COMUNITÀ IN CAMMINO - BOLLETTINO PARROCCHIALE LOSONE - centovalli - onsernone No. 3 - SETTEMBRE 2020 - Leparrocchie.ch

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COMUNITÀ IN CAMMINO - BOLLETTINO PARROCCHIALE LOSONE - centovalli - onsernone No. 3 - SETTEMBRE 2020 - Leparrocchie.ch
COMUNITÀ
      IN
      CAMMINO

       BOLLETTINO PARROCCHIALE
LOSONE - centovalli - onsernone
             No. 3 - SETTEMBRE 2020
COMUNITÀ IN CAMMINO - BOLLETTINO PARROCCHIALE LOSONE - centovalli - onsernone No. 3 - SETTEMBRE 2020 - Leparrocchie.ch
Sommario

la lettera del parroco                  3
pagina dei lettori                      4
magistero                               5
attualità                               7
ottobre missionario                     9
uniti da Cristo                        12
l’ospite                               15
echi dalle valli                       18
l’intervista                           20
laudato si’                            22
calendari liturgici Losone             24
                    Onsernone          26
                    Centovalli         28
votazioni federali                     30

 Avvertenza
 Per ragioni di praticità questo bollet-
 tino viene distribuito a tutti i fuochi.
 Ci scusiamo con coloro che non fosse-
 ro interessati a riceverlo e confidiamo
 nella loro comprensione.
 Coloro che volessero segnalare un
 lettore interessato, residente fuori
 parrocchia, indichino l’indirizzo al ri-
 spettivo consiglio parrocchiale.
                                            copertina: Sergio Simona
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la lettera del parroco

Le nozze di Cana

Uno dei brani del Vangelo che sempre           presente gli si può chiedere di ripetere
mi ha meravigliato è quello delle nozze        il miracolo delle nozze di Cana: trasfor-
di Cana, ed è per questo che ho deciso di      mare l’acqua della nostra vita in vino.
trattare questo episodio così importante       L’acqua dell’abitudine, della routine,
per la nostra vita quotidiana. Le nozze        della freddezza, nel vino di un amore
rappresentano la nostra intima relazione       e di una gioia migliori di quelli iniziali,
con Gesù dove è Lui il primo che com-          come era il vino moltiplicato a Cana. In-
pie il primo segno per iniziare a rivelarci    vitare Gesù alle proprie nozze significa
tutto l’amore che Dio ha per tutti noi.        tenere in risalto il Vangelo nella propria
I dodici discepoli che Gesù ha chiamato        casa, pregare tutti insieme, accostarsi ai
a seguirlo li ha attirati a sé in una comu-    sacramenti, prendere parte alla vita del-
nità ed ora, come un’unica famiglia sono       la Chiesa.
invitati tutti alle nozze, insieme alla Ver-   Per concludere possiamo affermare che
gine Maria. Durante questa festa emerge        il primo miracolo che fece Gesù fu per
un problema enorme: solo Maria si ac-          salvare la felicità dei due sposi. Cambiò
corge della mancanza del vino che è sim-       l’acqua in vino e tutti alla fine si trova-
bolo della gioia della festa. Le parole che    rono d’accordo nel dire che il vino ser-
Maria rivolge ai servitori dobbiamo farle      vito per ultimo era stato migliore. Credo
nostre perché sono le ultime sue parole        che Gesù sia pronto anche oggi, se glielo
per lasciarci una eredità enorme: “qual-       chiediamo, a darci questa grazia e Lui ce
siasi cosa vi dica fatela”. In questa frase    la darà gratuitamente senza sforzo.
si manifesta il vero senso della vita del
cristiano, ascoltare e mettere in pratica la
parola detta da Gesù che è la raccoman-
dazione semplice ma essenziale della
Vergine Maria ed è il programma di vita
per noi ogni giorno. Questo episodio
della vita di Gesù contiene una speran-
za per tutte le nostre famiglie. Il vino di
cui si parla nel brano rappresenta molte
volte l’entusiasmo che con il passare del
tempo si consuma e viene a mancare. Al-
lora non si fanno più le cose per amore
e con gioia, ma per abitudine. Cala sulla
famiglia, se non si sta attenti, una nube
di grigiore e di tristezza.
Ma come si esce da questa situazione?
Invitando Cristo alle nozze, se Lui è

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pagina dei lettori

Guardiamo avanti
Nella lettera del parroco dell’ultimo nu-      ti a rispettare nei prossimi mesi e che po-
mero del nostro bollettino, vi abbiamo         tranno condizionare la normale attività
invitati a scrivere come avete vissuto il      della parrocchia. Dobbiamo riconoscere
tempo dell’epidemia e del confinamen-          che la pandemia è venuta a sancire un
to. Quali stratagemmi avete adottato per       taglio con le abitudini parrocchiali che
vivere normalmente e come vedete la            già consideravano in calo in tutti i sensi.
comunità di domani.                            Partecipazione alla celebrazione, prepa-
Ringraziamo di cuore coloro che hanno          razione ai sacramenti, accompagnamen-
accolto questo invito a scrivere. Molti        to dei nostri defunti, attività con i giova-
altri lo avranno fatto nel loro diario per-    ni e bambini (è di prima della pandemia
sonale.                                        la sospensione dell’attività della sezione
Non è nostra intenzione pubblicare le          scout e della rinuncia al soggiorno esti-
risposte, ma alcuni accenni ad elementi        vo losonese dopo 47 anni ininterrotti di
che ritornano costanti nelle riflessioni ri-   attività).
cevute li vorremmo fare.                       La religiosità si privatizza, si persona-
A cominciare dal dire che non è stato fa-      lizza e perde quasi totalmente la sua di-
cile. Esperienza condivisa da tanti.           mensione comunitaria.
C’è chi ha sviluppato una bella capaci-        Ecco perché pensare come riprendere
tà di adattamento nelle varie situazioni,      dopo uno stop imposto non è facile.
riscoprendo alcuni aspetti della vita che      Qualche traccia?
ci sfuggono distrattamente in tempi nor-       “Che questo periodo sia come una ge-
mali, o inventando nuove modalità di           stante che porti vita nuova per la parroc-
relazione e di attenzione agli altri.          chia”.
Per quanto riguarda la fede (non di-           “Io non ho mai perso la speranza”.
mentichiamo che nel periodo del confi-         “Spero che questo tempo cupo e triste
namento abbiamo vissuto una festa di           abbia fatto riflettere e che ci avvicini di
Pasqua) molti di voi hanno seguito la          nuovo a Dio!”.
messa alla televisione. Senza però sen-        “Spero che avremo ancora la possibilità
tirla come una soluzione definitiva e ap-      negli incontri di conoscerci meglio e di
pagante. Andava bene per quel periodo          rinsaldare amicizie e collaborazioni.”
ma ben venga il ritorno alla celebrazione      “Ognuno può dare un contributo per ri-
in presenza.                                   nascere a vita normale.”
Lo spazio per la preghiera personale, la       “Solidarietà, vicinanza e condivisione.”
riflessione, gli incontri più prolungati       “La comunità saprà apprezzare mag-
con le persone, sono anche momenti che         giormente i momenti comunitari.”
sono stati riscoperti.
Ostica diventa la formulazione di come                                                 red
vogliamo ripartire. Non solo perché non
sappiamo le condizioni che saremo tenu-

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magistero

Padre nostro e Gloria

È sempre più vicino il momento in cui         ci, condurci’. La traduzione latina ‘indu-
la modifica del Padre nostro e del Glo-       cere’ poteva richiamare l’omologo gre-
ria diverranno definitive per la Chiesa       co. Però, in italiano ‘indurre’ vuol dire
di lingua italiana e pertanto anche per       ‘spingere a..’ in sostanza, far sì che ciò
la nostra diocesi. L’uso liturgico sarà
introdotto a partire dalle messe del 29
novembre di quest’anno, prima domeni-
ca d’Avvento. Ecco il nuovo testo della
preghiera del ‘Padre nostro’, trasmessa
direttamente da Cristo, come riportano
i Vangeli.

