Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado

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Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
P AGINA 1                                                                                         I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA

                                           Per una Chiesa Viva
A NNO XVI - N. 3 – A PRILE 2020                 P ERIODICO DELLA COMUNITÀ                ECCLESIALE DI RAVELLO
WWW . CHIESARAVELLO . IT                       WWW . RAVELLOINFESTA . IT                       WWW . MUSEODUOMORAVELLO . COM

 Il Papa prega per la fine della pandemia:
   “Dio, non lasciarci in balia della tempesta”
Venerdì 27 marzo, Papa Francesco ha            tutti fragili e disorientati, ma nello stesso   cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme
presieduto uno storico momento di pre-         tempo importanti e necessari, tutti chia-       –. Quando poi viene svegliato, dopo aver
ghiera sul sagrato della Basilica di San       mati a remare insieme, tutti bisognosi di       calmato il vento e le acque, si rivolge ai
Pietro con la piazza vuota, ma seguito dai     confortarci a vicenda. Su questa barca…         discepoli in tono di rimprovero: «Perché
cattolici di tutto il mondo, sempre più        ci siamo tutti. Come quei discepoli, che        avete paura? Non avete ancora fe-
minacciato dalla diffusione del Covid-19.      parlano a una sola voce e nell’angoscia         de?» (v. 40).
“Signore, benedici il mondo, dona salute       dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così           Cerchiamo di comprendere. In che cosa
ai corpi e conforto ai cuori", sappiamo        anche noi ci siamo accorti che non possia-      consiste la mancanza di fede dei discepo-
"che Tu hai cura di noi”, ha detto prima       mo andare avanti ciascuno per conto suo,        li, che si contrappone alla fiducia di Ge-
dell'adorazione del San-                                                                                      sù? Essi non avevano smes-
tissimo Sacramento e                                                                                          so di credere in Lui, infatti
della Benedizione Urbi                                                                                        lo invocano. Ma vediamo
et Orbi, alla quale è                                                                                         come        lo     invocano:
stata annessa la possibi-                                                                                     «Maestro, non t’importa
lità di ricevere l’indul-                                                                                     che siamo perduti?» (v.
genza plenaria.                                                                                               38). Non t’importa: pensa-
Riportiamo le parole                                                                                          no che Gesù si disinteressi
pronunciate da Papa                                                                                           di loro, che non si curi di
Francesco durante il                                                                                          loro. Tra di noi, nelle no-
momento di preghiera.                                                                                         stre famiglie, una delle cose
«Venuta        la     se-                                                                                     che fa più male è quando ci
ra» (Mc 4,35). Così                                                                                           sentiamo dire: “Non t’im-
inizia il Vangelo che                                                                                         porta di me?”. È una frase
abbiamo ascoltato. Da                                                                                         che ferisce e scatena tempe-
settimane sembra che                                                                                          ste nel cuore. Avrà scosso
sia scesa la sera. Fitte                                                                                      anche Gesù. Perché a nes-
tenebre si sono adden-                                                                                        suno più che a Lui importa
sate       sulle      no-                                                                                     di noi. Infatti, una volta
stre     piazze, strade e                                                                                     invocato, salva i suoi disce-
città; si sono impadro-                                                                                       poli sfiduciati.
nite delle nostre vite                                                                                        La tempesta smaschera la
riempiendo tutto di un silenzio assordan-      ma solo insieme. È facile ritrovarci in         nostra vulnerabilità e lascia scoperte
te e di un vuoto desolante, che paralizza      questo racconto. Quello che risulta diffi-      quelle false e superflue sicurezze con cui
ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’a-   cile è capire l’atteggiamento di Gesù.          abbiamo costruito le nostre agende, i
ria, si avverte nei gesti, lo dicono gli       Mentre i discepoli sono naturalmente            nostri progetti, le nostre abitudini e prio-
sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e        allarmati e disperati, Egli sta a pop-          rità. Ci dimostra come abbiamo lasciato
smarriti. Come i discepoli del Vangelo         pa, proprio nella parte della barca che         addormentato e abbandonato ciò che
siamo stati presi alla sprovvista da una       per prima va a fondo. E che cosa fa? No-        alimenta, sostiene e dà forza alla nostra
tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo       nostante il trambusto, dorme sereno,            vita e alla nostra comunità.
resi conto di trovarci sulla stessa barca,     fiducioso nel Padre – è l’unica volta in                         Continua a pagina 2
Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
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    Continua dalla prima pagina               sempre sani in un mondo malato. Ora,           nostra storia: medici, infermiere e infer-
La tempesta pone allo scoperto tutti i        mentre stiamo in mare agitato, ti implo-       mieri, addetti dei supermercati, addetti
propositi di “imballare” e dimenticare ciò    riamo: “Svegliati Signore!”.                   alle pulizie, badanti, trasportatori, forze
che ha nutrito l’anima dei nostri popoli;     «Perché avete paura? Non avete ancora          dell’ordine, volontari, sacerdoti, religio-
tutti quei tentativi di anestetizzare con     fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un     se e tanti ma tanti altri che hanno com-
abitudini apparentemente “salvatrici”,        appello alla fede. Che non è tanto crede-      preso che nessuno si salva da solo. Da-
incapaci di fare appello alle nostre radici   re che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi     vanti alla sofferenza, dove si misura il
e di evocare la memoria dei nostri anzia-     di Te. In questa Quaresima risuona il tuo      vero sviluppo dei nostri popoli, scopria-
ni, privandoci così dell’immunità neces-      appello       urgente:      “Convertitevi”,    mo e sperimentiamo la preghiera sacer-
saria per far fronte all’avversità.           «ritornate a me con tutto il cuo-              dotale di Gesù: «che tutti siano una cosa
                                                                                                               sola» (Gv 17,21). Quanta
                                                                                                               gente esercita ogni giorno
                                                                                                               pazienza e infonde speran-
                                                                                                               za, avendo cura di non
                                                                                                               seminare panico ma cor-
                                                                                                               responsabilità.      Quanti
                                                                                                               padri, madri, nonni e
                                                                                                               nonne, insegnanti mostra-
                                                                                                               no ai nostri bambini, con
                                                                                                               gesti piccoli e quotidiani,
                                                                                                               come affrontare e attra-
                                                                                                               versare una crisi riadattan-
                                                                                                               do abitudini, alzando gli
                                                                                                               sguardi e stimolando la
                                                                                                               preghiera. Quante perso-
                                                                                                               ne pregano, offrono e
                                                                                                               intercedono per il bene di
                                                                                                               tutti. La preghiera e il
                                                                                                               servizio silenzioso: sono le
                                                                                                               nostre armi vincenti.
                                                                                                               «Perché avete paura? Non
                                                                                                               avete ancora fede?». L’ini-
                                                                                                               zio della fede è saperci
                                                                                                              bisognosi di salvezza. Non
                                                                                                               siamo autosufficienti, da
Con la tempesta, è caduto il trucco di        re» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere que-       soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno
quegli stereotipi con cui mascheravamo i      sto tempo di prova come un tempo di            del Signore come gli antichi naviganti
nostri “ego” sempre preoccupati della         scelta. Non è il tempo del tuo giudizio,       delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche
propria immagine; ed è rimasta scoperta,      ma del nostro giudizio: il tempo di sce-       delle nostre vite. Consegniamogli le no-
ancora una volta, quella (benedetta) ap-      gliere che cosa conta e che cosa passa, di     stre paure, perché Lui le vinca. Come i
partenenza comune alla quale non possia-      separare ciò che è necessario da ciò che       discepoli sperimenteremo che, con Lui a
mo sottrarci: l’appartenenza come fratel-     non lo è. È il tempo di reimpostare la         bordo, non si fa naufragio. Perché questa
li.                                           rotta della vita verso di Te, Signore, e       è la forza di Dio: volgere al bene tutto
«Perché avete paura? Non avete ancora         verso gli altri. E possiamo guardare a         quello che ci capita, anche le cose brutte.
fede?». Signore, la tua Parola stasera ci     tanti compagni di viaggio esemplari, che,      Egli porta il sereno nelle nostre tempe-
colpisce e ci riguarda, tutti. In questo      nella paura, hanno reagito donando la          ste, perché con Dio la vita non muore
nostro mondo, che Tu ami più di noi,          propria vita. È la forza operante dello        mai.
