Diritto d'autore e copyright - CISL FP

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FEBBRAIO 2019

Diritto d’autore
  e copyright
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Sommario

           EDITORIALE			                          03                                CONSULENZA FISCALE                    18

           PEOPLE			 04                                                             VIAGGI		          		19

           NEWS 			07                                                               CULTURA           		20

           CISL PUBBL IMPIEGO		                   16

Mensile | Febbraio 2019, n. 24                 Direttore responsabile                          Redazione
                                               Corrado Tiberti                                 Rufo, Menelao, Montanaro, Santulli,
Il Previdente è una testata di libera in-      Struttura aziendale Cisl Inps                   Petrucci, Riccardi, Nicastro, De Angelis,
formazione senza fini di lucro e conse-                                                        Cenci, Petri, Luise, Marino, Favaloro,
guentemente le collaborazioni sono             Capo redattore                                  Curatolo, Verini, Severini, Lapiccirella
fornite assolutamente a titolo gratuito.       Alessandro Terradura
                                                                                               Hanno collaborato
Se vuoi collaborare con la redazione e         Vice Capo redattore                             Patrizia D’Attanasio, Milena Vittucci,
rendere sempre più ricchi i contenuti e        Massimo Raffaele Favoloro,                      Francesca Caracò, Guido Bachetti,
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inviaci articoli, segnalazioni e note per la                                                   Petrucci, Asiman Asidov.
eventuale pubblicazione.                       Responsabile settore cultura
                                               Carlo Marino                                    Foto
                                                                                               Foto di copertina: Celebrazione
Redazione                                                                                      dei Novanta anni dei Patti Lateranensi
Via Ciro il Grande 21                                                                          (foto Courtesy Carlo Marino)
00144 ROMA
ilprevidente.redazione@yahoo.com
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E
                                  EDITORIALE
                                di ALESSANDRO TERRADURA

Per la prima volta in Italia, Facebook è stata condannata dal tribunale di Roma per violazione
    del diritto d’autore e per diffamazione, illeciti commessi ospitando link non autorizzati
                              sulle pagine della propria piattaforma.

Mediaset avviò la causa contro la piattaforma di social networking, un contenzioso dal valore
  economico modesto ma cruciale nei principi che intendeva tutelare e dai risvolti delicati
   per il precedente che crea. Si tratta di una svolta nella giurisprudenza italiana a tutela
                              del copyright, del diritto d’autore.

  Con sentenza n. 3512/2019 del tribunale di Roma, i giudici hanno condannato Facebook
      sia per diffamazione sia per violazione del diritto di autore. È il primo caso in Italia
 in cui si riconosce giuridicamente la responsabilità di un social network per una violazione
     avvenuta anche solo attraverso il cosiddetto ‘linking’, ovvero la pubblicazione di link
 a pagine esterne alla propria piattaforma, recependo l’ormai consolidata giurisprudenza
                         europea in materia di violazioni del copyright.

     È auspicabile che la direttiva europea sul diritto d’autore nel digitale venga, quindi,
    approvata per dare un quadro definitivo alla difesa dei contenuti, frutto dell’ingegno
                                 e della creatività degli editori.

     Il dibattito politico è incandescente, e molti governi hanno presentato la loro ricetta.

                 Questo mese parliamo di copyright e non solo.

                                                             • Cisl Funzione Pubblica • Febbraio 2019, n. 24   3
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PEOPLE

CELEBRATI
A ROMA
I 90 ANNI
DEI PATTI
LATERANENSI
di CARLO MARINO

      Il 14 febbraio sono stati celebrati all’Ambasciata Italiana
       presso la Santa Sede i Novanta anni dei Patti Lateranensi,
      alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,
      del Cardinale Segretario di Stato Parolin e delle più alte cariche
      istituzionali italiane e vaticane.

C
             on la firma dei Patti Lateranensi, accordi stipulati nel 1929      esecutivo con la l. n. 121/1985) e un successivo Protocollo del 1984 (reso
             e resi esecutivi con la l. n. 810/1929, si volle porre fine alla   esecutivo con la l. n. 206/1985). Il nuovo Concordato, pur abolendo
             cosiddetta questione romana, ossia al conflitto nato tra           una serie di privilegi della Chiesa cattolica incompatibili con uno Stato
             Stato e Chiesa sulla supremazia e governo della città di           laico e pluralista (in primis, non viene più riprodotta la previsione della
Roma. Numerose furono le polemiche di quanti considerarono tali                 religione cattolica come «sola religione dello Stato»), ne garantisce, nel
accordi incostituzionali. Infatti, la Costituzione repubblicana, accanto        contempo, gli spazi di libertà (ad esempio, in ambito scolastico). I Patti
all’affermazione per cui «lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel     presero il nome del palazzo di San Giovanni in Laterano, dove furono
proprio ordine, indipendenti e sovrani» (art. 7, co. 1, Cost.; Laicità dello    firmati gli accordi. I Patti furono firmati dal cardinale Segretario di Stato
Stato) ha espressamente richiamato i Patti lateranensi all’art. 7, co. 2,       Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e Benito Mussolini, capo del
Cost., prevedendo, inoltre, che una loro modificazione, accettata da            Fascismo, come primo ministro italiano. I Patti si dividono in tre diversi
entrambe le parti, non avrebbe richiesto il ricorso al procedimento             documenti: un Trattato, una Convenzione finanziaria ed un Concordato.
di revisione costituzionale. A tale proposito, i giuristi si sono divisi        Otre a mettere fine alla questione romana, che dal 1870 aveva causato
sul fatto se la loro menzione abbia comportato una pura e semplice              non pochi disagi alla città di Roma, con questi accordi Mussolini mirava
costituzionalizzazione dei Patti lateranensi del 1929, ovvero del c.d.          ad allargare il consenso del popolo, mentre la Chiesa riuscì a legittimare
principio concordatario o di quello c.d. pattizio. E fu per tale motivo         la propria indipendenza e libertà autoritaria all’interno del nascente
che con il Governo Craxi si stipulò un nuovo Concordato nel 1984 (reso          Stato Città del Vaticano.

 Approfondimenti:
   VIDEO DELLA GIORNATA             https://www.youtube.com/watch?v=rKyoYlugiGw&t=10s
   TESTO INTEGRALE 		http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/
                      rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html

                                                                                                                             (foto Courtesy Carlo Marino)

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 SANITÀ
Soluzioni digitali integrate
per facilitare il colloquio
tra cittadini ed operatori sanitari
di PATRIZIA D’ATTANASIO

L
           a capacità di informare e comunicare in ambito sanita-           so-paziente, basato su servizi accessibili e innovativi, per esempio
           rio è un fattore fondamentale. In questo settore, adottare       relativi alla prenotazione e gestione di appuntamenti e visite, ai
           tecnologie, che migliorano la comunicazione e la colla-          sistemi di telemedicina e assistenza da remoto o d’integrazione
           borazione tra operatori sanitari e pazienti è un passo es-       dati e automatizzazione dei percorsi di cura. Nei processi interni
senziale e necessario per facilitare l’accesso ai servizi e al percorso     superare la logica di duplicazione di sforzi amministrativi e spreco
di assistenza, rafforzare la qualità della vita e l’efficacia delle cure,   di risorse, alleggerendo con l’automazione il tempo impiegato per
ridurre i costi e aumentare l’efficienza. Quali sono le soluzioni digi-     eseguire attività ripetitive e di routine può consentire agli operatori
tali idonee a favorire un salto di qualità nel sistema sanitario? Sicu-     sanitari di focalizzare tempistica d’intervento ed attenzione nelle
ramente quelle basate sulla parola d’ordine “integrazione” tra dati,        attività professionali prioritarie.
persone, processi e strumenti, che dialogano con esiti sia esterni
che interni. Indispensabile per il miglioramento del rapporto tra           Nel Rapporto di coordinamento di Finanza pubblica 2018 della
cittadini-pazienti ed operatori-enti sanitari è l’offerta di un percor-     Corte dei Conti la spesa pubblica sanitaria è registrata a 113,6 mld,

