Unione della Romagna Faentina - domenica, 18 agosto 2019

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Unione della Romagna Faentina - domenica, 18 agosto 2019
Unione della Romagna Faentina
    domenica, 18 agosto 2019
Unione della Romagna Faentina - domenica, 18 agosto 2019
Unione della Romagna Faentina
                                                    domenica, 18 agosto 2019

Prime Pagine

 18/08/2019   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna                                                                 4
 Prima pagina del 18/08/2019
 18/08/2019   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)                                                                      5
 Prima pagina del 18/08/2019
 18/08/2019   Il Sole 24 Ore                                                                                               6
 Prima pagina del 18/08/2019

Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

 18/08/2019   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 43                                                                 7
 Prima pagina Faenza-Lugo

 18/08/2019   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44                                                                 8
 Terremoto nel Forlivese: paura anche nel Faentino
 18/08/2019   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 44                                                                 9
 Rogo, disagi limitati per le attività del centro
 18/08/2019   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45                                                                 10
 Il Ponte Rosso è la priorità
 18/08/2019   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 45                                                                 11
 Ponte delle Grazie, ora meno rischi per il peso
 18/08/2019   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 57                                                                 12
 Giacobazzi star a Reda
 18/08/2019   Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 63                                                                 13
 «Saltate con noi i muri dell'indifferenza»

Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

 18/08/2019   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 31                                  FRANCESCO DONATI          14
 «Vengono qui molte persone in mano a operatori dell' occulto»
 18/08/2019   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 32                                                            16
 Pellegrinaggio in Terra Santa per i giovani della diocesi
 18/08/2019   Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola) Pagina 32                                                            17
 Analisi incendio: dubbi su tempi e centraline

Stampa Locale

 18/08/2019   Corriere di Bologna Pagina 15                                                                                18
 La «Sagra del buongustaio» con cibo, live e giochi per bambini

Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

 18/08/2019   Il Sole 24 Ore Pagina 4                                          Antonello CherchiAndrea MariniMarta Paris   19
 Riforme, da Letta a Conte 349 decreti attuativi in attesa
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18/08/2019   Il Sole 24 Ore Pagina 4                                        An. Mari.Ma.Par.   21
Codice della strada, Pa e giustizia: 39 leggi e Dl fermi a metà del guado
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[ § 1 § ]

     domenica 18 agosto 2019
                               Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) - Interna

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[ § 2 § ]

            domenica 18 agosto 2019
                                      Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)

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[ § 3 § ]

            domenica 18 agosto 2019
                                                      Il Sole 24 Ore

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[ § 1 4 5 5 4 0 0 4 § ]

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                          Pagina 43

                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                             Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Prima pagina Faenza-Lugo

                          Prima pagina Faenza-Lugo

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                                                           Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                     Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          LA TERRA TREMA TANTE LE PERSONE CHE HANNO AVVERTITO LE DUE SCOSSE. MOLTI I
                          MESSAGGI IN RETE

                          Terremoto nel Forlivese: paura anche nel Faentino

                          SONO STATE distintamente avvertite anche nel comprensorio faentino le
                          due scosse di terremoto che nel tardo pomeriggio di ieri hanno fatto
                          tremare la terra nel Forlivese. La sala sismica dell' istituito nazionale di
                          geofisica e vulcanologia (Ingv), le ha fissate esattamente alle 18.52 e alle
                          18.54 a 7 chilometri circa a sud-est di Premilcuore: le due scosse, rilevate
                          a una profondità di 6 chilometri, avevano magnitudo di 3.7 e di 2.9. Molti
                          gli utenti che si sono poi riversati sui social per condividere quei momenti
                          di paura. Nel gruppo Facebook 'Sei di Faenza se...', c' è chi conferma: «A
                          Faenza sentito bene, ciao». A ruota un altro utente scrive che pure «a
                          Fognano sentito bene». Ancora da Faenza allora c' è chi ne prende atto:
                          «Allora non mi ero sbagliato mi è scossato il divano». L' ULTIMA volta il
                          terremoto si era affacciato nettamente sul comprensorio faentino la notte
                          del 25 gennaio scorso. Quella volta però l' epicentro era stato rilevato nel
                          comune di Solarolo. La scossa, delle 22.02 e di magnitudo 2.8, era stata
                          avvertita molto bene a diversi chilometri di distanza fin nella stessa
                          Faenza. L' Ingv aveva localizzato l' epicentro a cinque chilometri in
                          direzione sud-est dal centro solarolese e a una profondità di circa 22
                          chilometri. Anche in quell' occasione, erano stati tanti i messaggi sui
                          social network di coloro che avevano avvertito distintamente l' evento
                          sismico peraltro annunciato da un boato. Non erano comunque stati
                          segnalati danni a cose o persone. Il terremoto che da inizio anno ha però più preoccupato i faentini, è quello di
                          magnitudo 4.6 della mezzanotte circa tra 15 e 16 gennaio con epicentro individuato sulla costa ravennate e sentito in
                          maniera netta in tutta la Romagna. Da ultimo va segnalata la scossa di magnitudo 2.4 del pomeriggio del 26 gennaio
                          con epicentro localizzato nei pressi di Argenta che qualcuno percepì pure nel Faentino.

