La buona semina dell'educare - IN QUESTO NUMERO La nota dei vescovi sulle elezioni

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           La buona semina
             dell’educare

        IN QUESTO NUMERO

        La nota dei vescovi sulle elezioni
                                                                                          Anno LXXXIX -
        La persecuzione dei cristiani                                          Numero 2 - Febbraio 2018
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                                                                                                TRA LE GUGLIE
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      Sinodo: «Pronti a confrontarci sulle sfide del nostro
      tempo camminando insieme come Chiesa»
      Con la Celebrazione della Parola nella Basilica di Sant’Ambrogio, ha preso avvio il Sinodo “Chiesa dalle
      Genti”. Delpini: «Non è un insieme di riunioni per concludere con un documento che accontenti un
      po’ tutti, ma è un cammino per comprendere la Chiesa di tutti noi, come siamo e come saremo»

      A
                scolto, sinodalità, conversione dei cuori,        mente fieri del nostro patrimonio inestimabile, acco-
                gioia, fierezza per ciò che siamo, siamo stati    gliamo oggi l’invito a sollevare lo sguardo verso la Ge-
                e saremo come Chiesa ambrosiana, ma               rusalemme che scende dal cielo e a vivere
                anche consapevolezza che occorre com-             un’operosa disponibilità, chiedendo allo Spirito che
      prendere il presente per camminare meglio, insieme,         illumini i nostri passi. Il Sinodo, che vogliamo cele-
      nel futuro che è già qui. Sono queste le parole chiave      brare in questa forma minore, non è un insieme di
      e i sentimenti con i quali l’Arcivescovo invita a vivere    riunioni per concludere con un documento che ac-
      il Sinodo minore “Chiesa dalle Genti” che ha preso          contenti un po’ tutti. E’ invece un modo di vivere il
      avvio ufficialmente nel mese di gennaio. Il richiamo        nostro pellegrinaggio con la responsabilità di pren-
      dell’Arcivescovo Delpini è stato chiarissimo nel deli-      dere la direzione suggerita dallo Spirito di Dio perché
      neare il senso con cui intendere la parola “sinodo”,        la nostra comunità cristiana possa convertirsi per es-
      dal greco “camminare insieme”: «Siamo la Chiesa dei         sere la “tenda di Dio con gli uomini”»
      santi Ambrogio e Carlo, la Chiesa Ambrosiana: umil-         Continua su: www.incrocinews.it
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      MILANO                                                      4:29 PM – 31 Gen 18 #31 gennaio Delpini «Non
      Giovanni Colombo, maestro di fede e                         perdete tempo, non sprecate la giovinezza, siate
      di vita                                                     persone che guardano avanti, rallegratevi perché
      Nella chiesa di San Marco, presentati due                   il Signore è vicino» #DonBosco
      volumi che ripercorrono anni complessi                      1:01 PM – 26 Gen 18 #cccm Milano diventi la ca-
      per la Chiesa e la società attraverso la figura             pitale ecumenica d’Italia. I cristiani uniti si facciano
      e l’episcopato del Cardinale, «Vescovo lim-                 voce di chi non ha voce #ecumenismo
      pido e incisivo», come l’ha ricordato mon-                  04:25 PM – 25 Gen 18 #Pioltello Delpini: «Grazie
      signor Delpini                                              al Papa per la paterna vicinanza»
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      LA PAROLA DEL PARROCO
                                                                                                          3
      Lo stile del saluto

      Sull’ascensore
      come sull’astronave

     E
               ntro nell’androne di un palazzo                    comincia con uno sguardo. Ecco: mi ac-
               per visitare un’ammalata e mi ac-                  corgo che esisti anche tu, mi rendo
               costo all’ascensore. Ci sono due                   conto che abiti vicino. L’arte del buon vi-
               persone, un ragazzotto e una si-                   cinato pratica volentieri il saluto e l’augu-
      gnora elegante, che attendono con me.                       rio, il benvenuto e l’arrivederci. Il saluto
      Li saluto e loro accennano un sorriso                       si propone con discrezione, ma detesta
      freddo come il sole d’inverno. Entriamo                     l’indifferenza; il saluto non chiede nulla,
      tutti e tre nell’ascensore e qui comincia                   ma offre una possibilità d’incontro; il sa-
      un’ascesa che sembrerà un intermina-                        luto è un’attenzione semplice che può
      bile viaggio spaziale. Accenno alla bat-                    abbattere mura e offrire un appiglio per
      tuta “Me lo diceva la mia mamma di                          uscire dalla solitudine” (Per un’arte del
      dimagrire...” ma gli altri cosmonauti non                   buon vicinato. Discorso alla città 2017).
      rispondono. Tossicchiano, abbassano gli                     Anche il nostro Consiglio Pastorale ne
      occhi, la signora consulta accanitamente                    parla, come uno stile da assumere per
      il cellulare: rintraccia la rotta stellare?                 incarnare l’eredità del Giubileo della Mi-
      L’ascensore, pur moderno, sembra len-                       sericordia: “Chiunque entra nei nostri
      tissimo. Mi viene in mente l’Infinito di                    oratori deve sentire un bel “ciao!” da chi
      Leopardi: interminati spazi e sovrumani                     è già lì. O un sorriso, non di circostanza
      silenzi. Per fortuna, al quarto piano la si-                ma di cordialità, a chi suona alle nostre
      gnora scende rapida e furtiva; l’altro                      segreterie parrocchiali, nelle sacrestie,
      astronauta ha prenotato il quinto ed esce                   nei circoli, bar, sale della nostra Comu-
      senza proferir verbo, facendomi sfiorire                    nità; sguardi e atteggiamenti che fanno
      sulle labbra il mio tentativo di dire “arri-                percepire il benvenuto, non la diffidenza
      vederci”. Mentre salgo fino al settimo                      o la spiacevole sensazione di sentirsi
      (piano, non pianeta...) penso: possibile                    considerati in qualche modo importuni.
      che siamo diventati tutti così alieni gli uni               Uno stile così dice che la Chiesa non è
      per gli altri? Possibile che non si riesca a                proprietà di nessuno, ed è pronta a farsi
      coltivare un buon vicinato e ognuno vive                    vicino a chiunque per camminare in-
      su un pianeta diverso, dove nessuno                         sieme verso Dio. Sentirsi salutato signi-
      deve venire a disturbarmi? Mi rincuora                      fica che sono stato notato: e per chi
      l’accoglienza affettuosa e sincera della                    avesse cattive intenzioni -ma sono
      signora del settimo piano, che mi ha                        pochi- è un ottimo deterrente. La sicu-
      anche preparato un tè caldo, che                            rezza inizia sempre dall’accoglienza”.
      prendo insieme a lei dopo la Confes-                        L’ascensore mi ha portato nell’androne
      sione.                                                      ed esco per la strada. La città non mi è
      Scendendo, sull’ascensore (sono solo,                       ostile, la sento casa mia; mi appartiene,
      non è più un’astronave adesso) richiamo                     non mi apparta. E saluto volentieri il
      alla mente alcune parole dell’arcivescovo                   primo passante che incontro.
      Mario Delpini: “L’arte del buon vicinato                                        Il prevosto don Angelo
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                                                                               LA NOSTRA COMUNITÀ
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      Rinati al fonte battesimale
      CAGGIANELLI Alberto CAPORUSSO Isabella LESMA Jacopo PISEDDU Anita

      Sposati nel Signore
      -----------

      Riposano in Cristo                                          CAVENAGO Maria Pia di anni 79
      GALLESI Carlo di anni 77                                    SALVADERI Gianfranco di anni 76
      DIPAOLA Rosa di anni 81                                     ZAMBRUNO Angelo di anni 77
      MARCHESI Gianfranco di anni 81                              GARBARINI Giuseppina di anni 95

