CSV FC - ASSIPROV Martedì, 16 aprile 2019
←
→
Trascrizione del contenuto della pagina
Se il tuo browser non visualizza correttamente la pagina, ti preghiamo di leggere il contenuto della pagina quaggiù
CSV FC - ASSIPROV
Martedì, 16 aprile 2019
Prime Pagine
16/04/2019 Prima Pagina
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) 1
16/04/2019 Prima Pagina
Il Resto del Carlino (ed. Forlì) 2
16/04/2019 Prima Pagina
Il Resto del Carlino (ed. Cesena) 3
ambiente e protezione civile
15/04/2019 Forli Today
"Stop Pesticidi", il Wwf lancia un accorato appello ai tre ministri e... 4
16/04/2019 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 45
I volontari ripuliscono il paese dai rifiuti 6
csv e scenario locale
16/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 2 GAVINO CAU
Carcere, ancora due anni di attesa «I fondi ci sono, vogliamo fare... 7
16/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 3 ENRICO PASINI
«Ho bisogno di un mezzo attrezzato per la carrozzina» 9
16/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 6
Giovani e migranti, al Campus ricerca proposta dalla Caritas 11
16/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 7
Don Roberto Rossi: «Mi auguro si eviti questa partenza» 12
16/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 7 PIERO GHETTI
Le suore se ne vanno Timori per il centro socio-riabilitativo 13
16/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 39
Conservatorio ed Auser 15
16/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 39
Corso per la memoria 16
16/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 41
Laboratorio benessere 17
15/04/2019 Forli Today
Donazioni da tutt' Italia: la Fumettoteca conquista Forlì con oltre... 18
15/04/2019 Forli Today
Quando al Buon Pastore nacque la carità forlivese 20
15/04/2019 Forli Today
Sguardo sugli stranieri di seconda generazione: completata la ricerca a... 22
16/04/2019 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Pagina 77
Kigali, Nyamata,Gitabage eRulindo La palla rimbalza al ritmo del cuore 24
16/04/2019 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 44
'Seminario', scatta l' operazione salvataggio 26
salute e assistenza
16/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 37
Il Pdf: «Alle mamme che lasciano il lavoro 500 euro al mese» 27
15/04/2019 Forli Today
Gioco d' azzardo, appello ai candidati sindaci: "Cosa intendete fare?" 29
volontariato
16/04/2019 Avvenire Pagina 16 QUINTO CAPPELLI
«Riforma in attesa Il governo acceleri per chiudere l' iter» 31
16/04/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 39
Macerata, uno dei luoghi più 'generativi' d' Italia 33
16/04/2019 Avvenire (Diocesane) Pagina 40
Solidarietà, quasi 1.600 aiutati dall' Emporio 35
16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 3
L' Inferno di Dante e i detenuti oltre l' abisso 37
16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 9
SERVIZIO CIVILE, DUE PASSI INDIETRO 38
16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 9
L'ACCREDITAMENTO DEGLI ENTI: VIRTÙ E VIZI 40
16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 9 NICOLA SALDUTTI
UN NUOVO WELFARE A MISURA D'UOMO: VISIONE E SFIDA DEL DOPO GUZZETTI 42
16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 10
La meditazione vietata a gay sposati e malati psichici 44
16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 12
Mais onlus: 25 anni in Sudafrica 46
16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 12
Fiabe dal carcere «Buonanotte bimbi» 4716/04/2019 Corriere della Sera Pagina 16 Criminale io? Se lavoro smetto 49 16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 17 Profit e non profit assieme 51 16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 22 La donazione alla onlus? Si fa con l' app dal cellulare 52 16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 28 Gela misura la città solidale 53 16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 28 Lamiabuonanotizia La farmacia popolare per i nonni di Santa Gertrudis 54 16/04/2019 Corriere della Sera Pagina 29 Il sostegno alle famiglie Il modello Milano e il patto fra più... 56 16/04/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 29 Pasquale MirtoGianni Trovati Dalla Cassazione un colpo all' esonero Imu del non profit 57 16/04/2019 Italia Oggi Pagina 32 DANIELE CIRIOLI Ets, oggetto sociale dettagliato 59
16 aprile 2019
Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
116 aprile 2019
Il Resto del Carlino (ed.
Forlì)
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
216 aprile 2019
Il Resto del Carlino (ed.
Cesena)
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
315 aprile 2019
Forli Today
ambiente e protezione civile
"Stop Pesticidi", il Wwf lancia un accorato appello ai
tre ministri e alla Regione
Il Wwf chiede delle modifiche al nuovo Piano di Azione Nazionale sui pesticidi "per
garantire una maggiore tutela della salute dei consumatori"
Volontari del Wwf e d e l l e a s s o c i a z i o n i
componenti il Tavolo delle associazioni
ambientaliste di Forlì, ma anche normali
cittadini, si sono riuniti lunedì per affrontare
uno spinoso problema, quello che riguarda l'
utilizzo dei pesticidi. Sotto il monumento a
Saffi, insieme, hanno lanciato un appello
simbolico ai tre ministri (Gian Marco Centinaio
del ministero delle politche agricole, Sergio
Costa dell' ambiente e Giulia Grillo per la
Salute), oltre che alle Regioni, per chiedere
che il nuovo Piano di Azione Nazionale sui
pesticidi garantisca una maggiore tutela della
salute di consumatori e agricoltori ed una
adeguata salvaguardia della biodiversità.
"Stop Pesticidi", la frase simbolo, fotografata e
inviata con un' azione coordinata sui social
network (Twitter, Facebook e Istagram) ai tre
Ministri competenti per l' approvazione del
nuovo piano e al presidente della Regione
Stefano Bonaccini. Il Wwf, i n s i e m e a l l e
associazioni che aderiscono alla campagna
"Cambia la Terra" promossa da Federbio,
chiede al Governo e alle Regioni alcune
modifiche sostanziali per il nuovo Piano
Pesticidi che dovrebbe prevedere "divieti,
limiti e regole vincolanti sull' utilizzo dei
pesticidi in agricoltura, nella manutenzione
delle strade e ferrovie e all' interno delle città per la gestione del verde pubblico e privato (orti e
giardini), colmando le lacune della precedente versione del Piano che lo hanno reso di fatto inefficace
rispetto agli obiettivi di riduzione dei rischi da pesticidi, come invece imponeva la Direttiva europea del
2009". In particolare il nuovo Pan Pesticidi dovrebbe indicare, secondo il Wwf, con priorità i seguenti
obiettivi: "ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e gli agricoltori fissando distanze minime di
sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche per difenderle dal rischio di una possibile
contaminazione accidentale; Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette deve essere vietato l'
utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della
biodiversità regolamentari vincolanti; adottare tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non
agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e agli spazi utilizzati dalla
popolazione residente nelle città. Ma anche prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022,
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 416 aprile 2019
Pagina 45 Il Resto del Carlino (ed.
