Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste

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Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste
la contrada - teatro stabile di trieste

             progetto artistico
                             2020

                          Trieste
               teatro orazio bobbio
                  Via del Ghirlandaio, 12 34138 Trieste
        tel. 040 948471 fax 040 946460 contrada@contrada.it
Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste
la contrada                             2020

                    Presidente
                 Livia Amabilino

              Direttore organizzativo
                 Diego Matuchina

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Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste
Il teatro popolare la contrada nasce a Trieste nel 1976 per volontà
degli attori Ariella Reggio, Orazio Bobbio, Lidia Braico e del regista Fran-
cesco Macedonio. Dopo alcuni anni di attività itinerante con spettacoli di
Teatro Ragazzi, la compagnia approda nel 1983 al Teatro Cristallo.
Da allora è organismo stabile di produzione e programmazione teatrale
che opera in diversi settori di attività, dall’allestimento di opere classiche
e contemporanee alla produzione di spettacoli per l’infanzia e la gioventù,
alla programmazione di spettacoli e rassegne nelle sue sedi del Teatro
Orazio Bobbio (ex Cristallo) e del Teatro dei Fabbri.
In particolare sul fronte del teatro legato al territorio, attraverso il suo
progetto annuale la Contrada rafforza la sua identità, basata su un forte
radicamento nell’area mitteleuropea, di cui ha esplorato in tutti questi anni
le radici culturali e linguistiche. Con una attenzione costante agli autori
contemporanei, talvolta commissionando testi originali che sono andati
in scena presso le proprie sedi, la Contrada ha creato in questo modo una
drammaturgia, un “filone” che prima non c’era, impiegando maestranze
locali (ma non solo), sia tecniche che artistiche.

Nel 1989 la contrada ottiene il riconoscimento ministeriale quale “Teatro
Stabile di interesse pubblico” .
Dalla scomparsa nel 2006 del Presidente e fondatore Orazio Bobbio, ha
assunto la guida della Contrada Livia Amabilino.
Nel corso di questi anni sono state realizzate più di 200 produzioni ed
ospitate quasi 400 compagnie, per un totale di oltre 600 spettacoli, ripartiti
fra la programmazione serale e quella del Teatro Ragazzi.
In ogni stagione vengono effettuate circa 200 recite in sede – consideran-
do gli spettacoli di produzione e le ospitalità – di fronte ad un pubblico di
quasi 3.000 abbonati con oltre 40.000 presenze complessive.
Nel 2009, dopo diversi anni di lavori di restauro, la Contrada ha riaperto a
Trieste il piccolo Teatri dei Fabbri, dove organizza rassegne di Teatro per
Ragazzi, spettacoli sperimentali ed eventi culturali.
Ogni anno lavorano con la contrada più di 70 persone tra attori, mae-
stranze tecniche, impiegati e collaboratori stagionali.

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Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste
la contrada                                          2020

attori                     servizi tecnici
Ariella Reggio             Bruno Guastini
Monica Guerritore          Roberto Vinattieri
Milena Vukotic             Francesco Orrendo
Enzo Iacchetti             Claudio Balducci
Debora Caprioglio          Andrea Abbrescia
Pino Quartullo             Jan Meola
Corrado Tedeschi           Rossella Plaino
Maximilian Nisi            Tiina Hakkinen
Ninni Bruschetta           Massimiliano Baskar
Matteo Branciamore         Snezana Lazovic
Lodo Guenzi
Lorenzo Lavia
Enzo Gambino
Alessandro Marmorini       teatro per l’infanzia e la
Adriano Giraldi            gioventù Enza De Rose
Marzia Postogna
Diana Höbel                amministrazione
Marco Casazza              Antonella Delbello
Alessandro Di Somma        Alice Esposito
Francesco Godina           ufficio stampa
Elke Burul                 Daniela Sartogo
Enza De Rose               promozione
Francesco Paolo Ferrara    Julian Sgherla
Daniela Gattorno           Paola Saitta
Valentino Pagliei
Julian Sgherla             responsabile di sala
Giacomo Segulia            Ornella Antonazzi
                           biglietteria
regia                      Alessandra Ropretig
Monica Guerritore          Elisabetta Colavito
Pino Quartullo             sala e biglietteria
Marcello Cotugno           Manuel Chelo
Davide Calabrese           Gabriele Cimador
Antonio Zavatteri          Diego Coslovich
Lorenzo Lavia              Simone Salvador
Diana Höbel                Samuel Saia
Marco Casazza              Giulia Segulia
Daniela Gattorno           Alice Varljen
Giulio Settimo             Matteo Amodio
Elke Burul
Maurizio Zacchigna

scene, costumi e musiche
Andrea Stanisci
Laura Benzi
Rossella Plaino
Pino Cangialosi
Fabio Valdemarin
Guido Ruggeri
Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste
la contrada                                                             2020

L’attività di produzione del 2020 della contrada - teatro stabile di
trieste è suddivisa in quattro aree tematiche, presentate in dettaglio nelle
pagine successive.
In seguito ai DPCM di febbraio e ottobre che ha chiuso le sale teatrali al
pubblico, diversi spettacoli e tournée previsti per il 2020 sono stati annullati,
sostituiti o rimandati al 2021.

(1) Il teatro legato al territorio
    [ Ottantena; Guarnerius ];
(2) Le produzioni di interesse nazionale
    [ Hollywood burger; L’anima buona di Sezuan; Montagne russe; Un
    autunno di fuoco; Notte di follia; Era un fantasma; Angry Alan ];
(3) Il teatro per l’infanzia e la gioventù
    [ Le quattro stagioni; La gatta con gli stivali; Bella e Bestia; Alice nel paese
    delle meraviglie; Biancaneve; Sisì, Ottone e la cantina musicale; le rasse-
    gne e gli spettacoli per i piccolissimi Fiabe allo Zucchero filato, Dolcetto
    o scherzetto?; La bella lavanderina ];
(4) I progetti speciali
    Produzione di spettacoli legati alle figure e alle opere di Italo Svevo
    e James Joyce [ Italo Svevo genero letterario ]; laboratorio teatrale e
    spettacolo sul tema del connubio fra arte e scienza, realizzato per il
    Festival Trieste in The City nell’ambito delle maniestazioni per ESOF
    2020 [ La ricerca della simmetria ]; studio teatrale sulla figura e le opere
    di Emily Dickinson [ Nelle stanze d’alabastro ]; spettacolo multimediale
    sulla figura del grande regista Ingmar Bergman [ Le ombre di una vita ];
    iniziative dell’Associazione culturale Amici della Contrada].

L’insieme del progetto si richiama esplicitamente alle finalità indicate dallo
Stato per l’erogazione di contributi ai soggetti che svolgono attività teatra-
li.
La qualità artistica e il rinnovamento della scena, la sperimentazione di tec-
niche e stili, il ricambio generazionale, la committenza di nuove opere e la
valorizzazione del repertorio contemporaneo italiano ed europeo, l’incentiva-
zione di forme di creazione interdisciplinare sono gli elementi fondamentali
tenuti in considerazione per la redazione del progetto.
Un teatro stabile si caratterizza per il forte e durevole legame che gli artisti
riescono a promuovere tra la sede teatrale in cui operano, la comunità locale
e il territorio; sono quindi obiettivi imprescindibili la valorizzazione delle
professionalità e la più ampia diffusione del proprio lavoro, in particolare
presso il nuovo pubblico e le nuove generazioni.
Il progetto della Contrada si avvale di un nucleo artistico, di una direzione e
di una struttura d’impresa che sin dalla costituzione, nel 1976, ha non solo
mantenuto, ma consolidato il proprio tratto distintivo: il legame con la città
di Trieste e un repertorio di pregio, senza concessioni al gusto più facile, con
la ricerca di nuove opere, nuovi autori, nuovi interpreti.

