Media Monitoring per 24-09-2018 - Rassegna stampa del 20-09-2018 - Ruggi
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AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ................................................................................ 1
Asl, "tagliati" 20 precari ........................................................................................................... 1
Buco infermieri in provincia di Salerno, ne mancano 1.800 ............................................... 3
Il presidente dell'Associazione "Tribunale del Malato Costiera Amalfitana", Andrea
Cretella scrive una lettera al Ministro della Salute Giulio Grillo. ............................... 5
Impronte digitali per smascherare i furbetti del cartellino ... ........................................... 7
Impronte digitali per smascherare i furbetti del cartellino ... ........................................... 8
Impronte digitali per smascherare i furbetti del cartellino ... ........................................... 9
Mancanza di infermieri nelle strutture sanitarie in Provincia di Salerno ...................... 10
Salerno, al via opere di ristrutturazione ............................................................................. 11
Sanità: a Salerno e provincia mancano quasi 2 mila infermieri ...................................... 13
«Ora possiamo uscire dal commissariamento ma sono procedimenti che richiedono
tempo» ............................................................................................................................... 15
Il giudice Allegro resiste allo scippo cade e si ferisce ....................................................... 17
Il manager Longo «Sblocco dei fondi per le opere edili» .................................................. 19
Tumori al colon Monaldi promosso ....................................................................................... 20
Sanità Salerno e provincia ............................................................................................................ 22
Anziana muore dopo un intervento aperta l' inchiesta, dieci medici indagati .............. 22
«Tetti di spesa iniqui rivedere assegnazione di risorse alle Regioni» ............................ 24
Due nuovi reparti all' Umberto I ........................................................................................... 26
Massa, in venti giorni 34 morti in corsia: indagato il primario di Medicina generale
.............................................................................................................................................. 27
Progetto Pilota, diffidata l' Asl Salerno ............................................................................... 29
Sanità Campania ............................................................................................................................. 31
«Landolfi», Vignola incontra Morgante sul tavolo la revoca del trasloco del 118 ........ 31
Caos ospedale, l' ira del sindaco: ultimatum all' Asl ......................................................... 33
Distretti sanitari, sottoscritti i protocolli per le nuove sedi di Atripalda e Baiano ...... 35
Scure sugli sprechi dei farmaci L' obiettivo: tagliare i superticket ................................ 37
Settimana mondiale dell' allattamento: le iniziative dell' Asl Na 3 Sud ......................... 39
Stop al Pronto soccorso pressing su De Luca petizione a quota 2500 ........................... 40
Sanità nazionale ............................................................................................................................. 42
"Quel tumore venne curato con le parole" .......................................................................... 42
«Batterio killer all' ospedale» Inchiesta su 33 decessi sospetti ...................................... 44
Daspo anche per gli ospedali «Basta aggressioni ai medici» .......................................... 46
DIPENDENZA DA VIDEOGIOCHI: UN RISCHIO PER LA SALUTE .......................................... 48
Indagato il primario dell' ospedale: in meno di un mese 33 morti sospette ................. 50
Violenza sulle donne fenomeno in aumento 7.200 casi in sei mesi ................................ 5219/09/2018 Pagina 28
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
Asl, "tagliati" 20 precari
FRATTAMAGGIORE/1 Il rapporto termina
a fine mese. Ieri la protesta: «La Regione
vuole darci tre mesi di proroga»
FRATTAMAGGIORE. Protestano i 20
operatori socio -anitari precari dell' Asl
Napoli 2 Nord. I vertici dell' Asl hanno
deciso di mettere fine al rapporto di
lavoro, il prossimo 30 settembre. Così
come prevedeva il bando, nonostante ci
sia una possibilità offerta dalla Regione
di mantenerli in servizio fino alla fine
dell' anno. L' Asl Napoli 2 Nord ha infatti
espletato un bando per l' assunzione di
altri operatori socio sanitari, sempre con
un rapporto precario. Ieri mattina hanno
manifestato sotto la sede della direzione
generale, in via Padre Mario Vergara.
Striscioni e slogan per richiamare l'
attenzione dei vertici aziendali, sotto lo
sguardo della polizia che non ha avuto la
necessità di intervenire. I 20 operatori
hanno sopperito alle carenze degli
organici nei nosocomi di Frattamaggiore,
Ischia, Pozzuoli e Giugliano, oltre che
nella Residenza sanitaria assistenziale di Cardito. «Licenziano precari per assumere
altri precari hanno detto i manifestanti. Eppure che tra qualche settimana rischiamo
di trovarsi senza lavoro perché non prorogare il nostro contratto, abbiamo
esperienza, siamo inseriti nel meccanismo operativo dove siamo stati applicati». I 20
operatori hanno un' età che varia dai 25 ai 55 anni. Molti sono sposati. E dal primo
ottobre saranno disoccupati. Dice uno dei precari: «C' è una nota di febbraio della
Regione che dà opportunità alle aziende sanitarie campane di prolungare i contratti
in scadenza fino alla fine dell' anno, invece la direzione generale dell' Asl Napoli 2
Nord ha deciso di risolvere il rapporto con noi ed assumere altri precari». «In questi
15 mesi, in cui siamo stati al servizio della sanità di questa Asl, abbiamo collaborato
per superare le emergenze, legate alle carenze di organico, adesso non serviamo più
e ci danno il ben servito» aggiunge una donna, preoccupata per il disagio economico
che dovrà affrontare tra qualche settimana. I precari sono stati reclutati dalla
graduatorie del Ruggi d' Aragona di Salerno, in un momento di emergenza. Qualcuno
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usofa la spola tra Salerno ed il Napoletano, altri sono del territorio dei comuni dell' Asl
Napoli 2 Nord, che va da Ischia ad Acerra. «Siamo solo 20, pochi forse, il numero ci
penalizza, ma noi siamo decisi ad andare fino in fondo. Ieri mattina una nostra
delegazione ha incontrato il direttore generale Antonio D' Amore, il quale è sembrato
convinto di continuare nel percorso delineato di sostituirci con i precari dell' avviso
pubblico, tranne diverse indicazioni che potrebbero arrivare dal direttore generale
della sanità regionale Antonino Postiglione». I manifestanti concludono: «Ci troviamo
di fronte ad un muro di gomma: abbiamo investito i sindacati, e trasferiamo l'
incontro in Regione, sperando che possa arrivare la soluzione definitiva».
