CSV FC - Assiprov giovedì, 07 maggio 2020

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Prime Pagine

 07/05/2020    Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)                                                                                        5
 Prima pagina del 07/05/2020

 07/05/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì)                                                                                              6
 Prima pagina del 07/05/2020
 07/05/2020    Il Resto del Carlino (ed. Cesena)                                                                                             7
 Prima pagina del 07/05/2020

ambiente e protezione civile

 06/05/2020    Cesena Today                                                                                                                  8
 La maxi consegna delle mascherine: "La gente quando ci vede è contenta, per noi è una missione"
 07/05/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 37                                                                   Matteo Bondi     9
 «Mascherine al parco e al cimitero»
 07/05/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 39                                                                                   11
 Alberghiero, lasagne per beneficenza
 07/05/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 39                                                                                   12
 Gara di aiuti all' ospedale e alla Protezione civile
 07/05/2020    Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Pagina 30                                                                  Luca Ravaglia   13
 Mascherine porta a porta per (quasi) tutti

csv e scenario locale

 06/05/2020    Cesena Today                                                                                                                 15
 Lattuca: "Mascherine a tutti nel giro di dieci giorni. L' ordinanza di Verghereto? Illegittima"

 06/05/2020    Forli Today                                                                                                                  16
 Covid-19 e crisi economica, l' aiuto di Comune e Fondazione: fondo di 210mila euro per aiutare le famiglie in difficoltà

 07/05/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 30                                                                                   17
 Famiglie in difficoltà, un fondo per gli affitti

salute e assistenza

 07/05/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 43                                                                   Oscar Bandini   19
 'Un nonno per amico', progetto per anziani soli
 07/05/2020    Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 46                                                                                   20
 Consegna gratuita a casa dei farmaci

volontariato

 07/05/2020    Avvenire Pagina 18                                                                                                           21
 Terzo settore: bene confronto con il governo
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07/05/2020    Avvenire Pagina 25                                                                GIOVANNA SCIACCHITANO          22
Persone con disabilità, ripartire ma rinnovando i servizi
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 1                                                                         Gabriele Sepio   24
Donazioni senza il freno di norme scoordinate

07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 2                                                                     Maurizio Mumolo*     25
Al collasso gli enti di assistenza Il lato nascosto del boom di offerte

07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 2                                                                    Gianluca Salvatori*   27
Il buon esempio del fondo centralizzato di New York

07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 3                                                                                          29
Tre mesi di tasse e Iva sospese, si torna a pagare il 16 settembre
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 3                                                          Marina GaroneGabriele Sepio     31
Detrazioni per persone fisiche ed enti non commerciali
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 4                                                                       Marco Lucchini*    33
Banco Alimentare, il cibo diventa solidarietà
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 4                                                                         Gabriele Sepio   35
Premio fiscale contro gli sprechi per chi dona beni invenduti
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 5                                                                          Filippo Dami    37
Nelle donazioni platea più ampia Estesi anche i benefici fiscali
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 5                                                    Martina ManfredoniaGabriele Sepio     39
Per i beni bonus fiscale in base alla natura
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 6                                                                         Gabriele Sepio   41
L' ente non profit detta il premio per le imprese
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 6                                                                       Andrea Fatarella   43
Vantaggi a persone fisiche ed enti non commerciali

07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 7                                                                        Ilaria Ioannone   45
Aiuti alle fondazioni deducibili dalle imprese

07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 8                                                                        Marina Garone     47
«Più dai meno versi» con limite del 10% o di 70mila euro

07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 8                                                          Marina GaroneGabriele Sepio     49
Deducibili al 100% le liberalità in denaro per calamità
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 9                                     Pagina a cura diSimona FicolaBenedetto Santacroce    51
Esenti le cessioni gratuite e le importazioni di beni
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 9                                                                                          53
Niente imposta per la «pubblicità progresso»
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 10                                                                                         55
le norme da seguire Categoria per categoria
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 11                                                      Jessica PettinacciGabriele Sepio   58
Social media e marketplace protagonisti nelle raccolte fondi
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 11                                                                                         60
Impatto fiscale diversificato in base al tipo di attività
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 12                                                                    Jessica Pettinacci   61
Beni in natura, serve l' atto scritto
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 12                                                         Gabriele SepioIlaria Ioannone   63
Il fisco richiede la prova delle donazioni effettuate

07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 13                                                                                         65
Nei costi complessivi anche quelli figurativi

07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 13                                         Pagina a cura diMaurizio PostalMatteo Pozzoli   67
Obbligo di documentare le attività di raccolta fondi

07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 14                                                                 Martina Manfredonia     69
Per devolvere il patrimonio l' opzione del testamento solidale
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 14                                                                     Thomas Tassani      71
Immobili, donazioni agli Ets senza aggravi
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07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 15                                          Ciro Bisogno    73
Lo stato di emergenza non esime dalla privacy
07/05/2020    Il Sole 24 Ore Pagina 15                      Martina ManfredoniaGabriele Sepio   75
Ampliata la platea degli enti in lizza per il 5 per mille
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[ § 1 § ]

            giovedì 07 maggio 2020
                                     Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)

                                       Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 5
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[ § 2 § ]

     giovedì 07 maggio 2020
                                  Il Resto del Carlino (ed. Forlì)

                              Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 6
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[ § 3 § ]

     giovedì 07 maggio 2020
                                Il Resto del Carlino (ed. Cesena)

                              Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 7
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[ § 1 5 8 0 1 7 1 0 § ]

                          mercoledì 06 maggio 2020

                                                                                 Cesena Today
                                                                          ambiente e protezione civile

                          La maxi consegna delle mascherine: "La gente quando ci vede è contenta, per noi è una
                          missione"
                          Opportunamente 'catechizzati' e molto organizzati, sono partiti alle 14 in punto i volontari della Protezione civile e
                          dell' Agesci, per la distribuzione delle mascherine ai cesenati

