CSV FC - ASSIPROV Domenica, 26 maggio 2019

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 Domenica, 26 maggio 2019
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                                                         Domenica, 26 maggio 2019

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 26/05/2019 Prima Pagina
 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)                                                                 1
 26/05/2019 Prima Pagina
 Il Resto del Carlino (ed. Forlì)                                                                       2
 26/05/2019 Prima Pagina
 Il Resto del Carlino (ed. Cesena)                                                                      3
ambiente e protezione civile
 25/05/2019 Forli Today
 "Tra arrivi e partenze", poesia e scienza protagoniste: al Matteucci la...                             4
csv e scenario locale
 26/05/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 41
 tra solidarietà                                                                                        5
 26/05/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 42
 Servizio di trasporto per votare Croce Verde a disposizione gratis                                     6
 25/05/2019 Forli Today
 Al Centro Sociale "Primavera" protagonisti brani musicali della grande...                              7
 26/05/2019 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 59
 Festadel libro con i bambini                                                                           8
salute e assistenza
 25/05/2019 Cesena Today
 Cesena non ha paura di alzarsi presto: torna la "5,30 run" per le vie...                               9
 26/05/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 37
 Iniziativa Aism                                                                                        10
volontariato
 26/05/2019 Avvenire Pagina 15                                                      GIANNI CARDINALE
 «L' aborto non è mai la risposta»                                                                      11
 26/05/2019 Avvenire Pagina 16                                                          DIEGO MOTTA
 «In campo contro l' indifferenza Si torni alla Carta»                                                  13
 26/05/2019 Avvenire Pagina 16                                                       PAOLO FERRARIO
 Terzo settore, la mobilitazione continua                                                               15
 26/05/2019 Avvenire Pagina 18                                                           GIULIO ISOLA
 Diecimila "bambini sperduti"                                                                           17
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 7
 Economia circolare, il riutilizzo che aiuta                                                            19
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 55
 L' identikit di chi non riesce più a pagare le bollette                                                21
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 56
 Corpo europeo di solidarietà, anno di volontariato a Madrid                                            22
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 66
 Stradoni: «La cura parte dall' ascolto»                                                                24
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 68
 La onlus che dà speranza ai disabili                                                                   26
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 68
 Volontari «senza confini», da trent' anni al fianco dei...                                             28
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 71
 Comunicazioni sociali, l' incontro diocesano                                                           29
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 71
 Invito di Parolin: non emarginare                                                                      30
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 76
 «Paroikìa» La casa tra le case dove Dio parla                                                          32
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 79
 Ecco il Paese dell' inclusione                                                                         35
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 79
 Una ricerca promossa dal CsvNet                                                                        36
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 81
 Agape a lavoro per i campi estivi                                                                      37
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 84
 Il laboratorio dell' impegno                                                                           38
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 84
 La «resistenza generativa» parte dai più giovani                                                       40
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 84
 Le porte aperte dalle associazioni                                                                     41
 26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 84
 Voce ai protagonisti: «Scommettere sui talenti»                                                        42
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26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 91
Una libreria indipendente Officina della speranza                    44
26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 92
Senatore. «Questo sport ¨ cresciuto tanto Fondamentale il...         46
26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 108
«Le città chiuse sono deboli»                                        48
26/05/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 110
Il Lions Club Badia promuove un progetto sul tema Alzheimer          50
26/05/2019 Corriere della Sera Pagina 10
«La mia vita tra banchieri e poveri Aiutiamo insieme il Paese a...   51
26/05/2019 La Repubblica Pagina 9
L' associazione Malati oncologici c' è una nuova onlus               54
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26 maggio 2019
                 Corriere di Romagna
                  (ed. Forlì-Cesena)
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                 Il Resto del Carlino (ed.
                           Forlì)
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26 maggio 2019
                 Il Resto del Carlino (ed.
                         Cesena)
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25 maggio 2019
                                                 Forli Today
                                             ambiente e protezione civile

  "Tra arrivi e partenze", poesia e scienza
  protagoniste: al Matteucci la decima edizione della
  Notte Bianca
  Mercoledì, dalle 20,45, si svolgerà la decima
  edizione della Notte Bianca al "Matteucci", tra
  scienza e poesia, un percorso attraverso le
  scoperte, le osservazioni, le invenzioni degli
  alunni del biennio dell' Istituto, condotti dalla
  professoressa Anna Cortesi, che nel decimo
  anno dell' evento si cimenta ancora nella
  ricerca di una via di confine tra ciò che è
  ragione e ciò che è sentimento. "Tra arrivi e
  partenze" è il tema che ha coinvolto i ragazzi
  in quest' anno scolastico, impegnati in un
  lungo viaggio di osservazione della natura e
  della storia, dell' arte e della scienza. "Ci
  accompagneranno sull' Apollo 13 e negli
  Oceani di plastica, alla scoperta di porti lontani
  e vicini, ci condurranno attraverso la
  conoscenza del corpo umano al cospetto di
  Leonardo Da Vinci, viaggiatore del tempo",
  spiega Cortesi. Le api e il loro "meraviglioso
  mondo" saranno il centro di un evento che è
  riflessione scientifica e filosofica sul senso
  della vita e del tempo. Collaboreranno con i
  propri preziosi contributi il Wwf Italia sezione
  di Forlì, le aziende agricole "Scozzoli" e
  "Ortomio" di Forlì. Il coro e il laboratorio
  teatrale dell' Istituto coloreranno la serata di
  poesia.

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26 maggio 2019
Pagina 41                        Corriere di Romagna
                                  (ed. Forlì-Cesena)
                                               csv e scenario locale

  Torna Big Fish tra solidarietà e band dall'estero

  tra solidarietà
  MERCATO SARACENO Il "Big Fish Day
  2019", manifestazione di solidarietà dedicata a
  Mirko "Pesce" Bartolini, si terrà sabato 1°
  giugno. Quel giorno moto, musica e solidarietà
  si incontreranno al centro sportivo mercatese.
  Dalle 12 apriranno gli stand. Alle 13 ritrovo per
  il motoraduno, con partenza in programma alle
  15. Alle 18 inizieranno i concerti.
  L' ingresso è gratuito e il ricavato della
  manifestazione sarà devoluto ad Emergency e
  agli istituti scolastici di Mercato Saraceno.
  La parte musicale vedrà in particolare l'
  esibizione dei "Therapy?", band alternative
  metal originaria dell' Irlanda del Nord e attiva
  dal 1989.
  «È la prima volta che una band di fama
  internazionale si esibirà sul nostro palco -
  dichiara Lorenzo Bartolini, presidente dell'
  associazione "Big Fish" e ritengo rappresenti
  una grande opportunità di visibilità per tutto il
  nostro territorio».
  Completano il programma tre band locali: gli
  "Hernandez & S amp e dro", i "Numa
  Pompilio" e gli "OutOfOrder".
  Al centro sportivo verrà allestita anche un' area
  bimbi, con saggio di ginnaste di "Body Art",
  esibizione di "Cesena Danze" e spettacolo di
  Mirko Alvisi.
  Nel corso della serata verrà consegnato il
  Premio Volontariato a chi si è distinto nel corso
  dell' anno per l' impegno e per la crescita della comunità.
  «Mirko - ricorda Bartolini - aveva tatuata una fenice, l' uccello mitologico che rinasce dalle proprie
  ceneri, e noi da 11 anni facciamo rinascere la suavoglia di vivere con la forza dell' amicizia e della
  solidarietà».

