Il Risorto ci rialzerà - 9 APRILE 2020 - Pandocheion
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Anno VI n. 3 9 APRILE 2020
Il Risorto ci rialzerà
Messaggio alla diocesi di mons. Francesco Oliva - pag.42
Dopo il coronavirus
9 APRILE 2020
Coronavirus: le iniziative dalla Chiesa italiana. Intervista a mons. Russo (Cei)
Rimettere ordine “Sosteniamo medici e operatori sanitari, siamo accanto ai malati”
nella scala dei valori Riccardo Benotti e la salute - ha
Enzo Romeo stanziato finora 6
“In questo momento vorrei rivolgere un
milioni di euro,
S
pensiero grato a tutti i nostri media che,
crivo dalla quarantena imposta a tutti in due tranche
in forme diverse e secondo le specificità
dall’emergenza coronavirus e penso alla da 3 milioni,
di ciascuno, stanno tessendo il filo
Pasqua celebrata nelle chiese vuote di fedeli, provenienti
delle comunità. Porto nel cuore quanto
come mai era avvenuto prima, neppure durante dall’otto per mille
mi hanno scritto diversi settimanali
le guerre. Ma penso soprattutto al dopo, al che i cittadini
diocesani in questi giorni: le nostre
tempo della ripartenza e della “ricostruzione”. destinano alla
pagine sono diventate un necrologio
Può e deve essere questa un’occasione Chiesa cattolica.
continuo. Avverto la sofferenza che
preziosa, sia nella Chiesa che nella società. La Il primo contributo,
arriva dai territori, a tutti assicuro
Pasqua è passaggio salvifico tra i perigli di una del 24 marzo,
la vicinanza della Chiesa italiana.
mare che si apre al nostro passaggio, ed è per raggiunge la
Grazie!”. A parlare è mons. Stefano in tanti li hanno pianti, unendoli ai lutti
noi cristiani memoria concreta di resurrezione, Piccola Casa della Divina Provvidenza
Russo, segretario generale della Cei, personali. Anche questo ci dice del
di vittoria sulla morte. del Cottolengo di Torino, l’Azienda
nei giorni che precedono la Settimana prezioso mandato dell’essere comunità;
Sì, ho usato una parola che è stata quasi ospedaliera “Cardinale Giovanni Panico”
Santa che quest’anno sarà vissuta un mandato che ci porta ad interpretare
bandita dal nostro parlare: la morte. La di Tricase, l’Associazione Oasi Maria
da un intero Paese in quarantena: il nuovo che abbiamo davanti e ad
sentiamo aleggiare, invisibile, nell’aria resa Santissima di Troina, nei pressi di Enna,
“Ricordo che la prossimità della assumere quindi anche nuove modalità
infida dalla pandemia. Eppure è proprio la e l’Istituto Ospedaliero Poliambulanza
Chiesa in Italia si esprime ugualmente di essere Chiesa.
paura di questa “sorella” sgradita che ci sta di Brescia. Il secondo, del 30 marzo, va
attraverso segni concreti. In particolare,
facendo ritrovare valori che si erano sbiaditi e a beneficio della Fondazione Policlinico Ci aspetta una Settimana Santa
abbiamo promosso due sottoscrizioni
che invece sono fondamentali per una nazione Gemelli, dell’Ospedale Villa Salus “senza concorso di popolo”. Che
di raccolta fondi: Sostegno alla sanità
che vuol dirsi tale. Il valore dell’unità: siamo di Mestre, dell’Ospedale Generale Pasqua sarà?
ed Emergenza coronavirus, con Caritas
nella stessa barca, o ci salviamo tutti o tutti Regionale Miulli di Acquaviva delle
italiana”. Sarà sicuramente una Pasqua diversa:
andremo a fondo; il valore della solidarietà: Fonti in provincia di Bari. È stata inoltre
solo aiutandoci a vicenda potremo farcela; Eccellenza, la Chiesa italiana si è la storia che stiamo vivendo ci pone
aperta una raccolta fondi, che sarà
il valore dell’essenzialità: di quante cose mossa fin dai primi momenti per dinanzi questa realtà, inedita per tutti. La
puntualmente rendicontata e che potrà
superflue stiamo scoprendo che si può fare fronteggiare la pandemia anche sul Settimana Santa apre al cuore della nostra
aiutare altre realtà.
a meno! Tutto questo ha a che fare con la piano dell’assistenza caritativa e fede; per questo, anche se le ristrettezze
dimensione religiosa ed evangelica, con quel solidale stanziando oltre 16 milioni di Con la sospensione delle attività del momento presente ci mettono a dura
«sì sì, no no» a cui ci richiama Gesù. euro. Decine di diocesi in tutta Italia scolastiche, anche le scuole paritarie prova, non dimentichiamo che siamo
Rimettere ordine nella scala di valori della stanno mettendo a disposizione le attraversano una fase di crisi. Cosa si in cammino verso la Resurrezione. Ed
nostra vita ci aiuterà ad essere più lucidi anche loro strutture per la Protezione civile, aspetta dalla politica? è proprio questo orizzonte ad aiutarci
nelle scelte politiche, economiche, sociali che i medici e le persone in quarantena... La Segreteria Generale della Cei ha a vivere al meglio il tempo pasquale.
andranno prese d’ora in avanti, in un Paese rappresentato più volte al ministero Siamo a casa, ma non siamo soli! Invito
È una geografia della carità in continuo tutti a riscoprire il senso pieno di ciò
che si ritroverà fatalmente addosso il fardello aggiornamento. Le diverse iniziative sul dell’Istruzione la situazione drammatica
della recessione. Ed ecco che qui entra in vissuta dalle scuole paritarie. A nome di che, purtroppo, quest’anno non potremo
piano dell’assistenza caritativa e solidale vivere insieme, per fare festa tutti
ballo la nostra specificità di uomini e donne sono tutte mosse dalla certezza che nel tante famiglie, di insegnanti che sono
“di periferia”. La marginalità geografica e senza stipendio e di strutture che, stante insieme quando sarà possibile. E quella
volto sofferente dei nostri fratelli è festa, che sarà la Pasqua di tutti noi, sarà
produttiva, che (finora) ha ridotto i rischi di presente Cristo. È una certezza che viene così le cose, a settembre difficilmente
contagio, potrebbe ridurre anche gli effetti potranno riaprire - con un danno anche momento di conforto per quanti
dal Vangelo di Matteo: “Ho avuto fame ci hanno lasciato e per i loro familiari.
della crisi post-coronavirus? Sì, se sapremo e mi avete dato da mangiare…”. Parole oggettivo per il bene comune - si sono
utilizzare al meglio le opportunità specifiche presentate alcune richieste essenziali, Ripeto: non siamo soli!
che sono riferimento imprescindibile
che offre il nostro territorio. Il basso costo per le nostre azioni. Nella situazione chiedendo a voce e per iscritto che Da Nord a Sud, si moltiplicano le messe
della vita, ad esempio, è un fattore di rilievo attuale, in cui sono messe a nudo tutte le l’appello venga raccolto. Ci aspettiamo in streaming, gli accompagnamenti
in una fase di stagnazione, in cui il sistema nostre certezze, riscopriamo il senso e il che questo passo possa essere fatto. spirituali a distanza e le persone
produttivo avrà bisogno di delocalizzare per
poter andare avanti. La fascia jonica reggina
valore della prossimità, della cura, della Sono tanti i sacerdoti che hanno perso si incontrano sui social per
va proposta come uno dei luoghi della nuova
relazione… In una parola: della carità, la vita, molti di loro per adempiere a fare comunità. Tanti sacerdoti
Italia che dovrà rimettersi in marcia.