                          Si respira un' atmosfera positiva nella scuola dell' infanzia e asilo nido
                          "Ippodromo", una delle basi operative da cui parte la distribuzione capillare
                          delle mascherine gratuite ai cesenati. Opportunamente 'catechizzati' e molto
                          organizzati, sono partiti alle 14 in punto i volontari della Protezione civile e
                          dell' Agesci. In campo 24 squadre da 2 persone che nel caso specifico si
                          occuperanno del quartiere Ravennate. La distribuzione avverrà nella buca
                          delle lettere, ai volontari viene raccomandato di non avere contatti con i
                          cittadini. Ad ogni volontario è stato consegnato un elenco con i nomi dei
                          capifamiglia e il rispettivo numero di protezioni individuali da consegnare,
                          calibrato in base ai componenti del nucleo familiare. Le mascherine sono
                          opportunamente imbustate e suddivise in bustine da 2, 3 o 4. "Vogliamo
                          evitare gli sprechi", spiega la coordinatrice comunale per il quartiere
                          Ravennate. Volontari in campo: parte la consegna delle mascherine Ma loro, i
                          volontari cosa dicono? "La gente è contenta quando arriviamo, perchè non
                          vedono l' ora di ricevere la mascherina. Quanto ci vorrà per consegnarle
                          tutte? Sette o otto giorni". "Essere volontari è una soddisfazione - spiegano - il
                          sorriso della gente è una gratificazione impagabile. L' emergenza sanitaria è alle spalle? Sembra di sì, vedendo i dati.
                          Sicuramente molte persone, da quello che vediamo in giro, sono ancora preoccupate e chiedono a gran voce che le
                          misure di contenimento del virus siano rispettate". Il tuo browser non può riprodurre il video. Devi disattivare ad-block
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                          interessarti , dopo che avrai attivato javascript . . . Devi attivare javascript per riprodurre il video. Ma i cesenati la
                          portano la mascherina? "Si, ma alcuni la portano male - ammonisce un volontario - è fondamentale che in particolare
                          quelle sanitarie vengano usate correttamente. Le mascherine chirurgiche sono utili se le portiamo tutti". Prezioso è
                          stato anche il lavoro delle dipendenti comunali del settore Scuola, che hanno provveduto all' imbustamento delle
                          tante mascherine, e ad organizzare in modo minuzioso il lavoro dei distributori. Tutti i volontari sono stati
                          opportunamente muniti dei dispositivi di sicurezza (mascherine, guanti, gel igienizzante). Sull' intero territorio
                          comunale saranno consegnate 87mila mascherine chirurgiche destinate a Cesena dalla Regione Emilia-Romagna,
                          che ne ha acquistate 2 milioni per incentivare l' uso diffuso dei dispositivi di protezione individuale quando si deve
                          uscire di casa.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019            Pagina 8
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[ § 1 5 8 0 1 7 4 0 § ]

                          giovedì 07 maggio 2020
                          Pagina 37

                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                           ambiente e protezione civile

                          «Mascherine al parco e al cimitero»
                          Bertinoro le impone anche all' aperto: «Impossibile controllare bambini e anziani, è per il loro bene»

                                                                                                                                   Matteo Bondi

                          Il Comune di Bertinoro al momento è l' unico del comprensorio forlivese
                          a prevedere, con una specifica ordinanza più restrittiva rispetto a quella
                          regionale, di indossare le mascherine anche all' aperto, nei parchi, giardini
                          pubblici e nei cimiteri. L' ordinanza regionale del 30 aprile, punto 12, dice
                          che: «È obbligatorio l' uso delle mascherine nei locali aperti al pubblico.
                          Tale obbligo vige anche nei luoghi all' aperto laddove non sia possibile
                          mantenere il distanziamento di un metro». Sindaco Fratto, perché
                          questa decisione? «Per come è strutturato il nostro territorio comunale,
                          con ben 13 frazioni, ci risulta impossibile poter controllare e vigilare su
                          tutti i parchi e i cimiteri. Per questo motivo, con la volontà di tenerli aperti
                          e fruibili alle persone, abbiamo deciso di imporre l' uso delle
                          mascherine». Non è sufficiente il distanziamento all' aperto? «I parchi
                          sono frequentati principalmente da famiglie, è evidente che impedire ai
                          bambini di avvicinarsi e giocare fra loro è quasi impossibile, almeno per i
                          genitori e i bambini sopra ai 6 anni l' uso della mascherina aiuterà a
                          prevenire la diffusione. Naturalmente restano vietati gli assembramenti e chiediamo a tutti di essere responsabili».
                          Nei parchi è già più facile capire i possibili crocchi di bambini, ma prevedete di avere assembramenti nei
                          cimiteri? «I cimiteri vengono perlopiù frequentati da persone anziane che vanno a trovare i loro cari, spesso capita
                          che si incontri anche qualcuno che si conosce e ci si fermi a fare due chiacchiere. L' uso della mascherina aiuterà a
                          difendere proprio quella fascia della popolazione più fragile e a rischio. Per questo abbiamo messo l' obbligo: due
                          chiacchiere si possono fare, ma in sicurezza e a distanza, almeno un metro, gli uni dagli altri». Quanti parchi e
                          quanti cimiteri ci sono a Bertinoro? «Contiamo 35 parchi e 11 cimiteri. La sorveglianza ci sarà, ma è complicata,
                          quindi chiediamo uno

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019          Pagina 9
CSV FC - Assiprov giovedì, 07 maggio 2020
[ § 1 5 8 0 1 7 4 0 § ]

                          giovedì 07 maggio 2020

                                                                  Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                        ambiente e protezione civile

                          sforzo di responsabilità alle persone, altrimenti non ci resterà che chiudere di nuovo». In che condizioni sono i
                          parchi e i cimiteri dopo questa lunga chiusura? «Devo ringraziare i nostri cantonieri e i necrofori che per tutto il
                          periodo si sono resi disponibili, in particolare negli ultimi giorni prima della riapertura, si sono adoperati affinché
                          questa potesse avvenire nei tempi previsti e in condizioni dignitose». Altre mascherine in arrivo? «Dopo il primo
                          giro da 12.000, adesso ne abbiamo 24.000 che verranno consegnate in buste da 4, nei casi di componenti di nuclei
                          superiori a tale numero ci saranno rinforzi con mascherine preincartate a coppia. Il tutto grazie all' inesauribile
                          apporto dei volontari dell' associazione di protezione civile Il Molino». Matteo Bondi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                              Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019           Pagina 10
[ § 1 5 8 0 1 7 4 1 § ]

                          giovedì 07 maggio 2020
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                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                          ambiente e protezione civile

                          FORLIMPOPOLI

                          Alberghiero, lasagne per beneficenza

                          Non si arresta l' attività solidale dell' Alberghiero di Forlimpopoli. Dopo
                          aver offerto in queste settimane interi pranzi gratuiti a diverse realtà del
                          territorio, l' istituto, in accordo con l' Amministrazione comunale,
                          preparerà per il pranzo di domani delle lasagnette alle verdure, che
                          verranno vendute al prezzo minimo di soli 5 euro e che saranno
                          consegnate a domicilio a cura della               Protezione Civile e d e l l '
                          Amministrazione stessa per raccogliere dei fondi da destinare alla
                          solidarietà alimentare, ovvero alla preparazione di pacchi con gli alimenti
                          di base da donare alle famiglie più in difficoltà della città. Per prenotarle,
                          fino ad esaurimento delle porzioni disponibili, è sufficiente mandare un
                          whatsapp al 337.1195828 specificando il numero di porzioni desiderate e
                          l' indirizzo a cui vanno consegnate. Per chi volesse fare una donazione, l'
                          amministrazione comunale ha attivato il seguente conto corrente: IT41S
                          06270 67790 CCO290251520.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 11
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                          giovedì 07 maggio 2020
                          Pagina 39

                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                          ambiente e protezione civile

