COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018

Pagina creata da Beatrice Bruno
 
CONTINUA A LEGGERE
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
COMUNE DI RUSSI
 Lunedì, 19 febbraio 2018
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
COMUNE DI RUSSI
                                                           Lunedì, 19 febbraio 2018

Prime Pagine
 19/02/2018 Prima Pagina
 Corriere di Romagna (ed. Ravenna)                                                                                                        1
 19/02/2018 Prima Pagina
 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)                                                                                                       2
Cronaca
 19/02/2018 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 54
 Studentessa di Russi si aggiudica la vittoria al Pavone d' oro                                                                           3
 19/02/2018 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 33
 Proiezioni: 'In moto in Asia' di Davide Drei                                                                                             4
 18/02/2018 Ravenna Today
 Coldiretti, l' assemblea dei giovani imprenditori agricoli                                                                               5
sport
 19/02/2018 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 23
 Marignanese, che colpo Al Russi resta la rabbia                                                                                          6
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 2                                            PaginE a cura diCristiano Dell' OsteBianca Lucia Mazzei
 Affitti brevi, successo al test di rendimento                                                                                            7
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 2                                                                                   Saverio Fossati
 Dagli intermediari «Cu» e ritenute                                                                                                       9
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 2                                                                                Cristiano Dell' Oste
 Cedolare secca estesa alle sublocazioni                                                                                                  11
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 2                                                                Cristiano Dell' OsteLuigi Lovecchio
 Imposta di soggiorno: risponde il proprietario                                                                                           13
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 2
 L' evasione e le regole (giuste)                                                                                                         15
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 3                                                                                     Augusto Cirla
 Equilibrio difficile in condominio                                                                                                       16
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 3                                                                                             B.L.M.
 Dall' annuncio al check­out: più offerte di gestione                                                                                     18
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 3                                                                              Bianca Lucia Mazzei
 Polizze e identificativi tra gli obblighi regionali                                                                                      20
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 3                                                                                      C.D.O.B.L.M.
 Premiati gli alloggi in zone ben collegate                                                                                               22
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 7                                                                                              G.Tr.
 Assenteisti, auto blu e appalti ma i controllori sono cento                                                                              24
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 7                                                                                     Gianni Trovati
 Danno erariale, risarciti solo 16 euro ogni 100                                                                                          26
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 8                                                                                Francesco Verbaro
 Il silenzio dei partiti sulla Pa del futuro                                                                                              28
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 20                                                                                  Luigi Lovecchio
 Tari, stop alle tariffe senza piano                                                                                                      30
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 34                                                                                  Alberto Barbiero
 Quattro livelli di rating sulle stazioni appaltanti                                                                                      32
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 34                                                                     Anna GuiducciPatrizia Ruffini
 Aiuti agli investimenti: sono tre i codici validi per inviare la richiesta                                                               34
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 34                                                                     Anna GuiducciPatrizia Ruffini
 Dal 1° marzo la verifica fiscale raddoppia lo stop ai pagamenti                                                                          36
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 34                                                                                  Stefano Pozzoli
 Sulle perdite delle partecipate accantonamenti da uniformare                                                                             38
 19/02/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 34                                                                                    Arturo Bianco
 Tasse, multe, dati sul personale: il Garante frena il diritto di accesso                                                                 40
 19/02/2018 Italia Oggi Sette Pagina 205                                                                     FEDERICO MARRUCCI
 Il rateizzo parziale non è riconoscimento di debito                                                                                      42
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
19 febbraio 2018
                   Corriere di Romagna
                      (ed. Ravenna)
                                      Prima Pagina

                   Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                               1
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
19 febbraio 2018
                   Il Resto del Carlino (ed.
                           Ravenna)
                                       Prima Pagina

                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                2
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
19 febbraio 2018
Pagina 54                         Corriere di Romagna
                                  (ed. Ravenna­Imola)
                                                        Cronaca

  Studentessa di Russi si aggiudica la vittoria al
  Pavone d' oro
  È Wilma Fatima Matsombe, 17 anni di Russi,
  studentessa di ragioneria a Ravenna ad
  aggiudicarsi la 38ª edizione del Pavone d' Oro,
  il concorso canoro under 18, tanto amato dai
  faentini e che quest' anno ha aperto anche a
  concorrenti fuori zona. La finale di sabato al
  Teatro Masini ha visto inoltre premiati Giulia
  Toschi di Faenza (per la categoria C), Lorenzo
  Tronconi di Russi, 14 anni (categoria B2, 13­
  14 anni), Rebecca Piovan, friulana (categoria
  B1, 10­12 anni) e Michele Bartolini (categoria
  A fino a 9 anni).
  «E' il mio primo concorso: l' ho fatto per
  divertimento, ma una carriera come cantante
  non mi dispiacerebbe» ha commentato la
  vincitrice, nata in Mozambico.
  Ha cantato "Four.. five.. seconds" di Rihanna.
  A premiarla con il piatto realizzato dalla
  bottega di Goffredo Gaeta, il sindaco Giovanni
  Malpezzi e il vescovo Mario Toso. «E' un
  talento naturale ­ ha motivato il presidente di
  giuria Pape Gurioli ­ una voce originale,
  grande presenza scenica e interpretazione
  personalizzata».

                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                              3
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
19 febbraio 2018
Pagina 33                       Il Resto del Carlino (ed.
                                        Ravenna)
                                                         Cronaca

  RUSSI

  Proiezioni: 'In moto in Asia' di Davide Drei
  A RUSSI proseguono le proiezioni a cura del
  Gruppo fotografico Pro Loco (nella sala
  Ravaglia del centro culturale polivalente in via
  Cavour 21). Questa sera Lunedì 19 febbraio
  'Samarqand­Silk Road Ep.
  II' ovvero 'In moto sulle strade dell' Asia
  centrale' di Davide Drei.
  La rassegna di proiezioni 'Un mondo di
  immagini', con il patrocinio del Comune di
  Russi, è a ingresso è libero.
  Prossimo appuntamento tra un mese, lunedì
  19 marzo con 'Iceland on the road', l' Islanda di
  Guerrino Bertuzzi. Info: tel. 0544 583300, e­
  mail: cianima@alice.it.

                                   Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                               4
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
18 febbraio 2018
                                          Ravenna Today
                                                         Cronaca

  Coldiretti, l' assemblea dei giovani imprenditori
  agricoli
  Gli agricoltori under 30 di Coldiretti Ravenna sceglieranno i propri rappresentanti dando,
  di fatto, il via al rinnovo delle cariche associative di tutta l' organizzazione provinciale

