Cavalleria rusticana Pietro Mascagni - Speciale Streaming - Teatro San Carlo

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Cavalleria rusticana Pietro Mascagni - Speciale Streaming - Teatro San Carlo
Pietro Mascagni

Cavalleria rusticana

       Speciale Streaming
Cavalleria rusticana Pietro Mascagni - Speciale Streaming - Teatro San Carlo
Cavalleria rusticana Pietro Mascagni - Speciale Streaming - Teatro San Carlo
Sovrintendente e Direttore Artistico
Stéphane Lissner
Direttore Generale
Emmanuela Spedaliere
Direttore Musicale
Juraj Valčuha
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Soci Sostenitori

           Sponsor

Sponsor del Teatro di San Carlo
     Stagione 2020/2021
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Soci Fondatori Pubblici                        Consiglio di Indirizzo

Ministero per i Beni e le Attività Culturali   Luigi de Magistris
e per il Turismo                               Presidente
Ministro
                                               Maria Luisa Faraone Mennella
Dario Franceschini
                                               Consigliere
Regione Campania
                                               Giuseppe Tesauro
Presidente
                                               Consigliere
Vincenzo De Luca
                                               Sergio De Felice
Comune di Napoli
                                               Consigliere
Sindaco
Luigi de Magistris                             Mariano Bruno
                                               Consigliere
Altri Soci
                                               Collegio dei Revisori dei Conti
Città Metropolitana di Napoli
Sindaco                                        Carlo Greco
Luigi de Magistris                             Presidente in rappresentanza
                                               della Corte dei Conti
                                               Michela Guarino
                                               Componente in rappresentanza
                                               del Ministero dell’Economia e delle Finanze
                                               Roberto Cappabianca
                                               Componente in rappresentanza
                                               del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
                                               Manuela Simonetti
                                               Componente in rappresentanza
                                               del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
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Maestro del Coro                       Direzione Generale con delega agli Affari
Gea Garatti Ansini                     Istituzionali, Marketing e Educational
                                       Emmanuela Spedaliere
Direttore del Balletto
Giuseppe Picone                        Responsabile Scientifico Dipartimento di
                                       Ricerca, Editoria, Comunicazione, Archivio
Direttore della Scuola di Ballo
                                       Storico e MeMus
Stéphane Fournial
                                       Dinko Fabris
Direttore del Coro di Voci Bianche
                                       Responsabile della Comunicazione Creativa
Stefania Rinaldi
                                       e Strategica e Relazioni con la Stampa
Consulente Area Artistica              Rossana Russo
Ilias Tzempetonidis
                                       Direttore Amministrativo
Direttore Organizzazione Produzione    Francesco Apicella
Francesco Andolfi
                                       Direttore Risorse Umane
Responsabile di Produzione             Mariapia Gaeta
Maya Dobromirova Dimova
                                       Direttore Immobili e Sicurezza
Direttore degli Allestimenti Scenici   e Salute sui Luoghi di Lavoro
Pasqualino Marino                      Ciro Tammaro
Responsabile della Sartoria
Giusi Giustino
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Sommario /
                  09 l Dinko Fabris
    Guida a Cavalleria rusticana.
Il riscatto dell’Italia meridionale
                  nell’opera verista
                                15 l
                         Argomento
                                17 l
                           Synopsis
                                21 l
                            Libretto
                                38 l
                      I protagonisti
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Opera in streaming /

                                           Inaugurazione

                                           stagione d’opera e danza
      Regione Lirica 2020
Evento programmato e finanziato            2020 / 2021
    dalla Regione Campania
                                           Registrato dal vivo il 1 dicembre 2020
                                           Disponibile online dal 04.12.2020 at 20h00 CET
                                           Disponibile fino al 07.12.2020 at 20h00 CET

Pietro Mascagni

Cavalleria rusticana
Melodramma in un atto

Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci

Esecuzione in forma di concerto

Direttore                                  Santuzza
Juraj Valčuha                             Elı̄na Garanča

Maestro del Coro                           Turiddu
Gea Garatti Ansini                         Jonas Kaufmann

Orchestra e Coro                           Alfio
del Teatro di San Carlo                    Claudio Sgura

                                           Mamma Lucia
                                           Elena Zilio

                                           Lola
                                           Maria Agresta
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Ritratto di Pietro Mascagni da giovane
Dinko Fabris

Guida a Cavalleria rusticana.
Il riscatto dell’Italia
meridionale nell’opera
verista
Quando, il 17 maggio 1890, fu rappresentato      dalla sua revisione del Mefistofele, nel 1875,
per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma    finalmente non più etichettata come
l’atto unico Cavalleria rusticana, fu come se    “wagnerismo”. La Scapigliatura cui aveva
fosse stata lanciata una bottiglia incendiaria   aderito Boito produsse solo pochi altri
in un ordinato e sonnecchiante deposito di       esperimenti in campo operistico, anche per
gloriose memorie qual era diventato il           la morte prematura di Faccio, mentre
repertorio dell’opera italiana di quegli anni    all’opposto una corrente più tradizionale,
di fine Ottocento. Dopo la morte di Wagner       rappresentata da Ponchielli, aveva proposto
e l’Otello di Verdi del 1887 tutti attendevano   una tranquillizzante sintesi del melodramma
la nuova e ultima opera del decano               italiano e francese, ma quel modello terminò
dell’opera europea, il Falstaff che sarebbe      con la scomparsa dell’autore della Gioconda
arrivato nel 1893, impedendo di fatto al         nel 1886. Della giovane generazione italiana,
librettista Boito di completare il suo Nerone,   Catalani aveva appena presentato Lorelay ma
il melodramma che avrebbe dovuto                 non ancora il suo maggiore successo, La
proseguire l’innovazione teatrale proposta       Wally del 1892 (in ogni caso entrambe

                                                                            Teatro di San Carlo I 09
liquidate come troppo “tedesche”) e Puccini        alla visione proposta dalla novella di Verga
- già arruolato dal fiuto di casa Ricordi - non    della società siciliana al tempo dello sbarco
aveva offerto prove davvero rivoluzionarie         dei Mille garibaldini, in tutto analoga a quella
nelle sue due opere d’esordio, anche perché        pugliese. La scelta del soggetto dell’opera fu
la natura “scapigliata” di Edgar non riusciva      però piuttosto casuale. Nel 1888 il
ad adattarsi al nuovo spirito “verista” ormai      compositore decise di tentare la
nell’aria. Era proprio questa la novità offerta    partecipazione ad un concorso della casa
dall’autore di Cavalleria rusticana: la musica     editrice Sonzogno, da tempo rivale di Ricordi,
poteva incarnare meglio di qualsiasi altra         per un melodramma in un solo atto che
arte l’inarrestabile moda, avviata in Italia       sarebbe stato rappresentato e pubblicato.
pochi anni prima, dal Verismo letterario di        Mascagni chiese aiuto per la scelta di un
Capuana e soprattutto di Verga, la cui             soggetto al poeta toscano Giovanni
novella omonima era apparsa nella sua prima        Targioni-Tozzetti, che scelse proprio il
raccolta del 1880, senza peraltro riscuotere       racconto di Verga Cavalleria rusticana e fu
quel successo popolare che fu poi assicurato       aiutato da Guido Menasci a trasformarlo in
dalla versione operistica.                         un libretto d’opera. Probabilmente nessuno
                                                   aveva previsto il successo strepitoso che poi
Ma chi era l’autore della musica di Cavalleria,    l’opera, dichiarata vincitrice da Sonzogno,
Pietro Mascagni, al tempo del suo così             ebbe fin dalle prime esecuzioni pubbliche,
fortunato esordio operistico? Nato nel 1863 a      tanto che Verga vinse una causa per plagio
Livorno - l’imprinting della sua origine           dimostrando di non aver mai ricevuto una
toscana caratterizzerà per sempre il suo           richiesta formale per l’utilizzo del suo testo.
carattere impetuoso e burrascoso - dopo i
suoi primi studi musicali nella città d’origine,   La vicenda è ambientata nel giorno di
avendo già dato prova di un innato talento         Pasqua in un villaggio della Sicilia verso la
compositivo, si trasferì a Milano per studiare     fine del secolo XIX, quindi era intesa dal
al Conservatorio con Ponchielli e per un           librettista e dal compositore come
periodo condivise una stanza in affitto con il     contemporanea, in pieno accordo con
più anziano Giacomo Puccini. Abbandonati           l’estetica verista. I protagonisti sono tutti
gli studi per lavorare come direttore di           appartenenti alla sfera sociale contadina più
compagnie itineranti d’operetta, si ritrovò        povera, tranne compare Alfio (baritono) che
casualmente durante una tournée a                  è un “massaro” arricchito insieme alla
Cerignola, fiorente centro agricolo pugliese,      moglie Lola (mezzosoprano), già amante di
dove gli fu offerto di dirigere una                Turiddu (tenore). Quest’ultimo, dopo il
“Filarmonica”, ossia un tipico complesso del       servizio militare, è tornato al villaggio in
tempo che univa una Banda di fiati ad alcuni       casa della madre e ufficialmente corteggia
strumenti ad arco dell’orchestra sinfonica.        una brava ragazza di nome Santuzza
Questo lungo soggiorno, durato fino al 1895,       (soprano). Gli ambiti vocali scelti da
consentì a Mascagni di entrare direttamente        Mascagni indicano già l’intimo carattere e il
in contatto con la realtà di arretratezza          ruolo di ciascun personaggio nel plot. La
contadina ma anche di orgogliosa ritualità         vicenda arriva rapidamente all’epilogo
culturale dell’Italia meridionale. Fu così         quando si scatena la gelosia di quest’ultima,
possibile per Mascagni aderire dall’interno        ormai consapevole che Turiddu e Lola siano

