Unione della Romagna Faentina - venerdì, 03 gennaio 2020
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Unione della Romagna Faentina
venerdì, 03 gennaio 2020
Prime Pagine
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna 5
Prima pagina del 03/01/2020
03/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) 6
Prima pagina del 03/01/2020
03/01/2020 Il Sole 24 Ore 7
Prima pagina del 03/01/2020
03/01/2020 Italia Oggi 8
Prima pagina del 03/01/2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 34 9
Quasi 200 bebé in meno In provincia calo a picco
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 34 11
Parti in trasferta per tante donne del Lughese e del Faentino
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 35 12
«Una sola équipe che si sposta in provincia»
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 38 14
Un mondo a rischio: «Resistono i ristoranti»
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 39 16
«I mestieri sono cultura e vanno tutelati»
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43 18
Prima pagina Faenza-Lugo
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43 19
I buoni a nulla, come i soldati del Papa
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 20
Mingardi presenta il suo ultimo vinile 'Ho visto cose che'
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 21
Weekend da bollino rosso politico: prima le Sardine, poi Salvini
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44 23
«Faenza non si Lega: pronti ed entusiasti»
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45 24
Inquinamento, subito i divieti agli Euro 4
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45 25
Fiaccole contro guerre e divisioni nel primo giorno dell' anno
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45 26
Tre giorni di scuola di pace alla Casa del Clero
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 46 27
Un gruppo di studio per combattere la dislessia
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 46 29
Il corpo di un 30enne faentino rinvenuto lungo la ferrovia
03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 48 30
Sarà il Duo Idea ad aprire la stagione di 'Una Massa di risate'03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 50 31 Elezioni amministrative a Faenza «Gli schieramenti inizino a fare proposte» 03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 51 32 A Faenza l' amore di Picasso per la ceramica 03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 53 33 Alla libreria Moby Dick il racconto ''Annunciazione' del faentino Federico Valentini 03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 54 34 Sant' Agata sul Santerno, un reading poetico sull' arte 03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 61 35 Kebba Jatta e Riccardo Longari i re del gol in Seconda categoria 03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 61 36 Amatori Csi, la situazione nel Faentino 03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 62 37 Bravi gli esordienti faentini 03/01/2020 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 62 38 La Fenix sta per tornare a 'casa' Corriere di Romagna (ed. Ravenna) 03/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 6 39 A Capodanno raccolte quasi 8 tonnellate di rifiuti dopo le feste di piazza 03/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 7 FRANCESCO MORELLI 40 Valori quasi doppi per le polveri sottili Scattano limitazioni 03/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 25 TATIANA TOMASETTA 41 Fellini, McCurry e i Lego L' arte abita in Romagna 03/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 32 MICHELE DONATI 44 Salvini in piazza tra gli stand dei rioni e i commercianti 03/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 32 45 Un giovane faentino di 30 anni sotto il treno la notte di Capodanno 03/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 32 46 Viaggi della memoria: un nuovo progetto 03/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 33 47 Picasso e le tradizioni ceramiche orientali protagonisti al Mic 03/01/2020 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 33 49 Opere di arte e oggettistica al mercatino dell' Enpa Stampa Locale 03/01/2020 Il Resto del Carlino Pagina 18 50 Festa della Befana con l' allerta smog Polveri alte a Modena, Ferrara e Ravenna 03/01/2020 La Repubblica (ed. Bologna) Pagina 2 51 Sardine, via al tour in Appennino Ecco tutte le piazze Pubblica Amministrazione ed Enti Locali 03/01/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 5 53 Frenata sui costi per Quota 100: 5,2 miliardi nel 2020 03/01/2020 Il Sole 24 Ore Pagina 5 Marco Rogari 55 Pa, vola la spesa di Comuni e Asl
03/01/2020 Italia Oggi Pagina 31 MATTEO BARBERO 57 Milleproroghe ricco per la p.a. 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 31 LUIGI OLIVERI 59 Assunzioni, la mobilità neutrale va in soffitta 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 32 PAGINA A CURA DI MATTEO BARBERO 61 Ristrutturazione debito dal 2021 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 32 63 Pagamenti, più tempo per gli enti lumaca 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 32 64 Negli enti virtuosi, assunzioni sganciate dalle cessazioni 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 33 66 Centrale di progettazione salva 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 33 68 Appalti, ritenute fiscali da comunicare a gennaio 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 33 70 Qualificazione, requisiti dell' Ati e quota dei lavori 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 34 71 Paletti alle registrazioni 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 35 PAGINA A CURA DI MASSIMILIANO FINALI 73 Cooperazione, bando da 15 mln 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 35 75 Bolzano, 2,5 mln per digitalizzare processi e servizi 03/01/2020 Italia Oggi Pagina 35 76 Inclusione sociale, la Liguria stanzia 15 milioni di euro
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna
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Il Sole 24 Ore
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Italia Oggi
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Culle vuote
Quasi 200 bebé in meno In provincia calo a picco
Il dato complessivo dei tre punti nascita è passato da 2314 a 2136 ne A Ravenna ci sono più parti che bimbi residenti
sotto l' anno di vita
A Ravenna sono nati 49 bambini in meno, a Faenza 55 e a Lugo 71. Nel
complesso, nel 2019 tra i tre punti nascita della nostra provincia si sono
sentiti 178 vagiti in meno: da 2314 a 2136 parti, seguendo un trend
negativo che rispecchia quando sta succedendo in molte parti d' Italia,
col calo delle nascite. In totale al Santa Maria delle Croci nel 2019 sono