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Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste
la contrada                                                                        2020

Il teatro legato al territorio

           Ottantena
           Guarnerius

Il primo dei percorsi fondamentali della Contrada nasce dal profondo radicamento di
questa realtà nella comunità in cui opera, dove per comunità si intende non solo il quar-
tiere specifico o la città di Trieste, ma la Regione e la zona confinante, in particolare l’Istria
(Slovenia e Croazia).
In concreto significa proporre agli spettatori momenti di riflessione sul passato e il presente
allargando l’orizzonte ai grandi mutamenti epocali che stiamo vivendo. La storia di queste
terre è caratterizzata in maniera diversa rispetto a quella italiana, con le problematiche di
confine e l’intreccio di culture e sensibilità.
Si è sviluppato negli anni un rapporto molto diretto e non anonimo con gli spettatori, facili-
tando la familiarità tra il Teatro e l’utente, anche sfruttando le moderne forme di relationship
quali i social, ma dando sempre un volto e soprattutto un responsabile all’interlocutore.
Negli anni questo ha prodotto effetti importanti, in primis sviluppando un’originalità dell’im-
magine e del “marchio” della Contrada e in seconda battuta contribuendo a sviluppare una
drammaturgia originale, su commissione, sia in italiano che in triestino (modalità “alta” di
utilizzo del dialetto), attingendo a scrittori, giornalisti, poeti nati o operanti in queste terre
o rivisitando autori conosciuti o meno della grande tradizione. Oltre alla rivisitazione dei
“classici” la maggior parte dei testi attinge al presente o alla storia contemporanea. I nomi
sono molteplici: Claudio Grisancich, Pino Roveredo, Pietro Spirito, Pierluigi Sabatti, Paolo
Rumiz, Roberto Curci, Ugo Vicic, Carpinteri e Faraguna, Tullio Kezich, Enrico Luttmann,
Matteo Oleotto, Francesco Macedonio, Stefano Crivelli, Umberto Saba, Italo Svevo, Virgilio
Giotti, Fulvio Tomizza, Anita Pittoni, James Joyce e moltissimi altri.
Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste
la contrada          • produzioni                                        2020

Ottantena
Stand-up Comedy Show per signora e mascherina

Autore              Davide Calabrese
Regia               Davide Calabrese
Interpreti          Ariella Reggio, Anselmo Luisi

Prima nazionale 1 ottobre 2020; Trieste, Teatro Orazio Bobbio

Il genere dello Stand-Up Comedy Show nasce in America ai tempi di Lenny
Bruce e trova il suo apice con comici come Woody Allen o Robin Williams.
Una serie di monologhi molto divertenti sulle cose che succedono nella vita.
In italia si va dai casi più eleganti come quelli di Gioele Dix a quelli più “estremi”
di Giorgio Montanini o Daniele Luttazzi. Solitamente – ma non sempre – la
Stand-Up Comedy è appannaggio degli uomini, ma nel tempo ci si sono
cimentate con successo anche diverse attrici comiche, come Lella Costa.
Ma ci voleva Davide Calabrese, membro degli Oblivion, per realizzare il pri-
mo “Stand-Up Comedy Show per Signora e mascherina”, con un’attrice della
caratura di Ariella Reggio.
In questo scenario quasi apocalittico dvuto alla pandemia che ha colpito l’in-
tero mondo, un’attrice con qualche anno sulla carta d’identità, ma pochissimi
nell’animo, rinuncia alla solitudine e decide di passare il periodo di contumacia
assieme al compagno di sempre: il Teatro. Trasformando il soggiorno di casa in
un palcoscenico, combinando in maniera improbabile Shakespeare, Beckett
e la sua amata Debegnac ai fatti di più stretta attualità, Ariella Reggio ci tra-
                          scina all’interno del suo personalissimo show e, come
                          da tradizione, mostra tutta sé stessa, armata soltanto
                          di un’asta e un microfono. Un teatro spoglio, nessun
                          oggetto e prende vita Ottantena, le vicissitudini tra il
                          comico e il tragicomico di un’attrice “di una certa età”
                          chiusa in casa ai tempi del Coronavirus.
                          Un’osservazione della realtà che ci ha circondati in
                          questo strano periodo, “scorretta” e riflessiva da una
                          parte, divertente e leggera dall’altra. Il tutto con il
                          contrappunto di un bizzarro percussionista pronto
                          a sottolineare ogni battuta con un rullo di tamburi.
                          Ottantena ripercorre in poco più di un’ora quasi quat-
                          tro mesi di solitudine forzata, tra canzoni, monologhi,
                          telefonate improbabili e dialoghi al limite dell’assurdo,
                          cercando il lato più spensierato e “scorretto” di un
                          periodo che ha destabilizzato il mondo intero. Un
                          inno alla gioia bizzarro e stravagante, che ci ricorda
                          ancora una volta che il Teatro è davvero “…la zona
                          franca della vita”.

                          Le date annullate causa il DPCM del 25 ottobre che ha im-
                          posto la chiusura delle sale teatrali, saranno recuperate
                          nella primavera 2021.

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Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste
la contrada           • registi                                           2020

Davide Calabrese
                         Classe 1978, Davide Calabrese è un attore e cantante
                         italiano, componente del gruppo musicale-teatrale degli
                         Oblivion.
                         Nato a Trieste, studia psicologia e debutta come attore
                         cabarettista, mimo e sputafuoco. Si diploma nel 2004 alla
                         Bernstein School of Musical Theatre di Bologna ed vince una
                         borsa di studio alla Guildford School of Acting di Londra
                         (sezione Musical Theatre).
                         Durante la formazione accademica recita nel musical Com-
                         pany con Antonello Angiolillo diretto da Max Farau e in Jesus
                         Christ Superstar diretto da Shawna Farrell.
                         Nel 2004 entra nella Compagnia della Rancia partecipando
                         al musical Tutti insieme appassionatamente con Michelle
                         Hunziker e Luca Ward, e ricoprendo nel 2007 e nel 2008 il
                         ruolo da protagonista. Sempre per la regia di Saverio Mar-
                         coni recitato in Grease prima nel ruolo di Tom/Teen Angel
                         e poi in quello di Kenicke.
                         Riceve nel 2005 il Premio Sandro Massimini assegnato
                         dall’Associazione Internazionale dell’Operetta come rive-
                         lazione nel musical.
È stato la voce del narratore nel musical La Piccola Bottega Degli Orrori diretto da
Federico Bellone. Entra successivamente nella Compagnia Lombardi-Tiezzi recitando
in Sogno di un mattino di primavera diretto da Federico Tiezzi.
Per la Contrada Teatro Stabile di Trieste recita ne Il nido di memorie di Tullio Kezich
e ne Il divo Garry con Gianfranco Jannuzzo e Daniela Poggi, entrambi diretti da
Francesco Macedonio.
In televisione lavora come doppiatore e attore in fiction, come la soap opera Un
posto al sole.
Dal 2003 è membro della compagnia Oblivion per la quale è autore dei testi e
interprete.

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Guarnerius
Mangjâ libris e sfueâ parsuts
Spettacolo in lingua italiana e friulana

Autore             A. Floramo, F. Fantini, C. Moretti, E. Scruzzi
Interpreti         Angelo Floramo, Fabiano Fantini, Claudio Moretti,
                   Elvio Scruzzi
Coproduzione       CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / a.Artisti Associati
                   di Gorizia / La Contrada Teatro Stabile di Trieste / Teatro
                   Miela -Bonawentura Trieste

Prima nazionale 1 ottobre 2020; Trieste, Teatro Orazio Bobbio

È il 1466, l’Europa è devastata dalla peste. Tre “cramars” (venditori ambulanti
friulani) dopo aver attraversato l’Austria, giungono all’abbazia di San Gallo
in Svizzera. Devono portare la notizia della morte di Guarnerio d’Artegna al
monaco Adelmus Silvatico, suo amico.
Ma chi era Guarnerio d’Artegna? I tre cramars non conoscono la sua figura, e il
monaco, pazientemente, racconta loro la storia del grande umanista friulano.
Il trio del Teatro Incerto, con la cifra comica che lo caratterizza, incontra lo
storico Angelo Floramo e la sua formidabile capacità narrativa, dando vita
ad uno spettacolo sospeso tra Storia e Commedia.

