CASTIGLIONE D'ADDA RONICON - N. 8 - OTTOBRE 2018 PARROCCHIA ASSUNZIONE BEATA VERGINE MARIA - PARROCCHIA DI CASTIGLIONE D'ADDA
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Periodico della parrocchia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria Chonicon
in Castiglione d’Adda, diocesi di Lodi.
www.parrocchiacastiglionedadda.it Periodico della parrocchia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
in Castiglione d’Adda diocesi di Lodi
N. 8 - Ottobre 2018 www.parrocchiacastiglionedadda.it
Pro manuscripto
Contatti:
mons. Gabriele Bernardelli, parroco 0377.900.421
dgbernardelli@gmail.com
don Luigi Donati, vicario parrocchiale 0377.909.142
don Manuel Forchetto, vicario parrocchiale 0377.900.584
manuel_forchetto@libero.it
don Abele Uggè, collaboratore pastorale 0338.8397.222
abeleugge@teletu.it
Orario Sante Messe:
Feriale 8.30 - 18.00
Festivo 8.30 (Incoronata);
9.45 (dei ragazzi e delle famiglie);
11.00 (Messa grande);
18.00
Ogni domenica ore 16.30: vespri, catechesi e benedizione eucaristica
Ogni giorno ore 8.05: lodi mattutine
ore 17.30: recita del santo Rosario
Ogni martedì ore 20.30 (all’Annunciata): recita della coroncina
della Divina Misericordia
Ogni giovedì dalle 9.00 alle 11.30 adorazione Eucaristica
per le vocazioni sacerdotali;
dalle 20.45 alle 21.45, preghiera personale
dinanzi all’Eucaristia con possibilità di confessarsi
Confessioni: ogni giovedì dalle ore 20.45 alle 21.45
ogni sabato dalle ore 16.00 alle ore 18.00
Battesimi: Terza domenica del mese, ore 15.30
In copertina: S
tatua della Madonna del Rosario, conservata nella chiesa dell’Incoronata di Castiglione d’Adda
CHRONICON - 3 Editoriale Parroco Editoriale Parroco
DALLA RELIGIONE ALLA FEDE e dei giovani, al punto che il momento della
PERCORSO PASTOR ALE 2018/2019 celebrazione domenicale della Messa non
rimane più – come si dice oggi – un “must”?
La centralità dell’Eucaristia non si esaurisce
1.1. I tre anni trascorsi nella celebrazione della Messa, ma si
É terminato il mio terzo anno di parroco. Il cammino di questi anni è stato compiuto concretizza anche nell’adorazione eucaristica,
in comunione con tutta Chiesa universale e la Chiesa diocesana, ritmato sul trinomio: nello “stare davanti al Signore”. L’introduzione
misericordia, comunione, missione. Esso ha trovato inoltre una sua formulazione più dell’adorazione lungo la mattinata del giovedì e
puntuale nel procedimento – a cerchi concentrici – mutuato dal Vangelo di Marco. la sera dello stesso giorno, a cui si aggiungono
Dicevo il 27 settembre 2015, nell’omelia del mio ingresso in parrocchia, parlando quella delle quattro intere giornate durante le
delle tre chiamate rivolte da Cristo ai suoi discepoli: SS. Quarantore (dalle 9.00 alle 22.00) e quelle
Egli (Gesù) li chiama (gli apostoli) una prima volta mentre passava lungo notturne del giovedì santo e del venerdì delle
il mare di Galilea (Mc 1,16). Questa chiamata realizza una grossa novità SS. Quarantore, ha assunto contorni abbastanza
nella loro vita: dalla dispersione – ognuno di noi seguiva la sua strada, dice consolanti, ma è un nulla rispetto al bisogno di
Isaia (53,6) – al raccogliersi intorno a Gesù. C’è poi una seconda chiamata; contemplazione da parte di tutta la parrocchia.
dice il Vangelo: Ne costituì Dodici che stessero con lui (Mc 3,14); essa Una comunità che non educa alla preghiera è
indica il passaggio dal semplice fare gruppo intorno a Gesù a qualcosa destinata a perdersi nell’attivismo, che poi stanca
di più profondo: “perché stessero con lui”, indica cioè il passaggio dalla perché non ha radici. É la preghiera, questo Un momento della celebrazione eucaristica
aggregazione alla comunione con lui. (…). E c’è infine la terza chiamata; parlare cor ad cor, che feconda ogni attività,
dice Marco: Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e perché mette tutto davanti a Dio, lo fa entrare nelle situazioni, che grazie a lui cambiano
diede loro potere sugli spiriti immondi (Mc 6,7). Questa terza chiamata è per o in sé o nello sguardo che noi abbiamo su di esse.
inviarli, ossia è per la missione. A che punto siamo, dunque, nella comunione col Signore?
Sono tre chiamate che costruiscono una comunità e tutte e tre sono normative per In connessione a questo discorso si pone anche quello della celebrazione del
una parrocchia. sacramento della Riconciliazione che fa recuperare la comunione spezzata. Che
percezione si ha di questo sacramento? Capiamo che il perdono che riceviamo in
1.2. La parrocchia non sta insieme per affinità elettive esso è qualche cosa che “accade” e se non mi confesso “non accade”? E questo
La parrocchia non sta insieme per affinità elettive (Mentre passava lungo il mare vale per tutti i sacramenti, che abbiamo troppo razionalizzato e consideriamo come
di Galilea li chiamò, ci ha detto il vangelo di Marco). Io mi domando perciò: come “una presa di coscienza”, dimenticando, invece, che sono “fatti” reali che accadono
è l’aggregato umano della nostra parrocchia? Quando sono arrivato le condizioni nella mia storia personale e che hanno come attore il Signore stesso (cf le pagine
della comunità sotto il profilo delle relazioni riflettevano una certa fatica (aggravate, evangeliche del Signore Gesù che “tocca” e guarisce, “parla” e risana...). Sarà
forse, dalla difficile situazione economica). E ora? A che punto siamo? Come viene necessario tornare su questo argomento, ossia sui sacramenti come “esperienza”
“incrementato” questo crescere intorno a Gesù? Se volete, dal punto di vista più concreta di incontro col Signore e non come momento teorico/didattico.
sociologico, che comunità siamo? Conti fatti un po’ a spanna ci restituiscono il 25% La comunione con Cristo fonda la vitalità di una parrocchia e crea anche la
di praticanti. E questo 25% attorno a che cosa è aggregato? E ancora, questo 25% comunione tra noi. Si tratta di passare dall’aggregazione, che è di stampo più
che cosa dice al territorio, al paese? E il paese che cosa dice di questo 25%? sociologico, alla comunione. É unita la nostra comunità? Se no, quali sono i segni di
tale disunione? Se sì, come emerge tale unità? C’è armonia?
