L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato

Pagina creata da Edoardo Barbato
 
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L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
l’eco di TRAVAGLIATO
      Dicembre 2020 numero 2

l’eco di TRAVAGLIATO           1
L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
in copertina

                                                                                         Confessioni
                                                                                         Ogni Sabato           16.30/18.30
                                                                                         Battesimi
                                                                                         Ogni prima Domenica del mese
                                                                                         alternando al mattino ore 11,15
    Nota della redazione                                                                 (nella Messa) e al pomeriggio ore 16,00
                                                                                         (senza messa) dopo adeguata
                                                                                         preparazione
    La forma di comunicazione
    «cartacea» per antonomasia                                                           Funerali
    della nostra parrocchia, cioè        Maiolica presso la casa di riposo don Angelo
                                         Colombo di Travagliato.
                                                                                         Ogni giorno
    il nostro ECO, già contrat-                                                          escluso le domeniche e giorni di festa
                                                                                         Ore 10.00 oppure
    ta per le restrizioni che ben                              sommario                  Ore 14.30 da Novembre a Marzo
    conosciamo, si è giustamen-                                                          Ore 16.00 da Aprile a Ottobre
    te concentrata nella seconda                         La pienezza dei tempi       3

    parte dell’anno sui momenti
                                                              Grazie don Mario       4
                                          Qual è il vestito buono da indossare?          ORARIO SS. MESSE
    salienti collegati all’avvicen-                A quale festa siamo invitati?     6   Festivo
    damento del parroco.                                      Un Natale difficile    9   dal 1 Ottobre al 31 Maggio
    Visto che con questo numero                         L’incontro si fece carne 11      7.00 - 8.30 - 10.00 - 11.15
    riprendiamo, per così dire, il          Coronavirus. Non salvare il Natale           17 (presso Lourdes) - 18,30
    “filo del discorso”, per inizia-                         ma farci salvare 12
    re col passo giusto si è scelto               La morte, il dolore, la paura...
                                                               Leggere la Bibbia
                                                                                         dal 1 Giugno al 30 Settembre
    di dare spazio a numerose ri-                     al tempo del coronavirus 13
                                                                                         Festivo
    flessioni che possono aiutar-         Don Lino... sacerdore, amico, fratello 15      7.00 - 8.30 - 10.00
    ci, come comunità credente                   Nomina del diacono Giuliano 16          17,00-20,00 presso S. Maria dei Campi
    di Travagliato, a ritrovarci                    Anniversari di matrimonio 17
    intorno alle cose importan-            La famiglia è viva, evviva la famiglia 19     Feriale
    ti della nostra fede e, conse-                 Scuola materna S. Giuseppe 20         7.00 - 8.30 - 18.30 in Chiesa Parrocchiale
    guentemente, a vivere nel mi-                 Scuola materna parrocchiale 21
    glior modo possibile il Natale                  Anch’io c’ero con tanti altri 22
    del Signore e il nuovo anno              Covid-19 il passaggio di un’epoca 23        ORARI DI APERTURA
                                                                                         Casa Canonica
    liturgico.                                                          Oratorio 24
                                                                                         dal Lunedì al Sabato
    Alla redazione sono perve-                            Commissione Caritas 30         9.00/11.00 e 16.00/19.00
    nuti numerosi contributi (po-                           Gruppo Missionario 32
                                                                                         Ufficio Parrocchiale
    esie, pensieri, recensioni di                                      Accadeva 34
                                                                                         Lunedì chiuso
    piccole monografie) da parte                                           Onlus 36
                                                                                         Martedì 17,00/19,00
    di singole persone desidero-                                     Il Concorso 37
                                                                                         Mercoledì 9,00/11,00
    se di condividere con i lettori
                                                                          Poesie 38      Giovedì chiuso
                                                         Anagrafe parrocchiale 41        Venerdì 17,00/19,00
    dell’Eco il loro sentire. I limiti           La generosità dei travagliatesi 43      Sabato 9,30/11,00
    di spazio ai quali siamo vin-             Auguri ed orari funzioni natalizie 44
    colati non ci hanno permesso                                                         Segreteria Oratorio
    di pubblicare tutto, ma il ma-                                                       Mercoledì e Venerdì
    teriale che non ha potuto tro-        Dicembre 2020 - Nº 2                           dalle ore 20,30 alle ore 22,00

    vare spazio in questo numero,         Direttore Editoriale: Sac. Tino Decca          TELEFONI UTILI
    potrà, compatibilmente con le                                                        Casa Canonica		                030 660088
                                          Redazione: Mina Ossoli - Giampietro Rigosa
    contingenze che si potranno                                                          Ufficio Parrocchiale           030 660529
    venire a creare, essere tenuto        Impaginazione e stampa                         Segreteria Oratorio S. Michele 030 6864168
                                          Tipografia ELC • Travagliato (Bs)
    in considerazione per quelli                                                         Curato Sant’Agnese             030 6865312
                                                                                         Caritas Parrocchiale		         347 2163810
    successivi.                           Autorizzazione del Trib. di Brescia            Radio Parrocchiale		           030 661401
                                          n. 19/82 del 3/4/1982

2                                                                      sommario          l’eco di TRAVAGLIATO
L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
La pienezza dei tempi
Carissimi fratelli e sorelle, amici di    autorità. Un dittatore governava           storia; anche della nostra storia tri-
Travagliato.                              quelle terre. Come se non bastasse         bolata di questo periodo assurdo. “Vi
Per la prima volta scrivo questa lette-   l’imperatore romano aveva indetto          annuncio una grande gioia… oggi
ra sull’Eco, il nostro giornalino par-    perfino un censimento. Da qui l’in-        è nato per voi il Salvatore”. Oggi:
rocchiale. Da poche settimane sono        sorgere dei moti di resistenza.            da quando è stata pronunciata que-
qui in mezzo voi. Ma desidererei che      Una coppia di giovani sposi, Maria         sta parola ogni buona notizia ha un
questa lettera aprisse un dialogo tra     e Giuseppe, avevano accolto il con-        oggi e ogni oggi ha una grande gio-
me e voi, da portare avanti nel tem-      cepimento del loro figliolo mettendo       ia annunciata. Forse siamo invitati a
po che la Provvidenza ci concederà        in crisi la loro relazione di sposi pro-   vivere il nostro “oggi” come l’oggi
di vivere insieme. Mi è difficile ri-     messi. La paura del ripudio prima,         della storia della salvezza, l’unico
cordare i vostri volti, per il sempli-    la nascita lontano da casa e in una        momento nel quale Dio manifesta
ce motivo che ancora non li ho visti.     grotta poi, infine la fuga in Egitto,      la Sua Misericordia e viene incontro
Coperti dalle mascherine che dob-         terra straniera, per salvare il bam-       alle nostre povertà. La pienezza è
biamo indossare per proteggerci a vi-     bino. Insomma nulla a che fare con         una persona: Gesù.
cenda, incrocio gli sguardi che cerca-    una pienezza dei tempi tranquilla.         Ed è con questi sentimenti che ci
no di dirsi qualcosa. E anche la voce,    Dio arriva in quel periodo particola-      apprestiamo a vivere questo Nata-
filtrata da questi dispositivi, sembra    re della storia di quel popolo come        le. Desidererei abbracciarvi tutti per
ovattata in una situazione surreale       una luce e nel trambusto della vita        scambiarci i nostri primi auguri nata-
alla quale ci stiamo abituando.           di una giovane coppia. Un periodo          lizi: lo faremo appena sarà possibile.
E Natale è alle porte. Mai come in        tribolato per tutti.                       Intanto costruiamo rapporti solidi di
questo anno particolare abbiamo de-       Eppure in quel buio si accende una         amicizia con chi possiamo vedere e
siderato che qualcosa di bello potes-     luce: la Luce vera. In quelle contrad-     non lasciamoci rubare la bellezza del
se succedere. Sembra che le luci non      dizioni è annunciata “la pace agli uo-     Dio con noi. Quel Bambino sorrida
vogliano illuminare le nostre città e     mini che Dio ama”. Si rincorrono gli       a noi, alla cara città di Travagliato e
che nelle nostre case si vivrà un pe-     inviti a Giuseppe di “non temere”,         continui a donarci il suo amore.
riodo sottotono. Onestamente, chi ha      di vivere i propri sogni di giovane        Buon Natale
voglia di festeggiare in questo perio-    papà. Colui che viene è il senso della                                  Don Tino
do storico? Il desiderio del Natale si
scontra con la realtà precaria, incerta
e di sofferenza. Addirittura gli spot
pubblicitari natalizi che riempivano
le trasmissioni televisive sembrano
fuori luogo, creando così un contra-
sto evidente tra la festa e il dolore.
Come si può festeggiare, se non si è
più certi di nulla.
Prendo in prestito l’espressione
“giunta la pienezza dei tempi”, che
risuonerà nelle prossime liturgie. Il
Mistero nascosto, atteso da secoli,
giunge in questa pienezza. Inten-
diamoci sul significato di pienezza.
Potremmo pensare ad un periodo di
pace cosmica, dove i popoli del mon-
do si sentono amici. Oppure crede-
re che l’Incarnazione di Suo Figlio
possa accadere in una famiglia pre-
parata, gioiosa di accogliere il dono
della vita. Eppure noi sappiamo che,
in quel periodo, il popolo eletto era
sotto la dominazione romana che lo
opprimeva, affermando la propria