siamo andati avanti a tutta velocità, sen-    Spirito riversata e plasmata in coraggiose     Il Signore ci interpella e, in mezzo alla
tendoci forti e capaci in tutto. Avidi di     e generose dedizioni. È la vita dello Spiri-   nostra tempesta, ci invita a risvegliare e
guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle   to capace di riscattare, di valorizzare e di   attivare la solidarietà e la speranza capaci
cose e frastornare dalla fretta. Non ci       mostrare come le nostre vite sono tessute      di dare solidità, sostegno e significato a
siamo fermati davanti ai tuoi richiami,       e sostenute da persone comuni – solita-        queste ore in cui tutto sembra naufraga-
non ci siamo ridestati di fronte a guerre e   mente dimenticate – che non compaiono          re. Il Signore si risveglia per risvegliare e
ingiustizie planetarie, non abbiamo ascol-    nei titoli dei giornali e delle riviste né     ravvivare la nostra fede pasquale. Abbia-
tato il grido dei poveri, e del nostro pia-   nelle grandi passerelle dell’ulti-             mo un’ancora: nella sua croce siamo stati
neta gravemente malato. Abbiamo prose-        mo show ma, senza dubbio, stanno scri-         salvati. Abbiamo un timone: nella sua
guito imperterriti, pensando di rimanere      vendo oggi gli avvenimenti decisivi della      croce siamo stati riscattati. Abbiamo una
Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
P AGINA 3                                                                           I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA
speranza: nella sua croce siamo stati risa-
nati e abbracciati affinché niente e nessu-
no ci separi dal suo amore redentore. In
                                                 Un tragico segno dei tempi
mezzo all’isolamento nel quale stiamo           Di fronte alla pandemia una risposta
patendo la mancanza degli affetti e degli
incontri, sperimentando la mancanza di             che scaturisce dalla Rivelazione
tante cose, ascoltiamo ancora una volta
l’annuncio che ci salva: è risorto e vive
                                 Oggi, nel pieno della emergenza sanitaria        mente nella morte come segno della
accanto a noi.                   e umanitaria, è quanto mai necessaria la         sconfitta del desiderio umano di immorta-
Il Signore ci interpella dalla sua croce a
                                 voce profetica della Chiesa, per dare un         lità.
ritrovare la vita che ci attende, a guardare
                                 significato cristiano a quanto sta accaden-      Questo legame tra peccato e male fisico
verso coloro che ci reclamano, a rafforza-
                                 do. Certo sono quanto mai apprezzabili           non significa affatto che chi soffre sia per-
re, riconoscere e incentivare la grazia che
                                 tutte le iniziative di assistenza caritativa e   sonalmente responsabile moralmente di
ci abita. Non spegniamo la fiammella
                                 di implorazione a Dio per il superamento         ciò che gli accade, ma certamente ogni
smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e
                                 della crisi, ma ancor più profondamente          creatura umana è vittima della debolezza
lasciamo che riaccenda la speranza.
                                 la gente, non solo i credenti, si interroga      entrata nella natura umana decaduta. Ge-
Abbracciare la sua croce significa trovare
                                 sul perché di questa tragedia. Da qui la         sù stesso ha chiarito questo legame, quan-
il coraggio di abbracciare tutte le contra-
                                 necessità di una risposta che scaturisca         do, a proposito di un fatto di cronaca che
rietà del tempo presente, abbandonando
                                 direttamente dalla Rivelazione, che è la         si riferiva a un crollo della torre di Siloe
per un momento il nostro affanno di on-
                                 luce con cui inter-                                                           che aveva mie-
nipotenza e di possesso per dare spazio
                                 pretare la storia                                                             tuto diciotto
alla creatività che solo lo Spirito è capace
                                 umana, che coin-                                                              vittime, com-
di suscitare.                    cide con la storia                                                            mentava così:
Significa trovare il coraggio di aprire spazi
                                 della salvezza.                                                               «Credete che
dove tutti possano sentirsi chiamati e per-
                                 Orbene, se è chia-                                                            fossero       più
mettere nuove forme di ospitalità, di fra-
                                 ro, almeno per                                                                colpevoli di
ternità, e di solidarietà.       molti, che questo                                                             tutti gli abitan-
                                 flagello non può
Nella sua croce siamo stati salvati per                                                                        ti di Gerusa-
                                 essere attribuito a
accogliere la speranza e lasciare che sia                                                                      lemme? No, io
                                 una sorta di ven-
essa a rafforzare e sostenere tutte le misu-                                                                   vi dico, ma se
                                 detta di un Dio
re e le strade possibili che ci possono aiu-                                                                   non vi conver-
                                 offeso dai nostri
tare a custodirci e custodire. Abbracciare                                                                     tirete, perirete
                                 peccati, non è
il Signore per abbracciare la speranza:                                                                        tutti allo stes-
                                 meno vero che
ecco la forza della fede, che libera dalla                                                                     so           mo-
paura e dà speranza.             esiste un insoppri-                                                           do» (Lc 13, 4-
                                 mibile legame tra
«Perché avete paura? Non avete ancora                                                                          5). Dunque,
fede?».                          il male morale e il                                                           non c’è lega-
Cari fratelli e sorelle, da questo luogo,
                                 male fisico. Ciò                                                              me soggettivo
che racconta la fede rocciosa di Pietro,
                                 comporta         una                                                          tra male mora-
stasera vorrei affidarvi tutti al Signore,
                                 prima affermazio-                                                             le e male fisi-
                                 ne certa: avendo
per l’intercessione della Madonna, salute                                                                      co, e tuttavia
                                 Dio creato il
del suo popolo, stella del mare in tempe-                                                                      c’è un legame
                                 mondo
sta. Da questo colonnato che abbraccia          come                                                           oggettivo: una
                                 «cosa molto buo-
Roma e il mondo scenda su di voi, come                                                                         volta che l’uo-
                                 na» (Gen 1, 31), ogni male che troviamo
un abbraccio consolante, la benedizione                                           mo ha scelto liberamente di inquinare la
                                 purtroppo nella storia umana, e dunque
di Dio. Signore, benedici il mondo, dona                                          buona creazione di Dio, il processo di
                                 anche questa pandemia, non può essere
salute ai corpi e conforto ai cuori.                                              corruzione va avanti secondo le leggi della
                                 assolutamente attribuito e tanto meno
Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra                                        natura corrotta. E se Dio permette questo
                                 voluto da Dio. Ciò che all’origine della
fede è debole e siamo timorosi. Però Tu,                                          processo perché rispetta la libertà delle
Signore, non lasciarci in balia della tem-
                                 creazione del mondo ha sconvolto l’opera         sue creature, tuttavia non rimane spetta-
pesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate
                                 buona di Dio è stata la libera scelta            tore passivo, come aveva promesso pro-
paura» (Mt 28,5).                dell’uomo di non fidarsi di Dio che gli          prio all’inizio della tragedia umana quan-
                                 aveva affidato la custodia del creato, per
E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te                                          do, dopo il peccato di Adamo ed Eva
                                 seguire un suo progetto alternativo. Così
ogni preoccupazione, perché Tu hai cura                                           preannunciò la redenzione e la vittoria
di noi” (cfr 1 Pt 5,7).         si è innescato nell’albero della creazione il    finale del bene sul male (Gen 3, 15).
     Fonte: osservatoreromano.va virus del peccato con tutte le conseguen-                          Continua a pagina 4
                                 ze di mali che culminano emblematica-
Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
P AGINA 4                                                                                            I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA
        Continua da pagina 3                     in Dio o, ancor peggio, di contraddire la
                                                 fede che professiamo in Lui.                             Un mondo
E questa promessa si è realizzata in Cri-        Ecco allora il «tempo favorevole» della
sto, il Verbo incarnato per la nostra sal-       Quaresima che capita non casualmente                     capovolto
vezza che, prendendo su di sé i nostri           proprio per invitarci alla conversione, alla
peccati fino a dare la propria vita sulla        preghiera e alla penitenza. Ritorniamo a          Quando l’emergenza-covid 19 sarà finita
Croce, ha dimostrato la potenza dell’amo-        una comunione più stretta con Dio non             — è la domanda che ci facciamo in tanti
re di Dio con la sua risurrezione vincendo       tanto per convincere Dio ad aiutarci (Egli        — saremo migliori di oggi? Cosa avremo
la morte e il peccato che ne era la causa.       non aspetta altro!), quanto piuttosto per         imparato da questa drammatica esperienza
Così, ogni creatura che crede in Cristo e        convincere noi stessi a combattere ogni           che, per gravità e diffusione, ormai viene
si converte dai suoi peccati diventa parte-      male, e, dunque, a immettere in noi il            paragonata a una vera e propria guerra
                                                                 vaccino dell’amore che vin-       mondiale?
