"Buon Natale e tanto futuro a voi!" - omnia charitas - Fondazione Sacra Famiglia
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omnia
charitas
SOC - DICEMBRE 2012 - Poste Italiane Spa - spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Milano
FONDAZIONE
SACRA FAMIGLIA
ONLUS
Abbiamo cura delle persone disabili
“Buon Natale
e tanto futuro a voi!”sommario dic 12 soc:Layout 1 12/12/12 10.13 Pagina 2
SOMMariO dicembre 2012
uper
omnia EDITORIALE
charitas La luce splende
nelle tenebre
FONDAZIONE
N. 5 - Dicembre 2012 SACRA FAMIGLIA
Periodico della Fondazione Sacra Famiglia
ONLUS
Abbiamo cura delle persone disabili
3
di Cesano Boscone
Direttore responsabile
4
Stefano Lampertico PRIMO PIANO
❚ Don Gnocchi, un
Direttore editoriale
esempio attuale
Don Vincenzo Barbante
❚ Gesù è qui vicino..
Coordinamento editoriale
Stefania Culurgioni
arriva il Natale
❚ Gli “Amici” della
18
Sacra ripartono con SPECIALE
Archivio fotografico ❚ Il futuro di Villa
Garavaglia
Archivio Fondazione Isf Sormani
Donatella Veronese ❚ I corsi APA salute
Tiziano Bernabè in movimento
Antonella Lodedo SCIENZA ❚ I gruppi dei
Progetto grafico e impaginazione ❚ Il medico dei genitori del Santa
Luisa Torreni disabili Maria Bambina
❚ La degenerazione ❚ La storia di
Stampa - Arti grafiche Bianca&Volta maculare senile Marialuisa e Arianna
Trucazzano (Mi)
❚ Maria Vitina
Tiratura - Copie 10.000
si racconta da
Direzione e redazione
9 Settimo
Piazza L. Moneta, 1
20090 Cesano Boscone (MI)
Tel. 02.456.77.753 Fax 02.456.77.549
13
e-mail: comunicazione@sacrafamiglia.org IL PUNTO
❚ Il convegno
Registrazione - Tribunale di Milano n.332 sull’Alzheimer
del 25 giugno 1983
❚ La visita del Gran
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Maestro di Malta
L’Editore garantisce ad abbonati e lettori la riservatez- ❚ Le ceramiste
za dei loro dati personali che verranno elaborati elet- della Thun nei
tronicamente ed eventualmente utilizzati al solo sco- nostri laboratori
po promozionale. Qualora abbonati e lettori non sia- ❚ I bambini
no interessati a ricevere le predette informazioni pro-
mozionali sono pregati di comunicarlo all’Editore, scri-
dell’asilo alla Sacra AGENDA
vendo a Istituto Sacra Famiglia, piazza L. Moneta 1 - Famiglia
20090 Cesano Boscone (MI). ❚ Una svolta storica
GOCCE D’ORO
In conformità al DLGS n° 196/2003 sulla tutela dei da- per il comitato
Donazioni e lasciti
ti personali. parenti
In copertina: Parte del Presepe realizzato dall’artista di
Cesano Boscone Alfredo Caputo. 24SOC editoriale dic 12:Layout 1 12/12/12 10.15 Pagina 3
EditorialE )
La Luce spLende
nelle tenebre
di Don Vincenzo Barbante*
“Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto re- gliava sulla loro avventura, non li aveva abbandonati.
sta della notte?” (Is. 21,11). La notte buia è squarciata da un Nessuno aveva mai contato i passi o le tribolazioni, le ore tra-
grido. La notte con i suoi fantasmi e le sue paure. La notte scorse o gli affanni, tanto più ora. “Quanto resta della not-
S
delle solitudini e delle angosce. La notte senza calore, che dà te?”, nemmeno questo contava più: la meta era vicina e pre-
corpo alle inquietudini. La notte delle attese che sembrano sto il cammino avrebbe trovato il suo esito. Lontano dalla cit-
non avere mai fine. La sentinella sta al suo posto a vigilare tà. Per chi aveva occhi per vedere.
sulle nostre paure, a proteggere le nostre speranze. Porta con “Un bimbo avvolto in fasce, adagiato in una mangiato-
sé un sapere: ancora una volta, presto, l’alba ia” (Lc. 2,12)
verrà e poi il mattino e sarà di nuovo giorno. Fu silenzio, gioia, commozione, un’incrociar-
“Viene il mattino, poi anche la notte; se vo- si di sguardi e di sentimenti.
lete domandare, domandate, convertitevi, ve- “La luce splende nelle tenebre e le tenebre
nite” (Is. 21,12). non l’hanno vinta” (Gv. 1,5)
Per Israele l’attesa sembrava non dover mai L’attesa di un popolo, tutta l’umanità, si era
avere fine. Troppe le delusioni, troppe le fa- conclusa, per chi aveva occhi per vedere.
tiche e le prove. Un destino ineluttabile fat- L’alba del nuovo giorno era finalmente appar-
to di sottomissione, di ingiustizie e prevarica- sa, per chi aveva occhi per vedere.
zioni sembrava riservato al popolo santo. A volte quando penso ai nostri giorni, al cli-
Anche per il giusto la perseveranza appariva una ingenua ma pesante che si respira per le strade della nostra “città”, al-
ostentazione di fede colma di illusioni. A lui, ai profeti era le sue povertà morali e materiali, a tanta ipocrisia che per-
riservata questa domanda: “quanto resta della notte?”. vade i luoghi del potere, sento dentro di me la stessa ansia e
Lasciate le porte della città avevano ripreso il cammino. inquietudine dei magi a Gerusalemme. Crisi è il nome del-
Erano bastate quelle poche ore trascorse a Gerusalemme per la notte: solitudine, impotenza, un freddo penetrante, per-
convincersi che sarebbe stato meglio non ritornarvi. sistente. “Quanto resta della notte?”.
Gerusalemme aveva il fascino di tutte le città, colori, vita- Non bisogna esitare, occorre riprendere il cammino, ridare
lità, qualche bel palazzo e poi la reggia e soprattutto il suo tem- slancio alla speranza, credere. Credere con tutte le forze, con-
pio austero e imponente, ma anche l’ennesimo re i suoi cor- vertire il cuore. Solo così gli occhi potranno vedere: “La lu-
tigiani e quell’odore acre di intrighi e ipocrisia che circon- ce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta”.
