Il ruolo del DNA nell'ereditarietà - Gli esperimenti di Fredrick Griffith su Streptococcus pneumoniae hanno dimostrato la presenza di un ...

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Il ruolo del DNA nell'ereditarietà - Gli esperimenti di Fredrick Griffith su Streptococcus pneumoniae hanno dimostrato la presenza di un ...
Il ruolo del DNA nell’ereditarietà

Gli esperimenti di Fredrick Griffith su Streptococcus
pneumoniae hanno dimostrato la presenza di un «principio
trasformante» ereditabile.
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Il ruolo del DNA nell’ereditarietà
Alfred Hershey e Martha Chase (nel 1952) scelsero un virus, il
batteriofago T2, per determinare quale dei componenti virali
(DNA o proteine) sarebbe penetrato nel batterio Escherichia coli.

Tali scienziati dimostrarono che il materiale con ruolo ereditario è
il DNA; esso penetra nelle cellule batteriche e trasmette ai batteri
infettati le informazioni genetiche necessarie a produrre nuovi
virus.
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Il ruolo del DNA nell’ereditarietà
Gli esperimenti di Hershey e Chase con i batteriofagi T2 ed E. coli.
  I

  II

                                             vedi sopra

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LA STABILITA’ DELLA MOLECOLA DI DNA A
DOPPIA ELICA E’ ASSAI ELEVATA

DOVUTA A TRE ORDINI DI FATTORI

 PRESENZA DEGLI SCHELETRI COVALENTI
  DELLE DUE CATENE COMPLEMENTARI

  INTERAZIONI IDROFOBICHE TRA COPPIE
         SOVRAPPOSTE DI BASI

LEGAMI A IDROGENO ALL’INTERNO DI OGNI
               COPPIA
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Denaturazione e rinaturazione del DNA
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Il DNA e l’RNA, gli acidi nucleici,
    sono polimeri di nucleotidi
                 Il DNA è un polinucleotide, cioè
                 un polimero di nucleotidi, ognuno
                 formato da tre parti:

                 • uno zucchero C5 detto
                 desossiribosio;

                 • un gruppo fosfato;

                 • una base azotata.

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Il DNA e l’RNA, gli acidi nucleici, sono
          polimeri di nucleotidi
Esistono quattro diversi tipi di basi azotate. L’adenina (A) e la
guanina (G) sono caratterizzate da un doppio anello e sono chiamate
purine. La timina (T) e la citosina (C) sono caratterizzate da un
anello singolo e sono chiamate pirimidine.

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Il DNA e l’RNA, gli acidi nucleici, sono
        polimeri di nucleotidi
L’RNA (acido ribonucleico) differisce dal DNA per il tipo di
zucchero C5 che contiene, il ribosio, e perché al posto della base
azotata timina contiene un’altra pirimidina, l’uracile (U).

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Il DNA ha i requisiti adatti per
 funzionare come materiale genetico
• Il DNA è variabile tra le diverse specie.
• Il DNA è in grado di custodire le informazioni che fanno una
specie diversa dall’altra.
• Il DNA è costante all’interno di una stessa specie.
• Il DNA è in grado di duplicarsi con grande precisione durante
la divisione cellulare.
• Il DNA è soggetto a rari cambiamenti, chiamati mutazioni, che
forniscono la variabilità genetica che permette agli organismi di
evolversi nel tempo.
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La struttura del DNA
La molecola del DNA ha la forma di una doppia elica di
nucleotidi in cui la base A è sempre in coppia con la base T, e la
base C con la base G.

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La molecola del DNA ha la forma di una
             doppia elica
James Watson e Francis Crick costruirono il primo modello
tridimensionale del DNA basandosi sui risultati dei lavori di
Rosalind Franklin e Maurice Wilkins, che avevano studiato la
struttura del DNA usando la cristallografia a raggi X.