           l’eco di TRAVAGLIATO           eco parrocchiale                                                                     3
L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
Grazie don Mario
    Grazie don Mario                         Non sono mancati, poi, momenti di         “messo l’anima” per allestire il palco
    Il momento di passaggio di un par-       festa, sottolineati dalle note della      a cui faceva da sfondo una maestosa
    roco da una comunità ad un’altra         nostra banda cittadina: il taglio del     scenografia, collocarvi l’altare e le
    destano sempre grande commozione         nastro alle opere di riqualificazione     attrezzature necessarie, predisporre
    e senso di gratitudine. Così, ultima-    degli spazi esterni del nostro orato-     le sedie mantenendo il dovuto di-
    mente, è stato per noi travagliatesi     rio; il brindisi comunitario e, la sera   stanziamento, preparare ogni tappa
    che all’inizio di settembre abbiamo      della domenica, un momento d’in-          di questo importante evento.
    salutato don Mario dopo anni di frut-    trattenimento.                            Da pochi giorni erano terminati i la-
    tuoso ministero fra noi.                 Grazie don Mario, faremo tesoro           vori di ammodernamento della zona
    In quei giorni, ricordo, tanti trava-    della tuoi insegnamenti e della tua       esterna e questo dava nuovo lustro
    gliatesi sono passati dalla canonica     amicizia. Il Signore e Maria santissi-    all’Oratorio. In questa splendida cor-
    per un saluto e per esprimere la loro    ma ti benedicano e ti accompagnino        nice, sabato sera è stata concelebrata
    generosità. La “cassetta delle lette-    sempre con la loro protezione             la s. Messa presieduta da don Mario,
    re” di cartone, che avevamo costru-                               don Claudio      momento culminante della festa e
    ito perché ognuno potesse lasciare i                                               vissuta con profondo raccoglimento.
    propri messaggi a don Mario che ci                                                 Il tempo dell’aperitivo e del pane e
    lasciava, al momento della consegna      ORATORIO, ESPRESSIONE                     salamina ha permesso ai presenti di
    era colma di messaggi.                   DI UNA COMUNITà IN FESTA                  scambiarsi i saluti e di chiacchierare
    Permettetemi di esprimervi il grazie                                               fraternamente.
    da parte di noi sacerdoti, del Con-      Sabato 5 e domenica 6 settembre,          La serata successiva è stata invece
    siglio Pastorale Parrocchiale e del      come ben ricordiamo, abbiamo sa-          occasione di svago, in cui gli ado-
    Consiglio parrocchiale per gli Affari    lutato don Mario, al termine del suo      lescenti e i giovani hanno fatto da
    Economici per la vostra gentilezza       mandato di parroco nella nostra co-       “collante”, esprimendo la loro vita-
    e generosità e per i messaggi di ac-     munità.                                   lità e la bellezza dello stare insieme
    coglienza e di benevolenza nei con-      Le due date sono state la conclusio-      in un ambiente accogliente, in cui
    fronti del nuovo Parroco don Tino.       ne di giornate intense e frenetiche di    possono vivere in pienezza. In que-
    Abbiamo salutato don Mario in modo       preparativi all’Oratorio s. Michele,      sto contesto tutti i presenti hanno
    ufficiale durante la S. messa celebra-   che hanno permesso alla comunità          assaporato e condiviso la gioia di es-
    ta nello spazio esterno dell’Oratorio.   cristiana di tornare ad abitare un luo-   serci, di poter sorridere e apprezzare
    È stata una celebrazione molto sen-      go tanto importante per l’educazione      giovani e meno giovani che si sono
    tita e commossa dove attraverso la       della fede e la fraternità.               esibiti in varie modalità per il saluto
    scritta “grazie don Mario” ognuno        I numerosi volontari hanno davvero        al parroco che ci lasciava.
    ha fatto memoria delle esperienze e
    dei bei momenti vissuti insieme nel-
    la nostra comunità.
    Anche i sacerdoti della nostra zona
    pastorale hanno voluto ringraziare
    don Mario, per tanti anni vicario di
    zona, che li ha guidati e incoraggiati
    nel ministero e nella guida delle loro
    comunità, partecipando alla celebra-
    zione.
    Un momento vorrei sottolineare:
    quando don Mario ci ha chiesto
    di rimanere fermi e in silenzio per
    qualche istante, mentre lui con i suoi
    occhi scattava una immagine fissan-
    dola nella sua memoria. Immagine,
    spiegava poi, che lo avrebbe accom-
    pagnato nei giorni che sarebbero ve-
    nuti, donandogli consolazione e nuo-
    vo coraggio per affrontare ciò che
    il Signore gli avrebbe chiesto nella
    nuova esperienza di guida nelle par-
    rocchie della erigenda unità pastora-
    le di Rovato.

4                                                            eco parrocchiale          l’eco di TRAVAGLIATO
L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
Anche don Mario è rimasto piace-
volmente colpito dal clima festoso e
dal veder riunita la sua comunità nel
luogo dove ogni persona, animatore
o educatore, libera le proprie capaci-
tà e passione per la vita.
Non è fuori luogo rimarcare come i
giovani, dopo aver tessuto con gran-
de abilità l’intera serata, abbiano
proseguito nell’essere mattatori del-
la scena.
Erano talmente infervorati, che an-
che quando la maggior parte delle
persone aveva preso la via del ritor-
no, continuavano a proporre sul pal-
co le hits cantate e ballate durante il
GREST.
Ed è stato bellissimo vedere come,
smessa la maschera della vergogna,
si siano messi in gioco, divertendo-
si, con grande leggerezza e sintonia,
che li ha resi ancor più amici e vicini.

           l’eco di TRAVAGLIATO            eco parrocchiale   5
L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
Volendo ritornare all’importante momento dell’ingresso del nostro nuovo parroco
    don Tino, si è scelto di farlo dando la parola a Lui riportando il testo integrale della sua omelia

    Qual è il vestito buono da indossare?
    A quale festa siamo invitati?
                                                                                         che le date che scandiscono la mia
                                                                                         chiamata, la nomina, il giuramento,
                                                                                         lasciavano presagire qualcosa che
                                                                                         aveva a che fare con il Calvario, la
                                                                                         croce.
                                                                                         Oggi invece la parabola che abbia-
                                                                                         mo ascoltato mi illumina i passi.
                                                                                         Una festa. Sono stato chiamato a far-
                                                                                         mi partecipe di un bacchetto per una
                                                                                         festa di nozze ! Con qualche risvolto
                                                                                         un po’ particolare.
                                                                                         Oggi il Signore, nelle vesti di un Re,
                                                                                         desidera invitare tutti, anche quel-
                                                                                         li che si rifiutano di partecipare a
                                                                                         quella festa perché hanno altro da
                                                                                         fare. Addirittura mostrano disprezzo
                                                                                         all’invito. Di più, incontra reazioni
                                                                                         ostili, aggressive, violente.
                                                                                         “Basta”, diremmo noi! L’invito te
                                                                                         l’ho fatto…. Chi non mi ama non mi
                                                                                         merita. Non vuoi ? Pazienza.
                                                                                         No! Questo re, visto che la festa è al-
                                                                                         lestita; non si può rimandare o ancor
                                                                                         peggio annullare.
                                                                                         Potrebbe essere il compito di un
                                                                                         Parroco, quello di andare ad invita-
                                                                                         re alla festa. Sì, perché quando si fa
                                                                                         un invito è per condividere qualcosa
                                                                                         della propria vita, il proprio tempo,
                                                                                         i propri beni, ma soprattutto vivere
                                                                                         una comunione di intenti.
                                                                                         I servi inviati, come un parroco, si-
                                                                                         curamente erano contenti perché an-
                                                                                         nunciavano un insieme di esperien-
                                                                                         ze. Anche se non erano loro gli orga-
                                                                                         nizzatori, conoscevano le intenzioni
                                                                                         buone di quel re, che poi è il Signore
                                                                                         che vuole condividere i suoi tesori

