FINALMENTE L'ITALIA! - Fondiesicav Magazine
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Come
possono le
nostre origini
determinare il
vostro futuro?
È una questione di prospettiva: per trovare le opportunità bisogna
sapere dove cercarle. La nostra visione unica del mondo ci consente
di vedere il potenziale dove gli altri non guardano. Le nostre radici
sudafricane ci permettono di scoprire le opportunità, ovunque si trovino.
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Il capitale può essere esposto a rischi. Out of the ordinary™
2 FONDI&SICAV settembre 2017
Riservato agli investitori professionali. Da non distribuire o fornire come riferimento ai clienti privati.
Pubblicato da Investec Asset Management nel mese di giugno 2017.EDITORIALE
CHE BELLO PARLARE BENE DELL’ITALIA! di Giuseppe Riccardi
Una volta tanto abbiamo provato piacere zione come l’Fmi, che solo nell’aprile scor-
a parlare dell’Italia: erano anni che, quando so prevedeva per il nostro Pil una crescita
in un articolo si parlava del nostro paese, dello 0,8%, a luglio ha cambiato clamoro-
si era costretti a inserire lunghe file di la- samente idea e ha stabilito che chiudere- positiva sembra contagiare anche gli ita-
mentazioni, ampie e documentate analisi mo l’anno con un +1,3%, mentre altre isti- liani: il numero degli scoraggiati che non
in cui veniva decretato che il futuro era tuzioni pronosticano persino +1,5%. cercavano neppure più un lavoro è sceso
nerissimo, tutta una serie di dati che di- I problemi sono definitivamente scompar- drasticamente.
mostravano che eravamo sull’orlo del fal- si? Ovviamente no e certamente le sof- Poi oggi ovviamente tutti si attribuiscono
limento. Stavolta no: sulla cover story di ferenze che il paese dovrà subire sono il merito del cambiamento, che in realtà
questo numero di Fondi&Sicav abbiamo ancora molte. Ma per la prima volta dopo può essere conferito solo agli italiani, alla
raccolto una serie di pareri sull’Italia tutti decenni c’è un cambio di percezione gente che ha ripreso a impegnarsi e a ti-
tendenzialmente positivi. Anche i numeri dell’Italia, che resta un paese malato, ma rarsi su le maniche. Nel frattempo godia-
sembrano indicare un improvviso arrivo finalmente capace di prendere le medicine moci questo momento di ottimismo, fin-
del bel tempo: basti pensare che un’istitu- giuste per la guarigione. E la percezione ché dura.
COREA DEL NORD, LA TENSIONE PERMANENTE di Alessandro Secciani
del sud o addirittura gli Stati Uniti: i costi in un’invasione del territorio. In pratica da oggi
vite umane sarebbero talmente impensabi- nessuno, a meno di correre rischi gravissimi,
li che ogni altro discorso è da considerare potrà più toccare la Corea del nord.
fuori luogo. Ma ciò che a nostro parere si Ciò permetterà al giovane Kim Jong-un di
In un momento in cui nel complesso le cose verificherà sarà semplicemente la continua- continuare a provocare, a ricattare, a fare
vanno abbastanza bene non poteva mancare zione dell’attuale situazione, probabilmente azioni militari limitate, a minacciare fuoco
il guastafeste, la variabile impazzita. Parliamo con un’escalation della tensione. Perché, vo- e fiamme, tanto nessuno lo potrà più nem-
della Corea del nord, i cui comportamenti lenti o nolenti, ormai la Corea del nord si meno scalfire: non è che si annienta tanto
stanno tenendo il mondo intero in fibrilla- è seduta nel club nucleare ed esattamente facilmente un membro del club atomico
zione e alimentano la tensione in maniera come la Francia o la Gran Bretagna dispone mondiale. E per il Far East non è facile il mo-
pesantissima nell’area del Pacifico. di quella che in termini militari viene chia- mento che si sta aprendo: tensioni, incertez-
Ovviamente non prendiamo neppure in ma un’arma di dissuasione, cioè un nume- ze, difficili rapporti tra stati saranno all’ordi-
considerazione la possibilità che il regime di ro limitato di bombe che possono essere ne del giorno. E tutto ciò non farà bene allo
Pyongyang possa da un giorno all’altro lan- usate contro un eventuale aggressore e sviluppo e ai mercati della regione. Se non
ciare un ordigno nucleare su Tokyo, la Corea che renderebbero praticamente impossibile succederà addirittura di peggio.
FONDI&SICAV settembre 2017 3EDITORIALE
SOMMARIO
DIETRO I NUMERI
Addio default
FACCIA A FACCIA CON IL GESTORE
Bryan Carter
responsabile del team obbligazionario paesi emergenti di Bnp Paribas Asset Management
Emerging bond soprattutto in valuta locale
FACCIA A FACCIA CON IL GESTORE
Koen Popleu
deputy head of fundamental equity management di Candriam Investors Group
Tanta innovazione in Europa
GESTORI
EQUITY ASIA PACIFIC EX JAPAN
Sia growth, sia value
GESTORI
EQUITY ASIA PACIFIC EX JAPAN
Chi va oltre il 5,2% all’anno
26 L’ITALIA CHE NON TI ASPETTI
Una sorpresa chiamata
Piazza Affari
ATTUALITÀ
BOND
Cinque scelte per i tassi in crescita
ATTUALITÀ
SMALL E MID CAP
L’oro d’Europa
4 FONDI&SICAV settembre 2017ATTUALITÀ
FOCUS ETF
Sempre più strumenti core
Numero 97
ETP
settembre 2017 anno 10
In costante crescita
direttore
CERTIFICATE
Giuseppe Riccardi
Strategie di fine estate
coordinamento redazionale
CONSULENTI
e direttore responsabile
Alessandro Secciani
RETI vicedirettore
Massimiliano D’Amico
Federico Sella
ufficio studi
amministratore delegato
Boris Secciani
Banca Patrimoni Sella & C.
La Mifid II è una grande opportunità progetto grafico e impaginazione
Stefania Sala
IL BILANCIO DEI RECLUTAMENTI
AL GIRO DI BOA DEI PRIMI SEI MESI DEL 2017 collaboratori
Un altro semestre da ricordare Massimo Avella, Stefania Basso,
Rocki Gialanella, Paola Sacerdote
LE STRATEGIE PROSSIME VENTURE
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Autorizzazione n.297 dell’8 maggio 2008
del Tribunale di Milano
immagini
usate su licenza di Shutterstock.comDIETRO I NUMERI I primi sei mesi dell’anno sono stati
molto positivi per i fondamentali delle
obbligazioni high yield statunitensi, che da
oltre un paio di anni si trovano in un ciclo
HIGH YIELD USA
rialzista. In particolare si è avuto un netto
calo dei default: a gennaio 2017, infatti, è
stato toccato il picco negativo di questo
mini-ciclo ed è stato registrato un tasso
di default complessivo del 5,9%, ma tale
valore è sceso poi al 4,7% a marzo ed è
Addio
rientrato al 3,8% a giugno.