                                                                                       • Cisl Funzione Pubblica • Febbraio 2019, n. 24         5
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corrispondente al 6.6% del PIL, che arriva all’8,9% aggiungendo il         Ma come colmare lo spazio tra bisogni e risorse?
privato, con una spesa pro capite di 3.391 dollari, sotto la media
Ocse di 4.003 dollari insieme a Spagna, i paesi dell’Est, Sud Ameri-       Il rinnovamento organizzativo e tecnologico, l’empowerment cioè
ca, Nuova Zelanda ed Israele. Le risorse pubbliche disponibili sono        la consapevolezza del cittadino-paziente, lo sviluppo di nuove
limitate e la spesa sanitaria italiana è tra le più basse d’Europa.        competenze tra gli operatori sanitari, l’utilizzo di Telemedicina, Big
I cittadini italiani godono di un’aspettativa di vita elevata, equiva-     Data Analytics, Cartella Clinica Elettronica, accesso al Fascicolo
lente a 83,3 anni (81 anni per gli uomini e 85,6 per le donne), che        Sanitario Elettronico, App per il monitoraggio della salute e comu-
presenta nel prolungamento degli anni da vivere effetti e con-             nicazioni con il proprio medico, apprendimento on the job anche
seguenze per l’insorgenza di eventuali limitazioni nelle attività          per nuove figure professionali come il leader dell’Innovazione in
a partire dai 65 anni d’età: tra gli uomini 10,4 anni (appena sopra        Sanità sono soluzioni per la presa in carico e la continuità di cura.
la media UE28) e le donne 10,1 anni (in linea con la media UE28)           D’altra parte c’è una crescita del 2% della spesa per la Sanità Digi-
“Health ata Glance: Europe 2018”–OCSE. Nei prossimi anni l’invec-          tale, che si attesta su 1,3 mld di euro, 8 cittadini su 10 non usano
chiamento demografico e l’aumento della speranza di vita faranno           ancora i servizi sanitari via web e la maggior parte delle persone
ulteriormente crescere la domanda di cura. L’esiguità di risorse del       preferisce rivolgersi di persona per consulto medico 86%, paga-
SSN, l’incremento della domanda di cura per la longevità e la cri-         mento prestazioni 83% e ritiro referti 80%. Solo il 15% comunica
si economica possono incidere sull’accesso alle prestazioni con la         per email con il medico, il 13% via sms e il 12% con WhatsApp. I
conseguente riduzione della qualità dei servizi ed il rischio di acuire    medici sono più digitalizzati: email utilizzata dal 77% di specialisti e
diseguaglianze sociali e territoriali.                                     83% medici di famiglia, rispettivamente il 52% e 63% WhatsApp per
                                                                           scambio dati, immagini diagnostiche ed informazioni (Osservatorio
                                                                           ICT in Sanità del PoliMi2018).

Ma quali sono le opportunità di diagnosi e cura e cosa ne pen-             Al centro di questa sfida di cambiamento sono le Aziende Sanitarie,
sano al riguardo gli italiani?                                             fulcro del SSN, sulle quali si concentrano le attese dei cittadini per
                                                                           ottenere risposta alla domanda di salute.
Dal 52° Rapporto CENSIS emerge questa rilevazione statistica: il
54,7% degli italiani pensa che in Italia non si abbiano le stesse op-      L’Azienda Sanitaria dei prossimi anni quindi dovrà rispondere ai
portunità (58,3% dei residenti al Nord-Est, 53,9% al Sud, 54,1% al         nuovi bisogni di cura di pazienti cronici e alle modalità ed esigenze
Centro e 53,3% al Nord-Ovest); il 62,3% è soddisfatto del Servizio         dei cittadini “digitali”, confrontarsi con il mercato accedendo alle
sanitario della propria Regione (77% Nord-Ovest,79,4% al Nord-Est,         migliori capacità innovative, collocarsi in un sistema di governance
61,8% al Centro,40,6% al Sud e nelle isole). Il tracciato, da attuare      collaborativo sia regionale che nazionale, adottare un approccio
per trovare soluzioni all’emergenza e adeguarsi ai cambiamenti per         multidisciplinare, che gestisca aspetti di tipo organizzativo, tecno-
assolvere le necessità e le richieste dell’utenza, è orientato all’inno-   logico, culturale, giuridico e clinico.
vazione.

                Le malattie rare incidono per cento milioni all’anno
                sulla Sanità e la previdenza pubblica

                È quanto emerge da un’analisi sui costi sociali delle malattie rare, presentata al Montecitorio Mee-
                ting Center di Roma. La ricerca è stata condotta dall’ Economic Evaluation and HTA del Ceis (Centre for
                Economic and International Studies) della Facoltà di Economia dell’Universita’ degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
                Per approfondire gli aspetti dell’analisi è stato organizzato un workshop - “Dalla parte degli invisibili. Le malattie rare
                tra tutele e sostenibilità” organizzato dal network PreSa Prevenzione e Salute. La ricerca, coordinata dal Prof. Francesco
                Saverio Mennini, researcher director Eehta del Ceis, ha preso in analisi 23 malattie rare e 7 tumori rari, avvalendosi della
                banca dati Inps. Nel periodo considerato (2009-2015) è stata stimata una spesa di circa 600 mln di euro, una media di
                100 mln ogni anno. Il gruppo di malattie rare ha determinato, per gli assegni ordinari d’invalidita’, riconosciuti ai lavora-
                tori con un grado d’invalidita’ tra il 67% e il 99%, un costo medio annuo di 13,5 milioni di euro; con un incremento medio
                annuo di costi del 6,7%. (ITALPRESS)- 21-Feb-19 15:30

