COMUNE DI RUSSI Mercoledì, 22 agosto 2018
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COMUNE DI RUSSI
Mercoledì, 22 agosto 2018
Prime Pagine
22/08/2018 Prima Pagina
Corriere di Romagna (ed. Ravenna) 1
22/08/2018 Prima Pagina
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 2
Ambiente
22/08/2018 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 53 Maria Marabini segretario Lega Nord Russi .
Centrale di Russi, chiediamo incontro pubblico 3
21/08/2018 Ravenna Today
Ancora dubbi sulla centrale a biomasse di Russi: "Vogliamo dati certi e... 4
Cultura e Turismo
22/08/2018 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 7
Incontro con Zingaretti in piazzetta Dante 6
22/08/2018 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 46
'Ravenna: l' album di famiglia' Presentazione in piazzetta Dante 7
sport
22/08/2018 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 18
Arrondini firma con il Classe Oggi test a Russi 8
22/08/2018 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 69
Savignanese-Classe si gioca domenica 9
22/08/2018 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 71
La Spem Ravenna riparte dalla Prima Divisione 10
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
22/08/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 3 Gi. L.
Accelera il Ddl sull' acqua pubblica 11
22/08/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 3 Giuseppe Latour Manuela Perrone
Dalle autostrade alle Tlc: 35mila concessioni nel mirino del governo 12
22/08/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 4 Giorgio Santilli
Sì agli omissis in chiaro, ma il Mit studia ancora il modo 14
22/08/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 13 Dino Pesole
Tagliare non basta, per il Governo la vera sfida sarà riqualificare... 16
22/08/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 13 Marco Rogari
Manovra, caccia a 3-4 miliardi con tagli a ministeri e acquisti Pa 18
22/08/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 16 Piergiorgio Gawronski
coesione e strategia unica per tenere a bada lo spread 20
22/08/2018 Il Sole 24 Ore Pagina 21 M.Pri.
Controlli sugli orari anche senza Jobs act 22
22/08/2018 Italia Oggi Pagina 5 UGO ARRIGO
Autostrade controllava se stessa 23
22/08/2018 Italia Oggi Pagina 6 BRUNO TINTI
Controllori che non controllano 26
22/08/2018 Italia Oggi Pagina 20 GIACOMO BERBENNI
Autostrade prepara la replica 28
22/08/2018 Italia Oggi Pagina 27 BENITO FUOCO E NICOLA FUOCO
Imu soft ma con la residenza 30
22/08/2018 Italia Oggi Pagina 29
Non profit e Codice appalti, parola all' Anac 32
22/08/2018 Italia Oggi Pagina 29 MATTEO BARBERO
Le regioni difendono l' imposta sulla benzina 34
22/08/2018 Italia Oggi Pagina 29 FRANCESCO CERISANO
Statali, niente doppi incarichi 36
22/08/2018 Italia Oggi Pagina 31
Controlli un ponte? Ad Avellino niente compenso 3822 agosto 2018
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
Prima Pagina
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122 agosto 2018
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
222 agosto 2018
Pagina 53 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Ambiente
MARABINI (LEGA NORD) «TANTI ASPETTI ANCORA DA CHIARIRE»
Centrale di Russi, chiediamo incontro pubblico
MOLTI aspetti collegati alla futura centrale a
biomasse di Russi c o n t i n u a n o a n o n
convincerci.
Tutto legittimo, certamente, e immagino anche
che gli organismi preposti abbiano controllato
e verificato le procedure intercorse. Noi
residenti, tuttavia, che da questo impianto non
sappiamo ancora quali ricadute aspettarci,
avremmo preferito più chiarezza. Che né la
Regione, né l' amministrazione comunale, ma
neppure le proprietà, hanno saputo o voluto
dare.
Di sicuro vogliamo capire cosa verrà
effettivamente bruciato nell' impianto e da
dove arriveranno i materiali vegetali da
utilizzare. Non ci bastano, infatti, le
dichiarazioni di prammatica della dirigenza del
nuovo proprietario, il fondo F2i, che saranno
residui agricoli, come potature di alberi da
frutta e simili. E' presumibile che questi residui
agricoli non saranno sufficienti per alimentare
la centrale, che necessita, lo ricordiamo, di
circa 270.000 tonnellate di combustibile annui,
nè potranno essere, come ventilato in un primo
tempo, a chilometro zero. Di qui, le preoccupazioni generalizzate per l' aumento del traffico veicolare
per il trasporto del combustibile, per la sua provenienza e per la sua qualità e composizione. Credo che
il sindaco di Russi dovrà fare molto di più di una dichiarazione semplicistica, quanto vuota di contenuti,
come quella rilasciata ai primi di luglio. Il suo sostegno alle 'operazioni societarie' che sono intervenute
non ci rassicura. Vogliamo dati. Dati certi e aggiornati che sia il Comune che la Regione, assumendosi
tutte le responsabilità del caso, devono illustrare in una prossima e urgente conferenza pubblica da
organizzare a Russi, a cui possano partecipare tutti i cittadini interessati.
Maria Marabini segretario Lega Nord Russi .
Maria Marabini segretario Lega Nord Russi .