    Autorità, signor Sindaco, cari con-         ficiente una vita intera per capirne o
    fratelli sacerdoti, diaconi, suore e        trovare il senso.
    tutti voi cari fratelli e sorelle, eccoci   In queste settimane che trascorrevo
    qua
L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
con tutti. Mi rendo conto anche che,         concreta. Il mio papà guarda dal cie-     primo esito nefasto, dovevano avere
sovente, oltre la fatica dell’incontro       lo e la mia mamma è qui presente.         coraggio: osare. La Chiesa, oggi più
ci si imbatte nell’ostilità e nel rifiuto.   L’Amore che mi ha generato alla           che mai, deve osare.
Ecco, non vorrei che questo mi sco-          fede in una comunità cristiana, a         Mi colpisce una testimonianza: nel
raggiasse, ma parlasse alla mia vita         Manerbio e che poi si è incontrata        maggio 1964, il papa Paolo VI in-
dicendomi che tanti stanno aspettan-         con quella del Seminario, per fare        contrava l’ing. PierLuigi Nervi per
do quell’invito. Le strade sono piene        maturare una chiamata e la relativa       affidargli il progetto e la relativa co-
di crocicchi. Come mi piacerebbe             risposta all’ Ordine sacro.               struzione di una sala delle udienze
avere questo coraggio e questa fran-         Quello stesso amore che mi ha affi-       che fosse capace di tanti pellegrini.
chezza nell’annuncio. Cioè di anda-          dato a comunità cristiane o a servi-      Il Papa gli chiedeva di tentare un’o-
re oltre agli inevitabili insuccessi e       zi nella Chiesa; la parrocchia della      pera non meschina o banale, ma co-
incomprensioni, per trovare strade           Santissima Trinità a Brescia, l’Isti-     sciente della collocazione privilegia-
nuove nel vivere questa chiamata e           tuto Cesare Arici, la parrocchia delle    ta, sotto la cupola di S.Pietro, e della
questo ministero.                            due Sante a San Polo in città, e poi      sua destinazione d’ uso.
Non posso promettervi nulla, ma              Castenedolo e Capodimonte, perché         L’architetto chiese a Paolo VI se per
spero, con la Grazia del Signore, di         le amassi insegnandomi ogni giorno        una cosa del genere avrebbe potuto
non perdermi per strada o stancarmi          cosa significhi dare la vita. Quell’      “osare”. “O si ! rispose il Papa, biso-
nel ministero di pastore. Infatti se         amore che tante volte mi ha perdo-        gna saper osare al momento giusto”.
posso testimoniarvi qualcosa di me,          nato.                                     E Paolo VI, successore di S.Pietro,
è solo il grande Amore di Dio per la         Oggi quell’Amore mi affida a voi          il nostro patrono insieme a S.Paolo,
mia povera vita. Quell’ Amore che            cari fratelli e sorelle di Travagliato.   l’altro nostro patrono del quale por-
mi ha donato la vita in una famiglia         Oggi è la nostra festa di nozze, do-      tava il nome, ha sempre avuto lo spi-
                                             mani il cammino quotidiano e sem-         rito di osare nel suo ministero; osare
                                             plice di persone che si incontrano, si    sempre con fiducia, per l’avvenire
                                             conoscono e si amano.                     della Chiesa.
                                             Ma quell’Amore oggi affida voi a          Da solo, io non sono capace di osa-
                                             me, perché vi possa amare con tutto       re. Ma, come pellegrino, oso innan-
                                             il cuore. Il mio è un cuore piccolo.      zitutto bussare alla porta delle vostre
                                             Quello di Dio è un cuore di Miseri-       case, perché mi accogliate e oso bus-
                                             cordia, quindi grande.                    sare ai vostri cuori, perché mi faccia-
                                             Giungendo a Travagliato, innanzi-         te un po’ di posto.
                                             tutto devo riconoscere l’accoglienza      Solo così, insieme, possiamo osare.
                                             famigliare, paterna, di don Mario,        Per citare ancora Paolo VI, “oggi bi-
                                             ora a Rovato, che ringrazio con ri-       sogna osare d’oltrepassare le soglie
                                             conoscenza grande. Mi ha fatto da
                                             subito sentire a casa. Come poi don
                                             Davide e don Claudio. Grazie per la
                                             vostra disponibilità nei miei con-
                                             fronti a muovere i primi passi e per
                                             il lavoro grande che svolgono nella
                                             nostra Parrocchia. Un ringraziamen-
                                             to sincero anche a monsignor Lucia-
                                             no, don Fausto, i diaconi e le suore.
                                             Al consiglio pastorale e affari econo-
                                             mici, catechisti e volontari tutti.
                                             Un saluto grato ed affettuoso alla
                                             comunità di Castenedolo e Capodi-
                                             monte, con don Michael, don Ales-
                                             sandro e don Angelo. Ma torniamo
                                             ai nostri servi della parabola di oggi.
                                             Essi per compiere la volontà del Re
                                             che li inviava e poi ancora dopo il

            l’eco di TRAVAGLIATO             eco parrocchiale                                                                     7
L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
del Vangelo, e di studiare da quali        farò”. La paura che blocca è il con-       dendogli, si prendono cura degli ul-
    principi il Signore vuole trarre la fe-    trario dell’amore. Nell’Amore non          timi, ai crocicchi delle strade.
    condità dell’istituzione spirituale e      c’è la paura!                              Abbiamo altresì visto come tante
    sociale, che è la Chiesa, da Lui fon-      Carissimi fratelli e sorelle… inizia-      persone abbiano messo a disposi-
    data”                                      mo!                                        zione la propria vita, anche a rischio
    Insieme possiamo sentire l’urgenza         So benissimo che veniamo da un pe-         della stessa. Come i servi…
    e il bisogno di consumarci, di effon-      riodo particolare di sofferenza e di       Questo periodo ha portato alla luce
    derci; il bisogno di fare, il bisogno di   prova. E non ne siamo ancora usci-         patologie sociali più ampie, tra cui
    dare, il bisogno di trasfondere negli      ti. Questo virus ne porta con sé un        la visione distorta della persona, che
    altri il proprio tesoro, il proprio fuo-   altro più letale ancora che è quello       non può esistere se non in relazione
    co, che è Gesu’.                           dell’individualismo.                       con le altre. Ci viene incontro l’enci-
    Di solito all’arrivo di un nuovo Par-      Farei alcune riflessioni su questo         clica di Papa Francesco: FRATELLI
    roco ci si aspetta un programma. Non       per illuminare il nostro osare oggi        TUTTI. Il Re della parabola, come
    sono capace di redigere programmi.         in questo mondo e in questa epoca          fa Dio, guarda gli uomini e le donne
    Desidero tenere l’agenda vuota per         storica.                                   in un altro modo. Non come oggetti,
    potervi incontrare e conoscere e in-       Questa pandemia ci ha messo in ri-         ma come persone amate e capaci di
    sieme meravigliarci della bontà del        salto quanto siamo vulnerabili e po-       amare.
    Signore.                                   veri. Se non ci prendiamo cura gli         Proprio per questo che ci ha chiama-
    E ancora con Paolo VI, con voi mia         uni degli altri, a partire dagli ultimi,   ti a vivere in comunione con Lui; a
    nuova comunità, mia sposa, insieme         da coloro che sono più colpiti, non        partecipare a quelle nozze che Lui
    potremo dire: “Si, si, Signore dimmi       possiamo guarire né il nostro cuore        celebra con l’umanità tutta, con i no-
    quello che io devo fare, e oserò, lo       né il mondo. I servi del Re, obbe-         stri fratelli e sorelle.
                                                                                          Non vogliamo essere indifferen-
                                                                                          ti e individualisti, ma costruttori di
                                                                                          quell’armonia che ha come specchio
                                                                                          e modello la Trinità Santissima.
                                                                                          Questa novità è il vestito nuovo,
                                                                                          la vita nuova, che con il battesimo
                                                                                          abbiamo ricevuto e che quotidiana-
                                                                                          mente indossiamo.
                                                                                          Ho mosso i primi passi a Travagliato
                                                                                          accompagnato dai bambini, laddove
                                                                                          le mamme portano i loro figli a muo-
                                                                                          vere i primi passi.
                                                                                          Camminate con me e con gli altri sa-
                                                                                          cerdoti.
                                                                                          Abbiamo bisogno di tutti e di ciascu-
                                                                                          no.
                                                                                          Negli ultimi 7 anni ho camminato
                                                                                          coi fratelli e sorelle di Castenedolo
                                                                                          e Capodimonte. Oggi inizio questo
                                                                                          cammino con i fratelli e le sorelle di
                                                                                          Travagliato.
                                                                                          A Maria, amata in questa terra e ve-
                                                                                          nerata nel Santuario dei Campi, nella
                                                                                          Chiesa di Lourdes e di Fatima, affi-
                                                                                          diamo tutta la cara Travagliato. Sia
                                                                                          presente con il Suo Figlio nelle no-
                                                                                          stre case, chiese domestiche.

