COMUNE DI ANZOLA Mercoledì, 12 ottobre 2016
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COMUNE DI ANZOLA
Mercoledì, 12 ottobre 2016
Comune di Anzola
12/10/2016 larepubblica.it (Bologna)
Gli appuntamenti di mercoledì 12 a Bologna e dintorni: la Fiera del... 1
Cronaca
11/10/2016 Bologna Today
100 Tritoni crestati liberati alla Bora di Persiceto 5
12/10/2016 La Repubblica (ed. Bologna) Pagina 16
Eventi 6
11/10/2016 larepubblica.it (Bologna)
Gli appuntamenti di martedì 11 a Bologna e dintorni: Marco Pesatori 7
Politica locale
12/10/2016 La Repubblica (ed. Bologna) Pagina 7 SILVIA BIGNAMI
Ma la Bologna rossa e cuperliana si schiera per il Sì 10
12/10/2016 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Pagina 18
«Il consiglio comunale latita da oltre due mesi» 12
Sanità, sociale e servizi per l'infanzia
12/10/2016 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Pagina 18
ANZOLA, UNA MANO SUL CUORE 13
Sport
12/10/2016 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Pagina 9
CagliariAtletico Castenaso e FutaValsanterno in un gruppo all' insegna... 14
12/10/2016 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Pagina 9
Promozione, Anzolavino e Casalecchio provano ad agganciare il Sanpaimola 15
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 5 DAVIDE COLOMBOMARCO ROGARI
Pensioni, 4 canali per l' Ape social 16
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 6 MASSIMO FRONTERAMAURO SALERNO
Per la ricostruzione 4,5 miliardi 18
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 18 MAURO SALERNO
Comuni, priorità alle opere incompiute 20
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 18 GIORGIO SANTILLI
Le opere pubbliche accelerano 22
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 21
Anci, oggi l' elezione di Decaro presidente 24
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 22 GIANNI TROVATI
In perdita il 42,5% delle «minipartecipate» 25
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 26
Allo studio la gestione pubblicoprivata 27
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 26 MARCO BELLINAZZO
Stadi vecchi, 750 milioni di incassi persi 29
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 46 GIACOMO ALBANO
Leasing, l' utilizzatore paga il bollo 31
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 46 ALESSANDRO LONGO
Pa digitale, correzioni al «codice» 33
12/10/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 48 PATRIZIA MACIOCCHI
Impresa fuori gara solo se si prova che l' offerta è concordata 34
12/10/2016 Italia Oggi Pagina 2 MARINO LONGONI
Il federalismo si è rivelato una mangiatoia 36
12/10/2016 Italia Oggi Pagina 8 CESARE MAFFI
Province morte, subito resuscitate 37
12/10/2016 Italia Oggi Pagina 10 GAETANO COSTA
Anche il Pd dice no ai migranti 39
12/10/2016 Italia Oggi Pagina 39 FRANCESCO CERISANO
Già mille partecipate a rischio 41
12/10/2016 Italia Oggi Pagina 39
L' Anci chiede a Madia flessibilità sul personale 4312 ottobre 2016
larepubblica.it (Bologna)
Comune di Anzola
Gli appuntamenti di mercoledì 12 a Bologna e
dintorni: la Fiera del libro
Dal teatro alla musica, una selezione degli eventi in programma in città per decidere,
anche all' ultimo minuto, come trascorrere la serata
Non solo chi legge vive più vite, come diceva
Umberto Eco, ma anche il libro stesso può
rifarsi un' esistenza. Quelli che da oggi sono
esposti sugli scaffali della Fiera del libro di
Bologna, nell' edizione autunnale aperta fino al
25 novembre (dalle 9 alle 19,30 tutti i giorni
compresi i festivi), rinasceranno letti da occhi
nuovi, riposti su scaffali altrettanto nuovi in
case lontane anche centinaia di chilometri da
quel salotto in cui furono sfogliati per la prima
volta. Non fosse che di mezzo c' è anche il
commercio con le sue transazioni, questo
appuntamento ottobrino col libro in piazza XX
settembre, potrebbe essere paragonato a un
gigantesco "bookcrossing". Libri che vengono
scambiati e che sono passati di mano
innumerevoli volte come l' edizione scolastica
dei "Promessi sposi" degli anni '50 curata da
Pietro Nardi, la cui copertina sembra mostrare
le fatiche di decine di studenti, o i due volumi
del dizionario d' italiano Petrocchi del 1906
con la copertina abrasa per aver risolto
migliaia di dubbi lessicali. I sette espositori
"storici" presentano un gigantesco emporio
che va dai classici di editori gloriosi ed estinti
come Vallecchi o Vallardi, fino ai celeberrimi
"oscar Mondadori", alla "Piccola biblioteca
Einaudi", ai "Meridiani" d' antan o agli ormai
rarissimi volumi della "Sugarco". Libri d' arte, letteratura, saggistica, cataloghi, antiquariato, fumetti,
volumi per bimbi e per ragazzi, testi in lingua, collezioni di riviste, dischi di vinile (tra cui l' incisione del
celebre concerto di Woodstock del '69): la varietà dell' offerta è da supermarket. Ma la fiera non può
essere paragonata al semplice commercio del libro usato anche se la maggior parte dei volumi esposti
sono remainders o frutto di acquisti da privati. Tutto è passato al setaccio critico di chi sceglie cosa
acquistare per poi vendere. Laura Brasa, presidente della Fiera bolognese, ha acquistato parte della
biblioteca di un colto signore defunto i cui nipoti non potevano ospitare tutta la sua eredità libraria. Sullo
scaffale di piazza XX settembre sono così finiti 5mila volumi tra cui alcune rarità come le prime edizioni
de "Il deserto dei tartari" e del pavesiano "Paesi tuoi" , entrambe del '42, passate al vaglio della censura
fascista. Nei 400 metri quadrati ci sono libri orfani, libri ripudiati, libri invenduti o libri sfogliati fin quasi
alla consunzione. E sotto il grande tendone si possono concludere ottimi affari. Se la lettura è ostacolata
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 111 ottobre 2016
Bologna Today
Cronaca
100 Tritoni crestati liberati alla Bora di Persiceto
100 Tritoni crestati liberati alla Bora di
Persiceto Immessi nelle vasche del Centro
anfibi dell' area finanziato da Ministero dell'
Ambiente Redazione I più letti di oggi 1
Incidente sulla Vignolese, morto un 65enne di
Zola Predosa Presso l' Area di Riequlibrio
Ecologico La Bora di Persiceto si è tenuta la
liberazione di un centinaio di Tritoni crestati
provenienti da Ferrara che sono stati immessi
nelle vasche del Centro anfibi dell' area
finanziato da Ministero dell' Ambiente,
Regione e Giapp. Dopo i saluti delle autorità
fra cui il sindaco del Comune di Persiceto
Lorenzo Pellegatti Andrea Morisi e
PaolaBalboni, del settore recupero e gestione
ambientale di Sustenia, hanno illustrato l'
operazione di recupero del centinaio di animali
che sono stati rinvenuti nei sotterranei del
Palazzo degli specchi di Ferrara. Dopo il
ritrovamento, gli anfibi sono stati portati nel
centro di recupero animali selvatici "Otus"
della Lipu di Bologna che insieme al Museo di
Storia Naturale di Ferarra e ad Arpae hanno
individuato l' Area di Riequlibrio Ecologico "la
Bora" come luogo adeguato. L' area dal 1999
ospita un centro per la riproduzione degli
anfibi e rettili, oggi strutturato come Centro
Regionale per la biodiversità. Nel settembre
2010 il Ministero dell' ambiente ha ammesso a finanziamento un progetto per la tutela di habitat boscati
e la realizzazione di una struttura per la conservazione ex situ di specie erpetologiche forestali, fra cui il
tritone crestato italiano. Dopo la liberazione dei tritoni da parte delle autorità presenti è stata fatta anche
una visita al Cra (Centro Rettili e Anfibi), alle vasche per l' allevamento in condizioni controllate e al
laboratorio con le testuggini palustri neonate (progetti Giapp). Tritone crestato italiano. Il Tritone
Crestato italiano è il più grande tritone europeo, presente su tutto il territorio italiano. Gli adulti maschi
sono lunghi fino a 14 cm e le femmine fino a 18 cm, hanno dorso scuro e ventre arancio/giallo più o
meno fittamente macchiato di nero (in alcuni esemplari può essere completamente nero); gli esemplari
che vivono più a Nord spesso hanno una fitta puntinatura bianca sui fianchi e sul muso, assente negli
esemplari appenninici e del Sud. Le femmine raggiungono dimensioni maggiori di quelle dei maschi,
presentano spesso una stria vertebrale giallastra e hanno una cloaca piatta e poco saliente nella sua
porzione ventrale. I maschi, durante la stagione riproduttiva, presentano caratteri sessuali secondari
molto appariscenti: cresta vertebrale alta anche più di un centimetro, con margine dentellato, presenza
sui lati della coda di una banda biancolattea con riflessi sericei, cloaca rigonfia di forma emisferica.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
512 ottobre 2016
Pagina 16 La Repubblica (ed.
