BRESCIA - Mille Miglia SERIE A - Publimax

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               SERIE A

               SPECIALE

               Mille
               Miglia
BRESCIA LIFE
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BRESCIA - Mille Miglia SERIE A - Publimax
B-LIFE ∙ EDITORIALE

NUMERO 209 / MAGGIO 2019

“ED ECCOCI
A maggio”

In questo numero di Brescia Life
troverete un’anteprima
della Mille Miglia 2019
e i festeggiamenti del Brescia Calcio che,
tra qualche mese, incontrerà
le squadre della massima serie.

francesco.salvetti@publimax.eu

FRASE | AFORISMA | CITAZIONE

                         “   Nel momento stesso
                             in cui dubitate di poter volare,

                                               ”
                             cessate anche di essere
                             in grado di farlo.

                             James M. Barrie

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B-LIFE ∙ SOMMARIO

                                                                            19
   COVER
 4 Il Brescia in Serie A

   SPORT
 8 Millenium Brescia

   LA BRESCIANA MALMOSTOSA
10 Veronica Pede

   A ME GLI OCCHI
12 Francesco Tarsia

   PEOPLE
14 Stefano Renga

   GIRANDOLAR(T)E
15 Lorenza Giovanelli

   SPECIALE
19 Un mito lungo Mille Miglia

   SPECIALE
28 Giro d’Italia

   SPECIALE
30 Vacanze

   DIARIO
34 Day by Day

   SAVE THE DATE
44 Appuntamenti in città
   e provincia

   BRESCIA IN BACHECA
54 Offerte di lavoro
                                                49 BRESCIA LIFE EVENTS
   LA VOCE DELLE STELLE
55 Oroscopo
                                                50 Compleanno del Tinello
   IL GRAFFIO
56 Alessandro Marelli

                                        2
BRESCIA - Mille Miglia SERIE A - Publimax
B-LIFE ∙ SOMMARIO

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     10                                                 Editrice:
                                                       Publimax
                                                  Sede legale:
                                     Brescia Piazza Tito Speri, 5

                                        Direttore responsabile:
                                            Francesco Salvetti

15                        19
                               francesco.salvetti@publimax.eu

                                         Consulente editoriale:
                                                Massimo Boni

     12                            Coordinamento pubblicità:
                                                  Carlo Boni
                                     carlo.boni@publimax.eu

                                     Impaginazione e grafica:
                                             Eleonora Raschi

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                                            Hanno collaborato:
                                                Tiziana Adamo
                                            Massimo Cominetti
                                                 Roberta Falco
                                                Lucia Marchesi
                                             Alessandro Marelli

     14                                              Silvia Marelli
                                                    Enrica Ottelli
                                                Veronica Pede

                                                        Stampa:
                                           Tipolitografia Pagani

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                                                   Passirano (Bs)

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                                              Tel. 030 3776552
                                               Fax 030 280323
                                                25122 Brescia

                                     E-mail: info@publimax.eu
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                                     Autorizzazione Tribunale di Brescia
                                             N° 53/2000 del 11/11/2000

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                                    Ph. Ag. Fotolive

                   IL RITORNO DELLE RONDINELLE NELLA MASSIMA SERIE

                   BRESCIA
                  IN Serie A
                     Dopo 8 anni in serie B il Brescia torna in serie A
                e in città inizia la grande festa dei tifosi delle “Rondinelle”.
È nella terz’ultima giornata del campionato di Serie B, con due giornate di anticipo,
                        che il Brescia, allenato da Eugenio Corini,
             dopo la vittoria con l’Ascoli ha ottenuto la promozione in Serie A.
    Un risultato storico e attesissimo che arriva dopo otto anni dall’ultimo passaggio
        alla massima serie e reso possibile grazie alla rete di Daniele Dessena.
Anche le campane del Duomo hanno suonato a festa e Brescia in una notte indimenticabile
        ha accolto tifosi e cittadini, come da tradizione, in piazza Repubblica.

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                                              STAGIONE 2019/2020

   VOLLEY MILLENIUM
           work in progress
                “ Dopo una stagione da incorniciare tra serie A1 e settore giovanile,
              la Banca Valsabbina Millenium Brescia lavora no-stop per la prossima stagione
                                                                                              ”
  Una stagione ricca di successi per
 la società di pallavolo bresciana: dal
  minivolley alla serie A1, passando
   per un settore giovanile che conta
  più di 100 atlete, le leonesse hanno
stupito oltre ogni aspettativa. Solo per
  citare alcuni successi vale la pena
ricordare la salvezza della prima
squadra ottenuta con largo anticipo,
    le vittorie contro Novara e
     Conegliano, tutte le squadre
giovanili sul podio provinciale e tante
 convocazioni territoriali e regionali
            per le under 18.

La società bresciana vuole ripetersi nella
stagione 2019/2020 e sta già lavo-
rando per allestire un roster
di tutto rispetto al fine di poter af-
frontare le corazzate che parteciperan-
no al prestigioso campionato di A1. Sono
molti i volti nuovi della Banca Valsabbi-
na Millenium Brescia, ma ci sono anche
alcune gradite conferme tra cui il libero
Francesca Parlangeli.
Tra le novità del roster bresciano c’è Va-
leria Caracuta, palleggiatore pro-
veniente da Scandicci. Nata a San Pie-
tro Vernotico, provincia di Brindisi, il 14
dicembre 1987, la nuova Leonessa, alta
173 centimetri, vanta numerose stagioni
tra serie A1 e A2. L’esordio è avvenuto
nella stagione 2008-2009 a San Vito dei
Normanni, prima di passare alla Florens
Castellana Grotte, Yamamay Busto Arsi-
zio e Rebecchi Piacenza. In quelle sta-

