27ª EDIZIONE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA - sabato 23 e domenica 24 marzo 2019
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ESEMPI DI BENI ECCEZIONALMENTE APERTI AL PUBBLICO IN OCCASIONE DELLA 27ª EDIZIONE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 ELENCO PER REGIONI (in ordine alfabetico) ABRUZZO IN PROVINCIA DI CHIETI Il “viaggio” della memoria, dagli albori delle nuove tecnologie di trasporto Un percorso tra le “Stazioni Ferroviarie Sospese”, oggi in stato di abbandono, che fino agli anni Ottanta del Novecento hanno collegato la Val di Sangro alla costa. ARCHI (CH) FERROVIA SANGRITANA: STAZIONE DI PIANE D’ARCHI La stazione di Piane d’Archi è parte della tratta Archi-Atessa. Originariamente attivata in due tronchi tra il 1913 e il 1929, viene interrotta nel 1943 per danni di guerra e ricostruita nel 1957 per essere poi abbandonata nel 1982. Il sito conserva molti dei suoi spazi originali: sui binari sono posizionati una carrozza passeggeri del 1931 e altri treni merci d’epoca. All’interno del fabbricato destinato ai viaggiatori verrà allestita una mostra del Touring Club Italiano, con specifico riferimento alla cartellonistica stradale e ferroviaria e all’attività turistica in genere. All’esterno del complesso verranno esposti autobus, vetture sportive e biciclette d'epoca. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 CASTEL FRENTANO (CH) FERROVIA SANGRITANA: STAZIONE DI CROCETTA-CASTEL FRENTANO La stazione di Crocetta si trova nel territorio del Comune di Castel Frentano. La linea da qui si biforcava verso Guardiagrele da un lato e verso Casoli-Atessa-Castel di Sangro dall’altro. La circolazione dei treni è stata progressivamente sospesa tra il 2003 e il 2006, tanto che la linea è ancora armata, anche se in carente stato di manutenzione. All’interno del fabbricato verrà allestita una piccola esposizione di oggetti di ferrovia legati alla famiglia Primiterra, ferrovieri per tre generazioni che hanno abitato la stazione sin dalla sua costruzione. Sul piazzale esterno della stazione saranno esposti mezzi agricoli d’epoca a sottolineare la vocazione agricola della zona grazie all’Associazione Old Motors Club d'Abruzzo. Apertura: sabato, ore 10 - 13 / 15 – 18; domenica, ore 10 - 13 / 15 - 18 LANCIANO (CH) FERROVIA SANGRITANA: OFFICINE LANCIANO Una particolare valenza assume per la vicenda della Ferrovia Sangritana la presenza di un ricco archivio dichiarato di “notevole interesse storico”. Vi sono conservati disegni tecnici unici e rari su tela, carta e lucido, a partire dagli inizi del secolo XX; una collezione di cartoline d’epoca che documentano la costruzione della ferrovia (1911-1912); matrici tipografiche della linea ferroviaria degli anni Venti; oggetti di ferrovia; una piccola biblioteca di settore con documenti prodotti dalle Ferrovie dello Stato; riviste ferroviarie, documenti e oggetti che saranno in mostra nelle antiche officine in occasione delle Giornate FAI. Sui binari verrà posizionata una locomotiva a vapore Loco-Tender del 1914, con due carrozze di I e III classe insieme ad altri mezzi ferroviari d’epoca. All'esterno saranno in esposizione vetture e moto d'epoca. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 PALENA (CH) STAZIONE F.S. DI PALENA Attorno al 1880 lo Stato italiano approva la costruzione della tratta ferroviaria Sulmona-Isernia, inaugurata il 18 settembre 1897. La stazione di Palena è una delle sue fermate. Il cantiere fu molto impegnativo - dovendo attraversare un territorio prevalentemente montuoso - e fece guadagnare alla tratta l’appellativo di “Transiberiana d’Italia”: 129 km di binari, 58 gallerie e più di 100 tra viadotti e ponti. Gravemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale, riavviò l’esercizio nel 1947, fino all’11 dicembre 2011, quando il servizio ordinario venne sospeso. In occasione delle Giornate FAI sarà allestita all’interno della stazione una mostra documentale e fotografica inerente la tratta Sulmona- Carpinone. All’esterno saranno esposte vetture d’epoca dei primi anni del Novecento a cura dell’Associazione Old Cars Motor. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18
SULMONA (AQ) EREMO CELESTINIANO DI SANT'ONOFRIO AL MORRONE L'eremo, risalente al XIII secolo, è uno dei luoghi in cui visse Pietro da Morrone, il celebre papa Celestino V, che abdicò alla carica quattro mesi dopo la sua incoronazione. Arroccato su una parete rocciosa del Morrone, oasi di pace e spiritualità, ospita la grotta che fu il primo umile rifugio dell'eremita. Al suo interno i pellegrini vi compiono ancora oggi un rito antico e “apotropaico” per guarire, come vuole la tradizione, dai dolori articolari. Il luogo è normalmente chiuso al pubblico e apre solo su richiesta. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 ALANNO (PE) ORATORIO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI L'Oratorio di Santa Maria delle Grazie nasce intorno al 1498 sul luogo di un’apparizione mariana. L’interno è un trionfo di stile barocco: affreschi, statue e stucchi riferibili al milanese Donato Perada, che li terminò intorno al 1675 circa. Le pareti dell’abside recano invece affreschi attribuiti alla scuola di Andrea De Litio. Sull’altare maggiore, realizzato nel 1642, spicca l’icona della Vergine tra gli angeli e i Santi Sebastiano e Gregorio, in passato attribuita alla scuola del Pinturicchio. Attualmente in restauro, sarà eccezionalmente aperto in occasione delle Giornate di Primavera. Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 - 18 BASILICATA MATERA CENTRO DI GEODESIA SPAZIALE - ASI Per le Giornate FAI apre straordinariamente il Centro di Geodesia Spaziale di Matera, dedicato al professor Giuseppe Colombo e inaugurato nel 1983 grazie allo sforzo congiunto del Piano Spaziale Nazionale del CNR, della Regione Basilicata e della NASA. Con una struttura di oltre 5.000 metri quadrati nella quale lavorano circa 100 persone, nel centro si svolgono attività di ricerca sulla tettonica del bacino del Mediterraneo e su diversi parametri geofisici e geodinamici. La strumentazione d’avanguardia permette, inoltre, studi volti alla navigazione spaziale, all’astrometria e alla radioastronomia e lo sviluppo in campi come la robotica spaziale e le missioni interplanetarie. Apertura: sabato, ore 10.30 – 12.30. Unica visita guidata nelle due ore indicate. I visitatori dovranno essere muniti di documento di identità. LA FABBRICA DEL CARRO TRIONFALE DELLA FESTA DELLA BRUNA In occasione delle Giornate FAI i visitatori potranno eccezionalmente accedere al laboratorio artigianale dove ogni anno viene costruito il carro trionfale che percorre le vie cittadine con la statua della Madonna e di Gesù Bambino durante la Festa della Bruna, che sin dal 1389 si celebra il 2 luglio. Manufatto policromo in cartapesta posizionato su una struttura di imponenti dimensioni (12 metri di lunghezza, 3 metri di larghezza, 7 metri di altezza), il carro è ricco di statue, angeli, putti, fregi e dipinti ed è realizzato da artigiani locali su un tema religioso. Quest’anno il tema è La Fede genera cultura - San Paolo all’Areopago di Atene e gli artigiani incaricati della realizzazione del carro sono i fratelli Claudia e Raffaele Pentasuglia. La prima costruzione di un carro trionfale risale al 1690 e dal 1870 circa viene “assaltato” e distrutto alla fine della celebrazione per conservarne un cimelio quale segno di benedizione e prosperità. Come simbolo di rinascita ogni anno il carro viene ricostruito e impreziosito. Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 – 13.30 / 15 – 18.30 CALABRIA BADOLATO (CZ) Badolato fu fondato nel 1080 dal primo Duca di Calabria, Roberto il Guiscardo, come presidio tra la Serra Calabrese e il mar Jonio. Il borgo, dal tessuto urbanistico integro, con importanti monumenti visitabili durante le Giornate FAI (tra cui 11 chiese, come la Chiesa dell’Immacolata, e numerosi palazzi nobiliari, come Palazzo Caporeale, sede del Municipio), rappresenta un vero e proprio “ponte tra culture” perché racconta una storia di spopolamento cui si è reagito virtuosamente grazie all’immigrazione straniera. Colpito da 21 terremoti, ultimo dei quali nel 1947, e da una disastrosa alluvione nel 1951, il paese è stato a poco a poco abbandonato. Nel 1986 si contano solo 500 abitanti e l’amministrazione comunale “mette in vendita il paese” con una campagna mediatica provocatoria che fa il giro del mondo. Il 26 dicembre del 1997 la nave turca Ararat, che trasporta 836 tra uomini, donne e bambini provenienti dal Kurdistan, si arena sulla spiaggia di Santa Caterina allo Jonio, davanti a Badolato. I curdi vengono accolti dai badolatesi e 339 rifugiati politici vengono alloggiati in case vuote messe a disposizione da Comune e privati. Cinque giorni dopo lo sbarco i badolatesi offrono ai curdi, musulmani, la più importante chiesa del paese, San Domenico, per festeggiare il capodanno, e il paese risorge grazie agli arrivi dal mare. I curdi, infatti, lavorano alla ristrutturazione delle case, che vengono vendute ai turisti europei (tedeschi, danesi, svedesi, inglesi e gallesi) attratti dalla bellezza del borgo e dalla sua storia. Nel frattempo, la notorietà internazionale di Badolato cresce grazie alla candidatura ONU per il World Habitat Award e al cortometraggio di Wim Wenders Il Volo (2010). Oggi Badolato è definito Borgo degli artisti e degli stranieri, capitale calabrese dell’accoglienza e della valorizzazione della cultura del territorio. Tante le attività speciali durante le Giornate FAI: tra queste, per la prima volta a Badolato, presso il Municipio, la proiezione de Il Volo
di Wenders; la degustazione - sabato 23 - di cucina curda e etnica nei caratteristici catoja, un tempo magazzini di derrate alimentari nei seminterrati dei palazzi, poi abitazioni dei curdi, infine sede dei loro esercizi commerciali; le visite in lingua straniera di americani, svedesi, svizzeri e tedeschi, giunti a Badolato come turisti e divenuti “neo- badolatesi” con l’acquisto di case e il trasferimento, in alcuni casi, della residenza, che accoglieranno i visitatori in piazza Santa Maria per raccontare la loro esperienza; e ancora, la visita a cura di un’antropologa norvegese che sta svolgendo a Badolato una tesi sul modello di accoglienza del paese. Apertura: sabato 9.30 – 13; 15 – 20.30; domenica 9- 13 CAMPANIA NAPOLI La città che guarda l'acqua Durante le Giornate FAI si potrà “passeggiare” sul lungomare di Posillipo, alla scoperta di ville, palazzi e siti archeologici. VILLA DORIA D'ANGRI La dimora venne costruita nel 1830 per volere di Marcantonio VII Doria, Principe d’Angri e Duca di Eboli, che ne affidò il progetto a Bartolomeo Grasso, ingegnere civile che celebrò il rango dei Doria con un’architettura grandiosa e alla moda. Lo stile neoclassico degli esterni, come le logge in stile palladiano con colonne ioniche, e i richiami alle antichità pompeiane nelle decorazioni interne lasciano spazio all’eclettismo di gusto anglo-cinese che si esprime nel padiglione della “pagoda” affacciata sul mare, un tempo tappezzata all’interno di sete a fiori, posta ai piedi di un giardino inglese romantico di 12.000 metri quadrati. Nel 1880 il Principe Doria d’Angri ospitò in villa per otto mesi il compositore tedesco Richard Wagner, che qui compose il primo atto del Parsifal e scrisse La mia vita. Oggi proprietà dell’Università Parthenope, è sede di congressi universitari e di un Museo Navale con una collezione di modelli didattici di navi e apre al pubblico solo occasionalmente. Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 – 17 FONDAZIONE DE FELICE NEL TEATRO DI PALAZZO DONN'ANNA *Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI Palazzo Donn’Anna, icona della città di Napoli, fu costruito a partire dal 1642 per volontà di donna Anna Carafa, Principessa di Stigliano, andata in sposa nel 1636 al Duca di Medina don Ramiro Núñez de Guzmán, nominato Viceré da Filippo IV. Progettato da Cosimo Fanzago, con richiami all’architettura veneta del Cinquecento, sorge su uno scoglio tufaceo proteso sul Golfo di Napoli, ma rimase incompiuto e da allora ha assunto lo spettacolare fascino di una rovina antica fra i resti delle ville romane che caratterizzano il litorale di Posillipo. Durante le Giornate FAI è possibile visitare la Fondazione De Felice nel Teatro di Palazzo Donn’Anna, una grande sala rivolta al mare un tempo occupata da un’abitazione privata, mentre oggi ospita la fondazione culturale intitolata all’architetto Ezio De Felice, nome insigne del restauro e della museografia a livello internazionale. Apertura: sabato e domenica, ore 9 - 17 (su prenotazione) SPAZIO PRIVATO LIA RUMMA A PALAZZO DONN'ANNA * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI Raramente aperto al pubblico, lo spazio privato di Lia Rumma a Palazzo Donn’Anna è lo spettacolare appartamento che la famosa gallerista milanese di origini salernitane ha trasformato nel 2013 in una sorta di homegallery. Una casa museo con opere di grandi artisti contemporanei con cui ha lavorato, da Kiefer alla Beecroft, da Pistoletto a Kentridge. Apertura: sabato, ore 11 – 16 (su prenotazione) PARCO ARCHEOLOGICO AMBIENTALE DEL PAUSILYPON Il complesso comprende i resti archeologici monumentali della villa di Publio Vedio Pollione (I secolo a.C.) che venne qui a riposarsi dalle fatiche militari, dopo la battaglia di Azio nel 31 a.C. Pausylipon significa, infatti, “sollievo dal dolore”. La villa, poi passata alla proprietà imperiale, includeva grandi sale affrescate, un complesso termale, un ninfeo, un odeo e un teatro da 2000 posti. I resti si estendono su un promontorio panoramico, tra la Gaiola e la baia di Trentaremi, e proseguono sott’acqua nell’area marina protetta del Parco Sommerso di Gaiola, che è anche centro di ricerca e di protezione ambientale. Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 – 16.30 (su prenotazione) CRYPTA NEAPOLITANA La Crypta Neapolitana, o Grotta di Posillipo, o Grotta di Virgilio, è una galleria lunga circa 711 metri scavata nel tufo della collina di Posillipo, tra Mergellina e Fuorigrotta. L'ingresso principale della grotta si trova all'interno del Parco Virgiliano a Piedigrotta di Napoli, che conserva anche le tombe dei poeti Giacomo Leopardi e Virgilio. Narra Strabone che la grotta fu realizzata da Lucio Cocceio Aucto nel I secolo, per volere di Marco Vipsanio Agrippa, come parte di una rete di infrastrutture militari. Continuò a essere usata come infrastruttura civile fino alla fine dell’Ottocento. Apertura: sabato e domenica 9.30 – 13.30 PARCO LETTERARIO DI NISIDA * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI Normalmente chiusa al pubblico in quanto sede dell’Istituto penale minorile di Napoli, Nisida, che è un vulcano spento, custodisce un suggestivo Parco letterario, sentieri dedicati a poeti, letterati e musicisti che hanno scritto dell’isola e ne hanno cantato la bellezza e le vicende storiche. Tra questi, Omero, Cicerone, Plinio, Marziale, Beda il Venerabile,
