Nicola ci crede, a Bergamo daremo tutto per vincere

Pagina creata da Christian Giunta
 
CONTINUA A LEGGERE
Nicola ci crede, a Bergamo
daremo tutto per vincere
“Quello che si e’ fatto fino a questo momento ci permette di
avere delle occasioni da qui alla fine. Questa settimana i
ragazzi si sono allenati bene come sempre e con grande
dedizione”. Cosi il tecnico della Salernitana Davide Nicola ha
presentato la gara di domani sera a Bergamo. “Affrontiamo una
squadra di altissimo valore, che lotta per l’Europa e negli
ultimi cinque anni e’ sempre stato l’avversario peggiore da
incontrare. – ha aggiunto l’ allenatore granata – conosciamo
la loro forza e le difficolta’ della gara ma siamo pronti a
dare tutto per fare la nostra partita”. “Ci attende una
settimana intensa con tre gare ravvicinate e poco recupero
quindi sara’ fondamentale l’apporto di tutti ed una buona
gestione delle energie. La squadra sta funzionando perche’
tutti danno il loro contributo. Rispettiamo ogni avversario ma
vogliamo fare del nostro meglio. La partita piu’ importante e’
sempre la prossima, non possiamo permetterci di pensare ad
altre gare”. “Nutro una grande stima per Gasperini e la sua
squadra, dovremo fare ancora di piu’ di quello che stiamo
facendo e mettere in campo una prestazione importante.
Dobbiamo continuare a dare tutto noi stessi e allenarci come
sempre. La nostra gente sara’ fondamentale per permetterci di
tirare fuori ogni goccia di energia. Bisogna stare al massimo
per fare qualcosa di straordinario, ha concluso Nicola.

Da oggi tornano le domeniche
ad ingresso gratuito                                   nei
musei statali
Torna da oggi, a seguito dell’adozione del Decreto-legge 24
marzo 2022, n. 24, che ha sancito la cessazione dello stato di
emergenza per l’epidemia da COVID-19, l’ingresso gratuito in
tutti i musei, i parchi archeologici e i luoghi della cultura
statali. Le visite durante le domeniche gratuite, come quelle
che si svolgeranno durante gli ordinari giorni di visita,
dovranno avere luogo nel pieno rispetto delle nuove misure di
sicurezza previste dal citato Decreto. Per accedere a
monumenti, musei, gallerie, parchi, giardini monumentali dello
Stato non sarà più richiesto il possesso del green pass
rafforzato, né di quello base, mentre resterà l’obbligo di
utilizzo di mascherine chirurgiche sia in luoghi chiusi che
aperti. Alcune sedi sono visitabili solo su prenotazione.
L’elenco completo degli istituti coinvolti e visitabili
gratuitamente     è   consultabile     sul   sito   internet
https://cultura.gov.it/domenicalmuseo.

Pillole per una nuova storia
letteraria 061 di Federico
Sanguineti
                                                  Tema. Vago
fanciullo. Svolgimento

Di Federico Sanguineti
Nel 2019 una ventottenne dell’Arizona fa sesso con un giovane
tredicenne, e si giustifica dicendo che lui è troppo
aggressivo. Nel 2022 una dirigente scolastica viene accusata
di avere una relazione con lo studente di un liceo romano. Del
resto, si sa, nella Genesi la moglie di Putifarre si innamora
di Giuseppe, e non finisce bene. Però la Bibbia si ispira al
Padreterno, e si può ipotizzare che le cose sarebbero andate
diversamente se, a guidare la mano di chi scrive il testo
sacro, invece di un Dio, fosse stata una Dea. Analoghi esempi
comunque non mancano in pagine profane: Fedra, regina di
Atene, si innamora di Ippolito e, ancora una volta, è dramma.
