BRESCIA - EUGENIO FOSSATI E MCDONALD'S UN MATRIMONIO DI OLTRE 20 ANNI - PUBLIMAX

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                             IN COVER

               EUGENIO FOSSATI
                 E McDONALD’S
BRESCIA LIFE

                 UN MATRIMONIO
                 DI OLTRE 20 ANNI
BRESCIA - EUGENIO FOSSATI E MCDONALD'S UN MATRIMONIO DI OLTRE 20 ANNI - PUBLIMAX
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BRESCIA - EUGENIO FOSSATI E MCDONALD'S UN MATRIMONIO DI OLTRE 20 ANNI - PUBLIMAX
B-LIFE ∙ EDITORIALE

NUMERO 202 / OTTOBRE 2018

“NIENTE
grigiume”
Diversamente da quanto si potrebbe pensare,
l’autunno è una delle stagioni più dina-
miche per quanto riguarda la vita della città
e della provincia. Grandi protagoniste sono le
fiere, che BresciaLife segue con attenzione, e
poi ripartono i grandi incontri culturali,
i concerti, i dibattiti, le presentazioni, le sfilate
di moda, così come i campionati sporti-
vi, le manifestazioni di solidarietà e gli even-
ti in musica.

Niente “grigiume” all’orizzonte,
ma un autunno ricco di colori
e tutto da vivere!

Buona lettura!

francesco.salvetti@publimax.eu

FRASE | AFORISMA | CITAZIONE

                         “   L’autunno

                                           ”
                             è la primavera
                             dell’inverno.

                             Henri de Toulouse-Lautrec

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B-LIFE ∙ SOMMARIO

     COVER
 4 Eugenio Fossati e McDonald's
   un matrimonio di oltre 20 anni
     CITTÀ
 8 La foga del secolo ritorna
     LA BRESCIANA MALMOSTOSA
10 La vie en rose
     GIRANDOLAR(T)E
13 Lorenza Giovanelli
     PEOPLE
18 Piergiorgio Cinelli
     DIARIO
20 Day by Day
     ENOGASTRONOMIA
30 Ritorna Cibo di Mezzo
     SAVE THE DATE
32 Appuntamenti in
   città e provincia
     SOCIAL
36 Brescia{IN}stagram
     BRESCIA IN BACHECA
62 Offerte di lavoro
     LA VOCE DELLE STELLE
63 Oroscopo
     IL GRAFFIO
64 “I rimedi della nonna”

37 BRESCIA LIFE EVENTS

38   Progetto Casa Energy
40   Start & Parners
42   La Zebra Run
44   Sposidea 2018
50   Librixia 2018
52   Festival dei Motori
54   Milano Fashion Week
60   #Iseosuona 2018

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B-LIFE ∙ SOMMARIO

                                    BRESCIA
                                          life
                                    PUBLIMAX.EU

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8                         18                             EUGENIO FOSSATI
                                                           E McDONALD’S
                                                                           IN COVER

                                    BRESCIA LIFE
                                                             UN MATRIMONIO
                                                             DI OLTRE 20 ANNI

                                                               Editrice:
                                                              Publimax
                                                         Sede legale:
                                            Brescia Piazza Tito Speri, 5

                                        Direttore responsabile:
                                            Francesco Salvetti

     36                        francesco.salvetti@publimax.eu

20                        32                          Consulente editoriale:
                                                             Massimo Boni

                                   Coordinamento pubblicità:
                                                  Carlo Boni
                                     carlo.boni@publimax.eu

                                                   Impaginazione e grafica:
                                                           Eleonora Raschi

                                                        Hanno collaborato:

38
                                                            Tiziana Adamo

                          40                            Massimo Cominetti
                                                             Roberta Falco
                                                            Lucia Marchesi
                                                         Alessandro Marelli

     42
                                                                 Silvia Marelli
                                                                Enrica Ottelli
                                                            Veronica Pede
                                                                 Laura Sorlini

                                                                    Stampa:

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                                                       Tipolitografia Pagani
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44                        50       Amministrazione Pubblicità:
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                                                        N° 53/2000 del 11/11/2000

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BRESCIA - EUGENIO FOSSATI E MCDONALD'S UN MATRIMONIO DI OLTRE 20 ANNI - PUBLIMAX
Eugenio Fossati
                e McDonald’s
UN MATRIMONIO DI OLTRE 20 ANNI
Nata negli Stati Uniti nel lontano 1937, McDonald’s oggi è
diventata una delle multinazionali più celebri al mondo, il
numero uno della ristorazione veloce, che basa la propria
filosofia su assoluta qualità e sicurezza di ingredienti e
prodotti. La McDonald’s Corporation, infatti, è convinta che
la promozione dei prodotti italiani sia non solo un modo
per valorizzare il più possibile la qualità delle eccellenze
agro-alimentari del nostro Paese, ma anche un segnale
di responsabilità e legame con il territorio. E parlando di
territorio, non possiamo non raccontare la storia di Eugenio
Fossati, imprenditore bresciano che ha creduto in questo
marchio, sposandone appieno la filosofia e intravedendone
i successi futuri. Nel lontano 1999, infatti, apre a Brescia il
primo ristorante McDonald’s, seguito negli anni da altri 6 punti
vendita: Rodengo Saiano, presso il Franciacorta Outlet Village,
Verolanuova, Orzinuovi, Castiglione delle Stiviere, Lonato,
presso centro commerciale Il Leone, e Desenzano. Conosciamolo
da vicino.
                                                                      Eugenio e Silvia con Dave Watchman
                                                                   chief operations officer McDonald’s Italia

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B-LIFE ∙ COVER

                        Intervista a Eugenio Fossati,                    • Far carriera in McDonald’s è possibile?
                                                                         Certamente. La settimana scorsa abbiamo ufficializzato la
                             franchisee McDonald’s                       nuova struttura del personale, che attualmente conta 5 di-
                                                                         rettrici, 2 direttori e 2 supervisori donne. E l’avanzamento di
• Imprenditori si nasce. Ma franchisee McDonald’s                        carriera, se si dimostra impegno e determinazione, è rapido.
si diventa. Com’è iniziata quest’avventura?                              • Siete sempre alla ricerca di personale?
Fin da ragazzo ho sempre respirato l’imprenditoria, tanto è              Sì. Come è naturale che sia c’è sempre un turn over, poi-
vero che ho iniziato lavorando nell’azienda di abbigliamento             ché tanti ragazzi lavorano per noi mentre studiano e quindi
femminile di mio padre. A fine anni ’90, però, intuisco che il           può capitare che una volta laureati decidano di cambiare
mercato sta cambiando, che non è più possibile produrre qua-             professione, così come, invece, è possibile che decidano
lità con gli stessi margini e chiudo l’attività con grande stupore       di proseguire in McDonald’s. Si parte con un tirocinio, da
di tutti. Nel frattempo, però, mi ero già fatto incuriosire dal          crew (operatore di base) part – time per arrivare alla car-
marchio McDonald’s, intravedendone una grande opportunità.               riera direttiva. Un’esperienza stimolante, che puoi gestire in
Decido di dargli fiducia, sposandone fin da subito la filosofia.         autonomia su diversi turni, e garantisce diverse possibilità
• Il 15 luglio 1999 apri il primo McDonald’s a Brescia,                  di sbocco.
in via Sant’Eufemia 220, dove tutt’oggi ha sede…                         • Quali sono i requisiti richiesti?
Esatto. A vent’anni di distanza sono orgogliosissimo di far              L’unico requisito richiesto è la voglia di lavorare, il resto lo
parte di questa realtà internazionale perché il marchio                  insegniamo noi.
McDonald’s da sempre ci aiuta a essere imprenditori italiani.            • Parliamo di novità: il 2018 è stato un anno ecce-
• In che senso?                                                          zionale perché…?
Gran parte dei prodotti che utilizziamo, infatti, sono italiani          Per tanti motivi che ci riempiono di orgoglio. In primis per-
e talvolta bresciani, a partire dagli ingredienti che quotidia-          ché panini studiati da noi sono stati scelti da Bastianich, che
namente vengono impiegati nelle preparazioni dei nostri                  tra l’altro in passato è stato crew McDonald’s. E sono pia-
menù: la carne, sia di manzo che di pollo, il pane, l’olio, l’in-        ciuti tantissimo. E poi nel 2018 il famoso Big Mac ha spento
salata, il latte (della Centrale del Latte) e via dicendo.               50 candeline!
In aggiunta a ciò, quando è possibile, mi avvalgo anche del-             • 50 anni di successi, 50 anni di Big Mac recita lo
la collaborazione di fornitori bresciani per quanto riguarda             slogan. Perché è entrato nel cuore di tutti?
l’arredamento dei locali. Penso sia estremamente importan-               Il Big Mac è un po’ il simbolo del McDonald’s perché è tra-
te valorizzare il territorio più possibile.                              sversale e piace a tutti.
• Quante persone lavorano per te?                                        • Recente anche la notizia di un accordo con Ama-
Oltre a mia moglie Silvia, che ha iniziato con me, e a una               dori. Di cosa si tratta?
delle mie tre figlie, Federica, oggi l’azienda che rappresen-            Sempre nell’ottica di utilizzare prodotti italiani di qualità,
to conta oltre 200 dipendenti dislocati nelle 7 sedi. È una              McDonald’s ha siglato un accordo con Amadori per dare ul-
squadra eccezionale.                                                     teriori garanzie ai consumatori.