                                                              Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019          Pagina 8
Unione della Romagna Faentina - domenica, 18 agosto 2019
[ § 1 4 5 5 4 0 0 2 § ]

                          domenica 18 agosto 2019
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                                                              Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                        Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Rogo, disagi limitati per le attività del centro
                          Fra i locali: «Problemi solo venerdì». Saltata una proiezione all' Arena Borghesi

                          CHI temeva una scenario carpenteriano degno di pietre miliari del cinema
                          come '2019: Fuga da New York', 'Fog' o 'Fuga da Los Angeles' ha visto
                          scongiurati i propri più reconditi incubi. Il fumo e la cenere originatisi dal
                          rogo di via Deruta e piovuti sulla città per alcuni giorni non hanno infatti
                          spento la vita diurna e notturna di Faenza, se non per lo spazio di una
                          notte. «Venerdì sera non abbiamo potuto fare altro che rimanere negli
                          spazi che abbiamo all' interno», ammette Luigi Zaccarini, al timone del
                          Bistrò Rossini da quando ha visto la luce un anno e mezzo fa. «Tra le
                          persone con cui mi sono confrontato su quanto accaduto ho
                          effettivamente sentito qualcuno lamentarsi di bruciori alla gola o alle
                          mucose nasali. Ma da sabato devo ammettere che gran parte dei disagi
                          sono spariti». Il centro storico è stato bersaglio dei venti solo in maniera
                          episodica, eppure anche qui cenere e fuliggine non hanno mancato di
                          planare dal cielo. «In alcuni momenti della giornata è stato necessario
                          pulire sedie e tavolini ogni quarto d' ora, proprio a causa della caduta di
                          cenere e frammenti di lana di vetro». Quelle galleggianti nei calici erano
                          però semplici ciliegie al maraschino: «Nel complesso direi che il centro
                          storico non ha incontrato particolari difficoltà». L' Arena Borghesi è stata
                          tuttavia costretta a sospendere la programmazione per la serata di
                          venerdì, quando era in programma il documentario 'Almost nothing',
                          dedicato al Cern e alla vita dei ricercatori che vi lavorano, a caccia degli elementi appena scoperti, come il bosone di
                          Higgs, o non ancora conosciuti - la materia e l' energia oscure - nel mosaico dell' universo. La proiezione non potrà
                          essere recuperata a fine stagione. «Ma già a partire da sabato siamo tornati sui livelli di pubblico cui eravamo
                          abituati», spiega Gabriele Lega, presidente del Cineclub Raggioverde, che nella settimana appena trascorsa ha potuto
                          giovarsi della presenza in cartellone di film molto apprezzati come 'The Mule', di Clint Eastwood, 'Green Book' di
                          Peter Farrelly, e il prezioso 'Se la strada potesse parlare' di Barry Jenkins. Diversa la situazione nei locali posti più a
                          nord, maggiormente prossimi al luogo dell' incendio. «Al Cafè del Viale, come nelle altre parti della città più vicine al
                          centro storiche, l' aria non è quasi mai stata irrespirabile», confida il titolare Yuri Perfetti, al timone anche della Birreria
                          di via Granarolo, posta invece a poche centinaia di metri in linea d' aria dal luogo dell' incendio. «Il giorno
                          immediatamente successivo fortunatamente eravamo chiusi. E' chiaro che, benché i venti abbiano spostato la
                          colonna di fumo più in direzione del Borgo e del forlivese, o a ovest verso Castel Bolognese, i faentini si sono
                          comunque tenuti alla larga dal nord della città, almeno per qualche giorno, come è comprensibile. E' occorsa più o
                          meno una settimana per tornare all' afflusso di pubblico cui eravamo abituati. Ma nel complesso finora è stata
                          comunque una buona estate». Filippo Donati.

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019                 Pagina 9
Unione della Romagna Faentina - domenica, 18 agosto 2019
[ § 1 4 5 5 3 9 9 9 § ]

                          domenica 18 agosto 2019
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                                                             Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                       Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          Il Ponte Rosso è la priorità
                          Il risultato del monitoraggio del Comune sulle infrastrutture

