Oblati di San Giuseppe Missionari con coraggio in Prima Evangelizzazione
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Anno 96° - n. 9 - Novembre 2017
Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - Dl 353/2003 (conv. in legge n° 46 del 27/02/2004) art. 1 comma 1 CMP Roma - Romanina Aut. C/15/2010
Oblati di San Giuseppe Missionari
con coraggio in Prima Evangelizzazione
IL BINOCOLO Carisma e spiritualità OSJ in Italia. Ripartire da San GiuseppeSpirito e vita: la visita ai confratelli del Mozambico
Dal 5 al 15 settembre scorso ho realizzato la visita ai confratelli della Mis-
sione del Mozambico insieme al provinciale del Brasile p. Antonio De Moura
Neto. Siamo stati accolti, come sempre, da grande e cordiale fraternità. Rin-
grazio Dio per la vita religiosa dei confratelli e per l’apostolato che svolgono in
questa impegnativa Missione africana. Voglio condividere con voi alcune cose
importanti..
I confratelli missionari sono cinque: due brasiliani, due peruviani e un nige-
riano. Vivono in due comunità religiose: tre in Tete (periferia della cittá, sede
della Diocesi) e due in Marara (zona rurale). Sono ben voluti e stimati dalla Padre Michele Piscopo
gente, dai missionari di altre Congregazioni e dal clero diocesano. Il vescovo li padre generale osj
apprezza molto ed ha dato loro incarichi a livello diocesano: p. Angelo Roma-
no, superiore della Missione, è direttore della Caritas; p. Devanil Ferreira è il
responsabile della pastorale vocazionale; p. Edenilson Alves è l’assistente spirituale dei religiosi giovani; p. Solomon
Obiuto è il cappellano dei cattolici anglofoni. Ognuno di loro è al servizio della diocesi con generosità.
Pastorale vocazionale e pre-seminario
Anche se siamo in Mozambico da soli tre anni, i nostri confratelli hanno iniziato subito a parlare di vocazione alla vita
religiosa e sacerdotale. Attualmente stanno seguendo quattro buoni ragazzi (stanno finendo la scuola dell’obbligo) nel
loro discernimento vocazionale e si spera in una buona perseveranza. Se tutto va bene, i quattro il prossimo febbraio
inizieranno il pre-seminario. I confratelli stanno preparando un piccolo e umile ambiente per accogliere questi ragazzi e
iniziare con loro il cammino della formazione. L’iter formativo in Mozambico prevede queste tappe: il pre-seminario, che
si farà nella nostra Comunità di Tete e potrà durare da uno a due anni (secondo la preparazione di ognuno); gli studi
filosofici, nella città di Nampula (in tutto il Mozambico ci sono solo due centri di studio per i seminaristi). La sfida che ci
attende il prossimo anno è costruire un piccolo seminario a Nampula. Poi per il noviziato e la teologia andranno nella
nostra provincia del Brasile. Speriamo nella benedizione del Signore e nella semina del Vangelo che i nostri confratelli
fanno soprattutto con la loro testimonianza.
Apostolato missionario parrocchiale
Abbiamo per ora due parrocchie: una nella zona periferica della città di Tete e l’altra nella zona rurale di Marara. La
parrocchia di San Giuseppe in Tete è viva e la partecipazione dei fedeli è entusiasta nonostante la povertà della zona. I
cristiani cattolici sono molto fervorosi e ben organizzati in gruppi. Le liturgie si svolgono in lingua portoghese (lingua uffi-
ciale) e in nyungwe, la lingua parlata dalla gente semplice). I nostri confratelli leggono con padronanza la lingua locale,
mentre per le omelie si servono ancora dei traduttori. È bello vedere come i nostri stanno trasmettendo alla gente, a
poco a poco, la nostra spiritualità giuseppino marelliana. Viene data molta attenzione alla pastorale giovanile e alla cate-
chesi. La nostra chiesa parrocchiale è stata scelta dal Vescovo come sede della cappellania dei cattolici di lingua inglese
e il confratello padre Solomon lavora con entusiasmo tra i cristiani anglofoni. La parrocchia dell‘Immacolata Concezione
in Marara, in zona rurale, è senza luce elettrica e senza strade asfaltate; è composta da vari villaggi, alcuni distanti e
raggiungibili solo a piedi (anche 7 ore di cammino). Il nostro apostolato, sia in Tete che in Marara, è di prima evange-
lizzazione e non sono poche le sfide che i nostri confratelli devono affrontare, ma sempre con la gioia di diffondere il
Vangelo del Signore Gesù.
2 Apostolato missionario sociale
I nostri confratelli sono coscienti che l’Evangeliz-
zazione e la Promozione Umana sono le due dimen-
sioni apostoliche della vita cristiana. Nella Parroc-
chia di Tete, già dall’anno scorso si è dato vita alla
“Escolinha de São José Marello” (piccola scuola
San Giuseppe Marello): abbiamo iniziato con 40
bambini provenienti da “famiglie difficili”; ora sono
arrivati a 90. I bambini imparano a socializzare, a
leggere e a scrivere. Imparano l´igiene, si alimen-
tano, trovano la possibilità di giocare come dovreb-
bero fare tutti i bambini del mondo, ricevono vesti-
ti e scarpe... Che allegria dà al cuore vedere questi
OBLATI IN MOZAMBICO CON IL SUPERIORE GENERALE MICHELE PISCOPO - AL CENTRO -
bambini felici. DA SINISTRA P. GIANCARLO, P. ANGEL; DA DESTRA P. NETO PROVINCIALE DEL BRASILE,
Nella Parrocchia rurale di Marara i nostri missio- P. DEVANIL.nari hanno scavato due pozzi artesiani, portando l’acqua
vicino alla gente, favorendo così una vita più umana, mag-
gior igiene, e incentivando gli orti familiari. Dopo tante
pratiche burocratiche, il Governo ha restituito alla Chiesa
la Scuola fondata dai primi missionari Gesuiti, che era
stata espropriata e saccheggiata durante la guerra civile.
La scuola superiore (circa 1.000 alunni) è della Parrocchia,
anche se siamo ancora pienamente autonomi nella sua
organizzazione. Si spera che con il prossimo anno scola-
stico (febbraio 2018) i nostri potranno avere piena auto-
nomia nella direzione del centro di studi. Gli sforzi dei con-
fratelli ora sono orientati a migliorare le condizioni di vita
dei due “collegi” (maschile e femminile), dove dal lunedì al
venerdì vivono più di 200 studenti provenienti da villaggi
UNA MAESTRA DELLA "ESCOLINHA S. JOSÉ" DI TETE, MOZAMBICO, CON UN
lontani. È una grande opportunità che i confratelli hanno di
ALUNNO.
svolgere l’apostolato giovanile: educazione morale, religio-
sa, socializzazione, igiene, studio... Attraverso la scuola e
i collegi possiamo vivere il nostro Carisma apostolico, e prodigarci per l’educazione dei giovani.
Missionari laici brasiliani
Quest’anno abbiamo iniziato una nuova esperienza: due signore provenienti dal Brasile, impegnate nelle nostre par-
rocchie, sono venute a fare una esperienza missionaria. Una si è fermata due mesi; l’altra si fermerà sei mesi. Nel dia-
logo che ho avuto con loro mi ha colpito la loro gioia e la soddisfazione di collaborare all’opera di evangelizzazione e pro-
mozione umana degli Oblati. Ricche della nostra spiritualità (appresa e vissuta nelle nostre parrocchie brasiliane), si sono
adoperate per conoscere la realtà concreta della gente e stare vicine alle famiglie e alle giovani. La loro presenza è molto
utile e giova a loro e alla gente mozambicana. Nella nostra Provincia del Brasile altri laici si stanno preparando a vivere
questa esperienza, che non è riservata solo ai brasiliani: chiunque che si senta unito agli Oblati può vivere questa espe-
rienza e rendersi utile a questa popolazione.