sempre silenziosa, ma operosa. pieno i doveri del ministero. Cosa si sperimentano modalità nuove per le
La Chiesa, senza rumore e megafono, sente di dire per tutti loro? celebrazioni e l’accompagnamento dei
Perché ciò sia fattibile serve camminare continua a sostenere in maniera fedeli. Come valuta questa inattesa
insieme. L’eventuale iniziativa personale Tutti i nostri sacerdoti sono sempre vicini stagione ecclesiale?
corresponsabile medici, operatori
di un sindaco o di un altro amministratore alla gente, fedeli alla vocazione fino
sanitari e malati.
si rivelerebbe del tutto inutile. Nessuno dei alla fine, vivono con le proprie pecore, C’è un grande senso di appartenenza
È un ritorno dell’attenzione e generosità
nostri paesi o delle nostre cittadine ha la forza, come ripete spesso Papa Francesco. Lo che sta sempre più emergendo. Le
che tanti cittadini, ogni anno, rivolgono
da sola, di essere attrattiva. Solo la coesione sono così tanto che, proprio in questa varie iniziative sono una risposta a
con la destinazione dell’otto per mille
paga. I tricolori che abbiamo visto alle finestre circostanza, hanno condiviso anche la un desiderio profondo di comunità.
alla Chiesa cattolica.
in queste settimane, i flash mob per sostenere malattia e, purtroppo, in molti casi, la È alle domande della nostra gente
il personale sanitario, i gesti spontanei di Il Sistema sanitario è in forte difficoltà morte. Li ricordiamo prima di tutto per bisogna, in qualche modo, rispondere.
volontariato, le raccolte fondi sono tutti esempi e anche la sanità cattolica sta facendo fare memoria della loro vita, delle loro È ciò che ci ha mossi, come Segreteria
di ciò che è necessario fare per risollevarsi: la sua parte. La Cei sostiene le opere, di quanto hanno lasciato nei cuori Generale, nel progettare chiciseparera.
sentire che c’è un destino da condividere, strutture sanitarie in vari modi. di chi li ha conosciuti. I media cattolici, chiesacattolica.it, un ambiente digitale
un sforzo da compiere insieme, un progetto In risposta ad alcune delle tante e non solo, hanno onorato questi fratelli che rilancia le buone prassi messe in
collettivo da realizzare. L’individualismo situazioni di necessità in sanità, la celebrando esistenze spese per il atto dalle diocesi, offre contributi di
pervicace, che dalle nostre parti si declina Conferenza episcopale italiana - prossimo. Molti erano missionari, tornati riflessione - a partire da lettere, messaggi
attraverso il familismo da clan, ha favorito raccogliendo il suggerimento della in Italia dopo una vita tra i più poveri del e video dei vescovi -, condivide notizie
da sempre la tessitura del malaffare. La Commissione episcopale per la carità mondo; altri erano preti diocesani, alcuni e materiale pastorale. Viviamo una
’ndrangheta non è altro che la metastasi del di questi a riposo - stagione di grande creatività, che ci
solidarismo, il fare gruppo per il bene che si ma un sacerdote va permette di guardare oltre l’emergenza.
trasforma in legame criminale. mai veramente in E in quell’oltre non possiamo non essere
Quando l’aria tornerà ad essere pulita e non pensione? - dopo sostenuti dalla speranza, alimentata
ci sarà più il Covid 19 a minacciarci, speriamo aver visto crescere dalla fede e dalla carità. Quando tutto
che si attenuerà pure l’inquinamento congenito generazioni di fedeli, sarà finito, avremo modo di riflettere su
che soffoca la nostra terra. Sembrerà strano, ma spesso in parrocchie quanto vissuto, non dimenticando che
la due cose possono mettersi in parallelo. La piccole, dove ci si siamo in una situazione eccezionale.
lezione che ci sta dando la pandemia, se colta conosce tutti come E che non possiamo fare a meno
bene, servirà a liberarci da virus più antichi. una famiglia e dove dell’incontro fraterno che da sempre ci
caratterizza.9 APRILE 2020
3
I geracesi e il sinodo Un romanzo di Giorgio Metastasio
Enzo D’Agostino
Rina il sorriso e il dolore
I l 3 dicembre 2006, mons. GianCarlo Bregantini, allora
vescovo della nostra diocesi, indisse il sinodo diocesano,
137 anni dopo l’ultimo celebrato (dal 22 al 24 maggio
Maria Teresa D’Agostino
1879 da mons. Francesco Saverio Mangeruva. Ma l’anno
dopo, l’8 novembre 2007, mons. Bregantini fu promosso U na storia dura, poetica e commovente. Una
donna che attraversa abbandoni, disperazione e
amore sempre sospinta dal coraggio del cuore. “Rina,
ma pure Raffaela Condello, Anna Maria Sarica, che
firmano presentazione e prefazione del libro, e l’attrice
Cinzia Costa. Non è stato facile raccontare vicende
e trasferito a Campobasso-Boiano ed il sinodo rimase
incompiuto. il sorriso e il dolore” di Giorgio Metastasio (edito da tanto dolorose, ci sono stati momenti in cui ho dovuto
La sospensione di un sinodo, nella nostra diocesi, non Etabeta) è un romanzo intenso e dolente ispirato a staccare un attimo, prendere fiato. La presenza di tante
accadeva per la prima volta, poiché anche un sinodo una vicenda vera. Dagli inizi del Novecento ai primi persone che mi hanno incoraggiato è stata quindi per
convocato nel 1620 rimase incompiuto, ma in un’altra anni Duemila, tra Sicilia e Calabria, un lungo percorso me molto importante».
situazione e per motivi più gravi. dentro condizioni storiche, sociali e umane che vedono A rendere vive le commoventi pagine del romanzo,
Il sinodo era uno degli strumenti valorizzati dal Concilio la protagonista, Rina, provare sulla propria pelle proprio l’attrice Cinzia Costa che, con grande
di Trento (insieme con le visite pastorali) e messo a la durezza di un mondo per cultura e leggi centrato professionalità e trasporto, ha offerto un’appassionata
disposizione dei vescovi per un più proficuo governo sulla figura maschile, lo smarrimento dell’abbandono interpretazione dei passaggi salienti della storia. «È
pastorale delle diocesi, e i vescovi postridentini se ne e la ferita del tradimento. Un racconto che cattura stato davvero emozionante per me entrare nell’anima
servirono senza risparmio, convocandolo se non proprio pagina dopo pagina, grazie all’attenzione, alla cura e nei sentimenti di Rina – ha detto Cinzia Costa
ogni anno (come aveva suggerito il Concilio), certamente nella ricerca e alla sensibilità narrativa di Giorgio – Una donna straordinaria di cui è impossibile
almeno una volta durante il proprio episcopato. Ma il sinodo Metastasio. non innamorarsi. La storia andava assolutamente
- codificando norme e regole da rispettare che, per essere Per la presentazione del romanzo in prima assoluta, raccontata e Giorgio ha saputo farlo benissimo». Ha
messe per iscritto, erano più difficili da ignorare o aggirare al Mondadori Bookstore di Siderno, un pubblico tracciato una dotta analisi della personalità di Rina
- non era gradito e la gente faceva di tutto per impedirne la numeroso e ospiti speciali hanno impreziosito la la psicologa Raffaela Condello: «Possiamo dire con
convocazione e lo svolgimento. Di tali tentativi si ha notizia serata. «Raccontare questa storia era un atto dovuto sicurezza, usando un termine dei nostri tempi, che Rina
in parecchie diocesi; qui ci occupiamo della nostra. verso una donna che ha sofferto tanto senza mai è un simbolo di resilienza, un simbolo della capacità
Il “fattaccio” avvenne nel 1620, anno in cui il popolo, sentirsi vittima, senza farne un simbolo di dolore, anzi di resistere senza farsi piegare dal destino. Una
eccitato da alcuni ecclesiastici mestatori e contestatori, mostrando sempre il sorriso. Una donna coraggiosa donna guerriera, dolce, fragile e infinitamente forte».
