NATURA IN FORMA n 2-3/3 - FEBBRAIO-MARZO 2023
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Presentazione Sommario n° 2-3 Dopo una pausa dovuta ad un eccesso di Regno Vegetale impegni della nostra numerosa redazione, sia- 1. Le graziose carnivore del Veneto (Michele Zanetti) mo ai numeri 2 e 3 della rivista. Regno Animale 1. Il mito della Lontra (Michele Zanetti) Si ricomincia con un articolo che, per il Re- Regno dei Funghi gno Vegetale, riguarda le graziose specie defi- 1. Helvella monachella. Ascomicete primaverile (Alberto Moretto). nite impropriamente “carnivore”, che vegetano Ecologia umana nel territorio Veneto. Natura e Poesia Per il Regno animale, invece, si parla della 1. Nell’ombra degli alberi (MT52) Lontra, un mito faunistico che sembra profilarsi 2. Se da lì passi ... (Lio Gemignani) nuovamente sui nostri orizzonti. Informazione naturalistica Nella rubrica Regno dei Funghi, Alberto Mo- 1. Un Passo indietro. L’orso Juan Carrito (Francesca Cenerelli) retto ci parla della graziosa Helvella monachella. Natura & Narrativa E’ quindi la volta di Natura & Poesia, con 1. A: Agricoltura (Michele Zanetti) una deliziosa poesia di Lio Gemignani ed una Natura & Arte di MT52, entrambe riferite agli alberi. 1. Il grande Gufo grigio (Mauro Nante) Nella rubrica Informazione naturalistica un 2. Le ali dell’angelo (Michele Zanetti) bellissimo pezzo di Francesca Cenerelli ricorda Natura e politica l’orso bruno marsicano Juan Carrito, recente- 1. Due vittorie per la Foresta del Cansiglio (Michele Boato) mente ucciso da un’auto. 2. E’ arrivato un bastimento carico di … (di Enos Co- La rubrica Natura & Narrativa, ospita un stantini) breve pezzo tratto da “Dizionario - quasi auto- Natura & Barbarie biografico - di un naturalista” dal titolo A: Agri- 1. Denuncia di manomissione al Bosco Olmè di Ces- salto (ANS) coltura. Alberi Per la rubrica Natura & Arte è ancora una 1. Passeggiata per alberi a Burano (Michele Zanetti) volta Mauro Nante ad offrire un saggio della 2. Esecuzione capitale (Michele Zanetti) sua preziosa arte pittorico-naturalistica. Un se- Progetti di ricerca condo pezzo riguarda invece le ali di un bellis- 1. Aggiornamento dell’Atlante delle Libellule simo angolo rinascimentale. Eventi culturali Segue quindi la rubrica, Natura & Politica, 1. Il centenario del Museo di Storia Naturale di Vene- zia (Michele Zanetti) con un pezzo riguardante due importanti vitto- Le Foto dei Lettori rie per la Foresta del Cansiglio ed un esilarante 1. (Anna Gloria Buscato, Francesca Cenerelli, Fran- pezzo di satira su ….. .. un bastimento che cesca Vio, Giannina Marcon) giunge nel porto di Trieste con un singolare ca- rico. In Natura & Babarie la denuncia ANS riguar- dante una manomissione perpetrata a danno del Bosco Olmè di Cessalto. Hanno collaborato a questo numero Per la rubrica Alberi viene proposta una pit- Michele Boato toresca e interessante escursione nell’isola di Anna Gloria Buscato Francesca Cenerelli Burano e si parla inoltre di una dolorosa Enos Costantini “Esecuzione capitale”. Lio Gemignani Segue la proposta per una nuova ricerca. Giannina Marcon Infine, per gli Eventi culturali, la menzione Alberto Moretto del centenario del Museo di Storia Naturale di Mauro Nante MT52 Venezia, nonché le immancabili e come sem- Francesca Vio pre, bellissime, Foto dei Lettori. Michele Zanetti Buona lettura, buona visione e ….. .. al pros- simo anno e al prossimo numero. Le foto e i disegni, ove non diversamente indicato, sono di M. Zanetti. Michele Zanetti In copertina. Fioritura di Anemone fegatella (Hepatica nobilis). 1
REGNO VEGETALE LE GRAZIOSE CARNIVORE DEL VENETO a 1300 m slm. di Michele Zanetti In ambiente montano, invece, sono presenti L’espressione “Piante carnivore” risulta deci- tre specie del genere Drosera, appartenente samente impropria, con riferimento alle specie alla Famiglia Droseraceae. Si tratta di Drosera vegetali che si nutrono di Sali minerali tratti da a foglie rotonde (Drosera rotundifolia), di Dro- organismi animali e che vegetano nel Territorio sera intermedia (Drosera intermedia) e di Dro- veneto. sera a foglie allungate (Drosera anglica). Le L’immagine che essa evoca, di piante gigan- foglie delle due specie sono dotate di papilli tesche, dotate di tentacoli vegetali, così come allungati e vischiosi, cui è assegnato il compito raffigurate dalla fantasia dei viaggiatori- di catturare minuscoli i insetti che si posano esploratori ottocenteschi è quanto di più lonta- sulla pianta, attirati dal colore rosso e dalla vi- no dalla realtà. Così come, lontana, risulta la schiosità degli stessi organi di cattura. struttura e la morfologia delle specie nostrane Ancora in ambiente montano, generalmente rispetto alle più conosciute specie esotiche. su rocce umide o stillicidiose, o ancora su cu- Con riferimento al territorio regionale veneto scini di muschio presso le sorgenti, vegetano le specie in oggetto risultano infatti essere di le specie del genere Pinguicola, ancora della minuscole dimensioni e tali sono anche gli or- Famiglia Lentibulariaceae. gani di assunzione dei Sali minerali animali di cui esse sono dotate. Questi stessi, infatti, so- Si tratta, in particolare di tre specie: la Pingui- no rappresentati in genere da vescicole vi- cola delle Alpi (Pinguicula alpina), la Pinguico- schiose. la comune (Pinguicula vulgaris), la Pinguicola bianco-maculata (Pinguicula leptoceras), en- Le specie di cui si parla sono diffuse in demica delle Alpi e la Pinguicola di Poldini habitat diversi e risultano genericamente rare (Pinguicula poldinii) endemica del Triveneto. in ragione del fatto che gli habitat in cui vege- La stategia di cattura dei piccoli insetti da cui tano sono essi stessi in forte regresso e talvol- trarre i Sali minerali che nutrono la pianta si ta a rischio di scomparsa. Si parla infatti di pa- basa in questo caso ancora sulle foglie. Que- ludi oligotrofe in ambiente di pianura, di torbie- ste stesse appaiono cosparse di vescicole e re in ambiente montano e alpino e di rocce u- ricoperte da un muco trasparente e vischioso. mide e sorgenti nello stesso ambiente monta- Una volta catturato l’insetto, la foglia di profilo no-alpino. lanceolato arrotola i due margini e digerisce la Con riferimento all’ambiente di pianura la preda, lasciandone soltanto le parti chitinose. specie in oggetto è l’Erba vescica delle risaie (Utricularia australis), che vegeta nelle acque Osservare questi piccoli gioielli vegetali dell’e- eutrofiche delle residue paludi dolci e in rari voluzione nel proprio ambiente e riconoscerli, bacini di cava senile. Le sue vescicole cattura- è un privilegio concesso soltanto a chi ha sa- no le dafnie, minuscoli crostacei d’acqua dol- puto attrezzarsi con la necessaria cultura natu- ce. Allo stesso genere della Famiglia Lentibu- ralistica. Un privilegio che, da questa modesta lariaceae, appartengono inoltre altre due spe- sede, oggi offriamo ai soci e agli amici della cie presenti nel Veneto: l’Erba vescica minore nostra Associazione. (Utricularia minor), a corologia Centro- Bibliografia, sitografia Europea, che vegeta dal piano alle torbiere e · ZANETTI MICHELE (a cura di), 1998-2022, Flora e paludi montane fino a 1800 m slm. E l’Erba ve- Fauna della Pianura Veneta Orientale. Osservazioni scica dello Stige (Utricularia stygia), a corolo- di campagna, nn. 1-22, Associazione Naturalistica Sandonatese, Noventa di Piave, VE gia Eurosiberiana – N-Americana, che vegeta · PIGNATTI SANDRO, 1982, Flora d’Italia, 3 voll., Eda- nelle paludi di pianura, collinari e montane fino gricole, BO 2