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Buco infermieri in provincia di Salerno, ne mancano 1.800
di Michele Pappacoda - 19 settembre
2018 - 9:50 Nel territorio dell’Asl Salerno
mancano all’appello ben 1456 infermieri,
mentre sono 341 quelli in meno
all’Azienda ospedaliera universitaria
“San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”.
Una carenza inserita nella voragine degli
organici della sanità campana (-8.937
infermieri), seconda peggiore dopo la
siciliana. La denuncia arriva dall’analisi del Centro studi della Federazione nazionale
degli Ordini degli infermieri (Fnopi). Cifre con un impatto diretto sulla salute dei
pazienti. Partendo, infatti, dalla media dei paesi Ocse (tre infermieri per ogni
medico), arriviamo ai numeri allarmanti della sanità in Campania. I numeri del
“Ruggi” e dell’Asl. All’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi
d’Aragona” – che comprende anche i plessi del “Da Procida” di Salerno, “Santa Maria
Incoronata dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni, “Fucito” di Mercato San Severino e “Costa
d’Amalfi- Castiglione” di Ravello ci sono 1.261 paramedici per 534 medici. Il rapporto
è quindi di 2,4. Ancora peggio all’Asl Salerno, dove tra i primi (3.059) e i secondi
(1.505) il rapporto scende a 2, allineandosi alla media regionale. L’assistenza a
rischio. Drammatico il quadro del carico assistenziale: per ogni infermiere campano
ci sono 17 pazienti, cifra più alta d’Italia. E non si parla solo di stress lavorativo,
come è facile immaginare. «Sono i dati internazionali a parlare spiega la Fnopi- ogni
volta che si assegna un assistito in più a un infermiere (il rapporto ottimale sarebbe
1:6) aumenta del 23% l’indice di burnout, del 7% la mortalità dei pazienti, del 7% il
rischio che l’infermiere non si renda conto delle complicanze a cui il paziente va
incontro». In questo scenario, il rischio di mortalità in più tocca in media il 30-35%
circa. «Ciò nonostante – precisa l’indagine – questi numeri non si raggiungono
perché gli infermieri da sempre si prodigano per garantire la maggiore sicurezza
possibile anche nelle attuali condizioni di carenza ». Non a caso, svolge straordinario
circa il 40% dei paramedici occupati nel Ssn: 108mila sui 270mila totali. Ma non
bisogna disperare di innalzare gli standard assistenziali, anche in Campania, la
regione con l’aspettativa di vita più bassa. Sono chiari gli studi pubblicati su riviste
internazionali (Jama e British Medical Journal): a un incremento del 10% di infermieri,
corrisponde un calo della mortalità del 7%. E se si realizzasse un rapporto di 1
infermiere per 6 pazienti e nello staff fosse presente almeno il 60% di essi,
potrebbero evitarsi 3.500 morti l’anno. D’altra parte, afferma uno studio francese
nelle Unità di terapia intensiva: sotto la soglia di 2 infermieri ogni 5 pazienti e di
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoun medico ogni 14 pazienti il rapporto è di 5-6 infermieri per medico – c’è una
crescita significativa del rischio di mortalità. E aumentando i carichi di lavoro,
conincremento del turnover dei letti o delle manovre salvavita da parte del team di
guardia, il pericolo di decessi sale rispettivamente di 5,6 e 5,9 volte. Se piange la
Campania, falcidiata da un piano di rientro decennale, ride poco il resto d’Italia
(-53mila infermieri). Per l’Ocse, è lo Stato dal più basso rapporto europeo
medici/infermieri, al 35° posto (su 36) nella classifica dei suoi paesi membri. Le
uniche regioni a rispettare la soglia indicata sono Emilia Romagna, Friuli, Veneto,
Molise e la provincia autonoma di Bolzano. E la media nazionale assegna, ad ogni
infermiere, 11 pazienti da assistere. Però non mancano le contraddizioni. Sono pochi
i paramedici (6.1 ogni mille abitanti, media Ue di 8.4), ma in compenso abbondano i
medici: 3.8 ogni mille abitanti, valore più elevato della media Ue di 3.6. Gianmaria
Roberti La Citta Accedi o registrati per commentare questo articolo. L'email è
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Il presidente dell'Associazione "Tribunale del Malato
Costiera Amalfitana", Andrea Cretella scrive una lettera al
Ministro della Salute Giulio Grillo.
Il presidente dell’Associazione “Tribunale
del Malato Costiera Amalfitana”, Andrea
Cretella in una lettera al Ministro della
Salute Giulio Grillo. «La scrivente
associazione intende porre alla sua
autorevole e cortese attenzione le
problematiche del Presidio Ospedaliero
“Costa d’Amalfi” sito in Castiglione di
Ravello plesso dell’A.O.U. San Giovanni
di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. La struttura è stata identificata con DCA n°
8/2018 pubblicato sul BURC n 12 del 12/2/2018 come ospedale di “Zona disagiata”
ai sensi del D.M.70/2015, tale DCA è stato anche recepito nell’Atto aziendale della
A.O.U. Ruggi ove vengono conteggiati i posti letto previsti.In questa qualifica sono
previsti infatti 20 posti letto di Medicina con annessa funzione di Day Surgery e One
Day surgery, nonché la funzione di PS-OBI con i servizi indispensabili di laboratorio
analisi e radiologia ed il personale di supporto (rianimatore, cardiologo). A tutt’oggi
è attivo il solo PS con il laboratorio analisi e radiologia e le figure di supporto, manca
completamente l’OBI e soprattutto nessuna iniziativa è stata presa per la
realizzazione dei 20 posti di Medicina, come pure per la riattivazione della sala
operatoria esistente e disattivata da 3 anni, anzi è stato disattivato anche
l’ambulatorio di chirurgia sebbene vi siano 6 chirurghi di PS disponibili a svolgerlo in
orario ordinario. Ancora più grave e pericoloso è stata soppressa la reperibilità del
rianimatore per i trasferimenti di rianimazione con il presidio che spesso resta oltre
3 ore senza rianimatore, un vero attentato alla sicurezza di pazienti ed operatori.
