DONNE DELLA PAROLA Voci dal mondo Alle soglie del Capitolo Generale - Suore Canossiane
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DONNE DELLA PAROLA
Voci dal mondo
INCHIESTA SUL MONDO CANOSSIANO
Alle soglie del Capitolo
Generale
SOCIAL FOTOGRAFICO
N° 10 Parole di Donne:
GENNAIO/APRILE 2020 arti, poesia, fotografiavita
più
C
arissime, carissimi, bellezza della Parola nella Donna che si
è con emozione che vi presentiamo prende cura della vita, e due testimonianze
questo primo “VitaPiù” del nuovo dal Sud America e dall’Estremo Oriente
decennio. Il nostro 2020 si apre con sen- su cosa significhi cercare di vivere con co-
timenti di gratitudine per il cammino di erenza e coraggio la fede oggi, da donne.
ascolto e condivisione che la famiglia canos- Nell’Inchiesta sul mondo canossiano, ci sia-
siana ha compiuto in questi mesi, metten- mo chiesti quale sia il volto della famiglia
dosi in discussione per aprirsi a nuove pro- canossiana alla vigilia del capitolo, come
spettive in vista del XVII Capitolo Generale la dimensione della fraternità sia attraver-
d’Istituto. Questo appuntamento fondamen- sata da quella interculturale, e quale vino
tale – un evento grande, non solo d’Istituto, nuovo, quale profezia stia sgorgando per il
ma di Chiesa – è ormai alle porte. Il Tema futuro. Il futuro è un po’ il protagonista di
lo conosciamo: “ Donne della Parola che questo numero, anche con le Dieci sfide per
amano senza misura. Riconfigurazione a gli anni Venti e le prossime tappe dal cam-
una vita di santità nella e per la missione, mino della Chiesa insieme a Papa Fran-
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oggi”. Ed ecco che in questo primo “VitaPiù” cesco. Infine, le consuete rubriche e una
del 2020 abbiamo scelto di approfondire che pagina fotografica che vuole essere un dono
cosa significhi essere “Donne della Parola”. a tutte le donne.
Abbiamo chiesto di aiutarci ad approfondire Buona lettura!
questo interrogativo a cinque amiche e ami-
ci. Cinque “voci dal mondo”, con contributi
preziosi sulla figura di Maria di Magdala,
sul “genio femminile” nella Chiesa, sulla Paolo Bovio
VITA PIÙ PROPRIETARIO Casa Generalizia delle
Figlie della Carità Canossiane
DIRETTORE RESPONSABILE Paolo Bovio
N. 10 - GENNAIO - APRILE 2020 CONCEPT E GRAFICA Studio Bertin
REDAZIONE Paolo Bovio
Autorizzazione Trib. di Roma AREA COMUNICAZIONE ISTITUTO
N. 52/87 del 6 febbraio 1987 CANOSSIANO
Sandra Maggiolo (referente generale)
Maria Grazia Bongarzone (coordinatrice)
Paolo Bovio (responsabile operativo)
www.canossian.org infocanossiane
infocanossiane youtubeIl Signore ti conceda quella pace
vera che desidero di cuore, per te
(S. Maddalena, 4-1-1826)
C
arissimi Lettori, che qualcuno di noi intervenga a livel-
abbiamo iniziato questo nuovo lo internazionale, ma come Famiglia
anno 2020 celebrando il 1° gen- Canossiana, formata da Religiosi e da
naio la 53a giornata Mondiale della Laici, che siamo nel mondo e viviamo
Pace. Ci siamo scambiati auguri di gio- l’internazionalità, abbiamo tante possi-
ia, di abbondanti benedizioni e di pace, bilità di dare il nostro apporto alla pace,
in mille modi e in tutte le lingue. È vero che si realizza anche con accordi, ma
che in alcuni casi possono essere stati il soprattutto come testimoni, educatori e
frutto dell’abitudine o solo espressioni portatori di pace fra i giovani e fra tutte
formali, ma è anche vero che l’inizio di le persone che incontriamo ogni giorno.
un nuovo anno è qualcosa di inedito, che Per essere portatori di pace è impor-
ci attrae ed entusiasma, perché ci offre tante partire da noi stessi, coltivandola
nuove opportunità che aprono alla spe- nei nostri cuori, nelle nostre famiglie,
ranza. nei nostri ministeri. La pace nel mondo
Dopo due giorni, gli avvenimenti acca- nasce nel cuore di ogni donna e di ogni
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duti ci hanno sorpresi. Non parlavano uomo sulla terra.
certo di pace, al contrario, di aggressio- Un atteggiamento sereno, paziente e
rispettoso verso tutti, una parola taciu-
ni, di morte che si aggiungevano a tutti
ta o detta con bontà, attenuano le ten-
gli eventi, verificatisi nell’anno appena
sioni che si possono creare nei diversi
terminato. Credo sia stato per tutti un
ambienti e fanno sperimentare la pace.
momento triste, preoccupante, che ha
È il modo di vivere il Vangelo ed essere
provocato incertezza e timore. Più di
donne e uomini della “Parola” come si
uno di noi si sarà chiesto: “Cosa succede
esprime, ampliandolo, il tema del nostro
con la pace? È ancora possibile? È un’u-
XVII Capitolo Generale.
topia? A che serve augurarci la pace se
La preghiera e la testimonianza attiva
non è possibile realizzarla?” siano la nostra forza, aprano il nostro
C’è una realtà di cui dobbiamo esse- cuore insieme a quello dei nostri fratelli
re consapevoli: la pace dipende da e sorelle alla “Pace, come cammino di
ciascuno di noi, perché tutti pos- speranza”.
siamo essere costruttori di pace. Maria, la Madre di Dio, interceda per
Chiediamoci: ”In che modo? Cosa pos- noi e ce ne faccia dono.
siamo fare?”. Forse non sarà possibile
M. Annamaria Babbini
Superiora GeneraleIndice
PAGINE DI VITA PAG. 6
Maddalena, Donna dell’ascolto
PAG I N E D I V I TA
DONNE DELLA PAROLA: VOCI DAL MONDO
«Donna, perché piangi? Chi cerchi?» PAG. 10
Alla ricerca del “genio” femminile PAG. 12
La bellezza della Parola nella Donna che cura la vita PAG. 14
Al lavoro per il futuro della donna PAG. 16
Con lo sguardo al futuro PAG. 18
4
INCHIESTA PAG. 20
MONDO CANOSSIANO
Il volto. La fraternità.
La profezia.
LETTURE PAG. 30
Spunti online e ofline
VERSO IL CAPITOLO GENERALE
Dieci sfide
per gli anni
Venti PAG. 28vita
più
NEWS
In cammino PAG. 32
con Francesco
SOCIAL FOTOGRAFICO SOCIAL FOTOGRAFICO PAG. 34
Le parole delle donne: nelle arti,
nella, poesia, nella fotografia
Parole di Donne:
Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le creature
del regno
si sono aperte Chi educa un bambino, educa un uomo.
e tu sei diventata la regina Chi educa una donna, educa un villaggio.
delle nostre ombre [Proverbio africano]
per te gli uomini
nelle arti, nella
hanno preso
innumerevoli voli
creato l’alveare del Ogni volta che una donna lotta per se
pensiero stessa, lotta per tutte le donne.
per te donna è sorto [Maya Angelou]
il mormorio dell’acqua
unica grazia
e tremi per i tuoi
5
incantesimi
che sono nelle tue mani
poesia, nella
e tu hai un sogno
34 per ogni estate 35
un figlio per ogni pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello
ora sei donna
tutto un perdono Donna, non sei
soltanto l’opera
e così come vi abita ma anche degli di Dio,
uomini, che sempre
il pensiero divino ti fanno bella con
fotografia
i
fiorirà in segreto I poeti ti tessono loro cuori.
una rete
attorniato con fili di dorate
fantasie;
dalla tua grazia. i pittori danno
alla tua forma
[Alda Merini] sempre nuova
immortalità.
