Dossier Migrazioni Speciale del Caffè Geopolitico per i partecipanti alla 15a Scuola Estiva di Sociologia delle Migrazioni Genova 1-5 luglio 2019 ...

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Dossier Migrazioni

  Speciale del Caffè Geopolitico per i partecipanti
alla 15a Scuola Estiva di Sociologia delle Migrazioni

               Genova 1-5 luglio 2019

       Per info e contatti: redazione@ilcaffegeopolitico.net
Il Caffè Geopolitico è una associazione
culturale, editrice della omonima testata
giornalistica online, volta a promuovere la
cultura degli Esteri in Italia attraverso l’analisi
geopolitica e delle relazioni internazionali.
Le pubblicazioni raccontano e spiegano
tematiche politiche poco considerate nel
nostro Paese, con uno stile accessibile a tutti.

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                                                               Dossier Migrazioni
                                                      Autori: Lorenzo Nannetti, Alberto Rossi, Roberto

                                                      Italia, Francesco Gottardi, Alessandro Paglialunga,

                                                             Emiliano Barletta, Paolo Corbetta.

                                                          Impaginazione e grafica: Alberto Assouad

                                                                 Per informazioni contattare

                                                              redazione@ilcaffegeopolitico.net
Di che cosa
 parliamo?
              1    L’effetto Diga
              3    Migranti e ONG: non stiamo
                   dimenticando qualcosa?
              5    Se l’ “emergenza” è a causa nostra
              7    Affrontare davvero la questione
                   migratoria
              9 Migrazioni: la crisi delle crisi?
              13 Populismo: gli effetti sulle paure
                   degli europei
              14 Libia: uno sguardo ravvicinato ai
                   Detention Centers
              16 Aotearoa: la Nuova Zelanda tra
                   xenofobia e cambiamenti climatici
              18 Mediterraneo: un bilancio sulla
                   questione migratoria
              20 Europee 2019: tra migrazioni,
                   sovranismo e demografia
MIGRAZIONI: L’EFFETTO DIGA                                   e l’Europa, aprendo nel frattempo canali di
1                                                                transito privilegiati che tolgano spazio alle
    L’Italia è impegnata a fare accordi con Paesi africani       organizzazioni criminali attualmente attive nel
    per controllare e fermare i flussi migratori già in          traffico di esseri umani. Non sembra tuttavia si
    Africa. Poca dibattito è però stato rivolto a quello         sia fatto una valutazione adeguata su quanto,
    che è l’”effetto Diga” che si verrebbe a creare. Lo          come abbiamo già scritto anni fa, quello stesso
    spieghiamo qui in 9 punti                                    accordo passato già mostrava.

                                                                 3 – Il problema delle dinamiche alla base

    1 – Accordi con Paesi di transito                            Pensare infatti che tali accordi possano risultare
                                                                 risolutivi appare non corretto, soprattutto alla
    Nel tentativo di trovare soluzioni ai crescenti              luce dell’analisi delle dinamiche alla base dei
    flussi migratori, l’Unione Europea in generale e             movimenti migratori, e della loro tendenza nel
    l’Italia in particolare stanno proseguendo nella             tempo. A tal riguardo, vi mostriamo una mappa
    stipula di accordi che permettano la riduzione               che mostra una delle chiavi fondamentali per
    dei flussi e il rimpatrio di quei migranti definiti          la comprensione del fenomeno.Se vi risulta
    come irregolari. Dopo l’accordo UE-Turchia                   difficile da comprendere, qui (in una delle tante
    di Marzo 2016 per bloccare la rotta balcanica                conferenze pubbliche che abbiamo svolto sul
    utilizzata soprattutto dai rifugiati siriani, e una          tema in questi anni) abbiamo spiegato da dove
    serie di accordi con Paesi africani di transito              derivi e cosa significhi: https://www.youtube.
    come Mali e Niger a dicembre 2016, l’Italia grazie           com/watch?time_continue=637&v=jFpI8dbU-
    all’opera del suo Ministro degli Interni Marco               vY
    Minniti ha proceduto a concordare un’intesa
    con il governo libico internazionalmente                     4 – L’effetto diga
    riconosciuto di Faraz al-Serraj. Analoghe intese
    sono in corso di discussione con altri Paesi                 Il blocco del transito grazie ad accordi dunque
    africani (ad esempio Tunisia). Per molti politici            non è del tutto errato, ma va compreso come
    e per parte dell’opinione pubblica, la creazione             esso, da solo, non sia propriamente efficace.
    di tali accordi risponde alla necessità di trovare           Non solo i flussi possono deviare verso aree
    soluzioni all’attuale ondata migratoria nel                  non controllate, ma soprattutto anche nelle
    tentativo di fermare i flussi stessi.                        zone e nei Paesi con i quali si fanno accordi
                                                                 si crea il cosiddetto “effetto diga”: in pratica a
    2 – Gheddafi-style?                                          uno stop nelle uscite, non si accoppia uno stop
                                                                 alle entrate. In altre parole, per quanto i flussi
    Si intende cioè riproporre quello che fu uno                 in uscita vengano controllati e ridotti (almeno
    schema già adottato con Gheddafi in passato, di              nelle intenzioni), questo non succede ai flussi in
    fatto affidando ai Paesi di transito (non                    entrata, con risultato che tali Paesi si trovano
    necessariamente di origine) il controllo e la                progressivamente ad affrontare numeri
    riduzione dei movimenti verso il Mediterraneo                crescenti di persone. Né vale la considerazione

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che l’eventuale “selezione” possa scoraggiare                lasceranno passare più persone o comunque
i richiedenti dal muoversi. Anzi, l’idea di                  controlleranno di meno.
avere una chance porterà a un progressivo
sovraffollamento del sistema di valutazione.                 6 – Qualcuno ci marcia…
In termini figurativi, si avrà una situazione
simile a una diga posta al termine di un grosso              A questo aggiungiamo l’ovvia opera di
fiume: il flusso d’acqua in arrivo è più grande di           organizzazioni criminali che aiuteranno tutti
quello, ridotto e controllato, in uscita, e il livello       i respinti(cioè coloro non autorizzati a partire
dell’acqua nella diga sale…                                  con i corridoi sicuri autorizzati) comunque a
                                                             muoversi verso il Mediterraneo, sfruttando
5 – Che succede quando la diga non ce la faIl                scarsi controlli e corruzione locale. Il rifiuto a
problema è che la capacità della diga non è                  fornire ulteriori risorse (potrebbe diventare un
infinita.                                                    pozzo senza fondo) porterà tali Paesi a chiudere
                                                             maggiormente gli occhi davanti a tali attività
Prima o poi l’acqua sarà troppa e rischierà di               o addirittura favorirle. In altre parole, per
rompere la diga o di traboccare – in entrambi                quanto l’idea di base non sia del tutto errata,
i casi con effetti deleteri. In termini reali                è anche necessario ricordare che essa da sola
significa che la capacità del Paese-diga                     ha limiti intrinsechi che fanno sì che entro 3-5
di gestire i flussi in ingresso verrà messa                  anni il sistema rischi comunque il collasso o
progressivamente sempre più sotto pressione,                 l’inefficienza perché non sono state fermate le
fino ad arrivare a livelli critici. A questo punto o         dinamiche alla base che portano le persone a
il Paese collassa a causa di tensioni e dinamiche            migrare
interne incontrollate a causa del troppo alto
numero di migranti (diga che si rompe), oppure               7 – Nodi irrisolti che continuiamo a ignorare
sarà impossibilitato a chiudere tutto (diga che
trabocca). In entrambi i casi l’effetto sarà quello          Ha detto bene il Premier italiano Paolo
di una forte instabilità locale che risulterà                Gentiloni: per risolvere il problema ci vuole
nell’inefficacia del sistema. In realtà non si               Mago Merlino. Questo è sicuramente vero se
arriverà a questo, perché nessun bravo gestore               pensiamo unicamente a una soluzione a breve
di diga (o capo di stato o di governo) lascia                termine: molto francamente, l’intera questione
che ciò accada. In una diga, quando la quantità              delle migrazione e le dinamiche alla base, che
d’acqua inizia a diventare eccessiva per gli                 abbiamo mostrato prima, non possono essere
standard di sicurezza, quello che si fa è aprire le          risolte in pochi mesi. Nemmeno in pochi
chiuse… e far defluire maggiori quantità di acqua            anni.A problematiche sviluppatesi in decenni,
a valle. Questo permette di ridurre la pressione             andranno contrapposte politiche e iniziative
e gestire meglio la situazione. Nel caso pratico             che inevitabilmente impiegheranno decenni
però questo significa che i Paesi-diga innanzi               per fornire i frutti sperati, ammesso si parta ora.
tutto chiederanno sempre maggiori risorse                    La partita infatti è questa: iniziare ora politiche
all’Europa (in una sorta di “ricatto” per avere              e iniziative che possano nel tempo portare a
più fondi per non riaprire i flussi) e, in estremo,          risultati efficaci contro le dinamiche causa di

