Quanto lavoro ? - 180 gradi
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la Salute Mentale quanto libertà lavoro Numero 54 Ottobre 2019 il lavoro di oggi e i lavori di domani ? Riflessioni dopo la Conferenza Nazionale per la è terapeutica 180 gradi è una testata giornalistica registrata al tribunale ordinario di Roma con autorizzazione n.73 del 28/04/2015 Direttore Maria Carla Sicilia - illustrazione Ileana Pace
180 GRADi comunicazione, inclusione, innovazione PROGETTO MULTIMEDIALE www.i80gradi.org progetto realizzato da progetto sostenuto da
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 SOMMARIO IN COPERTINA CULTURA 4. AUMENTO DEGLI INATTIVI: I DATI ISTAT 21. BACON/FREUD E LA SCUOLA DI SULLA DISOCCUPAZIONE LONDRA IN MOSTRA AL CHIOSTRO DEL “OCCUPATI E DISOCCUPATI”: L’ULTIMO BRAMANTE RAPPORTO ISTAT SUL LAVORO IN ITALIA Martina Cancellieri Daniel Dell’Ariccia e Andrea Terracciano PSICOLOGIA E SALUTE 6. LA TECNOLOGIA E IL LAVORO NEL PRE SENTE E NEL FUTURO. UN VANTAGGIO O 23. LA SCRIVANIA SENZA CASSETTI UN LIMITE? Fabio Grimaldi - Ass.ne Psicologi in Ascolto Anita Picconi 8. CORSO DI LAUREA PER INFLUENCER: IL CERVELLO E’ LO SCHERMO QUANDO DARE UN’OPINIONE DIVENTA UN MESTIERE 25. “MOTHERLESS BROOKLYN” DI EDWARD Edgardo Reali e Massimo Caramanna NORTON APRE LA FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2019 10. I LAVORI DEL FUTURO... QUALI SONO? Martina Cancellieri Maria Anna Catera 27. ROMAFF14: “THE AERONAUTS” DI TOM 11. L’ORTO SINERGICO SILVANUS: UNO SPAZIO HARPER APERTO E DI CONTAMINAZIONE TRA Martina Cancellieri PERSONE E NATURA Martina Cancellieri ALTROVE foto di Francesca Ruggieri 29. LA MÉTA, IL SOGNO, IL VIAGGIO (TRIPLICE SONETTO IN UNO) SALVE, MI CHIAMO Francesco Dettori “da “Metafore del tempo” CAPPUCCINO 31. ARCHIVIO 14. L’ARRIVO IN ITALIA Daniel Dell’Ariccia Cappuccino 32. NEGOZIO Daniel Dell’Ariccia SALUTE MENTALE 33. PRINCIPESSA VIOLA E GELOSIA STREGATA 16. LEGATI, UMILIATI E MORTI. Alessio Tenore ELENA, GEMMA, LA MALAFEDE E L’UNIVERSITÀ Antonio Lucchetti Antonio Luchetti 3
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 AUMENTO DEGLI INATTIVI: DATI ISTAT SULLA DISOCCUPAZIONE. “OCCUPATI E DISOCCUPATI”: L’ULTIMO RAP- PORTO ISTAT SUL LAVORO IN ITALIA. reteinformaticalavoro.it/blog/tag/informatica-lavoro/ 4
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 Daniel Dell’Ariccia Disoccupati, occupati o inattivi questo è il dilemma. Secondo i dati Istat, ad agosto il tasso di occupazione in Italia è stato del 59,2%, di conseguenza quasi la metà del Paese non lavora. La disoccupazione però è scesa al 9,5%: e tutti gli altri? Gli altri sono f initi nel gruppo degli inattivi, le persone che non cercano lavoro, che ad agosto sono state 73mila in più. Un grosso problema che ha dei lati positivi e altri negativi è che guardando i dati annuali sono aumentate di 14mila unità gli occupati over 50 che di conseguenza tolgono lavoro ai giovani. Sempre più spesso i posti di lavoro sono precari e durano poco tempo. Così molti italiani, soprattutto giovani, non hanno sempre le garanzie necessarie per costruirsi un futuro. Sembra quasi che l’aumento o il calo delle percentua- li sull’occupazione sia semplicemente un ciclo: oggi tocca a me, domani a te. Peggio di noi solo la Spagna e la Grecia, ma questo non è consolante e infatti molti giovani che non trovano lavoro in Italia decidono di trasferirsi dove ci sono più possibilità, per esempio nel nord Europa. Il calo della disoccupazione, quindi, non sembra es- sere indice di un miglioramento dovuto a decisioni Andrea Terracciano politiche capaci di incrementare la crescita e l’occu- pazione ma è dovuto in buona parte ad una generale mancanza di fiducia nel mercato del lavoro, soprattut- to da parte dei