Forlì)
ambiente e protezione civile
MODIGLIANA GRAZIE ALL' USCITA ECOLOGICA SONO STATI RACCOLTI PLASTICA ED
ELETTRODOMESTICI
I volontari ripuliscono il paese dai rifiuti
ALLA pulizia del territorio modiglianese nella
giornata ecologica di domenica hanno
partecipato in molti raccogliendo una notevole
quantità di rifiuti. Un bottino nutrito, trasportato
nella stazione ecologica con mezzi comunali e
di privati, costituito tra gli altri da una lavatrice,
molti sacchi neri colmi, vasi di cotto, trapunte.
Per il comune era presente anche il sindaco
Valerio Roccalbegni, per il Nucleo Volontari
Antincendio - Protezione Civile il comandante
Franco Albonetti, per la Squadra Cinghialai Val
Tramazzo il presidente Giuseppe Bendoni.
g. a.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
616 aprile 2019
Pagina 2 Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
Carcere, ancora due anni di attesa «I fondi ci sono,
vogliamo fare presto»
Visita al cantiere del Quattro e alla vecchia struttura «Ben organizzata, tante attività, ma
è vetusta»
FORLÌ Due anni circa. Potrebbe essere questa
l' attesa per vedere operativo il nuovo carcere
di Forlì al Quattro. Una tempistica emersa ieri
durante la visita del capo del Dipartimento dell'
amministrazione penitenziaria, Francesco
Basentini, che, accompagnato dal
sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone,
ha visitato prima la vecchia struttura detentiva
nella Rocca di Ravaldino, poi il cantiere della
nuova Casa circondariale al Quattro, che potrà
contare, una volta ultimato, su una capienza
complessiva di 225 posti.
Il ricorso Il ricorso di una ditta che non si è
aggiudicata un appalto per l' intervento nel
cantiere sta rallentando l' avanzare dei lavori
(a metà maggio la situazione dovrebbe
sbloccarsi), mala struttura è già a buon punto.
«Sarà un carcere all' avanguardia - commenta
Morrone -.Gli alloggi degli agenti sono già
pronti, mancano gli allacci, ma sono
accessibili e presto vorremmo renderli
disponibili. I fondi necessari per completare l'
opera (39 milioni, ndr) ci sono, è un impegno
di questo Governo finire nel più breve tempo
possibile per arricchire la città. Non dipende
solo dal ministero della Giustizia».
Rocca Obiettivo spostare i detenuti dal
vecchio carcere non appena sarà possibile.
«La struttura - riprende Morrone - è vetusta, ci
sono i problemi degli stabilivecchi. Vogliamo
restituire la Rocca il prima possibile alla città per farne un contenitore culturale. Ne ho già parlato con la
Fondazione Cassa dei Risparmi. A parte queste difficoltà, l' organizzazione all' interno è ottima, ci sono
tante attività e laboratori per gli ospiti e tanti volontari, utili per il reinserimento dei carcerati». Oggi nel
carcere ci sono 166 detenuti, di cui 80 stranieri, sui 144 previsti, 104 le unità di Polizia penitenziaria
sulle previste 144.
Morrone e Basentini erano accompagnati dalla direttrice Palma Mercurio, dal provveditore dell' Emilia-
Romagna e Marche Gloria Manzelli e da Roberto Gambarota, del Provveditorato interregionale Opere
pubbliche.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 716 aprile 2019 Pagina 2 Corriere di Romagna
16 aprile 2019
Pagina 3 Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
«Ho bisogno di un mezzo attrezzato per la
carrozzina»
Il 33enne Andrea Fornito, grande appassionato di pallacanestro, lancia la campagna di
raccolta fondi
FORLÌ Da tanti anni segue con passione la
pallacanestro forlivese in giro per l' Italia e da
12 è uno dei più attivi giocatori e promotori sul
territorio dell' attività di Wheelchair Basket, la
società di pallacanestro in carrozzina di Forlì
che partecipa al campionato Uisp e che lui
stesso assieme alla Comunità Papa Giovanni
XXIII ha contribuito a fondare e,
successivamente, a crescere.
La campagna Ora il 33enne Andrea Fornito ha
un altro sogno da realizzare: acquistare un
automezzo attrezzato per il trasporto del
passeggero in carrozzina. Un desiderio che
per lui è anche e prima di tutto un' esigenza:
essere quanto più possibile autonomo nella
vita di ogni giorno e nel poter continuare a
coltivare la sua passione e il suo tifo per la
palla a spicchie per l' Unieuro Forlì. Fornito ha
deci so di lanciare una campagna di raccolta
fondi attraverso la piattaforma della Comunità
Papa GiovanniXXIII che gestisce la casa
famiglia "San Pietro" dove lui stesso vive.
Andandosulsitodaicistai.apg23.org è possibile
non solo aderire alla sua campagna
effettuando una libera donazione
completamente trasparente e "sicura", ma
anche creare una propria campagna
personale a sostegno del progetto da fare poi
veicolare sia sulla piattaforma, sia sui propri
canali social.
Il traguardo L' obiettivo è raggiungere entro fine giugno, o quanto meno avvicinare il più possibile, la
quota di 25mila euro necessaria all' acquisto di un Fiat Doblò attrezzato con rampa e sistemi di
sicurezza che consentano a Fornito di poter essere trasportato anche con una carrozzina elettrica e
senza bisogno di avere quella a spinta. In sostanza, Andrea non può guidare, ma con questo mezzo
sarà più autonomo anche rispetto a chi lo aiuterà. Non c' è limite né minimo né massimo, alla quota da
donare e sinora sono stati già superati i 3.100 euro grazie agli amici e anche ad alcuni giocatori di
basket come Simone Pierich.