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migrazione (come abbiamo mostrato qui, nel                   dell’accoglienza e dell’integrazione è infatti
caso esempio della Nigeria), mentre si opera per             fondamentale per proteggere quello stile di
affrontare al meglio la questione accoglienza e              vita, cultura e valori che l’opinione pubblica
integrazione che, comunque, è necessaria per                 europea considera fondamentali e che intende
affrontare la situazione attuale.                            mantenere come primari nella società. Ignorare
                                                             la questione è invece il modo più rapido per
8 – Non ci si potrebbe accontentare intanto di               subirne gli effetti negativi.
guadagnare qualche anno di calma?
                                                                                           Lorenzo Nannetti
No, non è né possibile né auspicabile. Posporre
di tre, quattro o anche cinque anni la ripresa di
forti flussi è per i Paesi Europei (Italia in primis)        MIGRANTI E ONG: NON STIAMO
non solo poco efficace, ma rischia anche di                  DIMENTICANDO QUALCOSA?
essere controproducente. Se ci pensiamo bene,                                                                    2
Gheddafi è stato ucciso cinque anni fa… e tutto              La polemica sul ruolo delle ONG nel Mediterraneo
possiamo osservare quale sia la situazione in                non poteva lasciarci indifferenti. Con questo
Libia ora. Cinque anni non sono nulla, in termini            editoriale cerchiamo di fare chiarezza oltre a
geopolitici e di lungo periodo. Il rischio è                 fornire qualche spunto di riflessione
semplicemente chiudere gli occhi per così tanto
tempo e poi trovarsi ad affrontare presto una
situazione anche peggiore, semplicemente
perché, ignorandola, abbiamo lasciato che                    PERCHÉ LA POLEMICA – Sulla polemica che
continuasse a peggiorare. Allora risulterà                   da giorni divampa sul ruolo delle ONG nel
ancora più difficile gestirla e, di fatto, avremo            Mediterraneo vogliamo provare a fare qualche
solo perso tempo.                                            considerazione, con molta chiarezza. La
                                                             polemica nasce sostanzialmente da due punti:
9 – Lo facciamo “per loro”? No, soprattutto per
noi – e poi per tutti.                                       1) il desiderio di una nota forza politica
                                                             di allargare la propria base elettorale togliendo
È ovvio che sia le politiche di sviluppo sia quelle di       voti ad altre due forze tradizionalmente anti-
accoglienza e integrazione richiedano risorse, in            immigrazione, in vista delle prossime elezioni
primis (ma non solo) economiche. Questo                      politiche (al più tardi nel 2018);
necessita della comprensione della complessità
del fenomeno, da un lato, e da un cambio di                  2) il latente desiderio di molte persone di non
prospettiva di chi oggi si oppone dall’altro:                avere migranti in Italia, e di cercare qualunque
davanti alla tentazione di rifiuto di una tale scelta,       scusa per fermarli.Questi due punti portano a
spesso giustificata con slogan del tipo “prima               dichiarazioni politiche di noti personaggi, che
spendiamoli per noi”, è opportuno ricordare                  mirano a sfruttare il punto 2 per portare acqua
come invece non si tratti di “spendere per loro”,            al proprio mulino nel punto 1.
ma proprio di farlo “per noi”. Una gestione attiva

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A questo si aggiungano dichiarazioni del                   vede ben altro.
Procuratore Zuccaro (Procura di Catania)
su potenziali rapporti tra alcune ONG e                    DATI E FATTI – Partiamo da Mare Nostrum
i trafficanti. Vero o falso che sia, averlo                (2013-2014): l’operazione, vicina alle acque
dichiarato pubblicamente prima di verificarlo ha           libiche, servì per diminuire i morti in mare, ma
ovviamente aizzato sia i protagonisti del punto            spinse i trafficanti a spedire le navi in mare senza
2, ovvero chiunque cercava ogni minima scusa               necessità di arrivare in Libia, anche per evitare
per dare addosso a chi aiuta i migranti nella              la cattura. Contemporaneamente i numeri di
speranza ciò possa fermare i flussi (illusorio), sia       partenze aumentarono. A questo punto l’Italia
i protagonisti del punto 1: chi usa tale scusa per         chiese aiuto all’Europa, che acconsentì a creare
guadagnare voti.                                           (da novembre 2014) l’operazione Triton, che
                                                           pattugliava solo fino a 30 miglia dalla nostra
Qui al Caffè Geopolitico da anni analizziamo               costa, rimanendo quindi molto indietro. La
in lungo e in largo il fenomeno (vedi chicco               speranza era che le partenze calassero, dato il
in più), e sulla base di questo crediamo                   cambiamento di pattugliamento. Ma la realtà
che l’intera polemica sia sterile, perché                  fu ben diversa. Se andiamo a vedere i dati (ad
dimentica totalmente le dinamiche del                      esempio UNHCR) degli arrivi tra novembre
fenomeno, e conduce quindi a valutazioni                   2014-marzo 2015 (con Triton) rispetto al
non fondate. Partiamo da una premessa: se                  periodo 2013-2014 (con Mare Nostrum), questi
ci sono responsabilità di singoli per collusioni           non diminuirono, anzi aumentarono. I trafficanti
economiche, sarà la procura a determinarlo, e              non cambiarono tattica, semplicemente il
come detto ad esempio dal portavoce di Amnesty             viaggio divenne più rischioso. Quando i morti
International, se ci sono le prove agiranno di             aumentarono ancora a livelli inaccettabili
conseguenza per correggere. Finora però tali               (purtroppo molto presto, Aprile 2015), fu
prove non ci sono, e chi ne paga le conseguenze            cambiata ancora missione, creando EUNAVFOR
sono le ONG che – pur non essendo coinvolte                MED (attuale missione, detta anche Operazione
– vengono comunque attaccate (si veda il caso              Sophia) a metà 2015 per prenderli a inizio
Unicef, qui e qui).                                        percorso ed evitare morissero. I trafficanti
                                                           hanno dunque solo continuato la solita tattica, e
Premesso anche che le vere ragioni della                   la stanno continuando anche ora. Frontex infatti
questione sono quelle emerse nei due punti                 non accusa le ONG, ma indica solo come questo
mostrati all’inizio, le scuse addotte (ad esempio          sia un effetto involontario.
nella famosa dichiarazione di un politico del
gruppo protagonista del punto 1 sui taxi) sono             IL PUNTO È UN ALTRO – Questi dati ci dicono
che le ONG stiano causando più confusione e più            dunque una cosa: possiamo anche togliere tutte
morti in mare. Questo si lega alla relazione “più          le navi di tutti i tipi, ma la gente continuerà
operazioni di salvataggio=più morti”, citando              a partire ed ad arrivare. E senza navi, morirà
l’aumento di morti in mare in corrispondenza               ancora di più. Perché questo è ciò che è già
dell’aumento di salvataggi. Se però andiamo a              accaduto. I dati dicono questo, non altro. C’è
guardare davvero i dati, e non solo gli ultimi, si         inoltre un altro errore nelle scuse di chi cavalca

