COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019

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COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
COMUNE DI RUSSI
 Venerdì, 05 aprile 2019
COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
COMUNE DI RUSSI
                                                           Venerdì, 05 aprile 2019

Prime Pagine
 05/04/2019 Prima Pagina
 Corriere di Romagna (ed. Ravenna)                                                                                            1
 05/04/2019 Prima Pagina
 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)                                                                                           2
Cronaca
 05/04/2019 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 57
 Russi, la puzza della centrale                                                                                               3
 04/04/2019 Ravenna Today
 Centrale a biomasse: "Quando entrerà in funzione gli odori...                                                                4
Cultura e Turismo
 05/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 10
 Musica sacra: si esibiscono i "Voceversa"                                                                                    6
 05/04/2019 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 61
 Doppio appuntamento con i Voceversa                                                                                          7
Politica locale
 04/04/2019 Ravenna24Ore.it
 Russi: La lista "Cambia Ross" accusa l' attuale amministrazione di...                                                        8
sanità, sociale e servizi per l'infanzia
 05/04/2019 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 7
 Attivo il nuovo sportello sociale                                                                                            9
 05/04/2019 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43
 Iscrizioni aperte all' asilo nido Domani c' è l' open day                                                                    10
 04/04/2019 Ravenna Today
 Attivo il nuovo Sportello sociale per la non autosufficienza                                                                 11
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
 05/04/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 5
 Efficienza energetica, ai Comuni una dote da 500 milioni                                                                     13
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 34
 Senza contratto spetta solo il danno emergente                                                                               15
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 40                                                                    FRANCESCO CERISANO
 Turnover flessibile nei mini-enti                                                                                            16
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 41                                                                        MATTEO BARBERO
 Debiti scaduti e non pagati, rilevazione entro il 30 aprile                                                                  18
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 41                                                                             LUIGI OLIVERI
 Mobilità bloccata per 5 anni                                                                                                 20
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 41                                                                        MATTEO BARBERO
 Sotto la lente Ifel le convenzioni di tesoreria dei comuni                                                                   22
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 43                                                        PAGINA A CURA DI ANDREA MASCOLINI
 Investimenti al minimo dal '93                                                                                               24
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 43
 Progettazioni, no incentivi per lavori fuori programma                                                                       26
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 44
 Trasparenza sulle liti                                                                                                       28
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 45
 Cooperazione, bando da 10 mln                                                                                                30
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 46                                                                        MATTEO BARBERO
 Accordo in salita sul riassetto organizzativo dei piccoli comuni                                                             32
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 46                                                                             LUIGI OLIVERI
 Dirigenti, assunzioni libere                                                                                                 34
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 46                                                                         SERGIO TROVATO
 È legittimo che gli alberghi paghino più Tari delle...                                                                       36
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 47                                     ELENA BRUNETTO - COMPONENTE OSSERVATORIO TECNICO E
 Comunicazione debiti entro il 30 aprile                                                                DOCENTE ANUTEL        37
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 47                                                                      FRANCESCO TUCCIO*
 Incarichi legali, ci pensa Anutel                                                                                            39
 05/04/2019 Italia Oggi Pagina 47                                                                        DANIELA FERRARI*
 Servizi idrici integrati, gli immobili pagano l' Ici                                                                         41
COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
5 aprile 2019
                Corriere di Romagna
                   (ed. Ravenna)
                                   Prima Pagina

                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018

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COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
5 aprile 2019
                Il Resto del Carlino (ed.
                        Ravenna)
                                    Prima Pagina

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COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
5 aprile 2019
Pagina 57                      Il Resto del Carlino (ed.
                                       Ravenna)
                                                        Cronaca

  VOCE AI LETTORI

  Russi, la puzza della centrale
  Russi, la puzza della centrale Le risposte che i
  cittadini attendono per dissipare le loro
  preoccupazioni, arrivano ancora una volta in
  ritardo, come questa amministrazione ci ha
  ormai abituato. Questo accade a causa della
  mancanza di trasparenza, scarsa
  comunicazione e pessima tempestività, come
  dimostrato dalla questione dell' acqua, per la
  quale la giunta ha aspettato la raccolta di 800
  firme per incontrare la cittadinanza e dare
  risposte chiarificatrici. Anche stavolta la
  mancanza di comunicazione ha permesso che
  si alimentasse tra la cittadinanza, che per
  giorni ha sopportato un forte e fastidioso
  'nuovo' odore provenire dalla centrale, forti
  preoccupazioni e le voci più disparate di una
  accensione delle caldaie che portava a
  pensare che questi odori sarebbero diventati
  poi all' ordine del giorno nel futuro prossimo
  della nostra città. Ora apprendiamo dalla
  capogruppo di maggioranza, nonché
  candidata sindaco per Insieme per Russi,
  grazie ai suoi canali preferenziali con la
  proprietà, che tutto è dovuto alla
  fermentazione del cippato fermo nel piazzale pronto per essere utilizzato quando la centrale sarà in
  funzione. Non mettiamo in discussione questa spiegazione, visto che a tutt' oggi i cittadini non hanno
  strumenti di controllo adeguati per entrare nel merito della questione, ci preme però sapere, se Arpae è
  stata chiamata a rilevare i dati dell' aria in paese in questi giorni, che essi vengano diffusi
  pubblicamente e tempestivamente. Vorremmo inoltre che l' amministrazione rendesse pubblici i dati
  della situazione dell' aria, dei terreni e dell' acqua ad oggi, per definire il punto zero, con ancora la
  centrale ferma, per poter avere dei dati certi da paragonare con i dati che verranno mano mano acquisiti
  una volta messe in funzione le caldaie.
  Lista Cambia Ross.

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                                                                                                              3
COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
4 aprile 2019
                                           Ravenna Today
                                                          Cronaca

  Centrale a biomasse: "Quando entrerà in funzione
  gli odori peggioreranno"
  Non si sono fatti attendere i commenti all' uscita di Valentina Palli, che ha spiegato come
  l' odore acre che si sente per la città sarebbe causato dal ritardo dell' accensione della
  centrale a biomasse