                                                       8
B-LIFE ∙ SPORT

gioni ha conquistato tre Scudetti (2012 a
Busto Arsizio, 2013 e 2014 a Piacenza),
2 Coppe Italia, 1 Supercoppa italiana e 1
Coppa Cev. Nel 2015-16 ha giocato nel
Venelles, Ligue 1 francese, prima di ri-
entrare in Italia alla Golem Palmi (serie
A2) dove è stata avversaria della Mille-          Silvercom sostiene le giovani Leonesse in collaborazione con Volley Mille-
nium nella stagione 2016-17. Lasciato il          nium. Nella splendida cornice del PalaGeorge di Montichiari, le atlete del-
sodalizio calabrese a gennaio, Caracuta,          la A1 della Banca Valsabbina Millenium Brescia hanno tenuto degli stage
ha chiuso la stagione a Modena in A1.             per ruolo ai quali hanno partecipato le giovanili Millenium oltre che alcune
Nella stagione successiva ha difeso i
                                                  società del territorio che collaborano con Millenium: Scuola di Pallavolo
colori della Sab Legnano da protagoni-
                                                  Brescia, Polisportiva Capriolese, Volley Palazzolo, Montirone Volley e Ro-
sta (dove è stata compagna di squadra
                                                  dengo Saiano Volley.
di Camilla Mingardi) e quelli della Sa-
vino del Bene Scandicci nel 2018-19,
incrociando nuovamente la strada della
sua futura squadra. Il 29 maggio 2013
a Montreaux ha debuttato in naziona-           ta alla Promoball dove ha debuttato nel       dotate di tecnica e fisicità, che pos-
le in Italia-Giappone 2-3. La carriera         massimo campionato il 1 novembre 2014         sano farsi valere anche nei rispettivi
dell’atleta salentina, inoltre, è stata par-   in Piacenza-Montichiari 3-0. In maglia        campionati regionali. Campionati che
ticolarmente ricca di successi anche nel       rossoblù ha conquistato per due stagioni      verranno seguiti da tecnici qualificati e
campionato di Sand Volley 4×4, l’even-         consecutive i play off scudetto e la Final    con esperienza, sotto la guida del Co-
to estivo organizzato dalla Lega Volley        Four di Coppa Italia (2016). Nel 2016-        ordinatore Matteo D’Auria e dalla
Femminile. Dal 2012 ha conquistato 5           17 Mingardi ha accettato il trasferimento     new entry Ferruccio Perini, che
scudetti (2012, 2013, 2015, 2017, 2018),       alla Sab Legnano dove ha sfiorato la pro-     seguirà i gruppi più giovani.
2 All Star Game (2012, 2017), 2 Coppe          mozione in serie A1 (sconfitta da Pesaro      Volley Millenium non è solo pallavolo
Italia (2013, 2016) e 1 Supercoppa ita-        nella finale play-off), conquistando il ti-   indoor ma anche attività di beach vol-
liana (2018).                                  tolo di top scorer della stagione cadet-      ley, indoor, outdoor e sand volley 4x4.
Altra novità nel roster Millenium è la         ta con 596 palloni messi a terra. Con le      L’attività sulla sabbia, al primo anno
centrale statunitense Symone Spe-              aquile legnanesi ha preso parte al cam-       dal suo inizio, porta già i suoi frutti: la
ech. Nata negli Stati Uniti a Chicago          pionato di A1 nella stagione successiva,      convocazione di beach regionale per le
(Illinois) il 29 maggio 1997, alta 191 cen-    poi chiusa alla Liu Jo Nordmeccanica          giovani leonesse Alessia Marelli 2002,
timetri, ha frequentato l’high school ad       Modena. Bergamo l’ultima tappa, prima         Mara Pizzi 2003, Anna Bagozi 2002 e
Oak Park-River Forest (nei sobborghi           di ritornare a Brescia dove indosserà la      Chiara Sala 2003. Ed è proprio Chia-
di Chicago) prima di passare alla storica      maglia bianconerogialla della Banca Val-      ra Sala, Libero del 2003, ad aver ri-
università di Georgetown nella capita-         sabbina Millenium. In numeri ha giocato       cevuto la prestigiosa convocazione per
le Washington DC. Con la maglia delle          95 gare a referto, 255 set ed ha realizza-    il collegiale del Club Italia e della Na-
Hoyas, Symone Speech ha giocato in             to 578 punti (195 break point). Non solo      zionale Juniores Femminile di Beach
446 set in 119 partite, realizzando 1.350      club, Mingardi è stata convocata da Da-       Volley. Grande partecipazione da par-
punti (con la seconda miglior percentua-       vide Mazzanti per partecipare alla Volley     te delle giovani beachers Mil-
le realizzativa), tra cui 370 muri che la      Nations League 2018, debuttando in na-        lenium alle selezioni territoriali di
proiettano nella top 10 di sempre a Ge-        zionale il 10 maggio 2018 nell’amichevo-      beach volley, che si concluderanno al
orgetown in questo fondamentale. Nel           le con il Giappone, giocata al centro San     termine di Maggio, al fine di formare le
2017 e 2018 è stata inserita nel 1st Team      Filippo di Brescia.                           coppie che rappresenteranno Brescia
All Conference.                                Non resta che attendere le prossime set-      nel Trofeo delle Province di Beach Vol-
Sarà la bresciana Camilla Min-                 timane per conoscere i nomi delle leo-        ley 2019. Giorgia Sbaraini 2004, Chiara
gardi l’opposto per la prossima stagio-        nesse che completeranno il roster della       Sala 2003, Veronica Parecchini 2004,
ne. Nata a Collebeato (Brescia), classe        prossima stagione (tutti i comunicati sul     Mara Pizzi 2003, Adama Diallo 2003,
1997, la nuova Leonessa compirà ven-           sito ufficiale www.milleniumbs.               Anna Marchioni 2004, Sara Marchioni
tidue anni il prossimo 19 ottobre e la         com, per restare sempre aggiornati è          2002, Elena Sanasi 2004, Silvia David
scorsa stagione ha giocato alla Zanetti        possibile iscriversi alla newsletter).        2004 sono le giovani atlete Millenium
Bergamo dove è stata avversaria della          Anche il settore giovanile bresciano,         che partecipano alle selezioni territo-
Millenium. Alta 186 centimetri, Mingardi       dopo un’annata di spicco, vuole ricon-        riali di beach volley 2019.
che può ricoprire sia il ruolo di opposta      fermare i risultati ottenuti nella stagio-    Non è da meno l’attività di selezione in-
che di schiacciatrice di banda, è cresciu-     ne 2018/2019 e migliorare la struttura e      door, dove, sono quattro le atlete Mil-
ta nel settore giovanile del Volley Berga-     l’organizzazione, nonché la qualità del       lenium impegnate a difendere Brescia
mo prima di trasferirsi nel 2013-14, gio-      lavoro in palestra. Proprio per questo, i     nel torneo delle province 2019: Anna
vanissima, alla Uyba Busto Arsizio dove        tecnici, nei mesi di Maggio e Giugno, sa-     Bendotti 2005, Lara Danesi 2005, Mar-
ha preso parte al campionato di B1. Nel        ranno impegnati nell’attività di selezio-     ta Bossini 2005 e Gaia Gavezzoli 2006.
campionato successivo 2014-15 è passa-         ne e provini, al fine di formare squadre

                                                                  9
B-LIFE ∙ LA BRESCIANA MALMOSTOSA
                                                              di Veronica Pede

   Cara Brescia,
MA QUANTO CI COSTI…
                           “  La città con i maggiori rincari, in Italia, dopo Bolzano.
                             Possibile che arriviamo secondi solo nelle classifiche in cui
                                   non ci converrebbe essere nei primi posti?
                                                                                                    ”

   Mi sono appena accorta di aver
   fatto un titolo degno di Libero e
 ovviamente me ne vergogno come
   una ladra, ma lo lascio, perché
 contiene tracce di realtà, in misura
  smisuratamente maggiore rispetto
   ai titoli di Libero. Ma partiamo
               dall’inizio.

Da trent’anni tondi, il Sole 24 Ore pub-         santa donna, che so-                                         non ha manco uno
blica annualmente delle classifiche rela-        steneva che “Quando                                       straccio di lago, men-
tive alla qualità della vita. Mette              c’è la salute c’è tutto”, po-                        tre noi su ‘sto punto fac-
in ordine le provincie italiane, dalla più       tremmo chiudere qui la rubrica.                 ciamo gli splendidi proprio.
vivibile alla meno, miscelando statistiche       Che facciamo, chiudiamo?
di vari fattori, dagli indici di delinquenza     No.                                         Ma guai se, per tirarci su il morale ri-
a quelli reddituali, dal numero di locali        Tutto sommato siamo degli ingrati, di-      guardo al clima deprimente, decidiamo
e biblioteche alle infrastrutture, parchi,       ciamolo. Tendiamo a non accontentarci,      di uscire a berci qualcosa. Cioè, faccia-
università, e così via.                          non ce la facciamo bastare, questa bene-    molo lo stesso, per carità, ma disponia-
Nel corso dei decenni la qualità e l’arti-       detta salute, quando ce l’abbiamo.          moci a sborsare più del normale perché
colazione delle rilevazioni è senza dub-         Ecco perché mi girano un po’ le scatole,    in base ad un altra classifica che ci vede
bio migliorata, tanto che adesso queste          proprio ora che scrivo questa rubrichet-    SECONDI assoluti, uau, Brescia è la città
elaborazioni possono essere consultate           ta e fuori piove, come sempre piove da      che in questo 2019 sta facendo registra-
in modo scorporato. La buona notizia è           sette otto mesi a questa parte, ho perso    re gli aumenti maggiori in Italia, dopo
che, dal punto di vista della salute, sia-       il conto, nel constatare che dal punto      Bolzano. Questa classifica di cui siamo
mo al settimo posto in Italia. Sani come         di vista del clima e della godibili-        tristemente i quasivincitori l’ha elabora-
pesci, oh. Il PCB ci fa un baffo. Proba-         tà del tempo Brescia si piazza OTTAN-       ta l’Unione Nazionale Consumatori. Ha
bilmente ha giocato una parte decisiva           TOTTESIMA su 107. Per darvi l’idea di       fornito anche la cifra media annuale che
la presenza dll’Ospedale Civile e di altre       quanto siam messi male vi dico che Ve-      una famiglia spenderà in più per effetto
strutture all’avanguardia in provincia,          nezia (la capitale mondiale dell’umidità)   di questi rincari: 400 euro.
come anche le campagne di screening              è quarantesima. Per consolarvi, possia-     Quindi che si fa?
condotte dall’Asl. Posizione rincuorante,        mo constatare come Bergamo sia però         Niente. Si esce a bere comunque e si
indubbiamente. Fosse per mia nonna,              novantottesima. Probabilmente perché        paga alla romana. Cin cin.