  1 Coldiretti lancia una raccolta firme contro il
  "cibo falso" 2 Coldiretti, l' assemblea dei
  giovani imprenditori agricoli È convocata per
  lunedì 19 febbraio, nella sala conferenze di
  Coldiretti Russi, l' assemblea provinciale di
  Giovani Impresa Ravenna. Coordinati dal
  delegato uscente Marco Gambi, gli agricoltori
  under 30 di Coldiretti Ravenna sceglieranno i
  propri rappresentanti dando, di fatto, il via al
  rinnovo delle cariche associative di tutta l'
  organizzazione provinciale che nel corso del
  2018 eleggerà i nuovi organi di
  rappresentanza sindacale, dall' assemblea al
  consiglio alla giunta. "È un' occasione per tutti i
  giovani imprenditori di essere davvero parte
  attiva della rappresentanza agricola della
  nostra Federazione, un' occasione
  fondamentale perché cade in un momento
  importante della vita associativa, mentre
  cresce e si consolida il progetto della 'nuova
  Coldiretti' ­ evidenzia il delegato uscente
  Gambi ­ oggi più che mai lo sviluppo dell'
  agricoltura ravennate è nelle loro mani, nelle
  mani dei giovani e il loro impegno è
  determinante, sono loro ­ per citare San Paolo
  ­ che ora devono condurre la 'buona battaglia'
  e definire nuove traiettorie di futuro". L'
  assemblea, oltre ad eleggere il nuovo
  rappresentante dei giovani di Coldiretti, che entrerà di diritto nel consiglio e nella giunta provinciale,
  ricoprendo quindi un ruolo di concreta partecipazione alla vita sindacale dell' organizzazione tutta,
  nominerà anche i componenti del Comitato under 30. Parteciperanno ai lavori il Presidente Coldiretti
  Ravenna Massimiliano Pederzoli e il Direttore Walter Luchetta. Al termine dell' assemblea e delle
  operazioni di voto, in programma un nuovo approfondimento della rassegna 'Visti da vicino 2018 ­
  Incontri con i protagonisti dell' agricoltura' sul tema "Le opportunità di crescita per il 'vigneto Romagna'.
  Intervengono Carlo Dalmonte, Presidente Caviro e SimonPietro Felice, Direttore Caviro.

                                   Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                                  5
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
19 febbraio 2018
Pagina 23                         Corriere di Romagna
                                  (ed. Ravenna­Imola)
                                                          sport

  Marignanese, che colpo Al Russi resta la rabbia
  In una giornata da lupi la Marignanese fa suo il
  delicato scontro salvezza con il Russi, che
  protesta per un presunto fuorigioco sul gol di
  Pensalfine. Su un campo ai limiti della
  praticabilità per la pioggia le emozioni sono
  poche: le due squadre ­ specialmente nel
  primo tempo ­ appaiono contratte e solo al 20'
  Casadio deve distendersi per deviare in
  angolo un tiro dalla distanza di Conti.
  Grimellini ribatte al 26' con un tiro dal limite
  che termina alto. L'ultima occasione del primo
  tempo porta la firma di Costantini, che ci prova
  da fuori area ma non impensierisce Azzolini.
  Al rientro in campo i ritmi delle due squadre
  sono più vivaci. La Marignanese va subito in
  avanti con Mazzoli che al 3' crossa in
  mezzoall'area, manessunattaccante trova la
  deviazione sotto misura, mentre all'8' fa tutto
  da solo con un tiro dalla distanza, ma Casadio
  blocca. Scampato il pericolo il Russi ribatte
  con una fiammata. Al 12' Samba anticipa di
  unsoffio Coralli, mentreal 16' l'intervento di A.
  Sanchini è d e c i s i v o a s p e z z a r e l a
  verticalizzazione di Coralli per Fabbri lanciato
  indisturbato verso l'area. Con la stanchezza ad
  aumentare con il passare dei minuti è destino
  che sia un episodio a sbloccare la gara. I
  tentativi li fanno su punizione Gualandi al 27'
  (para Azzolini) e Carnesecchi al 32' (para
  Casadio), ma quando la gara sembra
  destinata a chiudersi in parità arriva la beffa per il Russi. È il 42' quando sugli sviluppi di un angolo
  messo fuori dalla difesa del Russi la Marignanese rimette palla a centroarea dove Pensalfine,
  liberissimo e per i giocatori del Russi in fuorigioco, di testa insacca.

                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                              6
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
19 febbraio 2018
Pagina 2                                      Il Sole 24 Ore
                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Affitti brevi, successo al test di rendimento
  La redditività dipende dal tasso di occupazione dei locali nell' arco dell' anno e dalla
  modalità di gestione

  Per qualcuno è diventata un' attività semi­
  professionale.
  Per altri è solo un modo di alleggerire il carico
  di imposte e spese legate alla casa, magari in
  attesa della vendita. Di certo, quello degli affitti
  brevi è uno dei trend più forti del momento sul
  mercato immobiliare. Tra opportunità di
  guadagno (a volte sovrastimate), proteste
  degli albergatori e interventi normativi da parte
  di Parlamento, Regioni e Comuni.
  Dietro il boom c' è internet, che facilita l'
  incontro tra domanda e offerta in un modo
  impensabile fino a pochi anni fa, unito all'
  aumento di abitazioni sfitte, inutilizzate o in
  vendita. Il portale Airbnb, ad esempio, ha visto
  crescere gli annunci pubblicati dagli 8.126 del
  2011 ai 354mila dell' anno scorso; ancora più
  importante il trend di crescita rispetto al 2016:
  +53,9% su base annua.
  Non ci sono dati ufficiali, ma a fronte dei 2,8
  milioni di case affittate con contratti "lunghi", è
  probabile che una parte non trascurabile dei
  5,4 milioni di case che le Finanze classificano
  come «a disposizione» siano locate per brevi
  periodi nell' anno. Del resto, secondo l' Istat
  nel periodo 2010­16 gli arrivi nelle strutture
  alberghiere sono cresciuti del 13,7%, mentre in quelle extra­alberghiere l' aumento è stato del 37,3 per
  cento. E anche se in quest' ultima categoria sono compresi tra l' altro case vacanze, bed and breakfast
  e campeggi, la tendenza è evidente.
  «C' è sicuramente interesse per gli affitti brevi, ma bisogna distinguere le diverse situazioni: in alcune
  zone non c' è richiesta da parte dei conduttori, in altre si punta su immobili urbani, in altre ancora sono
  stati valorizzati con questa formula immobili di pregio che rischiavano di restare inutilizzati», commenta
  Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.
  Spesso i proprietari sono in difficoltà nel capire quanto può rendere questa attività. «Gli incontri nelle
  nostre sedi territoriali sono molto partecipati ­ prosegue Spaziani Testa ­. Arrivare a una stima del
  rendimento non è facile: si neutralizza il rischio di morosità dell' inquilino, ma bisogna ponderare con
  attenzione i periodi in cui l' immobile resta sfitto».
  La simulazione riportata in queste pagine, per quanto indicativa, offre un ordine di grandezza.
  Un alloggio di medie dimensioni in zona semicentrale a Milano, con un tasso di occupazione del 50%
  delle notti, può rendere ­ al netto di imposte spese ­ dai 6.400 ai 10.500 euro all' anno (a seconda di
  quanto il proprietario decida di usare il fai­da­te o di ricaricare alcune spese all' inquilino). Per avere un
                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                   Continua ­­>    7
COMUNE DI RUSSI Lunedì, 19 febbraio 2018
19 febbraio 2018
Pagina 2                                       Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 2                                      Il Sole 24 Ore
                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  IL FISCO | 2