Le stime delle maggiori agenzie di rating
e di alcuni dei più importanti investitori
istituzionali prevedono una continuazione
del trend da qui a un anno. Se ciò si
avverasse, complessivamente le insolvenze
default
di questa asset class tornerebbero ai livelli
antecedenti alla grande crisi del comparto
energetico statunitense, iniziata nel 2014.
La pensa così il team di cross asset strategy
di Amundi Asset Management: «Le
ultime previsioni delle agenzie di rating
indicano il 3% circa per il dicembre di
quest’anno, in linea con le nostre attese
riviste al ribasso in funzione degli indicatori
anticipatori sui default. Da qui alla fine del
2017 dovremmo quindi assistere a un calo
più moderato del tasso di default; la brusca
discesa osservata a giugno rispetto ai 12
mesi precedenti è dovuta alla sostituzione
di un primo semestre 2016 molto negativo,
con i primi sei mesi di quest’anno che
presentano dati di gran lunga più positivi.
Per quanto riguarda i tassi di default,
in realtà, nella metà iniziale del 2017 le
imprese Hy americane hanno registrato
percentuali di un terzo inferiori rispetto
al primo semestre del 2016, mentre i dati
del secondo dovrebbero essere più simili a
quelli dello stesso periodo del 2016».
a cura di Boris Secciani Dunque, anche se c’è stato un effetto di
sostituzione dovuto all’inizio da brivido
dell’anno passato, il trend di risanamento
in corso sembra poggiare su basi piuttosto
solide e ampie. Se diamo una scorsa al
breakdown per categorie di rating, infatti,
vediamo che in ambito BB, praticamente,
non c’è stato alcun mancato pagamento
nei primi sei mesi dell’anno, un risultato
conseguito anche dalle obbligazioni di
categoria B nel secondo trimestre del
2017. Praticamente tutte le insolvenze si
sono concentrate nell’area CCC e la crisi
si è verificata soprattutto sul comparto
6 FONDI&SICAV settembre 2017Avanziamo insieme,
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(1) Fonte: dati congiunti pro forma di Amundi e Pioneer Investments a fi ne dicembre 2016 forniti a titolo puramente informativo, soggetti a modifi che senza
preavviso. Amundi Asset Management, “Société Anonyme” di diritto francese con capitale di € 1.086.262.605 - Società di gestione del risparmio autorizzata
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stro portafoglio e dove vedete at-
tualmente le migliori occasioni?
BRYAN CARTER «Per il momento il 2017 si sta rivelando un
anno che offre un forte sostegno al reddito
RESPONSABILE DEL TEAM OBBLIGAZIONARIO fisso dei paesi emergenti e rimaniamo otti-
PAESI EMERGENTI misti su questa asset class. Continuiamo a
BNP PARIBAS ASSET MANAGEMENT trovare la maggior parte del valore nei bond
in valuta locale (Parvest Bond World
Emerging Local), tanto che nella nostra
Emerging
asset allocation abbiamo ancora un overwei-
ght rispetto alle emissioni in valuta pesante
(Parvest Bond Best Selection Wor-
ld Emerging). I tassi di interesse locali,
in media superiori al 2%, sono su valori più
elevati rispetto alla media storica. Il poten-
bond
ziale di apprezzamento valutario costituisce
attualmente la principale fonte di valore, poi-
ché in generale queste divise sono ancora
per circa il 10% sotto il punto d’equilibrio
di lungo periodo. Riteniamo che la situa-
zione attuale rappresenti un’opportunità di
acquisto, dal momento che la crescita degli
soprattutto in
emergenti appare forte a livello globale e
la ricerca di opportunità di carry dovrebbe
proseguire senza intoppi. Nei prossimi anni
ci aspettiamo un movimento ciclico al di
fuori degli asset denominati in dollari verso
quelli in divise emergenti, dal momento che
valuta locale
maggiori tassi di crescita e la ripresa dell’in-
flazione favoriscono un prolungato ambiente
favorevole al carry trade».
Come vi state muovendo a livello di
duration?
«Al momento pensiamo che il rischio di du-
ration dei bond emergenti sia distribuito in
maniera equilibrata. La potenziale minaccia
di politiche commerciali dannose adottate
da parte dell’amministrazione Trump è dimi-
a cura di Boris Secciani nuita, visto che il momentum a sostegno di
simili soluzioni sembra essersi eroso parec-
chio. Le condizioni sono quindi adesso molto
più incoraggianti rispetto a quanto lo fosse-
10 FONDI&SICAV settembre 2017ro a inizio anno, sebbene rimangano alcune Russia e Colombia cui pensiamo potrebbe- avuto il maggiore impatto su quei paesi le cui
incertezze per questa asset class provocate ro aggiungersi anche Turchia, Sudafrica, India, emissioni rientrano nell’universo high yield,
dalle scelte di politica monetaria delle ban- Messico e Argentina) sembrano intenzionate mentre gli investment grade hanno mostrato
che centrali del G4 in uno scenario di tassi ad abbassare i tassi. Ciò potrebbe avvenire maggiore stabilità. Il fenomeno però è avvenu-
di interesse in crescita. Questa situazione ha contemporaneamente al rialzo da parte della to dopo diversi trimestri di sovraperforman-
generato un rallentamento di mercato a fine Fed, il che costituirebbe un’anomalia storica, ce da parte degli Hy nei confronti dell’Ig. Per-
giugno, ma riteniamo che la fase di debolezza anche se riflette le circostanze uniche dell’an- tanto un simile movimento era prevedibile e
rappresentasse un fenomeno temporaneo: damento dei vari tassi di interesse visto di di conseguenza ne abbiamo approfittato per
infatti abbiamo sfruttato l’occasione offerta recente. I rischi ovviamente sono dati da una aggiungere posizioni sui bond più rischiosi.