1.3. La vita di parrocchia trova la sua ragion d’essere nello stare con Gesù.
La vita di parrocchia trova la sua ragion d’essere nello “stare con Gesù”. Questo dato 1.4. Una comunità esiste, cresce nella comunione, per aprirsi a portare la
del Vangelo ci restituisce la centralità della relazione con il Signore, che è presente ricchezza che possiede.
in mezzo a noi nel sacramento del suo Corpo e del suo Sangue. Si schiude qui Una comunità esiste, cresce nella comunione per aprirsi a portare la ricchezza
il grosso capitolo della partecipazione alla Messa domenicale, che per tradizione che possiede. La missione è stato il tema e l’impegno della nostra comunità per l’anno
ininterrotta – bagnata dal sangue dei martiri – è centrale nella vita del discepolo 2017/2018, che ha conosciuto nella Missione Parrocchiale un momento speciale. Sulla
di Gesù. L’Eucaristia costituisce davvero il cuore della nostra comunità? C’è stato questione della missione si corre il rischio di fare molta retorica. Io credo che due siano
un progresso, un miglioramento nella partecipazione attiva e consapevole da gli aspetti da tenere sempre presenti: non nascondere mai la nostra appartenenza a
parte degli adulti? Che cosa ha provocato e provoca lo “stacco” degli adolescenti Cristo e alla Chiesa. Il coraggio di dire parole evangeliche, di mettere nei vari contesti
4 - CHRONICON CHRONICON - 5 Editoriale Parroco Editoriale Parroco
in cui siamo chiamati a vivere lo spirito del Vangelo ci deve contraddistinguere. E qui si hanno conosciuto questo cammino, sono passate cioè dalla religione (un Dio conosciuto
aprono capitoli davvero consistenti: c’è un modo di evangelico di vivere la professione parzialmente) alla fede (la relazione con lui totalmente diversa ed inattesa). Penso alla
e il proprio lavoro; c’è un modo evangelico di tessere e vivere le relazioni; c’è un modo figura di Giovanni Battista, che si è trovato dinanzi un Cristo diverso da quello che lui
evangelico di giudicare gli eventi; c’è un modo evangelico di affrontare le fragilità, si aspettava; a Giuseppe che è stato condotto per vie differenti da quelle ordinarie; a
le povertà e i bisogni; c’è un modo evangelico di abitare i mondi della politica, dello Paolo a cui il Signore ha stravolto una vita religiosamente piena di zelo; e penso all’Antico
svago, dell’impegno in società e via dicendo. Parole evangeliche e testimonianza Testamento: ad Abramo, a Mosè, ad Elia, a Davide, a Giobbe, ad Ester; ma anche a
evangelica rappresentano il modo in cui “facciamo missione”. figure di santi quali Agostino, Ignazio, Francesco Saverio, Teresa d’Avila, Edith Stein.
In questo contesto prendiamo coscienza della necessità di “formarci alla sapienza Svilupperemo questa riflessione soprattutto nelle lectiones divinae e poi nella
del Vangelo”. Qui si colloca tutto il grande capitolo della catechesi e della formazione. ripresa del tema nel periodo postpasquale. Ma vorrei che essa fosse tenuta presente
Non possiamo dare ciò che non possediamo. Se poi presumiamo di sapere rischiamo in tutti i momenti di catechesi della parrocchia.
di fare guai grossi. La formazione è davvero basilare. Qui si tratta di mettere a frutto
le offerte formative della parrocchia, le quali, oltre al lavoro capillare e quotidiano 3. L’Assemblea parrocchiale
dell’annuncio dalla Parola, della celebrazione dell’Eucaristia, della lode liturgica (lodi Per quanto concerne ancora il “ripensamento”, vivremo l’esperienza
e vespri) e dei cammini formativi per tutti i gruppi, conosce nelle lectiones divinae in dell’“Assemblea parrocchiale”, alla quale parteciperanno tutti gli organismi, le
avvento e in quaresima, nella “ripresa” del tema pastorale dell’anno, soprattutto con associazioni e i gruppi della parrocchia, offrendo – dopo un’introduzione del Parroco –
taglio culturale, nel ripristino dei Centri di ascolto della Parola momenti privilegiati. alcuni dati circa la propria fisionomia, il servizio compiuto e i progetti per il futuro.
Altro capitolo, che serve la dimensione missionaria, è quello legato alla Seguirà poi la libera discussione sulla base della prolusione del Parroco e degli
“comunicazione”, che si esprime soprattutto attraverso il Notiziario settimanale (800 interventi. L’Assemblea terminerà enucleando alcune “piste” di riflessione su cui
abbonamenti, distribuiti da volontari), il periodico “Chronicon” (1.800 copie, tre continuare il discernimento.
volte all’anno, distribuite capillarmente da volontari) e il Sito internet parrocchiale
(www.parrocchiacastiglionedadda.it) abbastanza consultato. Anche questi strumenti 4. L’oratorio
andranno gradualmente potenziati. Nel contesto del “ripensamento” conviene considerare anche all’oratorio. In
occasione dell’incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale il 18 aprile 2018, si era
2. L’anno pastorale appena iniziato è caratterizzato dal “ripensamento”. detto che risulta assolutamente necessario qualificare sempre più l’oratorio come
L’anno pastorale appena iniziato è caratterizzato dal “ripensamento”. Così ci luogo autenticamente “educativo”. Per far questo sono necessari evidentemente gli
ha chiesto il nostro Vescovo. Colleghiamo, però, anche questo anno alla parola “educatori”. Si sta riflettendo e ci si sta muovendo per affiancare a don Manuel – al
evangelica che prendiamo ancora dal Vangelo di Marco 6,30-32: quale va il ringraziamo per il generoso servizio – altre figure di educatori. Lo scorso
Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che anno avevo parlato anche di “comunità educante” intesa come messa in rete abituale
avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un di tutti i soggetti educanti nei confronti del/la ragazzo/a: genitori, sacerdote, catechista,
luogo solitario, e riposatevi un po’». Era infatti molta la folla che andava e insegnanti, allenatore … Su questo progetto converrà spendere qualche energia.
veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla
barca verso un luogo solitario, in disparte. 5. Duc in altum!
É il momento della verifica, della restituzione di ciò che è stato intrapreso. Duc in altum! Cioè: Prendi il largo e calate le reti per la pesca, dice Gesù ai suoi
L’interlocutore è ancora Gesù. Gli apostoli si riuniscono attorno a lui e riferiscono a lui apostoli (Lc 5,4). É su questa parola che ogni anno scommettiamo, attingendo “forza
tutto ciò che avevano fatto ed insegnato. La tensione pastorale di quest’anno vuole in quella potenza sovrumana che si è dispiegata in Gesù in tutta la sua magnificenza,
concentrarsi nell’aiutare il passaggio dalla religione alla fede. Ho già accennato più quando risorse dai morti”. (…). Vogliamo “contemplare a lungo questo Signore
volte nella predicazione che cosa intendo con ciò. La religione – realtà evidentemente glorioso, e di fronte a Lui esporre umilmente le nostre situazioni di debolezza e di
positiva in sé – rischia però di essere qualcosa di esteriore, di superficiale, di povertà; dovremo esporle con una parola fiduciosa, lieta, perché già nel presentarle
tradizionale, che a lungo andare “stufa”. La fede, invece, è relazione personale col sappiamo che Egli ci viene incontro con la sua potenza trasfigurante” (C.M.Martini, Il
Signore, che a lungo andare cresce, innerva la vita, la pacifica e le assicura quel sole dentro, Ed. Piemme (2016), p. 46-47).
fondo imperturbabile di serenità perché – conosciuto finalmente il Signore, a volte
anche attraverso vie impervie – ci si fida di lui. Buon cammino, cari fratelli e sorelle!