  1 Trovata bomba inesplosa: diverse famiglie
  saranno evacuate per l' esplosione 2 Box
  autovelox stradicato e gettato in un campo:
  vandali in azione 3 Perde il controllo della
  Vespa e si schianta contro un palo: è in gravi
  condizioni 4 Si schianta con l' auto, poi sputa
  ai Carabinieri e li picchia: donna in manette
  Non si sono fatti attendere i commenti all'
  uscita di Valentina Palli, candidata sindaco alle
  elezioni del 26 maggio a Russi, che mercoledì
  ha spiegato come l' odore acre che in questi
  giorni si sente per la città sarebbe causato dal
  ritardo dell' accensione della centrale a
  biomasse , per via del cippato stoccato.
  "Ringraziamo la signora Palli, che
  evidentemente si ritiene già in entrata in carica
  nel ruolo di sindaco, per il tempestivo
  interessamento mostrato in merito ai miasmi
  emanati dalle biomasse accatastate nel sito
  della Centralona ex Eridania e percepiti da
  settimane in maniera massiccia dai Russiani -
  commenta ironicamente Enrico Conti del
  gruppo consiliare LiberaRussi - Siamo molto
  sollevati dalle sue parole riguardo al
  bruciatore: che "non è ancora in funzione",
  perchè quando lo sarà oltre all' odore
  nauseabondo, che in definitiva è quello meno
  pericoloso per la salute, dovremo fare i conti
  con le emissioni dei fumi dal camino principale e dai punti di emissione secondari. Ci chiediamo poi a
  quale titolo la Palli abbia interpellato l' azienda e quali canali ufficiali di comunicazione si siano attivati
  per questo delicato tipo di informazione. Dove sono gli enti preposti al controllo continuo dell' impianto
  che dovevano monitorare l' ambiente nelle fasi cantiere? Sono questi i controlli che l' amministrazione
  mette in atto per tutelare la salute dei cittadini? Chiudersi nelle proprie abitazioni per non respirare il
  fetore emanato da una multinazionale non va per caso a ledere il sacrosanto diritto ad un stato di
  "benessere" psicofisico?". "La prevenzione, secondo definizione dell' organizzazione mondiale della
  sanità, è un insieme di attività, azioni e interventi attuati con il fine prioritario di promuovere e conservare
  lo stati di salute ed evitare l' insorgenza di malattie. A Russi la riconversione dello zuccherificio in
  centrale a biomasse non va assolutamente nella direzione di tutela della salute dei cittadini - aggiunge
                                    Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018

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COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
4 aprile 2019
                                           Ravenna Today
COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
5 aprile 2019
Pagina 10                          Corriere di Romagna
                                   (ed. Ravenna-Imola)
                                                   Cultura e Turismo

  Musica sacra: si esibiscono i "Voceversa"
  RAVENNA Domani alle 17 nella chiesa di
  Santa Maria Maggiore secondo appuntamento
  della rassegna di Musica Sacra organizzata
  dall' Associazione corale Ludus Vocalis, in
  collaborazione con l' Associazione musicale
  Angelo Mariani. Si esibirà il gruppo vocale
  Voceversa di Biella (nella foto) formato da 7
  cantori, con un repertorio interamente a
  cappella.
  Le loro straordinarie voci spazieranno da
  Rheinberger, Monteverdi, Praetorius e molti
  altri.
  Il concerto verrà replicato domenica alle 17 a
  Russi nella chiesa di Sant' Apollinare. Ingresso
  libero.

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COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
5 aprile 2019
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                                          Ravenna)
                                                     Cultura e Turismo

  RAVENNA E RUSSI

  Doppio appuntamento con i Voceversa
  DOMANI, alle 17, nella chiesa di Santa Maria
  Maggiore di Ravenna, nell' ambito della
  rassegna corale di musica sacra, si esibirà il
  gruppo a cappella 'Voceversa' proveniente da
  Biella. Si tratta di un gruppo di sette voci
  maschili che esegue un repertorio molto vasto
  che parte dall' epoca medioevale e
  rinascimentale fino a giungere ai giorni nostri,
  toccando stili e matrici culturali molto differenti
  tra di loro. La Rassegna di musica sacra è
  organizzata dall' Associazione corale Ludus
  Vocalis e dall' Associazione musicale Angelo
  Mariani in collaborazione con il Punto d'
  Incontro Francescano di Via Felicia Rasponi.
  Lo stesso concerto verrà replicato domenica,
  alle 17, nella chiesa Arcipretale di Russi.

                                     Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018

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COMUNE DI RUSSI Venerdì, 05 aprile 2019
4 aprile 2019
                                        Ravenna24Ore.it
                                                      Politica locale

  Russi: La lista "Cambia Ross" accusa l' attuale
  amministrazione di scarsa trasparenza in merito alla
  centrale a biomasse
  Chiede anche che vengano resi pubblici i dati dell' aria prima dell' inizio attività della
  centrale

  Le risposte che i cittadini attendono per
  dissipare le loro preoccupazioni arrivano
  ancora una volta in ritardo , come questa
  amministrazione ci ha ormai abituato troppo
  spesso in questi anni - commentano dalla lista
  Cambia Ross - Questo accade a causa della
  mancanza di trasparenza, scarsa
  comunicazione e pessima tempestività , come
  dimostrato dalla questione dell' acqua, per la
  quale la giunta ha aspettato la raccolta di 800
  firme per incontrare la cittadinanza e dare loro
  delle risposte chiarificatrici. Anche questa volta
  la mancanza di comunicazione ha permesso
  che si alimentasse tra la cittadinanza, che per
  giorni ha sopportato un forte e fastidioso
  "nuovo" odore provenire dalla centrale , forti
  preoccupazioni e le voci più disparate di una
  accensione delle caldaie che portava a
  pensare che questi odori sarebbero diventati
  poi all' ordine del giorno nel futuro prossimo
  della nostra città. Ora apprendiamo dalla
  capogruppo di maggioranza, nonché
  candidata sindaco per insieme per Russi, che
  tutto è dovuto alla fermentazione del cippato
  fermo nel piazzale pronto per essere utilizzato
  quando la centrale sarà in funzione. Non
  mettiamo in discussione questa spiegazione,
  visto che a tutt' oggi i cittadini non hanno
  strumenti di controllo adeguati per entrare nel merito della questione ; ci preme però sapere, se Arpae è
  stata chiamata a rilevare i dati dell' aria in paese in questi giorni, che essi vengano diffusi
  pubblicamente e tempestivamente. Vorremmo inoltre che l' amministrazione rendesse pubblici i dati
  della situazione dell' aria, dei terreni e dell' acqua ad oggi per definire il punto zero, con ancora la
  centrale ferma, per poter avere dei dati certi da paragonare con quelli che verranno mano mano
  acquisiti una volta messe in funzione le caldaie. Solo con la trasparenza, il dialogo e la tempestività di
  risposte chiare alla cittadinanza si possono contrastare le paure e la scarsa fiducia della popolazione
  nella politica , stroncando sul nascere chi alimenta, a volte anche con false notizie e il classico detto non
  detto, queste paure".

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                                                                                                                  8
5 aprile 2019
Pagina 7                             Corriere di Romagna
                                     (ed. Ravenna-Imola)
                                        sanità, sociale e servizi per l'infanzia

  Attivo il nuovo sportello sociale
  RAVENNA Da alcuni giorniè attivo lo "Sportello
  sociale per la non autosufficienza", un servizio
  rivolto ai cittadini non autosufficienti e alle loro
  famiglie. Lo sportello è presente nei comuni di
  Ravenna, Cervia e Russi e d è g e s t i t o i n
  collaborazione con la Cooperativa Libra di
  Ravenna. A Ravenna riunisce iprecedenti
  sportelli Sap (Servizio aiuto alla persona) e
  Badami per rispondere, con un unico servizio,
  alle famiglie e ai loro diritti. Ora in un unico
  sportello è possibile ricevere informazioni e
  consulenza per la mobilità e l'
  accompagnamento nel territorio, il rilascio
  della carta bianca, l' albo dei volontari per le
  attività di supporto alle persone non
  autosufficienti e altro ancora. La sede dello
  "Sportello sociale per la non autosufficienza" è
  al 2° piano di Palazzo Rasponi in via D'
  Azeglio n. 2 ed è aperto dal lunedì al venerdì
  dalle 9 alle 13 e il giovedì pomeriggio dalle 14
  alle 17.