                          ANCHE il Comune di Faenza monitora i suoi ponti. A un anno di distanza
                          dalla tragedia del Ponte Morandi di Genova, il Ministero delle
                          infrastrutture nell' immediato aveva chiesto una ricognizione sullo stato di
                          salute dei ponti di tutto il territorio nazionale. L' Unione della Romagna
                          Faentina è un territorio ricco di corsi d' acqua e sono sono tantissimi gli
                          attraversamenti costruiti nel tempo, sia quelli carrabili che quelli pedonali.
                          Per quanto riguarda il comune di Faenza 27 sono stati i ponti presi in
                          esame su un totale di oltre 120, alcune delle vere e proprie passerelle di
                          pochi metri che però svolgono una funzione fondamentale in alcune zone
                          dove altrimenti bisognerebbe percorrere chilometri prima di trovare un
                          passaggio. QUELLI sui quali bisognerebbe intervenire sono invece 15.
                          Se in via San Martino ci sarebbe bisogno della sistemazione delle golene
                          da parte dell' Autorità di Bacino per il buon funzionamento delle 'spalle' del
                          ponte (costo stimato, 100mila euro), il ponte di via Ronco richiederebbe
                          un intervento di circa 150mila euro. Tra le strutture 'importanti' che
                          richiederebbero interventi, nella relazione troviamo il Cavalcferroviario
                          dove bisognerebbe ricostruire alcuni giunti nella pavimentazione, un
                          sistema per convogliare l' acqua piovana e il rifacimento dei marciapiedi,
                          costo circa 200mila euro. «QUELLO che più ha bisogno di un intervento -
                          spiegano dagli uffici tecnici di Palazzo Manfredi- è il Ponte Rosso; qui, si
                          partirà con l' intervento tra la fine dell' anno e il 2020, sarà necessario ripristinare l' arco in calcestruzzo,
                          impermeabilizzare l' impalcato e rifare i parapetti, costo stimato circa 350mila euro». Per questo intervento sono già
                          stati stanziati, per un primo stralcio, 120mila euro. Ci sarà poi da intervenire sul ponte sulla circonvallazione, in via
                          Ballardini, che dovrà essere sottoposto alla verifica triennale degli elementi portanti e vedrà realizzato un parapetto
                          più adeguato sul lato della pista ciclabile, costo, circa 60mila euro. L' infrastruttura che invece è in situazione davvero
                          precaria è la Chiusa di Errano che l' amministrazione, dopo i risultati di alcuni esami fatti fare da un laboratorio
                          specializzato, ha deciso di interdirlo definitivamente al traffico, di mezzi e pedonale. «Abbiamo poi un altro centinaio
                          di attraversamenti - concludono i tecnici del Comune - e proprio in queste settimane stiamo ultimando il monitoraggio
                          su tutti così da avere un quadro completo e poter stilare un programma d' intervento per essere pronti a effettuare
                          interventi puntuali dove lo richiedano». Antonio Veca.

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019            Pagina 10
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                          domenica 18 agosto 2019
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                                                              Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                        Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          LA STRUTTURA

                          Ponte delle Grazie, ora meno rischi per il peso

                          PROPRIO mentre l' incendio alla Lotras occupava le cronache è stato
                          riaperto il Ponte delle Grazie dopo l' allargamento dei marciapiedi che ha
                          risolto anche un grave problema della struttura. Infatti con il formarsi di tre
                          file di mezzi in attesa del verde si andava ben oltre il carico consentito.
                          Una cosa questo che ha gravato molto sulla struttura che è stata oggetto
                          di un intervento di ripristino lo scorso anno. Rimaneva però il problema di
                          come impedire che si formassero tre file anziché le due, una per senso di
                          marcia. Così per tamponare la situazione erano stati posizionati dei new
                          jersey che con questo ultimo intervento sono stati sostituiti dalla
                          ciclopedonale. Il costo dell' intervento è stato di circa 65mila euro.
                          Prossimo lavoro che tanti aspettano con ansia è la pista ciclopedonale
                          sul cavalcavia dell' autostrada lungo la ciclabile tra Faenza e Granarolo
                          Faentino.

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 11
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                          domenica 18 agosto 2019
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                                                           Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                    Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          FAENZA

                          Giacobazzi star a Reda

                          TORNA puntuale un appuntamento fisso dell' estate romagnola: la 21ma
                          edizione della Sagra del Buongustaio, in programma fino a venerdì 23
                          agosto, come sempre nel campo sportivo parrocchiale di Reda, Faenza.
                          Oggi musica e divertimento con Andrea Poltronieri e, a seguire, si balla
                          fino a notte fonda con i Qluedo. Domani sarà il momento delle risate con
                          lo spettacolo Giacobazzi & Friends, il 'clou' del Buongustaio di quest'
                          anno. Al fianco di Giuseppe Giacobazzi (foto), nome d' arte di Andrea
                          Sasdelli, ci saranno Duilio Pizzocchi, Lorenzo Baglioni ed i Masa. I
                          biglietti sono disponibili online su Vivaticket e Ticketone.