Forza d' animo «La miavita in carrozzina è piena di passioni, ma anche di difficoltà quotidiane che però,
con l' aiuto di famiglia e amici, riesco sempre a superare col sorriso - spiega -. Uno degli scogli più
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 916 aprile 2019 Pagina 3 Corriere di Romagna
16 aprile 2019
Pagina 6 Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
Giovani e migranti, al Campus ricerca proposta dalla
Caritas
FORLÌ La Caritas diocesana, con il proprio
servizio Migrantes, presenterà domani alle 17
nell' Aula 15 del Campus universitario in via
Corridoni, 20, la ricerca sulle nuove
generazioni di migranti, intitolata "Lo sguardo
dei giovani sulla città, pensare e vivere u na
comunità". Il focus sarà su tutti quei ragazzi
che hanno alle spalle un esperienza migratoria
propria, o vissuta all' interno della propria
realtà familiare. «Si tratta di un' indagine
accurata - anticipa Roberto Ravaioli per
Migrantes -pensata per dare voce ai giovani,
non solo su stessi ma sul mondo adulto che li
cir conda. Lo studio, partito come indagine
sulla situazione dei giovani migranti, si è
trasforma tonel tempo in una osservazione
condivisa e profonda sulla società adulta, sui
suoi limiti, dalla poca inclusività al sospetto
latente nei confronti del nuovo e dei giovani,
alle sue rinnovate capacità di ascolto». Nel
dettaglio, l' indagine è stata condotta da una
équipe di ricerca dell' Università di Bologna,
promossa dal Servizio Migrantes della Caritas
diocesana, con il supporto del Comune e il
contributo di Fonda zione Enaip Forlì Cesena
e Rotary Club Forlì. Partita da lavori di
indagine avviati fin dal 2013 e proseguiti due
anni più tardi, in questa ultima fase l' analisi si
è allargata anche ai giovani adulti che hanno
già percorsi lavorativi o universitari e che
quindi hanno già maturato una riflessione su se stessi. Lo studio dà, quindi, si interroga anche sulle
risposte che la società adulta è in grado di dare oggi su: Scuola e formazione, Lavoro, Vita quotidiana e
partecipazione e Migrazioni.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
1116 aprile 2019
Pagina 7 Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
Don Roberto Rossi: «Mi auguro si eviti questa
partenza»
«Sono i malati stessi - dichiarò il beato Luigi
Novarese nel lontano 1947 nell' atto di
costituire il Centro volontari della sofferenza -
che diventano i protagonisti della Chiesa e
della società, cercando di promuovere la
voglia di vivere in pienezza senza lasciarsi
sconfiggere dalla malattia e dall' handicap».
Piena solidarietà al difficile momento che
potrebbe vivere la struttura di Meldola con tutti
i suoi assistiti viene da don Roberto Rossi,
parroco di Regina Pacis e "figlio spirituale" di
Maria Nanni, che non ha dubbi. «Mi auguro
che i Silenziosi Operai della Croce possano
rimanere nella nostra terra - sottolinea con
forza il sacerdote -. Cercheremo tutti insieme
di condividere la testimonianza della Nanni,
che ha voluto quella casa per la formazione,
santificazione e promozione umana delle
persone sofferenti, e per la valorizzazione del
loro apostolato cristiano all' interno della
Chiesa e nella società».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
1216 aprile 2019
Pagina 7 Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
Le suore se ne vanno Timori per il centro socio-
riabilitativo
MELDOLA A Meldola non si parla d' altro: le
quattro "Silenziose Operaie della Croce",
suore votate alla regola di monsignor Luigi
Novarese, operanti dal 1981 nella "Casa
Nostra Signora di Fatima" di via delle
Caminate, 2, devono lasciare la Diocesi di
Forlì-Bertinoro entro il 2021.
Effetti negativi La decisione sarebbe stata
presa dal Consiglio dei Sodc (Silenziosi
Operai della Croce), riunitosi nel dicembre
scorso a Roma. Se confermata, l' uscita dalla
scena romagnola di uno degli ordini ecclesiali
più innovativi nella storia della cristianità post -
conciliare, potrebbe avere riverberi importanti
e negativi anche sul tessuto caritativo locale.
Le quattro religiose tutt' ora residenti a
Meldola, infatti, coordinano anche il Centro
volontari della sofferenza e il Centro socio
riabilitativo. Se il Cvs è un' associazione
privata di fedeli, che a Forlì annovera cinque
gruppi di preghiera con poco meno di cento
aderenti, impegnati in un' azione di
promozione integrale della persona sofferente,
il centro riabilitativo è una struttura socio -
sanitaria convenzionata, destinata a persone
con disabilità fisiche e psichiche per favorirne
la crescita delle capacità di autonomia e
relazione". Attualmente ospita 23 ragazzi
disabili, accuditi da 21 operatori e numerosi
volontari.
Movimento in crisi «È dal 2012 che i Silenziosi Operai della Croce non hanno più vocazioni - riconosce
Oriana Bettini, storica esponente del Cvs diocesano - ma questo non giustifica il ritiro delle suore La
fondatrice Nativa di Cusercoli e costretta dalla poliomielite su una carrozzina sin dalla più tenera età (è
morta il 2 giugno 1997 all' ospedale "Morgagni" di Forlì), la Nanni ha insegnato a tanti forlivesi ad
accettare e donare la sofferenza con il sorriso. «Ho conosciuto quella donna eccezionale nel 1986 -
commenta Antonio Mambelli, civuessino della prima ora della parrocchia di Villa grappa, alle porte di
Forlì - e già allora raccomandava a noi fratelli degli ammalati, di impegnarci con convinzione nell'
apostolato della sofferenza: un' eventuale appannamento avrebbe messo in discussione la presenza
stessa del Centro volontari della sofferenza in Diocesi. A vent' anni dalla morte della religiosa, queste
parole si stanno rivelando addirittura profetiche».
Nel frattempo una delegazione di fedeli, capitanata dal parroco di Meldola don Mauro Petrini, è pronta
ad incontrare il vescovo monsignor Livio Corazza per invitarlo a contrastare la partenza delle suore.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 1316 aprile 2019 Pagina 7 Corriere di Romagna
16 aprile 2019
Pagina 39 Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
INCONTRO
Conservatorio ed Auser
Ultimo appuntamento per l' inverno per "La
Città che Apprende": ciclo di incontri e visioni
cinematografiche diAuser. La cittadinanza è
invitata aun incontro musicale del
Conservatorio Bruno Maderna, alle ore 15.15
presso la Sala Oscar Alessandri di Auser, per
un concerto diretto da Giorgio Babbi ni.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
1516 aprile 2019
Pagina 39 Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
ORGANIZZA CAIMA
Corso per la memoria
Alle 18 alla salaAssiprov invia Serraglio, si
terrà un incontro dal titolo "Come migliorare la
memoria dopo i60 anni". Verrà presentato un
corso per la memoria per anziani sani che
partirà il prossimo 24 aprile.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
1616 aprile 2019
Pagina 41 Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
SARSI NA
Laboratorio benessere
Al mercoledì prosegue nella sala dell' Ufficio
Informazioni Turistiche di Sarsina, in via IV
Novembre 13, il ciclo di incontri del
"Laboratorio Benessere", promosso d a l l '
associazione "Amici di Casa Insieme" e rivolto
ad ultrasessantenni per imparare e mantenere
stili di vita sani. Iscrizione obbligatoria al
numero 320-6967089.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
1715 aprile 2019
Forli Today
csv e scenario locale
Donazioni da tutt' Italia: la Fumettoteca conquista
Forlì con oltre 11mila volumi
Che cosa vi si trova fra i documenti donati? Ad esempio la collezione di Dylan Dog dal
numero 1 al 200 oltre, con tutti gli speciali e anche vari cartonati
Risultato più che eccezionale, e meritevole:
sono i numeri sensazionali che dimostrano,
come nella settimana passata a solo un mese
e mezzo dalla sua inaugurazione, la
Fumettoteca Alessandro Callegati "Calle" è
arrivata a quota di oltre 11.500 documenti
fumettistici , grazie alle donazioni. Una
settimana, quella di metà aprile, di frenetica
attività donatrice, che la Fumettoteca accetta
sempre ben volentieri, donazioni di fumetti di
qualsiasi periodo, contenuto, formato e
condizioni, che in questi ultimi 7 giorni, da
Forlì con una grande adesione al progetto
fumettotecario, sono giunte come omaggio all'
attività fumettistica, con collezioni e collezioni
intere di fumetti, oltre 3.500 pezzi, pari ad una
media di 500 pezzi al giorno. "Cittadini forlivesi
ben disposti che, dopo aver letto nelle testate
online di questa realtà, hanno preso contatto
con la sede per telefono, e-mail e anche
venendo di persona in sede - spiega il
direttore fumettotecario, Gianluca Umiliacchi -.