da il potere, e poi i commercianti assetati di affari e denaro, “Per tutti nasce Gesù. Nasce per coloro che credono e per
e quel nugolo di mendicanti e poveracci convenuti da ogni coloro che affermano di non credere; nasce per chi lavora,
dove. Se l’erano svignata in tutta fretta, saturi di quella soffre, spera di costruire un mondo migliore e per quanti,
umanità priva di sogni, gelosa delle proprie vanità e sospet- stanchi e delusi, vivono lo smarrimento e l’angoscia. A tut-
tosa, e per riguadagnare tempo avevano accettato di sfida- ti è offerta la felicità del Natale, tutti possono accogliere il
re la notte e le sue tenebre: la speranza non poteva essere ab- Verbo, la Parola di Dio fatta carne, tutti possono aprire le
bandonata nelle strette vie di quella città. Sì, meglio la porte affinché noi diventiamo, in Gesù figlio del Padre, fi-
notte: fredda, oscura, con i suoi pericoli e i suoi silenzi, nei gli di Dio. Forse, in questa notte nella quale le sentinelle gri-
quali senti solo il palpitare del cuore che accompagna il rit- dano di gioia perché il Verbo si è fatto carne, inizia per qual-
mo del respirare. La notte delle attese, dei passi incerti, cuno di noi un viaggio nuovo, al quale dovremo restare fe-
della fede nonostante tutto. deli” (C.M. Martini, Omelia della notte di Natale, 1993)
E d’improvviso apparve, nuovamente, la stella. La guida, il A tutti, Buon Natale. ■
conforto, l’amica. Non fu più timore, né solitudine: chi ve- *Presidente della Fondazione Sacra Famiglia
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(primo piano
Don Carlo Gnocchi
un esempio attuale
Stefania Culurgioni
Nell’intervista con Mons. Angelo Bazzari, Presidente della Fondazione,
abbiamo parlato di etica, bene comune e del Natale
C’ erano una volta i padri fonda-
tori. Quelli che trovavano il
coraggio di costruire grandi opere de-
dite al prossimo. Quelli che racco-
glievano i poveracci dalle strade e se
li portavano a casa, e poi mettevano
insieme donazioni e lasciti e volonta-
ri e suore, e col tempo edificavano
istituti che si prendevano carico dei
disabili, degli orfani e dei vecchi. Si
chiamavano don Carlo Gnocchi, don Mons. Angelo Bazzari, Presidente
Luigi Monza, don Giovanni Calabria della Fondazione Don Carlo
Gnocchi
o don Domenico Pogliani, furono pre-
ti, uomini in prima fila, senza troppe
schizzinoserie né ambizioni di potere, Ricorre il terzo anniversario di beati- le e le norme sempre più dettagliate ed
fondarono istituti di cura e accoglien- ficazione di don Carlo Gnocchi, e po- esigenti che vengono espresse. I nostri
za che durano tutt’oggi, anche se a fa- chi giorni fa è stato inaugurato un mu- fondatori invece sono riusciti a coniu-
tica, stretti da un lato dalle forbici seo a lui dedicato. In che modo la fi- gare la provvidenza con la previden-
della spending review e dall’altro dal- gura di don Carlo Gnocchi è ancora za, affrontando i problemi del loro
la burocrazia di uno Stato sempre più attuale ai nostri giorni e può dare un tempo. Pensando a questo capiamo
esigente. Settimana scorsa è stato il insegnamento nella società di oggi e in come la contemporaneità di don
terzo anniversario di beatificazione particolare a giovani e famiglie? Gnocchi vale anche sul piano opera-
di uno di loro, don Carlo Gnocchi, a Scherzosamente ogni tanto dico: se tivo perché non è stato un navigato-
cui è stato anche dedicato un piccolo questi nostri fondatori, don Orione, re solitario, non si è fatto carico da so-
museo inaugurato in via Capecelatro don Calabria del Cottolengo, don lo di tutti i problemi derivanti dalla
a Milano. Siamo andati ad intervista- Gnocchi e don Pogliani fondatore violenza suprema che è la guerra, ma
re Mons. Angelo Bazzari, il Presidente della Sacra Famiglia, fossero vissuti og- ha cercato di coinvolgere le istituzio-
della Fondazione don Gnocchi. gi, li arresterebbero tutti, con le rego- ni civili ed ecclesiali. La guerra, dice
(SoC ❙ dicembre 2012
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lui in un suo scritto, ha disfatto l’uo- mondo che chiamiamo non profit. Il Milano che ha avviato una procedu-
mo, adesso bisogna restaurare l’uo- problema è integrare, non quindi so- ra di licenziamento di 244 ammini-
mo, rifare l’uomo, e nel rifacimento stituire, surrogarsi, perché le tre gam- strativi suscitano molti interrogativi,
dell’uomo, cioè del suo equilibrio per- be del tavolo devono tenere tutte. in particolare sotto il profilo etico.
sonale e sociale, occorre il contributo Noi siamo collocabili, per storia, tra- Cosa significa per lei servire il bene
di tutti, un messaggio così non può dizione, nell’area non profit perché da comune?
non essere baciato dall’attualità, per- una parte dobbiamo mantenere le fe- Intanto mentre citiamo il San
ché don Gnocchi era un educatore na- deltà con il nostro passato quindi con Raffaele citiamo solo la punta di un
to e ha trascinato i giovani del suo chi ha fondato le nostre istituzioni, iceberg che in Italia è profondo. Non
tempo dentro in un pellegrinaggio dall’altro dobbiamo declinarle nel- si riesce più a reggere o comunque a
educativo molto efficace, condivi- l’oggi. Quali sono le modalità che noi garantire una qualità di servizio che
dendo con loro i momenti gioiosi di dobbiamo usare? Non vedo le cose in risponda alla dignità umana perché si
cultura ed educazione strutturata nel- modo allarmistico e catastrofico, ma ragiona solo in termini economici e
le scuole e altri momenti invece di nel problema vedo un’opportunità da una parte abbiamo uno Stato che
apocalisse nella guerra e nelle lande che è quella di fare prevalere una spe- continua a chiedere di migliorare am-
russe e sulle frontiere montenegrine e ranza affidabile, fare delle analisi rigo- bienti, strutture, tecnologie più avan-
greco albanesi della seconda guerra rose e cercare di trovare le forme per zate per poter seguire la qualità e dal-
mondiale. Per cui oggi è una figura far scattare la consapevolezza dei no- l’altra non ci si mette più ai tavoli per
non da museo quasi nostalgico di un stri dipendenti, la solidarietà funziona- adeguare le rette ai costi effettivi ma
passato prezioso da chiudere in uno le ad un bene comune che dobbiamo tutto viene all’insegna del meno, bi-
scrigno ma è un museo vivo e dinami- in qualche modo conservare e pro- sogna tagliare tagliare tagliare, questo
co da riproporre oggi ai nostri ragazzi. muovere altrimenti l’alternativa di- è l’imperativo categorico. Detto que-
Avremmo bisogno di questi uomini venta anche per noi un’alternativa sto, mi pare che in questa crisi ci sia
perché stiamo vivendo in una schizo- piuttosto dura e forte ma non penso un equivoco, dove si continua a pen-
frenia e manchiamo di una capacità di che siamo condannati ad arrivarci. sare che l’etica sia una spalmatura,
mordere il reale, di stare dentro nelle una specie di lifting sul mercato. Io
cose, di costruire davvero la presenza Grandi scossoni minano la sanità vedo che ci sono delle grandi multi-
non solo come testimonianza ma an- lombarda, oltre alla spending review, nazionali che spremendo i propri ope-
che una presenza costruttiva del bene vicende come quella che ha coin- ratori al dio moloch che è il guadagno
comune in questo Paese. volto l’ospedale San Raffaele di e il profitto si accorgono però che
La crisi investe le famiglie, i singoli
e le istituzioni e anche il sostegno del-
lo Stato subisce forti contrazioni che
comportano tagli significativi dei fi-
nanziamento alle attività di Enti co-
me la Fondazione don Gnocchi.
Come è possibile affrontare questa si-
tuazione? Come pensa sia possibile
mantenere un livello adeguato di
qualità delle proprie prestazioni in
presenza di questa riduzione dei con-
tributi pubblici?