Ma a scrivere tragedie a lei intitolate sono Seneca, Racine o
D’Annunzio: tutti maschi. Phaedra’s Love (1996), opera
viceversa di Sarah Kane, è dall’autrice definita, pour cause,
commedia, non tragedia. Sarà casuale ma, cinque anni più
tardi, la leader del femminismo anglosassone, Germaine Greer,
pubblica un libro (The boy), tradotto nel 2004 (Il ragazzo),
in cui rivendica per le donne il diritto di apprezzare la
bellezza di un giovane imberbe. Venendo quindi alla storia
della letteratura, ci si pone la domanda: quale scrittrice in
Italia ha per prima dedicato una poesia d’amore a un ragazzo
in “età imperfetta”? Responso al quesito è dato da Serena
Porpora, studentessa dell’Università di Salerno, che addita a
conclusione del corso triennale di Filologia italiana l’opera
di una scrittrice, Caterina degli Obizzi, la quale, unita in
matrimonio nel 1716 a Cesare Felice Calcagnini di Fusignano,
non solo partorisce cinque figli (Francesco, Tommaso, Guido,
Teresa e Placido), ma dà alla luce una poesia in cui confessa
di essersi innamorata, con “giusto ardore”, di “vago
fanciullo”. È chiaro che il sentire espresso dalla poetessa
non ha nulla a che vedere con gli stereotipi del romanticismo
borghese, ma è lusso aristocratico di una marchesa legata al
petrarchismo. Da questa tradizione tuttavia si allontana, non
solo prendendone le distanze, ma rovesciandone i presupposti.
Senza dubbio il punto di partenza è infatti il secondo
componimento dei Rerum vulgarium fragmenta di Francesco
Petrarca: “Per fare una leggiadra sua vendetta / et punire in
un dí ben mille offese, / celatamente Amor l’arco riprese,
/come huom ch’a nocer luogo et tempo aspetta. // Era la mia
virtute al cor ristretta / per far ivi et ne gli occhi sue
difese, / quando ’l colpo mortal là giú discese / ove solea
spuntarsi ogni saetta. // Però, turbata nel primiero assalto,
/ non ebbe tanto né vigor né spazio / che potesse al bisogno
prender l’arme, // overo al poggio faticoso et alto / ritrarmi
accortamente da lo strazio / del quale oggi vorrebbe, et non
pò, aitarme”. Nel sonetto di lei, da Giovanni Battista
Recanati inserito nella raccolta di Poesie italiane di
rimatrici viventi (1716) e, dieci anni dopo, da Luisa Bergalli
Gozzi posto fra i Componimenti poetici delle più illustri
rimatrici di ogni secolo, finalmente si legge, rivivendo al
femminile (con explicit di inaudito garbo) l’odi et amo
catulliano: “Il mio nemico Amor vuota di strali / Avea già la
faretra, e a poco a poco / Alla face mortal mancava il foco, /
E cadevangli al suol spennate l’ali. // Ed io, vedendo allor
tanti suoi mali, / Andava altrui narrando in ogni loco, / Come
io lo vinsi, e mi prendeva a gioco / Le sconfitte di lui
gravi, e fatali. // Quando ei per far di me qualche vendetta,
/ Investe gli occhi di un fanciullo, e il core / Ad amare
l’innocente invita, e alletta. // Io che l’arte conobbi, il
giusto ardore / Non ricusai, e in quell’età imperfetta / Amo
il vago fanciullo, e odio Amore”.

Caos al settore ambiente dopo
le dimissioni di Giuliano
Non c’è pace per il settore ambiente del Comune di Salerno
dove anche la gestione dell’assessore Natella appare
titubante. La città resa sporca, c’è il caso delle coop ancora
in sospeso e troppi lavoratori che sono sul lastrico e
continuano a protestare inutilmente. Si è dimesso il dirigente
del settore ambiente Giuseppe Giuliano, siciliano, che aveva
preso il posto di Luca Caselli, coinvolto nell’inchiesta della
Procura che sta facendo luce sui rapporti fra i vertici
dell’amministrazione e delle coop ma che era anche in odor di
pensionamento. Secondo le voci che filtrano da via Settimio
Mobilio la scelta del dirigente sia avvenuta dopo
l’assegnazione per tre mesi alla società Agriverde (una
soluzione ponte in vista del prossimo appalto biennale) per un
compenso di 160mila euro. A fronte dei 16 mensili con cui
venivano pagate le vecchie cooperative sociali. Al di là
dell’aspetto economico, in base al cronoprogramma stilato
dall’Amministrazione         le     lavorazioni       avranno
inizio domani partendo dal litorale cittadino orientale per
poi proseguire nella zona orientale dove si registrano
maggiori criticità e a seguire tutte le altre zone della
città. Il nodo che poi avrebbe scatenato la reazione del
dirigente sarebbe il fatto che la società aggiudicataria si è
rifiutata di prendersi in carico gli operai che sono senza
lavoro. E così solo un paio di settimane il Comune ha dato il
via libera alla società aggiudicataria che si muoverà col
proprio personale. Quindi non comprende bene il motivo per cui
le vecchie coop, che non hanno fatto ricorso al Tar
probabilmente per motivi economici, siano tagliate fuori, con
grave danno proprio per il stessi operai. Del resto è vero che
ì vertici sono indagati ma è pur vero che sono andati tutti
via, rassegnando le dimissioni. Ora le dimissioni di Giuliano,
al suo posto arriverà da Caserta un dirigente che si chiama
Serpico. Resta la città sporca e una tensione sociale che
rischia di aumentare col passare dei giorni, mentre il Comune
procede a tentoni, senza una strada ferma per la soluzione dei
problemi.
