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venerdì, 08 maggio 2020
Prime Pagine
08/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) 4
Prima pagina del 08/05/2020
08/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) 5
Prima pagina del 08/05/2020
08/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) 6
Prima pagina del 08/05/2020
ambiente e protezione civile
07/05/2020 Forli Today 7
Bertinoro, l' ordinanza del sindaco: si va al parco o al cimitero con la mascherina
07/05/2020 Forli Today 8
Nelle case di riposo del Forlivese ben 32 morti: "Zangheri struttura complessa, questo rallentò il reparto Covid"
08/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Pagina 37 11
Volontari Auser, sedi riaperte Fino diretto sui disagi del virus
csv e scenario locale
08/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 6 ENRICO PASINI 12
Croce Rossa, impegno senza sosta Volontari tra servizi e consegne
08/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 28 14
Auser dopo gli aiuti si prepara a riaprire in sicurezza le sedi
08/05/2020 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 34 15
Bcc Sarsina aiuta Misericordia
07/05/2020 Forli Today 16
Una Festa della Mamma più dolce, il grande gesto di solidarietà: "Regaliamo 1500 colombe"
07/05/2020 Forli Today 17
Lions Club Forlì Host dona mascherine a CavaRei e alla Residenza Zangheri
08/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 43 19
Nati per leggere, continuano le fiabe a distanza in biblioteca per i più piccoli
salute e assistenza
08/05/2020 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 31 20
«Telemedicina e triage: così zero positivi»
volontariato
08/05/2020 Avvenire Pagina 3 LICIO PALAZZINI 22
SERVIZIO CIVILE: PRENDIAMO SUL SERIO L' APPELLO DEI 5308/05/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 9 24 Una piattaforma raccoglie idee per far fronte all' isolamento 08/05/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 11 Pagina a cura diAlessia Maccaferri 26 Le fondazioni di comunità moltiplicano le donazioni
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venerdì 08 maggio 2020
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
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venerdì 08 maggio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
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venerdì 08 maggio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Cesena)
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giovedì 07 maggio 2020
Forli Today
ambiente e protezione civile
Bertinoro, l' ordinanza del sindaco: si va al parco o al cimitero con la mascherina
E' quanto prevede un' ordinanza firmata lunedì dal sindaco Gabriele Antonio Fratto
A Bertinoro si va al parco o al cimitero indossando la mascherina. E' quanto
prevede un' ordinanza firmata lunedì dal sindaco Gabriele Antonio Fratto. Nel
documento si legge che "non sono soggetti all' obbligo di utilizzo di
protezione delle vie respiratorie (mascherine) i bambini al di sotto dei sanni; i
soggetti con forme di disabilità non compatibili con l' uso continuativo di
mascherine ed i soggetti che interagiscono con i predetti". I fruitori, viene
evidenziato, "sono tenuti al rigoros rispetto del divieto di assembramento e al
rigoroso rispetto della distanza interpersonale di un metro". Come previsto
dalle disposizioni ministeriali, nelle aree verdi "è vietato ed inibito, mediante
apposizione di bandelle bianco rosse e cartelli di divieto, l' utilizzo delle aree
attrezzate per il gioco dei bambini". Nei cimiteri "è vietato ed inibito l' uso dei
servizi igienici presenti all' interno dei cimiteri". Per i trasgressori è prevista
una sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 3mila euro. Intanto da
giovedì è ricomincia la distribuzione delle mascherine alla popolazione. La
distribuzione è a cura del gruppo di protezione civile "Il Molino" di Bertinoro.
Gli operatori addetti alla consegna indosseranno un giubbino giallo
fluorescente e rimarranno all' esterno dell' abitazione. Le mascherine verranno lasciate direttamente ai residenti o
messe nella buchetta postale (in quanto imbustate in confezione di plastica chiuse ermeticamente). Il tuo browser
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javascript per riprodurre il video. "L' operatore di protezione civile, non potrà in alcun modo chiedere un corrispettivo
per la consegna o entrare nell' abitazione dei cittadini", informa il presidente Gilberto Zanetti -. Nel caso la vostra
abitazione venga tralasciata dall' operatore, si prega di contattare l' Associazione di Protezione Civile il Molino che
porra' rimedio all' errore di consegna, quanto prima".
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giovedì 07 maggio 2020
Forli Today
ambiente e protezione civile
Nelle case di riposo del Forlivese ben 32 morti: "Zangheri struttura complessa, questo
rallentò il reparto Covid"
In generale, da report diffuso da Zattini emerge che su 1.205 anziani ospitati nelle case di riposo del Forlivese, dall'
inizio dell' epidemia se ne sono infettati 240, pari al 20% del totale.