irruppe nella cattedrale e costrinse i sinodali colà riuniti cui ho sentito di dover dare voce. Rina viene lasciata al Parole di elogio da parte di monsignor Francesco
dal vescovo Orazio Mattei a sospendere i lavori (allora, brefotrofio in tenera età, la miseria e le troppe bocche Oliva: «Ho letto il libro tutto d’un fiato, in una sera.
generalmente, duravano tre giorni) ed a tornarsene alle da sfamare portano i genitori a Ho scoperto un testo accattivante, mai
proprie residenze. questa terribile decisione, viene banale, ricco di sentimenti e di pathos
Fu un fatto gravissimo, durante il quale fu in pericolo la adottata da una nuova famiglia, che porta alla luce tutta la bellezza del
stessa incolumità del vescovo, ma i geracesi andarono fieri da adulta subisce il tradimento e, mondo femminile, la capacità di reagire.
della loro “impresa” ancora per molti anni, vantandosene in seguito alla separazione, come Mi complimento con l’autore per la
pubblicamente. vuole la legge del tempo, perde bravura con cui ha saputo narrare una
Trenta anni dopo, nel 1651 (23-25 aprile), un successore l’affidamento delle due piccole storia così difficile» ha detto il Vescovo
del vescovo Mattei, Vincenzo Vincentini, decise di figlie; la sua è una storia di cadute, della diocesi Locri-Gerace. «Sono felice
convocare anche lui un sinodo, «per estirpare i gravi elementi ma pure di altrettante risalite» che il romanzo sia stato accolto con
di corruzione morale» che, appena messo piede in diocesi ha spiegato Giorgio Metastasio, calore dai lettori – ha concluso Giorgio
(era stato nominato il 2 maggio 1650), aveva riscontrato autorevole firma del giornalismo Metastasio – Rina merita di entrare nel
nel popolo. Questo, nuovamente istigato (secondo lui) calabrese, autore di importanti cuore delle persone e anche il contesto
dal diavolo (“diabolo instigante”) - tentò di impedirne lo saggi a tema artistico, all’esordio storico che lei ha vissuto, con un sistema
svolgimento, ripetendo l’impresa del 1620. «Anche io ho nel mondo della narrativa. «Ho giuridico familiare mutato solo nel 1975,
riunito il sinodo, nelle stesse condizioni di uguali difficoltà deciso di scrivere anche invogliato va oggi ricordato e tenuto presente per
ed opposizione, ma con risultato del tutto diverso, poiché e supportato da tante persone, mia comprendere il vissuto di tante donne
esso è stato regolarmente portato a compimento ed i suoi moglie Cosimina prima di tutto, come Rina».
atti sono stati immediatamente dati alle stampe», scriverà il
vescovo in una sua relazione, e non è difficile immaginare
un ghigno di diabolica soddisfazione mentre la sua penna Il coraggio di camminare
vergava tali parole.
Nel 1651, dunque, furono i geracesi a dover ritornare Imma Divino
delusi alle proprie abitazioni.
Un territorio in cui non solo batte il cuore di un patrimonio naturalistico di grande pregio, ma anche carico di
Sempre in tema di sinodi, è il caso di ricordare anche
cultura, che permette di leggere la storia scritta tra le pieghe delle pietre color ocra e il verde intenso dei boschi, di
quanto, sempre a Gerace, accadde nel 1735.
paesi adagiati su denti di roccia, depositari di antiche tradizioni e memorie. Un vero manifesto dell’identità, che
A quella data, sulla nostra cattedra sedeva Ildefonso
il piacere di camminare ha aiutato l’uomo a ‘leggerlo’ con occhi nuovi e che potrebbe innescare, in una regione
Del Tufo, un vescovo il cui operato è ancora alla ricerca
come la Calabria, con il più alto tasso di disoccupazione tra i giovani, un'inversione di rotta e trasformarsi in
di una incontrovertibile definizione e che a Gerace si
opportunità di sviluppo sociale per restituire dignità economica e lavorativa a tanti calabresi. E’ quanto, in
scontrò apertamente con il capitolo cattedrale e con
sintesi, è emerso durante il convegno letterario organizzato, pochi giorni prima che il coronavirus costringesse
l’ambiente politico della città, soprattutto sull’impiego
tutti a casa, dall’Associazione di promozione sociale ‘Innovus’ nella biblioteca comunale di Placanica.
delle risorse finanziarie della diocesi. Ne uscì soccombente
Tema dell’importante iniziativa culturale “Il coraggio di camminare, gesto semplice, ma rivoluzionario’,
e fu denunciato a Roma. Ivi il processo si concluse per lui
argomento sviluppato, dopo un breve intervento del presidente Nicola Raschellà e i saluti istituzionali ai
negativamente ed il papa gli impose li lasciare la cattedra.
partecipanti del sindaco Antonio Condemi, dal professore Antonio Picone Chiodo, dal dottore Pasquale Clemeno
Di quel processo, e quindi delle specifiche accuse rivolte
e dal professore Francesco Bevilacqua, esperti ambientalisti accomunati dalla passione dell’escursionismo.
a Del Tufo non si sa granché, perché gli atti, che pure
Di grande interesse l’intervento del professore Chiodo, presidente della sezione CAI Aspromonte di Reggio
esistono, sono ben chiusi negli archivi romani e, anche se
Calabria, che ha parlato del turismo naturalistico nell’Aspromonte, diventato già agli inizi degli anni 60 del
sono trascorsi quasi tre secoli, sono tuttora segretati. Ma
secolo scorso patria di studiosi, primi a intuire le ricchezze inestimabili di quel territorio che porta in sé la
continuiamo a parlare di sinodi.
sapienza della gente che ha saputo conservare il cordone ombelicale col passato e nei cui gesti e tradizioni
Anche Del Tufo ne convocò uno, appunto nel 1735, lo
esprime i molteplici volti di una civiltà stratificata nel tempo che ha saputo conservare nel tempo.
celebrò e ne promulgò gli atti, che, però, non pubblicò,
Un impegno vissuto continuamente sulle ‘barricate’ per la valorizzazione di una delle aree più belle dell’Italia,
dando la stura ad accese discussioni e a lunghe e cavillose
la cui immagine offuscata negli anni 80 dalla stagione dei sequestri, per poi riprendere vigore grazie alla nascita
controversie giudiziarie: per Del Tufo, gli atti del sinodo,
del Parco Nazionale dell’Aspromonte che ha permesso il salto di qualità prima con l’ospitalità diffusa e poi col
che non erano stati dati alle stampe soltanto per carenze
turismo sostenibile.
finanziarie, erano comunque pubblici ed in vigore; per gli
A introdurre l’intervento del professore Bevilacqua, la relazione di Pasquale Clemeno, esperto escursionista
oppositori, gli stessi non erano stati pubblicati per mancanza
che ha parlato delle ricchezze, in parte inesplorate, del territorio montano ricco di grotte e cavità naturali e in
di imprimatur e pertanto non avevano alcuna validità.
cui è incastonata la frazione Pietra. Dell’importanza dei cittadini di essere, agli amministratori locali, dei veri
Di tali controversie ci sono tracce profonde in vari
‘fermenti lattici’ delle realtà locali, ha infine parlato lo scrittore e divulgatore Francesco Bevilacqua, autore del
documenti e se ne potrà parlare in altra occasione; qui è
libro ‘Le fantasticherie del camminatore errante’, narratore appassionato di questo scorcio di Calabria, rimasto
sufficiente avere ricordato il tipo di accoglienza che talvolta
prigioniero del tempo, ma tutto da esplorare con le sue borgate incollate nella roccia.
avevano i sinodi nei secoli passati.