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la polemica: i barconi sono sovraffollati non “a         appunto offrire soluzioni. Ma invece che
causa delle ONG” come a volte affermato, ma              criticare ciò che si fa per salvare delle vite,
perché i trafficanti vengono pagati a partenza,          o credere erroneamente di essere di fronte a
non ad arrivo (come indicano rapporti di                 una “invasione” (sempre dati alla mano, siamo
International Crisis Group, Global Initiative            su una variazione di popolazione dello 0,3%
Against Transnational Organized Crime e Human            annuo… una cifra che non può minimamente
Rights Watch). Più ne fanno partire, più soldi           giustificare l’uso di questo termine), sarebbe
prendono dai profughi, anche se poi muoiono              più opportuno protestare perché non abbiamo
tutti, visto che ai migranti viene comunque              ancora un sistema di accoglienza, distribuzione
detto che ce la faranno. E non avendo una                ed integrazione sufficientemente valido. E fare
fornitura infinita di navi, devono massimizzare          proposte sensate. Come dice Cecilia Strada in un
ciò che hanno. E lo farebbero anche senza navi           suo recente tweet: “Se la metà del tempo spesa
di soccorso nel Mediterraneo, perché questo              in commenti in difesa “dell’Italia” dagli stranieri
già facevano dal 2014-2015 quando di ONG                 fosse spesa a far cose concrete, diventerebbe
in mare non ce n’era quasi nessuna (le tragedie          un gran Paese.”È una esagerazione? Forse
di Aprile 2015, durante l’operazione Triton,             sì. Ma crediamo l’intera polemica sia ancora
furono causate anche dal sovraffollamento sulle          più esagerata. Il problema è che, ancora una
imbarcazioni). Quindi, per quanto ci riguarda,           volta, rincorrere l’indignazione risulta per
ribadiamo la sterilità di questo tipo di polemica,       molti più attraente di approfondire davvero la
soprattutto basata sulla scarsa conoscenza delle         questione.
dinamiche in atto in questi anni: noi stessi un
paio di anni fa, in diversi articoli e conferenze,                       Alberto Rossi, Lorenzo Nannetti
prevedevamo l’aumento delle partenze a causa
delle dinamiche a monte (regolarmente ignorate
da chi fa polemica al riguardo), cosa che                MIGRANTI, SE L’ “EMERGENZA” È
indica come non sia corretto guardare solo al            A CAUSA NOSTRA
Mediterraneo ignorando tutto il resto. Le forze                                                                 3
navali ufficiali non sono sufficienti a gestire i        Il fenomeno migranti esiste, e aumenterà. Non c’è
flussi e le ONG suppliscono a tale mancanza.             nessuna frontiera da chiudere, ma serve decidersi
                                                         per affrontare una tematica che condizionerà i
OBIETTIVI SBAGLIATI – È ovvio che i                      prossimi decenni, senza la presunzione di risolverla
sistemi di salvataggio dovrebbero essere                 o nasconderla con decisioni tampone di brevissimo
meglio coordinati, ed è ovvio che le ONG                 periodo, oppure con futili egoismi per finalità
tendono ad operare indipendentemente da                  elettorali. Prima che l’immobilismo renda davvero
valutazioni strategiche di lungo periodo: non            ingestibile la questione
è il loro compito. E chi dovrebbe invece creare
un sistema meglio coordinato dove integrarle,
non lo sta facendo. Ed è altrettanto ovvio che           La questione migrazione è tornata al primo
così non si possa continuare, perché di fatto            posto nel dibattito nazionale, dopo una lunga
stiamo solo affrontando la situazione senza              pausa seguita al dibattito sul ruolo delle ONG

                                                     5
a causa delle dichiarazioni del Procuratore                 In effetti il punto nevralgico sta proprio qui.
Zuccaro. Dopo il (previsto) aumento degli                   Già da anni qui al “Caffè Geopolitico” abbiamo
sbarchi, le proteste italiane e le promesse                 spiegato quali erano le dinamiche alla base, e
mancate da parte degli altri Paesi dell’UE,                 come funzionano i flussi (ad esempio qui e qui).
è arrivata anche la notizia della decisione                 Già anni fa abbiamo spiegato che parlare solo
austriaca di minacciare l’invio di forza armate             di Mediterraneo non ha senso: fare divisioni
al valico del Brennero. A tale misura di sfiducia           tra migranti “economici” e “da conflitto” può
si accoppia la decisione dell’UE di affrontare la           rassicurare noi ma all’atto pratico non ha alcun
sfida semplicemente con un aumento dei fondi                significato reale, perché le dinamiche sono tante
per Italia e Libia. Di fatto, si tratta dell’ennesima       e spesso sovrapposte, complesse e intrecciate (con
certificazione della mancanza di una politica               situazioni in cui cause socio-economiche causano
comune, infranta contro i veti di Paesi                     conflitti e conflitti causano crisi socio-economiche).
piccoli (Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia) e
grandi (Francia, Spagna).                                   Già anni fa spiegavamo perché i flussi erano
                                                            destinati ad aumentare. Infatti sono aumentati.
Non è questo che sorprende. Non è una novità                Solo che molti, troppi, continuano a rifiutarsi
– purtroppo – che l’Europa viva di tanti piccoli            di guardare a quel perché, e cercano capri
egoismi, incapaci di andare oltre la ricerca del            espiatori: le ONG ad esempio (ne parlammo
consenso nazionale di breve termine anche                   nel nostro precedente editoriale sul tema), ma
quando esso metta a repentaglio il ben più                  non solo. Lo fanno perché nel mondo odierno,
rilevante futuro a lungo termine. Quello che                così rapido e dove già il mese prossimo sembra
sorprende, per certi versi, è come tutti gli studi          un termine troppo lontano, tutti vogliono
e gli approfondimenti fatti in questi anni –                tutto. E lo vogliono ora. Oggi. Domani. Tra una
anni! – sul tema continuino ad essere ignorati.             settimana, al massimo. Quindi trovare un capro
Ignorati dall’opinione pubblica, ignorati dai               espiatorio, credere che tutto dipenda da esso e
media mainstream, ignorati dai politici. Si                 che eliminandolo si elimini il problema significa
continua a discutere di bloccare o meno il                  soddisfare questa necessità di soluzione
Mediterraneo, di come accettare i migranti                  immediata. Significa che “basta fare così” e
da conflitto e respingere o rimpatriare quelli              tutto si risolve, nell’immediato. Quasi fosse più
economici.                                                  importante trovare un colpevole, non trovare
                                                            una soluzione.
Il problema è che, per citare un esponente
politico che con una sola frase ha riassunto il             Se invece vogliamo ampliare un po’ sguardi e
cuore della questione, “chi opera una partizione            ragionamenti, dobbiamo dirci con chiarezza
arbitraria fra migranti economici e non, o non ha           chequesto fenomeno è nato nel corso dei
ancora capito il fenomeno, o finge di non averlo            decenni, nascosto ai nostri occhi perché non
capito, per convenienza” (si tratta di Giulio               abbiamo voluto vederlo. Ora lo abbiamo davanti
Tremonti: potrebbe sorprendere, ma in realtà                perché quei decenni di cecità lo hanno portato
neanche troppo, per chi segue ancora oggi i                 al punto di esplodere. E, una volta esploso, ne
suoi interventi)                                            siamo stati sorpresi. E ci vorranno decenni per

