Madre Maria Consiglia addatis - UN ROVETO DI CARITÀ - Anno XIX Aprile - Giugno 2018 - Suore Serve di Maria Addolorata di ...
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Madre Maria Consiglia addatis SOMMARIO UN ROVETO DI CARITÀ Anno XIX n. 2 • Aprile - Giugno 2018 EDITORIALE 3 PRIMO PIANO 4 NEL MONDO DEI VANGELI 6 Anno XIX • Aprile - Giugno 2018 2 MARIA MADRE DELLA CHIESA... 8 LE VIRTÙ 10 Rivista trimestrale della Congregazione delle LA SUA MEMORIA È UNA BENEDIZIONE 12 Suore Serve di Maria Addolorata Via Portaromana, 51 SEMI DI SAPIENZA 14 84015 Nocera Superiore (SA) Tel. e Fax 081.933184 L’ANGOLO DELLA SALUTE 15 C.C.P. N. 21312848 www.smanocera.org VITA DI CASA NOSTRA 16 Direttore responsabile Anna Agnese Pignataro GLI AMICI CHE CI HANNO LASCIATO 19 Hanno collaborato Tina Anid IN VETRINA 20 Valeria Cotis Diesse PER RIDERE 21 Suor M. Agnese Pignataro Suor Maria Zingaro GRAZIE... 22 Pubblicazione registrata: Trib. di Roma, n. 610/99 del 14.12.99 Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale Buone Vacanze! D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, Comma 2 - DCB Roma Stampa Mengarelli Grafica Multiservices srl Via Cicerone, 28 - 00193 Roma Tel. 06.32111054 - Fax. 06.32111059 art@mengarelligm.it La Redazione Finito di stampare nel mese di giugno 2018
EDITORIALE Anna Agnese Pignataro Cari amici PERCHÉ GESÙ “CI ACCOMPAGNA” Ora poiché questo cammino in compagnia di Dio, che può contare sulla sua alleanza, è Durante lo scorso trimestre la liturgia ci ha la metafora del nostro pellegrinaggio terreno traghettati dal tempo pasquale, caratterizzato verso la vera patria, la Gerusalemme celeste, dalle apparizioni straordinarie del Risorto, a la conseguenza logica e teologica è che il Si- quello “ordinario”, che ci rinvia all’incontro gnore non va pensato in un “Paradiso” lon- quotidiano con l’Assente-Presente. Abbiamo tano e distante dal nostro mondo, ma come nella mente l’immagine meravigliosa di Gesù compagno invisibile (e non troppo!) del no- che sulla strada di Emmaus si presenta ai due stro cammino quotidiano. discepoli delusi, timorosi e vinti, e si mette a Gesù, sviluppando le numerose indicazio- camminare con loro spiegando ciò che in tutte ni simboliche dell’Antico Testamento, presen- le Scritture si riferiva a lui. È proprio di Dio so- ta la sua persona (e la sua Parola) come “luce stenere i passi dell’uomo nel difficile cammino del giorno” che ci fa vedere dove mettere i pie- della vita, affinché non venga meno a causa di per non inciampare (cf Gv 11, 9; 12, 35-36). della propria debolezza e fragilità. L’orante del Egli, inoltre, ci rinvigorisce, per non farci venir Salmo 73 costata con gratitudine: “Quanto è meno, con la grazia dello Spirito Santo, come buono Dio con gli uomini retti… Ma io per ha ben intuito S. Paolo interpretando profetica- poco non inciampavo, quasi vacillavano i miei mente l’episodio della manna e quello dell’ac- passi, perché ho invidiato i prepotenti, veden- qua che dissetò Israele durante il cammino nel do il successo dei malvagi” (cf vv. 1-3). deserto: “… tutti mangiarono lo stesso cibo L’Esodo di Israele dall’Egitto, o – letteral- spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spiri- mente – “la salita”, è l’esperienza comunitaria tuale: bevevano infatti da una roccia spiritua- primordiale della presenza di Dio, e addirit- le che li accompagnava, e quella roccia era il tura il segno stesso della propria speciale ele- Cristo” (I Cor 10, 3-4). zione, che è più forte persino dell’infedeltà e La Parola e i sacramenti, dunque, sono del peccato di idolatria (Es 34,9; Lev 26, 12; i segni della compagnia che il Signore per il Dt 20, 4; I Cron 17, 6). Leggiamo in Esodo suo amore paterno e provvidente ci assicura 33, a proposito della preghiera di Mosè nella nel cammino della vita per mezzo del suo Fi- “tenda del convegno”: “… Se il tuo volto non glio Gesù, e della Chiesa che ne continua la camminerà con noi, non farci salire di qui. presenza e la missione nel mondo: tornando Come si saprà dunque che ho trovato grazia ai all’episodio di partenza, e cioè l’apparizione tuoi occhi, io e il tuo popolo, se non nel fatto del Risorto ai discepoli di Emmaus, va nota- che tu cammini con noi? Così saremo distinti, to che quando Cleopa e il compagno ricono- io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono scono Gesù nell’atto di spezzare il pane, Egli sulla faccia della terra” (cf vv. 12-16). Inoltre “sparisce” dalla loro vista, a indicare che or- il camminare di Dio con il suo popolo è un mai è entrato nel cuore dei due discepoli con servizio all’umanità che gli idoli, gli dèi falsi, la spiegazione delle Scritture e con il dono del non possono rendere! In un oracolo, che met- Pane. Ogni volta, allora, che la comunità cele- te a confronto il Signore con gli idoli, il profeta bra la memoria del Crocifisso risorto, Egli, nel- Geremia esclama: “Gli idoli sono come uno la sua invisibile presenza, continua ad essere spauracchio in un campo di cetrioli: non san- e a camminare con i suoi, insegnando l’arte no parlare; bisogna portarli, perché non pos- delle relazioni umane, in una storia che giorno sono camminare” (10, 5; cf Ap 9, 20). per giorno si porta avanti e si fa insieme. 3
PRIMO PIANO Gaudete et Exsultate Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo F in dai primi passi dopo l’elezione al battezzato non sposato? Sii santo compiendo soglio pontificio nel 2013 – sottolinea con onestà e competenza il tuo lavoro e of- il sito www.vaticannews - Francesco si frendo del tempo al servizio dei fratelli”. è soffermato sulla santità nella Chiesa e in più Quando il Signore ci invita a diventare san- occasioni ha tracciato non solo un profilo di ciò ti - affermava il Papa in quella catechesi - non che contraddistingue l’essere santi - la gioia, ci chiama a qualcosa di pesante, di triste… l’umiltà, il servizio e non di rado il nascosto -, Tutt’altro! È l’invito a condividere la sua gioia, ma ha anche indicato che cosa un santo non a vivere e a offrire con gioia ogni momento è: un superbo, un vanitoso, un «cristiano di della nostra vita, facendolo diventare allo stes- apparenza», un «supereroe». so tempo un dono d’amore per le persone che Il 19 novembre 2014, all’udienza gene- ci stanno accanto». Gaudete et exsultate è la rale, Papa Francesco