Agli scriventi pare evidente la volontà della regione di non ottemperare a quanto
previsto dal DCA n° 8, lasciandolo come mera promessa elettorale fatta per tacitare
i cittadini della Costiera Amalfitana, un’altra truffa a chi già ha subito altre tipo il mai
aperto Ospedale di Pogerola d’Amalfi. Con la presente gli scriventi chiedono alla SVI
di agire nei confronti del Presidente-commissario On. le V. De Luca al fine di tradurre
in fatti concreti quanto da lui stesso deciso». Più informazioni su Accedi o registrati
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Impronte digitali per smascherare i furbetti del cartellino ...
Il Cdm ha dato il via libera all'utilizzo delle impronte digitali contro i furbetti del
cartellino nelle Pa. La novità per gli uffici pubblici è la rilevazione biometrica delle
presenze dei pubblici dipendenti. L'identificazione con impronte digitali di chi entra
in ufficio insomma. Con la nostra Antonella Palemieri siamo andati all'ospedale San
Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona: qui 3mila dipendenti passano il badge e lasciano
la loro impronta. Funziona così dal 2016, a seguito di una inchiesta che portò alla
luce una serie di tecniche che alcuni impiegati usavano sistematicamente per
marinare il lavoro.
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dato il via libera all'utilizzo delle impronte digitali contro i furbetti del cartellino nelle
Pa. La novità per gli uffici pubblici è la rilevazione biometrica delle presenze dei
pubblici dipendenti. L'identificazione con impronte digitali di chi entra in ufficio
insomma. Con la nostra Antonella Palemieri siamo andati all'ospedale San Giovanni
di Dio e Ruggi d'Aragona: qui 3mila dipendenti passano il badge e lasciano la loro
impronta. Funziona così dal 2016, a seguito di una inchiesta che portò alla luce una
serie di tecniche che alcuni impiegati usavano sistematicamente per marinare il
lavoro.
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Mancanza di infermieri nelle strutture sanitarie in Provincia
di Salerno
Mancanza di infermieri nelle strutture
sanitarie in Provincia di
SalernoMancanza di infermieri nelle
strutture sanitarie in Provincia di Salerno
Di Francesca Di Lallo - 19 settembre
2018 Facebook Twitter Google+
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d’Aragona di Salerno e l’Asl, mancano
circa 1.800 infermieri. A rischio
l’assistenza dei pazienti in tutta la
Provincia Tra l’Asl di Salerno e l’ azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi
d’Aragona” mancano circa 1.800 infermieri. Si tratta di una carenza inserita nella
voragine degli organici della sanità campana. Queste cifre, ovviamente, hanno
impatto diretto sulla salute dei pazienti. Come riporta La Città, nell’azienda
ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, che comprende
anche i plessi del “Da Procida” di Salerno, di Cava de’ Tirreni , di Mercato San
Severino e di Ravello il rapporto numerico infermieri/medici è di 2,4. Invece, all’Asl
Salerno il rapporto scende a 2, allineandosi alla media regionale. Dunque,
l’assistenza per i pazienti è a rischio. Infatti, per ogni infermiere campano ci sono 17
pazienti, cifra più alta d’Italia. Spiega la Fnopi, Federazione nazionale degli Ordini
degli infermieri: “Sono i dati internazionali a parlare. Ogni volta che si assegna un
assistito in più a un infermiere aumenta del 23% l’indice di burnout, del 7% la
mortalità dei pazienti, del 7% il rischio che l’infermiere non si renda conto delle
complicanze a cui il paziente va incontro”. D’altra parte, sotto la soglia di 2
infermieri ogni 5 pazienti e di un medico ogni 14 pazienti il rapporto è di 5-6
infermieri per medico. Inoltre, aumentando i carichi di lavoro, il pericolo di decessi
sale rispettivamente di 5,6 e 5,9 volte. Comunque, in generale l’Italia è lo Stato con
il più basso rapporto europeo medici/infermieri, al 35° posto nella classifica dei suoi
paesi membri. Le uniche regioni a rispettare la soglia indicata sono Emilia Romagna,
Friuli, Veneto, Molise e la provincia autonoma di Bolzano. Infine, la media nazionale
assegna, ad ogni infermiere, 11 pazienti da assistere. In compenso, però, abbondano
i medici. Facebook Twitter Google+ Pinterest WhatsApp Link Sponsorizzati
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Salerno, al via opere di ristrutturazione
Salerno si prepara a rifarsi il look, con
una spesa da 1 miliardo e 72 milioni di
euro. Ecco i progetti che cambieranno il
volto della città Nasce la nuova città Il
finanziamento della Regione Campania
per la realizzazione di un ampio parco di
opere pubbliche, di edilizia residenziale e
non solo, a Salerno è davvero
imponente. Il totale è pari a 1 miliardo e
72 milioni di euro per ridisegnare il volto della città campana. Come saranno
ripartiti? A spiegarlo sono il Sindaco Napoli e il Presidente della Regione Campania
De Luca: 430 milioni per progettazioni in corso, 18 milioni di euro per gare in corso
di aggiudicazione. I progetti I finanziamenti copriranno un importante numero di
opere, di natura trasversale. A essere finanziati saranno lavori che interesseranno il
centro della città ma non solo. Spazio anche alle periferie, per la loro
riqualificazione. Nei prossimi mesi i cantieri aperti in città saranno davvero numerosi
e le aziende che apprestano a realizzare le iniziative su carta potranno accrescere la
loro efficienza grazie alla possibilità di acquistare, anche on line, le attrezzature più
moderne ed efficienti, dalle benne in poi, sul portale Giffi Market. I cantieri apriranno
per migliorare il volto del polo Fieristico e del lotto di porta Ovest, per potenziare la
metropolitana e migliorare l’efficienza dal nuovo ospedale Ruggi d’Aragona. E
ancora, spazi a interventi che interesseranno il parco del Mercatello, l’aeroporto di
Pontecagnano, lo stadio Arechi fino al completamento della Cittadella Giudiziaria.