                                                                                          I nostri cari morti ci sorridano dal
                                                                                          cielo.

8                                                              eco parrocchiale           l’eco di TRAVAGLIATO
L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
Un Natale difficile
di Mons. Luciano Baronio
Il titolo non ha bisogno di spiegazio-    nell’avere abbandonato Dio!” ( Gio-
ni perché da tempo ci troviamo in un      vanni Paolo II°).
periodo assai difficile a motivo del
persistere di molteplici fattori che si   A) I nuovi problemi
sono via via aggiunti l’uno all’altro
– in particolare la pandemia da co-       Si fa a gara, in questo tempo, ad
ronavirus - che hanno creato un cli-      elencare i problemi che attendono
ma nazionale e internazionale dove        una soluzione. Ed è un elenco inter-
le preoccupazioni ed i problemi che       minabile.
si aggravano paiono umanamente in-        In verità, i problemi non sono una
solubili o comunque maggiori delle        caratteristica della società di oggi:
speranze.                                 ci sono sempre stati, ma oggi hanno
                                          cambiato faccia, hanno assunto un
La convergenza di tanti mali              peso diverso e se ne sono aggiun-
Non profana il Natale né distrae          ti di nuovi. Ad esempio, i problemi
dalla celebrazione il soffermarci a       del lavoro, che stanno al primo po-        una “cosa”, addirittura spregevole
considerare ciò che stiamo vivendo,       sto; il problema della salute che la       così da insultarlo, negli intercalari
perché la salvezza di Cristo non pas-     pandemia ha reso drammatico per            con titoli che sarebbero infamanti
sa sopra gli avvenimenti - personali      tutti; le guerre che ancora continua-      per qualsiasi uomo.
o sociali - ma li attraversa assumen-     no in varie parti del mondo; infine
doli e santificandoli. Questo ci aiuta    le calamità naturali disastrose, sem-      Natalis est! È Natale.
a far sì che non prevalga in noi il       pre più frequenti e impressionanti:        Tuttavia Natalis est! È Natale anche
nostro sentimento ma l’azione della       terremoti, alluvioni, esondazioni del      quest’anno con tutto ciò che signi-
sua grazia. -                             mare e dei fiumi, inquinamento ecc.        fica. Evidentemente non cambia il
                                                                                     Natale del Signore, non ne viene
I mali di cui è afflitta la società di    B) Il comportamento immorale               diminuita ma aumentata l’importan-
oggi sono tanti e così gravi da creare    come fatto normale.                        za come evento e come celebrazio-
una situazione di emergenza sociale,                                                 ne. Deve invece cambiare il nostro
morale e politica. Che mette a dura       Bisogna riconoscere che l’uomo é           modo di viverlo. Così da essere in
prova la fede del credente. Anche la      la causa dei mali maggiori che lo          sintonia con il mistero del Natale
presenza del male, sotto tutte le for-    affliggono, che spesso agisce da           cristiano come uomini e come cre-
me, moltiplicate dai mezzi di comu-       stolto o da cattivo. Ne sono prova i       denti. Non c’è un altro Natale! An-
nicazione, si estende in modo perva-      frequenti delitti, compiuti anche in       che se ha preso piede sempre di più,
sivo in tutto il mondo. Pericolosa-       ambito familiare con un accanimen-         nella nostra società, un natale paral-
mente, perché contende al bene, in        to così crudele da lasciare sconcer-       lelo promosso dai potenti mezzi di
modo sfacciato e arrogante, il prima-     tati e spaventati. Spesso si paragona      persuasione di massa al servizio del
to che gli spetta. Suscitando il timo-    questo comportamento a quello delle        guadagno, ispirato all’edonismo e al
re che prevalga e non possa essere        bestie, le quali se potessero parlare      consumismo, ridotto al “cenone” o
fermato in alcun modo. Allora ci si       protesterebbero per questo accosta-        al pranzo natalizio e poco più. Stri-
sente confusi e smarriti. E a ragione     mento offensivo!                           dente contrasto!
molti si domandano “ Quanto durerà        Le scelte immorali, le divisioni e         Vale anche per noi quanto Eliot nel
la notte? “Quale sarà l’esito della       i contrasti di ogni genere, in ogni        dramma “L’assassinio nella cattedra-
battaglia in corso? Dove andremo a        ambito di vita, scatenati per preva-       le” mette in bocca all’arcivescovo di
finire?”. Questi interrogativi riman-     lere sugli altri; l’intolleranza che       Chanterbury, Tommaso Becket, che
dano alle nostre responsabilità.          giunge fino all’odio, alla violenza e      sarà assassinato sull’altare durante
                                          alle stragi; l’idolatria del denaro pro-   la celebrazione della Messa di Nata-
Ci può illuminare la parola del pro-      curato con ogni mezzo dai furti all’       le, il grido drammatico “Salvate il
feta Geremia: ” se voi non ascolte-       appropriazione indebita del denaro         Natale!” che costituisce il momen-
rete, io piangerò dinnanzi alla vostra    pubblico; il disprezzo della vita e        to più alto della sua ultima omelia,
superbia, dice il Signore”. “Tanta        delle leggi che dovrebbero tutelarla;      così da assumere, per il suo popolo,
insicurezza umana e tante reazioni        le bestemmie, diventate un intercala-      il significato di una consegna e di un
sconsiderate hanno la loro origine        re, che osano trattare Dio come fosse      testamento.