Il mare dona le
sue perle,
le miniere il loro
oro,
i giardini d’estate
i loro fiori
per adornarti,
per coprirti,
per renderti sempre
Il desiderio del più preziosa.
cuore
ha steso la sua
gloria
sulla tua giovinez
za.
Per metà sei donna,
e per metà sei
sogno.
[Rabindranath
Tagore]
EVENTI
EVENTI PAG. 36
CALENDARIO
FONDAZIONE VOICA PAG. 38
UNA DONNA “PIÙ”
Ritratto al femminile:
Madre Iolanda VezzoliPAGINE DI VITA
Maddalena, Donna dell’ascolto
M
otori a reazione. A dispetto da ‘ginnastica dell’introspezione’. Il
di quello che ci piace pensare, profondo mistero dell’identità di ognuno
la gran parte delle nostre è infatti tempio dello Spirito Santo, e per
cosiddette ‘azioni’, buone o cattive che poterci dimorare in pienezza, ciascuno
siano, sono in realtà piuttosto delle deve diventare familiare non solo con
‘reazioni’. La vita ci precede e ci sorpassa, sé, ma anche con Lui, lo Spirito Santo.
la realtà ci bussa per dentro e per fuori, Detto in altre parole, la preghiera è la
ed inevitabilmente il nostro agire è casa dell’interiorità. Proprio come ebbe
più esattamente un reagire a tutto ciò ad imparare Maddalena di Canossa
che ci capita intorno e dentro. Tanto nei lunghi e pazienti anni della sua
per dire: già ben prima di svegliarci, le formazione all’ascolto.
“voci” di dentro ci anticipano l’agenda
della giornata, girando la chiave Fatti di ascolto. Il mondo che noi
di un motore di reazioni che senza umani abitiamo non è fatto di ‘cose’ e
6 di inerti accadimenti, ma di brulicanti
nemmeno aver messo il fatidico primo
piede fuori dal letto- attiva un sistema significati. Di relazioni e comunicazioni
semi-automatico di pre-disposizioni per le quali abbiamo una innata
(buone o cattive), pre-valutazioni, predisposizione, essendo noi tutti dei
umori ed energie che costituiscono la naturali e talentuosissimi ascoltatori. È
gran parte del carburante col quale proprio attraverso il senso dell’ascoltare
circumnavighiamo ogni santo giorno. che il Signore ci viene incontro e dentro
Capirci qualcosa del funzionamento del in tre modalità, come racconta e canta
‘motore a reazione’ che ci romba dentro il delizioso salmo 19. “I cieli narrano
è parte cruciale, delicata ed affascinante la gloria di Dio, (…) Non è linguaggio
del tragitto di ogni percorso umano. e non sono parole di cui non si oda il
Acquisire poi la sapienza di saperci suono” (1,4): il creato annuncia afono
mettere le mani, dentro nell’interiorità, il volto raggiante del Creatore, agli
per lenire i disfunzionamenti e per orecchi dello stupore e dell’ammirazione
aumentare le virtù dei meccanismi dei figli di Dio. “La legge del Signore è
virtuosi, beh, questo è ciò che si dice perfetta, (…), i comandi del Signore
lasciarsi incontrare dallo Spirito Santo. sono limpidi” (8,9): Dio incarna la sua
Per ciascun essere umano la grazia di Paternità nel comunicare con i suoi figli,
potere abitare nel segreto della propria fino a comunicare se stesso nella Parola
interiorità non è certo materia da che si fa carne. “Il timore del Signore è
‘geologia dell’intimità’, e nemmeno roba puro, dura sempre” (10): Dio ha presovita
più
casa, ha piantato la sua tenda e costruito decide di far fuori il Messia, il Figlio di
il suo Tempio nella profonda interiorità Dio, e Dio Padre, invece di far fuori lui,
dei sentimenti e degli aneliti di ciascuno patisce insieme a tanti innocenti vittime
dei suoi figli e lì lo Spirito Santo abita giornaliere della insana violenza dei
e prega. Da laggiù (o lassù ) lo Spirito violenti (Mt 2,13). Dio si rivela Padre
santo parla al cuore di ciascuno, proprio della vita (e non della morte), Amore
nel modo in cui lo ha descritto il Signore: che si consegna, che si carica del male
“Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà del mondo, e morendo per la salvezza
tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26). dei figli e fratelli che ama più della
sua stessa vita vince l’assurda spirale
Azione, reazione, passione. È infatti della morte che porta morte, e apre il
proprio della grazia dello Spirito dare passaggio alla vita eterna.
vita alle Scritture e far risorgere il
Verbo che in esse continuamente si Maddalena del sentire e dell’ascol-
dona, cosicché alla mente ed al cuore dei tare. Quanto a ‘sentire le voci’, certo 7
figli di Dio appaia la luce del mistero del Maddalena non era seconda a nessu-
volto del loro Padre celeste. Il mistero, no. Anche troppo. E infatti don Libera
cioè, dell’amare e dell’agire di Dio. Il dovette usare pazienza e sapienza per
quale, da tutta e per tutta l’eternità, sette lunghi anni per poter educare sua
non agisce né reagisce: patisce. Si dona figlia a distogliere le sue attenzioni dal
senza misura, si consegna inerme ed sentir frusciare ogni stormir di foglia
indifeso, si fida ed affida, nella Trinità ed interiore e invece dedicarsi ad “ascolta-
ai suoi figli. Ce lo svelano i racconti del re il suo cuore” dove, immancabilmen-
Natale, che sono una grande catechesi te, Maddalena trovò lo Spirito santo ad
che anticipa il significato della Passione aspettarla e a parlarle. Tanto intenso e
e Croce di Gesù. Per esempio: un tipo saziante fu l’incontro con il divino che le
che si credeva padrone del mondo, abitava dentro, che per Maddalena pas-
l’imperatore, decide di contare le teste di sare dal proprio al Cuore di Dio fu un
coloro sui quali crede di comandare, e il solo salto. Per temperamento donna di
Creatore delle innumerevoli stelle e dei progetti e di azione (si pensi al grande
granellini della sabbia del mare patisce Piano di Fondazione stilato appena usci-
e si lascia censire (Lc 2,1). Un altro tipo, ta dalla scuola di ascolto e discernimen-
di nome Erode, ancora più fuori di testa, to di don Libera), dall’ascolto del CuorePAGINE DI VITA
Maddalena dell’Ascolto
di Dio Maddalena imparò l’amore per il per infondere in loro lo ‘Spirito
Crocifisso e per il Patire di Dio. Il suo generosissimo’ e ‘le virtù’ del Crocifisso.