10 I Teatro di San Carlo
tornati amanti, che mette sull’avviso Alfio.        più tardi, per esempio da Puccini. Anche il
Nella sfida che segue il giovane Turiddu è          vino, altro simbolo della società contadina e
consapevole fin dalla vigilia di non avere          allo stesso tempo di una cristianità popolare,
scampo, tanto da raccomandare alla madre            diviene protagonista sia dell’azione che del
Lucia (contralto) di voler adottare come            canto.
figlia Santuzza. Il duello all’arma bianca che      Come appare nelle parole di addio di Turiddu
chiude l’opera è vissuto fuori scena e l’esito      prima della sfida: “Mamma... quel vino... è
mortale per Turiddu è annunciato dalle voci         generoso” ma anche nel corale inno “viva il
concitate di un popolo che partecipa al             vino spumeggiante”.
dramma come ad un arcaico rito sacrificale.         Tra gli elementi che portarono allo
Canti popolari in lingua siciliana si alternano     straordinario successo popolare della
a romanze di grande impatto emotivo, che            partitura di Mascagni sicuramente potremmo
divennero modello della nuova, anche se             indicare tre punti di forza: la tavolozza
effimera, stagione verista. Si aggiungono, a        timbrica dell’orchestra, usata con grande
completare gli ingredienti, un raffinato            maestrìa di concertatore; l’impatto di una
Intermezzo orchestrale che sospende                 vocalità nuova, quasi aggressiva nei suoi salti
l’azione proprio a metà ed il grande affresco       verso l’alto, ma sempre basata sulla
corale costituito dalla funzione religiosa          cantabilità tipica della tradizione operistica
nella chiesa del paese, con tutti gli abitanti      nazionale; infine il sapiente utilizzo delle
coinvolti: due elementi che saranno ripresi         masse corali che rappresentano il popolo

Epilogo tragico della novella Cavalleria rusticana di Giovanni Verga

                                                                               Teatro di San Carlo I 11
anche nelle sue componenti simboliche                      i due più recenti allestimenti erano stati
ancestrali, come si è visto.                               firmati da registi molto affermati nel campo
È stato spesso ripetuto che Mascagni sia                   della sperimentazione teatrale, come Pippo
rimasto imprigionato nel meccanismo                        Delbono (per la stagione estiva in teatro) e
dell’imprevedibile successo planetario della               Giorgio Barberio Corsetti (in versione plain air
sua opera d’esordio e che per liberarsene                  a Matera nell’anno della Capitale Culturale
abbia poi troppo presto abbandonato                        Europea). La nuova versione proposta in
proprio quegli ingredienti “veristi” vincenti,             forma di concerto dal San Carlo, nell’ambito
cercando nuove strade di sperimentazione                   dell’inaspettata stagione in streaming che
ad ogni titolo successivo. È forse vero il                 reagisce all’emergenza sanitaria globale, può
contrario, ossia che già in Cavalleria                     essere una preziosa occasione - per il
rusticana il compositore aveva avviato una                 pubblico che già conosce l’opera ma anche
sperimentazione che fu compresa e                          per i meno esperti - per concentrare la
accettata con entusiasmo dai contemporanei                 propria attenzione sulla musica senza lasciarsi
e seguita poi dai suoi colleghi e                          coinvolgere dall’azione scenica e
continuatori.                                              dall’ambientazione dei costumi, anche grazie
Il Teatro di San Carlo ha naturalmente                     alla presenza di eccezionali interpreti tra le
proposto più volte produzioni sceniche                     voci più importanti del nostro tempo e di una
importanti di Cavalleria nel corso dei 130                 orchestra ormai in grado di competere tra le
anni dalla prima. In particolare nel solo 2019             più blasonate d’Europa.

Nota bibliografica
Sul Verismo in musica sono tuttora indispensabili i saggi di Egon Voss, Verismo in der Oper, “Die Musikforschung”,
31 (1978), pp. 303-313; Jay Reed Nicolaisen, Italian Opera in Transition, 1871-1893, Ann Arbor (Michigan),
UMI Press, 1980 e in italiano di Adriana Guarneri Corazzol, Opera e verismo: regressione del punto di vista
e artificio dello straniamento, in Ruggero Leoncavallo nel suo tempo, Atti del 1° Convegno internazionale
di studi su Ruggero Leoncavallo, a cura di Jürgen Mähder e Lorenza Guiot, Milano, Sonzogno, 1993, pp.
13-31 e di Stefano Scardovi, L’opera dei bassifondi. Il melodramma “plebeo” nel verismo musicale italiano,
Lucca, LIM, 1994.
Sul compositore si possono vedere due testi ormai classici: Roger Flury, Pietro Mascagni. A
Bio-Bibliography, Westport-London, Greenwood Press, 2001 e Cesare Orselli, Mascagni, Palermo, L’Epos,
2011 (rist. Roma, Neoclassica, 2019). Utile anche la consultazione dell’Epistolario di Pietro Mascagni, a cura
di Mario Morini, Roberto Iovino e Alberto Paloscia, 2 voll., Lucca, LIM, 1996. Pochi sono i saggi interamente
dedicati alla Cavalleria di Mascagni ad eccezione i libretti d’opera dei più importanti teatri, come il volume
realizzato per l’allestimento dell’opera al Teatro La Fenice di Venezia nel 2009, che riporta, oltre ad una
chiara guida di Agostino Ruscillo, anche la traduzione italiana del raro scritto del compositore Janáček su
Cavalleria rusticana del 1892 (“La Fenice prima dell’opera”, 7, 2009, pp. 21-22). Un utile contributo è lo
studio interdisciplinare di Matteo Sansone, Verga and Mascagni: The Critics’ Response to “Cavalleria
Rusticana”, in “Music and Letters”, 71/2 (1990), pp. 198-214.

12 I Teatro di San Carlo
Turiddu (Jonas Kaufmann) con Lola (Maria
Agresta) mentre Santuzza (Elı̄na Garanča) li
osserva con dolore.
Santuzza: (a Turiddu) “No, non mentire; ti vidi
volgere giù dal sentier... E stamattina all’alba
t’hanno scorto presso l’uscio di Lola... Tu l’ami
dunque?... Bada!”
Turiddu: “Dell’ira tua non mi curo!” / Santuzza:
“A te la mala Pasqua, spergiuro!”
(Cavalleria rusticana, Scena 6 e 7)
Lola (Maria Agresta) osserva Santuzza
(Elı̄na Garanča) e capisce che lei sa di aver
perso Turiddu.
Santuzza: “...Gli dicevo che oggi è Pasqua e il
Signor vede ogni cosa.” / Lola: “Non venite alla
messa?” / Santuzza: (subito) “Io no, ci deve (con
intenzione) andar chi sa di non aver peccato!...”
(Cavalleria rusticana, Scena 7)
Argomento

La vicenda è ambientata in un villaggio della        Le loro voci si smorzano a poco a poco
Sicilia verso la fine del secolo XIX, il giorno di   mentre si allontanano.
Pasqua. Dopo il preludio orchestrale, si ode la      Santuzza entra tristemente e si avvia verso la
voce del tenore, Turiddu, che canta una              casa di mamma Lucia. È venuta a chiedere
serenata in forma “Siciliana” a Lola: “O Lola        notizie del figlio di lei, Turiddu, suo
c’hai di latti la cammisa”.                          innamorato.
Il sipario si apre sulla piazza di un villaggio.     Mamma Lucia la informa che Turiddu è andato
Da un lato si scorge l’ingresso di una chiesa,       a Francofonte a prendere del vino; Santuzza
dall’altro il negozio e la casa di mamma             afferma invece che è stato visto nel villaggio
Lucia. La piazza si anima lentamente, gli            durante la notte. Mamma Lucia la invita ad
abitanti del villaggio si preparano alla             entrare. Si ode ora lo schioccare di una frusta
Messa, dalla chiesa si odono rintocchi di            e il tintinnio di campanelli; è compare Alfio
campane. Le donne cantano dell’aria                  che canta allegramente della sua vita di
profumata di fiori d’arancio, gli uomini             carrettiere, dei suoi cavalli e della giovane e
dell’alacrità e del fascino delle donne.             bella moglie, Lola (“Il cavallo scalpita”).