affrontò il tema della terza esortazione apostolica firmata da papa vocazione universale alla santità richiamata Bergoglio dopo Amoris laetitia sull’amore nel- dal Concilio, spiegando innanzitutto che “la la famiglia (19 marzo 2016) e dopo Evangelii santità non è qualcosa che ci procuriamo gaudium sull’annuncio del Vangelo nel mon- noi, che otteniamo noi con le nostre qualità do attuale (24 novembre 2013). A questi docu- e le nostre capacità. La santità è un dono, è menti si aggiungono le due encicliche Laudato il dono che ci fa il Signore Gesù, quando ci si’ (24 maggio 2015) e Lumen fidei (29 giugno prende con sé e ci riveste di sé stesso, ci ren- 2013). Non è un trattato sulla santità ma il de- de come Lui”. La santità, affermava Bergoglio, siderio di incarnarla nel contesto attuale. “non è una prerogativa soltanto di alcuni: la La sfida è quella di proporre a tutti la chia- santità è un dono che viene offerto a tutti, nes- mata alla santità come meta perché viverla si- suno escluso, per cui costituisce il carattere gnifica avere una vita felice e non annacquata. distintivo di ogni cristiano”. E per essere santi, È un aiuto a tenere il nostro sguardo ben largo. “non bisogna per forza essere vescovi, preti o Una santità, dunque, non appannaggio di chi religiosi” o per chi ha la possibilità di “stac- dedica la sua vita alla preghiera o ad un par- carsi dalle faccende ordinarie, per dedicarsi ticolare ministero ma che è una proposta nel- esclusivamente alla preghiera”. la vita di tutti, ogni giorno. Non a caso Papa La santità, spiegava ancora Francesco, “è Francesco parla della “santità della porta ac- qualcosa di più grande, di più profondo che canto”. “Non si possono fare strategie o piani ci dà Dio. Anzi, è proprio vivendo con amore pastorali per produrre la santità”, sottolinea il e offrendo la propria testimonianza cristiana giornalista Gianni Valente durante la presen- nelle occupazioni di ogni giorno che siamo tazione, che ha illustrato il secondo capitolo. chiamati a diventare santi. E ciascuno nelle Due le falsificazioni della santità che per il condizioni e nello stato di vita in cui si tro- Papa possono affacciarsi: due eresie dei primi va… Ma tu sei consacrato, sei consacrata? Sii secoli, pelagianesimo e gnosticismo, che pos- santo vivendo con gioia la tua donazione e il sono ancora sedurre il cuore dei cristiani. Da tuo ministero. Sei sposato? Sii santo amando una parte per il pelagianesimo Cristo sarebbe e prendendoti cura di tuo marito o di tua mo- venuto per dare il buon esempio, la natura uma- 4 glie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un na non sarebbe ferita dal peccato e quindi tutto
a cura di Diesse si trova l’umanità più ferita e dove gli esseri umani, al di sotto dell’apparenza della superfi- cialità e del conformismo, continuano a cerca- re la risposta alla domanda sul senso della vita. Dio non ha paura! Non ha paura! Va sem- pre al di là dei nostri schemi e non teme le periferie. Egli stesso si è fatto periferia (cfr Fil 2,6-8; Gv 1,14). Per questo, se oseremo anda- re nelle periferie, là lo troveremo: Lui sarà già lì. Gesù ci precede nel cuore di quel fratello, nella sua carne ferita, nella sua vita oppressa, nella sua anima ottenebrata. Lui è già lì”. “La santificazione è un cammino comuni- tario; la comunità è chiamata a creare quello «spazio teologale in cui si può sperimentare la mistica presenza del Signore risorto». Condividere la Parola e celebrare insieme l’Eucaristia ci rende più fratelli e ci trasforma via via in comunità santa e missionaria. La vita comunitaria, in famiglia, in parrocchia, nella comunità religiosa o in qualunque altra, è fatta di tanti piccoli dettagli quotidiani. Ricordiamo come Gesù invitava i suoi discepoli a fare at- tenzione ai particolari. Il piccolo particolare che si stava esauren- do il vino in una festa. Il piccolo particolare dipende dallo sforzo umano. Invece è il lavoro che mancava una pecora. Il piccolo particola- della grazia a trasformarci in modo progressivo. re della vedova che offrì le sue due monetine. L’altro rischio è lo gnosticismo quando si Il piccolo particolare di avere olio di riserva concepisce la fede come cammino di cono- per le lampade se lo sposo ritarda. Il piccolo scenza di verità. Ma “se il cristianesimo viene particolare di chiedere ai discepoli di vedere ridotto a una serie di messaggi e a una serie di quanti pani avevano. Il piccolo particolare di idee - fossero pure l’idea della grazia o l’idea avere un fuocherello pronto e del pesce sulla di Cristo - a prescindere però dal suo operare griglia mentre aspettava i discepoli all’alba. reale, allora inevitabilmente la missione del- “Malgrado sembri ovvio, la santità è fatta la Chiesa si riduce ad una propaganda, ad un di apertura abituale alla trascendenza, che si marketing: cioè alla ricerca di metodi per dif- esprime nella preghiera e nell’adorazione.” fondere quelle idee e convincere altri a soste- E poi “come sapere se una cosa viene dallo nerle”, spiega il giornalista ricordando anche Spirito Santo o se deriva dallo spirito del mon- che Francesco non vuole fare battaglie culturali do o dallo spirito del diavolo? L’unico modo ma chiedere che sia il Signore a liberare dalle è il discernimento, che non richiede solo una forme di gnosticismo e pelagianesimo. buona capacità di ragionare e di senso comu- Interessante i capitoli che riguardano la ne, è anche un dono che bisogna chiedere. Se Carta di identità del cristiano, le Beatitudini. lo chiediamo con fiducia allo Spirito Santo, “Dio è sempre novità, che ci spinge continua- invita il Papa, e allo stesso tempo ci sforziamo mente a ripartire e a cambiare posto per andare di coltivarlo con la preghiera, la riflessione, la oltre il conosciuto, verso le periferie e le fron- lettura e il buon consiglio, sicuramente potre- tiere, afferma l’Esortazione; ci conduce là dove mo crescere in questa capacità spirituale”. 5