  Dagli intermediari «Cu» e ritenute
  Agenti immobiliari allineati, portali un po'
  meno. La norma prevede che, quando il
  denaro dell' affitto breve (vero o virtuale) passi
  attraverso un intermediario, questi debba
  operare, al momento del versamento del
  denaro al locatore, una ritenuta a titolo d'
  imposta (o, se il locatore lo preferisce, a titolo
  di acconto sull' Irpef) e versarla all' erario entro
  il giorno 16 del mese successivo, con modello
  F24 telematico. L' intermediario che non la
  effettua va incontro ai rischi di un
  accertamento (entro il quinto anno successivo
  a quello della violazione). La sanzione per
  aver omesso di operare la ritenuta corrisponde
  al 20% dell' importo più gli interessi legali. Ma
  se, oltre a non averla operata, non la si è
  neanche versata (come accade quasi
  sempre), la sanzione sale al 30 per cento.
  Altro adempimento dell' intermediario (che, se
  non residente, nomina un rappresentante
  fiscale per effettuare e versare le ritenute) è la
  comunicazione telematica alle Entrate dei dati
  dei contratti, entro il 30 giugno dell' anno
  successivo (quindi, per i contratti stipulati nel
  2018, il 30 giugno 2019). Le copie dei contratti
  vanno conservate per cinque anni successivi a
  quello della dichiarazione (730 o Redditi PF) nella quale i locatori indicheranno i relativi redditi. L'
  intermediario deve anche trattenere e pagare l' imposta o il contributo di soggiorno al Comune (si veda
  l' articolo qui accanto).
  Il locatore (proprietario, sublocatore o comodatario) non ha invece alcun dovere rispetto alla ritenuta,
  quindi il fatto che l' intermediario la abbia omessa non lo riguarda e non ci sono sanzioni. Le possibilità
  per lui sono due: l' intermediario gli ha versato l' intero importo (cioè il 100% e non il 79 %) e quindi sarà
  lui a dover pagare, nel 2018, l' Irpef o la cedolare secca del 21%; oppure l' intermediario ha effettuato la
  ritenuta, versandogli il 79% dell' affitto, e quindi il locatore pagherà solo in caso di saldo Irpef a debito;
  in ogni caso dovrà ricevere dall' intermediario la Cu (Certificazione unica) che attesta la ritenuta
  effettuata, ma se anche non la ricevesse non è un problema suo.
  Questo, peraltro, è quanto accadrà ai clienti di Airbnb: il più potente portale di affitti brevi, recentemente
  aperto anche ai servizi alberghieri, si è sempre rifiutato di operare la ritenuta del 21%, non
  considerandosi «intermediario» e, di conseguenza, non invierà la Cu.
  Dopo il no del Tar Lazio al ricorso contro il provvedimento delle Entrate che, se bocciato, avrebbe
  bloccato tutto il meccanismo, Airbnb si è rivolto al Consiglio di Stato. Non ha ottenuto una sospensiva
  ma un rinvio al Tar della questione. Il Tar non ha ancora fissato l' udienza.

                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                  Continua ­­>     9
19 febbraio 2018
Pagina 2                                     Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 2                                      Il Sole 24 Ore
                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  IL FISCO | 1

  Cedolare secca estesa alle sublocazioni
  P e r tassare correttamente gli affitti brevi, il
  punto di partenza è la registrazione alle
  Entrate: non è necessaria per i contratti che
  non superano i 30 giorni. Per chi possiede più
  d i 1 0 i m m o b i l i , c o m p r e s i fabbricati n o n
  abitativi e terreni, la registrazione va fatta solo
  online ­ anche con il fai­da­te, usando le
  credenziali di Fisconline ­ mentre gli altri
  possono rivolgersi anche agli uffici dell'
  Agenzia con il modello Rli cartaceo.
  Se il contratto non viene registrato, il locatore
  dovrà indicare i canoni del 2018 nella
  dichiarazione dei redditi presentata l' anno
  prossimo (730 o modello Redditi PF/2019).
  Qui potrà anche optare per la cedolare secca
  al 21%, l' imposta flat che sostituisce Irpef,
  addizionale comunale e regionale, oltre a
  imposta d i r e g i s t r o e b o l l o . S e i n v e c e i l
  contratto viene registrato, la cedolare va scelta
  già al momento dalla registrazione.
  L' opzione per la cedolare è riservata ai
  locatori che agiscono fuori dall' attività d'
  impresa e affittano case a persone fisiche.
  Quindi sono esclusi, ad esempio, i titolari di
  bed & breakfast con partita Iva e coloro che
  affittano case a società o imprese.
  A fare "reddito" sono solo i canoni, mentre le spese addebitate al conduttore non vanno tassate, ma
  bisogna distinguerle nel contratto.
  Sublocatori e comodatari Su queste regole collaudate è intervenuta la manovra di primavera del 2017
  (Dl 50). Per gli affitti stipulati dal 1° giugno scorso, è possibile optare per la cedolare secca anche per:
  contratti di sublocazione; contratti con cui il comodatario concede a terzi la casa che ha in uso gratuito.
  In entrambi i casi, la locazione deve essere «breve» secondo la definizione che ne dà l' articolo 4 del Dl
  50, e cioè: un contratto d' affitto di una casa, di durata non superiore a 30 giorni (compresi quelli che
  prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e pulizia dei locali o utenze, incluso il wi­fi,
  circolare 24/E/2017), stipulato da persone fisiche, al di fuori dell' impresa, direttamente o tramite
  intermediari tradizionali o portali internet.
  La manovra afferma che, se il contratto ha queste caratteristiche, può optare per la cedolare anche il
  locatore: il che è superfluo (è così dal 2011), ma è importante la precisazione su biancheria e pulizia.
  Nel 730 e Redditi Pf Sempre in virtù del Dl 50, chi affitta tramite intermediari potrà subire una ritenuta
  del 21% (si veda l' articolo a fianco): quindi si tratterà di vedere se la trattenuta vale a titolo d' imposta
  (quando il locatore sceglie la cedolare) o di acconto (quando resta in tassazione ordinaria).
  La pubblicazione dei modelli dichiarativi 2018 ha permesso anche di confermare che il sublocatore e il

                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                   Continua ­­>   11
19 febbraio 2018
Pagina 2                                      Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 2                                      Il Sole 24 Ore
                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  IL FISCO | 3