In conclusione
Ho affidato i nostri confratelli missionari alla materna intercessione della Vergine Addolorata, Madre della nostra Con-
gregazione, perché guidi ognuno di loro nel cammino della perfezione. Ho chiesto a san Giuseppe che li protegga con il
suo manto paterno, perché cerchino sempre di fare gli “interessi di Gesù”. Ho implorato il nostro Santo Fondatore che li
aiuti a vivere con integrità la loro vita religiosa e apostolica. E infine ho chiesto al nostro Confratello, il Servo di Dio
padre Giuseppe Calvi, che li orienti nella dedizione a Dio e ai fratelli.
Il Signore sta benedicendo la nostra presenza in questa terra africana. Ma questa missione ha bisogno di aiuti e di
missionari che vogliano vivere la loro vita religiosa e apostolica in questa terra benedetta da Dio. Faccio appello ai tutti
i confratelli perché rispondano all’invito e possano essere missionari in Mozambico.
Come non essere orgogliosi di essere Oblati di San Giuseppe?
Abbonati a Joseph 3La Carità insieme non avrà mai fine
Il Paradiso è l’abbraccio con Dio Amore infinito
«Paradiso» è una delle ultime parole pronunciate da Gesù sulla
croce, rivolto al buon ladrone. Fermiamoci un momento su quella
scena. Sulla croce, Gesù non è solo. Accanto a Lui, a destra e a sini-
stra, ci sono due malfattori. Forse, passando davanti a quelle tre croci
issate sul Golgota, qualcuno tirò un sospiro di sollievo, pensando che
finalmente veniva fatta giustizia mettendo a morte gente così.
Accanto a Gesù c’è anche un reo confesso: uno che riconosce di
aver meritato quel terribile supplizio. Lo chiamiamo il “buon ladrone”, il
quale, opponendosi all’altro, dice: noi riceviamo quello che abbiamo
meritato per le nostre azioni (cfr Lc 23,41).
Gesù giunge all’estremo della sua incarnazione, della sua solidarie-
tà con noi peccatori. Lì si realizza quanto il profeta Isaia aveva detto del
Servo sofferente: «E’ stato annoverato tra gli empi» (53,12;
COME È IL PARADISO? IL FUOCO PROVIENE DAL SENO DEL
cfr Lc 22,37).
PADRE CON IL FIGLIO - "FUOCO SONO VENUTO A PORTARE
È là, sul Calvario, che Gesù ha l’ultimo appuntamento con un pecca- SULLA TERRA" (LC 12) - E LO SPIRITO SANTO - "LINGUE
tore, per spalancare anche a lui le porte del suo Regno. Questo è inte- DI FUOCO" (AT 2).
ressante: è l’unica volta che la parola “paradiso” compare nei vangeli.
Gesù lo promette a un “povero diavolo” che sul legno della croce ha avuto il coraggio di rivolgergli la più umile delle
richieste: «Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Lc 23,42). Non aveva opere di bene da far valere, non aveva
niente, ma si affida a Gesù, che riconosce come innocente, buono, così diverso da lui (v. 41). È stata sufficiente quella
parola di umile pentimento, per toccare il cuore di Gesù.
Il buon ladrone ci ricorda la nostra vera condizione davanti a Dio: che noi siamo suoi figli, che Lui prova compassio-
ne per noi, che Lui è disarmato ogni volta che gli manifestiamo la nostalgia del suo amore. Nelle camere di tanti ospe-
dali o nelle celle delle prigioni questo miracolo si ripete innumerevoli volte: non c’è persona, per quanto abbia vissuto
male, a cui resti solo la disperazione e sia proibita la grazia. Davanti a Dio ci presentiamo tutti a mani vuote, un po’
come il pubblicano della parabola che si era fermato a pregare in fondo al tempio (cfr Lc 18,13). E ogni volta che un
uomo, facendo l’ultimo esame di coscienza della sua vita, scopre che gli ammanchi superano di parecchio le opere di
bene, non deve scoraggiarsi, ma affidarsi alla misericordia di Dio. E questo ci dà speranza, questo ci apre il cuore!
Dio è Padre, e fino all’ultimo aspetta il nostro ritorno. E al figlio prodigo ritornato, che incomincia a confessare le sue
colpe, il padre chiude la bocca con un abbraccio (cfr Lc 15,20). Questo è Dio: così ci ama!
Il paradiso non è un luogo da favola, e nemmeno un giardino incantato. Il paradiso è l’abbraccio con Dio, Amore infi-
nito, e ci entriamo grazie a Gesù, che è morto in croce per noi. Dove c’è Gesù, c’è la misericordia e la felicità; senza di
Lui c’è il freddo e la tenebra. Nell’ora della morte, il cristiano ripete a Gesù: “Ricordati di me”. E se anche non ci fosse
più nessuno che si ricorda di noi, Gesù è lì, accanto a noi. Vuole portarci nel posto più bello che esiste. Ci vuole porta-
re là con quel poco o tanto di bene che c’è stato nella nostra vita, perché nulla vada perduto di ciò che Lui aveva già
redento. E nella casa del Padre porterà anche tutto ciò che in noi ha ancora bisogno di riscatto: le mancanze e gli sba-
gli di un’intera vita. È questa la meta della nostra esistenza: che tutto si compia, e venga trasformato in amore.
Se crediamo questo, la morte smette di farci paura, e possiamo anche sperare di partire da questo mondo in manie-
4 ra serena, con tanta fiducia. Chi ha conosciuto Gesù,
non teme più nulla. E potremo ripetere anche noi le
parole del vecchio Simeone, anche lui benedetto
dall’incontro con Cristo, dopo un’intera vita consu-
mata nell’attesa: «Ora lascia, o Signore, che il tuo
servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i
miei occhi hanno visto la tua salvezza» (Lc 2,29-30).