                                                                                Teatro di San Carlo I 15
Alfio chiede a mamma Lucia se ha un po’ del        della Pasqua. Da questo punto e fino alla fine
suo buon vino vecchio. Lei risponde che non        dell’opera, gli eventi si susseguono con
ne ha più, ma che Turiddu è andato a               grande rapidità. Il popolo esce dalla chiesa,
prenderlo. “No”, dice Alfio, “L’ho visto           Turiddu è di buon umore perché si trova in
stamattina vicino a casa mia”.                     compagnia di Lola ed invita gli amici a bere
Santuzza fa cenno a mamma Lucia di tacere.         con lui al negozio della madre. Si riempiono i
Alfio se ne va. Nella chiesa un coro intona        bicchieri e Turiddu canta un brindisi “Viva il
“Regina Coeli”. Dopo un breve intermezzo           vino spumeggiante”.
dell’organo, Santuzza intona un appassionato       Mentre si brinda a Lola e a Turiddu arriva
inno religioso pasquale “Inneggiamo, il Signor     Alfio. Turiddu gli offre un bicchiere di vino;
non è morto”. La sua voce s’innalza sul coro e     egli lo rifiuta con le parole “Grazie, ma il
sull’orchestra, dalla folla all’interno della      vostro vino io non l’accetto, diverrebbe
chiesa si alzano invocazioni di “Alleluja” e gli   veleno entro il mio petto”. I due uomini
abitanti del villaggio si affollano dentro la      scambiano alcune parole e poi, in un
chiesa. Santuzza rimane con mamma Lucia            abbraccio alla siciliana, Turiddu morde
che le chiede perché le ha fatto cenno di          l’orecchio di Alfio per indicare che accetta la
tacere quando Alfio ha detto di aver visto         sua sfida a duello. Le donne si ritirano
Turiddu nel villaggio. Santuzza le confessa di     spaventate, gli uomini si avviano verso un
essere stata tradita da Turiddu (“Voi lo sapete,   campo vicino dove avverrà la sfida al coltello.
o mamma”) che adesso ama Lola.                     Turiddu rimane solo con la madre e nel
Santuzza sente che una maledizione la              presentimento di una prossima morte dice
minaccia e chiede a mamma Lucia di andare          addio a mamma Lucia in uno sfogo concitato:
in chiesa a pregare per lei. Turiddu appare        “Mamma... quel vino... è generoso”. La prega
sulla scena. Santuzza lo implora di tornare da     anche di aver cura di Santuzza nel caso che
lei; è pronta a perdonarlo perché lo ama           egli non dovesse tornare. La bacia e corre da
ancora. La conversazione è interrotta da Lola,     Alfio. Mamma Lucia piange, Santuzza entra e
si ode la sua voce fuori scena che canta con       cerca di confortarla. Si ode un mormorio
civetteria uno spensierato stornello italiano      fuori scena. Le donne tornano in piazza,
“Fior di giaggiolo”.                               seguite da un grido, un altro mormorio e una
Mentre attraversa la piazza si fa gioco di         voce che urla: “Hanno ammazzato compare
Santuzza, e gettando un fiore a Turiddu entra      Turiddu!”. Una donna arriva correndo
in chiesa. Santuzza prega ancora Turiddu di        gridando le stesse parole. Santuzza sviene e
tornare da lei: “No, no, Turiddu, rimani           mamma Lucia è aiutata dai vicini mentre cala
ancora”. Ma lui la getta a terra e segue Lola      il sipario.
in chiesa mentre Santuzza gli grida: “A te la
mala Pasqua, spergiuro!”.
Alfio arriva in piazza cercando Lola. Santuzza
gli racconta che ella lo tradisce con Turiddu.
Il semplice ma geloso Alfio giura vendetta.
Santuzza e Alfio lasciano la scena e il
palcoscenico rimane vuoto. L’orchestra suona
il famoso “Intermezzo” che si amalgama con
l’organo della chiesa che sottolinea il giubilo

16 I Teatro di San Carlo
Synopsis

Easter Sunday, a Sicilian village square, c. 1880.   Santuzza goes to see Turiddu’s mother, Lucia,
Lola and Turiddu had once been sweethearts,          who keeps a tavern in the village. Lucia is
but when Turiddu left for military service, she      under the impression that Turiddu has gone
married Alfio a local carter, who made a good        to a nearby town to fetch some wine and is
living from his horse and cart. Upon his             taken aback to learn from Santuzza that her
return, Turiddu wanted to make Lola jealous          son was seen in the village that very
by embarking on a casual affair with                 morning. Alfio returns (“Il cavallo scalpita” ),
Santuzza, a more homely girl than Lola, but          and he too hints that Turiddu was seen
genuinely in love with him.                          lurking around his cottage. Mamma Lucia
However, their old passion soon revives, and         invites Santuzza into the house, but she
over the prelude we hear Turiddu serenading          refuses, saying that in her dishonoured state
Lola before dawn as he leaves her house,             she cannot enter, nor can she join the other
where he has spent the night, Alfio being            villagers who are at this moment making
conveniently away on business (Siciliana: “O         their way to church for the Easter service.
Lola c’hai di latti la cammisa” ).                   She pours out her frustration and grief to

                                                                                 Teatro di San Carlo I 17
Turiddu’s mother (Romanza: “Voi lo sapete, o        he does according to the local custom by
mamma”).                                            biting his ear as they embrace before the
Mamma Lucia leaves for the church, and              fight. Turiddu expresses his remorse to Alfio
Turiddu saunters in, his night with Lola still in   (“Compar Alfio, lo so che il torto è mio”), and
his thoughts. He is most surprised and              his sorrow for what will happen to Santuzza
annoyed to find the distraught Santuzza             should he be killed, but he is ready to accept
there, railing at him and pleading at the same      his fate. The villagers, who have witnessed
time (Scene: “Tu qui, Santuzza?”). Turiddu is       this scene, disperse in expectant silence.
no scoundrel, but neither is he a gentleman,        Rushing into the tavern, he asks his
so to some extent he feels sorry for her and        unsuspecting mother for her blessing and
how he has treated her, but he is so taken up       bids her take care of Santuzza (“Mamma...
with his secret passion for Lola that he            quel vino... è generoso”). Mamma Lucia is
merely becomes more querulous towards               alarmed when he runs out towards the fields
Santuzza. Suddenly, Lola appears on the             beyond the village. Santuzza enters and
scene (Stornello: “Fior di giaggiolo”),             throws her arms around Lucia’s neck, as
taunting Santuzza about not going to church         excited voices are heard from afar and a
- she well knows the reason why - and when          woman screams that Turiddu has been killed.
she leaves, Turiddu would rather follow her,
but Santuzza begs him to stay and discuss
the situation (Duet: “Ah! lo vedi, che hai tu
detto?”). He feels that his hands are tied, and
in his anger, he finally knocks her to the
ground in order to make his escape.
As Turiddu makes his way across the village
square amid Santuzza’s curses, Alfio appears,
and Santuzza, not caring on the spur of the
moment what effect her words will have,
reveals the truth about Lola’s illicit affair
with Turiddu. Alfio flies into a rage and
swears that he will avenge her and himself
(Duet: “Oh! il Signore vi manda”). Santuzza
suddenly realizes what is going to happen,
but it is too late to stop the inevitable - the
code of honour requires Turiddu’s blood to be
shed.
After the church service, Turiddu invites all
the villagers for a glass of wine. He is
glowing, toasting Lola with a drinking song
(Brindisi: “Viva il vino spumeggiante”). He
offers Alfio some wine, unaware that he now
knows about him and Lola. When Alfio
pointedly refuses to drink, Turiddu knows
that he must accept Alfio’s challenge, which