 Padre nostro
 che sei nei cieli
 sia santificato il Tuo nome
 venga il Tuo Regno
 sia fatta la Tua volontà
 come in cielo così in terra.

 Dacci oggi il nostro pane quotidiano
 rimetti a noi i nostri debiti
 come noi li rimettiamo ai nostri debitori
 e NON ABBANDONARCI
 ALLA TENTAZIONE
 ma liberaci dal male Amen.
                                              avvenga.
                                              E risulta strano che si possa dire a Dio
                                              ‘non spingerci a cadere in tentazione’.
In un’intervista a monsignor Bruno For-       Insomma, la traduzione con ‘non indur-
te, arcivescovo di Chieti-Vasto, sono sta-    ci in…’ non risultava fedele. E allora i
te fatte delle domande sulla modifica del     vescovi italiani hanno pensato di trovare
Padre nostro. Tra le risposte, quella sulla   una traduzione migliore…
motivazione del cambiamento è lega-
ta alla fedeltà e alle intenzioni espresse    Un interrogativo che si sono posti anche
dalla preghiera di Gesù e all’originale       episcopati di tutto il mondo. Ad esem-
greco. In realtà l’originale greco usa un     pio, in spagnolo, lingua più parlata dai
verbo che significa letteralmente ‘portar-    cattolici nel pianeta, si dice ‘fa che noi

                                                                                      5
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non cadiamo nella tentazione’. In fran-       una trappola.
cese, dopo molti travagli, si è passati da    Monsignor Nicola Zanini, vicario gene-
una traduzione che era ‘non sottomet-         rale della nostra diocesi, in un’intervista,
terci alla tentazione’ alla formula attuale   ricorda che la discussione su questo pas-
che è ‘non lasciarci entrare in tentazio-     so del Padre nostro fosse una discussio-
ne’. Dunque, l’idea da esprimere è que-       ne presente già nel IV-V secolo, ma l’im-
sta: il nostro Dio, che è un Dio buono e      portanza di questi cambiamenti vanno
grande nell’amore, fa in modo che noi         inseriti nella riforma liturgica voluta dal
non cadiamo in tentazione.                    Concilio Vaticano II.

                                              Riguardo al Gloria che si recita all’inizio
                                              della messa. Il versetto in questione è
                                              “pace in terra agli uomini di buona vo-
                                              lontà” che viene sostituito con il testo:
                                              “pace in terra agli uomini AMATI DAL
                                              SIGNORE ”.
                                              Il motivo è che la nuova frase così sembra
                                              essere più attinente al passo del Vangelo.
                                              E’ quindi una traduzione che meglio si
                                              attaglia al racconto dell’annuncio degli
                                              Angeli dell’avvenuta nascita di Gesù.

Molti teologi e pastori hanno fatto nota-
re che la vecchia espressione ‘non ci in-
durre in tentazione’ facesse riferimento
alle prove che Dio permette nella nostra
vita... Una cosa è la prova in generale, ma
il termine che si trova nella preghiera del
Padre nostro è lo stesso che viene usato
nel Vangelo di Luca nel riferimento alle
tentazioni di Gesù, che sono vere tenta-
zioni. Allora, non si tratta semplicemen-
te di una qualunque prova della vita, ma
di vere tentazioni. Qualcosa o qualcuno
che ci induce a fare il male o ci vuole se-
parare dalla comunione con Dio. Ecco
perché l’espressione ‘tentazione’ è cor-
retta ed il verbo che le corrisponde deve
essere un verbo che faccia comprendere
che il nostro è un Dio che ci soccorre, che
ci aiuta a non cadere in tentazione. Non      “Il discorso della montagna”
un Dio che in qualunque modo ci tende         del beato Angelico

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attualità

Ecco l’uomo!
Riflessione sugli episodi di razzismo

Minneapolis (Stati Uniti), 25 maggio            Si chiamava George Floyd, aveva due fi-
2020, 8 e 20 di sera. Un uomo di colore è       glie e una bellissima nipotina di 6 anni.
legato, sconfitto, buttato a terra, e il suo    Forse ha potuto alleviare il momento ul-
collo è schiacciato dal ginocchio forzuto       timo del suo soffocamento ricordandole
di un ufficiale di polizia bianco in unifor-    tutte e tre, mentre chiamava sua madre.
me. Ecco l’uomo. Sono due, sono uno?            Quattro donne sostengono la sua vita
Sono nemici, sono fratelli? Ecco l’uomo,        nel terribile esodo, come quelle cinque
nella sua gloria e nella sua rovina, nella      donne nel libro biblico dell’Esodo che
sua dignità e nella sua umiliazione, nella      salvarono Mosè. Ma da sole non sono
sua grandezza e nella sua miseria.              bastate a salvare George né basteranno
«Non riesco a respirare, amico, per fa-         per riportarlo in vita, né per impedire
vore», ansima l’uomo nero, se sa ancora         che questa povera specie umana muoia
con chi sta parlando o se è un uomo cui         di asfissia o perché nasca veramente e ri-
sta parlando. Un povero ansimante im-           susciti tutti i morti, incluso l’assassino,
plora un povero prepotente ancora più           la cui vera umanità, libertà e coscienza
povero, perché implorare è più dignito-         erano già morte molto prima che il suo
so e più umano che schiacciare. Mentre          ginocchio strangolasse la vittima. Sola-
l’ufficiale di polizia tiene il ginocchio sul   mente tra tutti potremo salvare l’umani-
collo dell’uomo nero, i suoi due com-           tà, e la salveremo solo quando sapremo
pagni guardano la scena masticando              che tutti siamo uno, incluso l’assassino.
gomme. «Mamma!», si sente dire in un            Anche l’assassino? La vastissima reazio-
sospiro l’uomo di colore che cerca il ri-       ne popolare statunitense e l’impatto me-
paro dell’utero benedetto da cui sareb-         diatico planetario – tutto tanto ambiguo
be stato meglio se non fosse mai uscito         ed effimero, ma è lì che l’umanità lotta
nelle tenebre di questa umanità. Non era        per nascere – hanno indotto il procura-
armato, non ha cercato di fuggire. Ave-         tore ad accusare la polizia di omicidio di
va superato il coronavirus, aveva per-
so il lavoro. Forse il suo crimine è aver
comprato un pacchetto di sigarette con
soldi falsi? No, è più serio il suo crimi-
ne, molto di più. Il suo crimine è essere
nero. Ogni giorno un uomo nero disar-
mato viene ucciso dalla polizia negli Sta-
ti Uniti. «Non riesco a respirare»: fino a
16 volte l’ha ripetuto l’uomo di colore
prima di morire asfissiato.
È stato ucciso.