NEL MONDO DEI VANGELI Le parole chiave (9) IL FUOCO Non c'è religiosità che non ponga il fuoco Il termine “fuoco”, la cui genesi etimologi- al centro del proprio culto come segno per ca rimane incerta, si incontra nelle varie rami- esprimere la divinità e il suo operare. Il fuoco ficazioni delle lingue semitiche con la parola illumina, purifica, riscalda, consuma, distrug- ‘esh (378 volte nell’ebraico del TM; nur solo ge e trasforma. 17 volte), tradotta in greco da pyr circa 490 È insieme ad aria, acqua e terra uno dei volte nella traduzione greca dei LXX. quattro elementi fondamentali del creato, se- Nell’uso tecnico il termine ‘esh pyr indi- condo le antiche concezioni, e come tale ricco ca concretamente il fuoco, elemento naturale di messaggi per ogni cultura e in ogni tempo della civiltà umana, utilizzato nella vita quo- poiché porta in qualche modo, se così possia- tidiana, nel lavoro e nell’industria dei metalli. mo dire, la firma del Creatore. Una prima dimensione del suo impegno è costi- II fuoco pertanto non poteva non diventare tuita dall’uso domestico e artigianale: prepara- uno strumento fondamentale anche nella rive- zione di vivande, riscaldamento domestico, il- lazione di Dio e nel culto cristiano. luminazione, attività produttive di vario genere. 6
Per imparare a conoscerli a cura di Valeria Cotis Inoltre esso veniva impiegato come espe- sabato divenne per il popolo d’Israele un rito diente bellico per la difesa contro i nemici in profondamente religioso, il lucernario, dal battaglia (persone e animali: Nm 31,10) e la quale prenderà origine il rito della benedi- distruzione di quanto si riteneva fosse conta- zione del cero nella veglia pasquale cristiana. minato (Dt 7,5.25). Una seconda dimensione Il fuoco infatti evoca all’uomo biblico, concerne l’azione cultuale. quindi all’ebreo come al cristiano, l’azione Nell’officiatura del culto si usa variamente salvifica di Dio. il fuoco: esso è presente sugli altari per immo- Un’azione che trova il suo vertice nel lare olocausti, vittime e sacrifici (fuoco peren- Nuovo Testamento dove il battesimo cristiano ne: Es 29,18; Lv 1,9.13; 3,5; 6). viene assimilato al fuoco (Mt 3,11) e dove lo Talora, presso le popolazioni limitrofe pa- stesso Gesù paragona, la sua missione all’a- gane, si soleva fare sacrifici di bambini ado- zione del fuoco: «Sono venuto a portare il perando il fuoco (2 Re 16,3; 21,6; Ger 7,31); fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già l’espressione tipica indicante tali sacrifici era: acceso» (Lc 12,49). “far passare i propri figli o le proprie figlie at- L’inizio stesso della Chiesa ha luogo attra- traverso il fuoco” (2 Re 17,17; 21,6). verso l’azione di quelle lingue di fuoco, segno L’uso linguistico è esteso alla purificazio- dell’effusione dello Spirito Santo, dono del ne di persone, luoghi e oggetti consacrati Cristo risorto che si posa sulla prima comunità. (Lv 13,52; Nm 31,23; Is 6,6), alla eventuale Lo Spirito Santo come fuoco illumina la distruzione di elementi sacri per evitarne la Chiesa facendole comprendere la propria profanazione sacrilega (Es 12,10; 29,34; Lv identità di comunità di salvati (At 11,16); bru- 4,12), alla cremazione di cadaveri (Gn 38,24; cia la paura e ogni forma di timore rendendo Lv 20,14; 21,9; Gs 7,15). i credenti testimoni coraggiosi del vangelo in Una terza dimensione concerne la connes- ogni angolo della terra (At 1,5 - 8); riscalda sione tra fuoco e fenomeni naturali, di frequen- il cuore che diviene capace di vivere giorno te letti teologicamente. In tal senso il termine dopo giorno l’ideale della comunità cristiana designa la folgore come “fuoco di Dio” (Gb nata dalla Pasqua (At 2, 42-47). 1,16; 2 Re 1,12) ed è in relazione con tuoni (Es Inoltre, come Dio sul Sinai fumante diede 9,28; Sal 29,7), grandine (Es 9,24; Sal 78,48; la sua Legge per mezzo di Mosè, a Pentecoste 105,32), tempeste, bufere, venti, neve e ghiac- nel dono delle lingue di fuoco regala il dono cio (Is 29,6; Sal 104,4; 148,8), come anche la della Parola che gli apostoli, colmi di amore, particolare siccità (Am 7,4; Gl 1,19). porteranno in tutto il mondo, facendosi capire. Per ultimo nella allusione al fuoco in Gb Il simbolo del fuoco descrive pure la missione 28,5, si pensa al lavoro in una miniera per e la personalità di alcuni personaggi biblici: il estrarre minerali. profeta Elia: 2 Re 1,10 14; Sir 48,13; Giovanni Il termine fuoco dunque, nella Bibbia è Battista in riferimento al Cristo: Mt 3,11 12; e usato sia nel significato naturale e tecnico che la stessa missione del Signore: Lc 12,49- 50. nella valenza simbolica. Paolo utilizza la simbologia del fuoco per In tutta quanta la Scrittura notiamo che Dio descrivere l’azione dello Spirito nel cuore dei ama manifestarsi particolarmente attraverso il credenti: il fuoco “scolpì” la prima legge nel- fuoco per sigillare la sua alleanza con Abramo le tavole di Mosè, ora lo Spirito Santo impri- (Gn 15,17), per entrare in dialogo con Mosè me a caratteri forti la legge di Cristo nel cuore (Es 3,2); per guidare il popolo nel deserto (Es dei cristiani (2 Cor 3,3). 13,21); per sigillare l’alleanza con il suo popo- Lo Spirito come fuoco realizza la nuova lo al Sinai (Es 19,18; 24,17). alleanza profetizzata dal profeta Geremia Non c’è quindi da meravigliarsi se la fun- (31,31-33). zionale accensione dei lumi al tramonto del 7
MARIA MADRE DELLA CHIESA E MADRE NOSTRA La Visita di Maria ad Elisabetta M aria affronta il cammino della sua dell’Annunciazione dell’Angelo, Ella chiede: vita, con grande realismo, uma- «Come avverrà questo?» (Lc 1,34). Ma non si nità, concretezza. Tre parole sin- ferma neppure al momento della riflessione; fa tetizzano l’atteggiamento di Maria: ascolto, un passo avanti: decide. Non vive di fretta, ma decisione, azione; parole che indicano una solo quando è necessario “va in fretta”. strada anche per noi di fronte a ciò che ci chie- Maria non si lascia trascinare dagli even- de il Signore nella vita. ti, non evita la fatica della decisione. E que- sto avviene sia nella scelta fondamentale che 1. Ascolto. Da dove nasce il gesto di Maria cambierà la sua vita: «Eccomi sono la serva di andare dalla parente Elisabetta? Da una pa- del Signore…» (cfr Lc 1,38), sia nelle scelte più rola dell’Angelo di Dio: «Elisabetta tua paren- quotidiane, ma ricche anch’esse di significato. te, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa Mi viene in mente l’episodio delle nozze di un figlio…» (Lc 1,36). Maria sa ascoltare Dio. Cana (cfr Gv 2,1-11): anche qui si vede il reali- Attenzione: non è un semplice “udire” super- smo, l’umanità, la concretezza di Maria, che è ficiale, ma è l’“ascolto” fatto di attenzione, di