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321 agosto 2018
Ravenna Today
Ambiente
Ancora dubbi sulla centrale a biomasse di Russi:
"Vogliamo dati certi e risposte"
Maria Marabini, segretaria della Lega di Russi, torna su un tema che fa ancora discutere
e i cui contorni sono, a suo avviso, da approfondire a poche settimane dal nuovo
passaggio di proprietà dell' impianto
1 L' emozionante spettacolo del "mare in
amore" che si illumina di notte 2 Colpisce uno
scooter e si allontana: coppia resta ferita sulla
Baiona 3 Colta da un malore mentre
passeggia in acqua: paura per una turista 4
Denunciato il "pirata" che ha colpito una
coppia in scooter su via Baiona "Molti aspetti
collegati alla futura centrale a biomasse di
Russi continuano a non convincerci". Maria
Marabini, segretaria della Lega di Russi, torna
su un tema che fa ancora discutere e i cui
contorni sono, a suo avviso, da approfondire a
poche settimane dal nuovo passaggio di
proprietà dell' impianto prima ancora di
diventare operativo. "Tutto legittimo,
certamente, e immagino anche che gli
organismi preposti abbiano controllato e
verificato le procedure intercorse. Noi
residenti, tuttavia, che da questo impianto non
sappiamo ancora quali ricadute aspettarci,
avremmo preferito più chiarezza. Che né la
Regione, né l' amministrazione comunale, ma
neppure le proprietà, hanno saputo o voluto
dare. Di sicuro - commenta Marabini -
vogliamo capire cosa verrà effettivamente
bruciato nell' impianto e da dove arriveranno i
materiali vegetali da utilizzare. Non ci bastano,
infatti, le dichiarazioni di prammatica della
dirigenza del nuovo proprietario, il fondo F2i, che saranno residui agricoli, come potature di alberi da
frutta e simili. E' presumibile che questi residui agricoli non saranno sufficienti per alimentare la
centrale, che necessita di circa 270.000 tonnellate di combustibile annui, nè potranno essere, come
ventilato in un primo tempo, a chilometro zero. Di qui, le preoccupazioni generalizzate per l' aumento
del traffico veicolare per il trasporto del combustibile, per la sua provenienza e per la sua qualità e
composizione. Credo che il sindaco di Russi dovrà fare molto di più di una dichiarazione semplicistica
come quella rilasciata ai primi di luglio. Il suo sostegno alle 'operazioni societarie' che sono intervenute
non ci rassicura. Vogliamo dati certi e aggiornati che sia il Comune che la Regione, assumendosi tutte
le responsabilità del caso, devono illustrare in una prossima e urgente conferenza pubblica da
organizzare a Russi, a cui possano partecipare tutti i cittadini interessati". "Conosco l' annosa vicenda
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Continua --> 422 agosto 2018
Pagina 7 Corriere di Romagna
(ed. Ravenna-Imola)
Cultura e Turismo
Incontro con Zingaretti in piazzetta Dante
RAVENNA Stasera Carlo Zingaretti presenta il
libro "Ravenna, l' album di famiglia"in
piazzetta Dante alle 21. L' evento rientra nel
programma estivo d' incontri letterari con
autori che, ogni mercoledì alle 21,
presenteranno i loro libri. Simone Cellini sarà il
moderatore delle serate. L' iniziativa è
organizzata dall' associazione Kultura, dalla
libreria LibriMi di Miranda Blosi e dal Bar
Gelateria Centrale, con il patrocinio del
Comune di Russi.
Carlo Zingaretti Gli appuntamenti della
rassegna proseguono anche nelle prossime
settimane, fino a settembre. Mercoledì 29
agosto Paolo Casadio presenta il suo libro "Il
bambino del treno". Mercoledì 5 settembre
2018"Cercasi disperatamente Madonna", una
proiezione del film alla presenza del regista
Atos Fuschini.
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622 agosto 2018
Pagina 46 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Cultura e Turismo
IL LIBRO DI ZINGARETTI A RUSSI
'Ravenna: l' album di famiglia' Presentazione in
piazzetta Dante
'INCONTRI a catena: rassegna letteraria in
piazzetta Dante', a Russi, propone alle 21
Carlo Zingaretti (foto) che presenta il suo libro
'Ravenna: l' album di famiglia'. Moderatore
Simone Cellini. Il 29 agosto Paolo Casadio
presenterà il suo libro 'Il bambino del treno'.
Per info: Raffaella 0544-583219, Miranda 333-
453 5018.
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722 agosto 2018
Pagina 18 Corriere di Romagna
(ed. Ravenna-Imola)
sport
Arrondini firma con il Classe Oggi test a Russi
Davide Arrondini CLASSE Torna in campo il
Classe dopo lo stop forzato in Coppa. In attesa
del recupero con la Savignanese al "Capanni"
(lo stadio di Savignano ha avuto la deroga),
ibiancorossi avranno oggi le prove generali a
Russi c o n t r o l a f o r m a z i o n e l o c a l e d i
Promozione.
Stasera alle 20 Stefano Evangelisti userà
questa partita per trarre altre indicazioni utili
sulla sua squadra, attesa dal debutto in D.
«È chiaro che non aver giocato lo scorso
week-end ha un po' scombinato i nostripiani-
dice Evangelisti comunque come sempre ci
adattiamo e andiamo avanti. Questa
amichevole è una tappa di avvicinamento al
nostro esordio ufficiale, quindi cercherò di
mettere minutaggio nelle gambe dicer ti
giocatori. Avremo anche delle assenze per
lavoro come Ceroni e Noschese. Per giovedì
ho fissato un incontro con la Juniores così chi
avrà giocato meno potrà mettere altri minuti
nelle gambe».
Inattesa di trovare il bomber, la società ha
tesserato la punta Arrondini(1999)dalla
Juniores del Santarcangelo. La dirigenza sta
provvedendo a mettere a norma il campo per
la D, ma passeranno due o tre mesi prima di
ricevere l' agibilità, così come stadio per
giocare nel frattempo ha indicato negli
incartamenti il Benelli di Ravenna.
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822 agosto 2018
Pagina 69 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sport
D Stasera test col Russi
Savignanese-Classe si gioca domenica
IL CLASSE, matricola nel campionato di serie
D, gioca stasera, alle 20, a Russi contro i
falchetti di Promozione, l' ultimo test prima di
cominciare la stagione. Il debutto in Coppa
Italia avverrà domenica prossima, alle 16, a
Martorano contro la Savignanese, altra
matricola nel massimo campionato
dilettantistico nazionale. Si tratta del turno
preliminare di Coppa, e si giocherà in gara
unica.
Sarà un match di grande importanza perché la
vincente, ospiterà poi il Cesena. La Lega
dilettanti ha comunicato che, a breve, sarà
ufficializzata la composizione dei gironi. Nel
frattempo, il team del presidente Cavina ha
tesserato l' attaccante Arrondini, classe '99 dal
Santarcangelo.
Il ds Guardigli cerca un portiere e una punta.
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922 agosto 2018
Pagina 71 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sport
Basket Colpo di scena
La Spem Ravenna riparte dalla Prima Divisione
Ravenna CLAMOROSA rinuncia in
Promozione. La Spem Ravenna non si
iscriverà al campionato e nelle prossime
settimane valuterà se ripartire dalla Prima
Divisione: un vero colpo di scena per una
società che lo scorso anno puntava al salto di
categoria. La dirigenza sarebbe voluta ripartire
con un gruppo di giovani prendendoli in
prestito anche da altre società, ma quando si è
accorta che il progetto non si sarebbe
concretizzato, ha deciso di non iscriversi. Nel
prossimo campionato di Promozione ci
saranno dunque quattro ravennati: Russi,
Faenza Basket Project, Massa Lombarda e la
ripescata Fusignano. Negli ultimi giorni il
Russi ha confermato le proprie ambizioni,
tesserando Trerè, Basaglia e Montanari (già
ufficializzati) e accordandosi con Vistoli, Morigi
e Bigazzi, gruppo di giocatori che militava
nella Spem e nel Selene Sant' Agata in D.
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1022 agosto 2018
Pagina 3 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
DA SETTEMBRE
Accelera il Ddl sull' acqua pubblica
«La proposta di legge è stata presentata alla
Camera e abbiamo previsto di discuterla in
commissione Ambiente già da settembre».