Se guardiamo al panorama attuale dei
soggetti che tentano di rispondere ai
bisogni essenziali della salute ma an-
che ai desideri di una qualità di vita,
il panorama oggi è composto dallo
Stato, da un mondo profit e da un
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quella linea non è sufficiente per mo- caratterizzati da un contesto cultura- partire: se noi riusciamo a cogliere di
tivare chi lavora e hanno bisogno di le più omogeneo e forse più attento Dio quello che ci insegna, l’oltre, il di
aggiungerci, di spalmarci una mano di al mondo della fragilità. Oggi assistia- più, il diverso, l’altro con la A maiu-
solidarietà, così si inventano forme di mo a uno sgretolamento dell’etica a scola, tutto quello che facciamo va be-
responsabilità sociale, poi se diventa- partire dalla stessa classe dirigente ne, se lo facciamo in linea e ritmato da
no foglie di fico o una linea di perse- (corruzione, evasione..) A suo giudi- questi principi, ma dobbiamo sem-
guimento lo vedremo in seguito. Noi zio il Natale cosa può indicarci, a co- pre avere in mente un orientamento
invece, come mondo no profit, siamo sa ci richiama? lungo. Se dovessi tradurre con un’im-
per natura e vocazione statutaria in- Rifacendomi ai pensieri e all’inse- magine queste mie idee direi che oc-
sediati proprio su questa responsabi- gnamento di don Gnocchi credo che corre che ci attrezziamo del cannoc-
lità sociale e perseguiamo il bene co- le due leve a cui ci richiama il Natale chiale per guardare sempre più lonta-
mune che non è soltanto il bene e su cui lui lavorava erano il Dio cri- no, e sempre oltre, e sempre alto. E nel
aziendale, ma è il bene delle persone stiano incarnato, non partorito dalla frattempo, l’altro strumento è di uti-
nella loro integralità e totalità che si nostra fantasia o collocato fuori da lizzare, insieme al cannocchiale, la
rivolgono a noi. E allora noi interpre- questo mondo, ma un Dio che non ha lente d’ingrandimento che non ci fa
tiamo l’etica non come un’aggiunta, fatto finta di farsi prossimo, si è fatto stare solo alla superficie delle cose
ma come una chiave interpretativa prossimo davvero e ha vestito non in ma ci manda in profondità trivellan-
dello stesso mercato. Se esso si fonda maniera stagionale la nostra umanità do davvero i cuori. Qui Benedetto
solo sulla meritocrazia rischiamo di di- e ha inaugurato una condivisione pie- XVI nella sua enciclica sulla Carità di-
videre le persone o impostare soltan- na dell’uomo, questa l’idea madre e ceva: dobbiamo vedere i bisogni del-
to carrieristicamente un percorso ge- chiave che ha spinto don Gnocchi nel l’uomo col cuore, non solo con gli
rarchico che alla lunga divide, se in- sociale, la traduzione di un Dio tra- occhi seppur potenziati dal collirio,
vece facciamo prevalere quello che scendente che è dentro la realtà quo- ma vederlo invece con il cuore, con
non si può mettere a libro paga, cioè tidiana. La seconda leva che ha utiliz- slancio, partecipazione, emozione,
la gratuità, il senso di appartenenza, zato è stata quella di dire come spen- quell’ingolfamento di sentimenti
questi sono i valori aggiunti. Questo dersi in questa direzione e su questa li- umani che ci rimpastano con l’uo-
è per me il perseguimento del bene nea: ossia abbiamo un Dio che non è mo. Il Natale ci insegna che non c’è
comune che non è la sommatoria dei Onnipotente ma va a finire solo e discriminazione fra gli uomini con
singoli beni ma diventa appunto un povero in canna su una croce e quin- questo Dio che si incarna e che va a
bene che vale per tutti in maniera di la croce è la risposta al senso del do- morire su una croce ma ci fa partire
equa e solidale e universalistica. Se lore, al significato della sofferenza, dai più fragili e in questi cortei civili
non riusciamo a lavorare su queste le- non l’ha affrontato dando risposte o processioni ecclesiali non possia-
ve io credo che il contenimento dei teoriche, si è caricato su di sé questa mo seminare per strada cadaverica-
costi, la razionalizzazione organizzati- umanità e la risposta è stata quella del- mente nessuno ma trovare il passo
va non saranno sufficienti a farci bai- la condivisione. Queste le due leve su giusto per, direbbe don Gnocchi, met-
passare questa crisi ma occorrerà ri- cui ha lavorato don Gnocchi, e quin- tere delle protesi ai più deboli perchè
spolverare questi valori, immettere di contestualizzando tutto questo al- riescano a camminare anche loro con
dentro nel corpo sociale questo flus- l’interno del Natale, c’è la voglia di ri- il ritmo della nostra società. ■
so sanguigno di motivazione sociale
perché davvero si torni a pensare in-
sieme al meglio, fare di più ma farlo Un museo su don Carlo Gnocchi
insieme.
Alla fine di ottobre, per il 3° anniversario di beatificazione di don Carlo
Sta arrivando il Natale: le chiedo Gnocchi, il presidente Mons. Angelo Bazzari ha inaugurato un museo a
una riflessione sul suo significato lui dedicato. Il museo si trova presso il Centro Irccs “S. Maria Nascente”,
alla luce degli accadimenti di più in via Capecelatro 66 a Milano, e raccoglie i tanti piccoli oggetti della vi-
stretta attualità. Anche il Beato ta quotidiana del grande e coraggioso prete: il suo orologio, i breviari, let-
Carlo Gnocchi si è trovato ad opera- tere, scarponi di montagna, foto e anche la Fiat Topolino dell’epoca.
re in tempi difficili, ma certamente
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primo piano )
Gesù è quì vicino,
devi solo cercarlo Ufficio comunicazione
Arriva il Natale: l’appuntamento
con il Recital e poi un presepe in mostra con musiche e letture
La Festa dei Centri
Diurni in teatro
Martedì 18 dicembre alle 10 ci
sarà nel teatro dell’istituto la
Festa di Natale dei Centri Diurni.
Con il coro dei ragazzi del repar-
to Santa Chiara, musiche e can-
zoni di un gruppo di volontari, di
operatori interni ed esterni, la
mattinata sarà movimentata e
divertente. Non mancate!
La recita dei bimbi a
I l Recital di Natale: Fuori dalla
Chiesa della Sacra Famiglia, uno
striscione bianco con una scritta rossa
La mostra del Presepe: Oltre la ve-
glia di mezzanotte con la messa di
Natale del 24 dicembre, c’è qualco-
Villa Sormani
InVilla Sormani, appuntamento il
dice: “Gesù è qui. Apri la porta, e sarà sa di molto bello che aspetta tutti i vi- 20 dicembre alle ore 10 con i
festa!”. Questa frase è un invito. sitatori: la mostra di un Presepe (in bimbi dell’asilo Maria Bambina
Significa: non aspettare che sia lui a copertina) realizzato da un artista di di Cesano Boscone che faranno
cercarti, non aspettare di cozzarci con- Cesano Boscone, Alfredo Caputo. una recita davanti agli Ospiti del
tro mentre giri l’angolo. Gesù è ovun- Questo signore cesanese ha deciso centro. Seguirà un rinfresco.
que, ma devi avere occhi per vederlo, di dedicare il suo tempo libero e la
e voglia di trovarlo. Questo è anche il sua creatività per costruire da zero Venite a visitare
tema del Recital di Natale che gli delle tavole di legno, che ha dipinto il Punto Espositivo
Ospiti della Fondazione Sacra Famiglia, e unito per formare un Presepe. dei Laboratori!