                                            Legati del mese di febbraio
                  3     ore        9         CINISELLI Pietro e TAGLIABUE Angela
                  5     ore        7         TAGLIABUE Natale e RISI Maria
                 12     ore        9         Famiglia BIANCHI Giuseppe,
                 13     ore        9         DONZELLI Pierina e LIBANORE Bruno
                 14     ore        9         RIBOLDI LUCIA e CARLO
                 17     ore    18.30         DONZELLI Angelo e LECCHI Letizia
                 19     ore        9         BIANCHI Edoardo e FUMAGALLI Ines
                 20     ore        9         LECCHI Suor Onorina, Giuditta e Teresina
                 21     ore        7         MAZZOLA Enrico, Arturo e Olga
                 22     ore        7         DI STEFANO Rosa e Antonio
                        ore        9         LESMA Giuseppe, Guido e PACCHETTI Giuseppina
                 24     ore        9         Mons. RE DIONIGI Giuseppe, Felice e Adele
                        ore    18.30         LAMANNA Ettore e CAFERRO Rosina
                 27     ore        9         LESMA Colomba, LESMA Carlo e ANNONI Anna
                 28     ore        7         RECALCATI Angelo, ORIANI Enrichetta e figli
                                             Legati del mese di marzo
                  1     ore         7        Famiglie RADICE e MENESCARGHI
                  3     ore         9        CAPPELLETTI Luigi e CONSONNI Santina
                 12     ore         7        BERETTA Felice e ORIANI Maria Dolores
                 14     ore         7        Famiglia. PAROZZI Pia, Angelo e figli
                 17     ore         9        RECALCATI Augusto, Maria e Angelina
                 24     ore         9        COLOMBO Ambrogio e Augusta
                 28     ore         7        MAZZOLA Emanuela e Paolo
                        ore         9        LECCHI Enrico e Alessandra
             Per verificare il calendario 2018 dei legati i parenti - qualora non l’avessero
                     già fatto gli scorsi anni - passino in Segreteria Parrocchiale
                                        (lun-ven h. 17.30-19.00).
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      NOTIZIARIO
                                                                                                            5

      Una accoglienza che si fa accogliente!                      ducono mensilmente, aperti a tutti. I due per-
      Un gruppetto di giovani africani da qual-                   corsi annuali verso il matrimonio cristiano,
      che mese fa volontariato nel nostro Cine-                   che quest’anno hanno coinvolto quasi 50
      ma san Giuseppe. Vivono nel campo                           giovani coppie. E un momento molto calo-
      profughi di via Clerici e, in attesa delle ri-              roso al pranzo della Festa della famiglia. Nel-
      sposte circa il loro futuro, si sono messi a                la nostra comunità c’è una attenzione per la
      servizio, insieme ai bressesi “storici” di una              formazione della famiglia che non è occa-
                                                                  sionale, ma costante: in alcuni momenti que-
                                                                  sta premura si vede con evidenza. Così si
                                                                  creano relazioni di vita buona per tutti. E ne
                                                                  siamo orgogliosi.

                                                                  Don Saulo dottore in teologia
                                                                  Il momento della laurea segna la vita. An-
                                                                  che per il nostro don Saulo che il 2 feb-
                                                                  braio ha conseguito il dottorato in teolo-
                                                                  gia con una tesi sul Raimon Pannikar
                                                                  (1918-2010) dal titolo “Trinità e cristofania:
                                                                  un’armonia cosmoteandrica”. La com-
                                                                  missione che l’ha esaminato l’ha valuta-
                                                                  ta col massimo dei voti: 30/30. Una bel-
                                                                  la sorpresa l’ha fatta il nostro arcivesco-
                                                                  vo mons. Mario Delpini, intervenuto alla di-
                                                                  scussione e alla proclamazione. Congra-
                                                                  tulazioni a don Saulo che, naturalmente,
                                                                  rimane a disposizione di chi vorrà cono-
                                                                  scere il frutto della sua fatica.
      delle nostre strutture
      cittadine. Un bel se-
      gno di accoglienza e
      di integrazione, che
      ricambiano con.. altra
      accoglienza ai fre-
      quentatori del nostro
      Cinema. Grazie!

      Festa della Famiglia:
      non solo un giorno
      Tre sere della Scuola
      Genitori frequentate
      da molti genitori, at-
      tenti all’educazione dei
      figli. Il cammino sul-
      l’Amoris Laetitia che i
      Gruppi Famigliari con-
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                            a
      NOTIZIARIO 3 ETÀ
                                                                                            7

                                     Gruppo parrocchiale Terza Età
                                   Programma attività mese di Febbraio
            Giovedì         1:     Ore        15   Film
            Giovedì         8:     Ore        15   Pomeriggio Enigmistico
            Giovedì        15:     Ore        15   Festa di Carnevale
            Giovedì        22:     Ore        15   Incontro con il Medico
                                Ogni mercoledì alle ore 15.00, si può partecipare
                           ai lavori a maglia e in stoffa a favore dei nostri missionari.
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                                                                   COMMISSIONE AFFARI ECONOMICI
         8
      Avviato il ritocco degli intonaci interni più ammalorati

      Cantieri ancora e sempre
      in movimento
                               di Roberto Cassamagnaghi per la Commissione degli affari economici

     D
                  a ormai prima di Natale sono in fun-               stinando l’intonaco e riprendendo le tinteg-
                  zione le telecamere che controlla-                 giature. Anche dietro la porta del campani-
                  no tutto il perimetro della chiesa.                le dove c’è l’accesso alla torre campanaria,
                  Sono un deterrente contro possi-                   abbiamo risanato l’intonaco e provvedere-
      bili atti vandalici ed una maggiore garanzia                   mo per la tinteggiatura.
      per la sicurezza e l’antintrusione.                            Siamo in contatto con una ditta specializzata
      Per le luci invece siamo in ritardo: pur es-                   che opera all’interno delle chiese per un pre-
      sendo state installate tutte le lampade, ne                    ventivo di costo per riprendere la pittura del-
      mancano ancora sopra l’ingresso e so-                          le decorazioni rovinate dalle infiltrazioni pri-
      prattutto quelle che illumineranno la volta del-               ma dei lavori di rifacimento del tetto, in par-
      la cupola. Giungerà a giorni una piattaforma                   ticolare sopra il pulpito e l’ingresso; ovvia-
      elettrica per arrivare in alto, ma nello stes-                 mente prima procederemo a risanare gli in-
      so tempo non molto pesante, così da non                        tonaci. Valuteremo bene il costo prima di
      creare problemi alla pavimentazione, sicu-                     procedere con tali interventi, anche alla luce
      ramente non adatta a sopportare pesi con-                      della restituzione del prestito ai parrocchia-
      centrati. Inoltre, a lavoro finito, dovremo di-                ni. Terminata la stagione invernale dovremo
      rezionare in modo ottimale la luce di tutti i                  restaurare, come previsto, le pietre della zoc-
      fari anche al fine di eliminare i vari coni d’om-              colatura all’ingresso della chiesa.
      bra, come sopra il coro, dietro l’altare mag-                  E’ proprio vero il proverbio: come per Duo-
      giore.                                                         mo di Milano anche la nostra parrocchia è
      Nel frattempo stiamo sistemando la mura-                       una piccola fabbrica che necessita co-
      tura tra l’altare dei S.S. Nazaro e Celso ed                   munque di un cantiere sempre in movi-
      il campanile, fortemente ammalorata, ripri-                    mento.

                                                           Dai un tetto
                                                          alla tua chiesa
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        Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso OFFERTE DEDUCIBILI DAL REDDITO
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      DARE CORPO ALLA FEDE
                                                                               9
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                                                                                VITA DELLA COMUNITÀ
         10
      Conferenza Episcopale Lombarda