Nel territorio forlivese un terzo dei decessi causati dal Coronavirus si sono
concentrati nelle case di riposo, per l' esattezza il 34,4% del totale. Su 93
morti nel Forlivese al 4 maggio, 32 decessi si sono riscontrati in 4 strutture
per anziani del territorio, la 'Zangheri' di Forlì, la 'Artusi' di Forlimpopoli, la 'Villa
del Pensionato' di Rocca San Casciano e la 'Drudi' di Meldola. Il dato emerge
dalla lunga relazione del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini nella seduta del
consiglio comunale di giovedì pomeriggio, per trattare della diffusione del
Coronavirus nella Zangheri di Forlì. Dopo una prima parte all' insegna della
"rissa politica" , il dibattito in Consiglio è tornato nel merito dell' emergenza
sanitaria. La relazione del sindaco Zattini In generale, da report diffuso da
Zattini emerge che su 1.205 anziani ospitati nelle case di riposo del Forlivese,
dall' inizio dell' epidemia se ne sono infettati 240, pari al 20% del totale. Di
questi sono morti 32, cioè il 13% del totale. Nello stesso periodo i decessi per
altre patologie tra questa popolazione anziana delle case di riposo sono stati
94. E sempre in queste strutture, sui 657 lavoratori impiegati, 56 di essi sono
risultati positivi al Covid, pari all' 8,5%. Con 296 contagi connessi a tali
strutture, sui 911 al 4 maggio, le case di riposo hanno totalizzato il 32,5% dei positivi di Covid. Il Covid non si è diffuso
in modo uguale: in altre grandi strutture per anziani di dimensioni paragonabili alla Zangheri non ci sono stati casi di
positività. Colpite dall' epidemia sono state 4 strutture sulle 15 accreditate nel comprensorio forlivese. A Forlì sono
rimaste indenni al Covid le residenze "Al parco", "Casa mia" e "Orsi Mangelli". A queste strutture se ne affiancano altre
35 di piccole e piccolissime comunità di accoglienza per anziani, di cui 26 a Forlì. Sempre nel comprensorio si
contano 15 strutture per disabili. Alla Zangheri, a mercoledì (ieri) si contano 108 positivi tra gli anziani ospitati, si cui
14 decessi, 31 guariti e 63 attualmente positivi (di cui 8 ricoverati). I lavoratori colpiti dal virus sono stat i34, di cui 10
già dichiarati guariti. In totale la Zangheri ha 335 posti complessivi di cui 144 accreditati dalla Regione e 191 in
regime privato, in gran parte in struttura di tipo "alberghiero" per ospitati autonomi. Il sindaco ha ripercorso le
difficoltà incontrate dalla Zangheri, a partire dal primo caso positivo del 22 marzo scorso, un caso isolato e dove
sembrava che si fosse contenuta l' epidemia dati i 25 tamponi negativi che furono riscontrati subito dopo. Ma la
situazione è precipitata il 31 marzo quando furono scoperti nuovi casi sintomatici. In una settimana, la prima di
aprile, la situazione è poi precipitata. "La compresenza di autosufficienti e non autosufficienti in una struttura che
favorisce l' autonomia, lo scambio con l' esterno - e questo è sempre stato l' indirizzo chiesto degli esperti, cioè
integrare la vita sociale della comunità circostante
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giovedì 07 maggio 2020
Forli Today
ambiente e protezione civile
a quella della struttura per anziani - ha rallentato i tempi", della creazione del reparto Covid, ha spiegato il sindaco.
Per il quale mancava anche il personale. "Il 6 aprile la dirigenza della Zangheri evidenziava la carenza di personale
infermieristico e oss per il reparto Covid. La Zangheri chiedeva 6 infermieri". Tuttavia solo due settimane dopo sono
giunti 2 infermieri in comando dall' Ausl e altri due forniti dalla protezione civile. "Per la gestione del reparto Covid
serviva 5 volte il personale necessario per la gestione 'in tempo di pace', ma era personale introvabile, essendo
richiesto da migliaia di case di riposo e strutture sanitarie d' Italia", ha spiegato Zattini. Bacchettate invece sulla
mancata comunicazione alle famiglie: "Si poteva fare meglio", è stata la critica del sindaco alla dirigenza della
Zangheri. Bocciato anche il commissariamento: "Ci abbiamo ragionato con l' Ausl, che per prima ha ritenuto tale
azione non solo inutile ma dannosa per una struttura così complessa". Ed ancora: nella fase di maggior emergenza "i
rifornimenti di mascherine e dispositivi di protezione per il personale erano garantiti solo con donazioni di privati",
dato che "tale materiale era diventato introvabile anche per la prefettura". Ed ora, ha concluso Zattini, "alla Zangheri
la situazione è in graduale miglioramento". Il dibattito in Consiglio "Non si puo' affermare che non si poteva fare nulla
di piu' e nulla di diverso", contrattacca il capogruppo del Partito democratico Soufian Hafi Alemani, puntando l'
attenzione su gestione, controllo del Comune e comunicazione. In altre strutture "non c' e' stata la stessa
situazione". La collega Elisa Massa ricorda che e' aperto un fascicolo in Procura per un' indagine esplorativa. E mette
in luce "ritardi" e "carenze gestionali, di personale e di informazione" nella struttura. Il dem Jacopo Zanotti ricorda che
mentre il contagio dilagava la giunta pensava all' uscita dall' Unione e anche oggi "le baruffe del centrodestra" hanno
ritardato la discussione. "Ci sono dei cortocircuiti interni ad Amministrazione e maggioranza, non e' il momento delle
difese d' ufficio". Federico Morgagni di Forli' e co presenta una mozione per delegare la terza commissione a uno
studio e approfondimento sull' argomento per individuare dei protocolli operativi. La maggioranza ha messo in
campo "un atteggiamento di arrocco difensivo e butta la questione in politica". Anche Massimo Marchi di Italia Viva
evidenzia "gravi ritardi ed errori", a partire dalla mancanza di un presidio sanitario. Dai banchi della maggioranza il