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5 aprile 2019
Pagina 43                         Il Resto del Carlino (ed.
                                          Ravenna)
                                        sanità, sociale e servizi per l'infanzia

  Iscrizioni aperte all' asilo nido Domani c' è l' open
  day
  C' È TEMPO fino al 30 aprile per fare
  domanda di ammissione all' asilo nido
  comunale Babini di Russi p e r l ' a n n o
  scolastico 2019/2020. Il servizio è aperto a tutti
  i piccoli in età compresa fra 3 mesi e 3 anni, e i
  genitori potranno visitare la struttura in via
  Roma 1 nell' open day in programma domani
  dalle 15.30 alle 18.30. Le iscrizioni sono aperte
  da lunedì e possono essere effettuate
  esclusivamente on line, utilizzando il servizio
  web disponibile sul sito del Comune di Russi
  (www.comune.russi.ra.it) nella sezione 'Servizi
  scolastici e asilo nido on line'. Per tutto il mese
  di aprile, dalle 16.30 alle 17.30, sarà possibile
  visitare il nido previo appuntamento (per
  informazioni: 0544 583257).

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4 aprile 2019
                                         Ravenna Today
                                     sanità, sociale e servizi per l'infanzia

  Attivo il nuovo Sportello sociale per la non
  autosufficienza
  Lo sportello è presente nei comuni di Ravenna, Cervia e Russi ed è gestito in
  collaborazione con la Cooperativa Libra di Ravenna

  1 Trovata bomba inesplosa: diverse famiglie
  saranno evacuate per l' esplosione 2 Perde il
  controllo della Vespa e si schianta contro un
  palo: è in gravi condizioni 3 Si schianta con l'
  auto, poi sputa ai Carabinieri e li picchia:
  donna in manette 4 Schianto fatale: esce di
  strada e muore sul colpo Da alcuni giorni è
  attivo lo "Sportello sociale per la non
  autosufficienza", un servizio rivolto ai cittadini
  non autosufficienti e alle loro famiglie. Lo
  sportello è presente nei comuni di Ravenna,
  Cervia e Russi ed è gestito in collaborazione
  con la Cooperativa Libra di Ravenna. A
  Ravenna riunisce i precedenti sportelli Sap
  (Servizio aiuto alla persona) e Badami per
  rispondere, con un unico servizio, in modo più
  completo e integrato sulle attività di sostegno
  alla cittadinanza attiva, alle famiglie e ai loro
  diritti. Ora in un unico sportello è possibile
  ricevere informazioni e consulenza per la
  mobilità e l' accompagnamento nel territorio, il
  rilascio della carta bianca, l' albo dei volontari
  per le attività di supporto alle persone non
  autosufficienti, corsi di formazione per
  assistenti familiari, elenchi di assistenti
  familiari per l' assistenza agli anziani e ai
  disabili. La Cooperativa Libra ha maturato una
  importante esperienza nella gestione del
  servizio Sap dal 2009 al 2014 e successivamente del Centro unico per le disabilità del Comune di
  Ravenna fino ad oggi e dello sportello Badami a Ravenna e Cervia, dal 2009 ad oggi. La non
  autosufficienza è un fenomeno trasversale a tutte le fasce di età. Rappresenta l' esito di percorsi
  esistenziali diversi, all' interno dei quali il progressivo avanzare dell' età e le particolari condizioni
  personali comportano una conseguente difficoltà a compiere funzioni semplici, ma essenziali della vita
  quotidiana. La presenza di una persona non autosufficiente, per disabilità fisica, psichica, sensoriale o
  relazionale, aggrava la vulnerabilità sociale ed economica delle reti familiari, che spesso sono travolte
  dal punto di vista organizzativo, economico ed emotivo dall' assenza o dalla perdita di autonomia
  progressiva o improvvisa di un loro caro. Lo sportello nasce dall' esigenza di dare un sostegno e una
  risposta personalizzata a tutti i cittadini che manifestano un bisogno nella dimensione della non
  autosufficienza. La sede dello "Sportello sociale per la non autosufficienza" è al 2° piano di Palazzo

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4 aprile 2019
                                            Ravenna Today
5 aprile 2019
Pagina 5                                     Il Sole 24 Ore
                                    Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  INFRASTRUTTURE

  Efficienza energetica, ai Comuni una dote da 500
  milioni
  Il decreto sblocca-cantieri in Ragioneria. Conte: in Gazzetta in due giorni

  G.Tr. - Nel ricco capitolo dedicato agli enti
  locali il decreto crescita esaminato ieri dal
  consiglio d e i m i n i s t r i s i i n t r e c c i a c o n l o
  sblocca-cantieri, che dovrebbe arrivare in
  Gazzetta Ufficiale in due-tre giorni dopo la
  bollinatura della Ragioneria. Due le norme che
  guardano da vicino gli investimenti locali: un
  pacchetto da 500 milioni, finanziati dal Fondo
  sviluppo e coesione, che i sindaci dovranno
  spendere per piccole opere legate al risparmio
  energetico e alla messa in sicurezza degli
  edifici pubblici. E l ' a d d i o a l t u r n o v e r i n
  Regioni ed enti locali, che sarà sostituito da
  tetti alle assunzioni parametrati alle entrate
  con l' obiettivo dichiarato di spingere le
  assunzioni (40mila in più a regime secondo i
  primi calcoli governativi) negli uffici tecnici
  degli enti locali svuotati dal freno ai nuovi
  ingressi tirato da anni. Completano il quadro
  delle novità in arrivo per le amministrazioni
  territoriali la rottamazione-ter estesa alle multe
  e ai tributi dei Comuni che non affidano a
  Equitalia la riscossione delle proprie entrate, e
  la soluzione-ponte che dal 2021 permetterà la
  chiusura della gestione commissariale del
  debito di Roma e l' addio alla super-
  addizionale, con passaggio allo Stato di parte del debito finanziario residuo e del contributo destinato a
  finanziarlo (anticipata sul Sole 24 Ore di ieri). I 500 milioni per piccole opere e risparmio energetico, in
  una norma spinta dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro (M5S), saranno
  differenziati in base alla fascia demografica del Comune. Si va dai 50mila euro per gli enti fino a 5mila
  abitati ai 250mila destinati alle città con oltre 250mila residenti. Il grosso, oltre il 70% delle risorse,
  finiranno alle amministrazioni più piccole. Il primo obiettivo dei finanziamenti è la promozione del
  risparmio energetico negli edifici pubblici e l' installazione di impianti per la produzione di energia da
  fonti rinnovabili. Ma i soldi potranno essere destinati anche alla messa in sicurezza degli edifici pubblici,
  ai progetti sulla mobilità sostenibile e all' abbattimento delle barriere architettoniche. Il meccanismo
  ricorda da vicino quello che ha disciplinato i 400 milioni riservati ai Comuni piccoli e medi dalla legge di
  bilancio, in una norma all' epoca spinta soprattutto dal viceministro all' Economia Massimo Garavaglia
  (Lega). Simili anche le clausole che puntano a garantire la traduzione immediata dei finanziamenti in
  opere pubbliche. In questo caso la data chiave per l' avvio dei lavori è fissata al 15 ottobre. Chi arriverà
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5 aprile 2019
Pagina 5                                     Il Sole 24 Ore
5 aprile 2019
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                                 Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Senza contratto spetta solo il danno emergente
  Al professionista che lavora senza contratto
  con la p.a. spetta solo il danno emergente; non
  spetta il mancato guadagno: l' indennizzo
  dovuto dall' ente pubblico non si calcola in
  base alle tariffe o compensi professionali. È
  quanto ha deciso la sentenza n. 9317 della
  terza sezione della corte di cassazione
  depositata il 4/4/2019. Nel caso specifico al
  centro della vicenda alcuni professionisti che
  avevano effettuato progettazioni per lavori di
  ristrutturazione di edifici. Il contenzioso ha
  riguardato la cifra da porre a carico della p.a.
  che si era avvalsa del lavoro dei professionisti,
  ma senza formalizzare il contratto. L'
  indennizzo per ingiustificato arricchimento
  dovuto al professionista che abbia svolto la
  p r o p r i a a t t i v i t à a f a v o r e d e l l a pubblica
  amministrazione, ma in difetto di un contratto,
  spiega la sentenza, non può essere
  determinato, neppure indirettamente quale
  parametro, in base alla tariffa professionale
  che il professionista avrebbe potuto ottenere
  se avesse volto la sua opera a favore di un
  privato né in base all' onorario che la pubblica
  amministrazione avrebbe dovuto pagare se la
  prestazione ricevuta avesse formato oggetto di
  un contratto valido. L' indennità, aggiunge la
  cassazione, va liquidata nei limiti della
  diminuzione patrimoniale subita dall' esecutore della prestazione con esclusione del lucro cessante
  (mancato guadagno), che si sarebbe incassato se il contratto fosse stato valido ed efficace.