Bologna)
Cronaca
Eventi
IL ROMPICUORI Alle 22,15 al Lumière (Azzo
Gardino 65), per la retrospettiva dedicata alla
commedia ebraica, proiezione de "Il
rimpicuori" di Elaine May. L' ARTE NEL
CAFFE' Dalle 17 alle 18 alla caffetteria
Montecarlo Coffee Culture (via Ugo Bassi
31/e), "L' Arte nel Caffè", esposizione in
anteprima del quadro "Mimì" del pittore
ottocentesco Antonio Mancini, con intervento
critico del gallerista Enzo Savoia. ARTE E
STORIA Alle 21 nel teatro di piazza Lambrakis
(sotto la chiesa di Nostra Signora della
fiducia), per il ciclo "Arte e storia al villaggio
Due Madonne", Milko Marchetti presenta
"Emozioni naturali".
STAND UP COMEDY Alle 21 al Macondo
(Pratello 22), serata all' insegna dell' umorismo
Stand Up con l' Open Mic, microfono aperto a
chi vuole esibirsi.
LIBRI SCARTATI Dalle 16 alle 19 nella piazza
coperta Umberto Eco della biblioteca
Salaborsa (p.za Nettuno 3), "La seconda vita
dei libri" bancarella di libri scartati a cura dei
volontari di Bibliobologna: offerta libera a
favore del rinnovo delle collezioni della
biblioteca.
BAMBINI E GENITORI Alle 10 alla biblioteca
Tassinari Clò (Casaglia 7), letture ad alta voce, ninne nanne e filastrocche da 0 a 36 mesi, gratuito. Alle
17 in Salaborsa (p.za Nettuno 3), "Diventare genitori" incontro per coppie in attesa o con neonati nei
primi mesi di vita.
LA FAMIGLIA FANG Alle 21 al cinema Giada di Persiceto, per la rassegna Film&Film, proiezione di "La
famiglia Fang" di Jason Bateman, con Nicole Kidman e Jason Bateman, 5,50 euro.
CORSI DI LINGUE Alle 20,30 alla biblioteca comunale di Ozzano, l' associazione American English
Courses presenta i corsi di lingue straniere ( inglese, tedesco e spagnolo), info 051945564.
ROMULO PASSOS Alle 19,30 al centro giovanile Ca' Vaina di Imola, inaugurazione della mostra
fotografica di Romulo Passos che racconta storie di vita in bianco e nero.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
611 ottobre 2016
larepubblica.it (Bologna)
Cronaca
Gli appuntamenti di martedì 11 a Bologna e dintorni:
Marco Pesatori
Dal teatro alla musica, una selezione degli eventi in programma in città per decidere,
anche all' ultimo minuto, come trascorrere la serata
Per trent' anni ha scritto delle nostre esistenze,
seppur attraverso il linguaggio simbolico dell'
astrologia; ora Marco Pesatori, l' autore degli
oroscopi di "D di Repubblica", di vita racconta
la sua. E lo fa in forma di romanzo con "Il
trigono del Sole" (Feltrinelli), «un libro
autobiografico al 140 per cento» che presenta
oggi alle 18 alla libreria Coop Ambasciatori
con Simona Lembi. Il ritmo è quello del jazz, le
citazioni, come sempre, coltissime, da Lacan a
Jung, i personaggi narrati attraverso profili
astrologici individuali. La storia invece è quella
di tre amici, poeti surrealisti, tra cui l' autore,
che si muovono nei meandri della rivolta
giovanile degli anni Settanta, tra occupazioni e
manifestazioni, artisti e situazionisti, con il
sogno di cambiare il mondo, mentre la realtà
era fatta di sprangate e libri rubati per
sopravvivere, di uso di lsd nella migliore delle
ipotesi e di eroina nella peggiore. Ma anche di
occasioni irripetibili in cui capitava di cenare
con John Cage o con artisti del gruppo Fluxus.
Il protagonista si salverà, unico tra i tre,
attraverso lo zen e una serie di incontri
importanti. «Mi prese sotto la sua ala protettiva
Gianni Sassi e mi coinvolse nella redazione di
quella che fu la più importante rivista culturale
italiana, "Alfabeta" con Umberto Eco e Paolo
Volponi». È lì che comincia a prender forma la sua "astrologia per intellettuali". «Dopo un lungo oblio
continua negli anni Settanta anche in Italia rinasce l' astrologia. Io avevo cominciato da ragazzino con i
miei amici di Urbania, nell' entroterra marchigiano dove trascorrevo le vacanze. Vedevamo le ragazze e
giocavamo a indovinare di che segno erano. Presto affinai un grande talento, cominciai ad
approfondire». Nel 1986 arriva il primo saggio, "Sotto il segno del pallone", sulle connessioni tra
astrologia e calcio. Quartetto Giust. È un progetto ideato per il centro di Ricerca musicale, su invito di
Massimo Simonini, quello che Stefano Giust, batterista e compositore (nella foto), presenta alle 20.30 al
teatro San Leonardo (7 euro, info 051240310). È un ensemble tutto friulano al suo debutto con, oltre a
Giust, Massimo De Mattia flauti, Giovanni Maier contrabbasso e Giorgio Pecorig pianoforte, tutti attorno
ai 50 anni di età. Musicisti di forte personalità e caratura tecnica, noti a livello europeo per le molteplici
collaborazioni, i quattro presentano il frutto di una inedita collaborazione. La formazione è atipica, come
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 711 ottobre 2016
larepubblica.it (Bologna)12 ottobre 2016
Pagina 7 La Repubblica (ed.