                                                                 ce il mondo. Questa emer-         Difficile rispondere. Ma una cosa pare
                                                                 genza può diventare occa-         evidente. In questo momento quasi un
                                                                 sione per risolvere non solo      miliardo di persone in tutto il mondo
                                                                 questa pandemia, ma anche         sono confinate in casa, per arginare la
                                                                 tanti altri mali meno allar-      pandemia di coronavirus che ha già fatto
                                                                 manti e coinvolgenti, ma          oltre undicimila vittime e sta devastando
                                                                 che travagliano molte pove-       l’economia in tutti i continenti. Stanno
                                                                 re creature in ogni parte del     saltando tanti paradigmi che sembravano
                                                                 mondo, indipendentemente          consolidati, visioni del mondo ritenute
                                                                 dal coronavirus. E possiamo       inamovibili come dogmi. E una consape-
                                                                 così ubbidire alle attuali        volezza nuova si sta facendo strada: la
                                                                 ristrettezze sociali che colpi-   globalizzazione — questa globalizzazione
                                                                 scono anche i paesi più agia-     che uccide — va ripensata dalle fonda-
                                                                 ti non solo per doveroso          menta. Una settimana fa ho ricevuto, via
                                                                 senso civico e nel nostro         cellulare, un video, artigianale ma com-
                                                                 stesso interesse personale,       movente, della durata di una ventina di
                                                                 ma ancor più come segno di        secondi. Prende la parola padre Davide
                                                                 un cambiamento di stile di        Sciocco, missionario del Pime: «Sappiamo
                                                                 una vita più sobria, compa-       che questo è un periodo molto difficile
cipe della stessa vittoria di Cristo e cambia    tibile, solidale e sostenibile.                   per l’Italia, che ha sempre aiutato la Gui-
significato alle sofferenze e alla stessa        E le moltiplicate preghiere che salgono a         nea Bissau. In questo momento vogliamo
morte che diventa la porta di ingresso a         Dio in questo tempo, seguendo una com-            essere noi ad aiutare voi, con la nostra
quella vita eterna a cui aspira ogni cuore       provata ed efficace tradizione cristiana,         preghiera». Al che un gruppo di giovani e
umano.                                           non pretendono certo interventi miraco-           adulti, in coro, esclama sorridendo:
Da tutto ciò viene l’interpretazione anche       losi da parte di Dio (anche se è giusto           «Andrà tutto bene!». La Guinea Bissau, al
della attuale tragedia. L’immagine miglio-       implorarli), quanto piuttosto varranno            momento in cui scrivo, non ha registrato
re dell’atteggiamento di Dio in questa           perché tutti, ma specialmente i responsa-         casi di contagio da coronavirus, tuttavia
nostra situazione è quella di Gesù che           bili dell’ordine sociale e gli operatori          non la si può certo definire un’isola felice:
contempla Gerusalemme che lo stava ri-           scientifici e sanitari, ricevano luce e forza     anche lì aeroporti e frontiere sono stati
fiutando e piange su di essa dicendo: «Se        da Dio misericordioso per scoprire e usa-         sigillati, chiuse le scuole, sospese tutte le
avessi compreso anche tu, in questo gior-        re tutti gli strumenti necessari per curare       attività ecclesiali. Non c’è un piano di
no, quello che porta alla pace! Ma ora è         efficacemente chi è colpito dal male e            lotta al virus e mancano i centri di cura.
stato nascosto ai tuoi occhi» (Lc 19, 41).       poterlo anche prevenire così da poter             Ma, ancor più grave, è il fatto che il Pae-
Ecco come i credenti devono guardare a           tornare a una vita umana, non più come            se, come ciclicamente accade da anni,
Dio in questi momenti tragici: un Dio che        prima, ma meglio di prima con maggior             vive una fase di enorme incertezza politi-
piange con noi perché l’umanità ha rifiu-        senso dei nostri limiti, consapevoli delle        ca. Dal momento che l’attuale governo
tato il suo progetto e le terribili leggi del-   grandi potenzialità che Dio ci ha dato per        non è riconosciuto ufficialmente, la Gui-
la natura infieriscono contro gli uomini         una vita sociale segnata dalla logica dell’a-     nea Bissau non può ricevere aiuti interna-
superando ogni progresso scientifico con         more nella giustizia e nella pace.               zionali. In un quadro tanto fosco, stupisce
una selezione che penalizza i più deboli.                                                          che la gente non perda il sorriso e tenga
Ma, come allora fece Gesù, anche oggi                                   Giuseppe Versaldi          aperto il cuore a chi, come noi italiani, si
Dio ci invita a unirci a Lui per combattere          Cardinale prefetto della Congregazione per    trova alle prese con un’emergenza sanita-
il male alle sue radici, che sono i nostri                                l’educazione cattolica   ria senza precedenti.
peccati specialmente il rifiuto di credere               Fonte: osservatoreromano.va               È il mondo capovolto che — imprevedi-
                                                                                                   bilmente e provvidenzialmente — il
Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
P AGINA 5                                                                                       I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA

                                                        cristiana, che non conosce confi-
                                                        ni. Il preside dello Studio teolo-     Una Pasqua
                                                        gico, padre Gianni Criveller lo
                                                        ha raccontato sul sito di «Mondo
                                                        e Missione»: «Affrontiamo la
                                                                                                 nuova
                                                        crisi del coronavirus anche gra-      A quale Pasqua ci stiamo preparando? Da
                                                        zie alla solidarietà degli amici di   alcuni giorni non circola più sottobanco:
                                                        Hong Kong, che ci hanno inviato       la domanda è diventata comune, pubbli-
                                                        migliaia di mascherine così ne-       ca, sofferta.
                                                        cessarie per proteggerci e intro-     Dovrebbe essere quella di ogni anno,
                                                        vabili in Italia». Una testimo-       perché mai la ripetizione della festa può
                                                        nianza di dedizione che ha creato     essere stanca e scontata.
coronavirus ci sta facendo sperimentare:      forti legami e seminato affetto autentico,      Le drammatiche circostanze che hanno
il Sud (povero economicamente, ma non         divenuto ancor più evidente nel tempo           rapidamente avvolto larga parte dell’u-
di umanità) che aiuta il Nord. Un Nord        del bisogno.                                    manità ci strappano tuttavia dalle aree di
che continua a vantare un Pil invidiabile,    Nel seminario di Monza una sessantina di        comfort e impongono interrogativi radi-
ma che sta conoscendo da tempo uno            giovani, provenienti da una dozzina di          cali, ma forse salutari.
sfilacciamento, speriamo non inesorabile,     Paesi, si preparano per diventare missio-       Quasi il nuovo irrompa già, nell’ora più
del senso di comunità. Sul suo profilo        nari “ad gentes”. Vengono, in molti casi,       buia: Pasqua che viene a prenderci in
Facebook, Laura Silvia Battaglia, giornali-   da zone dove i sistemi sanitari (pensiamo       condizione di esodo, strappati all’oppres-
sta esperta di Medio oriente, il cui marito   al Bangladesh o al Camerun) non sono            sione, ma ancora nel guado, col mare a
è yemenita, pochi giorni fa ha scritto:       certo paragonabili per efficienza a quello      destra a sinistra e sopra e sotto, dovendo
«Mi sono arrivati messaggi da amici di        italiano, zone dove le epidemie, dal mor-       credere che non si chiuderà prima di
tutto il mondo: yemeniti, iracheni, liba-     billo a Ebola, non sono infrequenti. E          averlo tutti attraversato.