Fra i progetti per il territorio spicca lo spettacolo Guarnerius, coprodotto dai
quattro teatri di produzione e ospitalità della Regione FVG: Contrada, CSS di
Udine, Artisti Associati di Gorizia e Teatro Miela di Trieste. La sinergia nasce dal
proposito di aderire alla tematica culturale per il 2020 proposta dall’Ammini-
strazione regionale e legata al 600° anniversario della caduta del Patriarcato
di Aquileia per mano della Repubblica di Venezia.

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Progetto artistico la contrada - teatro stabile di trieste - Trieste
la contrada          • produzioni                                           2020

Il progetto prende spunto dal libro “Guarnerio d’Artegna. Il suo tempo, la sua
biblioteca” di Elio Varutti e Angelo Floramo.
La documentazione è un pretesto per raccontare la figura del vicario patriar-
cale, ed in particolare una delle sue missioni diplomatiche a Venezia, che nel
frattempo era diventata l’interlocutore politico principale per ogni possibile
scelta e decisione riguardanti il territorio. Guarnerio nel 1461, per dirimere
certe liti, porta con sé a Venezia ben 13 chili di prosciutti. Da diversi secoli
ormai i Patriarchi di Aquileia utilizzavano questa prelibatezza quale dono
sontuoso per delegazioni e autorità di tutta Europa.
Attraverso questa vicenda si vuole far luce sull’importante periodo storico,
mettendo in scena aspetti politici e sociali che, dopo la caduta del patriarcato,
porteranno alle rivolte contadine del 1511.
Lo spettacolo, pensato come racconto storico, vede l’alternarsi e il fondersi
di scene teatrali con momenti didattici o didascalici per ancorarsi, da un lato
alla verità della storia, dall’altro per muoversi liberamente e fantasiosamente
nel gioco del teatro. Per questo, oltre agli attori impegnati nel progetto, è
prevista sulla scena la figura dello storico e scrittore Angelo Floramo, che
collaboraanche alla drammaturgia.
Altra peculiartià del progetto, come si evince dal sottotitolo dello spettacolo
Mangjâ libris e sfueâ parsuts (mangiava libri e sfogliava prosciutti), è l’utilizzo
di un linguaggio misto friulano e italiano.

La fase di preparazione dello spettacolo è iniziata nel 2020. Causa la chiusura dei teatri
alla fine di ottobre, le rappresentazioni previste presso le sedi dei quattro coproduttori
e, in collaborazione con L’Ente Regionale Teatrale del FVG, in diverse piazze del circuito
regionale, sono state rimandate al 2021.

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Le produzioni di interesse nazionale

           Hollywood burger
	L’anima buona di Sezuan
	Montagne russe
	Un autunno di fuoco
	Notte di follia
	Era un fantasma
	Angry Alan

Il secondo filone del progetto artistico della Contrada verte sulla messa in scena di autori
contemporanei italiani e stranieri. Dal 2018 il fil rouge degli spettacoli prodotti è la krísis,
nell’accezione greca di cambiamento. L’ovvio riferimento è naturalmente alla lunga crisi
economica che ha investito il nostro paese ma anche i periodi difficili che ognuno di noi
deve affrontare nella vita.
È dunque un’occasione per scegliere, una potenziale opportunità di cambiamento superan-
do un momento di disorganizzazione, cambiamento e turbamento, in cui la nostra mappa
mentale non riesce a ritrovarsi e cerca nuovi ordini.
Questo tema è sviluppato attraverso diversi testi, con la collaborazione di interpreti e registi
di assoluta eccellenza.
la contrada         • produzioni                                     2020

Hollywood burger
Autore            Roberto Cavosi
Regia             Pino Quartullo
Scene e costumi Andrea Stanisci
Interpreti        Enzo Iacchetti, Pino Quartullo e Fausto Iheme Caroli

Prima nazionale 27 luglio 2019; Festival di Borgio Verezzi

Quanti possono dire di aver raggiunto le mete che si erano prefissati all’inizio
della propria vita? Quanti possono essere pienamente soddisfatti per aver
realizzato il proprio sogno?
In una mensa per artisti negli Studios ad Hollywood, due attori mitomani,
assolutamente alla deriva ma tenacemente aggrappati al sogno del cinema,
se ne dicono e ne fanno di tutti i colori; si passano e spalmano sui loro ham-
burger senape, maionese, ketchup, con un fare convulso e ingordo come la
loro voglia di far parte, in un modo o nell’altro, della magia di Hollywood.
Un inserviente li tratta come fossero intralci, inutili ingombri, ma Leon e Burt
non smettono di fare a gara con le loro disgrazie e disavventure. Snocciolano
aneddoti con Stanley, Jack, Robert, Francis, Al, Ridley, Meryl, Giulia: sono
classici “name-dropper” (quelli che “sgocciolano” i nomi dei personaggi più
                                     famosi come fossero intimi amici). Forse
                                     sono anche bravi attori ma il destino si è
                                     accanito contro di loro; sono due tipiche
                                     vittime del sistema hollywoodiano; allo
                                     stesso tempo così “teneri” da farci inna-
                                     morare di loro: troppo indifesi per una
                                     jungla come Hollywood.
                                      Ed è in questa jungla che Leon e Burt ci
                                      conducono per mano raccontandoci la
                                      loro vita attraverso i loro film. Leon che
                                      poteva essere il protagonista di 2001
                                      Odissea nello spazio, il capolavoro di
                                      Stanley Kubrick, ma totalmente nascosto
                                      in un travestimento da scimmia. Burt che
                                      prende parte a molti film di successo,
                                      ma il suo ruolo (dal killer omosessuale
                                      ne Il Padrino al vampiro postino in Dra-
                                      cula) viene sempre irrimediabilmente
                                      tagliato in fase di montaggio. E così
                                      quei film “mancati”, famosissimi, mitici,
                                      in cui hanno lavorato senza poter essere
                                      riconoscibili o da cui sono stati poi fatti
                                      fuori, diventano per noi un viaggio nei
                                      ricordi, una parte della nostra esistenza,
                                      una sezione della nostra stessa identità.
La tournée dello spettacolo, sospesa a fine febbraio 2020, sarà recuperata nella
primavera del 2021.