capogruppo di Forza Italia, Lauro Biondi, sottolinea che "l' impegno degli operatori c' e' stato, sul territorio e' mancata
la parte diagnostica di prevenzione, abbiamo fatto pero' in gran parte quello che era possibile". Tuttavia "non si
possono scaricare le responsabilita' sul sindaco" e non si mette in discussione "l' autonomia della Zangheri". Il tuo
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istante , dopo che avrai attivato javascript . . . Forse potrebbe interessarti , dopo che avrai attivato javascript . . . Devi
attivare javascript per riprodurre il video. Il collega della Lega Massimiliano Pompignoli non capisce il motivo della
convocazione della seduta straordinaria
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giovedì 07 maggio 2020
Forli Today
ambiente e protezione civile
le misure da adottare in questa situazione che propone la minoranza. "Da settimane critichiamo la Regione per i
tamponi e l' Ausl, non avete idee delle competenze", invece si cerca "a spada tratta le responsabilita' dell'
Amministrazione, che non ne ha". Il collega Albert Bentivogli della Lega rimarca che "non e' il tempo della caccia alle
streghe, la politica deve fare squadra e cercare soluzioni". Maria Teresa Rinieri di Forli' cambia concorda: "A ritroso
siamo capaci tutti di dare consigli". Per la Zangheri, argomenta, la vocazione sociale e il tipo di pazienti sono stati un
boomerang, ma ora "la curva e' sotto controllo", anche se "sicuramente dobbiamo ripensare il modello del sistema in
futuro" ( fonte: Agenzia Dire )
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venerdì 08 maggio 2020
Pagina 37
Il Resto del Carlino (ed. Cesena)
ambiente e protezione civile
Volontari Auser, sedi riaperte Fino diretto sui disagi del virus
Auser, associazione di volontariato cesenate, ha riaperto le sue sedi sedi
sanificate e in sicurezza in corso Comandini a Cesena e via Moroni a
Savignano nel Rubicone. Durante l'emergenza i volontari hanno svolto il
prezioso servizio di ascolto e compagnia telefonica e tante telefonate
sono giunte al call center del Filo d'Argento Auser e al suo numero verde
800-995988, in cui i volontari hanno raccolto sfoghi, situazioni di disagio
e condiviso i dolori provocati dalla pandemia a livello sanitario, socio-
economico e psicologico. Auser comprensoriale
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venerdì 08 maggio 2020
Pagina 6
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
CORONAVIRUS: L' APPUNTAMENTO
Croce Rossa, impegno senza sosta Volontari tra servizi e consegne
Pasti e medicine portate a casa delle persone in difficoltà Tanti gli attestati di stima dai cittadini
ENRICO PASINI
FORLÌ Una bandiera innalzata di fianco al tricolore dai balconi dei Municipi.
Quest' anno la Giornata mondiale della Croce Rossa si potrà festeggiare solo
così, ma è proprio questo 8 maggio in particolare ad assumere uno
straordinario valore, pari almeno a quello dimostrato dai suoi volontari in questi
due mesi di presenza in prima linea. «Stiamo vivendo una nuova Solferino -
afferma infatti in riferimento alla celebre battaglia cui è legata la nascita della
Cri, il presidente del comitato forlivese Davide Gudenzi - e questo dà ulteriore
significato al servizio che svolgiamo nella comunità». I servizi Attività che in
questa emergenza sanitariae sociale si è adeguata al mutare e crescere dei
bisogni, con nuovi servizi. «E sono tanti, a partire dallo Sportello "Cri per te" che
con un centralino dedicato e due mezzi, ha ogni giorno distribuito farmaci e
pasti alle persone in difficoltà. In collaborazione con la farmacia dell' ospedale
abbiamo portato medicine a 1.045 abitanti, altri 130 servizi di consegna farmaci
li abbiamo effettuati in collaborazione con privati e l' Associazione Farmacie, in
più abbiamo fatto 140 consegne generiche, distribuiti oltre 60 spese a domicilio
e 80 pacchi viveri ai più bisognosi anche attraverso la "Spesa Sospesa" attuata
in collaborazione con alcune catene alimentari. In tutto, solo per questa attività, abbiamo percorso oltre 14mila
chilometri». La battaglia Il contrasto al Covid-19 ha visto, però, più di 25 volontari quotidianamente operativi sui fronti
più svariati. «Il Corpo infermiere volontarie e il Corpo militare volontario della Croce Rossa si sono resi disponibili per
la misurazione della temperatura ai detenuti della casa circondariale e in alcune aziende private, forniamo
prestazioni sanitarie su richiesta con giovani infermieri laureati e poi i nostri operatori, oltre al servizio in ambulanza
sul territorio, hanno effettuato trasporti di malati Covid-19, nella massima sicurezza, in tutta Italia e persino in
Romania». Un impegno straordinario, ripagato da tanta gratitudine. «Immensa, basti pensare alle 150 ri chieste che
abbiamo avuto per essere volontario temporaneo sino a fine emergenza. I primi 80 li abbiamo iniziati a chiamare, ma
col tempo vogliamo coinvolgere e coccolare tutti quelli che si sono resi disponibili - ammette Gudenzi -. E di
donazioni ne abbiamo ricevute un mare tra fondi, pasti, dispositivi di protezione, apparecchiature e sistemi di
igienizzazione. Davvero il nostro motto "il tempo della gentilezza" si è riversato su di noi da parte dei cittadini».
Adesso la Croce Rossa non abbassa la guardia, ma inizia a guardare oltre l' emergenza. «Sono davvero soddisfatto
del lavoro svolto, ma ci è dispiaciuto dovere lasciare fermi tanti over 60 e minorenni, nonché stoppare la socialità
che è la nostra essenza. Riprenderemo, a partire dai corsi di formazione
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venerdì 08 maggio 2020
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
che per noi sono fondamentali».