giovani. Il 30 settembre scorso, l’Istat ha pubblicato i consue- In contrasto alla forte inattività giovanile, l’Istat ha ri- ti dati mensili sulla disoccupazione in Italia, che al levato un aumento dell’occupazione nella fascia d’età momento in cui scriviamo sono gli ultimi disponibili. degli ultracinquantenni con 140.000 occupati in più Sono dati molto recenti, poiché corrispondono al pe- da gennaio ad agosto (anche per effetto della legge riodo di agosto 2019, che rispecchiano l’immagine di Fornero che ha sancito requisiti più restrittivi per il un paese poco attento ai giovani in cui il mercato del pensionamento, prolungando l’età pensionabile). lavoro è sempre più anziano. L’occupazione è diminuita per tutte le altre fasce d’età Andando con ordine, dal documento “Occupati e di- con un dato che spicca su tutti: 23.000 occupati in soccupati” stilato dall’Istat emerge un tasso di disoc- meno per la fascia tra i 15 e i 24 anni nel mese di ago- cupazione al 9,5%, il più basso dal 2011, e un tasso di sto e 222.000 posti di lavoro in meno per la fascia tra i occupati al 59,2%. Così ad agosto le persone in cer- 35 e i 49 anni, in un anno. ca di occupazione (i disoccupati) sono diminuite di 87mila unità. Tuttavia, nello stesso mese, coloro che Ad agosto è cresciuto poi il numero degli occupati a non lavorano e non cercano lavoro sono state 73mila tempo indeterminato con 27.000 unità in più grazie unità in più, portando il tasso di inattività al 34,5%. al decreto dignità, arrivando a 190.000 unità su base annua. Inoltre, si è registrata una diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile al 27,1% e degli occupati Nel corso del mese sono aumentati anche gli occupati (-0,4%) mentre cresce il numero di inattivi, aumentato a termine con 5.000 unità in più, ma sull’anno si re- dell’1%. gistra una flessione di questi contratti con 30.000 oc- cupati in meno. Diminuiscono infine anche i lavoratori Tra i giovani inattivi, sono soprattutto i giovanissimi autonomi di 33.000 unità. compresi tra i 15 e i 24 anni, ossia i Neet, a far registrare un aumento di 59.000 unità, raggiungendo un nume- ro totale di 4,3 milioni. 5
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 LA TECNOLOGIA E IL LAVORO NEL PRESEN- TE E NEL FUTURO. UN VANTAGGIO O UN LIMITE? instantfuture.it/attualità/previsioni I sistemi tecnologici sono in grado di fare le cose più Anita Picconi incredibili, e può essere inquietante immaginare che questi sistemi possono sostituire l’uomo in tutto e per tutto. Prima conseguenza è che in molti non riesco- Da molti decenni ormai la società sta vivendo notevoli no più a trovare un’occupazione a meno di accettare cambiamenti dovuti al progredire, velocissimo, della di riciclarsi in nuovi lavori imparando, anche a un’età tecnologia. Questi mutamenti incidono nella nostra lontana dai banchi di scuola, un mestiere del tipo ‘tec- vita privata, nel modo di comunicare e incontrarsi, nel nologico’, dimostrando di essere disposti a cambiare modo di studiare e conoscere, negli acquisti, nella po- vita e strada adattandosi alle nuove esigenze. Ma per litica, nelle mode… Ma cosa comporta questo progres- molti, soprattutto per i più anziani, la situazione è ab- so nel mondo lavorativo? La tecnologia genera situa- bastanza pesante perché non tutti riescono ad adat- zioni positive o negative? Sono di più i pro o i contro? tarsi a lavori diversi che, senza la dovuta formazione, Oggi la vita è molto condizionata dalla tecnologia, non sono neanche così facili da svolgere. forse più di quanto immaginiamo. Una situazione im- Sicuramente non fanno parte di costoro i ragazzi, gli pensabile appena una cinquantina di anni fa, quando adolescenti e i bambini di oggi. Si tratta di una cate- già nel luglio