Boccaccio, Calderon de la Barca, Dumas padre, Matilde Serao, Benedetto Croce, Berlioz e Mendelssohn. Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 - 17 POZZUOLI (NA) COMPRENSORIO OLIVETTI: UNA FABBRICA CON VISTA MARE Lo stabilimento di Pozzuoli è una “fabbrica con vista mare”. Il progetto fu affidato nel 1951 all’architetto napoletano Luigi Cosenza, cui si deve anche la costruzione del quartiere residenziale, mentre la disposizione del verde è opera di Piero Porcinai. Il tempo di costruzione dell’edificio fu breve e i lavori si conclusero nel 1954. Nel suo discorso inaugurale, l'imprenditore Adriano Olivetti così si espresse: “Di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno”. Lo stabilimento copre una superficie totale di 30.000 metri quadrati e al momento della sua apertura poté accogliere 1300 lavoratori. Oggi è normalmente chiuso al pubblico. Apertura: sabato e domenica, ore 9.30 - 17 POSITANO (SA) COMPLESSO DI SANTA MARIA ASSUNTA - VILLA ROMANA La villa romana del I secolo d.C., che aprirà durante le Giornate FAI, è stata scoperta nel 2003 a seguito di lavori nella cripta della Chiesa di Santa Maria Assunta, nel centro di Positano. I lavori di scavo, terminati nel 2017, hanno riportato alla luce gli affreschi e il loro splendido programma decorativo, frutto di uno studio attento e colto: dalla scena di Achille con il centauro Chirone alla pantera con il festone d’edera, allusivo ai riti bacchici, agli ibis, al cavallo alato Pegaso, al batacchio a protome leonina. La lussuosa residenza fu sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., la stessa che distrusse Pompei ed Ercolano. Apertura: domenica, ore 10 – 16 EMILIA ROMAGNA MODENA PALAZZO DUCALE - SEDE DELL'ACCADEMIA MILITARE DI MODENA Palazzo Ducale fu costruito a partire dal 1630 attorno a un nucleo più antico, edificato dagli Estensi nel 1288. Dopo la devoluzione di Ferrara allo Stato della Chiesa nel 1598, il duca Cesare d’Este stabilì la corte nell’antico castello duecentesco e diede inizio ad alcune opere di riqualificazione, intensificate sotto Francesco I dal 1634. Egli fece realizzare un nuovo palazzo su progetto dell’architetto Bartolomeo Avanzini, con i contributi di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Gaspare Vigarani. Tra le più prestigiose regge a livello europeo per grandezza e fasto, il Palazzo è stato sede della Corte Estense fino all'ultimo duca Francesco V d'Austria-Este (1859). Oggi ospita la prestigiosa Accademia Militare di Modena, istituto di formazione militare a carattere universitario che forma ufficiali dell'Esercito Italiano e dell'Arma dei Carabinieri. L’apertura durante le Giornate FAI di Primavera consente l’ingresso senza prenotazione, e si pone l’obiettivo di restituire l’immagine del palazzo ai tempi dei duchi estensi, includendo nel percorso il Salone d’onore, con la volta raffigurante l’eroina ariostesca Bradamante affrescata da Marcantonio Franceschini, e il Salottino Dorato, nel quale, secondo tradizione, Francesco IV d’Este firmò la condanna a morte di Ciro Menotti nel 1831. La visita renderà straordinariamente accessibili ambienti solitamente chiusi al pubblico, come la Biblioteca, un tempo appartamento dei principi, che oggi raccoglie circa 35.000 volumi. Apertura: sabato e domenica, ore 9 - 18 BOLOGNA VILLA ALDROVANDI MAZZACORATI E TEATRO SETTECENTESCO Nel 1760 il Conte Gianfrancesco Aldrovandi ereditò “il Palazzo a Camaldoli” nella campagna bolognese, dove gli Aldrovandi trascorrevano i mesi estivi. Ne progettò la ristrutturazione per farne una dimora più confortevole, affidando i lavori all’architetto Francesco Tadolini che tra il 1770 e il 1772 portò a compimento la facciata con il solenne pronao esastilo atto a sottolineare l’importanza dell’entrata principale. Il Conte realizzò nell’ala sinistra della villa un teatro stabile inaugurato il 24 settembre 1763, oggi considerato il più importante e ben conservato esempio di teatro privato in una villa settecentesca in regione. Dopo gli Aldrovandi la villa passò ai Mazzacorati, a fine Ottocento venne acquistata dalla famiglia Sarti, per passare nel 1928 ai Fasci di combattimento che la adibirono a soggiorno estivo per bambini gracili, poi trasformato in ospedale tisiatrico. Oggi di proprietà della Regione Emilia Romagna, è utilizzata dal Servizio Sanitario Regionale come Poliambulatorio. Apertura: sabato, ore 14 – 17.30; domenica, ore 9.30 – 17.30 PARMA PALAZZO DUCALE DEL GIARDINO Nel 1561 Ottavio Farnese, duca di Parma, ordinò la costruzione di questo grandioso palazzo - che divenne poi sede della corte ducale fino alla seconda metà del Seicento – al fine di dotare il ducato di Parma e Piacenza di una dimora stabile per la corte. Venne scelta un'area nei pressi di una torretta ideata dagli Sforza e il progetto fu affidato a Jacopo Barozzi detto il Vignola, che si ispirò alle dimore romane che gli stessi Farnese andavano edificando in quegli anni, tra cui il Palazzo Farnese di Roma e quello di Caprarola. Davanti al palazzo fu costruita da Giovanni Boscoli una maestosa fontana, mentre la decorazione delle sale fu affidata a vari artisti di spicco dell'epoca, come Girolamo Mirola, Jacopo
Zanguidi detto il Bertoja, Agostino Carracci, Carlo Cignani, Jan Soens, Cesare Baglioni, Giovanni Battista Trotti detto il Malosso e Luca Reti. Già all'inizio del Seicento fu modificato e ampliato da Simone Moschino e poi da Girolamo Rainaldi. Oggi sede del Comando Provinciale dei Carabinieri, è normalmente chiuso al pubblico. Apertura: sabato e domenica, ore 9 - 13 / 14.30 - 18 MONTICELLI D'ONGINA (PC) ROCCA PALLAVICINO-CASALI La rocca, una delle più imponenti opere difensive esistenti in pianura, venne fatta edificare dal marchese Rolando Pallavicino, detto il Magnifico, agli inizi del XV secolo. Di struttura quadrangolare con quattro torri circolari ai vertici, è circondata da un fossato. Dal grande cortile interno si accede, tramite uno scalone, ai piani superiori e agli ampi saloni decorati. Gioiello d’arte quattrocentesca è la cappella affrescata da Bonifacio e Benedetto Bembo, raffigurante episodi sacri e un ritratto dello stesso Carlo Pallavicino. Normalmente chiuso al pubblico, durante le Giornate FAI si visiteranno anche il piano terra e le cantine che ospitano il Museo Civico e il Museo Etnografico del Po. Apertura: sabato, ore 10 - 13 / 14.30 – 15.30; domenica, ore 10 - 13 / 15 - 18 REGGIO EMILIA UN PERCORSO MISTICO: LA CHIESA DEI SANTI GIROLAMO E VITALE Singolare costruzione del 1646 di Gaspare Vigarani, architetto e scenografo attivo anche alla corte di Luigi XIV, la Chiesa dei Santi Girolamo e Vitale racchiude al suo interno quattro edifici compenetrati tra loro e collegati da un complicato intrico di scale e corridoi. Normalmente chiuso al pubblico, la visita durante le Giornate di Primavera consentirà di esplorarne gli ambienti, come l'atrio con la Scala Santa, l'antichissimo Oratorio di San Vitale, la Rotonda dedicata ai Santi Simone e Giuda con le statue in stucco e le reliquie dei Santi, la Cripta con la riproduzione del Santo Sepolcro, realizzato secondo un disegno del confratello Patronieri al rientro da un viaggio in Terra Santa. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE CINEMA TEATRO ODEON Progettato da Ettore Gilberti e inaugurato nel 1936, costituisce l’ultimo lavoro dell’architetto, diverso dallo stile eclettico di precedenti edifici, ma vicino piuttosto al novecentismo degli anni Trenta. Il complesso è diviso in tre settori: la parte centrale comprende la struttura del cinema, le laterali hanno destinazione commerciale al pianterreno e residenziale ai piani superiori; quarto e quinto piano, residenziali, sono separati da una cornice modanata in pietra artificiale. La facciata principale è alleggerita da vetrate con struttura in pietra artificiale che danno luce all’atrio e al foyer della prima galleria. La sala cinematografica si prestava a un uso bivalente: togliendo lo schermo si usufruiva di un palcoscenico, anche se non profondo. Per ottimizzare l’acustica, le pareti furono rivestite in faesite dorata, decorata da Ugo Rossi con figure mitologiche, mentre gli ambienti sono ornati da altorilievi di Antonio Franzolini con storie di Orfeo. Oggi dismesso e inutilizzato, è normalmente chiuso al pubblico. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 TRIESTE PALAZZO GEIRINGER - PALAZZO DELLE ASSICURAZIONI GENERALI Nel 1883 la società delle Assicurazioni Generali, fondata nel 1831, commissionò all’ingegnere Eugenio Geiringer il progetto per la costruzione di un nuovo palazzo da destinare a degna sede centrale della compagnia. La costruzione dello stabile iniziò nel 1884 e terminò nel 1886. Il Palazzo delle Generali fu il primo edificio a Trieste ad avvalersi della luce elettrica per l’illuminazione degli uffici. Realizzato in stile neogreco, fu ampliato nella seconda decade del Novecento con un’ala retrostante. Nel vestibolo è collocato un grande bassorilievo bronzeo raffigurante guerrieri e vittorie alate, opera dello scultore genovese Luigi Supino. Nel 1939 Carlo Sbisà realizzò due affreschi nell’atrio del palazzo. Sede di Assicurazioni Generali, è normalmente aperto solo a dipendenti e dirigenti. Apertura: sabato, ore 10 - 18; domenica, ore 10 – 17.30 LAZIO ROMA PALAZZO DELLA CONSULTA, SEDE DELLA CORTE COSTITUZIONALE Palazzo della Consulta, in Piazza del Quirinale, di fronte alla Residenza del Presidente della Repubblica, è un palazzo patrizio cinquecentesco, poi dimora della famiglia pontificia in relazione alla vicina sede apostolica del Quirinale e – dopo un radicale rifacimento commissionato da Papa Clemente XII Corsini tra gli anni 1732 e 1737 su progetto di Ferdinando Fuga – sede di magistrature dello Stato Pontificio e poi di quello d’Italia. Dal 1955 è sede della Corte Costituzionale, organo dello Stato garante della legittimità costituzionale, ovvero della verifica di conformità alla Costituzione delle leggi e degli atti dello Stato. Durante le Giornate FAI si potranno visitare diversi ambienti del piano nobile solitamente inaccessibili, come la Sala delle Udienze, sede delle riunioni della Consulta. E ancora, la Sala del Presidente – dove si trova il calamaio in bronzo e marmo usato da Napoleone III e da Francesco Giuseppe d’Austria per firmare, nel 1859, l’armistizio di Villafranca, alla fine della Seconda Guerra di Indipendenza – e la Camera di
Consiglio, con il caminetto usato tradizionalmente per bruciare le schede per la nomina del Presidente della Consulta. Nel corso della visita gli Apprendisti Ciceroni leggeranno alcuni principi fondamentali della Costituzione, come gli articoli 8, 9 e 10, che proclamano la libertà di culto, la tutela del patrimonio artistico e architettonico, la garanzia di asilo per lo straniero (al quale nel suo paese sia impedito l’esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana). Apertura: domenica, ore 10 – 18. Il sito è aperto a tutti, con accesso prioritario per gli iscritti FAI. CHIESA DI SAN SILVESTRO AL QUIRINALE La Chiesa di San Silvestro al Quirinale, di solito aperta raramente, ha origini antichissime, tra il IX e l’XI secolo, quando era denominata in Biberatica in riferimento alla vicina via Biberatica. L'attuale denominazione è legata invece alla posizione della chiesa sul colle Quirinale. Nel 1507 papa Giulio II la concesse ai Domenicani della Congregazione di San Marco, che nel 1524 ne promossero la ricostruzione. In questa fase la chiesa fu impostata a navata unica con due cappelle per parte, la copertura a cupola e il presbiterio profondo. In questo periodo, presso la chiesa, si riunivano alcuni personaggi del mondo culturale romano – tra cui Michelangelo Buonarroti e Vittoria Colonna – in una sorta di cenacolo religioso, dove si discuteva di una riforma interna della chiesa. L'organizzatore di questo ritrovo era un frate, Lancellotto Politi da Siena. Alla fine del Cinquecento i Domenicani si trasferirono e la chiesa passò ai Teatini: a questa seconda fase risale la profonda ristrutturazione che incluse il rifacimento della facciata e le splendide decorazioni degli interni. Dopo il 1870 il convento fu sede delle Forze Armate, che tuttora lo occupano. L’interno mantiene l’armonia malgrado l’accorciamento per l’apertura di via XXIV Maggio, che ne ha alterato le proporzioni. È uno scrigno di tesori cinquecenteschi, come lo sfarzoso soffitto ligneo a lacunari dorato e dipinto con scene a rilievo. Alla fine del Cinquecento il Mascarino realizzò la Cappella Bandini; nei pennacchi della cupola ci sono tondi affrescati dal Domenichino, mentre le sculture nelle nicchie sono opera di Algardi e Mochi. Apertura: domenica, ore 10 – 18. Il sito è aperto a tutti con priorità riservata agli iscritti FAI PALAZZO FIRENZE Nel cuore di Campo Marzio si trova Palazzo Firenze, testimonianza delle trasformazioni rinascimentali della città grazie all’intervento di Bartolomeo Ammannati, che rese il palazzo tanto moderno e sontuoso da diventare la residenza dei Del Monte, del cardinale e poi granduca Ferdinando de’ Medici; successivamente proprietà dei Lorena e infine dello Stato italiano. Un delizioso giardino all’italiana punteggiato da reperti archeologici ne impreziosisce la parte più antica. Particolarmente ricca è la sala nota come Loggia del Primaticcio, affrescata da Prospero Fontana, mentre fanno da cornice il Camerino dei Continenti, aperto per l’occasione, e gli studioli affrescati da Jacopo Zucchi, al secondo piano, scrigni di tesori tra scienza e alchimia. Oggi il palazzo è sede della prestigiosa Società Dante Alighieri, faro culturale della lingua italiana in tutto il mondo, che diffonde fuori dall’Italia la conoscenza a e l’amore per la lingua e la cultura del nostro Paese. Apertura: sabato e domenica, ore 10 – 18. L’apertura di sabato è riservata agli iscritti FAI, mentre domenica il sito è aperto a tutti con priorità riservata agli iscritti FAI. PALAZZO DELLA ROVERE Affacciato un tempo su piazza Scossacavalli e oggi situato lungo via della Conciliazione, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro nel cuore dell’antico Rione