nati 1488 bambini, una cinquantina in meno rispetto ai 1537 del 2018. I
nuovi nati registrati nel 2019 dall' anagrafe del Comune sono stati, invece,
poco meno di 1000: ieri il conteggio era ancora in corso da parte dell'
ufficio statistiche, ma il dato si aggira sui 990 bambini, circa 500 in meno
dei parti in ospedale. Segno che a scegliere il Santa Maria delle Croci
sono anche gestanti che vivono fuori dal territorio comunale. Negli ultimi
anni i dati dei parti a Ravenna sono stati altalenanti: l' anno con più
nascite negli ultimi 40 anni è stato il 2012, quando al Santa Maria delle
Croci hanno visto la luce 1567 bambini. Fino ad allora i numeri erano in
crescita, mentre da quel momento hanno iniziato a calare: nel 2013 si è
passati a 1500 parti, poi 1451 nel 2014 e 1467 nel 2015. Nel 2016 siamo calati a 1386, per crescere nuovamente nel
2017 a 1541. L' anno con meno nati dal 1980 a oggi è invece il 1987: 33 anni fa in città nacquero appena 803 bambini,
poco più della metà di quelli nati nel 'boom' dell' anno con più parti, il 2012. Il dato, comunque, si discosta poco dalle
medie degli anni '80 e '90: il primo anno con oltre 1000 parti è il 1995, con 1394, un incremento assoluto rispetto agli
874 del 1994 ma anche rispetto ai 944 dell' anno successivo, il 1996. Nel 2020 la prima nata è Virginia Rosetti, alle 5 e
45 del 1 gennaio. Al contrario, a Faenza e Lugo ieri sera alle 20 ancora non si registravano nascite nell' anno nuovo:
in Bassa Romagna l' ultima nata è Isabel, il 31 dicembre, mentre a Faenza è Rebecca, il 28 dicembre. Del resto il calo
delle nascite nei due punti nascita della provincia è netto, e non lascia spazio a dubbi. Già nel 2018 i dati mostravano
che sia Faenza che Lugo erano scese per la prima volta sotto i 500 parti annuali, considerati la soglia da non
superare: i numeri dei due reparti porterebbero alla chiusura, se due anni fa l' Ausl non avesse deciso di unificare l'
équipe di tutta la provincia. Il timore, infatti, è che nei presidi con meno di 500 parti annui i medici non maturino
abbastanza esperienza per affrontare le situazioni più difficili: così il personale ruota tra i tre punti nascita,
sperimentando sia i pochi parti di Faenza e Lugo che la moltitudine del capoluogo. A Faenza nel 2015 erano nati 715
bambini: in quattro anni il calo è stato del 47,1%. La metà di quei parti si è perso, in parte a causa del trend generale
del calo delle nascite e in parte anche
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
perché le nascite considerate più complesse o a rischio vengono dirottate a Ravenna. A Lugo il calo è ancora più
netto: dal 2015 si è perso il 58,1% dei parti, ben oltre la metà. Quattro anni fa, infatti, i nascituri all' Umberto I erano
645, mentre nel 2019 soltanto 270. Il crollo è netto, ma dall' Ausl rassicurano che non verrà chiuso nessun reparto.
Almeno per il momento. Sara Servadei © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Parti in trasferta per tante donne del Lughese e del Faentino
Il confronto tra i dati delle anagrafi dei Comuni e quelli degli ospedali: per necessità o per scelta, i nosocomi più vicini
vengono
Calo delle nascite generale, sì. Ma anche la necessità - o la scelta - di non
partorire nel punto nascita di provincia più vicino. Comparando i dati dei
due ospedali di Faenza e Lugo con quelli delle anagrafi dei Comuni del
Ravennate, si ritrovano tanti bambini 'spariti' negli anni dai dati dei punti
nascita: il calo demografico c' è stato, ed è innegabile, ma molti di quei
nascituri sono semplicemente venuti al mondo altrove. Prendiamo il
Faentino, ad esempio: qui nel 2019 sono stati registrati all' anagrafe 633
bambini, di cui 343 maschi e 290 femmine. Eppure all' ospedale degli
Infermi di Faenza, unico punto nascita di tutto il territorio, ne sono nati
'solo' 378: gli altri 255 - o anche di più, considerando che Faenza è il
punto di riferimento anche per alcuni comuni collinari toscani - sono
venuti al mondo altrove, presumibilmente a Forlì, Ravenna e Imola. Il solo
dato dell' anagrafe del Comune di Faenza vede 436 nascituri nel 2019, di
cui 240 maschi e 196 femmine, mentre sono stati 72 a Castel Bolognese
(43 maschi e 29 femmine), 38 a Brisighella (20 maschi e 18 femmine) e
anche a Riolo Terme (18 maschi, 20 femmine), 31 a Solarolo (12 maschi e 19 femmine) e 18 a Casola Valsenio (10
maschi e 8 femmine). La situazione è la stessa in Bassa Romagna. Le anagrafi dei Comuni di Alfonsine, Cotignola,
Fusignano, Sant' Agata, Massa Lombarda, Conselice, Bagnacavallo e Bagnara hanno registrato complessivamente
449 nuovi nati: molti di più dei 270 parti dell' ospedale di Lugo, nonostante il dato manchi del numero dei nati nel
Comune principale, dove ieri l' ufficio statistica non aveva ancora effettuato il conteggio di fine anno. Del resto in
Bassa Romagna è già nato il primo bambino del 2020: semplicemente non lo ha fatto a Lugo, dove ieri sera alle 20 -
così come a Faenza - non c' erano ancora stati parti nel nuovo anno. Il primo bebé della Bassa Romagna si chiama
Anna, e ha emesso il primo vagito a Imola due minuti dopo la mezzanotte del 1 gennaio: è stata la seconda in tutta
Italia nel 2020. La famiglia vive a Conselice, anche se la mamma giocava in casa: è infatti un' ostetrica dell' ospedale
Santa Maria della Scaletta di Imola. Venendo ai dati delle anagrafi dei singoli Comuni, nel 2019 ad Alfonsine sono
stati registrati 62 bambini, a Cotignola 50, a Fusignano 42, a Sant' Agata 24, a Massa Lombarda 88, a Conselice 72, a
Bagnacavallo 89 e a Bagnara 22. sa.ser © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Culle vuote
«Una sola équipe che si sposta in provincia»
Stefano Busetti, direttore sanitario dell' Ausl: «Così non perdiamo i punti nascita. Il trend? I bambini sono in
diminuzion
Una provincia formata da tre territori diversi e con tre punti nascita
differenti. Due dei quali sotto alla soglia dei 500 parti annui, indicata
come necessaria a livello nazionale perché il reparto possa rimanere
operativo. Stefano Busetti, direttore sanitario dell' Ausl Romagna,
qual è la situazione attualmente? «Noi consideriamo il dato globale
dei parti, che è 2136, ossia 178 in meno rispetto ai 2314 del 2018. E
questo rispecchia il trend del calo delle nascite che si registra
dappertutto in Italia. Nella nostra provincia c' è una sola équipe che
lavora su tre sedi, e questa è una peculiarità del nostro territorio. A
Ravenna vengono dirottati quei parti da Faenza e L u g o c h e s i
preannunciano come più difficili». Quindi, in pratica, gli specialisti
ruotano? «Esatto. Così l' équipe resta flessibile e competente,
nonostante a Faenza e Lugo nascano meno di 500 bambini». Da quanto
tempo a Faenza e a Lugo nascono meno di 500 bambini all' anno?