del ‘69 l’uomo sbarcava sulla Luna. Di- goria che, si può dire, è nata con i cellulari e i com- pendiamo da sistemi tecnologici a tutte le età e in tut- puter in mano, che spesso riesce a conoscere e fare ti i campi, privatamente, nell’usufruire di servizi, negli cose che nemmeno noi adulti comprendiamo. A volte acquisti, tanto che riesce difficile immaginare come è impressionante la loro praticità e velocità di muover- fosse la vita prima di questi sviluppi. I più anziani rac- si con la tecnologia e questo è l’aspetto positivo dato contano che si viveva benissimo ma, forse, non riusci- che è soprattutto a loro che bisogna lasciare il futuro rebbero nemmeno loro a tornare indietro. del mondo. L’avanzare della tecnologia quanto ha influito nel Sostituire la forza lavoro umana con la robotica è una mondo lavorativo? La grande rivoluzione è avvenuta tendenza in atto già da alcuni anni, e non preoccupa con l’introduzione del world wide web (w.w.w.) negli poco il mondo del lavoro. Il numero dei robot nel 2016 anni 2000 e delle reti digitali. Ma c’è di più. superava i due milioni di unità e aumenta in modo 6
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 esponenziale. A confermarlo uno studio realizzato dal- questo periodo e le scuole di pensiero sono diverse, la Oxford Economics, società inglese specializzata in principalmente due. C’è chi dice che questo boom è studi previsionali globali che nel report “How Robots dannoso ma c’è anche chi sostiene che con queste Change the World” prevede che entro il 2030, 20 mi- macchine invece il lavoro non diminuirà ma semplice- lioni di posti di lavoro nel settore manifatturiero a livel- mente cambierà e darà da vivere a tutti. lo mondiale potrebbero essere affidati ai robot, di cui A fronte della perdita di posti di lavoro tradiziona- 14 milioni solo in Cina. I robot stanno diventando più li come li conosciamo oggi, se ne potrebbero infatti economici di molti lavoratori umani. Secondo Oxford creare di nuovi e in numero anche maggiore. La con- Economics, infatti il prezzo unitario medio per robot ferma di questo dato ci è fornita dal World Economic è calato dell’11% tra il 2011 e il 2016 e queste macchi- Forum (Wef) del 2019 in cui si prevede, nonostante le ne sono sempre più capaci di funzionare all’interno di statistiche ci dicano che nel 2025 i robot svolgeranno processi produttivi sofisticati. più della metà dei lavori esistenti, che nei prossimi 5 Il rischio poi, con un’automazione spinta, è che pos- anni nasceranno ben 133 nuovi tipi di professioni, nuovi siamo perdere il contatto umano con gli altri. Il lavo- posti di lavoro sempre più specializzati. L’automazione ro infatti, è da sempre un aspetto psicologico non da di 75 milioni di mansioni porterebbe – secondo lo stu- poco, anche per l’autostima, ma è anche uno scambio. dio - ad una media complessiva di 58 milioni di nuovi Per esempio, come sarebbe se all’improvviso al bar, al posti di lavoro. posto del barista con cui scambiare due chiacchiere la Molto importante, però, è chiarire che si tratta di grossi mattina prendendo un caffè, trovassimo un robot che e delicati cambiamenti e che quindi, come ci dice il ce lo fa? Oppure davanti a un grande forno digitale, presidente del Wef, bisognerà destinare molte risorse con tastierino, che ci vende il pane caldo? alla preparazione professionale per i nuovi lavoratori, Ovviamente si tratta di un tema molto dibattuto in soprattutto per evitare effetti traumatici. diarioaxarquia.com 7
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 CORSO DI LAUREA PER INFLUENCER: QUANDO DARE UN’OPINIONE DIVENTA UN MESTIERE 8