      Nota in vista delle elezioni
      politiche ed amministrative 2018

     M
                    entre prosegue l’intensa cam-                 A nessuno può sfuggire l’importanza
                    pagna elettorale che culmine-                 dell’esercizio del diritto-dovere del
                    rà con le elezioni amministra-                voto: con esso si concorre infatti a de-
                    tive regionali e politiche na-                terminare l’indirizzo politico del proprio
      zionali, la Conferenza Episcopale Lom-                      Stato e della nostra Regione. Chi non
      barda ritiene opportuno offrire ai propri                   va a votare non è uno che si astiene
      fedeli alcune indicazioni pastorali, per in-                dal voto; è piuttosto uno che decide
      coraggiare alla serenità e alla respon-                     che siano altri a decidere per lui.
      sabilità nel cammino di preparazione a                      2. Ci aspettiamo che il confronto tra le
      questi importanti appuntamenti.                             parti sia il più sereno possibile e non
      1. La premessa fondamentale è che i                         gridato, su programmi ben articolati,
      cristiani, come tutti i cittadini italiani,                 sinceri e reali nelle promesse. Si de-
      vogliono riaffermare la necessità di una                    vono curare le condizioni perché il po-
      buona politica. Le comunità cristiane                       polo degli elettori possa compiere a
      devono essere non solo voce che                             ragion veduta la scelta che giudica più
      chiede e critica, ma piuttosto luogo di                     valida. Chiunque sarà chiamato a go-
      formazione per accompagnare le per-                         vernare avrà il compito di rafforzare le
      sone alla maturità, quindi anche alla                       condizioni per un vivere insieme che ri-
      capacità e passione per un impegno                          generi fiducia e legami tra le persone.
      politico coerente e generoso.                               Soltanto a questa condizione si po-
      Di fronte alla tentazione molto dif-                        tranno      affrontare    le     questioni
      fusa dell’astensionismo e del disinte-                      urgenti che permetteranno di riaccen-
      resse, è necessario e urgente che                           dere una stagione di rinascita dopo
      l’opera educativa delle comunità cri-                       una crisi che ha lasciato tra noi ben
      stiane solleciti tutti alla presenza e alla                 evidenti tanti segni di declino, in Italia
      partecipazione attiva e responsabile a                      come nella nostra Regione Lombar-
      questi appuntamenti elettorali: anzi-                       dia.
      tutto attraverso l’espressione consa-                       Questo clima di fiducia sarà realizzabile
      pevole       del    proprio      voto;   più                se insieme lavoreremo per salvaguar-
      approfonditamente auspicando l’im-                          dare dall’erosione dell’individualismo i
      pegno attivo di un numero sempre                            nessi fondamentali che sostengono la
      maggiore di fedeli laici in ambito poli-                    nostra vita comune:
      tico e più in generale praticando una                       - la famiglia, e in particolare la sua ca-
      partecipazione alla vita politica che non                      pacità di donarci il futuro attraverso
      si limiti al momento delle elezioni, ma                        le nuove nascite;
      accompagni la vita quotidiana delle                         - i giovani, sviluppando progetti per il
      istituzioni, attraverso lo strumento del-                      loro futuro anzitutto lavorativo: sol-
      l’informazione, della vigilanza e del ri-                      tanto in questo modo i giovani po-
      chiamo.                                                        tranno sentirsi parte attiva e motore
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      VITA DELLA COMUNITÀ
                                                                                                            11

          del rinnovamento sociale che tutti                      scernimento e della conseguente plu-
          auspichiamo;                                            ralità di scelte. Su ciascuna di queste
      - le tante forme di povertà che ri-                         scelte – purché siano coerenti con i
          schiano di non coinvolgerci nem-                        principi derivanti dalla medesima ispi-
          meno più emotivamente, talmente                         razione cristiana – il giudizio andrà for-
          sono visibili e diffuse nei nostri terri-               mulato a partire dalle ragioni addotte a
          tori urbani;                                            loro sostegno, dalla loro percorribilità
      - i legami sociali, promuovendo pro-                        ed efficacia, dal rispetto che esse
          cessi di accoglienza e integrazione                     esprimono e promuovono del sistema
          che evitino di scaricare sui migranti                   democratico.
          stranieri e sui profughi l’insoddisfa-                  4. Per evitare ogni possibile strumen-
          zione per i problemi che non sap-                       talizzazione e per difendere gelosa-
          piamo risolvere                                         mente la libertà della Chiesa di fronte
      - la regolamentazione della finanza af-                     a tutti, le parrocchie, gli istituti religiosi,
          finché sia a servizio di una giusta                     le scuole cattoliche, le associazioni e i
          economia e di ogni uomo;                                movimenti ecclesiali, durante il periodo
      - il dialogo e il sostegno all’imprendi-                    elettorale non mettano sedi e strutture
          toria perché tuteli e crei nuova oc-                    a disposizione delle iniziative di singoli
          cupazione, favorendo una ripresa                        partiti o formazioni politiche. Si deve vi-
          più promettente.                                        gilare per evitare che le ordinarie inizia-
      Alla politica, ai politici chiediamo anche                  tive pastorali vengano strumentalizzate
      attenzione alle grandi questioni che il                     a fini elettorali. A tale scopo, durante
      progresso della scienza mette nelle no-                     questi periodi, è prudente che le inizia-
      stre mani, come oggetto di un discer-                       tive di formazione, riflessione e pre-
      nimento necessario: le questioni etiche                     ghiera, pensate proprio per prepararci
      rilevanti della vita, della morte, della di-                agli appuntamenti elettorali e per ac-
      gnità e sacralità della persona.                            crescere la nostra coscienza critica
      3. Chiediamo attenzione perché la pre-                      circa la politica, non coinvolgano per-
      senza dei cattolici nelle diverse parti in                  sone già impegnate a livello sociale e
      competizione non si ripercuota in ter-                      politico.
      mini di lacerazione dentro il corpo vivo                    Ai presbiteri è richiesta l’astensione da
      delle comunità: la Chiesa non si                            qualsiasi forma di partecipazione di-
      schiera in modo diretto per alcuna                          retta alla vita politico-partitica e alle ini-
      parte politica. Ciò significa che tutti – in                ziative elettorali. Per la stessa ragione,
      particolare coloro che si propongono                        fedeli laici che presiedono o occupano
      come candidati – si guardino dalla ten-                     cariche di rilievo in organismi ecclesiali,
      tazione di presentarsi come gli unici e                     qualora intendano concorrere per le
      più corretti interpreti della Dottrina so-                  elezioni e assumere un ruolo politico di
      ciale della Chiesa e dei valori da essa                     rilievo, si dimetteranno dai loro incari-
      affermati. Occorre educarsi maggior-                        chi di responsabilità ecclesiale.
      mente sia alla condivisione dei mede-
      simi principi ispirati alla retta ragione e                 I vescovi della Conferenza episcopale
      al Vangelo, sia al rispetto dell’ineludi-                   lombarda
      bile diversità di esiti dell’esercizio di di-               Caravaggio, 18 gennaio 2018
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                                                                                VITA DELLA COMUNITÀ
         12
      Ricordando la Festa della Famiglia

      Come rami di olivo                                                                       di Valentina Villa

      A
                 nche quest’anno
                 ci è stata donata
                 la possibilità di vi-
                 vere insieme la Fe-
      sta della Sacra Famiglia,
      appuntamento che si rive-
      la sempre sentito e vivo,
      grazie alla partecipazione di
      molte famiglie, di differenti
                                                                  Poi, nella condivisione del momento convi-
                                                                  viale e di gioco, sperimentando la serenità
                                                                  nel raccontarsi “il più e il meno”, il diverti-
                                                                  mento per una proposta, la gratitudine per
                                                                  quanto ricevuto.
                                                                  A distanza di quasi 40 anni, facciamo allo-
                                                                  ra nostra la preghiera per la famiglia del San-
                                                                  to Padre Giovanni Paolo II: “Dio, dal quale
                                                                  proviene ogni paternità in cielo e in terra, Pa-
                                                                  dre, che sei amore e vita, fa’ che ogni fa-
                                                                  miglia umana sulla terra diventi, mediante il
                                                                  tuo Figlio, Gesù Cristo, “nato da donna”, e
      età e provenienze, tante persone presenti da                mediante lo Spirito Santo, sorgente di divi-
      sole (ma non sole) e germogli di future fa-                 na carità, un vero santuario della vita e del-
      miglie.                                                     l’amore per le generazioni che sempre si rin-
      Dapprima, nella celebrazione delle Sante                    novano”.
      Messe del fine set-
      timana, mettendo
      in comune la pro-
      pria esperienza
      quotidiana “come
      rami d’olivo attor-
      no alla mensa” e
      rinnovando il pro-
      posito di vivere la
      famiglia      come
      spazio e momento
      di Chiesa dome-
      stica, sull’esempio
      di Gesù, Maria e
      Giuseppe.
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      VITA DELLA COMUNITÀ
                                                                                                             13
      Giornata della solidarietà

      La cucina magica                                                                                     di P.B.