De     Nigris:                          Comparto
crocieristico,                       opportunità
concreta   per                       Salerno   e
provincia
di Clemente Ultimo

“Salerno non ha una cultura del mare”. È con questa drastica
constatazione che l’avvocato Orazio De Nigris, chief executive
officer di Salerno Stazione Marittima, apre l’intervista che
segna la seconda tappa del “viaggio” iniziato di Le Cronache
dedicato al comparto marittimo salernitano, a limiti e
potenzialità dello stesso e, soprattutto, al difficile
rapporto tra la città e questo fondamentale settore economico.
Comparto che nel segmento del traffico crocieristico ha una
componente importante, tuttavia raramente considerata per
l’impatto economico ed occupazionale che genera – o potrebbe
generare – e costretta piuttosto negli angusti limiti di una
sterile polemica. Segno di una generale mancanza di visione
sistemica dell’economia cittadina. E non solo. “La nostra
città – prosegue De Nigris – ha sempre considerato il mare
come un ostacolo al proprio sviluppo, piuttosto che come una
risorsa da valorizzare. Del resto basta guardare come nel
corso degli anni è stata immaginata la geografia urbana e di
conseguenza si è dato corso allo sviluppo del tessuto urbano:
semplicemente del mare non si è tenuto conto. È stato
necessario attendere il radicale riassetto del litorale
salernitano per iniziare ad immaginare, e concretizzare, una
visione altra della città e del suo rapporto con il mare. Da
questo punto di vista la Stazione Marittima può essere
considerata come una sorta di cerniera tra il porto
commerciale e la città, un elemento capace, nel contempo, di
legare queste due realtà finora incapaci di dialogare e di
proiettare le attività marinare verso il cuore del tessuto
urbano”. Questa funzione di cerniera è sufficiente per
superare una cesura così profonda? Come si può rimediare
all’incomunicabilità che finora ha caratterizzato il rapporto
tra il comparto marittimo e le altre articolazioni della
realtà salernitana? “Senza dubbio è necessario che ognuna
delle parti faccia dei passi in direzione dell’altra. Come
Stazione Marittima siamo consapevoli di dover strutturare un
ufficio comunicazione che renda più agevole il dialogo ed il
confronto con la città. È uno dei nostri obiettivi. Per
concretizzarlo, però, è necessario che i volumi di traffico
rendano sostenibile questa struttura. Dall’altra parte sarebbe
opportuno un approccio basato su un minimo di informazione sul
funzionamento, certamente non semplice, del comparto
crocieristico. Devo dire, tuttavia, che qualche elemento
positivo non manca, ad iniziare da un confronto più attento e
costruttivo con l’amministrazione comunale, per arrivare alla
collaborazione nata con l’Istituto Virtuoso: alcuni studenti
sono impegnati in un progetto di alternanza scuola lavoro che
li vede collaborare nella prima accoglienza dei crocieristi
presso la Stazione Marittima. Grazie a queste collaborazioni è
nato un vero e proprio infopoint che svolge una interessante
azione di supporto”. Proviamo a sintetizzare con qualche
numero l’impatto che il traffico crocieristico ha su Salerno,
intesa ovviamente come realtà che supera il capoluogo, e sulle
prospettive future. “Partiamo da una premessa: la stagione
crocieristica 2022 si muove con regole completamente stravolte
dalla pandemia. Se in passato si lavorava su programmazioni
triennali, oggi siamo su tempi quasi immediati: basti pensare
che a novembre avevamo un calendario con 70 navi da crociera
in arrivo, ora siamo a 75, compresi due arrivi di Costa, e
qualcun’altra potrebbe ancora aggiungersi. Numeri che, da
soli, testimoniano di come ormai Salerno sia una realtà
consolidata nel panorama degli approdi crocieristici. Questo
significa che quest’anno porteremo in città tra i 60 ed i
70mila crocieristi. A cui si devono aggiungere i 50mila
passeggeri di traghetti ed aliscafi che transitano dalla
Stazione Marittima e quelli che usufruiscono del Masuccio. Qui
nel 2019 abbiamo registrato qualcosa come 700mila passeggeri,
scesi nel 2021 a 350mila per evidente effetto della pandemia,
ma tutto ci dice che quest’anno ritorneremo su numeri pre-
covid. Se si considera che, in media, ogni crocierista lascia
in città tra i 60 ed i 120 dollari si ha un’idea dell’impatto
positivo che questo settore ha sull’economia cittadina”.