                                                                                         7
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secondo grado (omicidio preterintenzio-         nare. Se non dominate, starete perdendo
nale) in cui, tuttavia, c’è intenzionalità.     tempo. Avranno la meglio e sembrerete
Così potrà essere condannato all’erga-          un branco di coglioni. Dovete arrestare
stolo, così l’ordine verrà ripristinato, così   la gente, giudicarla e che vadano in car-
si restaurerà la giustizia, così si salveran-   cere per molto tempo”. Ecco il potere,
no le apparenze, così tranquillizzeremo         l’umanità soffocata boccheggiante. Non
la nostra coscienza. E continueremo allo        salveranno l’umanità tutti i dolori del
stesso modo.                                    mondo, né il potere, né la repressione,
Così non salveremo l’umanità. Cos’è l’u-        né la carcerazione – per quanto perpetua
manità? È essere umile, libero, fratello.       possa essere: più carcere meno umanità
È compassione, attenzione, cura. Salva-         – né l’odio, né la vendetta, né nessuna
re. Respirare e dare respiro, ricevere e        violenza istituita dal potere o ispirata
dare animo. L’umanità è humus, argilla,         dal rancore. E non predico il buonismo o
terra animata dal Respiro vitale. L’ar-         la permissività irresponsabile o un qual-
gilla è la stessa e il respiro è lo stesso.     che tipo di tolleranza verso l’ingiustizia
Siamo uno, e solo insieme ci possiamo           e il disordine accertato. Non è questo.
salvare. Non salveranno l’umanità gli           Credo nella nonviolenza attiva, nel-
ordini dettati da Donald Trump ai suoi          la resistenza non violenta e nel potere
governatori tramite videoconferenza,            dell’educazione, dell’intelligenza, della
per soffocare le proteste: “Dovete domi-        scienza, della coscienza educata dalla
                                                compassione spirituale e politica. Cre-
                                                do che «nessuno nasce odiando un’altra
                                                persona a causa del colore della sua pel-
                                                le, della sua origine o della sua religio-
                                                ne» (Nelson Mandela). Credo nel potere
                                                della bontà. Credo nella bontà di George
                                                Floyd e credo che ha perdonato il suo as-
                                                sassino con tutto il cuore. Sinceramente
                                                credo di non essere migliore del suo as-
                                                sassino. Credo nella scintilla di umani-
                                                tà che brilla nel suo profondo come nel
                                                mio, e che vorrebbe nascere, rinascere,
                                                lasciarsi perdonare e dare la mano e con-
                                                tinuare a camminare. E questo significa
                                                per me “credere in Dio”, cioè crearlo cre-
                                                ando noi stessi più umani.

                                                                José Arregi, teologo catalano
                                                 (articolo tratto da Adista documenti 20/06/20)

“Ecce homo” di Antonio Ciseri

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ottobre missionario

Collaborazione tra Chiese con Missio
Tema: “Eccomi, manda me” (Is 6, 8)

Testo biblico                                     Commento

“Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi        La chiamata del profeta Isaia nasce da
il Signore seduto su un trono alto ed             un’esperienza di visione nel tempio di
elevato; i lembi del suo manto riempivano         Gerusalemme.
il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini;     Isaia vede Dio, che si rivela come il tre
ognuno aveva sei ali: con due si copriva          volte santo, il santo per eccellenza, il
la faccia, con due si copriva i piedi e con       totalmente Altro. E come un re seduto
due volava. Proclamavano l’uno all’altro,         sul trono la cui gloria riempie la ter-
dicendo: «Santo, santo, santo il Signore          ra, quindi coinvolgendo il mondo con
degli eserciti! Tutta la terra è piena della      i suoi abitanti. Non è una rivelazione
sua gloria». Vibravano gli stipiti delle          privata, avviene nel tempio quindi con
porte al risuonare di quella voce, mentre         una dimensione comunitaria.
il tempio si riempiva di fumo. E dissi:           A questa visione Isaia reagisce scopren-
«Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo           dosi impuro, cioè con un grande senso
dalle labbra impure io sono e in mezzo a un       di incompetenza e di inadeguatezza.
popolo dalle labbra impure io abito; eppure       L’incontro con Dio non solo rivela l’i-
i miei occhi hanno visto il re, il Signore        dentità di Dio ma permette all’uomo di
degli eserciti». Allora uno dei serafini volò     conoscere meglio se stesso e la sua con-
verso di me; teneva in mano un carbone            dizione.
ardente che aveva preso con le molle              La prima intenzione del futuro profeta è
dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:      di disimpegno. Non si sente all’altezza
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,           di poter reggere questa visione. Accade
perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo          allora qualcosa di gratuito e inatteso:
peccato è espiato». Poi io udii la voce del       Dio libera il profeta dalla sua indegnità,
Signore che diceva: «Chi manderò e                purificando le sue labbra con un carbo-
chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi,       ne ardente.
manda me!».                                       L’accoglienza di una missione diventa
                                 (Isaia 6, 1-8)   ora possibile perché una volta guarito
                                                  il profeta può ascoltare la Parola, il di-
                                                  scorrere di Dio con la sua corte celeste:
                                                  “Chi manderò e chi andrà per noi?” Che
                                                  vuol dire: come far risuonare le “cose”
                                                  di Dio nella società? La chiamata rivol-
                                                  ta a tutti indistintamente, diventa per
                                                  Isaia una chiamata personale, alla quale
                                                  osa rispondere: “Eccomi manda me”.

                                                                                          9
COMUNITÀ IN CAMMINO - BOLLETTINO PARROCCHIALE LOSONE - centovalli - onsernone No. 3 - SETTEMBRE 2020 - Leparrocchie.ch
Ogni missione è sempre una risposta
libera e consapevole che nessun altro
può imporci. Ma la missione passa
sempre attraverso la consapevolezza
di una necessaria purificazione che
si opera confrontandoci con il Signo-
re stesso e con la sua vera signoria su
qualsiasi altra signoria di questa terra.
Così in una rinnovata capacità di ascol-
to di Dio, possiamo sentire l’invito alla
missione.

Missio o pontificie opere missionarie
“La moltitudine di coloro che erano di-
ventati credenti aveva un cuore solo e
un’anima sola e nessuno considerava         rante l’ottobre missionario. Sappiamo
sua proprietà quello che gli appartene-     che le relazioni tra Chiese non sono più
va, ma fra loro tutto era comune.” (At      determinate solo dalla partenza in mis-
4, 32)                                      sione di personale dalle Chiese di anti-
Missio è un organismo ecclesiale che        ca fondazione, ma ormai lo scambio di
ha la sede principale a Friborgo e una      esperienze e di personale va in tutte le
sede regionale a Lugano, con gli uffici     direzioni.
della Conferenza Missionaria. Missio
coltiva le relazioni tra le Chiese affin-   Solo in Ticino abbiamo la presenza,
ché nasca uno spirito di collaborazione     per esempio, di 16 nazionalità tra pre-
e di reciproca stima, facendo conoscere     ti e suore che vengono da Chiese per
le esperienze ecclesiali e animando lo      lo più del sud del mondo. Ci offrono
spirito missionario in particolare du-      personale per le nostre attività religio-

10
le sue attività di formazione e di carità
                                             verso i poveri.
                                             In Svizzera conosciamo piuttosto l’e-
                                             sperienza dei cantori alle stelle che nel
                                             periodo natalizio portano la benedi-
                                             zione nelle case.
                                             L’anno scorso i cantori hanno raccol-
                                             to in Svizzera la somma record di 1’65
                                             milioni franchi (!) che sono andati a
                                             sostenere 200 progetti a favore dell’in-
                                             fanzia nelle Chiese del sud.

                                             Missio formazione
                                             Per crescere una Chiesa forma gli
                                             agenti pastorali, i preti e i seminaristi
se e sociali laddove la nostra Chiesa è      in vista dell’evangelizzazione e delle
impegnata.                                   attività parrocchiali nelle comunità a
Segno concreto di questo reciproco           volte molto estese territorialmente nel-
aiuto è la colletta che in tutte le par-     le Chiese giovani.
rocchie nel mondo intero viene fatta la      Missio è impegnata nel contribuire a
domenica della giornata missionaria          questa formazione, in 45 progetti con-
(18 ottobre 2020). L’anno scorso nella       creti sparsi in vari continenti. Destina-
diocesi di Lugano sono stati raccolti        tari sono i seminari, i centri di forma-
44’867 franchi.                              zione per catechisti, i centri diocesani
                                             di formazione permanente per i laici.
Tali offerte annuali sono ridistribuite
secondo le necessità durante l’assem-
blea di tutti i direttori delle 120 Missio
della Chiesa Universale.
Missio Svizzera l’anno scorso ha rac-
colto nelle parrocchie del paese circa
460’000 franchi in occasione della do-
menica delle missioni, che sono stati
versati alle Chiese del sud.