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risolverlo, se ci daremo da fare. Non possiamo           guadagnare neanche un voto (anzi). E anche
cambiare il passato. Possiamo però gestire il            da noi, come nel resto dell’Europa, si tende
presente e cambiare, forse, il futuro. Finché            alla ricerca del consenso nazionale di breve
continueremo a discutere delle cose sbagliate            termine anche quando esso mette a repentaglio
(il Mediterraneo) non faremo nulla. Nulla. È             il ben più rilevante futuro a lungo termine. Uno
questa la vera minaccia alla nostra sicurezza.           sguardo corto, che rischiamo di pagare sempre
Non il fenomeno in sé, non l’arrivo di persone           più caro, per un pugno di voti in più.
da altre culture: il vero pericolo per noi è
l’immobilismo, il non fare nulla perché si crede                                         Lorenzo Nannetti
che basti chiudere la porta affinchè tutto cessi.

Non     cesserà      nulla.   Queste    persone          AFFRONTARE DAVVERO                             LA
continueranno (sempre più) a partire, ad                 QUESTIONE MIGRATORIA
attraversare Paesi lontani, a provare ad arrivare                                                               4
in Europa, ci piaccia o no. Possiamo guadagnare          Mentre continua il dibattito pubblico sulla
qualche anno, forse. Ma poi il problema tornerà,         questione migrazioni, cosa serve per affrontarla
peggio di prima. E non aver fatto niente ci avrà         davvero? Conoscere le dinamiche e fare proposte
reso ancora meno capaci di influenzarlo.                 concrete.

Cosa si potrebbe fare, dunque? Nel breve
termine, gestire l’accoglienza in maniera diffusa,       Anche in questo 2018 il dibattito pubblico sul
con programmi di educazione e integrazione               tema migrazioni rimane acceso e generalmente
complessi, è il modo per affrontare la questione         costituito da visioni diametralmente opposte
finché piani di più largo respiro agiscono               e non dialoganti. Semplificazioni eccessive e
sulle dinamiche di origine e sui trafficanti che         sfruttamento di rabbia e risentimento popolare
gestiscono i flussi. Eppure, oggi coloro che in          generalizzato a fini elettorali (siamo in una
Italia si oppongono a un’accoglienza distribuita         sorta di campagna elettorale permanente)
nel territorio sono coloro che stanno creando            dominano sia sui media tradizionali che sui
una minaccia a lungo termine. E allo stesso              social. Nonostante ciò la questione rimane
modo, quei Paesi UE che si oppongono a una               aperta e irrisolta, anzi, proprio tale livello di
distribuzione dei migranti in tutta l’UE sono            polarizzazione all’interno della nostra società
coloro che stanno creando una minaccia a                 rende più difficile discutere, individuare e
lungo termine. È un paradosso, ma proprio chi            implementare soluzioni efficaci. Eppure, non è
urla contro l’immigrazione sta dicendo di non            impossibile.
affrontare il problema, rendendolo quindi più
grave e ingestibile.                                     Cosa sapere prima di affrontare il problema

Perché avviene questo? Perché le soluzioni di            È bene partire da una considerazione base. Per
lungo termine, difficili e complesse, che fanno          capire come risolvere un problema o affrontare
vedere i primi frutti dopo anni, non fanno               una certa situazione di portata così ampia (non solo

                                                     7
nazionali ma addirittura continentale) serve:              molto spesso verificato, è che le soluzioni proposte
                                                           siano inapplicabili e/o inefficaci proprio perché
•        Conoscere in maniera approfondita                 ignorano (coscientemente o involontariamente)
quali cause lo abbiano creato e quali siano le             la realtà della situazione e cosa essa implichi. Lo
sue principali caratteristiche e dinamiche. Quali          stesso vale infatti per la questione migratoria,
aspetti lo influenzino e quali dati illustrino             dove il desiderio di “fermare i migranti” senza
tutti questi aspetti. L’impiego di dati e studi            conoscere le caratteristiche del fenomeno,
approfonditi risulta particolarmente importante            del funzionamento dei flussi e della realtà in
per avere una visione dell’intera questione                Africa continua a volgere l’attenzione agli aspetti
quanto più possibile aderente alla realtà e                meno rilevanti. Il Caffè Geopolitico ha in questi
non distorta da eventuali preconcetti.                     anni affrontato a fondo le dinamiche di origine
•        Conoscere cosa sia già stato fatto                e le caratteristiche delle migrazioni, andando a
o tentato in passato e quali siano stati i                 osservare i principali aspetti che le caratterizzano,
risultati, cosa che permette di comprendere                le rotte e in alcuni casi specifici, come la Nigeria,
quali lezioni ne siano scaturite (sia positive             andando ad approfondire come vari fattori
che negative) e quali eventuali correttivi siano           all’interno di un singolo Paese si combinino in
necessari. Questo permette di non ripetere gli             maniera non banale e, pertanto, rendano ogni
errori passati, ma anzi di evolvere il pensiero e le       semplificazione (“fuggono dalla guerrra”, “sono
scelte verso forme più appropriate (il successo            migranti economici”…) ben poco rappresentativa
viene anche dall’imparare dagli insuccessi).               della realtà. Abbiamo riunito i nostri articoli
•        Comprendere quali limiti reali esistano           qui, a disposizione per tutti, includendo anche
per l’operato di un Paese che ne limitino la               un video di una nostra conferenza sul tema a
capacità di operare sul problema in oggetto.               Bologna nel 2016.
•        Formulare soluzioni e politiche (in
gergo “Policy Options”) che siano realmente                Per chi però avesse già letto tali articoli,
implementabili. Questo dipende dall’aver fatto             possiamo consigliare un breve (davvero breve,
un lavoro adeguato circa i 3 punti precedenti,             appena 6 minuti!) video creato dalla Caritas
perché sarà solo a partire da quelli che verranno          Italiana e dall’artista senegalese (da 20 anni in
create Policy Options realistiche, applicabili e           Italia) Mohamed Ba, che riassume in maniera
con qualche speranza di successo.                          semplice, eppure molto efficace e al netto di
                                                           accenti retorici e di semplificazioni a volte
Così com’è, il dibattito in Italia non va molto            eccessivi, ma inevitabili, le principali dinamiche
bene                                                       in gioco e anche alcuni aspetti “contro-
                                                           intuitivi” (ovvero smentisce alcuni falsi miti).
In Italia molto spesso – e indipendentemente               Quello che ci interessa notare è che i nostri lavori
dall’orientamento politico – quando c’è un                 sul tema, sopra riportati, sono basati su studi
problema da affrontare si passa subito alla                approfonditi i cui risultati vengono presentati
definizione di possibili soluzioni senza però              anche nel video, a testimonianza di come una
aver prima verificato di conoscere bene dati,              comunicazione efficace non debba essere
dinamiche, tentativi precedenti, limiti. Il rischio,       superficiale, ma possa anzi avere solide basi

