I QUAdeRni de LA VOCe - (indipendente) - Associazione ...
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EDITORIALE DEL PRESIDENTE MASTURBAZIONI MENTALI U n amico allenatore recentemente mi ha accettare comunque supinamente, dal fatto di non poter chiesto: “Ma perchè l’ANAC nell’anno mettere nulla in dubbio, ed alla fine, di questi tempi, dalla delle elezioni è sotto i riflettori, viene in- previsione di quelle che saranno le prossime elezioni... terpellata, nascono un sacco di buoni Ho sentito dire addirittura che lo facciamo perchè siamo propositi, che poi “perdono quota”?” stati contattati da chi sta formando una nuova cordata “Per colpa nostra...” gli ho risposto. Per- per il prossimo quadriennio (ma esiste veramente?): chè viene meno lo slancio, manca il coinvolgimento di “Seghe mentali” rispondo io! allenatori, atleti, dirigenti, giudici arbitri, nonostante io Abbiamo parlato di calendario, di campi di regata, di un- veda da sempre la nostra Associazione propositiva, e der 14, di coastal, di formazione, e gradatamente stia- con la funzione di legare, di unire il mondo del canottag- mo riprendendo quota se sulla pagina Facebook racco- gio e non con quella di dividere. gliamo per ogni post centinaia di visite. Quindi questo Invece le cose non vanno così. si interpreta da solo: non bisogna tacere, ma parlare, Alcuni anni fa, scrissi una lettera aperta all’allora Con- ascoltare e confrontarsi. Questo ci manca, il confronto siglio Federale dal titolo: “Dissentire non è Tradire!”, ed con chi decide. Perchè badate bene: noi possiamo, anzi ho l’impressione che questo concetto sia il caso venga dobbiamo dire la nostra, portare avanti le nostre idee le ancora una volta rinforzato. nostre proposte, ma poi chi alla fine prende le decisio- Se te ne stai buono buonino tutto va bene. Finisci nel ni è sempre il Consiglio Federale della FIC, con il quale dimenticatoio, nel grigiore, non ti si fila più nessuno (e vorremmo avere più confronto, più dialogo. Perchè non questo magari a qualcuno fa comodo), e allora sei tu il avendo possibilità decisionale, ma consultiva sì, la no- primo a chiederti: “Ma a che cosa serve l’ANAC?” 44 stra unica “arma” rimane il dialogo costruttivo. Allora sì anni di attività, ci avviamo verso il mezzo secolo di vita... che ha senso l’ANAC, allora sì che i tecnici riprenderan- Poi sono i tuoi stessi colleghi che non concordano, che no ad avvicinarsi, a collaborare con le loro opinioni, a si lamentano, che si allontanano..e come gli si può dar pagare la quota associativa, allora sì che hanno un senso torto? la rivista, il sito web, la pagina Facebook. Bene. Allora ripartiamo diversamente, e con educazione, Non vogliamo essere solo l’Associazione delle Premia- scrivi e fai presente quello che secondo te, secondo noi, zioni, ma quella delle idee delle proposte, vogliamo ri- non va o andrebbe migliorato. Ascolti chi ti parla, ti sug- diventare ad essere capaci di convincere che stiamo di- gerisce e lo trasformi in parole, in concetti, in opinioni...le cendo, facendo e pensando cose importanti per il canot- tue,...le nostre.... Ed è allora che un’altra parte del nostro taggio, e non solo quando si tratta di eleggere un nuovo canottaggio non ti considera più dalla loro parte, ed ini- Consiglio Federale! zia a vederti come un pericolo, un nemico. Solo perchè esprimi delle idee diverse. Amici, colleghi, qui non si tratta di accontentare uno o l’altro, ma esprimendo i propri pensieri, comunicare, di- scutere, confrontarsi, trovare le soluzioni migliori. Invece entrano in gioco le cosiddette masturbazioni men- Maurizio Ustolin tali, dettate dalla permalosità (si dice così?), dal fatto di Presidente dell’ANAC 3
AZELIO MONDINI nel X anniversario C i è sembrato doveroso ricordare la e fondamentale nel promuovere i valori dello figura di Azelio Mondini nel X anni- sport. versario della sua scomparsa. Nel mese di dicembre di 10 anni fa moriva il Ca- Socio fondatore dell’ANAC e suo valier Azelio Mondini presidente onorario e fon- Presidente per 25 anni, Mondini è datore della Associazione Allenatori della Fede- sempre stato un riferimento per il razione Italiana Canottaggio, Associazione fon- canottaggio allenato nella sua Mantova come data il 29 agosto del 1971 a Firenze da uomini e per tutta l’Italia. allenatori determinati nel dare valore allo sport. Abbiamo voluto ricordare la sua figura con Il presidente dell’assemblea era il signor Enrico alcuni interventi di chi gli è stato vicino, lo ha Tonali di Roma del Circolo Canottieri Roma. Na- conosciuto e che serba ancor oggi un ricordo sceva prima come ANACC (Associazione Na- indelebile, come tecnico, ma soprattutto come zionale Allenatori Canottaggio e Canoa, poi si grande amico di noi tutti allenatori. divise in due federazioni distinte), di cui Azelio Mondini è stato presidente per 25 anni. Maurizio Ustolim Tecnico della Canottieri Mincio Mantova, uomo di sostanza e coraggio, capace di trasformare la Azelio Mondini nel ricordo di Saccari passione per il remo in una tradizione di famiglia, ma ancora di più nel trasmettere questa passio- Maurizio Ustolin Molte persone affollano ne alla città di Mantova che sotto la sua guida il piazzale davanti la chiesa, si salutano, si tecnica ha conquistato tutto quello che era pos- abbracciano, annuiscono. L’edificio al suo sibile vincere dentro e fuori i confini nazionali. interno è già colmo di gente silenziosa che Merito più grande di Azelio Mondini è stato quel- sospira. Qualcuno racconta delle esperien- lo di rivalutare la figura dell’allenatore. Nel dargli ze di vita e di sport, di educazione e lealtà. il ruolo che gli spetta, ha fatto emergere il ruolo Tutti concordano nell’affermare che oggi è pedagogico di questo sport nei valori fondamen- venuto a mancare un personaggio dinamico tali dell’educazione, della disciplina, del rispetto 4
e della lealtà che l’allenatore deve conoscere e petitore, il Comm. Chiapperotti, l’aveva quasi saper trasmettere alla persona prima che all’at- sempre vinta. Abilissimo nell’interpretazione del leta. Quindi non più “sgrassa remi” ma persone Codice delle regate, astutissimo nelle momenta- impegnate nel diffondere capacità, competenze nee alleanze tra allenatori, chiedeva ed otteneva, e coraggio nella vita degli atleti, insieme al vero il più delle volte, cambi d’orari e spostamenti di significato di etica cioè i nobili ideali e modelli di gare come a Lui piaceva. Con toni pacati riu- comportamento propri della persona virtuosa. sciva a tener testa all’infiammabile Capo Bovo Proprio per questo la Federazione Italiana Ca- e duettava ai limiti del regolamento con l’illustre nottaggio gli ha dedicato un premio. Premio Vittorio Catavero. che ogni anno viene assegnato alla sua memo- Era Lui, il famoso allenatore dei bianco-rossi del- ria all’allenatore che più si è distinto nelle qualità la Mincio, il mitico Azelio Mondini. morali, la pedagogia e alla dedizione nell’inse- E così, quando passato qualche anno, lo rividi gnamento di questo sport: il canottaggio. assiso tra Marcello James e Gino