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• Grandi investimenti anche dal punto di vista del
restyling…
Accogliendo con grande entusiasmo il programma EOTF
(experience of the future), promosso da McDonald's In-
ternational, abbiamo rinnovato non solo le cucine dei risto-
ranti, ma anche gli interni e gli spazi dedicati alla clientela.
Tavoli multimediali per far giocare i bambini, tablet per leg-
gere i giornali e chioschi interattivi dove le persone possono
scegliere e personalizzare il menù con calma. E in più le
famiglie possono tranquillamente accomodarsi senza dover
attendere l’ordine perché effettuiamo servizio al tavolo.
• Gli orari di apertura del ristorante di Brescia?
Tutti i giorni fino alle 4 del mattino, mentre il venerdì e il
sabato, la corsia Mc Drive rimane aperta 24 h su 24. A De-
senzano, invece, la corsia McDrive è aperta 24 h su 24 per
365 giorni l’anno e il McCafè, il bar all’italiana, apre alle 6
del mattino.
• McDonald’s è anche solidarietà. Ogni anno orga-
nizzate diverse iniziative per devolvere in benefi-
cenza parte del ricavato. Ci fai qualche esempio?
In occasione del compleanno del Big Mac è stata fatta una
promozione che consentiva ai clienti di acquistare il famoso
panino a 50 centesimi e tutto il ricavato è stato devoluto alla
fondazione Ronald McDonald, che dà supporto a bambini
affetti da gravi patologie e le loro famiglie. Allo stesso modo,
ogni anno, durante il mese di novembre, ogni ristorante
crea eventi con lo scopo di far conoscere la Fondazione e
raccogliere fondi per sostenerla.
• Personalmente, invece, so che hai creato da zero
un ospedale in Africa…
Sì. A nome di Acoma Onlus, di cui sono presidente, ho rea-
lizzato un ospedale in Kenia, inaugurato nel 2016, dove di-
spensiamo medicine, le donne possono partorire in sicurez-
za e tutta la popolazione può beneficiare delle vaccinazioni.          Fondazione Ronald McDonald
                                                                       Arrivata in Italia nel 1999, la Fondazione per l’Infanzia
                                                                       Ronald McDonald è una realtà no profit che ha l’obietti-
                                                                       vo di aiutare i bambini malati attraverso l’apertura e la
                                                                       gestione di Case Ronald e Family Room nei pressi dei
                                                                       principali centri pediatrici in Italia. Case Ronald e Family
                                                                       Room offrono una “Casa lontano da casa” in cui le famiglie
                                                                       dei bambini malati e lungodegenti trovano alloggio gratu-
                                                                       itamente, potendo così restare vicino al proprio bimbo in
                                                                       ospedale. La Fondazione è presente in oltre 60 paesi e ad
                                                                       oggi sono state realizzate 355 Case Ronald, 200 Family
                                                                       Room e 49 Unità Mobili, che servono ogni anno 5,7 milioni
                                                                       di bambini.
                                                                       Le strutture in Italia
                                                                       Fondazione in Italia ha aperto 4 Case Ronald: due a Roma,
                                                                       una a Brescia e una a Firenze, cui si aggiungono una Fa-
                                                                       mily Room all’interno dell’Ospedale S. Orsola di Bologna
                                                                       e una all’interno dell’Ospedale Infantile Cesare Arrigo di
                                                                       Alessandria.
                                                                       Le partnership instaurate sul territorio nazionale permet-
                                                                       tono a Fondazione di collaborare con ospedali di eccellen-
                                                                       za nelle cure pediatriche, a Roma ad esempio con l’Ospe-
                                                                       dale Bambino Gesù e il Meyer a Firenze. Questo consente
                                                                       dunque di aiutare a garantire cure di altissimo livello an-
                                                                       che a quei bambini che abitano lontani da questi centri.
                                                                       In oltre 15 anni di attività in Italia sono stati ospitati circa
                                                                       33.000 bambini e genitori, offrendo 140.000 pernottamen-
                                                                       ti e generando un risparmio per le famiglie accolte di oltre
                                                                       14 milioni di euro. Un aiuto concreto per affrontare uniti
                                                                       le difficoltà della malattia e il percorso verso la guarigione.

                                                                   6
BRESCIA - EUGENIO FOSSATI E MCDONALD'S UN MATRIMONIO DI OLTRE 20 ANNI - PUBLIMAX
Corsi di Musica
©Publimax

                                                                                                                  ASSOCIAZIONE

                                            da ottobre 2018 a maggio 2019
                                                                                                                    MUSICALE
                                                                                                                FRANCO MARGOLA

                                                                   Strumenti:
                                                                   Pianoforte - Chitarra
                                                                   Violino - Violoncello
                                                                   Flauto traverso - Batteria
                                                                   Destinati a ragazzi e adulti, base e perfezionamento

                                                                     Rette mensili a partire da € 40
                                                                   Sede dei corsi:
                                                                   Villa di Salute
                                                                   via O. Montini 37 - Mompiano - Bs
                                                                     È possibile fissare telefonicamente
                                                                     un incontro per conoscere la sede dei corsi
                                                                     ed esaminare con gli insegnanti metodi
                                                                     e programma di studio personalizzato.

                                                                   Contatti:
                                                                   Tel. 338 526 9930 - 328 175 5207 - assmusmargola@libero.it

                                                                        Associazione Musicale Franco Margola

                Solo il meglio del made in Italy al giusto prezzo,
                per l’uomo e la donna
                amanti del casual e dello stile.

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                                                                                               CASUAL CHIC
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                acquistando almeno 2 capi della nuova collezione

            GUSSAGO - Via Arnaldo da Brescia, 28 - Tel. 391 757 7877
BRESCIA - EUGENIO FOSSATI E MCDONALD'S UN MATRIMONIO DI OLTRE 20 ANNI - PUBLIMAX
B-LIFE ∙ CITTÀ
                                                          di Roberta Falco

                                                   IL DIRITTO AL RIPOSO

LA FOGA DEL SECOLO
     ritorna
                               “                                                             ”
                                   Dal (mezzo) riposo di un’altra estate