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accademiche e di ricerca circa ciò di cui parla.           cuore del problema e non semplicemente
                                                           ai sintomi. Molte sono le proposte illustrate
Il video, a dispetto della precisione nei dati             negli ultimi anni, generalmente poco seguite
e nelle dinamiche che descrive, offre una                  dai media e considerate elettoralmente poco
soluzione espressa in termini più vaghi, ed è              interessanti (se non “controproducenti” in
qui che facciamo un’altra riflessione. Come                quanto potrebbero far perdere voti in certe
abbiamo puntualizzato più volte sempre negli               fasce dell’elettorato) e dunque ignorate da
articoli sopra presentati, bisogna rifuggire da            gran parte del mondo politico italiano ed
una visione polarizzata che vede contrapposte              europeo. L’apertura di flussi legali dai Paesi di
le due posizioni estreme “blocchiamo tutto”                origine, unita alla cessata criminalizzazione della
o “apriamo tutto”, perché sono entrambe                    migrazione economica e all’implementazione
espressioni di un identico problema: non                   di percorsi guidati di integrazione (come ad
proporre alcuna politica che permetta di                   esempio opera la Comunità di Sant’Egidio) sono
affrontare efficacemente la situazione. Aprire             solo alcune di queste. Questo lavoro di Valigia
tutto senza regole apre anche alla mancanza di             Blu riassume queste ed altre proposte, in uno
progetti efficaci di accoglienza, di integrazione          dei pochi compendi di gran parte di quanto
e anche a un necessario screening di sicurezza.            pubblicato in questi anni sul tema.
Bloccare tutto significa non costruire nessuno di
questi progetti perché tanto “basta non volerli            Se davvero vogliamo affrontare la questione
e non vengono (sottinteso: e se non vengono,               migratoria, partiamo da qui. Da dati, dinamiche,
che bisogno c’è di programmi di accoglienza e              conoscenza di cosa è già stato tentato (e cosa
integrazione?)” Risulta invece fondamentale                questo ci ha insegnato), dai limiti e quindi dalle
gestire, per quanto possibile, tali aspetti con            Policy Options che da questo scaturiscono.
politiche attive (il che significa: senza aspettarsi
che le cose avvengano da sole, ma creando,                                   Lorenzo Nannetti – Redazione
finanziando e sviluppando progetti adeguati).

Non esistono soluzioni a breve termine
                                                           MIGRAZIONI: LA CRISI DELLE
Lo sviluppo dei Paesi di origine e di partenza è           CRISI?
fondamentale, e deve impegnare la comunità                                                                       5
internazionale poiché richiede fondi superiori             Dalla notte dei tempi la storia umana è costellata
alle capacità dei singoli Paesi. Ma come                   di movimenti migratori. L’idea di estirpare un
sopra espresso è anche importante rendersi                 fenomeno cresciuto in rilevanza e in complessità è
conto che prima che tale sviluppo rallenti                 semplicemente chimerica. La pressione inaspettata
l’emigrazione serve uno sviluppo molto                     che l’Unione Europea ha subito negli ultimi anni da
consistente che richiede realisticamente                   Sud non deve essere cagione di paure e insicurezze
decenni. Nel frattempo, nell’impossibilità                 smisurate.
di fermare i flussi (ne abbiamo parlato qui),
serve approntare politiche che vadano al

                                                       9
UN FENOMENO, MOLTI FENOMENI                                   a partire dal 2016 tutte le tornate elettorali e
                                                              referendarie in Europa e negli Stati Uniti hanno
Da       sempre      le   migrazioni         esistono.        visto la materia al centro della contesa
Rappresentano una costante storica che non                    partitica. Tuttavia a livello politico-istituzionale
si può cancellare, né oggi che il fenomeno                    fatica a maturare un sano e produttivo scambio
ha raggiunto un’entità e un grado di                          di idee: i toni sono aspri e il fenomeno non
complessità senza precedenti nell’era della                   viene analizzato per quello che è, ma viene
globalizzazione, né domani su un pianeta sempre               strumentalizzato secondo le convenienze di
più popoloso. Scrivere e parlare di immigrazione              parte per attrarre il voto popolare, soprattutto
non è semplice, e non dovrebbe esserlo, perché                delle fasce più emarginate, contrarie e
la sua natura, le sue cause e i suoi effetti non sono         arrabbiate. Il lato umano spesso drammatico
univoci, bensì estremamente sfaccettati. Molti                e le profonde implicazioni socio-economiche
fenomeni si manifestano all’interno dello stesso              di tale realtà passano in secondo piano. Si
fenomeno. Prova più evidente di ciò è l’assenza a             rischia così di trascurare valutazioni circa i
livello internazionale di una definizione giuridica           potenziali benefici dell’immigrazione, oltre
omogenea per il terminemigrante. In alcuni                    a svilire culturalmente il dibattito pubblico
casi per esigenze statistiche vengono inseriti                sulla crisi delle crisi e sulle misure da mettere
nella categoria di migranti anche i rifugiati e               in campo per gestirla. Dal canto suo, nell’Area
i richiedenti asilo, in altri questi soggetti sono            tematica Migrazioni il Caffè Geopolitico ha da
considerati separatamente per il loro specifico               sempre respinto ogni forma di semplicismo
regime legale e di diritto internazionale, in altri           e di miopia, fornendo riflessioni profonde ed
ancora si distingue tra spostamenti volontari,                esaustive.
forzati e misti. Queste differenze d’approccio,
che generano spesso e pericolosamente                         UNO SGUARDO D’INSIEME
confusione, sono figlie del fatto che una persona
abbandona la propria terra per molteplici fattori             Trattare l’immigrazione come un monolite può
di spinta e d’attrazione: per motivi di studio,               provocare fraintendimenti e tensioni nella
di lavoro, di ricongiungimento familiare o di                 discussione a tutti i livelli e può manipolare le
qualità della vita, a causa di catastrofi naturali,           percezioni nei confronti del diverso che arriva.
cambiamenti climatici, carestie o povertà,                    Ad ogni modo avere uno sguardo d’insieme è
perché vittima di persecuzioni, conflitti o                   utile a comprendere quanto sia utopica l’idea
violenze. Inoltre gli immigrati hanno sulle                   di bloccare una volta per tutte gli spostamenti
società dei Paesi di destinazione un impatto                  di milioni di persone e quanto sia errato
potenzialmente significativo a livello di                     associare alla figura dell’immigrato un profilo
integrazione culturale, di trend demografici, di              somatico e una provenienza ben precisi. Un
equilibrio dei conti pubblici e del mercato del               buon punto di partenza per fare chiarezza
lavoro, di percezione securitaria. Sono tutte sfide           sul fenomeno è costituito dal Rapporto
di lungo periodoche rendono l’immigrazione                    sull’immigrazione       internazionale     2017,
una priorità da affrontare con cognizione di                  presentato lo scorso dicembre dal Dipartimento
causa, responsabilità e prontezza. Non a caso                 delle Nazioni Unite per gli Affari economici e