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Pagina 40                                        Italia Oggi
                                    Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Per la sezione autonomie della Corte conti ciò che vale è l' invarianza della spesa

  Turnover flessibile nei mini-enti
  Il lavoratore cessato può essere sostituito da due part-time

  Turnover flessibile nei piccoli comuni. Quello
  che conta, per gli enti con meno di 1.000
  abitanti, è l' invarianza della spesa per il
  personale che, in base alla regola, ancora
  vigente, fissata dalla Finanziaria 2007 (comma
  562 della legge n. 296/2006) non deve
  superare l' ammontare fatto registrare nel
  2008. Se questo parametro è rispettato, il
  comune può, a fronte di una cessazione a
  tempo indeterminato e pieno, procedere all'
  assunzione di più dipendenti part-time che
  assorbano completamente il monte ore del
  dipendente cessato. Arriva dalla sezione
  autonomie della Corte dei conti l'
  interpretazione «evolutiva» e
  «costituzionalmente orientata» che i piccoli
  comuni si attendevano come una boccata d'
  ossigeno per porre fine alle croniche carenze
  di organico di cui soffrono. Nella delibera n.
  4/2019 diffusa ieri, i giudici contabili hanno
  preso le distanze dalle tesi restrittive a cui ha
  aderito parte della giurisprudenza (tra cui la
  Corte conti Sardegna che, investita della
  richiesta di parere da parte del comune di
  Genuri, 311 abitanti nella provincia del Sud
  Sardegna, ha trasmesso gli atti alla sezione
  autonomie) secondo cui il comma 562
  imporrebbe una necessaria corrispondenza
  numerica tra cessazioni intervenute e capacità assunzionale.
  Per la sezione autonomie non è questa la ratio della norma, quanto piuttosto l' invarianza della spesa
  rispetto al 2008.
  Soprattutto per i piccoli comuni che, avendo organici molto ridotti, fanno fatica a rispettare vincoli
  assunzionali rigidi.
  Se quindi non viene sforato il tetto del 2008, il parametro stabilito dal comma 562 può considerarsi
  rispettato «anche quando», dice la Corte dei conti, «a fronte di un' unica cessazione a tempo
  indeterminato e pieno, l' ente, nell' esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più
  assunzioni a tempo parziale». Una tale lettura, secondo la sezione autonomie, appare in linea anche
  con la riforma Madia del pubblico impiego (dlgs 75/2017) che ha superato il concetto di dotazione
  organica sostituendolo con quello di «dotazione di spesa potenziale» che rappresenta «esclusivamente
  un valore finanziario di spesa massima sostenibile e non valicabile».
  All' interno di questo limite, le amministrazioni, sempre nel rispetto del piano triennale dei fabbisogni del
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5 aprile 2019
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5 aprile 2019
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                                    Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Debiti scaduti e non pagati, rilevazione entro il 30
  aprile
  Rilevazione dei debiti commerciali scaduti e
  non pagati entro il 30 aprile. Nei giorni scorsi,
  il ministero dell' economia e delle finanze ha
  comunicato tramite la propria Piattaforma
  crediti commerciali (Pcc) che «come disposto
  dall' art. 1, comma 867 della legge n.
  145/2018 (legge di Bilancio 2 0 1 9 ) , è
  disponibile una nuova funzione del sistema
  Pcc che consente di comunicare l' ammontare
  complessivo dello stock di debiti commerciali
  residui scaduti e non pagati alla fine dell'
  esercizio precedente».
  La norma citata prevede che, a decorrere dal
  2020, entro il 31 gennaio di ogni anno le
  amministrazioni pubbliche di cui all' articolo 1,
  comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n.
  196, comunicano, mediante la piattaforma
  elettronica di cui al comma 861, l' ammontare
  complessivo dello stock di debiti commerciali
  residui scaduti e non pagati alla fine dell'
  esercizio precedente.
  Per l' anno 2019 la comunicazione è effettuata
  dal 1° al 30 aprile 2019.
  Per le amministrazioni che ordinano gli incassi
  e i pagamenti al proprio tesoriere o cassiere
  attraverso ordinativi informatici emessi
  secondo lo standard ordinativo informatico, di
  cui all' art.
  14, comma 8-bis, della l 196/2009, l' obbligo del presente adempimento permane fino alla chiusura dell'
  esercizio nel corso del quale il predetto standard viene adottato.
  Posto che gli enti locali hanno attuato le procedure Siope+ entro il 2018, anch' essi sono tenuti ad
  adempiere.
  Operativamente, dalla voce di menu «Ricognizione debiti comunicazione debiti legge n.145/2018», per
  il ruolo di responsabile di ciascuna amministrazione debitrice la funzionalità consente: - l' inserimento e
  la modifica dell' importo complessivo del debito scaduto e non pagato degli uffici di competenza con
  possibilità di inserire una nota e/o di selezionare la presenza di una eventuale gestione commissariale; -
  la visualizzazione dello stock del debito scaduto e non pagato cumulativo degli enti di competenza
  rilevato dalla Piattaforma crediti commerciali; - il riepilogo dettagliato dello stock del debito scaduto e
  non pagato per singolo documento, scaricabile tramite tasto « Scarica dettaglio», rilevato da Pcc.
  Inoltre, si segnala che nella sezione dedicata al riepilogo dei dati sono state pubblicate le Regole per il
  calcolo dell' importo scaduto rilevato da Pcc e il collegamento diretto alla comunicazione eventualmente
  fatta sul sistema nel mese di gennaio delle fatture scadute e non pagate al mese precedente.
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5 aprile 2019
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5 aprile 2019
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                                      Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Lo prevede la legge di conversione del decretone su Reddito di cittadinanza e Quota 100