Perez al tavo- L’attuale presidente dell’Associazione è il Signor lo della elegenda Associazione degli allenatori fu Maurizio Ustolin, allenatore e amico anche oltre vero colpo di fulmine. Capii che quello era l’uo- i campi di regata e assemblee dell’associazio- mo ideale per portare a termine quella “fantasia”, ne, che ha raccolto l’eredità non solo di Azelio quel sogno che i miseri allenatori inseguivano da Mondini, ma anche degli altri allenatori che lo tempo. Ed anche in quella circostanza dimostrò hanno preceduto nel ricoprire questo incarico. tutto il suo carisma: non si trovava l’accordo sul Mantova, e non solo Mantova ma anche tutta nome da dare all’Associazione; si doveva o non Italia, è certamente felice nel poter annoverare si doveva mettere quella seconda C che indicava tra i cittadini che la rendono e l’hanno resa gran- i canoisti e benché la gran parte dei presenti, in de una persona che ha lasciato il segno nella larga maggioranza allenatori di canottaggio, pro- disciplina del canottaggio e della canoa tanto pendesse per una doppia associazione, una per da essere considerato ancora oggi una figura i canottieri ed una per i canoisti, Lui con convin- mitica: quest’uomo è stato Azelio Mondini. centi argomentazioni, facendo leva sull’oppor- tunità di essere in molti e sul fatto che parecchi Nicola Saccani erano nello stesso tempo allenatori di canottag- (nipote e atleta di Azelio Mondini) gio e di canoa, alla fine, ma bisogna dirlo aiutato in questo suo ragionamento dai triestini capita- nati da Mario Ustolin, impose all’Associazione il ... nel ricordo di Angelo Porcaro nome di ANACC, con due enne. L’ebbe vinta anche sulla decisione di non defi- Ero imberbe canoista quando, assenti i dirigenti nirci sindacato sempre affermando che non ci e costretto a partecipare alle riunioni del Consi- si dovesse considerare una controparte della glio di Regata, conobbi un puntigliosissimo rap- Federazione ma una sua branchia, anzi la sua presentante di società/allenatore. Nelle frequenti branchia più importante, quella degli esperti da “baruffe” con il suo eterno accesissimo com- contrapporre ai dirigenti “per caso”. 5
che buone idee. Mi apostrofò dicendomi. “La nostra è una cosa seria”. Per il resto sempre d’accordo. Sapeva ascoltare e sapeva decidere, negli interessi degli associati e mai personali. Per sua decisione non volle mai incarichi che potessero configurarsi come com- mistione con gli organi federali. Fu felice quando Giuseppe La Mura divenne Direttore Tecnico e commentò il tutto dicendo semplicemente: “Era ora”. Non che i rappor- ti fossero idilliaci con il DT, visto il carattere dei due, ma comunque quasi sempre appoggiò la linea “dura” del Dottore. Prese dunque il via quel giorno a Firenze, era il Negli ultimi anni, quando anche per Lui il peso 29 Agosto del 1971, l’ASSOCIAZIONE NAZIO- dell’età aveva cominciato ad intorpidirlo, divenne NALE ALLENATORI CANOTTAGGIO E CANOA più accondiscendente alle richieste che venivano e il suo Presidente per 25 anni fu il Cav. Azelio dai giovani astri nascenti dei Tecnici Italiani e più Mondini. di una volta l’ho sentito rammaricarsi che molti di Affabile, cortese, elegante ma nello stesso tempo essi non si iscrivevano all’ANACC perché cosa tenace e lungimirante collaborò con Presidenti “inutile e sorpassata”, credendo di poter ottenere del calibro di D‘Aloja, Romanini e Nicetto con i da soli quello che con immensi sforzi ed in mol- quali, con alterne fortune, ottenne dei grandissi- tissimo tempo si era riuscito ad ottenere stando mi benefici per la categoria degli allenatori. tutti assieme e compatti. “Vedrai, mi diceva, che Non sempre andò d’accordo con i Direttori Tec- quando l’individualismo prenderà il sopravven- nici: pur ritenendo Nilsen un grande tecnico, to sul bene comune, allora l’ANACC rischierà aveva più volte suggerito a Paolo D’Aloja di por- di sfasciarsi e torneremo ad essere considerati re a capo dell’area Tecnica un italiano e quando dei miseri ingrassaremi…come prima, come una toccò a Korner sostituire il Norvegese, allora in si volta”. spazientì, cosa assai rara, e si dispiacque di non Angelo Porcaro essere riuscito a convincere la FIC a prendere La Mura. Mitici i duelli oratori con Nilsen e De Capua sull’opportunità o meno di dividere il duo Gola- Penna in vista di più importanti traguardi. Perse in tale circostanza la battaglia e nello stesso tem- po perse anche il suo magnifico due senza. Inventò e appoggiò con tutta la sua forza il Premio Culot, il seminatore d’oro come diceva Lui, che per anni è stato ed è tutt’ora il più ambito premio allenatori. Altrettanto eccezionale fu l’invenzione del “Premio alla moglie” col quale si intendeva premiare la pazienza e la immane sopportazione che sempre dimostrano le consorti dei tecnici. Il mio rapporto con Lui fu di padre e figlio. Quan- do decidemmo di stampare un “giornalino” per rendere edotti gli associati sull’azione della di- rigenza, fu inizialmente scandalizzato dal nome che avevo scelto, “IL ROMPIPALE” quattro pagi- ne ciclostilate in proprio, grondanti più inchiostro 6
... una grande passione sportiva, in una splendida sede sportiva come la Canot- dalla boxe al canottaggio, e alla canoa. tieri Mincio, sodalizio in questi giorni onorato dal CONI col Collare d’Oro per la sua lunga e nel ricordo di Ferruccio Calegari intensa attività nello sport (era stata fondata nel Dieci anni fa a Mantova con molti amici parte- 1883). cipai alle onoranze funebri ad Azelio Mondini, Riprendo dal capitolo “Canottaggio, sport prin- personaggio di spicco del mondo remiero in cui cipe” del libro di rievocazioni storiche, per gen- era stato importante protagonista in numerosi tile concessione dell’autore Paolo Vaini, “Cara ruoli, da atleta, a tecnico e dirigente, scompar- Vecchia Cano” (supplemento alla Voce di so a fine dicembre 2005. Aveva fondato anche Mantova, settembre 2009): l’Anacc (1971) l’associazione degli allenatori che negli anni ha continuato a sviluppare l’impor- “... Essendo nata infatti come Società di ‘canot- tante ruolo di valorizzazione di un settore deter- tieri’ ha continuato nel tempo a formare atleti minante per la crescita di chi, da tecnico, spes- e uomini veri, attraverso l’esempio dell’indi- so nell’ombra accompagna il percorso di quei menticato e ‘grande’ Azelio Mondini. Un breve giovani che poi saranno i campioni dello sport excursus sull’attività ultra cinquantennale del remiero. Con numerosi tecnici era presente An- canottaggio mantovano è impresa certamente tonio Baldacci, allora presidente dell’Anacc, e titanica e non voglio cimentarmi in ciò che non come Federazione il presidente onorario Gian mi compete e non so. Tuttavia lasciatemi cita- Antonio Romanini ed il segretario del Comita- re oltre al grande Azelio alcuni fra i tanti atleti to Lombardia Stefano Mentasti. C’erano Bep- che dai suoi accesi e paterni rimproveri, alle sue pe de Capua, allora direttore tecnico federale e ‘urla’ con megafono da terra verso lo specchio per il mondo della canoa Oreste Perri, il grande d’acqua, dirigeva