REGNO VEGETALE Immagini dell’Erba vescica La specie Utricularia vul- garis (vedi disegni a lato) non è presente nel Territorio regionale veneto, bensì in Friuli, Lombardia ed Emilia- Romagna. Nel disegno sotto a destra sono rappresentate le vesci- cole di Utricularia australis, disposte lungo i fusti e le fo- glie e aventi funzioni di cattu- rare le dafnie, minuscoli cro- stacei natanti dei cui Sali minerali la pianta si nutre. Con l’eccezione della foto in basso (Utricularia austra- lis) a destra le immagini e i disegni sono tratti da: http://luirig.altervista.org/flora /taxa/flora.php?genere=Utric ularia 3
REGNO VEGETALE Sopra (foto e disegno) Drosera a foglie allungate (Drosera anglica). (immagini da: http://luirig.altervista.org/flora/taxa/flora.php?genere=Drosera) Sotto Drosera a foglie rotonde (Drosera rotundifolia). Torbiere di Danta, Comelico, BL. 4
REGNO VEGETALE Sopra Erba unta delle Alpi (Pinguicula alpina). Fiori e fo- glie. A lato e in basso Pinguicola bianco maculata (Pinguicula leptoceras). Tra il Col de la Puina e i versanti meridionali delle Rocchette, nelle Dolomiti d’Ampezzo. A lato. Piccolo dittero catturato dalla foglia vischiosa di una pinguicola. (Foto da: wikipedia) 4
REGNO ANIMALE IL MITO DELLA LONTRA ce, inequivocabili. La conferma del ritorno del- di Michele Zanetti la lontra nel Bellunese arriva ora dalle immagi- ni catturate da una videotrappola in val d'An- La Lontra (Lutra lutra), mitico mammifero ac- siei. «Difficile dirlo dalle immagini della foto- quatico della Famiglia Mustelidae, ha lasciato trappola, ma con buona probabilità si tratta di tracce del proprio passaggio nel territorio della una femmina o di un individuo giovane», spie- Pianura Veneta Orientale. Tracce culturali e ga Michele Cassol, esperto faunista che insie- tracce indelebili, come quelle toponomastiche, me a Gabriele De Nadai e Luca Lapini ha pub- dacché Lutrano, nome di comune della Provin- blicato lo studio sul rinvenimento degli escre- cia di Treviso, deriva appunto dal latino Lutra. menti in Comelico. Ma anche tracce lessicali, essendo che l’ag- Il video che documenta la presenza del mu- gettivo poco lusinghiero di “slondròn” (persona stelide è stato girato il 14.01.2023, alle ore 0- che mangia smodatamente e voracemente) 4.36, mediante foto trappola, da parte del Cor- deriva dall’appellativo dialettale di Lodra, attri- po di Polizia Provinciale di Belluno.” buito appunto alla Lontra. In termini naturalistici ed ecologici la Lontra è un formidabile indicatore di acque ricche di vita, intesa come presenza e densità di anfibi e di fauna ittica, prima ancora che di acque puli- te. Al tempo stesso essa rappresenta un indi- catore di scarso disturbo antropico dell’habitat. Averne perduta la presenza verso la metà del Novecento, lungo le risorgive del Portogruare- se e nelle valli da pesca dolci del litorale, ha rappresentato un fatto tale da segnare il limite di due distinte e diverse fasi storico ecologi- che: quella della Lontra e delle acque pulite e quella del Gambero della Louisiana e della Nu- tria e delle acque sporche. Anche per questo, tra i naturalisti, soli inter- preti di realtà e dinamiche che la quasi totalità dei cittadini ignora o trascura colpevolmente, questa specie è diventata un mito. Vuoi anche per la sua intelligenza, per la sua socialità fa- migliare e per la sua istintiva propensione al gioco, oltre che per il mirabile adattamento all’- elemento acqua. Tutto questo abbiamo premesso per incorni- ciare una notizia, diffusa di recente sulla stam- pa regionale. Notizia riguardante la comparsa di una giovane lontra, una femmina, lungo il Sopra L’individuo di Lontra (Lutra lutra) ripreso dalla foto trap- torrente Ansiei, tributario del Piave che convo- pola della Polizia Provinciale di Belluno lungo il torrente glia al fiume alpino le acque delle montagne di Ansiei (Auronzo, BL). Misurina e d’Auronzo di Cadore. In alto La notizia in oggetto recita testualmente: Lontra. Disegno realizzato per la copertina del volume “In novembre ne erano state trovate le trac- “L’ultima lontra del Piave” Di Gianfranco Marcon. 6
REGNO ANIMALE Una notizia certo bellissima, che qualche an- no fa, precisamente il 15 maggio 2018, era stata preceduta dalla segnalazione di un indivi- duo nelle acque del Piave, a Ponte nelle Alpi (fonte Il Gazzettino), ad opera di un Gruppo naturalistico locale. In quell’occasione, anzi, si richiamava l’importanza della stessa segnala- zione per contrastare la costruzione dell’enne- sima centralina idroelettrica nella stessa locali- tà. In precedenza, il 31 dicembre 2011, in terri- torio friulano e precisamente nel comune di Urbignacco (UD), era stato ritrovato un indivi- duo ucciso da un’auto su una rotabile e le ana- lisi successive ne avevano rivelato la prove- nienza dal territorio austriaco: individuo in di- spersione alla ricerca di nuove aree in cui inse- diarsi. Timidi segnali; timidi tentativi di ricolonizza- zione di acque e territori da cui la specie era stata cancellata dalla caccia e dall’inquinamen- to, perenni alleati nella distruzione della prezio- sa biodiversità di questa parte d’Italia. Timidi e per certi versi ininfluenti sulla situazione fauni- stica locale, ma che suscitano segrete speran- ze di un ritorno della mitica “cacciatrice di pe- sci” (la Lontra infatti non pesca, ma caccia i pesci inseguendoli). Per la semplice ragione che la Natura, o meglio il Sistema Naturale, non agisce avendo a riferimento gli angusti spazi temporali dell’Uomo; non agisce nei “tempi storici”, ma perennemente. E non c’è ora, minuto, giorno, notte, mese o stagione, in cui i suoi tentativi non vengano esperiti, con caparbia costanza, sempre e comunque, fin- ché c’è vita e fino all’eternità. Bibliografia, sitografia · www.ilgazzettino.it/pay/belluno_pay/lontra_sul_pia ve_vero_baluardo_anti_centraline-3732561.html · Marcon Gianfranco, 2006, L’ultima lontra del Piave, Tipografia Biennegrafica, Musile di Piave, VE · MAURO SPAGNESI, ANNA MARIA DE MARTINIS (a cura di), 2002, Mammiferi d’Italia, INFS, BO A lato, in alto Copertina del racconto pubblicato dall’Ecomuseo delle acque del Gemonese. A lato, sotto Lontra e Airone rosso in ambiente di risorgiva. 7