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venerdì 08 maggio 2020
Pagina 28
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
Auser dopo gli aiuti si prepara a riaprire in sicurezza le sedi
CESENA Anche per Auser, l ' a s s o c i a z i o n e p e r l a c i t t a d i n a n z a e l '
invecchiamento attivo, è iniziata la "fase due". Il presidente Carlo Sarpieri
garantisce che la riapertura sarà progressiva e organizzata in modo sicuro,
sanificando gli ambienti e fornendo indicazioni guida generali utili per ripartire, in
linea con i decreti governativi. «La nostra sede a Cesena, in corso Ubaldo
Comandini, 7e l' ufficio operativo di Savignano, in via Moroni sono rimasti
comunque attivi, svolgendo una preziosa attività di aiuto agli anziani soli. Ora
possiamo programmare la riapertura della sede principale e riavviare
gradualmente alcune attività ricreative». Ma in queste settimane Auser non si è
certo tirata indietro, garantendo servizi essenziali co mela consegna della spesa
e dei farmacia casa delle persone più sole e fragili, oltre all' accompagnamento
per cure urgenti dei malati oncologici e i dializzati. E poi ha svolto il servizio di
ascolto e compagnia telefonica tramite il Filo d' Argento (tel. 800-995988). Il
tutto anche col sostegno di tanti giovani volontari.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019 Pagina 14[ § 1 5 8 0 7 2 8 5 § ]
venerdì 08 maggio 2020
Pagina 34
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
Bcc Sarsina aiuta Misericordia
SARSINA Il servizio dei volontari della Misericordia di Sarsina, in questo periodo
di emergenza, ha ricevuto il sostegno della Ban cadi Credito Cooperativo, con
un contributo di 5.000 euro per l' acquisto di dispositivi di protezione individuale
e le attività in favore delle persone più fragili. La Misericordia ha recentemente
attivato anche un servizio di ascolto per anziani, al numero 347 1068780, dal
lunedì al venerdì dalle 8 alle 13. Nella foto Mauro Fabbretti e Mauro Freschi,
presidente e direttore della Bcc, con Paolo Rossi presidente della Misericordia
al centro.
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giovedì 07 maggio 2020
Forli Today
csv e scenario locale
Una Festa della Mamma più dolce, il grande gesto di solidarietà: "Regaliamo 1500
colombe"
"Abbiamo attraversato una Pasqua sottotono, costretti a stare chiusi in casa, anche lontano dai nostri affetti più
cari", esordisce Alex Forcellini Mazzoni, tra i protagonisti dell' iniziativa
Millecinquecento colombe pasquali pronte per essere donate nel weekend
dedicato alle mamme . Un piccolo, grande gesto concreto, di solidarietà e di
affetto, che vuole essere un segnale di speranza per tutti. E' quello che è
stato organizzato da "I Fiori in Forlì", attività di vendita di fiori e piante, con
manutenzione del verde in Via Correcchio 4/B, ed a Carpinello in Via
Fiumicello, con la collaborazione dell' azienda "Aluxall" specializzata nell'
allestimento dei furgoni con sede a Forlì e Bologna, e dei supermercati
"Conad Appennino" e "Conad Ravaldino". Le colombe saranno distribuite da
venerdì 8 a domenica 10 maggio nei due punti vendita. "Abbiamo
attraversato una Pasqua sottotono, costretti a stare chiusi in casa, anche
lontano dai nostri affetti più cari - esordisce Alex Forcellini Mazzoni , tra i
protagonisti dell' iniziativa insieme a suo padre Lidio e a suo fratello Riccardo
-. Abbiamo pensato quindi di rendere ancora più dolce la Festa della Mamma
con un gesto di cuore e senza scopo di lucro. Grazie alla nostra amicizia con
"Conad Appennino" e "Conad Ravaldino"e dell' azienda Aluxall, insieme siamo
riusciti a mettere in piedi questa iniziativa, unendo le forze con la speranza
che questo sia di stimolo per tutti. Insieme si può. Quindi chi volesse passare dal punto vendita di via Correcchio
nella zona industriale, e a Carpinello in Via Fiumicello anche per un semplice saluto può ritirare la colomba". Le
colombe, spiega Forcellini Mazzoni, "verranno distribuite davanti alle attività evitando assembramenti e nel pieno
rispetto delle distanze di sicurezza , senza obbligo di fare acquisti all' interno dei negozi. Sarà un semplicissimo
modo per farsi un saluto dopo tanto tempo di lontananza". E' decisamente alto il numero di colombe in regalo: "La
nostra speranza è di esaurirle tutte. Per questo l' invito è a venirci a trovare. E nel caso ne dovessero rimanere nei
giorni successivi, provvederemo a consegnate noi personalmente a Caritas, case di riposo e ospedale". Il tuo
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giovedì 07 maggio 2020
Forli Today
csv e scenario locale
Lions Club Forlì Host dona mascherine a CavaRei e alla Residenza Zangheri
Questa volta il presidente del sodalizio Foster Lambruschi, accompagnato da una rappresentanza di socie e soci:
Brunella Biguzzi, Bruno Vittori e Roberto Amadori, si è recato presso la sede di CavaRei per donare 300 mascherine
protettive
Il Lions Club Forlì Host di nuovo protagonista di due iniziative benefiche per
sostenere la battaglia contro il Covid 19, il virus che anche in città ha
determinato contagi, morti e situazioni di emergenza. Questa volta il
presidente del sodalizio Foster Lambruschi, accompagnato da una
rappresentanza di socie e soci: Brunella Biguzzi, Bruno Vittori e Roberto
Amadori, si è recato presso la sede di CavaRei per donare 300 mascherine
protettive. È stata la presidente Maurizia Squarzi ad accogliere la
delegazione del Forlì Host. La rappresentante della cooperativa sociale, nel
ringraziare, ha ricordato che CavaRei assiste, riabilita, occupa e inserisce al
lavoro più di 130 persone e comprende 80 soci e 60 collaboratori. Una realtà
nata il 1 settembre 2018 dalla fusione delle cooperative sociali Il Cammino e
Tangram, due storiche realtà forlivesi che insieme assommano 55 anni di
storia nel settore dei servizi alla disabilità e al disagio sociale che ogni giorno
si impegna per costruire una comunità inclusiva, accogliendo la fragilità e
valorizzando l' unicità di ogni persona. Sempre il Lions Club Forlì Host ha poi
consegnato alla Residenza Zangheri un ulteriore quantitativo di mascherine,
per la precisione 200, dopo una prima donazione avvenuta oltre un mese fa circa. "Abbiamo potuto donare ulteriori
500 mascherine - commenta Foster Lambruschi - grazie alla generosità del nostro socio, nonché titolare di una
farmacia, Vittorio Guarini, che in questo modo ci ha messo nelle condizioni di andare incontro a vere esigenze
manifestate da due importanti realtà del territorio dall' inizio dell' emergenza. Ad oggi il Club, aggiunge il presidente,
ha portato a termine da solo, o in collaborazione con altre associazioni, azioni e service diretti e mediati a favore di
strutture sanitarie, delle case di riposo e delle necessità sociali". Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi
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Forse potrebbe interessarti , dopo che avrai attivato javascript . . . Devi attivare javascript per riprodurre il video. "Il
nostro impegno è stato rivolto all' acquisto di un ecografo portatile e di frigorifero biologico per la conservazione dei
medicinali per il reparto Rianimazione ed Anestesia dell' Ospedale Morgagni-Pierantoni, alla consegna di un
contributo di 1.500 euro all' Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e al sostegno alla Caritas diocesana di Forlì
per l' acquisto di beni di prima necessità per un valore di 3.000 euro. Infine sono stati recapitati otto saturimetri
palmari ad altrettante Case di riposo del territorio,
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giovedì 07 maggio 2020
Forli Today
csv e scenario locale
alle quali erano state ripartite all' inizio dell' emergenza anche 920 mascherine", conclude Lambruschi.