attenta ai fatti, ai problemi; vede e comprende accoglienza, di disponibilità verso Dio. Non è la difficoltà di quei due giovani sposi ai quali il modo distratto con cui a volte noi ci mettia- viene a mancare il vino della festa, riflette e sa mo di fronte al Signore o agli altri: udiamo le che Gesù può fare qualcosa, e decide di rivol- parole, ma non ascoltiamo veramente. gersi al Figlio perché intervenga: «Non hanno Maria è attenta a Dio, ascolta Dio. Ma Maria più vino» (cfr v. 3). Nella vita è difficile pren- ascolta anche i fatti, legge cioè gli eventi della dere decisioni, spesso tendiamo a rimandarle, sua vita, è attenta alla realtà concreta e non si a lasciare che altri decidano al nostro posto, ferma alla superficie, ma va nel profondo, per spesso preferiamo lasciarci trascinare dagli coglierne il significato. La parente Elisabetta, che eventi, seguire la moda del momento; a volte è già anziana, aspetta un figlio: questo è il fatto. sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non Ma Maria è attenta al significato, lo sa cogliere: ne abbiamo il coraggio o ci pare troppo dif- «Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37). Questo ficile perché vuol dire andare controcorrente. vale anche nella nostra vita: ascolto di Dio che Maria nell’Annunciazione, nella Visitazione, ci parla, e ascolto anche della realtà quotidiana, alle nozze di Cana va controcorrente; si pone attenzione alle persone, ai fatti perché il Signore in ascolto di Dio, riflette e cerca di compren- è alla porta della nostra vita e bussa in molti dere la realtà, e decide di affidarsi totalmente modi, pone segni nel nostro cammino; a noi la a Dio, decide di visitare, pur essendo incinta, capacità di vederli. Maria è la madre dell’ascol- l’anziana parente, decide di affidarsi al Figlio to, ascolto attento di Dio e ascolto altrettanto con insistenza per salvare la gioia delle nozze. attento degli avvenimenti della vita. 3. Azione. Maria si mise in viaggio e «andò 2. Decisione. Maria non vive “di fretta”, in fretta…» (cfr Lc 1,39). Domenica scorsa sot- con affanno, ma, come sottolinea san Luca, tolineavo questo modo di fare di Maria: nono- «meditava tutte queste cose nel suo cuore» (cfr stante le difficoltà, le critiche che avrà ricevuto 8 Lc 2,19.51). E anche nel momento decisivo per la sua decisione di partire, non si ferma
Il pensiero dei Papi a cura della Redazione davanti a niente. E qui parte “in fretta”. Nella Preghiera a Maria, preghiera, davanti a Dio che parla, nel riflette- donna dell’ascolto re e meditare sui fatti della sua vita, Maria non ha fretta, non si lascia prendere dal momento, Maria, donna dell’ascolto, non si lascia trascinare dagli eventi. rendi aperti i nostri orecchi; Ma quando ha chiaro che cosa Dio le chie- fa’ che sappiamo ascoltare la Parola de, ciò che deve fare, non indugia, non ritarda, del tuo Figlio Gesù ma va “in fretta”. Sant’Ambrogio commenta: tra le mille parole di questo mondo; “la grazia dello Spirito Santo non comporta len- fa’ che sappiamo tezze”. L’agire di Maria è una conseguenza del- ascoltare la realtà in cui viviamo, la sua obbedienza alle parole dell’Angelo, ma ogni persona che incontriamo, unita alla carità: va da Elisabetta per rendersi specialmente quella che è povera, utile; e in questo uscire dalla sua casa, da se bisognosa, in difficoltà. stessa, per amore, porta quanto ha di più pre- zioso: Gesù; porta il suo Figlio. A volte, anche Maria, donna della decisione, noi ci fermiamo all’ascolto, alla riflessione su illumina la nostra mente ciò che dovremmo fare, forse abbiamo anche e il nostro cuore, chiara la decisione che dobbiamo prendere, ma perché sappiamo obbedire alla Parola non facciamo il passaggio all’azione. E soprat- del tuo Figlio Gesù, senza tentennamenti; tutto non mettiamo in gioco noi stessi muoven- donaci il coraggio della decisione, doci “in fretta” verso gli altri per portare loro il di non lasciarci trascinare nostro aiuto, la nostra comprensione, la nostra perché altri orientino la nostra vita. carità; per portare anche noi, come Maria, ciò che abbiamo di più prezioso e che abbiamo Maria, donna dell’azione, ricevuto, Gesù e il suo Vangelo, con la parola fa’ che le nostre mani e i nostri e soprattutto con la testimonianza concreta del piedi si muovano “in fretta” verso gli altri, nostro agire. Ascolto, decisione, azione. per portare la carità e l’amore del tuo Figlio Gesù, per portare, come te, Papa Francesco nel mondo la luce del Vangelo. Omelia, Conclusione Mese mariano 2013 Amen. © Editrice Vaticana 9
LE VIRTÙ La più grande di tutte è la carità L ’Amore o carità è il principale attribu- I credenti amano il prossimo in Dio e Dio to di Dio. L’Apostolo ed evangelista nel prossimo. In ogni essere umano c’è la Giovanni dice testualmente che “Dio è presenza viva di Dio (in quanto creato a Sua Amore” (1Gv 4,16). L’Amore di Dio è, in parti- immagine) che spinge chi Lo ama ad amare colare, Amore Misericordioso. inevitabilmente ogni uomo. Nella Bibbia Ogni gesto di Dio (la creazione, la reden- zione, la provvidenza verso le sue creature), è frutto dell’amore. San Paolo nella Lettera agli Efesini afferma che Dio “per il grande amore, con il quale ci ha amati, ci ha fatto rivivere in Cristo” (2,4-5). L’evento centrale del Cristiane- simo, cioè la morte e resurrezione di Gesù, è la rivelazione principale dell’amore di Dio. Paolo esprime nell’Inno alla Carità le pro- fondità dell’amore cristiano: La carità è pazien- te, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di ri- spetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sop- porta. La carità non avrà mai fine (Cor 13,4-10). L’amore per Dio e quello per il prossimo sono due degli aspetti più importanti nella vita, quelli che le danno senso (i due coman- damenti che riassumono gli altri) e dai quali deriva ogni altra norma morale (Mc 12,28-34). L’amore a Dio implica ovviamente l’obbe- dienza alla Sua volontà, che porta la pace e l’amicizia con Dio e con gli uomini, e questa obbedienza verso Dio coincide inoltre con il vero bene dell’Uomo, sia come singolo, sia come comunità, costituendo la base dell’ade- sione al messaggio evangelico. L’amore degli uomini per le altre creature (e per Dio stesso) deriva direttamente da quello di Dio e da esso 10 deriva inoltre l’amore per tutto il creato.