tragitto di vita e di fondazioni divenne In questo testo si rivela la chiara
quindi un rosario di ‘passioni’, ovvero di comprensione di Maddalena del mistero
appassionata interiore disposizione ad dell’agire / patire di Gesù come unica
abbracciare la realtà, gli accadimenti e via di salvezza ed il suo evidente con-
le persone consegnando pienamente e fi- sentire (cioè comune profondo sentire)
duciosamente se stessa a ciascuno come a modellare la sua vita all’esempio del
nelle mani stesse di Dio, e di paziente Crocifisso. Ugualmente interessante e
accettazione di patire le altrui azioni e toccante è la sensibilità di Maddalena
reazioni alla scuola del suo amatissimo per tutti i testi della Scrittura, anche
Crocifisso, confortata dalla presenza ai quelli più inconsueti (si pensi, ad
piedi di ogni croce – di Maria Madre esempio, al “Nel tino ho pigiato da
Addolorata. Non serve certo una lente solo” di Is 63,3), nei quali si intravede
8
di ingrandimento per riconoscere come e si preannuncia il mistero del patire
Maddalena abbia condotto con consa- di Dio. Pur non potendo accedere alla
pevole e libera passione la storia della Scrittura se non tramite la Liturgia ed
prima Fondazione di Verona. La vicen- alcuni libri di meditazione, Maddalena
da poi della fondazione dei Canossiani si sentì sempre decisamente a casa, lì
fu davvero un pellegrinaggio di passione dove abita lo Spirito Santo. Lo Spirito
in passioni. che la aspettò nell’interiorità del suo
proprio cuore e che poi per tutta la vita
Passione e com-passione. Della le insegnò e ricordò il cosa ed il come di
sensibilità di Maddalena all’ascolto quello che il Signore ha fatto.
del suo proprio e del Cuore di Dio,
colpisce la delicatezza nel com-patire
le passioni del Signore per amore dei
propri figlioli e fratelli. Il documento
nel quale la compassione per Dio di
Maddalena emerge in maniera più
evidente sono le ‘Sette Commemorazioni
del Preziosissimo Sangue e dei Dolori
di Maria’, con annessi ‘Riflessi’ scritti
per amore dei suoi figli della gracile
‘Congregazione dei Figli della Carità’,
di p. Angelo BettelliDONNE DELLA PAROLA: VOCI DAL MONDO
«Donna, perché piangi? Chi cerchi?»
Maria di Magdala, alle origini della fede
«H
anno portato via il Signore lontanissimi dal Vangelo che egli ha an-
dal sepolcro e non sappiamo nunciato e dalla proposta di vita che egli
dove l’hanno posto!». Le paro- ha incarnato fino all’estremo del dono di
le di Maria Maddalena, dopo la scoperta sé sulla croce. È bene che ci misuriamo
che la tomba di Gesù era aperta, espri- anche con questa vertigine, per ricordare
mono una preoccupazione, una paura, che cosa è in gioco, nella fede pasquale
che è ancora più forte di quella speri- che noi professiamo. Il cuore della Mad-
mentata con la morte di Gesù. Perché la dalena è un sepolcro, dove l’amato è pre-
presenza di un sepolcro e sapere che esso sente come morto e assente come risorto.
racchiude il corpo di una persona amata, Solo quando si sente chiamata per nome
è in qualche modo rassicurante: c’è il do- esce dal suo lutto per entrare nella vita
lore del lutto, ma c’è un segno che ancora piena: le lacrime sono il filtro attraverso
ci lega alla persona scomparsa. Se inve- cui vedere il risorto, ossia la vita vera!
ce la tomba è profanata, se il corpo del Gesù nel Vangelo di Giovanni, chiama
Signore è stato solo per nome Lazzaro e,
portato via, come dicendo Lazzaro, lo fa uscire
Maria sospetta dal sepolcro. Sentire il tuo
10 senza darsi nep- nome pronunciato dalla
pure la pena di sua bocca, ti fa uscire dalla
verificare, allora morte alla vita. Poi chiama
non ci resta dav- Filippo per nome: “Filippo,
vero nulla. non sai che chi vede, me
Mi chiedo se le vede il Padre?” Filippo non
parole di Maria conosceva il volto: uscire
di Magdala non alla vita vuol dire vedere il
diano voce al volto del Padre e della Ma-
timore forse più grande per un credente dre, che lo vedi nel Figlio, in Gesù. Poi
che si guarda attorno nel mondo di oggi: sarà Pietro, che ha rinnegato tre volte
e cioè, precisamente, il timore che il Si- e tre volte verrà chiamato per nome:
gnore, con tutto ciò che la sua persona uscirà dal peccato al perdono, alla ricon-
implica per chi si è affidato a lui (fede = ciliazione. E poi questa donna che è la
consegna-fiducia), sia stato portato via, sposa. Solo con il nome e basta! Non c’è
sia stato cancellato da questo mondo, in altro da dire. Mentre con gli altri c’è sem-
un modo forse più sottile, ma non meno pre qualcosa da dire, qui niente. Basta il
devastante, rispetto a chi duemila anni nome, perché essa è molto di più del solo
fa lo ha condotto sulla croce. La fede pa- nome.
squale è insidiata da questo timore, che è Perché Maria, passato il sabato, appena
quello della dimenticanza, della rimozio- possibile, va alla tomba? Possiamo dire
ne; il timore che Gesù sia stato ormai ir- che in lei c’è un desiderio di stare vicino
rimediabilmente messo da parte, che non al corpo morto di Gesù: colui che Maria
si sappia più dove trovarlo, in un mondo ha amato è morto, ora il suo corpo è là
i cui criteri di orientamento ci appaiono nella tomba e Maria vuole stargli sem-vita
più
plicemente vicino. È come torturata
dall’“ardente intimità dell’assenza”
(Rainer Maria Rilke). Gli angeli le
chiedono: “Donna, perché piangi”?
Maria continua ad affermare in modo
ossessivo la sua ricerca di Gesù, che
definisce “il mio Signore”. Maria
resta lì, come con l’intuizione che
il chicco di grano germoglia dove è
stato seminato, non può allontanarsi
da lì, perché lì è il suo ricordo, il ri-
cordo della sua vita, l’amore estremo
rivelato, quella ferita, quella deposi-
zione nel sepolcro, quel profumo. E sua vita con Gesù, fa anamnesi del suo
allora sta lì, ferma. E piange: certe cose, rapporto carico di amore con lui e quindi
dicevano gli antichi, le può vedere solo continua a piangere anche per la nostal-
un occhio che ha pianto. Questo pian- gia per ciò che è stato e non potrà più ri-
to esprime certamente l’abisso del suo tornare. Nel suo dolore, si volta indietro,
amore al quale manca la persona che non guarda più la tomba né gli angeli,
ama. E tutto il Vangelo vuole portarci a ma scorge un uomo, il quale le pone la
desiderare il Signore. Se non lo desideri medesima domanda: “Donna, perché
non c’è. Perché Dio è amore e dono. E ne piangi?”. A questo punto Gesù, con il
ricevi nella misura del desiderio. Questo suo volto contro il volto di Maria, le dice:
pianto è come l’acqua ‘battesimale’ dalla “Mariám!”, la chiama per nome, e subito
quale questa donna sta rinascendo a lei, “voltandosi” nuovamente verso di lui,
11
nuova vita. il Gesù glorificato, è pronta a riconoscer-
C’è qualcosa di straordinario in questo lo e a dirgli: “Rabbunì, mio maestro!”.
amore persistente al di là della morte: Quante volte era avvenuto quel dialogo
a Maria non bastano né il ricordo, né le tra lei e Gesù: lei, la pecora perduta ma
parole, né il sepolcro che è un memoriale: ritrovata da Gesù (cf. Mt 18,12-14; Lc
vuole stare accanto al corpo di Gesù. Ri- 15,4-7), chiamata per nome, riconosce la
cerca amorosa, fedele, perseverante, che voce del pastore (cf. Gv 10,3-4).