                                                             Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 12
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                                                              Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
                                                                        Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)

                          IL FESTIVAL DAL 3 AL 13 SETTEMBRE, A FAENZA E NEI COMUNI DELL'UNIONE DELLA
                          ROMAGNA FAENTINA

                          «Saltate con noi i muri dell'indifferenza»

                          di ROBERTA BEZZI DAL 3 al 13 settembre, a Faenza e nei comuni dell'
                          Unione della Romagna Faentina, le piazze e le strade diventano teatri a
                          cielo aperto e senza muri, aperti a tutti, con 'Mauerspringer, saltatori di
                          muri', il festival europeo del teatro di strada, esito finale del programma
                          Europa creativa vinto l' anno scorso dal Teatro Due Mondi che ne cura la
                          direzione artistica. Coinvolte otto compagnie artistiche internazionali
                          provenienti da sei Paesi (Francia, Germania, Spagna, Serbia, Polonia e
                          Repubblica Ceca) e tre italiane, nell' ambito di quattro laboratori
                          partecipati, dieci spettacoli di cui sei in prima nazionale e una mostra
                          fotografica diffusa sul rapporto tra teatro di strada e spettatori in Europa.
                          Tutti gli appuntamenti sono gratuiti. Sabina Orlandi, qual è l' obiettivo
                          principale del festival il cui titolo evoca il muro di Berlino? «Saltare il
                          muro dell' indifferenza e aprirsi al mondo affinché, la terra su cui poggiano
                          i nostri piedi, si riempia di orme, tracce di viaggi, cadute e sentieri in un
                          paesaggio libero e senza confini». Il festival è un ricco calendario di
                          spettacoli e proposte artistiche, per un pubblico di tutte le età e culture
                          «Ma non solo, è anche un' occasione di incontro di artisti che intrecciano
                          pensieri e spettatori che incrociano sguardi sull' Europa di oggi, su quello
                          che ci impedisce di vedere al di là del muro. Teatri e linguaggi diversi che
                          si muovono in un' unica direzione: stabilire un contatto vero, scaldare il
                          cuore, liberare sogni». Qual è stato l' apporto dei partner stranieri? «Ciascuno si è impegnato nel proprio paese d'
                          origine, in un percorso di workshop aperti a non attori e di creazione di sei opere teatrali originali sul tema dei muri e
                          del loro superamento. Le opere, dopo aver animato le piazze e le strade dei diversi paesi d' Europa, giungono infine
                          in Romagna per la tappa italiana». Alla base del festival, così come del progetto europeo, vi è l' idea di attivare
                          percorsi di partecipazione dei cittadini al fianco degli artisti. Come si concretizza? «Attraverso i quattro laboratori
                          partecipati, tenuti da artisti polacchi, francesi, italiani e serbi, che saranno l' elemento distintivo del festival, rivolti a
                          persone senza precedenti esperienze così come a professionisti, amanti del teatro, delle arti visive e della musica».
                          Come sarà inaugurato il festival, il prossimo 3 settembre? «Dopo la 'Parata d' Europa' in piazza del Popolo a
                          Faenza, la Compagnie du Hasard presenterà in piazza Nenni 'Off The Wall' ('Ai piedi del muro'), commedia burlesca e
                          musicale, senza testo, un inno alla resistenza e alla vita nello stesso tempo grave, tenero e gioioso».

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019               Pagina 13
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                          domenica 18 agosto 2019
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                                                      Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          L' INTERVISTA FRA PAOLO CARLIN / ESORCISTA NELLA CHIESA DEI CAPPUCCINI

                          «Vengono qui molte persone in mano a operatori dell' occulto»
                          «Il demonio si manifesta con ossessioni e possessioni Sul corpo lividi e ferite che appaiono e scompaiono»

                                                                                                                            FRANCESCO DONATI
                          Chiesa dei Cappuccini, agosto, caldo "infernale": ci sono persone che
                          bussano per una benedizione, ma proprio a Faenza arrivano da tutta Italia
                          anche per essere esorcizzate, liberate dal maligno. È qui che vive e opera
                          da una decina di anni fra Paolo Carlin, frate minore cappuccino, esorcista
                          nelle Diocesi di Ravenna-Cervia e Faenza-Modigliana, teologo morale,
                          portavoce dell' Associazione Internazionale Esorcisti (Aie), cappellano
                          della Polizia di Stato per le province di Ravenna e di Rimini. Il diavolo
                          dunque esiste? «La più grande menzogna che è riuscito a ordire è la
                          negazione della sua stessa esistenza e chi parla di lui passa per pazzo o
                          "medioevale"». Quando ci si trova davanti ad una manifestazione
                          diabolica? «Quando l' azione ordinaria del demonio, cioè la tentazione,
                          passa a manifestazioni straordinarie, quali: ossessioni, la cui causa
                          scatenante è il demonio e non una malattia psichica, con pensieri
                          ossessivi, ripetitivi, di natura depressiva e denigratoria, di paura e
                          diffidenza nei confronti delle persone care; vessazioni, ovvero scritte,
                          lividi, ferite dall' interno, tumefazioni, rossore, graffi, tagli, che si formano
                          sul corpo e appaiano e scompaiono improvvisamente. Meno frequenti
                          ma altrettanto presenti sono le possessioni: un dominio dispotico del
                          demonio sul corpo della persona attaccata, che può essere pienamente
                          cosciente o semicosciente o totalmente incosciente durante la
                          possessione. Tali manifestazioni avvengono in tempi circoscritti e non
                          permanenti, quindi la persona ha anche momenti di "normalità" e
                          serenità». Lei come è diventato esorcista? «A norma del canone 1172,
                          la scelta di un sacerdote per questo delicato compito è fatta dal vescovo
                          all' interno del suo presbiterio diocesano. Quindi può essere esorcista solamente un sacerdote con licenza scritta del
                          vescovo. Io sono esorcista da 10 anni». Chi si rivolge a lei presso il convento dei Cappuccini? «Chi ha disturbi
                          spirituali causati dall' azione straordinaria del demonio, per la maggior parte persone che hanno perso la guida in
                          Gesù e sono cadute in mano a operatori dell' occulto e dell' esoterismo per risposte immediate ai loro bisogni. C' è
                          poi una percentuale minore di persone ossessionate, vessate e ancora meno possedute». Come fa a riconoscere
                          un posseduto, ad escludere che si tratti di malattia? «Strumento di discernimento è la Parola di Dio e la preghiera
                          di liberazione e di esorcismo. Una malattia psichica o psichiatrica non reagisce di fronte al Vangelo o alle preghiere,
                          tanto meno può essere guarita dalle stesse. In base alle reazioni l' esorcista opera il discernimento. Se necessario si
                          avvale di una equipe medica di specialisti». In che cosa consiste l' esorcismo?