Insomma, la Salerno turistica è una realtà “Sì, anche se erano
veramente in pochi a credere che fosse possibile raggiungere
questo risultato. Eppure oggi, nel nuovo scenario del turismo
internazionale, ci stiamo collocando e bene. Del resto la
posizione baricentrica di Salerno, incastrata tra la costa
d’Amalfi ed il Cilento, è una risorsa che attendeva solo di
essere valorizzata al meglio. C’è, infine, un ulteriore
aspetto da considerare: il settore crocieristico è solo una
frazione del pil prodotto dal comparto turistico, ma spesso
funge da vera e propria porta d’accesso per il territorio: un
crocierista arriva, ha modo di conoscere il territorio e
spesso vi torna. È quello che a Salerno sta succedendo con i
tedeschi, grazie agli accordi che abbiamo chiuso con uno dei
principali operatori della Germania”.

Addio a Mino Raiola:                                     ci
rifilò Jansen e Ferrier
MILANO – Il mondo del calcio è in lutto. Mino Raiola, agente
di alcuni tra i migliori calciatori del mondo e uno dei re
riconosciuti del calciomercato, è morto ieri mattina a
Montecarlo dove abitava. Malato da qualche mese, era stato
operato d’urgenza al San Raffaele di Milano, ma non si era mai
ripreso del tutto. Nato a Nocera Inferiore il 4 novembre del
1967, si era affermato come procuratore in Olanda, dove aveva
cominciato a occuparsi della gestione di alcuni calciatori ed
era riuscito a farsi un nome anche in Italia grazie alla sua
intermediazione nei trasferimenti di Stefan Jansen e Michael
Ferrier alla Salernitana nell’estate del 1995, quando fu
liberalizzato l’ingaggio dei calciatori stranieri anche nelle
altre categorie grazie alla famosa legge Bosman. Per Jansen e
Ferrier non fu però un’esperienza felice: il primo collezionò
16 presenze ed un solo gol, mentre il secondo solo 4 spezzoni
prima di essere ceduto al Catania a gennaio. LA VITA Carmine
Raiola, conosciuto da tutti come Mino, nasce a Nocera
Inferiore il 4 novembre del 1967. Quando ha un anno di vita la
sua famiglia si trasferisce in Olanda, ad Haarlem, per
dedicarsi alla ristorazione. Fin da giovanissimo aiuta i
genitori facendo il cameriere, attività che non gli impedisce
di diplomarsi al Liceo e iniziare a frequentare la facoltà di
Giurisprudenza. E attività che, complice una battuta di
Mihajlovic, lo segnerà per sempre con il soprannome di
“pizzaiolo” anche se, come dirà in seguito lui: “Non ho fatto
una sola pizza in vita mia. Non so nemmeno come farla. Ma ho
portato molte pizze agli ospiti del ristorante dei miei
genitori“. Dotato di un’intelligenza fuori dal comune, è
particolarmente portato all’appredimento delle lingue
(addirittura 7 quelle conosciute: italiano, olandese, inglese,
tedesco, spagnolo, francese e portoghese). La passione per il
calcio lo porta, dopo aver giocato nelle giovanili
dell’Haarlem, a diventarne responsabile a 20 anni prima di
ricoprire la carica di direttore sportivo del club olandese e
fondare una società di intermediazione. Da lì prende il via la
sua carriera nel mondo dei procuratori di calcio.           IL
PROCURATORE PER ECCELLENZA La svolta arriva nel 1992
quando porta Bryan Roy al Foggia, un anno prima di fare da
mediatore nella trattativa tra Ajax e Inter per Dennis
Bergkamp e Wim Jonk. Nel 1995 favorisce il passaggio alla
Salernitana degli olandesi Jansen e Ferrier. Diventa agente
Fifa e fonda la società Sportman, con sede a Montecarlo.