fatica ad accettare la realtà della fine di Il riconoscimento è proprio una chiamata
un rapporto, perché per lei Gesù signifi- personale per nome. E il finale è questa
cava tutto. Maria Maddalena desidera la chiamata, che diventa immediatamen-
‘persona’ di Gesù: l’amore è guarito solo te una missione; cioè tu realizzi il tuo
dalla presenza di chi ami. “Hanno porta- nome andando verso gli altri. In questo
to via il mio Signore, non so dove lo han- incontro con il Risorto, Maria di Magdala
no posto, se sapete qualcosa, ditemelo!”. è subito resa ‘apostola’, inviata ai disce-
A lei interessa dove sta il suo Signore. poli, ai fratelli di Gesù, per portare loro
Perché lì sta di casa anche lei: il dove è l’annuncio pasquale. Ed essa, in piena
fondamentale, sia nel primo incontro con obbedienza, dichiara “Ho visto il Signo-
Gesù (“Maestro, dove dimori?”), sia qui. re”, e riferisce ciò che egli le ha detto. Sì,
Il problema fondamentale è dove è, dove all’origine della fede pasquale vi è innan-
sta di casa, in modo che anch’io possa zitutto Maria di Magdala (e le donne di-
stare di casa con lui. scepole da lei rappresentate), una donna
Nel suo voltarsi indietro, di grande va- che ha creduto nel Signore Gesù e lo ha
lore simbolico, Maria rilegge tutta la amato.
di p. Gianfranco Lunardon, camillianoDONNE DELLA PAROLA: VOCI DAL MONDO
Alla ricerca del “genio” femminile
Donne nella Chiesa: una riflessione
L
a donna ha dazione Canossiana che accompagnano
avuto un ruolo in tutto il mondo giovani donne, ragazzi
fondamentale e bambini in condizione di difficoltà affin-
nella storia della ché possano divenire protagonisti positivi
Chiesa, edificandola nelle loro società.
attraverso la propria Ma che cosa intendiamo per ‘genio fem-
attività svolta con minile’? Pensiamo a quell’apporto, indi-
dignità, grazia, per- spensabile, che la Chiesa riconosce come
severanza e umiltà. proprio della donna nelle varie realtà
di Nella sua lettera di della vita, fatto di sensibilità, intuizione,
Alina Trabattoni, gratitudine alle donne capacità che le donne hanno per natura.
giornalista del 1995, San Giovan- Ad esempio, la speciale attenzione fem-
ni Paolo II, coniando minile verso gli altri, che si esprime in
il termine “genio femminile,” ha lodato modo particolare, anche nella maternità.
le tante “iniziative di straordinaria rile- Qualità che rafforzano la Chiesa e gioca-
vanza sociale”, in particolare a servizio no un ruolo decisivo nella trasmissione
dei più poveri, realizzate dalle donne, della fede.
12 ricordando le martiri, sante e mistiche È una lettura che viene fortemente soste-
che hanno lasciato un segno indelebile nuta anche da Papa Francesco. Il Papa
nella storia. Tra queste, Santa Caterina in numerose occasioni ha ripetuto quanto
da Siena e Santa Teresa d’Avila, le quali la Chiesa abbia bisogno del genio fem-
continuano a fornire ispirazione al mon- minile, concretizzato nella donna che si
do femminile cattolico di oggi. Ma pensia- ritrova nella propria vocazione anche nel
mo a S. Maddalena di Canossa e S. Giu- ruolo di guida e supporto nelle proprie
seppina Bakhita, la loro santità, opera e comunità, sia di famiglia, di fede, che
testimonianza, continuano a mantenere sociali e professionali. Nell’Esortazione
vitale la storia dell’Istituto Canossiano Apostolica “Evangelii Gaudium”, Papa
e la fiducia in migliaia di devoti presenti Francesco riconosce “con piacere come
nei cinque Continenti. molte donne condividono responsabilità
Negli ultimi decenni, ancor più che mai, pastorali insieme con i sacerdoti, danno il
le donne hanno continuato a rafforzare loro contributo per l’accompagnamento di
le comunità di fede con determinazione persone, di famiglie o di gruppi ed offrono
e perseveranza, attraverso posizioni isti- nuovi apporti alla riflessione teologica”.
tuzionali o laiche nella Chiesa, nonché Il dibattito sui ministeri femminili e
tramite ministeri pastorali e famiglie, sul ruolo della donna all’interno della
associazioni ed altri enti. L’operato delle Chiesa continua a tenere banco in molte
donne – motivato dal loro coraggio, dalla comunità cristiane negli ultimi decenni,
loro creatività, energia e intelligenza partendo dalla stessa Chiesa cattolica,
– fortifica la Chiesa e incarna la com- che tutt’oggi non ammette nemmeno le
passione, l’empatia e la collaborazione. diaconesse. Infatti, benché il Concilio Va-
Emblematiche, in tal senso, sono le atti- ticano II abbia ripristinato il diaconato ed
vità delle Madri Canossiane e della Fon- ammesso la figura del diacono sposato, lavita
più
Chiesa cattolica tuttora esclude la possi- diaconato femminile, indicando che “si
bilità di un’introduzione della figura della tratta di integrare la donna come figura
diaconessa. Il mondo cattolico, che dall’e- della Chiesa nel nostro pensiero. E pen-
sterno può apparire fortemente tradizio- sare anche la Chiesa con le categorie di
nale e perfino conservatore, cela però un una donna”.
terreno fertile per una maturazione del La storia, anche contemporanea, è pie-
ruolo delle donne e anche per la crescita na di figure femminili che hanno fatto
di un “femminismo cattolico” positivo di grandi contributi teologici alla riflessione
cui ci sono ancora poche tracce ufficiali ed sulla Chiesa, sull’essere umano e su Dio,
istituzionalizzate. ma la strada è ancora lunga; molto de-
Fin dal momento della sua elezione Papa v’essere ancora fatto nel riconoscimento
Francesco ha subito evidenziato l’impor- del ruolo della donna nella Chiesa.
tanza e la rilevanza del ruolo delle donne La storia della Chiesa è contrassegnata
all’interno dell’universo cattolico, sottoli- da donne che hanno dimostrato grandi
neando l’urgente necessità di rivalutare doti di governo insieme alla schiettezza
la natura gerarchica e comunionale della necessaria per richiamare l’attenzione
Chiesa. Queste considerazioni le ha rei- alla fedeltà al Vangelo. Anche se non sarà
terate in numerosi interventi negli ultimi immediato superare una certa mentalità
anni, quando ha sottolineato la necessità implicita nel cammino condiviso da tutti
di “accrescere gli spazi per una presenza fino ad oggi, personalmente auspico una
femminile più incisiva nella Chiesa,” sempre maggiore valorizzazione della
affermato che teologia del-
“la Chiesa non la donna e
può essere se sulla donna,
stessa senza la in modo da 13
donna e il suo “meglio rico-
ruolo,” richie- noscere ciò
sto che venga che questo
introdotta la implica rispet-
figura femmi- to al possibile
nile “là dove ruolo della
si esercita donna lì dove
l’autorità dei si prendono
diversi ambiti decisioni im-
della Chiesa” portanti, nei
e proclamato diversi ambiti
che “la donna per la Chiesa è imprescin- della Chiesa” (EG 104). Una soluzione
dibile.” starebbe nel riconoscere pari dignità pur
Ancora Papa Francesco, nel documento nella distinzione dei ruoli, mantenendo
finale del Sinodo sui giovani, ha specifi- unite l’uguaglianza e la diversità della
cato che “è solo dalla reciprocità che può vocazione maschile e femminile e al
emergere una valorizzazione e una inte- contempo maggiormente valorizzando il
grazione del maschile e del femminile”. genio femminile. Come anticipato da San
Pur essendosi concluso il recentissimo Si- Giovanni Paolo II nella sua lettera alle
nodo sull’Amazzonia senza venire a una donne, la “Chiesa nel terzo millennio non
conclusione unanime sulla questione del mancherà di registrare nuove e mirabili
ruolo della donna, il Papa ha preannun- manifestazioni del «genio femminile»”.
