COMUNE DI RUSSI Sabato, 12 gennaio 2019
←
→
Trascrizione del contenuto della pagina
Se il tuo browser non visualizza correttamente la pagina, ti preghiamo di leggere il contenuto della pagina quaggiù
COMUNE DI RUSSI
Sabato, 12 gennaio 2019
Prime Pagine
12/01/2019 Prima Pagina
Corriere di Romagna (ed. Ravenna) 1
12/01/2019 Prima Pagina
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 2
Cronaca
12/01/2019 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 8
Due farse in dialetto romagnolo al Centro sociale Porta Nova 3
12/01/2019 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 65
Poli e Milena Vukotic incontrano il pubblico 4
Cultura e Turismo
12/01/2019 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 49
Andrea Contarini presenta 'Quaderni di campagna' 5
Infrastrutture, viabilità, trasporti
12/01/2019 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 11
Oggi la manifestazione dei pendolari di Godo e Classe 6
12/01/2019 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43
Pronti alla grande retromarcia di giugno «Ripristineremo le fermate... 7
sport
12/01/2019 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 78
Il Russi ricomincia dal Forlimpopoli 9
12/01/2019 Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 22
Lucchese è l' uomo da battere nell' Ultramaratona sul Lamone 10
12/01/2019 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 77
'Pace sul Lamone', riecco l' ultramaratona 11
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
12/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 1 Fabio Tamburini
L'EVENTO ANNUNCIATO E QUALCHE CONSIGLIO AI... 12
12/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 4
L' impatto sui conti: si allontana il calo del debito 14
12/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 4
La Cdp accelera i pagamenti della Pa Via allo sblocca debiti 16
12/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 14 Mario Baldassarri
meglio rifare i conti prima delle europee 18
12/01/2019 Il Sole 24 Ore Pagina 20 Pier Luigi del Viscovo
Il 2019 sarà ancora un anno complicato 20
12/01/2019 Italia Oggi Pagina 11 GAETANO COSTA
Scontro nel Pd sul ritorno delle Province sarde 22
12/01/2019 Italia Oggi Pagina 29 ANTONIO CICCIA MESSINA
Edilizia, cause stop 24
12/01/2019 Italia Oggi Pagina 31
Tra enti non commerciali fusioni con registro al 3% 25
12/01/2019 Italia Oggi Pagina 32 STEFANO MANZELLI
Il blocco stradale diventa reato ma serve il dolo 26
12/01/2019 Italia Oggi Pagina 32
Lo Stato non può fare spallucce 28
12/01/2019 Italia Oggi Pagina 32
Mini-investimenti, lavori da iniziare entro il 15/5 30
12/01/2019 Italia Oggi Pagina 33 MARCO SOLAIA
I bandi con l' equo compenso 3212 gennaio 2019
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
112 gennaio 2019
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
212 gennaio 2019
Pagina 8 Corriere di Romagna
(ed. Ravenna-Imola)
Cronaca
Due farse in dialetto romagnolo al Centro sociale
Porta Nova
RUSSI Domani sera alle 20.45, al Centro
sociale culturale Porta Nova di Russi (via Aldo
Moro 2/1), andranno in scena due farse in
dialetto romagnolo, Maza maza, ie tot ad cla
raza e Una bela pitnadoura, a cura del gruppo
comico dialettale di Gambettola " De' Bosch".
Prossimo appuntamento con il teatro dialettale
sabato 9 febbraio con il Gruppo "Cumpagnì
dla Parochia" di Carpena Forlì che presenterà
Il ciameva Fartèla. Per info: tel. 0544 582088,
e-mail: portanovacentro@libero.it;
www.centrosocialeportanova.it.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
312 gennaio 2019
Pagina 65 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Cronaca
Poli e Milena Vukotic incontrano il pubblico
CONCERTO d' eccezione questa sera alle 21
al bar 200 di via Faentina Nord 200 a Godo di
Russi. Protagonisti sul palco allestito per l'
occasione saranno Javier Eduardo Maffei
(nella foto), sassofonista di Cremonini;
Massimo Sutera, bassista di Lucio Dalla e di
tanti altri cantanti; Corrado Cacciaguerra,
chitarrista di Mingardi; il batterista Marco
Riccio e Vanessa Vaccari, corista di molte voci
della musica italiana. Si tratta di talenti della
musica che vivono nelle nostre zone, riuniti per
un concerto che infammerà la serata.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni si può
chiamare il numero 320-0540999.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
412 gennaio 2019
Pagina 49 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Cultura e Turismo
Andrea Contarini presenta 'Quaderni di campagna'
PRENDONO il via a Russi gli incontri in
biblioteca per la presentazione di opere
letterarie in compagnia degli scrittori.
Oggi pomeriggio alle 16 il primo
appuntamento con 'Quaderni di campagna' di
e con Andrea Contarini.
Sabato 19 gennaio toccherà a Valeria Paola
Babini con 'Parole armate'.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
512 gennaio 2019
Pagina 11 Corriere di Romagna
(ed. Ravenna-Imola)
Infrastrutture, viabilità, trasporti
Oggi la manifestazione dei pendolari di Godo e
Classe
RAVENNA Appuntamento oggi alle 10 alla
stazione ferroviaria per la protesta dei
pendolari di Classe e Godo, c h e h a n n o
organizzato un corteo contro il "taglio" dei treni
in fermata allo scalo di Russi. e contro il
cambio degli orari delle fermate nella stazione
della frazione a sud di Ravenna.
La "pacifica manifestazione" dà appuntamento
«partendo dalla stazione di Ravenna a piazza
del Popolo sabato 12 gennaio, alle 10». Si
tratta solo dell' ultima iniziativa che vede
icittadini impegnati nella difesa dei
collegamenti ferroviari che hanno velocizzato
la tratta Raven na -Bologna sacrificando le
piccole stazioni. A Classe, infatti, dal periodo
natalizio avevano già messo in campo una
petizione: «La nostra località è stata
praticamente tagliata fuori dal trasporto locale
- denunciava il comitato cittadino anche sul
proprio periodico-, nonostante sia stato
appena inaugurato il Museo Classis. In
entrambe le direzioni, verso Ravenna e Rimini,
il servizio termina alle 14, per cui nel
pomeriggio non ci saranno più treni da e per
Classe».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
612 gennaio 2019
Pagina 43 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Infrastrutture, viabilità, trasporti
Pronti alla grande retromarcia di giugno
«Ripristineremo le fermate soppresse»
La Regione: «Entreranno in servizio treni più veloci. Le recuperemo tutte, o quasi»
«CON L' ARRIVO dei nuovi treni, in ogni caso
a giugno 2019, potremo ristabilire la quasi
totalità delle fermate a Godo». Le parole dell'
assessore regionale ai Trasporti Raffaele
Donini sono destinate a portare un raggio di
luce tra i tanti pendolari che oggi protestano.