  Imposta di soggiorno: risponde il proprietario
  I gestori delle strutture ricettive devono spesso
  fare i conti con l' imposta di soggiorno, che è
  stata liberata dal blocco dei tributi comunali
  (per effetto dell' articolo 4, Dl 50/2017). I
  Comuni legittimati possono quindi sia variare
  le tariffe, anche in aumento, sia istituire per la
  prima volta la tassa: la facoltà è attribuita a tutti
  i Comuni capoluogo di provincia, alle unioni di
  Comuni nonché ai Comuni inseriti negli elenchi
  regionali degli enti a vocazione turistica.
  L' imposta grava sul turista.
  Tuttavia, nei contratti di locazione breve ­ così
  come definiti dal Dl 50 ­ sia il locatore sia gli
  intermediari che riscuotono i corrispettivi sono
  responsabili del pagamento dell' imposta,
  anche nell' ipotesi in cui il turista non abbia
  pagato il tributo. Nel perimetro sono incluse le
  locazioni abitative di durata fino a 30 giorni,
  stipulate da persone fisiche che agiscono fuori
  dall' attività d' impresa ad altre persone fisiche
  (comprese le subolocazioni e le concessioni a
  titolo oneroso disposte dal comodatario della
  casa).
  Le convenzioni con Airbnb Per cercare di
  arginare l' evasione, molti Comuni hanno
  sottoscritto specifiche convenzioni con gli
  operatori dei portali online. In virtù di tali accordi, l' intermediario si sostituisce di fatto al gestore nell'
  assolvimento degli obblighi, anche al di fuori dei casi in cui il primo è già qualificato come responsabile
  d' imposta. Ad esempio, Airbnb riscuote già l' imposta di soggiorno a Genova (dal 1° agosto 2017), a
  Bologna (1° ottobre) e Firenze (1° gennaio 2018) e dal prossimo 1° aprile inizierà a farlo a Palermo. In
  pratica, il portale applica il tributo all' inquilino e lo versa al Comune. Possono esserci differenze locali: a
  Bologna l' imposta è in percentuale sul costo della camera, a Firenze è in somma fissa ed è già
  compresa nel prezzo che si vede sul sito. Discorsi analoghi sono stati avviati a Roma, Milano e Torino:
  «Siamo in discussione con loro», spiegano da Airbnb.
  In generale, il problema dell' imposta di soggiorno è che la norma istitutiva del tributo (articolo 4, Dlgs
  23/2011) è carente sotto il profilo sanzionatorio e del coinvolgimento dei gestori delle strutture ricettive,
  e il regolamento comunale non può colmare questi vuoti.
  L ' unica sanzione applicabile è quella riferibile alla generalità dei tributi, per omesso o ritardato
  pagamento (articolo 13, Dlgs 471/1997).
  Le sanzioni Al di fuori delle locazioni brevi, inoltre, non è possibile designare il gestore delle strutture
  come responsabile o sostituto d' imposta, come confermato dal Mef nelle risposte a Telefisco 2018; al
  massimo il Comune può coinvolgerlo attribuendogli la qualifica di «coadiuvante» nell' attuazione del

                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                    Continua ­­>   13
19 febbraio 2018
Pagina 2                                       Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 2                                     Il Sole 24 Ore
                                    Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  PRIVATI E IMPRESE

  L' evasione e le regole (giuste)
  Attività occasionale o professionale? Il
  dilemma della sharing economy si pone (e
  anzi: si complica) anche per gli affitti brevi.
  Giovedì scorso in Conferenza delle Regioni è
  stato votato all' unanimità un ordine del giorno
  che chiede al Governo di aprire un tavolo in
  cui esaminare le criticità delle locazioni brevi e
  riflettere sul regolamento previsto dal Dl
  50/2017. Regolamento che avrebbe dovuto
  dettare «i criteri» in base ai quali l' affitto breve
  «si presume svolto in forma imprenditoriale»,
  tenendo conto «anche» del numero di case e
  della durata delle locazioni nell' anno. E
  rispettando, ça va sans dire, il Codice civile e
  dal Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir).
  Il che ­ a pensarci bene ­ è come risolvere il
  cubo di Rubik. Vediamo: il nipote che affitta
  per l' estate la casa al mare dei nonni fa attività
  d' impresa? È più "imprenditoriale" la
  locazione sporadica di quattro case in
  provincia o di un solo alloggio a Firenze? E
  poi, se la gestione viene demandata in toto a
  un' agenzia, come si può parlare di impresa?
  Sul punto sono intervenute anche alcune
  Regioni, scatenando proteste e ricorsi dei
  proprietari.
  L' obiettivo è dettare regole certe, contrastando l' abusivismo e l' evasione fiscale. Ma va detto che, se c'
  è chi affitta in nero o fa figurare la casa come abitazione principale per evitare l' Imu, non lo si combatte
  qualificandolo come imprenditore. Servono, piuttosto, controlli e forme di tassazione adatte alle
  tecnologie e alle diverse situazioni. Tenendo conto, ad esempio, che sempre più spesso gli inquilini
  acquisteranno anche "esperienze", cioè visite guidate o gite, che escono dal campo dei redditi di
  fabbricati. (Cdo) RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                   Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                                  15
19 febbraio 2018
Pagina 3                                       Il Sole 24 Ore
                                      Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  IL PROBLEMA

  Equilibrio difficile in condominio
  Ogni condomino può disporre liberamente
  della propria unità immobiliare purché ne
  faccia un uso non vietato dal regolamento di
  condominio ovvero, in generale, che non crei
  particolari problemi agli altri condòmini.
  I limiti che il regolamento di condominio pone
  all' uso delle proprietà esclusiva incidono
  soprattutto sulle nuove forme di locazione:
  oltre al bed & breakfast e all' affittacamere, ci
  sono le locazioni brevi, attività tutte svolte
  anche da privati che in tal modo offrono in
  godimento a terzi il propri immobile per una
  durata limitata (anche pochi giorni) .
  Si tratta di un' attività che può creare
  pregiudizio agli altri abitanti del condominio in
  tema di sicurezza, di tranquillità e di
  immissioni di rumore, per la continua
  alternanza delle persone nell' uso del bene
  locato, non sempre rispettose delle regole del
  buon vivere civile e di vicinato.
  Simili limitazioni e divieti possono essere
  previsti nei regolamenti cosiddetti
  "contrattuali", vale a dire in quelli predisposti
  dal costruttore dell' edificio o dall' originario
  unico proprietario e allegati o semplicemente
  richiamati nei singoli atti di compravendita.
  Possono risultare anche da una delibera assembleare, purché assunta con il consenso unanime di tutti i
  condòmini e poi trascritta nei registri immobiliari. L' importante è che queste clausole, in quanto
  destinate a imporre delle limitazioni ai poteri e alle facoltà spettanti ai condòmini sui beni di loro
  esclusiva proprietà o a disciplinarne l' uso, siano scritte in modo chiaro ed esplicito e facciano uso di
  espressioni che non diano luogo a possibili incertezze.
  Ci si trova però spesso di fronte a clausole del regolamento abbastanza generiche, contenenti non già
  divieti ben precisi, ma del tipo «vietato adibire gli alloggi e i locali dell' edificio ad albergo, pensioni e in
  genere a qualsiasi altro uso che possa turbare la tranquillità dei condòmini» oppure, in modo più
  preciso, «a uso diverso dall' abitazione».
  L' ipotesi più semplice è quella in cui nel regolamento sia riportato l' elenco delle attività che si ritengono
  vietate.
  Se quindi è vero che le locazioni brevi non rappresentano di per sé, un pregiudizio per gli altri
  condòmini, è anche vero che è possibile che vadano a menomare la tranquillità e la sicurezza dell'
  intera collettività condominiale per il continuo alternarsi di persone nelle parti comuni o per altri
  avvenimenti similari; si tratta comunque di eventi che necessitano di prova da parte del condomino che
  si senta danneggiato.