      Q
                    uesta storia va proprio racconta-             Lavori in corso in oratorio. Il titolare dell’im-
                    ta. La scorsa primavera una fa-               presa sente di questo via vai e si propone:
                    miglia, papà, mamma, tre figlioletti          “Quella casa di Milano è vicina alla sede del-
                    in scala, giunge a Bresso nella               la mia azienda, è un attimo: dobbiamo ve-
      casa (faticosamente) acquistata. Il prece-                  nire qui a lavorare col camion… ghe pensi
      dente proprietario ha lasciato l’arredamen-                 mì, reverendo!”.
      to della nonna da poco deceduta: qualco-                    La mattina del sabato: i tre rifugiati, che han-
      sa poteva essere riutilizzato, altro non era                no sgombrato il loro alloggio dalla cucina rot-
      adatto alle esigenze di una famiglia. In par-               ta, smontano e portano dalla casa della nuo-
      ticolare la cucina.                                                       va famiglia la cucina della non-
      La nuova famiglia si presenta al                                          na ancora in buone condizio-
      don: “Siamo appena arrivati a                                             ni. Attendono l’arrivo della nuo-
      Bresso!” e, dopo la conoscen-                                             va cucina da Milano, la scari-
      za, si parla del trasloco, della                                          cano dal camion e la montano;
      casa, della necessità di una cu-                                          tutto a perfezione.
      cina più adatta. Al don si ac-                                            Ma gli allacciamenti?
      cende una lampadina: “Se vi va                                            Ancora le sante donne della
      bene una cucina di seconda                                                Caritas; un giovane papà, ot-
      mano, sentiamo subito la Ca-                                              timo idraulico aiutato in un
      ritas: lì giungono domande e of-                                          momento difficile per il lavoro,
      ferte di ogni tipo”. La famiglia è                                        è contattato e si presta subito
      entusiasta: “Purché ci stia e fun-                                        per l’aiuto. Allacciamenti in
      zioni, va benissimo!”. Sentite al                                         casa della famiglia, allaccia-
      volo, le donne della Caritas ri-                                          menti nell’alloggio dei profughi.
      spondono: “Una famiglia a Mi-                                             A casa della famiglia vede un
      lano deve disfarsi di una cucina pressoché                  grosso armadio che ingombra il corridoio:
      nuova e già smontata: forse può andar                       “Vi serve?” “No no, dobbiamo proprio di-
      bene”. Detto fatto: due misure, qualche foto                sfarcene”. “Serve a me: se non vi dispiace
      su Whatsapp: “Fra due sabati veniamo a                      lo porto via subito”. Detto fatto, con l’aiuto
      prenderla!”.                                                dei profughi. Finisce tutto con una pizzata.
      Già: chi viene a prenderla?                                 Morale: contenta la famiglia milanese che si
      Nel frattempo nell’alloggio dei rifugiati poli-             disfa della cucina, contenta la nuova fami-
      tici si guasta il punto cottura e va sostitui-              glia bressese che la rinnova, contenti i rifu-
      to. L’intelligence delle donne della Caritas vie-           giati che hanno un punto cottura funzio-
      ne a saperlo in tempo reale. Ottengono vo-                  nante, contenta l’impresa che ha fatto un ge-
      lentieri l’aiuto dei rifugiati e propongono alla            sto di bene senza spese, contento l’idrau-
      famiglia il baratto: “Date ai rifugiati la vostra           lico che ha l’armadio che cercava. Tutto a
      cucina, e loro portano a casa quella nuova”.                costo zero.
      Pronti, via.                                                La solidarietà conviene: perché non prati-
      Sì, ma chi la trasporta da Milano?                          carla?
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                                                               GRUPPI, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI
         14
      Una proposta di cammino dal Rinnovamento dello Spirito

      “Gioisca il cuore
      di chi cerca il Signore”
                                                                                            di Anna Laura Dillon

     N
                   ello scorso mese di giugno, il                 rito Santo, lode, servizio all’uomo. Le tre cose
                   gruppo di Rinnovamento dello                   sono indissolubilmente unite … La Chiesa
                   Spirito, presente a Bresso dal                 conta su di voi, sulla vostra fedeltà alla Pa-
                   1996, aveva risposto all’invito del            rola, sulla vostra disponibilità al servizio e sul-
      Parroco di continuare il cammino iniziato nel-              la testimonianza di vite trasformate dallo Spi-
      l’anno della Misericordia.                                  rito Santo!”.
      Sulla “Squilla” e sull’“Informatore San Car-                Ma di cosa si tratta?
      lo” si era presentato, in modo molto sinte-                 Si tratta di un percorso di sette settimane
      tico, come “una corrente di grazia” e alla fine             consecutive durante le quali, in un incontro
      aveva proposto di “fare il Seminario di Vita                di circa un paio d’ore, ripercorrere il cammino
      nuova nello Spirito Santo per tutti coloro che              del catecumeno.
      vorranno ricevere questa preghiera”.                        Attraverso la preghiera di lode, l’invocazio-
      Ancora di più siamo incoraggiati dalle parole               ne allo Spirito Santo, brevi insegnamenti, te-
      che Papa Francesco ha rivolto a tutto il Rin-               stimonianze e condivisione, accompagne-
      novamento carismatico cattolico al Circo                    remo le sorelle e i fratelli che lo vorranno a
      Massimo, il 3 giugno, proprio in occasione                  ricevere la preghiera per una nuova effusione
      del raduno per l’anno giubilare: “Questa cor-               dello Spirito Santo.
      rente di grazia è per tutta la Chiesa, non solo             Ci dice Gesù nel Vangelo di Luca: “…
      per alcuni; nessuno di noi è il “padrone”, tut-             quanto più il Padre darà lo Spirito Santo a
      ti gli altri servi. No. Tutti siamo servi di que-           coloro che glielo chiedono!”. Siamo a volte
      sta corrente di grazia … Battesimo nello Spi-               come dei ricchi che non sanno fino in fon-
                                                                                   do quanto è grande la loro
                                                                                   ricchezza!
          Papa Francesco all’incontro del Rinnovamento                             Possiamo, per questa via, ri-
                                                                                   scoprire la bellezza e la for-
                                                                                   za del Battesimo che abbia-
                                                                                   mo ricevuto e lasciare agire
                                                                                   nella vita i doni dello Spirito
                                                                                   Santo che pure abbiamo già
                                                                                   ricevuto. Nel mese di marzo
                                                                                   sarà pubblicato con preci-
                                                                                   sione il programma che stia-
                                                                                   mo preparando per il perio-
                                                                                   do che va da Pasqua a Pen-
                                                                                   tecoste.
                                                                                   Così continuiamo a gioire
                                                                                   insieme cercando sempre di
                                                                                   più volto del Signore.
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      GRUPPI, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI
                                                                                                           15
      Riflessioni a conclusione degli incontri genitori 2018

      Padri e figli:
      la sfida della libertà
      Una abbraccio sempre nuovo, la speranza di un bene certo
                                                                                 di Elena Chrappan Soldavini