Già da lunedì Trenitalia ha introdotto una
modifica: una fermata, alle 16.58, in più del
treno 11575 che da Faenza va a Ravenna, e
che ora arriverà a destinazione alle 17.10
invece che alle 17.07. «L' obiettivo della
velocizzazione della linea Ravenna Bologna
(che è il motivo della soppressione della
fermata di Godo, ndr) - scrive in una nota l'
assessore regionale Donini - mi è stato posto
da qualche anno non solo dagli amministratori
del territorio ravennate, ma anche dalle
associazioni pendolari e dai rappresentanti dei
lavoratori», tanto che «abbiamo previsto per
questo progetto uno stanziamento di bilancio
di oltre 3 milioni di euro annui». Ma se è vero
che la tratta Ravenna-Bologna è passata da
una media di 83 minuti a 69, la novità ha
risvegliato le polemiche dei pendolari di Godo.
«Purtroppo per velocizzare la linea sono state rimodulate le corse in modo tale da ridurre fortemente le
fermate in alcune stazioni con minor carico di passeggeri» prosegue Donini, che chiarisce poi la sua
intenzione fin dal principio di ascoltare e venire incontro alle istanze dei pendolari: «Ne è prova il fatto
che, dal giorno successivo all' entrata in vigore del nuovo orario, ho disposto l' attivazione di un tavolo
tecnico». Circa le critiche ricevute, Donini precisa che «per me non esistono pendolari di serie A e di
serie B. Per cui abbiamo deciso di incrementare da subito il numero di fermate a Godo sulla linea
Ravenna-Godo-Russi-Faenza. Oltre a questo, abbiamo istituito delle corse di autobus aggiuntive
accessibili con l' abbonamento ferroviario. Nelle prossime settimane puntiamo a ristabilire una fermata
del treno nella fascia oraria delle 13 a Godo, oggi auto-sostituita». Donini dice di aver anche valutato
con Trenitalia il ripristino del vecchio orario, «ma ciò avrebbe comportato comunque il trascorrere di
alcuni mesi». L' assessore annuncia «entro qualche settimana, correttivi che possano limitare i disagi
dei pendolari senza pregiudicarne i benefici per altri», per studiare per giugno poi «una proposta di
orario che realizzi da un lato una relazione più veloce tra Bologna e Ravenna, se non di tutte, almeno di
diverse corse su quella linea» e al contempo «ripristinare una frequenza di corse che fermino
nuovamente negli orari più affollati anche nelle stazioni di minore traffico. Il paradosso è che la Regione
non ha certo rimodulato il servizio per razionalizzare delle risorse o risparmiare, per noi si tratta invece
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 712 gennaio 2019
Pagina 78 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sport
Calcio a cinque C2 Oggi al Pala Valli. I 'falchetti' sono capolisti
Il Russi ricomincia dal Forlimpopoli
Russi IL RUSSI calcio a 5 al suo primo anno in
C2 alla fine del girone di andata si trova a
condurre il girone a pari merito con Forlì ,
superando ogni più rosea aspettativa. «Il
gruppo si è arricchito di nuovi giocatori e la
nostra forza è sempre la voglia di imparare e
migliorare - dice il tecnico Balducci -. Il valore
aggiunto della squadra è che tutti i giocatori
giocano per la maglia e per la nostra città». La
squadra ha superato anche la prima fase di
coppa Italia. Una squadra che oltre puntare sui
punti di forza come Cedrini, Iervasi Bendetti
Gurioli, Gardi, i fratelli Masetti Babini, Di
Cesare, Laklaai e Maestri punta anche sul
vivaio. Domani alla riapertura del campionato i
'falchetti' ospiteranno al Pala Valli alle ore
18,45 il Forlimpopoli Calcio 1928.
m. s.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
912 gennaio 2019
Pagina 22 Corriere di Romagna
(ed. Ravenna-Imola)
sport
PODISMO
Lucchese è l' uomo da battere nell' Ultramaratona
sul Lamone
TRAVERSARA Continua ad attrarre ogni anno
sempre più appassionati di lunghe distanze,
tanto che all' 11ª edizione, la "Raidlight
Ultramaratona della Pace sul Lamone" ha fatto
saltare il banco e ogni più rosea aspettativa,
raccogliendo 260 iscritti, venti in più del
numero massimo previsto, e altri rimarranno
senza pettorale. Un incremento
fantascientifico, quasi del 30%, se si pensa
che la promozione è stata fatta quasi
integralmente sui social e con il tamtam di chi
vi ha partecipato in precedenza.
La soddisfazione di Enrico Vedilei e tutta la
famiglia che lo supporta è tanta, per questa
creatura nata in sordina, ma diventata il punto
d' inizio per chi prepara le 42, le 50 e a lunga
gittata persino la 100 del Passatore.
L' organizzazione familiare non poteva che
ricordare la memoria di Vittorio Costetti, che è
seppellito proprio nel piccolo cimitero locale,
suocero diVedilei, ma papà di Maria Luisa e
Franca, che ha spinto alle prove di lunga
distanza. La partenza delle 9 di domattina
verrà data proprio da quel luogo evocativo e i
46 km saranno coperti in circuito, con probabili
doppiaggi. Favoriti i campioni in carica Matteo
Lucchese, incalzato da Velatta e gli altri
romagnoli Benerecetti e Cagnani ed Elena Di
Vittorio contro le albanesi Aruci e Doko.
Castiglione di Cervia I n alternativa, per un
week-end romagnolo blandamente propositivo, solo la 40ª "Ad Cursa da Cascion a la sale na",
camminata di 14 km con partenza alle 9,30 e valevole per il calendario Endas Scarpaza e il
contemporaneo 31° trofeo "San Sebastiano" programmato a Coriano sui 7 km.