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 Massimo Caramanna e Edgardo Reali E’ recente la notizia dell’avvio di un corso di laurea Questi personaggi e la loro attività sono fenomeni della triennale per diventare influencer proposto dall’Univer- comunicazione nati in modo spontaneo nel contesto sità telematica E-Campus. La notizia si è diffusa rapi- dei nuovi media, Facebook, Instagram, Twitter e You damente sui social e ovviamente ha fatto discutere. Lo Tube, affermatesi negli ultimi dieci anni. Le aziende scorso anno anche l’Università Autonoma di Madrid ha guardano a questi spazi della comunicazione come tenuto un corso analogo si è tenuto anche in Spagna, nuovo terreno di conquista per agganciare nuovi clien- nell’Università Autonoma di Madrid. ti. Due sono i parametri principali su cui si misura il Il corso nasce come conseguenza dell’evoluzione del successo di un influencer: quantità di follower, da una marketing tradizionale, sempre più in declino, rispetto parte, e quantità di interazioni, e di conseguenza di per- all’affermarsi del marketing social. sone che commentano sulle loro bacheche, dall’altra. Ma facciamo un passo indietro. Chi è e che cosa fa un Professionalizzare questo tipo di attività può avere dei influencer? tratti inquietanti, ma può essere anche un processo di evoluzione necessario. Soprattutto se pensiamo che i “Nella teoria dell’opinione pubblica, per soggetto in- post di un influencer possono esercitare sull’opinione fluente si intende un individuo che è in grado di in- pubblica un impatto maggiore di quello che possono fluenzare in modo rilevante le opinioni e gli atteggia- avere i media tradizionali come tv, radio e giornali. menti degli altri in ragione della sua reputazione e autorevolezza rispetto a determinate tematiche o aree Cosa si insegnerà nel corso di laurea specifico organiz- di interesse. In questa accezione, la figura dell’influente zato da E-Campus? coincide, o è molto vicina, a quella del leader d’opinio- ne”. Semiotica e filosofia dei linguaggi, etica della comu- (https://www.glossariomarketing.it/significato/influen- nicazione, sociologia della comunicazione e dell’in- cer/) formazione, diritto dell’informazione e della comuni- cazione, informatica, tecnica, storia e linguaggio dei C’è chi diventa influencer attraverso la propria visibilità, mezzi audiovisivi, alcuni dei corsi che si articoleranno dovuta a professioni che comportano un’ampia popo- nei tre anni. larità (attori, calciatori, modelle): in questo caso ‘essere influencer’ è la diretta conseguenza di una fama co- Se un tempo fare propaganda di se stessi e/o di un’i- struita al di fuori del web. E c’è chi lo diventa, invece, dea era un privilegio, o una necessità, per pochi, ora attraverso specifiche strategie di comunicazione e una sta diventando una professione per un numero sempre presenza continua sui social: possiamo distinguere le maggiore di persone. Metamorfosi e cambiamenti del- persone che vengono riconosciute come esperte di un la post-modernità. determinato settore e sviluppano pagine/profili con veri e propri piani editoriali degni di una testata giornalisti- ca, da chi invece riesce a ‘influenzare’ molte persone La classifica dei primi 15 influencer/guadagno per attraverso capacità aggregative e/o particolari caratte- singolo post ristiche personali che attirano community più o meno grandi. (https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/05/04/quanto-guadagna- no-top-influencer-tutta-colpa-clicca/?ref resh_ce=1 Gli influencer hanno un ascendente sempre maggiore 1) Kylie Jenner ,”1.000.000” sulla società e sono in grado di far girare, far diventare 2) Selena Gomez ,”800.000” ‘virale’, attraverso il passaparola, argomenti specifici nei settori più diversi: per tale motivo, risulta evidente il loro 3) Cristiano Ronaldo ,”750.000” ruolo nel mondo della pubblicità di prodotti e servizi. 