                                     Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                    Continua ­­>      16
19 febbraio 2018
Pagina 3                                   Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 3                                      Il Sole 24 Ore
                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Sul campo/1. L' alternativa

  Dall' annuncio al check­out: più offerte di gestione
  Dagli annunci online al check­in, dalle pulizie
  agli adempimenti burocratici, fino alla gestione
  completa dell' immobile, compreso
  arredamento e servizio fotografico. La gamma
  d e i servizi offerta dalla nuova figura del
  gestore di affitti brevi è ampia e punta a
  sollevare il proprietario da ogni incombenza, a
  fronte di una percentuale sugli incassi.
  Percorrere la strada dell' affitto breve può
  essere vantaggioso, ma richiede molto tempo.
  Ed è qui che entrano in campo i gestori. Sul
  mercato ce ne sono moltissimi con dimensioni
  e forme sociali diverse: spesso operano solo
  in alcune zone, in altri casi il raggio d' azione è
  nazionale e anche internazionale.
  «È il futuro dell' immobiliare non solo per i
  singoli proprietari ma anche per i soggetti che
  hanno in portafoglio molti appartamenti e non
  sanno come farli rendere», dice convinto
  Stefano Bettanin, fondatore e amministratore
  di Rentopolis, società di gestione operativa in
  quasi tutta Italia e che ha appena siglato un
  a c c o r d o c o n u n a società a m e r i c a n a
  (Redgroup) per la gestione di un centinaio di
  appartamenti a Miami.
  Bettanin guida inoltre Property managers Italia,
  associazione fondata nel 2016 per dar voce al settore e aderente all 'European holiday home
  associations (Ehha).
  «Fra le nostre offerte ­ spiega Vincenzo Politi, titolare di LoveOrtigiaApartments, una piccola azienda
  nata a Siracusa a luglio 2017 ­c' è anche il fisso mensile. Noi prendiamo il resto».
  Per i proprietari si tratta di quindi una scelta à la carte, i cui costi cambiano in base ai servizi scelti e
  oscillano dal 10 al 30% dell' incasso.
  Il pacchetto base (ogni gestore ha la sua formula), riguarda, di solito, la parte "informatica" dell' attività,
  ossia la gestione degli annunci sui canali di vendita online (Airbnb, Homeaway, Booking Expedia,
  Tripadvisor oltre al sito stesso del gestore) comprese risposte, prenotazioni, pagamenti e recensioni.
  Spesso include anche sistemi automatizzati di sincronizzazione dei calendari per evitare overbooking
  causati dal meccanismo di prenotazione immediata.
  La formula full prevede invece la gestione completa dell' immobile, dall' assistenza in loco (check­in
  cambio biancheria , eccetera) agli adempimenti burocratici stabiliti sia dalle norme statali sia da quelle
  regionali. «Il proprietario ci dà le chiavi , dimentica l' immobile e alla fine del mese controlla gli incassi»
  dice Francesco Zorgno, fondatore e amministratore di CleanBnb, Srl che gestisce circa 350
  appartamenti in tutta Italia.

                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                  Continua ­­>   18
19 febbraio 2018
Pagina 3                                     Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 3                                      Il Sole 24 Ore
                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  NORME LOCALI

  Polizze e identificativi tra gli obblighi regionali
  La Toscana sta per rivedere le regole sulle
  locazioni brevi modificando la legge del 2016
  impugnata dal Governo, la Lombardia a
  gennaio ha previsto l' inserimento di un codice
  identificativo negli annunci di locazione,
  obbligo introdotto anche dalla Regione Lazio a
  giugno scorso.
  Dall' estate nuove leggi sono in vigore in
  Piemonte e Umbria.
  Il fenomeno degli affitti brevi è "caldo" anche
  per le autonomie che sono intervenute per
  dettare regole, obblighi e adempimenti
  aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti dalla
  normativa nazionale.
  Pressoché tutte le Regioni prevedono la
  comunicazione al Comune, alcune richiedono
  però polizze assicurative (ad esempio la
  Lombardia), mentre altre hanno imposto limiti,
  entrando anche in conflitto con le competenze
  statali. È il caso della Toscana: la legge 86 del
  dicembre 2016 è stata impugnata dal Governo
  perché indicava soglie al di là delle quali
  scattava l' attività imprenditoriale. Per evitare
  la censura della Corte costituzionale (l'
  udienza prevista per il 20 febbraio è stata
  rinviata), la Giunta ha approvato un disegno di
  legge che cancella le norme sotto accusa, si allinea alla normativa statale e, per quanto riguarda le
  locazioni brevi, limita gli adempimenti alla comunicazione al Comune dei flussi turistici ai fini Istat.
  Un cambiamento di rotta dovuto anche alle nuove regole introdotte dal Dl 50/2017, che rinvia a un
  successivo regolamento statale (non ancora uscito) la definizione dei criteri in base ai quali l' attività può
  essere considerata imprenditoriale (si veda il box a fianco).
  Anche le leggi di Umbria e Piemonte (varate all' indomani del Dl 50) hanno separato con nettezza le
  locazioni brevi dalle altre strutture ricettive (come ad esempio, case vacanze e B&B). L' Umbria prevede
  la comunicazione allo sportello delle attività produttive mentre il Piemonte la trasmissione al Comune di
  un apposito modello.
  La polizza di responsabilità civile nei confronti degli ospiti è obbligatoria in Lombardia che, a metà
  gennaio, per contrastare le locazioni in nero e l' evasione fiscale, ha introdotto l' obbligo di inserire in
  ogni annuncio il Cir, Codice identificativo di riferimento che viene fornito dai Comuni quando l' aspirante
  affittuario invia la comunicazione d' inizio attività. Accolta con favore da Federalberghi, che ha spesso
  lamentato la "concorrenza" dei privati impegnati nelle locazioni brevi, l' iniziativa è stata invece
  aspramente criticata dai soggetti direttamente coinvolti.
  L' associazione che tutela i proprietari che fanno locazione turistica, Pro.Loca.Tur punta il dito contro il

                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                 Continua ­­>   20
19 febbraio 2018
Pagina 3                                       Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 3                                      Il Sole 24 Ore
                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Sul campo/2. Il confronto

  Premiati gli alloggi in zone ben collegate
  Possibilità di guadagni, flessibilità della
  locazione e soprattutto assenza di morosità.
  Spinti da queste motivazioni, molti proprietari
  prendono in esame la strada dell' affitto breve.
  Ma stimare la convenienza di questa opzione
  rispetto alle formule più tradizionali dell' affitto
  lungo (4+4 o 3+2 per il canone concordato) è
  tutt' altro che facile.
  Le variabili da considerare sono molte. In cima
  alla lista ci sono il canone giornaliero e il tasso
  di occupazione dell' immobile. Particolare
  attenzione va prestata al rischio di "sfittanza".
  Su entrambi incide innanzitutto il luogo in cui si
  trova l' immobile e i flussi di visitatori che può
  attirare.
  Centri storici di città d' arte e località turistiche
  montane o marittime sono favoriti. Ma l' affitto
  breve non riguarda solo chi viaggia per
  turismo e può funzionare anche nei dintorni di
  ospedali e case di cura (per ospitare i parenti
  di chi è ricoverato) o nelle zone fieristiche e
  commerciali.
  Contano anche le dimensioni dell' immobile: l'
  affitto breve è spesso preferito dalle famiglie
  che cercano spazi più ampi e uso della cucina.
  La valutazione deve però essere molto attenta
  perché non tutti gli immobili si prestano alla locazione breve.
  Dirimenti sono, ad esempio, i collegamenti logistici. Anche in una città d' arte, un appartamento
  collocato in zone mal collegate con il centro potrebbe risultare poco appetibile .
  Al di là dei guadagni, a pesare sulla scelta dei proprietari è spesso l' assenza del rischio morosità. Un
  timore sempre più diffuso, vista la crescita del fenomeno, e le difficoltà per recuperare il possesso dell'
  immobile passando attraverso le insidie del procedimento di sfratto (tempi lunghi, costi legali e l' onere
  di pagare le imposte sul canone "teorico" fino alla convalida dello sfratto).
  Altro fattore è la flessibilità: l' affitto breve permette di non legarsi per periodi lunghi (4+4 o 3+2 con il
  canone concordato), di riservarsi l' utilizzo della struttura per alcuni periodi l' anno e di mettere a reddito
  un immobile in attesa di essere venduto. Ma bisogna riflettere anche sugli svantaggi: il proprietario si
  deve far carico di spese che nella formula tradizionale spettano all' inquilino (tassa rifiuti, spese
  condominiali ordinarie e utenze).
  Soprattutto, il proprietario deve occuparsi della gestione.
  Un lavoro complesso che va dagli annunci sui canali online (che non basta inserire ma bisogna
  aggiornare e tradurre: il 79% degli ospiti tramite Airbnb sono stranieri) alle risposte ai clienti, alla pulizia,
  all' accoglienza e alla risposta a a tutte le esigenze e problematiche che possono sorgere durante il