Godo Intanto stasera, cambiando radicalmente il format, si svolgerà il "Gran Galà del Podista", festa
finale del 2018 per il calendario Podistico Ravennate e anche del "Gp Promesse di Romagna". La
serata all' interno della discoteca Piteco alternerà premiazioni, lotteria e balli.
DANNY FRISONI.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
1012 gennaio 2019
Pagina 77 Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sport
Podismo Il circuito fra Traversara e Bagnacavallo
'Pace sul Lamone', riecco l' ultramaratona
Bagnacavallo SI TERRÀ domani a Traversara
di Bagnacavallo, l' undicesima edizione della
Pace sul Lamone - Sesto Trofeo Vittorio
Costetti, gara omologata Uisp organizzata da
Krakatoa Sport in collaborazione con il Terzo
Tempo Trail Asd, l' associazione Traversara in
Fiore, il Consiglio di zona di Traversara e con
il patrocinio del Comune di Bagnacavallo.
I partecipanti saranno oltre 300 (260 per la
competitiva di 45 chilometri e circa 50 per la
non competitiva), provenienti da diverse
regioni d' Italia, e il gruppo più numeroso è
quello della neonata società pugliese Be
Different Be Ultra con dodici iscritti, seguiti
dalla Bergamo Stars Atletica e dalla Lamone
Russi con sette.
LA CONTESA per la vittoria finale della gara
dovrebbe vedere impegnati come accaduto
nella scorsa stagione, il romagnolo Matteo
Lucchese e il biellese Stefano Velatta,
rispettivamente primo e secondo nell' edizione
2018, ma attenzione agli altri atleti di vertice
come il romagnolo Alessandro Benerecette, l'
umbro Matteo Zucchini, entrambi freschi di
primato personale in maratona e il friulano Ivan Cudin, vincitore della prima edizione della
manifestazione, nonché primo classificato in tre Spartathlon e recordman italiano della 24 ore.
In campo femminile il duello per la vittoria potrebbe invece essere fra la reggiana Eleonora Chiara
Turrini, la parmense Elena Di Vittorio e la romagnola Aferdita Aruci.
DA SEGNALARE la partecipazione dei tre 'senatori' che non sono mai mancati all' ultramaratona di
Traversara, vale a dire Gianfranco Toschi, Luca Zanetti e Vito Piero Ancora. La partenza è in
programma alle 9 davanti al cimitero di Traversara in ricordo dell' atleta del luogo Vittorio Costetti.
Il circuito, lungo circa 6.4 chilometri si snoderà tra Traversara e Bagnacavallo e verrà ripetuto sette
volte.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
1112 gennaio 2019
Pagina 1 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
RISCHIO RECESSIONE
L'EVENTO ANNUNCIATO E QUALCHE CONSIGLIO
AI NAVIGANTI
Il calo della produzione industriale nei
principali Paesi europei è la cronaca di un
evento annunciato e ampiamente prevedibile,
ma non per questo è una tendenza che va
sottovalutata. Anzi, è bene che il governo, e il
mondo dei partiti che lo sostengono, consideri
i fatti con la dovuta attenzione. La medaglia,
come tradizione, ha due facce. Una prima
considerazione è per Lega e M5s consolatoria.
La crisi che si sta delineando è un fenomeno
largamente diffuso e, di conseguenza, sarebbe
ingeneroso attribuirne la responsabilità alle
scelte di governo. Nonostante ciò l' incalzare
dei dati negativi sullo stato dell' economia
reale inchioda l' esecutivo alle proprie
responsabilità perché, come spiega l'
economista Mario Baldassarri nell' articolo
pubblicato a p a g i n a 1 4 , i m p a t t e r à s u l l a
crescita, che risulterà dimezzata rispetto a
quella ipotizzata dal governo e condivisa con l'
Europa.
Questo significa, ed è la seconda faccia della
medaglia, che tutti i parametri di finanza
pubblica sono destinati a saltare. E qui non
vale la consolazione che anche gli altri paesi
europei, a partire da Francia e Germania,
pagheranno conti analoghi. Mal comune, in questo caso, non fa mezzo gaudio perché l' Italia ha una
specificità che risulta la vera palla di piombo al piede: il debito pubblico, destinato inesorabilmente a
salire. Le conseguenze potranno essere pesanti, costringendo Pantalone, cioè la parte del Paese che
produce reddito e viene tassato, a pagare dazio. In queste condizioni una serie di scelte potrebbero
rivelarsi davvero impopolari.
Qualche esempio è fin troppo facile: pagare il reddito di cittadinanza anche a chi lavora in nero o non lo
merita, finanziare quota 100 andando a colpire i pensionati, assistere senza colpo ferire alla liquidazione
delle imprese di costruzione colpendo a morte l' occupazione, scardinare la progressività delle aliquote
fiscali stabilendo che alcune categorie pagano di meno, dimostrare troppo spesso superficialità e
inadeguatezza. Il consiglio è di fare attenzione perché in un passato che risulta davvero lontano gli
equilibri elettorali in Italia, e non solo, sembravano destinati a durare in eterno, mentre oggi il vento può
cambiare direzione in tempi fulminei. Non mancano, nel recente passato, casi eclatanti che dovrebbero
far riflettere. Il tramonto delle ideologie ha avuto, tra le altre, una conseguenza: l' aumento delle mobilità
elettorale.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 1212 gennaio 2019 Pagina 1 Il Sole 24 Ore
12 gennaio 2019
Pagina 4 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
L' ANALISI
L' impatto sui conti: si allontana il calo del debito
Dino Pesole - Stop alla riduzione del debito,
per effetto della più che probabile revisione al
ribasso della stima di crescita per l' anno in
corso. Deficit nominale in aumento di due o tre
decimali, nell' ipotesi che la contrazione del Pil
si limiti a uno 0,5% in meno rispetto all' 1%
contenuto nella versione definitiva della
manovra.
Le nuove variabili macroeconomiche saranno
definite dal Governo a metà aprile, con il
Documento di economia e finanza, e tuttavia
fin d' ora si può prevedere una drastica
revisione dell' intero quadro di finanza
pubblica. Tenendo peraltro conto che già con il
Def di aprile occorrerà anche indicare come
far fronte all' aumento dell' Iva (dal 10 al 13% e
dal 22 al 25,2%) per circa 23 miliardi, già
inserito nei saldi del 2020.