18 I Teatro di San Carlo
Santuzza (Elı̄na Garanča) ha appena rivelato
a Compare Alfio (Claudio Sgura) il
tradimento della moglie Lola e adesso
confida alla madre di Turiddu, Lucia (Elena
Zilio), il suo timore per Turiddu.
Santuzza: (ad Alfio) “Infame io son che vi parlai
così!” / Alfio: “Io sangue voglio, all’ira
m’abbandono, in odio tutto l’amor mio finì!”...
(Dopo che Turiddu ha affidato Santuzza alla
madre dandole il suo addio) Lucia: ”Turiddu?
Che vuoi dire? (Va in fondo alla scena e
disperatamente chiama:) Turiddu! Turiddu! Ah!
(Entra Santuzza.) Santuzza!...” / Santuzza: “Oh!
madre mia!...” (Le getta le braccia al collo. - La
scena si popola... l’agitazione si scorge sul volto
di tutti che scambievolmente s’interrogano con
terrore. - Si ode un mormorio confuso da
lontano.)
(Cavalleria rusticana, Scena 8 e 12, ultima)
Compare Alfio (Claudio Sgura) scoperto il
tradimento affronta Turiddu (Jonas
Kaufmann) e lo sfida a duello.
Alfio: (a Turiddu che gli offre da bere) “Grazie,
ma il vostro vino io non l’accetto, diverrebbe
veleno entro il mio petto!”
Turiddu: Compar Alfio, lo so che il torto è mio; e
ve lo giuro nel nome di Dio che al par d’un cane
mi farei sgozzar (dolorosamente) ma s’io non
vivo, resta abbandonata... povera Santa! lei che
mi s’è data... (con impeto) Vi saprò in core il
ferro mio piantar!” / Alfio: (freddamente)
“Compare, fate come più vi piace, io v’aspetto
qui fuori dietro l’orto.” (Esce.)
(Cavalleria rusticana, Scena 10)
Pietro Mascagni

Cavalleria rusticana
Melodramma in un atto

Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
Prima rappresentazione
Roma, Teatro Costanzi, 17 maggio 1890

Personaggi

Santuzza | soprano
Lola | mezzosoprano
Turiddu | tenore
Alfio | baritono
Lucia | contralto
Contadini e Contadine

[Il presente melodramma è tolto dalle Scene popolari omonime di G. Verga.]

[dedica]
Al conte
Florestano de Larderel
l’autore
P. Mascagni

                                                                             Teatro di San Carlo I 21
[Preludio]                                                 UOMINI
                                                           (di dentro)
[Siciliana]                                                Ah!

TURIDDU                                                    DONNE
O Lola c’hai di latti la cammisa,                          (di dentro)
si bianca e russa comu la cirasa,                          Gli aranci olezzano
quannu t’affacci fai la vucca a risu,                      sui verdi margini,
biato cüi ti dà lu primu vasu!                             cantan le allodole
Ntra la porta tua lu sangu è sparsu,                       tra i mirti in fior;
e nun me mporta si ce muoro accisu.                        tempo è si mormori
E s’iddu muoru e vaju mparadisu,                           da ognuno il tenero
si nun nce truovo a ttia, mancu ce trasu.                  canto che i palpiti
Ah...*                                                     raddoppia al cor.
                                                           (Le donne entrano in scena.)

ATTO UNICO                                                 UOMINI
                                                           (di dentro)
                                                           In mezzo al campo tra le spiche d’oro
[Coro d’introduzione]
                                                           giunge il rumore delle vostre spole,
                                                           noi stanchi riposando dal lavoro
La scena rappresenta una piazza in un paese del-
                                                           a voi pensiamo, o belle occhi-di-sole.
la Sicilia. Nel fondo, a destra, chiesa con porta
                                                           O belle occhi-di-sole, a voi corriamo,
praticabile. A sinistra l’osteria e la casa di mam-        come vola l’augello al suo richiamo.
ma Lucia. È il giorno di Pasqua.                           (Gli uomini entrano in scena.)
Si alza la tela.                                           TRE DONNE
                                                           Cessin le rustiche
Scena prima                                                opre: la Vergine
                                                           serena allietasi
Coro.                                                      del Salvator;...

(La scena sul principio è vuota. Albeggia. Paesa-          DONNE
ni, contadini, contadine e ragazzi traversano la           ...tempo è si mormori
scena. - Si apre la chiesa e la folla vi entra. Il mo-     da ognuno il tenero
vimento del popolo continua fino all’inizio del            canto che i palpiti
Coro [...], punto in cui rimane la scena vuota.)           raddoppia al cor.

DONNE                                                      UOMINI
(di dentro)                                                (allontanandosi)
Ah!                                                        In mezzo al campo ecc.

* O Lola, bianca come fior di spino, / quando t’affacci te, s’affaccia il sole; / chi t’ha baciato il labbro porpo-
  rino / grazia più bella a Dio chieder non vôle. / C’è scritto sangue sopra la tua porta, / ma di restarci a me
  non me n’importa; / se per te mojo e vado in paradiso, / non c’entro se non vedo il tuo bel viso. / Ah...

22 I Teatro di San Carlo
DONNE                                              SANTUZZA
Gli aranci olezzano ecc.                           Mamma Lucia, vi supplico piangendo,
(da lontano)                                       fate come il Signore a Maddalena,
Ah!                                                ditemi, per pietà, dov’è Turiddu...

UOMINI                                             LUCIA
(da lontano)                                       È andato per il vino a Francofonte.
Ah!
                                                   SANTUZZA
DONNE                                              No! l’han visto in paese ad alta notte...
(perdendosi)
Ah!                                                LUCIA
                                                   Che dici?... che dici?... se non è tornato a casa!
UOMINI                                             Entra...
(perdendosi)
Ah!                                                SANTUZZA
                                                   Non posso entrare in casa vostra...
[Scena e Sortita di Alfio]                         Sono scomunicata!

                                                   LUCIA
Scena seconda
                                                   E che ne sai
                                                   del mio figliuolo?
Santuzza e Lucia.
                                                   SANTUZZA
(Santuzza entra e si dirige alla casa di Lucia.)
                                                   Quale spina ho in core!
SANTUZZA                                           Scena terza
Dite, mamma Lucia...
                                                   Alfio, Coro e dette.
LUCIA
(sortendo)                                         (Dall’interno schiocchi di frusta e tintinnio di so-
Sei tu? Che vuoi?                                  nagli. - Entrano in scena i coristi... indi... Alfio.)

SANTUZZA                                           ALFIO
Turiddu ov’è?                                      Il cavallo scalpita,
                                                   i sonagli squillano,
LUCIA                                              schiocchi la frusta.
Fin qui vieni a cercare                            Ehi là!
il figlio mio?                                     Soffi il vento gelido,
                                                   cada l’acqua e nevichi,
SANTUZZA                                           a me che cosa fa?
Voglio saper soltanto,
perdonatemi voi, dove trovarlo.                    CORO
                                                   O che bel mestiere
LUCIA                                              fare il carrettiere,
Non lo so, non lo so, non voglio brighe!           andar di qua e di là!

                                                                                  Teatro di San Carlo I 23
ALFIO                                                  ALFIO
Schiocchi la frusta...                                 Se è sempre qui!... L’ho visto stamattina
                                                       vicino a casa mia.
CORO
Andar di qua e di là...                                LUCIA
                                                       (sorpresa)
ALFIO                                                  Come?
M’aspetta a casa Lola
che m’ama e mi consola,                                SANTUZZA
ch’è tutta fedeltà.                                    (a Lucia rapidamente)
                                                       Tacete.
DONNE                                                  (Organo.)
(da lontano)
Ah!                                                    ALFIO
                                                       Io me ne vado, ite voi altre in chiesa.
ALFIO                                                  (Esce.)
Il cavallo scalpiti,
i sonagli squillino,                                   CORO INTERNO
è Pasqua ed io son qua!
                                                       (dalla chiesa)
                                                       Regina Coeli, laetare
CORO
                                                       Quia, quem meruisti portare
O che bel mestiere ecc.
                                                       Resurrexit sicut dixit.
                                                       Alleluja!
ALFIO
                                                       (Uomini e donne entrano e si schierano innanzi
Ehi là!...
                                                       alla chiesa in atteggiamento devoto.)
Schiocchi la frusta...
Son qua!...
O che bel mestiere ecc.                                CORO ESTERNO
(Il Coro esce: alcuni entrano in chiesa, altri pren-   (sulla piazza)
dono direzioni diverse.)                               Inneggiamo, il Signor non è morto,
                                                       Ei fulgente ha dischiuso l’avel,
[Scena e Preghiera]                                    inneggiamo al Signore risorto
                                                       oggi asceso alla gloria del Ciel!
LUCIA                                                  (Organo.)
Beato voi, compar Alfio, che siete
sempre allegro così!                                   SANTUZZA
                                                       Inneggiamo, il Signor ecc.
ALFIO
(spigliato)                                            LUCIA e CORO ESTERNO
Mamma Lucia,                                           ...alla gloria del ciel!
n’avete ancora di quel vecchio vino?                   Inneggiamo ecc.

LUCIA                                                  SANTUZZA
Non so; Turiddu è andato a provvederne.                Inneggiamo ecc.

24 I Teatro di San Carlo
TUTTI                                             [Duetto]
(rivolti alla chiesa)
...al Signor!...                                  Scena quinta
(Organo. - Tutti entrano in chiesa, tranne San-
tuzza e Lucia.)                                   Santuzza e Turiddu.