Il risultato non si è fatto attendere, inoltre a
quelle già citate, 6 donazioni, vi sono ancora
altre 4 donazioni con le quali al momento
siamo in attesa di sviluppi. La sede della
Fumettoteca, unica in tutta la Regione Emilia
Romagna, al momento è colma di fumetti che
devono trovare spazi e collocazione, nonostante questo, per tutti coloro che desiderano donare i propri
fumetti è sufficiente che si mettano in contatto con noi. Lo Staff Fumettoteca ringrazia tutti coloro che si
sono mossi per rendere più corposo e variegato il contenuto fumettistico da proporre ai lettori". Che
cosa vi si trova fra i documenti donati? La collezione di Dylan Dog dal numero 1 al 200 oltre, con tutti gli
speciali e anche vari cartonati, moltissimi numeri, dagli anni '60 ad oggi, della testata fumettistica
Topolino, i circa 300 pezzi della collezione Tex a colori de La Repubblica, ed una infinità di testate dall'
inizio del 1960 ad oggi, come Diabolik, i bonelliani, i tascabili degli anni '70 e i neri degli anni '60, il
Giornalino e il Corriere dei Piccoli, Lanciostory e Il Monello con L' Intrepido, insomma tutto e di più, una
marea di fumetto in movimento. Tutte donazioni gentilmente eseguite da signore e signori, ex
collezionista o appassionati come P. Martini, E. Gardini, R. Leoni, S. Biondi e ancora, ricevuto inoltre
materiale didattico allo scopo di studi, ricerche e anche Tesi di Laurea, da C. Camorani, fascicoli sulle
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 1815 aprile 2019
Forli Today15 aprile 2019
Forli Today
csv e scenario locale
Quando al Buon Pastore nacque la carità forlivese
In pieno centro storico a Forlì, al civico 28 della scenografica via Dei Mille, c' è un
edificio che da secoli dispensa servizi alle persone più bisognose. La sua funzione
caritativa ha avuto inizio nel Medioevo con la confraternita dei Battuti Rossi. Oggi è sede
della Caritas Diocesana.
In pieno centro storico a Forlì, al civico 28 della
scenografica via Dei Mille, c' è un edificio che
da secoli dispensa servizi alle persone più
bisognose: è il Buon Pastore. La sua funzione
caritativa ha avuto inizio al tempo delle 6
confraternite dei Battuti Bianchi, Neri, Bigi,
Rossi, Verdi e Turchini (chiamati anche
Celestini), sorte dopo la metà del XIII secolo
come reazione al clima di violenza che
scuoteva la società forlivese. Ognuna di esse
era contraddistinta dal particolare colore della
veste indossata dai componenti e
caratterizzata dalle funzioni svolte: i Battuti
Bianchi, in cui confluivano i cittadini più
aristocratici e ricchi, si occupavano anche dei
bambini abbandonati e annoveravano il
privilegio di salvare per la festività di
Ognissanti un condannato; i Neri s'
incaricavano della sepoltura dei viandanti
uccisi per le strade e dei giustiziati (nel 1281
provvidero a seppellire i francesi del
sanguinoso mucchio); i Bigi, i Rossi e i Verdi
avevano cura di pellegrini e di indigenti; i
Turchini erano dediti all' istruzione dei giovani
e alla costituzione della dote alle ragazze
povere. Composte da laici, nobili e plebei che,
in segno penitenziale, durante le processioni si
colpivano le spalle con flagelli formati da
strisce di cuoio, col tempo, a colpi di solidarietà riuscirono a risvegliare attenzione e sensibilità nei
confronti della condizione umana. I Battuti Rossi, che avevano come patroni San Rocco e San Michele e
assistevano poveri e malati, in principio ebbero sede in un ospedale vicino alla Chiesa di San Biagio,
detto di San Michele (oggi scomparso), dotato di 16 posti letto. Per finanziare la loro attività
disponevano di 43 tornature di terreno e di un appezzamento arativo all' interno del perimetro delle
mura della città. Nel 1517, quando già il Palmezzano aveva affrescato, su cartoni del Melozzo, la
Cappella Feo posta all' interno della nuova chiesa di San Biagio in San Girolamo, i Battuti Rossi si
trasferirono nell' attuale Via dei Mille, ponendo la prima pietra della nuova chiesa di San Michele
Arcangelo, poi denominata del Buon Pastore. Nel 1556 furono sostituiti dagli Eremiti di San Girolamo:
detti anche Gerolimini, o Gerolomini, erano un ordine religioso fondato ad Urbino da Pietro Gambacorta
e Nicola da Forca Palena agli inizi del XV secolo. Il periodo di massima espansione fu il XVIII secolo: nel
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 2015 aprile 2019
Forli Today15 aprile 2019
Forli Today
csv e scenario locale
Sguardo sugli stranieri di seconda generazione:
completata la ricerca a Forlì
Come gli stranieri di seconda generazione generazioni pensano e vivono una comunità.
Quest' aspetto è stato trattato da una ricerca che sarà presentata
Come gli stranieri di seconda generazione
generazioni pensano e vivono una comunità.
Quest' aspetto è stato trattato da una ricerca
che sarà presentata mercoledì alle 17 nell'
aula 15 del Campus di Forlì (viale Corridoni
20). Il rapporto prende il titolo "Lo sguardo dei
giovani sulla città - pensare e vivere una
comunità". Viene a compimento, con questo
contributo, un percorso di approfondimento
avviato nel 2013 - promosso da Caritas Forlì -
Bertinoro e Migrantes con il contributo dell'
equipe di ricerca dell' Università di Bologna -
Campus di Forlì - e volto inizialmente alla
conoscenza dei giovani stranieri di seconda
generazione presenti sul territorio forlivese,
mediante l' erogazione di 1026 questionari
presso le scuole secondarie di primo e
secondo grado, degli enti di formazione
professionale e del CPIA (ex CTP). Il lavoro,
negli anni, è continuato in tre diverse fasi di
ricerca, quantitative, qualitative, di modalità
investigative di approfondimento e di
estensione, e ha chiamato a confronto vari
attori, sia istituzionali che della società civile
(oltre 40 realtà del territorio), alzando il tetto di
età degli intervistati: da adolescenti fino a 25-
30enni, protagonisti di questo rapporto sulle
nuove generazioni. Tutto nacque da un
bisogno di comprensione, che coglieva la domanda delle famiglie migranti su come trasferire valori di
riferimento e identità di origine ai propri figli, inseriti nel nuovo contesto cittadino, a partire dall' ambito
scolastico e avviati sempre più entro un percorso progressivo di parificazione - inclusione.