Si può ipotizzare nuovamente il ricorso al
deficit per disinnescare le clausole di
salvaguardia, dopo che sul filo di lana si è
evitata la procedura d' infrazione? La prima
vittima della brusca frenata dell' economia,
certificata dal crollo della produzione
industriale in novembre, rischia di essere
proprio il debito. La stima aggiornata a
dicembre, dunque comprensiva della nuova previsione di deficit nominale al 2% (rispetto al 2,4% della
prima versione della manovra), vede il debito ridursi al 130,7%, contro il 131,7% atteso per fine 2018.
Due le precondizioni: una crescita nominale (comprensiva dell' inflazione) del 2,3%, incassi da
privatizzazioni per 18 miliardi nell' anno in corso. Se si escludono i proventi da dismissioni immobiliari
(stimati in 950 milioni) che vanno ad abbattere il deficit, i restanti 17 miliardi confluirebbero nel fondo di
ammortamento dei titoli di Stato, contribuendo con ciò alla riduzione del debito.
Una previsione attendibile? La si può definire almeno ambiziosa, per ragioni oggettive di mercato (per
vendere asset pubblici occorrono compratori), per l' individuazione delle quote pubbliche da dismettere
e per i tempi di messa a punto delle offerte. Anche il coinvolgimento di Cassa Depositi e prestiti (che è
fuori dal perimetro della Pa) dovrà essere ben calibrato, perché su questo aspetto sono accesi da
tempo i riflettori di Eurostat. Se dunque la discesa del debito non vi sarà, rischia di riaprirsi anche la
partita con Bruxelles, che proprio sul debito e sul deficit strutturale ha puntato i suoi strali il 21 novembre
nel respingere al mittente la prima versione della manovra.
Nulla accadrà fino a giugno, perché incombono le elezioni europee, ma in autunno il tema del mancato
rispetto della regola del debito tornerà in evidenza. Il rischio di una procedura d' infrazione, in sostanza,
non è del tutto scongiurato. Si potranno invocare le "circostanze eccezionali", appunto la frenata del Pil,
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 1412 gennaio 2019 Pagina 4 Il Sole 24 Ore
12 gennaio 2019
Pagina 4 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
REGIONI ED ENTI LOCALI
La Cdp accelera i pagamenti della Pa Via allo
sblocca debiti
Da martedì le richieste sui prestiti fino a 22 miliardi per liquidare le fatture
Gianni Trovati - ROMA Parte la macchina
operativa dello sblocca-debiti da 22 miliardi
messa in pista dalla manovra per le Regioni
(fino a 7 miliardi) e gli enti locali (fino a 15). Il
via arriva dalla circolare firmata ieri dall' ad di
Cassa depositi e prestiti Fabrizio Palermo che
fissa le regole per le anticipazioni di liquidità
extra per i sindaci, vincolate al pagamento dei
debiti commerciali.
La circolare, e soprattutto l' apertura dei canali
telematici per le richieste che porta con sé,
arriva a stretto giro rispetto all' entrata in
vigore della manovra. E in effetti il fattore
tempo è quello cruciale per il successo dell'
operazione: Comuni, Città metropolitane,
Province e Regioni potranno cominciare a
presentare le richieste martedì prossimo, 15
gennaio, e avranno tempo fino al 28 febbraio.
Istruttoria, verifiche e contratto avranno tempi
serrati. Le amministrazioni, una volta ottenuti i
fondi, avranno 15 giorni per trasformarli in
pagamenti alle imprese, e il tutto dovrà
chiudersi a dicembre con la restituzione del
prestito a Cdp.
Il meccanismo attuato dalla circolare di ieri
prova ad affrontare il cuore del problema dei
mancati pagamenti che ancora soffoca le casse di molte imprese al lavoro con la pubblica
amministrazione, nell' edilizia e non solo.
Degli oltre 50 miliardi di debiti commerciali che secondo le stime Bankitalia non hanno ancora trovato la
strada verso l' azienda creditrice, sono gli enti locali e le Regioni (sanità compresa) a totalizzarne quasi
il 90%, come mostra la distribuzione dei risultati dei vecchi provvedimenti sblocca-debiti. E quello
offerto dalle amministrazioni territoriali è anche il panorama più diversificato in fatto di abitudini di
pagamento. I dati aggiornati ai primi nove mesi del 2018 sono appena stati elaborati dal ministero dell'
Economia: nelle Regioni si va dai 17 giorni medi impiegati dalla Lombardia, che rimane in cima alla
classifica dei pagatori più veloci tallonata da Toscana (18 giorni) e Friuli Venezia Giulia (19), ai 69 dell'
Abruzzo, che guida il quartetto dei peggiori completato da Sicilia (61) e Piemonte e Campania (53).
Ancora più ampia la forbice fra i grandi Comuni: chi fornisce beni e servizi a Sassari attende in media
13 giorni per vedersi liquidata la fattura, a Verona e Bolzano ce ne vogliono 15 mentre ad Andria e
Alessandria si arriva a 96 (sempre di media). Il 70% dei Comuni con più di 60mila abitanti si tiene
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 1612 gennaio 2019 Pagina 4 Il Sole 24 Ore
12 gennaio 2019
Pagina 14 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
meglio rifare i conti prima delle europee
In base al rallentamento del commercio
mondiale e delle principali economie europee,
con in testa il calo della produzione industriale
in Germania e in Italia, le previsioni a oggi
ragionevoli indicano una crescita italiana per
quest' anno pari allo 0,6%. Su questa crescita
tendenziale va poi valutato l' impatto della
manovra così com' è uscita dal Parlamento e
concordata con la Commissione europea.
Ebbene, la manovra, che è piccola nella
quantità e pessima nella qualità, implica una
spesa corrente minore rispetto a quella
prevista inizialmente dal Governo: basti
pensare che per reddito di cittadinanza e
Quota 100 vengono stanziati meno di 9
miliardi contro i quasi 17 di partenza. Non
solo, rispetto a quanto aveva previsto
inizialmente il Governo ci sono anche più tasse
e meno investimenti. In sintesi, l' impatto della
manovra, se tutto va bene, è pari allo 0%, ma
se valutato più attentamente è -0,1%. Dunque
la previsione di crescita ragionevole per quest'
anno è tra 0,5% e 0,6%. Un livello inferiore all'
1% ipotizzato dal Governo e concordato con l'
Europa.