  Mobilità bloccata per 5 anni
  I dipendenti neoassunti non possono cambiare sede

  Mobilità bloccata per cinque anni negli enti
  locali, per i dipendenti neoassunti. La legge
  26/2019, di conversione del dl 4/2019 (su
  reddito di cittadinanza e quota 100) introduce
  una novità rilevante per la gestione del
  personale alle dipendenze di regioni ed enti
  locali.
  L' articolo 14-bis della legge 26/2019, infatti,
  inserisce nel corpo dell' articolo 3 del dl
  90/2014, convertito in legge 114/2014, un
  nuovo comma 5-septies, ai sensi del quale «i
  vincitori dei concorsi banditi dalle regioni e
  dagli enti locali, a n c h e s e s p r o v v i s t i d i
  articolazione territoriale, sono tenuti a
  permanere nella sede di prima destinazione
  per un periodo non inferiore a cinque anni. La
  presente disposizione costituisce norma non
  derogabile dai contratti collettivi».
  È piuttosto evidente la stretta somiglianza di
  questa disposizione con quella contenuta, da
  ben prima, nel comma 5-bis, dell' articolo 35
  del dlgs 165/2001: «I vincitori dei concorsi
  devono permanere nella sede di prima
  destinazione per un periodo non inferiore a
  cinque anni. La presente disposizione
  costituisce norma non derogabile dai contratti
  collettivi».
  Entrambe le previsioni sono finalizzate a
  consentire ai dipendenti neo assunti di trasferirsi volontariamente presso un altro ente, anche di
  comparto diverso, solo dopo aver prestato servizio nella prima sede di destinazione per almeno 5 anni.
  Perchè, allora, una disposizione come quella contenuta nella legge 26/2019? Non si tratta, a ben
  vedere, di una semplice replica di quanto già da tempo previsto nel testo unico sul pubblico impiego.
  Sta di fatto che l' articolo 35, comma 5-bis, del dlgs 165/2001 è stato considerato, da gran parte della
  dottrina e soprattutto dagli operatori concreti, come una disposizione valevole solo per le
  amministrazioni dello Stato o, comunque, organizzate con uffici distribuiti su territori ampi. I comuni, in
  particolare, si sono sempre ritenuti non soggetti a tale previsione, dal momento che tecnicamente non
  era possibile identificare una «sede di prima destinazione» geograficamente autonoma rispetto ad altre.
  La legge 26/2019 estende espressamente il divieto di trasferimento volontario presso altre
  amministrazioni prima di 5 anni dall' assunzione anche alle amministrazioni locali sprovviste «di
  articolazione territoriale», proprio allo scopo di privare di effetto l' interpretazione restrittiva che fin qui di
  fatto aveva vanificato la portata dell' articolo 35, comma 5-bis, del dlgs 165/2001 negli enti locali.
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5 aprile 2019
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5 aprile 2019
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                                   Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

  Sotto la lente Ifel le convenzioni di tesoreria dei
  comuni
  Convenzioni di tesoreria sotto la lente. La
  direttiva comunitaria P S D 2 s u i s e r v i z i d i
  pagamento, recepita dal dlgs n. 218/2017,
  impone anche agli enti locali di sottoporre a
  verifica le clausole e condizioni che regolano i
  reciproci rapporti con gli istituti. Le indicazioni
  operative, già formulate nella circolare del
  ministero dell' economia e delle finanze n. 22
  del 2018, sono state riprese in un dettagliato
  documento a cura dell' Ifel.
  Tutte le amministrazioni d e v o n o p o r s i l a
  questione, ma l' intervento correttivo è
  necessario solo nel caso in cui siano presenti
  elementi in contrasto con le nuove
  disposizioni.
  La circolare Mef, infatti, chiarisce che le norme
  della Pds2 richiedono un adeguamento delle
  convenzioni di tesoreria/cassa in essere solo
  qualora le fattispecie non siano regolate da
  specifiche clausole contrattuali o siano
  regolate in maniera difforme rispetto ai principi
  introdotti dalla direttiva.
  I possibili punti di contrasto riguardano i
  seguenti aspetti: tempi di esecuzione dei
  pagamenti, accesso ai conti on line e
  autenticazione forte del cliente, rimborso
  incondizionato nel Sepa Direct Debit, criterio
  di ripartizione delle spese, divieto di
  decurtazione di importo e di surcharge. In generale, essi non modificano in modo significativo il
  rapporto contrattuale, per cui può essere sufficiente un adeguamento della convenzione ai sensi dell'
  art.
  106, comma 1, del dlgs n. 50/2016 (codice degli appalti), senza necessità di esperire una nuova
  procedura di affidamento. Resta comunque salva la facoltà dell' amministrazione di ritenere il contrario
  e, quindi, di avviare le procedure di selezione di un nuovo fornitore.
  Sui tempi di esecuzione dei pagamenti, in particolare, la circolare riconosce che il servizio di tesoreria
  non si esaurisce nella mera esecuzione di operazioni di incasso e pagamento, ma prevede una serie di
  ulteriori obblighi e adempimenti che rendono il rapporto ente/banca peculiare.
  Conseguentemente, si ritiene che, gli adempimenti cui i tesorieri sono tenuti possano far «slittare» in
  avanti il termine di ricezione della disposizione (rispetto alla data in cui il mandato è pervenuto
  materialmente) al massimo di una giornata operativa, lasciando un' ulteriore giornata operativa per l'
  esecuzione delle disposizioni di pagamento su supporto cartaceo, come esplicitamente previsto dall'
  art. 20 del dlgs 11/2010. In sintesi, la circolare apre alla possibilità, per le banche, da regolare all'
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  Codice appalti promosso dall' Ocse. Bene l' istituzione dell' albo dei commissari di gara

  Investimenti al minimo dal '93
  Creata l' unità centrale tecnica per accelerare sulle opere