                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                    Continua ­­>      22
19 febbraio 2018
Pagina 3                                     Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 7                                     Il Sole 24 Ore
                                    Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Pubblica amministrazione. Un Pm contabile ogni 32mila dipendenti

  Assenteisti, auto blu e appalti ma i controllori sono
  cento
  I contratti di collaborazione che nei fatti
  nascondono un rapporto di lavoro subordinato
  «determinano responsabilità erariale», come
  r e c i t a i l n u o v o T e s t o u n i c o d e l pubblico
  impiego.
  I l dipendente pubblico a s s e n t e i s t a v a
  denunciato alla Corte dei conti «entro quindici
  giorni dall' avvio del procedimento
  disciplinare», non lascia scampo il decreto
  anti­furbetti, perché tra l' altro deve essere
  chiamato a pagare anche il «danno all'
  immagine» inferto al suo ufficio. Dello stesso
  tipo di danno devono rispondere anche i
  dirigenti che non pubblicano puntualmente le
  informazioni su stipendi e patrimoni, i tassi di
  assenza del "loro" personale, l' indicatore
  trimestrale e quello annuale dei tempi di
  pagamento medio ai fornitori, e tutto il lungo
  elenco di dati chiesto dai decreti su
  trasparenza e anti­corruzione.
  Una sorte analoga tocca a chi si azzarda a
  comprare «beni e servizi informatici» senza
  passare dalla Consip, violando il comma 516
  della legge di stabilità 2016, oppure a chi non
  ha ridotto del 50% rispetto al 2013 la spesa
  per autovetture di servizio (lo chiarisce il primo
  articolo del decreto Pa di quell' anno).
  E al portafoglio deve mettere mano anche il dipendente pubblico che comunica con un altro ufficio
  utilizzando carta e buste, e non «mediante l' utilizzo della posta elettronica o in cooperazione
  applicativa» come impone il Codice dell' amministrazione digitale (gli amanti del genere trovano l'
  obbligo all' articolo 47, commi 1 e 1­bis, del Dlgs 82/2005, nella versione modificata nel 2012 e nel
  2016).
  Tutto questo accade nel mondo magico della Gazzetta Ufficiale, dove non si contano gli articoli e i
  commi che agitano lo spettro della condanna contabile per contrastare questo o quel comportamento.
  Se si gira lo sguardo al mondo reale, invece, si scopre per bacchettare ogni vizio della nostra Pa la
  Corte dei conti può schierare in tutto 100 procuratori, 90 nelle sezioni regionali e 10 in quelle centrali d'
  appello. E che il 38% dei posti in organico sono vuoti. Il tutto in una Pa che conta 21mila enti, come
  spiega l' Istat, e 3,2 milioni di dipendenti.
  Il contrasto fra i numeri è troppo forte per non far sorgere il dubbio che molte di queste minacce
  normative siano state pensate e approvate puntando più all' effetto­annuncio che a risultati concreti.

                                   Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                Continua ­­>      24
19 febbraio 2018
Pagina 7                                     Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 7                                     Il Sole 24 Ore
                                    Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Danno erariale, risarciti solo 16 euro ogni 100
  Corte dei conti, rischio flop per la riforma

  Nell' agenda quotidiana della Corte dei conti ci
  sono i "furbetti del cartellino" e le
  "rimborsopoli" dei consiglieri regionali, giusto
  per citare le etichette giornalistiche di due
  fenomeni che occupano periodicamente le
  cronache, ma anche appalti pilotati, assunzioni
  senza titolo e finanziamenti illegittimi. Basta un
  e s p o s t o , m a g a r i d i u n consigliere d i
  opposizione attento ai documenti, e il processo
  contabile parte e, se c' è sostanza, arriva
  puntuale alla condanna. Le sentenze dei
  giudici dei conti sono fatte di numeri, perché
  misurano il «danno erariale», cioè i soldi persi
  dalla Pa a causa del comportamento illegittimo
  d i dipendenti e amministratori pubblici, e ne
  impongono la restituzione. In teoria, però,
  perché i condannati non pagano quasi mai.
  Negli ultimi cinque anni, le condanne definitive
  pronunciate dai magistrati contabili hanno
  accumulato un tesoro da 1,69 miliardi di euro.
  Nelle casse degli enti pubblici danneggiati,
  però, sono arrivati solo 272,9 milioni. In
  pratica, 84 euro ogni 100 di danno sono
  passati in cavalleria. Solo quattro Regioni
  (Valle d' Aosta, Liguria, Sicilia e Veneto)
  mostrano un tasso di recupero quasi pieno,
  ma la grande maggioranza riesce a raccogliere solo quote minime: il Lazio, dove si concentrano le sedi
  delle amministrazioni e i giudizi d' appello, conta la metà dei danni erariali mentre gli incassi si fermano
  al 9,3%, per inabissarsi vicino allo zero in Sardegna, Marche, Molise e Abruzzo.
  Incassi in flessione I numeri si incontrano nella relazione scritta dalla Procura generale per l'
  inaugurazione dell' anno giudiziario, che la settimana scorsa ha visto l' insediamento del nuovo
  presidente della Corte, Angelo Buscema, e del procuratore generale Alberto Avoli. Le cifre offrono
  anche il censimento sugli effetti del primo anno operativo della riforma della Corte dei conti, approvata
  ad agosto del 2016 (con Dlgs 174) in attuazione della riforma Madia . Effetti per ora più che modesti.
  Ma andiamo con ordine. Il panorama non è ancora completo, perché con le nuove regole i responsabili
  del procedimento di riscossione hanno tre mesi di tempo per inviare alle procure regionali i dati sui
  tentativi di recupero messi in campo, per cui il quadro sul 2017 si definirà dopo marzo. Ma non è
  ipotizzabile un' accelerazione tale da modificare un dato calcolato su un orizzonte ampio come gli ultimi
  cinque anni, tanto più che la tendenza è chiara. Nella relazione del 2017 lo stesso conteggio, relativo al
  periodo 2012­2016, indicava un tasso di riscossione del 29%, al netto della maxi­condanna del 2012 ai
  gestori delle slot machine che hanno poi sfruttato il condono per chiudere il dossier pagando un quarto
  della condanna. Nel primo anno post­riforma, insomma, la macchina sembra andare indietro.