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26 maggio 2019
Pagina 42                           Corriere di Romagna
                                     (ed. Forlì-Cesena)
                                                  csv e scenario locale

  Servizio di trasporto per votare Croce Verde a
  disposizione gratis
  VALLE DEL RUBICONE In aiuto a chi vuole
  votare ma ha difficoltà fisiche a farlo. Oggi gli
  elettori sono chiamati a rinnovare il Parlamento
  Europeo e in diversi Comuni anche a scegliere
  chi saranno il sindaco e i consiglieri comunali.
  La Croce Verde di Gambettola, presieduta da
  Gianfranco Pichierri, ha deciso di dare una
  mano alla partecipazione democratica,
  mettendo a disposizione un innovativo servizio
  in collaborazione con due Comuni. L'
  associazione conta oltre 200 soci e 100
  volontari attivi, che ogni anno fanno 5.000
  servizi, su un territorio che comprende
  Gambettola, Longiano, Gatteo, Roncofreddo e
  Montiano. In occasione delle consulta zioni
  elettorali odierne «con due automezzi Fiat
  Doblò aiuteremo gratuitamente gli elettori
  gambettolesi e longianesi a raggiungere i
  seggi di due territori - informa Bruno Gobbi,
  uno dei fondatori della Croce Verde - Lo
  facciamo per favorire la partecipazione al voto
  di cittadini disabili o in difficoltà».
  I Doblò utilizzati per i trasporti sociali saranno
  a disposizione dei cittadini questa mattina,
  dalle ore 10 alle 12, e nel pomeriggio, dalle 15
  alle 17.
  Per usufruire del servizio basterà telefonare
  agli uffici elettorali dei Comuni o alla Croce
  Verde di Gambettola, al numero 335-227758.
  GM.

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25 maggio 2019
                                                Forli Today
                                                 csv e scenario locale

  Al Centro Sociale "Primavera" protagonisti brani
  musicali della grande tradizione coristica romagnola
  L' ultima settimana del mese di maggio il
  Centro Sociale "Primavera" di via M. Angeloni,
  56, ospiterà due concerti di grande spessore
  musicale e di speciale significato
  intergenerazionale. Infatti, Lunedì alle 20,30 il
  Coro Anziani "Primavera" eseguirà brani
  musicali della grande tradizione coristica
  romagnola, diretti dal valente pianista maestro
  Omar Brui, mentre per venerdì 31 maggio alle
  18,30 gli Alunni dei corsi di indirizzo musicale
  della Scuola Media "P. Zangheri"- dell' I.C.7
  "Carmen Silvestroni" - Forlì, eseguiranno
  musiche per Flauto, Clarinetto, Chitarra,
  Pianoforte, diretti dall' apprezzatissimo
  maestro Tito Ciccarese. In questa occasione il
  Centro Sociale diventa il luogo di incontro
  privilegiato delle generazioni, la "casa"
  affettiva di tutti nel quartiere, in cui le differenze
  di età, storia, culture, esperienze sono
  felicemente avvicinati e dove la musica
  emerge come elemento che unisce, include,
  abbraccia nonni, genitori, bambini, ragazzi.
  Cantare una "canta romagnola" che evoca le
  forti radici rurali, di lavoro, di amore, di
  sofferenza, di gioia della nostra bella terra, o
  far librare nell' aria magica di un concerto le
  note di strumenti dolci e nel contempo
  appassionati come un flauto, un pianoforte, un
  simpatico clarinetto e una ritmica chitarra, portano tutti coloro che ascoltano ai momenti più belli e
  spensierati della vita, passata o presente, addolcendo il nostro cuore e accarezzando la nostra anima.
  L' ingresso è libero in entrambi i concerti e tutti sono invitati. La sede del Centro Sociale "Primavera",
  attiva da vari anni e gestita dai volontari dell' associazione Anziani Primavera APS, è attiva e dinamica
  nella promozione, oltre che stili di vita e socializzazione, di iniziative rivolte ad un ampio ed eterogeneo
  pubblico, aperte a tutti i cittadini interessati. Per ulteriori informazioni Centro Sociale "Primavera" Tel.
  0543-63169 o e-mail: caossiprimavera@gmail.com Attendere un istante: stiamo caricando la mappa del
  posto... Caricamento in corso... Auto A piedi Bici.

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26 maggio 2019
Pagina 59                        Il Resto del Carlino (ed.
                                           Forlì)
                                                  csv e scenario locale

  Festadel libro con i bambini
  Letture, recite e iniziative a cura delle scuole dalle 14.45 a sera

  di FRANCESCA MICCOLI UN POMERIGGIO
  di festa e condivisione, da vivere in allegria tra
  le meraviglie di una cittadella scrigno di
  innumerevoli tesori.
  Questo pomeriggio a Terra del Sole è in
  programma la quinta edizione della festa del
  libro 'Girotondo intorno al mondo - Storie di
  cielo, di terra e di mare'. Protagonisti i bambini
  delle scuole di Castrocaro Terme e di Terra del
  Sole, che per l' occasione aprirà i suoi castelli,
  i palazzi rinascimentali e il giardino Cosimo I
  de' Medici. «Ogni classe porterà il proprio
  contributo raccontando sotto forma artistica un
  libro su cui ha lavorato nel corso dell' anno
  scolastico sotto la guida delle insegnanti»,
  spiega Francesca Fantini, ideatrice e
  coordinatrice della manifestazione.
  LA FESTA inizierà alle 14.30 nel giardino alla
  presenza della dirigente scolastica Susi
  Olivetti e del sindaco Marianna Tonellato, che
  daranno il via al corteo verso i palazzi storici
  guidato dalla locale banda Orsini. Dalle 14.45
  e fino alle 18.15 sono previsti gli spettacoli
  teatrali con i bambini della primaria 'Serri Pini',
  in scena nel Palazzo pretorio, nei due castelli e nel parco. In piazza d' Armi si potranno ammirare le
  mostre e le installazioni artistiche realizzate dai piccoli delle tre scuole dell' infanzia 'Rodari', 'f.lli
  Paganelli' e 'Maria Bambina'. Previsti anche l' angolo lettura 0-6 e il laboratorio di scacchi. Nel Palazzo
  Pretorio saranno presenti gli stand del Comitato genitori e il punto merenda del Gruppo del Fuoco.
  ALLE 18.30 tutta la comitiva si sposterà nel giardino per la lettura conclusiva del gruppo 'genitori -lettori'
  e il canto finale 'Girotondo intorno al mondo'. Un evento reso possibile grazie al contributo di tanti
  volontari.
  «Scuole e associazioni insieme per una giornata all' insegna della cittadinanza attiva, dove arte,
  letteratura, musica e spettacolo prenderanno vita tra il patrimonio storico-artistico locale - prosegue
  Fantini -. Per una riscoperta della bellezza che ci circonda tramite la testimonianza dei bambini: il futuro
  che incontra il passato in un presente di festa».
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25 maggio 2019
                                           Cesena Today
                                                 salute e assistenza