Federica Daga del Movimento 5 Stelle parla
così del Ddl che porta la sua firma e che, dal
prossimo autunno, è destinato a subire una
brusca accelerazione.
Il testo «vuole raccogliere gli strumenti
necessari per avviare un processo di ritorno a
una gestione pubblica e partecipativa del
Servizio idrico».
Per Daga, infatti, «la privatizzazione ha
dimostrato di avere fallito il suo mandato.
Avrebbe dovuto portare maggiori investimenti
e un servizio migliore ma non è andata così. Il
nostro obiettivo è ridare ai Comuni e a l l a
cittadinanza un ruolo centrale nella gestione di
questa risorsa».
Un' impostazione non condivisa da Utilitalia, l'
associazione che riunisce le imprese di acqua,
ambiente ed energia. Spiega il suo direttore
generale, Giordano Colarullo: «La grande
parte delle imprese che oggi gestiscono il
servizio idrico è partecipata o controllata da
soggetti pubblici. Il pubblico ha già oggi un
ruolo fondamentale». Questo non toglie che ci
possano essere correttivi: «Potremmo ragionare - conclude Colarullo - sul tema della governance, delle
verifiche e dei controlli affidati al pubblico, ma non smontare l' attuale assetto della gestione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Gi. L.
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1122 agosto 2018
Pagina 3 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Dalle autostrade alle Tlc: 35mila concessioni nel
mirino del governo
Il piano. Dopo il disastro di Genova parte una ricognizione che coinvolgerà tutti i settori
Esecutivo pronto a valutare ogni soluzione: dalla messa in gara dopo la scadenza all'
aggiornamento dei canoni e delle condizioni senza escludere il ritorno dello Stato
«Incassare risorse e difendere gli interessi dei
cittadini». Dal governo sintetizzano così l'
obiettivo della revisione delle concessioni
pubbliche avviata dopo il disastro di Genova.
Un' impresa ambiziosa - quelle attive sono
35mila, i soli contratti prossimi a scadenza
valgono 1,4 miliardi di canoni annui - e nient'
affatto nuova. Il Programma nazionale di
riforma contenuto nel Def 2017 del governo
Gentiloni lanciava la riforma delle concessioni
proprio con il target di «valorizzare le entrate
per la Finanza pubblica e la concorrenza». Ma
il piano è rimasto lettera morta.
Sopravvive la premessa, identica nonostante il
cambio di maggioranza: la convinzione di un
rapporto squilibrato tra i canoni e i profitti, a
vantaggio dei privati. Il progetto dell' esecutivo
Conte è alle battute iniziali: non ce n' è traccia
nel contratto di governo, è andato prendendo
forma dopo il crollo del ponte Morandi. Con
una sorta di cabina di regìa a Palazzo Chigi, in
prima linea i sottosegretari Giancarlo Giorgetti
(Lega) e Stefano Buffagni (M5S), affiancati dai
ministeri coinvolti, in primis Infrastrutture, Mise
e Mef. Imprescindibile il confronto con regioni
ed enti locali.
Sulla scia del percorso già avviato su strade, dighe e impianti idroelettrici, si parte da una
«ricognizione» delle concessioni in scadenza o scadute nei settori indicati da Giorgetti: acque minerali,
"sorvegliate speciali", idrocarburi, frequenze per tv e telefonia. Nessun riferimento a spiagge né
ambulanti, che insieme valgono 850 milioni (750 per i comuni) di quegli 1,4 miliardi. Non è un caso. Il
governo ha deciso di accantonare i dossier, complice la storica sensibilità della Lega alle ragioni dei
balneari e del M5S a quelle degli ambulanti, messe in pericolo dalla Bolkestein. Qui il contratto di
governo è chiaro: «Ci impegneremo nel superamento degli effetti pregiudizievoli per gli interessi
nazionali derivanti dalla direttiva Bolkestein».
Sugli altri ambiti invece l' esecutivo vuole andare avanti. Finita la ricognizione, deciderà caso per caso:
dall' aggiornamento di canoni e condizioni al non rinnovo a scadenza. Senza escludere il rientro del
pubblico quando ci siano competenze e strutture. Vale per le dighe in Valtellina, indicate da Giorgetti,
come per le autostrade. Sempre che le vedute di M5S e Lega coincidano. In linea teorica, allora, il
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Continua --> 1222 agosto 2018 Pagina 3 Il Sole 24 Ore
22 agosto 2018
Pagina 4 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
La trasparenza sulla convenzione con autostrade
Sì agli omissis in chiaro, ma il Mit studia ancora il
modo
Sono in corso valutazioni tecniche, si attende il parere della Funzione pubblica
La tragedia di Genova merita risposte precise
sulle responsabilità del crollo che sarà la
magistratura ad accertare. Il ponte Morandi sta
però anche evidenziando aspetti critici del
rapporto fra concessionario privato e
amministrazione pubblica concedente. C' è un'
area grigia di questo rapporto che di tanto in
tanto torna alla ribalta e non riguarda solo il
settore autostradale. Concessioni e in house
restano in molti settori chiave, dai trasporti all'
energia, dalle infrastrutture ai rifiuti all' acqua,
regimi giuridici ed economici opachi in cui la
concorrenza non entra, le gestioni di beni e
servizi pubblici restano al riparo di qualunque
valutazione sull' efficienza economica, il
rapporto pubblico-privato è privo di regole
certe e stabili, il tornaconto per i cittadini
difficilmente misurabile. Nel 2006-2007 l' area
grigia era la differenza fra investimenti
programmati (per aumentare le tariffe) e
investimenti realizzati: Antonio Di Pietro
ottenne un atto aggiuntivo che modificò il
metodo di aggiornamento tariffario
concedendo gli aumenti solo a investimenti
avviati. Gli investimenti della concessionaria
crebbero molto, la zona grigia fu ridotta a
beneficio di tutti, furono completate opere che andavano a rilento come la variante di valico. Oggi in
quell' area grigia c' è la trasparenza degli atti che regolano il rapporto fra il concessionario e lo Stato,
che negli ultimi mesi ha visto un passo avanti notevole con la pubblicazione sul sito del ministero delle
Infrastrutture e dei trasporti, il 2 febbraio scorso, delle convenzioni fra lo Stato e le società
concessionarie (è la prima volta che accade a venti anni dalla privatizzazione) ma con alcuni omissis
che hanno attratto l' attenzione più delle notizie rivelate. Questi omissis riguardano il piano economico
finanziario (Pef), alcuni aspetti del metodo tariffario, il cronoprogramma degli investimenti in opere e
manutenzioni.
Aspetti centrali nella valutazione della sana gestione autostradale e dell' effettivo perseguimento dell'
interesse pubblico sotteso alla gestione concessoria.
Ma anche aspetti delicati che riguardano il finanziamento degli investimenti, la remunerazione del
capitale (Wacc), il terminal value, vale a dire il valore residuo alla scadenza della concessione.