E in quell’istante, finalmente, non avremo più
bisogno di nulla, non vedremo più in maniera confu-
sa. Non piangeremo più inutilmente, perché tutto è
passato; anche le profezie, anche la conoscenza. Ma
l’amore no, quello rimane. Perché «la carità non
avrà mai fine» (cfr 1 Cor 13,8)
I SANTUARI SONO PUNTI DI LUCE, FINESTRE DI PARADISO DOVE LA GENTE È FELICE: QUI Papa Francesco,
NEL SANTUARIO DI MARIA SS. DELLO STERPETO A BARLETTA. udienza generale del 25 ottobre 2017In copertina: Periodico della famiglia
Direzione Il Superiore generale giuseppina marelliana
P. Michele Piscopo (Oblati e Oblate
Corso Alfieri 384 - 14100 Asti con i più giovani della chiesa par- di San Giuseppe e Laici
Direttore responsabile rocchiale di Tete, Mozambico,
10 settembre 2017 Giuseppini Marelliani)
Luigi Bellone
Editore Anno 96 n. 9 Nov. 2017
sommario
Casa Generalizia della Congregazione Spirito e vita: la visita ai confratelli del Mozambico 2
degli Oblati di San Giuseppe di padre Michele Piscopo osj
Via Boccea 364 - 00167 Roma
tel. 06 660486519 • fax 06 66016623 Il paradiso è l’abbraccio con Dio Amore infinito 4
di Papa Francesco
Direttore editoriale
Guido Miglietta Oblati di S. Giuseppe oggi in Italia con il nostro carisma e spiritualità 6
guidomiglietta@yahoo.es di padre Michele Piscopo osj
In redazione Il XII Simposio Internazionale su San Giuseppe 8
Agostino Meloni, Allen Cartagena, di padre Tullio Locatelli csi
Dinora Alvarenga, Francesco Verroca, Giuseppe vero e legittimo padre di Cristo 11
Francielly Hellena Camilo, Giuseppe di padre Antonio Vieira sj
Piscopo, Luis Chavez, Marianna Cortel-
lino, Michael Odubela Semi di Spiritualità Giuseppina 14-19
del Centro Internazionale Giuseppino Marelliano
Hanno collaborato
Hanno collaborato: Alessia Francucci, Prodotti artigianali da Pomabamba. Avviamo un commercio equo 15-17
Centro Internazionale Giuseppino L’artista De Rubeis alla Biennale di Venezia 19
Marelliano, Dante Grimaldi, Ferdinan- di Dante Grimaldi
do Pentrella, Francesco Russo, Franco
Careglio, Michele Piscopo, Severino A Roma NEXT STOP… STILE per animatori di oratorio 20
Dalmaso, Tullio Locatelli diAlessia Francucci
Il 40° anniversario del nuovo Santuario dello Sterpeto 22
Impaginazione di padre Ferdinando Pentrella osj
Graphid - Castelnuovo di Porto (Rm)
Padre Galler e Padre Lusso: due missionari tanto diversi ma tanto simili 25
Stampa di padre Severino Dalmaso osj
Tipografia Città Nuova
via Pieve Torina, 55 - 00156 Roma I lavori di restauro della chiesa di S. Rocco a Asti 26
Umile e generoso Padre Francesco Marletto 27
Registrazione di padre Francesco Russo osj
Presso il Tribunale di Asti n. 12
del 4 luglio 1948 I santi di Papa Francesco 28
di padre Franco Careglio ofm conv.
Associato all’Unione Stampa Dialogando con gli amici 29
Periodica Italiana di padre Guido MIglietta
Notificazione Presentiamo due film 30
I dati e gli indirizzi per l’invio della rivista
Joseph sono gestiti unicamente dall’ammi- La missione del Mozambico in crescita 31
nistrazione del giornale. Nel rispetto della
legge 675/96, i dati personali dei nostri Sante Messe perpetue per vivi e defunti.
abbonati non saranno oggetto di comunica- 5
Sante Messe perpetue per vivi e defunti. Per aderire a questa opportunità, che consente la quotidi-
zione o diffusione a terzi se non per ciò che ana celebrazione della santa Messa, basta versare la quota che si crede conveniente utilizzando il
riguarda la spedizione della rivista o inizia- c.c.p. 120147 intestato a Periodico Joseph Direzione, Via Boccea 364 – 00167 Roma.
tive da essa promosse. Si potranno chiede-
Questo fondo non può essere utilizzato o destinato ad altro scopo e gli inte-ressi maturati annual-
re in ogni momento modifiche, aggiorna-
menti, cancellazioni.
mente servono per celebrare,durante l’anno, tante altre sante Messe sia nel santuario san Giuseppe
in Asti che nei vari santuari tenuti dalla congregazione, anche in terra di missione. All’atto dell’is-
Chiuso in redazione il 23 ottobre 2017 crizione verrà inviata una conferma di adesione.
Preghiera per la canonizzazione del Servo di Dio padre Giuseppe Calvi OSJ
Glorifica, oh Signore, il Tuo servo padre Giuseppe Calvi che con la parola, con l’esempio e la carità pastorale in favo-
re dei malati zelò la gloria di Dio e la salvezza delle anime.
Inviare le segnalazioni di grazie ottenute per l’intercessione del Servo di Dio Padre Giuseppe Calvi osj a padre
Alberto Santiago osj postulatore generale degli Oblati di San Giuseppe. Indirizzo: Via Boccea 364, 00167 ROMA –
Italia. Email: postulazione@osjcuria.orgIL BINOCOLO Per coordinare meglio la nostra presenza religiosa e pastorale
Oblati di S, Giuseppe oggi in Italia
con il nostro carisma e spiritualità
Alla luce della nostra Spiritualità e nianza di comunione fraterna che modo … è accettare di sopportare il
del nostro Carisma apostolico voglia- diventi attraente e luminosa. Che conflitto, risolverlo e trasformarlo in
mo riflettere sulla nostra presenza in tutti possano ammirare come si pren- un anello di collegamento di un nuovo
Italia, a partire dalle quattro realtà de cura gli uni degli altri, come vi processo». L’unità è superiore al con-
giuridiche nostre: Curia Generalizia incoraggiate mutuamente e come vi flitto e la solidarietà diventa uno stile
tre comunità; Provincia San Giuseppe accompagnate: “Da questo sapranno di costruzione della storia …
Marello dieci comunità; Provincia che siete miei discepoli se avete La realtà è più importante del-
Santa Famiglia otto comunità; Pro- amore gli uni per gli altri” (Gv l’idea (n. 231). : «La realtà semplice-
vincia St Thomas (India) 3 comunità, 13,15)». mente è, l’idea si elabora. Tra le due
Curia generalizia 3 comunità. sono 24 Papa Francesco parla di quattro si deve instaurare un dialogo costan-
le nostre Comunità (Rettorie) in terri- principi che sono un riferimento per la te, evitando che l’idea finisca per
torio italiano. Siamo Oblati di San interpretazione e la valutazione dei separarci dalla realtà. È pericoloso
Giuseppe a servizio di 15 diocesi o fenomeni sociali, ma anche per la vivere nel regno della sola parola,
chiese locali italiane, ed operiamo costruzione di un popolo in cui le dif- dell’immagine, del sofisma. Da qui si
pastoralmente in una nazione che ha ferenze si armonizzano all’interno di desume che occorre postulare un
una forte presenza di Chiesa e di un progetto comune: terzo principio: la realtà è superiore
ambiti parrocchiali. il tempo è superiore allo spa- all’idea. …L’idea – le rielaborazioni
Dobbiamo riflettere insieme, con zio (n. 222): «questo principio per- concettuali – è in funzione del coglie-
quella semplicità e schiettezza che ci mette di lavorare a lunga scadenza re, comprendere e dirigere la realtà».
aiuti a cercare insieme, in atteggia- senza l’ossessione dei risultati imme- Il tutto è superiore alla parte.
mento sinodale, la risposta alla diati». Il «dare priorità al tempo signi- (n. 234): il modello di riferimento «è
domanda: 1) “Come curare gli inte- fica occuparci di iniziare processi più il poliedro che riflette la confluenza di
ressi di Gesù oggi in Italia secondo la che di possedere spazi». tutte le parzialità che in esso manten-
nostra tradizione carismatica?; 2) L’unità prevale sul conflitto (n. gono la loro originalità».
Come armonizzare le iniziative reli- 226). Saper stare di fronte al conflit- Siamo chiamati ad essere oggi
giose e pastorali?; 3) Quale concerta- to sapendo che «alcuni semplicemen- “audaci e creativi” (EG 33) La nostra
zione vivere?”. te lo guardano e vanno avanti come realtà in Italia oggi è questa: diverse
Alla luce della Esortazione Aposto- se nulla fosse … Altri entrano nel con- comunità al nord e al centro e al sud
lica Evangelii Gaudium, che ci orienta flitto in modo tale che ne rimangono e in un’isola della Penisola che devo-
sul nostro essere Profeti nell’Italia di prigionieri, perdono l’orizzonte, pro- no poter trovare una modalità di col-
oggi, Papa Francesco al numero 98 di iettano sulle istituzioni le proprie con- legamento e coordinamento pastora-
questo documento scrive: «Desidero fusioni e insoddisfazioni e così l’unità le.
chiedere specialmente una testimo- diventa impossibile. Vi è un terzo Innanzitutto dobbiamo rispettare
6
MOMENTI DELL'INCONTRO DI FORMAZIONE PERMA-
NENTE NELLA CASA GENERALIZIA DI ROMA PER TUTTI
GLI OBLATI DI S. GIUSEPPE IN ITALIA DISTRIBUITI IN
DUE TURNI: IL 18-19 OTTOBRE E IL 24-25 OTTO-
BRE. NELLA FOTO IN BASSO A SINISTRA LA CONFE-
RENZA DEL SUPERIORE GENERALE P. PISCOPO.sione per ciò che è vero e bello o
se piuttosto non siamo in uno sta-
dio cronico di apatia spirituale e
pastorale.