«Dal 2018, e da allora il dato è sceso ancora». Partorire a Faenza e a
Lugo è meno sicuro? «No. Come ho detto, l' équipe è la stessa, e in tutti e tre i punti nascita il pediatra, il ginecologo
e gli anestesisti sono presenti 24 ore su 24, e questo è importante. Poi, prima del parto, viene fatta una valutazione a
monte, dirottando i parti più difficili su Ravenna. E così Faenza e Lugo sono punti nascita sicuri». Alla lunga c' è il
rischio che chiudano? «Quella attuale non è una risposta risolutiva, e il trend è il calo delle nascite. Detto ciò, è
difficile fare delle previsioni sul lungo periodo. Si vedrà». In quali casi il parto viene dirottato su Ravenna? «I
criteri sono tanti: si tiene conto della gravidanza, della mamma e del bimbo. Non è detto che
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
tutti i cesarei programmati avvengano a Ravenna. In condizioni ottimali dal 2018 vengono eseguiti anche in
provincia». Nelle anagrafi dei sei Comuni del Faentino sono stati registrati molti più bambini dei nati nell'
ospedale di Faenza. Le donne preferiscono non partorire a Faenza? «Non credo, i dati mostrano un calo delle
nascite anche a Forlì, che per la prima volta è andata sotto i 1000 parti. Ma, ovviamente, se una donna dice di voler
partorire in un certo ospedale la sua volontà viene rispettata». Come spiega, quindi, i dati? Tanti parti a rischio?
«Sono una fetta ragguardevole, considerando che i soggetti sono due: la mamma e il bambino». Le nascite sono in
calo ovunque. Non si fanno più figli? «Il nostro compito è garantire i servizi migliori possibili. Difficile dire quali
siano le dinamiche demografiche e sociali». sa.ser © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Un mondo a rischio: «Resistono i ristoranti»
Calano i passaggi generazionali e di proprietà delle attività con oltre 50 anni Confcommercio e Confesercenti: «Un
settore in sofferenza»
Non è facile avere una stima esatta delle botteghe storiche aperte in
provincia di Ravenna, ma di certo il loro numero è destinato a diminuire
gradualmente da un lato per un frequente mancato ricambio
generazionale, dall' altro per via dei tempi che cambiano troppo
rapidamente. Il Comune di Ravenna - in attuazione della leggere
regionale n. 5 del 10 marzo 2008 - ha istituito l' Albo delle Botteghe e dei
Mercati storici, quelli che da almeno cinquant' anni sono attivi in città e
che costituiscono una testimonianza della storia e delle tradizioni
commerciali. Attualmente, tenendo conto di alcune recenti chiusure, se
ne contano meno di dieci, con la più antica - La Ca' de Ven - che risale al
lontanissimo 1876. Va un po' meglio a Faenza dove il numero supera le
trenta unità: fra questa, la medaglia della longevità va alle Ceramiche
Gatti aperte dal 1928. Risultano iscritte, invece, al 'Registro delle imprese
storiche' di Unioncamere, in collaborazione con la Camera di Commercio,
27 imprese ultracentenarie della provincia di Ravenna. «Da parte nostra
non registriamo nessuna chiusura nel 2019 - afferma Graziano Gozi, direttore di Confesercenti provinciale di
Ravenna -. Ogni anno consegniamo una targa alle imprese che compiono cinquant' anni di fedeltà associativa. Nel
2019 sono state sette: quattro di Ravenna e tre di Faenza. Dal nostro osservatorio vediamo che a soffrire
maggiormente sono le imprese non alimentari in cui, non solo manca spesso il ricambio generazionale, ma anche il
passaggio di proprietà come invece accadeva anni fa. Questo significa che, dopo una chiusura, si apre un' attività
completamente nuova che di frequente è un franchising. Quest' ultima tendenza fa sì che i centri storici delle città
siano tutti uguali, indebolendo la rete commerciale, a vantaggio dei centri commerciali. Al contrario, i pubblici esercizi
alimentari godono di maggiore salute anche grazie alla maggiore propensione delle persone a mangiare fuori casa
rispetto al passato. Ristoranti e locali poi, in genere, non sono legati a catene e questo rappresenta una ricchezza,
con conseguente maggiore propensione all' alternanza generazionale e al passaggio di proprietà». Anche Ascom
Confcommercio premia come 'Ambasciatori del commercio', i propri associati con 35, 40 e 50 anni di attività alle
spalle. La targa è spesso incorniciata e 'vissuta' con orgoglio. «A soffrire di più sono i piccoli artigiani, come i calzolai,
che vengono a mancare - ricorda il presidente provinciale Ascom Confcommercio Mauro Mambelli -. In crisi sono poi
alcune attività che hanno perso attrattività come le ferramenta con l' avvento delle grandi catene, ma anche negozi
di scarpe e abbigliamento che soccombono di fronte allo strapotere online di colossi come Amazon. Quindi, in molti
casi non ci sono figli e parenti a continuare un' attività diventata meno remunerativa»
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venerdì 03 gennaio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Cosa si potrebbe fare? Mambelli ha qualche idea «A livello locale: cercare di salvare il salvabile, perché chi chiude
poi non riapre più, facendo leva su incentivi e sul meccanismo virtuoso del turismo che aumenta le vendite. Ma
sarebbe bene che, a livello europeo, si stabilisse un sistema di tassazione unitario per evitare la concorrenza falsata
dei grandi colossi. Roberta Bezzi.
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
«I mestieri sono cultura e vanno tutelati»
La bottega di Livio Fantinelli, oggi in via Diaz, compie 60 anni. E lui continua a tagliare barba e capelli. E a dipingere
di Carlo Raggi Barbiere. E poi pittore, podista, attore dialettale. Per Livio
Fantinelli il tempo è dilatato: a novembre ha tagliato il traguardo dei 70
anni di mestiere mentre domani, 4 gennaio, scoccano i 60 anni della sua
bottega. Che aprì in via S. Alberto al sorgere del 1960, per trasferirsi poi
nella centralissima via Cairoli e, col nuovo secolo, alla galleria di via Diaz.