É questo il punto su cui vorrei insistere quest’anno e poi in seguito. In fondo questo Il vostro parroco
è stato – sottotraccia – anche l’impegno degli anni precedenti: far conoscere il Signore. Don Gabriele
Impostiamo questo percorso facendoci aiutare da alcune figure della Bibbia, che
6 - CHRONICON CHRONICON - 7 Itinerari Formativi Itinerari Formativi
Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia
PER IL “GRUPPO FAMIGLIE” ADULTI / GIOVANI OLTRE I 30 ANNI
■ Domenica 23 settembre festa anniversari di matrimonio, inizio del cammino OTTOBRE
■ Domenica 28 ottobre ore 16.30, in oratorio • 24 - 25 - 26 - 29 - 30: Novena dei Morti con predicazione
■ Domenica 18 novembre ore 17.30, in oratorio NOVEMBRE
■ Domenica 23 dicembre ore 16.00, ritiro di Natale all’Annunciata • Mercoledì 7: Centri di ascolto della Parola
■ Domenica 20 gennaio ore 17.30, in oratorio • Mercoledì 21: Centri di ascolto della Parola
■ Domenica 17 febbraio ore 17.30, in oratorio DICEMBRE
■ Domenica 17 marzo ore 17.30, in oratorio • Mercoledì 5 - 12 - 19: Lectio divina d’Avvento
■ Domenica 14 aprile ore 16, ritiro di Pasqua all’Annunciata • Domenica 23: Ritiro di Natale con confessioni
• 17 - 18 - 19 - 20 - 21: Novena di Natale
■ Domenica 9 giugno chiusura del cammino annuale
■ 14 / 16 giugno pellegrinaggio a Loreto - incontro con la Fraternità Francescana GENNAIO
• Mercoledì 23: Centri di ascolto della Parola
FEBBRAIO
Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia • Domenica 3: Giornata Nazionale della Vita: Incontro formativo
• Mercoledì 6: Centri di ascolto della Parola
PER LE “GIOVANI FAMIGLIE” • Mercoledì 20: Centri di ascolto della Parola
MARZO
Itinerario sulla coniugalità e sulla genitorialità in via di definizione • Mercoledì 6: Le Ceneri.
Inizio cammino quaresimale con Messa e imposizione delle ceneri
• Mercoledì 13 - 20 - 27: Lectio divina di Quaresima
• Venerdì 8 - 15 - 22 - 29: Via Crucis
APRILE
• Mercoledì 3 - 10: Lectio divina di Quaresima
• Venerdì 5 - 12: Via Crucis
• 18 - 21: Triduo Pasquale
MAGGIO
• Mercoledì 8: ripresa del tema pastorale dell’anno: “Rapporto sulla fede”
• Mercoledì 22: ripresa del tema pastorale dell’anno: “La fede senza le opere è morta”
GIUGNO
• 20/23: SS. Quarantore con adorazione notturna
Inoltre, tutte le domeniche, alle ore 16.30: Vespri e catechesi
8 - CHRONICON CHRONICON - 9 Itinerari Formativi Itinerari Formativi
Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia
GIOVANI (DUE GRUPPI) GIOVANISSIMI
La domenica alle 19.00 FEBBRAIO
OTTOBRE Domenica 10
Domenica 14 Domenica 24
Domenica 28 MARZO
NOVEMBRE Domenica 10
Domenica 11 Domenica 24
Domenica 25 APRILE
DICEMBRE Domenica 7
Domenica 9 Domenica 14: Ritiro di Quaresima
Domenica 23: Ritiro di Avvento Domenica 28
GENNAIO MAGGIO
Domenica 13 Domenica 12
Domenica 27 Domenica 26
Le altre iniziative saranno presentate di volta in volta sul Notiziario e sul Sito
parrocchiale, oltre che sul Gruppo di WhatsApp. OTTOBRE:
Sono invitati alle Lectiones Divinae di Avvento e di Quaresima con gli adulti e gli altri • Lunedì 8 - 15 - 22
giovani, così come alla scuola di preghiera, alla Via Crucis dei venerdì di quaresima, • Lunedì 29: ore 18.30 Confessioni
all’adorazione – anche notturna – delle SS. Quarantore.
NOVEMBRE:
• Lunedì 5 - 12 - 19 - 26
I giovani, la fede e il discernimento vocazionale • Domenica 4: ore 18.00 Cammino professione di fede 18enni a Casalpusterlengo
DICEMBRE:
• Lunedì 3
• Lunedì 10: Ritiro di Avvento
• Lunedì 17: Confessioni in preparazione al S. Natale
GENNAIO:
• Lunedì 7 - 14 - 21 - 28
FEBBRAIO:
• Lunedì 4
• Lunedì 11: ore 18.30 Confessioni
• Lunedì 18
• Domenica 24: ore 18.00 Cammino professione di fede 18enni a Codogno
• Lunedì 25
XV ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI
(3-28 ottobre)
10 - CHRONICON CHRONICON - 11 Itinerari Formativi Itinerari Formativi
Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia
GIOVANI (DUE GRUPPI) PROFESSIONE DI FEDE DEI 14ENNI
MARZO: OTTOBRE
• Lunedì 4 • Sabato 27: Festa diocesana 14enni
• Mercoledì 6: S. Messa con imposizione delle ceneri NOVEMBRE
• Lunedì 11: Ritiro di Quaresima con confessioni • Mercoledì 7: ore 21.00 a Casalpusterlengo Incontro preparazione PdF
• Lunedì 18 • Sabato 17: ore 18.00 a Casalpusterlengo - I incontro Professione di Fede
• Domenica 24: ore 18 Cammino professione di fede 18enni a Castiglione d’Adda
GENNAIO
• Lunedì 25: ore 18 S. Messa nella solennità dell’Annunciazione del Signore
• Mercoledì 23: ore 21.00 a Casalpusterlengo Incontro preparazione PdF
APRILE:
FEBBRAIO
• Lunedì 1 - 8
• Sabato 9: ore 18.00 - II incontro Professione di Fede
• Lunedì 8: ore 21 in seminario ritiro 18 - 19enni a Lodi
• Mercoledì 27: ore 21.00 a Casalpusterlengo Incontro preparazione PdF
• Sabato 13: ore 21 in cattedrale veglia dei giovani e PdF 19enni
• Lunedì 15: Confessioni pasquali MARZO
• Sabato 16: ore 18.00 a Casalpusterlengo - II incontro Professione di Fede
MAGGIO
• 29 - 30 - 31: Pellegrinaggio Diocesano a Roma
• Lunedì 6 - 13
• Lunedì 20: Confessioni MAGGIO
• Lunedì 27 • Sabato 4: ore 21.00 CELEBRAZIONE DELLA PROFESSIONE DI FEDE
GIUGNO
• Lunedì 3
• Domenica 9: Chiusura Anno catechistico
Presentazione alla comunità dei nuovi piccoli ministranti
12 - CHRONICON CHRONICON - 13 Itinerari Formativi Itinerari Formativi
Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia
ELEMENTARI E MEDIE PREPAR AZIONE AI SACR AMENTI
DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA
OTTOBRE
• Domenica 7: APERTURA ANNO CATECHISTICO
ore 15.30 S. Messa e processione della Madonna del Rosario
• Domenica 14: ore 9.45 S. Messa, Inizia la catechesi nelle aule,
a seguire: pranzo al sacco e giochi
• Sabato 27: ore 10.00 all’Annunciata Confessioni
NOVEMBRE
• Sabato 10: ore 18.30 ACR + (classi medie e triennio superiori)
• Domenica 11: ore 15.00 Domenica In – pomeriggio di animazione
per i bambini delle elementari
• Sabato 24: Confessioni
DICEMBRE
• Sabato 15: ore 10.00 Ritiro di Avvento elementari
• Sabato 15: ore 18.30 ACR +
• Domenica 16: ore 15.00 Domenica In
• 17 - 18 - 19 - 20 - 21: ore 16.30 all’Annunciata Novena di Natale
• Sabato 22: Confessioni
GENNAIO
• Sabato 19: ore 18.30 ACR +
• Domenica 20: ore 15.00 Domenica In
• Sabato 26: Confessioni
FEBBRAIO
• Sabato 23: Confessioni
• Sabato 23: ore 18.30 ACR + Cammino di preparazione alla prima confessione
• Domenica 24: ore 15.00 Domenica In
• Domenica 4 novembre: ore 9.45 presentazione alla comunità dei confessandi
MARZO • Sabato 11 maggio: RITIRO CONFESSANDI ore 10 - Chiesa dell’Annunciata
• Mercoledì 6: ore 16.30 Celebrazione della Parola e imposizione delle ceneri • Domenica 12 maggio: Celebrazione della PRIMA CONFESSIONE
• Venerdì 8 - 15 - 22 - 29: ore 16.30 all’Annunciata Via Crucis
• Sabato 9: ore 18.30 ACR + Cammino di preparazione alla prima Comunione
• Domenica 10: ore 15.00 Domenica in
• Domenica 2 dicembre: ore 9.45 presentazione alla comunità dei comunicandi
• Sabato 16: ore 10.00 Ritiro Quaresima Elementari
• Sabato 18 maggio: RITIRO COMUNICANDI - Pontenure
APRILE • Domenica 26 maggio: ore 11.00 S. Messa di PRIMA COMUNIONE
• Venerdì 5 - 12: Via crucis
• Sabato 6: ore 18.30 ACR + Cammino di preparazione alla Cresima
• Sabato 13: Confessioni Pasquali
• Domenica 14: ore 15.00 Domenica In • Domenica 13 gennaio: Ore 9.45 presentazione alla comunità dei cresimandi
• Sabato 27 e domenica 28 aprile: DUE GIORNI CRESIMANDI - Pontenure
MAGGIO • Domenica 2 giugno ore 18.00 S. CRESIMA
• Sabato 18: Confessioni
GIUGNO
• Domenica 9: Conclusione anno catechistico
14 - CHRONICON CHRONICON - 15 Itinerari Formativi Itinerari Formativi
Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia
GRUPPO MINISTR ANTI PREPAR AZIONE AL MATRIMONIO
Vicariato di Casalpusterlengo
OTTOBRE FEBBRAIO 1° 20 - 27 settembre,
• Domenica 21: ore 15.00 in oratorio • Domenica 17 4 - 11 - 18 - 25 ottobre,
8 - 15 - 22 novembre.