dalla correzione per aggiungere ulteriore ri- potenziale improvvisa ripresa dell’incremen- Ciò rappresenta un cambiamento rispet-
schio. Attualmente siamo neutrali per quanto to dei prezzi e da un aumento più elevato to all’atteggiamento più prudenziale dei
riguarda la duration: un cambiamento di at- del previsto dei tassi statunitensi. Ci aspettia- mesi precedenti. I corporate e l’universo
teggiamento sostanziale rispetto alla nostra mo senz’altro che la volatilità salga, ma rima- dei quasi-governativi invece ci sembrano
precedente posizione che ci vedeva corti di niamo ottimisti sull’andamento delle valute relativamente cari, quindi manteniamo un
duration. In particolare riteniamo che nei emergenti sul medio periodo: perciò siamo atteggiamento di elevata selettività. Da un
mercati core i tassi continueranno a salire in convinti che gli eventuali cali offrano oppor- punto di vista del valore relativo, infatti, al
futuro e, coerentemente con le nostre pre- tunità per costruire posizioni. Pur in uno sce- momento preferiamo i titoli di stato dei
visioni sulle politiche monetarie, proseguire- nario di bassa volatilità, riteniamo anche che paesi emergenti».
mo a metterci corti di duration nei paesi che probabilmente vi sarà un’elevata dispersione
offrono rendimenti modesti e al contempo in termini di andamento dei tassi nei vari Qual è il maggiore rischio che ve-
lunghi in quelli dove essi sono più elevati». mercati emergenti, con alcune realtà in calo dete all’orizzonte per questa as-
e altre in aumento. Nazioni caratterizzate da set class?
Dove vedete nella situazione attua- alti rendimenti quali il Brasile, la Russia e il «L’incognita maggiore riguarda l’incertez-
le le maggiori opportunità a livello Sudafrica hanno la possibilità di tagliare i tassi za sull’impatto del rientro dalle misure
valutario? di interesse man mano che la loro inflazione adottate durante la crisi finanziaria (la fine
«Le valute emergenti rappresentano l’ele- calerà. All’opposto paesi come la Repubblica del Qe da parte della Bce e un rapido calo
mento di cui siamo più convinti, sia a livello Ceca, la Polonia e la Corea probabilmente nei delle dimensioni dei bilanci della Fed) sui
strategico, sia ciclico. Di conseguenza ap- prossimi due anni dovranno alzarli». rendimenti dei paesi core e di quelli emer-
profitteremo di qualsiasi ritracciamento per genti. Nel medio termine, invece, l’eccesso
aggiungere posizioni. Ad esempio gli annunci Avete marcati bias a livello di quali- di leva dell’economia cinese e di alcune
futuri sui loro bilanci da parte della Fed e del- tà creditizia? altre di dimensioni minori costituisce un
la Bce potrebbero costituire buoni punti di «A livello di governativi, i cali estivi hanno altro rischio chiave».
entrata. Le divise più economiche, dal pun-
to di vista delle valutazioni e dello scarto
dal loro livello di equilibrio, si concentrano
soprattutto in America Latina. Al momento,
invece, le monete europee tendono a esse-
re influenzate in misura maggiore dall’anda-
mento della crescita, pertanto anch’esse po-
trebbero godere di ulteriore momentum. Di
recente, al contrario, quelle asiatiche hanno
subito maggiori pressioni, pertanto riteniamo
che le loro quotazioni siano alquanto elevate,
in linea con l’alto livello di valutazione degli
asset rischiosi nella regione. La volatilità inol-
tre è decisamente bassa, così come i premi al
rischio quotati in tali mercati».
A livello di politiche monetarie, che
cosa vi attendete dai maggiori paesi
emergenti?
«In questo gruppo di paesi l’inflazione sul
breve periodo è in una fase di moderazio-
ne, pertanto diverse banche centrali (Brasile,
FONDI&SICAV settembre 2017 11FACCIA A FACCIA CON IL GESTORE Koen Popleu, deputy head of fundamen-
tal equity management di Candriam In-
vestors Group, descrive nello specifico
KOEN POPLEU l’approccio usato nel Candriam Equi-
ties L Europe Innovation, comparto
DEPUTY HEAD OF FUNDAMENTAL del fondo Candriam Equities L, dedi-
EQUITY MANAGEMENT cato alle aziende europee che si distinguono
CANDRIAM INVESTORS GROUP per una forte capacità innovativa.
Quali prospettive vedete per l’e-
Tanta
quity europeo?
«Siamo tuttora decisamente positivi sull’a-
zionario del Vecchio continente. Innanzitut-
to i dati economici europei sono ancora in
netto miglioramento, con una sincronizza-
zione fra hard data, come il Pil, e soft data,
innovazione
come il Pmi. Ciò poi si inserisce in un quadro
globale a sua volta caratterizzato da un’ac-
celerazione delle attività. Questi sviluppi si
stanno riflettendo nei risultati delle aziende
della regione che sono in forte miglioramen-
to. A questi fattori poi bisogna aggiungere
in Europa
che le valutazioni non sono così elevate: l’e-
quity risk premium è ancora alto, così come
il dividend yield, rispetto a quanto pagato dal
mercato obbligazionario. Inoltre molti titoli
arrivano ancora ai prezzi target scontando i
cash flow futuri e utilizzando una media dei
tassi di interesse risk free calcolata sugli ulti-
mi tre-quattro-cinque anni, quando il livello
di questo parametro era molto più elevato
rispetto a oggi. Non ci aspettiamo un’acce-
lerazione dell’economia europea eccessi-
vamente intensa e difficilmente si arriverà
oltre il 2%, partendo peraltro da una base
bassa, però. In un simile scenario si potrebbe
avere un’espansione dei multipli sul mercato
azionario continentale».
Come definite il concetto di inno-
a cura di Boris Secciani vazione?
«Alla base della nostra metodologia di inve-
stimento vi è l’idea secondo cui le aziende
che sono in grado di innovare sono desti-
12 FONDI&SICAV settembre 2017nate a sovraperformare nel corso del ciclo
economico, grazie al fatto che, attraverso
questo processo, esse sono in grado di ot-
tenere una maggiore quota di mercato e
un più forte potere sui prezzi praticati. Per
noi innovazione vuole dire generare beni e
servizi nuovi capaci di creare valore per gli
azionisti. Possiamo peraltro distinguere fra
novità disruptive, che danno il via a vere e
proprie rivoluzioni economiche, e miglio-
ramenti incrementali. Nel concreto esse si
esplicano attraverso quattro pilastri: innova-
zioni di prodotto, di processo e di marketing
accompagnate da un forte brand. Ad esem-
pio siamo esposti ad aziende come Kerry,
che produce ingredienti per vari prodotti
alimentari, che vanno a ridurre il contenuto
di zucchero, glutine e altri elementi nocivi.