Inizia così la scalata al calcio di massimo livello con la
procura di campioni come Nedved, Ibrahimovic, Pogba,
Balotelli, Verratti, Donnarumma, de Ligt e Haaland. Secondo
Forbes Raiola, nel 2020, si piazza al quarto posto al mondo
tra i procuratori con un fatturato da 84,7 milioni di dollari
avendo chiuso affari per 847,7 milioni di dollari. Non
particolarmente amato dai dirigenti dei club, ha fatto la
fortuna sua e dei suoi assistiti e resterà per sempre nella
storia del calcio internazionale.

Ferrara    assessore    allo
spettacolo, lapsus freudiano
o verità?
di Monica De Santis

Che Alessandro Ferrara, avesse ricevuto la nomina di assessore
alle attività produttive e al turismo, era cosa risaputa sin
dai tempi della composizione della rielezione di Vincenzo
Napoli a sindaco di Salerno. Ma che avesse ricevuto anche la
delega allo spettacolo è una notizia nuova, che ha colto di
sorpresa non poche persone. Una notizia che in realtà non si
sa se corrisponda al vero. Se così fosse sarebbe una vera e
propria svolta per la città di Salerno che dal 1997 non ha un
assessore allo spettacolo. L’ultimo, Peppe Zinicola, risale ai
tempi del primo mandato di Vincenzo De Luca come sindaco, anni
1993/1997. Da allora e fino, almeno, alla scorsa settimana,
sia sotto la guida di De Luca, sia sotto la guida di Mario De
Biase, che di Vincenzo Napoli ad essere assegnata è sempre
stata solo la delega alla cultura e mai quella allo
spettacolo, “custodita” gelosamente, proprio dai vari sindaci
che si sono succeduti. Eppure giovedì pomeriggio, in piazza
Portanova, nel corso dell’inaugurazione della Fiera
del Crocifisso Ritrovato il primo cittadino, nel suo saluto
alla cittadinanza, ha presentato Alessandro Ferrara come
assessore al turismo e allo spettacolo. Lapsus freudiano?
Possibile, considerando che in quasi tutti i comuni italiani,
sin dalla notte dei tempi, le deleghe al turismo, alla cultura
e allo spettacolo vengono assegnate sempre ad un’unica
persona. Eppure quello stesso lapsus, se lapsus è stato, si è
ripetuto il giorno dopo, nel corso della presentazione
dell’accordo per l’apertura dei quatto info point turistici.
Anche in questa occasione il sindaco, in un video fatto
arrivare alla stampa, dal suo ufficio comunicazione, ha
presentato Ferrara come assessore al turismo e spettacolo.
Torniamo a ripeterlo verità o lapsus freudiano? In tanti si
augurano che non sia un errore, ma che realmente
Vincenzo Napoli, abbia deciso di dare all’assessore alle
attività produttive e al turismo anche la delega allo
spettacolo (non quella alla cultura che proprio da un mese è
stata invece riassegnata ad Ermanno Guerra), consentendogli
così di poter lavorare sul progetto di rilancio turistico
della nostra città anche attraverso gli eventi che vengono
organizzati. Un binomio inscindibile quello di questo
assessorato che si voglia caratterizzi la nostra città, che
vuole vivere di turismo e di bellezza. Se sia stato un
semplice lapsus, significa che il subconscio del nostro primo
cittadino ci sta pensando intensamente. In un momento
purtroppo oscuro vogliamo essere ottimisti: la delega che
torna dopo trent’anni ad un referente che sa ascoltare dovrà
quale primo suo obiettivo, cercare di emozionare e far vibrare
il turista che sbarca sulla nostra terra, attraverso eventi
culturali ben congegnati e incastrati in un cartellone che
duri un intero anno suscitando incanto e rendendo
indimenticabile chi desideri salire sul nostro infinito
palcoscenico.