REGNO DEI FUNGHI HELVELLA MONACHELLA volessimo descrivere il “modello tipo” di Ascomice- te, potremmo immaginarlo con una forma a coppa Ascomicete primaverile dalla consistenza ceracea, con la superfice fertile di Alberto Moretto* liscia e rivolta verso l’interno. Anche le dimensioni variano: da quelle micro- Il protagonista di questo numero è un elegante scopiche di muffe e lieviti, a quelle visibili a mala- fungo primaverile che tra qualche settimana do- pena ad occhio nudo, fino a raggiungere dimensio- vrebbe fruttificare anche nelle stazioni a noi più ni di 250 e più mm. prossime come quella di bosco Fellini. Helvella monachella è un ascoma stipitato ovve- Stiamo parlando di Helvella monachella, nome ro provvisto di gambo, quest’ultimo può raggiunge- composto dal primo termine o meglio dall’epiteto di re un’altezza di 150 mm, per uno spessore medio genere Helvella, con il quale probabilmente si indi- compreso tra i 20-30 mm, di colore bianco, liscio e cavano in latino alcune erbe ricce e crespe a cui senza costolature o alveolature, al massimo leg- questo gruppo di miceti assomiglia, seguito dall’e- germente rugoloso e rigonfio alla base. piteto specifico monachella per la forma del La parte superiore non è un vero e proprio cap- “cappello” che emula il copricapo indossato dalle pello ma una fruttificazione di 2-3 apoteci ovvero monache. lembi composti da una struttura di supporto costi- Molti la conoscono con il binomio sinonimo, di H. tuita da più strati sterili e da uno strato terminale leucopus = “dal piede bianco” per il candore del fertile, l’imenoforo, che è completamente esposto gambo. all’atmosfera e privo di elementi protettivi. A prima vista si potrebbe rimanere sorpresi dalla Il portamento di questo consorzio di apoteci sal- morfologia di questo corpo fruttifero, nel quale so- dati tra loro è irregolarmente lobato, selliforme con no assenti le forme “classiche” di un fungo, almeno l’imenoforo liscio, opaco-vellutato, di un bruno mol- per come viene generalmente concepito, quali un to scuro, quasi nero, in netto contrasto con la parte cappello più o meno circolare ed ortogonale al sterile interna e biancastra e con l’orlo ondulato. gambo piuttosto che la presenza di lamelle o di Cresce in gruppetti durante la primavera, predili- tubuli, pori e via dicendo. gendo terreni sabbiosi in boschi di latifoglie sia in In effetti questo fungo appartiene alla Divisione pianura che nei litorali, dove instaura un rapporto Ascomycota, differente rispetto a Basidiomycota di simbiosi micorrizica associandosi particolarmen- nella quale sono compresi porcini, finferli, chiodini te agli alberi del genere Populus. e tanti altri; ma non è l’aspetto macroscopico il ca- La carne è ceracea, biancastra, dalla consisten- rattere fondamentale che li contraddistingue tant’è za tenace ed elastica, dal sapore e dall’odore non vero che vi sono basidiomiceti morfologicamente particolarmente decisi ma piuttosto lievi o al massi- simili ad ascomiceti e viceversa. mo terrosi. Questa differenziazione è infatti frutto delle os- La commestibilità di questo, e di altri funghi ap- servazioni effettuate al microscopio grazie alle qua- partenenti allo stesso genere, è stata progressiva- li, a partire dalla fine del XVIII secolo, sono state mente sconsigliata per via di una confusione individuate due differenti modalità di produzione “storica” con i casi di intossicazioni, anche mortali, delle spore. riconducibili ad un altro Ascomicete del genere Da una parte i Basidiomiceti che producono le Gyromitra. spore sulla parte apicale di elementi claviformi L’uso alimentare può comunque avvenire, ma chiamati basidi; dall’altra gli Ascomiceti che le pro- solamente dopo aver effettuato un trattamento a- ducono all’interno di “astucci” allungati simili ai bac- deguato, tant’è che viene consumato in molte re- celli di pisello chiamati aschi, dal greco askòs = gioni italiane e venduto in mercati esteri. piccolo sacco, contenenti generalmente 8 spore. Parleremo di questo aspetto in un prossimo arti- Anche in questa Divisione troviamo delle vere e colo dedicato a Helvella crispa, fungo tipicamente proprie “star” come i ricercatissimi Tartufi di cui ci autunnale che ricorda per certi aspetti le candele di aveva parlato Mario Valerio nel n.06 di maggio 20- cera. 21, nonché le prelibate Morchelle anch’esse in pro- Nel frattempo limitiamoci ad osservare e con- cinto di fruttificare, pioggia permettendo. templare queste forme così sinuose ed eleganti Questo gruppo di funghi si presenta con una va- che Madre Natura ci dona. sta gamma di forme, per lo più minutissime, ma se 9
REGNO DEI FUNGHI Bibliografia · GOVI G., 1986, Introduzione alla micologia, Edagricole, BO. · MENARDI G., 2012, Atlante fotogra- fico degli ascomiceti d'Italia, As- sociazione Micologica Bresadola, TN · BREINTENBACH J., KRANZLIN F., 1986, Champignons de Suisse: Tome 1, Les ascomycètes, Edition Mykolo- gia, Lucerna, CH · AMINT., 2016, Helvella leucopus. Sito: “www.funghiitaliani.it”. · SITTA N., DAVOLI P., FLORIANI M., SURIANO E., 2021, Guida ragionata alla commestibilità dei funghi, Regione Piemonte Foto e disegni 3 1. Basidio e asco (da “Introduzione alla Micologia”) 2. Fruttificazioni ascofore in sezio- ne, con superf. fertile evidenzia- ta in giallo (come sopra). 3. Esemplari di Helvella monachel- la (Foto: Mario Valerio). 4. Dettaglio dell’apotecio di H. mo- nachella (Foro : Massimo Bira- ghi-AMINT). 5. Esemplari di Helvella crispa (Foto: Alberto Moretto). 4 1 5 2 10
NATURA & POESIA Nell’ombra degli alberi Se da lì passi di MT52* di Lio Gemignani* Nell’ombra degli alberi C’è una vecchia casa La terra respira alle porte del bosco. Scroscia la luce E’ bassa, più bassa Goccia a goccia delle grandi querce. Nella scura trama Dei rami spogli Solo sul lato destro Fluisce la vita un pesco e un noce Nel buio silenzio sorprendono le stagioni. Delle radici profonde Splende nei fiori l’amore La sua storia sa di Come un vessillo al vento figli scalzi, di baruffe E il tempo scorre tra cani, di lumi a petrolio. Implacabile Negli occhi e nelle mani Sul tenebroso dei rovi Nelle fibre segrete ora padroneggia e l’accarezza Dei tronchi nodosi un sambuco contorto. Nell’ombra degli alberi Viaggiano le anime Se da lì passi … Nell’oceano del destino Con un pensiero (Gennaio 2003) ho pagato il mio pedaggio. * Poeta 15