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019          Pagina 14
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                          domenica 18 agosto 2019

                                                       Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                      Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          «L' esorcismo è una preghiera della Chiesa di carattere imperativo: un ordine diretto dato al demonio di cacciata nel
                          nome di Gesù e in comunione con la Chiesa e che può essere proferito solamente da un sacerdote esorcista con
                          licenza scritta del proprio vescovo che l' autorizza a tale ministero». I casi si risolvono sempre? «Sempre nei tempi
                          e nei modi che Dio ha stabilito per la crescita umana e spirituale della persona attaccata dal demonio. Il demonio,
                          unico e il più pericoloso nemico dell' uomo, non è onnipotente e Dio non permette che prevalga su di noi. Ciò che dà
                          forza al demonio è il nostro peccato, che gli permette di andare oltre quei limiti che Dio ha stabilito. Il male ha origine
                          nel demonio ma la sua causa risiede nell' uomo che è lontano da Dio».

                                                                Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019            Pagina 15
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                          domenica 18 agosto 2019
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                                                       Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          FERRAGOSTO SUI LUOGHI DELLA FEDE

                          Pellegrinaggio in Terra Santa per i giovani della diocesi
                          La sorpresa è stata la targa in ceramica che riporta il "Padre nostro" scritto in romagnolo sul Monte degli Ulivi

                          FAENZA Un Ferragosto di pellegrinaggio in Terra Santa: è stato quello
                          trascorso, e in parte ancora da trascorrere, da giovani della diocesi di
                          Faenza-Modigliana, insieme a don Tiziano Zoli, parroco di Solarolo e
                          guida in quei luoghi sacri. Del gruppo fanno parte anche i sacerdoti
                          monsignor Michele Morandi, vicario generale, don Francesco Cavina,
                          don Luca Ravagli, don Mattia Gallegati e don Claudio Platani. Alla
                          comitiva si è aggiunto tra gli altri anche il giornalista Maurizio Marchesi,
                          che ci ha inviato le foto. Si tratta del viaggio di chiusura del Sinodo dei
                          giovani aperto nel 2017 dal ve scovo monsignor Mario Toso. A
                          Gerusalemme la "spedizione" ha meditato al Cenacolo, ha vistato il Muro
                          della Preghiera e il Santo Sepolcro. Una tappa ha toccato Nazareth, dove
                          è stata celebrata una messa nel Deserto di Giuda. Tanti sono rimasti
                          sorpresi nel trovare sul Monte degli ulivi (chiesa del Padre Nostro) una
                          targa in ceramica proveniente da Faenza, in cui è scritto il Padre Nostro
                          in dialetto romagnolo. La targa è lì dal 1993, quando fu realizzata dal
                          ceramista Arnaldo Sangiorgi su commissione di don Gino Montanari,
                          deceduto nel 2000, originario di Granarolo Faentino, una delle prime
                          guide ad aver condotto in Terra Santa migliaia di faentini, la cui eredità è
                          stata ora raccolta da don Tiziano. Proprio l' opera di Sangiorgi è oggetto
                          dell' interesse di tanti visitatori, da ogni parte del mondo, che si
                          interrogano su quale lingua possa essere quella utilizzata per la preghiera.
                          Difficile che qualcuno indovini, semmai pensano a un idioma antico,
                          riconoscendo però che si tratta del Padre Nostro. Di maggiore valore
                          artistico sono invece le sculture, opera di Angelo Biancini, presenti nella
                          Nuova Basilica di Nazareth. Il pellegrinaggio durerà fino a 21 agosto e
                          dopo aver visitato il luoghi santi di Gerusalemme toccherà anche la Galilea. F. D.