Bologna)
Politica locale
Il caso. Mentre a Roma aleggia l' ombra di una scissione, la sinistra di De Maria e Zampa invita
a sostenere la linea del Pd
Ma la Bologna rossa e cuperliana si schiera per il Sì
SILVIA BIGNAMI IL terremoto nel Pd romano,
con la minoranza bersaniana decisa a votare
No alla riforma della Costituzione, non
scalfisce le posizioni nel Pd bolognese.
Almeno sulla superficie. Lunedì, mentre va in
onda lo strappo in via del Nazareno tra Matteo
Renzi e la minoranza bersaniana, in via Rivani
si riuniscono infatti i comitati per il Sì e i circoli,
col segretario Francesco Critelli. «Tanto
entusiasmo, il Pd di Bologna unito in campo
per il referendum.
#bastaunsì» è la sintesi della serata che si
legge, il giorno dopo, sulla pagina Facebook
ufficiale del Pd. Con like di tutte le correnti.
È la strana via del Pd bolognese, che ostenta
unità mentre a Roma cala sul partito l' ombra
della scissione. Il Pd bolognese, a
maggioranza cuperliana la maggioranza
degli iscritti votò per Gianni Cuperlo al
congresso 2013 insiste sul Sì. Anche se,
malignano i renziani, non si impegna più di
tanto sulla campagna, per non far venire a
galla i maldipancia. Per il Sì è del resto il
parlamentare Pd Andrea De Maria, cuperliano
doc e primo fondatore a Bologna dei comitati
per il Sì, che ieri mattina ha fatto un appello
insieme alla prodiana Sandra Zampa: «Siamo
entrambi esponenti della sinistra del Pd e impegnati a sostenere le ragioni del Sì. Nella effettiva
apertura a una modifica dell' Italicum di Renzi e nella risposta significativa di Cuperlo, a nostro avviso si
sono manifestate tutte le condizioni di un impegno unitario del Pd al referendum ». In ogni caso De
Maria non lascerà sinistra dem. Le strade tra lui e Renzi potrebbero dividersi di nuovo al prossimo
congresso. Ma intanto il voto sul referendum è Sì, «sperando di portare tutti su questa posizione, per il
bene del partito e del Paese». Tutti sul Sì anche gli altri parlamentari, persino Marilena Fabbri, Donata
Lenzi, Sergio Lo Giudice e Claudio Broglia, più vicini alla minoranza.
Persino un bersaniano di vecchia data come il tesoriere dem Carlo Castelli si iscrive ai favorevoli della
riforma della Costituzione: «Faccio anche parte di un comitato. Sono per il Sì, e vorrei che i nostri
dirigenti nazionali si ascoltassero di più. Tutti». Le uniche fibrillazioni si registrano a Palazzo d' Accursio
dove non ci sono No, ma non mancano i "forse". Il capogruppo Claudio Mazzanti, dopo la lite due giorni
fa su Facebook coi militanti renziani, ribadisce di non aver ancora deciso come votare: «Renzi ha
proposto una commissione ma non c' è una proposta scritta. Ha fatto solo metà strada. Vediamo se fa l'
altra, poi deciderò ». Intanto Mazzanti non ha firmato il documento proposto dalla renziana Caterina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
Continua > 1012 ottobre 2016 Pagina 7 La Repubblica (ed.
12 ottobre 2016
Pagina 18 Il Resto del Carlino (ed.
Bologna)
Politica locale
«Il consiglio comunale latita da oltre due mesi»
San Giovanni Furlani (Pd): «Così non si può governare»
SAN GIOVANNI CONSIGLI comunali di
Persiceto questi sconosciuti. L' ultimo si è
tenuto il 27 luglio scorso il prossimo si tiene
oggi.
Due mesi e mezzo di stop che non sono
passati inosservati dall' opposizione; infatti il
consigliere comunale del Pd Francesco
Furlani, entra nel merito di questa 'latitanza'.
«Mi sembra spiega Furlani un atto doveroso
e serio tenere aggiornati i nostri concittadini
sui lavori consiliari. Ma il nostro consiglio
comunale non si è più riunito dal luglio scorso
nel centro civico di San Matteo della Decima.
Il prossimo, dopo essere stato rinviato per ben
due volte finalmente è stato indetto per
oggi. Quindi ben 77 giorni di non attività dei
consiglieri comunali».
E CONTINUA: «Noto con piacere che i
c o l l e g h i d i S a l a , Anzola, C r e v a l c o r e e
Calderara, dopo la pausa estiva, hanno già
ripreso l' attività consiliare. Noi siamo fermi e
finché l' amministrazione non presenterà in
consiglio variazioni di bilancio consistenti la
macchina comunale porterà avanti il bilancio
approvato dal commissario della prefettura.
Ed anche il Piano degli investimenti triennale approvato dalla scorsa amministrazione».
«Avere rispetto per il consiglio continua l' esponente Pd significa riconoscere l' importanza della
rappresentatività e della partecipazione popolare nell' amministrazione della cosa pubblica. Se non ci si
riunisce per deliberare e quindi per decidere, come si fa a governare?
Quando è proprio durante le sedute consiliari che si discute dei problemi presenti sul territorio e si
ragiona sullo sviluppo futuro del nostro territorio». «COME SA perfettamente il consigliere Furlani
replica il sindaco Lorenzo Pellegatti , il primo consiglio comunale, dopo la pausa dei lavori estivi, era
stato programmato per il 28 settembre, data concordata tra i capigruppo e il presidente del consiglio.
Questa seduta doveva affrontare il tema delle variazioni di bilancio per la definizione del quale era
necessario che la Regione definisse gli spazi finanziari da attribuire ai Comuni ai fini del pareggio di
bilancio. La Regione ha però deliberato su questo argomento solo il 26 settembre scorso». E il sindaco
aggiunge: «Per cui, dovendo poi passare le informazioni alle relative commissioni consiliari, così come
prevede il regolamento del consiglio comunale, e dovendo consegnare gli atti ai consiglieri 5 giorni
prima del consiglio stesso, siamo stati costretti a posticipare la data a oggi».
Pier Luigi Trombetta.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
1212 ottobre 2016
Pagina 18 Il Resto del Carlino (ed.
Bologna)
Sanità, sociale e servizi per l'infanzia
ANZOLA, UNA MANO SUL CUORE
SABATO, DALLE 15,30 ALLE 20 IN IN PIAZZETTA
BIAGI A LAVINO DI MEZZO, RACCOLTA FONDI UNA
MANO SUL CUORE PER L'ACQUISTO E
L'INSTALLAZIONE DI UN NUOVO DEFIBRILLATORE
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
1312 ottobre 2016
Pagina 9 Il Resto del Carlino (ed.