                                   Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                               Continua ­­>      26
19 febbraio 2018
Pagina 7                                       Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 8                                     Il Sole 24 Ore
                                    Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  IL VOTO E IL LAVORO PUBBLICO

  Il silenzio dei partiti sulla Pa del futuro
  Una percezione comune riguarda la mancanza
  di futuro nei programmi elettorali, problema
  che si aggrava quando si parla della salute di
  istituzioni e Pa. L' approccio di una politica
  indebolita dalle logiche di breve termine, nel
  caso delle riforme della Pa, assume forme
  patologiche. La riforma del lavoro pubblico, la
  riorganizzazione degli enti locali, la revisione
  della spesa, la riduzione delle partecipate, l'
  eliminazione degli enti inutili, il merito, la
  qualità e quanto altro promesso sono stati
  sacrificati quasi sempre negli anni sull' altare
  del consenso politico immediato. Pochi
  investimenti e pochi ragionamenti nel medio e
  lungo periodo: una rinuncia allo sviluppo che
  può condannare le Pa alla crisi e al fallimento.
  Nel caso delle amministrazioni pubbliche non
  esiste solo il fallimento finanziario o
  economico, ma anche quello gestionale che
  sta colpendo oggi molte istituzioni proprio a
  causa di logiche miopi protratte negli anni.
  Difendere il pubblico impiego così come è
  stato per decenni, anche dopo la
  privatizzazione e le riforme degli anni '90, ne
  sta decretando la morte. Non cambiare l'
  organizzazione e le logiche di gestione nella
  Pa ha portato a considerare il lavoro pubblico come un costo, e quindi a introdurre misure di blocco e di
  tagli indiscriminati. In qualsiasi organizzazione se non si reclutano i migliori e le professionalità nuove e
  se non si premia il merito, dopo un po' si è condannati alla paralisi. Politica, sindacati e dirigenza non
  hanno avuto il coraggio di cambiare il modello di gestione del personale, dopo la riforma del 1993, ma
  hanno proseguito sul modello burocratico dal punto di vista delle regole e su quello clientelare sul piano
  delle riforme.
  Nel frattempo il contesto è cambiato. Il rapporto fra tasse e servizi è certamente peggiorato. In molti
  ambiti la qualità dei servizi è peggiorata e i cittadini hanno dovuto far ricorso al privato pur pagando
  molte più tasse. Nella scuola, nella sanità, nei servizi sociali, lavoro, formazione, trasporti, ma anche per
  la sicurezza è aumentata la spesa privata dei cittadini. Il tutto mentre il settore privato ha intrapreso un
  forte percorso di innovazione, sfruttando la quarta rivoluzione digitale, per cui i servizi bancari, il
  commercio, i servizi assicurativi, ma anche salute e formazione sono diventati più competitivi e flessibili.
  Naturale, quindi, per i cittadini registrare con sofferenza il divario tra la qualità dei servizi pubblici e
  quelli privati.
  I dati appena pubblicati sull' età media e i pensionamenti della Pa non stanno portando a rivedere le
  strategie. Nessun piano 2030 o 2040, come avviene in Europa, ma misure contingenti di brevissimo

                                   Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                Continua ­­>      28
19 febbraio 2018
Pagina 8                                       Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 20                                     Il Sole 24 Ore
                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Tassa rifiuti. In assenza del documento economico­finanziario sul servizio di gestione la delibera
  che indica gli importi è illegittima

  Tari, stop alle tariffe senza piano
  Annullato anche l' atto di accertamento basato su valori approvati in modo scorretto

  È illegittima la delibera di approvazione delle
  tariffe Tari adottata in assenza del piano
  economico­finanziario. L' accertamento
  emesso in applicazione di tali tariffe deve
  essere dunque annullato. Questa è la
  conclusione raggiunta dalla Ctr Campania,
  nella sentenza 8283/6/2017 (presidente
  Marenghi, relatore Iazzetti), depositata il 10
  ottobre 2017.
  Fissare le tariffe Sulla base di quanto previsto
  dall' articolo 1, comma 683 della legge
  147/2013, ai fini della determinazione delle
  tariffe della Tari, il Comune deve previamente
  approvare, con delibera consiliare, il piano
  economico finanziario relativo al servizio
  pubblico di gestione dei rifiuti, redatto dal
  gestore del servizio.
  I l piano, i cui riferimenti normativi sono
  contenuti nel Dpr 158/1999, contiene, oltre alla
  descrizione della modalità di svolgimento del
  servizio, la classificazione dei costi, in fissi e
  variabili, nonché le modalità di attribuzione
  degli stessi alle utenze domestiche e non
  domestiche. Si tratta dunque di un documento
  essenziale nella dinamica procedura di
  adozione delle tariffe del tributo. Peraltro nelle
  realtà regionali in cui è operativa l' autorità d' ambito, comunque essa sia denominata, potrebbe
  accadere che la competenza all' approvazione del piano finanziario sovra comunale appartenga per l'
  appunto a tale ente.
  Nel caso deciso dalla Ctr Campania sembra di capire, dalla stringata motivazione, che per l' annualità
  in discussione il piano economico­finanziario non fosse stato approvato. Il collegio, dopo aver
  correttamente qualificato il suddetto piano come requisito di legittimità delle tariffe Tari, ha pertanto
  disapplicato la delibera, annullando l' accertamento impugnato.
  In proposito, occorre tuttavia ricordare come, ai sensi della consolidata giurisprudenza della Corte di
  cassazione, l' illegittimità delle delibere adottate ai fini della determinazione delle tariffe del prelievo sui
  rifiuti non può provocare alcun "vuoto" impositivo, con conseguente azzeramento del quantum dovuto
  dal contribuente. Tanto, alla luce del principio di carattere generale secondo cui il giudice tributario ha
  cognizione piena sul rapporto e come tale deve tendere all' accertamento sostanziale della pretesa
  tributaria controversa (Cassazione, sentenza 22535/2017). Sempre secondo l' opinione del giudice di
  legittimità, dunque, nell' ipotesi in esame il collegio di merito dovrebbe applicare le tariffe vigenti nell'
                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                   Continua ­­>      30
19 febbraio 2018
Pagina 20                                      Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 34                                    Il Sole 24 Ore
                                    Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Qualificazione