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019            Pagina 16
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                          domenica 18 agosto 2019
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                                                      Corriere di Romagna (ed. Ravenna-Imola)
                                                                     Corriere di Romagna (ed. Ravenna)

                          Analisi incendio: dubbi su tempi e centraline

                          FAENZA Il disastro della Lotras deve essere occasione perché
                          «finalmente le tematiche ambientali entrino nelle visioni del futuro di
                          Faenza quali elementi imprescindibili di discussione. Ossia, che tutti gli
                          interventi, da oggi in poi, in qualsiasi ambito, siano pensati e attuati
                          avendo come riferimento prioritario il loro impatto sull' ambiente, sul
                          clima, sulla salubrità, sulla serena e pacifica vita di tutti i cittadini». Lo
                          afferma Legambiente Lamone, che poi nel merito dell' incendio pone
                          «alcune domande dettate dal buon senso». La prima domanda riguarda il
                          posizionamento del campionatore ad alto volume in grado di raccogliere il
                          particolato aerodisperso, presso la scuola primaria Don Milani. «La scelta
                          del luogo è stata fatta dai responsabili di Arpae valutando i venti, il tipo di
                          emissione e il modo in cui andava a formarsi il pinnacolo di fumo sopra l'
                          incendio. Possibile che in un arco di tempo abbastanza lungo, ci si
                          avvicina ormai alla settimana, non si siano verificati cambiamenti
                          significativi nella direzione dei venti?», domanda l' associazione; e
                          qualora, siano intervenute variazioni, quale attendibilità attribuire ai dati
                          forniti? La seconda domanda verte sui tempi necessari per ufficializzare i
                          risultati delle analisi, in particolare quelli relativi agli Idrocarburi Poli ciclici
                          Aromatici, ai metalli e ai Composti Organici Persistenti. «Esistono
                          insormontabili limiti tecnici che impediscono a qualsiasi strumentazione di
                          ottenere risultati attendibili entro limiti temporali ristretti e tali da
                          permettere l' attivazione di rapidi piani di emergenza o, addirittura, di
                          evacuazione? Non dovrebbe, in tal caso, prevalere su tutti gli altri il
                          principio di precauzione, anche se impegnativo, costoso e doloroso da
                          attuare?». Legambiente rammenta poi che solo poche settimane fa il
                          consiglio comunale di Faenza ha approvato lo stato di emergenza climatica; «poi la notte del9 agosto il rogo ha
                          immesso in aria, oltre a componenti tossici, una quantità difficilmente calcolabile, ma sicuramente enorme, di diossido
                          di carbonio e altri composti climalteranti. Quale occasione, paradossalmente, migliore di questa, per dare concretezza
                          alla dichiarazione distato di emergenza climatica?».

                                                               Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019          Pagina 17
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                                                                                    Stampa Locale

                          Faenza

                          La «Sagra del buongustaio» con cibo, live e giochi per bambini

                          La 21esima «Sagra del buongustaio» va avanti: partita ieri sera,
                          accompagnerà Reda, a cinque minuti da Faenza, fino a venerdì. Sette
                          giorni di festa all' insegna della buona cucina e del divertimento con una
                          particolare attenzione al prezzo. Per chi decidesse visitarla non deve
                          temere di fronte alla lunga fila dello stand gastronomico, perché l'
                          organizzazione è in grado di farvi accomodare a tavola in tempi molto
                          ridotti. Ai tavoli si possono gustare piatti romagnoli accompagnati dai vini
                          del territorio. A Reda, infatti, il centro della festa resta comunque il
                          ristorante con cucina regionale e pasta fatta a mano. Dopo aver
                          assaggiato le proposte del ristorante, gli amanti del ballo e della musica
                          potranno entrare nell' area spettacoli (sempre ad ingresso libero e
                          gratuito). Tra le serate più attese quella con il gruppo Moka Club, ormai
                          appuntamento fisso della sagra e tra gli eventi più partecipati, mentre il
                          consueto spettacolo pirotecnico attirerà tanto pubblico. Saranno presenti
                          inoltre mercatini, espositori di prodotti artigianali e infine giostre e giochi
                          per bambini.

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019   Pagina 18
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                          domenica 18 agosto 2019
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                                                                   Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

                          Riforme, da Letta a Conte 349 decreti attuativi in attesa
                          Rating 24. Gli 11 provvedimenti varati dall' attuale esecutivo richiedono 290 norme applicative Di queste, solo 70
                          (pari al 24,1%) sono arrivate al traguardo. Ne mancano 220 e 81 sono già scadute