Scena quarta                                      TURIDDU
                                                  (entrando)
Lucia e Santuzza.                                 Tu qui, Santuzza?

LUCIA                                             SANTUZZA
Perché m’hai fatto segno di tacere?               Qui t’aspettavo!

[Romanza e Scena]                                 TURIDDU
                                                  È Pasqua, in chiesa non vai?
SANTUZZA
(mestamente con semplicità)                       SANTUZZA
Voi lo sapete, o mamma,                           Non vo.
prima d’andar soldato                             Debbo parlarti...
Turiddu aveva a Lola
eterna fè giurato.                                TURIDDU
                                                  Mamma cercavo.
Tornò, la seppe sposa;
e con un nuovo amore
                                                  SANTUZZA
volle spegner la fiamma
                                                  Debbo parlarti.
che gli bruciava il core:
m’amò, l’amai. - Quell’invidia                    TURIDDU
d’ogni delizia mia,                               Qui no! Qui no!
del suo sposo dimentica,
arse di gelosia...                                SANTUZZA
Me l’ha rapito... - Priva                         Dove sei stato?
dell’onor mio rimango:
Lola e Turiddu s’amano,                           TURIDDU
io piango, io piango, io piango!                  Che vuoi tu dire?
                                                  A Francofonte!
LUCIA
Miseri noi, che cosa vieni a dirmi                SANTUZZA
in questo santo giorno?                           (con forza)
                                                  No, non è ver!
SANTUZZA
Io son dannata... -                               TURIDDU
Andate, o mamma, ad implorare Iddio,              Santuzza, credimi.
e pregate per me. Verrà Turiddu,
vo’ supplicarlo un’altra volta ancora!            SANTUZZA
                                                  No, non mentire;
LUCIA                                             ti vidi volgere giù dal sentier...
Aiutatela voi, Santa Maria!                       E stamattina all’alba t’hanno scorto
(Entra in chiesa.)                                presso l’uscio di Lola.

                                                                                 Teatro di San Carlo I 25
TURIDDU                                  TURIDDU
Ah! mi hai spiato!                       (con forza)
                                         Bada, Santuzza, schiavo non sono
SANTUZZA                                 di questa vana tua gelosia!
No! Te lo giuro, a noi l’ha raccontato
                                         SANTUZZA
compar Alfio il marito poco fa.
                                         (con angoscia)
                                         Battimi, insultami, t’amo e perdono,
TURIDDU                                  ma è troppo forte l’angoscia mia.
Così ricambi l’amor che ti porto?        ([poi a due] troncando nel sentire avvicinarsi Lola)
Vuoi che m’uccida?
                                         [Stornello]*
SANTUZZA
Oh! Questo non lo dire.                  Scena sesta

TURIDDU                                  Lola e detti.
Lasciami dunque, invan tenti sopire
                                         LOLA
il giusto sdegno colla tua pietà.        (dentro alla scena)
                                         Fior di giaggiolo,
SANTUZZA                                 gli angeli belli stanno a mille in cielo,
Tu l’ami dunque?                         ma bello come lui ce n’è uno solo.
                                         Ah!...
TURIDDU                                  Fior di giaggiolo...
No!                                      (Entra in scena e s’interrompe.)
                                         Oh! Turiddu, è passato Alfio?
SANTUZZA
                                         TURIDDU
Assai più bella
                                         Son giunto
è Lola.                                  ora in piazza... non so...
TURIDDU                                  LOLA
Taci, non l’amo.                         Forse è rimasto
                                         dal maniscalco, ma non può tardare.
SANTUZZA                                 (ironica)
L’ami...                                 E voi sentite le funzioni in piazza?
Oh! maledetta!
                                         TURIDDU
                                         (confuso, affrettato)
TURIDDU
                                         Santuzza mi narrava...
Santuzza!
                                         SANTUZZA
SANTUZZA                                 (con forza)
Quella                                   Gli dicevo
cattiva femmina ti tolse a me!           che oggi è Pasqua e il Signor vede ogni cosa.

* Imitazione di un vecchio Stornello.

28 I Teatro di San Carlo
LOLA                                         SANTUZZA
Non venite alla messa?                       (fredda)
                                             L’hai voluto e ben ti sta!
SANTUZZA
(subito)                                     TURIDDU
Io no, ci deve                               (s’avventa)
(con intenzione)                             Ah! per Dio!
andar chi sa di non aver peccato!...
                                             SANTUZZA
LOLA                                         Squarciami il petto.
(con forza)
Io ringrazio il Signore, e bacio in terra!   TURIDDU
                                             (s’avvia)
SANTUZZA                                     No!
(esprimendosi con amarezza)
Oh! fate bene, fate bene, Lola...            SANTUZZA
                                             (trattenendolo; con ansia)
TURIDDU                                      Turiddu, ascolta!
Andiamo, andiamo...
Qui non abbiam che fare.                     TURIDDU
                                             Va’!
LOLA
(a Turiddu, con ironia)                      SANTUZZA
Oh! rimanete...                              Turiddu, ascolta!
                                             No, no, Turiddu, rimani ancora,
SANTUZZA                                     (con dolorosa passione)
(a Turiddu, con fermezza)                    abbandonarmi dunque tu vuoi?
Sì, resta, resta; ho da parlarti ancora.
                                             TURIDDU
LOLA                                         Perché seguirmi, perché spiarmi
(sempre ironica)                             sul limitare fin della chiesa?
E v’assista il Signore,
(con caricatura)                             SANTUZZA
io me ne vado.                               No, no, Turiddu ecc.
(Entra in chiesa.)                           (supplichevole)
                                             La tua Santuzza piange e t’implora,
[Sèguito del Duetto]                         come cacciarla così tu puoi?

Scena settima                                TURIDDU
                                             (reprimendosi)
Santuzza e Turiddu.                          Va’, ti ripeto, va’, non tediarmi,
                                             pentirsi è vano dopo l’offesa...
TURIDDU
(con ironia)                                 SANTUZZA
Ah! lo vedi, che hai tu detto?               La tua Santuzza ecc.

                                                                            Teatro di San Carlo I 29
TURIDDU                                    ALFIO
(gridando)                                 (tranquillo)
Va’! Va’! Va’!                             A che punto è la messa?

SANTUZZA                                   SANTUZZA
No! No! No!                                È tardi ormai,
(supplichevole)                            (con intenzione)
La tua Santuzza ecc.
                                           ma per voi Lola è andata con Turiddu!
TURIDDU
(reprimendosi)                             ALFIO
Va’, ti ripeto ecc.                        (sorpreso)
                                           Che avete detto?
SANTUZZA
(con suprema passione)                     SANTUZZA
Turiddu, rimani ancora ecc.                Che mentre correte
                                           all’acqua e al vento a guadagnarvi il pane,
TURIDDU                                    Lola v’adorna il tetto* in malo modo!
Pentirsi è vano ecc.
                                           ALFIO
SANTUZZA                                   Ah! Nel nome di Dio, Santa, che dite?
(minacciosa)
Bada!
                                           SANTUZZA
TURIDDU                                    Il ver. - Turiddu mi tolse l’onore,
(con moltissima forza)                     (appassionata)
Dell’ira tua non mi curo!                  e vostra moglie lui rapiva a me!
(La getta a terra e fugge in chiesa.)
                                           ALFIO
SANTUZZA                                   (minaccioso)
(nel colmo dell’ira)                       Se voi mentite, vo’ schiantarvi il core.
A te la mala Pasqua, spergiuro!
(Cade affranta ed angosciata.)             SANTUZZA
                                           Uso a mentire il labbro mio non è!
[Duetto]                                   Per la vergogna mia, pel mio dolore
                                           la triste verità vi dissi, ahimè!
Scena ottava
                                           Turiddu mi tolse l’onore ecc.
Santuzza ed Alfio.
                                           ALFIO
(Sorte Alfio e s’incontra con Santuzza.)   (dopo un poco di pausa)
                                           Comare Santa, allor grato vi sono...
SANTUZZA
(ad Alfio, rianimandosi)                   SANTUZZA
Oh! il Signore vi manda, compar Alfio.     Infame io son che vi parlai così!

* Variante: letto.