Sulla questione è intervenuta l' Anac di Raffaele Cantone che - inizialmente su sollecitazione del
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Continua --> 1422 agosto 2018 Pagina 4 Il Sole 24 Ore
22 agosto 2018
Pagina 13 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
L' ANALISI
Tagliare non basta, per il Governo la vera sfida sarà
riqualificare la spesa dello Stato
Si parte dai tagli ai ministeri, per recuperare
risorse in vista della manovra 2019. Dalla
risposta che verrà dai singoli titolari dei
dicasteri, si verificherà tra breve la fattibilità
dell' ambizioso, quanto complesso programma
di contenimento della spesa corrente indicato
dal ministro dell' Economia, Giovanni Tria, lo
scorso 3 luglio presso le commissioni Bilancio
di Camera e Senato: mantenere fermo l'
andamento nominale della spesa di parte
corrente con riferimento al consuntivo 2018,
per aprire spazi all' aumento della componente
in conto capitale, in sostanza gli investimenti
soprattutto in infrastrutture.
Intendimento programmatico apprezzabile, e
ora reso ancor più stringente dopo il
drammatico crollo del ponte Morandi a
Genova, ma alquanto complesso da
realizzare. Con il blocco della spesa corrente
si potrebbero conseguire risparmi per 50
miliardi nel triennio, secondo i calcoli del
ministero. Ma prima di tutto occorre stabilire
dove e come intervenire. Del totale
complessivo della spesa pubblica, pari a 839
miliardi, 164 miliardi sono destinati ai redditi
da lavoro dipendente, 140 miliardi ai consumi
intermedi, 342 alle prestazioni sociali, con le pensioni che assorbono ben 264 miliardi.
Spazi effettivi di intervento vi sono, ma occorre una precisa e ferma volontà politica nel perseguirli. Tria
annuncia che ogni ministero «avrà obiettivi specifici», e che in ogni caso non vi saranno tagli su sanità,
scuola e ricerca. Torna a riproporsi l' eterna e irrisolta questione della riqualificazione della spesa
pubblica. Con l' aggiornamento del Documento di economia e finanza in arrivo per fine settembre il
quadro si chiarirà. Si parte dal bilancio presentato dall' ultimo commissario alla spending review, Yoram
Gutgeld: 29,9 miliardi di riduzione di capitoli di spesa tra il 2014 e il 2017, cui dovrebbero aggiungersi i
2,5 miliardi previsti dalla manovra 2018 (con un intervento di 1 miliardo sui ministeri). Il problema è che
quelle risorse sono state utilizzate per coprire altri interventi di spesa, con il risultato che nel saldo finale
non si è assistito a una vera frenata. Ben 12,7 miliardi dei risparmi realizzati nel 2014-2017 sono andati
a coprire maggiori prestazioni previdenziali e assistenziali. Si torna alla questione di partenza.
Poiché l' azione di contenimento della spesa pubblica è operazione politica di prim' ordine, la domanda
è se l' attuale governo, autodefinitosi del cambiamento, intenderà o meno assumersene l' onere (con
relativi costi da pagare in termini di consenso almeno nell' immediato). Ridurre la spesa corrente per
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Continua --> 1622 agosto 2018 Pagina 13 Il Sole 24 Ore
22 agosto 2018
Pagina 13 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
CONTI PUBBLICI
Manovra, caccia a 3-4 miliardi con tagli a ministeri e
acquisti Pa
A inizio settembre i ministri dovranno indicare a Tria i capitoli di spesa da ridurre. Verso
la rimodulazione di vari fondi. Sotto la lente le uscite per gli acquisti Pa
ROMA L' appuntamento è per i primi giorni di
settembre. Tra un paio di settimane o poco più
quasi tutti i ministri saranno costretti a scoprire
le carte e a indicare al premier Giuseppe
Conte e, soprattutto, al ministro dell'
Economia, Giovanni Tria, oltre alle specifiche
richieste di risorse le voci e i capitoli dei propri
budget su cui far scattare la nuova fase di
spending review facendo leva sia su veri e
propri tagli sia su rimodulazione di fondi. I
"compiti" sono stati assegnati ai responsabili
dei dicasteri dallo stesso titolare del Mef prima
della pausa estiva seguendo una procedura
sostanzialmente obbligata anche alla luce
della sfasatura della tabella di marcia fissata
dalla riforma del bilancio dello Stato in vigore
dallo scorso anno per rendere permanente e
vincolante il processo di revisione della spesa.
Cifre fin qui non ne sono state fatte.
Ma secondo alcuni tecnici dell' esecutivo la
nuova spending dovrà garantire alla prossima
manovra almeno un quarto delle risorse che
dovranno essere individuate autonomamente
dal nuovo Governo (al momento, secondo le
prime ipotesi, 12-13 miliardi da aggiungere a
una fetta più o meno analoga sotto forma di
flessibilità da ottenere dalla Ue rallentando il percorso di riduzione del deficit strutturale).
Quindi, dalla revisione e dalla ricalibratura della spesa dovrebbero arrivare non meno di 3-4 miliardi, ai
quali se ne dovrebbero aggiungere circa 3 in versione una tantum dalla pace fiscale e almeno 5 dalla
potatura delle tax expenditures. Il tutto al netto dell' esito della partita con Bruxelles sui nuovo spazi di
"extra-deficit" e in attesa di capire quanto peserà sulla prossima legge di bilancio la variabile "spread".
La "dote-tagli" dovrebbe essere recuperata attraverso interventi su tutte le amministrazioni centrali, ma
non sugli enti locali, e guardando con attenzione il perimetro di spesa degli acquisti Pa. In ogni caso
Tria ha fatto chiaramente capire a più riprese che punta a ridurre il peso delle uscite correnti sul bilancio
pubblico, escludendo però dalla nuova fase di spending review sanità, istruzione e ricerca.
Resta da capire come sarà gestito il flusso di risorse necessarie per alimentare il piano di messa in
sicurezza di infrastrutture, invasi e forse anche scuole, annunciato dal sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e di fatto confermato dal premier Conte. Tria considera prioritario un
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Continua --> 1822 agosto 2018 Pagina 13 Il Sole 24 Ore
22 agosto 2018
Pagina 16 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
coesione e strategia unica per tenere a bada lo
spread
Il ministro Paolo Savona (Il Sole 24Ore del 18
agosto) ha annunciato l' intenzione del
governo di "spingere" la crescita nel 2019 fino
al 2%, da un tendenziale inferiore all' 1 per
cento. Lo strumento utilizzato sarebbe la
rinuncia al "consueto trattamento statico" dei
parametri europei di finanza pubblica, "in linea
con la più elementare teoria economica".