Trasfigurare. Una liturgia che sia
capace di introdurre al mistero, non
rumorosa e avulsa dalla vita della
gente. L’invito di Papa Francesco ad
una “chiesa in uscita” Non c’è con-
trapposizione tra la chiesa in preghie-
ra (liturgia, sacramenti, ecc…) e la
chiesa in uscita (carità, periferie,
ecc…). Qui si può anche riflettere
sulla capacità di vedere oltre i limiti
umani delle persone con cui ci rela-
zioniamo.
le autonomie, e nel rispetto delle viene invitata a incamminarsi, comin- È bello e giusto riscoprire e sotto-
diverse realtà dobbiamo trovare una ciando con un esame di coscienza“. lineare nella nostra Spiritualità una
modalità di coordinamento e leggere Uscire. È uno stile più che un “far parola che caratterizza quello che
il nostro presente nell’ambito della cose”, vecchie o nuove che siano; un fece il nostro Protettore San Giusep-
storia e della Storia di Salvezza. Que- tornare all’essenziale, Gesù Cristo, pe: “Custodire”. La nostra vita di
sto vuol dire il rispetto di una realtà facendo un falò dei nostri divani in Oblati, nella sequela di Cristo, attra-
esistente e della dimensione del quei salotti esclusivi che molte par- verso l’imitazione di Giuseppe di
poliedro. rocchie sono diventate. Riflettiamo Nazareth deve procedere nella
Nelle ricerca della volontà di Dio anche sullo stile dell’uscire per anda- dimensione del “custodire”. Nel docu-
in Italia, dobbiamo procedere sia re incontro agli altri anche all’interno mento preparatorio alla XV Assem-
come religiosi che come pastori delle nostre comunità religiose (per blea Generale Ordinaria del Sinodo
(cfr. discorso di Papa Francesco esempio condividendo le idee, i pro- dei Vescovi viene richiamata questa
nell’incontro con i sacerdoti e i reli- getti, evitando di monopolizzare il vocazione della Chiesa alla “custodia”
giosi della Diocesi di Bologna). pensiero o la pastorale, ecc…) facendo riferimento alle parole del
Come religiosi dare testimonianza Annunciare. Non esiste gioia che Papa nell’omelia dell’inizio del suo
di povertà, in una identità di frater- non senta il bisogno di essere condi- pontificato: “Prendersi cura, il custo-
nità che esprime la sinodalità in visa. Mettere al centro il Vangelo con dire chiede bontà, chiede di essere
ogni comunità. La dimensione di linguaggi diretti e chiari, con creativi- vissuto con tenerezza. Nei Vangeli,
una fraternità serena, gioiosa, lon- tà, credibilità e formazione cristiana san Giuseppe appare come un uomo
tana dal chiacchiericcio, dalla criti- perché il cuore, pur grande, non forte, coraggioso, lavoratore, ma nel
ca amara, che non coltiva lo scon- basta. La riflessione può portarci suo animo emerge una grande tene-
forto, il pessimismo ma che testi- anche a chiederci quanta coerenza c’è rezza, che non è la virtù del debole,
monia la speranza, anche se nella nei nostri comportamenti rispetto a anzi, al contrario, denota fortezza
povertà di forse, di mezzi e che ciò che annunciamo (e per cui ci d’animo e capacità di attenzione, di
confida nell’aiuto che viene dal siamo consacrati!) e quanta convin- compassione, di vera apertura all’al-
Signore, vicini alla carne sofferente zione mettiamo nei nostri percorsi tro, capacità di amore” (Omelia del
di Cristo senza gelosie. Sapendo formativi (interni ed esterni, ovvero 19 marzo 2013). Questo ci interpella,
che “la vita consacrata è uno nelle proposte di Provincia e nelle particolarmente come Oblati, perché 7
schiaffo alla mondanità spiritua- attività pastorali). ci richiama la realtà di san Giuseppe.
le”.Come pastori nella capacità di Abitare. Richiamo alla traspa- È bello e giusto riflettere sulla mis-
saper stare, non solo personalmen- renza dei comportamenti e all’uso sione che Papa Francesco ha dato a
te ma anche comunitariamente in specie dei beni. Si può provoca- noi religiosi: “Svegliate il mondo”.
davanti al popolo, in mezzo e dietro re una riflessione sul voto di pover- Noi, che siamo parte del Popolo di
al gregge. tà e gestione dei beni, come uno Dio, siamo coinvolti in un processo
Il segretario generale della CEI dei comportamenti che dovrebbe ecclesiale e sociale che richiede lo
Mons. Nunzio Galantino, nel Conve- maggiormente essere impregnato sforzo di assumere una nuova menta-
gno Ecclesiale di Firenze (novembre di trasparenza, per essere di buona lità che ci faccia operare in un proces-
2015) affermava: “Le cinque vie, cioè testimonianza al popolo di Dio so di rigenerazione, in una dimensio-
i cinque verbi dell’Evangelii Gaudium, Educare. Evitare i rischi opposti ne profetica, e di tenere sempre “sve-
Uscire, Annunciare, Abitare, Educare, dell’attivismo e dell’intellettuali- glio” il mondo che ci circonda.
Trasfigurare sono le cinque vie lungo smo. Chiediamoci se siamo capaci Padre Michele Piscopo osj
le quali la comunità ecclesiale italiana di “tirare fuori” (e-ducere) la pas- Superiore GeneraleIL BINOCOLO A Puimisson, Montpellier in Francia dal 25 al 30 settembre
Ripartiamo da S. Giuseppe: il dodicesimo
Simposio Internazionale di Giosefologia
IN ALTO, LA PRESENTAZIONE DEI RESPONSABILI DEI
VARI CENTRI STUDI SU SAN GIUSEPPE LA SERA DI
LUNEDÌ 25 SETTEMBRE. AL CENTRO P. ALBERTO SAN-
TIAGO OSJ DIRETTORE DEL MOVIMENTO GIUSEPPINO.