a cura di Tina Anid Nella pericope del Giudizio Universa- In questo modo essa trasforma la nostra im- le (Mt 25,31-46), Gesù, il Figlio di Dio fatto pazienza e i nostri dubbi nella sicura speranza uomo, afferma che tutto ciò che è stato fatto o che Dio tiene il mondo nelle sue mani e che che non è stato fatto ad un fratello più “picco- nonostante ogni oscurità Egli vince. lo” (cioè ad un essere umano) è stato o non è La fede, che prende coscienza dell’amore stato fatto a lui. di Dio rivelatosi nel cuore trafitto di Gesù sulla Gesù afferma anche che l’amore del pros- croce, suscita a sua volta l’amore. Esso è la simo deve giungere ad essere universale, sen- luce - in fondo l’unica - che rischiara sempre za discriminazioni tra persone buone e cattive di nuovo un mondo buio e ci dà il coraggio (Mt 5,38-48, Lc 6, 27-35), pur nella difficoltà di vivere e di agire. L’amore è possibile, e noi che ciò può richiedere (Mt 10,16-18). siamo in grado di praticarlo perché creati ad L’amore cristiano si manifesta intensamen- immagine di Dio. te nel perdono e per questo si parla in par- Vivere l’amore e in questo modo far entrare ticolare di Amore Misericordioso: Dio dona la luce di Dio nel mondo, ecco ciò a cui vorrei gratuitamente il perdono dei peccati all’uomo invitare con la presente Enciclica. che vuole pentirsi dei propri errori e con Lui si Guardiamo infine ai Santi, a coloro che riconcilia; l’uomo, a sua volta, perdona di cuo- hanno esercitato in modo esemplare la cari- re i propri fratelli (gli altri uomini) ogni volta che tà. Maria, la Vergine, la Madre, ci mostra che subisce un torto, qualunque sia la sua gravità o cos’è l’amore e da dove esso trae la sua ori- la sua frequenza, facendo ricorso alla preghiera gine, la sua forza sempre rinnovata. A lei af- per ricevere da Dio l’aiuto, gratuito, della ca- fidiamo la Chiesa, la sua missione a servizio pacità di perdonare torti anche apparentemente dell’amore. imperdonabili (Mt 6,14-15; 18,21-35). Esemplare è infine la Parabola del buon sa- maritano (Mt 5, 44; Lc 10, 29-40). Nella tradizione della Chiesa PREGHIERA A Santa Maria, Madre di Dio Agostino ha riassunto ciò nell’espressione “Ama Dio e fa’ ciò che vuoi”. Per Tommaso Santa Maria, Madre di Dio, d’Aquino l’amore è dono, gratuità e fedeltà. tu hai donato al mondo la vera luce, Papa Benedetto XVI, nella sua prima encicli- Gesù, tuo Figlio - Figlio di Dio. ca, Deus caritas est, interamente dedicata all’a- Ti sei consegnata completamente more cristiano, afferma che l’amore cristiano è alla chiamata di Dio unione di eros e agape, ed è diretto verso Dio e sei così diventata sorgente e verso i fratelli. Eros senza agape sarebbe puro della bontà che sgorga da Lui. istinto sessuale, agape senza eros togliereb- be alla carità quella spinta impulsiva di carità Mostraci Gesù. Guidaci a Lui. verso gli altri. E a conclusione papa Benedetto Insegnaci a conoscerlo e ad amarlo, afferma che “fede, speranza e carità” vanno in- perché possiamo anche noi sieme. La speranza si articola praticamente nel- diventare capaci di vero amore la virtù della pazienza, che non vien meno nel ed essere sorgenti di acqua viva bene neanche di fronte all’apparente insucces- in mezzo a un mondo assetato. so, ed in quella dell’umiltà, che accetta il mi- stero di Dio e si fida di Lui anche nell’oscurità. Papa Benedetto XVI La fede ci mostra il Dio che ha dato il suo Conclusione della sua enciclica Figlio per noi e suscita così in noi la vittoriosa “Dio è amore”. certezza che è proprio vero: Dio è amore! 11
LA SUA MEMORIA È UNA BENEDIZIONE Il mercatino di beneficenza Pro Missioni a Isernia S abato mattina, 12 maggio 2018, ad Sono le parole con le quali la Venerabile Isernia in piazza Concezione, sede Madre Maria Consiglia Addatis, delinea la vir- del mercato settimanale, di buon’ora, tù dell’Amore, associando ad essa il garofano. è comparso un insolito gazebo sotto il quale Aderendo a questo invito della loro Madre facevano bella mostra di sé crostate di vari fondatrice, le Suore Serve di Maria Addolorata tipi, biscotti al vino, biscotti con le mandorle, di Isernia, – le “Monachelle di Santa Chiara”, chiffon, le tradizionali ferratelle dolci e salate, come sono conosciute ad Isernia – per il terzo torte di mele, … odori e sapori da far venire anno consecutivo hanno voluto organizzare l’acquolina in bocca… questa splendida iniziativa per far conoscere le “Formiamo nel nostro cuore il garofano attività che le consorelle della loro Congrega- della carità e dell’amore di Dio. Nella nostra zione svolgono nelle missioni in Indonesia, Ar- vita, le nostre azioni, pensieri e desideri de- gentina e Messico e dare loro un aiuto concre- vono essere diretti dalla carità e per la carità. to nel segno dell’amore e della condivisione. Il garofano sparge una buona fragranza e noi, L’iniziativa è partita circa un mese prima, se vogliamo spargere questa a gloria di Dio e quando è stata comunicata l’idea di realizzare a vantaggio del nostro prossimo, viviamo nel una vendita di dolci ai numerosi amici sia di raccoglimento e soprattutto siamo miti e uni- Isernia che dei paesi limitrofi che si stringono formati alla volontà di Dio”. attorno alle Suore del convento di Vico 2° Alfe- rio n.1 e ne condividono gli ideali e le attività. La proposta è stata accolta con entusiasmo e l’abbondanza dei dolci offerti - tutti rigoro- samente fatti a mano – ne è stata la dimostra- zione. L’attenta regia di Suor Daniela Trotta, la collaborazione delle sue consorelle, l’aiuto prestato dai vigili urbani per il disbrigo delle pratiche burocratiche e per l’occupazione del suolo in occasione del mercato settimanale, la bella giornata di sole, dopo alcuni giorni di pioggia, e la buona disponibilità delle persone che si sono avvicinate al banco e hanno gu- stato i dolci hanno fatto sì che l’iniziativa riu- scisse pienamente. Ad abbellire ed ingentilire il gazebo, i cartelloni con le foto dei bambini delle missioni e gli splendidi lavori a maglia e a ricamo su tela “Aida” realizzati delle mani laboriose di Suor Tecla Villani. Mario Verrecchia (Isernia) 12
Esperienza di Madre Maria Consiglia 13