           l’eco di TRAVAGLIATO           eco parrocchiale                                                                    9
L'eco di TRAVAGLIATO Dicembre 2020 numero 2 - parrocchia di Travagliato
Il Natale di sua natura                    vezza che si è manifestata in Cristo     corre far fronte con il coraggio e con
     è una festa difficile                      rimane, nel grande silenzio dell’uni-    la forza che viene dalla preghiera,
     L’incarnazione per il Figlio di Dio        verso, tremendamente solo.               dalla conversione del cuore, dalla
     è stata un “abbassamento”, anzi un         Se la fiducia e la speranza sono fon-    grazia dei sacramenti e dalle cele-
     “annientamento”, come afferma S.           date esclusivamente sull’uomo si         brazioni del tempo natalizio.
     Paolo: “ Cristo pur essendo di na-         trasformano in delusione. Lo confer-
     tura divina, non considerò un tesoro       ma il salmo : “ Maledetto l’uomo che     I giorni della “novena” ci hanno
     geloso la sua uguaglianza con Dio,         confida nell’uomo” che non vuole         messo sulle labbra le invocazioni al
     ma spogliò se stesso, assumendo la         insegnare la diffidenza ma evita-        Signore che viene, con le stupende
     condizione di servo, umiliò se stes-       re l’idolatria.                          antifone “O” della Liturgia delle
     so divenendo simile agli uomini”                                                    Ore del rito romano:
     (Fil. 2, 6-7. 8). L’evento della no-       Il progresso della scienza - e del-
     stra salvezza è costato a Dio che si       la tecnica - che ha raggiunto mete       O Sapienza, vieni e insegnaci la via
     è fatto uomo: una distanza da dare         impensabili, ha inorgoglito l’uomo       della saggezza;
     le vertigini, che solo l’Amore po-         contemporaneo che è tentato, a cau-      O Signore, guida della casa di Isra-
     teva colmare. Le circostanze della         sa della superbia, di sentirsi onnipo-   ele, vieni a liberarci con braccio po-
     sua nascita lo rivelano. Infatti per       tente e di poter far a meno di Dio,      tente;
     quanto la vogliamo rendere poetica         sostituendosi a lui.                     O Germoglio di Jesse, vieni a libe-
     una stalla é una stalla! ed una man-                                                rarci, non tardare;
     giatoia, dove Gesù fu deposto da           Ma Dio “Ha disperso i superbi nei        O chiave di Davide, libera l’uomo
     Maria, é una mangiatoia! Il disagio e      pensieri del loro cuore” ( Lc. 1,51),    prigioniero, che giace nelle tenebre
     la povertà estrema che circondarono        canta Maria nel Magnificat. Dispersi,    e nell’ombra della morte;
     la sua nascita, lo resero fin dall’ini-    ad opera di Dio che esalta gli umili.    O Astro che sorgi, illumina chi giace
     zio vicino ai poveri, rappresentati in                                              nelle tenebre;
     questa prima ora dai pastori. Questo       Può avvenire anche a Natale, che ci      O Re delle genti, vieni e salva l’uo-
     ci porta a vivere il mistero del Natale    si limiti a cercare il sacro come at-    mo che hai formato dalla terra;
     sul versante delle beatitudini.            mosfera che risponde ad un vago          O Emmanuele, nostro re e legislato-
     Dunque il Natale non é una festa           bisogno di spiritualità, ma privo di     re, vieni a salvarci.
     facile , anche se ammantato di po-         Dio che ne è la sorgente. Così si può
     esia, nata soprattutto dalla cultura       celebrare un Natale senza Cristo,        Così possiamo proclamare con la
     del presepio. E ne sia benedetto il        guidati da una religiosità, che non      chiesa - “In hoc natali gaudio”, cioè
     Signore per I’ intuizione che ne ebbe      tocca la vita e che è ben altra cosa     nel clima della gioia natalizia - l’”
     S. Francesco d’Assisi, che voleva          rispetto alla fede.                      hodie”, di Cristo che è nato! “che
     venisse rappresentata la natività per                                               è l’oggi della nostra salvezza.
     facilitarne la contemplazione al po-       II nemico da battere è la sfiducia
     polo e suscitare la commozione di          A questo quadro problematico oc-                          Buon Natale a tutti!
     fronte alla somma degnazione di
     Dio, che apparve sulla terra come
     bambino, avvolto in fasce e che lo
     fa esclamare:” Tu sei ’umiltà! ( Lodi
     del Dio Altissimo).”

     La fede incerta dell’uomo di oggi
     Nonostante gli eventi di salvezza,
     l’uomo è sempre tentato, come già
     all’origine, di dubitare di Dio, del
     suo amore e delle realtà invisibi-
     li che lo attendono e di fidarsi inve-
     ce, maldestramente, solo di se stesso
     e dalle varie sirene. Sta scritto infat-
     ti: “Egli venne tra i suoi ma i suoi
     non I’hanno accolto, perché gli uo-
     mini hanno preferito le tenebre alla
     luce” (cfr. Gv. 1, 11. 5 ).
     Ma l’uomo che non accoglie la sal-

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L’incontro si fece carne
Riflessioni a partire dal racconto della Visitazione in Lc 1,39-42
In quei giorni Maria si alzò e andò       Forse in questo tempo di pandemia         fascinante della visita di Maria alla
in fretta verso la regione montuosa,      abbiamo sottovalutato troppo la re-       cugina Elisabetta insegna a tutti noi,
in una città di Giuda. Entrata nella      altà della vita, della realtà della no-   a questa nostra generazione di cri-
casa di Zaccaria, saluto Elisabetta.      stra vita quotidiana. Anche se stia-      stiani, che ascolta annunci ma vive
Appena Elisabetta ebbe udito il sa-       mo vivendo un poco distanti per via       nella paura e rimane priva di emo-
luto di Maria, il bambino sussulto        delle norme riguardanti l’emergenza       zioni spirituali, ad aprirsi alla bellez-
nel suo grembo. Elisabetta fu colma-      epidemiologica, facciamo sempre           za della vita dello spirito.
ta di spirito Santo ed esclamò a gran     memoria grata: la vita è fatta d’in-      La storia della donna di Nazareth,
voce: “Benedetta tu fra le donne e        contri. Incontri che a volte si brucia-   piccola d’età ma gigantesca per fede,
benedetto il frutto del tuo grembo!”      no nell’arco di pochi istanti; incontri   suona come un invito per noi creden-
(LC 1,39-42).                             che a volte ci accompagnano lungo         ti, ad uscire dai pantani interiori per
                                          l’intero arco di una vita. Si potrebbe    lasciare sussultare in noi il bambino
L’evangelista Luca, quando ci rac-        vivere questi incontri, impoverendo-      che abita ogni inizio. Una provoca-
conta di questa sorprendente visita,      li di senso e d’importanza; oppure, si    zione: se ci raccontassimo in giorna-
non trova di meglio che usare le im-      potrebbe viverli, dando loro la pos-      te cupe come le nostre, storie d’inizi
magini con cui nella Bibbia si rac-       sibilità meravigliose di aprirsi alla     che ci fanno sobbalzare di gioia e li
conta dell’Arca dell’Alleanza, che        grazia dello Spirito Santo.               portassimo alla memoria, alla luce?
era il segno della presenza di Dio e      Spesso ci ripetiamo (anche a distan-      Santo Natale!
dei suoi potenti Segni in mezzo al        za!): “Ringrazio il Signore di averti
suo popolo e del suo passaggio sui        incontrato”. Penso che la storia af-                                 don Claudio
monti d’Israele.
Si raccontava che, al suo passaggio
l’Arca dell’Alleanza suscitasse gioia
e grande entusiasmo. Così nel Van-
gelo di Luca si racconta di Maria,
che sale i monti per raggiungere una
città di Giuda. Il passaggio di Maria
nella casa della cugina Elisabetta
suscita commozione ed esultanza:
“il bambino”, dirà Elisabetta, “Hai
esultato di gioia nel mio grembo”.
L’evangelista Luca racconta dell’in-
contro di queste due donne gravide,
la giovane e la matura, come di un
avvento di gioia e di speranza.
Inoltre Luca scrive: “Elisabetta fu
piena di spirito Santo”. Pensate al fa-
scino di questa suggestione: l’incon-
tro con Maria suscita un movimento
dello Spirto Santo tale che muove
la vita interiore di queste due don-
ne. A partire da questo fatto mi sono
chiesto: “Se pensassimo alla grazia
degli incontri, i nostri, che custodi-
scono questa affascinante possibilità
di comunicarci reciprocamente mo-
menti/movimenti di bellezza, di en-
tusiasmo, di gioia, di consolazione,
di sostegno, di fedeltà?”. Momenti
di profonda redenzione, accadimen-
ti dello spirito, occasioni di grande
consolazione!