ciato che riconvocherà la commissione sulDONNE DELLA PAROLA: VOCI DAL MONDO
La bellezza della Parola nella Donna
che cura la vita
Tempo, ascolto, relazione: accompagnare alla vita
M
i chiamo e perfino le persone. Ecco che imparia-
Maria Cri- mo a comunicare con un tweet, un sms
stina, sono e mettiamo un like per dire: che bella
una moglie, una ma- questa idea, oppure quanto mi manchi, o
dre, figlia, sorella, come vorrei essere lì con te.
amica e lavoro come Che tipo di parole generiamo e che tipo
Counselor: nella mia di relazioni viviamo? Per generare re-
vita non posso fare a lazioni buone, la parola richiede atten-
meno delle parole! zione, cura (di sé) e un tempo dedicato.
di Per questo mi piace È quello che sperimentano le persone
Maria Cristina sceglierle, provarle, quando vengono nel mio studio per col-
Falaschi, misurarle, e nel caso loqui di counseling. Riscoprono la loro
counselor, cambiarle per trova- capacità di essere generativi, in primis
presidente re quella giusta. E di se stessi e poi del proprio benessere.
dell’associazione poi abbino il tono, il Nel colloquio, io sto con la persona in un
professionale di ritmo, il volume per tempo fatto di presenza e di ascolto, di
counseling pronunciarla adegua- parole e di silenzi. Un tempo necessario
REICO
14 tamente alla situa- perché l’altro possa capire se può fidarsi.
zione. Infine, la porgo E affidarsi.
al destinatario. Un pezzo di artigianato, La persona per me è importante perché
insomma. La parola è uno strumento è. Porta con sé e racconta la sua fatica,
delicato e prezioso, per questo merita il disorientamento, talvolta la sfiducia
alcuni spunti di riflessione. a causa dei fallimenti. E io sono lì con
Innanzitutto: una parola può esistere da lui/lei, non ho soluzioni né risposte ma-
sé? A cosa servirebbe una parola senza giche: accolgo le sue parole nell’ascolto
qualcuno che l’abbia pronunciata e qual- attento, privo di giudizio. Non devo
cun altro che l’abbia ascoltata? La paro- stabilire se ha ragione o torto: sono lì
la chiede che ci siano almeno due perso- per accoglierlo e accettarlo così com’è.
ne che abbiano l’intenzione e il desiderio Questo consente l’avvio di quel miracolo
di entrare in relazione l’una con l’altra. meraviglioso che è il processo trasforma-
Ecco che dallo scambio della parola ini- tivo, il cambiamento: quando la persona
zia una relazione. Possiamo dire che la sente di essere accettata e riconosciuta
parola è generativa, nel bene e nel male. per quel che è, inizia a intravvedere la
Le relazioni che viviamo quotidiana- possibilità di fare un piccolo cambiamen-
mente infatti risentono delle parole che to per stare un po’ meglio. Questo può
le abitano, in quanto possono nutrire o avvenire solo all’interno di una relazio-
avvelenare le relazioni. Nei nostri scam- ne solidale di fiducia, fatta di presenza,
bi quotidiani spesso andiamo talmente parole e silenzio. E di un tempo dedica-
veloci che non ci prendiamo il tempo to. Ecco allora che il tempo della parola
per generare parole buone e nutrienti. diventa un tempo nuovo, dove la persona
Tutto deve essere veloce e va consumato scopre di poter attribuire un senso nuo-
rapidamente. Talvolta anche le relazioni vo a ciò che sta vivendo. Questo è il bellovita
più
di quello che
accade dentro.
La persona
inizia a respi-
rare con con-
sapevolezza,
inizia a contat-
tare altro den-
tro di sé oltre
le voci della
mente. Io sono
lì con lei, testi-
mone silenzio-
so e presente
di qualcosa
che accade per
la prima vol-
del mio lavoro: aiutare le persone a vive- ta: la persona
re meglio le relazioni, a trovare il senso ora sceglie le parole per esprimersi e
di ciò che vivono, a scegliere come stare per dare forma a quanto ha contattato
meglio. Ho scelto di diventare Counselor dentro di sé. Da quel momento, intuisce
perché questo è il mio posto in un mondo significati nuovi per quella situazione
in cui tutto corre e viene consumato ve- problematica, o prospettive diverse per
locemente, e la Vita rischia così di essere risolvere il suo problema. Questo è il
sprecata. bello del mio lavoro, accompagnare le 15
C’è un tempo per pronunciare parole e persone a recuperare la preziosità e la
uno per il silenzio. I colloqui di Counse- generatività delle parole, e avere così
ling non sono fatti solo di parole. All’i- relazioni più nutrienti. La parola rende
nizio la persona parla parla parla ed io presente la relazione con l’altro.
la lascio fare, ascolto tutto quello che Ma come faccio a scrivere di parola,
viene. Poi ad un certo punto faccio una generatività, relazione senza far riferi-
domanda semplice, elementare, chiedo: mento alla Parola per eccellenza? Quello
stai respirando? La persona mi guarda che vivo con le persone nel mio lavoro
come se cercasse in me la sua risposta. richiama inevitabilmente l’esperienza
E poi si accorge che no, non sta respi- di fede, quando il Verbo, nel silenzio del
rando. Allora mi chiedo come sono state mistero e in un tempo preciso della Sto-
generate tutte quelle parole uscite come ria, sceglie di incarnarsi nella relazione
un fiume in piena? O forse sono state tra un uomo e una donna, e la feconda.
solo…vomitate? Di cosa ha veramente È Dio che si rende presente nella re-
bisogno questa persona qui davanti a lazione con l’uomo, a partire dalla sua
me? Forse di recuperare il suo respiro, Parola. Tutto torna per me e acquista
l’alito della Vita che l’ha generata. Da significato: il senso della nostra esisten-
quel momento, la persona non ha più za nasce da una relazione generativa, la
bisogno di rovesciare fuori tante parole. relazione con un Dio che si prende cura
E il tempo sembra sospendersi, cala il di ciascuno di noi, che non tradisce mai
silenzio per un po’ e io resto lì insieme la sua promessa di Amore, fedele alla
a lei. È un tempo di intimità, dove tutto sua Parola.
il rumore di fondo si deposita, si fer-
ma, dove il silenzio avvolge il misteroDONNE DELLA PAROLA: VOCI DAL MONDO
Al lavoro per il futuro della donna
Accanto alle ragazze guaranì.