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La molecola del
DNA ha la forma di
 una doppia elica

L’appaiamento
complementare delle basi
azotate suggerisce che il
DNA è una molecola a
doppio filamento, simile
a una scala a pioli in cui i
montanti sono costituiti
dallo scheletro zucchero-
fosfato, e i pioli dalle basi
accoppiate unite da
legami idrogeno.
Il nucleo interfasico

           Aspetto del materiale genetico
           Di una cellula in interfase
NUCLEO
    E’ L’ORGANULO PIÙ
VOLUMINOSO DELLA CELLULA
       EUCARIOTICA

  SOLITAMENTE APPARE DI
 FORMA ROTONDEGGIANTE E
     FREQUENTEMENTE
LOCALIZZATO NELLA REGIONE
 CENTRALE DEL CITOPLASMA

   LA MAGGIOR PARTE DEGLI EUCARIOTI PRESENTA
                UN SOLO NUCLEO
COSTITUISCE LA SEDE
  DELL’INFORMAZIONE
   GENETICA: IN ESSO
RISIEDONO LE MOLECOLE
  DI DNA CHE VENGONO
DUPLICATE E TRASCRITTE

    CROMATINA
    CROMOSOMI
TERRITORIO CHE DELIMITA
 LE ATTIVITA’ DEL GENOMA
  (INSIEME DI GENI DI UNA
CELLULA) E PROTEGGE DNA
   ed RNA DALL’AMBIENTE
      CITOPLASMATICO
IL NUCLEO È UNA
      PORZIONE DEL
CITOPLASMA DELIMITATO
DA UN SISTEMA DOPPIO DI
MEMBRANE CHE PRENDE IL
        NOME DI
 INVOLUCRO NUCLEARE o
    CARIOTECA E CHE
      RACCHIUDE IL
     NUCLEOPLASMA
MEMBRANA NUCLEARE
INTERNA e MEMBRANA
 NUCLEARE ESTERNA
  SEPARATE DA UNO
SPAZIO PERINUCLEARE

                        OGNI MEMBRANA HA LA
                      CARATTERISTICA STRUTTURA
                      BILAYER DELLA MEMBRANA
                             CELLULARE.

                       LA MEMBRANA NUCLEARE
                      ESTERNA È IN CONTINUITA’
                           CON IL RETICOLO
                      ENDOPLASMATICO RUGOSO.
LA MEMBRANA NUCLEARE
                              INTERNA È POGGIATA SU
                            UNA SOTTILE E DENSA RETE
                              DI PROTEINE ALTAMENTE
                               INSOLUBILI, ADESA AL
                                    VERSANTE
                              CITOPLASMATICO DELLA
                            MEMBRANA INTERNA DELLA
                               CARIOTECA, CHIAMATA
                                 LAMINA NUCLEARE.
 LAMÌNE NUCLEARI A, B, C
        FUNZIONE
                         • SOSTEGNO
• SITO DI ATTACCO PER I TELOMERI DEI CROMOSOMI DURANTE
                          LA MEIOSI
• DIVISIONE NUCLEARE (MITOSI, MEIOSI): LA FOSFORILAZIONE
      DELLE LAMÌNE DETERMINA LA FRAMMENTAZIONE
                DELL’INVOLUCRO NUCLEARE
PORI NUCLEARI: METTONO IN COMUNICAZIONE IL
COMPARTO NUCLEARE CON QUELLO CITOPLASMATICO

                       COMPLESSO DEL PORO
                         NUCLEARE (NCP)
ORGANIZZAZIONE OTTAGONALE: OTTO PROTEINE POSTE IN
 MANIERA SIMMETRICA ATTORNO AL PORO CHE FORMANO
    DUE ANELLI CONCENTRICI APPOGGIATI ALLE DUE
                   MEMBRANE
                              OTTO RAGGI CHE
                         DIPARTONO DAGLI ANELLI E
                             RAGGIUNGONO IL
                         TRASPORTATORE POSTO AL
                             CENTRO DEL PORO
                             PROTEINE CHE SI
                          ESTENDONO DAL BORDO
                             VERSO LO SPAZIO
                              PERINUCLEARE
                            (ANCORAGGIO DEL
                               COMPLESSO)
OTTO FIBRE CHE SI ESTENDONO DAGLI ANELLI VERSO IL
CITOSOL E VERSO IL NUCLEOPLASMA (SONO UNITE ALLA
     LORO ESTREMITA’ DA UN ANELLO FIBROSO)