Missio infanzia
C’è anche una condivisione tra Chiese
che è rivolta ai più piccoli, secondo il
motto “i bambini aiutano i bambini”.
In molte Chiese del sud del mondo
l’infanzia missionaria è un gruppo
parrocchiale molto attivo che svolge

                                                                                   11
uniti da Cristo

“Anche noi siamo Chiesa in uscita”
Incontro con la Comunità evangelica pentecostale

Diversi sì, eppure così vicini verrebbe             nirci tutti nella sala di via Vallemaggia
da pensare mentre si chiacchiera con                23 dove solitamente celebriamo i nostri
il pastore Claudio Agosta. Soprattutto              culti. Così abbiamo deciso, appunto, di
quando racconta di una delle principali             uscire”.
missioni della sua chiesa – la Comunità             Di quelle uscite qualcuno si è accorto
evangelica pentecostale (CEP) di Locar-             anche a Losone. “Per noi è ormai una
no – e di come si sia riusciti a concretiz-         tradizione battezzare i nuovi membri
zarla, in modo quasi inatteso, durante              della comunità con l’immersione nel
i giorni dell’emergenza covid-19. “Una              fiume al Meriggio. Un luogo, dunque,
delle mete della nostra confessione –               che ha un significato particolare per la
spiega lui stesso – è quella di compren-            CEP e dove abbiamo deciso di torna-
dere che la chiesa non è un edificio, ma            re per riunirci all’aperto”. Là si sono
siamo noi. E che siamo chiamati ad es-              svolti tre culti dopo il primo allenta-
sere costantemente in uscita”. Di fronte            mento del lockdown sanitario. “Una
a queste parole come non ricordare lo               bella esperienza – ricorda Agosta -. So-
stesso invito lanciato, e più volte riba-           litamente in chiesa ci ritroviamo in una
dito, da papa Francesco… “Nella se-                 novantina, a Losone sono arrivate più
conda fase della pandemia – prosegue                di cento persone. Inoltre il fatto di tro-
il nostro interlocutore – le disposizioni           varci all’aperto, di pregare e di cantare
sanitarie non ci permettevano di riu-               ha suscitato la curiosità di molti pas-

Uno dei culti celebrati all’aperto al Meriggio di Losone

12
santi, ai quali abbiamo volentieri rac-       sione pentecostale svizzera, che riuniva
contato cosa stava accadendo. Il virus,       le varie comunità e, nel contempo, so-
insomma, ci ha costretti ad aprirci. Ora      steneva attività missionarie nel mondo.
bisognerà continuare sulla stessa stra-       La CEP di Locarno nacque cinque anni
da”.                                          prima, come piccolo gruppo che si riu-
Quella di Locarno è una delle tre co-         niva regolarmente ai Monti. Col tempo
munità pentecostali presenti in Ticino.       quel nucleo crebbe e nel 1959 venne ac-
Le altre si trovano ad Arbedo e Bre-          quistata la sede in via Vallemaggia 23,
ganzona. Una novantina, come detto, i         ulteriormente ampliata nel 1977.
membri locarnesi, cui si aggiungono la        La CEP si inserisce nella trentina di
sessantina del Bellinzonese e i circa 150     chiese evangeliche libere presenti oggi
del Sottoceneri. “Il nostro movimento         nella realtà ticinese. Circa la metà di
– chiarisce il pastore – nasce negli Sta-     esse si sono costituite in federazione.
ti Uniti agli inizi del 1900. Nel mondo       “Un organismo – spiega Agosta – che
evangelico di allora si vivevano diverse      vuole essere una voce comune e anche
realtà un po’… fossilizzate e si fece dun-    un punto di riferimento verso l’esterno.
que strada la volontà di tornare alle ori-    Durante la pandemia, ad esempio, è
gini del Vangelo, di mettere in pratica la    stata la federazione a mantenere i con-
ricerca di Dio nella vita di tutti i giorni   tatti con il Cantone per seguirne tutte le
e di sperimentare con pienezza i doni         direttive”.
dello Spirito Santo”. Quest’ultimo, e la      Ma torniamo alla comunità locarnese
sua manifestazione in occasione della         (di cui fanno parte anche diversi loso-
Pentecoste, diventano fondamentali per        nesi) e alle sue attività. Il culto principa-
le comunità, che vi si ispirano anche per     le si svolge tutte le domeniche alle 10. I
la loro denominazione. “Ancora oggi           suoi elementi principali sono la lode e
cerchiamo di coltivare quell’eredità”. Il     l’adorazione a Dio tramite il canto e le
movimento giunse in Svizzera nel 1907,        preghiere, la predicazione della Parola
mentre nel 1935 si diede vita alla Mis-       di Dio e la condivisione di esperienze
                                              personali. In concomitanza con il cul-
                                              to vi è un programma appositamente
                                              preparato per i bambini, a dipendenza
                                              delle fasce d’età. Stesso discorso per gli
                                              adolescenti, fra gli 11 e i 15 anni. E pro-
                                              prio verso i giovani la CEP ha un’atten-
                                              zione particolare. “È facile dire: ‘Non
                                              perdetevi nel mondo’ – afferma il pa-
                                              store Agosta -, ma bisognerebbe anche
                                              offrire loro delle alternative e risposte a
                                              ciò che stanno cercando”. Da qui gli in-
                                              contri settimanali, il venerdì sera, “pen-
                                              sati per trasmettere la consapevolezza
La sala dei culti a Locarno                   che la fede è una cosa entusiasmante,

                                                                                        13
ognuno”. Per questo i fondatori del mo-
                                            vimento hanno concepito le cosiddette
                                            “cellule”: piccoli gruppi di 8/10 perso-
                                            ne che si incontrano settimanalmente
                                            nelle case. Il loro scopo è la preghiera,
                                            la lode e l’approfondimento della Paro-
                                            la di Dio. “Ma anche la condivisione. Di
                                            gioie, dolori, difficoltà, eventi grandi e
                                            piccoli dell’esistenza. Il gruppo diventa
                                            quindi una sorta di famiglia spirituale,
Il pastore Claudio Agosta                   un punto di riferimento. E anche una
                                            piccola luce che brilla nel quartiere in
della quale non bisogna vergognarsi.        cui si riunisce”.
Cerchiamo di proporre eventi che ab-        Vi è inoltre, come si diceva più sopra, il
biano attinenza con il loro mondo, di       sostegno alle attività missionarie. Esso
parlare il loro linguaggio. Bisogna ban-    avviene a livello nazionale, ma ogni
dire la separazione fra sacro e profano,    comunità locale presta il proprio aiuto
perché amare Dio è possibile ovunque.       (concreto, ma anche morale e spirituale)
Il nostro messaggio è anche che ci si       a diversi progetti particolari. La CEP di
può divertire senza alcol o droga: basta    Locarno, ad esempio, tende le proprie
stare assieme per sentirsi bene. E loro     mani verso missionari attivi nel Ciad, in
rispondono con entusiasmo”. Il con-         India, in Cambogia e nella Guinea.
cetto è sicuramente ben illustrato dalla    Che rapporti ci sono, chiediamo infine
sala del culto: niente altare, ma, su un    a Claudio Agosta, con le altre confessio-
piccolo palco, una croce e, accanto, una    ni cristiane? “Direi intensi con diverse
batteria.                                   chiese evangeliche libere. Abbiamo poi
Grande attenzione è anche dedicata alla     già collaborato con don Farine a Lo-
vita comunitaria. Così dopo ogni culto      sone nell’ambito dell’organizzazione
domenicale ci si incontra nella caffette-   di un corso Alpha sulla fede. Infine la
ria. “Ormai sono anni che lo facciamo.      recente emergenza ci ha avvicinati an-
All’inizio ero un po’ scettico, non cre-    che alla parrocchia di Locarno. Sempre
devo che avrebbe funzionato. Invece         per poter rispettare le distanze a causa
l’appuntamento è sempre frequentatis-       del coronavirus, la scuola domenicale
simo e non è raro che si improvvisino       per i bambini si tiene attualmente in
anche pranzi in comune. Spesso orga-        un parco. Saputo dei nostri problemi
nizziamo pure pic-nic la domenica a         di spazio, don Carmelo Andreatta ci
mezzogiorno”. Senza contare le uscite       ha gentilmente offerto quelli del Cen-
e le vacanze comunitarie o le colonie       tro sant’Antonio in caso di maltempo.
e i fine settimana per i giovani. “Ma       Sono begli scambi interconfessionali,
all’interno della comunità – prosegue il    che speriamo di poter continuare anche
pastore pentecostale locarnese – non è      in futuro”.
sempre facile raggiungere i bisogni di                                             bgl