Bologna)
Sport
Coppa di Prima categoria
CagliariAtletico Castenaso e FutaValsanterno in un
gruppo all' insegna dell' equilibrio
Bologna RICCO MENÙ infrasettimanale per il
calcio dilettantistico: alle ore 20.30 si gioca in
Promozione, coppa di Seconda, e Terza
categoria. Ecco il programma delle partite.
Promozione Girone B (7ª g.): Campagnola
Fabbrico, CastellaranoVignolese,
CastelnuovoArcetana, CrevalcoreRiese,
FormigineViadana, La Pieve Nonantola
Solierese, MaranelloVirtus Camposanto,
MonteombraroRosselli, Persiceto 85
Scandianese.
Classifica: Rosselli, Solierese 21,
Scandianese, La Pieve 13, Maranello 12,
Persiceto 85 11, Riese, Arcetana, Campagnola
10, Monteombraro 9, Vignolese 8, Fabbrico,
Camposanto, Formigine 7, Castelnuovo 6,
Castellarano, Viadana 5, Crevalcore 2.
Promozione Girone C (7ª): AnzolavinoMesola
(«Melotti» di Ponte Ronca), Conselice
Sanpaimola, CoppareseCasumaro, Sparta
CastelbologneseReno Centese, Gualdo
VoghieraBasca («Cirelli» di Voghenza),
LavezzolaCasalecchio, Medicina Fossatone
Codifiume, Sesto ImolesePortuense, Vadese
Sole LunaPorretta.
Classifica: Sanpaimola 16, Casalecchio, Portuense, Anzolavino 14, Gualdo 12, Codifiume, Copparese,
Sesto 10, Medicina Fossatone, Vadese Sole Luna, Porretta 9, Conselice 8, Lavezzola, Reno Centese,
Basca 7, Sparta 6, Mesola 4, Casumaro 0.
Coppa Emilia Prima categoria: Girone 5 (2ª g.): CagliariAtletico Castenaso, Valsanterno65 Futa.
Classifica: 65 Futa, Valsanterno, Atletico Castenaso, Cagliari 1.
Girone 6 ( 2 a g.): Massese CaselleMolinella, RenoBentivoglio.
Classifica: Bentivoglio, Reno 3, Massese, Molinella 0.
Seconda Categoria Girone I (6ª): AironeUnica, CastiglioneCarioca, Junior CorticellaUniversal, La
DozzaCeretolese, MurriPonte Ronca, PontevecchioCastellettese, Real CasalecchioPetroniano,
Sporting LagaroAntal Pallavicini.
Terza Categoria Girone B (7ª g.): BaricellaStella Azzurra, OpenAtletico Mazzini, QuartoOzzano
Improve, Real PilastroSan Antonio, San GabrieleArrivano I Regaz, Sef VirtusMsp, Sporting
PianoreseFortitudo B.
Riposa: Sporting Castel Guelfo.
Marco Salicini.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016
1412 ottobre 2016
Pagina 9 Il Resto del Carlino (ed.
Bologna)
Sport
Alle 20.30 In campo anche il girone B con Crevalcore e Persiceto in casa
Promozione, Anzolavino e Casalecchio provano ad
agganciare il Sanpaimola
Fossolo 76 0 Fortitudo 1 FOSSOLO 76: Bosecci,
Agresti, A. Houfkir, Tortorelli, Hamza, Diallo, Ndaxizexe,
Nannetti, Rinaldi (35' st Houfkir), Hassoun, Frabboni.
All. Metalli.
FORTITUDO: Paoletti, Lombardi, M. Diazzi, Barbadoro,
Fioschi, Masetti, Fappiano, Lo RICCO MENÙ
infrasettimanale per il calcio dilettantistico: alle ore 20.30
si gioca in Promozione, coppa di Seconda, e Terza
categoria. Ecco il programma delle partite. Promozione
Girone B (7ª g.): CampagnolaFabbrico, Castellarano
Vignolese, CastelnuovoArcetana, CrevalcoreRiese,
Formigine Viadana, La Pieve Nonantola Solierese,
MaranelloVirtus Camposanto, Monteombraro Rosselli,
Persiceto 85Scandianese. Classifica: Rosselli,
Solierese 21, Scandianese, La Pieve 13, Maranello 12,
Persiceto 85 11, Riese, Arcetana, Campagnola 10,
Monteombraro 9, Vignolese 8, Fabbrico, Camposanto,
Formigine 7, Castelnuovo 6, Castellarano, Viadana 5,
Crevalcore 2. Promozione Girone C (7ª): Anzolavino
Mesola («Melotti» di Ponte Ronca), Conselice
Sanpaimola, CoppareseCasumaro, Sparta CastelbologneseReno Centese, Gualdo VoghieraBasca
(«Cirelli» di Voghenza), Lavezzola Casalecchio, Medicina Fossatone Codifiume, Sesto Imolese
Portuense, Vadese Sole Luna Porretta. Classifica: Sanpaimola 16, Casalecchio, Portuense, Anzolavino
14, Gualdo 12, Codifiume, Copparese, Sesto 10, Medicina Fossatone, Vadese Sole Luna, Porretta 9,
Conselice 8, Lavezzola, Reno Centese, Basca 7, Sparta 6, Mesola 4, Casumaro 0. Coppa Emilia Prima
categoria: Girone 5 (2ª g.): Cagliari Atletico Castenaso, Valsanterno 65 Futa. Classifica: 65 Futa,
Valsanterno, Atletico Castenaso, Cagliari 1. Girone 6 ( 2 a g.): Massese Caselle Molinella, Reno
Bentivoglio. Classifica: Bentivoglio, Reno 3, Massese, Molinella 0. Seconda Categoria Girone I (6ª):
AironeUnica, Castiglione Carioca, Junior CorticellaUniversal, La DozzaCeretolese, MurriPonte
Ronca, Pontevecchio Castellettese, Real Casalecchio Petroniano, Sporting Lagaro Antal Pallavicini.
Terza Categoria Girone B (7ª g.): BaricellaStella Azzurra, OpenAtletico Mazzini, Quarto Ozzano
Improve, Real Pilastro San Antonio, San GabrieleArrivano I Regaz, Sef VirtusMsp, Sporting
PianoreseFortitudo B. Riposa: Sporting Castel Guelfo. Marco Salicini
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1512 ottobre 2016
Pagina 5 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Pensioni, 4 canali per l' Ape social
Ultime limature sulla platea dei «lavori gravosi» Cumulo gratuito con penalità per gli
statali
roma Sono quattro i canali per accedere all'
Ape a costo zero e la prestazione sarà di
natura assistenziale e non previdenziale. A
due giorni dalla chiusura del "dossier pensioni"
che verrà presentato ai sindacati venerdì mat
tina a palazzo Chigi è questo uno dei punti
fermi cui sono giunti i tecnici della Presidenza
d e l Consiglio e dei ministeri. Il confronto è
ancora aperto, soprattutto con la Ragioneria
generale dello Stato, per definire l' elenco dei
cosiddetti lavori gravosi che saranno ammessi
al prestitoponte agevolato fino a 3 anni e sette
mesi per raggiungere la pensione. Si tratta
dell' ultimo dei quattro canali per l' Ape social,
visto che gli altri restano quelli fissati nel
verbale del 28 settembre: lavoratori
disoccupati con ammortizzatore scaduto,
lavoratori invalidi o con carichi famigliari
particolarmente onerosi. Fermi restando ,
naturalmente, i requisiti di età (6163 anni) e di
contribuzione (20 anni).