Questa impostazione, e il relativo dibattito,
meritano di essere illustrati con tre scenari in
funzione delle politiche di bilancio c h e s i
adotteranno.
Ipotizzando l' inflazione costante all' 1,8%, nel
primo scenario (S1) la politica di bilancio i n
linea con gli anni passati riduce il rapporto
deficit/Pil di circa 0,2% di Pil all' anno: l' effetto
è una crescita costante pari all' 1% e una lenta
d i s c e s a d e l d e b i t o pubblico e d e l l a
disoccupazione.
In S2 - che ricalca un' equilibrata proposta di
La Malfa per una politica economica espansiva
ma "senza fughe in avanti" (Corriere del 5
agosto) - si introducono investimenti pubblici
addizionali pari al 2% del Pil all' inizio del
2019: il deficit sale al 4,1 per cento. Con quali
effetti? Se gli spread restano invariati, data l'
ampia disoccupazione di fattori produttivi (lavoratori, capannoni, capitali a basso costo) sarebbe lecito
ipotizzare una forte reazione dell' economia; inoltre Savona ci ricorda che esistono "più moltiplicatori in
funzione della spesa effettuata"; e che il governo selezionerà quelle con moltiplicatore elevato. Ma
anche un' ipotesi prudente di moltiplicatore medio = 1 genera una crescita del 3,1%, e una forte caduta
del debito/Pil; l' aumento del Pil è tale da sopravanzare quello del debito.
Nel 2020, benché si ipotizzi il ritorno a una politica di bilancio neutra, l' extra gettito fiscale maturato nel
2019 riporta il deficit al 3,3%. Inoltre, si ipotizza che la forte crescita del 2019, il successivo
miglioramento del deficit, e la caduta della disoccupazione sotto il 9,5% generino un piccolo
miglioramento (ipotesi minimalista) delle aspettative, dei consumi, e della crescita tendenziale da 1% a
1,2%: e del deficit (da 3,3% a 3,2%). La discesa del debito rallenta (un effetto sottolineato da Cottarelli e
Galli, Corsera 8 agosto), risultando nel 2022 più alto che in S1.
Dal 2021, all' aumento progressivo dei consumi si sommano gli investimenti delle imprese private,
sostenuti dal classico "effetto acceleratore", che alzerebbero la crescita (ipotesi prudente) all' 1,5% se
non fosse per la politica di bilancio ora restrittiva che la riporta all' 1,2%, in cambio di riduzioni del deficit
più rapide. Del deficit infatti c' è sempre meno bisogno: è la spesa privata ora, non magici effetti di
offerta, a sostenere l' economia. In particolare, la disoccupazione bassa e calante rende meno
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Continua --> 2022 agosto 2018 Pagina 16 Il Sole 24 Ore
22 agosto 2018
Pagina 21 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
CASSAZIONE
Controlli sugli orari anche senza Jobs act
Consentito verificare le timbrature del lavoratore per contrastare un illecito
Rispetta i limiti previsti dall' articolo 4 dello
Statuto dei lavoratori (nella versione ante
modifiche del Jobs act) il controllo effettuato a
posteriori dal datore di lavoro sulle timbrature
effettuate da un dipendente.
La vicenda su cui si è espressa la Corte di
cassazione con la sentenza 20879/2018
d e p o s i t a t a i e r i r i g u a r d a u n dipendente
pubblico che contemporaneamente risultava
presente in più luoghi. In particolare, in più
giornate risultava essere in missione fuori
ufficio (con relativa indennità e anche
compenso per le ore di straordinario) e al
contempo svolgeva consulenza tecnica d'
ufficio in tribunale o risultava presente presso il
suo studio.
Il datore di lavoro, per capire come fosse
possibile l' ubiquità del dipendente, h a
verificato che quest' ultimo nelle giornate di
missione utilizzava un pass visitatori per
entrare in ufficio, invece di quello personale.
In merito alla possibilità di controllare le
timbrature, la Cassazione ricorda che la
rilevazione degli orari di entrata e uscita
tramite badge «se non concordata con le
rappresentanze sindacali, né autorizzata dall'
Ispettorato del lavoro è illegittima ai sensi dell' articolo 4, comma 2, della legge 300 del 1970 se si
risolve in un accertamento sul "quantum" dell' adempimento» (dopo il Jobs act non serve autorizzazione
o accordo per i sistemi di registrazione degli accessi). La normativa consentiva i controlli difensivi
"occulti" riguardanti comportamenti illeciti «diversi dal mero inadempimento della prestazione
lavorativa».
In questo caso, secondo la Cassazione, la verifica effettuata dal datore di lavoro è stata svolta non per
controllare l' attività «più propriamente detta e il suo esatto adempimento, ma per completare le indagini
relative ad attività illecite poste in essere da un "funzionario infedele"...si è trattato di un controllo ex
post, di cui è stata indispensabile l' effettuazione per completare il quadro di tutte le condotte scorrette
che sono state poste alla base del licenziamento».
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M.Pri.
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2222 agosto 2018
Pagina 5 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
La legge prevedeva che fosse nominato un ente regolatorio prima di cedere aziende
monopoliste
Autostrade controllava se stessa
Prima dell' Enel ci fu Arera e prima di Telecom, l' Agcom
Il tragico evento di Genova ha fatto sorgere
urgenti domande sulla qualità e l' efficacia dell'
intervento pubblico nel settore delle autostrade
in concessione.
Che cosa ha fatto il ministero dei Trasporti e il
concedente Anas per controllare l' operato del
concessionario Autostrade per l' Italia sia dal
punto di vista dell' esercizio delle tratte
assegnate che degli interventi manutentivi,
ordinari e straordinari? E le tariffe di pedaggio
che sono state autorizzate nel tempo erano
giustificate dai costi di esercizio a carico dell'
operatore e dagli investimenti promessi negli
accordi di concessione?
Sono domande alle quali non si può dare una
risposta precisa per carenza delle necessarie
informazioni, che non sono pubbliche, ma si
intuisce che essa sia tendenzialmente
negativa e con grande probabilità anche molto
negativa.
Dopo la privatizzazione del 1999 sembra infatti
che il settore pubblico abbia volutamente
minimizzato il suo ruolo nel settore
autostradale quasi nell' intento di non arrecare
disturbo al soggetto regolato. Questo vale
tanto per la regolazione tecnica quanto per
quella economica.
Riguardo ai controlli tecnici alcuni giorni fa il
Secolo XIX ha scritto che il concessionario se li faceva da soli: «Autostrade è, di fatto, l' unico controllore
di se stesso, esegue con personale proprio ispezioni e autocertificazioni, oppure le affida a consulenti
pagati dalla medesima società.
Nessun ente pubblico compie screening autonomi, perversione d' una norma le cui conseguenze
possono essere catastrofiche".