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venerdì 08 maggio 2020
Pagina 43
Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
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Castrocaro
Nati per leggere, continuano le fiabe a distanza in biblioteca per i più piccoli
Nuovo appuntamento a distanza con i volontari di Nati per leggere alle
16 alla biblioteca comunale di Castrocaro. Un' altra fiaba verrà letta per i
più piccini in diretta sulla pagina Facebook del Comune. Il video rimarrà
online anche dopo.
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venerdì 08 maggio 2020
Pagina 31
Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
salute e assistenza
«Telemedicina e triage: così zero positivi»
Nessun caso all' Irst di Meldola, il presidente Balduzzi spiega: «Adottate per tempo determinate misure di sicurezza».
E si fa ricerca
di Luca Bertaccini Renato Balduzzi, presidente dell' Irst-Irccs di Meldola.
Ora il Covid-19, ma prima la scomparsa del fondatore dello Ior poi
direttore scientifico dell' Irst, Dino Amadori. È una figura, quella dell'
oncologo, in qualche modo rimpiazzabile? «Dino Amadori è per
definizione una di quelle figure che solo ogni tanto compaiono in un
Paese, in un territorio. Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile, si ripete
spesso. Questo non vale per Dino. E infatti chi opera a Meldola sa che la
sua figura continua ad illuminare e a dare anima e coraggio a tutti: ai suoi
stretti collaboratori, al personale, ai tanti pazienti che da lui hanno
ricevuto attenzione, incoraggiamento e sorriso indipendentemente dallo
stato sociale o dalla loro condizione specifica. Dino Amadori è stato
grande come medico, come scienziato e come persona di travolgente
umanità. Ed è stato grande anche come organizzatore, perché ha creato
realtà stabili come questa di Meldola». Il coronavirus che impatto ha
avuto sul vostro lavoro? «L' Irst è un istituto 'Covid-free' e confidiamo
che rimanga tale, vista anche la fase iniziata proprio in questi giorni. E siamo 'Covid-free' perché qui sono state
adottate per tempo determinate misure, come il procrastinare le prestazioni differibili, pari a circa un terzo di quelle
che normalmente venivano effettuate. Poi l' utilizzazione della telemedicina, così che diversi pazienti, che prima
venivano qui a Meldola, lo hanno potuto evitare. Questo è stato possibile perché non ci si inventa da un giorno all'
altro, e Irst era preparato. Non si inventano da un giorno all' altro il triage telefonico o quello fisico nella tenda davanti
alla nostra sede». Quali obiettivi ha l' Irst a breve e medio termine, diciamo nel biennio 2020-2021? «Infittire i
rapporti di collaborazione con l' Ausl Romagna, che ha costituito, da parte della Regione, un atto di grande coraggio e
un investimento. E poi avviare la farmacia unica della Romagna, per le preparazioni chemioterapiche e i radiofarmaci
sperimentali. Contiamo di completarne l' iter tra questo e il prossimo anno. I lavori sono in fase avanzata. E poi,
andando oltre il 2021, c' è la creazione di una rete oncologica romagnola, il grande sogno di Dino Amadori. Sarebbe la
prima di questo genere e portata in Italia, e una delle poche al mondo».