“Rifiuti tunisini, una brutta
vicenda. Le istituzioni non
fanno una bella figura”
di Monica De Santis

A pochi giorni dall’inizio del trasferimento dei rifiuti
tunisini dal porto di Salerno al sito di Persano, tornano a
farsi sentire i componenti del Coordinamento Ambiente, Salute
e Territorio, attraverso una nota nella quale parlano delle
ambiguità e delle bugie di “una brutta vicenda”. “La vicenda
dei rifiuti a suo tempo raccolti da una ditta del Vallo di
Diano in quella parte del territorio della Provincia e poi
mandati in Tunisia, con il beneplacito della Regione Campania,
– scrivono nella loro nota – e poi dopo 2 anni rispediti al
mittente, al culmine di uno scandalo che ha coinvolto i
vertici istituzionali di quel paese, oltre a imprenditori e
faccendieri, continua ad ammantarsi di ambiguità e bugie!
Perché Persano nel cuore della Piana del Sele ? Mistero!
Eppure siamo in una area che dovrebbe essere dichiarata satura
per quanto dato alla emergenza rifiuti nei decenni passati!”
Il Coordinamento Ambiente, Salute e Territorio dunque punta
ancora il dito sulla scelta di Persano invece che di altri
siti, che stando a quello che è stato dichiarato sin
dall’inizio della vicenda non esistono, mentre per quelli del
Coordinamento Ambiente, Salute e Territorio… “C’erano Salerno
(per vicinanza al Porto!), il sito della società privata a
Polla!” Da qui allora la domanda che in tanti si sono fatti
sono stati scartati? Domanda posta in tutte le sedi, senza
risposta. Chi ha scelto Persano? “Mistero! Sceglie la
magistratura (dice la Regione). È il sito messo a disposizione
dalla Regione (dice la magistratura!). – si legge ancora nella
loro nota – Percorso fatto di dialogo e confronto con i
territori! Bugia! I Sindaci sono stati chiamati per la
comunicazione del sito scelto! Ed a fronte delle loro
obiezionirrivato sono arrivati solo silenzi, imbarazzo e
insofferenza per avere osato mettere in discussioni cose
decise in segrete stanze. E poi…. tutto sto casino per 6.000
tonnellate di monnezza? I containers sono stati già
ispezionati sul porto di Salerno, per escludere la presenza di
rifiuti pericolosi? Mistero! Dal verbale del sopralluogo
pubblicato dalla stampa, si evince che i container sono stati
aperti e si è solo constatato che c’erano le balle di rifiuti
a forma di parallelepipedo. Era questa l’ispezione che abbiamo
aspettato per circa 2 mesi? – scrivono ancora – Dove si farà
la caratterizzazione dei rifiuti? Non a Persano è stato detto
ai Sindaci! Bugia! Dalla stampa si evince che ci sarà un
sopralluogo per verificare l’idoneità del sito di Persano . In
alternativa si ripiegherà sull’ex Stir di Battipaglia. Sempre
nella piana! Quanto è costata alla Comunità questa
“operazione”? Compreso la sosta sul porto di Salerno, e
l’impiego di centinaia di poliziotti e carabinieri come scorta
ai camion che trasportano i container a Persano? E chi paga?
Mistero! – per poi concludere – Davvero una brutta vicenda,
nella quale le istituzioni non fanno una bella figura, anzi
hanno dato l’idea di “approssimazione”, di inaffidabilità ed
ambiguità imbarazzante! E come dovremmo fidarci, alla luce di
questo spettacolo poco edificante, della promessa che fra 6
mesi quei rifiuti andranno via da Persano? Là dove sono
stoccare da 14 anni. Ecoballe che dovevano andare via dopo
qualche mese, e dove sono accatastate da decenni le roulotte
del dopo terremoto? Una cosa è certa, e questa vicenda ce lo
ha confermato: la Regione Campania ha bisogno di una politica
dei rifiuti! Visto che fino ad oggi ne è stata priva”.