                                                                    10
Credo nell’immaginazione,
                                            nell’innovazione, nelle cose belle
                                            fatte con passione ma soprattutto

                                            credo nel valore delle persone.

                                            I risultati migliori, gli obiettivi
                                            importanti, si raggiungono sempre
                                            insieme.
                                                                    Oscar Pagani

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B-LIFE ∙ A ME GLI OCCHI
                                                               di Francesco Tarsia

                                                 LE BASI DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE

                                 IMPARIAMO A
                                comunicare!
“    “Comunicare significa avere la capacità di inviare un messaggio mantenendo vivo l’interesse del ricevente,
    facendo in modo che egli sia in grado di assimilarlo nella maniera più semplice e diretta per lui.” (F. Tarsia)
                                                                                                                                                  ”
    Comunicare è una delle attività principali dell’essere umano. Siamo
    costantemente e letteralmente immersi in un mondo di relazioni: al lavoro, in
    famiglia, con gli amici, ecc.
    Gli uomini sono animali sociali. In ogni momento della giornata ci troviamo a
    scambiare informazioni con l’ambiente esterno, e questa caratteristica consente di
    relazionarci, condurre le nostre esistenze, lavorare, amare, creare…

    Gli uomini sono animali sociali. In ogni         Nella quotidianità si tende a fare almeno
    momento della giornata ci troviamo a             due errori piuttosto gravi che interferi-
    scambiare informazioni con l’ambiente            scono, a volte in maniera determinante,        In altri termini è il mittente che ha la
    esterno, e questa caratteristica consen-         nella efficacia della comunicazione.           responsabilità del buon esito del pas-
    te di relazionarci, condurre le nostre esi-      Il primo e più frequente è quello di foca-     saggio di informazioni.
    stenze, lavorare, amare, creare…                 lizzare l’attenzione quasi esclusivamen-       Facciamo un altro esempio: il bravo in-
    Tuttavia troppo spesso siamo poco at-            te sul contenuto, sul “cosa voglio dire”,      segnante è colui che riesce a coinvol-
    tenti a questa attività cosi importante.         dimenticando quasi completamente il            gere emozionalmente i suoi studenti,
    Quante volte capita di avere la netta sen-       mezzo e il tipo di ricevente.                  mantenere vivo l’interesse per ciò che
    sazione di non essere compresi o capiti          Nel formulare un concetto, ad esempio,         sta dicendo, facendo in modo quindi di
    dal nostro interlocutore, nonostante gli         é fondamentale tenere ben presente se          trasferire in maniera efficace il conte-
    sforzi che facciamo?                             sto parlando, mando una mail, scrivo un        nuto della sua materia. Viceversa, l’in-
    È una esperienza che tutti abbiamo fat-          post o faccio una telefonata; ed inoltre,      segnante, pur preparato, che si siede in
    to e sappiamo bene quanto possa essere           sempre al fine di aumentare la mia ef-         cattedra e, senza guardare neanche la
    frustrante.                                      ficacia comunicativa, devo avere ben           classe comincia a ripetere la lezione “a
    Ma quali sono gli elementi della comuni-         presente a chi mi rivolgo: un bambino,         mo di pappagallo”, renderà la vita ai suoi
    cazione? Averli presente aiuta a cogliere        un adulto, una donna, una persona feli-        allievi estremamente difficile.
    quali sono i punti su cui portare l’atten-       ce, speranzosa, triste, ecc. In sostanza       Nella pianificazione di una campagna
    zione al fine di migliorare questa im-           è sempre meglio chiedersi e tener ben          pubblicitaria, nella quale viene investito
    portante capacità.                               presente chi si ha di fronte, al fine di       del denaro e che quindi ha la necessità
    Comunicazione è una interazione                  utilizzare un linguaggio e una modalità        di essere efficace ed avere un riscontro
    tra due o più elementi che hanno uno             espressiva il più congeniale alla persona      oggettivo, vengono presi in considera-
    scambio. Avremo quindi:                          e alla situazione.                             zione, in maniera estremamente atten-
    1. Un mittente: Colui che manda o in-            Tutti questi elementi mi aiuteranno a for-     ta e minuziosa, tutti questi elementi (il
        via il messaggio.                            mulare al meglio la mia frase, piuttosto che   mezzo, il target). E invece nella vita di
    2. Un ricevente: Il destinatario.                concentrarmi solo sul contenuto. Il secon-     tutti i giorni questo non accade.
    3. Un contenuto: Ciò che viene trasfe-           do errore comunicativo tipico, è quello di     Siamo sempre preoccupati esclusiva-
        rito (nella comunicazione verbale il         attribuire la responsabilità del buon esito    mente su ciò che vogliamo dire e sempre
        messaggio).                                  della comunicazione al ricevente.              poco sul come.
    4. Un medium: il mezzo attraverso                Chi si occupa professionalmente di co-         Diventare consapevoli di tutte le componen-
        il quale il messaggio viene inviato          municazione invece conosce una regola          ti che sono in gioco in una comunicazione
        (mail, rivista, voce, radio, social, ecc).   fondamentale:                                  amplia moltissimo la possibilità di rendere
    Banale? Meno di quello che si possa pen-         “Se il mio interlocutore non capisce           il mio messaggio, eloquente, espressivo e
    sare.                                            o si distrae, la colpa è mia”.                 anche calzante e persuasivo.

                                                                         12
B-LIFE ∙ A ME GLI OCCHI

                                             IL CORPO CHE PARLA, MENTRE PARLIAMO

 I LIVELLI NASCOSTI NELLA
comunicazione verbale
   “ In una normale conversazione tra due persone il contenuto, le parole, i concetti che vengono
                              espressi hanno un valore molto marginale.
       Attualmente si valuta che il peso dei concetti espressi si aggira intorno al 25% del totale.
                       Mentre tutto ciò che attiene al “come” lo dico vale ben il 75%.

                                                                                                                   ”
        Il “come lo dico” attiene sopratutto elementi corporei non-verbali come la postura,
                   le espressioni e micro-espressioni del volto, la gestualità.