Un altro punto fermo del "pacchetto
previdenza" destinato ad essere inserito nella
prossima manovra è quello del cumulo
gratuito dei periodi contributivi. Con una novità
dell' ultima ora: per i dipendenti pubblici i l
pagamento del trattamento di fine servizio (Tfs) o di fine rapporto (Tfr) scatterà solo alla maturazione
del requisito di vecchiaia o di anticipo calcolato antecumulo. Significa che se oggi il pagamento del Tfs
avviene con 24 mesi di posticipo dopo il pensionamento, con il cumulo gratuito potrebbe arrivare anche
con 56 anni di ritardo.
È sulle platee ammesse all' Ape social che si appuntano, naturalmente, le attenzioni dei sindacati ma
anche quelle politiche. Ieri il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, ha
messo in guardia il Governo definendo «divisiva» questa misura. «Occorrono soluzioni di flessibilità
previdenziale rivolte a tutti ha scritto sul blog dell' Associazione amici di Marco Biagi inclusi operai
qualificati, impiegati, quadri, anche quando non possono disporre di un genitore disabile, che altrimenti
si troverebbero senza salario e senza pensione». Mentre l' Ape onerosa, ha aggiunto Sacconi, «non
sarà peraltro utilizzata perché non conveniente. Meglio ripensare a percorsi di uscita anticipata, a carico
insieme delle imprese e dello Stato, anche nella consapevolezza che il parttime incentivato negli ultimi
anni di lavoro non interessa né ai lavoratori né agli imprenditori come testimoniano i numeri della
bassissima adesione».
Le platee dell' Ape social ieri è anche trapelata l' ipotesi di un rinvio all' anno prossimo della selezione
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12 ottobre 2016
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Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Per la ricostruzione 4,5 miliardi
Saranno stanziati in legge di bilancio, ieri sì del Cdm al decreto con i primi 300 milioni
ROMA La ricostruzione delle aree danneggiate
dal sisma del 24 agosto costerà 4,5 miliardi:
3,5 miliardi per i danni al patrimonio di famiglie
e imprese, e un miliardo per i danni alle opere
pubbliche (scuole, uffici, strade, beni culturali).
La nuova stima dei costi, cui provvederà la
l e g g e d i Bilancio, è stata fornita ieri dal
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Claudio De Vincenti, che ha illustrato a
Palazzo Chigi le principali misure del decreto
legge sulla ricostruzione approvato poche ore
prima dal Cdm.
E che ora andrà alle Camere per la
conversione. «Spero il decreto varato dal Cdm
sia approvato all' unanimità in Parlamento
anche dall' opposizione», ha detto il premier,
Matteo Renzi, confermando anche che «i soldi
sono fuori dal patto di stabilità».
Renzi è andato ieri in visita alle zone
terremotate, confermando la promessa già
fatta: «Non vi lasciamo soli».
Il provvedimento stanzia le prime risorse: «200
milioni su un apposito fondo che consente di
avviare subito la ricostruzione, ma si arriva a
300 milioni considerando ulteriori misure per la
copertura di tasse, imposte e oneri sociali
differiti», ha riferito De Vincenti. Il resto arriverà a breve: «Le risorse che mettiamo in campo ha
aggiunto De Vincenti sono pari a 3,5 miliardi e mezzo per gli edifici privati e a un miliardo per gli edifici
pubblici. Risorse già previste nella legge di Bilancio che approveremo sabato prossimo».
Il decreto conferma il risarcimento del 100% dei danni alle abitazioni, prime e seconde case, e agli
immobili diversi dalle case, entro i 62 comuni del cratere. Oltre questo perimetro i danni, di cui sarà
dimostrato il nesso di causalità con il sisma, saranno risarciti ugualmente al 100% tranne che per le
seconde case, che saranno risarcite al 50% quando, ha specificato il commissario alla ricostruzione,
Vasco Errani, «si trovano fuori dai borghi». Il decreto include anche varie misure di sostegno alle
famiglie e al tessuto produttivo, dalla cassa integrazione in deroga al rinvio di imposte e tasse, dai
prestiti agevolati a micro imprese a Pmi a contributi Inail a fondo perduto. Il provvedimento imposta
anche un vero e proprio piano di rilancio turistico dell' area, che fa leva sui parchi dei monti Sibillini e dei
Monti della Laga. Per i Comuni ci sarà una deroga al pareggio di bilancio e assunzioni a tempo
determinato per gestire la ricostruzione.
Per garantire massima trasparenza nella gestione degli appalti il Governo ha deciso di replicare,
implementandolo, il modello testato con successo al l' Expo di Milano. Anche ad Amatrice scenderà in
campo la «vigilanza collaborativa» dell' Anac di Raffaele Cantone: con controlli preventivi sulla
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12 ottobre 2016
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Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Programmazione. In dirittura il decreto delle Infrastrutture con indicazioni e schemitipo per i
piani delle Pa
Comuni, priorità alle opere incompiute
roma Priorità alle incompiute. Stilando i
programmi triennali e gli elenchi annuali delle
o p e r e d a m e t t e r e i n c a n t i e r e i Comuni
dovranno pensare per prima cosa a come
portare a termine gli scheletri edilizi. È questa
una delle indicazioni di maggiore novità che
arriva dal decreto delle Infrastrutture con le
istruzioni per le amministrazioni alle prese con
la definizione dei programmi di appalto. Il
provvedimento, previsto dal nuovo codice dei
contratti , si trova alle battute finali (è stato
inviato al Cipe in attesa del concerto con l'
Economia) ma non arriverà comunque in
tempo per il 15 ottobre, scadenza entro la
quale le Pa devono aggiornare i propri
programmi.
In 11 articoli il decreto delinea il nuovo modello
di pianificazione degli enti, riportando anche in
allegato i nuovi schemi tipo per la
predisposizione dei programmi.
Sia quelli relativi alle opere pubbliche
(programmi triennali e elenco annuale) che ai
beni e servizi (programma biennale).
Questa è un' altra importante novità introdotta
dal codice. Alle Pa viene ora richiesto di
pianificare nel dettaglio anche gli acquisiti di
beni e servizi di importo superiore a 40mila euro, graduandoli in base alle priorità stabilite dal decreto e
indicando per ciascuna acquisizione l' intenzione (o l' obbligo) di ricorrere a una centrale di
committenza. Con un' avvertenza: se l' importo dell' acquisto supera il milione bisogna darne
comunicazione al tavolo dei soggetti aggregatori.
Per le opere pubbliche il decreto precisa i livelli di progettazione minimi per l' inserimento negli elenchi,
individuando anche un nuovo stadio («documento di fattibilità delle alternative progettuali», primo step
del progetto di fattibilità tecnicoeconomica) che è necessario per l' inserimento delle opere nel
programma triennale degli appalti oltre 100mila euro e nell' elenco annuale degli interventi fino a un
milione di euro. Oltre questa cifra l' intervento può essere inserito nell' elenco annuale solo se dotato di
un progetto di fattibilità (che ha sostituito il vecchio preliminare).