4) Kim Kardashian ,”720.000” Il corso, come viene spiegato sul sito di E-Campus, na- 5) Beyonce Knowles ,”700.00” sce proprio da un’esigenza di mercato, per via di molte 6) Dwayne Johnson ,”650.000” richieste che sono arrivate dal mondo delle imprese, in cerca di nuovi canali pubblicitari. 7) Justin Bieber ,”630.000” 8) Neymar da Silva Santos Junior ,”600.000” Quanto guadagna un’influencer? 8) Lionel Messi ,”500.000” Ci sono personaggi famosi che si rivolgono a mercati in- 10) Kendall Jenner ,”500.000” ternazionali, come Cristiano Ronaldo o Kim Kardashian, 11) Khloe Kardashian ,”480.000” che guadagnano tra i 750 e i 720.000 euro per un sin- golo post, secondo uno studio della società di marke- 12) David Beckham ,”300.000” ting Hopper HQ. Gli influencer italiani, con un pubblico 13) Gareth Bale ,”185.000” social ovviamente più ristretto, raggiungono cifre più ‘umane’: dai 19.550 euro a post di Chiara Ferragni agli 14) Zlatan Ibrahimovic ,”175.000” 8.500 euro di Fedez, passando per i 16.500 euro richie- 15) Luis Suarez ,”150.000” sti da Gianluca Vacchi. 9
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 I LAVORI DEL FUTURO... QUALI SONO? sistemi tecnologici cosa che richiede innovazione men- Maria Anna Catera tale e attitudini decisionali (processo di decision-ma- king). E’ chiaro che questi lavori subiranno cambiamenti in- novativi degni di nota, tuttavia è inevitabile che pren- deranno il posto di altre professioni. Facciamo una lista dei lavori del futuro e dei lavori in estinzione. Le professioni in via d’estinzione saranno le seguenti: I lavori più richiesti nel futuro saranno: lavori nel set- giornalisti, commercialisti, medico di base, operai, tore sanitario, pubblico (ad esempio lavori di marke- meccanici, gioiellieri, autisti, assistenti di volo, posti- ting strategico), nel campo dell’istruzione, dell’edilizia ni, contadini, il casellante autostradale, addetti alla e dell’agricoltura. Le competenze richieste saranno di cassa o alle biglietterie, mestieri artigianali (come tipo: interpersonale, cognitivo, di sistema. Verranno pre- calzolai, sarti, arrotino),arbitri, cuochi, addetti alla let- ferite lauree in materie economiche. Andranno coltiva- tura dei contatori, i boscaioli e gli assistenti di volo. te tecniche in ambito di comunicazione e vendita. Uno Purtroppo molti di questi lavori sono tra i preferiti dei dei lavori più diffusi sarà il “Sales Manager”. giovani che desiderano affacciarsi al mondo del lavoro. Fondamentale inoltre un’ampia cultura di base, si pun- Cambiano i tempi, avanza il progresso eppure alle spal- terà specificatamente su competenze linguistiche, le ci si lascia sempre qualcosa ma questo è il prezzo da storiche, f ilosof iche, amministrative e su un livello pagare per contribuire allo sviluppo. avanzato di direzione aziendale. Altre facoltà che non dovranno mancare saranno di gestione del rapporto www.ninjamarketing.it/2018/06/13/10-lavori-che-scompar - con la clientela e ovviamente la capacità di progettare si-con-la-tecnologia/ www.metallirari.com/lavori-morenti-professioni-evitare-futuro/ 10
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 L’ORTO SINERGICO SILVANUS: UNO SPAZIO APERTO E DI CONTAMINAZIONE TRA PERSONE E NATURA Francesca Ruggieri per 180gradi la prima metà del Novecento in Giappone da Masanobu Martina Cancellieri Fukuoka (microbiologo e fitopatologo). Fukuoka scopre che le piante migliorano il suolo e che vengono attaccate da malattie principalmente perché sono coltivate in mo- nocoltura. Se invece si lascia che la natura dia al suolo tutto Giampaolo è un ragazzo con sindrome di Down che ha sa- quello che gli serve per andare verso uno stadio sempre puto dimostrare ai genitori quanto sia forte