Con l’auspicio che, finita l’emergenza, ognuno si potrà mettere in marcia sui sentieri della Calabria.4 9 APRILE 2020
Messaggio alla diocesi di mons. Francesco Oliva
Come vivere questa Pasqua?
Carissimi,
a tutti voi la gioia di esprimervi il mio saluto affettuoso di speranza e di risurrezione.
in questa difficile ora, in cui ci troviamo a vivere un’esperienza Esorto tutti voi, carissimi
cristiana, che mai avremmo immaginato con questa gravità. fratelli e sorelle, a vivere
Ero nel pieno della visita pastorale nella Vicaria Sud, quando le nell’intimità della casa la
circostanze emergenziali dettate dal contagio del coronavirus Pasqua del Signore: anche
m’inducevano a interromperla. Lo stesso accadeva per tutte se non è possibile la vostra
le altre attività pastorali: dalle attività di catechesi e di presenza alle celebrazioni,
oratorio a quelle liturgico-sacramentali. Siamo di fronte ad unitevi alle celebrazioni che
una pandemia che ci sta mettendo a dura prova. Quest’anno avverranno a porte chiuse nella
abbiamo vissuto una Quaresima vera. Con Gesù come in un chiesa cattedrale e nelle chiese
deserto. Ci siamo chiusi in casa per tutelarci da un nemico parrocchiali secondo gli orari che
invisibile che contagia, infetta, fa soffrire e produce morte. sono stati comunicati. Saranno
All’improvviso ci è venuto a mancare tutto quello che avevamo celebrazioni diverse da quelle
di più indispensabile. Eppure stiamo scoprendo quante risorse cui eravate abituati, più sobrie
di solidarietà e di volontariato abitano le nostre parrocchie. ed essenziali, con pochi segni e
Siamo stati costretti a reinventare le nostre giornate, il senza assemblea. Potete seguire
nostro modo di vivere, segregati in casa, spinti a fermare una le celebrazioni diocesane teletrasmesse e quelle parrocchiali,
vita frenetica ed a guardarci in profondità. Giorni abitati da ma anche quelle del Santo Padre, avendo previsto orari diversi
paure, in un deserto di relazioni, rese più difficili. per non compromettere questa possibilità.
Tuttavia la nostra azione ecclesiale non è stata del Vi avrò tutti spiritualmente presenti. Non mancherò di
tutto interrotta. Le porte delle nostre chiese sono rimaste offrire al Signore le necessità di ciascuno di voi. Presenterò
aperte: chi, passando, intende entrare per una preghiera, può all’altare la paura e l’angoscia degli anziani e di quanti sono
farlo. Anche la porta della Caritas (parrocchiale e diocesana) malati di Covid-19, la trepidazione delle famiglie di fronte
non s’è mai chiusa. Molte parrocchie lodevolmente hanno ad un futuro incerto, la sofferenza dei fratelli e sorelle con
riattivato il servizio distribuzione alimenti, che, in questo gravi disabilità, la povertà di quanti hanno perso il lavoro,
frangente, è particolarmente necessario. Un grazie speciale la solitudine dei carcerati, il rischio di scoraggiamento dei
alla Caritas diocesana, che, con la collaborazione spontanea giovani e dei ragazzi, che più di tutti soffrono lo stare al
di alcuni volontari, entusiasti del loro servizio, è riuscita ad chiuso, la fatica del personale medico ed infermieristico, che
assicurare alcuni servizi essenziali, nel rispetto delle norme opera nelle corsie degli ospedali, l’opera di chi è chiamato ad
igienico-sanitarie a tutela dal contagio. assicurare i servizi essenziali, perché la vita sociale possa
È Pasqua, il cuore dell’anno liturgico, l’evento della nostra continuare, la preoccupazione di chi è chiamato a governarci,
salvezza, che la nostra tradizione ha sempre celebrato con la della Protezione civile, delle Forze dell’ordine e di quanti
solennità e ricchezza dei suoi riti. Una solennità molto attesa sono impegnati nell’assicurare assistenza e cura, nonché la
dal popolo fedele. Quest’anno priva delle rappresentazioni vigilanza ed il rispetto delle regole essenziali del vivere civile,
popolari che la contraddistinguono. il timore di chi ha la propria attività imprenditoriale ferma e
Come vivere la Pasqua in tempo di Coronavirus, che non sa come e quando riprendere. Tutto questo presenterò al
c’impone di restare a casa? Signore. E Lui, il Risorto, ci rialzerà e per Lui e con Lui tutta la
Disponendo i nostri animi a vivere una Pasqua diversa, nostra vita risorgerà.
ma sempre rinnovatrice, che, pur nella diversità delle Attendiamo con trepidazione questa Pasqua,
situazioni e modalità celebrative, è vera Pasqua! Viviamola sperando che segni l’atteso passaggio dalla morte alla vita,
uniti a quanti sono in prima linea in questa emergenza. Penso ai dall’angoscia alla gioia di una vita che rinasce. Ripartire
medici, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari. Penso ai dall’incontro col Risorto, rimettendoLo al centro delle nostre
nostri Amministratori, alle Forze dell’ordine, alla Protezione attese. Disponiamoci ad uscire dal deserto, a liberarci dagli
civile. Penso a quanti assicurano la cura e la vigilanza nella ingolfamenti che ci siamo prodotti. Ritroviamo la strada
comunità, a quanti assicurano i servizi essenziali per la nostra della verità e la forza della speranza e dell’amore. Accettiamo
vita quotidiana. l’impossibilità di confessarci e comunicarci come “digiuno” da
Penso agli operatori offrire in preghiera, ripetendo al termine di ogni Padre nostro,
della comunicazione, liberaci dal male, Signore, liberaci dal male del coronavirus. Il
che permetteranno Risorto, che non ha paura dei muri e delle porte, entrerà nelle
di seguire da casa i nostre case e verrà a visitarci e a portarci la pace. Facciamoci
riti della Settimana trovare pronti come famiglia, a vivere la Mensa Eucaristica
Santa. Nonostante pasquale sulla mensa domestica. Sara una Pasqua “a tavola”,
le restrizioni, il come nell’Ultima Cena. Lo Spirito c’illumini interiormente, per
Signore ci concede, poter vedere il Signore presente in questa triste situazione
anche quest’anno, di e poter dire la nostra gioia: il Signore è Risorto! A tutti porti
vivere la Pasqua. Se serenità, consolazione e pace.
guardiamo la storia,
Vi saluto con affetto e Vi benedico.
constatiamo che dopo
la prova, la croce, la Buona Pasqua!
disgrazia viene una Francesco Oliva
alleanza nuova di bene,EMERGENZA CORONAVIRUS
9 APRILE 2020
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Suggerimenti per la celebrazione dei sacramenti Il vescovo Oliva benedice le palme
in tempo di emergenza Covid-19 per i detenuti del carcere di Locri
I suggerimenti proposti si armonizzano
con la tradizione della Chiesa per cui, se
non sussistono le condizioni per poter
monouso in vinile o nitrile;
‒ Si omettano il segno della croce sulla
fronte del bambino nei riti di accoglienza e il
“A nche se lontani dagli affetti più cari, non siete soli”. Nella Domenica
delle Palme monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, si è
recato presso la Casa Circondariale di Locri per benedire le palme e i ramoscelli
amministrare il sacramento, supplet Ecclesia, rito dell’effatà in quelli esplicativi; d’ulivo e per trasmetterà un messaggio di speranza e di vicinanza ai detenuti.