nesi, somali, americani, tedeschi, messi-     tuttavia, in questo caso, il mondo si è         Come vivere un memoriale? In un Occi-
cani, austriaci, inglesi, belgi, cechi, di    capovolto: oggi sono i seminaristi a rice-      dente che abbiamo studiato e abitato nelle
preoccupazione, affetto, solidarietà per      vere telefonate preoccupate dai genitori,       sue dinamiche di secolarizzazione, potrà
me, la mia famiglia e per l’Italia. Per la    che spesso vivono in villaggi poverissimi e     la linfa ebraica nutrire, magari con la voce
prima volta, davvero, siamo dall’altra        si sono sempre — sin qui! — percepiti           del più piccolo di casa, la domanda sulla
parte della barricata, mentre il mondo sta    come estremamente vulnerabili, a diffe-         notte così diversa da tutte le altre notti?
a guardare e, per chi sa farlo, a pregare».   renza degli occidentali “al sicuro”.            Il cristianesimo — sono in molti ad aver-
È il mondo capovolto, nel quale stiamo        Domenica 22, all’Angelus Papa Francesco         lo osservato negli ultimi giorni — si trova
vedendo alcune ong abitualmente impe-         ha richiamato la Chiesa e tutti gli uomini      davanti a una sfida domestica. Alle Chiese
gnate in Africa (dal Cuamm-Medici con         e le donne di buona volontà: «Alla pande-       si prospettano, infatti, molteplici possibi-
l’Africa ad Emergency), mettere le loro       mia del virus vogliamo rispondere con la        lità.
energie e competenze a fianco dei medici      universalità della compassione, della te-       Da diverse settimane, ad esempio, un
italiani in trincea. O forse, più semplice-   nerezza». Ebbene. Se anche in futuro            grande supporto alla preghiera e al rap-
mente, siamo in presenza di una               continueremo a concepire la globalizza-         porto tra fedeli e Parola viene dai social-
“globalizzazione della solidarietà” che,      zione come un fenomeno essenzialmente           media più diversi.
come la terza guerra mondiale di cui par-     economico (tanto che, come ora accade,          Immaginare una settimana santa in cui
la il Papa, procede “a pezzi”. Ma, a diffe-   permettiamo la libera circolazione delle        ognuno, da casa, facilmente si colleghi
renza di quest’ultima, non fa notizia.        merci ma non delle persone), non avre-          alla propria parrocchia o al vescovo e
Eppure di storie sorprendenti ce n’è,         mo imparato molto dalla terribile lezione       veda così parzialmente ricostituirsi l’unità
eccome. Da don Ottavio Villa, un sacer-       di questi drammatici giorni. Se continue-       coi fratelli è una buona possibilità, in altre
dote di Lecco, qualche giorno fa ho rice-     remo a pensare ai continenti extraeuropei       epoche impensabile.
vuto quest’altro messaggino via Wha-          in termini di sfruttamento (serbatoi im-        Andrà dunque così, in molti casi, e que-
tsapp: «Don Mario, sacerdote cinese che       mensi di manodopera a basso costo) o di         sto — non ne abbiamo dubbi — aiuterà,
in più occasioni ho ospitato, mi ha chia-     cupidigia (mercati potenzialmente vastis-       consolerà: sarà esperienza reale e non
mato comunicandomi che la sua comunità        simi da inondare di prodotti made in Eu-        virtuale, renderà tutt’altro che “a porte
sta raccogliendo soldi per acquistare ma-     rope), l’uragano-covid 19 non ci avrà           chiuse” ciò che materialmente si starà
scherine da spedire alla nostra parrocchia!   insegnato nulla. Se, al contrario, riscopri-    svolgendo là dove i pastori celebrano i
Un’amicizia grata e sorgente di carità,       remo che tutto è connesso e che «nessun         misteri.
che non può non commuoverci».                 uomo è un’isola», allora le tante vittime       Eppure, è legittimo il presentimento che
Anche nel seminario teologico internazio-     del coronavirus non saranno morte inva-         questo possa non bastare.
nale del Pime di Monza si sta sperimen-       no.                                                              Continua a pagina 6
tando concretamente la forza della carità                         Gerolamo Fazzini
Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
P AGINA 6                                                                                        I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA

        Continua da pagina 5                   case? È una possibilità che lasciano alme-     sto. Quindi la cena proseguirebbe nella
                                               no intravvedere gli elementi chiave della      consueta e se possibile più intensa convi-
O, almeno, non esaurire le potenzialità        liturgia stessa, che quest’anno ci induce a    vialità.
del momento.                                   riscoprire nella loro più elementare lo-       Il venerdì santo è di solito in Italia un
È vero: la costrizione tra quattro mura        quacità. Il giovedì santo, ad esempio, i       giorno lavorativo. Quest’anno tutto sarà
non è automaticamente riscoperta dei           segni forti della vita di Cristo potrebbero    diverso. Saremo fermi, a casa, con molte
legami familiari; le case in cui la fede non   svilupparsi attorno alla tavola, all’ora di    notizie di dolore e di morte da interioriz-
è condivisa o avvertita da tutti con la me-    cena. Immaginiamo che si raduni l’intera       zare. Una grande sete di senso, tra do-
desima intensità sono maggioranza; le          famiglia, ma che anche chi vive solo pre-      mande che ribollono, ansia da governare,
persone che vivono sole sempre più nu-         pari la tavola con una certa importanza.       ferite da curare. Vale la pena di creare un
merose. Ciò nonostante, un linguaggio          Dopo una breve introduzione, che com-          momento di particolare raccoglimento, in
mai inteso può essere avvertito e dei gesti    porti una sorta di saluto, o di abbraccio di   ogni famiglia, magari nell’ora in cui «si
mai osati non è escluso diventino plausi-      pace tra i presenti, la preghiera potrebbe     fece buio su tutta la terra». Si potrebbe
bili: le prove scuotono, fanno vibrare le      avviarsi con la lettura dei primi versetti     prevedere che nel primo pomeriggio le
fondamenta. Il “memoriale” domestico ha        di Giovanni 13, alla quale far seguire, se     persiane vengano socchiuse e le tapparelle
dalla sua una strana laicità: non odora di     le circostanze di casa lo consentono, la       leggermente abbassate, siano spente an-
sacrestia, tocca i fondamentali dell’uma-      lavanda dei piedi reciproca tra gli sposi e    che le luci e ogni altro strumento tecno-
nità comune.                                                                                                             logico, così che
Include e non                                                                                                            per        circa
esclude, atti-                                                                                                           mezz’ora tutto
vando in ciascu-                                                                                                         sia avvolto da un
no un immagi-                                                                                                            grande silenzio.
nario sepolto                                                                                                            Alle tre il suono
che ha l’energia                                                                                                         delle campane
dell’infanzia, il                                                                                                        annuncia la mor-
sapore dei cibi                                                                                                          te di Cristo e fa
elementari, il                                                                                                           convergere at-
richiamo a ge-                                                                                                           torno a un croci-
nerazioni passa-                                                                                                         fisso, là dove in
te. Agli antipo-                                                                                                         casa è appeso,
di del “non pos-                                                                                                         oppure appog-
siamo non dirci                                                                                                          giato sul tavolo
cristiani”, la via                                                                                                       del soggiorno o
del celebrare in                                                                                                         del tinello. An-
casa, custodita                                                                                                          drebbe letta la
nei secoli da                                                                                                            dodicesima sta-
Israele, rende contemporanei a ogni            poi dei figli, piuttosto che ciascuno del      zione della Via crucis, o un salmo —
membro della famiglia misteri realmente        suo vicino. Sarebbe un gesto estremo,          «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abban-
salvifici. Salvezza per ciascuno, ognuno al    certo da non imporre, ma che non è affat-      donato?» — o la relativa pericope evan-
suo passo. Vogliamo credere, insomma,          to escluso trovi diverse famiglie predispo-    gelica. Si potrebbe quindi chiedere a ogni
che questa Pasqua rimarrà nella memoria        ste. Tralasciabile, certo, oppure — man-       membro della famiglia di baciare con
dei nostri bambini perché avranno guar-        tenendo il segno di brocca e catino —          delicatezza e intensità il crocifisso, quindi
dato il vescovo in tv e il parroco su un       sostituibile con un reciproco lavarsi le       leggere la grande preghiera universale
tablet, o perché avranno compiuto con i        mani. La vera e propria cena potrebbe poi      prevista dalla liturgia della passione, o un
propri genitori dei gesti nuovi e di parti-    avviarsi, anche per le persone sole, con       suo adattamento, che consenta di sentire
colare eloquenza?                              una preghiera di benedizione della mensa       il mondo presente, i sofferenti ricordati, i
Senza lontanamente voler imbrigliare la        — «Benedetto sei tu Signore» — che             defunti affidati.