                          Gara di aiuti all' ospedale e alla Protezione civile
                          La Brigata Aeromobile 'Friuli' ha raccolto oltre 10mila euro per l' acquisto di dispositivi di protezione. Donazioni dall'
                          associazione 'Poldo and Friends'

                          La battaglia contro il contagio da Coronavirus viene combattuta ogni
                          giorno anche grazie a gesti di solidarietà. I 25 promotori della filiale di
                          Forlì della Banca Fideuram, dopo essersi interfacciati con la direzione
                          della casa di riposo Pietro Zangheri per conoscerne le esigenze più
                          urgenti, hanno versato un loro contributo personale per donare alla
                          struttura una fornitura di 400 tute monouso e di circa 2.000 paia di guanti
                          usa e getta. La Brigata Aeromobile 'Friuli' ha aderito all' iniziativa di
                          solidarietà della Regione in favore della Protezione Civile devolvendo una
                          somma di denaro nell' ambito della raccolta fondi abbinata all' iniziativa
                          'Insieme si può'. Il progetto benefico ha permesso, in una settimana, di
                          raccogliere in totale la cifra di 10.420 euro che saranno poi destinati all'
                          acquisto di dispositivi individuali di protezione, consentendo al servizio
                          sanitario e ai suoi operatori di continuare a concorrere, in collaborazione
                          con le altre istituzioni, al contrasto e contenimento del contagio da
                          Covid-19. La consegna della somma raccolta nelle mani di Rita Nicolini,
                          direttrice ad interim dell' agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione Civile, è avvenuta alla presenza
                          del comandante della Brigata Aeromobile Friuli, il generale Stefano Lagorio e del governatore della Regione Stefano
                          Bonaccini. Si è conclusa la raccolta fondi avviata dall' associazione forlivese Poldo and Friends in aiuto all' ospedale
                          Pierantoni-Morgagni di Forlì. In totale sono stati raccolti, attraverso la piattaforma Gofundme, 23.703 euro, di cui
                          5.000 donati direttamente dall' associazione stessa. «La coordinatrice infermieristica, Susanna Marocchini, e il
                          direttore dell' Unità operativa di Anestesia e Rianimazione, Stefano Maitan - spiegano gli organizzatori della raccolta -
                          , che ringraziamo, ci hanno suggerito l' attrezzatura da acquistare con i fondi raccolti». Così nei giorni scorsi sono
                          arrivati in reparto: un frigorifero emoteca 'KW apparecchi scientifici' per la conservazione degli emoderivati, un
                          frigorifero da laboratorio 'Smeg' per la conservazione a bassa temperatura dei farmaci e dispositivi medici, un
                          monitor multiparametrico e defibrillatore portatile 'Philips' completo di accessori, per un valore totale di 21.201,95
                          euro. La somma restante è stata bonificata direttamente sul conto dell' Ausl Romagna. Nel mese di aprile, inoltre, l'
                          associazione ha donato al personale sanitario, 120 pasti recapitati da College Sushi e osteria La Casetta. ©
                          RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 12
[ § 1 5 8 0 1 7 4 3 § ]

                          giovedì 07 maggio 2020
                          Pagina 30

                                                                  Il Resto del Carlino (ed. Cesena)
                                                                          ambiente e protezione civile

                          Mascherine porta a porta per (quasi) tutti
                          Il Comune ha avviato il confezionamento e la consegna ai nuclei familiari: 87mila i dispositivi. Lattuca: «Non
                          basteranno, ma è un inizio»

                                                                                                                                      Luca Ravaglia

                          di Luca Ravaglia Il primo beneficiario si affaccia dalla finestra dell'
                          abitazione di Rio Eremo dopo aver visto parcheggiare il mezzo della
                          protezione civile davanti casa. All' esterno del cancello ci sono due
                          volontari, un uomo e una donna, in tuta gialla d' ordinanza: lui spulcia un
                          lungo elenco, lei inserisce un plico nella buchetta: «Buon pomeriggio - il
                          tono di voce si alza per coprire la distanza - Le lasciamo le mascherine».
                          Il residente apprezza e ringrazia, gli altri ricambiano con un saluto della
                          mano e ripartono, diretti al campanello successivo. Ieri pomeriggio è
                          iniziata la distribuzione delle mascherine (complessivamente oltre
                          87mila) che verranno consegnate direttamente a tutte le famiglie del
                          territorio comunale di Cesena, secondo un iter che dovrebbe arrivare a
                          compimento entro una decina di giorni. Almeno secondo le stime del
                          sindaco Enzo Lattuca che in mattinata ha assistito in presa diretta alla
                          fase di preparazione delle buste recandosi alla scuola dell' infanzia
                          'Mulini' dove il personale scolastico ha lavorato alacremente per mettere
                          in condizione i volontari della protezione civile di iniziare le consegne. «Abbiamo voluto guardare alla composizione
                          dei nuclei familiari - ha commentato il primo cittadino -, assegnando un numero di mascherine proporzionale a quello
                          dei residenti. Forse non riusciremo a garantire la perfetta equazione 'a una persona una mascherina', ma cercheremo
                          di andarci il più vicino possibile». I punti nevralgici dedicati al 'confezionamento' sono nove sparsi in tutto il territorio
                          e da qui ieri sono cominciati gli approvvigionamenti da parte della protezione civile: anche per ottimizzare i tempi
                          delle consegne, gli operatori non suonano i campanelli e si limitano a recapitare i pacchi, ma in ogni caso pure senza
                          presentazioni ufficiali, l' arrivo degli operatori in tuta gialla difficilmente passa inosservato e così, nelle prime colline
                          come nella fascia che si allarga progressivamente verso l' esterno del cuore urbano, non sono mancati i contatti all'
                          insegna della cordialità. «Grazie per l' impegno e il tempo che dedicate alla città». Non sono frasi di circostanza,
                          come non sono di circostanza le risposte di chi è da sempre abituato alla prima linea dell' emergenza, ai tempi del
                          coronavirus come in tante altre occasioni passate. «Ormai sappiamo come muoverci, abbiamo avuto ottimi 'maestri'
                          e abbiamo imparato tante lezioni sul campo. La buona organizzazione è sempre cruciale sul risultato dell' intervento
                          e di certo quella a noi non manca». Se le catastrofi causate da alluvioni e terremoti lasciano cicatrici indelebili sul
                          terreno, il coronavirus

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 13
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                          giovedì 07 maggio 2020

                                                               Il Resto del Carlino (ed. Cesena)
                                                                       ambiente e protezione civile

                          si muove nell' ombra e forse fa ancora più paura. «Magari sì. O forse no, perché in fondo qui la parola cruciale è
                          responsabilità. Quella che tutta la comunità deve avere per uscire al meglio e nel minor tempo possibile da questo
                          incubo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                             Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019         Pagina 14
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                          mercoledì 06 maggio 2020

                                                                                  Cesena Today
                                                                                csv e scenario locale

                          Lattuca: "Mascherine a tutti nel giro di dieci giorni. L' ordinanza di Verghereto? Illegittima"
                          Il sindaco sull' ordinanza del Comune di Verghereto: "Per me è un' ordinanza illegittima ma allo stato attuale vigente"