Al riguardo sconcerta l' assenza, non è che chiaro se per mancanza di obbligo legale o per mancanza
del suo rispetto, di un monitoraggio pubblico indipendente da quello del titolare della concessione.
Si tratta di una situazione che poteva forse essere giustificata quando la società Autostrade era
pubblica, appartenendo all' Iri, e in conseguenza poteva risultare un' inutile duplicazione che la mano
pubblica sinistra del concedente Anas verificasse i controlli della mano pubblica destra del
concessionario Autostrade, trattandosi di due mani dello stesso corpo pubblico. Ai tempi bastava la
seconda, ma dopo la privatizzazione era invece indispensabile la prima. Anche in questo caso sembra
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Continua --> 2322 agosto 2018
Pagina 5 Italia Oggi
2422 agosto 2018 Pagina 5 Italia Oggi
22 agosto 2018
Pagina 6 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Anche perché i controllati hanno spesso dalla loro parte delle leggi che sono al loro servizio
Controllori che non controllano
La manutenzione si può anche fare senza ricorrere agli appalti
Il crollo del ponte di Genova non è solo una
tragedia.
Non è nemmeno (solo) una questione giuridica
di responsabilità e risarcimenti. E infine non è
(solo) un problema logistico ed economico.
Cosa hanno fatto invece i nostri reggitori in
contemporanea con il crollo del ponte
(nemmeno un giorno di riflessione)? Hanno
urlato alla nazionalizzazione.
Hanno sfruttato un dramma nazionale. Che
senso ha sostituire imprenditori (per loro
natura interessati al personale profitto, ma che
si possono controllare) con satrapi di Stato, in
genere nominati per «meriti» politici piuttosto
che per esperienza e competenza?
Avrebbero dovuto invece chiedersi se simile
opzione era fattibile; e poi se era utile.
Cominciamo dall' urlo di guerra dei
grilloleghisti: revoca immediata della
concessione.
Qualcuno gli avrà certamente spiegato che
non si può revocare immediatamente proprio
niente. Che è assolutamente impossibile
creare un esercito di manutentori che, dall'
oggi al domani, sia in grado di prendersi cura
di 3-4 mila km di autostrade e di un numero
imprecisato di ponti, viadotti e gallerie. Che il
costo di una simile operazione farebbe
impallidire quello del reddito di cittadinanza e della flat tax.
Che, infine, la revoca della concessione non deve avere natura di sanzione (a quello ci penserà la
magistratura, naturalmente nei dieci anni che saranno necessari per via delle illuminate leggi
processuali volute, certo in passato, da un esercito di illusi, competenti o incompetenti); ma deve
(dovrebbe) rispondere a esigenze di razionalità ed efficienza. Io credo di sì, che glielo abbiano
spiegato. E credo anche che, come per tutto il resto, ai grilloleghisti, i grilli saggi gli diano fastidio e che
sia andata ancora bene che non li abbiano spiaccicati sul muro.
Allora il problema diventa: meglio il pubblico o il privato? Privato significa profitto.
Che, quando lo si ricava da un bene di interesse pubblico, è una cosa pericolosa: si tende a
comprimente il secondo nell' interesse del primo. Restando in tema di concessioni di autostrade, il
privato ha interesse a dimostrare che i profitti sono scarsi; in tal modo potrà richiedere aumenti tariffari
che gli saranno concessi facilmente: un po' perché, se non guadagna, è giusto darglieli; e un po' perché
le autostrade generano una tale massa di soldi liquidi (i pedaggi) e di opportunità politiche (pensate
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Continua --> 2622 agosto 2018 Pagina 6 Italia Oggi
22 agosto 2018
Pagina 20 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Il cda ha preso atto delle contestazioni del ministero sul crollo del ponte a Genova
Autostrade prepara la replica
E costruirà una nuova struttura in acciaio in otto mesi
Il cda di Autostrade per l' Italia ha preso atto
della lettera di contestazioni ricevuta dal
ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
relativa al crollo del ponte di Genova, e verrà
riconvocato in tempo utile per fornire e
deliberare un adeguato riscontro alle stesse: lo
ha reso noto la società guidata dall' a.d.
Giovanni Castellucci.
Il board, convocato in seduta straordinaria
(oggi sarà la volta di quello della controllante
Atlantia), ha osservato un minuto di silenzio in
ricordo delle 42 vittime e ha espresso «sentito
cordoglio e vicinanza» alle famiglie coinvolte,
alle istituzioni e alla comunità del capoluogo
ligure.
Castellucci ha informato il consiglio sul piano
di supporto approntato dopo la sciagura.
È stata condivisa una prima lista di iniziative,
per una stima preliminare di 500 milioni di
euro, finanziati con mezzi propri, già
annunciata nella conferenza stampa tenuta
sabato scorso. È stato assicurato immediato
supporto alle famiglie colpite dalla tragedia.
Autostrade ha risposto all' appello lanciato
sulla piattaforma social Change.
org, istituendo un fondo per soddisfare le
prime esigenze delle famiglie e i bisogni degli
sfollati. La società ha proposto, inoltre, al
comune di Genova di creare un fondo sociale di alcuni milioni di euro da destinare in aiuto alle famiglie
delle vittime.
Quanto alla ricostruzione dell' infrastruttura, Autostrade sta proseguendo le attività di progettazione per
riattivare il ponte Morandi.
Il progetto, per il quale si sta coordinando un gruppo di imprese, esecutori e progettisti anche di livello
internazionale, prevede la demolizione delle attuali strutture e la ricostruzione del ponte in acciaio
secondo le più moderne tecnologie oggi disponibili in un periodo stimato di otto mesi, a decorrere dall'
ottenimento delle necessarie autorizzazioni.
Per quanto riguarda la viabilità, la società ha studiato assieme al comune alcuni interventi urgenti: in
particolare, un asse viario sul lato destro del torrente Polcevera, una rotonda per facilitare l' ingresso al
porto, la messa in sicurezza di un viadotto di proprietà demaniale di accesso al casello di Genova
aeroporto e un percorso riservato ai mezzi pesanti sulle aree Ilva. Infine, il pagamento del pedaggio
lungo la rete genovese dell' autostrada A10 è stato sospeso con effetto retroattivo a partire dal 14
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Continua --> 2822 agosto 2018 Pagina 20 Italia Oggi
22 agosto 2018
Pagina 27 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
SENTENZA DELLA CTP DI SONDRIO
Imu soft ma con la residenza
Le agevolazioni per l' Imu s p e t t a n o a
condizione che nell' abitazione principale il
contribuente abbia, oltre alla dimora abituale,
anche la residenza anagrafica. Sono le
motivazioni che si leggono nella sentenza n.