                                                 Nella comunicazione il contenuto e i          ciamo due distinti dialoghi essendo-
                                                 concetti che vengono espressi sono            ne però consapevoli solo di uno.
                                                 digitali e hanno quelle caratteristiche,      Uno è quello logico manifesto e l’altro è
 “C’è un dire che non è per il
                                                 la mente logica e razionale è coinvolta       quello inconscio del linguaggio del cor-
 detto.” (A. F. de Salvador)
                                                 nella gestione ed elaborazione di questa      po.
                                                 parte della comunicazione. Si conside-        Non essendone coscienti capita spesso
                                                 ra analogico la parte non-verbale e pa-       che questi due discorsi dicono cose con-
                                                 ra-verbale; e a gestire questo aspetto è il   trastanti.
                                                 mondo inconscio ed emozionale.                A voce dico una cosa e contemporanea-
                                                 Gli aspetti analogici sono di fatto ciò che   mente il mio non verbale, il mio corpo ne
                                                 maggiormente rende efficace una con-          dice una diversa se non opposta.
Determinanti sono anche gli elementi             versazione, perché sono quegli elemen-        Pe fare un esempio, pensiamo al salu-
para-verbali come il tono della voce,            ti che stimolano, coinvolgono la parte        to forzato che facciamo se incontriamo
il timbro, il ritmo del nostro parlare e         emozionale non logica e inconscia             una persona che ci è profondamente
il volume.                                       del nostro interlocutore.                     sgradita ma che, per cortesia o dovere,
Non-verbale e para-Verbale hanno una             Coinvolgere emozionalmente la per-            dobbiamo salutare. “Buongiorno, piace-
caratteristica molto importante: sono            sona con cui parliamo, è estremamente         re di vederla” dice il nostro verbale…
elementi analogici.                              importante perché la sua memoria, la          ma il corpo, le spalle piegate in avanti,
Cosa significa? Le persone della mia             sua attenzione, è sopratutto legata a fat-    lo sguardo basso, l’espressione insof-
età, amanti della musica avranno ben             tori emozionali e inconsci o subconsci.       ferente e la voce dicono esattamente il
presente nella loro memoria i dischi in          Se immaginiamo la persona che ascolta         contrario. Forse la persona in questione
vinile, in un epoca pre CD e pre mp3. Os-        come se fosse una ricevente radio, la         non si accorge consapevolmente del no-
sia un epoca pre digitale (analogica ap-         componente emozionale sarebbe quella          stro essere forzati (se siamo bravi a ma-
punto). Avere chiaro la caratteristica del       che amplifica il segnale e lo tiene aggan-    scherare), ma il suo inconscio sì (anche
segnale analogico e del segnale digitale         ciato alla frequenza giusta.                  se siamo degli attori da oscar). La sensa-
e in che modo queste due istanze siano           La mente cosciente ascolta solo il con-       zione complessiva che avrà sarà quindi
presenti nel nostro comunicare è cosa            tenuto ma l’inconscio, e il mondo emo-        sgradevole anche se siamo stati educati.
estremamente utile.                              zionale “presta attenzione” al corpo; e Il    Conoscere, almeno in parte il linguaggio
Il segnale digitale viaggia in serie,            corpo parla il suo linguaggio mentre la       del corpo, riuscire a essere coerenti nel
come una fila indiana un bit alla volta,         testa è impegnata a dire ciò che vuole.       nostro modo di comunicare, in maniera
esso si presta ad essere analizzato un                                                         che ciò che dice la “bocca” sia congruen-
pezzo alla volta (come il ragionamento).         “Non esistono parole più chiare del           te con quello che dice il corpo, è ciò che
Quello analogico si muove in paralle-            linguaggio del corpo, una volta che           fa una comunicazione profonda e coin-
lo, arriva tutto insieme come una schie-         si è imparato a leggerlo.”                    volgente. In definitiva è la differenza che
ra di persone una a                              (Alexander Lowen)                             sta tra un grande comunicatore e uno
fianco ad un altra, questa tipologia pro-                                                      che semplicemente parla.
duce una sensazione più globale (ciò che         Possiamo dire che, ogni volta che par-
vivo mi fa sentire più o meno a mio agio).       liamo a qualcuno, letteralmente condu-

                                                                    13
B-LIFE ∙ PEOPLE

                                                    33 DOMANDE MENO UNA

                STEFANO Renga
                     “  Se son rose, fioriranno; l’importante è che non siano caki.
                                                                                                                 ”
                                           Stefano Renga, classe 1960, figlio di Ogino-Knaus. Nasce a Milano, in via Cristoforo
                                           Gluk (musicista), da padre sardo e madre di origine siciliana. Un’infanzia passata
                                           a vagare per mezza Italia seguendo il padre e la famiglia; una vita passata a sopi-
                                           re il Mr. Hyde musicista a favore del dottor Jekyll ingegnere. Contrae il
                                           morbo del palcoscenico all’età di 14 anni, quando vi sale per cantare con la prima
                                           Band. Intossica inevitabilmente il suo fratellino più giovane di otto anni, Fran-
                                           cesco, costringendolo a vivere in una camera interamente ricoperta di poster di
                                           Band e musicisti, con una colonna sonora Rock permanente. Ha cantato con Band
                                           che hanno fatto ballare e svagare per quarant’anni tutta la Lombardia (Soho, Ifix
                                           Tchen Tchen, Houdini Band per citarne alcune) ma mai rassegnato al suo ruolo
                                           di consulente strategico aziendale che svolge col fardello della consapevolezza di
                                           essere una delle cause della crisi del mondo occidentale.

Segno zodiacale?                                L’amore?                                       Se son rose, fioriranno; l’importante è
Sagittario ascendente Gemelli                   L’Amore è un guscio trasparente che            che non siano caki.
Cosa ti caratterizza?                           protegge due individui, fondendoli.            Hai mai barato a giocare a carte?
Sono un entusiasta cosciente.                   L’autore?                                      Mai.
Le qualità che ami di più                       Un visionario: George Orwell.                  La frase o massima che più ti
nelle persone?                                  L’autrice?                                     rappresenta?
La lealtà.                                      Una pasionaria: Oriana Fallaci.                Non c’è fumo senza fuoco.
Cosa ti infastidisce?                           Il tuo cantante di sempre?                     Un tuo difetto?
L’inutile, boriosa stupidità.                   Peter Gabriel (poi... mio fratello).           Sono testardo.
In amore è meglio lasciare                      Se potessi fare una domanda al genio           Cosa volevi fare da bambino?
o essere lasciati?                              della lampada cosa chiederesti?                Il lavoro del mio papà: il finanziere (Nec
È comodo essere lasciati, ma lasciare ti        Di potere regalare il tempo che mi resta a     Recisa Recedit).
fa sentire nel giusto                           Lorenzo, Jacopo e Matilda, i miei tre figli.   Una cosa che non va in italia?
Il negozio dove spenderesti tutti i             L’ultimo regalo che hai ricevuto?              L’assenza di Giustizia.
soldi di una carta di credito?                  Un mazzo di fiori per la Festa del Papà.       La prima cosa che fai quando ti
Una bottega dove vi sia un po’ di tutto…        L’ultimo libro letto?                          svegli?
purché sia vintage.                             Cura e manutenzione della donna di             Faccio uscire il mio cane Byron (la mia
La città che ami di più?                        Jerome K. Jerome.                              sveglia vivente delle 6,30).
Alghero per i ricordi, Brescia per              Numero favorito?                               Un insegnamento di tua madre?
riconoscenza per avermi accolto.                Il pigreco: ha un che di ammaliante.           Cucire, stirare, pulire e, soprattutto,
Il tuo piatto preferito?                        Sei superstizioso?                             Amare.
Parmigiana di melanzane.                        No: sono un anti-fatalista.                    Se ti dico “cool” cosa pensi?
La bevanda?                                     Preferisci dare o ricevere?                    NY 70’s
Una volta era il Mojito, da tempo il Gin        Il piacere del Dare è incommensurabil-         Se fossi il Sindaco di Brescia cosa
Tonic di Luciano del Caffè N°2.                 mente più grande del ricevere.                 faresti per prima cosa?
Mare o montagna?                                Animale preferito?                             Valorizzerei il patrimonio culturale
Decisamente Mare.                               Cane (ma amo molto anche i gatti).             immenso della nostra Città per creare
Film preferito?                                                                                ricchezza attraverso il turismo.
                                                Qual è la parola o la frase che dici
Blade Runner.                                   più spesso?