SEMI DI SAPIENZA di Madre Maria Consiglia Addatis Portaromana: mobilitata nel segno dell’Eucaristia dal 26 al 29 aprile 2018 C ome da tradizione della nostra Fa- Quest’anno sono state affidate a Padre Luigi miglia religiosa delle Serve di Maria Petrone, ofm, della comunità dei Frati minori Addolorata, anche quest’anno ab- “Santa Maria degli Angeli”, che ha coinvolto biamo celebrato le Solenni Quarantore dal 26 e catturato l’attenzione dei fedeli con la sua al 29 aprile 2018. Quest’anno poi, c’è stata la chiarezza e vivacità, ma soprattutto per i diversi felice coincidenza di iniziarle proprio il gior- temi trattati. Ha sottolineato la gioia che deve no della Madonna del Buon Consiglio, giorno abitare in ogni cristiano che vuole seguire Gesù in cui ricordiamo l’onomastico della nostra Via, Verità e Vita. Ha indicato Gesù come dono Venerabile Fondatrice, Madre Maria Consiglia che attraverso l’Eucaristia è dato alla Chiesa e a Addatis. Ed è dalle origini che noi scegliamo ognuno di noi: l’eucaristia fa la Chiesa, la Chie- questo periodo che in qualche modo deve sa fa l’eucaristia, un binomio inscindibile! contenere il giorno 26 aprile! Altro tema la famiglia che nel difficile com- Questo delle Quarantore, è un momento pito educativo non si deve sentire sola, ma ac- importantissimo non solo per la nostra Con- compagnata dal Signore e dalla solidarietà di gregazione, ma è un’occasione di festa per tut- tutti. Un invito a pregare per essa, perché regni to il quartiere di Portaromana, quasi una festa la pace, la condivisione e come insieme si man- patronale, insieme a quella di S. Anna che si gia sulla mensa a casa, si deve mangiare sulla celebra il 26 luglio! Tra i parenti e i familiari mensa eucaristica. Richiamando il vangelo di avvengono inviti a pranzo per poi partecipare Giovanni, la lavanda dei piedi (13, 1-20), si è alla Processione. Questi giorni vissuti davanti poi soffermato sul servizio, Gesù, che nell’ulti- a Gesù sacramentato nel silenzio, nella pre- ma Cena, prima dell’istituzione dell’eucaristia, ghiera e nella meditazione sono una gioia per volle indicare ad ognuno di noi come servire tutti, una sorta di riposo spirituale. ed amare i fratelli. E poi la condivisone richia- E anche le catechesi creano un clima di ri- mando la prima comunità degli Apostoli che flessione per un nuovo slancio e impegno nel- mettevano tutto in comune per il bene di tutti. la vita cristiana di tutti i giorni. Non sono mancati i fuochi d’artificio e la Ban- da musicale che ha onorato Gesù sacramenta- to durante la Processione e rallegrato tutti noi, nel chiostro, regalandoci musiche classiche tradizionali. E in finale con il “Silenzio di Nini Rosso” e l’inno nazionale “Fratelli d’Italia”, ci ha salutato, mentre noi consumavano dolci e bevande preparate per l’occasione e tra saluti e abbracci ci siamo dato appuntamento per il prossimo anno, a Dio piacendo! Suor M. Agnese Pignataro 14 (Nocera Sup. - Portaromana)
L’ANGOLO DELLA SALUTE a cura della Redazione Patologie dermatologiche (1): Dermatiti e Psoriasi Creme e Specialità emollienti L a cute, cui si rivolgono le maggiori at- meccanismi neuroimmunologici complessi e tenzioni per ragioni estetiche più spes- ancora non completamente compresi. so che per ragioni medico-preventive, La terapia termale genera effetti positivi lo- è da considerarsi un vero e proprio organo, cali sulla lesione psoriasica e benefici generali per di più esposto all’ambiente esterno, e di anche di tipo psichico, che sono molto rilevanti grande complessità biologica. Semplificando, nella patogenesi di questa malattia. La dermatite la cute è composta da epidermide e derma. Le seborroica colpisce principalmente zone come fibre collagene del derma vengono danneg- il cuoio capelluto, la faccia, il torace e il condot- giate, la loro coesione ridotta, creandosi le to uditivo. In particolare, le zone ricche di ghian- cosiddette “smagliature”. dole sebacee della pelle hanno una maggiore In farmacia si può trovare un grande numero probabilità di essere colpite. La sua comparsa di prodotti per dermocosmesi, tra i quali creme è caratterizzata da squame giallastre e untuose, idratanti, nutrienti, emollienti: termini che van- associate a eritema del cuoio capelluto e picco- no precisati nel loro significato con l’aiuto del le croste. I fanghi termali hanno un ruolo rile- farmacista per poter scegliere la formulazione vante nella cura delle affezioni cutanee su base più adatta da prescrivere o suggerire. seborroica specie del volto (acne). Il termalismo La psoriasi è una patologia della pelle a “fa bene alla pelle”, non solo migliorando diver- decorso cronico caratterizzata da ispessimen- si aspetti di alcune patologie cutanee, ma an- to dell’epidermide e dalla comparsa di chiaz- che producendo cosmetici derivati dalle acque ze arrossate e desquamanti. Le sue cause non termali, spesso reperibili in farmacia. La terapia sono note, anche se oggi si sa molto sulla sua termale delle patologie cutanee utilizza bagni e patogenesi; lo stress può aggravare la psoriasi fanghi con diverse acque, essenzialmente bicar- in soggetti che già ne sono affetti attraverso bonato-calciche, sulfuree o salsobromoiodiche. 15
VITA DI CASA NOSTRA Servi e Serve di Maria nelle periferie. Una nuova chiamata alla solidarietà e collaborazione D al 20 al 26 maggio 2018 in Tagaytay (Filippine) si è celebrato l’VIII Conve- gno internazionale UNIFAS (Unione Famiglia Servitana). Il tema che ci ha guidato, accompagnato e motivato è stato molto signifi- cativo, un invito alla solidarietà e collaborazione. Eravamo presenti circa 110 fratelli e so- relle Servi di Maria, provenienti da vari Paesi dove siamo presenti. Della nostra Congrega- MESSAGGIO zione Serve di Maria Addolorata di Nocera, ALLA FAMIGLIA SERVITANA abbiamo partecipato in tre: suor m. Yuliana Iku Alib proveniente dalla comunità di Ha- Guardare insieme a Cristo crocifisso tobuilico (Timor Leste) e suor m. Bonifacia 1. Noi, membri della Famiglia servitana, fra- Umul, proveniente da Ruteng (Indonesia). Ero ti, suore, membri degli Istituti Secolari, laiche presente anch’io, sottoscritta, come membro consacrate, membri dell’Ordine Secolare, di del Consiglio UNIFAS. Associazioni servitane e delle Scuole servita- In un clima di fraternità, accoglienza, lavo- ne, provenienti dai cinque continenti, riuniti in ro, e preghiera, giorno, dopo giorno, siamo sta- Convegno presso il Centro di spiritualità del- ti invitati a rinnovarci nel nostro essere Chiesa, le suore Missionarie Carmelitane di Tagaytay alla luce della frase della Prima Lettera di Pietro: City, Filippine, nei giorni 20-26 maggio 2018, “Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a abbiamo riflettuto insieme sul tema “Servi e servizio degli altri, come buoni amministratori Serve di Maria nelle Periferie. Una nuova chia- della multiforme grazia di Dio” (1 Pt 4, 10). E co- mata alla solidarietà e collaborazione”. Abbia- gliere come il nostro essere Servi e Serve in peri- mo sperimentato com’è bello e com’è dolce feria ci richiama a qualcosa presente nelle nostre stare insieme (cf. Sal 133 [132], 2), in famiglia, radici ispiratrici dei Sette Santi Padri Fondatori. fratelli e sorelle nella scia dei Sette Primi Padri. La condivisione di quanto le nostre sorelle stan- Quello che abbiamo veduto, udito e riflettuto, no facendo nelle varie “Periferie” ci ha portato noi lo annunciamo anche a voi (cf. 1 Gv 1, 3). a Muntinlupa (Manila) dove le varie espressioni Lieti di scoprire la vite del Senario piantata della famiglia servitana presenti nelle Filippine anche in vari luoghi dell’Asia, abbiamo fatto ci hanno condiviso il loro impegno di servizio insieme un tratto di cammino, pellegrini nella secondo il carisma proprio di ciascuna. periferia della città su vie segnate dalla pover- Torniamo a casa con l’impegno di chieder- tà, ma brulicanti di vita e di speranza, verso il ci e rendere operativa la solidarietà e la colla- santuario di san Pellegrino Laziosi a Muntinlu- borazione nelle periferie come nuova chiama- pa (Manila). Come il nostro santo fratello Pel- ta del Signore, oggi! legrino, abbiamo rivolto lo sguardo – assieme Madre Maria Zingaro alla Madre – a Cristo crocifisso, quale Medico 16 (Roma) delle anime e dei corpi, Figlio dell’uomo in-