14
l’ospite

Un abbraccio fatto di immagini e suoni
Il regista Michael Beltrami racconta il Centro covid-19

Raccontare il dolore non è facile. Si ri-         te, solo sfiorandosi oppure segnando-
schia talvolta di dire troppo. Oppure             si indelebilmente l’una con l’altra, ha
troppo poco. Ci si ritrova spesso a cam-          puntato la sua telecamera perché gli at-
minare in precario equilibrio sul labile          timi non andassero perduti e diventas-
confine che divide la testimonianza dal           sero tasselli di una memoria collettiva.
voyeurismo. Ne sa qualcosa Michael                “Molte volte – racconta lui stesso – ci
Beltrami, regista e produttore di Loso-           siamo interrogati sul senso della nostra
ne, che si è ritrovato con alcuni colleghi,       presenza in quel luogo. E la risposta è
per fortuite circostanze, a documentare           sempre stata la necessità di documenta-
momenti di grande sofferenza e di al-             re per non dimenticare”. Fatti, certo, ma
trettanto grande umanità al Centro co-            anche – e forse soprattutto – sentimenti,
vid-19 della Carità di Locarno, nel bel           emozioni, gesti, sguardi. Per questo l’e-
mezzo del picco pandemico. Là, dove               sigenza di filmare si è inchinata all’ob-
innumerevoli vicende si sono incrocia-            bligo della delicatezza. Un impegno che

Jesse Allaoua, Dimitri Singenberger e Michael Beltrami alla Carità

                                                                                        15
Beltrami ha sempre fatto proprio nella
sua pluridecennale carriera. Ma questa
volta ancora di più. Per diventare un oc-
chio discreto nel cuore della pandemia.
L’ospedale La Carità Michael Beltrami
lo conosce bene. Da poco tornato dagli
Stati Uniti dopo gli studi e l’esordio pro-
fessionale, nel ’96 vi ha girato uno dei
primi documentari realizzati per la RSI.
“È stata – racconta – un’esperienza toc-
cante. Per vari motivi. Mi sono trovato a      Un fotogramma del documentario
condividere le vicende mediche e uma-
ne di diverse persone e quell’opportu-         lora, proprio per il rapporto privilegiato
nità mi ha sicuramente segnato. Di più.        con l’istituto, è stato quasi inevitabile
Mentre filmavo ho incontrato un pazien-        che la scelta cadesse proprio su Beltra-
te e ne ho seguito la storia, fin dal suo      mi. “Non è stato facile cominciare – rac-
arrivo al Pronto soccorso. La diagnosi è       conta ancora –. All’inizio c’era anche
poi stata pesante e quella persona, assie-     una comprensibile paura e non tutti era-
me alla sua famiglia, mi ha permesso di        no disposti ad assumersi il rischio. Nei
documentare cosa significhi affrontare         primi tempi sono entrato in ospedale
la notizia di un cancro e poi ritrovarsi       con l’operatore Ariel Salati, poi si sono
a combatterlo. Un grande regalo, in un         aggiunti anche i registi Jesse Allaoua e
certo senso. Soprattutto perché, dieci         Dimitri Singenberger”. Ognuno con la
anni dopo, ho vissuto esattamente la           sua macchina da presa, sono rimasti al
stessa esperienza. Nello stesso ospedale       fronte per circa due mesi, documentan-
e di fronte allo stesso medico… Allora         do quotidianamente quanto accadeva.
ho ripensato a quel paziente e la sua vi-      “E cambiando il nostro approccio con
cenda, che avevo raccontato, mi ha mol-        il lavoro. Di solito, soprattutto quan-
to aiutato a gestire la mia con serenità”.     do si racconta di persone, ci si prende
                                               il tempo per conoscerle, così da entrare
Da allora il tempo è trascorso e il nostro     in modo delicato nella loro intimità. Al
interlocutore è oggi diventato produtto-       Centro covid-19 ciò non era possibile:
re della trasmissione “Storie” della RSI,      ci siamo spesso trovati di fronte a pa-
pur senza aver mai smesso i panni del          zienti in gravi condizioni o che a tutto
regista. È con tale ruolo che ha varcato le    pensavano salvo che a fare la nostra co-
porte della Carità, dove – per riferire di     noscenza. A medici e infermieri troppo
quanto stava accadendo – già erano en-         impegnati anche solo per far caso a noi.
trati i suoi colleghi dell’informazione di     A famigliari che stavano affrontando
“Falò”. Nel frattempo era però nata l’e-       una delle peggiori prove della loro vita,
sigenza di andare oltre l’immediatezza         che magari erano venuti all’ospedale
della cronaca, di arrivare alla profondità     per dare l’ultimo saluto al loro caro”.
e all’essenza dei fatti e delle persone. Al-   Insomma, una realtà difficile da vivere

16
e da raccontare. Dove tutto era portato        Poi c’era il rapporto con gli altri. Anche
all’estremo: la sofferenza, la solitudine,     con coloro che guardavano male regi-
il dolore per il distacco. Ma anche la de-     sti e telecamere. “Non tutti capivano
dizione, la solidarietà, la tenerezza. “Ed     perché eravamo lì. Abbiamo cercato di
è in quelle situazioni – riflette ancora       spiegarlo, svelando anche quali erano i
Beltrami – che ti ritrovi ogni giorno ad       nostri sentimenti e le nostre emozioni.
interrogarti sul senso del tuo lavoro. A       Per certi versi ci siamo sentiti privilegia-
ricordarcelo, quasi quotidianamente,           ti per il fatto di poter essere presenti e
era il direttore dell’ospedale, Luca Mer-      di filmare situazioni umanamente così
lini, il quale ha più volte sottolineato       ricche e forti. Sono momenti dai quali si
quanto fosse importante documentare            trae insegnamento, che ti fanno crescere.
un momento unico, che mai si era ve-           Vedere i curanti, i cappellani (fra i quali
rificato prima nella storia della nostra       don Jean-Luc Farine e don Marco Ni-
generazione”.                                  chetti, che si sono aggiunti a fra Michele
Tanti interrogativi, dunque, ma anche          Ravetta) e anche i pazienti e i famigliari
qualche conflitto interiore. “Eravamo          affrontare ogni giorno qualcosa di così
ben coscienti che per muoverci in quella       difficile ed eccezionale ci ha ovviamente
realtà erano necessari tatto e sensibilità.    segnati. Credo di aver visto e percepito
E, in certi momenti, anche la capacità di      la vera umanità. E un’incredibile ener-
rinunciare a filmare. Quella, forse, è sta-    gia che irradiava da tutti e che riusciva
ta – dal punto di vista professionale – la     a cancellare la stanchezza. Ognuno ha
prova più difficile. Eppure in un paio di      vissuto il proprio ruolo fino in fondo,
occasioni ho spento la telecamera, co-         con il massimo della dedizione”.
sciente di trovarmi di fronte ad una si-
tuazione straordinaria e della necessità       Ricordi, suoni e immagini che ora Bel-
di rispettare l’intimità delle persone che     trami, in collaborazione con la monta-
vi erano coinvolte. Lì mi sono reso con-       trice Bettina Tognola, sta elaborando
to di esser cambiato, perché anche solo        affinché sappiano rendere al meglio
dieci anni fa forse non lo avrei fatto…”.      un’esperienza senza eguali. “Non sono
                                               un espansivo – conclude - uno che di-
                                               mostra facilmente ciò che prova. Eppu-
                                               re ci sono stati momenti, in quei giorni,
                                               nei quali avrei tanto voluto abbracciare
                                               chi mi trovavo davanti. Non abbiamo
                                               mai potuto farlo. Ora, dunque, è questo
                                               il mio obiettivo: fare in modo che il do-
                                               cumentario diventi un abbraccio ideale
                                               per tutti coloro che ci hanno permesso
                                               di raccontare quel capitolo della loro
                                               storia”.