Oppure abbiamo visto una grande oppor- innovazione, mentre altre, come l’R&D, for- presenta il vostro fondo?
tunità nell’approccio a internet da parte di niscono cambiamenti sostanziali. In ogni «Attualmente il nostro P/E forward è pari
L’Oreal. L’azienda è stata fra le prime a cre- settore comunque vogliamo individuare i a circa 25,5X e chiaramente si tratta di un
are un network di blogger di consumatori trend a livello di innovazione. Ad esempio valore superiore alla media di mercato. Le
abituali e a lanciare un’app per personalizza- nell’auto abbiamo identificato la transizione aziende che abbiamo in portafoglio, però,
re l’esperienza nell’uso dei propri prodotti. Il verso i veicoli a guida autonoma, dove già sono in grado di generare un aumento dei
risultato è che attualmente le vendite online si vedono diverse tecnologie incrementali, profitti molto elevato, tanto che a livello
dei prodotti di bellezza L’Oreal crescono a la tendenza verso l’uso di auto elettriche di Peg siamo in linea con l’azionario euro-
un ritmo doppio rispetto al +20% annuale e l’ascesa del car sharing come temi fon- peo in generale. Poi, per quanto riguarda
registrato da questo mercato su internet e damentali. All’interno di ciascun comparto quest’ultimo, vi è da notare che lo sconto
rappresentano ormai l’8% del fatturato com- assegniamo poi un voto a ogni azienda in offerto dalle aziende innovative rispetto
plessivo. Investiamo anche su imprese che termini di capacità innovativa. Infine, ovvia- all’equivalente Usa è ai massimi storici».
hanno modelli di business innovativi, come mente, applichiamo alcuni criteri finanziari:
Atlas Copco, che si è posizionata su un ap- l’analisi della solidità dei bilanci, la qualità del Nonostante un approccio decisa-
proccio asset light per la propria clientela, management e le valutazioni in termini di mente bottom-up, finite comun-
noleggiando cioè i propri prodotti, elemento discounted cash flow. Ciò ci porta ad avere que per avere una maggiore con-
che le ha permesso di avere i margini più un portafoglio concentrato su 40-60 azien- centrazione in alcuni settori?
elevati dell’industria. Un discorso simile vale de che riteniamo possano sovraperformare «Sì, nonostante il nostro portafoglio sia di
per Rolls Royce, che fa pagare per l’uso dei nel medio-lungo termine. Attualmente dete- tipo bottom-up, è evidente che in alcuni
propri motori una fee alle compagnie aeree niamo 42 titoli. Il nostro benchmark di rife- settori c’è una maggiore ricchezza di temi
che dipende dalle ore volate, mantenendo rimento è l’Msci Europe, però ci teniamo a e di aziende innovative: in alcuni comparti
nei propri bilanci gran parte della produzio- precisare che in realtà possiamo deviare da dei materiali di base (come abbiamo visto,
ne». esso in maniera sostanziale: nel dimensio- negli ingredienti per l’agro-alimentare o an-
nare le nostre posizioni non teniamo conto che nella chimica fine), nella cura della salute,
Partendo da questi presupposti, dei pesi, sia a livello di capitalizzazione com- naturalmente nell’It o anche in alcune azien-
come viene creato il vostro porta- plessiva, sia di free float. Possiamo peraltro de che producono beni in conto capitale. In
foglio? affermare che questo prodotto ha un certo altri segmenti, invece, il fenomeno è meno
«Un tipico indicatore cui guardiamo è l’effi- bias nei confronti di small e mid cap, anche evidente: nei servizi finanziari e nelle utility ci
cienza degli investimenti effettuati. Infatti la se comunque abbiamo vincoli di liquidità sono chiaramente spinte all’innovazione, ma
ricerca mostra che c’è una positiva correla- per quanto riguarda le nostre posizioni: de- gli utili di queste società rimangono maggior-
zione fra i capitali utilizzati in ricerca e svi- vono essere liquidabili entro una giornata». mente legati ad altri fattori, quali l’andamen-
luppo e la crescita dei profitti. Noi vogliamo to dei tassi di interesse e il quadro legislativo.
investire in aziende che ovviamente mostra- A proposito di valutazioni, i temi Oppure in ambito energetico è difficile dif-
no efficienza in questo ambito. Tipicamente growth legati all’innovazione pre- ferenziare fra i vari gruppi dell’oil&gas, che
a livello di capex vi sono alcune voci, come sentano multipli piuttosto elevati. rimangono anch’essi in gran parte vincolati
quelle per infrastrutture, che generano poca In tal senso quali caratteristiche all’andamento del prezzo del petrolio».
FONDI&SICAV settembre 2017 13GESTORI L’Asia ex Japan si sta confermando
come una delle zone più interes-
santi del mondo e i principali mer-
cati, che hanno ancora valutazioni
EQUITY ASIA EX JAPAN
accettabili, sono pieni di titoli che
si caratterizzano per alti livelli di
crescita, anche se non mancano le
opportunità espressamente value.
L’area è vastissima e comprende
piazze finanziarie di tradizione più
Sia growth,
recente, come Cina, India e diversi
altri, e altre più tradizionali, come
Corea, Taiwan e Hong Kong, che
comunque stanno performando
molto bene. La crisi della Corea del
nord potrebbe rappresentare un’in-
sia value
cognita pesante per l’intera regione
Il 2017 si è rivelato finora un buon anno
per l’Asia e i suoi mercati finanziari, il che è
senz’altro un elemento molto positivo non
solo per l’area interessata. Ciò innanzitutto
per le dimensioni e l’importanza a ogni livello,
economico, demografico e politico, che que-
sta parte del mondo ha assunto negli ultimi
decenni. Inoltre solamente meno di un anno
fa si addensavano su questa parte del pianeta
nubi a dir poco inquietanti, soprattutto dalle
parti della Cina. L’elezione di Donald Trump
ha poi per una breve fase fatto temere l’avvio
di una guerra commerciale e di una precipito-
sa fuga di capitali da quei mercati. Questi ti-
mori si sono però trasformati in euforia, con i
progetti di espansione economica della nuova
amministrazione Usa che hanno fatto sogna-
re gli investitori in molte major asiatiche dal
carattere fortemente ciclico.
Ma, di fronte a una Trumponomics che sten-
ta a decollare, per il momento gli investitori
sembrano concentrarsi su alcuni fondamen-
di Boris Secciani tali interessanti. Infatti all’interno del vasto e
variegato equity dell’Asia ex Japan possiamo
individuare diversi temi dalle caratteristiche
sia growth, sia value. Nel primo gruppo si
collocano in generale i titoli legati ai consu-
mi cinesi, in particolar modo nel mostruoso
settore internet locale, che ormai compete
con le major americane in termini di interes-
se e presenza nei portafogli degli investitori
istituzionali di tutto il mondo. Complemen-
tari a queste aziende troviamo i protagonisti
dell’hardware nei listini di Taiwan e Corea,
che presentano (a differenza dei colossi della
rete cinesi) valutazioni ancora accettabili.