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la contrada          • attori                                            2020

Pino Quartullo
Autore, attore e regista. Laureato in Architettura. Diplomato in regia all’Accademia
Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Diplomato in recitazione al Laboratorio
di Esercitazioni Sceniche di Gigi Proietti.
Nomination all’Oscar 1987 per il miglior cortometraggio (Academy of Motion Picture
Arts and Sciences).
Durante gli studi in Accademia d’Arte Drammatica e al Laboratorio di Proietti,
debutta professionalmente in teatro nel “FRA DIAVOLO” di G. Aceto, regia di Aldo
Trionfo con Alessandro Haber (1981); al Festival dei Due Mondi di Spoleto 1982 con
“INCANTESIMI E MAGIE” adattamento e regia di Aldo Trionfo (saggio finale dell’Ac-
cademia S.D’Amico); partecipa ad una versione estiva di “A ME GLI OCCHI PLEASE”
di e con Gigi Proietti, con altri allievi del Laboratorio. Nel 1982 interpreta Valerio
ne “L’AVARO” di Moliere, con Paolo Stoppa, regia Giuseppe Patroni Griffi (1982-83),
ripreso per Raiuno.
Nel 1983, con alcuni suoi compagni d’accademia (tra cui Maria Paiato, Luca Di Fulvio,
Alvia Reale, Blas Roca Rey, Bruno Maccallini, Franca D’Amato, Pasquale Anselmo) for-
ma la compagnia La Festa Mobile e mette in scena, come regista, numerosi spettacoli.
Nel 1989, come attore, interpreta Osvaldo Menicucci in”A CHE SERVONO GLI UO-
MINI?” commedia musicale di Iaia Fiastri, musiche originali di Giorgio Gaber, regia
di Pietro Garinei, con Ombretta Colli, Marisa Merlini, Stefano Santospago, Teatro
Sistina di Roma. Mette in scena due sue commedie, di cui interpreta anche il ruolo da
protagonista, curando la regia: “QUANDO ERAVAMO REPRESSI” con Francesca d’Aloja,
Alessandro Gassman, Lucrezia Lante della Rovere, prodotto da Vittorio Gassman, e
                          “LE FAREMO TANTO MALE”, con Stefania Sandrelli (il suo
                          debutto come attrice in teatro) e Alessandro Gassman,
                          prodotto da David Zard. (1993). Entrambe le commedie
                          teatrali verranno trasposte come film.
                         Innumerevoli negli anni successivi tutti gli spettacoli cui
                         rpende parte in veste di attore e/o di regista, lavorando
                         con i più grandi nomi del palcoscenico italiano.
                         Nel 2012 porta in scena un proprio one-man-show nella
                         triplice veste di autore, regista e interprete, SOMATIZZO
                         MOLTO.
                         Nel 2018 è protagonista dell’edizione estiva de IL FU
                         MATTIA PASCAL dal romanzo di Luigi Pirandello, regia
                         Guglielmo Ferro, con Rosario Coppolino, presentata al
                         Festival di Borgio Verezzi.
                         Numerose anche le sue partecipazioni sul piccolo e grande
                         schermo. Come regista cinematografco realizza il suo primo
                         corto cinematografico “EXIT” (come autore, regista e attore)
                         con Stefano Reali e gli attori della sua compagnia teatrale
                         La Festa Mobile (1986). Il cortometraggio vince la “Concha
                         de oro” al Festival di San Sebastian e ottiene la Nomination
                         all’Oscar 1987 per il miglior cortometraggio (Academy of
                         Motion Picture Arts and Sciences).

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la contrada           • attori                                                 2020

Enzo Iacchetti
Attore, comico, cantante, musicista, regista e conduttore televisivo, Iacchetti inizia da
bambino a recitare nella compagnia Filodrammatica Piero Monaco del suo paese. Tra
il 1968 e il 1973 fonda due gruppi musicali che spopolano nella provincia di Varese :
“ I TAPS” (beat) e “ I TUICC (cabaret). Nel 1979 inizia la professione di attore al DERBY
CLUB di Milano fino al 1986. Apre e collabora nei concerti dei Gatti di Vicolo Miracoli
e collabora Con Giobbe Covatta, Giorgio Faletti, Francesco Salvi, Walter Valdi, I Gufi,
Diego Abatantuono, Zuzzurro e Gaspare.
Nel 1989 è protagonista in due farse di Dario Fo che girano per due stagioni, seguite
dal successo di Troppa salute, spettacolo di cabaret che raggiunge ad oggi piu’ di
500 repliche. Innumerevoli dagli anni ‘90 in poi le sue partecipazioni teatrali in ruoli
da protagonista, diretto da registi quali Daniele Sala, Massimo Navone, Saverio
Marconi, Massimo Romeo Piparo, Gioele Dix.
Come autore, fra le altre cose, scrive il soggetto di E fuori nevica... che sarà portato
al successo da Vincenzo Salemme.
Innumerevoli anche le sue partecipazioni televisive dagli anni ‘80 in poi sia sulle reti
RAI che sulle reti private (TeleMontecarlo, Mediaset). Fra tutte va citata “Striscia la
notizia” di cui fra il 1994 e il 2018 ha condotto quasi 2.500 puntate.
Fra ruoli da protagonista e apparizioni in camei o cortometraggi, Iacchetti vanta
decine e decine di presenze anche sul grande schermo.
Con tutta la sua attività di attore, autore, compositore musicale e regista, Enzo Iac-
chetti ha vinto un numero incredibile di premi, fra i quali: Premio Vittorio Gassman
Città Di Lanciano; Premio Barocco Gallipoli; Premio come miglior attore di musical
                              al Festival di Taranto; Premio Flaiano come miglior inter-
                              prete in “The producer”; Premio speciale Alberto Sordi ad
                              Alghero; Premio Clown Nel Cuore a Monte San Giusto;
                              Premio Nino Manfredi al Festival di Monaco; Premio Mike
                              Bongiorno conferito a New York dalla Comunità Italiana;
                              Premio Walte Valdi come miglior cabarettista; Premio
                              Troisi XV edizione; Titolo di Maestro D’Accademia dalla
                              Link Academy di Roma; Premio alla 24esima edizione di
                              “Fatti di Musica”, per il miglior live d’autore italiano per lo
                              spettacolo “Chiedo scusa al Signor Gaber”; 14 Telegatti
                              per “Striscia La Notizia”; 1 Telegatto per “La stangata”;
                              1 Telegatto per “Benedetti dal Signore”; 22 Oscar della
                              TV (Rai1) per “Striscia La Notizia”. Per il cortometraggio
                              “Pazza di te” vince: Celluloide D’Oro-Festival del Cinema
                              di Salerno; Cuveglio Film Festival; Corto Lovere come Mi-
                              glior Opera Prima; Reggio Calabria Film Festival, Menzio-
                              ne Speciale; Premio “I Have Seen Films” a Milano; Primo
                              Premio al Festiva di Chianciano; Premio Giffoni 2008;
                              Premio Agropolis Cremona; Premio Fano Film Festival.

                                             14
la contrada         • produzioni                                      2020

L’anima buona di Sezuan
Autore             Bertolt Brecht
Traduzione         Roberto Menin
Regia              Monica Guerritore
Scene              Luciano Damiani
Musiche            Paul Dessau
Interpreti         Monica Guerritore, Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma,
                   Enzo Fgambino, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Dego
                   Migeni, Lucilla Mininno

Prima nazionale 11 luglio 2019; Festival di Borgio Verezzi

Nella capitale della provincia cinese del Sezuan giungono tre dèi alla ricerca
di qualche anima buona e ne trovano solo una, la prostituta Shen Te, che li
ospita per la notte.
Il compenso inaspettato per tale atto di bontà è una tonda sommetta, mille
dollari d’argento, ossia, per Shen Te, la possibilità di cambiare vita e vivere
bene. Ma il compenso è accompagnato dal comandamento di continuare
a praticare la bontà.
La povera Shen Te apre una tabaccheria e si trova subito addosso uno sciame
di parassiti, falsi e veri parenti bisognosi, esigenti fino alla ferocia, da cui è
costretta a difendersi. Per farlo, una notte, si traveste da cugino cattivo, Shui
Ta, spietato con tutti.
A complicare la situazione però interviene l’amore…
Questa nuova edizione della commedia di Bertolt Brecht, con Monica Guer-
ritore nel doppio ruolo della buona prostituta Shen-Te e del suo perfido ed
                                           inventato cugino è ispirata alla
                                           versione che Giorgio Strehler
                                           diresse nel 1981 per il Piccolo
                                           di Milano. La regia, curata dalla
                                           stessa Guerritore, propone un
                                           nuovo allestimento – pensato
                                           per la contemporaneità teatrale
                                           che ci circonda – ma con un le-
                                           game strettissimo all’immenso
                                           patrimonio della tradizione.