a cura della Redazione nalzato per la nostra salvezza (cf. Gv 3, 14; In periferia, stare presso il Cristo Povero VPF 7), consapevoli che “dalle sue piaghe sia- 3. In periferia, con la Madre dei viventi, presso mo stati guariti” (1 Pt 2, 24; cf. Is 53, 5). il Cristo crocifisso nei poveri e negli emargi- nati, sentiamo il lamento: “Ho sete” (Gv 19, Uscire verso le periferie, solidali collaboratori 28). Vogliamo non solo aprire la mano e con- 2. Abbiamo sentito forte l’invito di Papa Fran- dividere cibo e bevanda, il necessario per vi- cesco ad essere comunità e Chiesa in uscita, in vere, ma vogliamo anche riflettere sulle cause periferia, per stare con la Madre, nostra Signo- di tale indigenza ed operare per rimuoverle, ra, presso il Cristo Gesù, ancora crocifisso nei evidenziare l’egocentrismo dei ricchi epuloni sofferenti e negli “scarti” della società di oggi. (cf. Lc 19, 16-31) e denunciare le ingiustizie, Prendendo coscienza – anche come fami- insieme e con fermezza. glia – di essere corresponsabili dei processi che Come i primi fratelli firmatari del lontano generano tali periferie, vogliamo non solo fare “Atto di povertà” di Firenze (7 ottobre 1251) e il nostro “mea culpa”, ma anche agire come come i firmatari del recente “Patto delle Cata- amici in comunione e fraternità, in solidarietà combe di San Gennaro dei poveri” di Napoli e collaborazione. Per questo ci impegniamo a (16 novembre 2015), ci impegniamo anche favorire la comunicazione tra di noi e a cresce- noi a dare centralità ad una “Chiesa povera re nella conoscenza reciproca, seguendo l’in- per i poveri” (EG 198), a fare scelte per un’e- vito dell’apostolo Pietro: “Ciascuno, secondo conomia solidale, che metta al centro la di- il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, gnità di ogni essere umano e il bene comune, come buoni amministratori della multiforme a favorire uno sviluppo ecosostenibile. Econo- grazia di Dio” (1 Pt 4, 10). Vogliamo, sì, in- mico e politico, affinché possiamo operare in sieme uscire verso le periferie e insieme agire, modo responsabile per il bene comune. mettendo a frutto i rispettivi carismi. ott do r ua S o il suo materno sg Antonio e Giusy Stanzione (Nocera Sup. - SA) Valentina Marianna Milano e Fabrizio Bondesan Carmine Corrado (Moncalieri - TO) Salvatore e Anna Desiderio (Battipaglia - SA) (Nocera Sup. - SA) 17
VITA DI CASA NOSTRA Nelle periferie, stare presso 35, 6; Dt 19, 1-10; Gs 20, 1-3; LO 2, 16), ma il Cristo Abbandonato anche identificare le cause di tanta migrazione 4. Nelle periferie esistenziali, con la Madre, ed operare per rimuoverle. donna forte, presso il Cristo crocifisso in perso- ne di tutte le età, smarrite da molteplici propo- Sul Monte e nella città ste, accecate da successi e ricchezze, chiuse nel 6. Intendiamo esercitare questo nostro impegno malessere e nella disperazione, abusate, schia- nelle periferie, con la preghiera e il lavoro, la vizzate, provate nella salute, spogliate di valori vita contemplativa e il servizio apostolico (cf. e ragioni di vita, ridotte al pensiero del suicidio, Cost. OSM 4), sul monte e nella città, luoghi sentiamo il grido disperato: “Dio mio, Dio mio, simbolico della concentrazione e della dilata- perché mi hai abbandonato?”, in ascolto con zione. Contiamo sulla stretta collaborazione tra tenerezza, ma anche aprire la mente e trasfor- noi, membri della Famiglia servitana, e in parti- mare la domanda “Perché vivere?” in “Per chi colare sul contributo dei laici impegnati o vicini vivere?”. Vogliamo raccontare l’esperienza dei alle nostre comunità o attivi nelle nostre “ope- Sette mercanti di Firenze, benestanti, i quali, re”. Pertanto ci impegneremo nell’educazione trovata la perla preziosa, lasciarono tutto per delle nuove generazioni, nella formazione inte- essa (cf. Mt 13, 45-46; LO 17, 19). grale in ambito spirituale, sociale, economico. In periferia, stare presso il Cristo Viandante Servi e Serve di Maria, nostra Signora 5. Nelle periferie, con la Madre, Vergine intre- 7. La Vergine Maria, nostra Signora, che fece pida, presso il Cristo crocifisso in tanti vian- somigliante il beato servo Filippo Benizi al danti, migranti, spesso vittime di ingiustizia suo dolcissimo Figlio (cf. LO 11), ci dia un e di oppressione, senza tetto, disoccupati, cuore simile al suo per ascoltare il pianto del riconosciamo il Figlio dell’uomo che non ha mondo con sentimenti di compassione e di dove posare il capo (cf. Mt 9, 20; Gv 1, 11; speranza. Per sua intercessione ella sostenga Lc 2, 7). Vogliamo non solo aprire la porta e, sempre l’impegno delle sue Serve e dei suoi per quanto possibile, offrire ospitalità ed as- Servi nelle periferie e ci guidi benigna nel 18 sistenza quale “sesta città di rifugio” (cf. Nm cammino della vita.
GLI AMICI CHE CI HANNO LASCIATO Irene Ferri - Lucchetta Maria Antonietta Santilio Iolanda Tarditi 1945-2017 1937-2018 1935-2017 IRENE! Amore eterno infinito Ho cercato gioia... ho trovato te. Buona, onesta e laboriosa, Primo unico ultimo “SACRO” Ho cercato amore... ho trovato te. senza mai chiedere nulla, Fiore meraviglioso Ho cercato bellezza... ho trovato te. hai dedicato tutta la tua vita dono di Dio ineguagliabile Ho cercato sicurezza... ho trovato te. all’amore della tua famiglia Fanciulla stupenda, Ho cercato serenità... ho trovato te. che tanto hai amato. fidanzata tenerissima Ho cercato fiducia... ho trovato te. Sposa sospirata e adorata Ho cercato un appoggio... ho trovato te. Donna di intelligenza Ho cercato una sposa... ho trovato te. e maturità eccezionali. Ho cercato coraggio... ho trovato te. Mamma e “Ninnà” dolcissima Ho cercato una casa... ho trovato te. verso i “Tesori suoi” Ho cercato un nome... ho trovato Antonietta. Raggio di sole nella nostra vita: il tuo esempio non è solo un dono inesauribile per noi, ma anche una gemma meravigliosa da far sbocciare e trasmettere dopo di noi. Vita affascinante con alti ideali di amore, lavoro, cultura e famiglia. Dal nostro credo: Loredana Palmieri 1. La morte non è il finale del cammino. 1978-2017 Non siamo carne di un tetro cieco destino Io sono soltanto più in là. ma siamo anime di un luminoso infinito amore. Io sono io. 2. “Ficcar lo viso per la luce eterna, Voi siete voi. nel suo profondo vidi che s’interna, Ciò che ero per voi Maria Viziola lo sono sempre... legato con amore in un volume, ciò che per l’universo si squaderna” 1951-2017 Non abbiate l’aria (Dante) Non piangete la mia assenza solenne o triste. sentitemi vicino Continuate a ridere 3. “Si un dia Dios te llama e parlatemi ancora. “di ciò che ci faceva para mi un puesto reclama Io vi amerò dal cielo come ridere insieme”. che a buscarte pronto irè”. vi ho amato in terra. Sorridete, pensate a me, pregate per me... Che il mio nome sia Ogni mese in tutte pronunciato in casa come lo è sempre stato. le Comunità della La vita ha il significato Congregazione si celebra di sempre. Il filo non è spezzato. una S. Messa per le Perché dovrei essere fuori Consorelle, familiari, dai vostri pensieri? amici e benefattori Io non sono lontana, sono solo all’altro lato defunti. (Cost. 34/b) della strada. Lory 19