                                                                                                                                  © Ag. Fotolive
                                                                   Ma: a Natale, mi dite? A Pasqua? Forse al primo
                                                                   maggio o al venticinque aprile?
                                                                   Ci penso e ripenso, ma la verità è che per Brescia sembra
La chiusura di settembre segna la fine un’altra estate:            che il Ferragosto sia motivo di festa più che ogni altra oc-
la stagione del sole, delle vacanze in famiglia e con              casione. Ma ammettendo anche altre tre o quattro date, in
l’amante, delle albicocche... la stagione in cui la foga del       ogni caso, vi sembra giusto questo basso numero di giorni,
“sempre aperto” si prende finalmente (ma comunque                  sui trecentosessantacinque totali dell’anno?
parzialmente) una vacanza.                                         I nostri nonni non credo sarebbero d’accordo: loro sape-
                                                                   vano bene quando era tempo di chiudere i battenti, e tutti
                                                                   insieme (e la città con loro) li serravano e si auguravano
                                                                   l’uno l’altro “Buona domenica” (perché ribadiamolo:
                                                                   anche la domenica è un giorno festivo) e così via.
Ripenso infatti (e in particolare) al bramato Ferragosto,          Ma perché dunque oggi dovrebbe essere diverso? Cosa
che ho trascorso proprio qui in città. Ristoranti e negozi         abbiamo fatto per non meritare più il riconoscimento di
avevano abbassato la saracinesca e permesso alla nostra            un bisogno di riposo fisiologico?
città un po’ di dovuto riposo.                                     È perché il mondo contemporaneo è molto più frene-
Tutto (o al più) era chiuso. Uno scenario al ricordo               tico? È perché siamo assillati dalla paura di non riuscire
insolito, troppo. Per questo, ora mi chiedo: è giusto che,         a stare appresso a questo ritmo sfrecciante del XXI
quando capita quella rara occasione in cui il più dei lavo-        secolo? È così, può essere così. Ma se è questa la scusa
ratori chiude i battenti all’unisono e si prende quel riposo       (un mondo con tendenza a una nevrosi che può rivelarsi
che gli spetta di diritto, appaia così: fuori dal normale?         trascinante per il singolo individuo lasciato all’addiaccio
Perché, pensateci, quando capiterà di vedere di nuovo              e danneggiare la sua sfera personale, famiglia in primis)
ristoranti, bar e negozi vari chiusi nello stesso giorno?          ecco che riconoscere formalmente la necessità di pren-
La domenica e le occasioni di festa ormai si distinguono           dersi quel tipo di riposo, che ci è connaturato, diventa
difficilmente dagli altri giorni.                                  allora ancor più importante.

                                                               8
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©Publimax

                                                                   c.c. Il Continente
                                                            Via Mazzini, 97 - Rezzato
                                                                   Tel. 320 9543315
                                                       laurabudicasarta@gmail.com
B-LIFE ∙ LA BRESCIANA MALMOSTOSA
                                                             di Veronica Pede

                                               MONTMARTRE A CHIESANUOVA

                    LA VIE EN rose
                “                                                                                                    ”
                    Ovvero: di Mal Sottili ed altre cose più amene che Parigi ci invidia.

Devo ordinare su Amazon una maschera da Dottore della
Peste.
L’avete presente? Una di quelle stupende cartapeste
veneziane oblunghe, che ricordano un becco o uno
spropositato nasone. Prima, molto prima che divenissero
un apprezzato gadget per turisti, erano appannaggio
appunto dei dottori veneziani che, ben lungi dal curare,
andavano ad accertare casi di epidemia ed a disporre il
trasloco dei malcapitati nei lazzaretti predisposti.

Indossavano quell’affare, francamente           mente superato quota 500 e, dalla bassa        Beh, da non credere: non si sono in-
inquietante, non tanto per gettare nel          bresciana, è stato raggiunto l’hinterland      c***ati di brutto i titolari del Moulin Rou-
panico gli astanti (cosa che credo acca-        cittadino.                                     ge doc, quello originale, quello parigino?
desse, senza alcun dubbio) ma per cre-          Quindi che si fa, ne frattempo, giusto per     Tramite avvocati, hanno intimato al lo-
are una sorta di barriera protettiva, se        ingannare il tempo?                            cale bresciano di cambiare nome, cosa
non dal contagio almeno dal suo tanfo.          Propongo una gitarella a Parigi. Non solo      che è stata fatta in quattro e quattr’otto,
Il “naso-becco” era infatti riempito con        perché con tutto ‘sto parlare di polmoni-      onde evitare onerose cause legali.
erbe aromatiche ed unguenti. Ecco: me           te mi sono tornate in mente le atmosfere       Vabbè. Esiste il copyright e quindi i fran-
la compro, la indosso e poi via, per le         alla Emile Zola, con i suoi protagonisti       cesi hanno difeso il loro nome e marchio,
contrade bresciane, a sfidare legionella        distrutti dalla tisi (e dai liquoracci degli   ma la domanda che, a mio avviso, la de-
e polmonite con originalità e saldi riferi-     Assommoir). Propongo Parigi perché             legazione di bresciani dovrebbe portare
menti storici, frattanto che Chi di Dove-       una delegazione di bresciani a Parigi          nel cuore di Parigi, alla base della But-
re capisce da dove arriva e cosa si debba       avrebbe senza alcun dubbio una piccola         te di Montmartre, forte e chiara, è: “Oh
predisporre per scongiurare il contagio.        missione antidiplomatica da compierci.         gnari, ma state calmi però. Avete presen-
Al momento le principali indiziate sono         Ora vi spiego.                                 te Chiesanuova? E gli apericena??? Ma
le acciaierie, che con i loro impianti di       C’è questo locale cittadino, in via Fura       secondo voi, un localino alla periferia di
raffreddamento costituiscono un habitat         cioè a Chiesanuova, che, per rendere           Brescia (che di per sé poi non è Milano),
particolarmente adatto al proliferare di        più accattivanti i suoi apericena e feste      che fastidio vi può dare? E soprattutto,
questo dannato batterio della legionella.       di laurea/addio al celibato/al nubilato a      come capperi avete fatto a scoprirlo voi
I controlli effettuati su quelle comunali       prezzo fisso, si è scelto come nome Mou-       che, se non fosse stato per il vostro in-
non hanno evidenziato alcun rischio, per        lin Rouge. I proprietari sono gli stessi del   tervento, non ci saremmo accorti della
cui possiamo stare moderatamente tran-          Belle Epoque, il che lascia ipotizzare una     sua esistenza nemmeno noi bresciani?”
quilli nonostante il numero di contagiati       legittima fascinazione per la Parigi di fine   Forza, su. Fatemi sapere chi viene che
sia importante: abbiamo abbondante-             Ottocento, le sue atmosfere, la sua storia.    prenoto.

                                                                      10
Piazza Duomo, 16 - Brescia
    tel: 347 61 87 649

        Moma Cafè
Sabato 10 novembre, ore 15-20

Vintage2018
                        Domenica 11 novembre, ore 10-20

                    in Areadocks
                    per Essere Bambino
                     Fashion, Food&Wine, Toys
                        Abiti, accessori, giocattoli,
                       oggetti per la casa e molte
                       curiosità donati e in offerta
                      per aiutare i bambini assistiti
                         dall'Associazione Essere
                                  Bambino

Grazie agli amici che dedicano tempo e risorse per sostenere
 la causa di Essere Bambino e ad Areadocks per l'ospitalità
B-LIFE ∙ GIRANDOLAR(T)E
                                               di Lorenza Giovanelli
                                                                      A
                                                 ottobre '18 IT A L I
                                APPUNTAMENTI