a mo’ di telecomando le im- campione cremonese oggi presidente del Coni barcazioni, ottenendo sempre il migliore rendi- Lombardia. mento possibile da ognuno di loro. Alcuni nomi Azelio era nato a Borgoforte il 7 luglio 1923 e mi sovvengono più facilmente, fors’anche per- negli anni giovanili era attratto da due passioni, ché hanno ottenuto buoni risultati a livello nazio- la “noble-arte” sul ring (arrivando alla prima se- nale come Ongari, Gilioli, Tira, Benetti e il mitico rie dilettanti) e il canottaggio, ma era compren- Penna. Uno fra tutti ricordo con particolare pia- sibile che poi la passione remiera prevalesse in cere: il dott. Renato Ongari cresciuto col sotto- un ambito ideale come i laghi mantovani. E tra scritto alla scuola del tennis per poi approdare il 1937 e il 1940 il suo “quattro con” (Mondini, a quella del Canottaggio, specialità Kayak dove Chinelli, Levi, Belloni, tim. Marongiu) cominciò arrivò a conseguire il titolo di campione italiano a inanelare traguardi. Una attività appassionata e approdare poi alle Olimpiadi del ‘60. 7
Questo puro e nobile sport, ritenuto a buona ra- ni, esprimendo un ricordo particolare sull’attività gione fra i più faticosi al mondo, ha dato parec- di Renato Ongari, davvero un eccezionale spor- chie soddisfazioni a dirigenti e atleti della Min- tivo, un appassionato a tutto tondo, che a 11 cio, che si sono avvicendati negli anni nei tanti anni nel 1946 aveva iniziato come timoniere del equipaggi delle varie specialità. Questa discipli- “due con” Mondini-Santini. E in seguito sareb- na sportiva ha esaltato le grandi qualità tecniche be entrato tra i protagonisti nella canoa-kayak, oltre che umane dell’Azelio Mondini, oltre alla alle Olimpiadi di Roma e poi nelle grandi com- volontà e al grande spirito di abnegazione dei petizioni. Ed in squadra c’era anche una valida tanti atleti (famosi e meno) che per anni hanno pagaiatrice mantovana, Alberta Zanardi (settima difeso con onore e umiltà i colori della loro socie- nella finale olimpica). Alla vigilia delle Olimpiadi tà. L’eco dei successi e delle tante performances la canoa italiana stava vivendo il suo momento dei vari atleti sia tra i maschi che tra le ragazze, di crescita, una fase non facile alla ricerca del ha destato da congenita miopia anche la Fede- meglio senza avere un proprio habitat definito. razione Nazionale Canottaggio (F.I.C.) che de- L’impegno della federazione, in cui prevalevano cise di affidare incarichi di Istruttore-allenatore considerazioni operative sviluppate nella lunga a livello nazionale al ‘mitico’ Azelio: prese poi a storia remiera, era massimo, ma si scontrava breve seriamente in esame l’opportunità di affi- spesso con l’inesperienza, tant’è che gli anni dare alla Mincio l’organizzazione di allenamenti precedenti ai Giochi di Roma nell’ambito azzur- collegiali e campionati nazionali, nell’allora nuo- ro ruotarono vari big tecnici stranieri, sino ad ar- vo specchio d’acqua del Lago inferiore, dopo il rivare alla concreta collaborazione con l’unghe- ponte di S. Giorgio. A conferma della bontà di rese Kalman Blahò che fu determinante. Azelio questa scelta nonostante molteplici alternative Mondini che alla Mincio divideva il suo cuore tra e pressioni delle tante società di canottaggio canoa e canottaggio, seguiva con attenzione e sparse in tutta Italia, vi è l’attività agonistica del passione ogni vicenda e ovviamente attentissi- nostro canottaggio che sta dando ancora oggi mo agli eventi di Castelgandolfo, prima come un grosso contributo di immagine (oltre che di Giochi Olimpici e poi come campionati italiani. risultati) alla nostra Cano.” E da par suo, con l’irruenza che ricordiamo era Lettura gradevole di quanto scriveva Paolo Vai- il suo modo di voler bene agli sport remieri, fece 8
pervenire alla presidenza federale una corposa va il suo carattere, sempre burbero e non cam- lettera di osservazioni, che pur “contestata” su biava di una virgola: personalmente ci siamo alcune parti in riunione ufficiale, fu integralmen- anche “beccati” in qualche circostanza, ma la te pubblicata da “Il Canottaggio” con l’aggiunta stima era reciproca ed ancor oggi lo ricordo di altrettante note di puntualizzazione. con affetto. Nel periodo antecedente alle Olimpiadi di Roma Successivamente ritroviamo Renato Onga- abitavo a Padova ed ero socio della Canottie- ri studente all’Università di Pavia dove poi si ri Padova che per vari fattori era divenuta un laureò in medicina, nell’otto dell’Università che punto di incontro tra molte delle componenti vinse l’edizione 1961 della Pavia Pisa, ed era in canoistiche che all’epoca stavano crescendo equipaggio anche l’anno successivo al match e nella circostanza, naturalmente ho ricordi un in programma a Pisa, che però dovette essere po’ sbiaditi dal tempo, avevo conosciuto sia annullato. Anche da lui si percepivano i valori di Azelio Mondini che i suoi atleti. Padova, dove una passione oltre ogni barriera, tanto che ad tra gli emergenti c’erano Lorenzo Cantarello un certo momento (forse, può capitare a tanti), (kayak) e Danilo Tognon (canadese) ospitava non ritrovandosi in sintonia pensò di fondare un spesso (anche per la progettazione del KS1 nuovo sodalizio totalmente canoistico che tro- in plastica, che fu la barca che consentì una vò ospitalità su un altro dei tre laghi che fanno vasta azione di espansione del canoismo tra i corona a Mantova. E qui prima come “Vigili del giovani) il direttore tecnico Kalman Blaho, un- Fuoco” ed in seguito come “Lega Navale Italia- gherese, e c’era modo di seguire l’evoluzione na” fece crescere nuovi campioni della paga- positiva della canoa azzurra. Ed ho sempre ia, lanciando in campo internazionale anche il stimato quel personaggio interessante (che “Trofeo Sparafucile”. l’amico Paolo Vaini nel suo libro ricorda con “dirigeva a mo’ di telecomando le imbarcazio- Ferruccio Calegari ni, ottenendo sempre il migliore rendimento possibile da ognuno di loro.”, ed in seguito per Per le riproduzioni fotografiche si ringrazia altre circostanze ebbi l’opportunità di frequen- Paolo Vaini, autore del libro “Cara Vecchia tarlo anche alla stessa Canottieri Mincio. Ave- Cano” che ne ha autorizzato la ripresa. 9