Molte misure interesseranno, poi, il rilancio e la riqualificazione dei quartieri. In
particolare si lavorerà per la ristrutturazione del Teatro Verdi, del Ghirelli e del
Casino Sociale e per il completamento della Sala Pasolini. De Luca: “Un progetto
unico in Italia” Nel corso della presentazione alla stampa, pochi giorni fa, il
Governatore De Luca ha dichiarato che si tratta di “Un progetto che non ha paragoni
in Italia. Stiamo completando la nuova Salerno. Un disegno di trasformazione. Siamo
un modello nazionale”. De Luca si sofferma anche sul nuovo Ruggi D’Aragona, la
struttura sanitaria, spiegando che “Finanzieremo un grande nuovo ospedale di
Salerno. Perché Salerno merita una struttura ospedaliera all’avanguardia, anche
perché tra tre o quattro anni il Ruggi rischia la chiusura perché non è a norma”. La
risorsa mare come volano di sviluppo Il vero volano di sviluppo per la città, secondo
il Sindaco Vincenzo Napoli, è la risorsa mare. Il fronte mare, nelle parole di Napoli, è
un “autentico volano per il futuro della città”. Lavori in corso anche in questa
direzione, con De Luca che spiega: “Si tratta del progetto più rilevante per il futuro
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usoeconomico della città che darà lavoro a centinaia di giovani salernitani. Il progetto
nasce da un’idea di Bohigas. E parte da Piazza della Libertà. Un pezzo di questo
fronte di mare è già stato realizzato con la riqualificazione di Santa Teresa, dove la
spiaggia si è già raddoppiata. I cittadini e noi tutti dobbiamo cominciare a
immaginare che davanti a tutto il lungomare di Salerno ci sarà una spiaggia di 100
metri di profondità, non come adesso che tocca una lunghezza di soli 7 – 8 metri.
Entro il prossimo anno avremo tutti i cantieri aperti per realizzare questo, che mi
piace definire un vero miracolo”.
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Sanità: a Salerno e provincia mancano quasi 2 mila
infermieri
Sanità: a Salerno e provincia mancano
quasi 2 mila infermieriSanità: a Salerno e
provincia mancano quasi 2 mila
infermieri Di Redazione Campania - 19
Set 2018 Condividi su Facebook Tweet
su Twitter Carenza di infermieri a
Salerno. Nel territorio dell’Asl Salerno
mancano all’appello 1.456 infermieri
mentre all’Azienda ospedaliera
universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi
d’Aragona ne mancano 341. Come
riporta La Città la denuncia arriva
dall’analisi del Centro studi della
Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (Fnopi) ed ha ripercussioni dirette
sulla salute dei pazienti dal momento che ogni medico dovrebbe avere tre infermieri
secondo la media dei paesi Ocse. Al plesso del Ruggi che comprende anche il “Da
Procida” di Salerno, “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni, “Fucito”
di Mercato San Severino e “Costa d’Amalfi- Castiglione” di Ravello ci sono 1.261
paramedici per 534 medici con un rapporto di 2,4.Ancora peggio all’Asl Salerno,
dove tra i primi (3.059) e i secondi (1.505) il rapporto scende a 2, allineandosi alla
media regionale. Ultime Notizie Redazione Costiera - 15 Set 2018 Oggi 15
settembre si celebra la Beata Vergine Maria Addolorata. La devozione alla Vergine
Addolorata si sviluppa a partire dalla fine dell'XI secolo, con un primo cenno... Per
ogni infermiere campano ci sono 17 pazienti, cifra più alta d’Italia. «Sono i dati
internazionali a parlare spiega la Fnopi- ogni volta che si assegna un assistito in più
a un infermiere (il rapporto ottimale sarebbe 1:6) aumenta del 23% l’indice di
burnout, del 7% la mortalità dei pazienti, del 7% il rischio che l’infermiere non si
renda conto delle complicanze a cui il paziente va incontro». In questo scenario, il
rischio di mortalità in più tocca in media il 30-35% circa. Ovviamente gli infermieri
della nostra regione e dei plessi Salernitani fanno si tutto per garantire la maggiore
sicurezza possibile anche nelle attuali condizioni di carenza. Non a caso svolge
straordinario circa il 40% dei paramedici occupati nel Ssn: 108mila sui 270 mila
totali. Per l’Ocse l’Italia Stato dal più basso rapporto europeo medici/infermieri, al
35° posto (su 36) nella classifica dei suoi paesi membri. Le uniche regioni a
rispettare la soglia indicata sono Emilia Romagna, Friuli, Veneto, Molise e la
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pazienti da assistere. Oroscopo del giorno Meteo Salerno nubi sparse enter location
24.6 ° C 26 ° 23 ° 73% 1.5kmh 75% gio 24 ° ven 19 ° sab 22 ° dom 24 ° lun 26 °
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«Ora possiamo uscire dal commissariamento ma sono
procedimenti che richiedono tempo»
SANITÀ / Il manager dell' azienda
ospedaliera universitaria, Giuseppe
Longo, sostiene la necessità di rivalutare
i criteri di reparto per migliorare le
aspettative di vita in Campania «E'
necessario rivalutare i criteri di riparto».