                                                                                                          Antonello CherchiAndrea MariniMarta Paris
                          roma Mentre la strana crisi di governo è ancora lontana dalla soluzione,
                          sospesa tra una riconferma di Giuseppe Conte, un nuovo esecutivo e il
                          ritorno alle urne, l' unica certezza è che chiunque sarà a Palazzo Chigi
                          dovrà fare i conti con l' attuazione delle riforme che hanno ottenuto finora
                          il disco verde dalla maggioranza giallo-verde. Gli undici provvedimenti
                          varati negli oltre 14 mesi trascorsi dall' insediamento di Conte a Palazzo
                          Chigi - dal Dl dignità fino al crescita e al sicurezza bis, passando per la
                          manovra 2019, quota 100 e reddito di cittadinanza - richiedono infatti 290
                          decreti per rendere pienamente operativo l' impianto normativo. Di questi,
                          ne sono arrivati al traguardo 70 (il 24,1 per cento, quasi uno su quattro).
                          Ne mancano all' appello ancora 220, di cui 81 già scaduti. Dallo sblocca-
                          cantieri al sicurezza bis Il tasso di attuazione, fermo a prima della crisi di
                          governo, è quindi leggermente sceso rispetto a due mesi fa, data dell'
                          ultimo monitoraggio effettuato dal Sole24Ore (si veda il quotidiano dell' 11
                          giugno), quando il valore si era assestato al 25 per cento. Questo perché
                          nel frattempo lo stock delle misure attuative è salito, passando da 204 ad,
                          appunto, 290: da giugno ad oggi sono giunti al traguardo quattro ulteriori
                          misure di peso, vale a dire il decreto sblocca-cantieri, la riforma della
                          Pubblica amministrazione (la cosiddetta legge sulla «concretezza»), il
                          decreto crescita e il sicurezza-bis. Un discorso che però non può
                          tralasciare il fatto che le riforme sono appese all' attuazione solo in parte,
                          visto che circa il 50% è comunque auto-applicativo. Come già avvenuto
                          per gli esecutivi passati,il provvedimento che si porta dietro più decreti attuativi da varare è la legge di Bilancio. Quella
                          licenziata a fine 2018 dal Governo Conte ne prevede 111, di cui appena il 31,5% ha ricevuto il via libera. Mancano all'
                          appello ancora 76 atti, di cui 36 scaduti. Bisognerà ora accelerare in autunno, visto che, tempi della crisi di governo
                          permettendo, a metà ottobre inizierà la sessione di bilancio che dovrà portare entro dicembre a varare la nuova
                          manovra, quella del 2020. L' attuazione delle riforme della XVII e XVIII legislatura Se poi oltre alle misure del governo
                          giallo-verde si traccia un bilancio complessivo con le riforme della scorsa legislatura (la cui attuazione è stata
                          comunque portata avanti nell' ultimo periodo dai ministeri competenti) firmate dagli esecutivi di Enrico Letta, Matteo
                          Renzi e Paolo Gentiloni, lo stock complessivo di atti da varare sale a quota 1.228. Di questi hanno ricevuto il via
                          libera 879 (il 71,6%). Ne mancano quindi all' appello 349. Rispetto a giugno (74,9%), il tasso di attuazione è sceso,
                          ritornando di fatto ai livelli di quasi 6 mesi fa (si veda il Sole24Ore del 6 marzo). Una conseguenza del fatto che nel
                          frattempo si sono aggiunti quasi cento decreti da varare. Guardando all' eredità del passato, i tre esecutivi della
                          precedente legislatura avevano prodotto un carico - sempre con riferimento alle misure per la crescita - di 938
                          provvedimenti applicativi. Una parte dei quali passati in eredità al Governo Conte, che ha proseguito l' opera di
                          attuazione. Le misure varate da Letta sono praticamente arrivate tutte al traguardo (a fine marzo il tasso di attuazione
                          era al 96,7%), quelle di Renzi sono salite al 91,5 e le riforme di Gentiloni hanno toccato il 65,1 per cento. Va, poi,
                          considerato che quanto più lo stock di decreti attuativi risale nel tempo, tanto più si può assottigliare per cause
                          "fisiologiche": alcuni interventi possono, infatti, risultare inutili perché sorpassati da misure più recenti. Come vuole la
                          normale dialettica legislativa.

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                          domenica 18 agosto 2019

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                                                                     Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