gli operatori e i Frati, ideatori e registi, L’effetto scenico è suggestivo, e vi Presso l’edificio Ex Casa Ancelle
metteranno in scena in queste date: do- invitiamo tutti all’inaugurazione che sarà possibile visitare il punto
menica 16 dicembre alle ore 15 con si terrà domenica 23 dicembre alle espositivo dove saranno presen-
replica mercoledì 19 alle ore 10 (in 15 nella cappellina della Chiesa. In tati i lavori realizzati dai nostri
questa data, ci saranno anche i bambi- quell’occasione si farà anche una ri- Ospiti nei laboratori interni di te-
ni dell’asilo e studenti di altre scuole tra flessione sul Natale, con la lettura di rapia occupazionale.
il pubblico). Tra balletti, scene e dialo- testi tratti dagli scritti del Cardinal Orari: 15 dicembre, 10/13 - 16 di-
ghi, parteciperanno 120 Ospiti del- Carlo Maria Martini, San Francesco cembre, 10/12.30 e 14/17 - da17
l’istituto, più gli operatori e i ragazzi del e Santa Chiara, e poi ci saranno i co- al 21 dicembre 15/16.30 - 22 e 23
Servizio Civile. Quest’anno i prota- ri, i canti e le musiche suonate da dicembre, 10/13.
gonisti saranno i Magi che, guidati da Manuela Picozzi e la violinista Chiara Vi aspettiamo numerosi!
una stella, cercheranno il luogo dove si Marchesi, educatrice a Settimo
trova il Bambino. Milanese . ■
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Gli “Amici” della Sacra Famiglia
ripartono con slancio
La senatrice Mariapia Garavaglia nominata Presidente
dell’Associazione Amici. Riflessioni, progetti, obiettivi..
G uardare al futuro, fare squadra e la-
vorare affinché sempre più perso-
ne conoscano la Fondazione Sacra
venti “di tutti” e non solo di una nic-
chia interessata di utenti?
La non autosufficienza sta diventando
Famiglia. Approfondire relazioni, dar vi- un tema di tutti, perché si invecchia e
ta a nuovi contatti organizzando even- tutti abbiamo anziani in casa. Credo
ti ed occasioni di incontro. dunque che sarà proprio la condizione
L’Associazione “Amici della Sacra dell’anziano ad illuminare indiretta-
Famiglia” si rinnova. Con l’elezione del mente le difficoltà di sostegno e di assi-
nuovo Presidente Mariapia Garavaglia, stenza di tutti gli handicap, compresi
che qui intervistiamo, il gruppo si pre- quelli pediatrici. Diventeranno temi
para a lanciare il suo primo appunta- prioritari.
mento: sabato 19 gennaio, dopo l’assem- Da poche settimane lei è diventata
blea ufficiale, si incontreranno gli ex di- Presidente dell’Associazione Amici
pendenti. Domenica 20 gennaio sarà la della Sacra Famiglia. Come intende
volta di parenti e volontari. rilanciarne il ruolo?
consiglio di amministrazione: mi ha L’associazione Amici è la volontà di
Senatrice Mariapia Garavaglia, come sempre reso molto orgogliosa perché rappresentare nel presente e nel passa-
è cominciata la sua avventura nella questa è una delle istituzioni che fanno to tutti coloro che avendo conosciuto da
Fondazione Sacra Famiglia? Milano grande. vicino l’Ente hanno potuto cogliere la
La mia amicizia con la Sacra Famiglia è Lei è senatrice ed ha avuto un ruolo di preziosità di questa istituzione. Essa ser-
cominciata attraverso Mons. Piero primo piano nella vita politica del ve per fare propaganda, pubblicità, pro-
Rampi e la Onorevole Maria Luisa Paese: che posizione occupa il tema mozione a questo ente, a raccontarne la
Cassanmagnago che era stata assessore della disabilità nell’agenda politica di ie- specificità e l’eccellenza, promuovendo
ai servizi sociali. Erano gli anni ’70, io a ri e di oggi? dibattiti, incontri, valorizzando l’isti-
mia volta facevo l’assessore ai servizi Nell’agenda politica il tema della disa- tuzione con attività di fund raising. In
sociali a Cuggiono e alcuni invalidi bilità non è una priorità, mi dispiace dir- quanto “amici” abbiamo molte relazio-
gravi li mandavamo qui. Ho sempre lo. Vedo che quando si parla delle fami- ni e conosciamo la qualità del servizio,
avuto un occhio particolare per questa glie con persone disabili c’è sensibilità, quindi possiamo dilatarne l’eco.
istituzione perché era l’unica che accet- ma quando poi si deve fare un finanzia- L’obiettivo è che da una piccola fiam-
tava i gravissimi. Negli anni la mia ami- mento i soldi non ci sono mai. È una mella arrivi un fuoco. Nel primo consi-
cizia è diventata costante. Sono diven- contraddizione incredibile. Il non pro- glio ci siamo detti che alla riunione
tata ministro della Sanità nel governo fit, l’associazionismo c’è, ma dallo Stato successiva faremo una programmazione
Ciampi e ho seguito la legislazione so- arriva solo burocratizzazione: si devono affinché il 2013 sia punteggiato da tan-
cio sanitaria, e conoscere la Sacra fare certificazioni continue, visite di ri- ti appuntamenti. Vorremmo fare qual-
Famiglia mi era importante perché mi chiamo e il fatto che si concedano so- cosa di pubblico con le famiglie, vorrem-
dava un esempio sul campo. Poi sono lo pochi euro per riconoscimenti Inps e mo poi che Mons. Pogliani diventasse
stata nominata rappresentante della Inail è una cosa avvilente, umiliante. beato perché dedicarsi agli ultimi è una
Fondazione Moneta e sono entrata nel Che cosa si può fare affinché il tema di- vocazione evangelica. ■
(SoC ❙ dicembre 2012
( 8Soc Scienza dicembre 12:Layout 1 12/12/12 10.31 Pagina 9
SCienza )
IL MEDICO dei disabili
Fabrizio Pregliasco Direttore Scientifico Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus
e Ricercatore all’Università degli Studi di Milano
Uno studio per migliorare la gestione del rischio clinico nella professione
infermieristica della Fondazione Sacra Famiglia
La salute, definita dall’OMS come considerata solo oggetto di studio, di ri-
completo benessere fisico, psichico e so- cerca o di assistenza, ma persona che
ciale, è ciò a cui il medico tende. In par- esprime esigenze e che attende risposte
ticolare, nel caso di soggetti fragili - quotidiane, coordinate ed efficaci.
come disabili e anziani - l’attività del Nella struttura sanitaria, il disabile
medico è essenzialmente di promozio- non deve sentirsi discriminato, deve in-
ne della salute. vece trovare un’assistenza di qualità
La medicina orientata al curing (curare che si caratterizza per capacità di acco-
per guarire) ha portato la scienza medi- glienza e ascolto, efficienza nell’indi-
ca a diventare bio-medicina che divide viduare, valutare e curare la sua con-
Prof. Fabrizio Pregliasco
il corpo dalla mente e riduce il sogget- dizione patologica.