                          Il sindaco Enzo Lattuca si è collegato in diretta Facebook dalla sede della
                          scuola dell' infanzia di via Mulini. Il tema caldo è quello della distribuzione
                          delle mascherine. "I volontari sono al lavoro per l' imbustamento delle
                          mascherine - ha detto il sindaco - anche il personale della scuola è
                          impegnato, e sta confezionando con cura i dispositivi. Grazie al volontariato
                          nel pomeriggio inizierà la distribuzione casa per casa, arriveremo in tutto il
                          territorio nel giro di una settimana, massimo dieci giorni. I dispositivi di
                          protezione saranno lasciati nella buca delle lettere, si terrà conto dei
                          componenti dei nuclei familiari". il sindaco ha mostrato in diretta le
                          dipendenti della scuola al lavoro per il confezionamento delle mascherine.
                          Lattuca ha rettificato un' informazione rispetto ai giorni precedenti: "Chi
                          rientra nella propria regione qui a Cesena non deve fare la quarantena. E'
                          obbligatoria solo per chi rientra dall' estero". Si parla ancora dell' ordinanza
                          del sindaco di Verghereto che vieta una serie di attività, tra cui quella sportiva,
                          motoria e la raccolta funghi nel territorio del comune, per chi non è residente.
                          "Per me è un' ordinanza illegittima ma allo stato attuale vigente". Sulla Fase 3:
                          "Forse si potrà anticipare l' apertura di alcune attività, il 18 maggio tireremo le somme di queste misure e si potrebbe
                          valutare un' anticipazione, penso ad attività come barbieri e parrucchieri ad esempio". "La regione - ha spiegato
                          Lattuca - ha inviato al governo una bozza per l' apertura dei centri estivi, immagino dopo la metà di giugno, stiamo
                          spingendo anche per la riapertura dei centri diurni per disabili, per dare sollievo alle famiglie in sofferenza". Il tuo
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[ § 1 5 8 0 1 7 1 1 § ]

                          mercoledì 06 maggio 2020

                                                                                    Forli Today
                                                                                csv e scenario locale

                          Covid-19 e crisi economica, l' aiuto di Comune e Fondazione: fondo di 210mila euro per
                          aiutare le famiglie in difficoltà
                          A stanziarlo il Comune di Forlì, per una somma di 110mila euro, con la compartecipazione finanziaria della
                          Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì

                          Un fondo di 210mila per le famiglie a rischio povertà. A stanziarlo il Comune
                          di Forlì, per una somma di 110mila euro, con la compartecipazione finanziaria
                          della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì. "Nel contesto della
                          persistente crisi economica che si sta attraversando, sono sempre più
                          numerose le famiglie a rischio di povertà per le quali diventa prioritario il
                          mantenimento o reperimento di un alloggio in locazione nel mercato privato -
                          esordisce l' assessore alle Politiche Abitative, Rosaria Tassinari -. Per questa
                          ragione abbiamo ritenuto necessario continuare a garantire le forme di
                          supporto al disagio abitativo rilevabile nel territorio comunale attraverso la
                          costituzione del Fondo Casa per la corrente annualità". Prosegue Tassinari:
                          "La finalità di questo strumento è quella di proseguire nella realizzazione di
                          interventi, in parte anche innovativi, relativi ad azioni anti-sfratto; azioni
                          mirate a promuovere la conclusione di nuovi contratti di locazione e
                          contributi affitto a sostegno delle locazioni private. I destinatari di questi
                          contributi sono persone e nuclei familiari in forte difficoltà nella sostenibilità
                          del canone di affitto, con priorità per richiedenti con forte riduzione del
                          reddito attualmente percepito rispetto a quello risultante dall' ultima dichiarazione, riduzione dovuta a causa di crisi
                          occupazionale; all' emergenza Covid-19 ovvero problematiche familiari o di salute". Il tuo browser non può riprodurre
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                          il video. "Ringrazio di cuore la Fondazione per il prezioso finanziamento che ogni anno garantisce a queste iniziative.
                          Il loro contributo - conclude la Tassinari - è fondamentale per aiutare chi versa in situazioni di criticità economica e
                          difficoltà abitativa". Per maggiori informazioni sulle modalità, i criteri e i termini di erogazione del contributo si può
                          contattare lo Sportello Sociale del Comune di Forlì (0543 712888), gli assistenti sociali di riferimento per chi già ne
                          usufruisce e il Centro di ascolto della Caritas (0543-35192).

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 16
[ § 1 5 8 0 1 7 4 4 § ]

                          giovedì 07 maggio 2020
                          Pagina 30

                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                               csv e scenario locale

                          Famiglie in difficoltà, un fondo per gli affitti
                          Stanziati da Comune e Fondazione 210mila euro per i nuclei più colpiti. Buoni spesa, ulteriore distribuzione di
                          120mila euro

                          È di 210mila euro l' importo del fondo casa finanziato da Comune di Forlì
                          (per 110mila euro) e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì (i restanti
                          100mila) per aiutare le famiglie in difficoltà. Difficoltà acuita a causa dell'
                          emergenza sanitaria coronavirus. «Sono sempre più numerose le
                          famiglie a rischio di povertà per le quali diventa prioritario il
                          mantenimento o reperimento di un alloggio in locazione nel mercato
                          privato. Per questa ragione - spiega l' assessore alle politiche abitative
                          Rosaria Tassinari - abbiamo ritenuto necessario continuare a garantire le
                          forme di supporto al disagio abitativo rilevabile nel territorio comunale
                          attraverso la costituzione del Fondo Casa per la corrente annualità». La
                          finalità di questo strumento è quella di proseguire nella realizzazione di
                          interventi relativi ad azioni anti-sfratto; azioni mirate a promuovere la
                          conclusione di nuovi contratti di locazione e contributi affitto a sostegno
                          delle locazioni private. «I destinatari di questi contributi - prosegue l'
                          assessore comunale - sono persone e nuclei familiari in forte difficoltà
                          nella sostenibilità del canone di affitto, con priorità per richiedenti con forte riduzione del reddito attualmente
                          percepito rispetto a quello risultante dall' ultima dichiarazione, riduzione dovuta a causa di crisi occupazionale; all'
                          emergenza Covid-19 ovvero problematiche familiari o di salute». Per maggiori informazioni sulle modalità, i criteri e i
                          termini di erogazione del contributo si può contattare lo Sportello Sociale del Comune di Forlì (0543.712888), gli
                          assistenti sociali di riferimento per chi già ne usufruisce e il Centro di ascolto della Caritas (0543. 35192). Restando
                          in tema di aiuti ai cittadini in difficoltà, nel corso della commissione consiliare di ieri, l' assessore Vittorio Cicognani
                          ha presentato tre variazioni di bilancio. Lo Stato, come noto, ha trasferito al Comune 620mila euro per finanziare
                          buoni pasto da utilizzare in questi mesi di difficoltà. Al momento all' amministrazione restano ancora 100-120mila
                          euro; alla luce di questa disponibilità il Comune aprirà un secondo bando a parziale copertura di una seconda tranche
                          di buoni spesa. «Abbiamo creato due capitoli di spesa, uno in parte corrente e uno in parte investimenti, per fare
                          fronte alle spesa per l' emergenza sanitaria», ha dichiarato Cicognani. Entrambi hanno un importo di 200.000 euro.
                          «Servono per esempio per l' acquisto di mascherine e per le sanificazioni degli uffici, ma la previsione è che non
                          vengano utilizzati completamente. Una parte andrà per il nuovo bando dei buoni spesa».