Congiuntamente c' era il desiderio di chi, per compito educativo e di servizio, intendeva ascoltare,
raccogliere e capire gli interrogativi e le attese dei giovani con percorso migratorio alle spalle, per
trovare un giusto modo di relazione e di interazione e, ove possibile, di risposta. Abbiamo voluto
seguire l' evolversi del senso di futuro e del bisogno di speranza che accomuna e assimila i giovani,
autoctoni o di famiglie di origine migratoria, la voglia di riscatto, di piena realizzazione degli sforzi
compiuti, a partire dalla formazione scolastica e di riconoscimento di pari dignità e cittadinanza
attraverso il lavoro. "lo sguardo dei giovani sulla città" - scaricabile dalla pagina Migrantes del sito
Caritas della diocesi di Forlì-Bertinoro(www.caritas-forli.it) - aveva, inoltre, tra gli obiettivi ultimi, la
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 2215 aprile 2019
Forli Today16 aprile 2019
Pagina 77 Il Resto del Carlino (ed.
Cesena)
csv e scenario locale
Kigali, Nyamata,Gitabage eRulindo La palla rimbalza
al ritmo del cuore
Bologna NON E' UN TORNEO come tutti gli
altri, non è soltanto una parata di futuri
campioni e campionesse.
Intorno al We Love Football ruota un mondo di
valori che diventano amicizia e impegno
sociale, beneficenza e senso di responsabilità.
Sono tante le iniziative legate al torneo che
meritano di essere raccontate. L' associazione
di promozione sociale 'Amici di We Love
Football' affianca all' evento sportivo una serie
di iniziative di sostegno. In particolare quelle
rivolte a giovani che si trovano in condizioni
svantaggiate.
RUANDA. Una delle iniziative più importanti è
WeLoveRwanda, il progetto dell' Associazione
Solidarietà Terzo Mondo Onlus per la quale
Morena De Marchi, sorella di Marco Antonio, è
responsabile delle adozioni a distanza.
Testimonial di EFUS (European Forum for
Urban Security), De Marchi ha presentato il
progetto del torneo all' Edizione 2016 del
Premio Europeo per l' Integrazione Sociale
attraverso lo Sport, a Saint-Denis, in Francia.
IL GIUSTO CIBO. Particolare attenzione è
riservata al tema della corretta nutrizione del giovane atleta e all' educazione alimentare, anche se
raccontata in forma divertente grazie a cooking show, un blog dedicato, video ricette, match di cucina
sportiva creativa eseguiti da grandi chef e da ragazzi, e iniziative a tema in ristoranti e locali selezionati.
ACADEMY E MASTER CAMP.
Nel 2018 i progetti di solidarietà in Africa sono stati sviluppati anche con la onlus di Sondrio
Associazione Solidarietà Terzo Mondo, con iniziative ideate da padre Onesphore Ntivuguruzwa.
PLAY TO WIN TOGETHER. Si tratta di un torneo di calcio giovanile nella città di Kigali per combattere l'
abbandono scolastico e la delinquenza minorile.
ADOZIONI A DISTANZA. Sono iniziate nel 2010, per aiutare l' orfanotrofio di Nyamata, con supporto a
bambini di famiglie socialmente disagiate, orfani o con i genitori malati, accolti da famiglie affidatarie. I
contributi sono affidati alle suore che gestiscono l' orfanotrofio e pagano direttamente la tassa scolastica
e il materiale per il bambino e l' assicurazione sanitaria per la famiglia. Nel 2018 sono stati supportati 53
bambini.
LE SARTE. Nel primavera 2017 Terzo Mondo e Amici di We love Football hanno finanziato l' acquisto
delle macchine per un laboratorio di sartoria e maglieria presso l' ex orfanotrofio di Nyamata in Rwanda,
con 12 macchine da cucire a pedale, due elettriche e 4 per maglieria. Il laboratorio di sartoria di Rulindo
invece è attivo dal 2012 con 18 macchine. Finora si sono diplomate 90 giovani l' 80% circa degli allievi
ha trovato lavoro. PICCOLE COOPERATIVE. Nel piccolo villaggio di Gitabage, dove è appena arrivata
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 2416 aprile 2019 Pagina 77 Il Resto del Carlino (ed.
16 aprile 2019
Pagina 44 Il Resto del Carlino (ed.
Forlì)
csv e scenario locale
'Seminario', scatta l' operazione salvataggio
Meldola, il Comitato di distretto al lavoro per «garantire la continuità del servizio»
«GARANTIRE la continuità del servizio, in
particolare per gli ospiti del centro diurno,
diversi dei quali sono di Meldola o di comuni
vicini. Garantire attenzione ai lavoratori e alle
loro competenze.
Sviluppare un progetto di comunità innovativo,
che tenga conto delle potenzialità della
struttura».
Raoul Mosconi, assessore al welfare a Forlì e
presidente del Comitato di distretto, disegna
così la sua visione del centro socio riabilitativo
Casa Nostra Signora di Fatima (meglio
conosciuto come Seminario, cioè la sua
funzione originaria). L' edificio, che si trova in
strada Meldola - Rocca delle Caminate, dopo
la scelta presa dai gestori, la onlus Silenziosi
Operai della Croce, di farsi da parte, rischia la
chiusura. A meno che non si trovi un soggetto
disposto a continuare l' attività coi disabili della
onlus.
AL MOMENTO gli ospiti sono una ventina, con
dieci posti nel centro residenziale e quattordici
nel diurno. La struttura è accreditata con il
Servizio sanitario nazionale (tramite la
Regione): ciò significa che c' è uno standard minimo dei servizi forniti agli ospiti.
Quello che in gergo tecnico si chiama Ufficio di piano stabilisce il fabbisogno dei posti accreditati nelle
strutture territoriali; spetta poi al Comitato di distretto assegnarli. «La capacità del centro diurno di
Meldola è di quattordici posti, molti dei quali occupati da ragazzi di Meldola - argomenta Mosconi -.