  Il codice appalti è innovativo e ben progettato,
  deve essere semplificato preservando i poteri
  dell' Anac, ma non è il codice il problema della
  crisi del settore. È quanto si legge nel rapporto
  economico Ocse sull' Italia presentato il primo
  aprile a Roma che raccomanda al nostro
  paese innanzitutto di promuovere «una
  crescita inclusiva, riducendo al contempo il
  debito pubblico». L' obiettivo può essere
  raggiunto favorendo «una crescita dell'
  occupazione e della produttività in Italia, per
  aumentare il tenore di vita.
  A tal fine sarà necessario accrescere la
  concorrenza nei mercati protetti, come quello
  delle prestazioni professionali e dei servizi
  pubblici locali». Una ricetta che ricorda da
  vicino l' approccio dell' Antitrust presieduta
  negli anni 90 da Giuliano Amato, che dell'
  apertura alla concorrenza del settore delle
  professioni fu allora precursore.
  Altro punto raccomandato dall' Ocse è il
  miglioramento del «livello di efficienza della
  pubblica amministrazione, accrescendone l'
  accountability e la trasparenza», un tema già
  trattato in una precedente relazione
  sull'«integrità», sempre dell' Ocse, che aveva
  individuato come elementi di superamento di
  criticità sotto il profilo della trasparenza dell'
  azione pubblica l' istituzione di strutture e meccanismi per promuovere una maggiore trasparenza nell'
  ambito segnatamente degli appalti pubblici.
  Il riferimento era all' Osservatorio dei contratti pubblici ma anche alla banca dati nazionale dei contratti
  pubblici, unitamente all' anagrafe unica delle stazioni appaltanti.
  È soprattutto l' elemento degli investimenti ad attirare l' attenzione dell' Ocse: se il «livello degli
  investimenti privati ha iniziato a segnare una ripresa negli ultimi due anni, quello degli investimenti
  pubblici in rapporto al pil ha registrato un continuo calo scendendo all' 1,8% nel 2018, il valore più
  basso in 25 anni!».
  Due le cause principali che vengono indicate dall' Ocse: l' insufficiente allocazione di fondi e la gestione
  dei progetti poco efficace. Queste due cause hanno «provocato ritardi nell' esecuzione e ostacolato l'
  impiego delle risorse». Per quel che riguarda le grandi infrastrutture, l' Ocse segnala che questi progetti
  «sono particolarmente problematici in quanto i processi di pianificazione ed esecuzione sono
  estremamente lenti ed esposti a rischi di corruzione».
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  Deliberazione Corte dei conti sul 2% ai tecnici della p.a.

  Progettazioni, no incentivi per lavori fuori programma
  Senza programmazione degli interventi risulta
  impossibile applicare l' incentivo pari al 2% del
  valore dell' opera concesso ai tecnici delle
  pubbliche amministrazioni; n o n è i n f a t t i
  possibile provvedere alla verifica di conformità
  che misura come il personale interno alla
  stazione appaltante procede con il controllo
  sullo stato di avanzamento dei lavori, sui tempi
  e sui costi dell' opera. Lo ha precisato la Corte
  dei conti con la deliberazione della sezione
  regionale di controllo per il Piemonte del 19
  marzo 2019 n.
  25 relativa all' applicazione dell' articolo 113
  del codice dei contratti pubblici, una delle
  norme che dovrebbero essere riviste, almeno
  stando alle bozze del decreto «sblocca
  cantieri» circolate in queste ultime due
  settimane.
  In attesa di conoscere il testo definitivo del
  decreto, che sarà poi trasmesso alle camere,
  assume un certo rilievo la delibera d e l l a
  magistratura contabile che mette in stretta
  relazione l' applicazione della norma con la
  previa effettuazione delle attività di
  programmazione degli interventi.
  La Corte era stata interpellata da un sindaco
  per sapere se, rispetto ai servizi e alle forniture
  per i quali non è stato approvato il progetto e il
  quadro economico, fosse possibile post-aggiudicazione finanziare gli incentivi delle funzioni tecniche se
  nel capitolo di spesa dell' appalto erano disponibili risorse.
  I giudici hanno precisato innanzitutto che la «necessità che l' affidamento di un appalto di servizi o di
  forniture sia preceduta da un' attività di programmazione e di progettazione rappresenta un' esigenza
  immanente nell' ordinamento a prescindere dal valore del contratto. Per avvalorare questa impostazione
  i giudici hanno ricordato che in ogni caso «seppur con strumenti più duttili e semplificati» ogni
  amministrazione deve sempre procedere a una puntuale individuazione «dei bisogni onde procedere
  all' affidamento di appalti volti al soddisfacimento quali-quantitativo degli stessi».
  In assenza di programmazione e di una procedura comparativa non è quindi possibile remunerare gli
  incentivi: infatti risulta compromessa la stessa possibilità di determinare il valore del relativo fondo e
  quindi diviene di fatto impraticabile la funzione di controllo e verifica intestata al direttore dell'
  esecuzione (alla cui nomina è subordinata, ex art. 113, comma 2, la possibilità di remunerare le funzioni
  tecniche ivi tassativamente previste). In altre parole, il Rup non potrebbe mai riuscire a svolgere le
  «verifiche di conformità» che rappresentano le modalità attraverso cui il personale interno procede al

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  Le vertenze che riguardano l' ente non possono essere coperte da segreto

  Trasparenza sulle liti
  I consiglieri possono accedere agli atti

  Il consigliere comunale può accedere alla
  copia di una lettera inviata dal servizio legale
  interno concernente una diffida ricevuta dall'
  ente?
  L' esercizio del diritto di accesso, esercitabile
  dai consiglieri comunali ai sensi dell' art.
  43, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00,
  è definito dal Consiglio di stato (sentenza
  n.4471/2005) «diritto soggettivo pubblico
  funzionalizzato», finalizzato al controllo
  politico-amministrativo sull' ente, nell' interesse
  della collettività; si tratta, all' evidenza, di un
  diritto dai confini più ampi del diritto di
  accesso riconosciuto al cittadino nei confronti
  del comune di residenza (art. 10 Tuel) o, più in
  generale, nei confronti della p.a., disciplinato
  dalla legge n. 241/90 (cfr.
  Commissione per l' accesso ai documenti
  amministrativi del 28 ottobre 2014).
  Il diritto del consigliere comunale ad ottenere
  dall' ente t u t t e l e i n f o r m a z i o n i u t i l i a l l '
  espletamento del mandato non incontra alcuna
  limitazione derivante dalla loro eventuale
  natura riservata, in quanto il consigliere è
  vincolato al segreto d' ufficio; gli unici limiti all'
  esercizio del diritto di accesso dei consiglieri
  comunali possono rinvenirsi, per un verso, nel
  fatto che esso deve avvenire in modo da
  comportare il minor aggravio possibile per gli uffici comunali (attraverso modalità che ragionevolmente
  sono fissate nel regolamento dell' ente) e, per altro verso, che esso non deve sostanziarsi in richieste
  assolutamente generiche ovvero meramente emulative, fermo restando tuttavia che la sussistenza di tali
  caratteri deve essere attentamente e approfonditamente vagliata in concreto al fine di non introdurre
  surrettiziamente inammissibili limitazione al diritto stesso (Consiglio di stato, sez.
  V, n. 6963/2010).
  Peraltro, in fattispecie analoga, il Consiglio di stato, sez.
  V, con decisione 4/5/2004, n.
  2716, riguardo alla normativa prevista dal dpcm n. 200 del 26.1.1996, recante il regolamento per la
  categoria di documenti dell' Avvocatura dello stato sottratti al diritto di accesso, ha rilevato che le
  limitazioni ivi previste «non possono applicarsi, in via analogica, ai consiglieri comunali, i quali, nella
  loro veste di componenti del massimo organo di governo del comune, hanno titolo ad accedere anche
  agli atti concernenti le vertenze nelle quali il comune è coinvolto nonché ai pareri legali richiesti dall'
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  Il quarto invito del programma Central Europe 2014-2020 coinvolge sette regioni italiane