... uno dei grandi del Canottaggio Azelio&Mario nel ricordo di Claudio Kaminsky nel ricordo di Maurizio Ustolin Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di La prima volta che sentii parlare di Azelio Azelio, ma per tutti gli amici, è sempre presente. Mondini fu da mio padre, ed avevo poco più Azelio, è stato un grande sportivo , pratico il pu- di 10 anni. Per me allora il canottaggio signi- gilato arrivando fino alla prima serie e remò per la ficava seguire Mario Ustolin in società, dove Canottieri Mincio dal 1937 al 1940. allenava i suoi ragazzi, raramente andare in Nel 1950 la Società gli affidò il settore remiero e trasferta (memorabili i mondiali a Bled del dal suo vivaio, sono nati campioni come Enzo ‘68 dove portò 8 e 4 senza). Per il resto vi- Borgonovi e Marco Penna. vevo marginalmente questo sport, impegna- Nella sua attività di allenatore entro anche la ca- to a crescere in tutt’altra maniera che con un noa. Infatti il CONI per propagandare la canoa remo in mano. Sentivo parlare di Azelio, come affidò alla Federazione Canottaggio la gestione di un buona amico, e sinceramente non me lo dello sport della canoa, i più anziani si ricorde- figuravo. Un giorno chiesi maggiori informa- ranno che alle regate del canottaggio si faceva- zioni, e Mondini entrò nella mia vita, ancora di no nella stessa manifestazione, gare di canoa. più nella mia famiglia. Anche nella canoa, come allenatore si distinse Si erano conosciuti (forse lo erano già da tem- con molti risultati con atleti in nazionale. Il suo po, ma Mario a questa occasione faceva ri- capolavoro fu Renato Ongari che partecipò alle ferimento), ai Giochi Olimpici di Roma 1960, olimpiadi di Roma . dove il fatto di essere coetanei (Azelio del ‘23, Per Azelio, l’allenatore di riferimento, era Culot, Mario del ‘24); allenatori di atleti che parte- ecco il perché del trofeo Culot. cipavano alle Olimpiadi Romane (Azelio con Azelio è stato il promotore per la costituzione la Alberta Zanardi e Renato Ongari e Mario della nostra associazione, associazione che non con il singolista Savino Rebek, ed il 2 senza fu benevolmente accolta dai dirigenti federali di Mario Petri e Paolo Mosetti); l’interesse per dell’epoca. la boxe: Azelio arrivando alla prima serie di- Per molto tempo c’è stata sempre una certa dif- lettanti, Mario incuriosito in quanto il suo alle- fidenza per questi allenatori che cercavano ri- natore Pino Culot, allenava sia il canottaggio spetto e dignità che la noble art (ai Giochi di Londra nel ‘48 Non mi ricordo l’anno, ma a Castel Gandolfo ad- era il tecnico del doppio di Ustolin e Dapiran dirittura organizzo uno sciopero delle gare. e del pugile Minatelli), li unì da subito. Se oggi gli allenatori, sono arrivati ad essere con- Ma il fatto che li accomunò ancor più fu che siderati componente indispensabile per il canot- a Castelgandolfo, alle Olimpiadi, per nessu- taggio, lo dobbiamo a uomini come Azelio che no dei due c’era posto nel Villaggio Olimpico, si sono prodigati alla valorizzazione della nostra e dovettero trovare una sistemazione priva- categoria. tamente, poco distante dal campo di gara. ‘Dei remi facemmo ali al folle volo Furono alloggiati da Bucci, nel centro storico 10
di Castelgandolfo, dove rientravano assieme ma Mario non si tirò indietro ed appoggiò alla fine di ogni giornata di gare, e dove sulla l’iniziativa, promuovendola anche nella sua terrazza panoramica che dall’alto dominava allora V Zona. I contatti divennero più stretti, il campo di regata, tra un abbacchio ed una e l’ANACC (che riuniva sia gli allenatori di amatriciana, innaffiati dai vini dei Castelli, si canottaggio che di canoa), decollò. Le riu- parlava di sport, di lavoro, di famiglia. nioni tra i suoi componenti erano occasioni Passarono diversi anni, durante i quali i due di parlare proporre e decidere, ma anche ri- mantennero i contatti sui campi di gara, ma trovarsi tra amici, componente importante. anche telefonici ed epistolari, fino a quando L’Assemblea annuale a Firenze era un rito alla fine degli anni ‘60, non nacque l’idea di anche per i triestini che partivano all’alba creare una Associazione di Allenatori. Mario della domenica, prestissimo, con il primo aveva stretto amicizia con Azelio e la sua fa- treno dal capoluogo giuliano, per arrivare miglia, tanto che alcune volte lo andò a tro- a destinazione e fare colazione assieme e vare a Mantova assieme alla mamma. Visto poi ritrovarsi alla Canottieri di Ponte Vec- che i periodi migliori per queste sortite erano chio. Entusiasmo, amicizia intraprendenza, a stagione agonistica conclusa, per la bella coraggio, Io intanto mi ero avvicinato al ca- città dei Gonzaga era tempo di nebbie, incu- nottaggio attivo, era il 1972, ed iniziai a fre- riosito ascoltavo i racconti di mio padre, e di quentare i campi di regata. Parecchi anni più Azelio che per favorire il rientro lo accompa- tardi, passato dall’altra parte della barricata, gnava fino all’imboccatura dell’autostrada. I era 1984, a Sabaudia ad una gara naziona- due, assieme alle rispettive consorti avevano le, avvicinai Azelio: “Signor Mondini...” lui si stretto un’amicizia indissolubile, che li porta- girò...”Ma che signor...io sono Azelio...” e va a confidarsi pene e travagli sportivi e fa- chiesi di entrare a far parte dell’ANACC. Al- migliari. lora, al contrario di adesso, far parte dell’As- L’idea dell’Associazione fu di Mondini e di sociazione, per un allenatore di canottaggio, un gruppo di tecnici un po’ da tutta Italia, era cosa naturale. Iniziai a partecipare alle riunioni di direttivo, e dopo pochi anni Aze- lio mi chiese di entrare in Consiglio, ed io accettai. Mario mi raccomandò: “Se puoi aiutare l’ANAC...fallo...è importante...” ed io cercai di essere utile. Con alterne vicende l’Associazione proseguì nella sua storia. Altre persone poi presero il posto di Azelio e di Mario. Era Santo Stefano del 2005, era l’ora di pran- zo e stavo entrando nella sala del ristorante per festeggiare con la famiglia le festività na- talizie. Squillò il telefono. Era Norberto Mon- dini che mi annunciava che Azelio se ne era andato. Mi sedetti a tavola mesto e mio pa- dre con un presentimento mi chiese che cosa fosse successo: glielo dissi. Durante il pranzo si parlò poco e si mangiò svogliatamente. Passò un anno (quasi a rispettare l’anzianità dei due), ed il 30 dicembre 2006, se ne andò Mario. Un’amicizia che da qualche parte lassù sta di sicuro proseguendo... Maurizio Ustolin SI RINGRAZIA PER LE FOTO NICOLA SACCANI 11
GIGI ARRIGONI ALLENATORE DELL’ANNO E ’ con piacere che plaudiamo al riconoscimento di Gigi Arrigoni, socio dell’ANAC, ALLENATORE DELL’ANNO, per la competenza, la serietà di un allenatore da 40 anni sui campi di gara nazionali ed internazionali. Congratulazioni Gigi! Gigi Arrigoni nasce agonisticamente alla Bissolati di Cremona, società dalla quale non si è mai separato, e dopo aver praticato attività da atleta, ricopre da 40 anni il ruolo di allenatore. Da 20 fa parte dello staff tecnico nazionale: con gli junior fino al 2000, e da 2001 ad oggi con il Settore Olimpico. Allenatore di III livello, ha partecipato ai Giochi Olimpici di Atene e Londra, oltre ad aver portato diversi atleti sul podio iridato. Nel 2015 è stato allenatore dei Campioni del Mondo, d’Europa e Italiani Juniores: Gentili nel singolo e Cattaneo nel doppio e della Rodini campionessa italiana in singolo e mondiale nel 4 di coppia pesi leggeri under 23. Con Gentili ha inoltre contribuito a qualificare il doppio per i Giochi Olimpici di Rio de Ja- neiro 2016. Per questi motivi, a Gigi Arrigoni va il riconoscimento di Allenatore dell’ANNO 2015. CURRICULUM GIGI ARRIGONI 01/11/1975 Riceve l’incarico di allenatore alla Canottieri Bissolati di Cremona 01/02/1976 Esami con riconoscimento F.I.C. di allenatore 1983 Passa ad allenatore di 3° livello – allenatore capo 1988 Riceve il diploma di “Riconoscimento per l’attività svolta” da F.I.C. Nell’anno del centenario della F.I.C. 1989 Premio “Fedeltà” A.N.A.C.C. 1997 Nominato “Allenatore dell’anno” dalla F.I.C. 1998 Nominato “Collaboratore F.I.C.” settore Junior 2001 Nominato “Collaboratore F.I.C.” settore olimpico punta Vince il premio “I migliori dell’anno” concorso indetto dal quotidiano “La Provincia” di Cremona e ritira il suddetto premio durante il Galà dello Sport 2002 Nominato “Collaboratore F.I.C” settore olimpico coppia 2004 Partecipa alle OLIMPIADI di Atene con il doppio senior Viene nominato Benemerito F.I.C. 2005 Crea un “Programma di rinascita Bissolati” con l’attività 100ore scuole un PoGiovani 2007 Rientra in F.I.C. Nel settore punta pesi leggeri 2008 Passa in F.I.C. Al settore pesi leggeri olimpici e non 12