                                                                    14
B-LIFE ∙ GIRANDOLAR(T)E
                                                  di Lorenza Giovanelli

                                                                                         A
                                            maggio '19
                                                 APPUNTAMENTI
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                                                                                 ITA
                                  VeneziaAdall’11 maggio al 24 novembre
                                     58 BIENNALE D’ARTE                                               www.labiennale.org
                               “Se il mondo fosse così chiaro, l’arte non esisterebbe”, diceva lo scrittore Albert Ca-
                               mus. E visti i tempi che corrono, tutt’altro che limpidi, la creatività diventa quasi una
                               sorta di Google translator per decriptare ciò che stiamo vivendo. Dimentichiamoci per un
                               attimo Alberto Sordi che vaga spaesato fra le sculture di Richard Long nel film “Le vacanze
                               intelligenti”; oggi temi come terrorismo, ecologia, femminismo vengono portati alla luce
                               proprio da quadri, sculture e videoarte. Gli effetti sono dirompenti. Ne sa qualcosa il
                               barbuto newyorkese Ralph Rugoff, direttore della 58º Biennale Arte di Venezia, che ha in-
                               titolato la “sua” edizione “May You Live In Interesting Times”. Sembra un augurio, ma non
                               lo è. L’espressione infatti si ispira a un anatema cinese, dove il termine “interessanti”
                               gioca con l’ironia e significa tormentati e dolorosi. Il pittore Luc Tuymans, stella della
                               mostra “La Pelle” a Palazzo Grassi, usa due parole per definire la nostra epoca: “violence
                               et fragilité”. Le pronuncia quasi sussurrando, quasi a fare da contrasto a tempi sbracati,
                               invasi da social media e talent show. Se fosse ancora tra noi, Alberto Burri, in mostra
alla Fondazione Cini, direbbe la stessa cosa. Ecco perché in una stagione effimera come la nostra un po’ di concretezza
non farebbe certo male. “Intorpidimento delle menti e povertà culturale” sono per Georg Baselitz - non proprio un ingua-
ribile ottimista - le caratteristiche del tempo in cui viviamo. E “idiota” è il termine che Via Muniz usa per descrivere
i presidenti di Stati Uniti e Brasile, perfetti rappresentanti del presente. “Non so se viviamo in tempi interessanti”,
dice l’artista brasiliano, “certo la tecnologia li ha condizionati avendo un effetto radicale su molte democrazie. Basta
guardare l’America o il mio Paese: Trump e Bolsonaro sono due idioti. La democrazia non è un gioco.” Se la scienza con-
tinuerà a svilupparsi senza freni, faticheremo a riconoscere noi stessi. Almeno questa è la tesi di Adrian Ghenie, in
scena a Palazzo Cini. “Se queste ricerche finiranno in mani sbagliate, ci attende un secolo di aberrazioni, popolato da
mostri”. E ancora Brigitte Niedermair, ospite a Palazzo Mocenigo: “che l’uguaglianza tra uomo e donna non sia più solo
enunciazione di principio. Dobbiamo imparare a non vederci come nemici. Solo così cambieremo le cose”. Di questi tempi
è un invito assai attuale. Ma se Niedermair chiede, Chiara Fumai ha passato la sua breve vita (è scomparsa a 39 anni)
a reclamare e rivendicare i diritti delle donne, grazie a performance sconvolgenti in cui mixava identità femminile e
violenza. Chiara è una dei protagonisti del Padiglione Italia, quest’anno curato da Milovan Farronato. È lui stesso a
immaginare le parole che l’artista ci avrebbe detto se l’avessimo stuzzicata sulla quotidianità. “Imperiosa ed enigma-
tica, Chiara avrebbe dichiarato che viviamo in tempi in cui si “slavora” senza tregua, in cui si pianifica ogni cosa in
dettaglio. Si passano ore a travestirsi, instancabili come elfi, per apparire squinternati senza esserlo. La modalità d’a-
zione è quella che ci impedisce di rimanere sempre gli stessi”. Insomma, una Biennale in cui ci guarderemo allo specchio
e forse scopriremo di aver camminato per chilometri di storia per diventare qualcosa di tremendamente poco interessante.

                                 Venezia, Fondazione Giorgio Cini Fino al 28.07.'19
           BURRI. LA PITTURA, IRRIDUCIBILE PRESENZAwww.cini.it
                               Dai rarissimi “Catrami” agli ultimi e monumentali “Cellotex”, un percorso in 50 opere
                               ricostruisce nella sua interezza la parabola storica del Maestro della materia, e lo ri-
                               porta a Venezia dopo quell’indimenticabile personale che nel 1983 vide protagoniste 18
                               opere del ciclo Sestante negli ex Cantieri Navali alla Giudecca. Un’opportunità più unica
                               che rara di ammirare una selezione inedita di opere che rappresentano il percorso di ri-
                               cerca di trasformazione della materia in opera d’arte incessantemente perpetrata da Burri
                               nell’arco della sua carriera artistica. Italiano cosmopolita e avanguardista, testimone
                               degli orrori della guerra in Africa, poi prigioniero in Texas, è proprio durante la de-
                               tenzione forzata negli Stati Uniti che Burri matura la scelta di dedicarsi alla pittura,
                               quell’irriducibile presenza, che lui stesso si disse incapace di tradurre in parole. Così
                               come Giotto aveva rivoluzionariamente sostituito ai cieli d’oro della pittura medioevale
                               il celeste che si poteva osservare in natura, Nell’arte di Burri la materia reale prende
                               con prepotenza il posto della mimesi rappresentativa, da medico, controlla la superficie,
la pelle, i pori, il pelo, come un dermatologo dell’arte, per poi trasformarla, bruciarla, tormentarla fino a sublimar-
la. Uno spirito libero, con una musica silenziosa dentro e una violenza creativa fatta di ombre del reale e di astratte
tensioni, con l’ansia della ricerca e il desiderio di dominare l’inerte materia, quella più infima, degradata spregiata,
plasmarla come docile creta e farla diventare cosa viva, vitale, ricca di energia, di fascino o repulsione, poetica,
metafora e simbolo della rivalsa dei diseredati, degli sconfitti, degli ultimi, una sorta di catarsi. Suture, abrasioni,
cicatrici, ustioni, eterne stigmate, sono gli elementi del linguaggio artistico del dottor Burri che gioca la sua partita
tra la vita e la morte e tra la materia e la forma. dando vita ad una nuova bellezza che si manifesta per opposizione
dopo il primo attimo di sconcerto.

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                                        Torino, Castello di Rivoli Fino al 23.06.'19
                                        ANRI SALA. AS YOU GO                                                  www.castellodirivoli.org
                                   Il terzo piano del Castello di Rivoli è invaso da un moto ondoso e sublime, dall’ingresso sulle tra-
                                   vi del soffitto alle stanze sempre più immerse nel buio, con schermi e contro schermi che proiettano
                                   nell’oscurità le opere filmiche dell’artista albanese Anri Sala. Una mente magnifica, prensile, musi-
                                   cale, teoretica, politica. Un inseguimento di immagini in grado di trasformare lo spazio in musica.
                                   I film mettono in scena momenti di esecuzione pianistica, umana e computerizzata, tra il Ravel del
                                   concerto per una mano sola e l’Unravel della “macchina umana”. Ma vero fulcro della mostra è la prima
                                   presentazione a livello mondiale in un museo pubblico di “If and Only If”, opera filmica nella quale
                                   l’attenzione dell’artista si concentra sulla relazione tra il movimento di una lumaca e quello del
                                   musicista Gérard Caussé mentre suona una viola ed esegue “Elegia per viola sola” di Igor Stravinsky
                                   (1944). Con delicatezza poetica, il film descrive il percorso della lumaca sull’archetto del musicista
                                   e le variazioni impresse dai minimi movimenti dell’animale, o dalle sue pause, all’esecuzione, creando
                                   una musica in collaborazione tra umano e non-umano in gradi di trasportarci in un regno fatto d’aria.
                                   I tasti di un pianoforte sono fantasmi aggrediti da un’intelligenza indomabile. La musica e il tempo,
                                   vale a dire la struttura stessa del fenomeno umano, si stendono nelle camere nere di una ‘parata’ che
viene annunciata in modo circense da due percussioni a guida autonoma, appese al soffitto, come ad annunciare il Rondò delle vite, sempre
circolari, mai lineari. Un flusso di immagini in movimento e narrazioni molteplici capaci di restituire la sensazione di essere immersi
in un’unica e gigantesca scultura in movimento.