Ne consegue che bisognerà rivedere tutti i
parametri di finanza pubblica stimati rispetto a una crescita reale e a una inflazione più alte. Per come
stanno le cose, pertanto, il deficit 2019 sarà al 2,5% del Pil e non al 2,04%. E nel 2020-21 andrà verso e
sopra il 3%. Il debito pubblico in rapporto al Pil non scenderà come previsto, anzi salirà di almeno un
punto.
Non bisogna poi dimenticare che nella manovra ci sono le clausole di salvaguardia sull' Iva per 23
miliardi nel 2020 e per 28 miliardi nel 2021. Il che vuole dire che le previsioni di crescita a legislazione
vigente, che incorporano gli aumenti Iva, per il 2020 e il 2021 sono anche loro intorno allo 0,5-0,4 per
cento.
Questi andamenti diverranno via via sempre più noti nei prossimi mesi, da qui a maggio.
Qui poggia la scommessa della maggioranza: cercare di andare all' incasso dei voti sperando che non
emerga nel frattempo questa realtà dei numeri seria e preoccupante.
Infatti, Bruxelles ha spiegato molto chiaramente che monitorerà mese per mese i nostri conti. Ciò vuol
dire che da qui a maggio può riemergere il rischio di un' infrazione per eccesso di debito e di deficit.
Certo, la Commissione potrebbe anche far finta di non vedere nulla e lasciare la palla alla nuova
Commissione che nascerà dopo il voto. Ma anche ammettendo che Bruxelles finga di non vedere la
realtà, credo che i mercati finanziari la vedranno al di là di qualunque scadenza elettorale.
Anche in queste condizioni, gli investitori potrebbero continuare a comprare titoli di stato italiani, ma
certamente a tassi più alti. Lo spread quindi si alzerà e sappiamo che ogni suo aumento porta a una
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 1812 gennaio 2019 Pagina 14 Il Sole 24 Ore
12 gennaio 2019
Pagina 20 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
LE PREVISIONI
Il 2019 sarà ancora un anno complicato
L' incertezza sui motori, il calo dei km 0 e l' eco-tassa freneranno gli acquisti
Il 2019 è un anno difficile da prevedere per il
mercato dell' auto. Dopo un 2018 in flessione,
nonostante gli sforzi degli operatori sul prezzo,
la domanda naturale dei clienti può
raffreddarsi ancora, per l' andamento non più
tonico dell' economia generale e perchè subirà
interferenze importanti, anche contrastanti tra
loro.
C' è la pressione esercitata da molti Comuni
sulla circolazione di auto, da Euro0 a Euro4.
Se da un lato porta alcuni clienti ad entrare nel
mercato del nuovo e semi-nuovo, dall' altro
sparge incertezza su quale propulsore
scegliere, anche alla luce dei divieti totali per i
diesel, più o meno credibili, in un tempo fuori
dalla portata degli amministratori che li
annunciano. Questo, secondo Michele Crisci di
Unrae, potrebbe ridurre ancora il ricorso ai
km0, se cui diventa rischioso puntare, facendo
mancare 40/50.000 auto - già nel 2018 le auto-
immatricolazioni sono diminuite di 33.000
unità.
C' è l' impatto del bonus-malus da marzo, il cui
primo effetto, già in piccola parte registrato a
dicembre, sarà di spingere le immatricolazioni,
vere e a km0, delle vetture penalizzate.
Due mesi buoni, con anticipazioni da scontare in seguito. Poi il nuovo regime di tasse sulle vetture oltre
160 gr/km di CO2, che le case cercheranno di mitigare assorbendo con extra sconti una buona parte
dal malus, secondo le aspettative di De Stefani Cosentino di Federauto. Allo scopo tornerebbero utili i
soldi risparmiati sui km0.
Nel noleggio, che acquista tante vetture sopra i 160 gr/km, si prevedono varie contromisure. Dopo i
primi mesi di corsa alle immatricolazioni per chi deve sostituire entro la primavera, si potrebbero avere
casi di rinvio delle sostituzioni con allungamento dei contratti (anche nel rent-a-car) ovvero contratti con
durate più lunghe, in modo da assorbire il maggior costo iniziale e tenere il canone dentro i limiti delle
car policy: in ambo i casi, meno immatricolazioni, subito o in prospettiva. Però il noleggio potrebbe
risentire anche in positivo di una rivalutazione dell' usato per i modelli colpiti dal malus, che
consentirebbe di bilanciare eventuali sforzi dei noleggiatori sui canoni.
Ma oltre al malus c' è il bonus, dove le case faranno di tutto per far rientrare nel tetto dei 61.000 euro
tanti modelli, giocando con allestimenti e option. Però il plafond di 60 milioni basta per incentivare circa
20.000 auto, più o meno quelle a basso impatto che si sarebbero vendute anche senza bonus.
Un' annotazione sul diesel, che è in flessione ma potrebbe ricevere una spinta inattesa proprio dal
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 2012 gennaio 2019 Pagina 20 Il Sole 24 Ore
12 gennaio 2019
Pagina 11 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Tra i dem c' è chi vuole ristabilire la Provincia Gallura, ma altri ne rivogliono quattro
Scontro nel Pd sul ritorno delle Province sarde
Erano state dimezzate nel 2016 in seguito all' introduzione della legge Delrio
Le Province sono scomparse due volte. La
prima, con la legge Delrio del 2014. La
seconda, con l' avvento di altre priorità che
hanno portato il governo Lega-M5s ad
accantonare il tema della loro reintroduzione,
come ipotizzato da Matteo Salvini lo scorso
novembre. In Sardegna, invece, la questione è
all' ordine del giorno. E ha spaccato il Pd, il
partito di maggioranza del governatore
uscente, Francesco Pigliaru. Tra i dem c' è chi
ha proposto di istituire di nuovo la Provincia
Gallura, abolita nel 2016 insieme col Sulcis, il
Medio Campidano e l' Ogliastra, mentre altri
esponenti del Partito democratico vorrebbero
che venissero ristabilite tutte e quattro. Senza
preferenze o esclusioni.