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venerdì 08 maggio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
salute e assistenza
Corsa e Protect sono un paio di progetti avviati dall' Istituto in queste settimane. Di cosa si tratta? Lei che
contributo ha fornito perché si concretizzassero? «Quello che posso fare per l' istituto, attraverso suggerimenti,
relazioni e sinergie, lo faccio. Corsa è uno studio interno, lo screening di tutti i dipendenti e dei pazienti, con test rapidi
e tamponi. Dà l' idea di quale debba essere l' approccio di fronte alla pandemia, quello cioè di mettere in sicurezza
chi di sicurezza si deve occupare. Anche Protect si lega alla situazione attuale. Tale studio intende valutare l'
efficacia di un trattamento di profilassi farmacologica (attraverso l' utilizzo dell' idrossiclorochina, che ha mostrato
una notevole attività di contrasto al virus) in una popolazione non affetta da Covid-19, ma ad alto rischio di infezione,
perché strettamente a contatto con una persona positiva. Si tratta di un progetto a conduzione Irst, ma realizzato
con la Sanità Pubblica dell' Emilia Romagna. Lo studio è coordinato dal prof Giovanni Martinelli (direttore scientifico
dell' Irst) e dal prof Pierluigi Viale (direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell' Università di
Bologna)». Q u a n d o s c a d e i l s u o m a n d a t o ? È d i s p o n i b i l e a r i c o p r i r e a n c o r a t a l e i n c a r i c o , l e g g e
permettendo? «L' incarico scade a fine giugno, quando il consiglio di amministrazione approverà il bilancio di
esercizio. Dal punto di vista giuridico posso essere riconfermato. La mia disponibilità - ed è quello che dissi quando
venni nominato presidente - è legata a due condizioni: il continuare a farlo in regime di volontariato, senza
compenso, e la condivisione sulla mia persona da parte di tutti i soci dell' Irst, pubblici e privati. Se ci saranno queste
condizioni, potrei continuare». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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venerdì 08 maggio 2020
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Avvenire
volontariato
Scelte formative, organizzative e fondi: ecco i punti del Cnesc
SERVIZIO CIVILE: PRENDIAMO SUL SERIO L' APPELLO DEI 53
LICIO PALAZZINI
Caro direttore nel dibattito sul Servizio civile universale (Scu) riaperto da
'Avvenire' con il lancio della proposta-appello di 53 intellettuali e
accademici ( https://tinyurl.com/rqare9d ), vorremmo portare il contributo
di chi opera da molto tempo per la concreta realizzazione dei valori e delle
finalità di questa bella istituzione repubblicana. Istituzione colpita dalla
pandemia con il blocco delle attività a marzo, in ripresa da poche
settimane, a cui abbiamo molto contribuito (9.500 dei 23.000 giovani
impegnati sono nelle 27 organizzazioni della Cnesc). Istituzione che ha di
fronte il pesante impatto di medio periodo della pandemia sugli enti
accreditati, soprattutto, ma non solo, del Terzo settore. Già dalle prossime
settimane dovremo attrezzarci al distanziamento fisico quando l' 80%
degli impieghi dei volontari ha caratteristiche di diretta relazione
personale. Quella missione educativa e formativa che l' Appello dei 53
chiede al Scu è la nostra ragion d' essere. Educare alla gestione
nonviolenta dei conflitti è oggi essenziale. E dotare il nostro Paese di una
difesa civile non è un lusso. Se fu il Piano Marshall, con i suoi dispositivi di
cooperazione fra gli Stati, a fare la differenza positiva rispetto alla dura Pace di Versailles, oggi a fare la differenza,
anche sulla qualità della democrazia, è la capacità di affrontare le solitudini, le emarginazioni, la povertà con cittadini
dalle concrete abilità ed educati al civismo e alla solidarietà. Ci permettiamo di indicare alcuni punti essenziali per
questo obiettivo. Primo: la programmazione pluriennale dei contingenti di giovani da accogliere. La cifra dei 50mila
all' anno che il ministro Spadafora ha indicato il 9 aprile scorso ( https:// tinyurl.com/sondfup )in dialogo con lei,
direttore, è l' avvio per il 2021, ma dobbiamo arrivare, entro il 2023, a raddoppiare questo contingente. L' effetto
'contagio positivo' che ha citato Luigi Bobba ( https://tinyurl.com/y8facmr2 ) tra i giovani, avverrebbe anche per l'
offerta di impieghi da parte degli enti. Già in passato gli enti hanno proposto impieghi per più di 100mila giovani. Nel
giro di un paio di anni possiamo tornarci. Ma è la stabilizzazione del contingente la chiave di volta. Su questo ha
ragione il ministro Spadafora. Secondo: cambieranno i profili dei giovani, finalmente: l' inserimento dei giovani
stranieri residenti stabilmente in Italia, l' accoglienza di giovani italiani senza diploma sono sfide già attuali. In un Scu
da 100mila giovani in servizio per un anno, i laureati saranno una minoranza. La mixité socioculturale del Servizio
civile francese va costruita anche nel nostro. A maggior ragione con l' obiettivo di integrare il Scu con alcuni
programmi comunitari e con altri Servizi civili nazionali (Francia, Germania, Belgio). Ma servono politiche strutturali di
formazione del personale degli enti, a cominciare dalle conoscenze
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venerdì 08 maggio 2020
Avvenire
volontariato
linguistiche. Terzo: quali finanziamenti? Oggi ci sono due finanziatori del Scu: il bilancio statale per l' assegno e l'
assicurazione ai giovani (5.500 euro per dodici mesi) e quello degli enti accreditati per i costi del personale (e la sua
formazione e aggiornamento), per le sedi e le attrezzature, per le attività. Gli enti più qualificati investono per ogni
persona in Scu una somma simile a quella dello Stato. Una dotazione a regime di 600 milioni all' anno da parte dello
Stato (costo annuo di un contingente di 100.000 persone in Italia e 2.000 all' estero) significherebbe almeno
altrettanto dal Terzo settore e dalle Amministrazioni locali. A queste risorse nazionali si potrebbero aggiungere fondi
europei. Indichiamo tre direzioni. I fondi dell' European Voluntary Service possono sostenere la misura dei tre mesi in
un Paese Ue per combattere gli stereotipi nazionalistici; i fondi di Garanzia Giovani, svincolati dal limite geografico di
attivazione, possono sostenere l' intervento verso i Neet; gli interventi per le soft skylls (le competenze trasversali:
lavoro in gruppo, capacità comunicativa, resistenza allo stress) possono essere impiegati per la valorizzazione del
capitale umano generato dal Scu. Quarto: quale governance? Innanzi tutto, c' è da mantenere la sussidiarietà che
caratterizza da sempre il Scu, altrimenti come sarebbe possibile che un Dipartimento con poche decine di persone
possa governare una realtà che vede 30mila giovani in servizio e migliaia di organizzazioni sul campo? La
collaborazione fra Dipartimento, Terzo settore ed enti religiosi è stata una delle condizioni di questa sussidiarietà.