affidandosi al votum sacramenti, come del ‒ In casi di particolare urgenza o emergenza, In pieno rispetto delle norme per contrastare la diffusione del coronavirus, nes-
resto il “battesimo di desiderio” insegna. si consideri la possibilità del rito abbreviato sun detenuto ha potuto assistere al rito, ma ognuno successivamente ha potuto
Nello stesso tempo, la storia della Chiesa (cfr. Rito per il battesimo dei bambini, ed. it. ritirare nella Cappella del carcere i ramoscelli benedetti. Rammaricato per non
testimonia che, in situazioni estreme di guerra 1979, Cap. III). averli potuto salutare da vicino, il vescovo Oliva rivolgendosi ai detenuti ha
o di epidemia, i sacerdoti non sempre hanno Amministrazione del sacramento della detto: “Mi basta far pervenire a ciascuno di voi la mia vicinanza ed il mio af-
potuto avvicinarsi ai fedeli che necessitavano Riconciliazione fetto. So che mi ascoltate e che accettate ben volentieri il mio incoraggiamento
di ricevere i sacramenti indefettibili, ma Qualora sia amministrato nei luoghi di culto in questo momento difficile. Anch’io come voi avverto il peso dell’essere co-
tutte le volte che è stato possibile lo hanno avvenga in luoghi ampi ed areati. Nell’ascolto stretti a stare al chiuso. Lo faccio perché questo giova a contenere il contagio
fatto con gli accorgimenti e le dotazioni che delle confessioni si mantenga la distanza ed a tutela della salute propria e altrui. Per voi le restrizioni sono di maggior
avevano a disposizione. tra il ministro e il penitente di almeno un peso. La vostra sofferenza è ancora maggiore, perché dentro queste mura è più
Lo scopo di questa nota, diretta ai sacerdoti metro, chiedendo agli altri fedeli presenti in pesante il timore dell’epidemia. Stare lontani dalla famiglia aumenta il senso
impegnati nel servizio pastorale al di chiesa di allontanarsi per garantire la dovuta della solitudine e dell’abbandono. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamen-
fuori dei presidi ospedalieri e degli istituti riservatezza. A protezione del penitente e to. Passerà questo pandemia. Non sentitevi soli”. Monsignor Oliva ha rivolto
di ricovero e cura, è duplice: assicurare propria, il sacerdote indossi una mascherina parole d’incoraggiamento, spiegando che “Dio non abbandona i suoi figli, an-
ai fedeli che ricevono i sacramenti una protettiva idonea. che se sbagliano, non vuole che si perdano”. Poi ha chiesto loro di fare un atto
adeguata protezione dal possibile contagio Per la confessione auricolare nella casa di un di pentimento sincero e compiere per la Pasqua un gesto di pietà: “Avendo fra
virale; prevenire una eventuale infezione del ammalato o di persona anziana il sacerdote le vostre mani una croce o davanti al Crocifisso dite, Grazie, Signore, che ti sei
ministro del sacramento. assuma le medesime precauzioni indicate offerto per me. La tua morte mi guarisce dalle ferite del male, ti chiedo perdono
*** per la Riconciliazione nei luoghi di culto, di tutto ciò che ho fatto, donami la tua pace”.
I suggerimenti sotto riportati costituiscono un mantenendo la necessaria distanza dal Per esaudire una richiesta che gli era stata fatta dagli stessi detenuti, il vescovo
aiuto pratico per vivere il ministero ordinato penitente. Si eviti di stringere la mano prima locrese ha portato loro in regalo un organetto e un tamburello. Questi strumenti,
con opportuno zelo nel servizio ai fedeli e di congedarsi dal penitente e per salutare i molto diffusi in Calabria per accompagnare il ballo della tarantella, saranno
con senso di responsabilità verso di loro e familiari o altre persone presenti nella casa. utilizzati per organizzare all’interno della Casa Circondariale dei corsi musi-
verso sé stessi, nella certezza di compiere i Anche in questo caso, a protezione cali. “Il dono della musica -ha spiegato don Francesco, il Cappellano- potrà
gesti sacramentali nelle modalità rituali che dell’ammalato o dell’anziano e propria, il certamente favorire la collaborazione, creare sana aggregazione e armonia di
le circostanze straordinarie consentono. sacerdote indossi una mascherina protettiva relazioni umane”.
Tutto questo, fermo restando: idonea. Don Francesco ha aggiunto: “Nella durezza del tempo che stiamo vivendo, la
‒ le direttive pastorali, ai sensi del diritto presenza del Vescovo in questo luogo di sofferenza, nel giorno di festa, è la
Il Viatico al capezzale del morente
canonico, emanate dai singoli Ordinari stessa presenza della Chiesa. Non si poteva negare la speranza a chi si vive di
diocesani, che prevedono limitazioni nella Per quanto possibile, il Viatico – sino al sola speranza, di desiderio di perdono e di voglia di riscatto”.
celebrazione dei sacramenti nelle chiese termine dell’emergenza sanitaria – sia portato
aperte ai fedeli e tengono conto dei decreti nella residenza del morente dal ministro
della Presidenza del Consiglio dei Ministri ordinato e non da quello straordinario.
e delle norme regionali e locali promulgate Si assumano le medesime precauzioni di
dalle autorità civili; cui ai punti 3b e 3c, avendo cura di non
‒ la valutazione iuxta casus, con toccare la bocca del malato mentre viene
discernimento prudenziale delle necessità fatta assumere la particola consacrata o un
spirituali dei fedeli e della opportunità frammento di essa.
pastorale, del sussistere di uno stato di grave Il sacerdote – prima di comunicare il malato
necessità pro bono animae che raccomandi e, di nuovo, prima di uscire dalla casa dove
l’indifferibilità dell’amministrazione del ha portato il Viatico – deterga le mani con
sacramento; acqua saponata o soluzione alcoolica e le
‒ le opportune consultazioni dei ministri asciughi con carta monouso (portarli con sé
diocesani e religiosi con il superiore recandosi nelle case dei malati).
responsabile della realtà pastorale del luogo. L’Unzione degli infermi
Celebrazione della S. Messa senza concorso Il ministro che si reca presso il domicilio
di popolo di un ammalato che ha richiesto l’Unzione Pasqua 2020 - Messaggio Casa circondariale - Locri
Nelle sagrestie si curi con particolare degli infermi porti con sé un paio di guanti
attenzione l’igiene ambientale e la monouso in vinile o nitrile. E’ Pasqua anche per te
conservazione delle ostie e del vino Nell’amministrare la sacra Unzione, si
destinati alla consacrazione. Il corporale, la assumano le medesime precauzioni di cui ai Mio caro Amico e Fratello,
palla e i purificatoi siano cambiati e lavati punti precedenti. torno quest’anno per la Pasqua, anche senza celebrare la Messa
frequentemente. Siano provveda a dotarsi Prima di iniziare il rito, il ministro indossi i
del Giovedì santo con il rito della lavanda dei piedi. Col rammarico
di un dispensatore di sapone liquido o di guanti e attinga all’olio con il pollice, avendo
soluzione alcoolica e degli asciugamani di cura successivamente di non toccare con le
di non poterti stringere la mano. Le misure restrittive dovute al co-
carta monouso per la detergenza delle mani dita scoperte la superficie del guanto. ronavirus ce lo impediscono.
prima dell’inizio della S. Messa. Visite domiciliari agli infermi (in caso di Vengo solo per dirti: è Pasqua anche per te.
cogente necessità) E’ Pasqua per te, che ti senti perso e rattristato per gli errori del
Amministrazione del Battesimo I ministri che desiderano ricevere ulteriori passato, ma hai nel cuore desideri di pace e speranze di vita.