  Cesena non ha paura di alzarsi presto: torna la "5,30
  run" per le vie della città
  Dopo il successo della prima edizione del
  2018 (oltre 400 partecipanti), sabato 8 giugno,
  con partenza alle 5,30 da Piazza della Libertà,
  lungo il percorso della "San Giovanni"
  (Ospedale; Rio Marano, salita Ridolfi; Ponte
  Abbadesse, Rocca Malatestiana, Palazzo del
  Ridotto), torna la "5,30 Run Cesena",
  anteprima della nostra storica Notturna.
  Partenza a passo libero, arrivo al Bar Amor, in
  Piazza della Libertà. Ed alla fine ognuno si
  paga di tasca propria la (meritata) colazione.
  L' evento è organizzato da Runners Solidali
  Cesena e G.P. Endas Cesena, con la
  collaborazione di Amici della Fatica, Gruppo
  Podistico Cesenate, Podistica San Vittore,
  Women In Run Cesena, Nuova Virtus Cesena,
  StraCesena, Uisp Cesena. Ognuno si veste
  come preferisce, naturalmente. Ma chi vuole,
  prima della partenza potrà acquistare in
  anteprima la maglietta in materiale tecnico
  della "Scarpinata solidale 2019", organizzata
  dal Comune di Cesena, dai Runners Solidali
  Cesena e dal G.P. Endas Cesena, per
  raccogliere fondi a favore dell' ANFFAS
  Cesena. Attendere un istante: stiamo
  caricando la mappa del posto... Caricamento
  in corso... Auto A piedi Bici.

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26 maggio 2019
Pagina 37                        Corriere di Romagna
                                  (ed. Forlì-Cesena)
                                                salute e assistenza

  ERBE AROMATICHE

  Iniziativa Aism
  L' evento"Le erbe aromatiche di Aism" torna in
  5.000 piazze italiane tra cui Cesena. Ogni
  anno, in Italia, la sclerosi multipla colpisce
  3400 persone, il doppio delle donne rispetto
  agli uomini. Oggi il punto di solidarietà con
  banchetto sarà in galleria Urtoller.

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26 maggio 2019
Pagina 15                                          Avvenire
                                                       volontariato

  «L' aborto non è mai la risposta»
  Francesco ai partecipanti al convegno
  internazionale "Yes to life!": la vita umana è
  sacra e inviolabile Utilizzare la diagnosi
  prenatale per finalità selettive è espressione di
  una disumana mentalità eugenetica Roma L'
  aborto «non è mai la risposta che le donne e le
  famiglie cercano ».
  E non è lecito «mai eliminare una vita umana
  né affittare un sicario per risolvere un
  problema».
  Papa Francesco parla forte e chiaro. Lo fa
  ricevendo in udienza i partecipanti al
  Convegno internazionale promosso dal
  Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, sul
  tema "Yes to life! - Prendersi cura del prezioso
  dono della vita nella fragilità".
  Il Pontefice riconosce che per la «cultura oggi
  dominante», a livello sociale «il timore e l'
  ostilità nei confronti della disabilità inducono
  spesso alla scelta dell' aborto, configurandolo
  come pratica di "prevenzione" ». «Ma l'
  insegnamento della Chiesa su questo punto è
  chiaro: - ribadisce con forza - la vita umana è
  sacra e inviolabile e l' utilizzo della diagnosi
  prenatale per finalità seletti- ve va scoraggiato
  con forza, perché espressione di una
  disumana mentalità eugenetica, che sottrae alle famiglie la possibilità di accogliere, abbracciare e
  amare i loro bambini più deboli». Il vescovo di Roma ricorda poi che la non accettazione dell' aborto non
  è una questione di «fede», ma «un problema umano». «È un problema pre-religioso», incalza.
  E aggiunge: «Non carichiamo sulla fede una cosa che non le compete dall' inizio. È un problema
  umano. Soltanto due frasi ci aiuteranno a capire bene questo: due domande. Prima domanda: è lecito
  eliminare una vita umana per risolvere un problema? Seconda domanda: è lecito affittare un sicario per
  risolvere un problema? A voi la risposta. Questo è il punto. Non andare sul religioso su una cosa che
  riguarda l' umano. Non è lecito. Mai, mai eliminare una vita umana né affittare un sicario per risolvere un
  problema».
  Papa Francesco insiste: «L' aborto non è mai la risposta che le donne e le famiglie cercano ».
  Piuttosto «sono la paura della malattia e la solitudine a far esitare i genitori». E qui racconta, andando a
  braccio rispetto al testo preparato, una storia commovente, di quando era vescovo nella sua «altra
  diocesi», Buenos Aires. Eccola: «C' era una ragazzina di 15 anni down che è rimasta incinta e i genitori
  erano andati dal giudice per chiedere il permesso di abortire. Il giudice, un uomo retto sul serio, ha
  studiato la cosa e ha detto: "Voglio interrogare la bambina".
  "Ma è down, non capisce" "No no, che venga". È andata la ragazzina quindicenne, si è seduta lì, ha
  incominciato a parlare con il giudice e lui le ha detto: "Ma tu sai cosa ti succede?" "Sì, sono malata" "Ah,
  e com' è la tua malattia?" "mi hanno detto che ho dentro un animale che mi mangia lo stomaco, e per
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26 maggio 2019
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26 maggio 2019
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  IL TEMA