                                               Tournée 2019/20
                                               Trieste, Cormons, Albano Laziale,
                                               Catania.

                                               La tournée 2020/21 dello spettacolo
                                               sarà programmata nella Stagione
                                               2021/22.

                                       15
la contrada           • attori                                                2020

Monica Guerritore
                                 Esordisce in teatro a soli 16 anni con la regia di Gior-
                                 gio Strehler ne Il giardino dei ciliegi, recita in seguito
                                 ne I masnadieri di Schiller, in Scene da un matrimo-
                                 nio e interpreta ruoli complessi, quali Giocasta, Lady
                                 Macbeth, La Signorina Giulia, Madame Bovary.
                                 È stata protagonista del primo sceneggiato Rai a co-
                                 lori, “Manon Lescaut”, e ha riscosso grande successo
                                 anche nel cinema, in film come “La lupa”, “La bella
                                 gente” e “Parfums D’Alger”.
                                 Collabora con Giancarlo Sepe in tre spettacoli che
                                 fanno epoca: Madame Bovary, Carmen e La Signora
                                 delle Camelie.
Come regista e drammaturga, ha scritto e diretto spettacoli teatrali di successo come
Dall’Inferno all’Infinito, Mi chiedete di parlare, su Oriana Fallaci, e Giovanna D’Arco.
Nel 2011 è nominata Commendatore al Merito della Repubblica Italiana per il suo
impegno nel campo delle Arti e della Cultura dal Presidente Giorgio Napolitano.
Testimone della Fondazione Veronesi contro il Cancro, nel 2014 è Presidente della
Giuria dei Letterati del Premio Campiello.
Nel 2016 con il suo Dall’Inferno all’Infinito inaugura le giornate della lingua italiana
all’Accademia della Crusca. Nello stesso anno, è candidata ai Nastri D’Argento 2016
come Migliore Attrice per la sua interpretazione ne “La Bella Gente” con la regia di
Ivano de Matteo.
Di recente è di nuovo sul grande schermo con “Puoi baciare lo sposo” (regia di Ales-
sandro Genovesi) film che tratta dell’unione civile di due ragazzi, mentre a teatro
porta in scena Mariti e Mogli, che riscrive, dirige e interpreta autorizzata dallo stesso
Woody Allen, e riprende a grande richiesta dopo 10 anni Giovanna D’Arco.
È anche autrice di due libri: “La Forza del Cuore” che parla della sua esperienza
personale e artistica (ed. Mondadori) e, di recente uscita, “ Quel che so di lei. Donne
prigioniere di amori straordinari”, edito da Longanesi.
Con questa nuova edizione di L’anima buona di Sezuan, nella duplice veste di
interprete e regista, Monica Guerritore intende omaggiare la storica edizione del
1981 diretta da Giorgio Strehler.

NOTE DI REGIA
Nell’Anima buona di Sezuan c’è un piccolo popolo di abitanti di un luogo che è tutti i
luoghi del mondo: essi appaiono come buffi, straniti e imperiosi ‘personaggi’ più veri
e precisi che nel mondo reale. Nel mio spettacolo sarà forte l’influenza del mio Mae-
stro: soprattutto nel concetto che l’essere umano si rappresenta perché, attraverso la
rappresentazione, qualcuno lo capisca, lo accolga, lo compianga e forse gli dia una
soluzione finale.
Nell’Anima Buona c’è tutta la tenerezza e l’amore per gli esseri umani costretti dalla
povertà e dalla sofferenza a divorarsi gli uni con gli altri ma sempre raccontati con lo
sguardo tenero e buffo di chi comprende.In questi anni durissimi solo il teatro può
raccontarci dal di dentro, rendendoci consapevoli delle maschere ringhianti che stiamo
diventando. Mettere in scena la meravigliosa parabola di Brecht risponde alla missione
civile e politica del mio mestiere. Teatro civile, politico, di poesia.
                                                                       Monica Guerritore

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la contrada         • produzioni                                     2020

Montagne russe
Autore             Eric Assous
Traduzione         Giulia Serafini
Regia              Marco Rampoldi
Scene              Andrea Bianchi
Interpreti         Corrado Tedeschi e Martina Colombari

Prima nazionale 9 novembre 2019; Teatro Comunale Walter Chiari, Cervia

Lui - maturo, affascinante ed elegante, moglie e figlio fuori città - incontra
casualmente lei - più giovane, di bell’aspetto e consapevole di piacere - e la
invita a casa.
Si preannuncia una serata molto piacevole e spensierata, ma lei non è facile
come lui si sarebbe aspettato. Ed ogni volta che lui sta per riuscire ad ottenere
quello che vorrebbe, la donna lo spiazza cambiando identità e carattere, in un
continuo vorticoso salire e scendere, come sulle macchinette delle montagne
russe, fino a scoprire che in realtà…
Corrado Tedeschi, dopo anni di attesa, interpreta con l’intelligenza e la classe
che lo contraddistinguono, uno dei testi più riusciti di Eric Assous (vincitore
                                    di due Prix Molière), portato in scena
                                    nel 2004 da Alain Delon e Astrid Veillon,
                                    tenendo a battesimo il debutto sul pal-
                                    coscenico di Martina Colombari, perfetta
                                    per il ruolo, e che forma con lui una
                                    coppia inaspettata e di grande fascino.
                                      Marco Rampoldi, che ha già diretto
                                      Corrado in alcune delle sue prove più
                                      convincenti, dirige una commedia scritta
                                      con inconsueta sapienza, divertente
                                      (a tratti esilarante), sorprendente, che
                                      sa regalare anche momenti di intensa
                                      commozione.

                                      Tournée
                                      Portogruaro, Cittadella, San Martino
                                      Buonalbergo, Noventa Vicentina, Porto
                                      Viro, Altamura.
                                      La piazza di Trieste, annullata causa pan-
                                      demia, sarà recuperata nella primavera del
                                      2021.

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la contrada         • produzioni                                        2020

Un autunno di fuoco
Autore            Eric Coble
Traduzione        Marco Casazza
Regia             Marcello Cotugno
Scene             Luigi Ferrigno
Costumi           Andrea Stanisci
Interpreti        Milena Vukotic, Maximilian Nisi

Prima nazionale 2 agosto 2018; Festival di Borgio Verezzi

Una donna anziana barricata in casa e un intruso che si infila dalla finestra. È
così che inizia Un autunno di fuoco di Eric Coble, commedia dolce e graffiante
sui delicati e spesso esplosivi rapporti tra madri e figli.
                                   Ma Alessandra non è una vecchietta in-
                                   difesa, bensì un’artista quasi ottantenne
                                   alla resa dei conti con la sua famiglia per
                                   stabilire dove trascorrerà i suoi ultimi anni
                                   di vita. Con un’arguzia inaspettata in una
                                   donna dall’aspetto così gentile, una passio-
                                   ne vulcanica e una pila di bombe Molotov,
                                   Alessandra si chiude in casa minacciando di
                                   dar fuoco a tutto piuttosto che finire in una
                                   casa di riposo.
                                   E l’intruso è Chris, il più giovane dei tre figli,
                                   quello che con la madre ha avuto il rapporto
                                   più problematico tanto da allontanarsi dalla
                                   famiglia per molti anni. Ed è sempre lui a
                                   dover convincere Alessandra a lasciare la
                                   sua casa, mentre le prime bombe emotive
                                   iniziano a detonare.

                                   Tournée
                                   Camaiore, Borgo San Lorenzo, Castagneto
                                   Carducci, Pratovecchio, Cannobio, Asti,
                                   Diano Marina, Acqui Terme.