Importanti anche le indicazioni sulle priorità da seguire nella programmazione. Manutenzione e
recupero dovranno avere maggiore considerazione rispetto alle nuove realizzazioni. La precedenza
viene poi riconosciuta a gli interventi con progettazione più avanzata (definitiva o esecutiva), a quelli
finanziati con fondi europei o per i quali è prevista un' iniezione di capitali privati. Su tutto però
campeggia il compito di terminare le opere lasciate a metà che dovrà avere «priorità massima».
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12 ottobre 2016
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Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Relazione congiunturale. Dal Rapporto che sarà presentato a Bologna emerge un aumento del
2,6% nel 2017
Le opere pubbliche accelerano
Nel 2016 ripartiti i cantieri: Ferrovie +16%, comuni +6%, Anas +6,2%
La principale scommessa 2017 per il settore
dell' edilizia e per il governo sarà quella dell'
accelerazione delle opere pubbliche. Inutile
nasconderselo: con la riqualificazione che tira
alla grande ed è una certezza in positivo
(anche grazie ai bonus fiscali che saranno
potenziati con la prossima legge di bilancio) e
i l settore immobiliare che non potrà andare
oltre un primo risveglio dalla lunga crisi, la
domanda che più peserà sulle performance
complessive del settore nel 2016 e nel 2017 è
proprio quella sugli investimenti pubblici in
lavori. Lo afferma anche il Cresme che
presenterà il 18 ottobre a Bologna la Relazione
congiunturale 2017.
Non mancheranno alcune sorprese positive
nell' analisi del Cresme, per esempio la nuova
edilizia n o n residenziale p r i v a t a ( u f f i c i e
capannoni industriali) cui il Cresme accredita
una crescita per il 2017 del 2,9%. Ma la partita
delle partite, per capire che segno prenderà la
ripresa del settore, è quella delle infrastrutture
pubbliche. Il +2,6% che il Cresme attribuisce
all' intero settore delle costruzioni è pari pari,
forse non è del tutto casuale, al +2,6% che
v i e n e a s s e g n a t o a l settore d e l l e o p e r e
pubbliche, dove però è importante scomporre fra un +1,9% degli interventi pubblici di edilizia non
residenziale e un +2,9% del settore del genio civile in senso stretto. Meglio, all' interno dell' articolazione
dei segmenti del mercato edilizio, fa soltanto il rinnovo residenziale con un +3,5%.
Questa previsione di accelerazione su cosa si basa? Anzitutto sul fatto che arrivi a maturazione la
grande ondata di nuovi bandi che si è registrata fra il 2013 e il 2015: che quei progetti diventino cantieri
o, se già lo sono diventati, arrivino all' apice del "tiraggio" in termini di pagamenti. Questo vale per
grandi opere come il Brennero o il terzo valico, ma anche per una miriade di opere piccole e medie che
il governo cerca di sbloccare dal 2014 (si pensi rispettivamente alle scuole o al dissesto idrogeologico).
Ovviamente a pesare sulla previsione del Cresme c' è anche una politica di governo tutta orientata ad
accelerare le opere delle grandi stazioni appaltanti (Anas e Fs) e degli enti locali (riforma del patto di
stabilità interno). Non dovrebbe pesare ancora, invece, dice il Cresme, il blocco causato ai bandi di
gara dall' entrata in vigore del nuovo codice degli appalti che, in termini di pagamenti, potrebbe
cominciare a riflettersi in modo più consistente dal 2018 (se nel frattempo non si sarà trovata una
soluzione con una rapida attuazione del codice).
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12 ottobre 2016
Pagina 21 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
. SINDACI
Anci, oggi l' elezione di Decaro presidente
Il sindaco di Bari Antonio Decaro (Pd) si avvia
a diventare presidente dell' Associazione
nazionale dei Comuni italiani (Anci). Oggi, all'
apertura dei lavori dell' assemblea annuale
dell' associazione a Bari, verrà eletto il nuovo
presidente che prenderà il testimone dell' ex
sindaco di Torino Piero Fassino (Pd). L'
elezione di Decaro, proposta dal Pd che guida
la maggioranza dei Comuni, sarebbe a questo
punto destinata a passare a larghissima
maggioranza e con l' astensione del M5s.
Lo stesso Decaro, presentando ieri a Bari la
kermesse alla Fiera del Levante, pur senza
citare ufficialmente il nuovo incarico, ha detto:
«È l' impegno preso con la mia città che mi ha
permesso nella vita di fare tutte le esperienze
che ho fatto, e di questo devo ringraziare i
baresi che in questi anni mi hanno prima di
tutto insegnato tanto. Senza di loro non avrei
potuto imparare molte cose, che ho condiviso
con tutti i sindaci d' Italia in questi mesi in cui
ho svolto il ruolo di vicepresidente dell' Anci. Ai
baresi voglio fare una promessa, che suona
forse un po' come una minaccia: non vi
libererete di me».
I sindaci pentastellati, di cui si ipotizzava una
fuoriuscita dall' associazione in polemica con una candidatura targata Pd e considerata un po' troppo
renziana, hanno deciso di rimanere in Anci, almeno fino a fine gennaio.
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2412 ottobre 2016
Pagina 22 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Enti locali. L' analisi della Corte dei conti sulle società pubbliche che vanno dismesse secondo
la riforma Madia
In perdita il 42,5% delle «minipartecipate»
ROMA Poco più di una partecipata su quattro
ha i bilanci in rosso, ma le perdite si fanno più
frequenti nelle aziende più piccole: quando il
fatturato non supera il milione di euro, è il
42,5% delle società a c h i u d e r e i c o n t i i n
disavanzo, mentre lo stesso fenomeno si
incontra solo nel 20,9% dei casi se il fatturato
si colloca tra uno e cinque milioni.
I numeri emergono dalla relazione con cui la
sezione Autonomie della Corte dei conti ha
diffuso il nuovo censimento sulle società
partecipate dagli enti locali e sui loro risultati
economici.
Nella loro analisi, i magistrati contabili non si
sono limitati a evidenziare il sostanziale
fallimento dei passati tentativi di
"liberalizzazione", reso evidente dal fatto che il
98% dei quasi 23mila affidamenti censiti non è
passato per una procedura a evidenza
pubblica (si veda Il Sole 24 Ore di ieri); un
dato, questo, che fa a pugni con l' obbligo di
motivazione analitica da deliberare quando si
sceglie l' affidamento diretto (obbligo ribadito
anche pochi giorni fa dal Tar Lombardia con la
sentenza 1781/2016).
Oltre alle riforme vecchie, la Corte comincia a
mettere sotto la lente quelle nuove, a partire dal decreto attuativo della delega Madia (decreto legislativo
175/2016) che prova a imporre l' obbligo di dismissione di una serie di partecipazioni, a partire da
quelle più piccole.