fantasia, ecco allora un possibile scenario    abbia al suo interno qualche parola me-        Infine la notte del sabato santo, la fine di
di cattolicesimo domestico, che attivi la      moriale dell’ultima cena — «In questa          ogni notte. Sebbene la veglia pasquale sia
ricerca di ciò che resti anche oltre l’emer-   notte in cui...». Al centro della tavola       irriproducibile nella sua forza, è molto
genza. Non nascondiamoci, infatti, che         meriterebbe di trovarsi un unico grande        importante che la tenebra così profonda
siamo disabituati alla preghiera comune e      pane, invece di molti panini, acquistato o     che ha avvolto la vita collettiva sia attra-
che le celebrazioni del Triduo pasquale,       preparato in casa durante la giornata.         versata da segni che interrompano la not-
cuore dell’anno liturgico, non sono av-        Dopo la benedizione, un membro della           te. Molto semplicemente, sarebbe bello
vertite come determinanti da larga parte       famiglia potrebbe spezzare l’unico pane e      nel buio e nel silenzio più profondo, a
dei fedeli. E se ora qualcosa si rimettesse    distribuirne un pezzo a tutti, senza nulla     un’unica ora, tutte le campane della dio-
in moto dall’interno di alcune o di molte      dire, ma dando spessore simbolico al ge-       cesi suonassero a festa per diversi minuti,
Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
P AGINA 7                                                                            I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA
annunciando la risurrezione. In quel mo-
mento tutti potrebbero accendere alme-
no un lume da mettere al davanzale delle
                                                      Non c’è più tempo
proprie finestre.                "Non c'è più tempo!". Cos'era? Un dik-           tà o di cortesia. Quando in un autobus o
Papa Francesco ricordava in una sua cate-
                                 tat, una richiesta formale, una disposizio-      in una metro affollata non ci schiodavamo
chesi un gesto popolare significativo e
                                 ne, un proclama impositivo del Presiden-         dal nostro posto faticosamente conquista-
                                 te del Consiglio? O, piuttosto un'invoca-
molto adatto a una preghiera domestica:                                           to anche se di fronte c'era una donna in-
«In tanti Paesi — qui in Italia e anche
                                 zione? Perentoria ma accorata, severa ma         cinta, un anziano o, in chiesa - quando e
nella mia patria — c’è l’abitudine che
                                 profonda. Tra le tante reiterate prescri-        se ci andavamo perché c'era la partita in
quando il giorno di Pasqua si sentono, si
                                 zioni, i decreti, i suggerimenti questa          televisione o perché (vuoi mettere?) era
                                 piccola frase è forse la più terribile.
ascoltano le campane, le mamme, le non-                                           impossibile saltare il week end al mare o
ne, portano i bambini a lavarsi gli occhi
                                 Quella che ci dà la misura del problema          evitare l'acquisto compulsivo all'outlet-
con l’acqua, con l’acqua della vita, come
                                 o, chiamiamolo col proprio nome, del             durante la messa ci scambiavamo distrat-
segno per poter vedere le cose di Gesù,
                                 dramma inaudito, improvviso che l'Italia         tamente il segno della pace avendo atten-
le cose nuove».                  sta vivendo. Un virus subdolo, estrema-          tamente verificato che il vicino di banco
                                 mente contagioso ha sconvolto le nostre
La mattina di Pasqua, poi, donne della                                            non fosse uno con cui non volevamo
risurrezione potrebbero diventare mam-
                                 vite rendendole, d'un tratto, evanescenti,       niente a che fare. E' giusto: non c'è più
me e figlie, che rendano bella la casa con
                                 impalpabili , come se fossero non più            tempo! Non solo perché è l'unico modo
dei fiori, là dove possono essere raccolti.
                                 governabili da noi stessi. Dalla nostra          per sconfiggere il male, per consentire
La forza di vita che scorreva tra il mae-
                                 presunzione, dalla nostra supponenza,            agli eroi moderni che giorno e notte si
stro di Nazareth e le sue discepole, il
                                 dalla sicumera che dimostravamo fino a           sacrificano negli ospedali di trovare un
rapporto privilegiato tra vangelo e fem-
                                 un mese fa in tutte le occasioni. Il coro-       rimedio all'epidemia o che devono rima-
                                 navirus ha messo a nudo, di converso,
minilità, la cura della Chiesa-madre si                                           nere sulle strade a presidio di questo di-
                                 quanto siamo fragili, quanto deboli pos-
avvertiranno più facilmente nei segni                                             sgraziato e meraviglioso paese. Non è più
                                 siamo d'un tratto manifestarci e sembrare
domestici che nelle liturgie codificate.                                          il tempo di perpetuare abitudini consoli-
                                 come quelle foglie che, all'alba dell'au-
E se a tavola tornassero — anche con una                                          date e comportamenti saccenti ed im-
                                 tunno, pensano di poter restare tenace-
torta — latte e miele che secondo la Tra-                                         provvidi, il nostro superbo pensare di
                                 mente attaccate al ramo e poi... un refolo
dizione apostolica venivano offerti la not-                                       poter assoggettare natura e prossimo a
                                 di vento le fa volare via perché esangui,
te di Pasqua ai neo-battezzati, perché                                            stili di vita disumani, a interessi economi-
                                 esaurita ormai la linfa vitale. "Non c'è più
assaporassero la dolcezza della vita nuo-                                         ci e finanziari che si rivelano volatili di
                                 tempo!": come è stridente questa affer-
va? Si potrebbe continuare a lungo e spin-                                        fronte all'imponderabile. Solo così, più
                                 mazione con un tempo che non passa
gerci a immaginare gesti audaci, che col-                                         che con le serenate al balcone, con le
                                 mai, nella clausura delle nostre case,
leghino almeno idealmente una casa                                                bandiere tricolori che garriscono, con i
                                 mentre ci aggrappiamo alle cose che,
all’altra e tutte nell’unica Chiesa: ad                                           flash mob col sottofondo dell'inno di Ma-
                                 sempre fino a un mese fa, consideravamo
esempio, dove è possibile, che i preti e i                                        meli, potremo riconquistare le nostre
                                 accessorie, secondarie, voluttuarie: la
diaconi, indossando i paramenti bianchi                                           vite, la serenità dei giorni che verranno.
                                 lettura di un buon libro, lo sfogliare un
della festa, escano dalle chiese e cammi-                                         Che sicuramente verranno perché, come
                                 album dei ricordi, la sistemazione di una
nino, il giorno di Pasqua o nell’ottava,                                          dicevamo durante le manifestazioni della
                                 collezione di figurine che, impolverata,
almeno per le vie più abitate della pro-                                          nostra ingenua gioventù: "Non c'è notte
                                 giaceva nel disordine delle mensole della
pria parrocchia benedicendo dalla strada                                          tanto buia che possa impedire al sole di
le case con l’acqua della veglia.libreria. E poi la gioia di parlare o di         risorgere".
                                 guardare negli occhi chi ci sta a fianco,
Il punto — è evidente — non starebbe                                                                 Antonio Schiavo
                                 imparare di nuovo ad ascoltarci a vicenda
più nel loro gesto, ma in ciò che per loro                                                       Fonte: ilvescovado.it
tramite Dio va benedicendo: la vita nuo-
                                 perché prima eravamo noi a dire che non
va rimessa in circolo tra i molti “due o
                                 c'era tempo. Ci chiamava il lavoro, la
                                                                                   Confortante segnalazione
tre” riuniti nel nome di Gesù.   frenesia di ogni giorno, il cumulo di im-        S.E. Mons. Orazio Soricelli ha
                                 pegni che apparivano come la ragione
Un rovesciamento, insomma, del conve-                                             comunicato che, a seguito delle
                                 stessa del nostro esistere. Adesso le ore
nire consueto, che renda non meno effi-                                           incessanti preghiere che quoti-
                                 scorrono, lente, scandite dal rincorrersi
cace e forse più credibile il nostro                                              dianamente si rivolgono a San
“risorgere con Lui”.             delle informazioni sull'evolversi dell'epi-
                                 demia, dalle notizie al momento per nul-
Un giorno, come ancora non imbarazza
                                                                                  Pantaleone, dalla metà del me-
                                 la tranquillizzanti , dalla ricerca affannosa
in Oriente, potremmo arrivare a salutarci                                         se di marzo si è rinnovata in
anche in Occidente con l’annuncio:
                                 di sistemi attraverso i social per riallaccia-   modo straordinario la liquefa-
«Cristo è risorto!».            re le relazioni umane più elementari             zione del suo sangue, conserva-
                Sergio Massironi quando , fino ad un mese fa, passavamo           to nell’ampolla custodita nella
    Fonte: osservatoreromano.va incuranti davanti ad un prossimo indefini-        cappella del Duomo di Ravello.