14 FONDI&SICAV settembre 2017Opportunità in Corea e a Taiwan
Com’è costruito il vostro portafoglio?
«Adottiamo un approccio di stock picking attivo con analisi bottom up. Il fondo non ha limita-
zioni per quanto riguarda settori, capitalizzazioni di mercato e ricerca di potenziali opportunità
all’interno dell’universo di investimento. In ultimo, riteniamo che tre elementi siano importanti
e condizionino il prezzo azionario nel lungo periodo: il ritorno sul capitale, le valutazioni e
l’allineamento agli interessi degli azionisti. Cerchiamo perciò quelle società che possono creare
valore, laddove il mercato non abbia valutato pienamente i rendimenti futuri; devono essere
aziende che sono gestite nell’interesse di tutti i loro soci. Investiamo in titoli con diversi profili
per costruire un portafoglio bilanciato che possa performare bene in diverse condizioni di
mercato».
MATTHEW VAIGHT
fund manager
Dove vedete le migliori opportunità nel Nord-est dell’Asia, in particolare
M&G Asian
in ambito It?
«In quanto investitori value siamo portati a guardare alle aree del mercato maggiormente a sconto: oggi troviamo molte buone opportunità
nella Corea del sud e a Taiwan. Un fattore che dovrebbe essere positivo per le azioni sud-coreane è il miglioramento degli standard di corpo-
rate governance. Il mercato di Seul è sempre stato a sconto rispetto ad analoghi paesi dell’area proprio a causa di questi problemi. Tuttavia, le
pressioni degli investitori, sia nazionali, sia stranieri, e dei politici hanno portato i grandi gruppi locali all’introduzione di politiche più vicine agli
interessi degli azionisti. Con il tempo molte più aziende seguiranno l’esempio della compagnia più importante della Corea del Sud, Samsung
Electronics, nell’erogare maggiori rendimenti; misure come l’aumento dei pagamenti di dividendi e i programmi di riacquisto delle azioni do-
vrebbero avere un’influenza positiva sulle valutazioni. Nel settore It preferiamo le società produttrici di hardware e componentistica rispetto
a quelle dei media e di internet. Secondo la nostra opinione, aziende come Alibaba e Tencent, che hanno vissuto rally molto aggressivi, sono
prezzate sulla base della perfezione e sulle quotazioni dei loro titoli pesano le elevate aspettative circa la crescita futura. Chiaramente finora
hanno registrato ottime performance, ma si potrebbe affermare che diventerà più difficile per loro mantenere questi livelli di crescita senza
che sia intaccata la loro redditività. In quanto investitori value crediamo che siano troppo costose e riflettano il fatto che gli investitori stiano
comprando ‘una storia’ o un trend, piuttosto che focalizzarsi sulle loro attività e il risultante cash flow».
Dove sono posizionati i vostri maggiori overweight cinesi?
«Crediamo che la Cina oggi sia una piazza difficile. A livello aggregato le valutazioni sono basse, ma all’interno del mercato sono molto po-
larizzate: parlando in termini generali, le società esposte alla old economy sembrano a sconto, mentre quelle legate alla new economy appa-
iono molto ben valutate. Sicuramente, in un mercato grande come quello cinese ci saranno sempre opportunità. Baidu, il principale motore
di ricerca sul web cui di solito ci si riferisce come al Google cinese, è una delle posizioni di maggiore overweight del fondo. La società ha
puntato su nuove aree di business: le consegne di cibo a domicilio, i contenuti media e i viaggi online. Il mercato si è preoccupato dei grandi
investimenti fatti su queste nuove attività e l’anno scorso Baidu ha visto una battuta d’arresto per quanto riguarda gli introiti dall’advertising
online e la società ha ridotto le attività al di là del core business della ricerca web. I risultati più recenti suggeriscono che il gruppo è tornato
in carreggiata e siamo convinti che possa beneficiare del maggiore numero di ricerche effettuate via cellulare e della crescita del suo servizio
di newsfeed. Abbiamo anche una posizione in Hollysys Automation Technologies, che produce device e soluzioni per l’automazione e il con-
trollo da remoto. La società, quotata negli Usa, ha ottenuto una serie di grandi contratti e i suoi sistemi di automazione saranno usati dalle
reti ferroviarie e dall’industria nucleare».
Qual è la vostra opinione su India e Sud-est asiatico?
«Siamo convinti che oggi questi mercati siano cari. C’è un grandissimo ottimismo nei confronti dell’India dopo l’elezione del primo ministro
Narendra Modi e la sua agenda riformista; anche se si tratta di cambiamenti positivi, ci vorrà ancora tempo prima che queste riforme siano
sviluppate e abbiano effetti tangibili sui profitti societari. Non investiamo nelle storie e abbiamo venduto un buon numero di azioni indiane
negli ultimi due anni, poiché riteniamo che le aspettative per la loro crescita futura e i rendimenti siano troppo elevate. Nei mercati più piccoli
del Sud-est asiatico fatichiamo a trovare azioni interessanti che vorremo avere in portafoglio».po di questa macro-regione. strare le proprie caratteristiche di forte de-
Se, invece, si prediligesse un approccio mag- correlazione. Infatti questo mercato, nel cor-
giormente value, aziende con queste carat- so di un’estate difficile per gli asset rischiosi
teristiche si possono trovare nei listini del di tutto il mondo, si è portato in territorio
Nord-est dell’Asia e fra le azioni A cinesi, che positivo, mettendo a segno da inizio 2017 un
sono tornate a suscitare interesse da parte +6% circa, cui va aggiunto l’effetto valutario,
del pubblico degli investitori domestici. Il ri- almeno in dollari. Ancora più brillante il ben-
sultato è stato che è bastato un andamento chmark delle azioni H quotate a Hong Kong,
economico appena discreto, almeno per gli l’Hang Seng China Enterprises Index (pieno di
standard della regione, per innescare un rally società statali dei servizi finanziari), che mo-
di borsa, che ha visto un aumento degli utili e strava un incremento superiore al 14%, segno
un significativo rerating. Ad esempio il Pil della della ritrovata fiducia nei confronti della Cina
JAMES MCCANN Corea del sud, un paese con un Gdp pro capi- da parte degli investitori esteri.