      Q
                  ualche tempo fa stavo pensando                  tornare a quelle parole dette tante volte e ri-
                  ad una immagine per preparare                   scoprine tutto il senso e la pertinenza con
                  l’invito agli incontri della Scuola             la quotidianità.
                  Genitori appena conclusasi.                     Narrando di suo padre Don Marco lo ha
      Ho cercato subito un’immagine del “Padre                    così definito: “Oserei spingermi fin lì: mio
      Misericordioso” e con gli amici abbiamo                     papà è un uomo che tante volte io ho di-
      scelto l’opera di Chagall. In quell’abbrac-                 sprezzato e ho voltato lo sguardo da lui,
      cio del Padre c’è tutto quel che desideravo                 però, ogni volta che l’ho rivoltato, ho sco-
      potesse essere comunicato alle famiglie e                   perto che lui ha continuato a guardarmi. Di
      soprattutto ai papà, numerosissimi, che si                  fronte ad un papà così, per me non è diffi-
      sono mobilitati per seguire il ciclo di que-                cile immaginare che ci sia un papà in cielo
      st’anno.                                                    che ha le stesse credenziali del mio papà
      Abbiamo iniziato con la straordinaria testi-                oppure che il mio papà ha le stesse cre-
      monianza di Don Marco Pozza, cappellano                     denziali di quello che è in cielo”.
      del carcere “Due palazzi” di Padova, scrit-                 Abbiamo potuto toccare con mano la
      tore giornalista e teologo.                                 stoffa della paternità attraverso la storia dei
      Don Marco ci ha introdotto, attraverso il                   carcerati che si sentono guardati da un
      racconto della sua esperienza con i carce-                  Padre che perdona e la gratitudine per
      rati e narrando la storia della sua famiglia, al            l’amicizia di Don Marco con Papa France-
      cuore della parabola del “Padre Misericor-                  sco, che proprio come un papà, ci insegna
      dioso”, facendoci immedesimare nelle pa-                    a pregare con un cuore nuovo.
      role, nello sguardo, nei gesti di un Padre
      che veramente ama la libertà. La libertà di                 Don Vincent Nagle, sacerdote missionario
      aver due figli e di accettare che intrapren-                della Fraternità di San Carlo, ci ha accom-
      dano strade diverse.                                        pagnato con grande intelligenza, passione
      Un figlio trova la forza di tornare a casa,                 e con uno stile unico, nel secondo incon-
      perché ha la certezza segreta nel cuore                     tro, introducendo il tema della crisi della pa-
      che suo padre e lì ad aspettarlo.                           ternità.
      Il lavoro, prima televisivo e poi editoriale,               Mentre sembra chiarissimo il ruolo della
      nato dall’incontro personale e dall’amicizia                madre, appare oggi difficile rispondere alla
      con Papa Francesco, è stato raccontato                      domanda: a cosa serve un padre? L’amore
      da Don Marco trasmettendo tutta la ric-                     paterno che cos’è? Nei vangeli Gesù
      chezza e lo stupore per una esperienza ve-                  chiama il Padre “Colui che mi ha mandato”.
      ramente unica e preziosa.                                   Lo sguardo paterno urge quindi verso una
      L’accorgersi di pregare il Padre nostro                     missione uno scopo, una avventura, una
      come una abitudine è stata l’occasione per                  strada che ti porta in fondo alla esperienza
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                                                               GRUPPI, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI
         16

      di vita anche attraverso la sofferenza e alla               traddizioni e i tradimenti per far capire ad
      morte per una gloria, una vittoria, una mis-                un figlio che non ha perso la missione, lo
      sione.                                                      scopo, il significato per cui è nato.
      Vale la pena vivere e soffrire? Noi viviamo
      in una cultura che non è in grado di affron-                Ha concluso questa bella avventura l’in-
      tare questo e siamo quindi in continua                      contro con Enrico Craighero, padre di tre
      fuga.                                                       figli, di cui due disabili.
      Ma ogni cuore umano che vuole essere                        Una testimonianza straordinaria, concretis-
      vivo mendica la sua missione, non mendica                   sima e commovente. Un uomo che ci ha
      di stare bene nel suo guscio. Per aprire gli                raccontato con verità che cosa sia la li-
      orizzonti uno deve uscire, ma non perché                    bertà, nostra e dei nostri figli.
      ha il coraggio, la forza e i mezzi, ma perché               La libertà è una presenza che ti introduce
      mandato da un padre che, con il suo                         alla vita e per essere liberi i figli hanno bi-
      sguardo, garantisce che la vittoria c’è, no-                sogno di un padre e una madre che li ab-
      nostante tutte le debolezze e le sconfitte.                 bracci così come sono.
      Il padre ha lo scopo di testimoniare con la                 Enrico, incapace per i primi quattro anni, di
      sua vita, che l’amore è introdurre un figlio                accettare questi figli così diversi da come li
      ad un orizzonte più grande dentro ad un                     aveva immaginati, si accorge dello sguardo
      eterno perdono: perdonare i limiti, le con-                 lieto di sua moglie, di come lei li guardava,
                                                                         e inizia a desiderare anche per sé que-
        Chagal, il Padre misericordioso                                  sto sguardo.
                                                                         La paternità è comunicare la certezza
                                                                         che il cuore dei nostri figli “è fatto bene”
                                                                         e lo si può comunicare solo se si è lieti,
                                                                         con tutta la pazienza di aspettare, imi-
                                                                         tando Dio, che ci aspetta sempre.
                                                                         Un figlio può leggere sulla tua faccia
                                                                         che la realtà è positiva, c’è una bel-
                                                                         lezza, la possibilità di uno stupore e la
                                                                         sua libertà si muove solo per un fa-
                                                                         scino.
                                                                         E vale la pena non risparmiare la fatica
                                                                         e d il sacrificio e non aver paura del-
                                                                         l’inquietudine dei nostri figli, che è un
                                                                         dono, una occasione.
                                                                         Tutti gli anni riprendo in mano questa
                                                                         proposta e tutti gli anni ringrazio il
                                                                         Buon Dio che mi permette, ci permette
                                                                         di incontrare dei testimoni.
                                                                         Una bella avventura che non finisce
                                                                         mai di stupirmi: tanti volti attenti,
                                                                         sguardi desiderosi di un bene, incontri
                                                                         inaspettati e la certezza di una amicizia
                                                                         e di un luogo che ci sostiene nel cam-
                                                                         mino.
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      APPROFONDIAMO
                                                                                                           17
      Ragioniamo sui giovani, verso il Sinodo dell’ottobre 2018

      Nativi digitali, insonni
      e futuri disoccupati?
      Un giovane fa alcune considerazioni
      sulle tecnologie informatiche
      e il futuro della sua generazione
                                                                                           di Francesco Boso

     I
         n previsione del sinodo dei vescovi sui                  nologia è il ritmo sonno-veglia: infatti è noto
         giovani, “I giovani, la fede e il discerni-              che gli adolescenti di oggi tendono a dor-
         mento vocazionale” del prossimo ottobre                  mire meno di 6 ore il 10% delle notti. A 18
         ritengo rilevante parlare del rapporto tra               anni, il 75% dei ragazzi riposa mediamente
      gli adolescenti nativi digitali e la tecnologia,            meno di 8 ore e soltanto il 3% degli stessi
      un connubio che ha modificato inevitabil-                   dorme più di 9 ore. Alcuni studi sulla salute
      mente il modo di relazionarsi dei più giovani               psichica degli adolescenti effettuati presso
      con le altre persone e con la realtà stessa.                il Fatebenefratelli di Milano hanno rilevato
      Il termine “nativi digitali” (utilizzato per la             una connessione tra i disturbi del sonno e
      prima volta nel 2001) si riferisce alla gene-               l’utilizzo degli smartphone e dei social net-
      razione che è nata e cresciuta in concomi-                  work nelle ore serali.
      tanza con la diffusione su larga scala delle                La deprivazione di sonno, soprattutto
      nuove tecnologie informatiche. Con la dif-                  quando è cronica, può generare effetti a
      fusione degli smartphone e la possibilità di                lungo termine sulla formazione dei circuiti
      essere connessi a internet 24 ore al giorno                 cerebrali e allo stesso tempo può rendere il
      il modo di comunicare è cambiato per la                     soggetto maggiormente vulnerabile a pa-
      maggior parte delle persone, e in partico-                  tologie psichiche come la depressione o
      lare per i giovani nati dal 2000 in poi. I van-             l’aumento dell’impulsività e secondo gli
      taggi che derivano dall’uso di queste                       esperti sarebbero anche più a rischio per
      tecnologie sono diversi: comunicazioni im-                  l’uso di sostanze stupefacenti. Inoltre i con-
      mediate, notizie in tempo reale, aggiorna-                  tenuti che i giovani fruiscono sul web pos-
      mento continuo sui nuovi trend, possibilità                 sono generare stress emotivi, dato che i
      per gli youtuber (coloro che caricano video                 contenuti come video e immagini non sono
      sulla piattaforma Youtube)
      di farsi conoscere e condi-
      videre i propri interessi con
      la rete e quindi col mondo
      intero.
      Tuttavia bisogna tenere
      presente che un utilizzo ec-
      cessivo o improprio di tali
      tecnologie può comportare
      dei rischi. Uno degli aspetti
      più condizionati dalla tec-
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                                                                                        APPROFONDIAMO
         18