Una barberia che sempre più è, insieme, galleria d' arte dove espone i
propri quadri e museo degli strumenti di una attività che da tempo sta
sbiadendo i connotati originari. «Sarebbe un peccato - dice che la nostra
storia andasse perduta. I mestieri sono cultura, curare l' aspetto del volto
è un' arte. Io ho avuto il titolo di maestro d' arte, sono stato fra i fondatori
dell' Accademia nazionale degli acconciatori maschili. All' epoca
partecipavamo ai concorsi internazionali, a New York» In un tempo in cui
l' elenco delle attività che, soprattutto nei centri storici, chiudono, il
traguardo di ben 60 anni non è solo un evento da incorniciare, ma è
soprattutto il segno di una qualità che fa sempre la differenza. «Gente
che ha stile c' è n' è ancora e ce ne sarà sempre e chi ha stile va da un bravo barbiere, per la barba, i baffi, i capelli. Io
amo immensamente il mio lavoro ed è un amore che cresce: non ho nessuna intenzione di abbassare la
saracinesca». Un mestiere che viene da lontano! «Già quando andavo a scuola alle elementari, a Ragone, sognavo di
fare il barbiere, da grande. Erano tempi difficili, quelli. Nel '44 avevo sette anni, con mio fratello Sergio facevo la
vedetta per dare l' allarme all' arrivo dei tedeschi. C' era gente nascosta nel pagliaio e poi in casa nostra erano
sfollate molte famiglie. Il babbo, Primo, era contadino e aiutava i partigiani: forniva cibo, vestitiUn giorno ci fu una
spiata» Cosa accadde? «I tedeschi circondarono la casa, fecero prigioniere sedici persone, fra cui mio padre. Per 17
giorni non avemmo notizie, poi sapemmo che erano state torturate e fucilate, assieme a tante altre. A quel punto c'
era veramente bisogno anche del mio aiuto economico. Avevo 12 anni, era il '49, quando la mamma mi trovò lavoro
a Pilastro dal barbiere Piero Ragusi. Che per me è stato maestro e padre». Quando è venuto a Ravenna? «Verso la
metà degli anni Cinquanta. Feci alcuni mesi da 'Nino Figaro' in via Cavour, poi mi cercò
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venerdì 03 gennaio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Bruno Melandri che aveva la barberia in via Cairoli. Rimasi con lui più o meno tre anni. Nel frattempo mi ero
fidanzato con Anna, Tramonti. Che è poi diventata mia moglie. Era parrucchiera e decidemmo di aprire un negozio in
via S. Alberto, con due ingressi uno per barbiere e l' altro per parrucchiera. Le due cose, allora, dovevano essere ben
distinte. Era il 4 gennaio 1960». E fu l' avvio di una bella 'carriera'! «Fra i miei clienti c' era la borghesia ravennate,
professionisti, bancari, molti avvocati. Lì in via Sant' Alberto veniva anche Serafino Ferruzzi. Più o meno nel 1980
rilevai il negozio di Melandri, in via Cairoli, un bellissimo arredamento liberty. Avevo quattro dipendenti, fra cui la
manicure. Non era solo barberia, era soprattutto un punto di ritrovo, di discussione, di sport, di cultura. Quanti
personaggi del teatro, dell' arte sono passati di lì. Quante iniziative anche promozionali abbiamo messo in cantiere in
via Cairoli! » Sua moglie rimase in via S.Alberto? «Sì, il negozio era molto avviato». E dopo vent' anni di via Cairoli,
si è trasferito alla galleria di via Diaz. «Sì, era il 2000. L' affitto era quadruplicato. Peccato: si è spenta via Cairoli, ma si
è accesa via Diaz! » Tanto che fuori dalla bottega c' è ancora la 'barber pole'! «La lanterna ruotante a colonna, a tre
colori, rosso, bianco e blu. Già, e chi ce l' ha più, oggi. Come lei può vedere, nella mia bottega può trovare tutti gli
strumenti che hanno fatto la storia dei barbieri, rasoi a lama, affilalame, sedie, il piega baffi a ferro caldo, tazze da
barbiere con l' incavo per il collo e poi i calendarietti profumati, prima castigati poi un po' osé e tanto altro. Sono
centinaia di strumenti e avrei proprio tanto piacere che tutto questo materiale non andasse perso. Vorrei che la
memoria del nostro mestiere finisse in un vero museo perché quando saremo scomparsi noi che di anni ne abbiamo
molti, di tutto questo si perderà ogni traccia». Lei ha trovato anche il tempo di impegnarsi su altri fronti. «Avevo
cominciato a dipingere già negli anni 70, ma solo nel 2000 feci la prima mostra. Nel 1976 avevo cominciato anche a
correre. Ho fatto più di una decina di Cento chilometri Firenze-Faenza e nel 1996 ho corso la Maratona di New York.
E ho pure recitato commedie dialettali». Se dovesse fare un bilancio di 70 anni di lavoro? «Mi piace valutare, fra i
tanti, un aspetto: come lei sa ho potuto frequentare solo le elementari, ma il mio lavoro, la bottega del barbiere, è
stata una grande scuola di conoscenza e cultura: quanto ho imparato ascoltando i discorsi dei miei clienti! E'
fondamentale saper ascoltare». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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venerdì 03 gennaio 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Prima pagina Faenza-Lugo
Prima pagina Faenza-Lugo
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venerdì 03 gennaio 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
La storia
I buoni a nulla, come i soldati del Papa
Beppe Sangiorgi Per biasimare un buono a nulla si diceva: «L' è coma un
suldê de Pêpa», è come un soldato del Papa. Il detto è retaggio di quando
la Romagna faceva parte dello Stato della Chiesa e della poca stima
verso le milizie. Una disistima confermata dalla battaglia del Senio,
combattuta nel 1797 tra l' esercito pontificio e quello di Napoleone sul
confine tra Faenza e Castel Bolognese. E r a d a p o c o i n i z i a t o i l
combattimento che nel campo papalino si udì: «Si salvi chi può!».
Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, fedele suddito del Papa, ha scritto
che «tutti fuggirono per duecento miglia, né si fermarono sino a Fuligno».
Che confermava il detto: «Di suldê de Pêpa, u j in vus sët par cavê 'na
rêva», ce ne vollero sette per estrarre una rapa.