32 I Teatro di San Carlo
ALFIO                                                  TURIDDU
(prorompendo)                                          Comare Lola, ve ne andate via
Infami loro, ad essi non perdono,                      senza nemmeno salutare?
vendetta avrò pria che tramonti il dì.
Ad essi non perdono ecc.                               LOLA
                                                       Vado
SANTUZZA                                               a casa: non ho visto compar Alfio!
Infame io son che vi parlai così!
                                                       TURIDDU
ALFIO                                                  Non ci pensate, verrà in piazza.
                                                       (rivolgendosi al Coro che s’avvia)
Io sangue voglio, all’ira m’abbandono,
                                                       Intanto,
in odio tutto l’amor mio finì!
                                                       amici, qua,
                                                       (con allegria)
SANTUZZA                                               beviamone un bicchiere.
Infame io son ecc.                                     (Tutti si avvicinano alla tavola dell’osteria e pren-
                                                       dono in mano i bicchieri.)
ALFIO                                                  Viva il vino spumeggiante,
Infami loro ecc.                                       nel bicchiere scintillante
(Escono.)                                              come il riso dell’amante;
                                                       mite infonde il giubilo!
[Intermezzo]                                           Viva il vino ch’è sincero,
                                                       che ci allieta ogni pensiero,
[Scena, Coro e Brindisi]                               e che annega l’umor nero
                                                       nell’ebbrezza tenera.
Scena nona
                                                       CORO
Tutti escono di chiesa. - Lucia traversa la scena ed   Viva!
entra in casa. - Lola, Turiddu e Coro.
                                                       TURIDDU
UOMINI                                                 (a Lola)
(a gruppo sotto voce fra loro)                         Ai vostri amori!
A casa, a casa, amici, ove ci aspettano                (Beve.)
le nostre donne, andiam.
                                                       CORO
Or che letizia rasserena gli animi,
                                                       Viva!
senza indugio corriam.
                                                       LOLA
DONNE                                                  (a Turiddu)
(c. s.)                                                Alla fortuna vostra!
A casa, a casa, amiche, ove ci aspettano               (Beve.)
i nostri sposi, andiam.
Or che letizia ecc.                                    CORO
                                                       Viva!
UOMINI e DONNE
A casa, a casa ecc.                                    TURIDDU
(Lola e Turiddu escono dalla chiesa.)                  Beviam!

                                                                                      Teatro di San Carlo I 33
CORO                                                  ALFIO
Viva!                                                 Io? Nulla.
Beviam! - Rinnovisi la giostra!...
Viva il vino spumeggiante ecc.                        TURIDDU
Viva il vin!                                          Allora
Viva! Beviam!...                                      sono agli ordini vostri.
(Entra Alfio.)
                                                      ALFIO
[Finale]                                              Or ora?

Scena decima                                          TURIDDU
                                                      Or ora!
Alfio e detti.                                        (Si abbracciano. Turiddu morde l’orecchio destro
                                                      di Alfio.)
ALFIO
A voi tutti salute!                                   ALFIO
                                                      Compar Turiddu, avete morso a buono,
CORO                                                  (con intenzione)
Compar Alfio, salute!                                 c’intenderemo bene a quel che pare!

                                                      TURIDDU
TURIDDU
                                                      Compar Alfio, - lo so che il torto è mio;
Benvenuto! con noi dovete bere,
                                                      e ve lo giuro nel nome di Dio
(Empie un bicchiere.)
                                                      che al par d’un cane mi farei sgozzar,
ecco pieno è il bicchiere.
                                                      (dolorosamente)
(troncando)
                                                      ma s’io non vivo, resta abbandonata...
                                                      povera Santa! lei che mi s’è data...
ALFIO                                                 (con impeto)
Grazie, ma il vostro vino io non l’accetto,           Vi saprò in core il ferro mio piantar!
diverrebbe veleno entro il mio petto!
                                                      ALFIO
TURIDDU                                               (freddamente)
A piacer vostro!                                      Compare, fate come più vi piace,
(Getta il vino.)                                      io v’aspetto qui fuori dietro l’orto.
                                                      (Esce.)
LOLA
Ahimè! che mai sarà?                                  Scena undicesima
(Alcune donne del Coro si consigliano fra loro, poi
si avvicinano a Lola dicendole sotto voce:)           Lucia e detti, meno Alfio.

ALCUNE DONNE                                          (Entra Lucia.)
Comare Lola, andiamo via di qua.
(Tutte le donne escono conducendo Lola.)              TURIDDU
                                                      Mamma,... quel vino... è generoso,... certo...
TURIDDU                                               oggi... troppi bicchier ne ho tracannati...
Avete altro a dirmi?                                  vado fuori all’aperto...

34 I Teatro di San Carlo
Ma prima voglio che mi benedite                       UNA DONNA SOLA
come quel giorno che partii soldato...                (assai lontano, gridando)
E poi... mamma... sentite...                          Hanno ammazzato compare Turiddu!...
(con dolore)                                          (Si sentono delle voci confuse più vicine. - Alcu-
s’io non tornassi...                                  ne donne entrano atterrite correndo, ed una di
Voi dovrete fare                                      esse grida disperatamente...)
da madre a Santa,
(appassionato)                                        UN’ALTRA DONNA
ch’io le avea giurato                                 Hanno ammazzato compare Turiddu!...
di condurla all’altare.                               (Tutti si precipitano sulla scena.)
Voi dovrete fare
da madre a Santa...                                   SANTUZZA e LUCIA
s’io non tornassi...                                  (gridando)
                                                      Ah!
LUCIA
Perché parli così, figliuolo mio?                     CORO
                                                      (con terrore)
TURIDDU                                               Ah!
(con disinvoltura)                                    (Santuzza cade priva di sensi, Lucia sviene ed è
                                                      sorretta dalle donne del Coro. Tutti restano at-
Oh! nulla, è il vino che m’ha suggerito!
                                                      territi.)
M’ha suggerito il vino...
Per me pregate Iddio!
                                                      Cala rapidamente la tela.
Un bacio, mamma! un altro bacio... addio...
s’io non tornassi...
fate da madre a Santa...
un bacio... mamma... addio...
(Fugge disperatamente.)

Scena ultima

Lucia, Santuzza e detti.

LUCIA
Turiddu? Che vuoi dire?
(Va in fondo alla scena e disperatamente chiama:)
Turiddu! Turiddu! Ah!
(Entra Santuzza.)
Santuzza!...

SANTUZZA
Oh! madre mia!...
(Le getta le braccia al collo. - La scena si popo-
la... l’agitazione si scorge sul volto di tutti che
scambievolmente s’interrogano con terrore. - Si
ode un mormorio confuso da lontano.)

                                                                                   Teatro di San Carlo I 35
I protagonisti
Juraj Valčuha
Elı̄na Garanča
Jonas Kaufmann
Claudio Sgura
Elena Zilio
Maria Agresta
Orchestra
del Teatro di San Carlo

Violini primi                     Violoncelli                        Corni
Gabriele Pieranunzi*, Cecilia     Luca Signorini*°, Pierluigi        Ricardo Serrano*, Francesco
Laca*, Daniele Colombo,           Sanarica*, Marco Vitali, Fabio     Mattioli*, Simone Baroncini,
Giuseppe Carotenuto,              Centurione, Aurelio Bertucci,      Salvatore Acierno, Pasquale
Domenico Siano, Daniele           Nicola Babini, Alida Dell’Acqua,   Pierri, Marcello Bonechi,
Baione, Filippo Dell’Arciprete,   Leone Calza, Lorenzo Ceriani,      Giacomo Bianchi°
Gennaro Cappabianca,              Gianfranco Manicardi, Silvano
Pasquale Murino, Liliana          Fusco                              Trombe
Rotundi, Salvatore Lombardo,                                         Giuseppe Cascone*, Fabrizio
Giovanna Maggio, Erika            Contrabbassi                       Fabrizi*, Claudio Gironacci,
Gyarfas, Angelo Casoria, Loana    Carmine Laino*, Ermanno            Alessandro Modesti
Stratulat, Quentin Capozzoli      Calzolari*°, Giovanni Stocco,
                                  Alessandro Mariani, Fabio          Tromboni
Violini secondi                   Tempio, Giovanni Giugliano,        Gianluca Camilli*, Sergio
Luigi Buonomo*, Giuseppe          Pasquale Maddaluno, Paolo Di       Danini*, Stefan Buchberger,
Navelli, Nicola Marino, Rachel    Iorio                              Roberto Bianchi, Vittorio
Constable, Alba Ovcinnicoff,                                         Guarino
Roberto Roggia, Flavia            Flauti
Salerno, Vincenzo Grimaldi,       Bernard Labiausse*, Silvia         Basso Tuba
Alice Milan, Antonella            Bellio*, Gianpiero Pannone,        Federico Bruschi
D’Andrea, Chiara Petrucci,        Francesca Staderini (Ottavino)
Anna Mechsheryakova°, Olga                                           Timpani/Percussioni
Kuzma°                            Oboi                               Barbara Bavecchi*, Davide
                                  Domenico Sarcina*, Hernan          Tonetti*°, Pasquale Bardaro,
Viole                             Garreffa*, Francesco Parisi,       Marco Pezzenati, Franco
Luca Improta*, Antonio            Giuseppe Benedetto (Corno          Cardaropoli°
Bossone*°, Eduardo Pitone,        Inglese), Andrea Marotta°
Patrizio Rocchino, Massimo                                           Arpe
Mauriello, Loredana Guarnieri,    Clarinetti                         Antonella Valenti, Agnese
Paolo Traversi, Angelo Iollo,     Sisto Lino D’Onofrio*, Luca        Coco*°
Gennaro Lettieri, Roberta         Sartori*, Mariano Lucci,
Zangirolami, Pietro Lopopolo,     Stefano Bartoli                    Organo
Concetta Franciosa                                                   Roberto Moreschi*
                                  Fagotti
                                  Mauro Russo*, Maddalena            Responsabile Organizzativo
                                  Gubert*, Giuseppe Settembrino,     Orchestra
                                  Luca Incoronato                    Milo Mariani
                                                                     Addetto Servizi Orchestra
*Prime parti                                                         Giuseppe Scarpato
°Professori ospiti