      filtrati né possono essere controllati dai ge-              molto elevata e l’uso delle tecnologie e
      nitori che faticano a intervenire o a essere                delle piattaforme virtuali dei social è diven-
      presenti nel mondo virtuale del web, per la                 tato uno dei modi delle nuove generazioni
      scarsa padronanza di queste tecnologie                      per occupare il tempo libero.
      oppure per mancanza di tempo libero.                        Per questi motivi, oltre all’aiuto delle per-
      Un altro problema è rappresentato dal                       sone care e magari della propria comunità
      cyber-bullismo, che viene fatto dagli ado-                  ecclesiale, occorre anche l’aiuto delle isti-
      lescenti verso i loro coetanei solo per di-                 tuzioni politiche e civiche.
      vertimento, generalmente sui social. Anche                  La politica dovrebbe dare una spinta in
      nei casi in cui si tratta di banali scherzi,                avanti all’economia facendo investimenti
      questi possono essere causa di problemi                     nel lavoro, nella ricerca e nell’istruzione
      psicologici per gli adolescenti più influen-                pubblica e dovrebbe smettere di adottare il
      zabili. A mio avviso gli adolescenti che                    famoso “pareggio di bilancio” (con la soglia
      fanno un uso sbagliato o eccessivo della                    del 3% sul deficit/Pil). Questi dogmi eco-
      tecnologia e che si imbattono nei problemi                  nomici, se irrigiditi, impediscono di immet-
      appena elencati dovrebbero chiedere aiuto                   tere intelligenti risorse nella spesa pubblica,
      a persone più esperte di loro, confidarsi                   impoverendo il ceto medio, già in difficoltà
      con la propria famiglia in modo da superare                 per la crisi economica.
      il problema. Ad esempio, i ragazzi che pas-                 Purtroppo finché non ci sarà un cambio di
      sano molte ore davanti agli smartphone o                    rotta e si continuerà a tagliare il welfare di
      tablet dovrebbero capire che questa tec-                    un Paese (la sanità pubblica, l’università
      nologia può essere un vantaggio solo se                     pubblica…) non ci potrà essere una cre-
      usata con moderazione.                                      scita economica significativa, come non ci
      Tuttavia credo che il problema dell’uso ec-                 potrà essere lavoro per tanti giovani che lo
      cessivo di internet e delle nuove tecnologie                cercano: l’economia per funzionare bene
      come le applicazioni per gli smartphone                     deve essere al servizio di tutti, non solo di
      non coinvolga solo gli adolescenti ma si                    chi è benestante.
      estenda anche ai giovani oltre i diciannove                 In conclusione, come buon auspicio per il
      anni. Infatti la disoccupazione giovanile è                 2018 spero che la politica decida di fare
                                                                                 degli investimenti in Italia in
                                                                                 ambito industriale, che non
                                                                                 ignori i problemi dei giovani (in
                                                                                 maggioranza senza lavoro o
                                                                                 senza prospettive per il futuro)
                                                                                 e che abbia il coraggio di met-
                                                                                 tere mano alla spesa pubblica
                                                                                 per migliorare i servizi pubblici
                                                                                 già esistenti, perché i conti
                                                                                 dello Stato sono importanti,
                                                                                 ma i bisogni dei cittadini che
                                                                                 lo abitano lo sono di più.
                                                                                 Articolo liberamente tratto
                                                                                 dalla rivista “Il Segno” di di-
                                                                                 cembre 2017 della diocesi di
                                                                                 Milano.
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      APPROFONDIAMO
                                                                                                            19
      Più fondi anche nel 2018 ma non per la sicurezza interna

      La strana scelta
      sulle spese militari                                                              di Francesco Vignarca

     I
         niziamo dai nudi numeri nelle proposte del               possono risolvere con un semplice sposta-
         Governo. Il puro “budget” del ministero                  mento di fondi, ma alcuni importanti passi
         della Difesa passa in un anno da 20,3 mi-                si potrebbero fare da subito. E fa male ve-
         liardi a quasi 21 miliardi (+3,4%), raffor-              rificare che non si hanno tentennamenti, anzi
      zando la recente tendenza di crescita (+8%                  si propongono continui aumenti, sulle spe-
      rispetto al 2015). In particolare crescono del              se militari, soprattutto quelle per i nuovi si-
      10% i fondi ministeriali per l’acquisto e ma-               stemi d’arma, mentre importanti capitoli so-
      nutenzione dei nuovi armamenti, mentre di-                  ciali devono sempre “lottare” per mantene-
      minuiscono del 5% i capitoli per la sicurez-                re le proprie minime posizioni. Come se un
      za interna garantita dall’Arma dei Carabinieri.             carro armato fosse sempre e comunque più
      Ma non c’è solo il bilancio della Difesa. Le                importante del trasporto locale o una nave
      spese militari si compongono anche di                       militare più rilevante dei fondi per la famiglia
      spese sostenute da altri enti e ministeri: dai              e le persone disabili o un cacciabombardiere
      3,5 miliardi (+5% sul 2017) del ministero del-              più necessario di un Canadair…
      lo Sviluppo Economico per i nuovi armamenti                 Tratto da Avvenire del 5/11/2017 (adatta-
      ai circa 1,3 miliardi per le missioni militari al-          mento e sintesi a cura di A. Giussani)
      l’estero (fondo del ministero dell’Economia)…
      Sommando tutto e sottraendo in-
      vece la quota dei fondi Difesa de-
      stinati alla sicurezza interna, il to-
      tale delle spese militari per il 2018
      arriva a superare i 25 miliardi di
      euro: un miliardo in più rispetto al
      2017 (+4%) e circa due miliardi in
      più rispetto al 2015 (+9%).
      Scelte che avvengono mentre il
      Fondo Nazionale per la non auto-
      sufficienza per persone con disa-
      bilità rimane inchiodato agli usuali
      livelli e non parliamo delle poche ri-
      sorse destinate alla famiglia. Diffi-
      coltà che sembrano non esistere
      per i fondi destinati a nuovi aerei e
      navi militari o a carri armati, le cui
      vendite andranno anche ad ali-
      mentare conflitti e tensioni in giro
      per il mondo. Intendiamoci, non
      tutti i problemi del nostro Paese si
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                                                                                       APPROFONDIAMO
        20
      Sull’educare e sulla scuola

      Calamaio e rispetto,
      quando gli insegnanti erano
      semplicemente autorevoli
                                                            dalla rubrica “Le nostre voci” di Marina Corradi

      C
                  aro Avvenire, sono una nonna di                 gli ultimissimi anni dei calamai. Dopo sei
                  86 anni che legge con piacere                   mesi passati a scrivere a matita ci misero
                  Popotus. Ho letto con commo-                    in mano le penne con il pennino d’acciaio,
                  zione la prima pagina del numero                da intingere nell’inchiostro. L’inchiostro era
      di martedì 30 gennaio aperta dal titolo «Chi                nero e denso, ogni giorno rabboccato da
      si rivede, il calamaio!». Io ho vissuto in                  un bidello con una grande brocca. I pen-
      quelle aule, con quei banchi e con quei ca-                 nini nella nostre mani inesperte schizza-
      lamai (che erano sempre vuoti per la di-                    vano qui e là. Avevamo la carta assorbente
      sperazione dei bidelli), e sono stata messa                 candida, pronta per asciugare.
      dietro la lavagna in castigo per la mia viva-               Ogni tanto, in primavera, una mosca an-
      cità. Ho indossato il grembiulino bianco                    dava ad annegare in un calamaio, e veniva
      con il fiocco blu, ho usato i quaderni a righe              ripescata da qualcuna di noi tra il racca-
      e a quadretti per 5 anni. Quello che forse                  priccio delle compagne. Le mani, all’ora di
      non traspare nello scritto è il rispetto che                andare a casa, erano – almeno le mie –
      noi bambini avevamo per gli insegnanti, il                  tutte macchiate, e non veniva via quell’in-
      silenzio che si osservava in classe, l’alzata               chiostro, se non strofinando ostinata-
      in piedi quando entrava in aula un altro in-                mente.
      segnante o il direttore o la di-
      rettrice. Il rispetto che i nostri
      genitori avevano per il corpo
      docente, «che aveva sempre
      ragione ». Non c’era assolu-
      tamente severità, ma autore-
      volezza, e noi bambini
      eravamo allegri senza essere
      indisciplinati.
      Con viva cordialità
      Franca, Torino