E' questa la "sentenza" di Giuseppe
Longo, manager dell' azienda
ospedaliera universitaria Ruggi d'
Aragona, intervenuto nel corso dell'
assemblea nazionale tenutasi ieri
mattina a Salerno, indetto da Cgil, Cisl
eUil per celebrare il 40esimo
anniversario dell' istituzione del servizio
sanitario nazionale. In Campania,
riferiscono gli ultimi studi, l' aspettativa
di vita è ridotta di molto, rispetto agli
anni passati. «I dati epidemiologici ed in
modo particolare l' istituto superiore di
sanità li ha validati e dicono che la
speranza di vita in Campania è ridotta
rispetto alle regione capofila quindi le
regioni del nord», ha dunque dichiarato Longo, parlando della necessità di rivalutare
i criteri di reparto. La Campania, infatti, soffre di un sotto finanziamento rispetto alle
altre regioni italiane: «in modo particolare siamo l' ultima regione in termini di
finanziamento pro capite. Siamo una regione in piano di rientro, con una
penalizzazione fortissima», ha dichiarato ancora il dirigente generale dell' azienda
ospedaliera uni versitaria. Ad aggravare una situazione già di per sé complessa
ancora una volta il blocco del turn over del personale, «uno degli effetti del
commissariamento per cui per 9 anni non abbiamo potuto reclutare il personale e
questi due elementi, da soli, determinano già degli effetti negativi nell'
organizzazione dei servizi sanitari tanto che la nostra regione non soffre nell' aspetto
tecnico -professionale nel senso che abbiamo dei valenti importanti professionisti,
sia medici che infermieri ed altre professioni sanitarie. Il problema è di tipo
organizzativo -strutturale». Una situazione dunque critica seppur con un lato
positivo: il piano nazionale esiti, infatti, sta registrando un miglioramento degli
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Campania stia avanzando in termini di punteggio.«Questo significa che se ci fanno
uscire in maniera definitiva dal commissaria mento è probabile che la nostra regione
riesca a recuperare un Gap significativo tra noi e le regioni del nord», ha aggiunto
Longo, secondo cui iniziano ad esserci tutte le condizioni per uscire dal commissaria
mento perché la richiesta è stata fatta in maniera appropriata ma anche perché da
ormai 5 anni la Regione chiude in pareggio i propri conti così come in questi ultimi
anni si iniziano a registrare miglioramenti sulla griglia Lea. Ora, non resta che
attendere lo sblocco dei fondi previsti dall' articolo 20. Si tratta di soldi destinati alla
ristrutturazione edilizia per i nuovi ospedali o per mettere a norma quelli già
esistenti, anche grazie agli indicatori di reddito che, da un punto di vista
assistenziale, mostrano risultati significativi di miglioramento, come l' assunzione di
250 unità in 9 mesi, proprio su richiesta del manager Longo. «I numeri iniziano ad
essere di valore e ci sono tutte le condizioni per potercene uscire ma è chiaro che
sono procedimenti che richiedono tempi di valutazione tecnico politico sul tavolo
ministeriale».
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro uso20/09/2018 Pagina 29
Il Mattino (ed. Salerno)
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
Il giudice Allegro resiste allo scippo cade e si ferisce
Petronilla Carillo
Era andata a comprare dei cornetti per la
sua famiglia quando è finita nel mirino di
un balordo che, probabilmente, neanche
sapeva chi fosse. Brutta disavventura
per il giudice Anna Allegro la quale
domenica mattina è finita al pronto
soccorso dell' azienda ospedaliera San
Giovanni di Dio e Ruggi d' Aragona per
essere medicata a seguito di uno scippo.
Anzi, di un tentato scippo. LA DINAMICA
Il giudice stava percorrendo corso
Garibaldi, era in pieno centro, ed era
appena scesa di casa quando un ragazzo
a bordo di uno scooter l' ha vista e l' ha
puntata. La Allegro stava andando verso
piazza della Ferrovia, verso un bar,
quando il giovane si è avvicinata a lei a
forte velocità, ha afferrato la sua borsa e
ha tentato di strappargliela. Il giudice si
è accorta della presa e ha opposto
resistenza. Il giovane ha perso un po' l'
equilibrio poi, per evitare cadute, ha
mollato la borsa. La resistenza, per lui
che era sul due ruote, era tanta perché
nella folle corsa si è trascinato dietro anche il magistrato. Anna Allegro, difatti, è
scivolata a terra trascinata per alcuni metri dal ragazzo in corsa. È durato tutto
pochi, ma interminabili, istanti. Appena lo scippatore è fuggito via, il giudice è stata
subito soccorsa e trasferita in ospedale per una serie di accertamenti. Per fortuna,
nulla di grave, soltanto qualche escoriazione e qualche leggera contusione. Per i
sanitari del Ruggi starà bene nel giro di una settimana. LE INDAGINI Sul posto sono
giunti anche i carabinieri del maggiore Paolo Rubbo e del tenente Bartolo Taglietti
della compagnia Salerno, i quali hanno immediatamente provveduto a prendere
informazioni dai testimoni. A fornire un aiuto importante è stata la stessa vittima la
quale, nella sua dettagliata denuncia, ha fornito diverse indicazioni utili ai militari
dell' Arma. Nelle mani gli investigatori avrebbero anche alcuni filmati delle
telecamere di alcuni negozi che, in queste ore, sono attentamente visionate per
cercare di estrarre dettagli che possano essere di utilità per l' individuazione del
responsabile. Secondo i primi accertamenti, difatti, si tratterebbe di uno scippatore
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usosolitario. IL PRECEDENTE Qualche giorno fa un altro giudice in pensione finì, in pieno
centro, nel mirino dei ladri: Michelangelo Russo. Nel suo caso, invece, gli sono
entrati in casa nel cuore della notte e lo hanno derubato. Anche in questa
circostanza è stata una casualità. Probabilmente neanche sapevano di entrare in
casa di un magistrato. Ma quanto accaduto è sintomo di un ritorno della piccola
delinquenza. Anche in questa circostanza indagano i carabinieri della compagnia
Salerno i quali non escludono che possa trattarsi di stranieri dell' Est, bravi ad
arrampicarsi e molto rapidi. L' ALLARME Cresce dunque l' allarme in città, complice -