to ad oggetto: l’uomo diventa oggetto di
studio, spesso curato indipendente- zioni patologiche emblema dell’im- Per raggiungerla è necessario che il me-
mente dal suo vissuto personale e dal- potenza guaritiva che l’attuale mo- dico abbia una formazione scientifica e
le sue interazioni con il curante. Tutto dello bio-medico mal tollera; condizio- professionale che lo renda capace di:
ciò ha portato a una medicina sempre ni, però, di cui il medico può e deve ❚formulare una valutazione multidi-
più tecnologica e costosa. Ritenere che farsi carico. mensionale della persona,
tutte le condizioni patologiche siano po- Oggi le RSA e le RSD sono diventate ❚favorirne l’autonomia e, ove possibi-
tenzialmente comprensibili, e quindi il luogo della cura di queste persone e di le, contribuire al suo ripristino,
guaribili, si scontra, purtroppo, con queste patologie e l’integrazione socio- ❚assistere la persona sul territorio, in-
l’esperienza ineludibile del dolore e del- sanitaria, in esse perseguita, fa riflette- terfacciandosi con una rete articolata di
la morte. re su quali e quante risorse debbano es- servizi sociosanitari,
L’efficacia della bio-medicina ha fatto e sere stornate dalla “terapia che guari- ❚porre attenzione ai determinanti
fa sopravvivere, sempre più numerosi, sce” (curing) per destinarle alla cura socioambientali del benessere e della
malati che un tempo sarebbero decedu- che non guarisce (caring). malattia (famiglia, scuola, mondo del
ti, con postumi ed esiti invalidanti. Per interpretare i bisogni della persona lavoro).
L’invecchiamento progressivo della po- disabile è, di conseguenza, necessario un Solo così il medico sarà in grado di ga-
polazione ha portato con sé patologie approccio multidisciplinare e socio-sa- rantire al disabile cure equivalenti a
non guaribili il cui impatto epidemio- nitario integrato, commisurato all’indi- quelle di cui dispongono gli altri mem-
logico è decisamente consistente. viduo e al suo ambiente. bri della società.
Esistono, pertanto, numerose condi- La persona disabile non deve essere La cura di soggetti fragili richiede neces-
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(SCienza
sariamente una valutazione multidi- ALLEANZA TRA MEDICO E PAZIENTE
mensionale perché il loro benessere e la
loro qualità di vita dipendono da con- Nell’approccio alla disabilità e nell’attuale contesto sociale, l’alleanza
dizioni di ordine psicologico, socio-am- tra medicoe paziente deve considerare “ideali” i seguenti elementi
bientale ed economico, oltre che da
problemi di ordine medico. ❚LA COMPETENZA ❚LA COMUNICAZIONE ❚LA COMPASSIONE
E il medico, in ordine alla promozione ❚LA CONTINUITÀ ❚IL NON CONFLITTO D’INTERESSE
della loro salute, assolve un duplice
(Emanuel EJ, Dubler NN. Preserving the physician-patient relationship in the era of
ruolo: tecnico (deve saper fare diagno- managed care. Jama 1995; 273: 323-329)
si, prevenzione, cura e riabilitazione) e
L
umano (deve possedere capacità di
coinvolgimento rispetto agli aspetti Altro aspetto difficile da gestire riguar- dere informazioni, percorsi di cura e
emotivi della malattia). da le indagini diagnostiche. Si cerca obiettivi di presa in carico. Questo
sempre di circoscrivere il numero degli aspetto impone al medico un rappor-
Il rapporto medico-disabile è spes- accertamenti biochimici e strumenta- to più complesso e articolato rispetto
so complicato dalla presenza contempo- li da eseguire perché i problemi che ne alla classica relazione medico-pazien-
ranea nel paziente di fragilità fisica e di conseguono spaziano dal far compren- te in diverse fasi che comprendono
fragilità psichica, legata alla presenza di dere la necessità di un l’anamnesi, la formu-
disturbi neurologici, psichiatrici, ca-
ratterizzati da turbe comportamentali e
accertamento, al repe-
rire la collaborazione Il medico deve lazione di una dia-
gnosi, la scelta della
da difficoltà di adattamento ai cam- del soggetto disabile, anche avere terapia o dei tratta-
biamenti ambientali.
L’evento malattia è di difficile interpre-
dal gestire un eventua-
le stato di agitazione la capacità menti, la possibilità
di attuare forme di
tazione, sia per gli aspetti clinici pecu- che può prevedere il di coinvolgimento prevenzione.
liari che assume, sia per le manifestazio-
ni atipiche in cui si estrinseca. La situa-
ricorso a terapia far-
macologica o a stru- emotivo L’attività medica
zione di malessere fisico e di dolore menti di tutela e pro- con il paziente si inserisce pertanto
può diventare un ulteriore elemento di tezione fisica, all’even- negli interventi com-
disagio, capace di incrementare una tuale preparazione all’esecuzione di in- plessi volti ad aumentare le condizioni
difficoltà preesistente. dagini strumentali dove è richiesta la di salute, intesa come benessere fisico,
Il dolore e il malessere si esprimono somministrazione di farmaci. psichico e sociale del disabile.
talvolta in modo atipico attraverso un Compito del medico è anche quello di Per raggiungere l’obiettivo è necessario
disturbo comportamentale che può trovare la strategia migliore per supe- disporre di apporti medici plurispecia-
avere manifestazioni variabili. La ten- rare le difficoltà e raggiungere così listici che consentano di mantenere
denza all’isolamento, l’oppositività, l’obiettivo. elevata la soglia di attenzione ai distur-
l’auto-etero aggressività, l’ipereccita- bi dipendenti e/o associati alla situazio-
bilità, le turbe del sonno e dell’appeti- Il ricorso ad alcuni medici specia- ne clinica di base, sia essa neurologica,
to sono alcune delle espressioni che listi comporta per essi stessi una difficol- psichiatrica, malformativa genetica o
possono accompagnare le manifesta- tà di approccio, dovuta alla scarsa con- patologica cronica.
zioni di sofferenza fisica. In tale conte- suetudine a curare soggetti fragili affet- Elemento chiave per conseguire un
sto, è evidente che diventa difficile ti da comorbilità. Mancano spesso stu- successo nel mantenimento della sa-
identificare un sintomo, un segno di pa- di in letteratura su ambiti specifici e lute dei soggetti fragili consiste, sopra-
tologia. La valutazione stessa dell’enti- questo impone a ogni professionista di tutto, nel consolidamento di sinergie
tà del dolore è problematica. Non esi- trovare un proprio approccio. tra figure professionali e persone che,
stono scale specifiche che tengano con- Inoltre, il soggetto fragile è inevitabil- con ruoli e in momenti diversi, colla-
to delle caratteristiche del soggetto af- mente accompagnato da parenti/tuto- borano a un medesimo progetto, vol-
fetto da DI e quelle esistenti sono solo re/amministratore di sostegno/care- to, da un lato all’assistenza del pa-
in parte in grado di fornire un sistema giver che costituiscono un ulteriore ziente, e dall’altro alla valorizzazione
di misura dell’intensità del dolore. target di riferimento con cui condivi- delle sue autonomie. ■
(SoC ❚ dicembre 2012
( 10Soc Scienza dicembre 12:Layout 1 12/12/12 10.31 Pagina 11
SCienza )
La DMLE Degenarazione
Maculare Senile
Dott. Mario Ercole Alessandro Giò Responsabile Medico U.O. Oculistica Casa di Cura Ambrosiana
L
Casa di Cura Ambrosiana è la prima struttura ospedaliera
che esegue l’ esame del test genetico per la valutazione del rischio.