      Anno 1964, Milano, in una
      scuola statale come tante.
      Eravamo più di trenta in
      quella classe prima. Tutte
      bambine, tutte col grembiule
      bianco e il fiocco blu. Erano
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      APPROFONDIAMO
                                                                                                           21

      Dopo l’estate, a ottobre ci diedero il per-                 un’Italia che lavorava e cresceva. Ma,
      messo di scrivere con la biro. I calamai ri-                anche, era ancora il tempo in cui l’autorità
      masero vuoti. Era finita un’era, che la mia                 degli adulti – padri, maestri, professori – era
      generazione aveva appena sfiorato. Ma                       indiscussa. Di lì a poco sarebbe arrivato il
      era, in quegli anni Sessanta, del tutto un’al-              1968 e poi, come un’onda, tutto un altro
      tra epoca anche nel modo di stare in                        modo di giudicare e di vivere; tutto rimesso
      classe, e con la maestra. Un modo più vi-                   in discussione, contestato, spesso rifiutato
      cino a quello che racconta la 86enne si-                    – il concetto di autorità, per primo.
      gnora Franca, che all’oggi.                                 Ma auctoritas in latino viene da augere, che
      Ci avevano insegnato un naturale rispetto                   significa far crescere, e in un mondo senza
      per gli insegnanti, e in generale gli adulti.               alcuna autorità riconosciuta si cresce a fa-
      Quando entrava la maestra, la classe zit-                   tica. Noi ex bambine del 1964 ci ritro-
      tiva e si alzava in piedi. Anch’io non ho ri-               vammo, ginnasiali, in un liceo che aveva
      cordi di autoritarismo: piuttosto, di una                   fuori dal portone le camionette della polizia
      serena disciplina. Senza minacce, senza                     schierate, e spesso c’erano tumulti, al mat-
      alzare la voce. Funzionava così: noi bam-                   tino. Scoprimmo che era normale uscire
      bini ci fidavamo dei grandi. Non doveva es-                 dalla classe o anche dalla scuola nell’ora di
      sere una classe facile da tenere, quella “I                 lezione, ignorare un professore, contestarlo
      A” così numerosa. Era il tempo della                        se dava voti bassi o domandava troppo,
      grande immigrazione dal Sud, e forse dieci                  gridargli “fascista” se pretendeva disciplina.
      di noi erano figlie di immigrati, appena                    La auctoritas, come il rispetto di cui parla la
      sbarcate a Milano. Non parlavano l’italiano                 lettrice, erano finiti, insieme a tutto un
      come noi, non erano altrettanto ben ve-                     mondo. Studiai molto meno dei miei fratelli
      stite, però il grembiule e il fiocco erano or-              maggiori, e me ne rallegrai. Eppure se
      dinati. Se qualcuna restava indietro col                    penso all’aria che si respirava in quella “I A”
      programma la maestra le affiancava una                      del 1964, confesso che ne ho nostalgia, e
      compagna più brava, ad aiutarla. Sicura-                    la sensazione di avere, essendo nata
      mente percepivamo che c’era una divi-                       troppo tardi, perduto qualcosa.
      sione fra noi, le “milanesi” e le “altre”, però             (Tratto da Avvenire del 1/2/2018)
      non ricordo di avere mai sentito
      volare una parola di disprezzo.
      Ripenso a quella maestra, la si-
      gnorina Zambrini, austera nel
      suo grembiule nero, con grati-
      tudine e affetto. Ci ha inse-
      gnato da sola l’italiano,
      l’aritmetica, la storia, la geogra-
      fia e l’educazione. A nessuna
      sarebbe mai venuto in mente di
      mancarle di rispetto, e non per-
      ché ci facesse paura.
      Guardando indietro, ora penso
      che in quel 1964 si vivesse an-
      cora nell’ultima eco del dopo-
      guerra e della ricostruzione, in
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                                                                                   OLTRE IL CAMPANILE
        22
      Il triste primato a Corea del Nord e Afghanistan

      Persecuzione anti-cristiana
      Secondo lo studio di “Porte Aperte”,
      sono 215 milioni nel mondo
      i fedeli che subiscono violenze.
      Oltre 3mila i morti e 15.540 gli edifici attaccati.
      In Libia e India situazione in peggioramento
                                                                                              di Paolo M. Alfieri

      C
                 resce ancora la persecuzione                     secutorie restano anche per quest’anno
                 anti-cristiana nel mondo. A sotto-               l’oppressione islamica e il nazionalismo re-
                 linearlo è la Onlus “Porte Aperte”,              ligioso di matrice induista e buddista.
                 che ha appena pubblicato la                      Sono stati 3.066 i cristiani uccisi a causa
      World Watch List 2018, la nuova lista dei                   della loro fede nel periodo di riferimento tra
      primi 50 Paesi in cui più si perseguitano i                 il 1° novembre 2016 e il 31 ottobre 2017,
      cristiani al mondo. Corea del Nord e Af-                    mentre ammontano a 15.540 gli edifici di
      ghanistan, Paesi completamente diversi in                   cristiani attaccati tra chiese, case private e
      termini di struttura politica e sociale, rag-               negozi. Si può stimare che un cristiano
      giungono il punteggio massimo di oppres-                    ogni 11,5 nel mondo subisce elevata per-
                                                                                               secuzione. Libia
        In fuga dall’Irak e dalla Siria                                                        (7°) e India (11°)
                                                                                               sono le nazioni
                                                                                               che hanno fatto
                                                                                               un balzo di 8
                                                                                               punti, scalando
                                                                                               la classifica. In
                                                                                               particolare l’India
                                                                                               deve       questa
                                                                                               escalation di in-
                                                                                               tolleranza anti-
                                                                                               cristiana       alla
                                                                                               crescente        in-
                                                                                               fluenza del radi-
                                                                                               calismo induista:
                                                                                               oltre 24mila cri-
                                                                                               stiani     indiani
      sione dei cristiani. La Corea del Nord                      sono stati aggrediti nel periodo in esame.
      mantiene la testa della triste classifica da                Le new entry sono il Nepal (che vola al 25°)
      16 anni consecutivi. Per quanto riguarda                    e l’Azerbaigian (45°), mentre a uscire dai
      specificamente l’aspetto delle violenze, è il               primi 50 Paesi sono la Tanzania (per un mi-
      Pakistan (5° posto nella lista generale) ad                 glioramento) e le Isole Comore (situazione
      avere l’infelice primato di Paese con il più                sostanzialmente invariata, esce perché altri
      alto punteggio. Le principali dinamiche per-                Stati peggiorano).
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      OLTRE IL CAMPANILE
                                                                                                           23

                                                                       Devastazione di una chiesa copta Egitto

      L’oppressione islamica continua a essere                    campagne denigratorie e nel bullismo, ma
      la fonte principale di persecuzione dei cri-                anche nei 1.240 matrimoni forzati e oltre
      stiani, non confermandosi solamente ma                      1.000 stupri, cifre che celano vite devastate
      estendendo la sua morsa in varie aree. Tut-                 a causa di una scelta di fede e, ribadiamo,
      tavia ciò che deve far riflettere è l’ascesa                cifre che purtroppo sono da considerare
      del nazionalismo religioso come prorom-                     punti di partenza poiché potenzialmente
      pente fonte di persecuzione anti-cristiana                  enorme è la realtà sommersa dei crimini
      (e di altre minoranze), con l’esempio em-                   non denunciati o non registrati contro i cri-
      blematico dell’India.                                       stiani in molti Paesi”.
      Sottolinea Cristian Nani, direttore di “Porte               Tratto da Avvenire del 10/1/2018; fonte:
      Aperte”: “L’intolleranza sociale e lo sfrutta-              https://www.porteaperteitalia.org/
      mento politico di tale
      intolleranza sono il                                                      Cristiani a Lahore, in Pakistan
      veleno di questo pe-
      riodo storico. Infatti
      la persecuzione anti-
      cristiana va ben oltre
      il numero dei martiri
      o le distruzioni di edi-
      fici cristiani. Essa si
      manifesta negli arre-
      sti senza processo,
      nei      licenziamenti,
      nella violazione di di-
      ritti     fondamentali
      come l’istruzione e le
      cure mediche, nelle
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        24
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      RECENSIONE
                                                                                                                  25
      Vedete, sono uno di voi