IN VETRINA Giovanni Maria Flick Elogio della costituzione pp. 168, euro 15,00 “Mi sembra giusto esprimere un elogio alla Costituzione come cittadino, prima ancora che come uomo impegnato nello studio e nella pratica del diritto, prestato alle istituzioni per qualche tempo”. Bastano queste poche parole del professor Giovanni Maria Flick a dare il senso e la “bussola” del suo libro Elogio della Costituzione. Il libro, in un costante e fluido ondeggiare tra memoria e futuro, tra sfide e nuovi orizzonti di senso, tra puntualizzazioni scaturite da studio ed esperienza e analisi critica di questo momento storico, sociale e politico, è dedicato “a chi crede in una Costituzione attuale, ma da attuare”. Perché, pur in un momento storico spesso sovraccarico di tensioni, nella realtà di ogni giorno i valori ci sono, sono tanti, e la Costituzione da settant’anni li tutela e li promuove. Per questo è fondamentale conoscerla, viverla, attuarla e renderla attuale. Quello del professor Flick non è tanto un saggio, quanto piuttosto, come recita il titolo, un elogio semplice e appassionato della Magna Carta della società italiana. L’autore ne ripercorre la storia, le sue origini, le motivazioni per cui è stata voluta e scritta. Ma, al tempo stesso, fa emergere anche la sua attualità, sollecitando l’impegno di tutti per una società che voglia dirsi davvero equa, giusta e solidale. Impegno di tutti ma soprattutto della politica, a cui, com’è nel suo stile, l’autore si rivolge con schiettezza nell’introduzione: “È un invito a tradurre questo impegno non nell’immobilismo; o al contrario in un progetto di troppo ambiziose riforme organiche, destinate al fallimento se non a secondi fini (come quello di banalizzare e di svuotare la Costituzione dall’interno). È un invito a tradurlo in alcuni interventi mirati e responsabili; a raccogliere e a sviluppare gli spunti positivi (anche se non molti) maturati nel dialogo e, da ultimo, nel confronto-scontro sulla riforma della Costituzione che da alcuni decenni, e soprattutto nell’ultimo tempo, hanno segnato il dibattito politico del nostro Paese”. Giovanni Maria Flick La Nostra Costituzione.it pp. 160, euro 12,00 Sempre del prof. Flick anche un secondo titolo La Nostra Costituzione.it. Nato da laboratori vissuti con alcuni studenti del Liceo “Visconti” di Roma, il libro fa parte di un progetto crossmediale per studenti delle scuole superiori, di formazione a una cittadinanza attiva e responsabile (blog di riferimento www.lanostracostituzione.it). All’inizio del testo, rivolgendosi ai destinatari principali, Flick evidenzia le quattro ragioni che lo hanno portato a scriverlo: innanzitutto, l’anniversario (“la Costituzione compie settanta anni, e i compleanni importanti si celebrano. Non tanto sventolando bandiere o con belle parole retoriche le quali lasciano il tempo che trovano, ma facendo un bilancio degli anni passati, di quelli che verranno, degli aspetti positivi e di quelli negativi del festeggiato”); in secondo luogo, la necessità per tutti, ma in particolare per le nuove generazioni, di conoscere a fondo dove e come è nata la Costituzione: quindi, una ragione più personale, e cioè, come scrive lo stesso Flick, “il mio attaccamento e la mia fiducia nella Costituzione dopo nove anni di lavoro alla Corte costituzionale per studiarla e per applicarla”. Ma la ragione più importante sono proprio i destinatari del testo: “Noi adulti abbiamo bisogno di conoscere cosa pensate voi della Costituzione; soltanto attraverso un dialogo concreto con voi, usando un linguaggio comune, possiamo sperare di far vivere, e se possibile migliorare la nostra, anzi soprattutto la vostra Costituzione”. Nel testo, le riflessioni del prof. Flick sono intervallate da pagine e box di approfondimento, e da tanti spunti di riflessione e domande che richiedono la risposta e la partecipazione attiva dei ragazzi. Diversi anche i link (tramite QRcode) che rimandano a documenti, notizie e informazioni sul blog di riferimento (per i professori) che, partendo dal libro, volessero realizzare dei laboratori in classe, un’indicazione pratica: possono contattare l’indirizzo info@lanostracostituzione.it. 20
PER RIDERE Varie • Suor Speranza va a riscuotere gli assegni, ma gliene rifiutano uno perché scoperto. Umi- liata e afflitta, appena giunta a casa si precipi- • Un parroco, mentre sta andando in chie- ta dall’economa: «Che figuraccia mi hai fatto sa per la celebrazione della Via crucis, è chia- fare... Guarda bene gli assegni, prima di dar- mato d’urgenza al capezzale di un moribondo. meli. Me ne hai dato uno svestito...». «Comincia tu», dice al sacrestano, «poi io ar- rivo». Al suo ritorno, dopo molto tempo, vede • Sulla tomba di un anziano c’è questa la chiesa ancora illuminata. Entra e sente il lapide: Qui giace l’indimenticabile Valentino sacrestano che dice: «Centottantacinquesima ucciso dal calcio di un asino. I suoi cari ne stazione: il cireneo sposa la Veronica e vissero sentono ancora il dolore. felici e contenti: Padre nostro...». • Sulla tomba di un famoso attore è scritto: • Tonio fa il sacrestano. Ogni tanto il parroco lo Sono morto tante volte, ma così, mai! chiama per qualche lavoro nell’orto. Così, un giorno, vedendo distesa al sole una bella cami- • Dio creò l’Italia. Si accorse che superava cia, la prende di nascosto e se la porta a casa. in bellezza tutte le Nazioni e allora, per rista- Il giorno dopo, mentre sta pulendo il pavimen- bilire l’equilibrio, creò gli italiani! to della chiesa, il parroco gli domanda: «Be’! Tonio, come va?» • Un signore ha smarrito il cane. Fa inserire «Bene, è soltanto un po’ stretta di collo...». nel giornale il seguente avviso: «Va’ là, ne hai sempre una delle tue!». Mancia L. 50.000. È stato smarrito un cane da- «No, signor parroco, questa volta è proprio nese con orecchie tagliate, con coda lunga da una delle sue!». Porta Genova alla Stazione Centrale. • In chiesa una giovane si avvicina al par- • Al cimitero una donna che sta piangendo roco che, seduto in un banco, sta recitando sulla tomba del marito si confida con un’amica: il breviario: «padre, mi guardo allo specchio «Fra tanto dolore ho almeno la consolazione tante volte al giorno, mi trovo bella e ne godo. di sapere dove finalmente passerà le notti!». È peccato?». «Non angustiarti, figliola; non è peccato, è un errore!». Liberamente tratto da: Ridi, che ti passa!, Milano, 1999 • «Io, signor parroco, sono una donna for- tunata; senza andare in chiesa, posso ascoltare la Messa da casa aprendo una finestra: c’è solo la strada di mezzo...». «Sì, è davvero fortunata: potrebbe fare anche la comunione con la lin- gua che ha!». • Suor Cloe (86 anni) è ricoverata all’ospe- dale. Al suo ritorno, suor Vanna (75 anni) le domanda: «Come sei stata?». «Non me lo dire! Ero in camera con due anziane». «Davvero? E che età avevano?». «Una 63 anni e l’altra 58!». 21
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