Una testimonianza da Encarnación
M
i chiamo che vengono all’Hogar, spinte dal de-
Sandra siderio di andare oltre, di raggiungere
Jara, ho ciò che i loro genitori non hanno potuto
26 anni, sono spo- realizzare o, in qualche caso, essere le
sata con Gustavo e prime della famiglia a finire le scuole su-
abbiamo un figlio, periori e magari arrivare fino al sognato
Gioacchino. Lavoro titolo universitario. Ho incontrato giova-
dal 2016 nell’Hogar ni con obiettivi molto chiari e ben decise
Kuñatai-Roga, la a raggiungerli, con molta speranza, altre
di Casa della Giovane alla ricerca di comprendere ciò che de-
Sandra Jara, “Santa Maddalena siderano dalla vita, ma tutte con il biso-
operatrice della di Canossa” di En- gno di sentirsi accompagnate, di sapere
Casa della carnación, Paraguay. che non sono sole e che ce la possono
Giovane di L’Hogar è per me fare. Tutte loro hanno necessità di affet-
Encarnación, una famiglia, a cui to, accompagnamento, comprensione ...
Paraguay sono arrivata appena Ogni anno la storia si ripete: ogni ragaz-
finita l’università ad za vive in una maniera diversa l’adat-
16 indirizzo - servizi sociale. Una grande tamento alla città, il vivere con persone
gioia. nuove, le abitudini di una casa grande…
Il mio lavoro consiste nell’accompagnare nell’Hogar imparano a condividere le
le giovani che arrivano in questa nostra “loro” cose per avere le “nostre cose”; e
“Casa”. Sono donne adolescenti e giovani poco alla volta cresce il valore della fa-
di tutta la zona di Itapúa, nella maggior miglia e della vita in comunità. La fatica
parte provenienti da famiglie con scarse più grande? Il distacco, il “techaga´u”, la
risorse economiche, obbligate a lasciare nostalgia che sentono. Sì, queste ragazze
casa per poter completare gli studi. Ogni fanno un grande sacrificio per progredi-
anno riceviamo queste giovani donne re e aiutare i loro cari.
Ognuna arriva
con una storia,
carattere, alle-
grie, ferite, dolori
diversi. Per tutte
c’è amore e alle-
gria, caratteristi-
che che distinguo-
no le canossiane.
Il primo regalo
di questa casa è
proprio la fiducia.
La fiducia nei loro
doni, in tutti i
talenti che Dio havita
più
loro regalato, nella capacità di accoglier- altri. È bello guardare indietro, vedere
si per come sono: giovani donne amate la mia crescita riflessa nelle ragazze. Fa
da Dio e anche da ognuna di noi che le palpitare i cuori. L’Hogar Kuñataí Roga
stiamo sostenendo, dando con umiltà il non cessa di crescere. Nel poco tempo in
poco che abbiamo, spinte dall’Amore del cui ho prestato servizio qui, ho vissuto
Padre e dal desiderio di Santa Maddale- momenti che hanno segnato la mia vita.
na di promuovere ed aiutare la crescita Ho visto la gioia dei genitori seduti nel
delle donne. Il mio contributo insieme parco dell’Hogar con le loro figlie vestite
alle Madri canossiane è partecipare alla col vestito più bello, la “toga” per ricevere
formazione delle ragazze, aiutarle a stu- il titolo universitario. Ho capito come sia
diare, ascoltarle, animarle, comunicare grande la missione che Gesù ci consegna,
con loro in guaraní, la nostra lingua ma- quella di essere ponti, per mezzo dei qua-
dre. Per noi, infatti, è molto importante li tante donne hanno la possibilità e il
esprimerci nell’idioma che parlano i no- sostegno per lottare per le loro mete, rico-
stri genitori e nonni: sembra sia l’unico noscendo che Dio è buono, perché ha tra-
modo di dire tutto quello che sentiamo. sformato molti sogni in bellissime realtà.
Questo ci aiuta a far sì che la nostalgia Da donna laica professionista, come vivo
sia sempre minore e a dimostrare che l’esperienza di trasmettere la Parola? At-
è possibile sognare e raggiungere le traverso gesti d’amore nella concretezza
proprie mete. Un importante ambito di della quotidianità.
attenzione è che le ragazze si educhino Questa esperienza canossiana per me
a una corretta cultura del lavoro. Vigi- è un regalo del Signore. Ho trovato la-
liamo sul rispetto di corrette condizioni voro, appena finita l’università, nel mio
di lavoro. Evitiamo che le più piccole paese, dove è molto difficile trovarlo. E
lavorino fuori dall’Hogar, attraverso il che lavoro! Dove tu stessa sei aiutata a 17
progetto “Vy`apope” (“in allegria”): un costruirti personalmente, a convivere in
sogno realizzato che ci permette di rac- armonia con le tue allegrie e fallimenti.
cogliere fondi tramite la vendita di pro- Spronata e accolta da una famiglia. Un
dotti di cucina e oggetti artigianali, che miracolo. Ho conosciuto tante Madri e
realizziamo in casa, ad aziende ed isti- ragazze che mi hanno insegnato tanto,
tuzioni. Abbiamo scoperto in loro molte ognuna dando con la sua propria singo-
competenze e doni. Un’avventura che ci larità qualcosa alla mia vita. Ringrazio
ha portato a scoprire competenze e doni la comunità canossiana, specialmente
inaspettati! in questa missione in Paraguay; un
E poi curiamo l’aspetto spirituale, per Aguyje, “Gracias”, di cuore e chiedo al
una formazione integrale della persona. Signore che possiamo continuare a rac-
Non solo delle giovani ospiti, ma anche contare più storie di Kuñatai Roga. Che
di noi laici che collaboriamo nell’Hogar. molte più giovani possano sentirsi parte
Momenti quotidiani e periodici, che vivo di questa avventura e che, come sem-
anche insieme alla mia famiglia, che pre dicono le Madri, possano riuscire a
ormai si sente parte di Kuñatai Roga. lasciare l’Hogar ricche di insegnamenti,
La Parola di Dio è viva, efficace e posso resilienti, autonome e forti, convinte del-
testimoniare che crea un cuore nuovo e la bellezza e dell’amore che sono, con la
che intorno ad essa si costruisce la frater- nostra Santissima Madre come modello,
nità. Questa esperienza mi ha arricchito ispirate a Lei, nella sua umiltà, carità
tantissimo anche dal punto di vista pro- e generosità. Grazie a voi per aver letto
fessionale. La casa ha un ritmo proprio, questa testimonianza e chiedo a tutti
dinamico e mi ha insegnato che è possibi- che ricordino la nostra Casa nella pre-
le aiutare, avendo sempre cura di accom- ghiera.
pagnare senza usurpare gli spazi degliDONNE DELLA PAROLA: VOCI DAL MONDO
Con lo sguardo al futuro:
Essere donne negli anni Venti.