NOVEMBRE MARZO
Conclusione domenica 25 novembre
• Domenica 18 • Domenica 3
DICEMBRE APRILE 2° 4 - 31 gennaio,
• Domenica 9 • Domenica 7 7 - 14 - 21 - 28 febbraio,
GENNAIO 7 - 14 - 21 marzo.
• Domenica 13 Conclusione domenica 24 marzo
3° 2 - 9 - 16 - 23 - 28 maggio,
6 - 13 - 20 - 27 giugno.
Conclusione domenica 30 giugno.
Itiner ario formativo e spirituale proposto dalla parrocchia
MOMENTI DI ADOR AZIONE EUCARISTICA Sede: Casa del Giovane, Via Cesare Battisti, Casalpusterlengo alle ore 21.
ADORAZIONE NOTTURNA
SS. QUARANTORE 2018
* Tutti i giovedì
dalle ore 9.00 alle ore 11.30
(per le vocazioni sacerdotali e religiose)
* Tutti i giovedì
dalle 20.45 alle 21.45
(con disponibilità dei sacerdoti
ad ascoltare le confessioni)
* 1 gennaio 2019:
dalle ore 16.30 alle 17.30
Lo-Sposalizio della Vergine - PERUGINO
(all’Incoronata, per la Pace)
* 18 aprile 2019, giovedì santo:
dopo la Missa in Coena Domini
e durante tutta la notte
* 20, 21, 22 e 23 giugno 2019:
dalle ore 9,00, alle ore 21.00
(solenne esposizione eucaristica annuale;
venerdì 21, adorazione notturna)
16 - CHRONICON CHRONICON - 17Vita di Parrocchia
Omelia del parroco per la solennità di San Giuseppe 2018
Voglio lasciare tre semplici pensieri alla vostra meditazione: S. Giuseppe, uomo
dell’obbedienza; S. Giuseppe uomo dall’intensa vita interiore; S. Giuseppe, l’uomo che
nella ferialità costruisce il futuro.
1. S. Giuseppe, uomo dell’obbedienza. Voi sapete che “obbedienza” deriva da “ob –
audire”, cioè ascoltare. L’ascolto di cui parliamo è fatto di cuore e di intelligenza; non è
l’obbedienza che si domanda, per esempio, al mulo. É un’obbedienza che non impedisce
solo il meglio del “MADE IN ITALY” sempre a di interrogarsi, di scoprire la ragionevolezza di ciò che ci viene chiesto, ma nello stesso
tempo è disposta ad integrare una quota di rischio, perché senza rischio non si cammina,
PREZZI SCONTATI TUTTO L’ANNO! si sta fermi. Giuseppe ha obbedito a questa parola ragionevole, che gli chiedeva di
scompaginare i suoi piani. Per esempio il piano di amare Maria come ogni altro uomo.
ABBIGLIAMENTO - ACCESSORI - INTIMO e PIGIAMERIA L’obbedienza gli ha chiesto non di rinunciare ad amare Maria, ma di amarla con un amore
più grande, oltre il possesso. Gli ha chiesto un amore verginale. E Giuseppe ha detto di sì;
per tutta la famiglia ha obbedito ma sapendo che quella obbedienza lo portava più su nell’amore. Lo dico
a voi ragazzi e ragazze, giovanissimi, che mi ascoltate: ricordate che se non si è capaci
di vivere castamente si farà poi fatica ad amare veramente. Dunque, Giuseppe l’uomo
dell’obbedienza.
NOVITÀ In collaborazione con 2. S. Giuseppe è un uomo dalla ricca interiorità. Lo capiamo dai suoi sogni. Essi
rappresentano un genere letterario. Nell’essenza ci dicono che Giuseppe viveva una profonda
unione con Dio, era “collegato” sempre a Lui, e allora nella sua interiorità – i suoi sogni –
egli riusciva a discernere, a capire e ad agire di conseguenza. La vita interiore, il rapporto
con Dio ci fa vedere ciò che dobbiamo capire e ci aiuta a decidere la cosa giusta.
3. S. Giuseppe è l’uomo che nella ferialità costruisce il futuro. Che cosa voglio dire?
Guardiamo che cosa ha fatto Giuseppe: ha educato Gesù. Nei lunghi silenziosi anni di
Nazareth, quando il Verbo stava in silenzio, Giuseppe lo ha introdotto nella vita sociale
del suo popolo, nelle tradizioni, gli ha insegnato a lavorare, a stare con gli altri, a vivere
dentro un tessuto di relazioni… Facendo così Giuseppe ha educato l’uomo Gesù – che è
Figlio di Dio certo, ma anche pienamente uomo – nel carattere, nella personalità. Quando
Gesù dovette subire le tentazioni del demonio, la fortezza dimostrata proveniva anche
Si offre ottimo servizio di LAVANDERIA e STIRERIA dall’educazione ricevuta da Giuseppe, e così per tutto ciò che concerne la vita pubblica
di Gesù… Educando Gesù, giorno dopo giorno, nella ferialità della vita di famiglia, del
a PREZZI MOLTO CONVENIENTI lavoro, delle relazioni sociali, Giuseppe ha collaborato in maniera singolarissima alla
nostra salvezza che Gesù avrebbe realizzato nel futuro. Così Giuseppe ci dice che la vita
ordinaria, a volte monotona nel suo ripetersi, nei suoi ritmi, costruisce il futuro. Pensate
VIA GRAMSCI 17 - CASTIGLIONE D’ADDA (LO) ancora voi ragazzi: se non vi impegnaste a scuola, in parrocchia, in famiglia, nella catechesi,
nello sport… che futuro avreste? Così la dedizione alla vita quotidiana nel suo svolgersi
glamstock2013@gmail.com concreto, nei suoi ritmi, nella sua fatica significa edificare il futuro.