76/2018 emessa dalla sezione seconda della
Commissione tributaria provinciale di Sondrio
depositata in segreteria il 26 giugno scorso. La
vicenda riguarda degli avvisi di accertamento
Imu per gli anni dal 2012 al 2015 notificati al
contribuente; il Comune, in assenza di
residenza anagrafica, non aveva ritenuto
spettanti le agevolazioni Imu richieste dallo
stesso contribuente e aveva notificato la
maggior pretesa.
Opponendo gli accertamenti, il ricorrente
assumeva di aver dimostrato la residenza «di
fatto» nell' immobile, condizione che lo poneva
tra gli aventi diritto alle agevolazioni delle
imposte locali al pari dei residenti iscritti all'
anagrafe dei residenti. La Commissione
provinciale di Sondrio ha rigettato il ricorso e
confermato la debenza dell' imposta. I giudici
provinciali osservano come, ai fini dell'
applicazione dell' Imu, il concetto di abitazione
principale sia inserito nell' articolo 13, comma
2, del decreto legge n. 201/2011 (decreto
Monti) il quale dispone che «per abitazione
principale si intende l' immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità
immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono
anagraficamente». Quindi affinché un immobile possa essere considerato abitazione principale, sono
necessarie tre condizioni: I) il possesso/proprietà o altro titolo reale quale ad esempio l' usufrutto o il
diritto di abitazione; II) la residenza anagrafica; III) la dimora abituale intesa come elemento che sussiste
continuativamente nel tempo. Ne deriva che, l' elemento di novità, rispetto al passato, è che il concetto
di «abitazione principale» sia legato all' ulteriore requisito (oltre a quello della dimora abituale)
rappresentato dalla residenza anagrafica. Il collegio aggiunge che in effetti, la congiunzione «e» della
parte finale dell' articolo 13, comma 2 del dl n.201/2011 () nel quale il possessore e il suo nucleo
familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente (...) non lascia spazio a una
interpretazione letterale diversa da quella che, secondo la norma, i requisiti della dimora abituale e della
residenza anagrafica non siano tra di loro alternativi, ma debbano sussistere entrambi. Rigettando il
ricorso, la Ctp ha compensato tra le parti le spese di lite.
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Continua --> 3022 agosto 2018 Pagina 27 Italia Oggi
22 agosto 2018
Pagina 29 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Non profit e Codice appalti, parola all' Anac
Non rientrano nell' ambito di applicazione del
Codice appalti le procedure di affidamento di
servizi sociali prive di carattere selettivo,
oppure volte ad affidare un servizio che sarà
svolto dall' affidatario in forma integralmente
gratuita. Viceversa, e procedure di affidamento
dei servizi sociali contemplate nel Codice del
terzo settore saranno soggette al Codice dei
contratti pubblici, al fine di tutelare la
concorrenza anche fra enti del terzo settore,
quando il servizio sarà svolto dall' affidatario in
forma onerosa. E in tale fattispecie rientra
anche la mera corresponsione di rimborsi
spese forfettari. In questi casi le
amministrazioni, devono motivare il ricorso a
tali modalità di affidamento, che, «in quanto
strutturalmente riservate ad enti non profit, de
facto privano le imprese profit della possibilità
di rendersi affidatarie del servizio».
Lo ha chiarito il Consiglio di stato nel parere n.
2052/2018 reso dalla Commissione speciale di
palazzo Spada lo scorso 26 luglio ma
depositato il 20 agosto. A interpellare i giudici
di palazzo Spada è stata l' Anac che ha
chiesto chiarimenti sulla normativa applicabile
agli affidamenti di servizi sociali alla luce del
combinato disposto del Codice appalti (dlgs
n.50/2016) e del Codice del terzo settore (dlgs
n.117/2017).
Il Consiglio di stato è intervenuto a dettare chiarimenti anche su quella che costituisce la più
problematica modalità di gestione dei rapporti tra amministrazioni pubbliche ed enti del terzo settore, e
cioè sulle convenzioni di cui all' art. 56 del dlgs. n. 117 del 2017.
In particolare, a suscitare maggiori problemi interpretativi è il terzo comma dell' art. 56, secondo cui «l'
individuazione delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale con cui
stipulare la convenzione è fatta nel rispetto dei principi di imparzialità, pubblicità, trasparenza,
partecipazione e parità di trattamento, mediante procedure comparative riservate alle medesime». Il
problema, osserva palazzo Spada, è che sono enunciati principi essenzialmente riconducibili nell'
ambito dell' imparzialità e della trasparenza e «costituenti il contenuto imprescindibile di ogni
procedimento di valutazione comparativa, o ad evidenza pubblica in senso ampio». Tuttavia, osservano
i giudici, il procedimento volto alla scelta dell' organizzazione di volontariato o dell' associazione di
promozione sociale per la stipula di una convenzione non è permeato dal principio di concorrenzialità,
ma solamente da quello di parità di trattamento. Il Consiglio di stato suggerisce, qualora le circostanze
evidenzino che il ricorso alla convenzione realizza un comportamento vietato in quanto distorsivo del
confronto competitivo tra operatori economici, di rimettere alla valutazione dell' Anac la decisone di
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Continua --> 3222 agosto 2018 Pagina 29 Italia Oggi
22 agosto 2018
Pagina 29 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Per i governatori il tributo è in linea con il diritto Ue
Le regioni difendono l' imposta sulla benzina
Regioni a difesa dell' imposta regionale sulla
benzina per autotrazione.
Secondo la tesi dei governatori, il tributo, finito
nel mirino Commissione europea, non
necessiterebbe di «finalità specifica» e
sarebbe quindi in linea con il diritto
comunitario. Come anticipato da ItaliaOggi del
19/7/2018, Bruxelles ha inviato all' Italia una
lettera di messa in mora che ingiunge di
cancellare l' Irba (al momento applicata solo in
Piemonte, Liguria, Marche, Lazio e Puglia), in
quanto essa «non persegue scopi specifici,
ma punta solo a obiettivi di bilancio, cosa
contraria al diritto dell' Unione». In pratica, la
tesi è che si voglia fare solo cassa e non
perseguire finalità di politica fiscale.
L' Irba è disciplinata dall' art. 17 del dlgs
398/1990, in base al quale le regioni a statuto
ordinario hanno facoltà' di istituirla con proprie
leggi in misura non eccedente la quota di 30
lire al litro (circa 2 centesimi di euro).
Essa si applica sulla benzina per autotrazione
erogata dagli impianti di distribuzione ubicati
nel territorio regionale, ivi compresi quelli
destinati ad uso privato ed è dovuta dal
concessionario o titolare dell' autorizzazione
dell' impianto o, per loro delega, dalla società
petrolifera che sia unica fornitrice del
medesimo.