                          In attesa della web tax e del Patto per il lavoro Tra i provvedimenti attuativi delle riforme del governo Conte che
                          attendono ancora il via libera, c' è la web tax, che necessita di un decreto ministeriale (previsto dalla manovra 2019)
                          che doveva arrivare entro il 30 aprile scorso. Qui a pesare sui ritardi c' è anche il mancato accordo in sede europea
                          sulla tassazione dei giganti del web. Sempre legato alla manovra 2019, è il decreto del presidente del consiglio con le
                          modalità per la revisione del sistema delle concessioni demaniali marittime. Anche qui il testo doveva arrivare entro il
                          30 aprile, ma al momento è solo allo stato di "schema" negli uffici ministeriali (previsto un albo e il rating per
                          assegnare le concessioni). Al provvedimento su Reddito di cittadinanza e quota 100 mancano ancora gli indirizzi e
                          modelli nazionali per la redazione del Patto per il lavoro e vanno definite le modalità di accesso al credito di imposta
                          riconosciuto al datore di lavoro che comunica alla piattaforma digitale dedicata al Rdc la disponibilità di posti vacanti.
                          Mentre attende ancora il via libera definitivo il Dpcm con i criteri per l' anticipo dell' indennità di fine servizio (Tfs) per i
                          dipendenti pubblici che vanno in pensione anticipata. Sono già scaduti poi i termini fissati dal Dl Crescita per le linee di
                          attività del "Piano grandi investimenti» nelle Zes (zone economiche speciali), per il credito d' imposta per la
                          partecipazione alle fiere internazionali delle Pmi e per la documentazione per il patent box. Attesa poi, anche se non
                          ancora scaduta, l' attuazione della mini Ires. Ancora incompleta la fase uno del pacchetto sicurezza: in stand by, tra le
                          altre norme, l' istituzione di sezioni della "Unità Dublino" presso le prefetture e l' elenco dei Paesi di origine sicuri per la
                          valutazione delle domande di asilo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                                  Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019                Pagina 20
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                          domenica 18 agosto 2019
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                                                                    Pubblica Amministrazione ed Enti Locali

                          TRA CAMERA E SENATO

                          Codice della strada, Pa e giustizia: 39 leggi e Dl fermi a metà del guado
                          Destino incerto per vertici Privacy e Golden power: decreti in scadenza

                                                                                                                                    An. Mari.Ma.Par.
                          roma L' impasse politica trascina nel limbo anche la «fase due» dell'
                          esecutivo guidato da Giuseppe Conte. In lista d' attesa ci sono infatti una
                          quarantina di provvedimenti governativi che rischiano di restare
                          impantanati in Parlamento o di non arrivarci neppure. Nel dettaglio,
                          parliamo di 10 disegni di legge e due decreti legge che sono in
                          discussione in parlamento. A questi si aggiungono nove deleghe per
                          semplificazioni o codificazioni, e sette decreti del presidente della
                          Repubblica e decreti legislativi trasmessi in parlamento. Ci sono poi
                          quattro decreti del presidente della repubblica che non necessitano di un
                          passaggio in parlamento ma che sono comunque in attesa di un parere
                          (per esempio dal Consiglio di Stato). Vanno poi considerati i quattro
                          disegni di legge e i tre decreti legge approvati dal consiglio dei ministri,
                          ma non ancora giunti alle Camere. Nei dieci Ddl usciti da Palazzo Chigi e
                          ora in parlamento c' è anche la legge di delegazione europea 2018, che si
                          trascina ormai da quasi un anno: il testo è stato approvato la prima volta
                          alla Camera, è stato licenziato con modifiche dal Senato e ora è di nuovo
                          in discussione alla Camera. Tra le norme più importanti c' è poi il nuovo
                          codice della strada (in commissione alla Camera), la prevenzione del
                          dissesto idrogeologico (in commissione al Senato), le spese di giustizia
                          (in commissione alla Camera), la riforma della magistratura onoraria (al
                          Senato, ma ancora da assegnare) e il miglioramento della Pa (in
                          commissione al Senato). Ci sono poi nove disegni di legge con deleghe
                          di semplificazione o codificazione ora in discussione alle Camere, come il riassetto e razionalizzazione di turismo,
                          Codice Civile, ordinamento militare, lavoro, contratti pubblici, agricoltura, Istruzione e beni culturali. Potrebbero invece
                          non approdare mai a Palazzo Madama e a Montecitorio quattro disegni di legge fondamentali deliberati dal Consiglio
                          dei ministri, ma non ancora arrivati in parlamento. Forse il più critico è la riforma della giustizia, oggetto di forte
                          tensione tra i due (ex) alleati di governo. Da una parte il M5S che ha messo nero su bianco una durata massima dei
                          processi a sei anni, dall' altra la Lega che considera questo tetto troppo alto. Carroccio che poi critica la mancata
                          introduzione della separazione della carriere e della riforma delle intercettazioni. Ma a rischio sono anche il riordino
                          della polizia locale, il sostegno al servizio civile universale e le semplificazioni in materia di disabilità. Stesso discorso
                          vale per i tre decreti legge approvati dal consiglio dei ministri lo scorso 6 agosto. Si tratta del decreto scuola, quello
                          sul latte e quello sulle crisi di impresa. Tutte misure licenziate con la formula «salvo intese». Una espressione, quella
                          «salvo intese», che permette alla maggioranza di modificare il testo prima di sottoporlo al Parlamento. E che spesso
                          è cartina di tornasole dei contrasti interni alla maggioranza. Ma la strana crisi di governo proietta una lunga ombra
                          anche sui due decreti legge che già sono in parlamento (e che vanno convertiti in legge): quello con la proroga dei
                          vertici del garante della privacy (scade il 6 ottobre) e quello sulla Golden Power per la sicurezza del 5G (scade il 9
                          settembre). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

                                                                 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2019              Pagina 21
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