forse - anche il perdurare della crisi economica sopratutto per i piccoli reati
predatori, quelli che maggiormente vengono avvertiti dalla cittadinanza. ©
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La Città di Salerno
Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
Il manager Longo «Sblocco dei fondi per le opere edili»
«Credo che iniziano ad esserci tutte le
condizioni per uscire dal
commissariamento, in quanto stavolta la
richiesta è stata fatta in maniera
appropriata. E, inoltre, sono 5 anni che la
Regione chiude in pareggio i propri conti,
così come quest'ultimo anno s'iniziano a
registrare i miglioramenti sulla griglia dei
livelli essenziali d'assistenza ». E'
fiducioso il direttore generale del Ruggi
d'Aragona, Giuseppe Longo . E dà pure
qualche anticipazione. «Probabilmente
rivela avremo lo sblocco dei fondi sulla
ristrutturazione edilizia, che riguarda i
nuovi ospedali o per mettere a norma
quelli già esistenti. E gli indicatori di
esito, che sono quelli assistenziali,
iniziano ad avere risultati significativi di
miglioramento». E sulla assunzioni Longo
puntualizza come «tutte le aziende le
stiano portando avanti». «Da quando ho
iniziato a Salerno conclude Longo
l'Azienda ha avuto autorizzato in 9 mesi 250 unità. I numeri, quindi, iniziano ad
essere importanti». (g.d.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Argomento: AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona
Tumori al colon Monaldi promosso
LO STUDIO Ettore Mautone I tumori del
colon sono tra le neoplasie più diffuse
nei paesi industrializzati. Picchi si
registrano anche in Campania. La
prevenzione primaria (basata su una
corretta alimentazione e sane abitudini
di vita), gli screening di massa (per la
diagnosi precoce) e infine un corretto
approccio chirurgico con interventi in
centri che eseguono almeno 50
procedure all' anno, assicurano i tassi
maggiori di sopravvivenza. LA CAMPANIA
In Campania, in base ai dati dell' Agenas
(2017), esistono 87 centri clinici (pubblici
e privati) che effettuano in totale 1.953
interventi chirurgici. Tuttavia solo 9
strutture eseguono più di 50 interventi
all' anno. Si tratta di Pascale (205),
Cardarelli (162), Policlinico Federico II
(128), Monaldi (103), Policlinico del
centro storico (87), Moscati di Avellino
(68), San Sebastiano di Caserta (60),
Rummo di Benevento (56) e Betania di
Ponticelli (al limite minimo di 50
interventi). Tra questi ospedali - che hanno eseguito in regime di ricovero ordinario e
diagnosi principale o secondaria di tumore maligno del colon, almeno 50 interventi
di asportazione parziale dell' intestino crasso o asportazione totale - solo il Monaldi
supera la successiva griglia di valutazione. Ossia volumi di interventi superiore ai 90
casi e utilizzo della laparoscopia superiore al 35%. In base ai rilievi Agenas,
maggiore è il numero di procedure eseguite migliore è il risultato con una
sopravvivenza a un mese dall' intervento del 2% superiore. Su scala nazionale se
tutti gli interventi fossero stati eseguiti in centri con almeno 50 procedure annue ci
sarebbero 151 morti in meno (circa 10 in Campania). IL PRIMATO DEL MONALDI Il
presidio dell' Azienda dei Colli a fronte di 103 interventi annui l' 85% (88) è stata
eseguita con tecnica mininvasiva. L' uso del robot e del laparoscopio assicura rapidi
tempi di degenza ed efficacia pari alle tecniche tradizionali. Primato che conferma l'
eccellenza dell' unità di Chirurgia generale guidata da Franco Corcione, presidente
della Società italiana di chirurgia. Pertanto l' Agenas elegge il Monaldi a unico centro
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usotrainer in Campania. In realtà fanno un buon lavoro anche gli altri 8 presidi che sono
sopra la soglia di 50 procedure. Ma solo 4 sono oltre i 90 interventi. Tra questi il
Pascale effettua 52 operazioni in laparoscopia (25%), il Cardarelli arriva a 34 (21%)
la Federico II è al 21%. Tra gli altri centri, sopra i 50 e sotto i 90, alcuni registrano
percentuali di mininvasiva ancora inferiori. Il Policlinico del centro storico il 5%, il
Moscati di Avellino il 6%. Vanno meglio gli ospedali di Caserta e Benevento
(rispettivamente al 30 e 27%) con Villa Betania ne esegue il 56% in laparoscopia a
fronte di una media campana del 20%. Considerevole anche il dato della migrazione
sanitaria passiva: su 1.953 interventi per cancro del colon 344 (circa un terzo) hanno
effettuato l' operazione fuori Regione. GLI ACCREDITATI Nel settore accreditato
sebbene sotto soglia si mettono in mostra Villa dei Fiori di Acerra (27 procedure di
cui il 48% mininvasive), Pineta Grande di Castelvolturno (39 interventi di cui il 13%
in laparoscopia), e il Fatebenefratelli di Napoli (28 con 11% innovative), laddove
ospedali pubblici come il San Giovanni Bosco hanno effettuato 32 interventi ma
nessuno col laparoscopio (a pari merito col Tortora di Pagani). Bene il Ruggi di
Salerno che sfiora la sufficienza con 45 interventi di cui il 33% in laparoscopia. Il
Moscati di Aversa ne conta 46 di cui solo 4 (9%) mininvasive. Degni di nota i 24
interventi del Cto (4% mininvasivi), mentre si scende a 16 per il San Paolo e l'
ospedale di Pozzuoli (quest' ultimo in recupero dal 2018), e a 13 per Loreto mare,
Incurabili e Frattamaggiore. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Il Mattino (ed. Salerno)
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
Anziana muore dopo un intervento aperta l' inchiesta, dieci
medici indagati
ANGRI ANGRI Nicola Sorrentino Muore
tre giorni dopo essersi sottoposta ad un
intervento. La procura di Nocera
Inferiore apre un' inchiesta per omicidio
colposo: dieci i medici indagati. Sullo
sfondo la morte di Clementina Franza,
78enne di Angri, sposata e con figli,
deceduta lo scorso giovedì, all' Umberto
I di Nocera Inferiore. La donna era giunta
in ospedale lunedì 10 settembre: i
medici le avevano riscontrato una
situazione di ittero: la pelle, cioè,
presentava un colore giallastro, di solito
dovuto ad uno squilibrio dei livelli del
sangue. L' AUTORIZZAZIONE Dietro
consenso firmato, la paziente si era