                                                                                Teatro di San Carlo I 45
Coro
del Teatro di San Carlo

Soprani primi                    Contralti                          Baritoni
Giuseppina Benincasa,            Antonietta Bellone, Maria          Giancarlo Amorelli, Francesco
Margherita De Angelis, Olga      Fabbricatore, Annarita Marchi,     Esposito, Bruno Iacullo,
De Maio, Luigia Gargiulo°,       Emilia Napoleone, Clorinda         Alessandro Lerro, Giuseppe
Franca Iacovone, Mariana         Vardaci, Deborah Volpe             Scarico, Vittorio Termini,
Mastroberardino°, Margherita                                        Sergio Valentino
Pucillo, Antonella Sdoia,        Tenori primi
Bernadette Siano, Gabriella      Pasquale Bruno, Gaetano De         Bassi
Termini                          Rosa, Catello Di Maio, Luigi       Antonio D’Alessandro, Antonio
                                 Giordano Orsini, Giovanni          De Lisio, Carmine Durante,
Soprani secondi                  Iaforte, Alessandro Lualdi, Luca   Giacomo Mercaldo, Maurizio
Valeria Attianese, Alessandra    Lupoli, Vincenzo Miccio,           Morello, Rosario Natale,
Krogh°, Maria Antonella          Michele Napoleone, Massimo         Gianvito Ribba, Luigi Toma
Navarra, Paola Tedesco, Maria    Sirigu, Mario Rosario Thomas
Zagaroli                                                            Ispettore
                                 Tenori secondi                     Luigi Di Scala
Mezzosoprani                     Antonio Cutolo, Michele
Linda Airoldi, Marianna          Maddaloni, Carmine Mennella,
Astarita, Paola D’Ambrosio,      Luigi Strazzullo, Mario Todisco,
Gloria Mazza, Annamaria          Giuseppe Valentino
Napolitano, Silvana Nardiello,
Annamaria Sciarretta

°Aggiunti

46 I Teatro di San Carlo
Direttore Musicale di        Direttore degli Allestimenti   Capo Costruttore
Palcoscenico e Consulente    Scenici                        Carlo Lucagnano
Musicale alla Regia Video    Pasqualino Marino
Maurizio Agostini                                           Capo Attrezzista
                             Scenografo Capo Reparto        Stefano Manfra
Direttore di Scena           Anna Nasone
Paola Greco                                                 Responsabile Fonica
                             Direttore di Palcoscenico      Martino Battaglia
Maestro di Sala              Salvatore Giannini
Roberto Moreschi                                            Trucco
                             Capo Macchinista               Annamaria Sorrentino, Napoli
Aiuto Maestro del Coro       Carlo Del Prete
Vincenzo Caruso
                             Capo Elettricista
Responsabile dell’Archivio   Mario D’Angiò
Musicale
Virginio Giorgioni

                                                                      Teatro di San Carlo I 47
Teatro
                            Fondazione /

                           di San Carlo

48 I Teatro di San Carlo
SOVRINTENDENTE
E DIRETTORE ARTISTICO
Stéphane Lissner

DIREZIONE               direttore generale Emmanuela Spedaliere
GENERALE /              responsabile affari legali Maria Gabriella Grazioli
                        marketing e promozione pubblico Francesca Pecoraro,
                        Christian Iorio
                        addetta promozione pubblico ed accoglienza (cral,
                        scuole e associazioni) Francesca Tesauro°
                        coordinamento delle attività promozionali marketing
                        Carlo Morelli
                        coordinatore di sala e responsabile biglietteria Gianluca
                        Loreto
                        visite guidate/shop Immacolata Chirichella, Giuseppina
                        Capobianco, Giuseppe Racca

AREA                    direttore amministrativo Francesco Apicella
AMMINISTRATIVA /        responsabile ufficio contabilità e rendicontazione Anna
                        Camera
                        addetti ufficio contabilità Antonino Aloe, Francesco
                        Fontanella, Rosario Monetti, Maria Pia Borsa
                        addetto al magazzino Antonio Cipolletta

AREA                    direttore risorse umane Mariapia Gaeta
RISORSE                 addetti ufficio del personale Liliana Nunnari, Daniela
UMANE /                 Olivieri, Daniela Russo
                        usciere sovrintendenza Salvatore Laganà

DIPARTIMENTO            responsabile scientifico dipartimento di ricerca, editoria,
DI RICERCA,             comunicazione, archivio storico e memus Dinko Fabris
EDITORIA,               responsabile della comunicazione creativa e strategica
COMUNICAZIONE,          e relazioni con la stampa Rossana Russo
ARCHIVIO STORICO        comunicazione e stampa Giulia Romito°
E MEMUS /               archivio storico e memus Giovanna Tinaro°
                        consulente musicale Ivano Caiazza
                        custode Gennaro Aletta

                                                              Teatro di San Carlo I 49
AREA                       direttore artistico Stéphane Lissner
ARTISTICA /                consulente area artistica Ilias Tzempetonidis
                           assistente direzione artistica Maria Roberta Abete
                           assistente direzione artistica Daniela Capece
                           maestro del coro Gea Garatti Ansini
                           direttore del balletto Giuseppe Picone
                           presidente onorario della scuola di ballo Anna Razzi
                           direttore della scuola di ballo Stéphane Fournial
                           vigilatrice scuola di ballo Annalisa D’Anetra°
                           direttore del coro di voci bianche Stefania Rinaldi
                           assistente alla direzione del coro di voci bianche
                           Filomena Piccolo°
                           assistente alla direzione del coro di voci bianche Luigi
                           Del Prete°

AREA                       direttore organizzazione produzione Francesco Andolfi
PRODUZIONE /               responsabile di produzione Maya Dobromirova Dimova°
                           addetto ufficio di produzione Ivan Guarino
                           coordinatore maestri collaboratori Roberto Moreschi
                           maestri collaboratori Riccardo Fiorentino, Giacomo
                           Serra, Vincenzo Caruso, Alexandra Brucher, Nicola
                           Capano
                           direttore musicale di palcoscenico Maurizio Agostini
                           direttore di scena Paola Greco°
                           responsabile organizzativo orchestra Milo Mariani
                           addetto servizi orchestra Giuseppe Scarpato°
                           ispettori masse artistiche Luigi Di Scala, Armando
                           Esposito
                           responsabile archivio musicale Virginio Giorgioni
                           archivio musicale Andrea Guerrini
                           capo squadra addetti orchestra Rosario De Martino
                           addetti orchestra Salvatore Amendola, Salvatore
                           Balestrieri
                           addetto depositi e trasporti Leopoldo Passero

50 I Teatro di San Carlo
AREA                  direttore degli allestimenti scenici Pasqualino Marino
ALLESTIMENTI          assistente alla direzione allestimenti scenici Roberto
SCENICI /             Imparato
                      direttore di palcoscenico Salvatore Giannini
                      responsabile della sartoria Giuseppina Giustino
                      sartoria Raffaella Strino, Mario Strino, Anna Gargiulo,
                      Antonio Baldi, Anna Minino, Fortunata Galasso, Massimo
                      Fucci
                      responsabile falegnameria Carlo Lucagnano
                      falegnameria Ciro Frasso, Paolo Troncone
                      scenografia Gennaro Falanga, Igino Foglia, Anna Masone,
                      Roberto Gentile, Pasquale Sito
                      capo macchinisti Carlo Del Prete
                      vice capo macchinisti Mario Alba
                      macchinisti Massimiliano Alba, Mario Ambrosino,
                      Ferdinando Basile, Massimo Calabrese, Salvatore Cerulli,
                      Giuseppe Cimmino, Vincenzo De Rosa, Rosario Esposito,
                      Giovanni Garzilli, Gennaro Giannini, Carmine Giustiniani,
                      Luigi Grieco, Claudio Guarino, Alfonso Lafera, Vincenzo
                      Lepre, Giorgio Mantice, Sabato Manzo, Giuseppe Nota,
                      Antonio Richiello, Marco Riva, Alfonso Rubinacci,
                      Alessandro Soriente, Paolo Trapanese, Raffaele Calabrò,
                      Vatieri Vincenzo
                      capo elettricista Mario D’Angiò
                      elettricisti Gennaro Acanfora, Gaetano D’Angiò, Rosario
                      De Dominicis, Giuseppe De Rosa, Alessio Ferrillo,
                      Francesco Iaccarino, Salvatore Lerro, Marco Matania,
                      Paolo Matania, Domenico Pacifico, Gaetano Perrella,
                      Nunzio Perrella (1971), Nunzio Perrella (1972), Luigi
                      Cenni, Mario Nappo, Augusto Piccolo
                      capo attrezzista Stefano Manfra
                      attrezzisti Antonio Castellano, Mario Cuofano, Stefano
                      Falanga, Vincenzo Nitride, Giovanni Salamandra,
                      Antonio Simonetti, Gennaro Amendola, Nicola Cipolletta
                      responsabile fonica e settore audiovisivi Martino
                      Battaglia
                      fonico Umberto Guerrera