Borgo, sorge Palazzo della Rovere. Costruito per volere del Cardinale Domenico della Rovere alla fine del ‘400, la sua facciata esterna è imponente, austera ed elegante e – almeno per il grande pubblico – può richiamare quella del più noto Palazzo Venezia. Internamente, un ampio cortile centrale disposto su due livelli consente l’accesso a cinque saloni disposti a ferro di cavallo che custodiscono un sorprendente ciclo pittorico del Pinturicchio. Capolavoro dell’arte rinascimentale italiana, il ciclo comprende la Sala del Gran Maestro, la Sala dei Mesi - che conserva frammenti di una rarissima rappresentazione dei mesi collegati con i miti dai quali hanno avuto origine i segni zodiacali- e lo splendido Soffitto dei Semidei, decorato da 63 formelle dipinte e dorate su pergamena e applicate in cassettoni lignei. Il soffitto restituisce un insieme fiabesco di creature mitologiche e fantastiche tratte dai bestiari e dai libri monstruorum medievali come sfingi, tritoni, satiri, sirene, centauri, rappresentazioni squisitamente profane che richiamano vari significati filosofici e morali, quasi certamente dettati dagli ambienti umanistici vicini al Cardinale. Divenuto sotto Alessandro VII Chigi residenza dei padri Gesuiti Penitenzieri, per delegazione del Vaticano il Palazzo è oggi sede dell'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Apertura: sabato e domenica, ore 10 – 18. L’apertura di sabato è riservata agli iscritti FAI, mentre domenica il sito è aperto a tutti con priorità riservata agli iscritti FAI. ISTITUTO NAZIONALE DI STUDI ROMANI La visita al complesso dell’ex Convento dei Santi Bonifacio e Alessio costituisce un’occasione speciale per ripercorrere la storia di uno dei luoghi più rappresentativi del Colle Aventino. Durante le Giornate FAI sarà possibile ripercorrere le vicende che hanno interessato questo luogo dalle prime forme architettoniche, attraverso le diverse destinazioni d’uso, fino all’inizio dell’Ottocento, quando Carlo IV Re di Spagna acquistò il convento per farne la sua residenza estiva. Nel 1925 vi venne fondato l’Istituto Nazionale di Studi Romani – costituito ente morale l’anno successivo - sorto con l’obiettivo di studiare e diffondere la storia della romanità, dalla letteratura all’archeologia, dalla storia al teatro, dall’arte alla musica. La visita consentirà di esplorare questo luogo, dal chiostro al giardino pensile affacciato sul Tevere, dalle testimonianze settecentesche fino all’appartamento regale di Carlo IV di Borbone. Apertura: sabato e domenica, ore 10 – 18. L’apertura di sabato è riservata agli iscritti FAI, mentre domenica il sito è aperto a tutti con priorità riservata agli iscritti FAI. Per tutte la aperture di Roma, in caso di grande affluenza le code potrebbero venire sospese prima dell’orario di chiusura indicato
PONTINIA (LT) PARCO DEI 5 CONTINENTI * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI Capolavoro botanico firmato da Antonio Aumenta, il Parco dei Cinque Continenti raccoglie una ricchissima collezione di piante giganti, grandiose, ma anche rare o rarissime, frutto di anni di ricerche in Italia e nel mondo. Ogni curva, ogni collina conduce all'ambiente successivo, e così il parco si snoda in un susseguirsi di paesaggi, boschetti, radure con torrenti, laghi o cascatelle, deserti, foreste, composizioni di fiori colorati e profumi esotici, che sembra non finiscano mai. Ambienti spettacolari che vantano fra le altre cose massi desertici provenienti dal Messico, sabbia e una particolare terra colorata dall’Australia. Nessuno potrebbe immaginare che celato all'interno del vivaio si nasconda un parco del genere, un giardino segreto di 16 ettari, un sogno divenuto realtà grazie alla passione, alla competenza e alla tenacia del vivaista e della sua famiglia. Trattandosi di proprietà privata, il parco è normalmente chiuso al pubblico. Apertura: sabato e domenica 9.30 – 17.30 LIGURIA LA SPEZIA La navigazione: dal passato al futuro NAVE CARLO BERGAMINI (F 590) La Nave Bergamini è stata varata il 16 luglio 2011 presso il cantiere navale di Riva Trigoso (GE). L’allestimento è stato successivamente completato nel cantiere navale del Muggiano (SP). Contraddistinta dal distintivo ottico F 590, secondo la classificazione NATO, l’Unità è stata consegnata alla Marina Militare nel luglio 2012. È una fregata di nuova generazione di tipo General Purpose (GP), caratterizzata dalla possibilità di impiego in vari contesti operativi. Ha partecipato all’operazione Mare Nostrum per contribuire alla salvaguardia della vita umana in mare e alla monitorizzazione del flusso di migranti provenienti dal Nord Africa. Il motto di Nave Bergamini, “Con forza e fedeltà”, è la traduzione in lingua italiana del latino Fortiter ac fideliter. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 NAVE ITALIA Nave Italia è un brigantino armato a goletta di 61 metri costruito nei cantieri navali Wiswa di Danzica nel 1993 per una compagnia olandese con il nome di Swan fan Makkum. Dal 19 marzo 2007 è proprietà della Fondazione Tender to Nave Italia, costituita dalla Marina Militare Italiana e dallo Yacht Club Italiano. Da allora è iscritta nei ruoli del naviglio militare italiano ed è il veliero italiano simbolo dell'impegno nel sociale della Marina Militare Italiana. Nave Italia, il più grande brigantino a vela del mondo, è il luogo dove si realizzano progetti di ricerca, educazione, formazione e terapia, oltre che la formazione di chi opera a contatto con il disagio. Un’università mobile, punto di incontro e scambio di esperienze diverse e internazionali: un ambasciatore dell’Italia educante, formativa e solidale. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 BORGIO VEREZZI (SV) LE GROTTE DI BORGIO VEREZZI Le grotte di Borgio Verezzi sono un complesso di cavità carsiche scoperte nel 1933 da tre ragazzini che, seguendo il corso di un torrente, entrarono nella prima sala della grotta, lasciandovi la data e i loro nomi scritti con il fumo di una candela. Nessuno si rese conto dell'entità della scoperta fino al 1951. Apertura: domenica, ore 10 - 13 / 14.30 – 16.30 CAPPELLA DI NOSTRA SIGNORA DEL BUON CONSIGLIO * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI La cappella fu costruita nel corso dell'Ottocento su disegno dell'artista savonese Brilla, che la rivestì con stalattiti e stalagmiti provenienti dalle grotte carsiche dei dintorni. Pareti, soffitto, altare, crocifisso e candelabri: tutto è realizzato con antiche concrezioni calcaree di ogni dimensione. Questa bizzarra e suggestiva fantasia architettonica custodisce una venerata immagine della Vergine con il Bambino di pregevole fattura. Di proprietà privata, la cappella si potrà eccezionalmente visitare in occasione delle Giornate FAI. Apertura: sabato e domenica, ore 10 – 12.30 / 14 – 17.30 BORDIGHERA (IM) VILLA GARNIER Charles Garnier, architetto dell’Opéra di Parigi, nel 1871 rimane affascinato dell’esoticità di Bordighera. Decise quindi di costruirvi una villa circondata da palme, da destinare alla villeggiatura della sua famiglia. L’edificio, terminato nel 1873, è distribuito su tre piani, con una torretta-belvedere e un’ampia terrazza. La dimora è caratterizzata dalle opere di vari artisti francesi, fra cui Meissonier, Baudry e Clarin. Il vasto parco ospita interessanti specie botaniche e una colonna del Palazzo parigino delle Tuileries. Unica proprietà immobiliare appartenuta a Garnier, oggi è chiusa al pubblico. Apertura: domenica, ore 10 - 12 / 14 - 18 (ultimo ingresso 17.30)