  Quattro livelli di rating sulle stazioni appaltanti
  Le stazioni appaltanti devono ridefinire la
  propria organizzazione per la gestione degli
  appalti e formare il personale per la
  qualificazione e per poter operare
  autonomamente nelle acquisizioni di lavori
  superiori a 150mila euro, e di beni e servizi
  sopra i 40mila euro.
  La Conferenza unificata tratterà nei prossimi
  giorni lo schema di Dpcm che attua l' articolo
  38 del Codice appalti, in base al quale le
  amministrazioni aggiudicatrici dovranno
  dimostrare il possesso di requisiti organizzativi
  e funzionali per poter affidare appalti e
  concessioni superiori alle soglie di valore
  individuate dall' articolo 37, comma 1 dello
  stesso Dlgs 50/2016 per assicurare l'
  operatività minima.
  La qualificazione sarà attestata dall' Anac e
  dimostrerà la capacità degli enti di gestire in
  modo professionale programmazione e
  progettazione, affidamento ed esecuzione
  secondo una differenziazione su quattro livelli
  (base, medio, alto e superiore).
  Le amministrazioni devono anzitutto dedicare
  alle attività di gestione degli appalti e delle
  concessioni una struttura organizzativa stabile,
  con organico adeguato.
  In relazione al livello base le stazioni appaltanti devono disporre per l' affidamento di lavori (fino a un
  milione di euro) di un amministrativo e di due tecnici abilitati alla professione, mentre per acquisire beni
  e servizi (fino alle soglie comunitarie) devono impiegare nell' unità dedicata due laureati (di cui uno
  esperto in materia e uno con laurea in discipline giuridico­economiche) e tre amministrativi diplomati (di
  cui due con competenze specifiche ed esperienza almeno quinquennale).
  L' organico richiesto per il livello medio (fino alla soglia comunitaria per i lavori e fino a un milione di
  euro per servizi o forniture) e per quelli superiori comporta l' impiego di un numero progressivamente
  più rilevante di risorse umane con elevato livello di specializzazione e di esperienze, determinando per
  le stazioni appaltanti una verifica accurata delle figure professionali a disposizione, correlata alla
  definizione di una mappa delle competenze.
  In questo senso alcune disposizioni sollecitano le amministrazioni a percorsi innovativi nei processi di
  reclutamento, come nel caso della norma che obbliga ad avere in organico un dipendente con titolo di
  studio non inferiore alla laurea in scienze economiche se vogliono sviluppare procedure di partenariato
  pubblico­privato (nelle quali uno degli elementi­chiave è il piano economico­finanziario).
  Le amministrazioni devono attivare anche percorsi formativi strutturati, per assicurare adeguati

                                   Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                               Continua ­­>      32
19 febbraio 2018
Pagina 34                                     Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 34                                   Il Sole 24 Ore
                                   Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Manovra. Le istruzioni per le domande che scadono domani

  Aiuti agli investimenti: sono tre i codici validi per
  inviare la richiesta
  Sì all' indicazione «infrastrutture di trasporto»

  Scade domani il termine per richiedere i
  contributi a fondo perduto per la messa in
  sicurezza degli edifici e del territorio. L'
  appuntamento sta tenendo banco sia nei
  Comuni, impegnati nella compilazione del
  certificato, sia al Viminale, alle prese con un'
  attività quotidiana di risposta ai quesiti degli
  enti ( l e u l t i m e F a q s o n o s t a t e pubblicate
  giovedì scorso).
  Il nuovo strumento di finanziamento delle
  opere pubbliche, introdotto dalla manovra di
  bilancio 2018, conta, per il triennio 2018­2020,
  su una disponibilità crescente di risorse (150
  milioni nel 2018, 300 nel 2019 e 400 nel 2020).
  Entro il 20 febbraio (ore 24) i soli Comuni che
  non risultano beneficiari del bando periferie
  possono presentare richiesta di accesso a
  questo finanziamento, mentre sono esclusi gli
  altri enti locali (unioni, Province, e le società
  partecipate).
  Il modello di certificazione informatizzato, da
  presentare a firma digitale del rappresentante
  l e g a l e e d e l r e s p o n s a b i l e d e l servizio
  finanziario, è stato approvato con il decreto del
  ministero dell' Interno 29 gennaio 2018.
  Occorre indicare nel certificato la tipologia dell'
  opera per la quale si richiede il contributo e il Cup (codice unico di progetto). L' omessa o l' errata
  indicazione di un Cup valido determinano l' esclusione dalla procedura. Il Viminale ha chiarito che il Cup
  deve essere «definitivo» e che, per via delle difficoltà riscontrate nella modifica di Cup già generati,
  saranno ammesse anche le domande con Cup relativo al settore «Infrastrutture di trasporto», che quindi
  si aggiunge ai settori «Infrastrutture ambientali e risorse idriche» e «Opere infrastrutture sociali».
  Le opere per le quali si richiedono le risorse devono essere inserite in uno strumento programmatorio
  (come ad esempio il piano triennale delle opere pubbliche o il documento unico di programmazione),
  che deve essere indicato nel certificato a pena di esclusione. Se entro il termine di presentazione della
  richiesta le opere non sono ancora previste negli strumenti programmatori 2018, l' ente p u ò
  regolarizzarsi successivamente con le necessarie variazioni, purché ciò si concluda entro la data di
  scadenza prevista per l' approvazione del bilancio di previsione (31 marzo).
  Gli investimenti per i quali richiedere il contributo non devono essere già integralmente finanziati con
  contributi di altri soggetti, o con risorse proprie o mutui eventualmente assunti dal Comune. Se l' opera
                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                              Continua ­­>     34
19 febbraio 2018
Pagina 34                                     Il Sole 24 Ore
19 febbraio 2018
Pagina 34                                     Il Sole 24 Ore
                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Controlli. Scende da 10mila a 5mila euro la soglia per l' esame

  Dal 1° marzo la verifica fiscale raddoppia lo stop ai
  pagamenti
  Al via i nuovi controlli fiscali sui pagamenti
  pubblici. Si applica infatti dal 1° marzo il
  comma 986 della legge 205/2017, che
  abbassa a 5mila euro la soglia (fissata a
  10mila euro dall' articolo 48­bis del Dpr
  602/1973) dei pagamenti per i quali la Pa deve
  verificare eventuali inadempienze fiscali o
  contributive.
  Se emerge un debito erariale a carico del
  beneficiario, l' ente d e v e s o s p e n d e r e i l
  pagamento per i successivi 60 giorni (erano
  30), in attesa di comunicazioni dall' agente
  della riscossione.
  Se il beneficiario non è inadempiente, l'
  amministrazione p u ò p a g a r e l e s o m m e
  spettanti dopo aver stampato la liberatoria con
  gli estremi del controllo effettuato. Se il
  beneficiario è invece inadempiente su una o
  più cartelle per un ammontare complessivo
  pari almeno a 5mila euro, entro i cinque giorni
  successivi alla richiesta saranno segnalati i
  riferimenti dell' agente della Riscossione e l'
  importo totale da sospendere, comprensivo di
  interessi di mora e spese di esecuzione. In
  q u e l c a s o , l ' amministrazione d e v e
  sospendere il pagamento. La sospensione,
  prima delle modifiche in questione, era prevista per un massimo di 30 giorni successivi a quello della
  comunicazione. Dal 1° marzo, invece, l' ente dovrà attendere fino a 60 giorni. Sarà l' agente della
  riscossione ad attivarsi nei confronti dell' amministrazione e del beneficiario per il recupero delle
  somme.
  Se trascorrono i cinque giorni senza la comunicazione delle informazioni utili per la sospensione del
  pagamento, o passano i 60 giorni della sospensione senza l' intervento dell' agente, si procede al
  pagamento.
  In ogni caso, la Pa è sempre tenuta all' erogazione delle somme eccedenti l' ammontare del debito per il
  quale si è verificato l' inadempimento, al lordo delle spese e degli interessi di mora.
  La circolare 22/2008 del ministero dell' Economia ha però escluso dall' obbligo di verifica il versamento
  di tributi o contributi previdenziali e assistenziali, il pagamento di spese per interventi di ordine pubblico
  per fronteggiare situazioni di calamità, i sussidi e le provvidenze sociali, i progetti a scopo umanitario.
  Inoltre la norma non si applica ai pagamenti a favore di amministrazioni pubbliche comprese nell'
  elenco Istat e per il rimborso delle rate di ammortamento di mutui e prestiti. La verifica sugli stipendi va

                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2017

                                                                                                 Continua ­­>      36
Puoi anche leggere