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NEWS

SULLE NUOVE REGOLE UE
SUL COPYRIGHT NELL’ERA DIGITALE
C’È UN ACCORDO          di CARLO MARINO

L
          a riforma del copyright è stata proposta nel 2016 dall’al-        YouTube, Facebook e Google News sono tra le aziende più diretta-
          lora Commissario europeo per l’agenda digitale dell’UE            mente interessate da tale legislazione. Al momento, le società di
          Günther Oettinger ed è stata concepita per adattare la            internet sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con
          legge sul copyright all’era digitale. Per mesi si sono susse-     i titolari dei diritti, in quanto non sono ritenute responsabili dei con-
guiti dibattiti, soprattutto in Germania. Le associazioni di lobbying       tenuti che i loro utenti caricano. Sono soltanto obbligate a rimuo-
hanno messo in guardia contro la censura, contro la fine di Internet        vere i contenuti che violano i diritti su richiesta degli autori. Tale
e contro la fine della stampa indipendente. Google e Wikipedia si           situazione, nondimeno, costituisce un onere per gli autori e non
sono schierate pubblicamente contro parti della riforma.                    garantisce loro un reddito equo. L’introduzione della responsabilità
                                                                            per le società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti
Il Copyright stabilisce una riserva del diritto d’autore, che viene         (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori
esplicitamente dichiarata dall’editore o dall’autore stesso, anche          di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza giusti, con una
con la semplice apposizione del caratteristico simbolo ©, in ogni           remunerazione più equa per l’utilizzo delle loro opere sfruttate in
sua pubblicazione, per evitare riproduzioni non autorizzate dell’o-         forma digitale. La regola generale dell’accordo è che la condivisione
pera.                                                                       di frammenti di articoli non sarà soggetta al diritto d’autore. Tutta-
                                                                            via, l’accordo contiene anche misure per evitare che gli aggregatori
Nei sistemi giuridici anglosassoni il termine sta ad indicare il diritto
                                                                            di notizie abusino di tale licenza. Il cosiddetto “snippet” potrà quindi
di utilizzazione di un’opera dell’ingegno, così come nella legislazio-
                                                                            continuare ad apparire nel newsfeed di Google News, ad esempio,
ne italiana avviene per il diritto d’autore. Secondo la legge statuni-
                                                                            o ad essere condiviso su Facebook, a condizione che il testo sia
tense, per esempio, per poter godere negli USA del diritto d’autore
                                                                            “molto breve”.
occorre che la pubblicazione, oltre che essere depositata, faccia
esplicita menzione della riserva del diritto stesso (con la formula         Il caricamento di opere protette a scopo di citazione, critica, recen-
copyright seguita dalla data dalla quale si intende esercitare il di-       sione, caricatura o parodia è protetto, assicurando che meme e GIF
ritto).                                                                     continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme
                                                                            online.
Nel mese di febbraio 2019 è stato raggiunto un accordo tra i ne-
goziatori del Parlamento europeo e del Consiglio che punta a ga-            I co-legislatori si sono inoltre impegnati a garantire che Internet ri-
rantire che i diritti e gli obblighi derivati dal copyright si applichino   manga uno spazio di libera espressione. I frammenti degli articoli di
anche a Internet.                                                           cronaca potranno così continuare ad essere condivisi senza violare
                                                                            il diritto d’autore, così come le GIF e i meme. L’accordo dovrà esse-
http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2014_2019/plmrep/
                                                                            re approvato dai rappresentanti del Consiglio, dalla commissione
COMMITTEES/CJ24/DT/2019/02-20/1098862FR.pdf
                                                                            parlamentare per gli affari giuridici e dalla plenaria del Parlamento.

                                                                                        • Cisl Funzione Pubblica • Febbraio 2019, n. 24          7
Diritto d'autore e copyright - CISL FP
NEWS

La nuova direttiva sul copyright ha l’obiettivo di aggiornare le regole      definita dai contrari, e sostengono che aiuterebbe gli editori tute-
sul diritto d’autore nell’Unione Europea, ferme al 2001 quando In-           lando al tempo stesso i cittadini e il loro diritto a essere informati.
ternet era una cosa piuttosto diversa rispetto a oggi. L’iniziativa ha
il pregio di volere armonizzare le leggi nei singoli stati sul copyright,    In un’alleanza piuttosto insolita, contro l’articolo 11 ci sono sia le
fornendo basi comuni più chiare sulle quali ogni stato può poi ela-          grandi piattaforme come Google e Facebook sia le organizzazioni
borare i proprio regolamenti. Il problema è che diversi articoli della       per la tutela della libertà su Internet, a partire dall’Electronic Fron-
direttiva sono scritti in modo vago, cosa che potrebbe lasciare spazi        tier Foundation, di norma sfavorevoli alle grandi aziende online.
a interpretazioni più o meno creative da parte degli stati membri,           Google e gli altri non vogliono essere indotti a pagare per le ante-
rendendo più difficile il processo di armonizzazione. Il dibattito si è      prime, anche perché essendone i principali utilizzatori dovrebbero
fatto incandescente soprattutto su due articoli, l’11 e il 13, che per       sborsare molto denaro creando precedenti per il resto del mondo.
alcuni potrebbero avere conseguenze pericolose per la libera cir-            Essendo molto ricca e potente, Google non avrebbe problemi a pa-
colazione delle informazioni online, mentre per altri sarebbero la           gare per le anteprime, le aziende più piccole e le startup potrebbero
giusta soluzione per tutelare i produttori di contenuti come editori         invece fare fatica.
e case discografiche.
                                                                             Se da un lato è vero che Google e Facebook sono i due principali
http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2014_2019/pl-                         punti di accesso ai siti d’informazione, dall’altro è altrettanto vero
mrep/AUTRES_INSTITUTIONS/COMM/COM/2019/02-20/COM_                            che in questi anni le piattaforme hanno ampiamente sfruttato la
COM20150634_FR.pdf                                                           grande quantità di articoli e contenuti offerti dai giornali per i loro
                                                                             servizi online, sui quali guadagnano grandi cifre grazie alla pubbli-
Uno degli obiettivi della nuova direttiva sul copyright è il tentativo       cità. In molti casi agli utenti bastano le anteprime degli articoli vi-
di equilibrare meglio il rapporto tra le piattaforme online, quali Go-       ste nel Newsfeed su Facebook o nella sezione Notizie di Google, e
ogle, Facebook e Microsoft, e gli editori, i cui contenuti sono sfrut-       non si avventurano nemmeno sulle pagine cui linkano riferimento
tati dalle prime all’interno dei loro servizi. Si tratta di un problema      per approfondire e leggere l’articolo integralmente. Molto traffico
controverso e annoso: da un lato ci sono gli editori che imputano ai         rimane quindi sulle piattaforme, cosa che incentiva chi vuole farsi
social network e motori di ricerca la colpa dell’utilizzo dei loro con-      pubblicità a mettere gli annunci direttamente su Facebook e Go-
tenuti, per esempio le anteprime degli articoli, senza offrire in cam-       ogle, dove la resa è maggiore rispetto a quella dei siti dei giornali.
bio nessuna forma di compensazione economica. Le piattaforme, a              Il sistema delle compensazioni appoggiato da molti editori ha l’a-
loro volta, sostengono di fare già gli interessi degli editori, visto che    spetto di un escamotage che non affronta i problemi strutturali e i
il loro traffico arriva in buona parte dalle anteprime pubblicate sui        temi di sostenibilità di un settore in difficoltà, e che ha fatto fatica
social network, oppure dalle pagine dei risultati dei motori di ricer-       ad aggiornare i suoi modelli di business.
ca. Un editore, comunque, può sempre scegliere di farsi escludere
dai risultati di Google, per esempio, se non vuole siano sfruttati i         L’altro articolo molto discusso della direttiva europea sul copyright
suoi contenuti. Comunque la futura direttiva sul copyright sembra            è il 13, ed è quello che ha destato le maggiori apprensioni per la
essere a favore degli editori.                                               libera circolazione dei contenuti. Esso contempla l’esercizio di una
                                                                             sorta di controllo da parte delle piattaforme online su ciò che viene
L’articolo 11 sostiene che ogni stato membro deve assicurarsi che            caricato dai loro utenti, in modo da escludere la pubblicazione di
gli editori dei siti di notizie ricevano una “consona ed equa remune-        contenuti protetti dal copyright e sui quali non si detengono diritti.
razione” per l’uso dei loro materiali da parte dei “fornitori di servizi     Il sistema dovrebbe più o meno funzionare come “Content ID”, la
nella società dell’informazione”, cioè da parte delle piattaforme.           tecnologia utilizzata da YouTube proprio per scludere il caricamen-
Il testo è stato cambiato e integrato a fine giugno per chiarire che         to di video che infrangano il copyright. In tal modo il caricamento
riguarda in particolar modo le piattaforme e che sono esclusi gli            potrebbe essere bloccato ancora prima della diffusione di un video,
utilizzi privati dei link e il loro uso non commerciale, come avvie-         di un file musicale o di altri contenuti, scongiurando la violazione
ne nel caso di Wikipedia e degli altri progetti “wiki” di conoscenza         del diritto d’autore.
condivisa. I chiarimenti sono serviti per evitare che si mantenessero
formulazioni troppo vaghe nell’articolo 11, che avrebbero potuto             Gran parte delle più importanti etichette musicali e delle case di
portare a interpretazioni creative da parte dei singoli stati membri,        produzione cinematografica sono favorevoli all’art. 13, che potreb-
con rischi per la libera circolazione delle informazioni online.             be permettere la riduzione della diffusione della pirateria che com-
                                                                             promette i loro affari.
Le proposte contenute nell’articolo 11 sono naturalmente ben vi-
ste dalla maggior parte dei gruppi editoriali, che devono fare i conti
con la crisi del loro settore e le difficoltà a portare avanti proget-
ti redditizi di informazione online. Le cospicue quantità di denaro
che le piattaforme potrebbero ricevere ogni anno consentirebbero
di compensare le perdite, rendendo più sostenibili i loro modelli di
business. Le modifiche all’articolo 11 hanno anche portato a chiari-
re che i link inseriti negli articoli e nei testi sono esclusi dal sistema
delle compensazioni, e che la direttiva non avrà effetti retroattivi. I
promotori della legge, a cominciare da Axel Voss (CDU / Partito Po-
polare Europeo), negano che introduca una “link tax”, come è stata