senior global economist te e un profilo demografico ormai paragona-
Aberdeen Standard Investments bili all’Europa occidentale, dovrebbe crescere MENO BRILLANTI
del 3% nel 2017, un livello che verrebbe con- È interessante poi notare che le piazze del
siderato un boom pauroso nell’Eurozona, ma Sud-est asiatico, negli scorsi anni in grado di
Se poi ci spostiamo in parti meno industria- che storicamente rappresenta un quadro di monopolizzare tutto (o quasi) quel poco di
lizzate di questo mega-continente, continua a quasi-stagnazione per Seoul. Ciò nonostante, alfa generato dall’equity della regione, siano
essere ben presente nelle teste degli investi- nella seconda metà di agosto il Kospi, il princi- quest’anno, pur rimanendo in territorio po-
tori il tema growth legato all’ascesa di consu- pale indice azionario locale, si trovava in rialzo sitivo, meno brillanti rispetto alle borse cui
mi e infrastrutture di base in India, un colosso intorno al 16% dalla fine del 2016, una delle abbiamo accennato. Anche questo fenomeno
che solo in questi ultimi anni ha preso a cre- migliori performance al mondo. può essere letto come uno sviluppo positivo,
scere a ritmi comparabili a quelli cinesi e che All’estremo opposto dello sviluppo il Sensex in quanto spia di un’evidente rotazione verso
deve ancora compiere in maniera completa il indiano mostrava nello stesso periodo incre- un nucleo più ampio di temi da parte degli
passaggio al mondo moderno. Una situazione menti superiori al 17%, mentre lo Shanghai istituzionali esteri e di un ritorno di fiducia
per certi versi simile si può trovare anche nel composite, che comprende molti catorci di verso il proprio azionario in quei paesi dove
Sud-est asiatico, pur nelle differenze di svilup- stato cinesi oberati dai debiti, continua a mo- la base di denaro domestico è sufficientemen-
te ampia. Il risultato di tutto ciò è un clima
di relativo ottimismo anche per l’immediato
futuro, ben sintetizzato ad esempio dal team
di analisi di Goldman Sachs Asset Ma-
nagement: «Siamo ancora ottimisti per
quanto riguarda i consumi nei mercati emer-
genti, grazie al miglioramento delle condizio-
ni macro, in particolare in Asia. Dopo anni di
relativa sottoperformance rispetto ai mercati
sviluppati, lo sconto nelle quotazioni è decisa-
mente interessante». In pratica quel mix di ri-
presa ciclica e di continua espansione struttu-
rale, unito a evidenti caratteristiche di growth
at reasonable value che tanto piacciono agli
investitori, trova oggi interessanti opportunità
nei segmenti dell’equity asiatico.
Con però un grosso caveat che discende
da quanto appena detto a proposito della
situazione economica. A livello ciclico, per il
momento, immediati rischi di deterioramen-
to non dovrebbero esserci, secondo Ja-
mes McCann, senior global economist di
Aberdeen Standard Investments:
«I cicli economici non muoiono di vecchiaia,
piuttosto si avvicinano a una fine dolorosa,
quando un evento scatenante forza il mani-
16 FONDI&SICAV settembre 2017LA LU NGI MI R A N ZA La gestione valutaria flessibile di Carmignac
Portfolio Unconstrained Global Bond non è soltanto
P RE MIA. un driver di performance supplementare, ma anche
un efficiente strumento di gestione del rischio che
non tutti sono in grado di identificare.
L’ESPOSIZIONE DEL FONDO ALLO YEN ERA
Le performance passate non sono un indicatore
DEL 29.8% POCO PRIMA DEL REFERENDUM
affidabile di quelle future. Il Fondo non è a capitale
INGLESE, PER PREPARACI ALLA POSSIBILITÀ
garantito.
DI UNA BREXIT*.
carmignac.it
Rischio più basso Rischio più elevato
*Al 22/06/2016, poco prima del referendum britannico, l’esposizione del Fondo allo yen era pari al 29.8%. Carmignac Portfolio Unconstrained Global
Rendimento potenzial- Rendimento potenzial- Bond A EUR Acc (ISIN: LU0336083497) è una quota del comparto della SICAV Carmignac Portfolio. Spese ordinarie: 1,20%. Le performance si intendono
mente più basso mente più elevato al netto delle commissioni (esclusa l’eventuale commissione di ingresso spettante al distributore).
**SRRI Indicatore sintetico di rischio e rendimento) contenuto nel KIID (Documento contenente le informazioni chiave per l’investitore). L’indicatore può
1 2 3 4 5 6 7 variare nel tempo. 1 non significa un investimento privo di rischio.
Per ulteriori informazioni, contattare l’ufficio locale:
Carmignac Italia S.R.L. – Piazza Luigi Cadorna n. 4 - 20123 Milano - Italia Tel. : (+39) 02 36 63 01 00
Il presente documento è rivolto a clienti professionali. Materiale promozionale – Fonte: Carmignac al 31/07/2017. Morningstar Rating™ : © 2017 Morningstar, Inc. Tutti i diritti riservati.
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aggiornate. Categoria Morningstar: Global Bond. Morningstar e i suoi fornitori di contenuto declinano qualsiasi responsabilità per eventuali danni o perdite derivanti dall’utilizzo delle
presenti informazioni. Il riferimento a classifiche o riconoscimenti non costituisce una garanzia dei risultati futuri dell’UCITS o del gestore. Il presente documento non costituisce un’offerta
di sottoscrizione né una consulenza d’investimento. Alcuni soggetti o paesi potrebbero subire restrizioni di accesso al Fondo. Il presente Fondo non può essere offerto o venduto, in maniera
diretta o indiretta, a beneficio o per conto di una “U.S. Person” secondo la definizione della normativa americana “Regulation S” e/o FATCA. L’investimento nel Fondo presenta un rischio di
perdita di capitale. I rischi e le spese sono descritti nel KIID (documento contenente le informazioni chiave per gli investitori). I prospetti, il KIID e i rapporti di gestione annui del Fondo sono
disponibili sul sito www.carmignac.it e su semplice richiesta presso la Società di Gestione. Il KIID deve essere consegnato al sottoscrittore prima della sottoscrizione. CARMIGNAC GESTION
24, place Vendôme - F - 75001 Paris Tél : (+33) 01 42 86 53 35 - Fax : (+33) 01 42 86 52 10 Società di gestione del risparmio (Autorizzazione AMF n° GP 97-08 del 13/03/1997) – S.A. con capitale
di 15000 000 € - R.C. di Parigi B 349 501 676 CARMIGNAC GESTION Luxembourg City Link - 7, rue de la Chapelle - L-1325 Luxembourg Tel : (+352) 46 70 60 1 - Fax : (+352) 46 70 60 30 Filiale
di Carmignac Gestion - Società di gestione di OICVM (Autorizzazione CSSF del 10/06/2013) S.A. con capitale di 23 000 000 € - R.C. Lussemburgo B 67 549Cauti sulla Cina
Come costruite il vostro portafoglio di azioni asiatiche?