2009 Riceve dal CONI la “Palma di bronzo” al valore tecnico Viene rinominato delegato regionale ANACC 2012 Partecipa alle OLIMPIADI di Londra settore pesi leggeri Riceve dal CONI la “Palma d’Argento” al valore tecnico 2013 Collabora col Gruppo Olimpico coppia (progetto Rio 2016) 23/06/2013 Riceve il premio dal Comune di Cremona Città Europea dello sport 2015 Viene rinominato “Allenatore dell’anno” dalla FIC RIASSUNTO Campionati Italiani vinti: 20 Campionati Europei vinti: 3 Campionati Mondiali vinti: 7 Partecipazioni Olimpiche: 2 ALLENATORI DELL’ANNO: 2002 – Romagnoli 2003 – La Padula 2004 – Cattaneo 2005 – De Lucia/Dezi 2006 – Coppola 2007 – Perna 2008 – Bosdachin 2009 – Molea 2010 – Barbo 2011 – Calabrese 2012 – Cattaneo/Vitale 2013 – La Padula 2014 – Tabacco 2015 – Arrigoni 13
Le olimpiadi di roma, un sogno che dura da oltre mezzo secolo “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni” Eleanor Roosevelt. di CLAUDIO TRANQUILLI L a vision della candidatura di Roma ottenere i Giochi di Roma 2024 è come so- ai Giochi Olimpici del 2024 sta tut- gnare di regalare ai bambini di oggi la più ta in questa frase pronunciata da grande festa dello sport e la speranza di quest’attivista statunitense, mo- poter vincere, correre, partecipare domani glie di Franklin Delano Roosevelt. alle Olimpiadi di casa propria; di vedere da Una frase indovinata per Roma vicino i campioni preferiti, e di apprendere perché questa città possiede un grande lo stile di una vita sana e i valori più impor- sogno: regalare al proprio Paese e al mon- tanti dello sport. do lo spettacolo di un’Olimpiade e di una Un sogno che un’intera generazione ha in- Paralimpiade. Eventi unici e straordinari in seguito e che ora nella maturità sta lavo- grado di rilanciare i valori della fratellanza rando per regalare il sogno ai giovani di do- e dell’amicizia tra popoli, in un abbraccio mani. I Giochi sono il palcoscenico magico globale come quello che solo lo sport sa e ineguagliabile per esaltare le bellezze di cementare. Giochi in grado di abbattere i Roma, la propria arte e di uno sconfinato vecchi e i nuovi muri e di gettare un solido patrimonio culturale che la Città Eterna e ponte per la pace tra i popoli. Lavorare per l’Italia tutta possiede tanto da farne la cul- la della civiltà per eccellenza. Una Candi- datura per la quale donne e uomini stanno lavorando, insieme a tutte le Federazioni Nazionali, tra cui la Federazione Italiana Canottaggio, col solo scopo di garantire ai cittadini una città migliore, e una migliore qualità della vita, che solo l’accelerazione di un evento così importante può contribu- ire a realizzare, così com’è successo nella stessa Roma degli anni Sessanta e in tante altre città che hanno organizzato i Giochi in passato. Un’Olimpiade che metta al centro la propensione della città alla sostenibilità, e che alla tutela dell’ambiente accompagni l’accessibilità, all’insegna della sobrietà di un piano che garantisca anche l’assoluta trasparenza e la legalità di ogni atto. Roma 2024 sogna di ripetere il successo delle Olimpiadi del Sessanta, le prime dell’era tecnologica, le più innovative, le prime Pa- ralimpiadi. 14
Quei Giochi sono entrati nella leggenda, roporto di Fiumicino e il Centro di Roma. e hanno portato all’attenzione del mon- Roma 2024 sogna di arricchire il suo gran- do atleti che hanno scritto la storia dello de medagliere olimpico. Quello stesso sport, come Wilma Rudolph, Cassius Clay, che oggi fa dell’Italia addirittura la quinta Nino Bnvenuti oppure come gli azzurri potenza sportiva al mondo, dopo colossi del canottaggio vincitori dell’argento nel come Stati Uniti, Russia (la vecchia Urss), quattro senza (Baraglia, Bosatta, Crosta, Cina e Germania (Est e Ovest). La Città Galante) o il bronzo nel quattro con (Zuc- sa di avere le migliori carte da giocare e chi, Trincavelli, Sgheiz, Balatti, tim. Stefa- le giocherà senza barare e senza bari ma noni). Saranno Giochi che avranno un im- solo con la forza dell’utopia che muove il patto minimo con l’ambiente poiché oltre mondo e le menti delle persone migliori e ad altri due o tre impianti, oltre al Villaggio l’Italia ha le persone migliori. “Anche se il Olimpico, sarà costruito il bacino remiero futuro sembra lontano, in realtà comincia olimpico che diventerà un parco a tema proprio adesso”Mattie JT Stepane (poeta nel quale il canottaggio sarà la chiave di americano). volta di questa struttura che consentirà a Roma di avere un campo di regata tra l’Ae- Claudio Tranquilli 15
LA MIA AVVENTURA Marco Galeone, napoletano, sposato con SUDAFRICANA! Ines e padre di Greta 6 anni. Nato e cresciuto, sportivamente parlando al Circolo Nautico Posillipo e poi come tecnico al Posillipo, Ilva Bagnoli e Canottieri Napoli. di MARCO GALEONE I l mio primo approccio ad atleti e persone affettuosamente da chi ci vive, città di quasi con disabilità fisiche ed intellettive nasce 5milioni di abitanti che salgono ad 8milioni se con una meravigliosa esperienza ai centri consideriamo l’intera area metropolitana. Anfass di Napoli, poi proseguita, a fine car- In questi anni ho imparato molto ed ho conti- riera universitaria, prestando servizio come nuato la mia formazione, anche universitaria, obbiettore per 18 mesi presso un centro dovendomi confrontare con un sistema che è specializzato, con cui sono ancora in contat- fondamentalmente anglosassone, basato non to, dove mi occupavo di terapia e riabilitazione su circoli ma su scuole ed università’ (non nu- dei pazienti. merose), e che ha, quindi, l’educazione e la L’avvicinamento al para rowing è nato grazie formazione come centro nevralgico di tutte le ad una opportunità datami dalla FIC e da Paola attività sportive, tra cui il canottaggio ed il para Grizzetti, che cercava un collaboratore per sup- rowing. portare il suo lavoro dopo la scomparsa dell’im- Lavorando e vivendo all’estero, cambi il tuo menso ed insostituibile Renzo Sambo. punto di vista, non hai paracadute o rete di si- Ho accettato immediatamente e devo ricono- curezza, e devi aprire la mente al nuovo paese scere che nei quasi due anni trascorsi come e fare il tuo lavoro nel rispetto delle tradizioni e collaboratore di Paola a Gavirate e nel team della cultura locale, mettendoti al servizio della FIC, ho potuto apprendere e studiare alla