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 17
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                          giovedì 07 maggio 2020

                                                                Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                           csv e scenario locale

                          L' opposizione, a partire da Simone Benini del Movimento 5 Stelle, ha chiesto in coro un report, da portare nel
                          consiglio comunale straordinario di oggi, sulla distribuzione dei buoni pasto e di aprire il confronto, assieme a
                          sindacati e associazioni di categoria, sulla Fase 2. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                            Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019        Pagina 18
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                          giovedì 07 maggio 2020
                          Pagina 43

                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                                salute e assistenza

                          'Un nonno per amico', progetto per anziani soli
                          Il Comune di Civitella ha avviato un' iniziativa per monitorare la fascia della terza età, aiutandoli con la spesa, i
                          farmaci e il sostegno psicologico

                                                                                                                                      Oscar Bandini

                          Il Comune di Civitella promuove il progetto 'Un nonno per amico' che ha
                          come finalità la presa in carico delle persone più anziane tramite
                          contatto telefonico da parte dei volontari comunali. «Durante questa
                          emergenza abbiamo avviato un servizio telefonico al fine di fornire le
                          informazioni basilari e indispensabili per tale fascia d' età, per capire le
                          esigenze e potervi provvedere - precisa l' assessora al welfare Stefania
                          Marchi - ad esempio per la consegna spesa e medicinali a persone
                          anziane sole e in difficoltà, lasciando altresì un numero telefonico da
                          contattare in caso di bisogno. In concreto i volontari si suddivideranno i
                          vari numeri telefonici e ciascuno prenderà in carico i propri, quindi sarà
                          sempre lo stesso interlocutore a chiamare». In primo luogo sarà chiesto
                          l' assenso della persona o di un famigliare a ricevere la telefonata e per
                          chi avrà aderito si cercherà di instaurare un rapporto stabile, utile a
                          diventare una voce amica, una compagnia in grado di raccogliere
                          eventuali bisogni. «A volte anche solo una chiacchierata può essere di
                          aiuto per allontanare la solitudine e da questa può nascere un rapporto solidale, un contatto di fiducia e perché no, di
                          amicizia, un valore importantissimo che unisca le generazioni. Vogliamo poter contattare - conclude la Marchi - tutti i
                          nonni a cui possa far piacere essere inclusi nel progetto e quindi invitiamo i cittadini a darcene comunicazione al
                          338.2933487. Questo progetto, nelle intenzioni dell' amministrazione, durerà non solo per tutto il tempo dell'
                          emergenza Covid-19, ma anche dopo». Oscar Bandini © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 19
[ § 1 5 8 0 1 7 4 6 § ]

                          giovedì 07 maggio 2020
                          Pagina 46

                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
                                                                                salute e assistenza

                          CroCE ROSSA

                          Consegna gratuita a casa dei farmaci
                          Il servizio vale per la costa e la zona del Rubicone Il riferimento è il medico

                          Il Comitato di Cesenatico della Croce Rossa ha implementato il servizio
                          di distribuzione dei farmaci a domicilio nei comuni della costa e in quelli
                          dell' area del Rubicone in base ad un accordo con Federfarma. Per avere
                          i farmaci direttamente a casa, i residenti devono chiamare il medico che
                          invia alla farmacia i dati; successivamente si deve chiamare la Croce
                          Rossa di Cesenatico al numero dedicato 347 5983309 per attivare il
                          servizio di consegna gratuito.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 20
[ § 1 5 8 0 1 7 4 8 § ]

                          giovedì 07 maggio 2020
                          Pagina 18

                                                                                   Avvenire
                                                                                  volontariato

                          Terzo settore: bene confronto con il governo

                          «L' estensione delle misure di sostegno previste per le imprese a tutti gli
                          enti del Terzo settore, a partire dall' accesso agevolato al credito, una
                          copertura finanziaria adeguata del fondo per gli acquisti dei dispositivi di
                          protezione individuale e per attività di sanificazione, una copertura
                          assicurativa ad hoc per i volontari». Sono alcuni interventi richiesti dal
                          Forum del Terzo Settore che il Governo si è impegnato a inserire nel
                          prossimo provvedimento, confermando gli impegni presi nella Cabina di
                          Regia del 29 aprile. All' incontro di martedì sera tra Governo e le Parti
                          sociali ha partecipato anche il Forum Nazionale del Terzo settore. «Siamo
                          soddisfatti di questo ulteriore confronto» ha detto la portavoce Claudia
                          Fiaschi.

                                                              Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 21
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                          giovedì 07 maggio 2020
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                                                                                      volontariato

                          FASE 2 IN LOMBARDIA

                          Persone con disabilità, ripartire ma rinnovando i servizi

                                                                                                                               GIOVANNA SCIACCHITANO

                          La Fase due della pandemia prevede la riapertura dei servizi per le
                          persone con disabilità. Lo stabilisce il Dpcm dello scorso 26 aprile. A
                          questo scopo ieri si è riunito un tavolo regionale su richiesta di Aci
                          Welfare Lombardia, Anffas Lombardia, Arlea, Ceal, Ledha-Lega per i diritti
                          delle persone con disabilità e Uneba Lombardia. L' obiettivo era
                          concordare le modalità di redazione dei piani territoriali da adottare a
                          livello locale per favorire la ripartenza dei servizi necessari a garanti- re
                          risposte adeguate alle persone con disabilità e alle loro famiglie. L'
                          articolo 8 del dispositivo stabilisce la possibilità di avviare di nuovo «le
                          attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in
                          convenzione, comprese quelle erogate all' interno o da parte di centri
                          semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia a loro
                          denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo,
                          polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio- sanitario». Tutti
                          questi servizi devono essere riattivati «assicurando attraverso eventuali
                          specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal
                          contagio e la tutela della salute egli utenti e degli operatori». «L' assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha
                          inteso l' articolo 8 in senso estensivo per tutte le fragilità (autismo, salute mentale e dipendenze) - ha spiegato
                          Valeria Negrini, portavoce del Forum Terzo Settore Lombardia -. È stata accolta la proposta di mettere a punto piani
                          territoriali con servizi che non saranno più uguali a prima. Per disegnare progetti all' insegna della flessibilità, dell'
                          integrazione e della personalizzazione. Un' esigenza che chiedevamo da tempo». Già lunedì prossimo ci sarà un
                          primo incontro per cominciare a definire le linee guida regionali a più mani. «Dovremo affrontare il tema della
                          sicurezza, dei dispositivi idonei e degli screening da effettuare - ha aggiunto Negrini -. Oltre alla sostenibilità
                          economica, che chiama in causa Anci. Temi su cui si dovrà discutere per tutelare tutti, senza correre troppo. Si tratta
                          di un buon inizio». Riguardo ai centri diurni, l' associazione Mille, Movimento indipendente liberi lavoratori dell'
                          educazione, aveva espresso la sua preoccupazione in una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al
                          ministro del Lavoro e Politiche sociali Nunzia Catalfo e al ministro della Salute Roberto Speranza. Per assicurare
                          interventi omogenei in tutta Italia si chiedono con urgenza, nel rispetto delle competenze regionali, linee- guida
                          nazionali sui protocolli di sicurezza e i dispositivi di protezione individuale da adottare e fornire alle strutture.
                          Secondo il presidente Andrea Rossi «è necessario avere indicazioni più precise e dettagliate per tutelare la salute di
                          utenti e operatori». Ci sono, infatti, assistiti