A SINISTRA P. TRACISIO STRAMARE OSJ, FONDATORE DEL MOVI- salvezza per cogliere Ecco la cronaca delle conferen-
MENTO GIUSEPPINO E PROMOTORE DEI SIMPOSI INTERNAZIONALI, fino in fondo la figura ze
MERCOLEDÌ 27 HA SVOLTO IL TEMA: "SAN GIUSEPPE NELL'ECO-
e la missione di san Il 26 settembre, martedì, Fr. Elia
NOMIA DELLA SALVEZZA": A DESTRA FR. ELIA AYROULET FSJ
Giuseppe. Molto Ayroulet ha affrontato il tema di come
significativi i riferi- san Giuseppe ha realizzato il suo
Il monastero di San Giuseppe di menti all’attualità: la famiglia, il compito di educatore. Il relatore si è
Puimisson, nella diocesi e provincia di matrimonio, l’educazione, la paterni- soffermato soprattutto sulla educa-
Montepellier, Francia, ha ospitato tà, la figura del credente di fronte a zione come frutto di una paternità,
quest’anno il XII Simposio di giosefo- Dio. che nell’educare genera ad una vita
logia, che ha visto circa duecento par- La mattina si svolgevano le confe- piena, consapevole della propria
tecipanti, in rappresentanza di una renze, otto in tutto; il pomeriggio gli vocazione, capace di affrontare una
quindicina di Centri Studi su san Giu- ateliers, 24 - 6 ogni pomeriggio, in missione. Interessante l’insistenza
seppe, specie europei e latinoameri- contemporanea tre alla volta - con i fatta nel rapporto tra Maria e Giusep-
8 cani. Lo hanno organizzato i fratelli e temi più diversi ma sempre in riferi- pe nei riguardi di Gesù: Maria è letta
le sorelle della Famiglia di San Giu- mento a san Giuseppe: spiegazioni di soprattutto come la madre del Verbo
seppe, nuova forma di vita religiosa devozioni, santuari, tema iconografi- divino, colei che ha dato “la carne alla
monastica nata poco più di 30 anni or co, proposte di spiritualità di perso- Parola”; san Giuseppe è colui che nel
sono, presente a Lione e nel mona- naggi importanti nella storia della gio- servizio educativo “dà la parola alla
stero di Puimisson a Mont Rouge. sefologia. Le liturgie nella chiesa Carne”: san Giuseppe è stato educa-
Una bella esperienza di comunio- abbaziale del monastero erano molto tore nella totalità della umanità di
ne nel nome di san Giuseppe: giorni curate dalla - la Famiglia di San Giu- Gesù che accanto a lui acquistava la
ricchi di riflessione e di preghiera e seppe - secondo uno stile celebrativo parola umana. Molti poi gli accosta-
per maturare incontri e conoscenze. sobrio e solenne. La sera di martedì menti all’attualità specie in quella
Si è parlato di san Giuseppe tenendo 25 settembre l’arcivescovo di Mon- prospettiva di far trasparire il Padre
presente la Sacra Scrittura; gli oriz- tpellier mons. Pierre-Marie Joseph vivendo come padre il proprio servizio
zonti del discorso sono stati la totali- Carré ha presieduto la concelebrazio- educativo.
tà del mistero dell’incarnazione, la ne che ha inaugurato i lavori. La seconda conferenza, tenuta dal
visione globale dell’economia della vescovo di Blois, mons. Jeanne-Pierrefondamentale per accettare Gesù in
tale dinastia davidica e dunque quale
messia. Gesù, Cristo, Signore, certo
indicano la stessa persona, ma sono
nomi che corrispondono ai diversi
aspetti della realtà dell’incarnazione e
della sua rivelazione al mondo.
Il cardinal Philippe Barbarin, arci-
vescovo di Lione nella sua relazione
ha voluto evidenziare come nel Van-
gelo ci siano espressioni di Gesù che
possono essere considerate frutto
degli anni della vita trascorsa a Naza-
reth accanto a Giuseppe e Maria. Il
cardinale è partito da una considera-
P: JULIO CESAR PADILLA zione: quanto si rivela nel figlio è
MISIONERO DE SAN JOSÈ DI stato appreso dal padre, per cui l’in-
CITTÀ DEL GUATEMALA, P. flusso di Giuseppe su Gesù va colto
ALBERTO SANTIAGO OSJ, P.
GUIDO MIGLIETTA OSJ anche nel Gesù ormai annunciatore e
predicatore sulle strade della Palesti-
na.
Batut, è stata una interessante lettu- seppe, ma per lasciarci guidare da La mancata presenza per motivi di
ra della figura di Giuseppe alla luce san Giuseppe a conoscere profonda- salute di mons. André-Joseph Léo-
della kenosi di Gesù, della sua mente il mistero di Gesù. nard arcivescovo emerito di Brussels,
Pasqua, del suo essere padre senza Nella giornata di mercoledì 27 nella mattinata di giovedì 28 set-
essere possessore. L’accostamento settembre, molto seguita ed applau- tembre ha permesso a P. Joseph-
della missione di Giuseppe alla tema- dita la conferenza di p. Tarcisio Stra- Maria Verlinde, fondatore della comu-
tica della offerta paterna e sacerdota- mare, storico presidente del Movi- nità monastica di presentare una
le presente nel mistero di Cristo, fa di mento Giuseppino, grande animatore relazione quanto puntuale e appro-
questa relazione una interessante let- e coordinatore. “San Giuseppe nel- fondita sul tema del matrimonio di
tura del senso cristologico del celiba- l’economia della salvezza”, il titolo Maria e Giuseppe. Il tema si potrebbe
to sacerdotale, anche alla luce della della relazione che ha voluto puntua- raccogliere attorno ad un duplice slo-
paternità di cui parla san Paolo rife- lizzare una corretta lettura del testo gan: “la spiritualizzazione della carne,
rendosi alle chiese da lui fondate. di Matteo specificando il senso della l’incarnazione dello spirito”. Diversi i
Infine: non solo uno studio per cono- preoccupazione di dire che Giuseppe riferimenti biblici a San Paolo in tema
scere cosa il vangelo dice di san Giu- è della stirpe di Davide, elemento di matrimonio e alla enciclica di papa
9
IL MONASTERO IN COSTRUZIONE DELLA FAMIGLIA DI SAN GIUSEPPE A MONT
ROUGE, PUIMISSON, FRANCIA,ta una relazione di carattere storico Fratel Dominique Joseph, della
da parte del professor Paul Payan, comunità monastica che ha ospitato il
dell’università di Avignone. “La pro- simposio e uno dei principali organiz-
mozione della devozione a san Giu- zatori, ha trattato il tema “La ferita di
seppe in Francia alla fine del Medio san Giuseppe”: diversi momenti della
Evo”. Il professore ha messo in luce storia biblica ci fanno meglio capire
l’opera dei frati francescani, la pre- che “l’uomo perfetto è quello ferito da
senza e l’importanza di Gerson, e l’in- Dio”. Lo stesso Gesù risorto si farà
treccio tra devozione a san Giuseppe riconoscere tramite le sue ferite; il
e il grande scisma che si stava allora rapporto con l’altro è segnato da una
consumando in occidente, con la pre- ferita perché sempre portatore di una
senza di due pontefici. Di fronte a differenza, un’alterità mai riducibile
questa divisione la presentazione di anche nelle unioni più perfette, come
san Giuseppe quale uomo giusto e quella di Giuseppe e Maria e della
ubbidente assumeva anche valenze paternità di Giuseppe che vive questa
politiche, dovendo scegliere a chi esperienza di “ferimento” con il suo
offrire la propria obbedienza ecclesia- nascondimento.
le e politica. Sabato 30 settembre in matti-
PADRE LUIGI TESTA OSJ IL 26 SETTEMBRE PRE- Il giorno di venerdì 29 settem- nata la sessione conclusiva ha rac-
SENTA L'ATELIER SUL TEMA: "L'ASSOCIAZIONE
bre la conferenza del professor Phi- colto una serie significativa di inter-
SAN GIUSEPPE IMPRENDITORE".