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sociali (UN DESA). L’Ufficio definisce migrante           milioni in più rispetto al 2007, 35 milioni in
internazionale ogni persona che cambia il proprio         più rispetto al 1997. I dati sono riportati nel
Paese in cui ha residenza abituale, qualunque             documento annuale Global Trends – Forced
sia lo status legale del soggetto, la causa, la           displacement in 2017dell’Alto Commissariato
volontarietà e la durata dello spostamento                delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
(l’Unione Europea pone invece la soglia                   Quello che sorprende maggiormente è che
temporale di dodici mesi). Le informazioni in             l’85% dei 19,9 milioni di rifugiati sotto la
ogni Stato e continente sono dunque tratte                responsabilità dell’UNHCR, perlopiù sud
principalmente dai dati sulla popolazione nata            sudanesi, afghani e siriani, sia accolto da regioni
all’estero e, quando indisponibili, da quelli sui         in via di sviluppo e ovviamente prossime
cittadini stranieri, due categorie non esattamente        alle zone d’instabilità: Turchia (3,5 milioni di
sovrapponibili. Il documento dell’UN DESA                 profughi), Pakistan (1,4 milioni), Uganda(1,4
riferisce che al 2017 i migranti internazionali           milioni), uno dei Paesi più poveri al mondo,
sono 258 milioni, pari al 3,4% della popolazione          e Libano (un milione). È un fatto però che
mondiale. Di questi, 165 milioni risiedono in             nell’elenco dei primi dieci posti figuri solo
Paesi a economia avanzata, ma ben 11 milioni si           la Germania tra i Paesi più avanzati, con 970.400
sono spostati in Paesi a basso reddito. Gli Stati         rifugiati. A questo punto è inevitabile chiedersi
Uniti con 50 milioni d’immigrati rimangono il più         non solo da dove vengano questi numeri, ma
importante polo d’attrazione. Seguono Arabia              specialmente verso dove portino. La risposta
Saudita, Germania, Russia e Regno Unito. Tra              alla prima domanda è contenuta nel Rapporto
il 2000 e lo scorso anno sono però Angola,                mondiale sulla migrazione 2018, pubblicato
Qatar e Cile le destinazioni dove il numero               dall’Organizzazione internazionale per le
d’immigrati è cresciuto maggiormente. Dall’altro          Migrazioni (OIM), agenzia collegata all’ONU.
lato, tra i maggiori Paesi di emigrazione                 Negli ultimi cinquant’anni l’esodo ha subìto una
spicca l’India con 16,6 milioni di emigrati, cui          crescita esponenziale in portata e una più lieve
seguono Messico, Russia, Cina e Bangladesh.               in proporzione, andando oltre le stime iniziali:
Non sorprende che immediatamente dopo                     nel 1970 coloro che vivevano in uno Stato
nella classifica ci sia la Siria, che diciassette         diverso da quello di nascita erano 84 milioni
anni fa non appariva nemmeno nelle prime                  e mezzo, ovvero il 2,3% della popolazione
venti posizioni della graduatoria, ma che è stata         mondiale, nel 1995 quasi il doppio (2,8%) grazie
colpita recentemente dalla tragedia degli oltre 5         al balzo di 40 milioni avvenuto nella seconda
milioni di rifugiati. Proprio per quanto riguarda         metà degli anni Ottanta, mentre nel nuovo
i rifugiati e i richiedenti asilo, nel mondo sono         millennio l’incremento più consistente si è avuto
rispettivamente 25,4 milioni e 3,1 milioni, un            tra il 2005 (191 milioni) e il 2010 (222 milioni).
decimo del totale dei migranti internazionali.            Una proiezione della stessa OIM del 2010
Se si si tiene conto anche dei 40 milioni di              cerca di sciogliere il nodo sugli sviluppi futuri: si
sfollati interni, si completa il quadro della più         prevede che nel 2050 i migranti internazionali
grave crisi umanitaria dalla fine della Seconda           arriveranno a 405 milioni, costituendo il 4,1% dei
Guerra Mondiale: 68,5 milioni di persone sono             9,8 miliardi di esseri umani che abiteranno
state costrette a fuggire dalle loro case, 26             sul pianeta. Inoltre, stando alle proiezioni

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dell’UN DESA, per i prossimi novant’anni le                 di nascita, ovvero il 10% della popolazione
“esplosioni” demografiche che colpiranno India              europea, mentre sono 61,2 milioni gli europei
e Pakistan dovrebbero rafforzarne i flussi verso            che hanno cambiato lo Stato in cui risiedevano.
l’esterno, mentre quelle in Nigeria, Repubblica             Il saldo migratorio è positivo, ma la differenza tra
Democratica del Congo, Tanzania e Uganda                    chi è entrato e uscito è molto meno accentuata
(in generale nel 2100 ci saranno tre miliardi di            rispetto a quella di una regione altrettanto
Africani in più) non possono non destare qualche            sviluppata come il Nord America: Canada e Stati
preoccupazione. Nonostante la variabile                     Uniti ospitano 58 milioni di stranieri, mentre
migratoria sia estremamente volatile e legata               hanno dato i natali a soli 4 milioni e mezzo di
anche a contingenze come la crisi economico-                migranti. Inoltre dal 2000 al 2017 l’Europa ha
finanziaria del 2008 o le Primavere arabe, il               esibito il tasso di crescita del numero di emigrati e
trend positivo non è destinato ad arrestarsi ed             immigrati più basso globalmente. In Asia e Africa
è impensabile che venga invertito a fine secolo,            i dati hanno subito l’incremento più elevato e
quando il pianeta ospiterà 11,2 miliardi di                 solo il tempo dirà se i flussi si irrobustiranno
persone. Se da una parte non si può certo dire              verso queste direzioni. In secondo luogo, tra
che abbandonare la propria terra d’origine per              le venti maggiori destinazioni verso cui si è
non farvi ritorno sia e sarà normale per tutti,             diretto il 67% dei migranti internazionali sette
dall’altra non si può restare passivi di fronte alle        Paesi sono europei (Germania, Russia, Regno
dimensioni sempre più cospicue sopracitate.                 Unito, Francia, Spagna, Italia e Ucraina), di cui
                                                            cinque appartenenti all’Unione. Tra i venti Stati
UNO SGUARDO SULL’EUROPA                                     da cui proviene il 49% dei migranti internazionali
                                                            sette si trovano in Europa (Russia, Ucraina, Regno
Gestire il fenomeno migratorio controllando                 Unito, Polonia, Germania, Romania e Italia) e
le frontiere esterne è diventato per l’Unione               cinque sono membri comunitari. In ciascuna
europea una sfida esistenziale. Ciononostante gli           delle classifiche compare un solo Paese africano,
egoismi da parte degli Stati membri e la mancanza           rispettivamente Sud Africa (quindicesimo posto)
di una visione condivisa hanno smascherato                  ed Egitto (diciannovesimo posto). Il continente
tutta l’inconsistenza, almeno all’apparenza, delle          nero si trova al quarto posto sia come regione
conquiste che l’Organizzazione ha raggiunto da              di partenza sia come regione d’approdo
quando è nata. Ancora una volta è il contributo             per i migranti. Infine, tra i quindici corridoi
dell’UN DESA a dare il senso reale delle cose,              bilaterali più battuti al mondo da uno Stato
anche se le statistiche hanno come oggetto di               A a uno Stato B, le uniche rotte migratorie
studio tutta l’Europa (Russia compresa, Turchia             che conducono in Europa sono quelle che
e Cipro esclusi) e non semplicemente il blocco              vanno dalla Russia all’Ucraina e viceversa e dal
dei Ventotto. Innanzitutto, al pari dell’Asia,              Kazakistan alla Russia. Nessuno dei percorsi più
l’Europa è la prima meta di destinazione per i              seguiti concerne uno Stato membro UE, nessuno
migranti internazionali, ma è anche la seconda              avente origine al di là del Mar Mediterraneo,
area d’origine dopo la stessa Asia. Al 2017                 nemmeno quello più considerevole che collega
sono 78 milioni coloro che vivono nel Vecchio               Algeria e Francia. La tanto paventata Europa
Continente in un Paese diverso da quello                    africana non trova un riscontro sul piano