La Maculopatia Senile o scono la crescita dei neovasi sottore-
Degenerazione Maculare legata all’età, tinici: i capillari anomali regredi-
come viene definita dagli esperti, è la scono, le emorragie e i liquidi che
causa principale di cecità civile in hanno impregnato e sollevato la re-
Occidente. Colpisce una persona su tina si riassorbono. Una puntura non
tre dopo i 75 anni e si manifesta con basta; a volte se ne fanno più di tre,
frequenza elevata dopo i 55 anni, tan- una al mese.
to da essere considerata una malattia
sociale, gravemente invalidante. Si sti- Alcuni pazienti proseguono la
ma che ad oggi in Italia circa un milio- Dott. Mario Ercole Alessandro Giò cura mensilmente per più di un an-
ne di persone sia affetta da DMLE no. Alcuni però, purtroppo, non ri-
(Degenerazione maculare senile). generativo e impediscono la perdita spondono alle terapie e la malattia
Il danno retinico di quei due millime- della vista. della Degenerazione Maculare Senile
tri centrali della retina nei quali si con- Il 20% delle DMLE però si manifesta fa inesorabilmente il suo nefasto de-
centrano il 90% delle cellule nervose nella forma umida, che rapidamente corso invalidante.
deputate alla visione, può far perdere il porta all’abbassamento della vista. La Casa di Cura Ambrosiana di Cesano
90% della capacità visiva. Come con- Invece dell’atrofia, sotto il centro del- Boscone è la prima struttura ospedalie-
seguenza, i malati affetti da tale malat- la retina si formano dei capillari (neo- ra che esegue l’esame del test genetico
tia perdono l’autonomia e spesso cado- vasi) che crescono sanguinano e perdo- per la valutazione del rischio di
no in gravi sindromi depressive, para- no siero. L’esito della patologia è l’in- Degenerazione Maculare Senile.
gonabili a tutti quei malati che subisco- sorgenza di cicatrici; i sintomi sono Recenti studi hanno dimostrato che
no i danni delle patologie gravemente variabili: una macchia centrale si so- esiste una elevata predisposizione di
invalidanti. vrappone a tutto quello che si cerca di ordine genetico ad ammalarsi di DMLE
Esiste una forma di DMLE prevalente guardare, le immagini sono distorte, nel corso del tempo se si ha familiari-
di tipo atrofico, per cui il centro della la guida e la lettura risultano impossi- tà con persone affette da questa pato-
retina, la macula, progressivamente si bili. logia. Il dato genetico combinato con
atrofizza. Questa forma ha come effet- Esistono oggi delle terapie efficaci, alcune variabili ambientali (fumo, ali-
to il lento ma inesorabile calo della vi- che arrestano la crescita dei neovasi. mentazione, stili di vita non sani etc)
sta. Non esiste attualmente terapia al- Queste sono in grado di bloccare la possono far aumentare questo rischio in
la DMLE. La prevenzione però ha una crescita dei capillari neoformati sotto- modo esponenziale.
reale efficacia: stile di vita sano, dieta retinici, arrestando il processo degene- Gli studi effettuati sul genoma umano
adeguata con frutta e verdura, apporto rativo e spesso ripristinando una buo- hanno permesso di individuare alcu-
abbondante di determinati metaboliti na acuità visiva. ne regioni del DNA in cui risiedono
contenuti in molti prodotti nutriceuti- Le cure consistono in iniezioni nel dei geni le cui eventuali alterazioni
ci riescono ad arrestare il processo de- bulbo oculare di farmaci che inibi- possono permettere di valutare un
11 ) dicembre 2012 ❚ SoC)Soc Scienza dicembre 12:Layout 1 12/12/12 10.32 Pagina 12
(SCienza
possibile futuro manifestarsi della pa-
tologia.
A seguito di questi studi è stato mes-
so a punto un test per la valutazione
del rischio.
L’assetto genetico di una persona ovve-
ro la presenza o assenza di varianti nel-
la sequenza del DNA (polimorfismi),
ha un ruolo fondamentale nel determi-
nare il rischio di sviluppare alcune pa-
tologie.
In particolare nel test dedicato alla de-
generazione maculare senile vengono
analizzati 6 polimorfismi localizzati in 5
geni (ARMS2, CFH, C3, CFB, C2).
Avere una predisposizione genetica al-
la degenerazione maculare senile non
significa necessariamente che si svi- Il risultato fornito del test viene ❚adottare uno stile alimentare sano
lupperà la malattia. Un rischio geneti- espresso in percentuale, ovvero viene (ricco di antiossidanti), limitando il più
co basso non garantisce al paziente espressa la percentuale di rischio gene- possibile alimenti ad alto contenuto di
che non svilupperà la malattia. tico che il paziente ha di sviluppare la grassi;
Il test è indirizzato a tutti i pazienti malattia. ❚non fumare e limitare il consumo di
che hanno una familiarità con la bevande alcoliche;
DMLE e ai pazienti che hanno da po- La percentuale di rischio geneti- ❚proteggere gli occhi dall’esposizio-
co ricevuto la diagnosi di DMLE (per co è un dato che rimarrà invariato nel ne alla luce solare (indossando occhia-
avere informazioni sull’andamento del- corso di tutta la vita del paziente. li da sole);
la malattia e meglio definire l’efficacia L’oculista di fiducia, dell’ Unità ❚evitare sovrappeso e obesità;
del programma terapeutico). È suffi- Operativa di Oculistica di Casa di Cura ❚controllare e compensare iperten-
ciente un piccolo campione di DNA Ambrosiana, che è in possesso di un co- sione e malattie cardiovascolari;
che viene prelevato, con un apposito dice di accesso per poter leggere gli ❚assumere integratori alimentari mi-
spazzolino, dal lato interno delle guan- esami computerizzati, elabora i dati rati (a base di luteina, Zeaxantina,
ce. È richiesto solo un periodo di digiu- per ciascuno dei 5 geni esaminati e i lo- Zinco, omega 3 e altri elementi che fa-
no pre esame di 1 ora. Il campione ro 6 polimorfismi considerati dal test, voriscono il mantenimento dell’integri-
viene inviato ad un laboratorio certi- mediante un algoritmo interattivo che tà delle strutture interessate dalla pato-
ficato che ne esegue l’analisi e – dopo consentirà di incrociare il dato geneti- logia);
circa 30 giorni - il risultato viene invia- co con altri fattori strettamente legati ❚sottoporsi a controlli specialistici
to via mail in Casa di Cura allo stile di vita e alle abitudini dei oculistici periodici (soprattutto dopo i
Ambrosiana. pazienti che potrebbero fornire una 40-50 anni di età).