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venerdì 03 gennaio 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
The Ale House Club
Mingardi presenta il suo ultimo vinile 'Ho visto cose che'
Il 5 gennaio a Faenza, in occasione della 'Nott de Biso' con il MEI25 si
parte a tutta musica con, alle 18, Andrea Mingardi che presenta il suo
vinile e, alle 20.30, Marino Bartoletti e Lucio Mazzi che presentano l'
Almanacco del Festival di Sanremo. Appuntamento al 'The Ale House
Club'. Mingardi presenta il vinile del suo ultimo disco 'Ho visto cose che',
nel locale di corso Mazzini 39 e, dopo la presentazione, non mancherà il
firma copie. Condurrà l' incontro Giordano Sangiorgi, patron del MEI. L'
iniziativa è organizzata dal MEI25 per i 25 anni del Meeting delle Etichette
Indipendenti che celebrerà il quarto di secolo dal 2 al 4 ottobre del
MEI2020 a Faenza e dintorni con tante iniziative. 'Ho visto cose che' è un
album composto da moltissimi generi musicali: dal jazz al soul, dal pop al
rock ma anche blues e ballad per un totale di 13 canzoni nate dalla
cultura e da una consolidata conoscenza della materia musicale. É in via
di pubblicazione nei prossimi giorni poi una riedizione in digitale di alcuni
brani tratti dal catalogo jazz di Mingardi, in cui reinterpreta live i grandi
classici di Porter, Gershwin e altri. Non solo varietà di genere musicale ma anche di tematiche affrontate nei testi: la
messa a fuoco della perdita talvolta di voler protestare e cambiare il mondo da parte delle nuove generazioni anche
soltanto prendendo una chitarra in mano, l' amore, la pace, il rispetto, la trasgressione e un linguaggio trasversale e
pop. L' uscita del vinile è stata preceduta dall' uscita del cd fisico in tutti i negozi e sul mercato digitale.
Accompagnata da una importante promozione radiofonica che ha visto il lancio nelle radio di ben tre singoli nel
corso dell' ultimo anno: 'Ci vuole un po di Rock n roll', 'La Cosa più importante' e 'Anima Soul'. In tutto il vinile infine
Mingardi è accompagnato dalla sua band storica, i 'Supercircus'.
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venerdì 03 gennaio 2020
Pagina 44
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Weekend da bollino rosso politico: prima le Sardine, poi Salvini
Anche a Faenza si riproporrà il confronto a distanza fra il leader leghista e il neonato movimento L' ex ministro
incontrerà cittadini e commercianti. Malumori sulla concomitanza con la Nott de bisò
Anche a Faenza si riproporrà il confronto a distanza tra il segretario della
Lega Matteo Salvini e il popolo delle sardine. In questo caso le due
rispettive piazze si raduneranno a un giorno di distanza: l' ex-ministro dell'
Interno farà capolino a Faenza domenica 5 gennaio, mentre le sardine
hanno fissato il loro appuntamento per domani. Il leader leghista arriverà
in piazza del Popolo domenica alle 15: Salvini non terrà un vero e proprio
comizio - è infatti previsto un saluto al gruppo municipale e ai capi dei
rioni (in quel momento sarà in corso la preparazione della tradizionale
«Nott de Bisò in piazza). Subito dopo Salvini visiterà alcune botteghe del
centro storico, per una stretta di mano con i commercianti. Alle 16.30
saluterà poi i cittadini presenti, affiancato dal consigliere regionale
Andrea Liverani - candidato capolista per la Lega in provincia di Ravenna
- e dal deputato ed ex-sottosegretario Jacopo Morrone. Per Salvini la
visita di domenica giunge a quasi cinque anni di distanza dalle sue prime
calate sulla città, datate 2015: allora il leghista arrivò in piazza del Popolo
per sostenere la campagna elettorale di Gabriele Padovani, candidato sindaco per il Carroccio. La sezione faentina
della Lega ha già più volte comunicato la propria intenzione di riportare Salvini in città in occasione delle
amministrative della prossima primavera. Chi non ha gradito vedere il proprio ruolo accostato a una figura politica
sono però gli stessi capi dei rioni che non ne fanno però una questione di schieramento. «La nostra è una
manifestazione che non ha nulla a che vedere con la politica», conferma Peter Caroli, alla guida del Nero. «Siamo
unanimi su questo: l' organizzazione di un appuntamento elettorale - qualunque esso sia - in concomitanza con la
Nott de Bisò ci ha contrariato, così come l' accostamento delle nostre figure a esponenti politici di qualsiasi
provenienza». Non è noto sapere se anche l' arrivo di Lucia Borgonzoni - atteso per le prossime settimane - attirerà l'
attenzione delle sardine: quel che è certo è che l' appuntamento di domenica le ha sollecitate a tenere il loro primo
vero raduno faentino, in calendario per domani: una scelta dettata dalla volontà di evitare coincidenze la Nott de
Bisò. Il raduno è fissato per le 17.30 in piazza della Libertà. È possibile, hanno fatto sapere gli organizzatori, che
siano presenti anche alcuni dei bolognesi fondatori del movimento. La notizia dell' evento è stata pubblicata sulla
pagina Facebook 'Sardine di Faenza: Faenza non si lega', dove l' annuncio dell' arrivo di Salvini ha scatenato anche
qualche testa calda, o 'hater': oltre ad alcuni insulti al leader leghista si è vista la minaccia di «farlo divertire sul rogo» -
il cui autore è stato però immediatamente redarguito da altri frequentatori del gruppo -
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venerdì 03 gennaio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
accompagnata da insulti di natura sessista alla candidata Lucia Borgonzoni. Filippo Donati.
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venerdì 03 gennaio 2020
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«Faenza non si Lega: pronti ed entusiasti»
Le Sardine: «Il Carroccio non ha avuto rispetto di una festa che è di tutti. Chiediamo risposte, non fake news»
Sarà la prima uscita per il gruppo faentino delle Sardine. Il coordinatore è
Marco Biondi. Come vi siete organizzati? «A Faenza il gruppo delle
sardine è molto numeroso, subito dopo l' evento a Bologna è nato un
gruppo Facebook da oltre mille iscritti. Poi ci siamo coordinati e io sono il
coordinatore ufficiale, tengo i rapporti con i fondatori di Bologna, ma le
decisioni si prendono tutti insieme. Abbiamo un gruppo ristretto per gli
aspetti organizzativi. C' è grande entusiamo e collaborazione. Fra chi ha
c r e a t o i l g r u p p o faentino c ' è c h i h a g i à a v u t o e s p e r i e n z e
politiche? «No, siamo persone lontane dalla politica diretta, che hanno
un puro spirito/voglia di manifestare per chiedere che la politica torni ad
un linguaggio limpido, serio, che ci sia più vicinanza ai cittadini ed ai loro
problemi reali. Il discorso di fine anno di Mattarella penso possa essere
un esempio dell' Italia Bella che potremmo costruire insieme. Vogliamo
essere un pungolo» Domani non sarete in contemporanea alla presenza
di Salvini. Pensate che il vostro messaggio arriverà comunque? «Si,
sicuramente. Il messaggio è già arrivato. Anzi vogliamo ringraziare Salvini e la Lega di Faenza per aver dimostrato
anche questa volta il poco rispetto per una festa di tutti e la loro voglia di provocare e di fare una politica non
costruttiva. I faentini hanno capito che le sardine hanno rispetto della Not de Bisó che è una festa di tutti e che per
portare il proprio messaggio a Salvini non porteranno difficoltà alla festa. In questi giorni ci siamo confrontati tra noi,
con i capi rione, con gli organi di pubblica sicurezza, al fine di creare un evento che rispettasse tutti e che fosse
costruttivo. Salvini e chi sfrutta feste popolari per farne la propria passerella elettorale dovrebbero ascoltare le
nostre richieste, il grido dei cittadini che chiedono ai politici normalità, che chiedono soluzioni e risposte e non
slogan e fake news. L' Italia ha tanto potenziale, chi lavora ogni giorno lo sa bene. Raccoglieremo anche pesce in
scatola da donare alla Caritas, dal nostro palco parleranno tante persone comuni testimoni delle difficoltà
quotidiane. Siete tutti invitati».