                                                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 22
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                          giovedì 07 maggio 2020

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                                                                                     volontariato

                          che non possono utilizzare mascherine e mantenere il distanziamento fisico, con un aumento del rischio di
                          diffusione del virus. La senatrice Vanna Iori (Pd) ha presentato un' interrogazione a Palazzo Madama che accoglie le
                          istanze degli educatori. RIPRODUZIONE RISERVATA Tavolo in Regione per il riavvio delle attività socio- sanitarie.
                          Negrini (Forum Terzo settore): «Accolta la proposta di piani territoriali con servizi che non saranno più uguali a
                          prima» Disabilità: la Fase 2 prevede il riavvio dei servizi.

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019     Pagina 23
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                          giovedì 07 maggio 2020
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                                                                                  Il Sole 24 Ore
                                                                                     volontariato

                          SCELTE DA RIVEDERE

                          Donazioni senza il freno di norme scoordinate

                                                                                                                                         Gabriele Sepio

                          Con l' emergenza Covid-19, le raccolte fondi si sono moltiplicate misurando il
                          grande senso di solidarietà del Paese. Alle iniziative tradizionali, avviate da
                          enti non profit o dalla Protezione Civile, si sono affiancate nuove forme di
                          donazione. Le piattaforme di crowdfunding si sono popolate di campagne di
                          sensibilizzazione, mentre le piazze virtuali dell' era digitale hanno
                          inevitabilmente preso il posto di quelle reali. Non stupisce allora come social
                          network e piattaforme di vendita online si siano trasformati in contenitori
                          solidali, ospitando le tantissime iniziative trasferitesi forzosamente nel
                          mondo digitale. Ma non è tutto. Le donazioni in natura, anche sulla spinta
                          della riforma del Terzo settore, hanno avuto crescita esponenziale: si pensi
                          alle donazioni di dispositivi medici e generi di prima necessità nella fase piu
                          acuta dell' emergenza. Di fronte a questo variegato mondo della solidarietà, i
                          contribuenti devono confrontarsi con varie disposizioni tra cui, da ultimo,
                          quelle dei decreti emergenziali. Queste ultime, in particolare, al di là del
                          meritevole intento, rischiano, se non attentamente valutate, di sovrapporsi a
                          quelle esistenti ma con portata applicativa più limitata e benefici fiscali
                          spesso ridotti. le persone fisiche 1Con l' articolo 66 del decreto legge Cura Italia, ad esempio, le persone fisiche
                          possono erogare denaro o beni a enti pubblici, fondazioni e associazioni, ad esclusione di quelle prive di personalità
                          giuridica con benefici fiscali analoghi a quelli previsti all' articolo 83 del Codice del Terzo settore. le imprese 2 Per le
                          imprese, l' articolo 66 offre il vantaggio della deducibilità ai fini Irap ma rischia di far scattare l' Iva al valore normale in
                          caso di donazione di beni diversi da alimenti e farmaci. Per questo tipo di donazioni, la legge 166/2016 (la cosidetta
                          antisprechi) è in molti casi piu vantaggiosa, disapplicando Iva e imposte dirette per una categoria molto piu ampia di
                          beni donabili. il modo di legiferare 3 Forse è il momento per prendere coscienza dell' importanza di legiferare su
                          alcuni temi tenendo conto della necessità di valorizzare e semmai estendere le norme esistenti, evitando il
                          proliferare di regole che, in un contesto come le erogazioni liberali, rischia di scoraggiare la solidarietà. ©
                          RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019                 Pagina 24
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                          giovedì 07 maggio 2020
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                                                                                 Il Sole 24 Ore
                                                                                    volontariato

                          Al collasso gli enti di assistenza Il lato nascosto del boom di offerte
                          Solidarietà solo sull' emergenza Trascurati sociale cultura, formazione, sport e ambiente

                                                                                                                                Maurizio Mumolo*

                          Può sembrare un paradosso, ma il balzo clamoroso delle donazioni, per
                          effetto dell' emergenza Coronavirus, potrebbe dare un colpo devastante alla
                          solidarietà. Certo, sono stati raccolti molti aiuti. Ma ciò non implica che nel
                          complesso la solidarietà sia cresciuta. Da una ricerca condotta da Italia Non
                          Profit, risulta che sono almeno 650 milioni le risorse raccolte dalle numerose
                          campagne di raccolta fondi lanciate nell' ultimo periodo. Si tratta di un
                          fenomeno imponente e di un fatto sicuramente positivo: i cittadini che
                          donano partecipano a uno sforzo comune, in questo modo si sentono parte
                          di una comunità e operano per il suo bene. È un modo per rafforzare la
                          coesione sociale, già molto indebolita anche prima dell' emergenza sanitaria.
                          Ma è un fenomeno che va analizzato con attenzione. Innanzitutto bisogna
                          chiedersi se si tratta di nuove risorse, di soggetti che si affacciano per la
                          prima volta al mondo della filantropia. È difficile dare una risposta
                          conclusiva, ma va notato che la gran parte delle iniziative sono attivate da
                          imprese o fondazioni che hanno solo reindirizzato e concentrato le risorse
                          che avrebbero già dedicato altrimenti ad erogazioni liberali. Se poi andiamo a
                          vedere le destinazioni delle donazioni scopriamo che la grandissima parte va a favore di istituzioni ed enti pubblici:
                          ospedali, Protezione civile, università. E non necessariamente per attività legate al coronavirus. Solo un quarto delle
                          iniziative sostenute dalle donazioni vedono quali beneficiari gli enti di Terzo settore (Ets). Sembrerebbe che le
                          risorse che prima servivano a sostenere le più svariate iniziative di solidarietà ora si sono catalizzate sull' emergenza
                          sanitaria. Il problema è che la situazione sociale del nostro Paese, già prima di questa crisi, attraversava una fase
                          difficile, tra povertà, gravi disuguaglianze, emarginazione e fragilità. Che sono sono il terreno sul quale operano da
                          sempre le organizzazioni del Terzo settore. Disabili, anziani soli, non autosufficienti, bambini in povertà educativa,
                          migranti, senza dimora, vittime di violenza, sono queste le persone di cui si prendono cura, ogni giorno, le
                          associazioni, i gruppi di volontariato, le cooperative sociali e i milioni di volontari e di operatori che operano al loro
                          interno. Un impegno basato su un equilibrio precario che può contare su poche risorse pubbliche e tanto
                          autofinanziamento. Il forte rischio è che, con lo spostamento verso altre direzioni di gran parte delle donazioni
                          private, questo equilibrio si spezzi definitamente e segni la chiusura definitiva di tante esperienze di solidarietà attiva.
                          Con un ulteriore aumento della disoccupazione (il Terzo settore è stato uno dei