L’ospedale di Locarno diventato Centro covid                   Barbara Gianetti Lorenzetti

                                                                                        17
echi dalle valli

Se la tenerezza passa da uno schermo
Soluzioni inedite per stare accanto agli anziani

Chi l’ha detto che i nuovi mezzi di co-        e l’assistenza spirituale. Lo stesso pro-
municazione sono sempre freddi e im-           blema si poneva in tutto il comprensorio
personali? A volte, quando proprio non         delle valli. Al San Donato di Intragna
possiamo fare altrimenti, riescono anche       ci ha pensato il cappellano della casa,
a diventare veicolo di tenerezza. Come         don Tarcisio Brughelli, che ha deciso di
quella che si sono scambiati – e ancora        trasferirsi temporaneamente in istituto,
si scambiano – don Marco Nichetti e i          al cui interno ha continuato a svolgere
“suoi” anziani dell’Onsernone. Anche           la propria funzione, condividendo con
loro, come molti di noi, a causa dell’emer-    ospiti e personale l’emergenza sanitaria
genza sanitaria si sono improvvisamente        e la situazione straordinaria di chiusura
ritrovati orfani di certi contatti umani. Di   che quest’ultima ha provocato.
fronte al rischio di vedersi entrare in casa   Nel frattempo don Marco – pur essen-
il virus, la direzione del Centro sociale      do stato chiamato a far parte del team di
onsernonese (CSO) ha preferito (in anti-       cappellani che ha assicurato il proprio
cipo sui tempi, come diremo più avanti)        servizio all’interno del Centro covid-19
chiudere le proprie porte. Un provvedi-        all’ospedale La Carità (ne parliamo a pa-
mento che ha toccato famigliari, parenti,      gina 15) – ha sentito forte l’esigenza di
amici e anche i sacerdoti che fino a quel      continuare ad accompagnare gli anziani
momento erano presenze di riferimento          nelle due sedi del CSO. “Così – raccon-
nelle case per anziani. Ma don Marco           ta lui stesso – ho pensato di sfruttare le
e i suoi confratelli non si sono dati per      nuove tecnologie e ho cominciato a ce-
vinti e hanno trovato modi alternativi         lebrare le messe in ‘streaming’. Grazie a
per non far mancare il proprio sostegno        quel sistema gli ospiti del Centro sociale

Chi assiste in valle …

18
potevano assistere alle funzioni”. Non          vigore. “Le visite all’interno – spiega an-
solo. Con l’ausilio di un tablet gli incontri   cora il direttor Beretta – sono possibili,
sono diventati anche più personali. “Mi         ma rispettando misure strettissime. E noi
portavano da un ospite all’altro – raccon-      stessi le sconsigliamo”. Tanto che finora,
ta sorridendo il parroco di Onsernone e         sulla sessantina di ospiti solo in un caso –
Centovalli – racchiuso dentro uno scher-        con particolari necessità – sono avvenuti
mo…”.                                           incontri all’interno. Nel frattempo conti-
E le reazioni sono state di grande piace-       nuano i contatti costanti con don Marco.
re, tenerezza, emozione e commozione.           E l’emozione ha raggiunto il culmine lo
Parola di Michele Beretta, direttore del        scorso 17 luglio, quando, grazie ad un
CSO. “Gli ospiti hanno molto apprezza-          altare allestito all’esterno, i residenti del
to gli sforzi di don Marco di essere co-        CSO hanno finalmente potuto assistere
munque presente. Noi, dal canto nostro,         alla messa praticamente in presenza. “È
a Russo abbiamo anche fatto in modo             stato un momento molto toccante – rac-
di trasmettere le messe attraverso uno          conta il sacerdote – perché era da ormai
schermo grande”. La struttura onserno-          più di tre mesi che non mi vedevano di
nese, come dicevamo all’inizio, ha reagi-       persona e non potevano fare la comunio-
to con grande tempismo alla pandemia            ne”. Salvo casi eccezionali (e forse anche
e ha chiuso alle visite dall’esterno già        memore delle drammatiche conseguen-
dal 2 marzo (mentre il divieto ufficiale a      ze del covid-19 sperimentate alla Carità)
livello cantonale è scattato il 7). È forse     don Marco continua a non entrare negli
anche per questo che, fortunatamente, il        istituti, ma la sua presenza appena fuo-
covid-19 è rimasto fuori dalle due strut-       ri ha toccato il cuore degli anziani. Così
ture di Loco e Russo. “Non abbiamo però         come il fatto di aver trovato il modo di
voluto che ai nostri ospiti mancassero i        far comunque distribuire la comunione
contatti con il mondo, per cui abbiamo da       anche all’interno. La tenerezza, insom-
subito messo in piedi un sistema di video       ma, si declina in tanti modi. A volte an-
chiamate, oltre ad aver allestito all’ester-    che passando da uno schermo.
no zone dove fosse possibile incontrarsi                                                  bgl
pur rimanendo a distanza. Anche queste
iniziative sono state molto apprezzate e
credo che nessuno si sia mai sentito ve-
ramente tagliato fuori. L’unico problema,
forse, è stato il divieto, per i più indipen-
denti, di uscire dalla casa. Per ovviare a
tale mancanza, abbiamo potenziato certe
attività, come i lavori nell’orto, in modo
da offrire occupazioni alternative”.
Gli anziani del centro onsernonese, in-
somma, hanno vissuto la situazione con
relativa serenità. E ancora lo stanno fa-
cendo, visto che la chiusura rimane in          … e chi celebra al piano

                                                                                          19
intervista

Croce Rossa: un sostegno concreto
Incontro con Alfredo Soldati, neo presidente della sezione di Locarno

Lo scorso mese di luglio Alfredo Sol-
dati - municipale di Losone e coordina-
tore delle attività del centro la Torre - è
stato designato quale nuovo presiden-
te della sezione di Locarno della Croce
Rossa Svizzera, succedendo a Riccardo
Rondi attivo per quasi quarant’anni di
cui quindici quale presidente. Abbiamo
colto l’occasione per incontrare Alfredo
Soldati e scoprire di cosa si occupa que-
sta importante associazione attiva nel
Locarnese e in Vallemaggia.