«L’approccio al processo di investimento del Vontobel Quality Growth Boutique è coerente
per tutti i nostri portafogli incluso quindi il Far East Equity Fund, che è concentrato su 50-70
titoli, con un ricambio delle posizioni piuttosto basso. La nostra visione è che la maniera mi-
gliore di gestire il rischio sia investire in business di elevata qualità, di cui conosciamo bene le
caratteristiche. Le aziende che compriamo tendono ad avere in comune la presenza di elevate
barriere all’ingresso nel settore in cui operano, nonché significativi vantaggi competitivi. Cer-
chiamo azioni di società che abbiano un forte potere sui prezzi praticati, margini alti e signifi-
cativi Roe. In generale queste caratteristiche tendono a presentarsi in concomitanza fra loro
e riflettono imprese dall’elevata capacità di generare rendimenti positivi. Una volta identificata
BRIAN BANDSMA
questa tipologia di opportunità, l’elemento chiave è investire sul lungo periodo e permettere
portfolio manager
al compounding di dispiegare i propri effetti allo scopo di generare rendimenti superiori al
Far East Equity Fund
mercato sull’intero ciclo».
Vontobel Asset Management
Dove vedete le migliori opportunità nel Nord-est dell’Asia? Pensate che il
possente settore dell’It locale abbia ancora occasioni da offrire?
«Per quanto riguarda la Cina siamo decisamente cauti: siamo infatti preoccupati della qualità della sua governance aziendale. Pertanto non
abbiamo posizioni sul mercato azionario domestico locale (A&B), cui guardiamo con interesse al solo scopo di generare nuove idee di investi-
mento. Dato però che queste piazze presentano ancora diversi problemi nel meccanismo di base di funzionamento dei mercati, manteniamo
un atteggiamento prudenziale. Durante l’ultima fase ribassista il governo è infatti intervenuto in maniera molto attiva per limitare la volatilità
e vi è dunque ancora il rischio che le autorità limitino la possibilità per gli investitori di ritirare i loro capitali dal paese. Per quanto riguarda i
titoli quotati fuori dalla Cina, il tema in cui siamo maggiormente investiti è proprio l’It, specialmente nel software, nei servizi e nelle aziende
internet in generale. I gruppi di questo settore presentano spesso le caratteristiche che abbiamo appena esposto. Infatti al di fuori degli Usa
e della Cina è difficile trovare società internet significative e il fatto che il governo abbia limitato la possibilità agli stranieri di competere in
Cina ha rappresentato un grande vantaggio per questi gruppi. In termini economici ha aiutato anche un altro fattore: il Dragone come paese
ex-comunista aveva investito pochissimo in molti settori, come ad esempio il commercio al dettaglio. Pertanto, specialmente nelle grosse città,
vi è un tasso di penetrazione dei punti vendita tradizionali molto basso. Ciò, combinato con la forte presenza di smartphone e della rete 4G,
ha fatto sì che l’utilizzo dei servizi internet sia molto elevato. Siamo inoltre esposti ad aziende coreane. A causa del sistema delle chaebol, fatto
di grandi gruppi legati fra loro, che rappresentano una quota significativa della capitalizzazione di mercato, il livello di governance aziendale è
piuttosto basso. Inoltre questa nazione storicamente ha supportato settori a grande intensità di capitale, generalmente meno attraenti per gli
investitori con un orizzonte di lungo periodo. La Corea sta però gradualmente cambiando, con un quadro legislativo che spinge nella direzione
di una governance migliore e l’emergere di gruppi più piccoli e maggiormente innovativi».
Quali altri sovrappesi significativi avete?
«Storicamente il nostro fondo presenta un overweight sul mercato indiano. Ciò non deriva tanto da una specifica opinione riguardo al paese,
quanto dal fatto che il mercato locale appare meglio posizionato per quanto riguarda la nostra filosofia di mercato. Alcune caratteristiche
dell’India tendono ad aiutare, anche se avranno meno peso in futuro. Ad esempio la situazione legislativa e la mancanza di infrastrutture met-
tono un freno al consolidamento in alcuni settori, quali il commercio al dettaglio, rendendo difficile costruire un effettivo sistema di logistica
e distribuzione. Il che significa che le aziende che hanno già compiuto gli investimenti necessari godono di un significativo vantaggio rispetto
ai concorrenti. A parte ciò, inoltre, in India è più facile trovare imprese che rispondono ai nostri criteri, quali ad esempio marchi forti nei beni
di largo consumo e un elevato livello di disciplina nel settore finanziario».
festarsi di squilibri finanziari o economici. Ci che l’economia globale crescerà leggermente maniera prepotente anche in Asia. Ciò avviene
sono ragioni per credere che la prossima crisi sopra il trend quest’anno e il prossimo e che dopo che questa zona del mondo a partire dagli
globale potrebbe essere gravosa, rendendo oggi è il momento giusto perché gli investitori anni ‘80 aveva abituato gli investitori a un clima di
ancora più complesso riuscire a prevederla estendano il loro orizzonte temporale». pace e di progressiva stabilità. Una simile incogni-
in anticipo. I nostri modelli di probabilità di Tutto perfetto dunque per un equity ciclico ta potrebbe dunque davvero risultare difficile da
recessione attualmente suggeriscono che la come quello del continente asiatico? Ci sareb- gestire, sperando che a nessuno venga in mente
possibilità di una flessione sia bassa rispetto a be da considerare il problemino della Nord di riportare al caos di decenni fa quella che è de
un orizzonte temporale di tre mesi, un anno Corea, che al di là dei giochi di guerra surreali, facto l’unica zona del mondo al di fuori dell’occi-
e due anni. Ciò rafforza la nostra convinzione ci ricorda che il rischio politico è tornato in dente a essere uscita dal sottosviluppo.
18 FONDI&SICAV settembre 2017FONDI&SICAV settembre 2017 19
GESTORI La parte azionaria Asia Pacific excluding Ja-
pan è un’area molto ampia che include paesi
sviluppati ed emergenti. L’indice che viene
usato per l’analisi è l’Msci Ac Asia Pacific
EQUITY ASIA EX JAPAN
ex Japan Tr Net e il numero di costituenti
è superiore a 700; la capitalizzazione è oltre
5 mila miliardi e ha offerto un rendimento
annualizzato su tre anni del 5,2% con una vo-
latilità del 13,62%.