           l’eco di TRAVAGLIATO           eco parrocchiale                                                                      11
Coronavirus.
     Non salvare il Natale ma farci salvare
     È ancora tempo di Covid, è di nuovo tempo di severo            so dei cuori, tutte espressioni di un nemico potente che si
     distanziamento. Bisogna stare lontani, ci dicono e ci ri-      chiama nichilismo, mancanza di ragioni forti che diano
     petiamo, per ridurre il pericolo di contagio. E così sia,      solidità all’esistenza. Ci vuole qualcosa di speciale per
     per la salute e per il bene personale e collettivo. Ma è       affrontare questa sfida. Anzi, ci vuole qualcuno. Qual-
     inutile negare che dentro il rispetto di questa precauzione    cuno che testimoni un modo di vivere e di rapportarsi
     pur necessaria si sta insinuando una sottile diffidenza nei    con gli altri fondato sulla coscienza che nessuno si salva
     confronti dell’altro, qualcosa che forse non abbiamo il        da solo, che c’è una comunanza ultima oggi più che mai
     coraggio di ammettere apertamente e che però sta lenta-        evidente, la stessa che papa Francesco ci ricorda nell’en-
     mente plasmando il nostro sguardo sulle persone e sulle        ciclica Fratelli tutti. Per noi cristiani questa è la stagio-
     cose, la modalità con cui ci approcciamo alla realtà.          ne – tanto impegnativa quanto entusiasmante – in cui
     È il frutto avvelenato di un virus che sta rivelando anche     mettere alla prova se la fede è capace di reggere l’urto
     agli occhi di chi lo aveva sottovalutato la sua pericolosità   di un attacco potente e pervasivo come quello contenuto
     e pervasività, inquina i pozzi dove si abbevera la nostra      nell’invisibile coronavirus che ci assedia.
     umanità e forse lascerà tracce indelebili nei cuori e nelle    O se invece ci rassegniamo a considerarla un bel sopram-
     menti, come certe radiazioni mortifere che entrano nel         mobile da collocare in evidenza su qualche mensola del
     sangue e rilasciano lentamente ma inesorabilmente i loro       salotto buono dei valori, qualcosa che può al massimo
     effetti. Covid-19 sta contaminando milioni di corpi, ma        regalarci un po’ di consolazione ma che non scorre nelle
     come possiamo impedire che contamini anche i cuori?            vene, non diventa esperienza vissuta e testimonianza da
     C’è qualcosa che ci permette di stare a testa alta di fronte   offrire al mondo. In questi giorni da più parti si dice che
     a questo nemico subdolo e invisibile?                          ‘dobbiamo salvare il Natale’, riferendosi alla necessità di
     Possono bastare certe frasi rassicuranti come ‘andrà tutto     invertire il trend negativo dei consumi. Ma quello che ac-
     bene’ e ‘ce la faremo’ che ci scambiamo al telefono o che      cade ci sfida a riconoscere che forse abbiamo bisogno di
     qualcuno espone ancora ai balconi o alle finestre? Non è       essere salvati noi dal Natale, di aprire il cuore al Dio che
     un caso che molti cartelli e striscioni con queste parole,     si è fatto compagno di strada dell’umana fragilità abbrac-
     così numerosi durante il lockdown della primavera scor-        ciandola con un Amore più grande di quello che l’uomo
     sa, siano scomparsi e pochi ne siano comparsi di nuovi,        è capace di produrre. Il mistero dell’Incarnazione – che
     quasi come una tacita conferma di quanto fosse fragile         ci prepariamo a celebrare tra poco più di un mese, ma
     quell’auspicio fondato solo su una sorta di ‘ottimismo         che ogni giorno possiamo rivivere nell’esistenza quoti-
     della volontà’ che il tempo e la realtà hanno provveduto       diana – ci parla di un Dio che assumendo l’umana con-
     a mettere in crisi. Ci vuole di più, per reggere l’urto di     dizione è stato capace di vincere ogni distanziamento.
     questo tempo.                                                  Siamo capaci di riconoscerlo anche oggi?
     Ci vuole qualcosa che sfidi lo scetticismo, la rassegna-                                      articolo di Giorgio Paolucci
     zione, il cinismo, la paura che stanno prendendo posses-             tratto da Avvenire di domenica 15 novembre 2020

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La morte, il dolore, la paura...
Leggere la Bibbia al tempo del coronavirus
Il Covid-19 è una punizione di Dio? Serve veramente la            conclusione della sua vicenda terreno-divina. Un punto
preghiera? Una fede solo nei miracoli? Breve itinerario           sul quale il tempo del coronavirus può indurci a riflettere,
tra Vecchio e Nuovo Testamento per riflettere su quanto           dopo decenni di indottrinamento che ci ha indotto a ri-
sta accadendo nel mondo                                           muovere la morte dal nostro orizzonte “culturale”, salvo
E’ stato più volte ribadito, in questo tempo di forzata           esaltarla poi con pratiche aberranti (aborto, eutanasia) o
chiusura in casa, il consiglio di tornare alla lettura, all’ap-   anestetizzarla persino con certe forme di spettacolariz-
profondimento, all’interiorità. Quale occasione miglio-           zazione.
re, dunque per riprendere tra le mani il libro più diffuso        Il mistero della croce e del dolore
(e probabilmente meno letto) che abbiamo nelle nostre             Tutta la Scrittura, invece, ci mette davanti agli occhi il
librerie? Nelle pagine della Bibbia, infatti, possiamo            mistero della croce e del dolore che salva. Il 25 marzo
trovare – specie in questo tempo di quaresima trasfor-            scorso, in una intervista ad Avvenire, il cardinale Giu-
mata in quarantena – molti spunti di riflessione (se non          seppe Betori, arcivescovo di Firenze e fine biblista, ri-
proprio di risposta) agli interrogativi esistenziali che la       cordava come particolarmente adatto ai nostri giorni il
pandemia suscita in ognuno di noi. Proviamo, dunque,              passo di Numeri (21,4-9), relativo all’“epidemia” che
ad esaminare alcuni passi della Scrittura che si prestano a       colpì gli israeliti nel deserto quando i serpenti li morde-
una lettura attualizzante per questo nostro tempo sospeso         vano e ne causavano la morte. “Lì la salvezza venne dal
tra la paura di una malattia irreversibile e quello che può       serpente di bronzo innalzato da Mosè, che come sappia-
sembrare a molti “il silenzio di Dio”.                            mo poi Gesù prende a segno di se stesso e della sua croce
La paura della morte                                              – annotava il porporato -. Credo che per un credente oggi
Ci viene incontro, per aprire questo breve e necessaria-          guardare ai “serpenti” invisibili che ci stanno colpendo
mente incompleto itinerario, il brano                                                  (il Covid-19, ndr) deve farci alzare lo
del Vangelo di Giovanni che la liturgia                                                sguardo a Cristo, al modo con cui si è
ci propone proprio per la domenica 29                                                  donato per noi, perché solo ritrovando
marzo 2020, e cioè il ritorno in vita                                                  il servizio come modello per la nostra
di Lazzaro (Gv 11, 1-45). L’amico di                                                   vita, possiamo cambiare il mondo”.
Gesù muore dopo una breve malattia                                                     Anche il cardinale Gianfranco Ra-
(particolare che ci fa sentire molto at-                                               vasi, altro importante biblista, in un
tuale la sua vicenda) e prima che il Si-                                               commento allo stesso brano, sottoli-
gnore possa arrivare in tempo (alme-                                                   nea: “L’“innalzamento” sulla croce
no così sembra dal “rimprovero” che                                                    è una sorta di glorificazione, quel le-
la sorella Marta gli rivolge: “Signore,                                                gno terribile diventa un trono divino,
se tu fossi stato qui, mio fratello non                                                la crocifissione è il principio della
sarebbe morto”; e anche questa uma-                                                    risurrezione, sorgente di liberazione
nissima espressione di dolore crea un                                                  dal male per l’umanità intera. Gesù
ponte fra la tragedia che si consuma                                                   stesso, alle soglie della sua passio-
oggi e il passo evangelico).                                                           ne, dirà: «Quando sarò innalzato
Ma c’è soprattutto un particolare in questo episodio che          da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32)”. In questo
ci lascia interdetti: il pianto di Gesù, pur sapendo che          tempo, potremmo dunque chiosare, facciamoci attirare
da lì a qualche minuto avrebbe riportato in vita l’a-             dunque dal Crocifisso, come ha testimoniato più volte
mico. Davvero il Cristo condivide con noi tutto tranne            papa Francesco, non come semplice atto devozionistico,
il peccato: persino la paura della morte e il dolore per          ma per attestare la certezza che la croce porta alla Risur-
la perdita di una persona cara. Nell’orto del Getsemani,          rezione.
poco prima di essere arrestato, Gesù stesso sudò sangue           La forza della preghiera
e pregò: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!          Sottesa a tutto il discorso fin qui condotto, è la forza del-
Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Lc 22, 42).        la preghiera. C’è a tal proposito l’episodio veterotesta-
In una situazione angosciosa come quella attuale pos-             mentario di Esodo 17,8-16. Mosé che prega alzando le
siamo dunque sentire di avere la “compagnia” più rassi-           braccia al cielo su un colle, mentre Giosuè combatte
curante di tutte. Perché Gesù per primo ha provato il             nella piana sottostante contro gli Amalechiti. Le sue
nostro sentimento di paura e sperimentato quel “si-               preghiere alla fine risulteranno determinanti per la vitto-
lenzio di Dio” che oggi ci sembra insopportabile. “Dio            ria, anche grazie al contributo di Aronne e Cur che si gli
mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15, 34)             mettono a fianco per tenere salde le sue braccia. Gli ese-
saranno le sue ultime parole sulla croce. Ma non certo la         geti hanno visto in questo brano uno dei paradigmi più