uni- comunità remiera, ma senza essere invasivo o versità mondiale del para rowing. dominante. Ad inizio 2011 sono stato contattato dalla fede- Siamo stati molto aiutati dalla numerosa comu- razione Sudafricana; dopo aver visitato il paese nità italiana sudafricana, e qui abbiamo impara- e qualche chiacchierata con Gianni Postiglione, to che siamo tutti italiani e le differenze regionali conoscitore della realtà sudafricana ed interna- ci arricchiscono, e l’italianità ci unisce non ci zionale; ho deciso di accettare l’incarico. divide. I primi tempi, per me e la mia famiglia, non La mia famiglia è totalmente integrata e Greta sono stati facili, dovendoci adattare ad una dif- frequenta la scuola e partecipa a tutte le attivi- ferente cultura, lingua, condizione ambientale e climatica non europee. Il South Africa è un paese meraviglioso, grande 4 volte l’Italia ma che ha circa gli stessi abitanti, con la popolazione concentrata solo nei mag- giori centri urbani. Ci sono ben 11 lingue ufficiali, anche se la lin- gua istituzionale e principale è l’inglese. La mia esperienza parte da Johannesburg, dove è la base della squadra para rowing Viviamo a Johannesburg, Jo’burg chiamata 16
e tanta consapevolezza e voglia di migliorare. Nel 2012 avendo posto le basi per un program- ma nazionale para rowing sudafricano, siamo riusciti a qualificare un equipaggio a Londra 2012, mancando la qualificazione del Mix4+LTA per una manciata di centesimi. Nel 2012, la federazione sudafricana e l’head coach Roger Barrow, sotto la spinta dei risultati hanno deciso di coinvolgermi anche nell’alle- namento di alcuni equipaggi nazionali normo- dotati, continuando quel dualismo a cui ero abituato anche in Italia, dove il canottaggio alle- nato richiede professionalità, passione e non è differente allenare atleti normodotati o disabili. tà che le sono offerte, col vantaggio di essere Il 2012 è stato un anno di svolta per il canottag- perfettamente bilingue inglese/italiano, visto gio sudafricano, con la prima medaglia d’oro ad che Ines ed io ci teniamo tantissimo che non una Olimpiade, e la prima medaglia di un atleta dimentichi la sua lingua di origine. di colore, ed un anno meraviglioso per me con Sotto la spinta della federazione e grazie al la partecipazione alla mia prima Para-olimpia- supporto del comitato olimpico/paralimpico, de. Nel 2013, dopo un anno difficile dal pun- che è una sola entità è e che ha una grandis- to di vista finanziario per la federazione , sono sima storia nello sport per atleti con disabilita, arrivate le prime due finali A e la prima meda- sono riuscito ad avvicinare nei primi tempi un glia di sempre nel para rowing Sud Africano ed gruppetto di atleti, invitati da altre discipline pa- Africano in generale. ralimpiche. Non vorrei adesso fare un elenco cronologico, Il primo mondiale è stato a Bled nel 2011, e quindi arriviamo ai giorni nostri, dove con mol- dopo solo 3 mesi, con una vittoria in finale C tissimi cambiamenti, ogni anno nel Mix4+LTA, per diverse ragioni sono cambiati almeno 1 o 2 componenti; abbiamo qualificato 2 equipaggi per la Para olimpiade di Rio2016 . Il 2015 che è agli sgoccioli è stato un anno che mi ha visto iniziare a collaborare come mem- bro della commissione Para Rowing della FISA, supportato da RowSA, dove ho ritrovato Paola ed anche la federazione Sudafricana ha esteso il mio ruolo. Sono adesso oltre all’allenatore nazionale para rowing anche responsabile della identi- 17
ficazione dei talenti e responsabile della na- perché si mette sempre in opera il concetto di zionale juniores. UBUNTU. La collaborazione ed il supporto delle Univer- Il lavoro svolto è sempre incernierato sul credo sità nella provincia di Johannesburg ci sta pian di semplificare il più è possibile e del rispetto, piano portando alla formazione di un team di per ragioni fondamentali che sono cardine della tecnici, managers, fisioterapisti, medici ed atle- filosofia del canottaggio sudafricano. ti, tra cui molti sono dei volontari, con una altis- Rendere la vita sportiva di un atleta meno com- sima professionalità e voglia di eccellenza. plicata possibile in maniera che, lo stesso, si I ruoli di tutte le persone con cui lavoro sono possa concentrare solo sul far andare veloce molto ben distinti e c’è un grandissimo rispet- la barca, ed è così che anche sotto periodi di to delle differenti competenze, anche perché stress, si riesce a mantenere il sorriso e divertir- altrimenti mi sarebbe impossibile coordinare si per quello che si fa. tutte le attività in cui sono coinvolto. Mi piace Il rispetto, invece, viene dal contesto sociale. Solo le squadre senior e para rowing sono fi- nanziate con fondi governativi, le squadre un- der 23 e juniores si autofinanziano per raduni e competizioni internazionali. Abbiamo un enorme rispetto del fatto che sia- mo dei privilegiati a poter usufruire di tale van- taggio in una nazione che vive ancora moltissi- mi contrasti di classe e socio-culturali, con un tasso di povertà spaventoso. L’anno remiero è legato alle stagioni, c’è attività da novembre a fine marzo, quindi dalla prima- vera a fine estate, negli altri mesi gli atleti non impegnati con le squadre nazionali si dedicano a differenti sport, invernali, che le scuole pro- pongono come obbligatori. Non vorrei annoiare gli allenatori italiani ed i let- tori con un lungo articolo, ed è per questo che ringrazio Maurizio Ustolin e l’ANAC per questa brillante opportunità. Lascio tutti con i miei più sinceri auguri per un felice Natale ed un augurio per un 2016 denso di successi. Un abbraccio “africano” Marco Galeone 18
La centralità Luca Broggini, classe 1988, da cinque anni è parte integrante dello sport austra- liano presso la loro base olimpica in Euro- dell’allenatore pa dove oggi è l’Amministratore. Alla Canottieri Varese è prima allenatore del settore giovanile e, attualmente, Diret- tore Sportivo. Per il Comitato Regionale FIC Lombardia addetto stampa e ani- matore delle attività.Per l’Italia remiera, speaker nazionale e ai maggiori eventi di Luca Broggini internazionali. L o sport dei nostri giorni è diventato dell’allenatore all’interno di un sistema diven- uno dei maggiori fenomeni aggre- ta essenziale per il successo generale. Questo ganti, oltre che traino dell’economia successo poi può diventare straordinario solo se e della società. Un’immagine chiara, raccontato con una comunicazione efficace e al confermata dai numeri e che dovreb- passo coi tempi. be far riflettere, è la costante apertura La centralità del tecnico è diversa da quella di nuove palestre, il tutto esaurito degli stadi e la dell’insegnante. A scuola l’avversario da battere crescita degli abbonamenti ai canali TV a paga- non esiste. La vittoria oggi si ottiene con l’unità mento per poter seguire lo sport preferito. Siamo della squadra la quale viene costruita dall’allena- diventati, quasi senza accorgercene, una delle tore. All’esterno esistono tante alternative per- forze centrifughe del mondo moderno. Si rinun- corribili per raggiungere l’obiettivo. Se il tecnico