Questo è certamente un aspetto da preservare». Così da consentire ai ragazzi di poter continuare a
svolgere le attività nella serra o nei laboratori a due passi da casa. Con un evidente vantaggio, in termini
pratici, anche per le loro famiglie. La struttura, ricorda Mosconi, «venne ristrutturata e aperta così come
la conosciamo oggi nel 1985, grazie all' opera fondamentale di Maria Nanni, disabile di Voltre che
definisco apostolo dei malati. Fu lei, andando in giro per la Romagna, a raccogliere i soldi necessari a
inaugurare il centro». I Silenziosi Operai della Croce sono un' associazione internazionale la cui
direzione generale ha sede a Roma.
All' origine di voler lasciare Meldola ci sarebbe la volontà di puntare sull' attività internazionale della
onlus, abbinata alla carenza di vocazioni (oggi a Meldola operano, insieme ai volontari, cinque suore) e
a difficoltà economiche (l' ultimo ospite è entrato sette anni fa). «Sviluppiamo un progetto di comunità, in
accordo con la Diocesi, proprietaria dell' immobile. Il potenziale umano e di relazione che è stato creato
in questi anni non va disperso», termina Mosconi.
Luca Bertaccini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
2616 aprile 2019
Pagina 37 Corriere di Romagna
(ed. Forlì-Cesena)
salute e assistenza
Il Pdf: «Alle mamme che lasciano il lavoro 500 euro
al mese»
CESENA Il Popolo della famiglia scende in
campo al fianco di Andrea Rossi, nella
coalizione di centrodestra, e prova a giovare d'
anticipo sul reddito di maternità con una
proposta d' impatto. L' obiettivo è quello di
sperimentare questa misura a Cesena, pur in
misura ridotta rispetto alla proposta di legge
presentata su scala nazionale. Ogni mamma
cesenate, purché di cittadinanza italiana, potrà
scegliere di lasciare il lavo roper seguire i
propri figli piccoli e ottenere in cambio 500
euro netti al mese per un periodo di 3 anni (a
livello statale si punta invece si 1.000 euro per
8 anni). Il tutto per un budget massimo di 1
milione di euro all' anno da programmare nel
bilancio del Comune. Una spesa corrente
molto alta che ovviamente obbligherà a
tagliarne altre e bisognerà capire quali
saranno i servizi sacrificati. Ma il Pdf è
convinto che ne valga la pena, perché «come
disse Papa Giovanni Paolo II, per un buon
politico la famiglia deve essere il prisma da cui
fare derivare ogni politica sociale».
Lista e 1,7% da migliorare Lo ha sottolineato
ieri Massimo Pistoia, coordinatore del Popolo
della famiglia di Cesena, durante la
presentazione della lista di 21 candidati al
consiglio comunale (13 uomini e 8 donne) che
saranno in corsa alle elezioni amministrative
del 26 maggio.
La prova del voto nazionale il 4 marzo 2018 è stata incoraggiante per il partito nato dall' esperienza del
Family Day: in città ha conquistato oltre 1.000 voti, pari all' 1,7%, una percentuale doppia rispetto al
risultato nazionale.
Ora la sfida del Pdf è aumenta re il numero di consensi fino a riuscire ad eleggere un proprio
rappresentante in consiglio comunale.
«La famiglia prima di tutto» La famiglia è il perno del programma elettorale: «Vogliamo fare di Cesena
un piccolo laboratorio di politiche, da imitare poi in tutta Italia, che la mettano al centro di tutto: queste
idee sono state condivise dal centrodestra e perciò abbiamo deciso di sostenere Rossi». Ma ogni
progetto ce va in quella direzione è apprezzato dal Pdf, che per esempio guarda con favore all'
intenzione di Enzo Lattuca, il candidato sindaco rivale del centrosinistra, di azzerare le rette nelle
materne.
Tra i progetti del Pdf c' è «la creazione di un assessorato alla famiglia, che analizzando l' impatto che
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 2716 aprile 2019 Pagina 37 Corriere di Romagna
15 aprile 2019
Forli Today
salute e assistenza
Gioco d' azzardo, appello ai candidati sindaci: "Cosa
intendete fare?"
I candidati alle prossime elezioni amministrative del prossimo 26 maggio si esprimano
sul gioco d' azzardo e le ludopatie.
I candidati alle prossime elezioni
amministrative del prossimo 26 maggio si
esprimano sul gioco d' azzardo e le ludopatie.
E' la richiesta che arriva da Angelo Ricci,
presidente dell' associazione Balena Ludens e
membro del Direttivo dell' associazione
"Legalità bene comune": "L' amministrazione
uscente si è dimostrata sensibile all'
argomento: durante la "Settimana del buon
Vivere" dello scorso settembre è stato aperto
un tavolo di confronto che, probabilmente per
la prima volta in Italia, portava contributi
congiunti di medici, psicologici, game
designer e, ultimo ma non ultimo, anche
associazioni di giocatori. Sì, anche di gruppi
persone che scelgono come hobby una delle
mille forme di intrattenimento ludico: dai giochi
da tavolo alle macchine radiocomandate, dai
modellisti ai, perché no, videogamers. Per
capire la portata innovativa di tale momento di
confronto, basta porre l' attenzione sull'
assessorato che ha seguito l' evento: quello
con deleghe alla cultura e alle politiche
giovanili e non quello al Welfare. Ne scaturiva
un messaggio di una forza incredibile: si può
cercare di prevenire l' azzardopatia (gambling
disorder) e la ludopatia (gaming disorder)
facendo cultura e non solo repressioni e
regolamenti". "Se fino ad oggi l' impegno al contrasto di queste dipendenza si è quasi sempre basato
sul "non fare" (limitazioni degli orari di accesso all' azzardo, distanze dai luoghi sensibili, etc), domani si
può e si deve pensare alla cultura del "fare", far crescere la consapevolezza delle meccaniche e delle
dinamiche del gioco con l' obiettivo di proporre un progetto educativo che vada oltre la dicotomia, per il
vero molto effimera, tra gioco e azzardo; far emergere ed apprezzare modelli di comportamento basati
su aggregazione e condivisione". Conclude la nota: "Nella nostra città si fatica a far decollare questi
progetti pilota nelle scuole e nei centri culturali e aggregativi (biblioteche, centri giovanili, parrocchie
etc). In Italia siamo spesso abituati che le buone idee, anche quando godono della sensibilità degli
Aaministratori, si arenano davanti alla cronica mancanza di fondi da destinare a queste attività. Una
volta ogni tanto, non sembra invece essere un problema di soldi: la Regione stanzia fondi per la
prevenzione di queste patologie che ancora faticano a trovare una "messa a terra". Difficoltà
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 2915 aprile 2019
Forli Today16 aprile 2019
Pagina 16 Avvenire
volontariato
CONVEGNO A FAENZA SUL TERZO SETTORE
«Riforma in attesa Il governo acceleri per chiudere l'
iter»
Faenza Quella del Terzo Settore è una riforma
già fatta, pronta all' uso, ma in attesa dei
decreti attuativi, con la necessaria volontà del
governo di darvi compimento. I tempi? Entro
agosto, in ragione dell' iter parlamentare già
percorso. Fra l' altro, cosa di non poco conto, a
costo zero. Eppure è ferma. Di tutto questo se
n' è parlato a Faenza nel convegno 'I nuovi
orizzonti dell' economia sociale, prospettive,
sfide e opportunità per il Terzo Settore'.