                                         Venezia, Fondazione Prada Fino al 24.1 1.'19
                                             JANNIS KOUNELLIS                                                 www.fondazioneprada.org
                                    Si definiva un pittore, diceva di ispirarsi alle immagini del Rinascimento, ha contribuito in maniera
                                    decisiva al processo di rinnovamento estetico nel boom del dopoguerra ed è stato uno degli ultimi,
                                    grandi maestri di un certo modo di intendere la materia dell’arte, non solo in Italia. Jannis Kounellis
                                    era uno scrupoloso rivoluzionario, osservatore obliquo, a tratti scomodo, dei suoi e dei nostri tem-
                                    pi. Alla sua vita e alle sue opere, Fondazione Prada dedica la prima, ampia retrospettiva dopo la sua
                                    scomparsa, due anni fa. Semplicemente “Jannis Kounellis”, si preannuncia già come uno degli appunta-
                                    menti imperdibili della 58º Biennale d’arte di Venezia. Il progetto, sviluppato in collaborazione con
                                    l’Archivio Kounellis, riunisce 70 lavori dal 1958 al 2016, e ricostruisce la storia artistica ed espo-
                                    sitiva di Kounellis, classe 1936, evidenziandone gli sviluppi fondamentali della sua poetica mediante
                                    una sinergia creata tra le opere e i magnificenti spazi settecenteschi di Ca’ Corner della Regina. Una
                                    cronologia che si dipana a partire dalle opere prime a quelle dove la matrice concettuale si intrec-
                                    cia con le operazioni poveriste, fino alle più recenti imponenti installazioni, passando attraverso
                                    le declinazioni olfattive, dagli inconfondibili sentori di caffè e grappa, le sperimentazioni con i
                                    metalli e con i processi di trasformazione della materia. Completano la retrospettiva una ricchissima
raccolta di documenti, film, cataloghi, inviti, manifesti e fotografie d’archivio, che testimoniano la storia espositiva di Kounellis, ar-
tista instancabilmente poliedrico che amava descrivere l’arte come una via non convenzionale a cui il linguaggio doveva aprirsi per non
cadere nel baratro stangante dello stereotipo dato dall’uso, poiché la ripetizione coatta di uno stile porta alla distruzione dell’arte,
quell’arte a cui Kounellis ha saputo dare vita eterna.

                                       Milano, Pirelli Hangar Bicocca Fino al 15.09'19
                                    SHEELA GOWDA. REMAINS                                                        www.hangarbicocca.org
                                    I monumentali spazi delle Navate diventano la cattedrale in cui si consacra l’arte dell’indiana
                                    Sheela Gowda, sulla scena italiana. Sin dagli esordi della sua carriera, Sheela Gowda, sviluppa la
                                    sua pratica attraverso un intenso dialogo e scambio tra le tradizioni artistiche locali e le forme
                                    d’arte internazionali. La formazione artistica di Gowda risale agli anni settanta, quando in India
                                    l’impostazione accademica era rivolta alla tradizione modernista indiana e a una rilettura in chiave
                                    contemporanea dell’arte classica locale, con uno spiccato interesse per l’immaginario popolare e per
                                    le tecniche artigianali. Dopo l’esperienza al Royal College of Art di Londra, a metà degli anni Ot-
                                    tanta, Gowda ritorna in India. È in questo periodo che ha inizio nelle sue opere la transizione dallo
                                    spazio pittorico a quello tridimensionale, che ha portato l’artista al definitivo superamento della
                                    bidimensionalità del quadro. La nuova direzione della sua pratica risponde, da un lato, alla necessità
                                    di andare oltre la mera rappresentazione e di intervenire direttamente sullo spazio; dall’altro, alla
                                    volontà di coinvolgere attivamente l’osservatore nella fruizione dell’opera. L’approccio rivolto verso
                                    la spazializzazione dell’opera e il conseguente coinvolgimento attivo del visitatore, rappresentano
                                    inoltre una risposta ai cambiamenti che stavano attraversando la società indiana negli anni Ottanta e
Novanta, in particolare in seguito all’ascesa dei conservatori e ai numerosi atti di violenza avvenuti nel paese. “Remains” sottolinea
la poetica e il significato politico dell’opera di Gowda, la cui pratica scaturisce da uno sguardo ricettivo e approfondito sul mondo, e
dalla consapevolezza del valore simbolico e comunicativo dei materiali, degli oggetti e degli scarti. “Un’opera è il risultato di una
decisione, di una scelta. Se è vero che il mio lavoro nasce da contesti specifici, tuttavia la natura ultima di un’opera è modellata sul-
la base dell’astrazione; un’astrazione che non si limita a una scelta stilistica, ma il cui intento è comunicare significati e favorire
molteplici letture”.

                                                                      16
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                                             maggio '19
                                                               APPUNTAMENTI
                                                                                     T E R
                                                                                  ES
                                         New York, The MET Fino al 08.09.'19
                                       CAMP. NOTES ON FASHION
                 NEW YORK: Da Milano 9h aereo - Da Roma 8,30h aereo                            www.metmuseum.org
                            Molte cose al mondo non hanno un nome, e molte, anche se il nome ce l’hanno, non
                            sono mai state descritte. Una di queste è la sensibilità - inconfondibilmente
                            moderna, una variante della sofisticazione, anche se difficilmente con essa si
                            identifica - che va sotto il nome di “Camp”. Così scriveva Susan Sontag nelle
                            sue Note sul Camp, dedicate a Oscar Wilde. “Per cominciare, assai generalmen-
                            te: il Camp è una particolare forma di estetismo. È un modo di vedere il mondo
                            come fenomeno estetico. Questo modo, il modo camp di guardare alle cose, non
                            si basa sulla bellezza ma sul grado d’artificio e di stilizzazione.” Emerso nel
                            diciannovesimo secolo come un codice segreto diffuso e adottato dalle comunità
                            omosessuali, da allora, il Camp non ha cessato di esistere, affermandosi con
                            maggior evidenza in particolari momenti storici e sociali spesso coincidenti
                            con i periodi di conflitto politico e di disordini sociali, in reazione alla
                            conformità. Gli anni trenta sono stati un periodo incredibilmente fertile per
                            il Camp e suo fratello il Surrealismo, incarnato nella sua stella Salvador Dalí;
                            così gli anni sessanta con il suo sottile gioco di ruoli di genere e posizione
sociale. Andrew Bolton, curatore della mostra newyorkese, nota come la surreale fenomenologia del Camp sia
in gran parte diffusa nella cultura popolare di oggi - a volte nascondendosi “in bella vista”, come con la
popolarità, ad esempio, del travestimento, forse guidato da un diffuso sentimento di ribellione nei confronti
delle norme sociali e delle categorie di genere ed età. In un momento in cui il genere è una scelta e il
divertimento è tornato a far parte delle attività di competenza del mondo degli adulti, perché non usare una
borsetta a forma di orsacchiotto o indossare un mezzo smoking abbinato ad un mezzo abito da sera sul tap-
peto rosso degli Oscar come l’attore Billy Porter a febbraio? “Quando inizi a guardare il mondo attraverso
gli occhi del Camp”, ci insegna Bolton, “lo vedi dappertutto”. La mostra del Met raccoglie una selezione
di interpretazioni del Camp nell’arte, nella moda e nel design a partire dalla Francia di Luigi XIV in uno
spettacolare e caleidoscopico carosello che “è bello perché è orribile…”