                                 to ed informe senza un cenno di cordiali-
Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
P AGINA 8                                                                                             I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA

                     Sette anni con Francesco
                  vicino nel tempo della distanza
Il 13 marzo 2013 Francesco veniva eletto            volta deposte le armi, padri di nazione e       mamme sieropositive, stringe a sé i mala-
Papa. Tra nuove Esortazioni e Lettere apostoli-     pastori di un popolo, lacerato dal conflit-     ti, accolti nel centro da instancabili “buoni
che, opere di riforma, Sinodo dei Vescovi, viag-    to, che ha urgente bisogno di riconcilia-       samaritani”, e invita tutti ad ascoltarne il
gi e visite pastorali, va avanti il suo ministero   zione. In quest’ultimo anno, dal 13 marzo       grido, soffiando in ogni modo possibile
missionario al servizio della Chiesa e dell’uma-    2019 al 13 marzo 2020, tra viaggi, udien-       vita e speranza lì dove abbondano morte e
nità                                                ze e Venerdì della Misericordia, France-        sofferenza.
“Vi chiedo come fratello, rimanete nella            sco ci ha sorpreso e commosso ancora con        Evangelizzazione e promozione umana
pace, vi imploro”. È l’11 aprile del 2019           le sue azioni, segno e testimonianza di un      Ma c’è un altro grido che il Servo dei
quando Francesco sorprende il mondo                 pontificato ispirato alla carità: quel          Servi decide di ascoltare in questo settimo
con un umile e potente gesto. A conclu-             “regalo di Dio”, capace di guarire il cuore.    anno di pontificato, carico di gesti capaci
sione del ritiro spirituale per la pace in          Il soffio della speranza                        di scuotere le coscienze. È quello dei tanti
Sud Sudan, ospitato a Casa Santa Marta e            Così, nella visita a Camerino, comune           popoli indigeni che abitano la Querida e
scandito da momenti di preghiera e per-             marchigiano tra quelli del Centro Italia        meravigliosa terra di Amazzonia, polmo-
                                                                                                                    ne del pianeta intacca-
                                                                                                                    ta oggi dal cancro degli in-
                                                                                                                    cendi, dello sfruttamento,
                                                                                                                    della criminalità. Lo fa du-
                                                                                                                    rante il Sinodo dei Vescovi
                                                                                                                    ospitato in Vaticano e aper-
                                                                                                                    tosi con la Messa in San
                                                                                                                    Pietro del 6 ottobre 2019.
                                                                                                                    Un grande evento ecclesiale
                                                                                                                    per cercare, con fede, nuovi
                                                                                                                    cammini di evangelizzazio-
                                                                                                                    ne, di attenzione ai poveri e
                                                                                                                    agli scartati, di cura del
                                                                                                                    creato.
                                                                                                                    L’accoglienza di poveri
                                                                                                                    e migranti
                                                                                                                    La vicinanza del Papa a
                                                                                                                    quelli che hanno più biso-
                                                                                                                    gno è bene espressa dalle
                                                                                                                    parole di Elena, 75 anni,
                                                                                                                    romena, che dopo aver per-
                                                                                                                    so la sua roulotte in un in-
dono, il Papa ferma le parole chinandosi            più colpiti dal violento sisma del 2016,        cendio è stata accolta con altri ospiti a
davanti al presidente della Repubblica,             quando lo scorso anno, era il 16 giugno, il     Palazzo Migliori, il nuovo Centro di acco-
Salva Kiir Mayardit, e a due dei vicepresi-         Papa entra nelle casette dei terremotati,       glienza notturno e diurno, realizzato in un
denti designati, Riek Machar e Rebecca              strutture abitative di emergenza che però       antico stabile di proprietà della Santa Sede
Nyandeng De Mabio. Visibilmente affati-             dopo 4 anni quasi, sono ancora la loro          dal 1930, che il Papa dona ai preferiti di
cato, il Pontefice sussurra: “Permettetemi          dimora, e abbraccia gli anziani smarriti,       Dio. “Grazie Papa perché sei buono con
di farlo” e poi si inginocchia per baciare i        riporta ai giovani la speranza e ai cittadini   noi”, dice la donna con gli occhi lucidi,
loro piedi, proprio come, secondo l’e-              il coraggio di vedere oltre le ferite.          incontrando Francesco il giorno dell’inau-
sempio di Cristo, farà da lì ad una setti-          Nel suo viaggio in Africa, dal 4 al             gurazione dell’edificio in un Venerdì della
mana nella celebrazione del Giovedì San-            10 settembre scorsi, sono in tantissimi         Misericordia del 15 novembre scorso.
to.                                                 che lo attendono in piazza, negli stadi, per    Un altro segno forte è la croce fatta col
L’anniversario di un Papa che ci                    strada, ma è ancora con la tenerezza che il     giubbotto salvagente di un migrante
guida accompagnandoci                               Papa scardina i cerimoniali, quando, visi-      scomparso in mare, che dal
Il Servo dei Servi di Dio indica così ai            tando a Maputo, l’ospedale di Zimpeto,          19 dicembre scorso grida in silenzio dal
leader sud-sudanesi la strada da percorre-          che accoglie persone affette da HIV/            Cortile del Belvedere, in Vaticano, dove
re, quella del servizio, per diventare, una         AIDS, incontra gli occhi dei bimbi e delle      Francesco accoglie i 33 profughi arrivati
Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
P AGINA 9                                                                                 I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA
da Lesbo grazie ai corridoi umanitari. Ed
è nuovamente in questo incontro che il
Vescovo di Roma lancia col cuore un                “Sette anni all’insegna di
appello per credenti e non creden-
ti: salvare ogni vita umana, a tutti i costi,      sinodalità e prossimità”
perché ce lo chiede Dio, e perché l’indif-
ferenza di fronte alle morti in mare è un
                                                Intervista a P. Federico Lombardi
peccato grave.
Mai rassegnarsi alla guerra          "Sinodalità" e "prossimità", come ispirazio-     la sua vicinanza alla società in cui è inseri-
Prega in silenzio Francesco al Memoriale
                                     ne per la nuova evangelizzazione. Sono le        ta e rispetta le indicazioni per il bene
di Hiroshima, durante il suo viaggio in
                                     parole scelte da padre Federico Lombardi         comune che sono state date anche dalle
Giappone, portando sulle spalle il dolore
                                     nel tracciare al Sir un bilancio del settimo     autorità competenti.
di Dio e dell’umanità per quegli innume-
                                     anniversario dell'elezione di Papa Francesco     Da un lato, è un segno di solidarietà, di colla-
revoli innocenti uccisi dal disastro nu-
                                     al soglio di Pietro, avvenuta il 13 marzo        borazione e di rispetto, dall’altro è una forma
cleare del 9 agosto 1945, al termine della
                                     2013. Un anniversario segnato da un even-        di grande partecipazione alla situazione diffi-
Seconda Guerra Mondiale.             to, come l'emergenza sanitaria in atto per il    cile che stiamo vivendo, all’insegna della
E afferma con forza che è immorale non
                                     Coronavirus Covid 19, che ha rivoluzionato       preoccupazione e del sostegno a ciò che la
solo l’uso ma anche il possesso delle armi
                                     l'agenda papale. Segno di "solidarietà, colla-   gente vive e alle conseguenze che l’emergenza
atomiche.                            borazione e rispetto" delle indicazioni forni-   sanitaria in atto sta avendo sulla sua vita, sui
Poco prima dal Nagasaki Atomic Bomb  te dalle autorità competenti, ma anche di        comportamenti, sulle attività educative ed
Museum, ipocentro dell’esplosione    "preoccupazione e sostegno a ciò che la          economiche.
dell’ordigno sganciato dagli americani,
                                     gente vive e alle conseguenze che l'emer-        Una testimonianza, in sintesi, della parte-
Papa Bergoglio aveva invocato un mondo
                                     genza sanitaria in atto sta avendo sulla sua     cipazione e della solidarietà che la situa-
libero dalla minaccia degli armamentivita, sui comportamenti, sulle attività edu-     zione, non solo nazionale ma mondiale,
nucleari.                            cative ed economiche"                            impone come doverose.