Una testimonianza dall’Estremo Oriente
S
ono nata e Parola ai bambini che studiavano nelle
cresciuta a La- scuole pubbliche, a oltre 3 chilometri di
guna, nelle Fi- distanza che percorrevo a piedi!
lippine. Dopo varie
esperienze lavorati- Ho ricevuto la mia formazione universi-
ve nel settore finan- taria al Collegio di San Giovanni in La-
ziario nelle Filippine terano di Calamba. Ero attiva in varie
e in Giappone, oggi associazioni religiose e attività dentro e
lavoro in Giappone, fuori dal campo. Militavo nella squadra
di dove sono vicepresi- di atletica, ma la mia “corsa” preferita
Amina dente di una società era quella su per le montagne per di-
De Ramos di servizi finanziari e stribuire cibo agli anziani bisognosi. Ho
Papera dove insegno inglese completato gli studi presso la PLM di
part-time. Una delle Manila.
benedizioni più grandi della mia vita è
stata essere introdotta in giovane età Durante quegli anni sentivo forte il desi-
alla fede cattolica. Devo tutto a una mia derio di consacrarmi come religiosa, ma
18 zia, che badava a me e ai miei fratelli le strade della vita mi hanno portato,
durante gli orari di lavoro di nostra dopo la morte di mio padre nel 1989,
madre. La zia mi portava con sé mentre ad altre scelte, mettendo la famiglia al
svolgeva servizio in parrocchia. Ricordo primo posto. Così, nel 1997, una volta
la sua devozione, il suo impegno nella che anche i miei fratelli hanno concluso
preghiera. gli studi, mi sono sposata con mio mari-
to. Avevo 31 anni. Siamo subito entrati
È stato così che, da bambina, ho compre- nelle “Coppie di Cristo”, un gruppo in
so che Dio mi chiamava al suo servizio. cui gli sposi si impegnano in attività di
Ho frequentato la “Canossa Academy” evangelizzazione, di educazione e di as-
a Calamba, dove sono stata formata sistenza ai poveri.
come donna e come cristiana. E dove ho Le nostre tre splendide figlie – Josemiah
iniziato a fare catechesi e annunciare la Faith, Jonaziah Hope e Jepheziah Love
– sono cresciute nella fede.
Posso dire di aver avuto un
matrimonio felice fino al 2015,
anno in cui mi fu diagnosticato
un tumore. All’apice della mia
fragilità fisica, mio marito fu
travolto da una crisi emotiva e
cercò consolazione altrove. Ero
fisicamente ed emotivamente
provata, ma mi sono scoperta
spiritualmente forte. È stata lavita
più
fede l’unica cosa che mi ha sostenuto. Essere un’insegnante mi ha permesso
Dal gennaio 2016 mio marito ha smesso di servire il Signore nell’incontro con gli
di sostenerci economicamente. Grazie a studenti e nella diffusione della Buona
Dio ho trovato un lavoro come insegnan- Notizia. Piano piano, mi è stato chiesto
te di inglese e successivamente sono di formare nuovi formatori, di prestare
entrata in contatto con l’azienda per cui accompagnamento spirituale, di inco-
lavoro ora. I miei amici erano preoccu- raggiare gli altri membri del gruppo e
pati per come avrei potuto gestire la mia guidare i momenti di preghiera. Persino
difficile situazione. Ma io non ho mai du- di accompagnare le coppie nel corso del-
bitato che il Signore mi fosse vicino. la loro formazione: il Signore è capace di
fare meraviglie dei nostri limiti e delle
nostre ferite! E, dal mio
dolore sono nate occa-
sioni per sostenere altri
19
che attraversano un
Proprio mentre pensavo di aver toccato dolore. È tutto opera sua. Penso spesso
il fondo, ho realizzato quanto il Signore alle parole di un canto che dice: “Non
si stesse prendendo cura di me. Sentivo possiamo diventare quello che abbiamo
il suo abbraccio tramite la famiglia e gli bisogno di diventare/se rimaniamo come
amici che mi sostenevano. Le cure non siamo/perciò, dai tutto te stesso, dai il
mi hanno mai impedito di pregare e di meglio di te/e lascia a Dio il resto”.
svolgere servizio. Mi sono unita ad altri
gruppi di vita cristiana, con incontri di Sì, resto fedele a questa parola, alla Pa-
preghiera e condivisione della Parola di rola del Signore, e continuerò a condivi-
Dio, e attività musicali. derla con gli altri.
Con lo sguardo
rivolto al futu-
ro, in questo
nuovo decen-
nio.INCHIESTA
MONDO CANOSSIANO
20vita
più
INTRODUZIONE ALL’INCHIESTA
IL VOLTO. LA PROFEZIA.
Qual è il volto della famiglia canossia- Quale vino nuovo emerge per il futuro?
na che si appresta a varcare la grande Con quale sguardo affrontiamo questo
soglia del XVII Capitolo Generale d’I- nuovo decennio, gli anni Venti del se-
stituto, da cui emergeranno la Madre colo Duemila? (E non dimentichiamolo:
Generale e il Consiglio che ci guideran- non si mette vino nuovo in otri vec-
no nei prossimi anni? Quali occhi, quale chi…)
respiro, quale sorriso, quale ascolto?
Sono questi gli interrogativi che ab-
biamo approfondito nell’Inchiesta sul
mondo canossiano di questo numero di
LA FRATERNITÀ. VitaPiù. Per raccogliere spunti e rifles-
Come la dimensione interculturale in- sioni emersi dal cammino di ascolto in
terroga il nostro vivere fraterno? Come questi mesi. E continuare a camminare, 21
aprirsi all’incontro con persone e cultu- insieme.
re diverse dalle nostre origini diventa
un’occasione di crescita, personale e
comunitaria? Come lo stare dentro un
mondo sempre più “meticcio” ci chiama
a rinnovare lo slancio missionario e la
vocazione “ad gentes” in ogni luogo e in
ogni ministerialità? di Paolo Bovio
IL VOLTO PAG 22 LA FRATERNITÀ PAG 24
LA PROFEZIA PAG 26INCHIESTA
MONDO CANOSSIANO
IL VOLTO
Donne della Parola che amano senza misura
A
lla vigilia del XVII Capitolo Ge- alle parole dell’altro, al suo esprimer-
nerale, qual è il volto oggi incar- si. La scelta di avvicinarsi al Capitolo
nato dalle Figlie della Carità Ca- Generale chiedendo alle sorelle di tutte
nossiane? Chiedercelo oggi – dopo oltre le Comunità, Province e Delegazioni di
un anno di cammino di ascolto che ha offrire le proprie esperienze e riflessioni
coinvolto tutta la famiglia canossiana per tracciare insieme la rotta è il segno
– significa lasciarci provocare dai ric- di un Istituto che intende camminare
chissimi spunti di riflessione e proposta in uno stile di sempre maggiore condi-
emersi in questo entusiasmante per- visione e corresponsabilità. Dove anche
corso. quello della
Migliaia leadership
di voci, è un mini-
come stero, più
migliaia che un ruo-
di piccoli lo; un pren-
colpi di dersi cura,
pennello e non solo
22 che – una respon-
ciascuno sabilità.
nella
sua uni- Così non ci
cità – si stupisce che
lasciano il secondo
lavorare dettaglio
da un che attira
Artista sapiente, da Colui che ogni gior- la nostra attenzione sia il…naso. Un
no fa danzare pennello e colori per cre- naso capace di respirare profonda-
are un ritratto unico, carico di bellezza mente, come profondo è il respiro della
e di luce. preghiera. Una preghiera che le sorelle
in tutto il mondo riconoscono essere il
Proviamo a osservarlo. vero ossigeno che accende la vita. Per-
sonale e comunitaria. Un ossigeno che
Il primo dettaglio che ci colpisce sono… riempie i polmoni della spiritualità e
le orecchie. Sì, perché in questo inten- torna all’esterno come amore e servizio
so anno di preparazione la famiglia al prossimo. Ma perché questo respiro
canossiana si è esercitata soprattutto possa dare ritmo alla vita, occorre che
nell’arte dell’ascolto. Mettersi in ascolto non si lasci soffocare dalle corse quoti-
è sempre, soprattutto, un atto di liber- diane, che alla preghiera siano lasciati
tà. Perché chi ascolta si mette in gioco, tempi e spazi adeguati, che possa cre-
si mette in discussione: lascia spazio scere e fortificarsi. Così che anche l’ariavita
più
23
intorno abbia un profumo sempre più Fratelli e sorelle a cui la bocca pro-
canossiano. clamerà la buona notizia, porterà una
parola di consolazione, farà conoscere
Come sono gli occhi di questo volto? Gesù. Non solo con le parole, certa-
Sono occhi ben aperti: sono rivolti all’al- mente. Con la vita tutta. E anche con il
tro, guardano il mondo con sguardo silenzio: una bocca pronta a tacere per
puro, ne sanno cogliere la bellezza, an- accogliere una confidenza, per lasciare
che quella nascosta in ciò che è piccolo che l’altro sia altro. E pronta, sempre,
e umile. E non hanno paura di rivolger- ad aprirsi al sorriso e alla gioia.