                          Venezia, Collezione Peggy Guggenheim. Fino al 14.01'19
  OSVALDO LICINI. CHE UN VENTO DI FOLLIA TOTALEwww.guggenheim-venice.it
                                                MI SOLLEVI
                            “Chi cerca suole mai trovar certezza”. Alla XXIX Biennale di Venezia del 1958
                            l’artista marchigiano Osvaldo Licini fu insignito del Gran Premio per la pittu-
                            ra, un dovuto omaggio a una delle personalità più originali quanto inafferrabili
                            del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo. A 60 anni da quel
                            prestigioso riconoscimento e dalla sua scomparsa, la Collezione Peggy Guggenheim
                            ricorda il grande maestro con l’attesissima retrospettiva “Osvaldo Licini. Che
                            un vento di follia totale mi sollevi”, a cura di Luca Massimo Barbero. Undici
                            sale espositive, oltre cento opere, ripercorrono il dirompente quanto tormen-
                            tato percorso artistico di questo autore, la cui carriera fu caratterizzata da
                            momenti di crisi e cambiamenti stilistici apparentemente repentini. Licini mise
                            al centro della sua ricerca artistica la pittura stessa, con la conseguente in-
cessante e sofferta sperimentazione formale espressa nelle sue opere, mai veramente ultimate e costantemente
ripensate. Formatosi in una Bologna ricca di fermenti artistici, grazie a ripetuti soggiorni parigini nei
primi Anni 20, diviene ben presto una delle figure italiane più consapevoli degli sviluppi internazionali
dell’arte pittorica. Follemente innamorato del genio di Matisse e fiero della sua indipendenza da ogni tipo
di classificazione, scelse di stabilirsi nell’isolato borgo natio di Monte Vidon Corrado respirando l’aria
dei leopardiani colli marchigiani, sua costante ispirazione. Oggetto si un collezionismo intellettuale e
sofisticato, le opere di Licini sono sempre in bilico tra astrazione e figurazione, equilibrismo particolar-
mente evidente nei grandi capolavori della maturità dedicati ai temi dell’Olandese volante e dell’Angelo
ribelle, personaggi densi di un simbolismo misterioso e onirico. Le opere più iconiche di Licini sono tut-
tavia quelle dedicate al soggetto di Amalasunta, “la luna nostra bella, garantita d’argento per l’eternità,
personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco” Ma è anche un po' una Vergine, assunta
non troppo bene, oppure la figlia di Teodorico, incontrata per caso in un sussidiario. In questi dipinti
dominati dall'aria, sembra tuttavia tornare il profilo delle colline dei primi anni, riassunte in una linea
sinuosa che pare la sintesi di un corpo femminile. “Errante, erotico, eretico” è il titolo del libro che
raccoglie i suoi scritti. E infatti tra le sue tele tutto è viaggio, seduzione, libertà controcorrente.

                               Milano, Museo del novecento. Fino al 24.02.'19
   MARGHERITA SARFATTI.            SEGNI, COLORI E LUCI A MILANO
                Rovereto, Mart. Fino al 24.02.'19
  MARGHERITA SARFATTI. IL NOVECENTOwww.museonovecento.it
                                                  ITALIANO NEL MONDO
                                                            | www.mart.trento.it
                             Giornalista, critica e promotrice dell’arte italiana tra le due guerre, Margheri-
                             ta Sarfatti (1880 - 1961) brilla nel panorama internazionale del primo Novecento
                             per cultura, talento e ambizione. La nascita in una facoltosa famiglia israelita,
                             l’istruzione con illustri precettori e la spiccata personalità delineano la figu-
                             ra di una donna colta e appassionata, ma anche complessa e controversa. Amica di
                             intellettuali e artisti, socialista e poi sostenitrice del regime fascista, lega
                             il suo nome al gruppo di Novecento Italiano, che segue nella prima formazione e
                             promuove con tenacia dal 1924 superando i confini nazionali. Sono gli anni del ri-
                             torno all’ordine e del recupero della tradizione artistica, che Sarfatti interpreta
                             coniando la celebre definizione di “moderna classicità”. Nota soprattutto per la
                             sua relazione d’amorosi sensi con Benito Mussolini, di cui fu autrice della cele-
                             bre biografia DUX, la Sarfatti usò Mussolini per diventare la “regina” dell’arte
                             italiana e lui la usò per rifarsi un’immagine fuori e dentro l’Italia, fino alla
rottura del 1938 quando le leggi razziali (e la nascente relazione del Duce con Claretta Petacci) la portarono
a trasferirsi in America Latina. A Milano e a Rovereto, una doppia mostra esplora la sua complessa figura: due
rassegne autonome ma complementari, ognuna dedicata ad aspetti diversi di questa figura emblematica del pano-
rama culturale italiano. Se la mostra milanese si concentra soprattutto su quanto accadde a Milano, quella del
Mart, ha una visione più ampia: obiettivo è infatti quello di ricostruire il progetto di espansione culturale
di Margherita Sarfatti, con particolare attenzione al ruolo di Margherita come ambasciatrice dell’arte italiana
nel mondo.

                                                     13
B-LIFE ∙ GIRANDOLAR(T)E

                                                                                                                                        A
                                                                                   ottobre '18
                                                                                            APPUNTAMENTI
    cose che ci PIACCIONO                                                                                                           L I
Solo bagaglio a mano (?)                                                                                                        ITA
                                                                         Forlì, Musei San Domenico. Fino al 06.01.'19
                                                                            FERDINANDO SCIANNA          www.mostraferdinandoscianna.it
                                                                                                 "Non sono più sicuro, una volta lo ero, che si pos-
                                                                                                 sa migliorare il mondo con una fotografia. Rimango
                                                                                                 convinto, però, del fatto che le cattive fotografie
                                                                                                 lo peggiorano”. Con circa 200 fotografie in bianco
                                                                                                 e nero stampate in diversi formati, la rassegna
Negli ultimi mesi sono tornata a leggere molto.
                                                                                                 attraversa l’intera carriera del fotografo sici-
Sono sempre stata una lettrice affamata ma                                                       liano e si sviluppa lungo un articolato percorso
per qualche motivo era da qualche tempo                                                          narrativo, capitolo dopo capitolo. Appassionatosi
che faticavo a finire un libro. Il motivo chi lo sa,                                             alla fotografia negli anni Sessanta, raccontando
                                                                                                 per immagini la cultura e le tradizioni della sua
fatto sta che avevo iniziato a diventare un’ac-
                                                                                                 Sicilia, è diventato uno dei più acclamati maestri
cumulatrice seriale di carta stampata: come                                                      della fotografia italiana. Un lungo percorso arti-