Altro peccato grave è quello dell’ipocri-
                                     “Sinodalità”. Padre Federico Lombar-             Il summit del febbraio scorso sulla
sia, denuncia Francesco, di quando nelle
                                     di, presidente della Fondazione vati-            pedofilia è un evento che ha carat-
                                     cana Joseph Ratzinger-Benedetto
convenzioni internazionali, tanti Paesi                                               terizzato l’anno appena trascorso,
                                     XVI, sceglie questa parola per tracciare
“parlano di pace e poi vendono le armi ai                                             e che continua ad avere significati-
Paesi che stanno in guerra”.         un bilancio dei primi sette anni di pontifi-     vi sviluppi, come dimostra la “task
Ovunque vada, promuove la cultura    cato di Francesco. Il riferimento per l’an-      force” istituita di recente a soste-
                                     no appena trascorso è al Sinodo per l’A-
dell’incontro, in campo ecumenico, in-                                                gno delle attività di contrasto a
                                     mazzonia, quello relativo all’agenda futu-
terreligioso, sociale e politico o sul piano                                          questa piaga portate avanti dai ve-
semplicemente umano.                 ra è il Sinodo convocato da Bergoglio su         scovi di tutto il mondo. Che porta-
                                     questo tema per il 2022. Ma la
Si muove verso l’unità, ma senza annien-                                              ta ha l’attenzione di Francesco a
                                     “sinodalità” è una delle caratteristiche più
tare le differenze ribadendo il forte no                                              questo tema?
                                     pregnanti della “Chiesa in uscita” di Fran-
alla retorica dello scontro tra civiltà. Lo                                           Quella della pedofilia è una problematica
                                     cesco – spiega Lombardi al Sir – oltre che
si vede chiaramente a Bari, quando parte-                                             di cui ci si sta occupando ormai da molto
                                     uno stile di vita: “Il suo pontificato è un
cipa al meeting "Mediterraneo frontiera                                               tempo nel cammino della Chiesa, in mo-
                                     esempio di nuova evangelizzazione all’in-
di pace", e parlando ai vescovi del Mare                                              do reale ma che ancora non si è così ma-
                                     segna della prossimità e della misericor-
Nostrum, insieme per la prima volta, il                                               nifestato a livello universale. L’attenzione
                                     dia, della vicinanza alla gente, alle cui
Papa afferma che la guerra è una follia a                                             a questa piaga è cominciata negli ultimi
cui non ci si può rassegnare mai.    attese risponde con il suo linguaggio e le       decenni del secolo scorso ed è diventata
Questi sono solo alcuni momenti del  sue azioni”.                                     molto evidente all’inizio di questo seco-
“ministero dei gesti” del Papa venutoIl settimo anniversario di pontifi-              lo, dunque non si può dire che sia stata
dall’altra parte del mondo.          cato di Francesco è segnato da un                una novità assoluta di questo pontificato.
                                     evento, come l’emergenza sanitaria
Gesti forse tanto più importanti oggi che                                             Ogni papa, come già Benedetto XVI e
                                     che stiamo vivendo, eccezionale e
ogni segno e ogni vicinanza sono stati                                                anche Francesco, affronta questa crisi e si
                                     imprevedibile per vastità di diffu-
vietati da un’invisibile minaccia, che co-                                            trova davanti a situazioni che riguardano
                                     sione e durata. Ha già cambiato la
stringe gli esseri umani all’astinenza dal                                            la Chiesa in modo specifico, ma anche la
più semplice cenno d’affetto.        scansione delle attività papali, con             società più ampia.
                                     le dirette in streaming dell’Ange-
Ma la Chiesa, e non solo, aspetta di risco-                                           Da parte sua, la Chiesa affronta questa
prire con Francesco il contagio dellalus, delle messe a Santa Marta e                 situazione con molta responsabilità, cer-
prossimità.                         delle udienze del mercoledì. Qual è              cando vie adatte e trovando misure e
                      Cecilia Seppia il significato di tutto questo?                  soluzioni che la coinvolgano in modo
              Fonte: vaticannews.va È il segno del fatto che la Chiesa, in mo-        sempre più ampio.
                                     do maturo e responsabile, partecipa con                           Continua a pagina 10
Il Papa prega per la fine della pandemia: "Dio, non lasciarci in balia della tempesta" - Il Vescovado
P AGINA 10                                                                                             I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA
         Continua da pagina 9
La caratteristica del pontificato di Francesco è                         Ospedale “Teresa”
l’aver coinvolto tutta la Chiesa a livello uni-
versale, come ha dimostrato l’incontro del                Storia della nascita di Emergency. Orgoglio Italiano.
febbraio scorso sulla pedofilia, che ha raduna-
to in Vaticano i rappresentanti di tutte le                                                            della sua vita, conosce Renzo. Prima
Chiese. Una tappa molto importante sono                                                                un messaggio, poi a voce. Ed è pro-
state anche le Norme approvate da Papa                                                                 prio durante una telefonata tra Londra
Francesco in materia, soprattutto la Vos                                                               e Milano che nasce l'idea di costruire
estis lux mundi, che contiene indica-                                                                  un ospedale. Un ospedale pediatrico.
zioni molto chiare per tutte le diocesi.                                                               A Entebbe, in Uganda, in uno degli
Un segno di solidarietà e collegialità, a                                                              angoli più poveri e straziati al mondo.
livello universale, della Chiesa nel pro-                                                              "Un ospedale scandalosamente bello"
muovere non solo la consapevolezza, ma                                                                 chiede Gino, e Renzo annota.
anche una responsabilità decisa nell’agire.                                                            Poche settimane dopo sono uno da-
E proprio la “sinodalità” è stata la parola        Sono i primi giorni di settembre del            vanti all'altro a Genova, nello studio di
chiave di un altro appuntamento ecclesiale di      2009, Teresa se n'è appena andata a 63          Renzo, il quale comincia a tracciare su un
questo ultimo anno di pontificato – il Sinodo      anni per un tumore al pancreas. Teresa è        foglio le prime linee della struttura con
sull’Amazzonia – e sarà il tema del prossimo       un'insegnante, un’attivista, e ha trascorso     un pennarello verde. Anni dopo quegli
Sinodo dei vescovi convocato dal Santo Padre       gli ultimi 15 anni a creare e seguire pro-      schizzi sono diventati muri e pareti di
nel 2022.                                          getti di cooperazione umanitari interna-        argilla rossa, sotto un tetto fatto da 2600
Il tema della sinodalità, e il modo di vi-         zionali nelle aree più martoriate dell’A-       pannelli solari, e tutt'attorno meravigliosi
verla anche in forme più partecipate ed            frica e del Medioriente.                        fiori viola di Jacaranda, a 1200 metri di
esplicite non solo all’interno dell’episco-        La notizia della sua morte arriva a Renzo,      altitudine, a due passi dal lago Vittoria.
pato ma anche nella Chiesa nel suo insie-          che di mestiere fa l'architetto e ha passato    Tutto al 100% sostenibile e locale. E
me, è una delle caratteristiche di questo          tre quarti della sua vita a costruire bellez-   gratuito, dalla prima pietra all’ultima
pontificato. Non mi stupisce che il Santo          za. Non ha mai conosciuto Teresa, ma sa         visita.