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venerdì 03 gennaio 2020
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Inquinamento, subito i divieti agli Euro 4
Lo stop ai veicoli diesel parte già da questa mattina alle 8.30 e continuerà fino a martedì alle 18.30. Limitazioni anche
al riscaldamento
Comincia all' insegna delle Pm10 il 2020 dei faentini. Neppure il tempo di
concludere i festeggiamenti per l' inizio del nuovo decennio che le
amministrazioni sono già state costrette a correre ai ripari davanti alla
quantità di particelle sottili nell' aria: già a partire da oggi e fino a martedì
7 incluso, scattano infatti le misure emergenziali previste dal Pair. Le
limitazioni, che si aggiungono a quelle ordinarie per il periodo da ottobre
2019 a marzo 2020 prevedono l' ampliamento della limitazione della
circolazione, dalle 8.30 alle 18.30, a tutti i veicoli diesel Euro 4, la
riduzione delle temperature di almeno un grado centigrado negli ambienti
di vita riscaldati (fino a massimo 19°C in case, uffici, luoghi per le attività
ricreative, associative o di culto e nelle attività commerciali; mentre il
tetto massimo è previsto a 17°C nei luoghi che ospitano attività
industriali e artigianali). Fanno eccezione gli ospedali, le case di cura, le
scuole e i luoghi che ospitano attività sportive. Ulteriori divieti prevedono
lo stop all' utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa
legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) aventi prestazioni energetiche ed emissive che non
sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 4 stelle, il divieto assoluto di combustioni all' aperto
anche relativamente alle deroghe normalmente consentite, il divieto di spandimento dei liquami zootecnici. È inoltre
previsto il potenziamento dei controlli sia sulla circolazione dei veicoli, sia sugli impianti termici a biomassa, sulla
combustione all' aperto e sullo spandimento dei liquami. Le misure emergenziali restano in vigore fino al primo
giorno di aggiornamento del bollettino di Arpae, e sono prorogate se i livelli rimangono superiori alla soglia.
Curiosamente, le limitazioni al traffico arrivano in coincidenza dei parcheggi gratuiti per lo shopping decisi dal
Comune, misura ampiamente criticata dagli ambientalisti per il giustificato timore di un boom del traffico. Le
concentrazioni sono schizzate in alto in particolare per quanto misurato dalla stazione ravennate di Zalamella, che
ha registrato concentrazioni superiori ai 50 microgrammi per metro cubo consecutivamente per tre giorni: dal 30
dicembre all' 1 gennaio, con valori pari a 54, 63 e addirittura 90 microgrammi per metro cubo. A Faenza le Pm10
hanno superato quota 50, nel corso dell' ultimo mese, tra il 7 e il 9 dicembre e tra il 16 e il 18, per un totale di sei giorni.
f.d.
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venerdì 03 gennaio 2020
Pagina 45
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
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Fiaccole contro guerre e divisioni nel primo giorno dell' anno
Un centinaio i presenti alla Marcia della pace: hanno camminato da San Marco fino al duomo
Un centinaio di persone hanno partecipato il giorno di Capodanno alla
Marcia della pace. Un lungo serpentone con tante fiaccole è partito,
come tradizione, dalla chiesa di San Marco per arrivare in piazza della
Libertà, davanti al duomo. La Marcia rientrava tra le iniziative organizzate
in occasione della 53esima edizione della Giornata mondiale della pace e
ha visto la partecipazione di tante associazioni laiche e religiose per
portare nelle vie della città manfreda un messaggio di pace proprio in
occasione del primo giorno dell' anno, una sorta di promemoria per tutti.
Tra i partecipanti, anche una delegazione di faentini originari di paesi
straniri a testimoniare con la loro presenza che la pace non ha colore o
nazionalità. Ad accompagnare i 'marciatori' oltre all' assessore Simona
Sangiorgi anche il Teatro 2 Mondi i cui attori hanno messo in scena
alcune performance proprio legate alla continua ricerca di Pace in un
mondo di divisioni e guerre perenni.
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venerdì 03 gennaio 2020
Pagina 45
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Tre giorni di scuola di pace alla Casa del Clero
«In un momento di guerre e conflitti, la pace deve diventare cultura e
politica». Così è stata pensata, a partire da oggi e fino a domenica, una
scuola di pace nazionale per giovani e non, iniziativa della Fraternità
Francescana e della cooperativa 'Frate Jacopa', in continuità con il
Sinodo dei giovani conclusosi a fine 2019, organizza una serie di
appuntamenti dal titolo 'La pace come cammino di speranza: dialogo,
riconciliazione e conversione ecologica'. I lavori prenderanno il via già
oggi alle 16 nella sede della Scuola di pace, presso la Casa del Clero in
via Bondiolo 42, con l' introduzione di Argia Passoni sul tema 'In ascolto
delle istanze di pace' a cui seguirà la relazione 'Nel cammino del Sinodo,
artigiani di pace' tenuta da Mattia Brienza, rappresentante del Sinodo dei
giovani della diocesi di Faenza e Modigliana. Domattina poi, alle 9.30,
sarà il vescovo Mario Toso a guidare l' intervento sul messaggio della
53esima Giornata mondiale della pace. Nel pomeriggio invece, alle 16,
Paolo Rizzi dell' università cattolica di Piacenza approfondirà il tema
'Speranza di pace: equità e sostenibilità per una nuova economia'. Domenica, dopo le lodi mattutine e la messa, a
partire dalle 9.30 la mattinata sarà dedicata alla relazione su 'La pace, cammino di conversione' del teologo Martìn
Carbajo Nunez dell' università antonianum, alfonsiana, Fstiu Negli stati Uniti. «Saranno tre giornate di studio e
preghiera - dice Argia Passoni -, per approfondire la spiritualità e la vocazione francescana di ognuno di noi, per poi
portare nelle comuni occupazioni quotidiane il lievito di fraternità e di ciò che è essenziale nella vita». Informazioni
allo 06.631980 o al numero 328.2288455 e agli indirizzi internet www.coopfratejacopa.it e di posta elettronica
info@coopfratejacopa.it.