  Cooperazione, bando da 10 mln
  Fondi per progetti su industria 4.0, mobilità, cultura

  PAGINA A CURA DI MASSIMILIANO FINALI -
  È operativo il quarto invito a presentare
  proposte del programma di cooperazione
  Interreg «Central Europe» 2014-2020.
  Il bando mette a disposizione fondi per 10
  milioni di euro che sosterranno progetti nei
  campi di industria 4.0, imprenditoria sociale,
  efficienza energetica, mobilità sostenibile,
  cambiamento climatico, patrimonio culturale e
  reti di trasporto. Il bando è organizzato in un'
  unica fase e prevede una scadenza per
  presentare domanda fissata al 5 luglio 2019.
  Saranno finanziati progetti della durata
  massima di 24 mesi. I partner di progetto
  italiani potranno richiedere un contributo
  comunitario d e l p r o g r a m m a I n t e r r e g a
  copertura dell' 80% delle spese ammissibili.
  Finanziabili le aree del Nord Italia Il
  partenariato che accede al quarto bando può
  essere composto da enti pubblici nazionali,
  regionali e locali, ma anche da istituzioni
  private, comprese le società private, dotate di
  personalità giuridica e le organizzazioni
  internazionali. Questo bando, a differenza dei
  precedenti, non prevede un partenariato
  minimo o un budget vincolato, ma lascia che
  tali parametri siano liberamente legati alle
  attività previste dal programma di lavoro. Il
  bando è destinato a sostenere i progetti degli enti ubicati negli stati europei di Austria, Croazia,
  Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Slovenia. Se per questi stati è inclusa l' intera area
  geografica, sono invece parzialmente interessati gli stati europei di Germania (ammessi gli otto Länder
  di Baden-Württemberg, Bayern, Berlin, Brandenburg, Mecklenburg-Vorpommern, Sachsen, Sachsen-
  Anhalt, Thüringen) e Italia (ammesse le sette regioni di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria,
  Lombardia, Piemonte, Valle d' Aosta e Veneto, oltre alle due province autonome di Bolzano e di Trento).
  Questo bando è dedicato in particolare allo sfruttamento dei risultati ottenuti da progetti finanziati
  attraverso i primi due bandi dello stesso programma di cooperazione.
  Doppio approccio per i progetti I progetti da presentare sul bando devono sfruttare i risultati di
  precedenti progetti finanziati applicando due diversi approcci. Il primo approccio prevede che i risultati
  esistenti siano raccolti e adattati in modo tale che possano essere integrati in pertinenti politiche e
  strategie territoriali o tematiche; questo approccio, quindi, prevede che i risultati vengano orientati verso
  l' alto, a livello europeo, nazionale, regionale o locale, in modo da produrre nuove politiche o modificare
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  Accordo in salita sul riassetto organizzativo dei
  piccoli comuni
  Accordo in salita sul riassetto organizzativo dei
  mini enti. D o p o l a pubblicazione d e l l a
  sentenza n. 33/2019 della Corte costituzionale
  (che ha censurato parzialmente la disciplina
  del dl 78/2010 con cui da quasi un decennio il
  legislatore nazionale cerca, invano, di imporre
  ai mini enti di gestire il proprio core business
  attraverso unioni e c o n v e n z i o n i ) s i s o n o
  registrati solo commenti positivi. Peccato che,
  però, ciascuno la legga a modo suo
  attestandosi su posizioni fra di loro spesso
  diametralmente opposte. Secondo l' Anpci, la
  pronuncia «mette la parola fine a un' epoca
  che ha visto i piccoli comuni perseguitati da
  una logica burocratica ed economica
  perversa». «Da oggi», ha scritto la presidente,
  Franca Biglio, «si apre un' altra era politico-
  istituzionale che sancisce l' indispensabile
  ruolo che i comuni fino a 5.000 abitanti
  svolgono sul territorio nazionale e riafferma l'
  autonomia degli stessi, quali istituzioni sane e
  virtuose, che presidiano il territorio, contro ogni
  maldestro tentativo di cancellare il loro
  patrimonio culturale e sociale dalla storia
  millenaria dell' Italia. La sentenza della Corte
  costituzionale segna una tappa fondamentale,
  un punto fermo per la nuova riforma degli enti
  locali».
  Più articolato il commento dell' Uncem, che invita a leggere per intero quanto scritto dal relatore, Luca
  Antonini, «per evitare fraintendimenti sul tema dell' associazionismo comunale e sulla gestione in forma
  associata delle funzioni». Come annota il rappresentante degli enti montani, Marco Bussone, delle varie
  censure mosse dai ricorrenti a più commi dell' art.
  14 del dl 78 che prevedono e disciplinano l' obbligo di esercizio associato delle funzioni fondamentali
  per i piccoli comuni, la Corte costituzionale ritiene illegittimo il solo comma 28, peraltro solo nella parte
  in cui non prevede la possibilità (in un contesto di comuni obbligati e non) di ottenere l' esonero (dall'
  obbligo) dimostrando che a causa della particolare collocazione geografica e dei caratteri demografici e
  socio ambientali non sono realizzabili, con le forme associative imposte, economie di scala e/o
  miglioramenti, in termini di efficacia ed efficienza, nell' erogazione dei beni pubblici alle popolazioni di
  riferimento». Secondo Uncem, i giudici delle leggi avrebbero invece promosso il ruolo delle unioni, da
  sempre invise all' Anpci che punta tutto sulle convenzioni in quanto più rispettose dell' autonomia
  comunale. Anche dall' Anci è partita la difesa delle unioni: il vice-presidente della sezione del Piemonte,
  Michele Pianetta, ha confermato che «non sono le unioni d i comuni ad essere state dichiarate
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  Ingiustificati i dubbi di dottrina e giurisprudenza. Limiti al turnover solo per i dipendenti