cia a tutto, ma non allo sport guardato o pratica- riesce però a tenere il gruppo unito può gestire to che sia. l’intera squadra e quindi disporre di tutti gli uomi- Oggi lo sport è rimasta l’unica vera bandiera dei ni o donne per ricercare le migliori combinazio- principi della vita perché insegna l’accettazio- ni. Ogni fuga individuale può costare la sconfitta ne delle regole e non le regole come dogmi, la dell’intero gruppo e la messa in discussione di vittoria leale del più forte e non dell’amico o del tutto il sistema. Nella storia recente esistono tan- raccomandato, la capacità dello sconfitto di ri- ti esempi, sia in chiave societaria che in chiave nascere ed essere pronto a combattere di nuovo nazionale. e non a ricercare una strada più facile per rag- L’allenatore, piaccia o meno al nostro mondo, è il giungere l’obiettivo. punto di incontro e di sintesi tra ciascun atleta e Ecco quindi che entra in gioco la figura dell’al- il gruppo-squadra, tra la squadra e il gruppo diri- lenatore, spesso visto solo come un guru della genti, tra il gruppo dirigenti e il territorio inteso sia materia con l’obiettivo principale di portare alla come autorità politico-amministrativa che come conquista di medaglie, senza pensare all’impor- pubblico. La conferma ci arriva pensando ai nomi tanza del suo ruolo nel successo di un intero di grandi tecnici di tutti gli sport. Due esempi, per sistema. Dati statistici e risultati agonistici con- allontanarci dal canottaggio per un solo istante, fermano che le società di successo o, in chia- sono José Mourinho e Antonio Conte. ve internazionale, le nazioni di successo, sono Di questo fatto, di questa sua centralità, l’allena- quelle che selezionano gli allenatori in base ai tore moderno deve rendersi cosciente perché il valori dell’uomo come educatore e ricercatore. progetto di un tempo di poter essere semplice- L’esperienza sul campo permette di elaborare la mente un mero “santone” si è rivelato una pura propria conoscenza migliorandola, senza ren- utopia, oltre che una sottovalutazione del suo dersene conto, in qualcosa di assai più evoluto ruolo. L’allenatore è in realtà il motore centrale e complesso fino a trasformare quella che all’ini- dello sviluppo di tutto il nostro sistema. zio era una cosa elementare in un’arte sempre più raffinata e forse in una scienza. La centralità Luca Broggin 19
IL FUTURO DEL COASTAL ROWING di Renato Alberti M entre il Coastal Rowing sembra della disciplina che si può svolgere, come il stentare nel trovare una sua bech volley, a diretto contatto con il pubblico. collocazione nella quotidianità Solo per inciso la presenza degli azzurri, gui- dei Circoli Remieri italiani, tre dati da Spartaco Barbo, è stata di alto livello importanti avvenimenti inter- con tre ori (Raineri e Pappalardo nel singolo nazionali ne indicano la vitalità maschile e femminile, Paccagnella e Bellio nel a livello internazionale e dovrebbero suggerire doppio femminile) e quattro bronzi nelle sette ai Dirigenti, ai Tecnici ed ai Canottieri di tutta discipline previste dall’evento. Italia di prestare maggiore attenzione a questa L’iniziativa sta già avendo un seguito, il Con- disciplina remiera in cui la FISA ripone molte siglio Federale della FIC nella sua seduta del speranze per la diffusione universale del ca- 28 novembre u.s. ha dato parere favorevole nottaggio e l’incremento dei suoi praticanti. alla richiesta del Presidente del CONI Giovan- ni Malagò, su invito del Presidente del COJM I Mediterranean Beach Games svoltisi a Pe- (Comitato organizzatore dei Giochi del Me- scara alla fine di agosto, organizzati sotto la di- diterraneo) di istituire a Formia un Centro di retta egida del CONI, grazie all’interessamento Preparazione per gli Sport di Spiaggia tra cui il del Vice Presidente FIC Davide Tizzano, han- Coastal Rowing. no visto la presenza del Coastal nell’aspetto spettacolare del “Rowing Beach Sprint” ossia Il FISA World Rowing Tour svoltosi sul Lago di una gara su distanza breve con un percor- Maggiore dal 13 al 20 settembre ha visto la so misto corsa sulla spiaggia e canottaggio in partecipazione di quasi 100 vogatori Remo- mare. Turisti che nell’arco di una settimana hanno Per la prima volta il Coastal Rowing ha avuto percorso quasi 200 km lungo le coste del lago una partecipazione aperta, ed anzi riservata, a lombardo utilizzando 14 quattro di coppia con delle squadre nazionali, mentre sin’ora le re- timoniere messi a disposizione dal COL capi- gate, anche quelle internazionali ed i Mondiali tanato dalla Canottieri Luino di Luigi Manzo. FISA, sono sempre state disputate da equi- Ogni partecipante ha pagato una quota di paggi di club. iscrizione di 1.300,00 euro ed il COL ha do- Tale evento ha indicato una possibile percor- vuto rifiutare numerose domande di adesione so di evoluzione della presenza del Coastal dovendosi accontentare di un incasso di poco Rowing nelle maggiori manifestazioni sportive meno di 120.000,00 euro ... internazionali, a partire dai Giochi del Mediter- Anche in questo caso si é trattato di una prima raneo, sia per il grande risparmio economico volta, anzi di una doppia novità: prima volta nel non dover realizzare a cura dei COL dei che la FISA assegna il Rowing Tour all’Italia, costosi impianti remieri (che peraltro mai sono prima volta che questo evento FISA viene or- stati riutilizzati negli ultimi quadrienni, a parti- ganizzato con barche da Coastal Rowing. re da Almeria, passando per Bomba-Pescara Il grande successo di questo evento indica e di recente Smirne), sia per la spettacolarità quanto il Coastal Rowing possa costituire vo- 20
lano di sport e di turismo lungo le migliauia di parati ed agguerriti che hanno conquistato meravigliose coste italiane. piazzamenti di prestigio ed anche l’argento nel singolo maschile con il peruviano Eduardo Il FISA World Rowing Coastal Champion- Linares. Ancor più sorprendente per i parte- ships svoltosi a Lima nel novembre u.s. ha cipanti all’evento veder gareggiare in singolo segnato lo sbarco del Coastal Rowing nel- coastal, con i colori della società di casa, il cu- le Americhe, dopo che per la prima volta il bano Angel Fournier Rodriguez, candidato alla Mondiale di Coastal aveva lasciato le spiagge finale olimpica in singolo a Rio 2016, e giunto dell’Europa per approdare a quelle della costa settimo sulle acque del Pacifico. asiatica di Istanbul nel 2011; e già gli Stati Uniti Questi tre grandi eventi, il loro successo e le con la località di Pensacola in Florida, stan- prospettive future che lasciano intravvedere no pensando ad un evento mondiale nel Nord dovrebbero far riflettere in particolare gli alle- America. natori di Canottaggio cui si aprono nuove stra- L’evento ha visto una ridotta presenza di so- de di reclutamento e di partecipazione nelle cietà e di vogatori italiani ed europei per l’ele- più diverse fasce di età. vato costo della trasferta rimasta interamente a carico delle società partecipanti, pur tuttavia Offro in breve sintesi la mia diretta esperien- altamente qualificata dall’iscrizione degli equi- za di precursore del Coastal Rowing in Ita- paggi medagliati nei precedenti Mondiali del lia per evidenziare con pochi semplici esempi 2014 a Salonicco (GRE) e del 2013 a Helsin- quali prospettive può aprire ad un club remie- ghborg (SVE). ro, ed in particolare di un club remiero avente La sorpresa è stata la folta presenza di equi- sede sulla costa marina o lacuale, l’avvio di paggi sud americani particolarmente ben pre- un’attività di Coastal Rowing. 21