S. Giuseppe, uomo dell’obbedienza, dalla ricca interiorità, che nella ferialità del suo
APERTO DAL MARTEDÌ AL SABATO esistere ha edificato il nostro futuro ci aiuti, intercedendo per noi.
L’Eucaristia che ora celebriamo, nella quale ancora attingiamo all’amore del Signore,
ORE 9.30 - 12.00 / 15.30 - 19.00 ci ricorda che anche questo modo di amare, Gesù lo ha imparato da Giuseppe.
CHRONICON - 19 Vita di Parrocchia Vita di Parrocchia
La celebr azione della Settimana Santa in parrocchia
Omelia del Parroco per la celebrazione della Missa in Coena Domini amore. Non corriamo subito alle conseguenze “sociali” che pur ci devono essere.
Giovedì Santo, 29 marzo 2018 É come se una moglie, di fronte al marito che le dice di amarla, gli rispondesse:
“Sì, ma lascia che vada a preparare la cena”. Bisognerà almeno per un po’ stare
1. Le tre notti dentro a questa dichiarazione di amore. Si dovrà, almeno per un po’, lasciarci
Cari fratelli e sorelle, commuovere da questo slancio che è insieme umano e divino. Si dovrà, almeno per
con questa celebrazione iniziamo qualche attimo “credere all’amore”, come ci dice la prima lettera di San Giovanni.
il Triduo Pasquale, ossia la Pasqua Si dovrà, almeno per un po’ avvertire come rivolto a me ciò che dice il Signore nel
celebrata in tre giorni. libro del profeta Sofonia : “Ti rinnoverò col mio amore”. Questa relazione con Cristo
Possiamo dire che essa è è l’essenza del cristianesimo da cui ogni altra opera prende avvio. Come ci ha detto
caratterizzata da tre notti: questa, Benedetto XVI nell’enciclica Deus caritas est: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è
quella di venerdì e quella di una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una
sabato. Ciascuna di queste notti Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”.
possiede una sua peculiarità.
Possiamo chiamare questa che ora 3. Ma chi sono questi “suoi” che Cristo ama fino alla fine?
celebriamo la “notte dell’amore e Sono innanzi tutto i suoi apostoli, tra cui anche Giuda. Ma siamo anche noi. É Gesù
del tradimento”; quella di domani stesso che lo assicura nella preghiera che rivolge al Padre nello stesso contesto
la “notte del dolore”; quella di dell’ultima cena, quando dice: Non prego solo per questi, ma anche per quelli che
domenica la “notte della gloria”. per la loro parola crederanno in me (…) perché l’amore con il quale mi hai amato sia
in essi e io in loro”. Dunque gli apostoli e noi siamo oggetto dell’amore del Signore.
2. La notte dell’amore e del Ciò che immediatamente balza all’occhio è la “sproporzione” tra l’amore di Gesù
tradimento. e noi. Chi erano effettivamente gli apostoli e chi siamo effettivamente noi? Dice
É il vangelo di Giovanni che ci don Mazzolari in un’omelia del giovedì santo 1957: “Li aveva tutti intorno, in una
introduce in essa. “Prima della stanza che un amico ignoto gli aveva prestato, in un’ora in cui il cuore traboccava di
festa di Pasqua, Gesù, sapendo tenerezza, di pietà, di immolazione. Li conosceva, sapeva quello che c’era dentro,
che era venuta la sua ora di passare sapeva la loro fragilità. Quando Pietro dice: “Anche se tutti ti abbandoneranno, io
da questo mondo al Padre, avendo non ti abbandonerò”, il Signore lo guarda con tristezza. “Pietro, prima che il gallo
amato i suoi che erano nel mondo, canti la seconda volta, tu mi avrai rinnegato tre volte”. “Tutti prenderete paura di
li amò fino alla fine” (Gv 13,1). Il me, fuggirete e mi lascerete solo”. Come vedeva chiaro nel cuore degli apostoli!
vangelo ci dice che Gesù sa che Come misurava la fragilità della loro amicizia e della loro devozione! E per tre anni
è alla fine, deve fare Pasqua, cioè li aveva avuti vicini. Erano stati i suoi confidenti, avevano udito le parole più alte,
passare al Padre. E sa che dovrà avevano assistito ai grandi miracoli, avevano misurato fino in fondo quello che
passare al Padre attraverso la c’era di infinitamente buono nel cuore del maestro. Ed ora, alla prima occasione
strettoia della croce. Ma l’amore in cui bisognava pagare la testimonianza, affrontando un’opinione che non era
per i “suoi” in questo momento favorevole, non lo capiscono più e l’abbandonano. Fra poche ore lo arresteranno
ha il sopravvento: “Avendo amato e Gesù rimarrà solo, tremendamente solo; solo nell’agonia, solo davanti ai giudici,
Giovedi santo, Adorazione Eucaristica i suoi che erano nel mondo, li amò solo nella condanna, solo a portare la croce, solo a salire il Calvario, solo sulla croce,
fino alla fine”. Queste parole sono come uno squarcio sulla vita intima del Signore e con due ladroni inchiodati con lui sul legno. E, nonostante questo, il Signore non
ci rivelano che la quintessenza della relazione fra Gesù e i “suoi” è stato il suo amore. cessa di amarli. Vorrei dire, anzi, che essi, così fragili, così mutevoli, così poco sicuri
Ed è un amore “fino alla fine”, cioè un amore totale, che tocca il fondo, non si ferma della loro fede, entrano nel cuore del Signore con una pietà singolare. Il Signore
prima di aver raggiunto questo fondo, pur sapendo che questo fonda significa il non ha mai guardato con tanta tenerezza i suoi apostoli come nell’ultima cena,
dono della vita. Questa notte, miei cari, non passiamo troppo velocemente su questo quando sul loro volto si disegnava il momento della viltà. A questi suoi figlioli, a
20 - CHRONICON CHRONICON - 21 Vita di Parrocchia Vita di Parrocchia
La celebr azione della Settimana Santa in parrocchia
questi suoi testimoni che gli si rivoltano contro – uno farà il triplice rinnegamento, Omelia del Parroco per l’Azione Liturgica
un altro ha già in tasca i trenta denari del tradimento – il Signore dà il dono più Venerdì Santo 30 marzo 2018
grande: l’Eucaristia. “Io sarò con voi”. Non basta una morte sola. Tutti i giorni
egli deve morire per questi suoi figlioli, che siamo noi, figlioli che non hanno il
coraggio di dirsi cristiani, che gli voltano le spalle ad ogni svolta di strada, che lo 1. Il Sangue del Redentore cade nella terra
bestemmiano, che lo tradiscono, che l’hanno venduto. Nessuno di noi gli ha voluto Il venerdì santo ci spinge alla contemplazione amorosa dalla passione di Cristo.
così bene da poter dire: “Signore, son sempre stato con te, ho sofferto con te, ho Quest’anno vorrei attirare la nostra attenzione su un fatto che può passare inosservato.
goduto con te, ho portato la croce con te, ho affrontato l’opinione pubblica che Ed è questo: durante l’agonia nel Getsemani, la flagellazione, la coronazione di spine,
era contro di te”. Siamo tutti dei poveri fratelli, dei poveri discepoli del Signore!” il viaggio al calvario, l’infissione dei chiodi nel corpo del Signore, l’apertura del suo
(P. Mazzolari). costato con la lancia il SUO SANGUE viene sparso e cade a terra, si mischia con la terra.