                                               New York, MoMA PS1 Fino al 02.09.'19
                        SIMONE FATTAL: WORKS AND DAYS
                 NEW YORK: Da Milano 9h aereo - Da Roma 8,30h aereo                                www.moma.org
                             Per la sua prima mostra personale negli Stati Uniti, l’artista di origini liba-
                             nesi Simone Fattal porta oltre 200 opere frutto di 50 anni di carriera, riunendo
                             sculture in ceramica, dipinti, acquerelli e collage i cui soggetti attingono
                             da una serie di fonti tra cui narrativa di guerra, pittura di paesaggi, storia
                             antica, mitologia e poesia Sufi. Opere che esplorano l’impatto dello spostamento
                             inteso come diaspora, nonché la politica dell’archeologia e degli scavi, e il
                             modo con cui questi temi risuonano attraverso la pratica multiforme dell’arti-
                             sta. Il lavoro di Fattal costruisce un mondo che emerge dalla storia e dalla
                             memoria, e le sue repliche e ripetizioni lottano con le il tempo che fugge men-
                             tre svelano le proprie risonanze. Mai lontane dalla terra, le sue opere vedono
                             la luce come un progetto incompiuto di narrazione di storie antiche, popolate di
                             figure che trovano le loro origini nell’Epopea di Gilgamesh, nell’Odissea, nel
                             Dhat al-Himma e altre ancora. Fuori ma al contempo dentro il tempo, il suo lavo-
                             ro fluttua tra contemporaneo, arcaico e mitico. La mostra mette in luce l’immensa
                             produzione dell’artista popolato di sculture di argilla di carattere figurativo
rese con minimi e rapidi tocchi, quel tanto che basta per essere percepite come individui, rivelando una
preoccupazione per la fragile persistenza della forma umana. Attorno a questo mondo popolato di un’umanità
transitoria, case, ponti e muri, oltre ad animali, alberi e altri oggetti. Completano l’universo di Fat-
tal diverse serie di dipinti e acquerelli che aiutano a comprendere la visione di se stessa come artista:
“un’artigiana di bellezza e verità”, la cui arte “è una finestra su un mondo a cui solo l’arte stessa può
accedere. Non puoi definire questi mondi. Sono epifanie, visioni.”

                                                                      17
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                                                                                                       E R O
                                                                                                   EST
                           Paris, Centre George Pompidou Fino al 16.09.'19
                      PRÉHISTOIRE, UNE INVENTION MODERNEwww.centrepompidou.fr
                     PARIGI: Da Milano 1.30h aereo - Da Roma 2,05h aereo
                                    Una mostra decisamente originale per le sale del Centre Pompidou di Parigi quella che racconta i
                                    legami che uniscono la preistoria con l’arte moderna e contemporanea. Un percorso volto a mostrare
                                    come, nel grande periodo di crisi chiamato “modernità”, prima gli artisti, e poi la società nel suo
                                    complesso, si sentano attratti dalle loro “origini” e tentassero di costruire una visione fantastica
                                    di “ciò che ha preceduto la Storia”. Allo stesso tempo, ciò che emerge è l’idea che l’uomo contem-
                                    poraneo si è fatto della Preistoria stessa: una sorta di macchina del tempo, in cui le molteplici
                                    forze in gioco disegnano la loro fecondità a partire dalle loro stesse contraddizioni: la necessità
                                    di decostruire e il bisogno di ricostruire nuove fondazioni; l’emergere dalla storia e l’immersione
                                    nella storia; il desiderio per la rivoluzione e la paura dell’apocalisse. Concetto che più moderno
                                    non si può - il termine stesso fu coniato negli anni ‘60 dell’Ottocento - è il frutto di una progres-
                                    siva stratificazione di fatti, idee e fantasie che nel corso del XIX secolo diventarono un insepara-
                                    bile corpus di immagini, ipotesi e speculazioni, il cui impatto non ha ancora cessato di influenzare
                                    l’immaginario collettivo. Questo Grand Tour tra passato decisamente remoto e… l’altro ieri, offre
                                    una panoramica su questa mistica storia d’amore che dura da millenni e ha visto come protagonisti
                                    illustri i più grandi artisti di tutti i tempi: da Redon a Picasso, da Giacometti a Beuys, fino alle
generazioni del XXI secolo. Una riflessione sull’estensione del tempo, su un’idea di terra senza umanità, sul rapporto tra esseri umani
e animali. Tutto punteggiato da iconiche opere preistoriche del Paleolitico e del Neolitico. Una passeggiata tra i ricordi d’infanzia
dell’uomo che si spera possa aprire nuove prospettive su quella tela bianca che è il futuro che verrà.

                                              Amsterdam, Rijksmuseum Fino al 10.06.'19
                                                 ALL THE REMBRANDTS
                     AMSTERDAM: Da Milano 1,50h volo - Da Roma 2,30h volo                                               www.rijksmuseum.nl
                                   A tutto Rembrandt. 350 anni fa moriva il maestro olandese che ha lasciato uno dei segni più inde-
                                   lebili nella storia dell’arte. I principali musei del Paese rendono così omaggio alla stella del
                                   cosiddetto Secolo d’oro con decine di mostre dedicate al suo genio assoluto. Nessun museo al mondo
                                   possiede un numero di opere di Rembrandt superiore a quello del Rijksmuseum di Amsterdam, e quest’an-
                                   no permetterà al pubblico di ammirare la collezione completa composta da 22 dipinti, 60 disegni e 300
                                   stampe in tutta la sua gloriosa bellezza. Un’opportunità straordinaria di scoprire i segreti sulle
                                   tecniche pionieristiche e sulle idee innovative di Rembrandt. Al termine della mostra, inizieranno
                                   anche i preparativi per il restauro-show e live, che dal mese di luglio avverrà sotto gli occhi dei
                                   visitatori, della “Ronda di notte” (1642), che sarà sottoposta a un delicato intervento di pulitura
                                   e consolidamento della pittura. Tutte le fasi del lavoro di restauro saranno trasmesse in diretta
                                   online grazie a una webcam a cui potranno collegarsi gli art lovers di tutto il mondo. Ad Amsterdam
                                   inoltre sarà possibile visitare anche la Casa Museo del pittore, che nell’anno tematico organizzerà
                                   ben tre diverse mostre: “La rete sociale di Rembrandt”, con opere mai esposte prima d’ora in Olanda,
                                   “Ispirati a Rembrandt” e “Laboratorio Rembrandt”. A L’Aja il Mauritshuis proporrà le grandi opere
                                   di Rembrandt presenti nel museo fino 15 settembre 2019. Saranno dunque visibili dipinti concessi in
prestito mai esposti prima in Olanda, come ad esempio opere provenienti dal Museo d’Israele di Gerusalemme ospitate al Museo Storico
Ebraico di Amsterdam. Verrà presentata anche la notevole collezione di dipinti del XVII secolo del Museo Frans Hals di Haarlem. Infine,
sarà allestita un’esposizione incentrata sull’acqua presso il Westfries Museum di Hoorn. Nel loro insieme dunque le mostre olandesi
permetteranno di approfondire la conoscenza di Rembrandt e dell’epoca fiorente in cui l’artista visse, con la possibilità di contemplare
opere che solo molto di rado, o forse mai, sono state esposte. Serve aggiungere altro?

                                             Bilbao, Guggenheim Bilbao Fino al 09.09.'19
                        JENNY HOLZER: THING INDESCRIBABLE www.guggenheim.org
                     BILBAO: Da Milano 1.40h aereo - Da Roma 2h aereo
                                        Per oltre quarant’anni, l’artista americana Jenny Holzer ha presentato le sue idee astringenti, i
                                        suoi conflitti e i suoi dolori in luoghi pubblici e mostre internazionali, tra cui la Biennale di
                                        Venezia, il Museo Guggenheim di New York City e il Louvre Abu Dhabi. Il suo medium, che sia in forma
                                        di T-shirt, di targa o di insegna luminosa, è la parola. A partire dai manifesti affissi per le strade
                                        di New York negli anni settanta, e continuando attraverso le sue recenti proiezioni di luce sul pa-
                                        esaggio e sull’architettura, la sua pratica artistica ha sfidato l’ignoranza e la violenza armata di
                                        umorismo, gentilezza e coraggio. La sua tenacia è protagonista della più grande mostra a lei dedicata
                                        in un’istituzione museale, che mette in luce la straordinaria architettura di Frank Gehry attraverso
                                        installazioni site-responsive e porta nelle sale una raccolta di opere che vanno dai lavori giovanili
                                        di stampo street-art fino ai più recenti olii ed acquerelli che riproducono documenti rilasciati dal
                                        governo americano in risposta ai tragici eventi dell’11 settembre. Installazioni robotiche espressa-
                                        mente realizzate per la mostra spagnola e un’inedita collezione di materiali d’archivio dell’artista,
                                        completano questa straordinaria rassegna in cui appare evidente che, come una volta affermato Holzer,
                                        “la noia ti fa fare cose pazze”.