  «In campo contro l' indifferenza Si torni alla Carta»
  «Mi sono sempre battuta contro l' indifferenza»
  dice Liliana Segre. Ed è proprio la parola
  «indifferenza», insieme alla parola
  «testimonianza », a fare da cornice al colloquio
  della senatrice a vita con Avvenire, nel dibattito
  aperto sulla guerra dichiarata al mondo della
  solidarietà e sui rischi di un risorgente
  sentimento di intolleranza nei confronti degli
  ultimi. Dall' aporofobia, il disprezzo per il
  povero evocato dall' economista Stefano
  Zamagni fino all' indifferenza stigmatizzata da
  una delle ultime testimoni viventi della Shoah,
  scorre il film già visto di un' Italia che si è
  riscoperta diversa. «Mercoledì ho
  accompagnato il presidente Mattarella al
  Memoriale della Shoah di Milano. Ci tenevo
  molto, consapevole del fatto che la prima visita
  fatta dal capo dello Stato una volta nominato,
  era stata alle Fosse Ardeatine. Ci siamo sof-
  fermati a lungo davanti al Muro dell'
  indifferenza, che accoglie tutti i visitatori».
  L' insofferenza verso il prossimo e a volte il
  linguaggio d' odio nei confronti di chi dovrebbe
  prendersene cura, come raccontano tutti i
  giorni tante realtà del Terzo settore prese di
  mira nel silenzio generale, sono una delle cifre
  di questo tempo. «L' indifferenza è rispuntata un po' ovunque, come una malapianta.
  Non c' è un aspetto della nostra quotidianità in cui non ne siamo sfiorati - osserva la senatrice a vita -.
  Lo vediamo persino per strada ed è un segnale che rattrista, sembra che tutto sia stato inutile».
  Tutto è quello che è successo negli anni bui delle leggi razziali, tutto è quello che dovremmo sapere e di
  cui dovremmo fare memoria, tutto è forse quello che si tende a cancellare. «Come la Storia, che va
  rimessa al centro dei programmi scolastici, perché è l' antidoto alla barbarie. Le tragedie sono dovute
  proprio all' indifferenza dei più. Per uscirne, occorre una scelta libera, una scelta di coscienza come è
  stato nel mio caso».
  È da trent' anni che Liliana Segre ha un bisogno insopprimibile di raccontare tutto quello che ha vissuto.
  Di parlare, come ha fatto, con decine di migliaia di studenti in tutta Italia, per spiegare quel che sono
  stati quegli anni, e perché non bisogna più tornare indietro. «Ho una vicenda personale che fa sì che io
  mi batta contro l' indifferenza, ma le mie armi sono spuntate dal tempo, dalla fatica, dall' età».
  Eppure lo spazio per rimettere le cose a posto c' è e non può essere occupato solo da un' altra politica.
  Intendiamoci: occorre rimettere almeno in agenda i provvedimenti attesi da milioni di persone in
  difficoltà, ridando così prospettive e centralità a lavoratori e volontari impegnati sulle frontiere dell'
  accoglienza, in famiglia e fuori, dell' assistenza, negli ospedali e nelle case di cura, dell' integrazione,

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26 maggio 2019
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26 maggio 2019
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                                                        volontariato

  CHI NON SI ARRENDE

  Terzo settore, la mobilitazione continua
  Se un merito si può ascrivere allo sconsiderato
  attacco dei massimi esponenti del governo al
  Terzo settore, è quello di aver ridato visibilità e
  risvegliato il giusto orgoglio di un mondo,
  quello del volontariato e dell' impegno gratuito
  a favore delle comunità e dei territori,
  soprattutto i più disagiati e periferici, che è la
  vera spina dorsale dell' Italia, come Avvenire
  racconta ormai da diverse settimane. Da
  quando, cioè, si è cercato di ricondurre
  indistintamente nelle categorie della
  «mangiatoia» e del «buonismo», un universo
  variegato e multiforme, alimentando il
  disprezzo sociale verso milioni di uomini e
  donne di buona volontà. E i primi, dannosi,
  risultati, si profilano all' orizzonte. Come i
  20mila posti di lavoro a rischio (tra psicologi,
  educatori, mediatori culturali, giovani laureati
  che insegnano italiano ai migranti e tante altre
  figure professionali), denunciati dall' Alleanza
  delle cooperative, che da sola rappresenta l'
  8% del Pil italiano, 1,3 milioni di lavoratori e
  circa 12 milioni di soci. Saranno queste le
  prime vittime innocenti di una campagna di
  sospetto e intimidazione che ha visto già
  operare tagli significativi alle risorse. Come i
  "famosi" 35 euro giornalieri per l' integrazione dei migranti, ridotti a 20-22, che ha costretto le
  organizzazioni del Terzo settore a non partecipare più ai bandi. Oltre a dover fare i conti con una legge
  di riforma, la 106 del 2016, che a tre anni dal varo ancora attende 41 decreti attuativi.
  A lanciare il sasso nello stagno è stato uno dei massimi esperti della materia, l' economista bolognese
  Stefano Zamagni, che, in un' intervista al nostro quotidiano, ha rispolverato una parola antica,
  aporofobia (letteralmente, disprezzo del povero), per rappresentare la deriva in cui sta precipitando l'
  Italia del 2019. «Si sta togliendo l' erba sotto i piedi a un intero mondo, senza avere il coraggio di
  metterlo al bando - ha detto -. Ai tempi del fascismo, il problema non esisteva perché il Terzo settore
  non c' era. Ma si bruciavano lo stesso le sedi di chi era scomodo. Ora, però, non possiamo commettere
  l' errore storico di stare alla finestra e non denunciare quanto sta accadendo».
  Di certo non si tira indietro Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore, che
  rappresenta 86 organizzazioni nazionali di matrice laica e cattolica, 141mila enti di base associati, oltre
  500mila lavoratori e 2,7 milioni di volontari in tutta Italia. «Pensare di poter fare a meno di noi è stato ed
  è un grave errore - ha ricordato Fiaschi -. Se si ferma il volontariato in un campo come quello della
  sanità, si blocca tutto». E, soprattutto, si impedisce a chi è stato espulso dal mercato del lavoro di avere
  una seconda possibilità. Come è, invece, avvenuto negli anni della Grande crisi, quando migliaia di

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26 maggio 2019
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                                                       volontariato