il rapporto con più evoluto e fertile, non ci sarà più bisogno di rivoltare il la terra, cominciando col coltivare un orticello in giardino e suolo, di concimare, di usare diserbanti e pesticidi, ma sola- iscrivendosi poi a un corso di avviamento professionale al mente di creare una giusta interazione e quindi equilibrio servizio giardini del Comune di Roma, dove si è appassio- tra le piante spontanee e quelle che si vogliono coltivare. nato ancora di più alla cura della terra e alle tematiche am- L’orto sinergico è l’applicazione più circoscritta di questo bientali. I suoi genitori, Raffaella e Giancarlo, lo hanno aiu- pensiero dell’agricoltura naturale messo a punto dall’agro- tato a costituire l’associazione di promozione sociale “Gipa noma spagnola Emilia Hazelip, la quale ha applicato ai no- fuori dalla stanza finalizzata all’occupabilità”, l’integrazione stri climi le scoperte di Fukuoka. L’orientamento in campo e la socializzazione tra persone, specialmente coloro che agricolo va sempre più verso questa direzione anche se soffrono di un disagio psico-fisico, che spesso tendono a non ne sono pienamente coscienti. Basti pensare ai finan- chiudersi e a isolarsi nel proprio mondo. ziamenti per un’agricoltura ecosostenibile, ovvero un’agri- L’incontro fortunato tra questa associazione e un’insegnan- coltura che non consuma il suolo né combustibili fossili. te di agricoltura sinergica, Anna Fanton, ha permesso la nascita dell’orto Silvanus, luogo agricolo con finalità sociali Come è strutturato un orto sinergico? che si trova in via della Giustiniana 879, coltivato dallo scor- L’orto sinergico è una porzione di terra di varie dimensioni, so maggio. Con Anna abbiamo parlato di come funziona dai 40 mq fino a ettari, dove vengono realizzate delle aiuole l’agricoltura sinergica e in che modo si trasforma in un’atti- rialzate con un’irrigazione a goccia che permette di irrigare vità per ragazzi con disabilità fisiche e mentali. in maniera autonoma le coltivazioni nel periodo estivo e su queste aiuole manteniamo sempre attive delle coltivazio- Che cos’è un orto sinergico? ni. Le aiuole, che non vengono arate né calpestate (si cam- L’orto sinergico è l’applicazione dell’agricoltura sinergica, mina nei passaggi tra un’aiuola e l’altra), sono coperte con che è un metodo di coltivazione e una filosofia che prende la paglia, la quale evita l’evaporazione e il disseccamento le origini dall’agricoltura naturale messa a punto durante del suolo, nonché il diradamento nelle giornate di pioggia, 11
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 ma soprattutto disgregandosi la paglia aiuta il processo di piante prendono dal terreno solo il 5% della loro massa formazione dell’humus. L’humus è una sorta di ricarica del corporea vegetale, di cui il 2,5% è azoto, di qui l’importanza suolo che contiene tanta vita a livello microbico, e insieme delle leguminose che danno l’ammonio al terreno, il qua- alle radici delle piante fa sì che queste aiuole non solo non le è sintetizzabile dalla pianta. Al contrario, concimando il perdono fertilità ma diventano sempre più fertili. terreno vi si immette l’azoto che fa crescere molto la pianta ma che non viene smaltito, e quei nitriti che rimangono in Quali sono le regole dell’orto sinergico? circolo sono addirittura cancerogeni. Le regole dell’orto sinergico sono: non arare, non calpesta- Tornando allo schema: leguminose al centro; aglio, cipolla, re, non fertilizzare, non usare pesticidi, concimi né niente porro e scalogno sui bordi a zigzag, soprattutto l’aglio serve di chimico o organico. I motivi sono che se il suolo non a disinfettare essendo un antibiotico naturale; le aromati- viene calpestato non c’é bisogno di ararlo; se si manten- che in testa