Nelle circostanze in cui l’amministrazione indicazioni sulle precauzioni sanitarie da
del Battesimo non può essere differita in data adottare nella visita domiciliare agli infermi
E’ Pasqua per te, che vuoi tornare a godere la tua libertà, lascian-
successiva alla cessazione dell’emergenza e sui dispositivi di protezione personale do dietro di te scoraggiamento e rassegnazione.
sanitaria (per esempio, nel caso di bambini possono utilmente contattare un medico o E’ Pasqua per te, che hai bisogno della tua casa e degli affetti più
con malattie che li espongono a pericolo altro personale sanitario. cari, per liberarti dall’isolamento del cuore.
per la loro vita), questa avvenga secondo la Il medico, l’infermiere o altra persona che si E’ Pasqua per tutti, perché ancora una volta risuona l’annuncio
modalità in uso nel rito romano. prende cura dell’infermo può essere presente che il Signore è risorto e vive con noi!
Si tenga conto delle seguenti indicazioni: durante l’amministrazione del sacramento, Non c’è motivo per dire: non è per me questo annuncio. Non sei
‒ Il ministro mantenga una opportuna fatte salve le necessarie prudenze sanitarie e
escluso dalla gioia del Signore Risorto.
distanza dal battezzando e dai genitori e la dovuta riservatezza.
padrini; Buona Pasqua di pace, di vita e Resurrezione!
‒ Per le unzioni con l’olio dei catecumeni Segreteria Generale della CEI Francesco Oliva
ed il sacro crisma, il ministro indossi guanti6 9 APRILE 2020 EMERGENZA CORONAVIRUS
Un immobile della Diocesi per l’emergenza coronavirus
L a Chiesa di Locri-Gerace, partecipe delle “gioie e delle speranze, delle tristezze e delle angosce”
del territorio nel quale è chiamata a vivere la propria missione evangelizzatrice, ha deciso di
offrire il proprio contributo alle Istituzioni per affrontare la situazione di grave emergenza legata al
diffondersi del virus COVID-19 e lo ha fatto con un aiuto concreto, in ambito sanitario.
Il Vescovo, monsignor Francesco Oliva, con una nota indirizzata alla Presidente della Giunta
Regionale Calabrese, on. Jole Santelli, al Prefetto di Reggio Calabria, dott. Massimo Mariani e al
Direttore della Protezione Civile, ing. Domenico Pallaria, ha offerto, attraverso la Fondazione Opera
di Religione, la disponibilità di una struttura di proprietà della Diocesi, che si trova nel comune di
Sant’Ilario dello Jonio.
Si tratta di un immobile, che con pochi interventi, potrebbe essere adeguato alle stringenti necessità
legate al reperimento di strutture per aree sanitarie temporanee o l’incremento di posti letto sanitari,
di qualsiasi genere.
La disponibilità della Chiesa diocesana, inoltre, è estesa anche ad altri edifici di sua proprietà distribuiti
nel territorio diocesano, se dovessero servire allo scopo di soccorrere le persone eventualmente colpite
e di alleviare le sofferenze della nostra popolazione.
In questo modo la Chiesa di Locri-Gerace intende rispondere, offrendo la propria collaborazione,
con gli strumenti a disposizione, per risolvere questa gravissima fase emergenziale, confidando nel
lavoro di tutte le istituzioni coinvolte, ai cui sforzi ci sentiamo vicini e partecipi.
testimonianza
Da asilo a struttura per l’emergenza sanitaria? Anche i vecchi muri possono dare una mano
visita del
Renato Mollica vescovo
V enuto a conoscenza dell’intento del vescovo della Diocesi di
Locri-Gerace, sua S.E. Mons. Francesco Oliva, di rendere
disponibile agli enti preposti una struttura di proprietà della
mio attaccamento personale a quel ricordo e quella parte di casa.
Era il 13 Giugno del 2006 il giorno in cui sono stati definiti,
tramite un protocollo d’intesa, vincoli e limiti, disposizioni e
al cimitero
di locri
I
Diocesi per l’eventuale utilizzo in ambito sanitario, essendo in accordi. Oltre alla gestione dei locali, un’altra parola veniva ad l “Venerdì della Misericordia”
corso l’emergenza di Covid-19, è nata in me una riflessione. Il essa affiancata: tutela. Tutelare ciò che abbiamo per anni custodito è stato un giorno di penitenza,
mio rapporto con questa struttura, che era l’asilo comunale di non è lavoro più semplice che affondare la radice. Diviene viva di digiuno e di preghiera per tutti i
Sant’Ilario dello Jonio negli anni ’60 del secolo scorso, è sempre la consapevolezza di aver raggiunto un importante traguardo fedeli che hanno seguito attraverso
stato molto forte, come un buon legame d’amore che si rispetti. e pertanto il momento giusto per impiegare mezzi sufficienti i mezzi della comunicazione i
Un’immagine ricorrente nei miei ricordi d’infanzia, che sa vivere a garantire il sostegno. La richiesta dell’associazione aveva momenti religiosi che si sono vissuti
ancora attraverso la memoria e nella bellezza delle parole che l’intento di adoperare la sede “per fini culturali e sociali” del nella diocesi e a Piazza San Pietro. Il
scelgo accuratemente per colorarla. Lo frequentai all’inizio degli Centro Studi dell’Unione Mollica per la promozione della cultura, vescovo di Locri-Gerace, monsignor
anni ’70, piantando lì, in quella struttura ubicata all’entrata del con una quasi ovvia integrazione di eventi e/o manifestazioni che Francesco Oliva, ha aperto questo
paesello, la radice dell’appartenenza. altri enti avrebbero voluto proporre. Venerdì con una messa di suffragio,
Negli anni ’80, dopo che la struttura passò in gestione alla Con spirito di generosità, lealtà e amicizia abbiamo aperto durante la quale ha pregato per
Diocesi, quest’ultima inviò sul posto una delegazione delle la strada a numerose attività: coinvolgimento delle scuole; tutte le persone morte a causa
Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore, da cui prese poi il organizzazione di convegni dai temi più vari; inviti ad esperti; del coronavirus ed ha ricordato
nome l’Istituto. La direttrice Suor Ester Frontera, che ricordo presentazione di libri; discussione su temi, dalla scienza alla tutti i morti di questo mese nella
affettuosamente, insieme a Suor Michelina e a tante altre che letteratura; realizzazione di mostre fotografiche; pianificazione diocesi locrese, per i quali non è
si sono succedute nel corso degli anni (Suor Carmelina, Suor di attività sportive, gite, escursioni (nasceva il Gruppo stato possibile celebrare le esequie.