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Diritto d'autore e copyright - CISL FP
NEWS

LA DIRETTIVA SUL COPYRIGHT,
ED IN PARTICOLARE LA QUESTIONE DEL “VALUE GAP”

(ART.13 ) riguarda la modificazione di una sorta di vuoto legisla-          Parlamento Europeo, Axel Voss (CDU), “La protezione del copyright
tivo utilizzato da un determinato tipo di business concernente i            digitale mette fine al selvaggio West su Internet, dove fino ad oggi i ti-
servizi online che si rifiuta di offrire una licenza equa per contenuti     tolari dei diritti sono spesso in situazione di debolezza, mentre adesso
creativi (musica, software, foto, film, giochi, libri, e-book, TV ecc. ).   possiamo essere all’altezza delle nuove realtà e modelli di business
La questione risale all’epoca dell’introduzione della direttiva sul         dell’era digitale”. In Germania la Bundesverband Deutscher Zeitun-
commercio elettronico che stabilì l’assenza di responsabilità per           gsverleger (BDZV- L’Associazione degli editori tedeschi di giornali)
gli intermediari neutrali e passivi (ovvero le telecommunications           e La Verband Deutscher Zeitschriftenverleger (VDZ- l’Associazione
company dell’epoca) rispetto ai contenuti scambiati dagli utenti.           degli editori tedeschi di riviste) hanno accolto positivamente l’ac-
Purtroppo in tale vuoto normativo hanno prosperato anche piat-              cordo. Le imprese che abbiano un’attività inferiore a tre anni, con
taforme UUC (user upload content) quali YouTube, che tutto sono             un fatturato annuo inferiore a 10 milioni di euro e meno di cinque
tranne che neutrali e passive. Il Value Gap continua a generare             milioni di utenti al mese, sarebbero esentate dall’articolo 13. Il
danni ed uno squilibrio di mercato vasto e strutturale (YouTube             Parlamento aveva effettivamente chiesto eccezioni per tutte le so-
paga 20 volte meno di Spotify per utente all’anno, situazione esa-          cietà fino a un fatturato annuo di 20 milioni di euro. Le start-up e le
sperata dal fatto che YouTube ha 2 miliardi di utenti, mentre Spoti-        piccole imprese in tal modo dovrebbero essere protette. L’accor-
fy ha 70 milioni di abbonati paganti). Si tratta oggi della questione       do prevede attualmente che i motori di ricerca di notizie possano
numero uno per le industrie culturali e creative in Europa.                 continuare a visualizzare collegamenti ipertestuali, parole singole e
                                                                            stralci di testo molto brevi.
Critiche, tra l’altro, sono arrivate dal Max Planck Institute, in Germa-
nia, secondo i cui esperti l’articolo 13 potrebbe minacciare le libertà     Sarà vietato pubblicare titoli o frasi intere.
di espressione e d’informazione contenute nella Convenzione euro-
pea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. Per il negoziatore del

 LEGGE SUL COPYRIGHT
Primi passi verso la protezione
della creatività europea
di MILENA VITUCCI

D
              opo la burrascosa parentesi che aveva coinvolto Goo-          Wikipedia, invece, avrebbe reagito alla “manovra d’assalto” oscu-
              gle News, lo scorso gennaio, con la minaccia di voler         rando alcune delle sue pagine ed anche Youtube, lo scorso ottobre,
              lasciare l'Europa davanti alla tanto temuta quanto atte-      avrebbe pesantemente criticato la legge: la piattaforma sembre-
              sa legge sul copyright, l’accordo sulla direttiva, ad oggi,   rebbe penalizzata, in particolar modo, dal tanto discusso articolo
sembrerebbe essere stato raggiunto a livello europeo, nonostante            13 e sarebbe tenuta a siglare intese con artisti e editori. I nuovi ac-
la manovra di arresto dell’Italia. La nuova normativa concedereb-           cordi raggiunti pochi giorni fa dal Parlamento Europeo, dopo una
be, agli editori, il diritto di richiedere delle somme di denaro per i      diatriba durata circa tre anni, garantirebbero maggiori diritti ed una
contenuti pubblicati sulle grandi piattaforme. Tale legge, però, sem-       remunerazione più equa a giornalisti, artisti, autori e editori, nei
brerebbe esser stata fatta appositamente su misura per i “grandi”:          confronti delle grandi piattaforme online come Google, Facebook
a pagarne le spese, infatti, sarebbero soprattutto le piccole azien-        o Youtube. Il Presidente dell’europarlamento Antonio Tajani, soddi-
de. Le nuove decisioni, dunque, mirano a spingere le grandi piat-           sfatto, si è così esposto in merito alla questione: "Con l'accordo ap-
taforme ad accettare soltanto i contenuti prodotti da un ristretto          pena raggiunto sulla direttiva del copyright proteggiamo la creativi-
gruppo di grandi aziende. Di lasciare l’Europa, però, non se ne è           tà europea. Musicisti, attori, scrittori, giornalisti, audiovisivi, avranno
più parlato per Google News, che è attualmente tenuto a conclu-             diritto a una giusta remunerazione anche dai giganti del web" (vedi
dere accordi relativi alla questione licenze: la mossa sarebbe stata        https://www.repubblica.it/economia/2019/02/13/news/copyri-
troppo azzardata perché avrebbe potuto drasticamente impatta-               ght_accordo_ue-219066270 ).
re sul traffico ed avrebbe potuto dare mano libera a concorrenti
come Apple News o ad altri canali social (vedi https://www.start-
mag.it/innovazione/riforma-europea-copyright-google).