  Dirigenti, assunzioni libere
  Dal 2018 la spesa è pari al 100% delle cessazioni

  La spesa per la dirigenza degli enti locali è
  pari al 100% del costo delle cessazioni dell'
  anno precedente a decorrere dal 2018. Non
  sono condivisibili i dubbi espressi da dottrina,
  operatori e giurisprudenza sui limiti alle
  assunzioni dei dirigenti.
  La questione che si pone è se ai dirigenti si
  estenda o meno la previsione contenuta nell'
  art. 1, comma 228, della legge 208/2015, ai
  sensi del quale le amministrazioni regionali e
  locali «possono procedere, per gli anni 2016,
  2017 e 2018, ad assunzioni di personale a
  tempo indeterminato di qualifica non
  dirigenziale nel limite di un contingente di
  personale corrispondente, per ciascuno dei
  predetti anni» ad una spesa contingentata in
  valori percentuali modificati praticamente d i
  anno in anno in relazione al «medesimo
  personale cessato nell' anno precedente». Il
  testo della norma appare chiarissimo: i limiti
  percentuali al turnover fissati (con continue
  modifiche) dal legislatore si riferiscono
  esclusivamente al personale «di qualifica non
  dirigenziale». Quale disciplina, allora, risulta
  applicabile? Esattamente quella contenuta nell'
  art. 3, comma 5, del dl 90/2014, convertita in
  legge 114/2014, che limitatamente alla
  dirigenza ha disposto un turnover pari al 60%
  del costo delle cessazioni dell' anno precedente nel 2014-2015, pari all' 80% nel 2016-2017, per
  giungere al 100% a partire dal 2018. Di conseguenza, il conteggio per i cosiddetti «resti assunzionali»,
  che a breve si estenderanno ad un quinquennio antecedente, dovranno tenere conto di queste
  indicazioni.
  La soluzione disposta dalla legge al problema (inesistente) dei limiti al turnover dei dirigenti, risponde
  anche ad un' altra questione: se sia possibile utilizzare risorse dei dipendenti non dirigenti per
  programmare (anche) assunzioni di dirigenti o viceversa.
  A rendere la soluzione di per sé chiara è la deliberazione 30/2019 della Corte dei conti, sezione
  regionale di controllo per la Puglia.
  Questa ha rimesso alla Sezione delle Autonomie la definizione della risposta al seguente quesito: «Se i
  valori economici delle capacità assunzionali 2019-2021 per il personale dirigenziale e non dirigenziale,
  riferiti alle cessazioni dell' anno precedente nonché ai resti assunzionali del triennio precedente l'
  annualità di riferimento, possano essere cumulati fra loro al fine di determinare un unico budget
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  È legittimo che gli alberghi paghino più Tari delle
  abitazioni
  È legittima la delibera comunale che fissa per
  gli esercizi alberghieri una tariffa per la tassa
  rifiuti notevolmente superiore a quella
  applicabile alle civili abitazioni. La maggiore
  capacità produttiva di un esercizio alberghiero
  rispetto a una abitazione costituisce un dato di
  comune esperienza. Lo ha ribadito la Corte di
  cassazione, con l' ordinanza 7446 del 15
  marzo 2019.
  Per i giudici di piazza Cavour, deve essere
  applicata una tariffa «per la categoria degli
  esercizi alberghieri notevolmente superiore a
  quella applicata alle civili abitazioni». Alla tesi
  sostenuta dalla Suprema corte, però, i giudici
  di merito non si sono quasi mai uniformati. Un'
  eccezione è rappresentata dalla Commissione
  tributaria regionale di Palermo (sentenza
  2351/2017), la quale ha affermato che è
  legittima la delibera comunale che fissa per gli
  esercizi alberghieri una tariffa superiore a
  quella delle abitazioni. Con la sentenza
  16972/2015 la Cassazione ha chiarito, inoltre,
  che va differenziata anche la tariffa per l'
  attività di B&B svolta in una civile abitazione,
  rispetto alla tariffa abitativa ordinaria. I giudici
  di legittimità hanno sempre sostenuto che i
  comuni hanno il potere-dovere di deliberare
  tariffe più elevate per gli alberghi rispetto a
  quelle delle abitazioni (sentenza 302/2010). Peraltro, l' art. 68 del decreto legislativo 507/1993 non
  imponeva ai comuni di inserire gli immobili adibiti ad attività alberghiere nella stessa categoria di quelli
  utilizzati come abitazioni, poiché non manifestano la stessa potenzialità di produzione di rifiuti. Così
  come non sono inseriti nella stessa categoria per la Tari. L' amministrazione comunale può differenziare
  le tariffe in relazione alla maggiore o minore produttività dei rifiuti delle varie attività soggette al prelievo.
  In senso contrario si è espressa, per esempio, la commissione tributaria provinciale di Taranto
  (sentenza 1791/2016), poiché non c' è nulla che giustifichi un diverso trattamento fiscale tra le due
  categorie di immobili. Per la commissione provinciale, che richiama una pronuncia della commissione
  regionale della Puglia, «il dato di comune esperienza supposto dalla Cassazione è, in realtà, opinabile»,
  in quanto il legislatore ha voluto assimilare gli alberghi alle abitazioni.

                                                                                                 SERGIO TROVATO

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  Comunicazione debiti entro il 30 aprile
  Il Mef ha attivato, sulla Piattaforma p e r l a
  certificazione dei crediti, una nuova funzione
  che consente agli enti, in attuazione del
  comma 867 dell' art. 1 della legge 145/2018
  (legge di Bilancio 2 0 1 9 ) d i comunicare l '
  ammontare complessivo dello stock di debiti
  commerciali residui scaduti e non pagati alla
  fine dell' esercizio precedente. La nuova
  funzionalità consente: - l' inserimento e la
  modifica dell' importo complessivo del debito
  scaduto e non pagato; - la visualizzazione
  dello stock del debito scaduto e non pagato
  cumulativo degli enti di competenza rilevato
  da Pcc; - il riepilogo dettagliato dello stock del
  debito scaduto e non pagato per singolo
  documento. Si tratta di un importante
  adempimento, cui gli enti locali sono chiamati
  ad adempiere entro il termine del 30/4/2019.
  La suddetta norma prevede infatti che tale
  comunicazione sia effettuata per il primo anno
  nel periodo tra il 1° e il 30 aprile 2019,
  prevedendo altresì una scadenza a regime,
  per gli anni futuri, al 31 gennaio di ciascun
  anno. L' obbligo di comunicazione permane
  fino alla chiusura dell' esercizio nel corso nel
  quale viene avviata la procedura attraverso la
  quale le amministrazioni ordinano gli incassi e
  i pagamenti al proprio Tesoriere o cassiere
  attraverso ordinativi informatici emessi secondo lo standard Ordinativo informatico, di cui al comma 8-
  bis dell' articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Considerato che, gradualmente, nel corso del
  2018, tutti i comuni sono andati a regime con l' attivazione del sistema Siope+ per l' invio degli ordinativi
  informatici, l' invio del mese di aprile 2019 costituisce quindi l' unico adempimento imposto ai Comuni
  da tale norma. La comunicazione riveste particolare rilevanza, considerato che il mancato invio, così
  come la mancata pubblicazione dei dati relativi all' ammontare complessivo dei debiti e il mancato invio
  delle informazioni relative al pagamento delle fatture, determina l' obbligo di istituire a partire dall' anno
  2020 un apposito "Fondo di garanzia per il pagamento dei debiti commerciali", di un ammontare pari al
  5% degli stanziamenti riguardanti la spesa per acquisto di beni e servizi, anche nel caso in cui il debito
  risulti ridotto del 10% rispetto all' anno precedente e risultino rispettati i tempi di pagamento. Nel loro
  complesso le norme sulla tempestività dei pagamenti e sulla riduzione dei debiti commerciali introdotte
  dalla legge 145/2018 richiedono una attenta e puntuale gestione dei documenti presenti sulla
  Piattaforma per la Certificazione dei crediti, nonché la necessità di intervenire sugli stessi, sia per
  ripulire situazioni pregresse all' introduzione del Siope+ rimaste aperte, ancorché già pagate, sia per la
  gestione delle eventuali sospensioni, per le quali proprio in questi ultimi giorni è stata attivata sulla Pcc
  specifica procedura. Le pesanti sanzioni previste impongono agli enti di intervenire con urgenza e di
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