e in coda perché avendo una grande massa di gono le radici alle piante esse fertilizzano il terreno perché radici aiutano la parte più vulnerabile dell’aiuola, dove bat- permettono di vivere a tantissimi funghi, batteri e micror- te il sole e tira il vento; e poi si mettono sempre sia radici ganismi vari; se si mantiene coperto con la paglia si deve che piante a foglia e a frutto senza mai finire la produzione. irrigare di meno. Nell’orto sinergico sono presenti piante da coltivare in- L’orto Silvanus è anche un laboratorio per ragazzi con sieme ad alberi da frutto, piante officinali e via dicendo… disabilità fisiche e mentali, quali tipi di attività svolgono Un sinonimo della sinergia è che il risultato di tutti gli ele- qui i ragazzi? menti che vanno a comporre un sistema è maggiore della somma dei singoli elementi che vengono messi in campo. Raffaella: Al momento è un laboratorio spontaneo, noi abbiamo cominciato a farlo da soli e lo stiamo offrendo. Fate GAS (Gruppi di Acquisto Solidale)? Ci siamo proposti con le persone che conosciamo, con le Stiamo iniziamo ma poiché l’orto non è solo finalizzato autorità sanitarie della zona e con chiunque possa arrivare alla vendita è difficile rispondere a una richiesta precisa a un pubblico più ampio, affinché i ragazzi con qualunque come a chi chiede 6 kg di verdure al giorno. Le persone fragilità fisica e sociale possano venire qui, usufruire della che vengono devono sostenere ciò che si fa, ovvero se ora vita all’aria aperta e della sinergia di questi orti. Non sap- nell’orto ci sono fagiolini, bieta e insalata devono essere di- piamo cosa diventerà questo orto, è una cosa che abbia- sposte a mangiare questi prodotti stagionali. Per poter fare mo cominciato noi e speriamo che possa avere un ascolto le cassette da vendere a kg bisogna concimare il terreno più grande possibile. perché altrimenti non ce la si fa, ma l’orto sinergico non va in questa direzione. Giancarlo: Più che far uscire le verdure, noi vogliamo far entrare la gente. Vorremmo che delle persone interessate Come sono composte le aiuole? Quali sono le sinergie ai nostri prodotti possano venire ad acquistarli qui in modo vincenti tra piante? tale da incontrare i nostri ragazzi e contaminarsi a vicenda C’è uno schema da applicare alle aiuole: le leguminose delle varie diversità. Il nostro obiettivo è che le persone di- (come le fave) si sostituiscono alle concimazioni, perché sabili e no possano stare insieme in maniera sinergica. sono piante che prendono l’azoto atmosferico, lo trasfor- mano in ammonio e lo distribuiscono alle altre piante. In Video ufficiale di presentazione dell’orto Silvanus: https://aiuolaalta. ogni aiuola quindi ci deve stare sempre una leguminosa, wordpress.com/2019/08/12/vi-presentiamo-lorto-sinergico-silvanus/ Canale instagram: Orto Sinergico Silvanus mentre una la raccogli, un’altra deve stare in crescita. Le Francesca Ruggieri per 180gradi 12
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 REPORTAGE Francesca Ruggieri 13
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 L’ARRIVO IN ITALIA solo alcuni piatti della cucina italiana (spaghetti, il cibo Cappuccino italiano forse più amato dai miei connazionali, la pasta, la pizza, la lasagna), la musica di Andrea Bocelli (‘Con te partirò, scoperto tramite ‘Karaoke’, un programma tele- visivo del mio paese), e soprattutto la gioia di vivere, la Se mi devo presentare a voi che mi state leggendo, vivacità delle persone italiane. direi soltanto che sono una donna, ragazza madre, fi- glia di nessuno. Ma soprattutto, mi presenterei come Mi ricordo che alcune volte, guardando il canale Fran- ‘cappuccino’, per il colore della mia pelle e per la mia ce24, avevo visto l’arrivo dei gommoni con i