si anche verso quei luoghi dove la luce
non arriva. Verso quelle situazioni dove Guardando ancora questo volto, siamo
c’è dolore, solitudine, ingiustizia. Per colpiti dalla bellezza della sua pelle:
questo sono occhi velati, talvolta, da che non è di nessun colore, perché è di
qualche lacrima: perché non distolgono tutti i colori. Perché il volto della fami-
lo sguardo da chi soffre, sono pronti a glia canossiana è il volto delle sorelle
raggiungerlo, a orientare il passo in e delle comunità, degli allievi e dei col-
direzioni dei fratelli che si sentono soli, laboratori, dei familiari e degli amici.
lasciati indietro. Un volto sempre più compiutamente
interculturale.INCHIESTA
MONDO CANOSSIANO
LA FRATERNITÀ
L’incontro fraterno nella dimensione dell’intercultura
L
a dimensione della fraternità è si intreccia inevitabilmente con quella
da sempre al centro della vita, interculturale. Se il volto delle Figlie
della spiritualità e del carisma della Carità, nel 2020, è un volto sem-
della famiglia canossiana. Sorelle che pre più colorato, anche le nostre comu-
cercano il Signore nell’incontro con il nità lo saranno. Lo sono già.
povero, con i giovani, con le famiglie. Non è una questione che riguarda solo
Per le strade del mondo, tra le aule di la famiglia canossiana, naturalmente.
una scuola o il cortile di un oratorio, Tutto il mondo – sempre più in movi-
alle porte della parrocchia o nei corridoi mento, sempre più “meticcio” – è attra-
di un ospedale. Sorelle che si radicano versato da un vero e proprio fermento
nella preghiera, coltivano spiritualità e interculturale. Che, come in tutti i mo-
pensiero, spezzano il pane. Sorelle che menti di dinamismo, porta con sé anche
condividono il quotidiano, le sue luci tensioni e interrogativi. Quello che ci
e le sue fatiche. Sorelle che vivono la possiamo chiedere è: esiste uno specifi-
comunità come il luogo dove i talenti di co dello stile canossiano con cui vivere
ciascuna fanno brillare le speranze di al meglio l’interculturalità?
24 tutto il gruppo, dove i sogni diventano Un dato appare certo: le sorelle canos-
progetti, missione, mani che si intrec- siane considerano l’interculturalità
ciano, passi che vanno lontano. E dove come un valore, una peculiarità del
le differenze diventano ricchezza. Vangelo stesso. E, per questo, perfetta-
All’inizio di questo nuovo decennio, la mente risonante con l’identità profon-
dimensione comunitaria e fraterna oggi da dell’Istituto, che è internazionale
e aperto al
mondo. Non
solo. L’inter-
culturalità
vissuta come
fonte di
ricchezza e
di crescita,
personale e
comunitaria,
può essere
letta come
parte inte-
grante del
carisma, delvita
più
25
DNA canossiano. E può diventare una formarsi a un orizzonte permanente
spinta decisiva per rilanciare la nostra di interculturalità, dotandosi – per-
missionarietà. sonalmente e comunitariamente – di
Questo slancio di fraternità intercultu- strumenti adeguati, tempi di scambio
rale ci spinge in due direzioni. e conoscenza, momenti che entrano nel
In una prospettiva interna, dobbiamo quotidiano e momenti distesi, di vera e
accogliere con gioia la crescita di co- propria immersione.
munità canossiane sempre più inter- E poi l’esterno, l’apertura al mondo.
culturali. Che crescono in un clima di Un mondo, abbiamo detto, sempre più
accoglienza, libertà e condivisione dei interculturale e animato dal continuo
valori, usi e costumi di cui ogni sorella incontro di popoli e culture. Dentro cui
è portatrice. Un clima di famiglia! Tutto la vocazione “ad gentes” è chiamata a
questo è un traguardo che può essere ridestarsi: un richiamo forte a vivere
conquistato, però, soltanto superando la dimensione in ogni ministerialità,
atteggiamenti di precomprensione e lasciarsi incontrare per incontrare tutti
chiusura, ed dando invece espressione con cuore accogliente, generoso, capace
all’apprezzamento e al rispetto delle di fare spazio all’altro per camminare
differenze. Le chiavi sono il dialogo, insieme.
una comunicazione più inclusiva, e
la formazione. Sì, perché è necessarioINCHIESTA
MONDO CANOSSIANO
LA PROFEZIA
Il vino nuovo che emerge per il futuro
Q
uale è lo sguardo con cui ci rivol- sioni – la possibilità di vivere l’intercul-
giamo al futuro che si apre da- turalità come incontro e non come scon-
vanti a noi, a questi anni Venti tro, la fraternità come via possibile,
del ventunesimo secolo? l’apertura al fratello, il prendersi cura
delle fragilità rappresentano realmente
È uno sguardo di apertura e di fiducia. una via e un linguaggio capace di par-
Guardiamo al futuro non come una lare al mondo. E di parlare canossiano!
minaccia, non come qualcosa che ci
incute timore. Siamo realisti, certo. Quel “si tratta di più”, formidabile in-
Sappiamo di abitare tempi incerti, tuizione di una donna veneta e interna-
pieni di interrogativi. Non smettiamo zionale vissuta a cavallo tra Settecento
di farci provocare dall’insegnamento di e Ottocento – anch’esso non un periodo
Papa Francesco,
che ci ha
insegnato che non
stiamo vivendo
un’epoca di
26 cambiamento, ma
un cambiamento
d’epoca. Ma al
fondo di tutto c’è,
roccia solida, una
grande fiducia.
È fiducia nell’u-
manità. È fiducia
nella possibilità di
essere fedeli al carisma canossiano in di cambiamenti, ma un vero e proprio
modo creativo, perfettamente contem- cambiamento d’epoca – ci spinge in
poraneo. Come sorelle di un mondo at- avanti. Ci spinge ad osare.
traversato da contraddizioni e fatiche,
ma anche ricco di talenti, connessioni, Ci ha spinto ad osare l’ascolto, con un
speranze. cammino partecipato di condivisione
di avvicinamento al Capitolo Generale
È la grande fiducia che la dimensione mai sperimentato prima. Un cammino
interculturale – quella che più di tutte che ha mostrato quanto le sorelle, le
ci chiama a una riconfigurazione, a comunità, le province e delegazioni, le
un lavoro personale e comunitario di regioni, l’istituto tutto siano disponibili
conversione – sia in se stessa profetica. al confronto, al mettersi in gioco e in di-
Perché in uno scenario come quello di scussione. E questa qualità dell’ascolto
oggi – caratterizzato troppo spesso da è certamente un’esperienza che potrà
paure, chiusure, frammentazioni e divi- portare ancora molto frutto e germina-Puoi anche leggere