stalagmiti, pile di libri torreggianti crescevano                                                stico che ha esplorato le più svariate tematiche
in un angolo della mia camera da letto nella                                                     affrontate seguendo sempre il medesimo filo rosso:
                                                                                                 la costante ricerca di una forma nel caos della
casa #1: il peggiore incubo di qualsiasi lettore
                                                          vita. 50 anni di racconti da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose all’e-
in crisi. Una situazione peggiorata dal fatto che         sperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e l’iconica Marpessa. Poi
uno dei più preziosi esseri umani mai conosciuti          i reportage con Magnum, i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli
e che ho la fortuna di considerare amico ama              animali, le cose e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e
                                                          della cultura. "come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimen-
regalarmi libri: li sceglie con cura, sapendo dove
                                                          to fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il
sarà il mio prossimo viaggio o sapendo il livello         quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per
di impaturniamento raggiunto o semplicemen-               modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una
te cercando di strapparmi un sorriso o di farmi           distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di
                                                          appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano
commuovere facendo riaffiorare dei ricordi che
                                                          e ti raccontano, come in uno specchio”. Di fronte a tutto ciò che dire se non… Mi*****!
pensavo di aver seppellito o archiviato definiti-
vamente. Ogni libro è sempre accompagnato                                              Milano, BUILDING Gallery
da una lettera, rigorosamente scritta a mano e               (site specific presso la Basilica di Sant’Eustorgio e la Cappella Portinari)
con inchiostri multicolore (lo so che suona ridi-
colo, ma a me piace troppo vedere le frasi che
                                                                                         Fino al 22.12.'18
si tingono di gradazioni arcobaleno mentre le
leggo) e ogni lettera non abbandona mai il suo
libro, che la custodisce e di cui lei testimonia il
                                                                  JAN FABRE, I CASTELLI NELL’www.building-gallery.com
                                                                                                ORA BLU
viaggio che lo ha condotto dallo scaffale della
                                                                                                 Si può mettere in mostra il silenzio del blu? Jan
libreria fino alle ehm… stalagmiti del 23/C. Bene,
                                                                                                 Fabre ci è riuscito. L’ora blu è quel momento spe-
un bel giorno durante una delle ultime toccate                                                   ciale tra la notte e il giorno, tra il sonno e la
e fughe italiane ho ricevuto l’ennesima “bom-                                                    veglia, tra la vita e la morte. L’ora blu è un
ba-carta”. Già angosciata da come poter man-                                                     momento di diffuso silenzio e di perfetta simmetria
                                                                                                 della natura, quando gli animali notturni si stanno
tenere ancora a lungo l’equilibrio dei miei torrio-
                                                                                                 per addormentare e quelli diurni si stanno per sve-
ni babelici, sulla via del ritorno a casa, ancora in                                             gliare. L’ora blu è un momento di metamorfosi. Jan
auto, ho aperto uno dei volumi che spuntavano                                                    Fabre ha trovato la sintesi perfetta di questo con-
dalla borsa di tela di un qualche festival della                                                 cetto nella tonalità di blu dell’inchiostro Bic. Ne
                                                                                                 è nata una mostra, I Castelli nell’Ora Blu, la pri-
letteratura. Lo so che non si legge mentre si gui-
                                                                                                 ma personale milanese di uno degli artisti più ele-
da, ma non riuscivo a non fremere dalla voglia                                                   gantemente vestiti dopo Fontana. Nella selezione di
di sentire le pagine scorrere sotto le dita, il pro-                                             lavori in mostra – alcuni totalmente inediti – il
fumo della carta - quello buono - che iniziava a                                                 concetto di blu tanto caro alla produzione di Jan
                                                          Fabre a partire dalla fine degli Anni 80, è associato a un altro tema molto importante del
riempire l’abitacolo, le parole che mi sembrava
                                                          suo percorso creativo: il castello. Luogo per eccellenza della favola romantica, il ca-
di sentire sussurrate come se provenissero dalla          stello traduce il credo dell’artista in difesa della bellezza e della fragilità dell’ar-
radio. Io e i libri avevamo fatto pace. Mi ricordo        te. Jan Fabre come cavaliere che fa castelli in aria, castelli di carte, si riposa nel suo
di aver trascorso i cinque giorni successivi a leg-       castello e sogna. Un cavaliere della disperazione e guerriero della bellezza che riesce a
                                                          calarsi in un’epoca cavalleresca malgrado l’anacronismo storico dell’impresa difendendo
gere senza sosta tra un’e-mail e una telefona-
                                                          valori per cui vale la pena combattere strenuamente. Tivoli, Wolfskerke, Monopoli, sono
ta con l’ufficio oltreoceano, e non contenta di           i castelli su cui Fabre è intervenuto con il suo inconfondibile tratto blu, ammantanti
avere un centinaio di titoli già a mi disposizione        dalla luce tipica di quell’ora magica del giorno, il crepuscolo, quell’ora speciale tra
nella mia caotica libreria da terra, ho passato           il sonno e la veglia, tra la vita e la morte. L’Ora Blu, un momento di totale silenzio e
                                                          perfetta simmetria in natura, quando gli animali notturni si stanno per addormentare e
due pomeriggi interi alla Feltrinelli, sotto i portici,
                                                          quelli diurni si stanno svegliando, in cui i processi di metamorfosi hanno atto. “Voglio
a vagare tra gli scaffali, leggiucchiando, quasi          che i miei spettatori siano in grado di abbandonarsi all’esperienza fisica dell’annegamen-
mordicchiandole, le pagine di libri che poi mi            to nel mare apparentemente calmo dei miei disegni con la Bic blu” scriveva l’artista nel
sono ritrovata ad accompagnarmi verso casa,               1988. Disegni, collage, film, opere fotografiche e sculture compongono il percorso nel suo
                                                          immaginario poetico e visionario. La “via della spada” è “la via dell’arte” dell’artista
comodamente seduti dalla parte del passeg-
                                                          che, mentre sogna, disegna, scrive e inventa un universo personale partendo dalla grande
gero. Arrivato il fatidico momento della valigia,         tradizione che lo precede. Fabre si batte fino allo stremo delle forze in difesa dello
quando il mio cane cerca sempre di infilarcisi            spirito più autentico, tragico, folle ed eroico dell’artista e dell’uomo.