Questo fatto ci riporta alla mente un episodio posto all’inizio della Bibbia, l’uccisione di
4. Una sproporzione da accettare Abele da parte di Caino. Quando il Signore chiede conto a quest’ultimo dell’omicidio
É bene, cari fratelli e sorelle, che questa sera valutiamo bene la sproporzione tra perpetrato, gli dice: “La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii
l’amore di Gesù per noi e il nostro amore per lui. E questa sproporzione va accettata, maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di
anzi, in questa notte dell’amore e del tradimento, questa sproporzione deve diventare tuo fratello”(Gen 4,10-11).
in qualche modo la nostra unità di misura. Io sono chiamato ad amare con questa Anche lo spargimento del sangue di Gesù
sproporzione mia moglie o mio marito che mi hanno tradito; amare con questa è frutto di un omicidio. Anche questo
sproporzione i miei figli che non sono come li vorrei e hanno dimenticato la strada sangue, perciò, “grida dal suolo a Dio”.
retta; amare con questa sproporzione i miei colleghi di lavoro, che tutto fanno per L’autore della lettera agli Ebrei, mettendo
rendere l’ambiente invivibile; amare con questa sproporzione gli anziani ripiegati a insieme l’episodio dello spargimento del
volte su stessi; amare con questa sproporzione gli amici che mi hanno deluso; amare sangue di Abele nel suolo, ad opera di
con questa sproporzione la mia comunità quando non risponde come vorrei; amare Caino, e lo spargimento del sangue
con questa sproporzione i miei preti che forse non incontrano i miei gusti. di Gesù nel suolo, ad opera dei suoi
La sproporzione dell’amore è la misura del giovedì santo. Non ce la faremo, lo crocifissori, offre un’interpretazione
sappiamo fin da ora, ma l’averci provato e riprovato e ancora una volta ricominciato stupefacente. Dice: “Voi vi siete invece
da capo sarà il segno che questa notte di amore e di tradimento non sarà trascorsa accostati al monte di Sion e alla città del
per noi invano. Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e
a miriadi di angeli, all’adunanza festosa
e all’assemblea dei primogeniti iscritti
nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli
spiriti dei giusti portati alla perfezione,
al Mediatore della Nuova Alleanza e al
sangue dell’aspersione dalla voce più
eloquente di quello di Abele” (Ebrei 12,
23-24).
Ciò che nel Genesi era motivo di
maledizione – il sangue versato al
suolo di Abele – qui diventa motivo di
salvezza, anzi di festa: il sangue di Gesù.
Per esprimere questo concetto, l’autore
della lettera agli Ebrei dice che il sangue Venerdì santo, Adorazione della Croce
22 - CHRONICON CHRONICON - 23 Vita di Parrocchia Vita di Parrocchia
di Cristo “è più eloquente” del sangue di Abele. Si tratta dunque di un sangue che qui ci vuole Qualcuno
parla: nel primo caso domandava maledizione e vendetta, era un sangue cioè che che risani, che dia senso
infondeva paura, qui invece chiede benedizione e perdono. Infonde quindi pace a tutto questo dolore, a
e salvezza. questa massa enorme di
sofferenza, che altrimenti
2. Di quale Sangue si parla? altro non farebbe che
Ora però ci dobbiamo chiedere se tutte queste cose appartengono al passato, spingere alla disperazio-
oppure riguardano anche i nostri giorni. Ci dobbiamo domandare cioè se il sangue ne. E la disperazione –
di Gesù a cui ci riferiamo è unicamente quello che egli ha sparso 2000 anni fa nella lo sappiamo – rende più
passione. Certo fosse anche quel sangue sparso 2000 anni fa, esso avrebbe un valore cattivi, rende cinici, si
permanente: la lettera agli Ebrei parla, infatti di redenzione eterna procurataci da nutre del male che capita
Cristo. Tuttavia il Signore stesso ha voluto che il suo sangue fosse reso presente ogni all’altro e a volte lo pro-
giorno, affinché ogni giorno potesse gridare – con voce più eloquente di quello di voca. Tutta questa mas-
Abele – e potesse invocare perdono, misericordia e pace. Ciò avviene nel sacrificio sa di male in certo qual
della Messa. Ogni volta in cui il sacerdote, dopo la consacrazione del vino, eleva il modo postula un Reden-
calice verso il cielo, lì, in quel momento, possiamo dire che il sangue di Gesù grida al tore. Il sangue di Gesù Venerdì santo, Prostrazione all'inizio dell'Azione Liturgica
Padre, e grida non con voce flebile, ma con voce eloquente. che grida raccoglie tutto
Ho già avuto modo di dire molte volte come il sacrificio della Messa rinnova di questo dolore e lo redime e lo svuota dall’apparente non senso. Contro ogni ten-
generazione in generazione il mistero di un amore che si dona, un amore che è denza a ridurre la passione di Cristo ad un insegnamento etico-morale – sarebbe
più forte della morte, della cattiveria, della violenza, del degrado morale. L’offerta solo un esempio da imitare – noi celebriamo oggi qualche cosa di oggettivo: la
del sangue di Gesù, che realizza il mistero della sua carità, è ciò che impedisce passione di Cristo è redenzione. Un redentore ci è dato, il male non ha l’ultima pa-
l’annichilimento del mondo, proprio perché il mistero della redenzione si rinnova – rola perché l’Amore è più forte ed è tanto forte che non smette di gridare e questo
misticamente ma realmente. grido dell’Amore è il grido del vincitore, che vince donandosi: Vinto ma Vittorioso!
E proprio perché questa redenzione è oggettiva, cioè esiste veramente, non è una
3. Un Redentore ci è necessario mera possibilità, chiama in causa ciascuno di noi, secondo ciò che scrive Paolo ai
Tutta la massa di male e di dolore che vediamo intorno a noi – e che neppure nei Colossesi laddove esclama, “ciò che nel mio corpo manca alla passione di Cristo,
giorni della santa pasqua ha registrato un allentamento – questa massa che non lo compio a favore del suo corpo che è la Chiesa”. Notate: non dice l’apostolo che
comprende solamente le guerre, il terrorismo, le aggressioni, ma anche tutto ciò alla passione di Cristo manca qualche cosa; dice piuttosto: non essendo ancora
che tendiamo a dimenticare, come i milioni di aborti, lo sfruttamento dei bambini conformato io del tutto alla passione di Cristo – che è perfetta – compio nel mio
e delle donne a scopo corpo questa conformazione. Così siamo chiamati a partecipare oggettivamente
sessuale, il tentativo di all’oggettiva passione di Cristo, che ha redento il mondo. Ogni dolore, ogni morte,
sovvertire l’ordine della ogni sacrificio ci mette in comunione con la passione di Cristo che ha redento il
creazione introducendo mondo e ci fa partecipare a questa trasformazione del mondo. Mi è capitato di dire
ordinamenti giuridici sui- più volte in questi giorni a me stesso e agli altri di fronte a qualche dolore fisico e/o
cidi per intere società, le morale: non sprecarlo, non renderlo inutile, non dissolverlo nel lamento con altri;
proposte di scristianizza- non buttarlo via; offri tutto!
zione sempre più marcata Così, in quel sangue che il sacerdote innalza verso il Padre in ogni Messa, quel sangue
nei paesi occidentali, ci che grida ce ne sarà un poco anche del nostro, trasformato in atto di amore simile a
faccia prendere coscienza quello di Gesù. E il Padre sentendo la voce di quel sangue rinnoverà la salvezza e la
che un Redentore ci è ne- grazia per noi e per il mondo. Così la passione di Cristo non è la commemorazione
cessario. Paradossalmen- del dolore, ma la celebrazione di un amore vivo e vivificante, oggi.