                                                                                        • Cisl Funzione Pubblica • Febbraio 2019, n. 24           9
Diritto d'autore e copyright - CISL FP
NEWS

 IL NUOVO COPYRIGHT
Differenze con diritto d’autore, le novità,
copyright e privacy
 di FRANCESCA CARACÒ

Al centro delle polemiche                                                    nente della legge nel guidare le decisioni della magistratura che
                                                                             deve applicarla. Pertanto, la fonte primaria del diritto è la legge.
gli artt. 11 e 16 della Direttiva,
al di là dei fronti del “no” e del “si”                                      Nella fattispecie, la Legge 633 del 22 Aprile 1941 regola e protegge
                                                                             il diritto d’autore La norma tutela i frutti dell’attività intellettuale e
questo articolo vuole evidenziare                                            consente all’autore e ai suoi eredi di ricevere i compensi attraverso
le novità e le differenze                                                    la vendita di copie o l’utilizzo delle opere stesse. L’autore, inoltre,
                                                                             può rivendicare la paternità, disponendone in via esclusiva: può de-
dal punto di vista giuridico.                                                cidere se pubblicare o meno, può opporsi ad ogni modifica che altri
                                                                             vogliano apportarvi. Se vi sono più autori tutti si dividono i compen-

S
                                                                             si e tutti possono intervenire sulle decisioni sopra esposte.
           penta l’eco dell’emanazione del GDPR privacy, il 12 set-
                                                                             L’articolo 2 della legge 633/1941 elenca le opere protette
           tembre 2018 il Parlamento Europeo ha votato a favore
                                                                             (N.d.R.: dal sito Normattiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri):
           della nuova Direttiva Europea sul Copyright, in una nuo-
           va versione rispetto a quella bocciata a luglio dello stesso      1) le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religio-
anno. Il testo dell’europarlamentare tedesco Axel Voss ha riscosso               se, tanto se in forma scritta quanto se orale;
438 voti favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti. Non si tratta però
                                                                             2) le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere
del testo legislativo finale, perché questo vedrà la sua defini-
                                                                                 drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé
zione solo al termine dei negoziati tra Parlamento, Consiglio
                                                                                 opera originale;
e Commissione Ue. Il testo della proposta è stato modificato.
Prima di affrontare le correzioni al testo dobbiamo capire quali             3) le opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la
sono le differenze sostanziali fra copyright e diritto di autore, infatti,       traccia per iscritto o altrimenti;
impropriamente le due fattispecie vengono usate come sinonimi.               4) le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della
In Italia, vige il diritto di origine romana, che in Europa è denomi-            incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;
nato Civil Law, si basa sul diritto codificato, tende a tutelare i diritti   5) i disegni e le opere dell’architettura;
sia sotto il profilo legislativo-parlamentare che sotto l’aspetto della
                                                                             6) le opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempreché
funzione giurisdizionale. Questo modello riconosce il ruolo premi-
                                                                                 non si tratti di semplice documentazione protetta ai sensi delle

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NEWS

  norme del capo quinto del titolo secondo.                                   una licenza e di essere remunerati per la diffusione online delle loro
7) le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analo-           opere, il che potrebbe mettere a rischio lo sviluppo della creatività
    go a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice         europea e la produzione di contenuti creativi. Occorre perciò garanti-
    fotografia protetta ai sensi delle norme del capo V del titolo II.        re che gli autori e i titolari di diritti ricevano una quota equa del valore
                                                                              generato dall’utilizzo delle loro opere e di altro materiale.
8) i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché
                                                                              Inoltre, si spiega che sono state contemplate misure volte a mi-
    originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore. Re-
                                                                              gliorare la posizione dei titolari di diritti all’atto della negoziazione
    stano esclusi dalla tutela accordata dalla presente legge le idee
                                                                              e della remunerazione per lo sfruttamento dei contenuti di loro
    e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un pro-
                                                                              proprietà da parte di servizi online che danno accesso a contenu-
    gramma, compresi quelli alla base delle sue interfacce. Il termine
                                                                              ti caricati dagli utenti. È prevista un’equa ripartizione del valore
    programma comprende anche il materiale preparatorio per la
                                                                              per garantire la sostenibilità del settore dell’editoria giornalistica.
    progettazione del programma stesso.
                                                                              Quindi, gli editori di giornali, vedono l’introduzione di un nuovo
9) Le banche di dati di cui al secondo comma dell’articolo 1, inte-          diritto che mira a facilitare la concessione di licenze online per le
    se come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti si-         pubblicazioni, il recupero dell’investimento e il rispetto dei diritti. Il
    stematicamente o metodicamente disposti ed individualmente                legislatore ha affrontato anche la questione dell’attuale incertezza
    accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo. La tutela         giuridica quanto alla possibilità per tutti gli editori di ricevere una
    delle banche di dati non si estende al loro contenuto e lascia im-        quota del compenso previsto per l’utilizzo di opere in virtù di un’ec-
    pregiudicati diritti esistenti su tale contenuto.                         cezione. Infine, ha previsto misure volte a migliorare la trasparenza
10) Le opere del disegno industriale che presentino di per sé carat-         e ad instaurare rapporti contrattuali più equilibrati tra gli autori e gli
     tere creativo e valore artistico.                                        artisti (interpreti o esecutori) e coloro cui essi cedono i loro diritti. Il
                                                                              legislatore europeo ha voluto garantire il buon funzionamento del
Nei Paesi anglosassoni (Gran Bretagna – Stati Uniti), invece vige
                                                                              mercato per il diritto d’autore, ottenendo un impatto positivo sulla
la Common Law, che costruisce il diritto sulle sentenze giurispru-
                                                                              produzione e sulla disponibilità di contenuti, nonché sul pluralismo
denziali, si è sviluppato infatti nelle Corti Regie di giustizia, gli stes-
                                                                              dei mezzi di comunicazione, il che, in definitiva, andrà a beneficio
si giudici, basandosi sulle sentenze del passato, attraverso le loro
                                                                              dei consumatori.
pronunce, creano ed evolvono il diritto, ponendo quindi vincoli alle
                                                                              Gli articoli 11 e 13 sono i più controversi della Direttiva e sono stati
sentenze future.
                                                                              approvati con modifiche. L’articolo 11 va contro gli interessi dei gi-
L’istituto del Copyright vede la sua origine nel XVI secolo, con lo           ganti dei social media, quali Google, Facebook, YouTube, Microsoft
Statuto della Regina Anna, è stato introdotto con l’invenzione della          ecc. Infatti, la proposta di riforma, denominata “Link Tax”, vuole ri-
stampa. Il cui significato sostanziale del Copyright è il “diritto di co-     solvere l’annosa problematica del compenso per le pubblicazioni
pia”, diritto dell’editore.                                                   degli editori su queste piattaforme e propone per loro compensi
                                                                              più consoni ed equi. Inoltre i colossi del web diventano responsabili
                                                                              delle violazioni sul diritto d’autore e dei contenuti da loro ospitati.
                                                                              Le PMI, piccole piattaforme sono escluse dal campo di applicazione
LE NOVITÀ DELLA DIRETTIVA                                                     della direttiva, così pure Wikipedia, piattaforma dedicata alla cono-
La relazione della Direttiva Europea sul Copyright presenta le mo-            scenza condivisa, i cui link hanno un utilizzo non commerciale, ne
tivazioni che hanno spinto il Parlamento Europeo a formulare una              è esente.
nuova regolamentazione su questa materia controversa. Da un lato              Altro articolo discusso, denominato “bavaglio del web”, si riferisce al
si vuole continuare a tutelare il diritto di autore, dall’altro sorgono       controllo che i giganti possono esercitare sui contenuti caricati da-
nuovi diritti: quelli degli utenti delle tecnologie digitali che con la       gli utenti escludendo la pubblicazione di quelli protetti dal Copyri-
loro evoluzione hanno “cambiato il modo in cui le opere e altro ma-           ght, sul quale gli stessi utenti non possiedono il diritto d’autore. Su
teriale protetto sono creati, prodotti, distribuiti e sfruttati Sono emersi   questo si è pronunciato anche il Garante Privacy, Antonello Soro,
nuovi usi, nuovi attori e nuovi modelli di business. Nell’ambiente di-        esprimendo il suo timore che “il testo della riforma Ue rischia di affi-
gitale gli utilizzi transfrontalieri sono inoltre aumentati e, per i con-     dare ai gestori delle piattaforme social il rubinetto dell’informazione,
sumatori, si sono aperte nuove opportunità di accesso a contenuti             cambiando così la natura di Internet”.
protetti dal diritto d’autore. Sebbene gli obiettivi e i principi stabiliti   Dal punto di vista del GDPR privacy, è da notare che l’articolo 13
dal quadro UE in materia di diritto d’autore rimangano tuttora va-            prevede un divieto di identificazione, infatti, è previsto che nel caso
lidi, occorre adattarsi a queste nuove realtà. Un intervento a livello        in cui i titolari dei diritti non desiderano concludere accordi di licenza,
dell’UE si rende necessario anche per evitare una frammentazione              i prestatori di servizi di condivisione di contenuti online e i titolari dei
del mercato interno”.                                                         diritti cooperano in buona fede per garantire che non siano dispo-
È stato ritenuto necessario quindi assorbire le differenze tra i diver-       nibili nei loro servizi opere o altro materiale protetti non autorizzati.
si regimi nazionali del diritto di autore e aggiornare in un quadro           La cooperazione tra i prestatori di servizi di condivisione di contenuti
normativo più moderno e più europeo tale diritto. La Relazione                online e i titolari dei diritti non comporta l’indisponibilità delle opere
continua evidenziando che “L’evoluzione delle tecnologie digitali ha          o di altro materiale protetti che non violano il diritto d’autore o i diritti
fatto emergere nuovi modelli di business e ha rafforzato il ruolo di          connessi, compresi quelli coperti da un’eccezione o limitazione ai di-
Internet quale principale mercato per la distribuzione e l’accesso ai         ritti d’autore. Tale cooperazione non comporta l’identificazione
contenuti protetti dal diritto d’autore. Nel nuovo contesto i titolari di     dei singoli utenti o il trattamento dei loro dati personali.
diritti incontrano difficoltà nel momento in cui cercano di concedere