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 25
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                          giovedì 07 maggio 2020

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                                                                                   volontariato

                          pochi comparti in crescita durante la crisi finanziaria) e la privazione per tantissime persone fragili dell' unica
                          assistenza su cui potevano contare. E sono proprio loro, i deboli e gli emarginati, che subiranno più duramente gli
                          effetti della crisi, sono quelli che stavano già male prima e che staranno peggio dopo. Attualmente la situazione in
                          cui versa il Terzo settore è assai divaricata. Una parte degli enti è fortemente impegnata in attività di assistenza, pur
                          tra mille difficoltà: trasporto sanitario, consegna di generi alimentari, medicine, supporto materiale e psicologico
                          eccetera. Un' altra parte, la più cospicua, ha dovuto sospendere le attività e conseguentemente le possibilità di
                          autofinanziamento. Parliamo di tutte le attività che implicano relazionalità e prossimità: cultura, ambiente, socialità,
                          formazione, sport sociale. E si è fermata anche la raccolta fondi. La gravità della situazione è evidente, in verità più ai
                          ricercatori sociali che ai politici. In queste settimane, da più parti, si stanno formulando ipotesi di piani straordinari
                          per sostenere il Terzo settore nell' uscita dalla crisi. Ma anche un utilizzo più meditato degli strumenti ordinari della
                          filantropia potrebbe essere molto utile. Superata l' emergenza sarà necessario non solo sostenere l' economia ma
                          anche ricostruire il tessuto sociale del Paese. Per questo ci sarà bisogno di un Terzo settore vivo ed attivo. *direttore
                          Forum del Terzo settore © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 26
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                          giovedì 07 maggio 2020
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                                                                                             Il Sole 24 Ore
                                                                                                volontariato

                          Dopo l' 11 settembre. Iniziative filantropiche e recovery fund a sostegno delle organizzazioni non profit
                          in emergenza nel panorama internazionale

                          Il buon esempio del fondo centralizzato di New York

                                                                                                                                       Gianluca Salvatori*

                          Nel settembre 2001, all' indomani dell' attacco alle Torri gemelle, il non profit
                          della città di New York andò incontro ad un blocco delle attività che interessò
                          centinaia di organizzazioni. Associazioni per l' assistenza agli anziani, ai
                          senza tetto, o alle persone con disagio psichico, gruppi di cittadini impegnati
                          in attività culturali o di accoglienza, organizzazioni per il sostegno
                          extrascolastico agli studenti svantaggiati, associazioni di mutuo aiuto. Chi
                          per un verso chi per l' altro, tutti furono colpiti. Anche se, nelle settimane e nei
                          mesi che seguirono, il clima di lutto e smarrimento catalizzò l' attenzione
                          sulle necessità più urgenti e sulle vittime. Anche le maggiori fondazioni
                          filantropiche della città in un primo momento riservarono gli interventi alle
                          esigenze immediate di chi era stato colpito. Ma presto cominciò ad essere
                          chiaro che la scala degli interventi era fuori dalla portata della filantropia
                          privata e che, per essere efficace, questa avrebbe dovuto focalizzarsi su
                          obiettivi più mirati e meno legati alla fase emergenziale. Nacque così il Non
                          Profit R e c o v e r y F u n d ( N p r ) p e r i l s o s t e g n o a l l a r i p a r t e n z a d e l l e
                          organizzazioni non profit, concepito per compensare gli effetti del blocco
                          forzato. In uno sforzo collettivo che superò i diversi egocentrismi, le maggiori fondazioni private - sollecitate dalle
                          due maggiori reti filantropiche cittadine, New York Community Trust e United Way of New York City - si unirono per
                          dare vita al Npr e in meno di due settimane raccolsero 115 milioni di dollari, divenuti nei quattro mesi successivi 425
                          milioni di dollari raccolti da più di 2 milioni di donatori. L' utilizzo delle risorse fu destinato alle organizzazioni senza
                          scopo di lucro che avevano subito danni materiali diretti (ad esempio, la perdita delle sedi) o che in generale erano
                          state danneggiate economicamente fino a mettere a rischio la ripresa delle attività. Con grande pragmatismo, i piani
                          di intervento furono più volte modificati in funzione delle esigenze effettivamente rilevate. Le organizzazioni furono
                          ascoltate e gli interventi adattati di conseguenza. Così, ad esempio, fu possibile capire che la necessità più sentita
                          era quella di intervenire con una combinazione di contributi a fondo perduto e credito a tasso zero, garantito al 100%,
                          per consentire di compensare le mancate entrate (con un bridge per tornare alla situazione ante-emergenza) e per
                          finanziare la risposta all' aumento della domanda di servizi da parte delle persone in situazione di bisogno. Tutto ciò
                          con procedure estremamente semplificate e rapide, perché il fattore tempo apparve da subito determinante. Il
                          successo del fondo fu determinato dalla velocità di erogazione, dalla sua semplicità (diverse misure in un unico
                          package), dal coordinamento tra le organizzazioni, dalla flessibilità di applicazione: il

                                                                          Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019         Pagina 27
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                          giovedì 07 maggio 2020

                                                                                Il Sole 24 Ore
                                                                                   volontariato