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la contrada            • registi                                              2020

Marcello Cotugno
Regista, autore, filmmaker, pedagogo. Si forma all’Accademia di Napoli diretta da
Guglielmo Guidi, al Teatro di Roma con Mario Martone e, alla Biennale di Venezia,
agli Atelier di regia di Eimuntas Nekrosius e di drammaturgia di Neil LaBute.
Dal 1996 a oggi ha diretto oltre 60 spettacoli, tra cui Anatomia della morte di…
(vincitore del premio “7 spettacoli per un teatro italiano per il 2000” e rappresentato
al Teatro Argentina di Roma), Niente e nessuno di Letizia Russo, Bash, La forma delle
cose e Some Girl(s)di Neil LaBute, Il corpo giusto di Eve Ensler, Due vecchiette van-
no al Nord di Pierre Notte, Italiani si nasce… di Tullio Solenghi e Maurizio Micheli,
Novantadue - Falcone e Borsellino vent’anni dopo di Claudio Fava.
A novembre 2017 ha debuttato il suo nuovo spettacolo: Regalo di Natale, tratto dal
film di Pupi Avati e adattato per il teatro da Sergio Pierattini.
Per il cinema, dopo il diploma in Filmmaking alla New York Film Academy nel 1999,
ha diretto il cortometraggio Don’t you need. Somebody to love (menzione speciale
al LAIFA 2001 a Los Angeles), il corto Fuori dal giro, co-diretto con Dario Iacobelli
(vincitore al Festival di Trevignano 2001) e il corto La Tazza (premio Franco Santaniello
al Napoli Film Festival 2006). Nel 2016 dirige due cortometraggi: Non è volare di Paolo
De Vita e L’Incontro, scritto assieme a Philippe Goudard e Irene Alison, vincitori di
premi a Madrid, Valencia, Buenos Aires e Fano.
Dal 2014 collabora come docente al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma,
dal 2009 alla Link Campus University, dal 2008 all’Accademia Padiglione Ludwig e
dal 2017 all’Accademia Italiana di Musical. Dal 2007 al 2015 è uno degli autori della
serata David di Donatello per RAI1.
Tra le sue pubblicazioni il saggio L’atroce ironia del quotidiano nella drammaturgia
post-moderna americana sul Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Let-
teratura, A New Form of Beauty all’interno del libro Corpo Riflessione Immagine per
Alpes Edizioni, la prima edizione italiana di testi di Neil LaBute, Trilogia della bellezza
per Editoria&Spettacolo in collaborazione con Masolino D’Amico e Gianluca Ficca
e il testo Liquido scritto in collaborazione con Irene Alison, pubblicato da Nardini
editore nella collana Sottotesto, curata da Luca Cedrola.
È presidente dell’Associazione Te@troshock che si occupa di teatro-terapia.

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la contrada           • attori                                              2020

Milena Vukotic
Nata a Roma, Milena Vukotic è figlia di un commediografo montenegrino e di una
pianista e compositrice italiana. Frequenta le scuole superiori a Londra e poi si
trafserisce a Parigi per studiare recitazione, musica e danza sotto la guida di Tania
Balachova. Qui, come ballerina, entra a far parte della compagnia internazionale
Grand Ballet du Marquis De Cuevas e, in seguito, in quella di Roland Petit.
Torna in Italia negli anni ‘60 e si dedica alla recitazione, prima in teatro, con la
compagnia Morelli-Stoppa, con Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Paolo Poli e Jean
Cocteau, poi in televisione e al cinema, rivelandosi da subito un’attrice minuta e
delicata, dotata di soavità e leggerezza unita ad una notevole dose di classe, che
da sempre la contraddistingue.
Approda al cinema nel 1958 con “La carne è debole” (primo di oltre 95 film), ma
la sua prima interpretazione significativa è del 1964 in “Giulietta degli spiriti” di
Fellini. Capace di destreggiarsi con vari registri interpretativi, le vanno a pennello
soprattutto le parti da persona introversa e fragile. Viene molto valorizzata dai film
di Luis Buñuel, come in “Il fascino discreto della borghesia” (1972), “Il fantasma della
libertà” (1974) e “Quell’oscuro oggetto del desiderio” (1977). La sua figura minuta
si distingue anche in “Amici miei” (1975) di Mario Monicelli, e nel lavoro del grande
maestro Andrei Tarkovsky, “Nostalghia” (1983). La sua particolare mimica espressiva
l’ha resa particolarmente adatta ad impersonare una vasta gamma di personaggi,
anche i più strampalati, come quello di “Pina”, moglie del ragionier Fantozzi, in quasi
tutti i film della saga (ruolo che le vale anche un Nastro d’Argento come ‘miglior
attrice non protagonista’ nel1993).
Da sempre è molto attiva anche in televisione partecipando a numerosi sceneggiati,
come “Il giornalino di Gian Burrasca” (1964) di Lina Wertmüller, “Nel mondo di Alice”
(1974) e, negli ultimi anni, “Un medico in famiglia”, sicuramente la serie più nota.
Negli anni Duemila prende parte a “Saturno contro” (2007) di Ferzan Özpetek e
“Scontro di Civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio” (2009) di Isotta Toso. Nel 2002
le viene stato assegnato il premio ‘Eleonora Duse’, in riconoscimento della sua
rilevante carriera teatrale mentre, nel 2007, ha ricevuto il Ciak d’Oro alla carriera
cinematografica. Nel 2014 ottiene la terza nomination al ‘David di Donatello’ grazie
alla sua partecipazione al film testamento di Carlo Mazzacurati “La sedia della felicità”.
Nel 2017 è protagonista a teatro di “Sorelle Materassi” con la regia di Geppy Gleijeses,
mentre per il cinema partecipa a “Natale da chef” con la regia di Neri Parenti.

Maximilian Nisi
Maximilian Nisi, attore e regista torinese si diploma nel 1993 alla Scuola del
Teatro d’Europa di Milano diretta da Giorgio Strehler. Nel 1995 segue il Corso di
Perfezionamento per Attori, presso il Teatro di Roma, diretto da Luca Ronconi in
collaborazione con Peter Stein, Luigi Squarzina, Piero Maccarinelli, Federico Tiezzi
e Franco Quadri. Studia inoltre con Marcel Marceau, Carolyn Carlson, Lindsay
Kemp, Micha Van Hoecke, Bruce Myers, Erica Utter, Dizziacs Theatre Company.
In campo teatrale è diretto, tra gli altri, da Strehler, Ronconi, Vassil’ev, Savary,
Sequi, Scaparro, Terzopoulos, Cavani, Calenda, Zanussi, Bernardi, Mauri, Lavia,
Menegatti, Tchkeidze, Pagliaro, Lamanna, Znaniecki, Marinuzzi, Ricordi, Sepe,
Marini, Pizzech.
In campo cine-televisivo è stato diretto, tra gli altri, da Brandauer, Argento,
Maselli, Magni, Negrin, Bibliowicz, Spano, De Sisti, Greco, De Luigi, Zaccaro,
Chiesa, Ponzi, Molteni, Migliardi, Sciacca, Riva, Pingitore, Sollima, Terracciano,
Parisi, Inturri, Amatucci.

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la contrada         • produzioni                                      2020

Notte di follia
Autore             Josiane Balasko
Regia              Antonio Zavatteri
Scene              Laura Benzi
Interpreti         Debora Caprioglio, Corrado Tedeschi, Alessandro Marmorini

Prima nazionale 16 gennaio 2018; Grosseto, Teatro degli Industri

Un incontro inatteso al bar di una stazione. Un noto conduttore di un program-
ma TV beve per dimenticare e, brillo, importuna una cliente sotto gli occhi di
un barista irriverente e dalla battuta pronta. Lei, da poco uscita di prigione,
non si lascia mettere i piedi in testa e anzi risponde per le rime.
Due persone agli antipodi, sole, accomunate dallo stesso segreto iniziano un
dialogo divertente e serrato finché man mano che la notte si fa più assurda
emerge il vero malessere che pervade e unisce queste due singolari anime.
L’amnesia al risveglio del protagonista Jacques trasporterà i tre personaggi
in un turbinio di follia dove, tra offese, battute e malintesi, emerge ciò che
veramente conta, ciò che attira un essere umano verso l’altro.
Tratto da Nuit d’ivresse di Josiane Balasko, attrice e autrice francesce di cinema
e teatro fra le più acclamate, Notte di follia è un testo di grande intelligenza
e divertimento per una coppia inedita come Debora Caprioglio e Corrado
Tedeschi.