  Diecimila "bambini sperduti"
  Minori scomparsi: nel 2018 calo di
  segnalazioni alla Polizia, ma solo la metà è
  rintracciata nell' anno Tre quarti degli
  allontanamenti riguardano stranieri, soprattutto
  adolescenti; e 2 su 3 non si ritrovano più uasi
  diecimila minori scomparsi all' anno; per l'
  esattezza 9.400 nel 2018. È l' impressionante
  chi-l' ha-visto che la Polizia di Stato ha reso
  disponibile ieri in occasione della Giornata
  internazionale per i bambini scomparsi
  (secondo alcune stime sarebbero ben 8 milioni
  all' anno nel pianeta: 22.000 al giorno!).
  Di quei 9.400 'ragazzi sperduti' in IQ talia,
  quasi sempre dopo una fuga volontaria da
  casa o dagli istituti di accoglienza, solo il 48%
  viene ritrovato entro l' anno, con percentuali
  che oscillano però dall' 81% di soluzioni
  positive per i minori italiani ad appena il 35%
  nel caso di stranieri. Le novità emergenti sono
  infatti quelle dei migranti non accompagnati,
  che spesso sono facile oggetto di 'sparizioni'
  criminali dopo il loro arrivo nella Penisola, e i
  rapimenti da parte di uno dei genitori in
  matrimoni misti finiti con la separazione.
  Peraltro va notato che nell' ultimo triennio si è
  registrata una flessione nel numero di
  segnalazioni di scomparsi sia per minorenni italiani (da 3.077 nel 2016 e 3.061 nel 2017 si è scesi a
  2.541 nel 2018) sia per gli stranieri, più che dimezzati dai 14.290 del 2016 ai 6.923 dell' anno scorso;
  sempre nel triennio, la percentuale dei rintracciati italiani ha oscillato dal 92% all' 81%, mentre i
  ritrovamenti di stranieri sono rimasti stabili intorno a un terzo dei ricercati. Il dossier elaborato dalla
  Direzione centrale anticrimine della Polizia, che per questa materia collabora con altri 28 Paesi riuniti
  nella Rete Globale per i Minori scomparsi ( Gmcn, Global missing children network), è ricco di dati che
  vanno letti in chiaroscuro. Balza all' evidenza anzitutto che due terzi degli scomparsi sono stranieri,
  percentuale che cresce con l' età fino al 92% quando si tratta di adolescenti: ragazzi che fanno perdere
  le loro tracce per entrare nella schiera dei migranti irregolari. Lo studio evidenzia che nel 77% dei casi
  risolti, la conclusione positiva si realizza entro un mese (media dai 22 ai 28 giorni), anzi fortunatamente
  la maggior parte dei bambini viene ritrovata nelle prime 24 ore; tuttavia - come si diceva - ben due terzi
  dei ricercati stranieri e un decimo degli italiani non viene più rintracciato nemmeno dopo tre anni di
  ricerche.
  Dà i suoi dati anche Telefono Azzurro, che da 10 anni gestisce per conto del Ministero dell' Interno una
  linea diretta per la segnalazione e il ritrovamento dei bambini scomparsi (il numero unico europeo,
  gratuito e attivo 24 ore su 24, è il 116.000). Nel decennio la onlus ha gestito 3.720 casi: circa un migliaio
  dovuti a sottrazione di figli da parte di un genitore (630 internazionali e 448 nazionali), un altro migliaio
  generati da fuga (620 da casa e 499 da istituto), 378 rapimenti e ben 692 casi di minori stranieri non
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  Economia circolare, il riutilizzo che aiuta
  DI MARCO P EDERZOLI Bologna capitale
  europea dell' economia circolare. Dal 28 al 30
  maggio la città ospiterà il meeting annuale
  delle realtà partecipanti alla rete europea
  «Rreuse», che riunisce una trentina di aziende
  e cooperative sociali di vari paesi europei che
  si occupano di economia circolare. Due
  giornate di lavoro riservate poi, il 30 maggio, il
  meeting si aprirà a tutti con un' iniziativa sull'
  economia circolare. «L' economia circolare.
  Modelli e territorio» è organizzata dalla
  cooperativa bolognese «La Fraternità», ospite
  del meeting, che insieme alla cooperativa «La
  piccola carovana» in Emilia Romagna gestisce
  il nuovo progetto per il recupero di abiti usati
  «Recooper», del Consorzio Ecobi. Anche con
  un maglione un po' slabbrato «si può dare un
  vero contributo per costruire un mondo
  migliore».
  Come? «Divenendo parte attiva di un progetto
  concreto che fa bene al cuore e libera l'
  armadio». Quale?
  Recooper «un' attività no profit che cura la
  raccolta e lo stoccaggio di abiti usati e ne
  coordina la distribuzione e la vendita. Con il
  ricavato si garantisce un' occupazione a
  persone in condizioni di svantaggio e si creano nuovi posti di lavoro, oltre a sostenere economicamente
  associazioni del territorio, organizzare iniziative di educazione al riuso».
  E ultimo, ma non meno importante, «ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati da smaltire».
  C' è un mondo dietro ad un semplice gesto. Parola di Davie Gaglioti responsabile del progetto
  Recooper, gestito dalla cooperativa sociale La Fraternità. «Recooper - spiega Gaglioti - è un nato circa
  un anno e mezzo allo scopo di comunicare bene la filiera degli abiti usati». Recooper in numeri
  significa: più di 1.200 campane raccolta di abiti usati sul territorio, cinque gli impianti di stoccaggio, 37 i
  lavoratori impiegati (di cui 19 svantaggiati), oltre 150 mila euro le donazioni ad associazioni dalla
  nascita del progetto, oltre 4 mila le tonnellate di tessile raccolte nel 2017. Gli abiti raccolti da Recooper
  sono sottoposti a selezione e igienizzazione e quindi donati.
  Quelli non donati sono venduti e il ricavato utilizzato per creare nuovi posti di lavoro, per sostenere
  economicamente associazioni del territorio e utilizzati per organizzare iniziative di educazione al riuso.
  Nonostante la giovane età, Recooper ha, tuttavia, un illustre genitore «essendo l' evoluzione di
  Restarter, progetto avviato nel 2012» cui mancava la spinta comunicativa. La second life di Recooper,
  oltre a La fraternità, vede anche la partecipazione della cooperativa sociale La piccola carovana.
  Entrambe fanno parte del Ecobi consorzio consorzio di 28 cooperative sociali che si occupano di servizi
  ambientali in genere sulle province di Bologna, Modena e Ferrara. «Il tema del recupero del tessile è un
  tema caldo - spiega Giorgio Rosso, presidente del Consorzio Ecobi -. Il recupero degli abiti usati è
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  L' identikit di chi non riesce più a pagare le bollette
  er lo più italiani. La metà ha fino a 3 figli. Più di
  un terzo (il 34%) ha un' età compresa tra i 45 e
  i 54 anni. Il 43,7% ha una licenza di media
  inferiore, ma c' è anche chi ha ottenuto un
  diploma (28,9%) e una laurea (7,4%). Il 45,2%
  è disoccupato, ma quasi la metà (49,6%) non
  ha un reddito sufficiente, nonostante abbia un
  lavoro.
  Questo è l' identikit di chi non riesce a pagare
  le bollette, secondo una ricerca condotta sui
  beneficiari di «Empowerment», il progetto
  realizzato dalla Caritas ambrosiana con il
  Comune di Milano, nell' ambito del programma
  Doniamo energia finanziato da Fondazione
  Cariplo e Banco dell' energia Onlus, per le
  famiglie in difficoltà ad affrontare le spese
  legate all' utilizzo dell' energia. I dati, elaborati
  dall' Osservatorio delle povertà e delle risorse
  della Diocesi di Milano, sono stati diffusi nel
  corso del convegno «La povertà energetica e
  le misure per affrontarla», svoltosi nella sede
  della Caritas ambrosiana. Il progetto, partito a
  novembre 2017, ha riguardato, fino al 31
  gennaio 2019, 135 persone.