      Il cardinal Martini
      nel film-documentario di Olmi
      Una proiezione da non perdere nel giorno in cui si ricorda la nascita
      dell’indimenticato Pastore della Chiesa ambrosiana
                                                                                        di Antonio Sanfrancesco

               a flebo che sgocciola lenta, il letto sem-         mentario, un «Padre della Chiesa capace di as-

     L        plice, le sedie raccolte come ad accogliere
              i visitatori e la finestra aperta sul giardino
              dell’Aloisianum di Gallarate. È la prima im-
      magine del film-documentario che Ermanno
      Olmi dedica a Carlo Maria Martini: Vedete, sono
                                                                  sicurare alla cristianità la presenza continua del
                                                                  fuoco dello Spirito». Ma si tratteggia anche – at-
                                                                  traverso espedienti stilistici davvero efficaci – l’af-
                                                                  fresco dell’Italia, i travagli della Chiesa, il dibatti-
                                                                  to sul profitto e i diritti dei lavoratori, l’ascolto in
      uno di voi ha la voce narrante del grande regista,          silenzio della Parola che Martini insegnò a migliaia
      si apre con le immagini del giovanissimo Carlo              di persone, soprattutto giovani, con il metodo del-
      Maria, figlio dell’alta borghesia torinese, che già         la lectio divina in Duomo. Un ruolo, quello del car-
      a dieci anni sceglie di dedicare tut-                                       dinale, che risalta quando c’è un’in-
      ta la sua vita a Dio entrando nella                                         versione cronologica, di modo che
      Compagnia di Gesù e si chiude con                                           la rievocazione di Tangentopoli si
      Martini provato dalla malattia, la                                          trova a precedere quella degli anni
      voce ridotta a un sussurro, le mani                                         di piombo. Ecco che la denuncia
      impacciate che riprendono vigore                                            della corruzione si pone sullo stes-
      nell’atto di benedire alcuni amici ve-                                      so piano di quella della follia che in-
      nuti a trovarlo per l’ultimo saluto pri-                                    sanguinò Milano e il Paese per ol-
      ma della morte, il 31 agosto 2012.                                          tre un decennio. E il confronto,
      E il suo volto sofferente – con gli oc-                                     franco fino allo scontro, con il mon-
      chi azzurri e quel profilo da principe                                      do dell’imprenditoria e della politica
      rinascimentale – si sovrappone nel-                                         rimanda al dialogo con i brigatisti
      la mente dello spettatore a quello del                                      cercato da Martini e culminato nel
      visetto da bambino che la madre                                             celebre episodio delle armi fatte
      portava al bar a Torino dopo aver fatto la Co-              consegnare al Cardinale in arcivescovado.
      munione.                                                    Il filo narrante è il letto vuoto dell’Aloisianum. C’è
      «Avevo timore di fare un film su Martini», confessa         la dolce Torino dell’infanzia, la Roma degli stu-
      Olmi, che racconta il rapporto d’amicizia con il            di, la Milano dell’impegno pastorale. E Gerusa-
      cardinale che incontrò nel 1980, all’inizio del mi-         lemme, la città dove il cardinale sognò a lungo
      nistero episcopale a Milano: «Ora capisco la sim-           una sepoltura nella Valle di Giosafat. Ma le im-
      patia che suscitava. Ricordo come mi mise in im-            magini virano in altra direzione, in una stanza spo-
      barazzo per come ascoltava me che ero una ri-               glia e nel Duomo di Milano gremito per l’ultimo
      serva».                                                     addio al “suo” cardinale.
      Tra immagini di repertorio, musica classica e la            Tratto da Famiglia Cristiana, 17 marzo 2017
      voce di Olmi, si tratteggia l’affresco di Martini de-       Cinema San Giuseppe
      finito da Marco Garzonio, coautore del docu-                Giovedì 15 febbraio, ore 21
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       FEBBRAIO 2018
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      FARMACIE DI TURNO
                                                                                                          27

      FEBBRAIO 2018 (Bresso - Cormano - Cusano)
                                                                 a cura della Farmacia Rivolta - Cormano
      1         Giovedì             BRUSUGLIO - Cormano                         Via V. Veneto, 27
      2         Venerdì             GIUGLIANO -Cusano Milanino                  Via C. Sormani, 89
      3         Sabato              COMUNALE N ° 5 - Bresso                     Via Vittorio Veneto, 26
      4         Domenica            DEL CORSO -Cusano Milanino                  P.za Trento e Trieste, 4
      5         Lunedì              FORNASÈ - Cormano                           P.zza Bernini, 1/A
      6         Martedì             RIVOLTA - Cormano                           Via Caduti della Libertà, 10
      7         Mercoledì           COMUNALE N ° 2 - Bresso                     Via Ambrogio Strada, 56
      8         Giovedì             PALTRINIERI -Cusano Milanino                Via Cooperazione, 20
      9         Venerdì             SCOTTI - Bresso                             Via A. Manzoni, 14
      10        Sabato              SORRENTINO - Cormano                        Via Gramsci 44
      11        Domenica            BAIO - Bresso                               Via Vittorio Veneto, 5/D
      12        Lunedì              COMUNALE N ° 3 - Bresso                     Via Piave, 23
      13        Martedì             COMUNALE -Cusano Milanino                   Esselunga Cusano
      14        Mercoledì           MODERNA - Bresso                            Via Vittorio Veneto, 51
      15        Giovedì             TESTI - fraz. Ospitaletto                   Via XXIV Maggio, 21
      16        Venerdì             COMUNALE N ° 5 - Bresso                     Via Vittorio Veneto,26
      17        Sabato              MORETTI -Cusano Milanino                    V.le Matteotti, 2
      18        Domenica            COMUNALE N ° 5 - Bresso                     Via Vittorio Veneto, 26
      19        Lunedì              BRUSUGLIO - Cormano                         Via V. Veneto, 27
      20        Martedì             GIUGLIANO -Cusano Milanino                  Via C. Sormani, 89
      21        Mercoledì           COMUNALE N ° 1 - Bresso                     Via Roma, 87
      22        Giovedì             DEL CORSO -Cusano Milanino                  P.za Trento e Trieste, 4
      23        Venerdì             FORNASÈ - Cormano                           P.zza Bernini, 1/A
      24        Sabato              RIVOLTA - Cormano                           Via Caduti della Libertà, 10
      25        Domenica            COMUNALE N ° 5 - Bresso                     Via Vittorio Veneto, 26
      26        Lunedì              PALTRINIERI -Cusano Milanino                Via Cooperazione, 20
      27        Martedì             SCOTTI - Bresso                             Via A. Manzoni, 14
      28        Mercoledì           SORRENTINO - Cormano                        Via Gramsci 44
      1         Giovedì             BAIO - Bresso                               Via Vittorio Veneto, 5/D
      2         Venerdì             COMUNALE N ° 5 - Bresso                     Via Vittorio Veneto, 26
      3         Sabato              COMUNALE -Cusano Milanino                   Esselunga Cusano
      4         Domenica            MODERNA - Bresso                            Via Vittorio Veneto, 51
      5         Lunedì              TESTI - fraz. Ospitaletto                   Via XXIV Maggio, 21
      6         Martedì             COMUNALE N ° 4 - Bresso                     Via Papa Giovanni XXIII, 43
      7         Mercoledì           MORETTI -Cusano Milanino                    V.le Matteotti, 2
      8         Giovedì             COMUNALE N ° 5 - Bresso                     Via Vittorio Veneto, 26
      9         Venerdì             BRUSUGLIO - Cormano                         Via V. Veneto, 27
      10        Sabato              GIUGLIANO -Cusano Milanino                  Via C. Sormani, 89
      11        Domenica            COMUNALE N ° 5 - Bresso                     Via Vittorio Veneto, 26
      12        Lunedì              DEL CORSO -Cusano Milanino                  P.za Trento e Trieste, 4
      13        Martedì             FORNASÈ - Cormano                           P.zza Bernini, 1/A
      14        Mercoledì           RIVOLTA - Cormano                           Via Caduti della Libertà, 10

                GUARDIA FARMACEUTICA DALLE ORE 19.30 ALLE ORE 8.30
                            DEL GIORNO SUCCESSIVO
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