lippe Lefebvre, domenicano, dal titolo venti, anche da parte dei laici pre-
“Giuseppe e Maria, dal ripudio alle senti, segno di una attenzione e
nozze” ha aperto i lavori. Il relatore partecipazione oltre ogni aspettati-
Benedetto XVI Deus Caritas est nella ha ripercorso il cammino che ci pre- va. È stata letta la petizione inviata
quale il papa parla del rapporto e senta il Vangelo di Matteo, attraverso al Santo Padre ringraziando per
della distinzione tra “eros” e “agape”. i testi che ci parlano di san Giuseppe aver fatto inserire il nome di san
Un discorso, quindi, che nel matrimo- e del suo legame con Maria, acco- Giuseppe nelle Preghiere Eucaristi-
nio di Giuseppe e Maria trova tanti stando a essi testi e personaggi del- che; si è avanzata la richiesta di
spunti di riflessione per vivere come l’Antico Testamento, che parlano di ripristinare per tutta la Chiesa la
coppia cristiana. Amarsi nell’intimità una relazione che viene a crearsi tra Festa dei Santi Sposi il 23 gennaio
di una vita spirituale forte, nell’ubbi- uomo e donna, in vista di un matri- e di rivedere, nelle litanie dei santi,
dienza a Dio, nella consapevolezza monio, anche alle volte attraverso vie la collocazione di san Giuseppe per-
che l’amore tra sposo e sposa può misteriose. Si pensi a esempio alla ché sia invocato subito dopo la sua
essere riflesso dell’amore di Dio verso vicenda narrata nel libro di Rut. In sposa.
ogni uomo; coltivare l’aspetto oriz- queste storie allontanamento e ripu- Il prossimo Simposio previsto nel-
zontale e quello trascendentale del dio, accoglienza e incontro, si alter- l’anno 2021 sarà celebrato in Guate-
volersi bene, sono stati alcuni dei nano spesso in una “danza” che in mala presso i Missionari di San Giu-
passaggi della relazione. genere, secondo i piani di Dio, porta- seppe.
È poi seguita nella stessa mattina- no alla formazione di una coppia. P.Tullio Locatelli csi
P. ANGELO CATAPANO, GIUSEPPINO DEL
MURIALDO PRESENTA L'ATELIER SUL TEMA:
10 "SAN GIUSEPPE IN ITALIA"
TRA I PARTECIPANTI INTERNAZIONALI DEL SIMPOSIO, FR.
LINO DA CAMPO - A DESTRA -, SUPERIORE GENERALE
EMERITO DEI FRÈRES DE LA SAINTE FAMILLE DE BELLEYIL BINOCOLO Dai sermoni del P. Antonio Vieira sj (1608-1697)
Giuseppe vero e legittimo
padre di Cristo
5. Fin qui non appare la mia con-
seguenza, perché ho ancora un dub-
bio da chiarire. Faccio osservare che
l’evangelista non dice solo: dalla
quale è nato Gesù – ma aggiunge:
detto il Cristo. – Per dichiarare che
Gesù era figlio della Vergine Maria, e
che la Vergine Maria era sua madre,
era sufficiente dire dalla quale è nato
Gesù – che era il suo stesso nome.
Così lo aveva chiamato l’angelo alla
Vergine, prima che fosse concepito: e
gli porrai nome Gesù (Lc 1,31) – così,
dopo concepito, disse anche a san
Giuseppe, con le stesse parole: gli
porrai nome Gesù (Mt 1,21). – E, infi-
ne, il giorno della circoncisione, che
avveniva insieme con l’imposizione
dei nomi: gli fu posto nome Gesù (Lc
2,21). – Ecco, se il suo nome proprio MODESTO FAUSTINI, IL SOGNO DI SAN GIUSEPPE, CAPPELLA DI SAN GIUSEPPE, LORETO, 1890
era Gesù, perché l’evangelista san
Matteo gli aggiunge quello di Cristo: seppe, successore ed erede legittimo – Allora, se l’evangelista fu così preci-
detto il Cristo? – Anche qui è neces- dello scettro di Davide – come dicono so nel dichiarare il nome della provin-
saria la sega, e dividere e distinguere gli autori seri, e si deduce in modo cia, della città, dell’uomo e della ver-
in Gesù l’essere Gesù e l’essere Cri- efficace dallo stesso testo – questa è gine, e al nome dell’uomo aggiunse
sto; e, allo stesso modo, nella Vergi- la ragione forzosa per cui si è reso quello della famiglia e della discen-
ne l’essere figlia di Davide e l’essere necessario il vero e legittimo matri- denza, perché non lo aggiunse anche
sposa di Giuseppe, perché per Cristo monio tra Giuseppe e Maria, affinché al nome della Vergine? L’uomo e la
essere Gesù, è sufficiente essere Cristo, come prole dello stesso matri- Vergine erano entrambi della famiglia
figlio di Maria: Maria dalla quale è monio, potesse essere l’erede di Giu- di Davide: perché non dichiarò subito
nato Gesù (Mt 1,16) – ma per Gesù seppe, come è stato: Gesù Nazareno che la Vergine era anche della stessa
essere il Cristo è necessario che Maria Re dei Giudei (Gv 19,19): il re, e per famiglia? Dico di più: dovendo nomi-
sia sposa di Giuseppe. – Chiariamo il matrimonio di Nazaret. Ne conse- nare la famiglia di un solo dei contra-
ciò che si nasconde in questa notevo- gue che, così come lo stesso Cristo, in enti, questa doveva essere quella
le complicazione. Cristo significa forza e come effetto del matrimonio della Vergine, e non quella dell’uomo,
unto; ed egli fu unto non solo re, ma, di sua madre, ebbe legittimo diritto perché solo la Vergine doveva essere
in particolare, re del regno e dello filiale di ereditare da Giuseppe, come la Madre del Figlio annunciato, e non 11
scettro di Davide, il quale perciò, fra suo figlio, così Giuseppe reciproca- l’uomo: io non conosco uomo (Lc
tanti altri re di questa genealogia, è mente ebbe il diritto paterno, 1,34). – Domando allora ancora una
l’unico che viene chiamato re (Mt anch‘esso legittimo, di farlo suo volta: se l’uomo non doveva aver
1,6). – La successione e l’eredità di erede, in quanto padre. parte nel figlio, e tutto doveva prove-
questo regno è stato lo scopo princi- Diamo ora la parola all’evangelista nire dalla Vergine, perché nomina la
pale e il motivo della genealogia scrit- Luca, e metta mirabilmente il sigillo a famiglia dell’uomo, e non quella della
ta dall’evangelista san Matteo, non questa conclusione. Luca introduce Vergine? Perché tanto importava a
solo del Figlio di Davide Gesù, ma del l’annuncio dell’angelo alla Vergine con Luca, per il seguito della sua narrazio-
Figlio di Davide Gesù e Cristo insie- questi termini formali: fu inviato l’an- ne, nominare l’una, come omettere
me: Libro della generatione di Gesù gelo Gabriele da Dio a una città della l‘altra. E qual è stato il risultato? Il
Cristo, figlio di Davide. – E siccome Galilea, di nome Nazareth, a una ver- Signore Dio gli darà il trono di Davide
questa successione ed eredità non gine sposata a un uomo di nome Giu- suo padre (Lc 1,32). – L‘angelo dove-
appartenevano alla persona della seppe, della casa di Davide, e il nome va dire alla Vergine (e lo disse) che al
Vergine Maria, ma a quella di san Giu- della Vergine era Maria (Lc 1,26-27). figlio annunciato Dio avrebbe dato iltrono e lo scettro di Davide suo ne di genitori, lo stesso evangelista li
padre; e dal momento che tale scet- nomina distinti e divisi ciascuno con