Alfredo Soldati, cosa l’ha spinta ad av-
vicinarsi alla Croce Rossa Svizzera?
“La mia natura mi ha sempre spinto a          Alfredo Soldati e Riccardo Rondi
mettermi a disposizione laddove il mio
modesto contributo avesse potuto risul-       come è successo nel resto della Svizzera.
tare utile e apprezzato. È stato così con     I tempi non sono ancora maturi e con-
la politica, ma anche in ambito parroc-       cordo anche con questa scelta in quan-
chiale (sono coordinatore del Gruppo          to non si vede bene per quale motivo si
di animazione del Centro La Torre) e in       debba forzare la mano per modificare
precedenza, per un certo periodo, quale       una situazione operativa molto efficace,
lettore di Unitas per la registrazione di     ciascuna sezione rimane con i suoi am-
audiolibri. Due anni orsono sono stato        biti e con le sue attività peculiari e lo fa
avvicinato dal mio predecessore in vista      bene.
di una pianificazione della sua succes-       “La sezione di Locarno ha come fiori
sione e ho fatto una sorta di “appren-        all’occhiello il suo Centro di ergoterapia
distato” quale vicepresidente, periodo        (5’000 ore di trattamenti nel 2019) e il
durante il quale ho potuto conoscere gli      Servizio trasporti che ha percorso qua-
ambiti di attività della sezione”.            si 200’000 km per gli utenti nel 2019 (il
                                              primo svolto ovviamente da professio-
In quali ambiti è attiva la sezione di Lo-    nisti, il secondo sia con due autisti pro-
carno?                                        fessionisti sia dal personale volontario).
“Va detto innanzitutto che in Ticino non      Inoltre, la sezione gestisce il Mercatino
si è ancora riusciti a fusionare le varie     dell’usato (gestito interamente dai vo-
sezioni in un’unica sezione cantonale         lontari) aperto alle famiglie bisognose”.

20
I volontari devono seguire una forma-
                                              zione specifica?
                                              “Non è necessario avere doti specifiche,
                                              ad ogni volontario si cerca di trovare la
                                              giusta collocazione e con la tempistica
                                              desiderata, anche per poche ore alla set-
                                              timana”.

                                              La costante ricerca di volontari è alla
                                              base della continuità. Cosa si sente di
                                              dire a una persona che vorrebbe impe-
                                              gnarsi a favore del prossimo?
                                              “Non c’è soddisfazione più grande di
                                              quella di sentirsi utili al prossimo e di
Il Centro di ergoterapia                      cercare di rimettere in circolo la fortuna
                                              e le gioie che la vita ci regala; mettersi
A chi si rivolgono i vostri servizi?          al servizio di chi è meno fortunato ci
“Gli utenti dei servizi sono anziani soli,    rende migliori e sicuramente più felici.
malati, persone che hanno difficoltà          Per questo lancio volentieri un appello
contingenti. La sezione è inoltre attiva      ai giovani affinché si avvicinino alle at-
in una serie di attività di sostegno alla     tività”.
precarietà e alla povertà di molti nuclei                     Nathalie Ghiggi Imperatori
famigliari del Locarnese che vengono
aiutati con alimentari o con buoni di ac-
quisto”.

Numerose delle attività da voi promos-
se si basano sulla forza del volontaria-
to. Di cosa si occupano i volontari?
“I volontari sono una risorsa importan-
tissima per le nostre attività e alcuni di
loro prestano la loro opera da molti anni,
anche in età avanzata fino a quando sono
ancora sostenuti dalle loro forze. Ciò mi
fa pensare che il volontario sente di far
parte di una grande famiglia e si rende
conto che ogni sforzo che fa a favore
di chi è nel bisogno gli viene rimborsa-
to per i suoi multipli in calore umano e
nella riconoscenza che ritrova nei piccoli
gesti di chi ha avuto il privilegio di aiu-
tare”.                                        Il Mercatino dell’usato

                                                                                     21
laudato si’

Acrobati fra cielo e terra
Alla scoperta del rondone, “inquilino” dei nostri campanili

Ci sono creature che, meglio di altre, rac-
chiudono in sé la bellezza del cielo che ac-
carezza la terra. Una di esse ha, da secoli,
un rapporto privilegiato con le nostre chie-
se e con i campanili. Le sue strida sono la
colonna sonora delle messe estive. Le sue
acrobazie tolgono il fiato. Le sue rumo-
rose danze nell’aria trasmettono gioia di
vivere. È, il rondone, un essere straordina-
rio, che ci accompagna ogni anno per al-
cuni mesi, ma del quale molti di noi sanno
ancora poco. Il Locarnese – e alcune del-
le parrocchie del nostro comprensorio in
particolare – è terra d’elezione per l’apus    Rondoni in volo ad Intragna
apus, nome scientifico della varietà più
comune. Tanto che il Sentiero dei rondo-       – che può arrivare a sfiorare i vent’anni
ni, inaugurato qualche anno fa partendo        – percorre nel cielo distanze impressio-
da Locarno (la cui chiesa di sant’Antonio      nanti: si è calcolato che possa raggiungere
ospita l’unica colonia svizzera di rondo-      anche i 3,9 milioni di chilometri, pari a 5
ne pallido) tocca anche edifici sacri come     volte il tragitto fra la terra e la luna e ritor-
la chiesa di Intragna, nelle Centovalli, la    no. Come ci riesce? Semplice: non atterra
cui torre campanaria (la più alta del Tici-    praticamente mai – se non per nidificare
no) è luogo di nidificazione privilegiato.     - e per farlo svolge in aria tutte le proprie
Anche la chiesa di san Lorenzo a Losone        funzioni. Al di là del nutrirsi (la sua dieta
ospita una nutrita colonia. Per conoscere      è costituita da insetti) e dell’accoppiarsi,
meglio questo volatile (per certi versi dav-   riesce addirittura a dormire volando. Per
vero eccezionale) abbiamo attinto da una       farlo mantiene attivo un solo emisfero ce-
pubblicazione della Stazione ornitologica      rebrale, riposando con l’altro. In queste
svizzera e ne abbiamo parlato con Marisa       fasi i suoi battiti d’ali si riducono da 8 a
Paganetti, appassionata di Verscio, che da     6 al secondo, mentre raggiunge quote che
anni si occupa della tutela dei rondoni.       arrivano a sfiorare i 3.000 metri.
Le caratteristiche dell’”inquilino” di tante   Da noi i rondoni arrivano verso fine aprile
chiese e campanili lo rendono davvero in-      e rimangono fin verso la metà di luglio.
credibile. Può sembrare quasi una leggen-      Un periodo cruciale, perché è quello della
da, ma questo uccello trascorre davvero la     nidificazione. Avendo bisogno di luoghi
maggior parte della propria vita in volo.      alti e ampi spazi per il decollo, prediligo-
Tanto che nel corso della sua esistenza        no – come dicevamo – i tetti delle chiese,