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venerdì 03 gennaio 2020
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Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Un gruppo di studio per combattere la dislessia
Apre anche a Brisighella, nella sede Arci, 'Learning is fun' di PiGreco per aiutare i ragazzi che soffrono di disturbi dell'
apprendimento
La sturt-up PiGreco, che si occupa di Dsa, i disturbi dell' apprendimento
come dislessia, disgrafia e discalculia, amplia il proprio raggio d' azione
con il progetto 'Learning is fun', gruppo studio di potenziamento
cognitivo che ora sbarca anche a Brisighella. Sempre più spesso famiglie
e insegnanti si rendono conto di avere a che fare con studenti o figli Dsa,
non una patologia o un deficit di apprendimento ma un modo diverso di
vedere le cose che, se opportunamente affrontato con specifici metodi
per aiutare gli studenti, mette i portatori di Dsa al pari livello di chi non lo
è. Da qualche anno la scuola, dopo l' evidenziarsi dei casi, ha programmi
specifici e metodi di agevolazione per questi studenti. Il problema più
grave rimane la preparazione degli insegnanti a sapersi rapportare con
questo fenomeno che sempre più spesso evidenzia tanti nuovi casi, non
per un aumento di per se dei ragazzi Dsa ma perchè le famiglie iniziano a
rendersi conto che spesso il cattivo rendimento scolastico non sempre è
legato a negligenza degli alunni e degli studenti. La stessa azienda
sanitaria ha al suo attivo molti programmi specifici con equipe di personale specifico per scoprire se si hanno
disturbi di apprendimento e per accompagnare le famiglie e i ragazzi su questi 'differenti' metodi di studio. Per
sottoporre i ragazzi dall' equipe basta dotarsi di impegnativa medica, del pediatra o del medico di famiglia, per
prendere un appuntamento durante il quale gli specialisti possono rendersi conto se si rientra nei casi di Dsa. Di
norma si tratta ragazzi i cui quozienti intellettivi sono superiori alla media ma che hanno bisogno di strumenti (uan
calcolatrice, un pc con programma di videoscrittura, un corpo del testo più ampio e mappe interattive) per poter
essere messi alla pari di chi Dsa non è. Di pari passo e per dare una mano nei percorsi scolastici degli studenti ci
sono diverse realtà private. Tra queste anche la Start up PiGreco, presentata lo scorso anno a Faenza. Il progetto,
partito a settembre, si sviluppa in tre fasi. Primo punto, 'Facciamo rete', in collaborazione con le scuole che si
interfacciano con il centro didattico e l' associazione 'A mani libere Aps'. Attraverso questa partnership dopo essere
sottoposti sono stati identificati gli studenti con maggiori difficoltà di apprendimento, ai quali offrire gratuitamente il
servizio. Seconda fase, 'Facciamo gruppo', dove si creano gruppi di lavoro proprio tra ragazzi ed educatori per
avvicinarli alle tecniche da usare per studiare al meglio e senza perdite di tempo. Infine, si passerà allo 'Study Smart',
l' avviamento vero e proprio del gruppo di studio. Dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 17.30, si lavora utilizzando
tecniche inclusiva, dove l' insegnante
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venerdì 03 gennaio 2020
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
è un 'facilitatore', capace di stimolare i suoi studenti nella ricerca delle risposte, piuttosto che fornire tutte le
risposte. Nel Gruppo Studio sono proposte una serie di attività di apprendimento non formale: laboratori di disegno;
giochi didattici in lingua; momenti di riflessione, utilizzando strumenti come le 'Immagini blob', le carte Dixit, la Ruota
della scuola, giusto per dirne alcune. I risultati previsti sono ambiziosi e condivisi da PiGreco e Chiesa Valdese,
sostenitrice dell' intero progetto. «Si arriva - spiegano da PiGreco - a un miglioramento della capacità di
concentrazione, della motivazione e quindi del rendimento scolastico nonché della capacità di gestione del tempo,
riflessione e consapevolezza del proprio processo di apprendimento; così come il miglioramento delle capacità
sociali, di lavoro di gruppo e di valutazione delle competenze proprie e altrui. Le azioni messe in campo sono
finalizzate per favorire la diminuzione del rischio di abbandono scolastico o di bocciatura per i ragazzi con più
difficoltà con o meno disturbi specifici dell' apprendimento. Il gruppo studio ha sede in via Cavour 7, nelle ex scuole
Cova. Visto il successo, col nuovo anno, 'Learning is fun' apre anche a Brisighella, nella sede del Circolo Arci Ambra
Aps, in via Barduzzi 11. A tal proposito e per far conoscere i propri programmi, martedì 7 gennaio, dalle 18, PiGreco si
presenterà nel corso di un open day in via Matteotti 5 a Brisighella, alla sede dell' Arci. Il progetto 'Learning is fun' è
sostenuto con i fondi dell' otto per mille della Chiesa Valdese e con il patrocinio dell' Unione della Romagna Faentina.
Antonio Veca.
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venerdì 03 gennaio 2020
Pagina 46
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
La tragedia
Il corpo di un 30enne faentino rinvenuto lungo la ferrovia
L' allarme è partito ieri pomeriggio attorno alle 14. Il giovane, padre di tre figli, sarebbe scomparso dopo aver passato
fuori il capodanno
Tragedia ieri pomeriggio lungo la linea ferroviaria Ancona-Bologna,
quando il corpo di un 30enne faentino è stato ritrovato senza vita. Molti
ritardi alla circolazione ferroviaria per la chiusura di uno dei due binari per
permettere i rilievi. A dare l' allarme poco prima delle 14 sarebbe stato un
passeggero di un convoglio che transitava sul sottopassaggio di via
Boaria. Ci troviamo alle porte di Faenza, nel parcheggio di fronte alla
sede di Sfera Farmacie ed Hera, dal quale parte una strada sterrata che
costeggia la linea ferroviaria. Qui c' era il corpo del giovane faentino che
presentava una ferita al capo e una sulla schiena. Per il resto il corpo era
integro. È stata proprio la ferita al capo - che pare se la sia procurata
sbattendo contro il treno in corsa - a far scattare l' allarme e ad attivare il
protocollo che di solito viene adottato nei casi di morte poco chiari. Così
oltre alla Polfer a cui spetta la competenza di episodi nelle stazioni e
lungo le linee ferroviarie e il personale di Rfi, sul posto sono arrivati gli
agenti del commissariato di Faenza, la Squadra Mobile della Questura di
Ravenna, con il suo dirigente, Claudio Cagnini, il medico legale e il pm di turno, Cristina D' Aniello. Con loro anche gli
agenti della Polizia Scientifica della Questura. Il giovane faentino, padre di tre figli, sarebbe scomparso dopo aver
passato fuori la notte del 31 dicembre. Mercoledì mattina poi, dopo un messaggio partito dal suo telefono nelle
prime ore dell' alba, i parenti avevano presentato denuncia, poi più nessuna notizia. Ieri pomeriggio il macabro
ritrovamento. Partito l' allarme, sul posto è arrivata un' ambulanza e l' auto medicalizzata. Probabilmente proprio la
posizione seminascosta lungo la massicciata non avrebbe permesso di scorgere prima il corpo del 30enne faentino.