percentuale di rischio clinico globale I pazienti con recente diagnosi di
INFOrmazioni
diverso. DMLE possono ottenere le seguenti
Il test può essere prenotato telefo- Alcune abitudini considerate “non sa- informazioni utili nella formulazione
nicamente al numero 02/45876200 ne” quale il fumo, un’alimentazione del programma terapeutico:
6258 dalle ore 8.00 alle ore 18.00 non equilibrata, la sedentarietà, l’espo- ❚risposta efficace all’utilizzo dei farma-
oppure direttamente presso lo sizione ai raggi solari senza occhiali da ci anti VGF somministrati per via in-
sportello dell’Ufficio Ricoveri. La sole, possono incrementare la percen- travitreale (iniezioni intravitreali);
prenotazione non necessita di im- tuale di rischio. ❚coinvolgimento del secondo occhio,
pegnativa ma solo dell’indicazione A seconda della percentuale di rischio che si sa ha un rischio del 43%;
del medico ad effettuare l’esame. clinico globale , il medico oculista po- ❚evoluzione verso la forma vascolare
trà consigliare di: umida. ■
(SoC ❚ dicembre 2012
( ) 12SOC IL PUNTO 12:Layout 1 12/12/12 10.42 Pagina 13
IL PUNTO )
Le cose che abbiamo fatto
alla Sacra Famiglia
L’Alzheimer nel terzo millennio
P rendersi cura di una persona affetta dal morbo di
Alzheimer non è facile. Assisterla quotidianamente, so-
prattutto quando si è coniugi oppure figli, significa affronta-
re dei problemi e prendere delle decisioni ogni giorno. Chi si
ammala può infatti avere comportamenti aggressivi, scatti d’ira,
ansia e agitazione, oppure può diventare apatico, essere depres-
so, avere comportamenti imbarazzanti, non riconoscere più
i propri cari, perdersi per strada. A tutto questo si aggiungo-
no tante difficoltà legate a disturbi fisici. Soprattutto,
Il convegno sull’Alzheimer del 19 ottobre
l’Alzheimer è una malattia di tutta la famiglia, perché scardi-
na gli equilibri, rompe le armonie, modifica i rapporti e spes-
so rende i familiari irriconoscibili gli uni agli altri. Ne parliamo perché è stato un momento importante a cui
hanno partecipato quasi 120 persone, tra cui direttori sani-
Eppure, non tutto è perduto. L’Alzheimer è una malattia tari, ricercatori, professori universitari, associazioni, operato-
che bisogna saper affrontare: è necessario sapersi orientare, non ri del settore, familiari. Un momento in cui più mondi sono
perdere l’amore per il familiare malato. È importante che il pa- entrati a confronto sullo stesso tema, l’Alzheimer appunto.
ziente e il caregiver (cioè il familiare che se ne prende cura) Il Professor Marco Trabucchi, Presidente dell’Associazione
siano considerati all’interno di un progetto che permetta al- Italiana di psicogeriatria e Direttore scientifico del gruppo
l’anziano, laddove le condizioni sociosanitarie lo permettano, di ricerca geriatrica di Brescia ha parlato dei finanziamen-
di rimanere il più a lungo possibile al proprio domicilio. ti ridotti, dello scarso impegno delle agenzie pubbliche, del-
Ma alla base di questo lavoro, di questa preparazione, è ne- le incertezze delle aziende farmaceutiche e dell’impegno del-
cessario che tutti gli enti e le istituzioni competenti, le asso- le associazioni (ndr il Presidente degli Stati Uniti Obama,
ciazioni e i gruppi di ricerca e le realtà socio sanitarie, faccia- qualche mese fa, ha annunciato che la malattia sarà cura-
no in qualche modo rete. È necessario insomma che si strin- ta nel 2025). Il Dottor Giuseppe Di Fede, Fondazione
gano alleanze, che ci si confronti, ci si parli e ci si informi, che IRCCS Carlo Besta, ha spiegato cos’è questa demenza de-
si mettano insieme e si affinino i modi per assistere i malati generativa a lenta evoluzione: “La previsione è che dagli at-
di Alzheimer e le loro famiglie. Un ricercatore che lavora ogni tuali 36milioni di persone affette in tutto il mondo si pas-
giorno sulle provette e le cellule non basta da solo, e allo stes- si a circa 66 milioni nel 2020”. Poi ci sono stati tanti inter-
so modo un piccolo caffè Alzheimer, o un centro diurno, o venti di persone che si occupano nel concreto della malat-
un’associazione che aiuta i familiari. È solo facendo squadra tia, e alla fine il convegno, sotto la supervisione delle or-
che si moltiplicano le braccia per sostenere chi ha questa ma- ganizzatrici Anna Giuliani (Fondazione Sacra Famiglia e
lattia ed è quindi per questo che Fondazione Sacra Famiglia, Sacumé onlus) e Dolores Nuzzo (Responsabile medico
in collaborazione con Sacumé Onlus, Alzheimer Café e della filiale di Settimo Milanese) è diventato un’occasio-
Caritas Parrocchia Santo Stefano di Sesto San Giovanni, ha ne di incontro, scambio, un’opportunità per stringere co-
organizzato lo scorso 19 ottobre un convegno nella Sala noscenze, fare rete ma anche fare informazione.
Alessi di Palazzo Marino in Piazza della Scala. ❰ Ufficio Comunicazione
13 ) dicembre 2012 ❚ SOC)SOC IL PUNTO 12:Layout 1 12/12/12 10.43 Pagina 14
(IL PUNTO
Il Gran Maestro dell’Ordine di Vincenzo Barbante e i rappresentanti della Fondazione nel-
Malta in visita alla Fondazione la sala Consiglio, il Gran Maestro ha fatto visita prima al-
la chiesa e poi all’unità Santa Maria Bambina, dove sono
L’incontro è avvenuto mercoledì 24 ottobre 2012. ospitati bambini con gravi disabilità fisiche e mentali, e ha
Visita alla chiesa dell’istituto e all’Unità Santa Maria incontrato ospiti, operatori e familiari. Quindi ha assisti-
Bambina to ad una dimostrazione dell’attività di clown terapia rea-
lizzata grazie al contributo dell’Ordine di Malta. Possiamo
N on è così scontato che un’autorità come quella del
Gran Maestro dell’Ordine di Malta faccia visita ad
una fondazione nella periferia milanese. Soprattutto per-
dire che questa dimostrazione lo ha interessato molto,
tanto che ha rivolto alla dottoressa Claudia Francesconi,
responsabile dell’unità, alcune domande relative alla tec-
ché questo ordine caritatevole straniero, forse sconosciu- nica delle stimolazioni luminose e tattili usate per i bimbi
to ai più, è in realtà impegnato su decine di fronti in tut- disabili. Durante la dimostrazione infatti non solo i clown
to il mondo, per sostenere, appoggiare, aiutare progetti a fa- recitavano e animavano la scena, ma c’erano anche luci co-
vore dei poveri, dei disabili, e della vita in generale. Ecco lorate e poi soffuse, delicate e poi forti, con u’alternanza fat-
perché, quando alla Sacra Famiglia è stato confermato ta apposta per stuzzicare il senso della vista nei ragazzini di-
che Fra’ Matthew Festing sarebbe arrivato per farle una vi- sabili che, allo stesso tempo, potevano toccare i cuscini,
sita, tutto l’ente si è mobilitato e preparato per accoglier- sdraiarsi, muoversi liberamente usando il senso del tatto.