Settore Giovanile. Purtroppo per i regola- Coastal Rowing una sua dimensione agonisti- menti vigenti in Italia e per la nostra scelta di ca vincendo il titolo di Campione del Mondo far disputare i Giochi Sportivi Studentesci con nel 2011 in 1x e nel 2015 in 2x. le barche GIG non ritenuto maturi i tempi per avviare al canottaggio ragazzi infra sedicenni Settore Master ed Amatoriale. Il gruppo attraverso il Coastal Rowing. Tuttavia sono Master della Canottieri Sanremo é passato in testimone diretto dell’attività che quotidiana- pochi anni da 4 / 5 iscritti, tutti uomini, a 60 mente le società della vicina Costa Azzurra praticanti abituali, per la metà donne, e diversi (Montone, Monaco e Nizza) svolgono ogni adulti neofiti che si sono avvicinati al Canot- giorno con le scolaresche dai 10 ai 16 anni. taggio attraverso il Coastal Rowing stanno ora Nelle quattro ore del mattino le sedi nautiche cimentandosi sulle imbarcazioni di tipo olimpi- sono sempre affollate di giovani che portati a co, giungendo ad acquistarne ed a partecipa- remare dai propri professori di educazione fi- re a regate in fuori scalmo. Questa mi sembra sica in orario scolastico praticano con assolu- una prova inconfutabile dell’enorme capacità ta siurezza il Coastal Rowing in particolare sul del Coastal Rowing di avvicinare al canottag- 4x+ con un istruttore al timone. gio energie ed entusiasmi nuovi. E’ appena il caso di ricordare che altre realtà similari si Settore Agonistico. Le società italiane, in pri- stanno sviluppando in Italia, nel levante ligu- mis Saturnia, Elpis e Santo Stefano al Mare re, sul Lago Maggiore, a Posillipo e Procida, che sin dai primi Campionati Italiani di Coa- nel Sud della Puglia e tutte sono animate dallo stal Rowing, svoltisi a Sanremo nel 2006 e nel stesso spirito di combinare lo sport, il turismo 2007, hanno partecipato con propri equipaggi e le relazioni sociali. all’attività remiera italiana di Coastal Rowing In conclusione il Coastal Rowing in Italia appa- hanno ottenuto negli anni successivi, ed anco- re ormai consolidato ma necessita di una mag- ra a Lima 2015, brillanti risultati con i propri e giore attenzione da parte della Federazione quipaggi, conquistando con continuità vittorie Canottaggio, delle Società ed i particolare degli e podi nelle diverse discipline ed i particolare allenatori dei circoli remieri che da questa nuva nel 4x+ e nel 2x maschile con atleti che in larga disciplina potranno trarre quei numeri e quelle parte in quesi anni non hanno fatto parte della nuove energie che storicamente sono carenti Squadra Nazionale in Preparazione Olimpica, nel nostro stupendo Sport. La FIC sembra cre- così trovando una divertente motivazione per derci e tra le novità del Corso Allenatori FIC di coloro che pur avendo talento e passione non primo Livello 2015 c’é una dispensa sul Coastal hanno avuto l’opportunità e/o la voglia di in- Rowing redatta dal Settore Tecnico FIC. seguire il sogno Olimpico. La mia esperienza è anche direttamente personale con mio figlio Breve analisi dei risultati di Lima 2015 Giuseppe Alberti che già Nazionale junior ma Benché non fossi personalmente presente anche poi studente universitario ha trovato nel al Campionato del Mondo di Lima 2015 ho 22
fornito consigli prima delle regate, seguito le Eurodiffusions necessitavano di impostazioni stesse tramite internet e gli amici presenti sul e tecnica di voga più ispirate al classico modo posto e condiviso alcune riflessioni con coloro di remare in mare che a quello di remare sul- che hanno partecipato all’evento. le acque calme, ed i francesi in particolare ne Non ho qui la pretesa di dare risposte ma ri- hanno tratto grande vantaggio, anche perché le tengo opportuno avviare un costruttivo dibat- barche Eurodiffusions non sono diffuse in Italia tito sull’evento e sui risultati agonistici. presso le Nostre Società e quindi per molti era- 1) Il Coastal Rowing ha dimostrato diessere no un’incognita, ed in effetti tra i miei suggeri- una disciplina remiera a se stante laddo- menti pre-Mondiale vi é stato quello di provare ve possono gareggiare anche i Campioni del questo tipo di imbarcazione. remo olimpico ma non senza un’adeguata specifica preparazione, quanto meno avendo 3) Abitudine alla competizione specifica ed a disposizione imbarcazioni uniformi e gareg- al moto ondoso. Mentre in Francia si disputa- giando su acque mosse, ma su questi punti no ogni anno almeno 10 regate sull’Atlantico e ritornerò. 10 sul Mediterraneo oltre ai Campionati Nazio- Persino un indiscusso Campione come il cu- nali, Universitari ed alla Coppa di Francia per bano Angel Fournier Rodriguez, singolista di Società, e la Spagna sta indirizzandosi su que- assoluto valore internazionale, qui impegnato sta scelta ed a partecipare alle regate francesi, sul solo é giunto ben lontano dal vincitore ed in Italia si svolgono poche regate di Coastal anche dal podio, e così molti altri atleti di gran- Rowing e già in diverse occasioni i Campionati de fama che si sono presentati a Lima con i Nazionali (Genova nella parte finale) e Macca- favori del pronostico. gno si sono svolti su acque piatte, favorendo atleti più potenti rispetto a quelli dotati di mag- 2) Le imbarcazioni Eurodiffusions. A Lima gior tecnica e sensibilità sul mare. non era presente il Cantiere Filippi e quasi tutte A Lima l’abitudine alla competizione ed in par- le imbarcazioni messe a disposizione dei voga- ticolare alla competizione in mare e sulle onde tori, ad eccezione dei due singolisti svedesi che ha premiato quelle società che maggiormente avevano le loro LeoCoastal, erano del cantiere svolgono attività specifica ed in condizioni da francese Eurodiffusions, che produce ottime Coastal Rowing (con onda formata e vento) a imbarcazioni da Coastal ma, a mio avviso, non scapito delle società italiane che si sono tro- di pari livello tecnico del Cantiere Filippi. Le bar- vate penalizzate sia nelle fasi di partenza e di che Filippi sono infatti realizzate con materiali approccio alle boe (numerosi scontri) che in ed impostazioni tecniche che ricordano molto quelle di lungo bordo in mare, dimostrando di le barche di tipo olimpico prodotte dallo stesso non saper cogliere le occasioni che il moto on- Cantiere e che consentono agli allenatori, ed in doso offre nel cambiare passo tra onda a favo- particolari a quelli italiani, regolazioni a cui sono re e contro e nel surfare sull’acqua portante. In abituati ed in cui sono insuperabili. Le barche questo potrà essere di grande aiuto per il fu- 23
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