                                                                           14
B-LIFE ∙ GIRANDOLAR(T)E

                                                                                                             Segue da pagina 14

                                                                                                 A
                                   ottobre '18
                                                  APPUNTAMENTI
                                                                                             L I             dentro nella speranza di impedirmi di partire, ho

                                                                                         ITA                 deciso di riempirne metà con tutti quei libri da
                                                                                                             cui vedevo una lettera sbucare tra le pagine.
                                                                                                             Da allora non ho passato sera senza leggere,
                                                                                                             anche solo poche righe per motivi di sonno. Due
                           Milano, La Triennale Fino al 20.01.'19                                            giorni fa stavo messaggiando con la mia Signora
                                                                                                             LaMamma intorno alle 8 del mattino (ora mia).
                                   A CASTIGLIONI www.triennale.org                                           LaMamma mi ha insegnato a leggere quan-
                                                                                                             do avevo 4 anni e uno dei primi autori che mi
                                                                                                             ha fatto affrontare da sola è stato Hemingway
                                        Riguardo al giorno della sua laurea in Architettura                  (abbiamo letto che Dan Brown eh… non è che
                                        al Politecnico di Milano con una tesi su un progetto                 siamo due intellettualoidi affette dalla sindrome
                                        per un gruppo rionale fascista, spesso ricordava:                    della letturaimpegnataatuttiicosti). Beh insom-
                                        “Stavano arrivando i bombardamenti e quindi in fret-
                                        ta e furia mi hanno anche laureato. Non ho preso la                  ma tra un messaggio e l’altro le consiglio un li-
                                        laurea per bravura, ma una laurea di guerra”. Il 16                  bro che sto leggendo (e che effettivamente ho
                                        febbraio 1918 nasceva a Milano uno dei più grandi ma-
                                        estri del design italiano, Achille Castiglioni. Pro-                 finito proprio ieri sera). Lei mi fa una domanda
                                        gettista unico e visionario, ha saputo combinare                     strana sul colore della copertina. Non faccio a
                                        semplicità, ironia, leggerezza, intelligenza e atten-
                                        zione ai nuovi materiali, assemblando oggetti comuni                 tempo a rispondere che mi arriva una fotogra-
                                        per trasformarli in nuove forme. Prototipi poi diven-                fia del divano di casa, uno scorcio di codina
                                        tati prodotti realizzati in serie, molti dei quali                   del mio cane e la copertina arancio. Proprio lei.
                                        premiati, ma soprattutto oggetti senza tempo entrati
                                        a far parte della vita domestica di molti di noi, fino               Chiamale coincidenze o strane forme di telepa-
                                        quasi a dimenticarci del loro autore. Le stanze del                  tia, fatto sta che ci siamo ritrovate entrambe a
                                        suo studio erano delle “camere delle meraviglie” e
tanti sono stati gli architetti, i designer, i grafici o i semplici ammiratori che hanno avuto               leggere la stessa cosa pur vivendo a migliaia di
la possibilità di vederlo lavorare, non solo come progettista di oggetti. 40 anni di atti-                   chilometri di distanza… Gabriele Romagnoli è
vità e 190 progetti di architettura, 290 progetti di industrial design e 484 allestimenti.                   un giornalista e scrittore è stato direttore di GQ,
Umanista del XX secolo, ha sempre mantenuto l’uomo al centro delle sue innumerevoli, geniali
invenzioni. Un artefice che fa aderire componente tecnologica e dimensione estetica, portando                corrispondente per Vanity Fair e inviato de La
ogni oggetto a incarnarsi nella materia, a diventare primordiale, ma sempre e comunque beffar-               Repubblica. In tutte la sua carriere ha girato il
do, emotivo e mai perfettamente risolutore. Tra uffici e direttori creativi di Alessi, Ideal
Standard, Driade, Achille Castiglioni ha indicato fino alla sua morte, avvenuta a 84 anni,                   mondo (ha “visto 73 paesi, abitato in 4 continen-
la strada minima per arrivare al cuore del ready made e alla sua ingegnerizzazione seriale.                  ti, 8 città e 27 appartamenti”, dice) e si è sem-
Attirato dalle tecnologie e dai nuovi materiali, dal gioco e dalla velocità di comunicazione
del telefono. Storica assistente di Castiglioni, Antonella Gornati a volte si chiede “come                   pre interessato alle vite degli altri, quelle più o
avrebbe aggiornato le sue lampade con le nuove sorgenti luminose Led”… Probabilmente avrebbe                 meno uniche, più o meno esemplari, più o meno
indossato il suo grembiule verde chiaro, si sarebbe acceso una sigaretta e masticando una                    significative. Da tutte queste esistenze ha tratto
caramella Baratti si sarebbe messo a disegnare. Poi alle cinque del pomeriggio una chiacchie-
rata di confronto con i collaboratori bevendo un tè e più tardi, davanti a un gelato crema e                 qualche riflessione saggia anche se un filino da
cioccolato o a un Campari, avrebbe festeggiato l’intuizione di una soluzione.                                “guru” che ha raccolto nel piccolo libro che io e
                                                                                                             LaMamma abbiamo inconsapevolmente inizia-
                                                            O
                                       ottobre '18 ES
                                                 APPUNTAMENTI
                                                      T E R                                                  to a leggere insieme: “Solo bagaglio a mano”.
                                                                                                             In mezzo a tutte le vite, le storie, gli aneddoti, i
                                                                                                             film e i libri che Romagnoli racconta, il bagaglio
                                                                                                             a mano diventa metafora di uno stile di vita pie-
                                                                                                             no ma equilibrato, il cui mantra si potrebbe rias-
                                  Miami, PAMM. Fino al 17.02.'19                                             sumere in un lapidario Less is More, da leggersi
                                                                                                             anche come More is Less. “Il bagaglio a mano ri-
        CHRISTO AND JEANNE-CLAUDE: SURROUNDED ISLANDS, BISCAYNE BAY,                                         leva il superfluo. Se torni e ce l’hai fatta con quel
          GREATER MIAMI, FLORIDA, 1980-83. A DOCUMENTARY EXHIBITION                                          numero di capi, fogge e colori, significa che non
MIAMI: Da Milano: 7.950 Km - 10,40 h volo - Da Roma: 8.334 Km - 11,10 h volo                  www.pamm.org   hai davvero bisogno di quanto, nel tuo guarda-
                                                                                                             roba, esorbita. Di quanto, nella tua vita, esorbi-
                                        Era il 7 maggio 1983, quando l’acqua di Biscayne Bay
                                        si tingeva di rosa. Le 11 isole della baia di Mia-                   ta”. Romagnoli prova a guidarci in una lezione
                                        mi per le successive due settimane sarebbero state                   di vita dal sapore zen in cui ci invita a liberarci di
                                        dolcemente abbracciate da 603,870 metri quadrati di                  tutto quanto non serve e a tenerci stretto sola-
                                        tessuto rosa in polipropilene galleggiante che si
                                        estendeva fluttuando sulla superficie dell’acqua, di-                mente ciò che conta davvero. Insomma la sco-
                                        ventando le protagoniste assolute di uno dei progetti                perta dell’acqua calda direte voi. Ricordiamoci
                                        visionari della coppia che più in assoluto può esse-
                                        re considerata emblema dell’arte come vita e gesto                   che l’acqua calda non è mai scontata eh… e
                                        d’amore: Christo e Jeanne-Claude. Surrounded Islands                 quando manca è una tragedia. Ma problemi di
                                        approdava a Miami quando Miami non esisteva ancora.
                                        Quando lo skyline non aveva grattacieli ma solo edi-                 idraulica a parte, malgrado la sottoscritta non
                                        fici Art Decò e quando la poshissima edizione di Art                 sia volata in Corea e non si sia fatta chiudere
                                        Basel non era nemmeno pura immaginazione. Lui ricorda                in una bara avvolta da una vestaglia senza ta-
                                        sempre sorridendo che il rosa era stata un’idea di
                                        lei. Oggi quel rosa è ancora considerato il simbolo                  sche simulando la sua morte, non posso negare
                                        della svolta culturale di Miami, il colore della sua                 di non aver letto attraverso le parole e la vita
rivoluzione artistica. Malgrado la loro natura effimera, tutti i progetti di Christo e Jean-
ne-Claude continuano a vivere nel cuore e nei ricordi dei milioni di persone che li hanno                    di qualcun altro, un percorso che io stessa ho
vissuti attraverso i disegni preparatori del genio di Christo stesso, le immagini di Wolfgang                iniziato ad intraprendere qualche primavera fa,
Volz, le pellicole dei fratelli Maysles ma soprattutto attraverso le mostre documentarie che                 come direbbe Toro Seduto. Gabriele (e diamo-
ne ripercorrono lo straordinario viaggio, vero fulcro dell’opera d’arte. Per la prima volta
in 35 anni, la mostra di Surrounded Islands approda negli USA e quale posto migliore se non                  celo del tu) lo chiama bagaglio a mano, io lo
casa. Una brezza rosa attraverserà nei mesi invernali gli spazi del Perez Museum, geniale                    chiamo tagliare i rami secchi. Malgrado siamo
architettura del binomio svizzero Herzog e Meuron con vista privilegiata sulla baia. 43 opere
originali e oltre 200 tra documenti, fotografie, mappe, componenti, modellini raccontano la                  entrambi eterni viaggiatori, io preferisco sem-
storia di quello che Christo e Jeanne-Claude hanno sempre amato definire il loro progetto “più               pre di gran lunga le metafore botaniche. Per
sexy”. “Quello che più mi affascina è il rapporto tra la terra e l’acqua. Due elementi così
diversi ma destinati a stare insieme. Quando passeggi sulla spiaggia li vedi diventare una                   ridurre all’osso il bagaglio quando si viaggia
cosa sola. É come se stessero facendo l’amore”.                                                              bisogna essere coraggiosi perché per qualche
                                                                                                                                                Continua a pagina 16
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B-LIFE ∙ GIRANDOLAR(T)E