«Bisogna avere il coraggio, la forza e la buona
volontà di rivedere un impianto istituzionale
che è monco», aveva sottolineato Salvini a
proposito delle Province. «Ci ragioneremo, è
uno dei ragionamenti che bisogna fare», aveva
aggiunto il ministro dell' Interno sull' eventuale
reintroduzione degli organi.
In Sardegna, nel gennaio del 2016, due anni
dopo l' entrata in vigore della legge Delrio che
ha trasformato le Province in enti di secondo
livello, il consiglio regionale aveva approvato
la riforma degli enti locali. Il provvedimento
aveva cancellato le Province del Sulcis, del Medio Campidano, dell' Ogliastra e della Gallura, istituite
nel 2001. E aveva dimezzato il territorio sardo: da otto a quattro macroaree.
Lo scorso settembre, i capigruppo della massima assemblea sarda avevano trovato un accordo per
reintrodurre la Provincia Gallura con una proposta di legge a firma del consigliere del Pd, Giuseppe
Meloni, uno dei galluresi presenti in aula. Mercoledì il provvedimento è approdato in consiglio.
Ed è stato osteggiato dai compagni di partito di Meloni che rappresentano le tre Province assenti nella
proposta di legge a discapito della sola Gallura. Tanto che la discussione, per la mancanza del numero
legale, è stata rinviata al prossimo mercoledì.
«La proposta di legge per il Nordest della Sardegna ha subìto un grave rallentamento», ha scritto
Meloni in una dura nota pubblicata da SardiniaPost. «Molti miei colleghi di partito hanno pensato,
errando, di potersi lavare la coscienza davanti ai loro stessi elettori e hanno presentato, al solo fine di
bloccare la Gallura, proposte che mai avevano avanzato in questi due anni e che vanno nella direzione
opposta a quanto da loro stessi votato».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 2212 gennaio 2019 Pagina 11 Italia Oggi
12 gennaio 2019
Pagina 29 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Edilizia, cause stop
Stop alle cause per il rimborso del surplus di
prezzo pagato sulla vendita di alloggi di
edilizia residenziale pubblica (Erp).
Questo l' effetto delle nuove norme in materia
di edilizia convenzionata, introdotte dall' art. 25
undecies del dl fiscale (119/ 2018), che ha
modificato l' art.
31 della legge 448/98. A illustrare la portata
delle disposizioni il Consiglio nazionale del
notariato, che ha diffuso note a prima lettura. Il
decreto legge 119/2018 si occupa degli alloggi
Erp, ai quali si applicano regole restrittive sul
prezzo in caso di vendita. L' idea è che chi ha
acquisito un alloggio Erp e poi lo rivende non
ci deve speculare e, quindi, una serie di norme
molto intricate prevedono un prezzo bloccato.
Nonostante questo di frequente gli alloggi
sono stati venduti al superiore prezzo di
mercato.
E altrettanto di frequente il compratore ha
iniziato cause per farsi restituire la parte di
prezzo eccedente l' importo vincolato. Il
decreto 119/2018 vuole fare piazza pulita di
questa situazione, lasciando alle parti la libera
determinazione del prezzo. Per raggiungere
questo risultato si estende la possibilità di
estinzione del vincolo (a praticare un prezzo
basso in caso di rivendita).
La facoltà è data anche a chi non è più proprietario dell' immobile, perché lo ha già venduto. L'
eliminazione del vincolo a un prezzo calmierato di rivendita ha l' effetto di azzerare l' oggetto delle cause
in corso.
Di questo meccanismo, spiegano i notai, possono avvantaggiarsi tutti quelli che sono chiamati in
giudizio dall' acquirente per il rimborso della quota di prezzo, ma anche coloro che, in assenza di
giudizio, nella sequenza dei trasferimenti successivi abbiano violato il vincolo sul prezzo massimo di
cessione ed intendano evitare possibili conseguenze sanzionatorie o risarcitorie. Nel commentare le
disposizioni i notai sottolineano che la possibilità di approfittare della rimozione del vincolo è da
considerarsi appannaggio anche dell' erede del venditore. Le note del Consiglio nazionale spiegano
anche l' ambito di applicazione oggettivo delle novità.
Da ultimo si sottolinea che la nuova disciplina potrà avere completa attuazione solo a seguito dell'
emanazione di un decreto attuativo del Mineconomia, che dovrà stabilire i costi dell' eliminazione dei
vincoli.
ANTONIO CICCIA MESSINA
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
2412 gennaio 2019
Pagina 31 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Tra enti non commerciali fusioni con registro al 3%
L' atto di fusione tra due enti non commerciali
sconta l' imposta di registro nella misura
proporzionale del 3% e le imposte ipotecaria e
catastale n e l l a m i s u r a f i s s a d i 2 0 0 e u r o
ciascuna.
Se tra i beni della incorporata sono presenti
immobili, ai fini della determinazione della
base imponibile dell' imposta d i r e g i s t r o
occorre fare riferimento al loro valore venale in
comune commercio. Questa, si legge su
FiscoOggi, la rivista telematica delle Entrate,
la risposta fornita ieri dall' Agenzia, con la
risoluzione n. 2, al quesito posto dal notaio
rogante l' atto di fusione per incorporazione di
due fondazioni bancarie, non qualificabili come
Onlus, in merito al corretto trattamento
tributario da applicare ai fini delle imposte di
registro, ipotecaria e catastale e alla modalità
di determinazione, a tal fine, della base
imponibile. I passaggi di beni in seguito ad atti
di fusione non sono soggetti a Iva (art. 2, co. 3,
lett. f, dpr 633/1972). Pertanto, in base al
principio di alternatività Iva/Registro (art. 40,
dpr 131/1986), devono essere assoggettati all'
imposta di registro nella misura proporzionale
del 3% (articolo 9 della Tariffa, parte prima,
allegata al Dpr 131/1986), quando la fusione
avviene, come nel caso prospettato, tra enti
non commerciali. Per quanto riguarda le imposte ipotecaria e catastale, si applicano l' articolo 4 della
Tariffa allegata al dlgs 347/1990 e l' articolo 10, comma 2, dello stesso «Testo unico delle disposizioni
concernenti le imposte ipotecaria e catastale», in base ai quali «gli atti di fusione o di scissione di
società di qualunque tipo» sono soggetti a imposta nella misura fissa di 200 euro.