                             NUCLEOPORINE
                         CLASSE PIU’ ABBONDANTE
                         DI PROTEINE PRESENTI NEL
                                 NUCLEO

                        TRASPORTO PASSIVO (PM = <
                                15000 Da)

                          TRASPORTO ATTIVO (PM =
                           15000 Da) E SELETTIVO
BIOGENESI DEI RIBOSOMI
MATRICE NUCLEARE
     FIBROGRANULARE
        INSOLUBILE
   (NUCLEOSCHELETRO)

   FUNZIONE

   • FORMA DEL NUCLEO
     • IMPALCATURA PER
L’ORGANIZZAZIONE DELLE
    FIBRE DI CROMATINA
• SISTEMA DI ANCORAGGIO
        PER COMPLESSI
 MOLECOLARI COINVOLTI
  NELLA DUPLICAZIONE E
   NELLA TRASCRIZIONE
L’analisi chimica dimostra nel nucleo la presenza di DNA , RNA e
proteine, a questo complesso viene dato il nome di

 CROMATINA: complesso di DNA, proteine
  (ISTONI E NON ISTONICHE) ed RNA
   DNA GENOMICO: PIU’ MOLECOLE DI DNA
  DNA DEL NUCLEO DI UNA CELLULA UMANA: 1.7 METRI
      DIAMETRO DEL NUCLEO: 0.5 MICRON
Il materiale genetico subisce una
Transizione da fibrillare a bastoncellare.
Da una organizzazione idonea a
Permettere al materiale genetico di essere
Trascritto e reduplicato, a quella idonea
Di essere parimenti distribuito tra
Le cellule figlie
                                               Poro nucleare

                                    Metafase
Aspetto della Cromatina a collana di perle
dopo trattamento con soluzioni saline
NUCLEOSOMA
1) PARTICELLA CENTRALE: COMPLESSO DI OTTO PROTEINE
ISTONICHE – DUE MOLECOLE DEGLI ISTONI H2A, H2B, H3 E
                          H4
    2) DNA A DOPPIO FILAMENTO, LUNGO 146 COPPIE DI
                      NUCLEOTIDI.
                                        L’ OTTAMERO
                                           DI ISTONI
                                          FORMA UN
                                            NUCLEO
                                           PROTEICO
                                         INTORNO AL
                                           QUALE E’
                                         AVVOLTO IL
                                        DNA A DOPPIO
                                         FILAMENTO
Organizzazione del NUCLEOSOMA
Il trattamento della cromatina con DNAsi,
Permette di isolare una struttura contenete
DNA e proteine, la lunghezza minima che si
Riesce ad ottenere con tale trattamento è di
146 paia di basi che ha l’aspetto di una perla.
Ogni “perla” è costituita da un nocciolo
Proteico intorno al quale si avvolge il DNA.
Il nocciolo proteico più il DNA che
si avvolge intorno costituiscono
 il NUCLEOSOMA
MODELLO A “COLLANA DI PERLE”

                 CIASCUNA PARTICELLA
                 CENTRALE DEL NUCLEOSOMA E’
                 SEPARATA DALLA SUCCESSIVA DA
                 UNA REGIONE DI DNA LINKER. LA
                  FORMAZIONE DEI NUCLEOSOMI
                CONVERTE UNA MOLECOLA DI DNA
                IN UN FILO DI CROMATINA LUNGO
                      CIRCA UN TERZO DELLA
                    LUNGHEZZA INIZIALE E CIO’
                 COSTITUISCE IL PRIMO LIVELLO
                   DI COMPATTAMENTO DEL DNA
GRUPPO DI PROTEINE ETEROGENEO,
          SPECIALIZZATO IN:

 • DUPLICAZIONE DNA (DNA POLIMERASI,
       ELICASI, GIRASI, PRIMASI…)

• TRASCRIZIONE DI GENI (RNA POLIMERASI)

     • MATURAZIONE DEL PRE-mRNA

    • REGOLAZIONE DEL PROCESSO DI
    TRASCRIZIONE DI SPECIFICI GENI

Mobilità elettroforetica delle varie
classi di Istoni.
Alcune proprietà delle proteine
istoniche
-Le proteine istoniche sono ricche in Lisina ed Arginina,
sono proteine
basiche dotate di una carica netta positiva.

-Sono proteine altamente conservate.
LA CROMATINA DI UNA CELLULA VIVENTE
  RARAMENTE ADOTTA LA FORMA ESTESA DI
          “COLLANA DI PERLE”

   I NUCLEOSOMI SONO COMPATTATI L’UNO
SULL’ALTRO GENERANDO SCHIERE REGOLARI IN
   CUI IL DNA E’ ANCORA PIU’ CONDENSATO.

COSI’ LA MAGGIOR PARTE DELLA CROMATINA SI
PRESENTA SOTTO FORMA DI UNA FIBRA CON UN
DIAMETRO DI CIRCA 30nm, (FIBRA A SOLENOIDE)
  CONSIDEREVOLMENTE PIU’ SPESSA DELLA
CROMATINA SOTTO FORMA DI “PERLINE SU UN
                  FILO”.
PRESENZA DELL’ISTONE H1, PIU’ GRANDE DEGLI ALTRI
          ISTONI E MENO CONSERVATO

    L’ISTONE H1 SI SISTEMA SUL ROCCHETTO DI
AVVOLGIMENTO, “PINZETTANDO” IL DNA IN ENTRATA E
 USCITA DAL ROCCHETTO E AVVICINANDO I DIVERSI
 ROCCHETTI GRAZIE A LEGAMI DI TIPO TESTA-CODA
              CON ALTRI ISTONI H1
COME FIBRA DI 30nm UN TIPICO CROMOSOMA UMANO
          SAREBBE ANCORA LUNGO 0.1cm.
 CI DEVE ESSERE UN LIVELLO ANCORA SUPERIORE DI
RIPIEGAMENTO CHE ORGANIZZA LA FIBRA DI 30 nm IN
        UNA SERIE DI ANSE E AVVOLGIMENTI
“SCAFFOLD” PROTEICO
NONOSTANTE L’ALTO GRADO DI COMPATTAMENTO
  DELLA CROMATINA LA SUA STRUTTURA DEVE
ESSERE ALTAMENTE DINAMICA PER PERMETTERE
 ALLA CELLULA DI SVOLGERE LE SUE FUNZIONI
           (CRESCERE E DIVIDERSI)

A QUESTO SCOPO SONO IMPORTANTI DUE STRATEGIE
   GENERALI PER CAMBIARE REVERSIBILMENTE
       STRUTTURE LOCALI DI CROMATINA:

    •COMPLESSI DI RIMODELLAMENTO DELLA
         CROMATINA, SPINTI DA ATP

  • MODIFICAZIONE COVALENTE (ACETILAZIONE,
  METILAZIONE, FOSFORILAZIONE) CATALIZZATA
               DEGLI ISTONI (H1)
CICLO DI CONDENSAZIONE-DECONDENSAZIONE DELLA
                  CROMATINA
A SECONDA DELLE SUE ATTIVITÀ TRASCRIZIONALI LA
 CROMATINA PUÒ ESSERE FORTEMENTE ADDENSATA E
QUINDI INATTIVA (ETEROCROMATINA) O LASSAMENTE
    COMPATTATA E QUINDI ATTIVA (EUCROMATINA).