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  Corpo europeo di solidarietà, anno di volontariato a
  Madrid
  A i giovani dai 18 ai 30 anni la Caritas
  ambrosiana propone un periodo di volontariato
  dall' 1 ottobre 2019 al 30 giugno 2020 a
  Madrid. Il progetto, finanziato dal programma
  europeo Erasmus plus - Corpo europeo di
  solidarietà, si svolge in tre diversi servizi per
  persone senza dimora, persone con disabilità
  mentali e persone con dipendenze. Le attività,
  con la Caritas diocesana di Madrid, consistono
  nell' accompagnamento degli utenti dei servizi
  nelle attività quotidiane e nel tempo libero, l'
  organizzazione di laboratori manuali,
  workshop di informatica, accompagnamento ai
  servizi medici, sostegno ai servizi di
  lavanderia e docce.
  L' impegno previsto è di 35 ore settimanali per
  5 giorni alla settimana. Si offre viaggio,
  alloggio, pranzo durante i giorni di servizio,
  assicurazione, pocket money (circa 350 euro
  al mese), abbonamento ai trasporti pubblici,
  corso di lingua spagnola online. La scadenza
  per la presentazione delle domande è il 15
  giugno. Il Corpo europeo di solidarietà è il
  nuovo programma di volontariato c h e h a
  sostituito il Servizio volontari europeo.
  L' obiettivo è offrire ai giovani un' esperienza di
  vita unica. Fare volontariato in un Paese estero offre la possibilità di sviluppare competenze e capacità
  nell' ambito lavorativo, imparare la lingua, incontrare culture diverse, mettersi alla prova, partecipare
  attivamente a uno sviluppo più inclusivo della nostra società. Nel 2017-2018 la Caritas ambrosiana ha
  partecipato all' Anno di volontariato sociale, un programma tedesco attraverso il quale una giovane
  volontaria italiana ha potuto svolgere un anno di volontariato in una scuola con bambini non vedenti alla
  Fondazione St. Franziskus di Heiligenbron. «È sorprendente la rapidità con cui, sin dal primo giorno in
  cui sono entrata a scuola e mi sono presentata, si sia creato un legame di sincerità e complicità - scrive
  Irene Bettega in una sua testimonianza pubblicata sul sito della Caritas ambrosiana . I bambini ciechi
  imparano attraverso i racconti, attraverso la voce e le parole. Si fidano di quello che gli viene spiegato.
  Da loro che non vedono, a mia volta, io stessa imparo a "guardare oltre" ciò che riesco a vedere alla
  ricerca di una diversa prospettiva». Inoltre, la Caritas ambrosiana già dal 2016 accoglie giovani tra i 18
  e i 30 anni per un periodo di volontariato di 11 mesi a Milano con donne rom e straniere, persone
  disabili e minori stranieri. Questo lavoro è svolto in collaborazione con Freiwillgendienste in der Diözese
  Rottemburg Stuttgart, che aiuta nel trovare e selezionare i giovani volontari, e Fondazione Aquilone,
  Pratica società cooperativa e Casa del giovane La Madonnina, dove operano i volontari. Info su
  www.caritasambrosiana.it/volontariato; e-mail: volontariato@caritasambrosiana. it.
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  Stradoni: «La cura parte dall' ascolto»
  DI ANGELO R OSSI Occhi puntati sul dottor
  Raffaello Stradoni che, dal 3 gennaio scorso,
  dopo undici anni è tornato nella nostra città
  come direttore generale dell' Azienda socio-
  sanitaria territoriale di Mantova. Una realtà che
  conosce molto bene, visto che per tanti anni è
  stato direttore medico del presidio virgiliano.
  Nel corso dell' intervista non si è sottratto ad
  alcuna domanda.

  Come vive questo suo ritorno, dottor
  Stradoni?
  In me c' è la consapevolezza che non sono un
  "imperatore" ma solo un "ministro" che deve
  cercare, attraverso un' adeguata politica
  sanitaria, di offrire un migliore servizio alla
  popolazione. Il fatto, poi, di essere tornato a
  Mantova mi emoziona perché ho ritrovato tante
  persone che mi hanno accolto con fiducia.

  Quali considera le priorità nel suo
  mandato?
  La prima necessità è di realizzare un nuovo
  modello di cura. Il problema è recepire i
  cambiamenti. A Mantova non è più come
  prima.
  Oggi vi è una crisi della natalità; grazie alle attuali ricerche e procedure sanitarie è migliorata la
  conoscenza delle cause e delle cure per le malattie croniche.

  Quali sono le maggiori difficoltà che potrebbe incontrare?
  Di natura culturale. Come un capo cordata devo essere convincente per condurre verso una strada
  percorribile. Lo scopo è migliorare la salute dei cittadini. Non è facile: per fortuna posso contare su
  molte collaborazioni.

  Un quarto della popolazione mantovana si reca ogni anno al Pronto soccorso: che cos' è
  possibile fare?
  Vi è l' esigenza di personale medico: per questo stiamo dialogando con diverse università. Occorre
  modificare il modello erogativo dei servizi, coinvolgendo i medici di medicina generale per la presa in
  carico del paziente cronico in modo da migliorare il processo del servizio sanitario. In questo modo il
  ricovero potrebbe avvenire senza passare dal Pronto soccorso.