INFORMAZIONE NATURALISTICA UN PASSO INDIETRO lo prelevando degli individui provenienti dalla Slo- L’Orso Juan Carrito venia. Erano identici. di Francesca Cenerelli* Per l’orso Marsicano questa possibilità non c’è. Esiste solo e soltanto in quell’areale. Ecco perché Tutti abbiamo letto la triste notizia dell’orso Juan la perdita di Juan Carrito assume un’importanza Carrito, un orso marsicano investito da una mac- ancora più rilevante. china. In internet spopolano le notizie, le foto, i vi- Quando un animale selvatico si estingue, a noi deo, le versioni e perfino le accuse da parte dell’in- sembra non cambi nulla; continuiamo a prendere il vestitore contro l’Ente del “Parco Nazionale d’A- caffè, a mangiare, fare la doccia e così via, a vive- bruzzo, Lazio e Molise”. re allo stesso modo. Invece non è così. Con la Ma chi conosce profondamente la storia di Juan scomparsa di un animale, cambia un ecosistema Carrito e degli orsi marsicani? fino ad arrivare alla perdita totale. Nel Parco l’in- Chi conosce le biologhe e le ricercatrici che si treccio di relazioni, l’interazione con l’orso, è fonda- occupano da anni della tutela dell'Orso Marsicano mentale. Dietro quel caffè e quel mangiare, dietro nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise (nel quella doccia c’è un ecosistema a permetterci di 2022 ha compiuto cento anni di natura protetta). usufruirne, un ecosistema complesso. E tutti gli Salvare l’orso marsicano è una missione che coin- ecosistemi sono tra loro interconnessi. Ce lo fa no- volge in modo totalizzante la loro vita. tare una delle donne incaricate della protezione Più docili e di carattere meno aggressivo rispetto dell’orso marsicano. ad altri orsi, col cranio più largo adattato alla masti- Ma torniamo a Juan Carrito. cazione di erba e frutta secca, gli orsi marsicani Amarena, sua madre, è un’orsa confidente. Non risultano simpatici come i personaggi dei fumetti, ha il carattere schivo tipico degli orsi, non era aso- come dei pelouche, tanto da divenire popolari e ciale come un orso, appunto. Al contrario, ha impa- attrarre folle di fans che li vogliono fotografare, ad- rato che dalla presenza degli uomini può trarne dirittura accarezzare scattarsi selfie con loro. Ogni vantaggio. Si chiama Amarena perché è ghiotta dei anno il Parco accoglie ed educa migliaia di turisti, frutticini dell’albero presente in ogni giardino di Vil- fa presente che l’orso è pur sempre uno dei Grandi lalago e di altri paesi nel Parco. “L’orsa si spostava Carnivori ed è un animale selvatico, detta regole e e i suoi incontri erano sempre più frequenti, veniva- cerca di provvedere alla protezione ma anche al- no per vederla anche quando, miracolo della natu- l’incolumità delle persone che incautamente si av- ra, le nascono 4 cuccioli” – dicono Elisabetta ed vicinano. Anna del Parco. Ogni giorno 300 persone venivano Questa sottospecie di orso bruno (Ursus arctos sul luogo per vederla da vicino, accanto alle case, marsicanus) esiste solo in un particolare areale allattare i cuccioli. Il personale del Parco redargui- d’Italia, l’Appennino Centrale, di fatto nella zona sce: si emanano regole aggiuntive per arginare i protetta del Parco, dove interagisce rendendo uni- problemi dovuti alla natura confidente dell’orsa, pur co l’ambiente. sempre una madre che difenderà ad ogni costo i In numero esiguo, circa una sessantina di esem- cuccioli in caso si senta minacciata. plari, spesso morti per cause umane: investiti sulle Che spettacolo! E chi non vorrebbe assistere ad strade, dal bracconaggio, di avvelenamento, di in- una scena come quella? cidenti trasversali connessi ad attività umane. In un Juan Carrito è uno di quei 4 cuccioli. Cresce e gruppo così ristretto di individui, si sa che può na- nel giro di un anno manifesta la stessa caratteristi- scere una fragilità ulteriore: gli accoppiamenti tra ca, è confidente a differenza degli altri tre fratelli, è consanguinei portano all’impoverimento del patri- l’unico che ha adottato lo stesso comportamento monio genetico aumentando la loro vulnerabilità. della madre. Sembra bello, ma non lo è. Invece l’evoluzione ha reso il DNA dell’Orso Marsi- Le nostre esperte donne del Parco hanno vissu- cano fortificato e a dispetto di tutto e di tutti, persi- to brutti momenti, un orso importunato non è un no delle regole della Natura, l’Orso Marsicano ce la pelouche, non è un micio di casa che al massimo sta mettendo tutta per sopravvivere. Ne è un e- soffia e poi se ne va. Un orso marsicano può pesa- sempio Juan Carrito, nato con altri tre fratelli dall’- re 200 kg, è munito di artigli e di un apparato mu- orsa Amarena. scolare portentoso. Elisabetta e Anna sanno anche Quando in Trentino l’orso bruno si era ridotto in quanto sia difficile riprodursi per un orso (ogni 3,4 non più di sei esemplari, si è pensato di reintrodur- anni) in più sanno quanto sia difficile sopravvivere, 16
INFORMAZIONE NATURALISTICA per un cucciolo d’orso. Oltre al pericolo costituito nunciare alla grande occasione di incontrarlo. L’or- dalle attività umane, c’è quello dei maschi adulti. so confidente non ha più paura dei rumori, si abi- Pur di accoppiarsi con la madre, uccidono i cuccio- tua. La fine sappiamo qual è. li, purché non siano i propri. Strategie e controstra- C’è un bellissimo podcast totalmente gratuito tegie per la sopravvivenza, sono molto complesse. disponibile su RAI PLAY SOUND in 8 puntate dal Partono dall’individuazione olfattiva delle tracce titolo L’ORSA MINORE sull’orso marsicano e vorrei lasciate sui tronchi per stabilire una gerarchia, al tanto che lo ascoltaste. confondere i propri piccoli con altri, in modo da di- Noi che amiamo l’ambiente e la natura e vorrem- sorientare i maschi. Un corteggiamento può durare mo passarci ogni minuto libero della nostra vita, anche 20 giorni, poi ognuno per la sua strada ma abbiamo anche una coscienza. Qualche volta è la femmina verrà riconosciuta dal maschio anche necessario fare un passo indietro, rinunciare. Ri- l’anno successivo. Il periodo impegnativo in cui nunciare a voler vedere a tutti i costi un orso marsi- vengono lasciati segni comportamentali è quello tra cano da vicino. Con il podcast si entra nel Parco giugno e luglio. Amarena dunque ha scelto la pro- assieme alle guide esperte e si vivrà un’esperienza pria strategia per salvare i suoi 4 cuccioli. dal vivo indimenticabile. Gli scrosci di pioggia, l’av- Dopo un anno e mezzo insomma Juan Carrito vistamento della Scarpetta di Venere, le tracce del- ce l’ha fatta. Si è staccato dalla mamma ed è usci- l’orso, e poi si osserva la corteccia degli alberi in to anche dalla zona protetta del Parco frequentan- cerca di un particolare tipo di formiche di cui vanno do stazioni umane come Roccaraso e i suoi cam- ghiotti gli orsi. peggi. I cassonetti dell’immondizia sono una fonte Non è un podcast divulgativo, è una vera e