                                                                                          • Cisl Funzione Pubblica • Febbraio 2019, n. 24             11
NEWS

Dall’analisi del documento P8_TA-PROV(2018)0337 - Il diritto d’autore nel mercato unico digitale ***I “Emendamenti
del Parlamento europeo, approvati il 12 settembre 2018, alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (COM(2016)0593 – C8-0383/2016 – 2016/0280(COD))1”
gli emendamenti che hanno apportato le modifiche all’articolo 11 sono il 151, 152, 153, 154 e 155.

IN GRASSETTO LE NOVITÀ

ART. 11.                                                Per quanto riguarda l’art. 13 gli emenda-       soggetti a verifica umana. I titolari dei
Protezione delle pubblicazioni di carat-                menti sono il 156, 157,158, 159, 160 e 161.     diritti giustificano ragionevolmente le
tere giornalistico in caso di utilizzo digi-                                                            loro decisioni onde evitare che i reclami
tale:                                                                                                   siano rigettati arbitrariamente. Inoltre,
                                                                                                        conformemente alla direttiva 95/46/CE,
1. Gli Stati membri riconoscono agli editori            ART. 13.                                        alla direttiva 2002/58/CE e al regolamen-
di giornali i diritti di cui all’art. 2 e all’art. 3,   Utilizzo di contenuti protetti da parte         to generale sulla protezione dei dati, la
paragrafo 2, della Direttiva 2001/29/CE di              di prestatori di servizi di condivisione        cooperazione non comporta l’identifica-
modo che gli editori possano ottenere                   di contenuti online che memorizzano e           zione dei singoli utenti o il trattamento
una remunerazione equa e proporziona-                   danno accesso a grandi quantità di ope-         dei loro dati personali. Gli Stati membri
ta per l’utilizzo digitale delle loro pubblica-         re e altro materiale caricati dagli utenti      provvedono altresì a che gli utenti pos-
zioni di carattere giornalistico da parte dei           1. Fatti salvi l’articolo 3, paragrafi 1 e 2,   sano adire un organismo indipendente
prestatori di servizi della società dell’in-            della direttiva 2001/29/CE, i prestatori di     per la risoluzione di controversie, oltre
formazione.                                             servizi di condivisione di contenuti onli-      al giudice o un’altra autorità giudiziaria
1.bis I diritti di cui al paragrafo 1 non               ne svolgono un atto di comunicazione al         competente, per far valere l’applicazio-
impediscono l’uso legittimo privato e                   pubblico. Essi concludono pertanto accor-       ne di un’eccezione o di una limitazione
non commerciale delle pubblicazioni di                  di equi e adeguati di licenza con i titolari    alla normativa sul diritto d’autore.
carattere giornalistico da parte dei sin-               dei diritti.                                    3. A decorrere dal [data di entrata in vi-
goli utenti.                                            2. Gli accordi di licenza conclusi dai pre-     gore della presente direttiva], la Com-
2. I diritti di cui al paragrafo 1 non modifi-          statori di servizi di condivisione di con-      missione e gli Stati membri organizza-
cano e non pregiudicano in alcun modo                   tenuti online con titolari dei diritti degli    no dialoghi tra le parti interessate per
quelli previsti dal diritto dell’Unione per gli         atti di comunicazione di cui al paragrafo       armonizzare e definire le migliori prassi
autori e gli altri titolari di diritti relativamen-     1 disciplinano la responsabilità per le         e definire orientamenti per garantire il
te ad opere e altro materiale inclusi in una            opere caricate dagli utenti di tali servizi     funzionamento degli accordi di licenza
pubblicazione di carattere giornalistico. Essi          di condivisione di contenuti online con-        e la cooperazione tra i prestatori di ser-
non possono essere invocati contro tali au-             formemente alle condizioni enunciate            vizi di condivisione dei contenuti online
tori e altri titolari di diritti e, in particolare      nell’accordo di licenza, purché detti           e i titolari dei diritti per l’utilizzo delle
non possono privarli del diritto di sfruttare           utenti non perseguano scopi commer-             loro opere o di altro materiale ai sensi
le loro opere e altro materiale in modo in-             ciali.                                          della presente direttiva. Nel definire le
dipendente dalla pubblicazione di carattere             2 bis. Gli Stati membri dispongono che          migliori prassi, si tiene conto in partico-
giornalistico in cui sono inclusi.                      se i titolari dei diritti non desiderano        lare dei diritti fondamentali, del ricorso
2 bis. I diritti di cui al paragrafo 1 non              concludere accordi di licenza, i prestato-      ad eccezioni e limitazioni, garantendo
si estendono ai semplici collegamenti                   ri di servizi di condivisione di contenuti      che l’onere gravante sulle PMI rimanga
ipertestuali accompagnati da singole                    online e i titolari dei diritti cooperano in    adeguato e che sia evitato il blocco au-
parole.                                                 buona fede per garantire che non siano          tomatico dei contenuti.
3. Gli articoli da 5 a 8 della direttiva 2001/29/       disponibili nei loro servizi opere o altro      L’iter della proposta non è finito qui, il Par-
CE e la direttiva 2012/28/UE si applicano,              materiale protetti non autorizzati. La          lamento Europeo ha dato via libera affinché
mutatis mutandis, ai diritti di cui al paragra-         cooperazione tra i prestatori di servizi        il Consiglio e la Commissione UE adoperino
fo 1.                                                   di condivisione di contenuti online e i ti-     tutte le trattative necessarie per addiveni-
                                                        tolari dei diritti non comporta l’indispo-      re alla definizione del testo definitivo, che
4. I diritti di cui al paragrafo 1 scadono 5
                                                        nibilità delle opere o di altro materiale       metta d’accordo il Parlamento Europeo e
anni dopo l’uscita della pubblicazione di
                                                        protetti che non violano il diritto d’au-       il Consiglio. Tale testo sarà poi votato in
carattere giornalistico. Tale termine è cal-
                                                        tore o i diritti connessi, compresi quelli      seduta plenaria dal Parlamento Europeo.
colato a decorrere dal 1° gennaio dell’anno
                                                        coperti da un’eccezione o limitazione ai        A questo punto gli Stati membri avranno
successivo alla data di pubblicazione. I di-
                                                        diritti d’autore.                               l’obbligo, a scanso di procedura d’infrazio-
ritti di cui al paragrafo 1 non si applicano