te tutto il male del mondo
ci spinge a dire: qui c’è
bisogno di redenzione,
Venerdì santo, Adorazione della Croce
24 - CHRONICON CHRONICON - 25 Vita di Parrocchia Vita di Parrocchia
La celebr azione della Settimana Santa in parrocchia
Omelia del Parroco per la celebrazione della Veglia Pasquale 2018 Quattro tappe che non possono essere tutte messe sullo stesso piano, ma che
costituiscono, ognuna nel modo che le è proprio, il linguaggio che la liturgia usa
per “dire” ciò che si celebra in questa notte: la liturgia della luce (il lucernario), la
1. Le quattro notti della tradizione ebraica liturgia della parola, la liturgia battesimale e la liturgia eucaristica, nella quale si ha
Nella tradizione ebraica sulla pasqua, esiste un testo molto significativo chiamato il culmine della celebrazione della pasqua che in questa notte diventa “oggi” per
poema delle quattro notti. Il poema parla di quattro notti nelle quali YHWH si è la chiesa.
rivelato all’uomo e a Israele come “salvatore”. La prima notte è quella della creazione,
quando la Parola di Dio era luce e illuminava… donando esistenza ad ogni cosa. La La prima tappa è costituita dal rito della
seconda notte è la notte della elezione di Abramo, notte del sacrificio di Isacco e luce (o lucernario). L’assemblea si radu-
dell’alleanza. La terza notte è la notte della liberazione dall’Egitto, quando YHWH si è na nel cuore della notte intorno ad un
manifestato “salvatore” per gli ebrei. La quarta notte sarà quella in cui i gioghi di ferro fuoco acceso. É rimando alla creazione,
saranno spezzati, cioè la notte della venuta del Messia che guiderà definitivamente al rinnovarsi del tempo… quello stesso
alla salvezza e al compimento delle promesse di YHWH. Queste quattro notti sono rinnovamento di cui ci parla la natura
accomunate dal fatto che Dio in esse si lascia conoscere, si rivela, come salvatore… con la primavera, che è la stagione in
In queste quattro notti viene attraversata tutta la storia della salvezza come memoria cui si celebra la pasqua. Da questo fuo-
di quanto Dio ha operato e come attesa di quanto egli ha promesso. Le quattro notti co si accende una lampada “preziosa”,
sono come “simbolo” di ogni notte della storia umana nella quale si è rivelata con il cero pasquale, dietro il quale l’assem-
la sua luminosità la salvezza di Dio. Una salvezza che non “nega” la notte, cioè la blea si mette in cammino verso l’altare,
fatica, la lotta, la sofferenza, l’impegno, il sacrificio, come noi saremmo spesso tentati simbolo della chiesa che cammina pel-
di fare, ma che la “trasfigura”. Questo era ed è ciò che Israele celebra nella pasqua. legrina nella storia verso la Gerusalem-
Non semplicemente l’evento dell’uscita dall’Egitto, bensì tutta la storia “gravida” me celeste, dove non ci sarà più notte,
della salvezza di Dio. É un “grande sguardo” quello che ci suggerisce il poema delle né luce di sole, né luce di lampada, per-
quattro notti. Tutta la storia dell’uomo – passato, presente e futuro – è interpretata ché sua luce saranno l’Agnello e Colui
attraverso l’evento pasquale, che ne diventa come il centro. che è seduto sul trono (cfr. Ap 22,5).
Giunti in chiesa, echeggia il canto del-
2. Nella veglia pasquale si celebra la quarta e definitiva notte. la lode, l’Exultet, nel quale ella ricorre
Nella grande veglia che stiamo vivendo la Chiesa ha la coscienza di celebrare la quar- anche al linguaggio poetico per “dire il
ta e definitiva notte, quella della risurrezione di Gesù, che contiene la risposta a tutte mistero” che si celebra in questa notte.
le domande dell’uomo. La lunga liturgia della Parola ha attraversato la creazione (pri- Un grande inno di lode per la luce di
ma notte dell’umanità), il sacrificio di Isacco (seconda notte), la liberazione dall’Egitto questo cero, che rappresenta tutte le
(terza notte) e l’annuncio dei profeti, proprio per arrivare alla “quarta notte”, quella luci di salvezza che hanno rischiarato le
che sola conosce il segreto della risurrezione del Messia Gesù. notti del mondo, simbolo della luce di
In questa veglia tutta la storia della salvezza è celebrata nella memoria e nell’attesa, Cristo che apre i sigilli per interpretare
e ogni notte della storia dell’umanità e di ogni singola esistenza umana, quindi anche la storia e scrutare le Scritture. In questo
la mia e la tua, può venire illuminata dalla presenza, nascosta ma reale, di un Dio che canto la Chiesa afferma più volte «que-
salva. Non per niente è “storia”, cioè vicenda di vita vissuta sia come persona sia sta è la notte», riconoscendo così che il
come popolo. momento presente che essa sta vivendo
si inserisce nella storia della salvezza e
3. Non solo quattro notti, manche quattro tappe della storia della salvezza. non è privo della luce che Dio fa risplen-
In questa veglia non percorriamo poi solo “quattro notti”, ma anche quattro tappe, dere per liberare e salvare.
che sono le quattro parti che costituiscono la celebrazione della veglia pasquale. Veglia Pasquale, Benedizione del fuoco
26 - CHRONICON CHRONICON - 27 Vita di Parrocchia Vita di Parrocchia
La seconda tappa del cammino della grande veglia è la liturgia della parola. Ora
splende il cero pasquale alla luce del quale la Chiesa leggerà le Scritture sante nella
veglia, ma anche per tutto il tempo di pasqua fino al “compimento” della Penteco-
ste. É un lungo cammino, il cammino della storia, il pellegrinaggio delle “quattro
notti”, letto alla luce nuova della pasqua di Gesù.
Veglia Pasquale, momento della liturgia eucaristica
4. Il “segreto” di questa notte.
Veglia Pasquale, preparazione del cero pasquale
Nel canto dell’Exultet si ricorda un fatto singolare della fede cristiana. Questa
notte è la sola che ha conosciuto i tempi e l’ora in cui Cristo è risorto. Questa notte
Nella terza tappa della grande veglia, la liturgia battesimale, la Chiesa giunge al termine custodisce per noi un “segreto” che nessuno conosce. Nessuno dei vangeli infatti,
dell’itinerario spirituale della quaresima e si riappropria della sua identità più profonda, e nessun scritto del Nuovo Testamento, ci narra l’evento della risurrezione di Gesù.
la sua conformazione a Cristo, vocazione e direzione di tutta la sua esistenza. Momenti Il centro della nostra fede, l’evento più importante sul quale si fonda la fede cristiana
centrali di questa terza tappa sono la professione di fede battesimale, l’aspersione non è stato descritto da nessuno, da nessuno è stato visto… solo questa notte ne
con l’acqua dell’intera assemblea. Nelle litanie dei santi, non abbiamo una semplice custodisce per noi il mistero. In esso noi entriamo grazie alla liturgia nella quale
richiesta di intercessione, ma uno sguardo che si allarga fino a comprendere i credenti Cristo fa ardere il nostro cuore nel petto. A lui che ci stringe a sé e ci fa fare Pasqua,
di ogni luogo e di ogni tempo. Nella litanie dei santi i confini della nostra assemblea salga il nostro grazie perché ogni notte già è trasfigurata e possiamo gustare davvero
si allargano fino a comprendere l’assemblea della chiesa celeste… che è con noi ora a come è buono il Signore. Amen (ispirata ad un testo di Matteo Ferrari OSB-cam,
celebrare le meraviglie che Dio ha operato in questa notte. MONASTERO DI CAMALDOLI, marzo 2006)
La quarta tappa della grande veglia è la liturgia eucaristica. Tutto ciò che veniva
prima voleva condurci qui… già il nostro cammino dei riti iniziali al seguito del cero
pasquale voleva condurci alla santa mensa che è compimento del cammino di inizia-
zione cristiana, unico compimento del battesimo che sostiene i passi della chiesa in
cammino nella storia ed è “prefigurazione” del banchetto del cielo. Nell’Eucaristia il
credente rinato nel battesimo, plasma e modella la sua vita su quella di Cristo.