Il traffico dei convogli è stato inizialmente rallentato per consentire gli accertamenti dell' autorità giudiziaria, con
ritardi fino a trenta minuti e poi alle 14.20 è stato sospeso. Alle 15 la circolazione è stata riattivata a senso alternato
su un solo binario con ritardi intorno ai sessanta minuti. Dopo il sopralluogo e i rilievi da parte degli agenti della polizia
scientifica il corpo è stato trasportato dal personale dell' impresa funebre Zama e ricomposto nella camera
mortuaria dell' ospedale di Faenza. Nessuna ipotesi al momento sulle cause della morte ma non si esclude quella del
gesto volontario. Per oggi nel primo pomeriggio l' autorità giudiziaria ha disposto l' esame autoptico sul corpo del
giovane faentino.
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venerdì 03 gennaio 2020
Pagina 48
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Sarà il Duo Idea ad aprire la stagione di 'Una Massa di risate'
Slitta a sabato 28 marzo - causa pegno cinematografico di Andrea
Roncato in Sicilia - l' atteso appuntamento con Gigi e Andrea che
dovevano inaugurare la stagione 'Una Massa di Risate' alla Sala del
Carmine a Massa Lombarda, Al loro posto venerdì 10 gennaio alle 21 il
Duo Idea (formato dai cabarettisti bolognesi Daniele Mignatti e Adriano
Battistoni) proporrà lo spettacolo 'Quando il gioco si fa duo'. La stagione
è promossa dall' assessorato alla cultura del Comune di Massa
Lombarda e realizzata in collaborazione con il Gruppo teatrale la Bottega
del Buonumore e col sostegno di La Bcc ravennate forlivese e imolese e
Con.Ami. Il Duo Idea propone un genere di cabaret musicale ricercato e
mai banale che permette allo spettatore di immergersi in un cocktail
fatto di musica, armonie, rumori, ritmi, battute, gag spiazzanti e originali
che diverte il pubblico di tutte le età. Daniele e Adriano propongono un
viaggio musicale che rapirà il pubblico e lo farà volare tra le note di
canzoni da scovare, parole da ricercare, ricordi da far uscire dalla propria
mente. Biglietto intero a 12 euro, ridotto 10 euro.
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venerdì 03 gennaio 2020
Pagina 50
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Elezioni amministrative a Faenza «Gli schieramenti inizino a fare proposte»
Siamo arrivati al 2020, e ancora non si sa niente delle elezioni a Faenza
che ci saranno a giugno. Finora ho letto solo ipotesi fumose, i soliti
battibecchi. Credo che sia ora che tutti i partiti escano allo scoperto e
che si inizi a parlare seriamente del futuro della città. Questa attesa delle
elezioni regionali sembra solo l' ennesima scusa per temporeggiare.
Paolo Rossi.
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venerdì 03 gennaio 2020
Pagina 51
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
A Faenza l' amore di Picasso per la ceramica
Al Mic continua la mostra con 50 opere dell' artista spagnolo. Le opere arrivano da Parigi e sono presentate assieme
a documenti e testi
Il 1946 fu un anno particolarmente significativo per l' arte di Pablo
Picasso, perché in quell' anno l' artista incontrò la ceramica in occasione
della visita ad una mostra a Vallauris in Costa Azzurra. Le novità non
hanno mai lasciato indifferente l' artista come hanno dimostrato le sue
incisioni, le opere pittoriche e scultoree. Dedicarsi alla ceramica significò,
per Picasso, produrre con questo materiale migliaia di pezzi, cinquanta
dei quali sono esposti, fino al 13 aprile 2020, al MIC di Faenza col titolo
'Picasso. La sfida della ceramica'. La mostra, di straordinaria eccellenza,
presenta opere provenienti dal Musée National Picasso-Paris nelle quali
l' artista si misura con i vari elementi che hanno segnato la ceramica di
tutti i tempi, da quella arcaica a quella attuale. Una sfida, questa, che ha
messo in relazione le ceramiche di Picasso anche con reperti, oggetti,
frammenti di terracotta, immagini che ritraggono animali, figure umane
trascinati da un fervore e da un dinamismo che avevano come punto di
partenza pennellate a forma di virgola. La mostra è arricchita da testi,
documenti, manufatti antichi oltre ad un interessante video di Emmer del 1954: tutti elementi, questi, che permettono
al pubblico di immergersi in una visione esaustiva e , al tempo stesso, magica di un mondo che lascia sbalorditi per la
creatività e originalità - giudicata anche rivoluzionaria -, di un' arte aperta alla contemporaneità, senza però
dimenticare il passato. Picasso è riuscito a trasformare un mattone rotto o un frammento di terracotta in un volto di
donna in un rapporto che coniuga l' aspetto tecnico e pratico dell' argilla con la ricchezza di sentimenti ed emozioni
che fanno parte del mondo interiore dell' artista. L' artista, attraverso ogni espressione d' arte « mostra l' aldilà della
dimensione magica dell' immagine - scrive Harald Theil, curatore della mostre assieme a Salvador Haro Gonzales e
con la collaborazione di Claudia Casali -, e la offre al futuro come alternativa ad un' interpretazione puramente
estetica dell' arte». Picasso ha dimostrato che la ceramica non è un' arte minore, ma un terreno che permette di
sperimentare decorazioni, modellare forme, seguire un processo di cottura di non facile esecuzione. Una sezione
speciale della mostra è dedicata al rapporto tra Picasso e Faenza, con l' esposizione di documenti e fotografie, mai
esposti, ed appartenenti all' archivio storico del MIC. Orario di visita: da martedì a venerdì dalle 10 alle 16, sabato e
domenica dalle 10 alle 17.30. Rosanna Ricci.
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