e delle mansioni al personale ma anche le sanzioni disciplinari
(anche «minime», come un avvertimento scritto) debbano essere sottoposte, per l' annullamento, al vaglio degli
organi giurisdizionali. E ciò causa un inopportuno intasamento dei tribunali civili e un dispendio notevole di risorse
economiche sia per l' amministrazione scolastica, laddove condannata, sia per il ricorrente, seppur dipendente
pubblico. Mentre il dirigente scolastico, in qualità di rappresentante legale dell' ente, è difeso in giudizio dall'
avvocatura distrettuale dello Stato. Pertanto, rilevata l' alta consistenza del personale docente e amministrativo
scolastico, la commissione ha fatto presente che sarebbe opportuno introdurre meccanismi stragiudiziali delle
controversie, in modo da sgravare i tribunali civili di contenziosi che potrebbero trovare nell' ordinamento altre
modalità di risoluzione, più economiche e meno dispendiose per le parti. E per questi motivi ha impegnato il governo
«a valutare l' opportunità di avviare nel più breve tempo possibile, un tavolo di lavoro presso il ministero dell'
istruzione, dell' università e della ricerca» si legge nel testo del provvedimento « con lo scopo di valutare l'
introduzione di procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie in ambito scolastico». Una proposta di legge
in questo senso è attualmente all' esame del parlamento. Si tratta del disegno di legge (As 1097) presentato da
Bianca Laura Granato, senatrice del Movimento 5 stelle. La proposta di legge, che non riesce a venire fuori dalle
secche
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martedì 07 gennaio 2020
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della Commissione, prevede l' istituzione di collegi arbitrali presso gli uffici scolastici competenti in materia di
provvedimenti emessi dai dirigenti scolastici nei confronti di docenti e Ata. Il collegio, secondo quanto previsto nell'
articolato, dovrebbe essere formato da 3 ispettori, che dovrebbero avere il potere di decidere sui reclami presentati
dal personale. E la procedura sarebbe a costo zero. In caso di accoglimento la decisione della triade di ispettori
avrebbe l' effetto di sostituire il provvedimento impugnato. Fermo restando che il rigetto del reclamo potrebbe
essere impugnato davanti al giudice e la procedura stragiudiziale non costituirebbe comunque condizione di
procedibilità dell' esperimento dell' azione giudiziale. Il provvedimento è stato assegnato alla VII commissione del
senato, in sede redigente, il 29 maggio scorso, ma l' esame non è ancora stato avviato. © Riproduzione riservata.
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