Teresina, ecc.), hanno dato vita ad un profondo sodalizio con Archeologico ed Escursionistico Akropolis); valorizzazione di L’intenzione del vescovo è stata
l’intera comunità santilariese, facendo dell’asilo un punto di beni di interesse artistico e storico; valorizzazione della natura e quella di “affidare alla misericordia
riferimento. Qui, al sistema scolastico che faceva da base e dell’ambiente; focalizzazione dell’attenzione su temi particolari del Padre tutti i defunti di questa
all’insegnamento vigoroso della religione, si affiancavano attività quali emigrazione e immigrazione e, a tal proposito, messa a pandemia ed esprimere la vicinanza
ludiche, ricreative e laboratori di vario genere (taglio e cucito, disposizione della comunità di una biblioteca (venne invitato della Chiesa a quanti sono nel pianto
ricamo, cucina, canto). Una scuola di socialità, volta a rinvigorire chiunque ad arricchirla con materiale nuovo: lettere, documenti, e nel dolore”. Poi, monsignor Oliva
i tradizionali valori già appresi in famiglia; una scuola di vita, filmati, ecc., in prospettiva di un archivio solido e gratuito). In si è recato al Cimitero di Locri per
che trasmetteva senso del dovere e di responsabilità; una scuola tutte queste e in molte altre occasioni ho condiviso l’esperienza compiere “un atto di affidamento alla
di cultura, di possibilità e di opportunità. con persone competenti e buone d’animo, felici di trasmettere i misericordia di Dio di tutti i defunti
I più grandi, già formati, aiutavano i più piccoli, creando una loro messaggi e le loro esperienze. di questa pandemia”. Nella Cappella
catena perfetta, trascinata da guide sicure volte ad allungarla fino Ricordo con grande ammirazione e amicizia Don Eugenio del Cimitero ha detto: “Questo è il
ad obiettivi concreti. I bambini e soprattutto i giovani, da sempre Fizzotti, che io definisco come un filo conduttore in questo luogo del silenzio e della preghiera,
parte fragile della società, nel coinvolgimento di progetti, nella albero/struttura, una sua vena possente e indelebile. Oltre del dialogo muto con i nostri defunti.
decifrazione delle proprie paure e dei propri sogni, hanno sempre all’esposizione e presentazione dei suoi scritti, dei convegni e È il luogo del pianto e della ricerca di
trovato nell’istituto un porto sicuro a cui attraccare la propria delle manifestazioni a supporto, era stato parroco di Sant’Ilario una parola di consolazione. Quando
nave. per un anno (1984-85), quando le suore abitavano i locali. Un le nostre parole umane appaiono
Dopo aver messo le radici è necessario mantenerle salde ed è intreccio profondo e di riflessione che ha dato un quid in più alla insufficienti, risuona ancora forte e
per questo che lì tornavo, trascorrevo parte del mio tempo in bellezza di quei fiori, trasformati in frutti dai tantissimi bambini delicata la Parola di Dio, una parola
compagnia delle suore e tendevo la mia mano in segno di rispetto e ragazzi che hanno animato la struttura. Mi piace ricordarli tra i che vuole entrare nel nostro cuore
e cooperazione. La fiducia che ho sempre riposto in quei volti banchi, tra pennarelli e matite, durante il laboratorio artigianale per seminare la pace e la serenità”.
e in quei sorrisi non mi ha mai abbandonato, anzi essa è stata il per la messa in atto di corti animati, imparando come da un
motore che ha acceso la volontà di custodia e protezione verso semplice disegno “nasce” il movimento e quindi il risultato
quelle sale, quel giardino, quella cappella. finale. Esso era attività complementare di Epizephiry Corto Film
Una volontà che si è fatta più presente, quando nel Giugno del Festival (cui ero direttore artistico), finestra aperta al panorama
2006 le suore hanno lasciato la sede. del cinema e dei suoi dintorni. Il primo lavoro è stato “Spluff”,
Il vescovo di quegli anni, Mons. GianCarlo Maria Bregantini, questo il titolo del corto-cortissimo che ancora oggi è possibile
ha tenuto così una riunione in Episcopio per determinare l’Ente trovare in internet.
gestore della struttura, con il chiaro intento di continuare a tenerla Dopo varie circostanze ho dovuto cedere alla restituzione della
in attività. Sentiti tutti gli interventi, le proposte e i chiarimenti struttura, ma le mie forti radici, il mio senso di custodia e i miei
sui programmi degni organi convocati, perché intenti ad ottenere ricordi, ogni qualvolta passo davanti, mi restituiscono lacrime
la suddetta, il Vescovo ha comunicato ai presenti che diveniva commosse e insofferenti. Torno per un attimo bambino e con
promotore della sua cura l’Associazione Unione Mollica, di cui io queste lacrime innaffio l’albero. Se frutti maturi sono caduti,
ero il presidente. In quell’associazione, prima della mia persona, mi auguro che nascano altri fiori, sorretti da altri rami. Non vi è
hanno saputo parlare le radici coltivate, le nozioni apprese e il identità senza appartenenza, ma neanche sconfitta senza speranza.
www.diocesilocri.itEMERGENZA CORONAVIRUS 9 APRILE 2020
7
Quei riti sospesi ci indicano un’altra strada
Vito Teti
Q
tutti i partecipanti viene raccontata al rito, soprattutto
uando, con tanta nostalgia, torno ai miei
l’iniziale incredulità della Madonna. per quanti portano
primissimi anni di vita, è difficile che non scorrano
Al terzo viaggio, o, quando i viaggi le statue, compiono
immagini di riti, funzioni, preghiere, cerimoniali, canti
sono più numerosi, all’ultimo, San la svelazione della
della Settimana Santa che vedeva come protagonista
Giovanni si dirige verso la Madonna Madonna, realizzano
la Confraternita del SS. Crocefisso degli Angeli,
insieme a Cristo Risorto. Maria l’incontro. L’esultanza
cui appartenevo fin dalla nascita, anzi, potrei dire,
finalmente si convince dell’avvenuta per la riuscita del rito si
prima che nascessi. Nonno Vito, padre di mio padre,
Resurrezione e incomincia a correre coniuga con l’orgoglio
figura mitica della Confraternita (fondata nel 1669),
verso il Cristo. In molto centri, come di appartenere a
sorvegliava e incoraggiava la presenza mia e dei miei
a Vibo Valentia, l’incontro viene un’istituzione che
cugini a cerimonie che duravano intere giornate per tutta
quasi ritardato, rallentato, segnato organizza e gestisce
la Quaresima e poi nella Settimana Santa. Conservo
da un’attesa e da una lentezza un evento fondante per
ancora la mantellina rossa (grazie alla cura e alla
che generano emozione e pathos: l’intera comunità.
memoria di mamma) di quella mia prima formazione
quando le statue sono ormai vicine, Maria va “avanti I fratelli, “figure vicarie dei defunti” (Lombardi
religiosa e identitaria e quest’anno l’ho indossata
e indietro” per tre o più volte, non sa se avvicinarsi o Satriani, Meligrana) recitano delle parti complesse, si
mentalmente con emozione quando ho visto Papa
allontanarsi. I portantini mimano in tal modo lo stupore travestono, si mostrano e si nascondano, rappresentano
Francesco, con il suo camminare profetico e carico di
e la commozione della Madonna. In altre località la sé stessi e raffigurano “altri”, operano delle vere e
pathos e senso di Pathos, verso la Chiesa di S. Marcello
drammaticità dell’evento è affidata alla corsa delle proprie performance tutte tese a rendere possibile un
per pregare, in solitudine, per tutti, davanti alla statua
statue, al procedere veloce dei portantini, osservati in incontro, una vicinanza tra vivi e defunti, tra morte e
della Crocefisso. A quella Confraternita quella del mio
un silenzio che denota stupore, ansia, smarrimento. vita. In questo senso, possiamo considerare l’affruntata
paese è affiliata dalla fine del Settecento e, proprio nel
Gli attimi precedenti l’incontro - a mezzogiorno o un rito-dramma che si carica di “liminarità” che
giugno scorso i fratelli della mia Congrega in quella
subito dopo in un luogo centrale o emblematico del permette alla performance di esprimere il momento
Chiesa hanno celebrato i loro riti assieme ai fedeli e
paese - sono carichi di tensione ed emozione. Nell’“ora simbolico a anche religioso in tutto il suo spessore di
ai fratelli di S. Marcello. Quest’anno, sapere che i riti
cruciale del mezzogiorno” si verifica una sorta di “serietà” e di “significatività”. I congregati, i fedeli, i
secolari della Settimana Santa (che magari non avevo
“sospensione del tempo”. Come se tutto, il mondo portantini si pongono in una zona di “liminarità” tra
molto frequentato negli ultimi anni, condividendo,
e la vita potessero finire. Come se il destino della vivi e defunti, ma anche tra luoghi separati, e, negli
però, con mia madre e prima mio padre il toccante
comunità dipendesse dalla riuscita di quell’evento. ultimi anni, dopo l’emigrazione, tra mondi separati,
passaggio davanti a casa della Statua del Crocefisso
Al momento dell’incontro, la Madonna perde il velo tra qui e altrove. Si pongono come attori e protagonisti
e di quella dell’Addolorata) sono sospesi, è qualcosa
nero e si presenta vestita di bianco. Sia la svelazione di raccordi e collegamenti tra mondi separati. Questi
che rende più dolente il mio senso di appartenenza e
(’a svilazioni), sia i giri e i movimenti che i portantini riti propongono, per dirla con Turner, la ripetizione
di essere nel mondo. Da giovane e poi dopo la laurea,
compiono per disporre le due o tre statue nella stessa estetico-drammatica di un vero e proprio dramma
nella mia veste di antropologo, ma anche come
direzione, sia l’incontro, sia l’inchino che in alcuni sociale, che proprio per la loro “riflessività”, per la
regista della Sede Rai della Calabria, ho avuto modo
luoghi la Madonna fa al Cristo al momento dell’incontro loro “funzione a specchio”, sono in grado di smorzare
di osservare, documentare, filmare, descrivere Ho
richiedono una grande attenzione ed abilità, una lunga la drammaticità del vivere quotidiano conflittuale
osservato, a partire dalla metà degli anni Settanta del
preparazione e consuetudine. attraverso il momento estetico-espressivo vissuto nel
Novecento riti famosi e meno noti della regione. Ho
Dalla riuscita rito stesso.