LOMBARDIA MELEGNANO (MI) CASTELLO Dopo essere passato nelle mani dei Visconti, degli Sforza e dei Brivio, il castello cinquecentesco, di fondazione medievale, con la creazione del marchesato di Melegnano, passa nel 1532 alla famiglia Medici di Nosigia, poi Medici di Marignano. Il primo a fregiarsi del titolo marchionale è Gian Giacomo, detto il Medeghino, che con i fratelli Agosto e Giovanni Angelo (futuro papa Pio IV) trasforma il castello in residenza signorile. I Medici di Marignano abitano il castello fino alla seconda metà del XIX secolo. Segue un periodo di decadenza e cambi d’uso: carcere, abitazioni, sede municipale, biblioteca civica. Nel 1981 è venduto dai Medici di Marignano all’Amministrazione provinciale. Nell’83 alcune sale nella parte frontale sono cedute dalla Provincia al Comune di Melegnano. Nel 1998 il Comune avvia il recupero, frutto di una sinergia di fondi pubblici e privati. Nel 2001 il castello riapre al pubblico, tuttavia rimangono ancora delle stanze da restaurare. Oltre agli ambienti della parte recuperata – dalla scala cavallara, piuttosto rara in Italia, alla Sala delle Battaglie, che celebra le guerre combattute da Gian Giacomo Medici intorno al lago di Como e Valtellina, a Musso, Chiavenna, Monguzzo, Lecco, Morbegno, Malgrate e Bellagio, fino alla Sala dell’Imperatore – sarà accessibile straordinariamente l’ala est non restaurata con la Sala di Pio IV, dall’affresco del pontefice, al secolo Giovanni Angelo Medici di Marignano, fratello del Medeghino, alla cui morte diventa feudatario di Melegnano; la Sala delle Vittorie, per il soggetto epico degli affreschi in cui, dietro le sembianze del dio Mercurio, si celano probabilmente le fattezze del Medeghino; la Sala del camino di Siena, in cui campeggia un camino monumentale istoriato con episodi della guerra contro Siena che il Medeghino vince in nome di Carlo V nel 1555; lo Scalone d’onore, riservato agli ospiti di rango e interamente affrescato. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 17 MILANO OMV SQUADRA RIALZO MILANO CENTRALE Le Officine per la Manutenzione delle Vetture – “Squadre Rialzo” in gergo ferroviario - erano destinate a provvedere alla verifica e manutenzione dei veicoli che riportassero lievi guasti. Dal primo dopoguerra le Ferrovie dello Stato diedero impulso al potenziamento di tali impianti e alla costruzione di nuovi, come accadde per la Squadra Rialzo di Milano Centrale, costruita nel 1931 nell’ambito del progetto della nuova stazione e alle opere di ammodernamento e potenziamento del nodo di Milano. Gli standard costruttivi prevedevano il meglio della tecnologia e un’organizzazione con moderni sistemi di lavorazione. Erano previsti capannoni per le lavorazioni ai veicoli, piazzali per il loro ricovero, macchine utensili per la lavorazione di legno e metalli, compressori d’aria per le lavorazioni con attrezzi pneumatici e per le prove delle apparecchiature del freno continuo, cavalletti per il sollevamento (rialzo) dei veicoli, impianti per il lavaggio e la disinfezione degli stessi. Oggi deposito vagoni per i treni storici, il luogo è chiuso al pubblico. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 17 RESIDENZA VIGNALE La dimora, costruita nel 1905 da un principe austriaco desideroso di risiedere a Milano, fu progettata dall'austriaco Adolf Loos, figura di spicco nell'architettura della Vienna fin de siècle. La facciata, di taglio semplice e pulito, coniuga elementi decorativi di gusto viennese e di liberty milanese. Ma è l’interno a riservare il vero incanto: l’atrio a doppia altezza ci accoglie con il magnifico scalone disegnato da Loos e ci introduce nei grandi saloni. Dopo la morte del principe la casa passò nelle mani di diversi proprietari, e negli anni ’50 venne sopraelevata di alcuni piani pur mantenendo intatto l'antico fascino. Dopo il restauro del 2002 prese il nome di Residenza Vignale. Attualmente apre solo in occasione di eventi privati. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 PALAZZO ISIMBARDI, SEDE DELLA CITTÀ METROPOLITANA DI MILANO Palazzo Isimbardi, che dal 1935 ospita la sede della Provincia di Milano e dal 2015 la Città Metropolitana di Milano, ha una storia molto antica. I suoi affreschi, le sale riccamente decorate, il giardino e le sue collezioni d’arte, sono la testimonianza del rimaneggiamento avvenuto nel corso dei secoli, secondo i gusti e la volontà dei proprietari che lo abitarono. La prima testimonianza risale ai Conti Taverna, che nel XVI secolo scelsero il palazzo come villa di campagna: la dimora era situata fuori dalle mura, sulla strada per Borgo Monforte, considerata il Giardino di Milano, il Viridarium. Nel Settecento la proprietà passò alla nobile famiglia Isimbardi che volle realizzare all’interno delle sale i cicli pittorici con le gesta dei propri antenati più illustri; ancora nel 1918 l’edificio fu acquistato dal ricco industriale italiano Franco Tosi. Purtroppo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale ne danneggiarono gravemente l’architettura. Oggi apre solo in alcune sale per visite guidate su appuntamento. Apertura: sabato e domenica 10 - 19 IPPODROMO SNAI SAN SIRO Inaugurato nel 1920 e costruito su progetto dell’architetto Paolo Vietti Violi, quello di San Siro è uno dei più prestigiosi palcoscenici ippici a livello internazionale nonché l’unico ippodromo al mondo dichiarato “monumento di interesse nazionale”. Il complesso, interamente realizzato in stile liberty, è composto da piste di allenamento, scuderie, box, infrastrutture e da un giardino botanico, per una superficie di circa 1.400.000 metri quadrati. Apriranno ai visitatori luoghi normalmente non accessibili al pubblico come la Palazzina del Peso, in stile Liberty, con la sala Bilancia, la sala Camino e la sala dei Proprietari da cui si apre verso la pista del galoppo l’esclusiva tribuna d’onore riservata ai proprietari dei cavalli. La Palazzina del Peso, punto focale ed esclusivo dell’impianto sportivo, è così