L’intera tournée 2020 è stata annullata causa pandemia. Durante l’estate è stata
recuperata la sola piazza di Ostiglia.

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la contrada       • produzioni                                 2020

Josiane Balasko
Attrice, regista, sceneggiatrice, scrittrice e costumista francese, Josiane
Balasko ha conquistato la vetta del cinema d’oltralpe quando era anco-
ra un’under 30, imponendosi come segno di rinnovamento nel vecchio
panorama cinematografico dei nostri cugini francesi, nonostante il
suo aspetto davvero lontano da quello charmant delle attrici francesi.
Capace di creare piccoli gioielli di grande successo, è una raffinata e
ironica personalità artistica capace di descrivere e giocare senza pu-
dore con temi di attualità scottanti come la prostituzione maschile,
l’ambiguità sessuale, le donne single con irriverenza e leggerezza,
facendo della sua “poco ortodossia” il suo divertente e anticonformista
marchio di fabbrica.
Nel 1973, debutta al cinema con la pellicola L’anno 01, e da allora un’
ininterrotta storia di successi sia a cinema che a teatro accanto ad alcuni
dei più importanti attori e attrici francesi per i quali riceve varie nomi-
nation per il César sia come attrice che come sceneggiatrice e regista.
Per tutti ricordiamo Peccato che sia femmina (1995) con Victoria Abril,
Alain Chabat e Miguel Bosé di cui ha curato la regia.
Al cinema continua a recitare ruoli di grande impatto come quello della
portinaia Renée ne Il riccio (2009), aggiungendo un’altra piacevole,
divertente e a tratti pruriginosa interpretazione. In teatro continuano i
suoi successi come autrice e attrice in particolare “Nuit d’ivresse” (1986)
“Tout le monde aime Juliette” (2009), “La nuit sera chaude” (2010).

Antonio Zavatteri
Antonio Zavatteri studia recitazione alla scuola del Teatro Stabile di
Genova fino al 1994.
Comincia la propria attività di attore con vari teatri nazionali lavorando
con registi quali Benno Besson, Matthias Langhoff, Marco Sciaccaluga,
Alfredo Arias, Andrea De Rosa, Luca Ronconi,
Inizia quindi l’attività da regista mettendo in scena con la compagnia
Gank (di cui è socio fondatore) spettacoli tra cui La Bottega del Caffè,
Don Giovanni, Poker (Dealer’s Choice) di Patrick Marber e Le Prénom
(Cena tra Amici).
Ha fatto parte di una delle più importanti compagnie italiane di ricerca,
la Popular Shakespeare Kompany diretta da Valerio Binasco, con cui
realizza Romeo e Giulietta e La Tempesta di W. Shakespeare.
Negli ultimi anni ha cominciato una intensa attività televisiva lavorando
tra l’altro in “1992” e “Non Uccidere” di Giuseppe Gagliardi, in “Gomor-
ra – la serie” di Stefano Sollima, “Sense8” di Lana e Lilly Wachowski; e
cinematografica con Gabriele Muccino, Francesca Comencini, Maria
Sole Tognazzi e Nanni Moretti.
Ha recitato in Pecore in Erba, opera prima di Alberto Caviglia e ne Il
Mangiatore di Pietre di Nicola Bellucci.

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la contrada        • produzioni                                  2020

Debora Caprioglio
Debora Caprioglio debutta giovanissima nel cinema partecipando a
“Grandi cacciatori” di Augusto Caminito e “Kinski Paganini”, accanto a
                 Klaus Kinski, presentato tra mille polemiche al Festival
                 di Cannes.
                 In seguito Caprioglio cambia totalmente rotta: dal
                 1994, dopo aver recitato in un ruolo drammatico nel
                 film “Con gli occhi chiusi” di Francesca Archibugi),
                 abbandona volontariamente l’immagine della ra-
                 gazza sensuale, per dedicare più energie alle fiction
                 televisive, al teatro e alla tv.
                 In teatro ha modo di recitare al fianco di attori del
                 calibro di Mario Scaccia, Franco Branciaroli, Mariano
                 Rigillo. Con Corrado Tedeschi porta a teatro L’anatra
                 all’arancia e Spirito Allegro; negli ultimi anni ha preso
                 parte a diversi lavori teatrali di successo, fra i quali The
                 elephant man e Alla faccia vostra.

Corrado Tedeschi
Conduttore televisivo e attore teatrale, Corrado Tedeschi si diploma
all’accademia del Teatro Stabile di Genova. Numerose le sue apparizioni
                  in televisione come presentatore, giusto per citarne
                  alcune “Doppio Slalom”, “Il gioco delle coppie”.
                  Intanto il teatro da passione diventa sempre di più
                  la sua principale occupazione. Dopo numerose
                  esperienze, nel 1999 diventa primo attore del Teatro
                  Parenti di Milano: da allora continua a dividersi fra
                  teatro e televisione.
                  A teatro negli ultimi anni è protagonista di titoli come
                  L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello, Vite private di
                  Noël Coward, Trappola mortale di Ira Levin e Quel
                  pomeriggio di un giorno... da star! di Gianni Clementi,
                  spettacolo nato da una sua idea.

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la contrada         • produzioni                                          2020

Era un fantasma
Autore             Arianna Mattioli
Regia              Lorenzo Lavia
Scene              Gianluca Amodio
Costumi            Alessandro Lai
Luci               Pietro Sperduti
Interpreti         Ninni Bruschetta, Lodo Guenzi, Matteo Branciamore,
                   Lorenzo lavia

Prima nazionale 3 settembre 2020; Todi, Teatro Comunale

Era un fantasma è la storia di una famiglia in attesa. Un tragicomico ritratto
di una disfunzionalità incantata dalla ricerca della normalità, di una famiglia
tranciata che cerca goffamente di ricucirsi a pugnalate, di un esercizio di
massacro domestico che avrà un sapore conosciuto anche dallo spettatore
più candido.
Claudio attende durante una lunga giornata l’arrivo di suo figlio Arturo. Con
lui, in uno strenuo passaggio di tempo, gli altri due figli, Tommaso e Romano.
Il tentativo è quello di non affrontare l’unico argomento che dovrebbero af-
frontare e che goffamente cercano di evitare da molti anni. I quattro si sfidano
                                    a volto scoperto, mostrando ognuno le
                                    proprie armi, ognuno le proprie debolezze.
                                    Il tutto utilizzando fino alla fine il codice
                                    del sarcasmo, dell’ironia, della goliardia,
                                    dell’etichetta che impone il “saper vivere”.
                                    Cinismo, crudeltà, odio che diventano ora
                                    presa in giro, ora semplice allenamento.

                                     “Era un fantasma è uno spettacolo duro e
                                     leggero nello stesso tempo che mette a nudo
                                     le relazioni tra persone intime come possono
                                     essere i famigliari, e rivela come quel luogo
                                     paradisiaco chiamato famiglia possa spesso
                                     trasformarsi nell’esatto contrario, anche se
                                     non se ne può fare a meno. Il tema della fa-
                                     miglia e della casa ci permette sia come attori
                                     che a me anche come regista di poter raccon-
                                     tare quello che Freud definisce: Unheimlich
                                     (Perturbante) ovvero l’esatto opposto di
                                     Heimlich (Confortevole, Tranquillo). “
                                                                       Lorenzo Lavia

                                     Dopo il debutto in anteprima nazionale al Fe-
                                     stival di Todi, l’intera tournée è stata annullata
                                     causa pandemia.