Nell' ultimo anno, positivi passi sono stati compiuti dal Dipartimento per avere una effettiva partecipazione alla
costruzione delle scelte di fondo di Regioni e Pubblica amministrazione. Questa felice congiuntura, che ha permesso
un Piano triennale 2020-22 e un Piano annuale 2020 centrato su larga parte degli obiettivi dell' Agenda 2030 dell' Onu,
va stabilizzata e portata nei territori, rifuggendo da centralismi e dirigismi. La maldestra riforma della Consulta
nazionale del Servizio civile del 2017 non ci è di aiuto. Serve una governance in cui gli attori del sistema dialoghino
con il Parlamento e il Ministro delegato in modo costante. Infine, va superata l' autoreferenzialità, per questo è
importante la disponibilità degli illustri firmatari dell' Appello dei 53 a collaborare alla formazione dei giovani in Scu a
fronte delle 'grandi innovazioni' che sono all' ordine del giorno. Presidente della Consulta nazionale enti di servizio
civile (Cnesc) RIPRODUZIONE RISERVATA.
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venerdì 08 maggio 2020
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Il Sole 24 Ore
volontariato
LOckdown sostenibile
Una piattaforma raccoglie idee per far fronte all' isolamento
Il lockdown con la chiusura delle attività produttive e dei luoghi di
aggregazione a causa dell' emergenza sanitaria da Covid-19 ha avuto un
impatto sociale oltre che economico soprattutto sulle categorie più deboli
e vulnerabili della popolazione, come anziani, migranti, disabili, minori non
accompagnati, persone non autosufficienti, ma anche nuclei mono
genitoriali, inoccupati, lavoratori irregolari e precari, famiglie con problemi
economici. A loro, ancora più in difficoltà durante l' isolamento, si rivolgono
le iniziative di sostegno dei volontari del terzo settore, che hanno ripensato
i propri interventi utilizzando le tecnologie digitali a disposizione come le
'visual map' e i giochi didattici sul web. «Alcuni di questi progetti - ha
commentato il vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala - oltre a
essere socialmente utili, rappresentano anche buone prassi in risposta alle
sfide sociali, ambientali ed economiche che portano la Lombardia verso il
raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell' agenda Onu
2030». Eccone alcune tra quelle pubblicate, con il supporto di Finlombarda
Spa, sulla piattaforma partecipativa Open Innovation di Regione Lombardia.
Energie Sociali Jesurum di Milano con il progetto "Mai solo, se resti a casa" offre servizi gratuiti di consegna a
domicilio di prodotti alimentari di prima necessità, di cibo per gli animali domestici e di farmaci e parafarmaci oltre
che di dog sitting con il supporto di medici veterinari per alcune zone del capoluogo lombardo. Dai quartieri di
Dergano e Bovisa è partita l' iniziativa delle ceste sospese alla finestra per la raccolta di beni di prima necessità da
"chi può e dona" per "chi non può e prende". Il cartello di invito a lasciare o prelevare è in nove lingue differenti e una
mappa online mostra le vie dove sono presenti le ceste sospese per cercare la loro posizione online sul territorio
comunale. Il Balzo di Rozzano ha pensato un gioco interattivo, liberamente scaricabile dal sito della cooperativa, che
racconta ai bambini con disabilità cognitiva tramite personaggi animati, immagini e quiz perché è cambiata la loro
'routine' quotidiana a causa del coronavirus e le nuove regole da seguire, tra cui restare a casa. Il gioco didattico
online fa parte di Citofonare Balzo, la piattaforma web creata per garantire continuità educativa a bambini e ragazzi
con disabilità cognitiva e autismo e che offre contenuti informativi sempre aggiornati. Con la sospensione delle
attività nei centri socio - educativi, la cooperativa ha reso disponile sulla propria piattaforma anche una chat diretta
con gli educatori che offrono il loro supporto alle famiglie e ai caregiver in questo periodo di isolamento.
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venerdì 08 maggio 2020
Il Sole 24 Ore
volontariato
Cittadini, associazioni, enti, imprese e amministrazioni locali che vogliono promuovere il proprio impegno per l'
istruzione, la salute, l' energia pulita, la lotta al cambiamento climatico, alla povertà e alla fame, la mobilità
sostenibile, il lavoro, l' economia circolare e la scuola, far conoscere i risultati e trovare nuovi contatti possono
segnalare le iniziative compilando il modulo di registrazione e allegando video e foto che descrivono i progetti nella
sezione Lombardia 2030 su openinnovation.regione.lombardia.it. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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venerdì 08 maggio 2020
Pagina 11
Il Sole 24 Ore
volontariato
Le fondazioni di comunità moltiplicano le donazioni
Non profit. Assieme a Fondazione Cariplo le strutture sul territorio hanno attivato un effetto-leva raccogliendo 54
milioni da imprese e cittadini per Covid-19. Risorse gestite in base ai bisogni locali
Pagina a cura diAlessia Maccaferri
Nei giorni più drammatici dell' emergenza Covid-19 hanno guardato nel
cono d' ombra: i medici di famiglia e le Rsa, anelli fragili che poi sono
diventati vittime del virus. Così a Novara, Varese e Como le fondazioni di
comunità hanno distribuito dispositivi di protezione individuali non solo agli
ospedali ma anche ai medici di famiglia. Allo stesso modo, le Fondazioni
Nord Milano e Ticino Olona si sono dedicate da subito alle Rsa donando
dispositivi e facendo in modo che i degenti avessero tablet per comunicare
coi propri cari. «Si è deciso di concentrarsi sui soggetti più deboli e quindi
più esposti nell' idea di andare incontro ai bisogni non soddisfatti. Una
strategia resa possibile dalla conoscenza capillare sul territorio»racconta
Andrea Trisoglio, responsabile progetto Fondazioni di Comunità di
Fondazione Cariplo. Su modello delle americane community foundation,
nel 1999 Fondazione Cariplo decise di stimolare la nascita di questi enti
filantropici che oggi sono 16 sul territorio di tutte le province lombarde e
quelle piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. Tutte sono nate
con il meccanismo della sfida dove Cariplo avrebbe messo risorse pari al
doppio del patrimonio raccolto dalle singole fondazione tra cittadini, imprese, associazioni di categoria. Oggi questa
capacità di fare leva e attivare la raccolta è stata evidente con l' emergenza della pandemia: i fondi, avviati l' 11
marzo scorso da Fondazione Cariplo, con una prima tranche di un milione, sono arrivati a 54,5 milioni raccolti con
80mila donazioni da parte di persone e aziende. «Quando parliamo di fondazione di comunità intendiamo un
aggregatore del dono, fatto di persone, di risorse, di impegno e di credibilità, che diventa punto di riferimento del
territorio. Attorno a questo luogo si mobilitano reti di associazioni e di volontari che con grande generosità
collaborano per costruire coesione e rispondere in modo tempestivo ai bisogni, perché anche le persone più fragili
possano affrontare questo difficile periodo senza sentirsi abbandonate» spiega Giovanni Fosti, presidente di
Fondazione Cariplo che complessivamente ha destinato all' emergenza Covid 15 milioni di euro. Le fondazioni di
comunità gestiscono sia fondi diretti, che fondi collaterali creati da terzi, come aziende, enti locali e altre istituzioni.