pro- ricca, le persone lo chiamano familiarmente Gio- pria esperienza in ambiente facendo un passo in- vanni. Supera persino la madre, divenendo l’em- dietro. Un’esperienza virtuale ad impatto zero per blema dell’orso confidente che incontra più pericoli l’orso. In più si riesce ad apprezzare il grande lavo- ro di chi ogni giorno lotta per la tutela dell’orso mar- di quanti se ne possano immaginare, a cominciare sicano. dall’autostrada. Le persone del Parco non riescono ad adottare misure dissuasive nei confronti dell’or- Bibliografia, sitografia so, allora chiedono di fare un passo indietro alle · https://www.raiplaysound.it/audio/2022/12/Orsa- persone. Loro che hanno a cuore la sopravvivenza minore (il sito del podcast; si consiglia l’ascolto con dell’orso per il valore che rappresenta, oltre che l’ausilio di cuffie) per l’affezione all’individuo Juan Carrito. Ma niente, · https://www.orsoeformica.it (viaggio multimediale tra le persone lo circondano, lo inseguono senza ri- emozioni e scienza) L’orso bruno marsica- no (Ursus arctos mar- sicanus) Juan Carrito in una foto del Parco Nazionale della Majel- la. 18
NATURA & NARRATIVA - Agricoltura: Attività primaria di sfruttamento dito al macello la “mora” e la “dritta” (le mucche delle risorse dell’ambiente a fine alimentare, che con il loro latte li avevano allevati). mediante la coltura di piante opportunamente Tutto questo avveniva negli anni ’60, sul finire di selezionate e “modellate” dall’uomo.* un decennio in cui, a sentire le statistiche ufficiali, tutti si stavano arricchendo. In campagna, in realtà, chi si apprestava a diventare ricco erano soprattut- L’Agricoltura rappresentò la seconda, grandiosa to i commercianti di prodotti chimici. Impiegati per rivoluzione economico-culturale dell’umanità (la sostituire la manodopera troppo onerosa ed ormai prima, antecedente di alcuni millenni, era stata la poco disponibile, questi ultimi dovevano determina- domesticazione e l’allevamento degli animali). Es- re, nel volgere di tre decenni una delle trasforma- sa avrebbe determinato l’estinzione del nomadi- zioni ambientali più sconvolgenti della storia recen- smo e l’instaurarsi di un definitivo legame tra le co- te dell’agricoltura planiziale. Vennero impiegati in- munità umane ed il territorio da queste stesse oc- setticidi, diserbanti, disseccanti, anticrittogamici e cupato e su cui l’Agricoltura veniva praticata. Non concimi sintetici in misura tale da sconvolgere l’as- tutti gli uomini, ad oggi, l’hanno scoperta o la prati- setto dell’ecosistema e da indurre una illuminata cano: alcune popolazioni, infatti, si trovano ancora scrittrice d’oltreoceano a scrivere quel classico del- in una fase di sviluppo che prescinde dalla pratica la denuncia ecologista che è “Primavera silenzio- di addomesticare le piante a scopo di coltura; altre, sa”. Vennero avvelenati i suoli e le acque (all’aria invece, si trovano oltre, proiettate in un futuro in cui pensavano le industrie chimiche), vennero elimina- il cibo viene fabbricato nei laboratori chimici, assai te specie a decine, vennero inquinati chimicamente più che nei campi. i prodotti della terra, senza mediazione alcuna: il Coltivare la terra è dunque uno dei mestieri più tutto nel segno del maggiore profitto e del confron- antichi (non il più antico) e dei più duri. Anche in to con la concorrenza europea. Mancò, a dire il questo caso, tuttavia, la situazione presenta a livel- vero in quegli anni (o forse ci fu, ma non ne siamo lo globale scostamenti qualitativi e cioè culturali, al corrente), il politico di turno che affermasse: tecnologici ed economici di incredibile, affascinante ”L’Italia ha finalmente la sua agricoltura”, alla stre- dimensione. Basta paragonare mentalmente i con- gue di colui che tre decenni prima aveva affermato: tadini del Subcontinente indiano, che trascinano ”L’Italia ha finalmente il suo Impero”. aratri di legno a forza di braccia, con i contadini dei Tutto questo e soprattutto il senso di paura e di latifondi padani, che manovrano mostri di lamiera disagio che le mele avvelenate procuravano nell’a- delle dimensioni di due elefanti per mietere il mais, nimo dei cittadini, provocò una silenziosa rivolta per avere la percezione del fatto che risulta presso- culturale nel segno dell’ecologismo. Vennero fatti i ché impossibile contenere i suoi mille significati conti in tasca all’agricoltura e dimostrato che il potenziali nel solo termine di “Agricoltura”. Doven- prezzo pagato in salute dell’ambiente e dei cittadini do tuttavia occuparcene brevemente, riteniamo a questo modello di sviluppo era elevatissimo e opportuno parlare dell’agricoltura della Pianura pa- inaccettabile. Nacquero i movimenti e le associa- dana: quella dei braccianti, dei mezzadri e dei lati- zioni: ecologia ed economia si affrontavano dura- fondi di bonifica; quella di una cultura estinta e so- mente sugli appezzamenti a monocoltura di mais o stituita dalle “strategie imprenditoriali” degli agrono- di barbabietola. Nel frattempo la semplificazione mi. Era bella, cinquant’anni fa, la campagna pada- mieteva quotidianamente e ferocemente vittime: na: bella e viva; bella e vivibile, ma ahimè, poco alberi, siepi, fossi, puzzole, persino le rane, prezio- produttiva. Manovrare la zappa o la falce era fati- si "insetticidi biologici" che vivevano a milioni nelle coso, al punto da deformare il corpo e da piegare scoline, subirono un tracollo verticale. Ma l’agricol- lo spirito; lottare per migliorare era pressoché im- tura ed i suoi indomiti rappresentanti non si ferma- possibile, perché troppo forti erano il potere dei va e macinava ogni ostacolo, forti dell’appoggio dei proprietari e gli strumenti di cui si avvaleva. Dei potenti politici che essa stessa esprimeva. Ad un mezzadri, poi, si diceva che rubavano…per neces- certo punto cominciò a somministrare estrogeni ai sità, ovviamente; in ogni caso il proprietario non ci torelli per gonfiarli più in fretta e così a qualche rimetteva mai e comunque, non appena fu loro bambino spuntarono i baffi; poi cominciò a confe- concesso, i giovani mezzadri fuggirono in massa zionare mangimi per mucche con cadaveri di ani- nelle fabbriche di paese o di città, lasciando la fron- mali, ovviamente per favorire il riciclaggio dei rifiuti. da sui gelsi e le zappe arrugginire, dopo aver spe- Infine non seppe più che pesci pigliare (per fare i 18