           l’eco di TRAVAGLIATO             eco parrocchiale                                                                      13
completi della preghiera cristiana, dove il piano verticale     la confusa società del piacere e del benessere? Credo che
     (cioè il rapporto creatura-Creatore) e quello orizzontale       questa contingenza ci inviti davvero a una conversione.
     (il prolungamento della preghiera nella vita quotidiana)        Compito non solo dei cristiani o degli uomini religiosi
     si fondono mirabilmente. La preghiera di Mosè sostiene          ma dell’uomo in quanto tale, se non si vuole perdere”.
     infatti in maniera determinante la battaglia di Giosuè, ma      Alle stesse conclusioni giunge il teologo Giuseppe Lo-
     non si sostituisce ad essa. Non è dunque una bacchetta          rizio, citando il brano della guarigione del cieco nato
     magica, anzi esattamente il contrario, cioè un affidamen-       (Gv 9,1-41), in un suo articolo per Famiglia Cristiana.
     to pieno alla potenza di Dio, che in Gesù ci ha ricorda-        A chi gli chiedeva “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi
     to: “Senza di me non potete fare nulla” (Gv, 15,5). E           genitori, perché egli nascesse cieco?”, Gesù rispose: “Né
     allo stesso tempo quella preghiera chiede di essere tra-        lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si ma-
     dotta nelle “battaglie” piccole o grandi di ogni giorno,        nifestassero in lui le opere di Dio”. Egli dunque, annota
     utilizzando i doni che il Signore ci ha fatto: ad esempio       Lorizio, “sconvolge la teologia del suo tempo, che inter-
     l’intelligenza della scienza e la volontà di corrisponde-       pretava ogni forma di sofferenza come conseguenza del
     re liberamente al bene. Dirà san Giacomo, molti secoli          peccato. Ed esclude il paradigma del castigo”. Ma questo
     dopo: “La fede senza le opere è morta” (Gc 2,26).               brano fa da ponte per introdurci anche a un’altra materia
     Proprio venerdì 28 marzo Francesco, con il suo mo-              di riflessione.
     mento di preghiera sul sagrato della Basilica di San            A che cosa servono i miracoli?
     Pietro, ci ha fatto rivivere questa pagina biblica. An-         Ogni circostanza, anche le più drammatiche, risponde
     che il Papa, novello Mosè, dal colle Vaticano ha elevato        sempre Lorizio nel già citato articolo, “ci sono date per-
     le sue braccia in preghiera verso il Dio di Gesù Cristo         ché in esse si manifesti il ‘mistero del Regno di Dio’. E,
     presente e vivo nella particola consacrata. E lo ha fat-        se nel caso del cieco nato la guarigione proviene dalla
     to anche per sostenere i tanti Giosuè impegnati in que-         commistione della saliva di Gesù con la polvere della
     sto momento sul “campo di battaglia” delle corsie degli         terra, allora la salvezza, la redenzione, la guarigione po-
     ospedali e degli altri ambiti di lotta al coronavirus. La       tranno generarsi dall’incontro fra il divino e l’umano, la
     sua preghiera li sostiene e li incoraggia. Mentre a loro        grazia e a natura. La saliva di Gesù è il segno del divi-
     volta le sue braccia vengono tenute salde dagli Aronne          no, del soprannaturale, che nella sua umanità si espri-
     a dai Cur, cioè dalle nostre preghiere unite alle sue. E        me, mentre la terra, che si trasforma in fango, viene
     così, tutti insieme, confidiamo che il nemico (in questo        a dirci che la guarigione sarà prodotta dalla terra,
     caso il Covid-19) sia sconfitto e “passato a fil di spada” al   ovvero dal nostro impegno, attraverso l’intelligenza
     “tramonto” di questo scontro purtroppo non meno cruen-          e la scienza (= la ricerca scientifica) e l’esercizio della
     to (il numero crescente di morti lo testimonia) di quella       volontà libera (= il rispetto delle regole e la solidarietà)”.
     battaglia.                                                      Allo stesso modo anche il Vangelo della tempesta seda-
     Ma il coronavirus non sarà magari un castigo di Dio?            ta (Mc 4, 35-41) proclamato venerdì 28 marzo nel cor-
     Anche questa è una domanda che si sente ripetere di fron-       so del momento di preghiera del Papa in piazza San
     te all’espandersi del contagio. Il cardinale Betori, nella      Pietro, va nella stessa direzione. Nella barca sballottata
     già ricordata intervista ad Avvenire, citava a tal proposi-     dal mare in tempesta (come la nostra umanità in tempo
     to Lc 13,1-5, cioè il passo in cui Gesù risponde a colo-        di coronavirus) c’è Gesù e non dobbiamo temere, come
     ro che gli chiedono spiegazioni sulla strage dei Galilei        ha sottolineato Francesco. Dobbiamo chiedergli di met-
     uccisi da Pilato e poi egli stesso accenna ai 18 morti          tere fine al “silenzio di Dio”, simboleggiato dal suo dor-
     per il crollo della torre di Siloe. “Sento – spiegava - che     mire. Ed Egli, che ha potere anche sugli eventi naturali,
     molti anche oggi si chiedono come mettere in relazione          non farà mancare il suo aiuto. Tuttavia la finalità di que-
     ciò che sta accadendo con la bontà di Dio, quasi che que-       sta pedagogia di Dio non sono certo gli “effetti speciali”
     sta tragedia vada interpretata come una sua punizione.          del miracolo in se stesso, quanto piuttosto la domanda
     Gesù dice che coloro che vengono uccisi non sono più            che non a caso l’evangelista pone sulle labbra dei disce-
     colpevoli degli altri. ‘Ma se non vi convertite – ammo-         poli dopo il ritorno della calma. “Chi è costui?”. Detto
     nisce - perirete tutti allo stesso modo’”. Dunque non una       in termini semplici, tutto deve concorrere a irrobusti-
     punizione, ma un invito alla conversione. “Ciò comporta         re la nostra fede in Cristo. Ora che invochiamo il suo
     – sottolineava Betori - sia il ripensamento dei nostri stili    aiuto. E soprattutto dopo, quando – come confidiamo – il
     di vita, sia le scelte che guidano le nostre società. Fac-      pericolo del coronavirus sarà sconfitto e ci sarà richiesto
     cio un esempio: vediamo quanto siano importanti i fondi         di tradurre la fede in un surplus di opere.
     per la ricerca scientifica. Perché non reperire quei fondi                                        articolo di Mimmo Muolo
     mettendo al bando le armi o le spese che caratterizzano                       tratto da Avvenire di sabato 28 marzo 2020

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Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente don Lino e lascio pertanto il compito di ricordarlo in
questa pagina a coloro che, all’interno della nostra comunità parrocchiale, hanno avuto modo di vivere a
più stretto contatto con lui. Da parte mia va a don Lino un sentito e grosso ringraziamento per il ministero
che egli ha qui svolto e del quale, nei ricordi che seguono, sgorga la genuina e autentica ispirazione.
                                                                                                    don Tino