22
ma anche i campanili. Di solito depongo-        ho provato ad inserire nelle grondaie una
no 2 o 3 uova, che covano per una ven-          sottile striscia ruvida, che non costituisce
tina di giorni, fino alla schiusa. I piccoli    un ostacolo per materiali che vi si potreb-
restano poi nel nido fra i 36 e i 48 giorni,    bero depositare, ma che permette ai vola-
durante i quali vengono nutriti da una a        tili di fare presa con le zampe, di issarsi
due volte all’ora con un gran numero di         sul bordo e di riprendere il volo”. Paga-
insetti. Si stima che ogni rondonino riesca     netti ha dunque iniziato ad ispezionare
a mangiarne circa sette chili prima di di-      diverse chiese del cantone e, in alcuni casi,
ventare indipendente. A quel momento            dopo aver constatato la presenza di ron-
spiccherà il volo e per i due anni succes-      doni morti nei canali di scarico, ha chiesto
sivi non toccherà mai terra, fino a quando      la collaborazione delle parrocchie. “E al-
inizierà a sua volta a riprodursi. Un’altra     cune – conclude – hanno già accettato di
caratteristica interessante è il fatto che i    collaborare”. Così, ad esempio, a Verscio,
rondoni siano disposti ad adottare e alle-      Sonogno e Castione sono già state posate
vare piccoli rimasti orfani. Un’eventualità     le strisce salva-rondone. “È un lavoro che
che può sempre capitare, anche per una          spero di poter continuare” e sul quale chi
causa di cui Marisa Paganetti si occupa da      è interessato può trovare informazioni nel
diversi anni. “I rondoni – spiega lei stes-     sito internet www.rondonivittimegronda-
sa - proprio per il fatto che volano per la     ie.ch.
maggior parte del tempo, hanno zampet-          Un modo in più per tutelare una creatu-
te molto corte, che non permettono loro di      ra che non solo ci mette in contatto con il
decollare da terra. Devono dunque cerca-        cielo, ma anche con altri orizzonti. Le co-
re di raggiungere luoghi elevati dai quali      lonie che hanno da poco lasciato le nostre
lanciarsi. Quando nidificano fra le tegole      chiese e i nostri campanili sono infatti in
o le piode dei tetti, soprattutto se l’aper-    viaggio verso mete lontane. Dopo aver
tura si trova nella parte bassa della falda,    sorvolato la Francia del Sud, la Spagna e
entrando o uscendo può capitare che fi-         il deserto del Sahara, alcune di loro si fer-
niscano nelle grondaie”. A quel punto il        meranno nell’Africa centro occidentale,
volatile non è più in grado di decollare e,     mentre altre continueranno il loro periplo
visto il fondo spesso scivoloso, non riesce     addirittura fino in Sudafrica, percorren-
nemmeno a risalire in verticale. “L’unica       do, a volte, anche 350 chilometri al giorno.
via che gli rimane – prosegue Paganetti –
è di spostarsi in orizzontale.                                                           bgl

Cosa che, nella maggior parte dei casi,
porta i rondoni a raggiungere il canale di
scolo verso il basso, nel quale precipitano,
per poi morire annegati o di stenti”.
Preso atto del problema, l’appassionata
di Verscio ha deciso di correre ai ripari e
di cercare una soluzione. “Che – spiega –
alla fine si è rivelata semplice ed efficace:

                                                                                          23
calendario liturgico pastorale

Losone
                                                                terzo appuntamento di
                                                        “Comunità in assemblea”
nuovi preti                                                       sabato 19 settembre
sabato 5 settembre                                           dalle ore 10 alle ore 13 ca.
ore 9:30 in cattedrale a Lugano                                  al centro la Torre
ordinazione sacerdotale di Nathan Fedier
                                                     Per metterci all’ascolto gli uni degli altri e riflet-
e Davide Bergamasco                                  tere sulle attività pastorali della nostra comunità
                                                     parrocchiale e delle reti di parrocchie, formulando
ventitreesima domenica ordinaria                           le linee guida di un progetto annuale.
sabato 5 settembre
ore 18 in san Lorenzo
domenica 6 settembre                               venticinquesima domenica ordinaria
ore 10 in san Lorenzo                              festa federale di ringraziamento
ore 20 in san Lorenzo                              sabato 19 settembre
                                                   ore 17:30 in san Lorenzo
preghiera di adorazione                            domenica 20 settembre
martedì 8 settembre                                ore 10 in san Lorenzo
ore 20 in san Giorgio                              ore 11:30 preghiera ecumenica
                                                   a casa Patrizia e pranzo festivo
Torna l’orario invernale delle celebrazioni fe-    ore 18 in san Giorgio
stive e l’alternanza con la messa serale della
domenica in san Giorgio. Sempre che le dispo-      ventiseiesima domenica ordinaria
sizioni federali e cantonali non prevedano ulte-   sabato 26 settembre
riori restrizioni.                                 ore 17:30 in san Lorenzo
                                                   domenica 27 settembre
festa Madonna di Arbigo                            ore 10 in san Lorenzo con le famiglie
sabato 12 settembre                                ore 18 in san Giorgio
ore 17:30 in san Lorenzo
domenica 13 settembre                              festa della Madonna del rosario
* in caso di bel tempo                             sabato 3 ottobre
ore 10:30 Eucaristia                               ore 17:30 in san Lorenzo
nel prato antistante la ex-caserma. Il gruppo      domenica 4 ottobre
mamme organizza un banco del dolce.                ore 10 messa in san Giorgio
ore 17 vespri nell’oratorio dell’Arbigo            animata dalla corale Unitas
                                                   ore 18 messa in san Giorgio
* in caso di cattivo tempo                         Il gruppo mamme organizza un banco autunnale
ore 10 in san Lorenzo                              nel locale annesso alla chiesa di san Giorgio
ore 18 in san Giorgio
                                                   preghiera di adorazione
                                                   martedì 6 ottobre
                                                   ore 20 in san Giorgio

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ventottesima domenica ordinaria                        domenica 1° novembre
sabato 10 ottobre                                      ore 10 messa in san Lorenzo
ore 17:30 in san Lorenzo                               ore 14:30 rosario in cimitero
domenica 11 ottobre, festa della cresima               ore 18 messa in san Giorgio
ore 10 nella palestra comunale
Durante la messa si amministra la cresima a            trentaduesima domenica ordinaria
17 giovani di Losone.                                  sabato 7 novembre
ore 18 in san Giorgio                                  ore 17:30 in san Lorenzo
                                                       domenica 8 novembre
giornata missionaria mondiale                          ore 10 in san Lorenzo
sabato 17 ottobre                                      ore 18 in san Giorgio
ore 17:30 in san Lorenzo
domenica 18 ottobre                                    preghiera di adorazione
ore 10 in san Lorenzo                                  martedì 10 novembre
ore 18 in san Giorgio                                  ore 20 in san Giorgio
Le offerte delle messe sono inviate a “Missio”
Svizzera per la ridistribuzione equa tra le Chie-      trentatreesima domenica ordinaria
se in tutto il mondo a sostegno di progetti ec-        sabato 14 novembre
clesiali.                                              ore 17:30 in san Lorenzo
                                                       domenica 15 novembre
trentesima domenica ordinaria                          ore 10 in san Lorenzo
sabato 24 ottobre                                      messa degli anniversari di matrimonio. I co-
ore 17:30 in san Lorenzo                               niugi che vogliono ricordarlo nell’Eucaristia,
domenica 25 ottobre                                    sono pregati di annunciarsi in parrocchia
ore 10 in san Lorenzo                                  ore 18 in san Giorgio
ore 18 in san Giorgio
                                                       festa dell’Eucaristia insieme a 34 famiglie di
                                                       Losone e festa di Cristo re
     “assemblea parrocchiale”                          sabato 21 novembre
             domenica 25 ottobre
                                                       ore 17:30 in san Lorenzo
        alle ore 11, centro la Torre
                                                       domenica 22 novembre
   A causa della sospensione di tutte le assemblee     ore 10.00
    nella primavera scorsa, in questa assemblea il     festa della comunione nelle palestre comunali
 Consiglio parrocchiale sottopone ad approvazione      ore 18 in san Giorgio
 il consuntivo 2019 e presenta il preventivo 2020.
    Sarà l’occasione per fare il punto sui lavori di
  restauro degli affreschi in san Giorgio. All’albo
                                                       prima domenica di avvento
          sarà pubblicato l’ordine del giorno.
                                                       sabato 28 novembre
                                                       ore 17:30 in san Lorenzo
                                                       domenica 29 novembre
festa di tutti i santi                                 ore 10 in san Lorenzo
sabato 31 ottobre                                      ore 18 in san Giorgio
ore 17:30 in san Lorenzo

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