NATURA & NARRATIVA mangimi per i polli), poiché nonostante tutto la con- correnza europea era più forte ed i forti appoggi politici che vantava, in Europa si erano di fatto rive- lati assai deboli. Infine, è storia dell’ultimo decen- nio, giunsero i contributi per sopire il delirio produt- tivo: le eccedenze non pagavano, anzi, guai a chi le produceva; ecco allora il “set-aside”, i rimboschi- menti, le nuove siepi, persino (e qui siamo alla fan- tascienza pura), le nuove zone umide! Era un so- gno da ecologista romantico? Un incubo crudele e fatuo da cattiva digestione? No, niente di tutto que- sto: era semplicemente l’agricoltura “compatibile” che alla fine, bontà loro, gli agricoltori avevano sco- perto. * Da ZANETTI MICHELE, 2002, Dizionario quasi autobio- grafico di un naturalista, inedito. Sopra. La campagna dei fossi e delle siepi. A lato. La collezione della Famiglia Bidoggia (Noventa di Piave, VE) di attrezzi e di oggetti d’uso comune della vita contadina del Novecento. Sotto. 1975. Casa rurale storica sulla sponda del Pia- von a Santa Maria di Campagna (Cessalto, TV). 18
NATURA & ARTE Un grande Gufo grigio scruta nell’ombra delle sconfinate e silenziose vastità della Foresta boreale alla ricerca di prede. Mirabile opera del pittore-naturalista Mauro Nante. (“Grande gufo grigio. Acrilico su tavola. 30 x 40 cm. 2019) 19
NATURA & ARTE LE ALI DELL’ANGELO Si prenda, ad esempio, la splendida Annun- di Michele Zanetti ciazione di Andrea Previtali (1480-1528), cu- stodita nel Santuario di Santa Maria Annunzia- Le Scienze Naturali sono una disciplina bi- ta in Meschio (Vittorio Veneto, TV). Chi, oltre a strattata, ignorata, sottovalutata e trascurata, un naturalista, avrebbe potuto osservare che le con rare eccezioni per la pubblicità televisiva, ali dell’angelo sono copiate da quello di un in cui il Paradiso terrestre e le sue idilliache Gruccione (Merops apiaster)? armonie vengono proposti per incrementare la Invece è proprio così e il pittore, volendo at- vendita di qualsiasi prodotto. tribuire alle ali angeliche la bellezza più subli- Nonostante questo noi rimaniamo convinti me, si è trasformato in naturalista ornitologo. che le stesse Scienze Naturali siano materia Viene da chiedersi, ovviamente, quanti critici imprescindibile per comprendere il Pianeta, d’Arte se ne siano accorti. (La foto del Gruccione è di Alain Clement). L’Ecosfera e i suoi complessi e affascinanti di- spositivi funzionali. Comunque sia riteniamo di poter dimostrare che l’umile naturalista (persino quello autodi- datta e semianalfabeta di ritorno) può offrire un contributo persino alla comprensione dell’Arte pittorica classica. Materia, quest’ultima, che più antropocentrica non si può e che impegna i migliori e più celebrati cervelli dell’Intellighen- zia e della Cultura nazionali. 19
NATURA & POLITICA DUE VITTORIE PER LA FORESTA DEL aperto per tutto l’anno, collegandolo anche al cam- CANSIGLIO. LA CORTE DEI CONTI po da golf e creando tra 20 e 30 posti di lavoro. DÀ RAGIONE AGLI AMBIENTALISTI di Michele Boato* I VILLAGGI CIMBRI PARTE INTEGRANTE DEL- LA FORESTA Dopo anni di manifestazioni, comunicati stampa, Inoltre è stata resa definitiva la decisione del Mi- messaggi lanciati ai politici di tutti gli schieramenti nistero per l’Ambiente per cui è stata dichiarata e uno sciopero della fame, finalmente la Corte l’impossibilità a che i due villaggi cimbri di Val- dei Conti ha escluso l’ex albergo San Marco dai lorch e de Le Rotte possano venire scorporati dal- beni demaniali vendibili. la Riserva Biogenetica Campo di Mezzo-Pian Par- rocchia, com’era sembrato fosse possibile negli La Regione Veneto ha provato a metterlo in vendi- ultimi anni. ta emanando ben cinque bandi, tutti andati deserti; nessun acquirente si è fatto avanti per acquistarlo. Da molto tempo si sta tentando di risolvere la que- Ha anche provato ad abbassare il prezzo pur di stione della presenza, vecchia di almeno due riuscire ad alienarlo, ma nessuno ha partecipato a secoli, della comunità cimbra e delle loro case quei bandi ben sapendo che le associazioni am- costruite dentro un demanio, cioè un luogo ove bientaliste si sarebbero opposte legalmente alla non è possibile accampare un qualsiasi diritto stori- vendita, con la sicurezza di riuscire a fermarla. Un co acquisito o una qualche forma di usucapione. solo grosso imprenditore privato si era dichiarato La Regione Veneto con la legge 5 del 1995, ha disponibile non a comprare, ma a prendere in affit- posto in essere un tentativo di risolvere questa an- to il vecchio albergo, a ristrutturarlo e a rimetterlo nosa questione, per cui ai cimbri è concesso di a- in funzione, però la Regione non ha mai voluto vere in uso per 99 anni il terreno demaniale sul prendere in considerazione la proposta. quale sorgono le loro case. Tale determinazione a vendere il vecchio albergo Era però rimasta in sospeso la situazione de Le ci ha sempre fatto sospettare che la vera intenzio- Rotte e di Vallorch e sembrava possibile il passag- ne fosse quella di iniziare con il San Marco ma poi gio dei due villaggi o alla Regione Veneto o al Co- a questa far seguire la privatizzazione delle azien- mune di Fregona. Ma il Ministero Ambiente ha de agricole con i relativi pascoli, dei ristoranti e del ora confermato la impossibilità di scorporare le Rifugio. Una via tentata anche dal senatore Carlo aree dei due villaggi dalla Riserva Biogenetica, Bernini quando era presidente della Regione e per ribadendo di fatto, come accaduto quasi contem- fortuna fallita. poraneamente per il San Marco, che la Foresta del Cansiglio non si può ridurre nè frammentare; è un Ma la Foresta del Cansiglio è un demanio fore- bene pubblico di primaria importanza che va salva- stale di primaria importanza che, a parte la glo- guardato e gestito nel migliore dei modi. riosa storia durante la gestione della Serenissima, Per contrastare il cambiamento climatico è sem- è stata inserita già nei primi elenchi dei beni pubbli- pre più evidente che bisogna piantare più alberi ci dichiarati inalienabili appena creato il Regno d’I- possibile, ma quello di cui si parla ancora troppo talia. poco è che se è necessario creare nuove fore- E ora la Corte dei Conti ribadisce questa impor- ste è più urgente salvaguardare le foreste già tanza storica: il San Marco, come parte integrante esistenti, soprattutto quelle presenti già da secoli, della Foresta inalienabile del Cansiglio, va levato con molti grandi alberi, come è appunto il Cansi- dall’elenco dei beni vendibili e, con esso, qualsiasi glio. parte del demanio forestale. Ora la Regione Ve- * Direttore Ecoistituto del Veneto Alex Langer) e Giancarlo neto deve prenderne atto, ma nel frattempo il Gazzola (vicepresidente nazionale Mountain Wilderness). vecchio albergo, non più utilizzato da lunghi anni, si trova in pessimo stato di conservazione e una qualche soluzione va trovata, compresa quella del- la demolizione. Peccato perché l’imprenditore disponibile a ristrut- turarlo, aveva anche programmato di tenerlo aper- 20
NATURA E POLITICA Sopra. Il margine nordorientale della foresta. Sotto. Casa cimbra a Vallorch. 20