Padre abbia posto esplicitamente questo            tutto di quei due coniugi milanesi che,         Ci sono voluti anni di sopralluoghi, stu-
tema per una riflessione ulteriore all’in-         anni prima, hanno immaginato una orga-          dio e lavoro, ma alla fine quella
terno del prossimo Sinodo dei vescovi. Si          nizzazione non governativa che curasse          "scandalosa bellezza" ha preso vita. “Un
tratta di un aspetto su cui questo pontifi-        gratuitamente e ad altissimo livello le         luogo dove si curano i bambini deve ave-
cato ha dato un contributo importante ed                                                                         re una sua bellezza non co-
efficace, il linea coerente con il Vaticano                                                                      smetica ma profonda” dice
II ma andando al di là di esso per coinvol-                                                                      Renzo. Quella stessa bellez-
gere tutta la comunità cristiana in un di-                                                                       za che Gino ha sempre mes-
namismo missionario e corresponsabile,                                                                           so al centro di ogni cura,
in nome del dovere universale di annun-                                                                          ogni terapia.
ciare il Vangelo agli uomini del nostro                                                                          Lui si chiama Gino Strada,
tempo.                                                                                                           l'altro Renzo Piano, e
Il 2020 sarà l’anno della pubblicazione di                                                                       quell’organizzazione si chia-
“Praedicate evangelium”, il documento di ri-                                                                     mava - e si chiama ancora
forma della Curia Romana?                                                                                        oggi - Emergency. E non
Non sono in grado di fare previsioni o                                                                           lo faranno mai, non è nel
dare valutazioni. Certamente il tema                                                                             loro stile, ma quest'ospedale
della riforma è presente fin dagli inizi del                                                                     dovrebbe chiamarsi Teresa.
pontificato e si è dimostrato un tema vittime delle guerre più sanguinose del                      Perché, senza saperlo, è nato quel giorno
                                      Pianeta.
complesso, all’interno del quale France-                                                           triste di inizio settembre in cui se n'era
                                      È per questo, forse, che Renzo sente
sco ha cominciato a far corrispondere la                                                           appena andata e Renzo ha alzato il telefo-
                                      l'urgenza di prendere il telefono e scrive-
sua visione di “Chiesa in uscita” e il servi-                                                      no. E perché senza di lei oggi forse non
zio svolto da Roma dal Papa e dai suoire a Gino, che è il marito di Teresa e di                    esisterebbe.
collaboratori. Si tratta di un camminoprofessione fa il medico, il chirurgo.                       Anche questa, in fondo, è una forma di
                                      Renzo e Gino sono già in quel momento
lungo, che si è presentato così fin dall’ini-                                                      bellezza. La bellezza della vita che va
zio. Sono stati fatti passi in avanti,due tra i giganti italiani viventi del nostro                avanti sempre, nonostante tutto, quanto
                                      tempo. Eppure, per qualche strana ragio-
nell’ambito di realizzazioni parziali. Ve-                                                         tutto sembra perduto, e ne produce altra
diamo ora come procederà il cammino. ne, non si sono mai parlati, né scritti                      dove sembrava impossibile che accadesse.
                  M. Michela Nicolais prima d'ora. Nel giorno in cui Gino dice                     Buon viaggio.
                   Fonte: avvenire.it addio per l'ultima volta al grande amore                                           Marco Rossetto
P AGINA 11                                                                                        I NCONTRO PER UNA CHIESA VIVA

                            Nel silenzio degli uomini
                            Un invito di Dio alla speranza
Alla finestra stanno tante facce. Hanno        hall tirate a lucido, delle porte spalancate     trattenuto, in cui oltre le nostre finestre,
tutte le età.                                  di alberghi e ristoranti, di negozi e strut-     i colori e gli odori attraggono come sirene
Nessuna differenza, livellate dallo stesso     ture, con quel rumore di disincastro/            pericolose, il nostro tempo è attesa. E
rigore, da un ordine preciso che per la        scardinato che fanno le cose trattenute da       speranza di resurrezione.
prima volta ci accomuna indistintamente.       tempo in chiusura, delle cucine pronte ai        C’è una strana promessa all’orizzonte,
La luce oggi è più resistente. Il buio fa      fuochi dopo il sipario calato sulle piastre,     qualcosa che appena si intuisce nella di-
marcia indietro e si riserva di tornare        dei contratti di lavoro resuscitati come         sperazione che ci prende in certe ore del
quando sarà il momento.                        Lazzari. Dovevano essere i giorni del            giorno, quando il pomeriggio sembra in-
Nel silenzio degli uomini, la natura impo-     solletico/ passeggiata che prende in certe       terminabile e la sera non è una novità che
ne il verso che le appartiene: l’abbaiare      ore del giorno e ci fa tutti esperti e voglio-   invita al riposo. Nel mesto computo che
dei cani è un morse costante e                                                                                 raccoglie, registro nero, chi
distinto che giunge dai giardini,                                                                              non ce l’ha fatta, nelle terri-
la sferzata gracchiante dei corvi,                                                                             bile immagini dei monatti
solca nero il cielo più o meno                                                                                 camouflage di nuova genera-
intorno alle quattordici, la sforbi-                                                                           zione, corteo marziale che
ciata acuta delle rondini disegna                                                                              taglia le strade nel silenzio, la
traiettorie fresche, e di primo                                                                                promessa è la voglia di rial-
mattino il buongiorno è quello                                                                                 zarsi, di farcela, di poter
gutturale delle tortore.                                                                                       tornare a quelle vite che ci
Guardo la strada: il sole è l’unico                                                                            sembravano scontate, di cui
passante. Un pentagramma muto                                                                                  non siamo mai stati contenti
su cui governano pause di lunghis-                                                                             abbastanza.
sima durata.                                                                                                   Adesso che siamo alla fine-
Fine marzo, marzo che si scuote                                                                                stra ed una finestra, un bal-
capriccioso ed occhieggia ad apri-                                                                             cone, sono tutto il nostro
le.                                                                                                            mondo, adesso che ci co-
Questi sarebbero dovuti essere i                                                                               priamo la bocca e tentiamo
giorni del risveglio, di quel parti-                                                                           di proteggerci le mani, che
colare passaggio che, specie per                                                                               schiviamo l’altro con timore,
noi qui in Costiera, si può parago-                                                                            che abbracci e baci sono fen-
nare alla fine di un letargo.                                                                                  denti e colpi in canna, adesso
Dovevano essere i giorni della                                                                                 è il tempo di Dio e della spe-
folla, dei serpentoni di auto con i                                                                            ranza, di guarire da ciò che
finestrini già abbassati a metà e le                                                                           eravamo, e non solo da que-
prime braccia che vengono fuori                                                                                sto virus.
pallide dalle maniche corte, delle                                                                             Perché forse Dio si aspetta
adolescenze di tutta Italia che                                                                                questo: un mondo senza gab-
popolano rumorose i gradini del                                                                                bie, senza confini.
Duomo, degli autobus impegnati in mano-        si di sentieri e raccolta di primizie, deside-   In cui finalmente abbracciarsi sarà una
vre impossibili, di tutte le lingue del        rosi di sudare e mettere quella tuta e           conquista, così come sedere allo stesso
mondo, degli accenni coraggiosi di sanda-      quelle scarpe stipate per l’occasione.           tavolo senza distanze.
li, di azzardi nella moda e nei look, di       Dovevano essere i giorni dei canti dei           E Pasqua sarà proprio quel giorno, il gior-
ostruzioni e ore di attesa nei punti più       battenti, del grano e dei rami di ulivo da       no in cui non conteremo più gli addii ac-
panoramici e nevralgici di questo budello      portare faticosamente in braccio.                canto all’immagine funesta di un bubbone
pittoresco a picco sul mare.                   Dovevano essere, appunto.                        bordato di rosso che campeggia sugli
Sarebbero dovuti essere i giorni degli cha-    In questa primavera bunker, in questa            schermi.
let issati sulle pietre e sulle spiagge come   prigione salvezza in cui ci nascondiamo          Il giorno in cui toglieremo tutte le ma-
vele in attesa del vento, dei rumori di        attenti senza aver commesso un reato             schere.
lavori in via di conclusione e di fine ri-     preciso, o forse colpevoli di aver insistito     Dalla bocca.
strutturazioni, di pareti imbiancate come      nel farne troppi, in questa stagione fatta       E dal cuore. 
da un nuovo battesimo in attesa della li-      esplicita ed estroversa ma che ci vuole                                  Emilia Filocamo
turgia glamour della stagione estiva, delle    involuti e sofferenti come un rigurgito
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