sottoposta ad un ERCP, un intervento di
endoscopia retrograda colangio-
pancreatica. Attraverso una sonda, l'
intervento, di natura invasiva, mirava a
capire cosa ostruisse il normale deflusso
della bile e del succo pancreatico nell'
intestino. Il sospetto dei medici pare
fosse legato alla presenza di calcoli nelle
vie biliari. Nella stessa serata di lunedì, le condizioni della paziente non erano però
migliorate. Due consulenze, effettuate dall' equipé chirurgica sia martedì che
mercoledì mattina, non avevano ravvisato o fatto sorgere eventuali complicanze. E
dunque, avevano escluso la necessità di un ulteriore intervento. Nel reparto malattie
infettive la paziente c' era rimasta fino al giorno 13, di giovedì, quando fu disposto il
trasferimento in rianimazione. A causa di un aggravamento delle sue condizioni, che
nella stessa giornata l' aveva condotta al decesso. L' indagine è coordinata dal
sostituto procuratore presso il tribunale di Nocera Inferiore, Viviana Vessa. L'
autopsia sarà eseguita nella giornata di domani. La denuncia è stata sporta dalla
famiglia dell' anziana, attraverso la quale è stato chiesto di verificare se vi siano
state responsabilità mediche sul decesso.. Al medico legale spetterà capire se la
donna sia deceduta per cause naturali o per effetto di altre cause. © RIPRODUZIONE
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Il Mattino (ed. Salerno)
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
«Tetti di spesa iniqui rivedere assegnazione di risorse alle
Regioni»
Sabino Russo
Camusso: «Regole universali per
revocare squilibri territoriali» «Se la
Campania è pronta a uscire dal
commissariamento bisogna deciderlo nel
merito e non per ragioni politiche». Nel
40esimo anniversario della riforma
sanitaria, Cgil, Cisl e Uil rilanciano l'
impegno e la mobilitazione su tetti di
spesa, liste d' attesa, mobilità passiva,
investimenti, piani di rientro e
commissariamenti, carenze di personale,
con una particolare attenzione all'
urgenza di recuperare il deficit tra Nord
e Sud nell' offerta di prestazioni e servizi
che caratterizza soprattutto le regioni
come la Campania, attraverso un'
assemblea-manifestazione nazionale all'
auditorium del Grand Hotel di Salerno,
alla presenza dei segretari generali delle
3 sigle confederali, rispettivamente
Susanna Camusso, Annamaria Furlan e
Carmelo Barbagallo. LA POLEMICA «Non
ho nessun problema a riavviare la
discussione sul commissariamento
sostiene Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil Ritengo giusto, allo stesso
tempo, che in quelle Regioni dove non si spendono le risorse, non si efficienta la
sanità e si crea un danno al Paese ci sia un commissariamento ad acta. C' è bisogno,
inoltre, di un intervento straordinario per il Mezzogiorno per colmare il gap nell'
offerta assistenziale, tra liste d' attesa lunghissime e anziani che non possono farsi
gli esami». E proprio quello dei tetti di spesa, che a Salerno e in altre aree della
Campania quest' anno si sono esauriti con 5 mesi d' anticipo, per i segretari
confederali, diventa uno dei punti da cui partire per chiedere un aumento del fondo
da destinare alla sanità. «Uno dei problemi che abbiamo è un finanziamento
insufficiente e per questo motivo andrebbe ricostruita una norma universale per l'
insieme delle Regioni ritiene Susanna Camusso, segretario generale della Cgil
Bisogna ridurre, poi, la spesa privata per le famiglie, che spesso corrisponde alla
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usorinuncia a curarsi, occuparsi delle liste d' attesa, intervenire sui ticket, garantire il
diritto ai cittadini». LA PIANIFICAZIONE L' obiettivo è un nuovo Patto per la Salute,
tra Governo, Regioni e Comuni, che superi il tradizionale elenco delle cose da fare
(che poi non si fanno), per diventare una road map, con un crono-programma sulle
strategie regionali, migliorando il sistema di monitoraggio e di intervento nazionale
(Stato/Regioni) per la garanzia dei Lea, attivando una cabina di regia con la
presenza delle forze sociali. Oltre alle buone intenzioni, Cgil, Cisl e Uil propongono
10 cose da fare subito: aumentare il finanziamento del servizio sanitario nazionale,
eliminare i super ticket, restituire il diritto alle persone di ricevere le cure sanitarie
nel territorio in cui vivono, rivedere e aggiornare il piano sui tempi d' attesa, un
nuovo equilibrio tra ospedali e servizi socio sanitari nel territorio, la definizione di
livelli essenziali dell' assistenza sociale (Leps), completare e rendere realmente
obbligatori e omogenee le regole di accreditamento delle strutture private,
organizzare con le regioni in difficoltà percorsi di convergenza per assicurare i Lea
come nelle realtà più virtuose, stabilire finanziamenti per l' avvio della Rete dei
servizi territoriali, ridurre le disuguaglianze nell' accesso ai servizi. «La migrazione
continua per curarsi non è accettabile nel nostro Paese dice Annamaria Furlan,
segretario generale della Cisl Si deve ripartire dai bisogni dei territori e creare un
diritto alla salute uguale per tutti. Le strutture sono spesso inadeguate, il personale,
in Regioni come la Campania, alle prese col blocco del turn over, è sempre più
carente. La sanità per troppo tempo ha voluto dire tagli. Questo non è più
sopportabile». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
Due nuovi reparti all' Umberto I
NOCERA / Saranno inaugurati sabato
mattina Due nuovi reparti all' ospedale
Umberto I da sabato 22 settembre: il
direttore sanitario Alfonso Giordano ha
ufficializzato il doppio taglio del nastro a
cui parteciperà il presidente della
Regione, Vincenzo De Luca. Alla
cerimonia, a cui parteciperà anche il
vescovo, monsignor Giuseppe Giudice.
La Rianimazione è pronta a riaprire i
battenti al piano terra, nella sede che ha
occupato da sempre. Nel frattempo è
stato riaperto il blocco operatorio. Invece
la Medicina al quinto piano è un reparto
che servirà a rispondere alle continue
richieste di posti letto. Dovrebbe vedere
luce anche la Gastroenterologia. Un
progetto che rientra nel restyling
generale dell' ospedale.