L' ultimatum della Commissione rappresenta la prima tappa della procedura d' infrazione che, nel suo
ultimo stadio, potrebbe portare il Paese davanti alla Corte di giustizia. Tale presa di pozione si basa sul
disposto dell' art. 1, paragrafo 2, della direttiva 2008/118/CE, che richiede la "finalità specifica" come
conditio sine qua non per l' applicazione di altre imposte indirette gravanti su prodotti già colpiti da
accisa, oltre che un nesso diretto tra l' uso del gettito derivante dall' imposta e la predetta finalità
specifica.
Il fulcro della questione ruota proprio intorno alla obbligatorietà o meno di tale requisito, ma, alla luce dei
numerosi pronunciamenti dei giudici comunitari su cosa si debba intendere per finalità specifica. i
tecnici regionali ritengono sostenibile la tesi di considerare l' Irba come un' accisa armonizzata per la cui
applicazione essa non sarebbe necessaria.
Il Governo ha ancora un mese di tempo per rispondere e nel frattempo valutare il da farsi.
La questione, è delicata, in quanto tocca il tema, caro alla Lega, del federalismo fiscale: è evidente,
infatti, che sopprimere l' Irba assesterebbe un nuovo colpo alla già precaria autonomia impositiva degli
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Continua --> 3422 agosto 2018 Pagina 29 Italia Oggi
22 agosto 2018
Pagina 29 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Per la Cassazione la reiterata violazione del divieto di cumulo giustifica la sanzione
Statali, niente doppi incarichi
Licenziamento legittimo anche in caso di inerzia del datore
Il licenziamento del dipendente pubblico per
violazione del divieto di cumulo degli incarichi
è legittimo anche in caso di inerzia da parte
del datore di lavoro nel reprimere il
comportamento contrario ai doveri di ufficio.
Semaforo verde, dunque, al licenziamento del
dirigente medico che aveva svolto, senza la
preventiva autorizzazione del datore di lavoro,
l' incarico di medico penitenziario per due
anni, percependo compensi annuali superiori a
100 mila euro.
Lo ha deciso la sezione lavoro della Corte di
cassazione nella sentenza n.20880/2018
depositata ieri.
Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso del
medico sanzionato confermando la sentenza
con cui la Corte d' appello di Firenze aveva a
sua volta ritenuto legittima la decisione di
primo grado sul licenziamento. I giudici di
primo grado avevano infatti ritenuto l'
allontanamento dai ruoli della p.a. per cumulo
degli incarichi una sanzione «proporzionata all'
addebito contestato» nonostante essa non sia
espressamente prevista nell' elencazione dell'
art.55 quater del dlgs 165/2001 (Testo unico
sul pubblico impiego).
Infatti, hanno chiarito gli Ermellini, «le
fattispecie tipizzate dell' art.55 quater non
costituiscono un numero chiuso, in quanto lo stesso legislatore ha mantenuto ferma la disciplina in tema
di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo e ha fatto salve le ulteriori ipotesi previste dai
contratti collettivi». La Cassazione ha smontato tutti i motivi di ricorso sollevati dal medico, a cominciare
da quello basato sulla presunta falsa applicazione dell' art.2 legge n.740/1970.
Tale norma afferma che le prestazioni dei medici incaricati presso gli istituti di prevenzione e pena non
integrano un rapporto di pubblico impiego, bensì una prestazione d' opera professionale «caratterizzata
dagli elementi tipici della parasubordinazione». La Corte ha riconosciuto che la disposizione esclude l'
obbligo di esclusività («anche al fine di estendere la platea dei possibili aspiranti all' incarico, in
considerazione della peculiare natura dello stesso»). Ma da ciò, puntualizza il collegio presieduto dal
giudice Antonio Manna, «non si possono trarre le conseguenze pretese dal ricorrente perché la norma
non incide sulla disciplina di rapporti diversi da quello al quale si riferisce e, pertanto, non conferisce al
medico incaricato il diritto a cumulare l' incarico con qualsiasi altra attività, prescindendo dai requisiti
che per quest' ultima il legislatore richiede». «Il distinto rapporto che viene in rilievo», ha proseguito la
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Continua --> 3622 agosto 2018 Pagina 29 Italia Oggi
22 agosto 2018
Pagina 31 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Il sindaco irpino invia una lettera con la richiesta agli ordini professionali
Controlli un ponte? Ad Avellino niente compenso
Far parte di una commissione dedicata al
controllo tecnico dell' efficienza di un ponte
senza veder prevista nessuna forma di
compenso. Assumersi le responsabilità ed
eseguire attività tecniche gratuitamente. È
quanto richiesto dal sindaco d i A v e l l i n o
Vincenzo Ciampi per la supervisione dello
storico «Ponte della ferriera». Il primo cittadino
irpino ha, infatti, inviato una lettera all' Ordine
degli ingegneri, degli architetti e dei geologi di
Avellino, nonché ai vigili del fuoco e alla
soprintendenza archeologia, belle arti e
paesaggio, chiedendo ai suddetti organismi di
mettere a disposizione un tecnico
gratuitamente.
«Questa amministrazione, in qualità di ente
proprietario, intende procedere al controllo
tecnico dell' efficienza dello storico «Ponte
della Ferriera. Constatata l' importanza dell'
opera», si legge nella lettera inviata dal
sindaco, « s i c h i e d e , n e l l o s p i r i t o d i
collaborazione che da sempre
contraddistingue codesti enti, di voler indicare
un proprio tecnico, che abbia maturato
esperienza nel settore, disponibile a far parte,
a titolo gratuito, della commissione che avrà il
compito di verificare l' efficienza dello storico
Ponte della Ferriera. Nel ringraziare
anticipatamente si resta in attesa di ricevere in tempi brevi i nominativi dei tecnici prescelti».
La lettera ha provocato una serie di reazioni indignate da parte delle varie categorie. Sui social è stato
lanciato l' allarme dell' assunzione delle responsabilità che investono un professionista tecnico nell'
espletamento di un controllo di efficienza di un' infrastruttura.
Secondo Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri e portavoce della
Rete delle professioni tecniche, «per noi è importante il controllo delle infrastrutture, ma il modo in
questo caso non è corretto. La volontà da parte nostra c' è, ma ci vuole accortezza da parte delle
istituzioni. Diventa antipatico dire di no, specialmente in un periodo come questo, ma in questo modo si
finisce per snaturare il rapporto tra enti e professionisti.
Ci dovremmo assumere delle responsabilità importanti senza che sia previsto un compenso per
questo». Un altro aspetto non secondario sollevato dal presidente Zambrano riguarda l' assicurazione
professionale: la copertura assicurativa, infatti, copre solo le attività remunerate. In questo caso, quindi,
non si avrebbe neanche l' assicurazione.
«È evidente che, comunque vada, bisogna stabilire dei precisi criteri di selezione dei professionisti»,
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