Agevolazioni opere di urbanizzazione. Agevolazioni ok per conferire aree destinate a opere di
urbanizzazione: i benefici fiscali spettano a patto che gli interessati siano in grado di individuare la
superficie utilizzata per la realizzazione degli interventi e di indicarne il valore venale. Così l' Agenzia
delle entrate con la risoluzione n. 1/E dell' 11 gennaio 2019, in cui si chiarisce che il regime di favore
troverà applicazione solo per la parte delle aree conferite destinata alla realizzazione delle opere di
urbanizzazione. I benefici fiscali spettano tuttavia a condizione che i conferenti, nei relativi atti di
conferimento, siano in grado di individuare la superficie delle aree destinate alla realizzazione delle
opere di urbanizzazione e indichino distintamente nei medesimi atti il valore venale da attribuire a tali
aree, in attuazione della disciplina prevista per la determinazione della base imponibile ai fini dell'
imposta di registro (combinato disposto di cui agli articoli 43 e 51, Tur).
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
2512 gennaio 2019
Pagina 32 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Le istruzioni del viminale sulle norme del dl sicurezza
Il blocco stradale diventa reato ma serve il dolo
Diventa reato il blocco stradale, ovvero
deporre o abbandonare congegni o altri
oggetti di qualsiasi specie in una strada e
ostruire o ingombrarla in altro modo (come,
per esempio, lasciare veicoli in sosta per
impedire la libera circolazione di altri veicoli).
Occorre però dimostrare il dolo specifico, l'
intenzione di impedire od ostacolare la
circolazione. Il reato è punito con la reclusione
da uno a sei anni e le pene sono raddoppiate
se il fatto è stato commesso da più persone,
anche non riunite, usando violazione o
minaccia alle persone, o violenza sulle cose.
Si tratta di una delle novità che emergono
dalla lettura della circolare del Viminale n.
300/A/245/19/149/2018/06 del 10 gennaio
2019 contenente indicazioni operative per l'
uniforme applicazione delle novità in materia
di circolazione stradale introdotte dalla legge
n. 132/2018. Anche San Marino e Citta del
Vaticano, spiega il documento di prassi, sono
sorvegliati speciali in materia di potenziale
utilizzo di veicoli con targa estera sul territorio
nazionale. E se l' autista straniero ha la doppia
residenza in Italia e all' estero andranno
effettuati accertamenti ad hoc per evitare
elusioni.
Veicoli esteri. La conversione del decreto
sicurezza ha introdotto il divieto, per chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, di
circolare con un veicolo immatricolato all' estero.
La norma prevede la deroga al divieto soltanto se il veicolo è concesso in leasing oppure in locazione
senza conducente da parte di impresa intestataria straniera non avente sede in Italia, oppure se il
veicolo è stato dato in comodato a un lavoratore o collaboratore da parte di impresa intestataria
straniera non avente sede in Italia. La sanzione di 712 euro con l' eventuale confisca si applica a
chiunque sia residente in Italia da più di sessanta giorni e ne sia il proprietario o intestatario, ovvero lo
detenga, a qualsiasi titolo, e lo conduca, anche occasionalmente o a titolo di cortesia. A nulla rileva da
quanto tempo il veicolo sia in Italia o come sia stato portato, anche in regime di circolazione
internazionale. Al di fuori delle suddette deroghe, la circolazione è vietata anche se a bordo del veicolo
c' è un documento che autorizza la persona residente in Italia alla conduzione. Inasprite anche le
sanzioni per chi viola il divieto di circolazione oltre un anno di permanenza effettiva del veicolo in Italia.
Per alcune particolari situazioni sono in corso approfondimenti. Si tratta per esempio dei veicoli
immatricolati a San Marino concessi in comodato ad un dipendente o collaboratore di impresa
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 2612 gennaio 2019 Pagina 32 Italia Oggi
12 gennaio 2019
Pagina 32 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
La Consulta interviene nuovamente sul rapporto finanziari tra governo e autonomie
Lo Stato non può fare spallucce
Sentenze della Corte da attuare entro la prima Manovra
FRANCESCO CERISANO - Le ragioni dello
Stato a mantenere un bilancio in equilibrio non
possono prevalere sugli interessi
costituzionalmente tutelati al punto da
vanificare o rinviare ad libitum nel tempo gli
effetti delle pronunce della Consulta.
Ne consegue che gli oneri derivanti dalle
pronunce di incostituzionalità possono essere
traslati, per ragioni di tenuta dei conti, su
esercizi successivi, laddove quello in corso
non consenta rimodulazioni conformi all' art.81
Cost. Tuttavia, le rimodulazioni devono essere
«adottate tempestivamente» e comunque
«entro la prima manovra di finanza pubblica
utile, perché altrimenti gli interessi
costituzionalmente tutelati rimarrebbero nella
sostanza privi di garanzia». Lo ha chiarito la
Corte costituzionale con la sentenza n.6/2019,
depositata ieri in cancelleria, destinata ad
essere un' altra pietra miliare nella
giurisprudenza costituzionale sui rapporti
finanziari tra lo Stato e le autonomie. A
ricorrere alla Consulta è stata la regione
Sardegna che ha puntato il dito contro la
norma della legge di bilancio 2018 (art.1,
comma 851 della legge n.205/2017) che per il
2019, nelle more della definizione dei
complessivi rapporti finanziari tra lo Stato e la
regione, riconosceva all' Isola un contributo di 15 milioni di euro. Una somma «particolarmente esigua»
secondo la regione e inferiore a quanto riconosciuto ad altre regioni a statuto speciale. La Consulta ha
accolto le tesi della Sardegna ricordando che l' equilibrio complessivo della finanza pubblica «deve
essere congruente e coordinato con l' equilibrio della singola componente aggregata, se non si vuole
compromettere la programmazione e la scansione pluriennale dei particolari obiettivi che compongono
la politica della regione». Si tratta di una pronuncia coerente con quanto la Corte aveva affermato in
precedenza circa la necessità che lo Stato ponga in essere una leale collaborazione con le autonomie
territoriali nella gestione delle politiche di bilancio. La sentenza, come detto, ha censurato il ritardo con
cui lo Stato ha dato attuazione alle precedenti pronunce della Corte, affermando che l' attuazione non
può essere ritardata a piacimento ma deve intervenire tempestivamente dopo la pubblicazione della
sentenza e comunque entro la prima manovra di finanza ad essa successiva. E sui fondi spettanti alla
Sardegna, ha chiesto allo Stato di assicurare per il triennio 2018-2020 «un tempestivo, ragionevole e
proporzionato contributo» che tenga conto: della dimensione della finanza della regione, delle funzioni
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 2812 gennaio 2019 Pagina 32 Italia Oggi
12 gennaio 2019
Pagina 32 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Mini-investimenti, lavori da iniziare entro il 15/5
MATTEO BARBERO - I comuni beneficiari dei
contributi statali per la messa in sicurezza di
scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio
sono tenuti ad iniziare l' esecuzione dei lavori
entro il prossimo 15 maggio, mentre non vi è
un termine perentorio per la loro conclusione.