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                                                                                  ottobre '18
                                                                                                         APPUNTAMENTI
strano motivo pensiamo sempre che il superfluo
                                                                                                                                       T E R
ci salvi dall’imprevisto. Lo stesso vale per i rami
secchi, abbiamo questa falsa credenza che se
li lasciamo lì a penzolare prima poi rinverdiran-
                                                                                                                                    ES
no e germoglieranno di nuovo. La prima volta
ho lasciato che i rami cadessero da soli infatti,
pensando sarebbe stato meno doloroso. Ma
                                                                   New York, Hauser and Wirth 22nd Street. Fino al 27.10.'18
quando qualcosa muore fa male indipendente-
mente da come avvenga la dipartita, e non sto
                                                                  FAUSTO MELOTTI, THE DESERTED
                                                        NEW YORK: Da Milano 7.55h volo - Da Roma 8.25h volo
                                                                                                                       CITY
                                                                                                                www.hauserwirth.com
parlando di dolore fisico, sedabile con una mas-
siccia dose di antidolorifico. Così la seconda, la                                            “La rinuncia alla rappresentazione del mondo natu-
terza, la quarta ecc. ho impugnato la sega elet-                                              ralistico è meno difficile della rinuncia all’amore
trica da giardiniere e dopo un bel respiro profon-                                            della materia in cui si lavora. L’arte non rappre-
do ho potato. Come ci si sente dopo? Malissimo.                                               senta, ma trasfigura in simboli la realtà. L’arte è
                                                                                              un viaggio. La solitudine e l’inquietudine delle
Come quando rimpiangi di non aver messo in                                                    memorie. Anche chiusa in un programma, spinta in
valigia un maglione anche se le previsioni non                                                un rigido contrappunto, composta in una camicia di
mettevano nemmeno una nuvola. Ma quando                                                       forza, l’arte esce in un’ineffabile danza. L’arti-
vedi le prime foglioline spuntare? Eh, allora tut-                                            sta non conosce ancora la seconda parola della sua
                                                                                              poesia, non sa se al do segue il re fra le righe o
ta un’altra storia. E quello che non hai smesso                                               il fa sopracuto, né se l’azzurro muore o si esalta.
di rimpiangere per un inverno intero, si trasforma                                            L’arte sorride a chi ride delle cose ingiustifica-
nella decisione più saggia di tutta la tua vita e                                             te.” A cura di Edoardo Gnemmi, Direttore della Fon-
ti dai una bella pacca sulla spalla. Quindi in so-                                            dazione Fausto Melotti, la mostra newyorkese getta
                                                                                              nuova luce sul connubio tra padronanza scultorea
stanza svuoti per riempire. Elimini ciò che non ti      e sensibilità poetica di Fausto Melotti attraverso un progetto espositivo unico che
serve per fare spazio a qualcosa di nuovo che           trae ispirazione dai paesaggi metafisici dei dipinti di Giorgio de Chirico e dal Grande
andrà a riempire quel vuoto. Mi seguite?                Cretto di Burri. Un ambiente che si libra tra il mondo terreno e quello ultraterreno,
Insomma diciamocelo: sarà ben più bello un al-          un’arte che sia un medium per il ritorno alla vita. La superficie della galleria si tra-
                                                        sforma in un reticolo di sentieri scolpiti di reminiscenze gibelliniane che fa della
bero a primavera in tutta la sua maestosa esu-          mostra un enigmatico spazio teatrale in cui i poteri narrativi delle sculture di Melotti
beranza che un rinsecchito tronco senza rami            accendendo l'immaginazione dello spettatore. La dominante presenza de "I Sette Savi”:
dico io… Il fatto è che quei fiori non sono in re-      sette nobili torreggianti manichini in puro intonaco bianco, congelati in un silenzioso
altà mera decorazione, ma essenza della vita di         scambio filosofico, non fa altro che accentuare la dechirichiana sospensione temporale
                                                        di quelle “città della mente” care a Calvino. Partiture di ideogrammi senza peso in cui
quell’albero, e non solo sua (ci ricordiamo delle       l’arte diventa uno stato d’animo angelico, geometrico che nella sua modulazione ordinata
lezioni sul ciclo della vita con api, polline e tutto   diventa sinfonia per l’intelletto, lieve e poetica, intimamente malinconica. Figlio di
il resto no?). Quindi a questo punto il dilemma: è      un macellaio, Melotti diceva sempre di dover l’arte a sua madre. Grazie mamma (la sua,
proprio vero che vale sempre la pena viaggia-           ma anche le nostre).
re leggeri e rimpicciolire viaggio dopo viaggio
il nostro bagaglio? Certo non posso negare che
la teoria di Gabriele non faccia una piega, tut-
tavia sono sempre stata più il tipo che il mobile
dell’IKEA lo costruisce a naso, senza guardare
le istruzioni. Per questo malgrado ogni tanto mi
                                                                           Rotterdam, Kunsthal Rotterdam. Fino al 20.01.'19
ritrovi a ricoprire il ruolo della giardiniera assas-
sina, altrimenti noto come “La Stronza”, sono la
prima a mettere sempre due maglioni in valigia,
                                                                            ACTION REACTION
perché…perché non si sa mai, ecco. So che non
è molto zen e chi mi conosce lo sa, che sono
                                                                         100 YEARS OF KINETIC ART
                                                                                               www.kunsthal.nl
                                                        ROTTERDAM: Da Milano: 796 km - 2h volo - Da Roma: 1.614,1 km - 2,20h volo
sempre dalla parte del minimal-a-tutti-i-costi,
tuttavia provando a vivere di puro Less ho sco-                                              Concetti come spazio, movimento, visione e luce
perto la gioia che solo il More ti sa dare. Sarebbe                                          hanno punteggiato l'arte astratta del ventesimo se-
                                                                                             colo, come reazione ai progressi scientifici e tec-
come pensare di tornare a casa e non trovarci                                                nici di quell'epoca. Dopo la seconda guerra mondia-
più i mobili se non il materasso. Sarebbe come                                               le, l'arte cinetica ha iniziato a giocare un ruolo
sedersi a tavola e avere tutto contato. Come                                                 fondamentale nella dematerializzazione dell'arte.
non aver voluto prendere una valigia più gran-                                               L'arte può davvero diventare “Arte” solo se è vista
                                                                                             o vissuta dallo spettatore. Dal 1955, quando la mo-
de perché troppo pesante da trasportare tra un                                               stra di Parigi "Le Mouvement" debutta alla galleria
cambio aereo e l’altro e poi dimenticarsi tutto.                                             Denise René, il movimento partito in sordina tro-
Dopo tutto questo divagare su alberi e bagagli                                               verà grande seguito a partire dai suoi patriarchi
mi è venuto in mente che domani ho il primo de-                                              Duchamp, Calder e Jean Tinguely. Revival della for-
                                                                                             tunata mostra di Parigi del 2013 'Dynamo’, ‘Action
gli otto aerei che devo prendere nelle prossime                                               Reaction' mostra anche il lavoro di alcuni
due settimane. E sapete cosa vi dico: che a me                                               dei predecessori della corrente, tra cui Balla,
la valigia con le rotelle piace tanto così come         Richter, Morellet e Moholy-Nagy, tra i primi a provare ed esprimere concetti astratti e
chiacchierare con le hostess al check-in. Perché        dinamici della realtà attraverso pittura, scultura e film. Un’arte che coinvolge e tra-
                                                        volge tutti i sensi. Un’arte fatta per essere ascoltata, osservata, annusata. Un’arte
è vero che nel bagaglio a mano non c’è po-              che si nutre di ritmo, vibrazioni, oscillazioni di equilibri precari. Dodici i temi che
sto per due vite, ma è anche vero che la vita,          sviluppano i diversi aspetti della percezione e dell'esperienza fenomenica come luce,
credo, sia bello sentirsela sulle spalle. Ogni tanto    movimento, ritmo, struttura, vibrazione, spazio, luminosità, immaterialità e rotazione.
basta fare una sosta durante la scalata, posare         Un’esperienza immersiva e interattiva in grado di condurci verso esperienze decisamente
                                                        e inaspettatamente straordinarie che da altro non attingono se non dall’universo, quello
lo zaino e poi ripartire, magari dopo aver rac-         che secondo Calder era l’unico modello a cui attenersi per creare un’arte che fosse il
colto un sasso perché… perché semplicemente             più naturale possibile. Quell’universo in cui tutto scorre fluidamente, come le chiome di
era bello.                                              “sublimati alberi al vento”.

                                                                                16
B-LIFE ∙ GIRANDOLAR(T)E

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                                                                                            ottobre'18             E R
                                                              APPUNTAMENTI                                     EST
                                      Parigi, Galerie Perrotin. Fino al 22.12.'18
                     SOPHIE CALLE, PARCE QUE & SOURIS CALLE
                        PARIGI: Da Milano 852 km 1.20h volo - Da Roma 1.421 km 2.10h volo                  www.perrotin.com
                        E con questa sono 15, le mostre che la Galerie Perrotin ha dedicato in
                        17 anni a Sophie Calle, testa di serie dell’arte contemporanea france-
                        se. Attiva da 40 anni, il suo lavoro è stato una combinazione di narra-
                        zioni, fotografia, performance e video; offuscando il confine tra finzione
                        e realtà, intimità e sfera pubblica. Alfred Pacquement ha descritto
                        Sophie Calle come “un’artista in prima persona”, che “nelle sue opere
                        dirige se stessa, senza riserve, usando un linguaggio diretto per rac-
                        contare storie che ha vissuto, con grande attenzione ai dettagli. Tra-
                        sforma gli spettatori in complici della sua privacy e li lascia senza
                        via d'uscita”. La mostra si apre con una serie di nuove fotografie della
                        serie Parce que in cui linguaggio e immagine diventano parte del pro-
cesso di rivelazione che si esprime in un unico rapporto tautologico in cui ciò che viene messo
in discussione è la relazione stessa tra immagine e testo. Seconda parte della mostra parigina
è il progetto Souris Calle, totalmente inedito, in cui l'artista si è avvalsa di una squadra di
cinquanta tra musicisti e cantanti ai quali ha chiesto di comporre un brano musicale in omaggio
a Souris, il suo gatto, morto nel 2014. La compilation risultante è un Requiem sotto forma di
un set di 3 LP con cui Sophie espande ulteriormente la nozione di autore e di condivisione del
lutto attraverso la celebrazione della “persona” cara in un atto di resilienza per riempire il
vuoto della perdita di Souris. Un’unità alimentata dall’assenza che si chiude con una selezione
delle sue celebri Autobiografie. Non dire gatto…