lo nel migliore dei modi, e mostrargli quello che sa fare be- Il Gran Maestro è
ne: accogliere, accudire, seguire persone con gravi forme di rimasto molto col-
disabilità, di ogni età, dai più piccoli ai più grandi. pito dalla dimostra-
Il Gran Maestro è arrivato in Italia il 22 ottobre e ha riti- zione e infatti ha
rato il premio internazionale “Matteo Ricci” dell’Università chiesto alla dotto-
Cattolica del Sacro Cuore di Milano. ressa Francesconi se
Il Premio è stato istituito in memoria del missionario ge- gli operatori cono-
suita vissuto tra il XVI e XVII secolo, ed è stato attribuito scessero anche la sti-
a Fra’ Matthew Festing per aver orientato e stimolato, molazione olfattiva,
nelle sue alte funzioni, cariche e adempimenti, le moltepli- un metodo molto
ci attività dell’Ordine, sempre cristianamente orientate ai diffuso e praticato in
valori della solidarietà, del rispetto della tutela della per- Olanda: “Ho spiega-
sona, del sostegno ai deboli e agli indifesi. Valori che tro- to al Maestro che
vano concreta attuazione nelle azioni a carattere umanita- certamente lo cono-
rio che l’Ordine porta avanti attualmente in oltre 120 sciamo - ha detto
paesi del mondo. Dopo averlo ricevuto, il Gran Maestro ha Claudia Francesconi
Il Gran Maestro insieme al Presidente ISF
pronunciato una Lectio Cathedrae Magistralis sul tema - Il riferimento è al
“Charity: the basis of civilized human life. How the Order metodo Snoezelen,
of Malta should play its part” (Carità: la base della vita uma- un metodo di stimolazione multisensoriale inventato in
na civilizzata. Come l’Ordine di Malta deve fare la sua par- Olanda per bambini con disturbi generalizzati dello svilup-
te). Il Gran Maestro si è poi raccolto in preghiera duran- po e dell’apprendimento. Il suono, la luce, il tatto e gli odo-
te le Sante Messe celebrate nella Cripta della Basilica di ri diventano strumenti malleabili di sostegno e aiuto edu-
Sant’Ambrogio, e in Duomo dove ha anche venerato le cativo e riabilitativo”.
spoglie di San Carlo Borromeo conservate nello Scurolo, Fra’ Matthew Festing è nato nel 1949 in Inghilterra, dove
visitando successivamente la Biblioteca Ambrosiana, la si è laureato in Storia al St John’s College di Cambridge.
Basilica di Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo Vinciano. Appassionato di arti decorative e di storia, è noto per la sua
Dopo aver incontrato il Consiglio Delegatizio, i Cappellani conoscenza enciclopedica della storia dell’Ordine di Malta,
e una folta rappresentanza di Dame e Confratelli dove è entrato nel 1977 e ha pronunciato i voti perpetui nel
dell’Ordine, il Gran Maestro Festing ha concluso la sua im- 1991, divenendo così Cavaliere Professo dell’Ordine. Tra
portante visita recandosi all’Istituto Sacra Famiglia di il 1993 e il 2008 è stato Gran Priore d’Inghilterra, condu-
Cesano Boscone. cendo missioni di assistenza umanitaria in Kosovo, Serbia
Arrivato in istituto, dopo il saluto con il Presidente don e Croazia e guidando la delegazione della Gran Bretagna al-
(SOC ❚ dicembre 2012
( 14SOC IL PUNTO 12:Layout 1 12/12/12 10.43 Pagina 15
IL PUNTO )
l’annuale pellegrinaggio internazionale dell’Ordine a rebbe: con il coraggio di continuare a inseguire gli stessi so-
Lourdes. L’11 marzo 2008 è stato eletto Principe e Gran gni, con l’amore verso il prossimo più sfortunato, con l’azio-
Maestro dell’Ordine di Malta dal Consiglio Compito di ne continua e creativa nel modellare. Per questo motivo la
Stato del Sovrano Ordine, succedendo a Fra’ Andrew Fondazione Thun ha mandato due ceramiste esperte a con-
Bertie, 78° Gran Maestro dal 1988 al 2008, deceduto a durre un laboratorio alla Sacra Famiglia, insieme agli ospiti
Roma il 7 febbraio 2008. Nell’Ottobre 2009 la Catholic disabili e agli anziani del centro diurno Villa Sormani.
University of America gli ha conferito la Laurea Honoris Un’esperienza bellissima durata una settimana, da lunedì 15
Causa in Humane Letters. a venerdì 19 ottobre, in cui le artiste e gli ospiti hanno lavo-
L’Ordine di Malta è composto da 13.500 Cavalieri e Dame rato insieme per creare vasi, acquasantiere, oggetti fatti a ma-
che devono tenere, in base alla Carta Costituzionale, con- no, cotti e decorati.
dotta cristianamente esemplare nella vita privata e pubbli- “L’argilla è un mezzo importante per entrare in relazione
ca, contribuendo a rendere operante la tradizione dell’Ordine. con le diverse patologie - ha raccontato Soani, una delle ce-
Ad essi incombe, in modo particolare, la cooperazione effet- ramiste - è terapeutica perché è un materiale molto primi-
tiva nelle opere di assistenza ospedaliera e sociale dell’Ordine. tivo e manuale, riporta il corpo e la mente a gesti antichi, fa
Un impegno ad approfondire la propria spiritualità nel- ricordare agli anziani la lavorazione della pasta e ai bambini
l’ambito della Chiesa e a dedicare parte delle proprie ener- ricorda i giochi con la terra, ha qualcosa di magico. Tutti si
gie al servizio del prossimo. concentrano, c’è qualcosa che lavora dentro”.
❰ Ufficio Comunicazione “L’argilla è morbida, si modella con le dita, quando il lavoro
è finito si lascia seccare, mettiamo i colori e facciamo la pri-
ma cottura a mille gradi - ha spiegato Margot - poi mettiamo
Serenità è impastare l’argilla la cristallina cioè una vernice che la fa brillare e la rende lu-
cida e poi la mettiamo ancora in forno”.
I laboratori delle ceramiste della Thun con gli anzia- La collaborazione con la Thun è stata di grande pregio e ric-
ni e gli ospiti della Fondazione Sacra Famiglia chezza, sia per gli ospiti che per le operatrici dei laboratori che
hanno imparato nuovi segreti della manipolazione, della
T hun è un marchio noto e pregiato di oggetti in cerami-
ca, costruiti con grande sapienza e tecnica acquisita in
un’esperienza di decenni. L’azienda nacque a Bolzano grazie
cottura, scambiandosi consigli ed esperienze.
❰ Ufficio Comunicazione
alla Contessa Lene Thun (1926-2004) che, sin da bambina,
conquistò i cuori di chi le stava accanto grazie a dolci figure Bimbi nei laboratori di ceramica
modellate con l’argilla.
Più tardi condivise la sua Per tutto novembre i piccoli dell’asilo Santa Maria
grande passione per l’arti- Bambina di Cesano Boscone hanno modellato ogget-
gianato artistico con il ti di ceramica nella sede della Sacra Famiglia
marito, il Conte Otmar
Thun. Insieme aprirono a
Bolzano, in Alto Adige,
un piccolo laboratorio ce-
“S tiamo facendo dei lavoretti, stiamo disegnando delle
cose che ci piacciono”. Seri e concentrati, i bambini
dell’asilo Maria Bambina di Cesano Boscone per tutto novem-
ramico, divenuto ben bre sono venuti nei laboratori di ceramica della Sacra Famiglia
presto una grande azien- e insieme alle nostre operatrici hanno modellato l’argilla, di-
da: oggi le inconfondibi- pinto le formine, inciso il loro nome muniti di grembiulino
li figure THUN conti- e pennello. A soli quattro anni e mezzo si sono sbizzarriti, con
nuano a fondere la tradi- una compostezza e un silenzio mai sentiti, a disegnare mac-
zione artigianale con una chinine, case, alberi, il sole, mamma e papà, sotto lo sguar-
costante apertura verso il do un po’ sorpreso di Suor Gregorina e della maestra Barbara,
nuovo. Il ricordo della che ci hanno spiegato di non averli mai visti così impegna-
Contessa Lene Thun vie- ti per tanto tempo di fila.
ne promosso proprio nel Secondo il filosofo Rudolph Steiner, la mobilità delle mani
modo in cui lei lo vor- nel bambino si trasforma in mobilità di pensiero nell’adulto.
15 ) dicembre 2012 ❚ SOC)Puoi anche leggere