                                                                                 18
B-LIFE ∙ FOCUS

                                  Sp
la Redazione - Ph- Ag. Fotolive

                                  BR
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UN MITO LUNGO
 1000 Miglia
B-LIFE ∙ FOCUS

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                                               “ è il percorso su cui si svolge
                                            la “corsa più bella del mondo”

                                                                                   ”
                                             che anche quest’anno ha richiamato
                                             appassionati da ogni parte del globo.

     Si è svolta dal 15 al 18 maggio
     la trentasettesima rievocazione della
     Mille Miglia storica: come da tradizio-
                                                         I numeri dell’edizione 2019
                                                         430 Le vetture storiche
     ne, è stata una sfilata unica di preziosi
     capolavori su quattro ruote, che                        che hanno preso parte alla gara
     hanno percorso l’Italia affascinando la
     folla di spettatori assiepati lungo tutto il
     percorso.
                                                                               I paesi di provenienza
                                                                                    degli equipaggi.     40
                                                             75 Le case produttrici rappresentate
     La Mille Miglia fonde in un unico evento
     arte, bellezza, design e storia,
     coinvolgendo le città, i borghi, le vie, le
     piazze e le strade italiane, uno spetta-
     colo nello spettacolo, in un territorio
                                                                              Le località attraversate
                                                                                           dalla gara    200
     unico e amato da tutto il mondo.
                                                         112 Le prove cronometrate
                                                             affrontate dai partecipanti

                                                    >> VERNICIATURA MOTO  Repliche > Riparazione carene > Verniciatura componenti > Personalizzazioni grafiche ed estetiche

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B-LIFE ∙ FOCUS

         le
     ia IFE
  ecESCIAL
Sp BR

   Il Percorso
   15 maggio Prima Tappa                       bettola, Urbino, Corinaldo, Senigallia       di quel visionario, inventore, scultore,
   Da Brescia a Cervia-Milano                  e Fabriano. Di seguito, gli equipaggi        pittore e architetto considerato un
   Marittima                                   hanno attraversato l’Umbria con Assisi,      genio universale.
   Dopo l’Inno di Mameli eseguito dalla        Perugia e Terni, per poi entrare             Il percorso è proseguito verso Monteca-
   Fanfara dei Bersaglieri, la prima vettura   nel Lazio, passando per Rieti e raggiun-     tini e Pistoia, ha attraversato il centro
   è scesa dalla celebre pedana di par-        gendo la Capitale alle luci del tramonto,    storico di Firenze e, valicando il Passo
   tenza alle 14:30, dando il via alla 1000    con la tradizionale passerella su Via        della Futa e il Passo della Raticosa, è
   Miglia 2019, con destinazione la costa      Vittorio Veneto.                             giunto a Bologna, città sede dell’ultima
   adriatica. Lungo il percorso la carovana                                                 notte di gara.
   ha attraversato Desenzano del Garda         17 maggio Terza tappa
   e Sirmione, è entrata nel suggestivo        Da Roma a Bologna                            18 maggio Quarta tappa
   Parco Giardino Sigurtà e, passando          Le prime luci dell’alba, alle 6:30, hanno    Da Bologna a Brescia
   per Mantova, Ferrara e Comacchio, si        salutato la terza e più lunga tappa di       L’ultima tappa, la più breve, prenderà il
   è diretta a Ravenna per concludere la       risalita da Roma.                            via alle 7:00 del mattino, ha visto sfilare
   prima giornata di gara a Cervia-Milano      Questo tratto è tra i più apprezzati dai     la carovana per Modena, Reggio Emilia,
   Marittima.                                  concorrenti: iniziando da Ronciglione        Langhirano e Parma, Busseto e Cremo-
                                               e il Lago di Vico, le auto d’epoca sono      na. Il tratto finale della gara ha visto i
   16 maggio Seconda tappa                     passate per Viterbo, Radicofani, la Val      passaggi da Montichiari, Carpenedolo e
   Da Cervia-Milano Marittima                  d’Orcia (con Campiglia, Castiglione          Travagliato.
   a Roma                                      e San Quirico) per sostare poi a Siena.      L’ultimo atto della corsa è stato il tra-
   Partendo di prima mattina, alle 6:15,       Altra novità di quest’anno è stato il        guardo di Viale Venezia a Brescia.
   verso Roma, le vetture della 1000 Miglia    passaggio a Vinci, città natale di Leonar-
   hanno incontrato Cesenatico, Gam-           do, in occasione del cinquecentenario

                                                                  22
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B-LIFE ∙ FOCUS

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     ia IFE
  ecESCIAL
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    Il museo viaggiante sempre più global
    Tra le tante definizioni che la letteratu-    di classifica. Dopo il difficile lavoro di     arrivati 86 partecipanti, mentre 74 era-
    ra motoristica ha coniato, riferita alla      selezione, applicando rigorosi criteri,        no i sudditi di Sua Maestà Britannica.
    1000 Miglia, ce n’è una che valorizza         il Comitato Operativo ha sciolto ogni          In aumento pure gli appassionati prove-
    l’esclusività e il prestigio: si tratta del   riserva giungendo al varo dell’elenco          nienti dalla Svizzera, con 29 accetta-
    più ammirato “museo viaggiante” della         accettati.                                     ti, e dal Giappone, con 16 accettati.
    storia dell’automobile. Per una volta         Per il sesto anno consecutivo, erano           In aumento la partecipazione dagli
    all’anno, lungo le oltre mille miglia del     presenti 5 vetture appartenenti alla           Stati Uniti d’America, con 64
    celeberrimo                                   Categoria Militare, condotte da                equipaggi, mentre poco variata è quella
    tracciato, convergono i tesori che hanno      rappresentanti delle Forze Armate Ita-         dall’Argentina, con 10.
    scritto le pagine più belle della storia      liane, che vanno ad aggiungersi ai 425         La casa automobilistica più rappresen-
    del motore. La febbre per il museo            equipaggi selezionati.                         tata è stata Alfa Romeo con 44 vet-
    viaggiante più prestigioso del mondo          A fronte di iscrizioni pervenute da 40         ture, a seguire Jaguar con 35, FIAT con
    continua a contagiare gli appassionati di     Nazioni di tutti i continenti, i Paesi degli   33 e Mercedes-Benz e Lancia con 29.
    sei continenti: le circa 700 iscrizio-        equipaggi ammessi al via sono stati 33,        Gli esemplari che hanno partecipato ad
    ni hanno anche quest’anno posto in            con l’Italia che continua a essere il          almeno una delle ventiquattro edizioni
    difficoltà la Commissione Selezionatrice,     Paese maggiormente rappresentato,              della 1000 Miglia di velocità disputatasi
    chiamata ad operare la selezione per          con 303 partenti (34% sul totale), e           dal 1927 al 1957 sono stati 95 e 12 quelli
    giungere ai fatidici 430 equipaggi            i Paesi Bassi al secondo posto: la             appartenenti alla Special List, riservata
    concorrenti, ammessi nell’Olimpo del          costante crescita dei Paesi del Benelux        a veicoli di particolare interesse storico
    motore. Da sempre, infatti, partecipare       degli ultimi anni è confermata dall’ac-        o sportivo che, pur essendo della tipolo-
    alla 1000 Miglia costituisce un onore,        cettazione di 133 cittadini olandesi, 52       gia adatta alla 1000 Miglia, non vi hanno
    concluderla regala sensazioni indescri-       del Belgio e 12 del Lussemburgo. Dalla         mai preso parte.
    vibili, non importa in quale posizione        Germania, scesa al terzo posto, sono

                                                                       24
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