                          contributo fu calcolato come percentuale dei costi fissi proporzionale al calo delle entrate da programmi e
                          donazioni. I prestiti furono concepiti come convertibili in contributi a fondo perduto, se l' organizzazione avesse
                          soddisfatto i criteri legati alla ripartenza. Senza bisogno di presentare progetti o piani di investimento, che avrebbero
                          rallentato il processo e alterato la natura di intervento di soccorso. Le procedure furono pensate per essere il più
                          possibile user friendly, in quanto lo scopo era riportare in fretta le organizzazioni a riprendere le loro attività di
                          servizio ai più deboli rese ancor più necessarie dalla tragedia che si era abbattuta sulla città. Negli anni successivi l'
                          esperienza del Non Profit Recovery Fund è stata presa a modello ogni volta che il non profit ha dovuto fare i conti
                          con un' interruzione improvvisa delle attività per eventi catastrofici. La mobilitazione concertata di risorse private in
                          un unico fondo - con l' idea di intervenire sulle organizzazioni, per aumentare l' effetto moltiplicativo, anziché sui
                          progetti - è alla base dei Recovery Fund nati di recente per l' emergenza Covid-19 in altre grandi città nord-americane
                          (da Vancouver a Seattle). E nel Regno Unito, Charities Aid Foundation è stata tra le prime a fornire sostegno
                          incondizionato alle piccole non profit, cui si è poi aggiunto l' intervento del governo con un fondo di 750 milioni di
                          sterline. Da ultimo, anche le grandi reti della filantropia europea, da Dafne a Efc, hanno preso posizione per
                          promuovere tra i propri associati una revisione dei criteri di intervento, in modo da renderli più vicini alle esigenze del
                          momento. Con linee di finanziamento per le organizzazioni svincolate dai progetti e criteri più elastici per
                          adempimenti formali e tempi di esecuzione. Perché il principio, ormai chiaro a tutti, è che nel post-emergenza il non
                          profit dovrà svolgere un ruolo cruciale ed è troppo alto il rischio che senza un sostegno intelligente molte
                          organizzazioni mancheranno all' appuntamento proprio nel momento del massimo bisogno. *direttore generale
                          Fondazione Italia Sociale © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019             Pagina 28
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                          giovedì 07 maggio 2020
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                                                                                 Il Sole 24 Ore
                                                                                    volontariato

                          Tre mesi di tasse e Iva sospese, si torna a pagare il 16 settembre
                          Il nuovo Dl. Possibile versare in unica soluzione o in quattro rate gli oltre 20 miliardi d' imposte e contributi sospesi a
                          marzo, aprile e maggio. Slittano anche avvisi bonari, cartelle e accertamenti

                          MARCO MOBILI, MARCO ROGARI - ROMA - La ripresa dei versamenti di
                          tasse e contributi sospesi nei mesi di marzo, aprile e maggio "prenota" in
                          calendario la data del 16 settembre 2020. Uno slittamento in avanti che
                          trascina con sé anche i pagamenti degli avvisi bonari, delle cartelle
                          esattoriali e degli accertamenti in scadenza dal 2 marzo scorso al prossimo
                          31 maggio. Per l' ufficialità manca ancora il via libera del Consiglio dei
                          ministri a quello che doveva essere il decreto di aprile e che si è ora
                          trasformato nel decreto di maggio. Una vera e propria manovra da oltre 100
                          articoli, su cui il Governo e la maggioranza che lo sostiene sono alla
                          continua ricerca di un' intesa per garantire nuovi aiuti a famiglie,
                          professionisti e imprese. Queste ultime nell' incontro di ieri hanno chiesto
                          all' esecutivo una sospensione ben più lunga per il versamento di tasse e
                          contributi, almeno a fine anno. Al momento, però, la norma in corso di
                          definizione prevede lo slittamento al 16 settembre del pagamento di tutto
                          ciò che non è stato versato, perché sospeso, tra marzo e maggio 2020.
                          Pagamento che potrà avvenire in unica soluzione o diluendolo in quattro
                          rate di pari importo, con l' ultima in scadenza il prossimo 16 dicembre. Si tratta per lo Stato di rinviare incassi per oltre
                          20 miliardi di tasse e contributi. E l' asticella potrebbe anche salire in quanto il valore dei contributi sospesi e dovuti
                          per il mese di aprile deve essere ancora comunicato al Mef per l' erogazione dei relativi importi compensativi. Finora
                          sul fronte "contributivo" risultano sospesi versamenti per complessivi 6 miliardi. Per i contributi Inail il rinvio a
                          settembre dovrebbe riguardare certamente il versamento di maggio relativo al primo quadrimestre 2020 e pari a
                          circa un miliardo di euro. A questo, almeno nelle intenzioni, si potrebbe aggiungere l' altro miliardo atteso per il
                          secondo quadrimestre dell' anno e dovuto nel mese di agosto dai datori di lavoro. Agli 8 miliardi di contributi se ne
                          devono aggiungere almeno altri 12 di ritenute Irpef e Iva, almeno stando ai dati riportati nella relazione tecnica al
                          decreto liquidità, ora all' esame della Camera, con cui sono stati posticipati a giugno i pagamenti di imposte e
                          ritenute in scadenza da aprile e maggio. La ripresa dei versamenti di tasse e contributi riguarderà i soggetti che
                          hanno usufruito delle sospensioni, in particolare delle filiere maggiormente colpite e dei contribuenti con volume d'
                          affari fino a 2 milioni di euro per i pagamenti di marzo, e per imprese e professionisti con volume di affari inferiore a
                          50 milioni e un calo del fatturato del 33% , nonché dei soggetti con volume d' affari superiore a

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 29
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                          giovedì 07 maggio 2020

                                                                                Il Sole 24 Ore
                                                                                   volontariato

                          50 milioni e un calo del fatturato superiore al 50 per cento, per quanto riguarda i pagamenti di aprile e maggio. I
                          versamenti torneranno al loro regime ordinario a partire dal mese di giugno. Mese in cui dovrebbe tornare regolare e
                          a pieno regime anche la notifica di atti di accertamento e cartelle esattoriali. Si tratta di oltre 30 milioni di atti da
                          notificare da giugno a dicembre ma su cui si sta cercando una soluzione urgente. L' idea è quella anticipata su
                          queste pagine dal direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ossia quella di certificare l' avvenuta lavorazione degli
                          atti nei termini di legge, e dunque prima della fine del 2020, e prevedere la loro regolare notifica nei mesi successivi:
                          quindi, nel 2021. Tutto però è ancora in cerca di una norma. Una norma che sembra invece essere quasi pronta è
                          quella che prevede il credito d' imposta per le sanificazioni che sarà esteso agli enti no profit. Aiuto destinato ad
                          essere accompagnato, se non addirittura inglobato, da un altro dei tanti bonus fiscali che, come un lungo serpentone,
                          si snoderanno lungo il maxi-decreto in arrivo. Si tratta del tax credit per il rispetto dei protocolli siglati nelle scorse
                          settimane sulla sicurezza negli impianti e nelle aziende. Il meccanismo allo studio dei tecnici del governo
                          poggerebbe su una doppia opzione, che prevede anzitutto un credito d' imposta del 100% su tutte le spese sostenute
                          per rendere sicuri i luoghi di lavoro in attuazione delle misure varate per l' emergenza Coronavirus, con l' adozione, ad
                          esempio, di distanziatori, divisori in plexiglass, maschere protettive e via dicendo. Ma le imprese potrebbero anche
                          sfruttare il percorso agevolato, che dovrebbe essere consentito dal decretone, facendo leva sui cospicui
                          investimenti Inail collegati al Bando Isi con cui l' Istituto mette a disposizione delle aziende incentivi a fondo perduto
                          per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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