Promotori, assieme alla Diocesi di Faenza-
Modigliana, sono stati diversi Centri di
Formazione professionali, Cefal di Bologna in
testa. Centrale l' intervento di Stefano
Zamagni, neo presidente della Pontificia
Accademia delle scienze sociali, che ha
sostenuto: «Se in passato ambito economico e
ambito sociale si ritenevano ben distinti, oggi
sono molti a vedervi tanti punti in comune».
Zamagni ha poi spiegato che «il Terzo Settore
è tra i soggetti che hanno contribuito a
civilizzare il mercato, aiutando gli imprenditori
a capire che accanto al profitto ci sono i valori
sociali». Oggi, il Terzo Settore è un ambito
strategico per realizzare in maniera più
efficace il bene comune e consentire l'
attuazione di una democrazia più partecipativa: «Non ci sarà più un mondo bipolare diviso in pubblico e
privato. Finalmente entra in campo il civile». «Il Terzo settore - ha proseguito il presidente della
Pontificia Accademia delle scienze sociali - deve diventare qualcosa di cui non si può fare a meno,
perché i beni relazionali non li sa produrre né lo Stato né il mercato. Come non capire, allora, le
preoccupazioni per una riforma pronta, ma bloccata dal mancato varo dei decreti attuativi?».
Preoccupazioni condivise anche da Federico Amico, Teresa Marzocchi, il senatore Edoardo Patriarca,
Gianluca Galletti e il vescovo diocesano Mario Toso. Quest' ultimo ha rilevato come, nel nostro Paese,
continuino, nonostante timidi e insufficienti interventi, a crescere disuguaglianza e marginalizzazione di
poveri e disoccupati. Per il vescovo romagnolo «prevalgono un individualismo libertario, populismo e
democrazia oligarchica, tendenti al verticismo, a bypassare i corpi intermedi, Terzo Settore compreso».
Quando, invece di ignorarlo, «sarebbe necessario potenziarlo per dotare le comunità di ramificazioni
più profonde sul piano di una relazionalità solidale, a vantaggio della stessa economia e di un welfare
più personalizzato».
RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 3116 aprile 2019 Pagina 16 Avvenire
16 aprile 2019
Pagina 39 Avvenire (Diocesane)
volontariato
Macerata, uno dei luoghi più 'generativi' d' Italia
DI MASSIMILIANO C OLOMBI Siamo di fronte
alla "buona notizia" perfetta. Perfetta perché
arriva in un momento davvero particolare e
concorre ad invertire una narrazione
insostenibile di Macerata come "città della
paura", efficace per le retoriche politiche, ma
micidiale per la vita dei cittadini. Perfetta in
quanto restituisce alla città una
consapevolezza che rischiava l' evaporazione:
città e comunità non sono alternative. Perfetta
soprattutto perché consente di cogliere uno dei
tratti fondativi della città di Macerata: una città
"estroversa".
Macerata "estroversa" si presenta come città
della cultura che valorizza l' estro e la
creatività; per la storica vocazione di città del
dialogo e dell' accoglienza, attraverso un
canale preferenziale con l' Oriente sulle orme
di Padre Matteo Ricci; città della pace capace
di pensare forme non-violente della
convivenza; città di Maria, madre di Dio e
testimone di una Chiesa materna e carica di
misericordia.
Una città che testardamente cerca di
coniugare cultura, socialità e spiritualità. Se
questi tratti a volte fanno fatica ad essere
riconosciuti da molti maceratesi, sono stati mirabilmente valorizzati dalla ricerca promossa da
"Avvenire". Macerata "generativa", all' ottavo posto tra tutte le città italiane è una notizia ricostituente per
tutta l' area "micropolitana" che intorno alla città coinvolge altre piccole e medie città. Siamo di fronte ad
una "generatività di territorio" che grazie a Macerata viene riconosciuta a livello nazionale. I ricercatori
riconoscono "Macerata generativa" per la «capacità di incidere positivamente nella vita di altri esseri
umani» e per la propensione alla "trasmissione generazionale di ciò che ha valore". In sintesi «la
generatività costituisce probabilmente la componente principale della ricchezza di senso e di
soddisfazione di vita». Ritornano alla mente parole antiche che senza alcuna nostalgia ma con una
carica profetica incontestabile possano ricollegare la generatività all' impegno di un "pensiero politico"
sulla città. In qualche modo riafferma, anche in questa epoca dell' individualismo metodologico, la
possibilità di costruire insieme la città dell' uomo a misura d' uomo (Giuseppe Lazzati).
Nello stesso tempo risuonano le parole generative di don Lorenzo Milani: «Ho imparato che il problema
degli altri è uguale al mio.
Sortirne tutti insieme è politica.
Sortirne da soli è avarizia».
In questa prospettiva il lavoro coordinato dall' economista Leonardo Becchetti consegna alla città una
mappa di "beni comuni" di cui aver cura e su cui investire per irrobustire la propensione generativa
della città.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 3316 aprile 2019 Pagina 39 Avvenire (Diocesane)
16 aprile 2019
Pagina 40 Avvenire (Diocesane)
volontariato
Solidarietà, quasi 1.600 aiutati dall' Emporio
DI EMANUELE SEVERINI * Anche nel 2019
prosegue l' attività dell' Emporio della
Solidarietà di Macerata, azione promossa
dalla Caritas diocesana in partenariato con il
Comune di Macerata, le Acli-Punto famiglia di
Macerata, il Gruppo di volontariato
vincenziano (Gvv) di Macerata, l' associazione
Centro di Ascolto e di prima accoglienza ed i
centri di ascolto delle parrocchie maceratesi.
Avviato nel 2015 e giunto quindi al suo quarto
anno di attività, l' Emporio ha accolto dalla sua
apertura 415 famiglie per un totale di quasi
1.600 persone ammesse e seguite in un
percorso di accompagnamento verso la
fuoriuscita dallo stato di bisogno.