Il peer group messo sotto la lente è molto
Chi
numeroso: comprende circa 200 strategie.
Il filtro iniziale prevede sempre tre anni di
track record e almeno 50 milioni di euro
di patrimonio. Seguendo la classificazione
di Morningstar, attraverso la piattaforma di
Allfunds Bank rileviamo circa 400 milioni
va oltre
di euro in questa categoria, più della metà
provenienti da gestori di fondi di fondi o di
portafogli per la clientela private. Più limitati
sono i capitali apportati dal retail o da pro-
dotti assicurativi, il che evidenzia che sono
particolarmente gli investitori professionali i
il 5,2%
più orientati a gestire questo genere di pro-
dotti.
Gli strumenti messi in evidenza appartengo-
no alla nostra insight list e sono: Matthews
Asia Fund-Asia Dividend, Mirae
Asia Sector Leader Fund, Aberdeen
Global Asia Pacific Equity e Pine-
all’anno
bridge Asia ex Japan Small Cap, che
appartiene in realtà al peer group Asia Pacific
ex Japan Small Cap, ma può costituire co-
munque un’alternativa interessante per chi
desidera essere presente in quell’area. Uti-
lizziamo come risk free l’Eonia solo per po-
sizionarci in un’ottica da investitore europeo.
A livello quantitativo, su un periodo di tre
anni con riferimento alla fine di luglio 2017,
i fondi migliori sono quelli di Matthews e
Mirae, che hanno sovraperformato il bench-
di Anais Elenoir Virginie Gfeller,
senior fixed income fund analyst,
investment research
NOME RENDIMENTO VOLATILITÀ SHARPE
e Roberto Fenoglio, ANNUALIZZATO
head of investment solutions Italy MSCI AC ASIA PACIFIC EX JAPAN NET TOTAL RETURN USD INDEX 5,20% 13,62%
Allfunds Bank EONIA TOTAL RETURN INDEX -4,83% 8,93%
MATTHEWS ASIA FD-ASIA DVD-I 7,24% 13,69% 0,88
MIRAE ASIA SECTOR LDR EQ-AUS 7,07% 13,08% 0,91
ABERDEEN GL-ASIA PAC EQ-I2 2,51% 13,29% 0,55
PBI-ASIA EX JP SM CAP-Y 8,09% 14,71% 0,88
20 FONDI&SICAV settembre 2017mark di circa il 2% annualizzato, con info ra-
tio positiva, volatilità simile all’indice di riferi-
mento, ma con un beta inferiore a 1. Ottimo
è stato il trend delle small cap: lo strumento
di Pinebridge sarebbe stato il migliore sulla
base del rendimento, ma in linea con gli al-
tri in termini di rendimento/rischio. Sembra
invece avere sofferto un po’ più degli altri il
prodotto di Aberdeen, una nostra second
option che sembra solitamente abbastanza
in linea con il benchmark, ma che ha sofferto
invece parecchio nel 2015, perdendo rispet-
to all’indice di riferimento il 5%.
Entriamo ora brevemente nel dettaglio delle
strategie dei singoli gestori per vederne le
caratteristiche principali.
Yu Zhang e Robert Horrocks di
MATTHEWS ASIA FDS–ASIA DI-
VIDEND FUND
L’obiettivo del fondo è garantire un ren-
dimento positivo in un ciclo completo di i cinque e 10 anni, basandosi principalmente di ridurre la volatilità.
mercato; il gestore inoltre pone particolare sulle valutazioni fondamentali. Il team è com- Un elemento sfavorevole è la dimensione: il
enfasi nella ricerca di ritorni superiori alla posto da 45 persone tutte operanti a San fondo è grosso e ha già avuto in passato una
media dei titoli azionari asiatici e l’universo Francisco; inoltre ogni analista non ha la re- soft closure, ma non sembra al momento at-
investibile è riconducibile all’Asia Pacifica ex sponsabilità di un singolo settore o paese, ma tuale avere problemi di capacity.
Japan (l’investimento in Giappone è possibile tutti coprono insieme l’universo. I due prin-
su base opportunistica). cipali portfolio manager sono Yu Zhang e Rahul Chadha di MIRAE ASSET–
Il portafoglio è generalmente concentrato Robert Horrocks. ASIA SECTOR LEADER FUND
(circa 60-70 titoli, con un bias verso le pic- Questo prodotto è stato incluso nella insight Questo strumento è stato lanciato nel 2010
cole e medie imprese) e ciò fa sì che vi sia list di Allfunds Bank come high conviction ed è stato gestito fin dal principio da Rahul
una grossa differenza rispetto al benchmark per la sua capacità di individuare società con Chadha, il lead portfolio manager e co-cio
di riferimento, che è l’Msci Ac Asia Pacific Tr un alto potenziale di crescita e con un divi- della società. La filosofia del fondo è carat-
Usd. L’universo investibile è composto da cir- dendo costante. Inoltre l’approccio del team terizzata dal concetto di “leader di settore”,
ca 7.400 società. e la valutazione fondamentale sono il valore ovvero le società che sono meglio posizio-
L’approccio generale è buy & hold e bot- aggiunto della strategia. Lo strumento ha an- nate per catturare le opportunità di crescita
tom-up, con un focus su titoli con un for- che una discreta esposizione alle small e mid e rispondere più velocemente e in maniera
te potenziale di crescita ed esposizione alla cap, un fattore che lo rende ancora più inte- più efficace a nuovi trend. L’approccio è fon-
domanda domestica. L’obiettivo è investire in ressante, e può avere esposizioni opportuni- damentale, bottom-up e di lungo periodo. La
società per un periodo abbastanza lungo, tra stiche al Giappone, soprattutto con lo scopo gestione ha il supporto di un team di sette
ACTIVE CORRELAZIONE R2 BETA ALPHA TRACKING INFO RATIO JENSEN ALPHA TREYNOR
PREMIUM ERROR RATIO
2,04% 0,72 0,51 0,72 3,49% 10,26% 0,20 -0,05 0,17
1,87% 0,87 0,75 0,83 2,73% 6,86% 0,27 -0,06 0,14
-2,69% 0,88 0,77 0,85 -1,93% 6,72% -0,40 -0,11 0,09
2,89% 0,79 0,62 0,85 3,68% 9,33% 0,31 -0,06 0,15
FONDI&SICAV settembre 2017 21Puoi anche leggere