tro e la sua eredità appartenevano al il suo nome proprio di padre e SAN GIUSEPPE E GESÙ BAMBINO, VETRATA DELLA
Cristo, non perché discendente della madre, con questa distinzione e pro- CHIESA DI MARIAHILF DI VIENNA (AUSTRIA)
Vergine, ma per la discendenza dal- prietà, quando riferisce che, ascol-
l’uomo, che era Giuseppe: Virum tando Simeone, si stupivano di ciò
Mariae (il marito di Maria) – perciò che profetizzava su quel Bambino: E
solo al nome di Giuseppe aggiunge il padre e la madre di Gesù restava-
quello della famiglia di Davide: di no meravigliati di quanto si diceva di
nome Giuseppe, della casa di Davide. lui (Lc 2,33). – Ora domando, e ci sia
– Come se dicesse: Il figlio dev’esse- chi mi risponda: Quando gli evange-
re dalla Madre, ma lo scettro dev’es- listi chiamano l’uno e l’altro “sposo”,
sere dal Padre; il Figlio dev’essere o in comune “genitori“, o in partico-
dalla Vergine, ma lo scettro dev’esse- lare chiamano Giuseppe “padre“ e
re dall’uomo; perché per l’eredità del- Maria “madre“ di Cristo, in quale
l’uomo – Virum Mariae, il Figlio di senso parlavano? Forse nel senso
Maria non sarà solo Gesù, che signifi- ordinario in cui il popolo, ignorante
ca Salvatore, ma anche Cristo, che del mistero, reputava Giuseppe
significa re: Gesù detto il Cristo. Que- come padre di Cristo: e da tutti si
sto è quanto voleva dimostrare Mat- credeva fosse figlio di Giuseppe (Lc
teo nel suo libro, quando ha detto: 3,23) – e a torto gli davano questo parte nel concepimento del figlio: il
Libro delle generationi – non solo di nome? No affatto, perché in tal caso figlio sapeva che era tutto e solo di
Gesù, ma di Cristo, figlio di Davide. gli evangelisti direbbero non solo una sua Madre; la Madre sapeva che Gesù
6. Qui si dovrebbe notare che nes- falsità – e ciò non può essere – ma era stato concepito dallo Spirito
sun evangelista dice esplicitamente anche un‘ingiuria alla Vergine, al Santo. Ma se la Madre stessa, parlan-
che la Vergine era discendente di Figlio, allo Sposo, e alla stessa verità do con il proprio Figlio, chiama Giu-
Davide, e tutti invece molto espressa- del Vangelo. È giusto, quindi, e certis- seppe suo padre: tuo padre! – che
mente e a più riprese lo ripetono di simo che il senso in cui gli evangelisti vuol dire? Vuol dire che san Giusep-
Giuseppe, perché a lui apparteneva parlavano era quello vero e proprio, pe, pur senza concorrere alla genera-
giustamente il diritto ereditario e conforme alla realtà di ciò che le loro zione naturale di Cristo, né aver
legittimo al regno di Davide. Ma parole significavano. E così come avuto parte in essa, non soltanto
lasciato questo argomento, andiamo queste parole erano proprie, giuste e poteva essere, ma era di fatto legitti-
alle testimonianze degli stessi evan- vere quando definivano Giuseppe suo mo e vero padre dello stesso Cristo.
gelisti, nelle quali con evidenza si padre, allo stesso modo Giuseppe era 7. Per rimuovere eventuali dubbi o
prova che il gloriosissimo Giuseppe è proprio, giusto e vero padre di Cristo. scrupoli che possano verificarsi circa
vero e legittimo padre di Cristo. Abbiamo ancora un’altra testimo- questa verità, prendiamo la pialla, e
Quando la Vergine Santissima e il nianza più qualificata, non della veri- facciamo spianato e liscio ogni motivo
suo sposo san Giuseppe portarono tà, che non può essere maggiore, ma di difficoltà o di ammirazione su que-
Cristo Bambino al Tempio di Gerusa- superiore senza confronto in autorità sta grande questione. San Matteo ha
lemme per essere presentato, secon- e dignità. Quando la Vergine Santissi- iniziato la genealogia di Cristo da
do la legge, dice l’evangelista che lo ma Signora nostra e san Giuseppe, Davide e da Abramo: Figlio di Davide,
introdussero “i suoi genitori“: quando dopo aver perso il fanciullo di dodici figlio di Abramo (Mt 1,1). – Io andrò
i genitori vi portarono il bambino anni, lo trovarono nel Tempio, gli a cercare la sua prima origine molto
12 Gesù (Lc 2,27). – E quando dice che disse la Madre Santissima con parole più in alto. Questa parola paternitas,
ogni anno a Pasqua ritornavano al molto sue: Figlio, che è questo che ci che è la paternità da cui deriva l’es-
Tempio, li chiama per la seconda hai fatto? Eccoci qua, tuo padre e io, sere e prende significato il nome di
volta “suoi genitori“: E i suoi genitori da tempo in cerca di te con grande padre, solo una volta si trova in tutta
andavano ogni anno a Gerusalemme dolore (Lc 2,48). – In modo che dalla la Scrittura, nel terzo capitolo della
per la solennità della Pasqua (Lc stessa bocca della Madre di Cristo Lettera agli Efesini: Prostrato ginoc-
2,41). – E dopo, quando aveva dodi- Giuseppe è proclamato padre di Cri- chioni, – dice san Paolo – rendo gra-
ci anni, nello stesso giorno in cui lo sto: tuo padre e io. – Dove va notato zie al Padre del Signore nostro Gesù
persero e non trovavano, per la terza che i tre, tra i quali si dava questa Cristo, da cui deriva ogni paternità del
volta torna a chiamarli con lo stesso conversazione, Gesù Maria e Giusep- cielo e della terra (Ef 3,14s). – Di
nome “suoi genitori“: il fanciullo Gesù pe, sapevano il mistero e il segreto modo che la fonte primaria e origina-
rimase in Gerusalemme, né si avvide- dell’Incarnazione di Cristo, di modo ria, da cui emana ogni paternità e
ro i suoi genitori (Lc 2,43). – Volendo che non c’era bisogno di usare meta- ogni essere padre in tutte le creature,
approfondire, i due santissimi coniugi fore, finzioni o cautele: Giuseppe è il Padre Eterno. L‘Apostolo dice:
sin qui compresi sotto il nome comu- sapeva di non aver avuto alcuna ogni paternità – perché le paternitàche Dio fece e può fare, non sono sol- questo impossibile. Torniamo al testo monio della Vergine Maria con san
tanto una, ma molte, tutte legittime e di san Paolo, con ciò che ha di più Giuseppe. E perché? Perché essere
vere, ognuna nel suo genere. La ammirevole: dal quale proviene ogni Figlio di Maria, è essere Figlio della
prima e naturale fu quella di Adamo e paternità nei Cieli e in terra (Ef 3,15). sposa, che è una persona sola, ed è
i suoi figli. La seconda è quella legale – L’apostolo dice che dal Padre Eterno la madre; ma essere figlio del matri-
della vecchia legge, dove il fratello deriva ogni paternità, in cielo e in monio, che è composto dalla sposa e
morto senza figli era padre legale del terra. Ma in cielo può esserci paterni- dallo sposo, è essere figlio di due per-
figlio nato da suo fratello. La terza è tà? Le parole ogni ed dal quale esclu- sone, e queste sono la madre (Maria)
quella adottiva, con la quale Dio ci ha dono la paternità del Padre Eterno; e il padre, Giuseppe.