Una    moneta    in    onore
della Fiera del Crocifisso
Oggi, ultimo giorno per partecipare all’antica Fiera del
Crocifisso Ritrovato nel centro storico di Salerno, dal
mattino alle 22. La XXX edizione interesserà le stradine e le
piazze della città con centinaia di stand e attrazioni.
“Ripartiamo dalla storia”, questo lo slogan di una delle più
grandi e longeve manifestazioni storico-rievocative d’Italia.
Un Passaporto per il medioevo: La Tessera del pellegrino e la
moneta della fiera in regalo . Così come ai pellegrini
medievali veniva rilasciato l’attestato del cammino compiuto e
come ancora oggi per chi percorre il Cammino di Santiago de
Compostela, i visitatori che compiranno l’intero percorso
della Fiera del Crocifisso Ritrovato, facendosi vidimare una
speciale tessera che sarà distribuita loro, riceveranno in
omaggio la moneta commemorativa della Fiera, battuta a caldo
nella zecca allestita ad hoc negli stand. Alla Fiera
interverranno per la prima volta “I Falconieri del Re”, che
con falchi, aquile e poiane, faranno apprezzare la bellezza
dei rapaci ed i voli acrobatici e imprevedibili che questi
effettuano. Nel 2010 l’Unesco ha riconosciuto la Falconeria
come Bene Immateriale dell’Umanità. Si tratta di un’arte che
vide nel colto sovrano medievale Federico II di Svevia un
grande estimatore, tanto da portarlo a scrivere un trattato
che è ancora oggi un capolavoro: “Il de arte venandi cum
avibus”, l’arte di cacciare con gli uccelli, che contempla le
abitudini e le caratteristiche di centinaia di specie di
uccelli ed è corredato da ricche miniature. Nel massimo
rispetto degli animali, I Falconieri del Re si prefiggono di
“comunicare la conoscenza il più approfondita possibile nei
confronti dei rapaci e del rapporto che l’uomo riesce a
costruire con essi, visto il magnetismo che essi suscitano
negli uomini, cosi da ottenere anche da parte del pubblico un
grande rispetto nei loro confronti”. Compagnia artistica di
livello internazionale, dopo aver portato i suoi spettacoli in
varie parti del mondo (Messico, Cile, ex Yugoslavia,
Mozambico, Brasile, Bolivia, India, Nepal, Paraguay, Kossovo,
Laos, Cambogia, Amazzonia Etiopia, Tanzania, Sri Lanka ecc.),
approdano ora, per la prima volta, a Salerno. Propongono
spettacoli comici che catturano l’attenzione degli spettatori,
coinvolgendoli in un viaggio dove il virtuosismo della
giocoleria si accompagna alla parodia e all’improvvisazione
comica. Abilissimi attori, saltimbanchi e giocolieri, creano
un’atmosfera di divertimento e trasgressione. Per la prima
volta approda a Salerno l’artista di strada e performer
siciliano conosciuto con il nome d’arte “Il drago bianco”. È
specializzato nella manipolazione del fuoco e dei metalli,
fino a creare con le fiamme un vero e proprio spettacolo della
meraviglia. Come nelle antiche leggende di magia il fuoco si
accende, in una danza rituale che riporta l’uomo in contatto
con la Terra, con la natura e con i suoi elementi. Il suolo
cosparso di fiamme e faville lanciate in aria, il fuoco
colorato che assume nuove forme. A piedi nudi fra la paura e
l’audacia. Il 1 maggio, a sant’Apollonia ci sarà la
possibilità di fruire del racconto in palcoscenico di Diego De
Silva: “Angeli moralisti” Con Ludovica Sguazzo e Cinzia
Ugatti. Regia Andrea Carraro (Ingresso libero, necessaria la
prenotazione www.postoriservato.it) Partecipare alla Fiera del
Crocifisso Ritrovato è un’esperienza che vale come una
intensiva lezione di storia. Gli alunni dell’Istituto “Trani –
Moscati” di Salerno, invece, con i loro disegni e i loro
modelli, faranno conoscere l’abbigliamento e la moda del
Medioevo. In Piazza Abate Conforti rivivrà l’appuntamento
centrale della vita socio-commerciale del Medioevo: il mercato
con merci e mestieri di un tempo:: i battimoneta, il lavoro in
presa diretta dei cordari, il tornio e la lavorazione