NATURA & POLITICA Riceviamo dall’Amico agronomo Enos Per di più, visto l’atteggiamento poco fraterno di Costantini il seguente, divertentissimo pez- tanti animalisti, l’integrità fisica di autorità, sindaco zo di Fantapolitica. Data la lunghezza dell’- e assessori, sarebbe in serio pericolo. articolo esso troverà spazio in questo e nel Fare sbarcare la cagnara? E dove? La Caritas non è disponibile; il vecchio manicomio non è adat- prossimo numero del Naturainforma. Come to ed è appena stato messo a nuovo; l’ovovia che a dire, una esilarante storia a puntate ….. .. porterebbe la scodinzolante marmaglia sull’altopia- no carsico, dove la bora disperderebbe fra la vege- È ARRIVATO UN BASTIMENTO tazione i fetidi miasmi, non è ancora pronta; il tram CARICO DI… di Opcina oramai si vede solo in cartolina. Il Canile Extracomunitari accolti a braccia aperte sanitario, gestito dal Dipartimento di Prevenzione di Enos Costantini* dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trie- ste può ospitare al massimo 20 cani. Molte tra l’opinione pubblica le preoccupazioni A Trieste è attraccato un piroscafo carico di cani. per lo stato sanitario della popolazione canina con- La notizia, inizialmente riportata dal Piccolo, è pre- finata sulla nave. Il fetore da essa emanante non sto dilagata sugli organi di stampa del gruppo GE- depone a favore di condizioni igieniche ottimali. DI per poi rimbalzare come titolo di prima pagina in Malgrado il lezzo centinaia di persone stazionano ogni quotidiano e copertina di tutti i settimanali. sulla banchina brandendo cartelli con scontate e- Guerre, inflazione, bollette, condoni fiscali sono spressioni FATE SCENDERE I CANI. Una timida relegati negli ultimi secondi dei notiziari RAI che si ottuagenaria tiene tra le dita un foglio A4 sul quale aprono giornalmente col bastimento dal quale pro- con tremolante calligrafia ha affettuosamente stila- vengono abbai, guaiti, cainamenti, latrati, uggiolii, to “Fido amore mio”. lamenti di carnivori con forti segni di malessere da L’azienda sanitaria invia a bordo, con ordine di appetito non soddisfatto… servizio, due recalcitranti veterinari che si fanno La storia in breve: una ONG ha salvato queste largo tra la folla bardati come si vedeva ai tempi povere bestie da sicura morte per macellazione a del Covid. – Il problema – si sente sussurrare uno fini alimentari nel lontano Oriente e ha pensato be- dei due al compagno – non è salire a bordo, sarà ne di portarle nella città di San Giusto. Non per de- scendere. Se questi scalmanati intuiscono che, a vozione verso il Santo, bensì perché altre località nostro parere, le bestie devono rimanere confinate, costiere hanno rifiutato l’attracco a quella rumorosa ci attende morte certa per linciaggio –. e invero odorosa compagnia. Il sindaco intanto tenta di calmare gli animi fa- Il porto sicuro si è dimostrato Trieste, anche per- cendo scrivere dai suoi operatori social che la solu- ché con un piroscafo di tale stazza più su di lì non zione per un problema di tale entità non si può im- si può andare. provvisare. Il numero delle bestie a bordo non si sa: è og- getto di infinite speculazioni tra esperti e amici de- gli animali. Sulla stampa, in tivù e sui social si dan- no i numeri più diversi: c’è chi dice duecento e chi dice ventimila. La classe politica è presa alla sprovvista da que- sta nuova patata bollente e puzzolente; come le è consono si mantiene sulle generali in attesa che la situazione si evolva. Viene subito promossa, da più parti, da enti e da privati, una campagna di adozione all’insegna del banale slogan ADOTTA UN CANE. Sui social spo- polano, come se non fossero già pletora, fotografie di cani sofferenti. L’autorità portuale e la giunta comunale non sanno che pesci pigliare. Rimandare indietro il pi- roscafo? Sarebbero additate al pubblico ludibrio. 20
NATURA E POLITICA I veterinari scendono blandendo la folla: la situa- propria area operativa. Un politico va ad accogliere zione non è né grave né disperata. Il tempo di fare l’équipe svedese e la ringrazia per l’aiuto che porta qualche analisi dei campioni prelevati e si darà il in questa incresciosa emergenza. via allo sbarco. La folla indietreggia davanti ai sac- Il mondo intero segue la vicenda. I politici regio- chetti contenenti il materiale organico pronto per il nali concordano unanimi che bisogna ampliare i laboratorio e astutamente tenuti aperti dai due sa- canili un tempo comunali e ora sanitari. Vengono nitari. Anche i più cinefili dei presenti si sottraggo- stanziati euri ad hoc seduta stante. no a quella vista e a quell’aroma. Uno zoologo, ahilui e sicuramente un po’ brillo, Da tutto il mondo piovono richieste di adozione; afferma che i cani sono solo dei lupi con meno cer- piovono sul comune, sulla provincia di Trieste riatti- vello. Non pago afferma che i cani sono incontro- vata all’uopo, sulla Regione e sulle autorità portua- vertibilmente carnivori, è scientificamente provato, li. Mai s’era visto tanto sfoggio di umana pietà e di epperciò per mantenerli bisognerà sacrificare assai affettuoso trasporto per gli animali. vitelli. A detta sua sono i vitelli che fanno vita da Un ingenuo vecchietto di Barcola, chiacchieran- cani e il loro sacrificio gli desta assai pietà: hanno do al bar, si lasciò sfuggire “non possiamo mica quegli occhioni che inteneriscono, sembra sempre accoglierli tutti” e mai frase fu più foriera di traver- che stiano per piangere e ciò a lui gli molce il cuo- sie. La sua casetta con giardinetto venne circonda- re. Tuttavia la certezza della loro sorte lo induce a ta da vocianti e minacciosi animalisti che in luogo scagliare anatemi contro gli animalisti cinefili o ci- di cartelli brandivano nodosi randelli. Il giardinetto nofili (oramai i due termini sono sinonimi). fu lordato con ogni sorta di spazzatura, la forza pubblica intervenuta a difesa dell’ingenuo malcapi- … segue nel prossimo numero (come andrà a fini- tato venne scacciata in malomodo e solo l’interven- re? Chi scrive, ovviamente, è tenuto al segreto pro- to di un agguerrito manipolo di celerini in tenuta fessionale, dovuto alle notizie sensibili ...) antisommossa riuscì a scongiurare il peggio. Al momento in cui scriviamo il vecchietto, tale Attilio Hortis, con lontani precedenti da socialista lombar- diano che ora gli valgono i peggiori anatemi di co- munista stalinista e genocida, è tuttora relegato nella sua casetta, di tanto in tanto fatta segno di sassate e lanci di molotov. I pompieri alabardati, imprecando in triestin negron si dicono stufi di in- tervenire, ma tant’è … Il Piccolo, con un grande titolo cubitale in prima pagina, annuncia che non basterebbero cento di questi piroscafi per accogliere tutte le richieste di adozione cinefila pervenute. Con ciò la Treccani e la Crusca accettano la sinonimia tra cinofilo e cine- filo; è l’uso che fa la lingua. Intanto i cani sono sempre a bordo, il loro nume- ro è ancora ignoto, i miasmi aumentano e i guaiti si fanno impressionanti. Gli odori no, ma i rumori fan- no il giro del mondo. Un giornalista di quelli che rompono cerca di far luce sulla ONG implicata nella imprevista situazio- ne, ma nessun giornale si dice pronto ad accettare i risultati delle sue indagini. Dalla Svezia sbarca all’aeroporto Savorgnan di Brazzà una attrezzatissima équipe di medici veteri- nari con casse di materiali e medicinali atti a preve- nire ogni epidemia canina e curare ogni eventuale patologia in atto. L’azienda sanitaria triestina si su- sta un po’ e la ritiene una indebita ingerenza nella I cani raffigurati nelle foto, non facevano parte del carico. 20