AREA                  direttore immobili e sicurezza e salute nei luoghi di
TECNICA               lavoro Ciro Tammaro
E SICUREZZA /         assistente responsabile gestione addetti sicurezza
                      Mario Gentile
                      addetti prevenzione, protezione, sicurezza e
                      manutenzione Bruno Azzarito, Domenico Buccino,
                      Raffaele De Stasio Matafora, Giuseppe Netti, Mauro
°personale aggiunto   Sposito, Ernesto Trancone

                                                           Teatro di San Carlo I 51
Affari Istituzionali, Marketing e Educational
Fondazione Teatro di San Carlo
direttore
Emmanuela Spedaliere

marketing e promozione pubblico
Christian Iorio, Francesca Pecoraro
cral, scuole ed associazioni
Francesca Tesauro
T. (+39) 081.7972.468
promozionepubblico@teatrosancarlo.it

teatrosancarlo.it
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52 I Teatro di San Carlo
Teatro
di San Carlo

Benemeriti e Sostenitori   Donors
Card San Carlo             Carta dei Comuni
Carta Oro                  5xMille ed ArtBonus:
Carta Oro Internazionale   sostieni il Teatro di San Carlo
Carta Platino
Vantaggi fiscali

                                                    Teatro di San Carlo I 53
Benemeriti e Sostenitori
(Estratto dallo Statuto della Fondazione Teatro di San Carlo - Articolo 6). Sono Benemeriti del Teatro
di San Carlo, ed assumono tale qualifica, i soggetti che versino contributi annuali di importo non
inferiore a Centocinquantamila Euro destinati al fondo di gestione. Sono considerati Sostenitori del
Teatro di San Carlo, ed assumono tale qualifica, i soggetti che versino contributi annuali di importo
non inferiore a Quindicimila Euro destinati al fondo di gestione. Tali soggetti partecipano alla vita
della Fondazione attraverso incontri da tenersi almeno una volta l’anno nei modi e nelle forme
definiti dal Sovrintendente, anche in ragione della diversa entità delle contribuzioni.

Card San Carlo
Sostenere il Teatro di San Carlo vuol dire contribuire alla vita ed all’operatività di un’istituzione
culturale tra le più importanti e prestigiose al Mondo. Un Teatro che da quasi 300 anni si dedica alla
diffusione e alla promozione del patrimonio Lirico, Sinfonico e di Balletto, fatto di Arte e Tradizione,
di cui è custode da secoli. Spettacoli, tournée internazionali, Orchestra, Coro e Balletto stabili,
Maestranze Tecniche di alta formazione che si tramandano da generazioni un “sapere” fatto di
esperienza e talento. La Scuola di Ballo più antica d’Italia, con 200 anni di storia, un Laboratorio
Canoro per formazioni di giovani voci e la recente struttura dei Laboratori Artistici di Vigliena, le
vivaci ed attive Officine del San Carlo. Questo, e molto di più, è il Teatro di San Carlo.
Sottoscrivere una Card San Carlo significa riconoscersi in una specifica identità: una continuità di
relazioni sociali, una memoria collettiva ed un mondo comune legato alla Cultura. Le Card vengono
emesse esclusivamente dalla Direzione del Teatro di San Carlo, hanno validità annuale e sono
rinnovabili.

54 I Teatro di San Carlo
Carta Oro
Importo della sottoscrizione Euro 800,00

Inserimento del nome nei programmi di sala e sul sito web del Teatro.
Riduzione del 20% sul prezzo dei biglietti della Stagione d’Opera, Danza e Concerti.
Diritto all’acquisto di due abbonamenti al prezzo ridotto per la Stagione d’Opera, Danza e Concerti
2020-2021.
Riduzione di Euro 50,00 sulla quota annuale per l’accreditamento di nuovi Soci Carta Oro.
Differimento di data gratuito per gli spettacoli della Stagione 2020-2021.
Card 2 ingressi Euro 50,00 dedicata ai soci, con posto riservato a tutte le prove generali in caso di
apertura al pubblico.
Invito a mostre, presentazione di libri, incontri con gli artisti, conferenze stampa.
Diritto di prelazione sull’acquisto dei biglietti per Serate di Gala.
Diritto all’acquisto di due biglietti al prezzo ridotto per tutte le Prime e le Serate di Gala e per le
attività in decentramento (concerti stagione estiva).
Sconto del 10% sull’acquisto del programma di sala.
Sconto del 10% sull’acquisto di prodotti presso lo Shop del Teatro.

Carta Oro Internazionale
Importo della sottoscrizione Euro 3.000,00

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Diritto all’acquisto di due abbonamenti al prezzo ridotto per la Stagione d’Opera, Danza e Concerti
2020-2021.
Riduzione del 10% sulla quota annuale per l’accreditamento di nuovi soci Carta Oro Internazionale.
Differimento di data gratuito per gli spettacoli della Stagione 2020-2021.
Card 2 ingressi Euro 50,00 dedicata ai soci, con posto riservato a tutte le prove generali in caso di
apertura al pubblico.
Numero telefonico esclusivo per l’acquisto di biglietti.
Invito a mostre, presentazione di libri e conferenze stampa.
Diritto di prelazione sull’acquisto dei biglietti per Serate di Gala.
Diritto all’acquisto di due biglietti al prezzo ridotto per gli eventi, incluse la Prima e la stagione
concertistica estiva.
Invito a partecipare al Gala che si terrà in occasione dell’apertura della Stagione d’Opera.
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                                                                                    Teatro di San Carlo I 55
Carta Platino
Importo della sottoscrizione Euro 5.000,00

Inserimento del nome nei programmi di sala e sul sito web del Teatro.
Riduzione del 20% sul prezzo dei biglietti della Stagione d’Opera, Danza e Concerti.
Diritto all’acquisto di due abbonamenti al prezzo ridotto per la Stagione d’Opera, Danza e Concerti
2020-2021.
Riduzione del 10% sulla quota annuale per l’accreditamento di nuovi soci Carta Platino.
Differimento di data gratuito per gli spettacoli della Stagione 2020-2021.
Numero telefonico esclusivo per l’acquisto di biglietti.
Card 2 ingressi Euro 50,00 dedicata ai soci, con posto riservato a tutte le prove generali in caso di
apertura al pubblico.
Invito a mostre, presentazione di libri e conferenze stampa.
Diritto di prelazione sull’acquisto dei biglietti per Serate di Gala.
Diritto all’acquisto di due biglietti con una riduzione del 10% per gli eventi, incluse la Prima e la
stagione concertistica estiva.
Invito a partecipare al Gala che si terrà in occasione dell’apertura della Stagione d’Opera.
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Visita guidata nel backstage del Teatro.
Incontro con gli artisti del Teatro di San Carlo.
Incontro con gli artisti ospiti.
Incontro con il regista e lo scenografo.
Possibilità di interagire in teleconferenza via web (Skype).

Vantaggi fiscali
I privati che effettuano la donazione possono godere dell’agevolazione fiscale di cui all’Art. 15,
comma 1 lettera I del T.U.I.R. 917/86 e in particolare della detrazione d’imposta del 19% dell’onere
sostenuto fino al 2% del reddito complessivo dichiarato.
Le imprese, trattandosi di erogazione di cui all’Art. 100 comma 2 lettera M del T.U.I.R. 917/86,
possono dedurre integralmente l’importo dal reddito di impresa del donatore.

Il bonifico va intestato a
FONDAZIONE TEATRO DI SAN CARLO presso
UNICREDIT S.p.A. - Via Verdi, 18d - 80133 Napoli
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Informazioni
T. (+39) 081.7972.308
e.spedaliere@teatrosancarlo.it

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