                                                        2 ter. Gli Stati membri provvedono a che        ne, di recepire la Direttiva, ma proprio per
con effetto retroattivo.
                                                        i prestatori di servizi di condivisione di      la diversificazione del loro ordinamento, di
4 bis. Gli Stati membri provvedono a che                                                                cui sopra detto, potrebbero apportare delle
gli autori ricevano una quota adeguata                  contenuti online di cui al paragrafo 1
                                                        istituiscano meccanismi di reclamo e            modifiche da discutere, pertanto, come per
dei proventi supplementari percepiti da-                                                                il GDPR privacy, dovremo aspettare diversi
gli editori per l’utilizzo di pubblicazioni             ricorso celeri ed efficaci a disposizione
                                                        degli utenti qualora la cooperazione            mesi prima che possa essere promulgata
di carattere giornalistico da parte dei                                                                 definitivamente sia la Direttiva che la Legge
prestatori di servizi della società dell’in-            di cui al paragrafo 2 bis conduca alla
                                                        rimozione ingiustificata dei loro conte-        di recepimento.
formazione.
                                                        nuti. I reclami presentati a norma di tali
                                                        meccanismi sono trattati senza indugi e

  12                           • Cisl Funzione Pubblica • Febbraio 2019, n. 24
NEWS

Indice di percezione
della corruzione 2018:
Italia al 53° posto
nel mondo

di GIANFRANCO NITTI
(giornalista Stampa Estera)

L’Indice di Percezione della Corruzione 2018 (CPI) appena                  DOVE BISOGNA MIGLIORARE
pubblicato da Transparency International vede l’Italia al 53° posto
                                                                           “Alti livelli di corruzione e scarsa trasparenza di chi gestisce la cosa
nel mondo con un punteggio di 52 punti su 100, di due punti
                                                                           pubblica, conflitti di interesse tra finanza, politica, affari e istituzioni,
migliore rispetto all’anno precedente. Si conferma il trend in lenta
                                                                           rappresentano una minaccia alla stabilità e al buon funzionamento
crescita del nostro Paese nella classifica globale e in quella europea,
                                                                           di un Paese. Le istituzioni, sia nazionali che europee, devono per prima
dove ci stiamo gradualmente allontanando dagli ultimi posti.
                                                                           cosa riacquistare la fiducia dei cittadini, mostrandosi trasparenti,
 “Il CPI ci dice che, con fatica e lentamente, la reputazione del nostro
                                                                           credibili e inattaccabili sul piano dell’integrità” ha sottolineato Davide
Paese sta migliorando. Siamo sulla strada giusta ma non dobbiamo
                                                                           Del Monte, direttore di Transparency International Italia “Le nuove
assolutamente accontentarci” ha dichiarato Virginio Carnevali,
                                                                           norme sul finanziamento alla politica vanno in questa direzione ma,
Presidente di Transparency International Italia “C’è ancora molto
                                                                           senza regole sulla trasparenza di chi cerca di influenzare la decisioni
da fare, a partire dall’implementazione della recentissima legge
                                                                           pubbliche e quindi delle attività di lobbying, non potranno mai essere
anticorruzione, una legge che andrà valutata sulla sua capacità di
                                                                           pienamente efficaci. Ci auguriamo quindi che il governo intervenga
incidere concretamente nel Paese”.
                                                                           al più presto anche su questo tema”.
I risultati sono stati commentati nel corso dell’evento di
presentazione che svoltosi a Roma, presso la sede dell’Autorità            I risultati, le grafiche e i materiali
Nazionale Anticorruzione. Sono intervenuti alla presentazione il           di approfondimento sono disponibili sul sito
Presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali,       www.transparency.it/indice-percezione-corruzione.
il Presidente di ANAC, Raffaele Cantone, e la Presidente della
Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Giulia Sarti.             A PROPOSITO DELL’INDICE
                                                                           DI PERCEZIONE DELLA CORRUZIONE
I RISULTATI 2018                                                           Fin dalle sue origini nel 1995, l’Indice di Percezione della
Il CPI 2018 si basa su 13 sondaggi e valutazioni di esperti sulla          Corruzione (Corruption Perceptions Index – CPI) è la più importante
corruzione nel settore pubblico, ognuno dei quali assegna un               pubblicazione di Transparency International ed è diventato
punteggio da 0 (altamente corrotto) a 100 (per niente corrotto). I         l’indicatore globale più noto della corruzione nel settore pubblico.
risultati completi sono disponibili qui https://www.transparency.          L’Indice offre una fotografia del livello di corruzione percepita
it/indice-percezione-corruzione/ . Oltre due terzi dei Paesi analizzati    nei Paesi che classifica a livello globale. Nel 2012, Transparency
ha un punteggio inferiore a 50. Dal 2012 solo 20 Paesi hanno visto         International ha rivisto la metodologia utilizzata nella costruzione
migliorare in maniera significativa il loro punteggio e tra questi vi è    dell’Indice per permettere la comparazione dei punteggi di anno
l’Italia con uno degli incrementi maggiori (+10 punti). Sono invece 16     in anno. Transparency International Italia è il capitolo italiano di
i Paesi che hanno subito un forte peggioramento, tra cui l’Australia,      Transparency International l’organizzazione non governativa leader
l’Ungheria e la Turchia. Danimarca, Nuova Zelanda e Finlandia sono         nel mondo nella lotta alla corruzione.
anche quest’anno in cima alla classifica,con rispettivamente 88, 87
e 85 punti. Nessuna sorpresa anche nelle parti basse del ranking:          Per gli ultimi aggiornamenti:
Somalia, Sud Sudan e Siria si posizionano agli ultimi posti con            Twitter: twitter.com/transparency_it | Facebook: www.facebook.
rispettivamente 10, 13 e 13 punti. L’area dell’Europa occidentale e        com/TransparencyItalia | YouTube: www.youtube.com/
dei Paesi dell’Unione Europea è quella che ha il punteggio medio           TransparencyItalia | www.transparency.it
più elevato (66 punti), mentre la regione dell’Africa sub-sahariana
(con 32 punti) e dell’Europa dell’est e Asia Centrale (con 35) sono le
aree con il punteggio medio più basso.