  Ritiene che il servizio sanitario debba farsi carico di tutti?
  Direi proprio di sì. Noi medici abbiamo una missione ben definita: salvare vite umane. Anch' io quando
  faccio una delibera, magari comperando un' apparecchiatura importante, contribuisco a questo nobile
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  La onlus che dà speranza ai disabili
  DI SILVIA C ANUTI Come scelta preferenziale,
  la Caritas si è posta l' obiettivo di visitare le
  realtà locali che operano nel sociale a ogni
  livello e con tutti i soggetti. L' intento è quello di
  generare rete. E la rete nasce dall' incontro,
  dall' ascolto, dalla condivisione dei propri
  percorsi che diventano un po' anche i percorsi
  di tutta la diocesi mantovana in tema di
  povertà e fragilità. La cooperativa "Il dono"
  nasce a Piubega nel 1991 per gestire un
  laboratorio polivalente rivolto a ragazzi
  maggiorenni con disabilità medio-lievi. Nel
  1999, con l' evolversi delle politiche e del
  quadro legislativo inerente la disabilità, la
  cooperativa si è iscritta all' Albo regionale delle
  cooperative sociali nella sezione di tipo A,
  diventando una onlus di diritto e modificando
  la propria ragione sociale in "Un dono nuovo".
  Nel 2000 istituisce il Servizio di formazione all'
  autonomia, ubicato nella nuova e più ampia
  sede, costruita per l' occasione senza barriere
  architettoniche su un terreno dato in comodato
  d' uso gratuito dal Comune di Piubega.
  Nell' ottobre 2008, in seguito al riordinamento
  dei servizi per disabili da parte della Regione
  Lombardia, riconverte il proprio servizio nel
  centro socio-educativo per disabili e continua a essere una presenza attiva e significativa sul territorio. Il
  servizio vede impiegati cinque operatori e un assistente ed esercita una funzione prevalentemente
  educativa- assistenziale con l' obiettivo di perseguire, nella consapevolezza dei limiti oggettivi, l'
  acquisizione e il mantenimento di abilità, autonomie e capacità relazionali utili allo sviluppo delle
  condizioni di benessere della persona.
  All' ingresso ci si trova subito a proprio agio: un ambiente che richiama "casa", "famiglia", una cucina, i
  tavoli per i lavori e la consumazione dei pasti, un angolo allestito con computer per le attività
  informatiche didattico- educative. Due sono i pulmini da otto posti ciascuno che fanno servizio per
  prelevare i ragazzi alla mattina e riaccompagnarli nelle loro abitazioni nel tardo pomeriggio. Attualmente
  gli utenti sono tredici. Gli operatori propongono varie attività laboratoriali per gestire il tempo, sempre
  condiviso e in compagnia: valore molto importante per restituire ai soggetti il bene prezioso dell'
  amicizia nella quotidianità. Si svolgono attività di lavoro manuale con gesso, con pasta di mais, si
  producono oggetti in legno, si dipingono icone e si svolgono attività di giardinaggio e manutenzione del
  verde. Molti i progetti e i laboratori che portano i ragazzi anche all' esterno, sul territorio, come il
  progetto di teatro "Io protagonista" che utilizza proprio il teatro come strumento di relazione e
  conoscenza di sé attraverso l' incontro con il gruppo.
  Il teatro è inteso come mezzo di espressione e di scoperta, per accompagnare i singoli individui a una
  maggiore conoscenza e consapevolezza delle proprie potenzialità. Altro progetto molto interessante - e
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  Volontari «senza confini», da trent' anni al fianco dei
  missionari
  È il desiderio di aiutare le persone più in
  difficoltà lo spirito che accompagna da trent'
  anni le iniziative di "Mantova aiuti senza
  confini" (Masc). L' associazione nasce nel
  1989 grazie all' impegno di un gruppo di adulti
  scout cattolici che avevano deciso di costituire
  una nuova realtà per sostenere i missionari in
  servizio nel mondo. Tanti i progetti portati
  avanti: una sala chirurgica e radiologica in una
  struttura del Burundi; l' acquisto di veicoli per
  missionari mantovani in servizio in Brasile; la
  costruzione di un ponte in Ecuador; il sostegno
  alla biblioteca di una comunità nel Nord del
  Brasile.
  Tra le realtà con cui l' associazione ha
  costruito i legami più forti c' è il Madagascar:
  nella diocesi di Ihosy (zona meridionale del
  Paese) è impegnato padre Eugenio Schenato,
  missionario di origini mantovane molto attivo a
  livello sociale. La onlus virgiliana è stata al suo
  fianco più volte in questi anni, garantendo
  supporto e finanziamenti per progetti legati all'
  istruzione, all' agricoltura locale, alla sanità.
  Un modo concreto per contribuire allo sviluppo
  del territorio.
  La prima esperienza in Madagascar risale al
  1990, quando si era deciso di costruire una scuola nella zona di Betroka, dove l' analfabetismo era
  pressoché totale. L' istituto venne inaugurato due anni dopo e oggi ospita oltre mille studenti, delle
  classi elementari e medie.
  In seguito, sempre a Betroka, fu finanziata la realizzazione di una risaia in un terreno di 200 ettari, dato
  poi in gestione a una cooperativa formata dai capi famiglia della zona: così è stato possibile garantire il
  sostentamento della popolazione. L' impegno dell' associazione mantovana per il Madagascar è
  continuato nelle zone più povere con un occhio di riguardo per la parte più debole della popolazione: i
  bambini, a cui non sempre è possibile garantire cure e assistenza adeguata.
  Trent' anni di attività meritano una festa speciale. I soci di "Mantova aiuti senza confini" si incontrano
  oggi, domenica 26 maggio, nella sede di Sant' Antonio di Porto Mantovano (via Circonvallazione est,
  59), alle 11.30: dopo la Messa ci sarà un momento conviviale, tra ricordi del passato e nuovi progetti da
  portare avanti.
  Attilio Caleffi Sant' Antonio Provenienti dallo scoutismo, finanziano numerosi progetti Legame forte col
  Madagascar Bambini in una missione del Madagascar, sostenuta dal Masc.

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  l' appuntamento

  Comunicazioni sociali, l' incontro diocesano
  P aolo Ruffini, Marcello Foa, Aldo Cazzullo
  saranno i protagonisti dell' incontro diocesano
  organizzato in occasione della 53esima
  Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.
  "Dalle social network communities alla
  comunità umana" il tema scelto dal Santo
  Padre per la Giornata, che sarà celebrata
  domenica prossima ( editoriale di
  Massimiliano Padula a pagina 1). L' incontro,
  promosso dall' Ufficio diocesano per le
  comunicazioni sociali e da Paoline
  comunicazione e cultura onlus, si terrà martedì
  4 giugno alle 18.30 nella basilica di Santa
  Maria in Montesanto (piazza del Popolo).
  Prevista la consegna del Premio Paoline
  Comunicazione e Cultura a monsignor Marco
  Frisina.
  Dopo il saluto di don Ivan Maffeis, direttore
  dell' Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni
  sociali, gli interventi del prefetto del Dicastero
  per la Comunicazione della Santa Sede, del
  presidente della Rai, del giornalista del
  Corriere della Sera. Conclusione di don Walter
  Insero, direttore dell' Ufficio diocesano.
  Modera la giornalista Benedetta Rinaldi.