                            Berlino, Martin Gropius Bau Museum. Fino al 07.01.'19
                                  GURLITT:   STATUS    REPORT
                                  AN ART DEALER IN NAZI GERMANY
                        BERLINO: Da Milano 1.035,9 km 1,40h volo - Da Roma: 1.501,8 km 2,10h volo   www.berlinerfestspiele.de
                         Tutto accade per caso. Era il 22 settembre 2010, un uomo stanco e dai
                         capelli bianchi, sulla settantina viaggiava su un treno serale da Zuri-
                         go a Monaco. Fermato dagli agenti doganali per un controllo al confine
                         svizzero, il gentiluomo, tale Cornelius Gurlitt, rispose con un ner-
                         vosismo tale da scatenare i sospetti degli ufficiali. Risultato della
                         perquisizione la scoperta di una busta che conteneva 9000 Euro in 18
                         banconote nuove di zecca da 500 Euro. Il denaro in sé non era un cri-
                         mine; secondo quanto riferito, Gurlitt aveva visitato la Svizzera per
                         vendere una foto a una galleria di Berna. Ma la stranezza della situa-
                         zione portò a ulteriori indagini sulle finanze di Gurlitt, e un man-
                         dato di perquisizione per il suo appartamento a Monaco di Baviera che
nel febbraio 2012 scoprì uno dei più straordinari ritrovamenti d'arte dalla fine della Seconda
Guerra Mondiale. All'interno di un piccolo appartamento in un anonimo edificio, nascosti tra
schedari e valigie, gli investigatori trovarono oltre 1.500 opere di artisti tra cui Picasso,
Matisse, Monet, Liebermann, Chagall, Durer e Delacroix. Le autorità tedesche stavano indagando
su Gurlitt per evasione fiscale; quello che scoprirono invece fu un tale “ammasso” di arte che
fu immediatamente e indiscutibilmente sospettoso. Tutto tace per più di un anno finché la rivi-
sta tedesca Focus pubblica un rapporto sulla scoperta, sostenendo che il valore dei capolavori
segreti poteva ammontare a un miliardo di euro. Nell’articolo si evidenzia inoltre il lega-
me tra il gentiluomo fermato in treno e uno dei più noti mercanti d'arte impiegati dal Terzo
Reich, Hildebrand Gurlitt. Suo padre. Dopo le tappe a Berna e Bonn, la discussa collezione di
Cornelius Gurlitt approda finalmente a Berlino. Degli oltre 1.500 capolavori che la compongono,
provvisoriamente sotto la tutela del nuovo erede, il Kunstmuseum di Berna, 250 sono esposti a
nelle sale del Gropius Bau. Arte rubata dai nazisti agli ex legittimi proprietari, oppure uffi-
cialmente confiscata a musei tedeschi perché «degenerata».Una mostra che di aulico ha ben poco,
dalla quale il senso di estasi di fronte ad alcuni tra i capolavori dell’arte contemporanea si
mescola al senso di angoscia e turbamento che tale fardello ha costituito per decenni per gli
eredi di Hildebrandt: “A volte penso, la sua eredità più personale e più preziosa si è trasfor-
mata nel fardello più oscuro”.

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B-LIFE ∙ PEOPLE

                                                   33 DOMANDE MENO UNA

PIERGIORGIO Cinelli
                                           “                                              ”
                                               Il cantantautorparodista
Segno zodiacale?
Gemelli.
Cosa ti caratterizza?
Cerco di vedere sempre il lato positivo
(e non solo delle pile).
Le qualità che ami di più
nelle persone?
La serenità.
Cosa ti infastidisce?
La mancanza di senso civico.
In amore è meglio lasciare
o essere lasciati?
È meglio lasciare, ma si impara a farlo
dopo essere stati lasciati.
Il negozio dove spenderesti tutti i
soldi di una carta di credito?
Gold & Silver Pawn Shop (il negozio di
"Affari di Famiglia" di Las Vegas).
La città che ami di più?
Brescia (ma un po' anche Venezia).
Il tuo piatto preferito?                       Numero favorito?                               Piergiorgio Cinelli nasce a Brescia nella se-
Pizza.                                         19.                                            conda metà del ventesimo secolo dopo Cristo.
La bevanda?                                    Sei superstizioso?                             Dopo aver studiato canto lirico e dopo aver
Mojito.                                        No, neh!                                       cantato Rhythm & Blues con la Blues Benzo
Mare o montagna?                               Preferisci dare o ricevere?                    band, dal 2006 ha intrapreso una brillante
Se esiste, una montagna a strapiombo           Dare.                                          carriera di cantantautorparodista che l’ha
sul mare.                                      Animale preferito?                             portato a realizzare dodici album. Dal primo
Film preferito?                                Cane (Maya).                                   “Fradèi che nas” al recente “Pirlo, Pota &
Pulp Fiction.                                  Qual è la parola o la frase che dici           R&R”, passando per le collaborazioni con il
L’amore?                                       più spesso?                                    fratello Charlie, con il Qui Quo Quartet, con
Se non lo trovate, fatelo!                     Dai, da brai!                                  il rapper Dellino Farmer, con il cantautore
L’autore?                                      Hai mai barato a giocare a carte?              Daniele Gozzetti e con la JazzNow Big Band.
Victor Hugo.                                   Mai.                                           Nei suoi cd e nei suoi spettacoli alterna rifa-
L’autrice?                                     La frase o massima                             cimenti di famosi tormentoni da classifica a
Anne Michaels.                                 che più ti rappresenta?                        composizioni originali, senza prendere troppo
Il tuo cantante di sempre?                     Dai, da brao!                                  sul serio né gli uni né le altre.
James Taylor.                                  Un tuo difetto?
Se potessi fare una domanda al                 A volte un po' cinico.
genio della lampada cosa chiede-               Cosa volevi fare da bambino?                   Un insegnamento di tua madre?
resti?                                         Pilota di G91.                                 La capacità di trovare sempre nuovi stimoli,
La pace, l'uguaglianza, la giustizia, la       Una cosa che non va in italia?                 nuovi obiettivi, anche minimi, anche quotidiani.
fratellanza, la libertà, cosine così,          È un paese, in senso moderno, relativa-        Se ti dico “cool” cosa pensi?
semplici semplici.                             mente giovane, di pochi principi civili,       Daddy, Daddy Cool. Daddy, Daddy Cool.
L’ultimo regalo che                            eppure dovrebbe avere valori antichi.          Se fossi il Sindaco di Brescia cosa
hai ricevuto?                                  Non riesco a spiegarmelo.                      faresti per prima cosa?
Una sfera che rotola per massaggi.             La prima cosa che fai quando ti                Penso che mi prenderei un po' di tempo
L’ultimo libro letto?                          svegli?                                        per girare tutta la città, a tutte le ore, in
Capoferro di Nicola Minessi (brescia-          Ritardo la sveglia di 10 minuti.               tutti i quartieri, ad annusare che aria tira.
no...).

                                                                  18
la rivista                                                                                            in edicola
                                                                                                          a solo
                                                                                                                                  €3
PER IL MATRIMONIO PERFETTO

   OLTRE
                               SPOSA
                                                             Il Giornale della
                                                                                                                   AUTUNNO 2018
                                                                                                                   NUMERO 54
                                                                                                                   EURO 3

   100                                                                           Haute
   ABITI                                                                         Couture
                           bellezza
                           dall’aCConCiatura al make - up
                           il glamour va in sCena                                tutte le tendenze in 100 pagine
                                                                                 dediCate all'abito dei sogni

   DA SPOSA

                           Couture
   LE MIGLIORI LOCATION                                                               dove?
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        buon appetito                                       Trattoria Da Ceco
                                                            Piazza del Mercato, 21 bis - Brescia
                                                            tel. 030 503 8626
                                                            incentrodaceco@gmail.com

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