Don Lino... sacerdote, amico, fratello
                                          superbia! La superbia morirà 15 mi-        un sacerdote ed un convinto testimo-
                                          nuti dopo di noi.                          ne. La notizia della sua morte ci ha
                                          Già, con un atteggiamento semplice,        lasciato sgomenti e…. un po' orfani.
                                          affabile, da gran padre e saggio sa-       Abbiamo conosciuto come gruppo
                                          cerdote, quante cose ci ha insegnato!      lo stesso dolore di tanti che in que-
                                          Da lui abbiamo appreso cosa signi-         sto periodo sono stati costretti ad
                                          fica amare la croce: don Lino ne           accogliere la notizia della morte di
                                          portava una pesante, eppure non si         un congiunto da lontano, per telefo-
                                          è mai lamentato, ma incontrandoti ti       no, senza un vero e proprio saluto.
                                          diceva: “lo Spirito Santo ti ama” con      Un legame spezzato che lascia tanto
                                          un’espressione così limpida e since-       amaro in bocca, che fa sentire tutta la
                                          ra da farti capire che quell’amore per     violenza della separazione. Eppure
                                          lui era una Esperienza viva, vera!         nella profonda tristezza della morte
                                          Oppure: “Ami Gesù, ami Gesù?” e            in noi il suo ricordo è accompagnato
                                          poi ancora: “Ricordati che bisogna         da una sorta di sensazione di pace,
                                          pregare, almeno tre ore al giorno!”        quasi di gioia, perché sappiamo che
                                            Nel gruppo del RnS era presen-           don Lino ha finalmente deposto la
                                          te ogni mercoledì e mancava solo           sua croce, sappiamo, sentiamo che
                                          quando la malattia lo costringeva a        le braccia del Padre lo hanno accol-
Eccolo: era un uomo alto, con i ca-       restare in casa-albergo. Con estrema       to con infinito amore e che Gesù gli
pelli bianchi, si muoveva con passo       umiltà guidava chi lo desiderava con       ha chiesto: “don Lino, mi ami tu?” e
lento, grave, appesantito dalla ma-       la Confessione, bastava un cenno e         che la sua risposta si è accesa in un
lattia, ma costante e infaticabile; già   lui era subito presente all’invito di      bacio senza termine.
…. , quante volte ha camminato su e       servire Gesù nel prossimo.                 Non dimenticarti di noi don Lino,
giù per via Roma!                         Siamo grati a Gesù per averci per-         sostienici con la tua preghiera. Sei
Non portava bene i suoi anni e a          messo di conoscere don Lino e di           nei nostri cuori dove custodiamo ge-
molti di noi sarà sembrato appiso-        camminare con lui, seppur per un           losamente il tuo ricordo. Con tanto
larsi quando la domenica sera, con-       breve tragitto. Don Lino è stato per       tanto affetto.
celebrando la S. Messa delle 18:30,       noi un padre, un fratello maggiore,                  I fratelli e le sorelle del RnS
chiudeva gli occhi e puntualmente
li riapriva solo per alzarsi o avvici-
narsi all’altare per la Consacrazione
del pane e del vino (segno di un’at-         Non possiamo non ringraziare il Signore per quello che Don Lino è
tenzione che invece era profonda e
costante).                                   stato e rappresenta ancora adesso per le nostre famiglie. Don Lino era
È stato una presenza importante,             proprio uno di noi e ha seminato tanta misericordia tanta umiltà e tan-
per tutti noi del Rinnovamento nello
Spirito Santo.                               ta gioia facendosi obbediente agli insegnamenti di Papa Francesco, si
Aveva una memoria incredibile, ci            è saputo sporcare di pecore… Ogni qualvolta si incontrava per strada,
sapeva chiamare sempre tutti per
nome e non dimenticava nessuno dei           nelle nostre case, si sentiva la sua benedizione sacerdotale, presenza
nostri figli o congiunti. Sempre una         di Cristo vicino, sapeva adattarsi in ogni situazione, sempre molto
parola buona, un sorriso e una racco-
mandazione.                                  disponibile, la sua presenza era gioia...il suo saluto recava gioia....il
Tre in particolare erano le afferma-         parlare con lui era gioia.... le sue parole erano gioia...la confessione era
zioni o le domande che ricorrevano
frequentemente:                              gioia!....Pregare e meditare la Parola del Signore era gioia!....E come
1. Ami la croce? Bisogna amare la            lui ci ha dimostrato e ci ripeteva sempre anche LA CROCE É GIOIA!
nostra croce, la croce è gioia!
2. Chiedi le umiliazioni? Dobbiamo
imparare ad essere umili come Gesù!                                                                    I suoi famigliari
3. Non sei superbo/a vero? Guai alla

           l’eco di TRAVAGLIATO           eco parrocchiale                                                                       15
Nomina del diacono Giuliano
     Qualche giorno fa, mentre tornavo dal lavoro, un numero        ma anche ai sani, ispirando una cultura più sensibile alla
     sconosciuto compare sul mio cellulare. Decido di               sofferenza, all’emarginazione e ai valori della vita e della
     rispondere “Ciao Giuliano, sono il Vescovo Pierantonio,        salute” (n. 19, Nota della Consulta Nazionale CEI, 1989).
     avrei bisogno di incontrarti, cosa ne dici se fissiamo         Ecco alcune caratteristiche di questa pastorale:
     un appuntamento?”. Non nascondo un certo stupore ed            - è continuazione dell’azione sanante di Cristo;
     anche apprensione. La mia riposta è stata la stessa che il     - è finalizzata all’evangelizzazione e alla costruzione del
     7 dicembre scorso ho pronunciato durante la ordinazione        Regno;
     diaconale: “Eccomi”. Pochi giorni dopo, il Vescovo             - è compito di tutta la comunità cristiana;
     Pierantonio mi accoglie con affettuosa ospitalità presso la    - si svolge mediante la parola e l’azione caritativa in un
     Curia Vescovile di Brescia. La prima parte dell’incontro       determinato contesto storico e culturale come risposta
     verte su di me, la mia famiglia, il mio lavoro in questo       alle necessità del mondo della salute.
     periodo difficile, il mio servizio in parrocchia.              Fondamento della pastorale sanitaria è l’insegnamento
     Il Vescovo poi mi introduce i cambiamenti avvenuti             evangelico che Gesù ha sviluppato nel suo ministero
     negli uffici pastorali della Curia ed in particolare la        pubblico intersecando due atteggiamenti: la cura delle
     creazione di una macro Area di Pastorale per Società che       anime con la predicazione, la cura dei corpi con le
     comprende la Pastorale per la famiglia, la Pastorale per       guarigioni. E i dati biblici mostrano che le guarigioni
     l’impegno Sociale, la Caritas Diocesana e la Pastorale         costituirono una parte fondamentale dell’apostolato di
     per la Salute. In precedenza queste aree erano separate ed     Cristo.
     ognuna aveva una sua progettualità diocesana autonoma.
     Ora invece queste aree si siedono allo stesso tavolo           Sono consapevole che questa chiamata è una grande
     presieduto, da don Maurizio Rinaldi, devono imparare           sfida ma il Signore chiama a grandi sfide e con molta
     ad ascoltarsi, condividere uno stesso linguaggio,              umiltà mi metterò al Servizio.
     condividere la progettualità nel rispetto dei diversi          Sono anche consapevole che il Signore non ha chiamato
     ambiti. Ogni area ha un coordinatore, una commissione          solo me ma ha chiamato la mia famiglia, la mia comunità
     specifica e degli organi di segreteria.                        di Travagliato, la comunità dei frati Fatebenefratelli,
     Questa nuova architettura della Pastorale Diocesana mi         delle monache Visitandine, dei presbiteri con i quali
     piace da subito in quanto è in linea con la tanto desiderata   ho condiviso percorsi di fede, a camminare assieme. Il
     Sinodalità che dovrebbe permeare l’agire della Chiesa,         Signore chiama una intera comunità alla condivisione
     del popolo di Dio.                                             del percorso , dell’impegno, del lavoro, nella Pastorale
     Mi piace anche perché l’attenzione pastorale è diretta         per la Salute e la mia persona rappresenta solo un piccolo
     alla globalità della Persona che vive nella società, in        portavoce di questa comunità in cammino.
     famiglia, nelle difficoltà del vivere, nelle malattie, nella   Ringrazio sin da ora tutte le persone che vorranno
     sofferenza. La Persona è tutto questo, assieme, non            condividere questa nuova esperienza certo che non mi
     spezzettato. Certamente comporre questo puzzle è una           farete mancare il sostegno e tanta preghiera, ne ho tanto
     gande sfida ma questo è ciò che siamo chiamati a fare          bisogno.
     come Chiesa che guarda all’insieme della persona nel                                                    Giuliano Binetti
     rispetto della bellezza della complessità insita nel vivere
     quotidiano dell’uomo.
     Poi il Vescovo mi comunica che manca un componente
     al tavolo sopracitato, manca un referente per la Pastorale
     per la Salute e che aveva pensato a me e mi chiede quindi
     se sono disposto a dargli un aiuto.
     Cala il silenzio, mai avrei pensato ad una proposta di
     questo tipo…..Mi sono preso del tempo per meditare…
     ma quando il Signore chiama, nella persona del
     Vescovo, devono cadere tutte le paure, i tentennamenti, i
     ripensamenti, ho riposto Si !

     Ma che cosa è la Pastorale della salute? Non è altro
     che “la presenza e l’azione della Chiesa per recare la luce
     e la grazia del Signore a coloro che soffrono e a quanti
     se ne prendono cura. Non viene rivolta solo ai malati,

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