Deve trattarsi di interventi non già finanziati
integralmente da altri oggetti e diversi da quelli
previsti nella prima annualità del programma
triennale dei lavori pubblici.
Sono le principali indicazioni operative
esplicitate dal decreto del ministero dell'
interno che ha dato attuazione al comma 107
della legge di bilancio 2 0 1 9 ( l e g g e
n.145/2018). Tale norma ha stanziato 400
milioni per il 2019 da ripartire a favore dei
comuni fino a 20.000 abitanti per importi
crescenti in base alla dimensione demografica
dei beneficiari: fino a 2.000 abitanti, l' assegno
è di 40.000 euro e così a crescere fino ai
100.000 euro previsti per i comuni fra 10.001 e
20.000 abitanti.
Tempi stretti per l' esecuzione dei lavori, che
dovranno essere avviati entro il 15 maggio. A
fare fede, chiarisce il dm, saranno le
informazioni inserite dal Rup nel sistema di
Monitoraggio delle opere pubbliche della
Banca dati delle pubbliche amministrazioni
(Bdap-Mop).
Al fine di supportare la corretta compilazione dei prospetti, il Mef trasmetterà via pec ad ogni comune,
entro il 20 febbraio, specifiche indicazioni operative che, in ogni caso, saranno anche pubblicate, con
valore di notifica, sul sito istituzionale dello stesso Ministero.
In caso di mancato rispetto del termine di inizio dell' esecuzione (ovvero di parziale utilizzo del
contributo), l' assegnazione sarà revocata, in tutto o in parte e le economie redistribuite ad altri comuni.
Non è invece previsto un termine ultimo per il completamento dei lavori, la cui chiusura condizionerà
solo l' erogazione del saldo (pari al 50% del totale), mentre l' altra metà verrà anticipata all' avvio del
cantiere.
Gli interventi devono essere diversi da quelli avviare nella prima annualità dei programmi triennali dei
lavori pubblici. Il riferimento pare essere alla programmazione 2019-2021 e quindi all' elenco annuale
relativo all' anno in corso.
Deve trattarsi, inoltre, di spese non già integralmente finanziate da «altri soggetti», il che sembra
consentire di utilizzare il contributo per interventi già previsti ma a totale carico dei comuni. Il decreto
precisa anche che eventuali ribassi d' asta resteranno vincolati fino al collaudo ovvero alla regolare
esecuzione e, successivamente, potranno essere utilizzati per ulteriori investimenti.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 3012 gennaio 2019 Pagina 32 Italia Oggi
12 gennaio 2019
Pagina 33 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione ed Enti Locali
Emendamento dei Cinquestelle al decreto semplificazioni con il via libera del governo
I bandi con l' equo compenso
Stop alla prassi delle parcelle irrisorie ai professionisti
Vietare gli affidamenti di incarichi professionali
delle pubbliche amministrazioni c h e n o n
prevedono un equo compenso per l'
affidatario; impedire la prassi dei bandi con
compensi irrisori (anche di un euro) in
violazione della legge 172/2017 e del codice
dei contratti pubblici. Sono questi gli obiettivi
perseguiti da un emendamento al decreto-
legge semplificazioni (n. 135/2018) presentato
dal Movimento 5 stelle (a firma del
capogruppo in commissione lavori pubblici
Santilli e da altri suoi colleghi) che ha avuto in
questo ore un primo parere positivo da parte
del Governo. La proposta sarà discussa a
partire da martedì prossimo presso le
commissioni affari costituzionali e lavori
pubblici del Senato e potrebbe trovare un
accordo bipartisan anche fra le forze delle
opposizioni che, in passato, hanno mostrato
sensibilità su questi temi (si vedano ItaliaOggi
del 28/11/2018 e del 3/1/2019).
Nel dettaglio la norma proposta stabilisce che
«le pubbliche amministrazioni non possono
conferire incarichi professionali, né affidare
opere pubbliche nell' ambito delle quali siano
previsti incarichi professionali, il cui compenso
pattuito non sia proporzionato alla quantità e
alla qualità del lavoro svolto», pena la nullità
del contratto.
La proposta del Movimento 5 Stelle incide su tutti gli affidamenti di incarichi professionali (si pensi alle
professionali legali, alle consulenze tecniche in vari ambiti) e, soprattutto, si riferisce agli incarichi di
servizi professionali inerenti la realizzazione di opere pubbliche (progettazioni, direzioni lavori, collaudi
ecc.). In quest' ultimo ambito in realtà già il codice dei contratti pubblici i, a seguito delle modifiche
inserite nel primo decreto correttivo , stabilisce che (art. 24, commi 8, 8-bis e 8-ter) vincolano le stazioni
appaltanti ad applicare il decreto sui compensi e vietano l' applicazione di rimborsi irrisori o l' uso delle
sponsorizzazioni per non remunerare l' attività professionale. Ciò nonostante nei mesi scorsi il Consiglio
di stato ha comunque ammesso (n. 4614/2017) bandi con compensi irrisori dando valore alle utilità «di
immagine» per il professionista affidatario, ma altra giurisprudenza di merito aveva scelto invece una
posizione opposta tesa a ribadire l' illegittimità di affidamenti gratuiti o con compensi in violazione del
dm «parametri». Particolarmente soddisfatto il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella: «È stata
accolta la nostra richiesta di una norma più stringente sull' equo compenso già introdotto con la legge di
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013-2018
Continua --> 3212 gennaio 2019 Pagina 33 Italia Oggi
Puoi anche leggere