documentato la sacra rappresentazione di Laino Borgo,
dell’incontro in passato Non è difficile capire quali siano i sentimenti
e quelle che si svolgevano a Luzzi e a Borgia, i riti di
si traevano auspici sulla di dolore, lo spaesamento, tristezza che
Cassano e le affruntate del Vibonese (Vibo, S. Onofrio,
produzione e il raccolto, oggi avvolgono le persone per la mancanza
Filogaso, Maierato, S. Gregorio, ma anche quelle di
sulla vita della comunità. di riti che parlano di morte e di vita, dello
S. Vito sullo Jonio, Badolato, Gioiosa Ionica), il rito
La tradizione orale dei spazio e del tempo. Soluzioni alternative le
dei vattienti di Nocera Terinese. I riti della Settimana
paesi in cui si svolge celebrazioni a distanza, attraverso i media
Santa e del giorno di Pasqua - e non separerei i riti, le
l’affruntata è ricca di e i collegamenti Facebook e della rete. Ma
scampagnate, le forme di aggregazione e di convivialità
racconti di “cattiva nel chiuso della casa, in compagnia dei propri
della Pasquetta –, segnano, in maniera abbastanza
riuscita” del rito, della familiari, credenti, praticanti, laici con una loro
omogenea l’intero territorio calabrese e presentano una
paura che colpisce la religiosità, potrebbero riflettere sulla loro identità,
ricchezza e un’articolazione, che stupiscono anche per
gente e delle calamità sul loro rapporto con il sacro, con il mondo, con
la grande capacità organizzativa e per il lungo impegno
che si verificano in la morte e con la vita. Spero che non si sprechi
profuso da intere comunità, soprattutto dai giovani.
altre parti del mondo. questo tempo sospeso, incerto, drammatico
I riti della Settimana Santa e della Pasqua hanno
Se durante le manifestazioni della Settimana Santa in sterili rimpianti o nella ricerca di surrogati a
al centro la “rappresentazione”, la “narrazione”, la
(fino alle fasi iniziali dell’“incontro”) Maria appare legami intensi e veri, spero che questi giorni siano
“drammatizzazione” di una vicenda “esemplare”. Le
modello di sofferenza e di dolore e Cristo riassume e periodo di riflessione, raccoglimento, ripensamento,
processioni del Venerdì o del Sabato Santo, le sacre
rappresenta tutte le morti individuali, con l’affruntata rinnovamento, rigenerazione. I riti della Passione
rappresentazioni della passione e morte di Cristo, le
viene celebrato il rito della Resurrezione, viene narrato e della Resurrezione, che ricorderemo con nostalgia,
processioni, i canti, i riti a lutto (che vedono come
e presentificato il trionfo della vita sulla morte. La o che rinnoveremo in forme inedite, oggi ci dicono
protagoniste le confraternite religiose. I riti della
commemorazione della morte-resurrezione di Cristo che l’umanità deve imboccare un’altra strada, del
Settimana Santa si concludono, domenica di Pasqua,
libera, come scrivono Lombardi Satriani e Meligrana, tutto diversa da quella precedente che ci ha condotto
con l’affruntata (in alcune località cunfrunta o
“anche nell’orizzonte storico, gli uomini dalla loro a questa catastrofe, deve riscoprire un nuovo senso
cunfruntata, o svilata), la rappresentazione teatralizzata
precarietà e dall'angoscia ad essa connessa, inserendoli della convivialità, della fratellanza, della solidarietà,
dell’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna
in una strategia della speranza, essenziale per la della giustizia sociale, del rispetto della natura,
Addolorata. L’affruntata con ogni probabilità si collega
continuazione dell’esistenza”. delle persone, degli animali, dei luoghi. Se a questa
alle “sacre rappresentazioni” quattro-cinquecentesche
Attraverso un incontro paradigmatico in un luogo catastrofe non risponderemo con un “rovesciamento”
e si diffonde, come in altre aree del Mediterraneo della
“centrale” e significativo per l’intera comunità, le molte e un “ribaltamento” dei nostri comportamenti, delle
sponda nord, dopo il Concilio di Trento. La descrizione
storie separate individuali e di grippo si ricompongono. nostre scelte sbagliate, delle nostre avidità potrebbe,
più antica, finora nota, è quella che ne fa il Fiore) nel
La comunità si presenta e si percepisce, nonostante le e non voglio essere apocalittico, arrivare una “fine”
1691 e si riferisce all’incontro tra la Vergine e il Cristo
divisioni, come unità. Le statue che corrono ansiose senza Rinascita. Questo mi pare abbia voluto dirci
a Gerace. L’incontro è preceduto, in molti paesi, dai
per incontrarsi raccontano una rinascita, ma anche quell’uomo vestito di bianco che cammina, celebra,
viaggi di San Giovanni che,
l’ansia, l’angoscia e il bisogno di legami e relazioni tra prega in solitudine e assieme a tutta quell’umanità che
per tre o più volte, si sposta da
paesi che hanno conosciuto lutti collettivi, terremoti, ha voglia di ascoltare, capire, sentire che siamo tutti
una chiesa all’altra del paese
alluvioni, separazioni, disgregazioni, fughe. La frenesia impegnati in uno stesso cammino di Resurrezione.
per annunciare a Maria la
e il pathos con cui si svolge il rito sembrano riflettere
Resurrezione del Figlio. I viaggi (Si ringrazia il prof. Vito Teti per questo gradito
un’inquietudine culturale e mentale degli abitanti di
di Giovanni sono, generalmente, contributo che ha voluto offrire a “Pandocheion-Casa
una terra di contrasti e di separatezze, mobile, in fuga,
gioiosi, allegri, rumorosi. che accoglie”. Si può interagire con lui attraverso il
in viaggio.
Con una drammatizzazione suo profilo Facebook).
L’affruntata rappresenta una sorta di “trionfo” per i
dei portantini che coinvolge ph. Vito Teti
fratelli delle confraternite che organizzano e partecipanoPuoi anche leggere