 •ETEROCROMATINA: COSTITUTIVA (RESTA ALLO STATO
  COMPATTATO SEMPRE E IN TUTTE LE CELLULE, NON
    VIENE MAI TRASCRITTA); FACOLTATIVA (RISULTA
INATTIVATA IN MODO SPECIFICO IN ALCUNE FASI DELLA
               VITA DI UN ORGANISMO)

 ES: SI HAIN UNO DEI DUE CROMOSOMI X INTERFASICI
 DELLE FEMMINE DI MAMMIFERI: LE LORO CELLULE
POSSIEDONO DUE CROMOSOMI X, MENTRE QUELLE DEI
              MASCHI HANNO UN X E UN Y.
NEI MAMMIFERI UNO DEI CROMOSOMI X FEMMINILI VIENE INATTIVATO
 PERMANENTEMENTE, FORSE PERCHE’ UNA DOPPIA DOSE DI CERTI PRODOTTI
GENICI POTREBBE ESSERE LETALE. ALLORA UNO O L’ALTRO DEI DUE, A CASO, SI
 ADDENSA FORTEMENTE E DIVENTA ETEROCROMATICO IN UNA FASE PRECOCE
                    DELLO SVILUPPO EMBRIONALE.

                                                          DA QUEL
                                                       MOMENTO, IN
                                                         TUTTA LA
                                                        NUMEROSA
                                                         PROGENIE
                                                     CELLULARE CHE
                                                     SEGUE, LO STATO
                                                             DI
                                                     CONDENSAZIONE
                                                     E INATTIVITA’ DI
                                                           QUEL
                                                      CROMOSOMA X
                                                           VIENE
                                                        EREDITATO.
CROMOSOMI
STRUTTURA MOLTO COMPATTA E COLORABILE, VISIBILE
    AL MICROSCOPIO OTTICO DURANTE LA DIVISIONE
  CELLULARE, IN PARTICOLARE DURANTE LA METAFASE,
   QUANDO VIENE RAGGIUNTO IL MASSIMO LIVELLO DI
        COMPATTAMENTO DELLA CROMATINA.
                                Ogni cromosoma è una
                               lunga molecola di DNA
                                 (assieme a specifiche
                                    proteine) la quale
                               contiene le informazioni
                                      necessarie al
                                  funzionamento della
                                cellula (e che verranno
                                 trasmesse alle cellule
                                          figlie)
In ogni specie i cromosomi si presentano con un numero e una
      struttura caratteristici. Ad esempio il corredo cromosomico umano è di
                46 cromosomi (23 coppie di cromosomi omologhi).

 Tutte le cellule di un dato organismo
hanno lo stesso numero di cromosomi
   (ad eccezione dei gameti che ne
      hanno esattamente la metà)
CROMOSOMA MITOTICO
  METACENTRICI
SUBMETACENTRICI o
  ACROCENTRICI
  TELOCENTRICI

      BRACCI
                                       Cromosoma non duplicato
   CROMOSOMICI

 BRACCIO CORTO (p)
 BRACCIO LUNGO (q)

      BANDEGGIO              COESINE
  REGIONI e BANDE
     (numeri arabi dal
 centromero verso la parte              Cromosoma duplicato
terminale del cromosoma)

         14q2.1
NUCLEOLO

  STRUTTURA SPECIALIZZATA COMPRENDENTE UN
GRUPPO DI GENI CHE PORTANO L’INFORMAZIONE PER
    GLI RNA RIBOSOMALI (rDNA), I TRASCRITTI
          CORRISPONDENTI E PROTEINE.
REGIONE FIBRILLARE:
   contiene l’rDNA (ORGANIZZATORE
       NUCLEOLARE) IN FORMA DI
      CROMATINA PARZIALMENTE
    COMPATTA, RNA POLIMERASI I E
       FATTORI DI TRASCRIZIONE.
   I centri fibrillari sono circondati da una
       COMPONENTE FIBRILLARE
          DENSA = geni ribosomiali
    trascrizionalmente attivi → cromatina
                meno condensata

      REGIONE GRANULARE:
   particelle ribosomali a vari stadi di
               assemblaggio
LUOGO DI ASSEMBLAGGIO DELLE
   SUBUNITÀ DEI RIBOSOMI
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