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Il Mattino (ed. Salerno)
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
Massa, in venti giorni 34 morti in corsia: indagato il primario
di Medicina generale
L' INCHIESTA C' è davvero un batterio
killer al Nuovo Ospedale Apuano (Noa) di
Massa? A dirlo sarà l' inchiesta aperta
dalla procura di Massa su 33 morti
sospette avvenute tra dicembre e
gennaio dello scorso anno nel reparto di
medicina. Il caso si è aperto con un
fascicolo per omicidio colposo sulla
morte di una donna, Fernanda Ballerini,
morta il 31 dicembre scorso, e si è poi
esteso ad altri decessi avvenui nello
stesso periodo. L' INTERPELLANZA Nel
registro degli indagati è stato iscritto il
primario di medicina generale,
Alessandro Pampana. Tutto è partito da
un' interpellanza al sindaco e da un
esposto presentato nel febbraio scorso
da Stefano Benedetti, ora presidente del
Consiglio comunale e all' epoca
consigliere di Forza Italia. Benedetti è
una figura di rilievo del centrodestra che
guida la città apuana, certo non tenero
verso la sanità e il governo regionale. Ed
è un politico molto attivo, che non lesina
gli esposti. Nella sua denuncia l' allora consigliere comunale raccontava che gli era
stato riferito «di pazienti entrati in ospedale per patologie ben diverse dalle
infezioni, magari per problemi di tipo ortopedico, ma deceduti per gli effetti di
contagio da batterio, in particolare da clostridium», e chiedeva alla Procura di fare
chiarezza, muovendo anche dubbi sul rispetto delle procedure all' interno dell'
ospedale. L' azienda sanitaria replicò seccamente, con tanto di conferenza stampa, e
querelò Benedetti per diffamazione. Il numero delle morti, era stato spiegato, era in
linea con quelle in reparti di ospedali simili per volume e attività, e in linea anche
con quelle avvenute nello stesso reparto negli anni precedenti. «37 decessi nel
reparto di medicina generale dal 20 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016; 36 decessi
nello stesso reparto dal 20 dicembre 2016 al 10 gennaio 2017 e 33 decessi dal 20
dicembre 2017 al 10 gennaio 2018». L' apertura dell' inchiesta servirà a capire se
Riproduzione autorizzata Licenza Promopress ad uso esclusivo del destinatario Vietato qualsiasi altro usodavvero al Noa c' è qualcosa che non va; l' iscrizione di Pampana nel registro degli
indagati sarebbe strumentale in vista degli esami irripetibili che la procura disporrà
nei prossimi giorni dopo il conferimento dell' incarico a un consulente fissato per il 1
ottobre. Per il procuratore di Massa Carrara, Aldo Giubilaro l' indagine sul primario è
«un atto formale, non potendo procedere contro ignoti visto che il reparto in
questione ha di fatto un responsabile. Non c' è ancora nulla di concreto. L' ipotesi di
reato è l' omicidio colposo per la morte di 33 persone, per lo più anziani, in un lasso
di tempo limitato. Se è stato compiuto un errore umano nel curare queste persone
ce lo diranno le perizie e le 33 cartelle cliniche che abbiamo provveduto a
sequestrare». VITTIME MOLTO ANZIANE «I decessi - ha detto ancora Giubilaro -
hanno riguardato pazienti molto anziani, sette di questi avevano più di 90 anni, la
maggior parte tra i 70 e gli 80 e poi ci sono due cinquantenni. Era doveroso aprire
un fascicolo per fare chiarezza soprattutto per i familiari di queste persone, a cui è
stato notificato l''atto di apertura delle indagini». Alla notizia dell' inchiesta la Asl
risponde con serenità, affermando di aver fiducia «nel lavoro della magistratura, che
farà chiarezza e fugherà ogni dubbio sull''operato del medico». Omero Cambi ©
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Argomento: Sanità Salerno e provincia
Progetto Pilota, diffidata l' Asl Salerno
IL CASO AUTISMO / La presidente dell'
associazione ha incontrato il difensore
civico regionale Giuseppe Fortunato, che
sta preparando un' azione ufficiale Angsa
Campania chiede l' avvio dei corsi di
formazione e la realizzazione della short
list Asl alle strette sul caso autismo.
Poiché dopo la riunione chiarificatoria
nulla si è concretamente mosso Angsa
Campania, per intervento della
presidente Claudia Nicchiniello, ha
inviato una diffida scritta. Sempre la
Nicchi niello, in settimana, ha incontrato
a Napoli il difensore civico della Regione
Campania, avvocato Giuseppe Fortunato,
a cui ha sottoposto documenti e
situazione generale. Il tema di fondo è
sempre quello della presa in carico
diretta, da parte dell' Asl, dei soggetti
autistici così come previsto dalla legge
134 del 2015 e da tutta una serie di
regolamenti e normative che ne
discendono. Nella diffida firmata dalla presidente di Angsa Campania si chiede
innanzitutto che "il 24 settembre tutti i tecnici del comportamento che seguono i
bambini siano chiamati a frequentare il corso summenzionato, abilitante al Progetto
Pilota". E ancora che "si emetta al più presto la delibera attuativa con i nomi (con le
ovvie tutele della privacy) dei bambini allegati per il Progetto di cui alla Delibera
908/2017". Infine che si definisca che i tecnici del comportamento di cui al punto sub
1) siano già i primi iscritti alla short list, a seguito della frequen tazione con profitto
del corso di 100 ore. Il corso a cui si fa riferimento è quello che abilita gli analisti
come tecnici del comportamento, una figura che non è ancora presente negli
organici dell' Asl Salerno e che, per legge, dovrebbe invece esserci. L' altro aspetto
su cui si punta forte l' attenzione è quello del danno erariale perché è accertato che
la presa in carico diretta, organizzata nell' ambito del progetto pilota, riduce i costi
di al meno il 50% rispetto a quanto accade adesso. Tanto per fare un esempio: il
bambino che va nel centro accreditato viene seguito a fronte di un costo che varia
tra 42 e 44 euro l' ora (a seconda che l' assistenza sia ambulatoriale o domiciliare)
mentre con la presa in carico diretta, come per esempio succede a Benevento, l' Asl
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