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  Invito di Parolin: non emarginare
  DI ROBERTA P UMPO Le differenze tra varie
  etnie «se vissute nell' amore rappresentano
  una risorsa e una ricchezza insostituibile». Lo
  ha sottolineato il segretario di Stato vaticano
  Pietro Parolin che domenica 19 maggio, nella
  basilica di San Giovanni in Laterano, ha
  presieduto la Messa per la XXVIII Festa dei
  Popoli promossa dall' Ufficio Migrantes della
  diocesi di Roma e dalla Caritas di Roma, in
  collaborazione con le comunità cattoliche
  etniche, con Impresa Sant' Annibale Onlus e
  tante realtà che lavorano nel campo delle
  migrazioni (Centro Astalli, Missionari
  scalabriniani, Missionari Comboniani, Acli
  provinciali di Roma, Apicolf e Federcolf). Una
  festa in parte turbata dalla pioggia, che ha
  visto successivamente per molte ore sulla
  piazza le comunità etniche con il pranzo tipico
  e i balli. Il tema scelto per l' edizione 2019
  della Festa dei Popoli è stato "Nella casa
  comune un' unica famiglia umana" che per
  Parolin offre «il senso vero, autentico e
  profondo dell' evento. L' amore di Gesù ci
  sprona a costruire il Regno di Dio, il nostro
  compito è quello di vivere da fratelli già su
  questa terra». La celebrazione eucaristica è
  stata animata da 26 comunità etniche che hanno dato vita ad una liturgia "universale" con canti,
  preghiere, letture in varie lingue. Per questo il porporato ha paragonato la basilica alla «tenda di Dio»
  nella quale si sono riuniti gli uomini provenienti da ogni latitudine della terra. Seppur in lingue diverse
  sono stati simbolo «dell' unità della Chiesa». Ha quindi invitato a non chiudersi in se stessi e nelle
  proprie sicurezze, a non essere indifferenti e non «ignorare, estromettere o emarginare l' altro perché
  questo significa non amare e la mancanza di amore è il primo passo per uccidere il prossimo nel
  proprio cuore». Incontrarsi è stata la parola chiave della festa, secondo monsignor Pierpaolo Felicolo,
  direttore dell' Ufficio Migrantes della diocesi di Roma. Scopo dell' iniziativa è far comprendere che «è
  possibile una civile convivenza con gli uomini e le donne che vengono da tutto il mondo, è possibile
  vivere insieme nel quotidiano pacificamente».
  Dopo la Messa la festa si è spostata sulla piazza dove erano stati allestiti gli stand per il tradizionale
  pranzo con i piatti tipici di 13 Paesi. Tra i partecipanti Ruslan, ucraino di 33 anni, in Italia da 10 anni, che
  attualmente assiste un anziano malato. È presente ogni anno alla Festa dei Popoli perché «è un
  momento importante in cui il popolo della Chiesa si unisce ed è occasione di conoscere nuove culture».
  Sul palco si sono esibiti tra gli altri i ragazzi dell' African Perfect Armony, un gruppo musicale nato nel
  2017 nel centro di accoglienza delle Tagliate della Croce Rossa di Lucca. Si tratta di un progetto pilota
  che ha unito dieci ragazzi nigeriani richiedenti asilo.
  «Abbiamo realizzato questo progetto per aiutarli ad integrarsi - ha spiegato Mariolina Solaroli della
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  «Paroikìa» La casa tra le case dove Dio parla
  DI SERGIO C ONTI C olpisce e fa un certo
  effetto, entrando, vedere che la chiesa è
  gremita. Colpisce perché è mercoledì, un
  giorno feriale come tanti. E sono le sei del
  pomeriggio.
  Qualcuno chiede: «C' è un matrimonio?». No,
  non c' è nessun matrimonio. Soltanto un
  battesimo, ma gli invitati sono pochi e si
  notano per i tradizionali abiti un pizzico più
  eleganti. Tutti gli altri, e sono tantissimi, sono
  qui per la messa vespertina infrasettimanale.
  Già questa è una notizia, perché in poche
  realtà parrocchiali di questi tempi secolarizzati
  si vede un colpo d' occhio simile. La
  parrocchia in questione è la Cattolica dei
  Greci, una realtà millenaria, che rappresenta la
  più antica chiesa nella diocesi di Reggio
  Calabria - Bova e anche dell' intera regione.
  Dall' altare si vede nitidamente la strada, via
  Aschenez, una delle più trafficate del centro
  reggino. E si vedono le auto in coda e tanta
  gente passare, guardare, fare il segno della
  croce e poi proseguire oltre. Il parroco - che ha
  il titolo della tradizione greca-ortodossa,
  ovvero "protopapa" - è don Valerio Chiovaro,
  subentrato a don Pippo Curatola nel settembre
  2011. Don Valerio è conosciuto in città per i tanti carismi che Dio ha gli ha concesso e che lo hanno
  portano a essere docente universitario, presidente dell' associazione Attendiamoci Onlus, cappellano
  della "Mediterranea" e tante cose ancora, sempre in mezzo alla gente e in particolare ai giovani.
  Esattamente come la "sua" parrocchia, che per sua stessa ammissione, raccoglie persone di grande
  cultura e prese qua e là. Non stanziali nel territorio, ma che accorrono da ogni dove proprio perché si
  sentono accolte.
  «La presenza dei laici dà il senso della qualità della vita parrocchiale» spiega don Valerio, che cita il
  greco « para- òikos, stare in mezzo alle case, casa in mezzo alle case» evidenziando come dia proprio
  l' idea di questa parrocchia, immersa in mezzo al frastuono del centro città. Nonostante la strada sia
  molto trafficata, basta varcare il portone d' ingresso per sentire un silenzio speciale, che ti separa dal
  mondo per spingere all' eternità. Tutti insieme, i laici, il parroco, questo corpo che è la Chiesa. C' è una
  forte connotazione culturale nei fedeli e quindi il parroco sente l' obbligo di parlare la lingua del suo
  gregge: «Serve per farti capire» rammenta don Valerio,. Che sottolinea la presenza di un nucleo, uno
  zoccolo duro, che è tradizionalmente appartenente a questa parrocchia e al servizio della stessa.
  Qualche esempio? C' è una famiglia che da sempre lava gli arredi sacri, un' altra che lava l' altare da
  generazioni. Il servizio che si tramanda. La chiesa è (quasi) sempre aperta e c' è anche un altoparlante
  fronte strada, che annuncia la Parola di Dio a chi passa, a chi lavora nei negozi circostanti.
  Una sorta di linea diretta tra le vetrina dei negozi e la parrocchia. È don Valerio stesso, quando scorge i
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  Raduno

  Ecco il Paese dell' inclusione
  G li immigrati fanno volontariato c o m e g l i
  italiani e con gli italiani, perché si sentono non
  solo cittadini, ma con-cittadini. Essi non sono
  un peso per la col-lettività, ma una risorsa. E
  questo loro impegno civile merita di essere
  conosciuto. Con questa finalità il Centro di
  servizio per il volontariato h a d e d i c a t o i l
  21esimo convegno nazionale dei centri
  interculturali al tema "Immigrati con- cittadini.
  Buone pratiche per la vita comune". L'
  appuntamento è stato il 24 maggio, dalle 9 alle
  18, nell' aula magna dell' Università Roma Tre
  a Roma. Nel corso della giornata di lavori è
  stato possibile incontrare i migranti che
  singolarmente, in gruppi spontanei o nelle
  associazioni si prendono cura delle città e dei
  beni comuni, propongono arte, sport, cultura,
  formazione per adulti e bambini, creando
  occasioni di dialogo interculturale e
  arricchendo la comunità di conoscenza e
  relazioni. Ci sono stati di Akpeje Labilè e Biam
  Combey Tevigan, volontarie in Africa: grazie
  all' associazione Maison de la femme, nel
  cuore di Lomé, in Togo, insegnano alle
  concittadine più povere e analfabete.
  Soulayman Sangore e Abdo Ageza sono tutor
  volontari di Sport senza frontiere. Anche Ihab Talaat è un egiziano, ha 35 anni ed è redattore volontario
  di "Radio web on the move" di Casa Scalabrini 634. Ci sono poi i Bhangra Brothers, sei indiani del
  Piunjab, che dal 2010 propongono corsi di danza gratuiti.
  Babakar ha 24 anni e viene dal Senegal. Durante la settimana lavora, ma il sabato fa volontariato,
  insegnando nel laboratorio "Taglia e cuci in tutte le lingue del Mondo". C' è poi Monica, messicana,
  laureata in Italia, volontaria dell' associazione Dialogo di Aprilia, con la quale dallo scorso anno gestisce
  il sabato un laboratorio di italiano per una decina di bambini di diverse nazionalità. Roberto Ademi ha
  28 anni, è nato e cresciuto nel campo del Casilino '900, oggi sbaraccato. In due biblioteche del Comune
  di Roma, a San Basilio e Ponte Galeria, con "Letture ad alta voce" invoglia bambini e genitori a scoprire
  il valore la lettura dei libri. Con Tariana Diogo, angolana, portano anche i libri nelle case.

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