Per esempio McDonald' s ha un fondo presso la Fondazione di Comunità di Milano, come lì è stato creato anche il
fondo Ospedale Fiera Milano. Per tutti questi fondi, le fondazioni fanno sia attività di stimolo della raccolta (dal
crowdfunding al coinvolgimento dei vip) sia di mappatura dei bisogno del territorio a cui poi destinare le risorse
raccolte. «Inoltre chi
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venerdì 08 maggio 2020
Il Sole 24 Ore
volontariato
istituisce un fondo collaterale può contare sia sulla gestione tecnica affidata alle fondazioni sia sui benefici fiscali
in quanto le fondazioni sono Onlus» aggiunge Trisoglio. La raccolta delle fondazioni di comunità ha avuto in alcuni
casi esiti eccezionali come a Brescia (16,4 milioni), Lecco (4 milioni) e Milano (24,6 milioni di euro). Così nel
capoluogo il fondo #MilanoAiuta ha attivato la Spesa Solidale, una rete di consegna a domicilio di beni di prima
necessità, destinato a 3.500 persone tra cui anziani, disabili con difficoltà motorie, persone con problemi di salute; e
Zumbimbi l' accoglienza di bambini, tra i 6 e i 14 anni, con i genitori ospedalizzati. A Lecco i due blogger Michele
Cattaneo e Gioia Rota hanno aderito alla campagna Aiutamoci della locale fondazione e grazie al sostegno dei loro
follower hanno raccolto 83mila euro sulla piattaforma di crowdfunding Gofundme. Non solo denaro, anche
ospitalità. "Ospiti per Casa", un' associazione storica di proprietari di B&b del Lago di Como nella quale, più
recentemente, sono confluiti anche gli host Airbnb del territorio, ha aperto le case al personale sanitario fuori sede o
impossibilitato a rientrare nelle proprie abitazioni e alle forze dell' ordine. A Brescia il 60% delle risorse sono state
destinate alla sanità: sono già stati creati 42 posti in terapia intensiva nei presidi sanitari del territorio con 2,5 milioni
di euro mentre 2,8 milioni sono stati destinati ad apparecchiature, tra cui 295 respiratori Easy, le innovative maschere
realizzate modificando il modello Decathlon. Una parte delle risorse è andata all' Ospedale Diffuso per supportare le
strutture di riabilitazione per aumentare i posti letto dedicati ai pazienti Covid positivi dimessi e trasferiti dagli
ospedali per acuti. E sempre a Brescia gli Irriducibili Leonessa, tifoseria organizzata della squadra di basket Germani,
ha destinato i fondi dei tesseramenti alla fondazione locale. E ancora la raccolta fondi Sosteniamo Bergamo,
condotta assieme all' unità di emergenza dei Comuni ha lanciato la Dialetto Challenge #siamotuttibergamaschi, una
challenge sui social che invita a dire una frase, un proverbio, un detto in bergamasco, insieme alla richiesta di
supportare il fondo e a nominare tre amici per diffondere la campagna. La fondazione, oltre a sostenere l' ospedale
locale il nuovo ospedale degli alpini, ha lavorato sul territorio in particolare, sulla domiciliarità e i servizi di assistenza
per chi è in quarantena o per le persone dimesse dagli ospedali. Dopo la prima fase, concentrata sull' emergenza
sanitaria, le fondazioni si sono occupate di attivare servizi di elearning per le scuole, di sostegno psicologico nelle
Rsa e per i familiari che hanno subito un lutto. «Ora ci stiamo preoccupando anche del sostegno economico agli enti
del terzo settore che -aggiunge Trisoglio - non hanno avuto ricavi per via del settore in cui operano, dalla scuola alla
cultura». Questa situazione ha risaltato le particolarità delle fondazioni di comunità rispetto alla filantropia. «Donare a
una fondazione di comunità che c' era prima e ci sarà dopo è diverso che donare a un ente centralizzato - riflette
Trisoglio -. Le fondazioni hanno saputo conquistarsi nel tempo la fiducia del
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venerdì 08 maggio 2020
Il Sole 24 Ore
volontariato
donatore. In secondo luogo la raccolta fondi rischia di invecchiare se legata a un progetto specifico, per esempio il
singolo ospedale. Visto che situazioni come questa si evolvono di giorno in giorno, le fondazioni possono,
conoscendo il territorio, destinarle dove ci sono necessità in quel momento». Intanto, per il 2020, su 135 milioni
destinati da Fondazione Cariplo alla filantropia, 60 milioni non sono ancora stati destinati e potranno quindi essere
riprogrammati per l' emergenza Covid. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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