denominata per l'attività di pesatura che interessa il fantino e la sua sella, prima e dopo ogni corsa. Proprietari, allenatori, allevatori, fantini, commissari e giuria si ritrovano all'interno di questa struttura prima di recarsi alle tribune o alle piste. Apertura: sabato e domenica 10 – 18 BANCA D’ITALIA Costruito tra il 1907 e il 1912 in stile eclettico per volere dell’allora presidente dell’Istituto Tommaso Bertarelli, il Palazzo della Banca d’Italia svelerà spazi di solito inaccessibili al pubblico, come gli uffici della direzione e le sale di rappresentanza al primo piano. Al secondo piano apriranno la grande Sala del Consiglio, illuminata dall’alto e da un finestrone triforo e decorata da un fregio di festoni e vasi fioriti nei colori bianco, oro e viola, e il Salone delle Assemblee, colpito dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e restaurato con la stessa tecnica con la quale era stato costruito. Oggi è adibito a sala riunioni e dotato di dispositivi multimediali. Nel percorso si potranno ammirare opere d’arte pittorica e scultorea notevoli per gusto e importanza, come i Dioscuri di Giò Pomodoro e alcuni capolavori di Balla, Guttuso e Hayez. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 MANTOVA PALAZZO DUCALE - APPARTAMENTO GRANDE DI CASTELLO Fuori dall’ordinario percorso di visita di Palazzo Ducale, l’Appartamento Grande di Castello fu commissionato dal Duca Guglielmo I (1550-1587) come ambiente di rappresentanza. L’impianto decorativo punta a esaltare la propria casata e le più importanti gesta militari dei suoi antenati. Si compone della Sala dei Capitani, primi Signori di Mantova dal 1328 al 1432; della Sala dei Marchesi, titolo acquisito nel 1432; della Sala dei Duchi, titolo acquisito nel 1530 dal padre di Guglielmo, Federico II. In origine nelle sale era esposto il ciclo pittorico dei Fasti Gonzagheschi, composto da otto tele di Jacopo Tintoretto e aiuti tra il 1579 e il 1580, ora all’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. L'appartamento è opera dell’architetto Giovanni Battista Bertani, collaboratore di Giulio Romano, e del napoletano Pirro Ligorio. L’itinerario comprende anche la Loggia del Tasso, dimora del poeta durante il suo soggiorno mantovano, e la Galleria dei Mesi. Apertura: sabato, ore 14.30 – 17.30 BERGAMO PALAZZO MORONI * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI La costruzione del palazzo, voluto da Francesco Moroni, durò dal 1636 al 1666. La sobria facciata cela un’inattesa ricchezza decorativa degli ambienti, a partire dagli affreschi che adornano lo scalone d’onore e i soffitti delle stanze e dei saloni a opera di Gian Giacomo Barbelli. Il mezzanino venne affrescato alla fine del Settecento da Paolo Vincenzo Bonomini, mentre gli interventi ottocenteschi hanno arricchito il palazzo con affreschi di gusto pompeiano e paesaggi esotici fantasiosi, che dialogano con il giardino all’italiana terrazzato e il grande parco. Il piano nobile, arredato con preziosi pezzi dei Caniana, dei Fantoni e Maggiolini, accoglie una collezione di ceramiche di Meissen, Wedgwood, Sèvres e Capodimonte. La ricchissima quadreria esibisce quattro secoli di pittura lombarda e non solo, con capolavori, fra gli altri, di Giovan Battista Moroni, Bernardino Luini, Andrea Previtali, Cesare Tallone e le stravaganti bambocciate di Enrico Albricci. Normalmente è chiuso al pubblico. Apertura: sabato, ore 14 - 18; domenica, ore 9.30 – 12.30 / 14 - 18 BRESCIA BIBLIOTECA CARLO VIGANÒ - UNIVERSITÀ CATTOLICA Antichi strumenti per la misura dello spazio e del tempo, manoscritti rari, incunaboli, cinquecentine, opere a stampa del Seicento e del Settecento costituiscono il tesoro della Biblioteca di Storia delle Scienze Carlo Viganò dell’Università Cattolica e ne fanno una delle collezioni librarie più significative a livello nazionale ed europeo nel settore delle scienze. Costituita in lunghi anni di competente e appassionato collezionismo, documenta l’evoluzione di quasi tutte le discipline matematiche e fisiche. Esplorando gli scaffali si incontrano i suoi grandi protagonisti – Euclide, Copernico, Galileo e Benedetto Castelli, Niccolò Tartaglia – le parole, i disegni, i numeri che raccontano l’evoluzione della matematica, dell’astronomia, della fisica, della meccanica, della geometria, dell’algebra, nelle molte lingue – latino, greco, arabo, volgare – che le hanno trasmesse. Interna all’università, la biblioteca è accessibile solo su appuntamento. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 CARONNO PERTUSELLA (VA) MUSEO ONDA ROSSA Il Museo Onda Rossa, fondato e curato dall’Avvocato Pierantonio Giussani, ha preso forma nel 2015 all’interno di un calzificio industriale degli anni Settanta. L’idea era di creare un luogo dove esporre modelli di vetture sportive italiane, dai marchi evocativi, come Ferrari, Maserati, Alfa o Lamborghini. Normalmente chiuso al pubblico, il museo privato è un pregevole esempio di riconversione di un edificio industriale a scopo culturale. Oltre alle vetture in esposizione, vi si trova una sezione dedicata al modellismo d’arte e all’attività di progettazione e costruzione di vetture uniche al mondo. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18
VENEGONO SUPERIORE (VA) VILLA CAPRONI “LA COLOMBARA” * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI La villa è un riferimento importante sul territorio: la sua storia recente è legata al Conte Gianni Caproni, pioniere dell'aeronautica e creatore di uno dei maggiori gruppi industriali italiani nella prima metà del Novecento. Il nucleo originario risale al Cinquecento. Nel corso del XIX secolo la famiglia Cagnola ampliò e riadattò la villa, legandola a un’altra che possedeva nelle vicinanze e includendola in un vasto parco romantico all’inglese, con essenze e piante provenienti da tutto il mondo, un lago e un cottage. Il complesso si presenta articolato attorno a due cortili. Su quello principale si affaccia un corpo di fabbrica a due piani dalle tipiche linee settecentesche. Al centro della corte, pavimentata con ciottoli di fiume che disegnano la rosa dei venti, vi è un antico pozzo. I Caproni a loro volta ampliarono e sopraelevarono la villa negli anni Trenta, inserendovi anche un teatro e una palestra con gli attrezzi originari. Ancora oggi è una villa privata, normalmente chiusa al pubblico. Apertura: sabato, ore 10 - 12 / 14 - 18; domenica, ore 10 - 18 MARCHE ASCOLI PICENO MOSTRA “TULLIO PERICOLI. FORME DEL PAESAGGIO. 1970-2018” * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI Solo agli iscritti FAI è riservata, venerdì 22 marzo, l’inaugurazione con anteprima della mostra Tullio Pericoli. Forme del Paesaggio. 1970-2018 a Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno (fino al 3 maggio 2020): un’antologia, a cura di Claudio Cerritelli, dedicata all’artista marchigiano, con 165 opere realizzate nel corso di cinquant’anni di attività, che illustrano la ricerca di Pericoli sul tema del paesaggio, con una particolare attenzione alla sua terra natale (nato a Colli del Tronto nel 1936), ferita dal sisma del 2016. Nella prima sala sono esposte le opere che ritraggono gli sconvolgimenti del paesaggio causati da eventi sismici. Seguono, in ordine cronologico, il ciclo delle “geologie” (1970- 1973), con immagini stratificate, sezioni materiche e strutture sismiche; vedute oniriche e orizzonti immaginari (1976- 1983); vedute di colli marchigiani, dettagli della natura e solchi delle terre (1998-2009); infine, nuove profondità del paesaggio (2010-2018). Apertura: venerdì, ore 9.30 - 18 MACERATA BIBLIOTECA COMUNALE MOZZI BORGETTI - BIBLIOTECA ANTICA Nel 1773, in seguito alla soppressione dell’Ordine dei Gesuiti che avevano stabilito nel palazzo il loro collegio, papa Clemente XIV concesse al Comune la realizzazione di una pubblica biblioteca all’interno dell’edificio. Soprattutto grazie a Bartolomeo Mozzi la biblioteca fu aperta ai cittadini nel 1787 con il nome di Biblioteca Mozziana. Nel 1833 il domenicano Tommaso Borgetti decise di fondare una seconda biblioteca, composta soprattutto dei volumi che egli stesso donò: la Biblioteca Borgettiana. Le due biblioteche vennero fuse nel 1855 dando vita alla Biblioteca Mozzi Borgetti, che oggi, con un patrimonio di circa 400.000 volumi, oltre 10.000 manoscritti e circa 300 esemplari di incunaboli, è una delle più grandi delle Marche. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 13 / 14.30 – 18.30 MOLISE VENAFRO (IS) IL VERLASCIO Collocato nel centro moderno di Venafro, nonostante nel tempo abbia subito sovrapposizioni medievali e seicentesche, dell’anfiteatro romano risalente al I secolo a. C. conosciuto come il Verlascio rimane visibile la pianta ellittica, dal diametro maggiore di 110 metri e il minore di 85. Si ritiene che le gradinate potessero contenere fino a 15.000 spettatori. Fino a qualche tempo fa, prima che diventasse proprietà statale, in questa struttura erano ospitate stalle e depositi di attrezzi agricoli. Questo monumento, unico in Italia, è oggi in fase di restauro dopo un periodo di relativo abbandono. Un tempo nei giorni della festività patronale si svolgeva una divertente e caratteristica “corsa dei ciucci” e altri giochi popolari. Apertura: sabato, ore 9 - 12 PIEMONTE TORINO PASSEGGIATA DEL RE Le Giornate FAI a Torino offrono la possibilità di effettuare un percorso, solitamente non aperto al pubblico per intero, che tocca i luoghi simbolo della dinastia sabauda e ripropone l’unitarietà di Palazzo Reale. La visita parte da Palazzo Chiablese, progettato nel Settecento da Benedetto Alfieri, con la Camera di udienza della duchessa o Sala degli arazzi, una delle più fastose del palazzo, caratterizzata dagli arazzi con le Storie di Artemisia, mitica regina della Caria e comandante della flotta del re Serse; il Gabinetto di toeletta del duca, con le pareti rivestite a specchio; infine, il corridoio dell’Alfieri. La passeggiata prosegue a Palazzo Reale, originariamente progettato nel Seicento da Ascanio Vittozzi e poi da Amedeo di Castellamonte: dal Salone delle Guardie svizzere alla Sala del Trono, fulcro del palazzo,
progettato da Pelagio Palagi, architetto che dal 1835 si occupa del rimodernamento del palazzo; dal Gabinetto cinese, gabinetto di toeletta della regina progettato da Filippo Juvarra negli anni Trenta del Settecento e caratterizzato dal gusto per l’esotico tipico del Rococò, al Medagliere, che custodisce le circa 30mila monete e i 1500 sigilli della collezione di Carlo Alberto, fino alla scenografica Armeria Reale, detta anche Galleria Beaumont. Si giunge, poi, alla Rotonda, punto di raccordo tra Palazzo Reale e Palazzo delle Segreterie, ora Prefettura: qui sono visibili la settecentesca Galleria di raccordo e l’Aula Città Metropolitana. Il percorso tocca poi l’Archivio di Stato, cui potevano accedere solo il re, i suoi ministri e gli archivisti, con le Sale Juvarriane e le “guardarobe”, che ancora oggi ospitano i documenti regi, e il Museo dell’Archivio. Infine, la Biblioteca reale, fondata da Carlo Alberto nel 1831 e da lui arricchita con importanti acquisizioni. Tra queste, una raccolta di disegni di grandi maestri, quali Michelangelo, Raffaello, Rembrandt e Leonardo da Vinci. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 MASTIO DELLA CITTADELLA In seguito al trattato di Cateau Cambrésís del 1559, Emanuele Filiberto, duca di Savoia, sceglie Torino come capitale dello Stato e nel 1564 incarica l’architetto urbinate Francesco Paciotto di progettare una cittadella che difendesse la città dai nemici. Inaugurata nel 1566, l’imponente fortezza bastionata a forma pentagonale venne costruita in posizione strategica a sud ovest del quadrato romano, dal lato più scoperto e non protetto da fiumi, e condizionò tutti i successivi progetti di ampliamento della capitale sabauda. Sopravvissuta, con quella di Alessandria, agli abbattimenti napoleonici, la cittadella fu coinvolta nel piano di ingrandimento del 1853 e nel 1856 fu autorizzata la sua demolizione. L’unica struttura che si decise di conservare fu la porta grande verso la città, il Mastio, in seguito restaurata da Riccardo Brayda (1893). Dal 1896 il Mastio ospita il Museo Storico Nazionale di Artiglieria ed è temporaneamente inaccessibile perché chiuso per restauri. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 ALESSANDRIA CHIESA GARDELLA E OSPEDALE BORSALINO Ad Alessandria il parco annesso all’ex sanatorio antitubercolare Vittorio Emanuele III, inaugurato nel 1936 e finanziato da Teresio Borsalino, custodisce un precoce esempio di architettura razionalista. Nel 1928 la morte prematura dell’architetto Arnaldo Gardella costringe il figlio Ignazio, a soli 24 anni e prossimo a laurearsi in Ingegneria a Milano, a subentrare nel completamento della realizzazione dell’ospizio, su cui opera scelte stilistiche indirizzate al moderno. In particolare, la piccola chiesa, considerata quindi la prima opera di Ignazio Gardella, è caratterizzata dalla pianta a forma di parabola, dalla torre campanaria che, partendo dal portale centrale, si innalza come un traliccio stilizzato e dalla bicromia tra basamento e parte superiore dell’edificio. L’altare è illuminato da un lucernario circolare. Il sanatorio, colpito dall’alluvione nel 1994, è stato ristrutturato e trasformato dal 2006 nel Centro riabilitativo polifunzionale Teresio Borsalino. Nei lavori non è stata coinvolta la chiesa, dunque la struttura oggi risulta inutilizzata e normalmente inaccessibile. Apertura: sabato e domenica, ore 10 - 18 PUGLIA BARI BANCA D'ITALIA Il Regio Decreto del 18 agosto 1861 autorizzò la Banca Nazionale del Regno ad aprire una succursale a Bari, inaugurata nel 1863, a riconoscimento della rilevanza economica e politica della città. Grazie al volume degli affari e all’entità degli utili, da succursale si trasformò in sede e nel 1932 venne inaugurato il nuovo edificio, su un’area di 3.000 metri quadrati, tra i più belli e importanti della città. Su quattro livelli e in ottimo stato di conservazione, la struttura architettonica presenta elementi di pregio come il salone del pubblico, con le vetrate artistiche dei velari a soffitto di ispirazione liberty. Lo scalone in marmi pregiati, di chiara impostazione eclettica, accompagna fino al primo piano dove è possibile ammirare la Sala del Consiglio, con un pregevole esempio di soffitto a cassettoni. Apertura: sabato, ore 10 - 13 / 16 - 19; domenica, ore 10 - 19 LECCE FAI... SANTA CROCE VICINA VICINA * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI La Basilica di Santa Croce è il monumento simbolo del barocco leccese. Trionfo di decorazione all'esterno, si contrappone un interno più sobrio e austero. I lavori, compresi tra Cinquecento e Seicento, coinvolsero tre generazioni di architetti e maestranze, il cui contributo si può leggere proprio nella facciata. A Giuseppe Riccardi si attribuisce la parte inferiore (1549-1582); a Francesco Antonio Zimbalo i tre portali (1606); a Cesare Penna il nucleo del grande rosone centrale. Negli ultimi anni i visitatori hanno potuto ammirare solo una riproduzione della facciata che ricopriva le impalcature di metallo. Il 23 e 24 marzo gli iscritti FAI o chi si iscriverà in loco avranno il privilegio, per l'ultima volta, di osservare da molto vicino la facciata appena restaurata. Nei giorni successivi, infatti, le impalcature verranno rimosse e i dettagli di questo splendido esempio barocco ritorneranno “lontani”. La visita sulle impalcature sarà a cura degli esperti della ditta Nicolì. Apertura: sabato, ore 9.30 – 13.30
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