Con questa premessa i magistrati contabili assumono due dei criteri chiave del decreto, che impongono
alle Pa di abbandonare le società con un fatturato sotto al milione di euro oppure quelle con più
amministratori che dipendenti. I due insiemi in parte coincidono, e di conseguenza mostrano problemi
simili con una frequenza di società in perdita parecchio superiore alla media (42,5% sotto al milione di
fatturato, appunto, e 35,9% nelle aziende con organici ridottissimi).
Oltre a quelle relative a fatturato e organici, una divisione importante nell' ottica della riforma è quella fra
società di servizi pubblici locali e aziende attive nei servizi strumentali alla Pa.
Anche in questo caso l' indicatore delle perdite conferma nei numeri la geografia dei problemi indicata
dalla riforma: fra le società che lavorano per la Pubblica amministrazione i bilanci si colorano di rosso
nel 32,2% dei casi, mentre la stessa cosa capita solo al 21,4% delle aziende di servizi pubblici.
Un ultimo dato merita attenzione, ed è quello degli squilibri strutturali: più di una società su dieci fra
quelle censite dalla Corte ha infatti chiuso in perdita tutti e tre i bilanci del periodo 201214.
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Continua > 2512 ottobre 2016 Pagina 22 Il Sole 24 Ore
12 ottobre 2016
Pagina 26 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Serie B. Il piano del presidente Abodi prevede di far confluire gli stadi dalla proprietà comunale
ad un fondo immobiliare Firmato il 27 settembre un protocollo di intesa
Allo studio la gestione pubblicoprivata
Sganciare gli stadi dalla proprietà dei Comuni
e farli confluire in fondi immobiliari, favorendo
l' aggregazione di capitali pubblici e privati,
per finanziarne la ristrutturazione e renderne
più redditizio lo sfruttamento.
È questo, in sintesi, il piano della Lega B del
presidente Andrea Abodi pre rilanciare le
iniziative per l' ammodernamento dell'
impiantistica sportiva attraverso un' alleanza
con l' Istituto del Credito sportivo e con Invimit,
la società del ministero dell' Economia istituita
nel 2013 che ha per missione lo sviluppo dei
patrimoni immobiliari pubblici.
Dallo scorso luglio l' Invimit ha allargato agli
impianti sportivi il proprio perimetro di
intervento, prima limitato alla rigenerazione del
patrimonio scolastico, alla riqualificazione
energetica e all' ottimizzazione dell' utilizzo
degli immobili pubblici. Da questa novità è
nata l' idea di una sinergia con B Futura,
società interamente partecipata dalla Lega B
che si occupa di riqualificazione degli stadi
dalla A alla Z, dallo studio di fattibilità alla
realizzazione.
L' obiettivo del protocollo d' intesa firmato il 27
settembre scorso è appunto quello di
accelerare il processo di riqualificazione degli stadi con la promozione di fondi immobiliari fra soggetti
privati e i Comuni proprietari dell' 85% degli immobili, grazie agli investimenti di Invimit, Ics e la
consulenza di B Futura. In sostanza, gli enti locali potranno conferire nel fondo lo stadio di cui sono
proprietari acquisendo quote.
A loro volta Invimit e Credito sportivo acquisiranno quote immettendo liquidità. Il Comune, proprietario
dello stadio, direttamente o in alternativa un privato, attraverso lo strumento del project finacing, potrà
così avviare un progetto di riqualificazione. In entrambi i casi il Comune è obbligato a indire una gara a
evidenza pubblica per scegliere la Sgr privata con cui poi istituire il fondo immobiliare.
Nel caso del project il proponente avrà comunque sempre una prelazione sul vincitore della gara
pubblica. A questo punto Invimit potrà scegliere se entrare nel pacchetto azionario del fondo, con o
senza una quota di maggioranza. Dopo di che il Comune ad esempio può cedere la sua parte a una
società sportiva (preferibilmente quella di calcio che utilizza lo stadio), oppure il fondo può mettere a
mercato l' immobile riqualificato, oppure il Comune può decidere di riprenderlo.
Intanto Invimit, ma anche gli altri soci, ogni anno riceveranno un utile come ritorno dell' investimento
ovvero alla cessione della proprietà del bene immobile. Invimit per entrate nell' affare chiederà una
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Continua > 2712 ottobre 2016 Pagina 26 Il Sole 24 Ore
12 ottobre 2016
Pagina 26 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Infrastrutture sportive. Il mancato ammodernamento pesa sui guadagni e sulle presenze: la
media italiana di riempimento delle arene è pari al 55,2%
Stadi vecchi, 750 milioni di incassi persi
I casi limite: la Roma in attesa del via libera per l' impianto, il Crotone senza strutture a
norma
L' obsolescenza di stadi e palazzetti che
hanno un' età media di oltre sessant' anni
costa allo sport italiano circa 750 milioni all'
anno di minori introiti. La sola Serie A, che a
differenza delle altre Leghe europee non è
riuscita ad ammodernare i propri impianti (a
parte gli esempi virtuosi di Juventus, Udinese
e Sassuolo di cui riferiamo nell' altra pagina)
patisce un gap di almeno 500 milioni.
La media degli spettatori per partita della
Serie A è diminuita dai 34mila del 1989/90 ai
21mila del 2015/16. E i dati della stagione
appena cominciata sono ancora più negativi.
La media italiana di riempimento degli stadi è
pari al 55,2%. La Ligue 1 francese ha il 66,8%,
la Liga spagnola (dove a Madrid comune e
Real hanno appena raggiunto l' accordo sul
restauro del Santiago Bernabeu da 400
miliioni) il 68,3%, mentre a dominare la scena
sono Bundesliga e Premier League,
rispettivamente con il 91,9% e il 95,5%. Ora,
sia l' esperienza inglese seguita all'
emanazione del Rapporto Taylor nel 1989, con
investimenti in stadi fra il 1993 e il 2012 per 3,3
miliardi di sterline, sia quella tedesca legata ai
Campionati del Mondo del 2000, dimostrano
che il rinnovamento degli impianti porta a un aumento degli spettatori del 40 per cento. Per quando
riguarda l' Italia, perciò, potrebbero esserci sei milioni di tifosi in più sugli spalti durante un' annata
sportiva rispetto ai 15 milioni che, per esempio, nella stagione 2011/12 hanno seguito dal vivo match di
Serie A, B e Lega Pro.
Inoltre, alzando il livello dei servizi, la qualità delle strutture, i sistemi di sicurezza, in Serie A si potrebbe
aumentare il prezzo medio dei biglietti rispetto agli attuali 20 euro di almeno quattro (+20%). Incremento
che moltiplicato per quello dell' affluenza supplementare potrebbe perciò generare ricavi da gare
aggiuntivi per il solo calcio professionistico pari a 180 milioni. Stessa dinamica avrebbero gli incassi
legati ai consumi del matchday: oggi in Italia la spesa media per uno spettatore (biglietto escluso) è
pari a 4/5 euro.