dell’argilla, il tombolo macramè, la piccola tessitura,
amanuense, la distillazione dei profumi, la filatura della
lana, il cestaio, la ceramica, le pietre antiche. In piazza
Abate Conforti, rigorosamente in legno, sono proposti i giochi
del Medioevo, ricostruzioni accurate dei passatempi semplici e
ingegnosi che si facevano intorno all’anno mille, coinvolgendo
adulti e bambini in attività ludiche che richiedevano anche
abilità logiche e consentivano di trascorrere il tempo in
momenti di grande aggregazione. I giochi sono a fruizione
gratuita. Oltre ai celebri quadri di Caravaggio, proposti da
Teatri 35 di Napoli, specializzati nella tecnica del tableau
vivant, saranno offerte delle rappresentazioni inedite,
appositamente per gli spettatori della Fiera. I tableaux
vivants, comunemente detti quadri viventi, mettono in scena
attori, modelli o danzatori che evocano quadri o immagini
celebri. Si potranno degustare anche le pietanze del tempo,
con gli allievi dell’Ipseoa, l’Istituto Alberghiero Virtuoso
di Salerno che prepareranno piatti della cucina medievale. Le
degustazioni in Largo Barbuti e presso il ristorante
dell’istituto nei locali della Barra, accanto al Crescent.

L’arte di realizzare gioielli
con il rame
di Federica Bove e Simona Pastore

È iniziata la Fiera del Crocifisso Ritrovato, l’iniziativa
organizzata dalla Bottega San Lazzaro con il comune di
Salerno. Dopo lo stop causato dalla pandemia, si torna ad
animare la città con i numerosi allestimenti da parte di
artigiani e artisti provenienti da ogni parte d’Italia. Fra i
tanti, quello di Doretta, artigiana lombarda che ha fatto
della sua passione un vero e proprio lavoro.
Può spiegarci come vengono realizzati i gioielli che vende?
Questi gioielli sono stati realizzati a mano da me e sono
tutti di rame ,composti sia con lastre che con il filo. Con il
filo faccio le cosiddette “fibule medievali”, realizzate in
stile antico ma leggermente adattate ai giorni nostri e una
volta questi oggetti venivano utilizzati per chiudere i
mantelli. Tutti gli altri sono di mia fantasia e vengono
realizzati con il rame e con gli smalti colorati. Prima viene
preparato l’oggetto, poi viene battuto con un martello,
levigato, smaltato con questi colori e infine viene messo in
forno per circa 4 minuti. Una volta cotto viene messo un
lucido trasparente poiché il rame tende a scurire leggermente.
Quanto tempo ci vuole per realizzare uno di questi gioielli?
Per realizzare un orecchino impiego all’incirca 3 o 4 ore. Se
dovessi decidere il costo in base al tempo impiegato si
arriverebbe ad un prezzo troppo alto, per questo faccio pagare
solamente il valore del materiale. Il suo è un hobby oppure è
un lavoro a tempo pieno? È partito come passatempo e poi è
diventato quasi un lavoro perché serve tanto tempo per
realizzarli. Tutti noi presenti a questa fiera facciamo parte
di un gruppo composto da persone provenienti da varie zone
d’Italia e siamo tutti accomunati da questa passione per gli
antichi mestieri. Ogni anno andiamo in giro per l’Italia a
mostrare i lavori di una volta. Ci sono all’incirca 27 banchi
fra cui il vasaio, chi fa le ceramiche, chi i cesti o lo chi
scolpisce il legno. Tanti personaggi molto interessanti, ma a
causa della distanza non tutti riescono a venire. Salerno è la
città più distante che ho raggiunto , ogni città mi ha dato
qualcosa . C’è un momento della giornata in particolare nel
quale realizza le sue creazioni, oppure si mette all’opera
quando capita? La mattina lavoro quindi ho a disposizione
solamente il pomeriggio. Diciamo che va molto a momenti, ci
sono dei giorni in cui sono molto allegra e riesco a creare
bene. altri giorni invece non ho fantasia , non riesco proprio
a fare nulla. Realizzo il primo gioiello , che non mi riesce
come vorrei e allora chiudo tutto e mi dedico ad altro .
Puoi anche leggere