Essere ammessi al percorso dell' Emporio non
significa solamente avere la possibilità di "fare
spesa" gratuitamente ogni mese attraverso
una tessera a punti che viene consegnata alla
famiglia, ma significa anche ricevere un aiuto
nel tentare di rispondere ai bisogni che hanno
portato alla richiesta di aiuto: disoccupazione,
sfratto, debiti, dipendenze, ecc. In questo
aspetto in particolare è importante il lavoro di
analisi della situazione e progettazione dell'
intervento fatto in sinergia tra Caritas, Servizi
sociali del Comune e le associazioni partner del progetto (ad esempio le Acli e tutto il ventaglio di
servizi che offre). Il percorso di accompagnamento è strutturato in step semestrali, al termine dei quali si
va a verificare se il percorso di fuoriuscita dallo stato di bisogno è seguito dalla famiglia beneficiaria e
se sta funzionando. Ad oggi molte famiglie che avevano iniziato il loro percorso all' Emporio, non lo
frequentano più: o perché hanno risolto i problemi che le affliggevano e si sono allontanate
autonomamente, o perché ritenute dalla Commissione di valutazione non più bisognose dell'
accompagnamento. In questa maniera è possibile dare spazio e attenzione a nuove domande di aiuto,
senza cronicizzare gli interventi su utenti che altrimenti rischiano di diventare, senza un giustificato
motivo, "storici". È ovvio che in casi di cronicità conclamata (cioè l' impossibilità di fuoriuscire dallo stato
di bisogno per difficoltà oggettiva), l' accompagnamento prosegue anche nel medio-lungo periodo.
Negli ultimi mesi l' accesso all' Emporio di Macerata è stabile e si attesta sulle 120-130 famiglie mensili:
un dato in linea se non superiore a quello degli altri empori presenti nella nostra Regione. A tal
proposito, nelle scorse settimane Caritas Marche ha avviato un "Coordinamento Empori" regionale, al
cui tavolo di lavoro partecipa la realtà del nostro Emporio (insieme a quelli di Ancona, Osimo, Jesi,
ecc.).
Il coordinamento sarà utile per confrontarsi sulle problematiche rilevate e sulle soluzioni migliori da
adottare, oltre che per attuare una sinergia ed un' ottimizzazione a livello regionale nei contatti con gli
enti (con l' avvio di collaborazioni di più ampio respiro) e con i fornitori (miglioramento di preventivi). È
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 3516 aprile 2019 Pagina 40 Avvenire (Diocesane)
16 aprile 2019
Pagina 3 Corriere della Sera
volontariato
Gli attori del carcere di Verona interpretano la Divina Commedia
L' Inferno di Dante e i detenuti oltre l' abisso
L' Inferno di Dante dentro i confini del carcere:
una discesa nell' abisso della pena eterna e
della reclusione carceraria. Tutto questo è Ne
la città dolente , lo spettacolo teatrale che la
compagnia di detenuti «Teatro del Montorio»
presenta in anteprima lunedì 29 aprile poi
giovedì 2 maggio nel Carcere di Verona;
quindi venerdì 3 e sabato 4 maggio (sempre
alle 19)nell' ambito del Festival Biblico di
Verona, quest' anno dedicato alla tematica
della Polis. È prima tappa di un progetto
triennale che proseguirà fino all' anniversario
dei settecento anni dalla morte di Dante
Alighieri, nel 2021. Gli attori del gruppo
teatrale del Carcere di Verona (12 detenuti e
una detenuta provenienti da tutte le sezioni)
affrontano la prima cantica della Divina
Commedia ; il Purgatorio e il Paradiso saranno
i capitoli successivi, nel 2020 e nel 2021. L'
idea è del regista Alessandro Anderloni che
lavora in carcere dal 2014 con un progetto
organizzato dalla Direzione del Carcere di
Verona con l' associazione culturale Le Falìe e
sostenuto dalla Fondazione San Zeno Onlus.
Ad affiancarlo nel condurre il laboratorio
teatrale, iniziato a novembre del 2018, sono l'
autrice e attrice Isabella Dilavello e l' attore e
danzatore Paolo Ottoboni. Alla
rappresentazione prenderanno parte come co-
protagonisti anche una decina di studenti delle scuole secondarie veronesi. Accesso su prenotazione,
info su www.lefalie.it.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
3716 aprile 2019
Pagina 9 Corriere della Sera
volontariato
SERVIZIO CIVILE, DUE PASSI INDIETRO
«Dum Romae loquitur, Saguntum expugnatum
est».
L' antico adagio latino bene interpreta ciò che
sta succedendo in questi mesi circa il Servizio
civile.
Parafrasando potremmo dire che, mentre la
Camera approva la «mini-naja» e sui giornali
ritorna il dibattito sul servizio civile
obbligatorio, i posti per i ragazzi che vorranno
fare servizio civile tra la fine del 2019 e il 2020
sono stati quasi dimezzati. Infatti le risorse
messe a disposizione dal governo Gentiloni
nel 2018 consentivano la partenza a circa
58mila giovani; quelle inserite nella Legge di
bilancio 2019 dal governo giallo-verde sono
pari al costo di circa 32mila giovani in servizio.
Per questo l' invito di Michele Serra - dalle
colonne di Repubblica - affinché il Pd si affretti
a presentare alla Camera un disegno di legge
sul Servizio civile obbligatorio prima che lo
faccia il vicepremier Matteo Salvini, mi pare un
poco astratto, oltreché una scelta che rischia di
rivelarsi controproducente. La promessa che
lo Stato aveva fatto - con la riforma del 2017 -
di rendere il Servizio civile veramente
universale, viene così in larga parte disattesa.
Infatti, con tale riforma, lo Stato si impegnava
progressivamente a rispondere positivamente
a tutti i giovani che chiedevano di fare servizio
civile volontario.
Con il precedente Governo, un giovane su due aveva questa opportunità. Poiché sappiamo che le
domande dell' ultimo bando sono state più di 100.000 e le risorse per l' anno in corso pari al costo di
circa 32.000 posti, ne consegue che solo un giovane su tre potrà effettivamente accedere al servizio
civile universale. Se c' è una battaglia politica da intraprendere, è quella di allocare tutte le risorse
necessarie per dire di sì a tutti giovani che desiderano fare servizio civile. Tra l' altro, qualora circa
100.000 giovani potessero vivere una qualificata esperienza di servizio civile, probabilmente si
determinerebbe un effetto tipo sasso nello stagno; non a caso il professor Alessandro Rosina - nel
Rapporto giovani del 2017 dell' Istituto Toniolo- aveva evidenziato che più del 90% dei giovani che
avevano fatto servizio civile, avrebbero consigliato ad un amico di seguire la stessa strada. Ciò che si
vorrebbe perseguire con l' obbligo per legge, insomma, forse si potrebbe ottenere con un contagio
positivo tra i giovani. Anche perché questi ultimi- ce lo dice sempre lo stesso Rapporto- sono per più
dell' 80% contrari all' obbligo per legge del servizio civile.
C' è una seconda iniziativa politica da intraprendere. Tra poco più di un mese si voterà per il
Parlamento Europeo. La Commissione europea ha recentemente avviato il Corpo europeo di
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 38Puoi anche leggere