In Inghilterra e Germania siamo sui 20 euro. Grazie al miglioramento dei servizi (ristorazione,
parcheggi, punti vendita del merchandising, musei, visite guidate) la spesa pro capite potrebbe salire di
1215 euro con una crescita di fatturato tra gli 80 e i 125 milioni. Per non parlare della corporate
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12 ottobre 2016
Pagina 46 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Commissioni tributarie. Per i giudici di Ancona e Firenze le regole valgono anche prima del
2016
Leasing, l' utilizzatore paga il bollo
La tassa automobilistica non è a carico della società che stipula il contratto
Per i veicoli concessi in locazione finanziaria l'
unico soggetto tenuto al pagamento della
tassa automobilistica regionale è il soggetto
utilizzatore, anche anteriormente al 1° gennaio
2016. Non è quindi configurabile alcuna
responsabilità solidale della società di leasing
in caso di mancato pagamento della tassa, in
quanto la legge 160/2016 non ha di fatto
apportato alcuna sostanziale modifica sui
soggetti obbligati al pagamento.
Sono queste le conclusioni delle commissioni
tributarie (Ctp Ancona, sentenza1909/2016 e
Ctp Firenze, sentenza n.
1295/2016) che si sono espresse sulla
questione della soggettività passiva della
tassa auto per i veicoli in leasing a seguito
delle modifiche normative introdotte dal Dl enti
locali.
Oggetto della questione è l' individuazione del
soggetto passivo della tassa automobilistica in
relazione agli autoveicoli concessi in locazione
finanziaria, a seguito della legge 99/2009;
questa norma aveva rivisto gli obbligati al
tributo regionale: prima del 15 agosto 2009
(data di entrata in vigore della legge 99/2009),
infatti, la normativa sulla tassa automobilistica
(articolo 5 del Dl 953/82) prevedeva quale unico soggetto passivo il «proprietario» del bene concesso in
locazione finanziaria, e quindi per i veicoli concessi in leasing il soggetto tenuto al pagamento era la
società di leasing, proprietaria del bene; la legge 99/2009 ha invece previsto che al pagamento della
tassa automobilistica «sono tenuti coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento.risultano
essere proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatori a titolo di
locazione finanzaria».
Nonostante la modifica normativa avesse chiaramente la finalità di imporre il pagamento della tassa
esclusivamente ai soggetti utilizzatori, alcune Regioni hanno continuato a chiedere alle società d i
leasing il pagamento dell' imposta relativa ai veicoli concessi in leasing, argomentando che il prelievo
potesse avvenire indifferentemente sia in capo al proprietario del veicolo che all' utilizzatore in quanto
solidalmente obbligati. Ciò nonostante la norma non prevedesse alcun regime di solidarietà e il
Dipartimento delle Finanze avesse espresso un diverso parere (nota del 27 giugno 2012 prot. n.
13270).
Ne è scaturito un ingente contenzioso tributario che, pur se prevalentemente favorevole alle società di
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Continua > 3112 ottobre 2016 Pagina 46 Il Sole 24 Ore
12 ottobre 2016
Pagina 46 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Semplificazione
Pa digitale, correzioni al «codice»
U n d e c r e t o p e r c a m b i a r e i l Codice d e l l '
amministrazione d i g i t a l e . L a d e c i s i o n e , a
quanto risulta al Sole 24 Ore, è stata presa dal
governo insieme all' avvicendamento a capo
dell' ufficio legislativo della Funzione pubblica:
Bernardo Giorgio Mattarella, che aveva
stabilito l' attuale testo, sta per essere
sostituito da Angelo Vitale.
Due i problemi del Cad: eccessiva prudenza e
alcune incongruenze che lo rendono
inapplicabile nel breve periodo. Per il primo
punto, il Cad risente di essere un
rinovellamento del precedente Codice (2005),
mentre la legge delega darebbe al Governo un
più ampio margine di manovra. Il decreto
correttivo, da adottare entro settembre 2017,
obbligherà a un più deciso abbandono delle
vecchie logiche legate alla carta. Secondo
punto: ci sono alcuni aspetti da sistemare per
far funzionare il testo. Ad esempio il domicilio
digitale, introdotto dal Cad, cioè il diritto di
ogni cittadino a fare tutte le comunicazioni con
la Pa in modalità digitale. Il testo ora lega il
d o m i c i l i o d i g i t a l e a l l ' Anagrafe d e l l a
popolazione residente, un progetto la cui
conclusione è ancora lontana. Il nuovo testo
potrebbe invece istituire un registro ad hoc, per far funzionare il domicilio digitale.
Altro dossier allo studio è la riforma dello statuto dell' Agenzia per l' Italia Digitale.
Ruolo centrale in questo processo di rinnovamento l' avrà Diego Piacentini (senior vice president di
Amazon, ora in aspettativa), nominato commissario all' Agenda Digitale.
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ALESSANDRO LONGO
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3312 ottobre 2016
Pagina 48 Il Sole 24 Ore
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Appalti. Non basta il collegamento
Impresa fuori gara solo se si prova che l' offerta è
concordata
roma Il collegamento tra due società c h e
partecipano a una gara per aggiudicarsi un
appalto pubblico non basta per configurare il
reato di turbata libertà degli incanti.
Perché scatti tale illecito occorre la prova che,
dietro la costituzione di imprese
apparentemente distinte, si nasconda un unico
centro decisionale di offerte coordinate o che
le imprese, utilizzando il collegamento abbiano
presentato offerte concordate. Del principio,
affermato dalla Corte di cassazione con la
sentenza 42965 depositata ieri, beneficiano gli
amministratori di due società che avevano
partecipato ad una gara, indetta dall' Anas, per
vincere l' appalto di lavori stradali.
I due manager erano stati condannati sia in
primo grado sia in appello, con un
risarcimento ridotto rispetto al primo grado,
per turbata libertà degli incanti.
Secondo i ricorrenti, la Corte d' appello, preso
atto del provvedimento di esclusione, si era
allineata al giudizio espresso dall' organo
amministrativo, senza fare valutazioni
autonome.
Gli amministratori contestavano la decisione
raggiunta dalla Corte territoriale, che aveva
presunto la collusione e la turbativa della gara d' appalto basandosi sul semplice collegamento tra le
due società e sul rapporto di amicizia tra i loro responsabili. Il tutto in assenza di condotte relative ad
accordi fraudolenti o in contrasto con le indicazioni fornite in materia dalla giurisprudenza della Corte di
giustizia dell' Unione europea (sentenza C538/07).
Per la Cassazione, i ricorrenti hanno ragione. Se è vero che il collegamento tra due società, rappresenta
per gli amministratori una condizione propizia per stringere rapporti e consumare il reato previsto dall'
articolo 353 del Codice penale, è altrettanto vero che non si può prescindere dalla verifiche nel
concreto. E, visto che un abisso separa la supposizione di un fatto dalla prova della questo sia
avvenuto, la Cassazione taglia la strada a qualunque possibilità di presunzione, affermando che per la
turbativa d' asta è necessaria l' esistenza di collusioni o di altri mezzi fraudolenti.
I giudici precisano inoltre che la turbata libertà degli incanti è un reato di pericolo che si configura a
prescindere dal risultato raggiunto, essendo sufficiente la sola idoneità degli atti. Se c' è collusione, il
reato si consuma nel momento in cui viene presentata l' ultima delle offerte illecitamente concordate.
Dunque, il collegamento in sè, anche quando non consentito, è solo un indice di irregolarità che assume
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