NATURA E BARBARIE A seguito di una segnalazione ricevuta e I Carabinieri Forestali sono pertanto in- accompagnata da una esauriente docu- tervenuti per un sopralluogo, al fine di veri- mentazione fotografica, l’Associazione ha ficare l’entità della manomissione e per in- ritenuto di dover denunciare gli ignoti ese- dividuare i responsabili, ma al momento cutori di una manomissione ricevuta dal non è noto l’esito delle indagini. Bosco Olmè di Cessalto (TV). Noventa di Piave 06.02.2023 Spett.le Comando Carabinieri Forestali di Treviso E p. c. a Sindaco di Cessalto Servizi Forestali Regionali Loro indirizzi di posta elettronica Oggetto: intervento di manomissione ambientale al Bosco Olmè di Cessalto Con la presente, la scrivente associazione segnala un intervento di grave manomissione ambientale effettuato sul versante orientale del Bosco Olmè di Cessalto nel mese di gennaio scorso. Come da documentazione fotografica allegata, risulta che l’intervento di escavazione del fosso perimetrale sia stato effettuato a danno della vegetazione di margine del bosco. Vegetazione che costituiva un importante habitat faunistico. L’intervento di distruzione e di macinatura della vegetazione legnosa non ha risparmiato grandi arbusti e giovani alberi, determinando un danno evidente e grave all’habitat. Danno che alcuni anni addietro (2017) era stato effettuato mediante un intervento di diserbo chimico che aveva devitalizzato la stessa fascia periferica della vegetazione. Considerando i molteplici vincoli esistenti sull’area boschiva si denuncia il fatto al fine dell’accertamento delle responsabilità, delle autorizzazioni e dell’eventuale comminazione di sanzioni. Distinti saluti. Il Presidente dell’Associazione Naturalistica Sandonatese Michele Zanetti Allegati: - Documentazione fotografica dell’intervento oggetto di denuncia. - Documentazione dell’intervento di diserbo del 2017. 20
NATURA & BARBARIE 2 1 3 5 Foto 1, 2, 3, 4 L’intervento di rimozione meccanica della vegetazio- ne di margine oggetto delle denuncia. Foto 5 4 L’intervento di diserbo chimico effettuato nel 2017 sullo stesso margine del lato orientale del bosco. 20
ALBERI PASSEGGIATA PER ALBERI A BURANO di Michele Zanetti Gli abitanti del Veneto Orientale hanno la fortuna di avere il più grande giacimento di Paesaggio, di Natura, di Storia, di Arte e di Cultura del Mondo (in altre parole la Laguna di Venezia) a portata di ma- no. In un’oretta di viaggio, sfruttando la grande op- portunità della Carta Venezia, si può raggiungere la Laguna nord dalla Ricevitoria di Treporti. Proprio per incoraggiare questo turismo sosteni- bile e “quasi a chilometri zero”, ci permettiamo di suggerire un’escursione speciale. Speciale per il luogo: la Burano rifulgente di colori e speciale per il tema: gli alberi dell’Isola. Si tratterà di un’esperienza di viaggio affascinan- te, da cui si potrà tornare con alcune centinaia di files nella memoria dell’apparecchio fotografico digitale e, al tempo stesso, con una maggiore co- noscenza degli alberi della Laguna. Le immagini che seguono, frutto di una semplice escursione di una giornata, consentiranno di verificare che, sui suoli di Burano, crescono il Pioppo bianco (Populus alba), il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis), il Pino domestico (Pinus pinea), la Gleditsia (Gleditsia triacanthos), la Robinia (Robinia pseudo- acacia), Il Cipresso (Cupressus sempervirens), il Tamerice (Tamarix gallica), la Palma delle Canarie (Phoenix canariensis), il Leccio (Quercus ilex) e altre specie ancora. Naturalmente le immagini non sono state corre- date da didascalia; anche per mettere alla prova la dendrocultura di ciascuno. Buona passeggiata. 22
ALBERI AL BE RI BU RA NEL LI 22
ALBERI ESECUZIONE CAPITALE di Michele Zanetti Poche azioni umane suscitano più fastidio e indignazione del taglio gratuito degli alberi. Tanto più quando questi sono parte del pae- saggio urbano da decenni ed appartengono come tali ai “paesaggi dell’anima” di quanti quei luoghi hanno vissuto lungamente, consi- derandoli una “patria spirituale”. Scriviamo questo per rendere omaggio alla bella Sofora (Sophora japonica) di via Martiri, Musile di Piave, Via Martiri a Musile di Piave, tagliata proditoriamente il 13 marzo, senza che ve ne fossero ragioni appa- renti. Un albero sano e bello, peraltro già sot- toposto a potature di contenimento della chio- ma e come tale non pericoloso, non ha ragioni di essere abbattuto. Eppure è successo e uno scorcio di paesaggio urbano è mutato per sempre. Peraltro in una realtà urbana poveris- sima di alberi e come tale grigia, anonima e triste, come quella di Musile di Piave. Ma l’abbattimento di Musile, che priva l’am- biente urbano di un grande albero, come tale prezioso in termini ecologici, offre lo spunto Musile di Piave, Via Martiri per parlare di un altro caso di probabile, pros- simo abbattimento. Si tratta del grande Pioppo italico (Populus nigra var italica) di Fossalta di Piave, che sorge al margine del parco anti- stante il Municipio. Anche in questo caso un grande albero, dotato di un tronco poderoso e di un’età notevole per un albero di questa spe- cie. Ma dotato anche di grandi e fragili ramifi- cazioni ascendenti. Le stesse, che per la loro naturale fragilità, possono comportare rischi oggettivi nel corso di eventi meteo climatici e- stremi. Ecco allora che il taglio di un albero, ancor- ché doloroso, può essere giustificato. In questi casi, è opportuno ribadirlo, è ne- cessario assumere un atteggiamento ispirato a sana laicità. Perché è verissimo che gli alberi sono sacri, ma è altrettanto vero che le specie che devono arredare spazi urbani densamente frequentati, vanno scelte con cura e sottoposte a cure adeguate; per non dover pagare, de- cenni più tardi, lo scotto del loro abbattimento. Fossalta di Piave 22
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