28 - CHRONICON CHRONICON - 29I SACRAMENTI DEI NOSTRI RAGAZZI
Prima Confessione
6 MAGGIO 2018
Prima Comunione
13 MAGGIO 201820 MAGGIO 2018
Santa Cresima
Vita di Parrocchia
Il vescovo di Lodi durante la celebrazione della S. Cresima, 20 maggio 2018
I SACRAMENTI DEI NOSTRI RAGAZZI
“Il risorto”, Rubens, Firenze, Palazzo Pitti
Il vescovo di Lodi si intrattiene con i cresimandi dopo la celebrazione della Cresima
CHRONICON - 33 Vita di Parrocchia Vita di Parrocchia
La professione di fede Processione del Corpus Domini
PROFESSIONE DI FEDE quattordicenni, 20 maggio 2018
Processione del CORPUS DOMINI
PROFESSIONE DI FEDE diciottenni, 20 maggio 2018 Adorazione e benedizione eucaristica al termine della processione del CORPUS DOMINI
34 - CHRONICON CHRONICON - 35 Vita di Parrocchia Vita di Parrocchia
RIPRESA DEL TEMA PASTOR ALE DELL’ANNO: Pellegrinaggio a Loreto
L’EVANGELIZZAZIONE
Foto di gruppo al termine della due giorni di catechesi a Loreto con la Fraternità Francescana
PADRE GIOVANNI CUCCI S.I. - DON ATTILIO MAZZONI -
"Differenza tra la rappresentazione psicologica e "Discernimento sul tempo, sulla cultura
religiosa di Dio, con possibili conseguenze e sulla società in cui stiamo vivendo,
a livello spirituale e pastorale", alla luce di Evangelii gaudium di papa Francesco",
16 maggio 2018. 9 maggio 2018.
nel contesto della Post-Missione
ARTE ED EVANGELIZZAZIONE - Percorso guidato da don Luca Anelli nelle opere di Ilia Rubini,
27 maggio 2018
36 - CHRONICON CHRONICON - 37 Vita di Parrocchia Vita di Parrocchia
Omelia del nostro Vescovo del Risorto e si esprime
Solennità dell’Assunta 2018 nella sua accoglienza e
nella cura fino a piena
maturità e al termine
1. La Madre di Dio, assunta al cielo in corpo e anima, proclama la “potenza del Cristo”. naturale. Va protetta con
La Madre di Dio, assunta al cielo in corpo e anima, proclama la “potenza del la santità riconosciuta a
Cristo” (Ap 12,10) e attesta “la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio” (ivi). La corpo e anima perché
supplichiamo con la chiesa universale, e a Castiglione quale patrona, per “essere associati nell’unico destino
degni - anche noi - delle promesse di Cristo”, espresse nella Pasqua. Ne è rivestita di gloria. E perseguita -
la Vergine Madre, che risplende quale Regina per la maggior gloria di Dio e per senza timore del pensiero
consolare noi in cammino verso la Pasqua eterna. É la nostra fede in Cristo Gesù! Per dominante avverso - con la
Lui “tutte le cose sono state create” (professione di fede niceno-costantinopolitana). castità, che orienta l’amore
In Lui si è compiuta la redenzione. Con Lui giungeremo là dove “Dio sarà tutto a piena umanità, ossia
in tutti” (1 Cor 15,28) . L’Uomo Nuovo e Definitivo con la Donna al suo fianco ha alla comunione feconda
sconfitto il primo uomo, portatore di morte, inaugurando la vita per sempre. nel superamento di ogni
chiusura egoistica. Il Vescovo durante il Pontificale dell'Assunta
2. Maria custodisce - per mandato del Risorto - la chiesa e l’umanità nella
chiamata alla gloria 3. La chiesa è il riflesso della perenne giovinezza divina
Maria custodisce - per mandato del Risorto - la chiesa e l’umanità nella chiamata alla La vita dei singoli e delle comunità è un cammino dalla giovinezza del nostro Dio,
gloria. Non potrà fermarsi in nessuna tappa intermedia la chiesa con una Madre così: manifestata in Cristo Gesù, alla stessa divina giovinezza nel suo compimento, quando
Maria non confonde la gloria con lusinghe o illusioni. Difende, piuttosto, i caratteri saremo simili a Lui per il dialogo condotto nell’intera esistenza in risposta ai doni
intangibili dell’umano, così come la visione biblica inequivocabilmente li indica: uomo ricevuti. La chiesa è il riflesso della perenne giovinezza divina, che la rende bella
e donna, compongono l’umano, con la primordiale cellula sociale che è la famiglia. sempre, purificandone i figli nel corpo e nello spirito. Nell’Assunta risplende la gloria
Uomo e donna in corpo e anima, in unità e fecondità, singolarità e comunione, nel delle nozze eterne. Allora lo Spirito avrà sciolto ogni gemito, essendosi i cuori arresi
tempo e per l’eternità. La sacralità della vita, nella dimensione corporea inscindibile da all’amore di Dio in Cristo Gesù. Di fede in fede e di gloria in gloria è il cammino della
quella spirituale, dal primo istante all’ultimo respiro è, perciò, un assoluto per i discepoli chiesa nelle tribolazioni del tempo. L’arrivo è anticipato nell’eucaristia, che raccoglie
ogni dolore per santificarlo, ogni debolezza per manifestarvi la potenza divina,
ogni peccato per lavare e perdonare uomini e donne affinché dove esso abbondò
sovrabbondi la grazia.
4. Lo stile di Dio
Questo stile di Dio, perfettamente coerente dall’inizio alla fine della storia di salvezza,
ci è insegnato dal Magnificat di Maria, la quale esalta Gesù Salvatore, attestando
quanto Dio ha operato e quanto ha preparato per la famiglia umana, che vuole sua
sposa per sempre. Dio è giovinezza nel suo perenne uscire verso l’umanità per farsi
dono senza misura e senza riserve. Vuole giovane la chiesa per contagiare l’umanità
della sua salvifica giovinezza. Dio è canto e carità. Maria, che lo portava in grembo, si
mise perciò in viaggio per magnificarlo proprio nella lode e nel servizio.
5. Amore e speranza mai deludono quanti come Maria credono
Può dirsi giovane chi si chiude in sé, senza operare la propria scelta di vita, senza camminare
affinché divenga definitiva nell’autentico amore? Certamente no! Sono pensieri ispirati
dai passi compiuti coi giovani lodigiani, sotto lo sguardo di Maria e dei santi, da Gubbio
ad Assisi e a Roma. Il corpo provato era sostenuto dallo spirito. Rafforzato si sentiva lo
Particolare della processione di ingresso del Pontificale dell'Assunta
38 - CHRONICON CHRONICON - 39Puoi anche leggere