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oggettivo: dei 78 milioni di stranieri residenti            1. LA GRANDE DOMANDA
    in Europa, 41 milioni hanno origini europee
    (52,5% del totale) e circa 9 milioni sono giunti            C’è sempre più Europa che dice no. L’ostilità
    dall’Africa (11,5%). Per l’Europa il fenomeno               nei confronti dei flussi migratori nel Vecchio
    rimane       prevalentemente       intra-regionale,         Continente è arrivata ai suoi massimi storici,
    mentre per l’altro continente la situazione è               carburante e motore assieme della sempre
    in equilibrio. Non si può negare che l’Unione               più scattante macchina populista. «Chiudiamo
    Europea abbia subito una pressione elevata in               le frontiere, aiutiamoli a casa loro» è il grido
    corrispondenza dei suoi confini meridionali. Il             di battaglia al suono del quale Salvini, Le Pen
    2015 e il 2016 sono stati anni record in quanto a           e colleghi sovranisti stanno conquistando un
    domande d’asilo, attraversamenti illegali e morti           elettorato sempre più furibondo (per ultimo
    in mare. Nel 2016 Germania e Italia sono stati              quello svedese), sfiduciato dai partiti tradizionali
    il primo e il terzo Paese al mondo per numero               e insidiato da ciò che arriva dall’altra parte del
    di richieste d’asilo ricevute in prima istanza. Il          Mediterraneo. Una minaccia in parte vera e in
    Mediterraneo, in particolare la fascia centrale,            parte distorta dal populismo di destra, a vantaggio
    è la via più letale al mondo per chi tenta di               del medesimo. Ma perché i cittadini europei
    migrare, perciò è fondamentale combattere                   sono arrivati a essere così ostili nei confronti
    a ogni costo l’immigrazione clandestina, pur                degli immigrati? Gli studi attitudinali effettuati
    essendo difficilmente quantificabile. Tuttavia il           a riguardo dai politologi hanno individuato due
    disorientamento e la psicosi di un’invasione da             linee di spiegazione: una prima che riconduce
    Sud, che rendono al momento impossibile una                 tale astio principalmente all’insicurezza
    soluzione duratura ai tavoli di Bruxelles anche             economica provocata dall’ingresso degli
    solo sulla riforma del sistema d’asilo, non devono          immigrati nel mercato del lavoro e una seconda
    far dimenticare ai Ventotto la vera entità e le             che si focalizza invece sull’impatto che questi
    vere dinamiche di un fenomeno globale, né oggi,             hanno sull’identità culturale del Paese ospitante,
    né in futuro. Non devono far dimenticare quegli             minacciandone l’integrità. Per intenderci, non li
    stessi valori che hanno permesso all’Unione di              vogliamo “perché ci rubano il lavoro” o “perché
    esistere e prosperare.                                      sono di colore, islamici, diversi”? La risposta non
                                                                è scontata, ma sarebbe fondamentale trovarla
                                        Roberto Italia          per capire le dinamiche relative alla percezione
                                                                del fenomeno migratorio, su cui i populismi
                                                                fanno leva con tanto successo.
    POPULISMO: GLI EFFETTI SULLE
    PAURE DEGLI EUROPEI                                         2. LO STUDIO
6
    I partiti populisti dimostrano di saper ascoltare un        A tale scopo, una ricerca condotta presso
    elettorato angosciato più dal potenziale impatto            l’Università di Leida ha analizzato le determinanti
    culturale che da quello economico dei flussi                delle opinioni dei cittadini nei confronti dei
    migratori.                                                  migranti in Austria, Germania e Ungheria, dove
                                                                questa tematica è considerata particolarmente

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rilevante. I risultati, basati su un’indagine                no – social media sembra che stiano spingendo
sociale che ha coinvolto migliaia di rispondenti             l’individuo a cercare qualcuno in grado di ridargli
nei tre Paesi, sono chiari ed evidenziano un                 un’identità sociale che fatica a costruirsi. Il
maggior peso ricoperto dai fattori culturali                 populismo ci sta riuscendo: stabilire chi non si
rispetto a quelli economici: la paura del diverso            è (dall’immigrato ai tecnocrati di Bruxelles) è il
domina quella di rimanere disoccupati o in                   primo passo per potersi dare una definizione. Il
povertà in tutti i casi considerati. Una seconda             prezzo da pagare è però altissimo e sta riportando
fase dello studio ha voluto poi esaminare se                 l’Europa nel pericoloso vortice dell’intolleranza
a questa tendenza manifestata dai cittadini                  a tutte le latitudini, andando a toccare anche
sia corrisposta un’analoga reazione da parte                 roccaforti del Welfare State come la Svezia. Per
dei partiti nei messaggi di propaganda e                     questa ragione i partiti tradizionali, seppur in
nell’azione politica, analizzando il peso che                grande difficoltà, sono chiamati a reagire sullo
questi conferiscono ai due diversi tipi di                   stesso terreno: riconoscendo cioè l’importanza
questione (temi di carattere economico e temi                della questione identitaria così come invocata
inerenti all’identità culturale) all’interno dei loro        dalla popolazione, senza tuttavia snaturarsi e
programmi. In linea con il riscontro precedente, è           venire meno ai principi di pluralismo e liberalità
stato verificato che laddove i partiti tradizionali          su cui poggiano le democrazie occidentali. La
hanno sottostimato l’importanza del dibattito                sfida si preannuncia durissima ma, soprattutto
identitario si è spianata la strada al populismo,            ora che una delicatissima tornata di elezioni
che l’ha così sfruttato a proprio vantaggio.                 europee si avvicina, sembra davvero una
L’Ungheria di Orbán è il caso più eloquente, ma              precondizione necessaria per combattere con
anche l’exploit di AfD in Germania è riconducibile           successo il populismo nell’era del populismo.
allo stesso meccanismo. Fintanto che l’estrema
destra tedesca non si è differenziata dai partiti                                          Francesco Gottardi
tradizionali e ha continuato a insistere sulle
tematiche economiche, la sua performance
elettorale è rimasta trascurabile. Negli ultimi              LIBIA:   UNO    SGUARDO
tre anni, tuttavia, il partito ora guidato da Alice          RAVVICINATO AI DETENTION
Weidel ha radicalmente cambiato rotta, facendo               CENTERS
della difesa della Nazione il proprio cavallo di                                                                   7
battaglia: AfD è passato dal 2% all’11,5% dei voti,          Numerose organizzazioni umanitarie denunciano
entrando così per la prima volta in Parlamento e             le drammatiche condizioni delle carceri libiche. Un
diventando, secondo gli ultimissimi sondaggi, il             grido di dolore al quale però molti Governi europei
primo partito nei Land dell’ex DDR.                          continuano a restare indifferenti

3. EUROPEISTI CON LE SPALLE AL MURO?
                                                             1. LE CARCERI LIBICHE TRA OMISSIONI DI
Risultati che sorprendono? Fino a un certo                   STATO E INTERESSI TRIBALII
punto: la perdita di punti di riferimento dovuta
a globalizzazione, crisi delle ideologie e – perché          Detention Centers possono essere suddivisi in