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la contrada          • produzioni                                        2020

Angry Alan
Autore              Penelope Skinner
Traduzione e regia           Marco Casazza
Interpreti          Marco Casazza
Prima nazionale 19 novembre 2020; Festival Trend, streaming

In modalità del tutto inconsueta (dettata dall’attuale emergenza sanitaria) La
Contrada ha preso parte al prestigioso Festival Trend - Nuove frontiere della
scena britannica dedicato alla drammaturgia contemporanea. La rassegna,
promossa dal critico teatrale Rodolfo Di Giammarco, si svolge ogni anno al
Teatro Belli di Roma.
Il testo, tradotto e interpretato da Marco Casazza, è Angry Alan di Penelope
Skinner e mette in scena la storia di Roger e il suo incontro con un guru dei
nostri giorni. Vediamo nella pièce gli effetti più drammatici di un fallimento
politico e sociale nato negli Stati Uniti, ma poi rapidamente espanso in tutto
il mondo globalizzato. Il guru in questione promette e rivendica la felicità
maschile, una sorta di nuova e potenziata emancipazione del sesso forte,
contro i movimenti femministi.
Complottismo, fake news e statistiche prive di fondamento scientifico sono
la dinamite di questo meccanismo a orologeria. Questa storia non si limita a
far emergere le problematiche derivanti dall’eccessiva liberalizzazione e libe-
ralità della rete, bensì si configura come un vero e proprio atto di denuncia,
in quanto ciò che viene raccontato non è pura finzione, ma ispirato a fatti
assolutamente reali.

Le repliche dello spettacolo, in seguito al DPCM di fine ottobre che ha chiuso le sale
teatrali al pubblico, sono state realizzate in streaming a pagamento.

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la contrada                                                                         2020

Il teatro per l’infanzia e la gioventù
  Le quattro stagioni
  La gatta con gli stivali
  Bella e bestia
	Alice nel paese delle meraviglie
  Biancaneve
           Rassegna A TEATRO IN COMPAGNIA (39a edizione)
           Rassegna TI RACCONTO UNA FIABA (30a edizione)
           Rassegna FIABE ALLO ZUCCHERO FILATO

Terzo filone del progetto artistico è il settore del Teatro per l’Infanzia e la Gioventù. Fin dalla
fondazione l’attenzione alla cura e alla crescita culturale del piccolo pubblico è una delle
colonne portanti del Teatro La Contrada.
Gli obiettivi fondamentali da sempre perseguiti sono la qualità artistica dell’offerta raggiunta
attraverso la collaborazione con realtà significative di questo settore e la partecipazione a
festival, il rinnovamento della scena e la multidisciplinarità.
La Contrada mette in scena e ospita spettacoli che promuovono l’avvicinamento alla
danza e alla musica anche attraverso produzioni ad hoc: Le quattro stagioni (novità)che
vede l’interazione in scena di un’attrice e di una ballerina; Dove si è nascosta Riccioli D’Oro?
(ripresa) percorso interattivo che porterà i bambini ad essere protagonisti in prima persona
attraverso l’esperienza tattilo-visiva e uditiva. Al piccolo Teatro dei Fabbri, tolte le seggiole
della sala, viene allestito un percorso di oggetti, luci, suoni e musiche in cui i bambini “vivono”
la celebre fiaba, mentre attraverso un tulle i genitori seguono il loro percorso emotivo e
li possono accogliere al termine usciti da un piccolo scivolo che li riporta al mondo reale;
Sisì, Ottone e la cantina musicale (ripresa) che spiega ai bambini le basi delle note musicali
attraverso l’aiuto di una ballerina di carillon e del proprietario di un emporio musicale; I
musicanti di Brema, (ripresa) che avvicina il bambino alla conoscenza del blues attraverso
musiche eseguite dal vivo dagli stessi attori/musicisti; Anche le pulci hanno la tosse (ripresa)
tratto dal testo di Fulvio Tomizza, con quattro attori, tra i quali un tenore e un soprano, che
avvicinano i bambini all’opera lirica attraverso una storia di piccoli insetti cantanti.
Altre quattro riprese completano l’offerta produttiva presentata in tutta Italia, fino in
Calabria.

[ Quasi tutti gli spettacoli sia di produzione che in ospitalità previsti nel 2020 e l’in-
tera tournée delle produzioni per ragazzi sono stati annullati a causa delle chiusure
dei teatri in febbraio e in ottobre per la pandemia da Covid-19 ]
la contrada       • teatro per l’infanzia e la gioventù         2020

Le quattro stagioni
Autore           Livia Amabilino
Regia            Daniela Gattorno
musiche          Antonio Vivaldi, Max Richter
Scene e costumi Andrea Stanisci
Interpreti       Enza De Rose, Irene Ferrara

Prima nazionale 2 gennaio 2020; Trieste, Teatro Orazio Bobbio

Le Quattro Stagioni è un progetto artistico dedicato all’infanzia, dove Tea-
tro, Danza e Musica si incontrano per dar vita ad uno spettacolo dedicato
alla natura con le sue molteplici forme e colori.
Ispirata al Teatro-Danza mescolato alla tecnica del Teatro d’Attore, lo
spettacolo prende le mosse dalla celebre sinfonia di Antonio Vivaldi, di
cui vengono esaltati alcuni brani grazie alla suggestione della danza.
Alla lirica di Vivaldi si accosta quella di Max Richter, giovane compositore
anglotedesco che nel 2012 ha pubblicato “Recomposed by Max Richter:
Vivaldi – The Four Season”, una riscrittura delle quattro stagioni in chiave
contemporanea.

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la contrada         • teatro per l’infanzia e la gioventù             2020

La gatta con gli stivali
Autore             Livia Amabilino tratto dalla fiaba tradizionale
Regia              Elena Husu
Interpreti         Enza De Rose, Francesco Godina, Valentino Pagliei

Prima nazionale 2 gennaio 2017; Trieste, Teatro Orazio Bobbio

La nuova produzione della Contrada per la sezione Teatro Ragazzi, La gatta
con gli stivali, è tratta dalla favola originale di Basile con un’aggiunta di sti-
vali, che nella versione originale non c’è, corredata da un lieto fine. La favola
infatti ha ispirato quella che sarebbe poi diventato il Gatto con gli stivali
di Ludwig Tieck, ma appare anche in diverse versione: dai Fratelli Grimm a
Charles Perrault.
La gatta in questione aiuta un pover’uomo a far fortuna, a sposare una
principessa dal caratterino non facile ma in fondo buona e amorevole e a
diventar signore. Soprattutto insegna ai piccoli spettatori il valore dell’ami-
cizia e della gratitudine.
La scenografia è resa speciale dalle videoproiezioni curate da Enza de Rose
e dalla tecnica ispirata al Teatro delle ombre dove le silhouette degli attori,
attraverso un grande telo bianco - interagiscono con le immagini proiettate
creando sfondi dentro cui le ombre nuotano, si baciano, ballano e cantano.
Musica e canzoni infatti non mancheranno a rendere suggestiva la rappre-
sentazione anche grazie alla voce della cantante lirica Valentina Sancin.
Elena Husu porta in scena Francesco Godina, Valentino Pagliei e Enza De Rose
                           in un vortice di vicissitudini narrate oltre che con
                           musica e parole, anche attraverso l’utilizzo fisico
                           portando gli attori a lavorare molto con il corpo.
                            La regista infatti ha studiato alla London Institute
                            of Performig Arts la tecnica che deriva da De Cock
                            e la applica in questo spettacolo insieme alla
                            Commedia dell’Arte e forme di clownerie.

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