                                                                                        • Cisl Funzione Pubblica • Febbraio 2019, n. 24            13
NEWS

  ITALY’S
  MIGRANT TAX                                     di CARLO MARINO

I
      taly has decided, from the 1st of January 2019, Law                 Romania is confirmed at the top of the list of countries that re-
      no.23.10.2018, n. 119, to tax all transfers of money to countries   ceived money flows from Italy. The Romanian community in
      outside the European Union with a rate of 1.5%. According           the Peninsula has sent home about 708 million euros. These re-
      to the Italian government the taxable earnings are financial        mittances will not be taxed because Romania is part of the EU.
flows generated in Italy that are transferred abroad. The opinion         In second place is Bangladesh with 532 million euros, while the
of the government is that it is right this money is spent in Italy and    third position is held by the Philippines with 325 million euros.
that, in case it is transferred abroad, it is correct to tax it . There   There is also a strong risk that with this tax will increase the illegal
are also other wealthy countries with large numbers of migrants           remittances made through informal channels that are beyond any
which are considering to tax outgoing money transfers in order to         control.
increase their revenue and to discourage illegal immigration. These
                                                                          http://blogs.worldbank.org/peoplemove/why-taxing-remittanc-
countries include: Saudi Arabia, Bahrain, the United Arab Emirates,
                                                                          es-bad-idea
the United States, Kuwait and Oman. In the United States, Oklaho-
ma already taxes remittances up to $ 5 for the first $ 500 and 1%         In 2016, remittances from migrant workers to developing coun-
beyond; two other states, Georgia and Iowa, are considering taxes         tries in the world reached $ 440 billion, more than three times the
that could have a wider scope, since they would not only concern          amount of official development assistance. For many countries,
remittances but also other forms of transfer.                             these money transfers are the main source of foreign exchange. In
                                                                          India and Mexico, they exceed foreign direct investment. In Egypt,
The total volume of remittances from Italy in 2017 has to some ex-
                                                                          they exceed the revenues of the Suez Canal. And in Pakistan, they
tent exceeded 5 billion euros. The italian new tax could bring about
                                                                          exceed the country’s international reserves.
€ 60 million a year into the Italian public coffers but this amount
will not ameliorate the precarious Italian public finances. In fact,      Since migrant incomes have in principle already been taxed in the
this would be 0.004% of GDP in 2017. Or again 0.0034% of the Ital-        country of origin, the taxation of remittances is similar to a dou-
ian public debt (October 2018).                                           ble taxation for taxable migrants. And since these money transfers
                                                                          are generally intended for the poor families of migrant workers
On the other hand, it will further penalize the cost of remittances,
                                                                          who have stayed in the country, they are the ones who will bear
already quite high. The law is going to damage migrant workers, a
                                                                          the burden of the taxes in the end. A remittance tax will increase
very fragile population, and their families living in generally poor
                                                                          the cost of these transactions, which goes completely against the
countries that depend on the regular transfer of remittances for
                                                                          G20’s commitments as well as the Sustainable Development Goal
their livelihoods. Poor migrant workers are generally very sensitive
                                                                          of reducing the costs of remittances. Taxation of remittances would
to the cost of remittances. A tax on remittances will divert these
                                                                          have an impact on the volume of activity of service providers in the
flows into informal and unregulated channels. This law reducing
                                                                          sector, which would result in a reduction in the taxes paid by them.
tax revenues, increasing tax administration costs encourages the
                                                                          A tax on remittances could push also expatriate entrepreneurs and
use of informal financial channels, thus increasing security risks.
                                                                          employees to turn to other countries where taxes are lower.

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NEWS

 AZERBAIJAN
 Commemorates 27th anniversary
 of Khojaly massacre
di ASIMAN ASADOV
Special Correspondent of Azerbaijan in Italy

K
            hojaly genocide, which was committed by the Arme-          ture, the Armenians wanted to wipe out the ancient settlements
            nians in the Azerbaijani town of Khojaly on the night of   of the Azerbaijanis because being an ancient land, Khojaly differed
            25-26 February 1992, is considered one of the gravest      from other areas with its historic and cultural monuments. With
            crimes against humanity in the late 20th century.          the population of more than 7,000 Azerbaijanis, Khojaly was the
                                                                       largest and ancient residential area (926 square km) surrounded
On the night of 25-26 February 1992, the Armenian armed forces
                                                                       by villages inhabited by the Armenians. The ancient monuments in
surrounded Khojaly with tanks and armored carriers and infantry
                                                                       the town had survived to modern time.
units. Armed with state-of-the-art weapons, the Armenians razed
Khojaly to the ground. The town was destroyed and burned by mil-       When the Armenian armed forces massacred innocent people in
itary hardware, and its civilians were killed with extreme cruelty.    Khojaly helped by the Soviet Union`s 366th motor rifle regiment in
Most of them were beheaded, had their eyes gouged out, skinned,        February 1992, in order to cover their tracks, they resorted to extreme
and burned alive.                                                      brutality, destroying Khojaly monuments, which had been of unique
                                                                       importance to both the people of Azerbaijan and entire humanity.
Official figures prove that as a result of the genocidal act in Kho-
                                                                       Khojaly does not differ from horrific tragedies of Katyn, Lidice,
jaly 613 people were killed, including 106 women, 63 children and
                                                                       Oradour-sur-Glane, Holocaust, Songmy, Rwanda and Srebrenica,
70 elderly. As a result of the massacre, 8 families were completely
                                                                       which are etched on the minds of people forever. These atrocities
annihilated, 56 people were tortured to death, 27 families had only
                                                                       went down in the history of wars as genocides of civilians that
one surviving member, 25 children lost both parents, 130 children
                                                                       shook the world.
lost one parent, 230 families lost the breadwinner, 487 people be-
came disabled, including 76 minors, 1,275 people were taken hos-
tage, 1,165 people were released from captivity, fate of 150 people
is still unknown.
By committing genocide in Khojaly with extreme cruelty and tor-

                                                                                  • Cisl Funzione Pubblica • Febbraio 2019, n. 24        15
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