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due categorie: da un lato quelli legali, che sono            rende del tutto aleatori i concetti di “legalità”
controllati dall’esercito e dal DCIM (Directorate            e “illegalità” . A Zuara, per esempio, quello che
for Combatting illigal Migration) del Governo                è stato identificato come il principale carcere
libico, dall’altro quelli clandestini, che sono              clandestino della città si trova praticamente
controllati dalle milizie e dai trafficanti. Ma              a pochi metri da quello gestito dal Governo
quanti sono i Detention Centers in Libia? Le                 di Sarraj. Qui alcuni prigionieri hanno riferito
Autorità governative hanno sempre rifiutato                  di essere stati trasferiti più volte dal primo
di fornire i numeri ufficiali. Tuttavia, sulla base          al secondo e viceversa. A Zawiya, invece,
dei dati raccolti dall’ONU, si pensa che in                  il Dentetion Center statale che dovrebbe
Libia vi siano all’incirca venti “carceri statali”.          essere gestito dal DCIM è di fatto sotto il
Sconosciuto resta invece il numero dei centri                controllo della Brigata Al-Nasr. Ma questi
di detenzione clandestina, dov’è rinchiusa                   non sono casi isolati. Di certo, in alcune
la maggior parte degli stranieri arrestati                   carceri statali è consentito l’accesso agli
illegalmente dai trafficanti di esseri umani. Quel           operatori delle Nazione Unite e alle ONG, che
che è certo è che all’interno delle prigioni le              offrono assistenza ai detenuti che presentano
condizioni detentive alle quale sono sottoposti              particolari necessità mediche e psicologiche.
i reclusi restano terribili. La debolezza del                In quelle illegali, invece, ogni accesso esterno
Governo, unita alla frammentazione delle                     è tassativamente vietato. Tuttavia è sbagliato
Istituzioni nazionali, garantisce inoltre una                pensare che nelle carceri legali le condizioni
totale impunità ai responsabili di tali crimini. A           di prigionia siano migliori rispetto a quelle dei
ciò si deve anche aggiungere la parcellizzazione             centri clandestini. Ne è un esempio il carcere
del potere politico in Libia, che rende il                   di Ben Walid, a sud di Tripoli. L’ONU, infatti,
controllo del territorio ancora più complesso.               lo descrive come uno dei peggiori del Paese,
In effetti in alcune regioni del Paese, come ad              come dimostrato dal fatto che nell’ospedale
esempio nel Fezzan, si concentrano non solo                  locale si registrano almeno 30 morti al giorno
i conflitti politici tra Serraj, Haftar e le tribù           riconducibili anche alle violenze perpetrate
locali (su tutti i tuareg e i tebou), ma anche               nel Detention Center. Tra i detenuti vi sono
gli interessi relativi al traffico illegale di esseri        donne incinte e minori non accompagnati. Ma
umani. In questa remota regione di frontiera la              anche rifugiati e richiedenti asilo registrati
gestione delle carceri rientra dunque nella più              dall’UNHCR.
ampia partita che ha come vero obbiettivo il
controllo politico e militare del Sud.                       3. TRA ABUSI , VIOLENZA DI GENERE E
                                                             INDIFFERENZA
2. IL RUOLO DELLE NAZIONI UNITE E DELLE
ONG                                                          I rapporti stilati dall’UNSMIL (United Nations
                                                             Support Mission in Libya), hanno confermato
Esiste davvero una distinzione netta tra                     che le più esposte alle violazioni e ai soprusi
prigioni statali e clandestine? Sembra difficile             restano ovviamente le donne. Nel carcere
dare una risposta precisa a questa domanda,                  di Matiga, ad esempio, vi è una popolazione
dato che la debolezza delle Istituzioni libiche              mista, fatta di prigioniere libiche e straniere.

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Tuttavia è molto complesso riuscire a stabilire          MIGRAZIONI – UNO SGUARDO
l’esatto numero delle recluse, proprio a causa           AOTEAROA:     LA   NUOVA
della scarsa collaborazione delle Autorità               ZELANDA TRA XENOFOBIA E
governative. Tra le straniere, UNSMIL ha dato            CAMBIAMENTI CLIMATICI
per certa la presenza di donne subsahariane                                                                    8
e tunisine, ma persino di una detenuta russa.            Il 15 marzo del 2019 milioni di giovani in tutto il
In molti casi le prigioniere non hanno un                mondo hanno deciso di mobilitarsi a sostegno della
interprete e non beneficiano nemmeno di un               battaglia in difesa del clima. Contemporaneamente,
sostegno psicologico. Recentemente sono                  in Nuova Zelanda, un estremista australiano ha
stati attestati anche diversi casi di HIV e              attaccato la comunità musulmana nella città
numerosi tentativi di suicidio. Nel 2017 l’ONU           di Christchurch. Apparentemente i due eventi
ha inoltre riferito l’assalto al carcere da parte        sembrano lontani tra loro, ma da sempre la Nuova
di un gruppo armato che ha abusato di alcune             Zelanda è considerata un laboratorio naturale dal
prigioniere dopo averle deportate in un’altra            punto di vista dei cambiamenti ambientali causati
struttura clandestina. Altrettanto drammatica            dall’uomo e della convivenza tra diverse etnie.
è la situazione nel carcere di Judaidah. Qui vi
sono circa 15 donne provenienti da Nigeria,
Ciad, Niger ed Etiopia. In questa prigione non           SOVRANISTI CONTRO GLOBALISTI
sono ammesse visite esterne e solo in alcuni
casi sono forniti i prodotti igienici. Questo            Che voi siate a favore o meno al fenomeno
destino è purtroppo condiviso da tanti stranieri         della globalizzazione, che siate scettici sui
che hanno cercato – senza successo – di                  cambiamenti climatici, quanto accaduto il 15
raggiungere l’Europa. Infatti, dei circa 13.200          marzo, che ci crediate o no, è la dimostrazione che
migranti intercettati in mare nel 2018 e                 siamo difronte a un unico grande evento. Milioni
riportati a riva dalla Guardia Costiera libica,          di giovani in tutto il mondo sono scesi in piazza
tra i 4mila e i 6mila sono finiti nei Detention          per manifestare per la sopravvivenza del
Centers gestiti dal Governo. Molti altri (la             nostro pianeta, l’unico a disposizione per poter
maggioranza), sono invece finiti nelle prigioni          continuare a vivere. Tra i ragazzi del “Friday
clandestine gestite da trafficanti e milizie             for Future” quelli di Christchurch, nonostante
locali. I Governi europei che hanno respinto             le scuole fossero appositamente chiuse, non
troppo frettolosamente centinaia di disperati            hanno potuto manifestare. 
Non c’è dato sapere
verso la Libia sono, per forze di cose, complici         se Brenton Tarrant, il terrorista australiano,
di queste efferatezze. E, forse, il drammatico           fosse consapevole di questa inquietante
vissuto di queste persone resterà per sempre             coincidenza. Ma quella mattina ha scelto e
come monito alla coscienza di chi ha preso tali          pianificato di attaccare una intera comunità in
scelte.                                                  una città il cui nome stesso tradisce l’intento
                                                         dei suoi fondatori. In un folle papello intriso
                        Alessandro Paglialunga           di odio, il fondamentalista bianco ha scritto le
                                                         sue motivazioni in poche righe: «Per dimostrare
                                                         agli invasori che le nostre terre non saranno

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