reso figli suoi, e noi lo chiamiamo dunque in cielo restano solo gli ange- Questa è la ragione ovvia e mani-
veramente Padre nostro: Abba – li, che non sono capaci di generazio- festa nel testo sacro, per cui Luca,
Papà – (Rm 8,15). La quarta è quella ne. Allora, se gli angeli non sono prima del concepimento di Cristo, e
della generazione spirituale, della capaci di generazione, com‘è che san Matteo, dopo il parto, notano entram-
quale propriamente parlava san Paolo suppone paternità in loro? Il bi che prima che (Gesù) fosse nato e
Paolo, dichiarando ai Corinzi: sono io come lo sa Dio, e poteva saperlo concepito, le nozze di Maria e Giusep-
che vi ho generati in Cristo Gesù anche san Paolo che andò in cielo. pe erano già state celebrate. Luca: A
mediante il Vangelo (1Cor 4,15). Quello che ci interessa è che i vergini una vergine sposata a un uomo, di
Riguardo alle paternità che Dio sono come gli angeli; e in un matri- nome Giuseppe (Lc 1,27). – E Mat-
può fare, è sufficiente ciò che disse monio così angelico come quello di teo: Giuseppe, sposo di Maria, della
san Giovanni Battista, quando, Giuseppe e Maria, in cui entrambi quale è nato Gesù (Mt 1,16) – Per-
mostrando le pietre del Giordano erano vergini, è cosa ammirevole ma ché, se fosse stato concepito prima
dove battezzava, disse: Dio ha il non impossibile che ci sia una pater- del matrimonio, allora sarebbe figlio
potere di far nascere da queste pietre nità, per la quale san Giuseppe sia soltanto di Maria; ma, dopo il matri-
dei figli ad Abramo (Mt 3, 9). – La padre, e con la quale egli fu il padre monio, come prole dello stesso matri-
parola Abrahae, nel testo originale è di Cristo. monio, è figlio di entrambi. La stessa
al dativo. E se da una pietra Dio può Al fine di vedere quanto era vera, verità tornò ad affermare sant’Agosti-
far nascere dei figli e rendere padre legittima, propria e vicina alla pater- no in un altro passo, come se facesse
Abramo – come era il caso di Giusep- nità naturale la paternità di San Giu- il commento a quanto già aveva
pe – perché non potrebbe farlo padre seppe, ascoltiamo il grande luminare detto. Dà la ragione per cui san Mat-
del figlio di una vergine? Dio è solito della Chiesa, Sant’Agostino: Tutti i teo dedusse la genealogia di Cristo
fare i matrimoni servendosi di donne beni del matrimonio sono presenti nei partendo da san Giuseppe e fino a
feconde, come nel caso di Adamo con genitori di Cristo1. – E, nominandoli san Giuseppe: Perché non era lecito
Eva; lo ha fatto spesso anche con subito, dice: la prole, la fedeltà, e il separare Giuseppe dal matrimonio di
donne sterili, come nel caso di Abra- sacramento. – Dichiara quale è la Maria per il solo fatto che Cristo fosse
mo con Sara, o di Zaccaria con Elisa- prole, cioè il figlio di questo matrimo- stato concepito in modo verginale2,
betta; e perché non lo potrebbe fare nio di Giuseppe e Maria: La prole – perché, sebbene entrambi fossero
una volta con una donna vergine, dice il Santo – è il Signore Gesù Cri- vergini, a entrambi, senza alcun con-
come nel caso della Vergine Maria con sto. Fate attenzione a ciò che Agosti- tatto carnale, poteva nascere un
lo sposo Giuseppe? La prima paterni- no dice e a ciò che non dice. Non dice Figlio, come infatti nacque Cristo, non
tà è naturale; la seconda è miracolo- che il Signore Gesù Cristo è prole e solo a Maria, ma a Maria e a Giusep-
sa; la terza è al di sopra di tutta la Figlio della Vergine Maria, ma che è pe: Soprattutto perché anche a loro
natura e di ogni miracolo, ma non per prole e Figlio delle nozze e del matri- poteva essere un Figlio senza alcun
legame carnale, che sono per gene-
rare figli deve essere applicato. – 13
Dove si deve prestare molta attenzio-
ne a quella grande parola: essere
nato a loro: non solo alla Sposa, ma
a entrambi gli sposi; non solo a lei
Maria, dalla quale è nato – ma anche
a lui, Giuseppe, con il quale era spo-
sata.
Note:
1 Agostino, De nuptiis et con-
cupiscentia, l.1, n.11.
SAN GIUSEPPE DI BELMONTE-PERNAMBUCO (BRASILE) 2 Ibidem.SeMI DI SPIrItuALItà GIuSePPINA
Pubblicazione Mensile
del Centro Internazionale Giuseppino-Marelliano
Novembre 2017
1. Accoglienza E per aiutarci a riflettere, il Papa
2. Preghiera iniziale chiede: “E come lo ha fatto cresce-
3. Tema del mese: re? In sapienza, età e grazia. E
possiamo cercare di usare precisa-
San Giuseppe, il padre che ha mente queste tre parole - sapien-
scelto l’ambiente migliore za, età e grazia - come base per la
per l’educazione di suo figlio nostra riflessione.”
La crescita di Gesù «in sapien- Per comprendere meglio come
za, in età e in grazia» (Lc 2,52) San Giuseppe ha svolto la sua mis-
avvenne nell’ambito della sacra sione di proteggere e accompagna-
Famiglia sotto gli occhi di Giusep- re Gesù nella sua crescita, vediamo usare precisamente queste tre
pe, che aveva l’alto compito di le parole di Papa Francesco: parole - sapienza, età e grazia -
«allevare», ossia di nutrire, di ves- come base per la nostra riflessio-
tire e di istruire Gesù nella legge e “Oggi, 19 marzo (2014), cele- ne.”
in un mestiere, in conformità ai briamo la festa solenne di san Giu-
doveri assegnati al padre. seppe, Sposo di Maria e Patrono Parlando della crescita di Gesù
della Chiesa universale. Dedichia- in “età”, Papa Francesco spiega che
(Papa Giovanni Paolo II - mo dunque questa catechesi a lui, la missione di Giuseppe, insieme a
Redemptoris Custos, 16) che merita tutta la nostra riconos- Maria, era molto più grande che
cenza e la nostra devozione per provvedere alla protezione fisica di
La cura di Gesù e la cura degli come ha saputo custodire la Vergi- Gesù contro la violenza e la perse-
interessi di Gesù sono due caratte- ne Santa e il Figlio Gesù. L’essere cuzione contro il popolo. esistenti
ristiche marcanti della vita e della custode è la caratteristica di Giu- all’epoca. La sfida per Giuseppe e
missione di San Giuseppe, entram- seppe: è la sua grande missione, per Maria era molto più grande di
be eseguite accanto a Maria, sua essere custode, come io ricordava questo.
amata Sposa. precisamente un anno fa.
Nonostante l’ambiente ostile e
“Giuseppe fu il primo a curare “Oggi vorrei riprendere il tema la necessità di farlo nel nascondi-
14 gli interessi di Gesù. Lo allevò fin della custodia secondo una pros- mento di un povero villaggio,
da fanciullo, lo protesse nella gio- pettiva particolare: la prospettiva sprovvisto di risorse accademiche,
ventù e compì per lui la missione di educativa. Guardiamo a Giuseppe la missione della Coppia Santa
padre nei primi trent´anni della come il modello dell’educatore, che richiedeva preparare Gesù per la
sua vita terrena.” custodisce e accompagna Gesù nel sua missione, ciò che includeva
suo cammino di crescita «in l’educazione psicologica, cioè
(São Giuseppe Marello) sapienza, età e grazia», come dice conoscere la cultura del suo popolo
Papa Francesco chiarisce che il Vangelo di Luca (2,52). Lui non e le sue tradizioni; educarlo nella
questa è stata la missione principa- era il padre di Gesù: il padre di lettura, nella riflessione, nell’eser-
le di San Giuseppe: la crescita di Gesù era Dio, ma lui faceva da cizio di una professione. Ascoltiamo
Gesù. “Lui non era il padre di Gesù: papà a Gesù, faceva da padre a Papa Francesco:
il padre di Gesù era Dio, ma lui Gesù per farlo crescere. E come lo
faceva da papà a Gesù, faceva da ha fatto crescere? In sapienza, età “Partiamo dall’età, che è la
padre a Gesù per farlo crescere.” e grazia. E possiamo cercare di dimensione più naturale, la crescitaPuoi anche leggere