migranti in cultura tra latte e caffè. Libia. Sono arrivata in Italia nel 2008, all’inizio del periodo in- Quando ero ancora nel mio paese, avevo conosciuto vernale. Sono arrivata all’aeroporto di Milano, in quel degli italiani, perché nella mia città, c’era un’azienda nuovo mondo, che poi, con il tempo, sarebbe diventata italiana di legno che esportava i propri prodotti verso la mia seconda casa. l’Europa. Avete presente il parquet, i mobili, il como- Avevo soltanto 18 anni ed ero una ragazza che non ave- dino che sta a fianco al tuo letto? L’attività di questa va assolutamente scelto di venire in Italia. Non avevo azienda, come succede in tanti paesi al mondo, ha avu- mai neanche minimamente pensato di venire in Eu- to come esito la drammatica deforestazione del mio ropa. paese, la Costa d’Avorio, che era in una situazione di guerra civile. Capelli corti, occhi pieni di incertezze, e paura di que- sto nuovo mondo, senza sapere niente della mentalità Una cosa che avevo notato fin da subito era il modo in e della cultura occidentale. cui le persone del mio paese trattano gli italiani e in generale gli occidentali ‘bianchi’: i bianchi sono con- Sapevo veramente poche cose dell’Italia. Conoscevo siderati come dei ‘piccoli dio’, rispettati da tutti, sen- za nessuna discriminazione verso di loro: soprattutto 14
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 i lavoratori (dipendenti) spesso gli chiamano ‘patron/ paese per una guerra civile e chiedere asilo politico padrone’, perché non era, e non è tutt’ora, permesso di all’Italia. chiamarli con il loro nome proprio. All’inizio tante difficoltà. Non parlavo l’italiano e questo Gli italiani, proprietari dell’azienda di legno, erano libe- rendeva tutto più difficile e fin da subito sono rimasta ri di uscire e girare nella città e nel mio paese senza impressionata dal constatare che nessuno aveva tem- nessun controllo dei documenti. I poliziotti li rispet- po. Tutti andavano di fretta, e tra me e me, mi chiedevo tavano e guai a chi toccava un cittadino europeo nel ‘Dove sono finita? Un mondo dove vedo meno neri, ma mio paese (invece, al mio arrivo in Italia, ho notato che soprattutto così tanti bianchi, che parlano una lingua non ero libera di circolare perché la prima cosa che mi strana che non capisco’. Come sintonizzarsi su questa chiedevano erano proprio il documento di identità e il nuova visione così diversa per me? Era come passare in permesso di soggiorno). un attimo dalla tv in bianco e nero degli anni quaranta alla tv a colori degli anni 70. Tutto era incredibilmen- Forse vi state chiedendo come io faccia a sapere tutte te diverso. Un giorno prima sentivo tanto caldo, c’era il queste cose sui ‘bianchi’ del mio paese. sole, mentre in quel momento sentivo talmente freddo Le so perché il mio ex marito ci lavorava in quella azien- da tremare e non sentire più le mani. Un giorno prima da, come uno dei dirigenti. ero immersa nel verde, mentre ora vedevo tutto bianco, Vivendo con lui, avevo conosciuto alcuni italiani, nostri con una strana pioggia bianca che scendeva dal cielo e vicini di casa, o forse, sarebbe meglio dire di villa: abi- che veniva chiamata neve. Un giorno prima vedevo più tavamo in un residence con delle guardie, la piscina, ‘nero’, ora ero dentro un mondo bianco. autista, domestiche, giardinieri, insomma, facevo una vita da madame. Allora, dentro di me, pensavo: “Che strano paese. Non posso vivere qui. Come faccio a vivere qui con un tem- C’erano anche dei ‘francesi’, libanesi, come vicini di po così brutto e con tutta questa gente strana che sem- casa. bra andare sempre di fretta e non ha tempo neanche per rispondere a una domanda?”. Alcuni di questi europei erano sposati con delle donne del mio paese. Ma c’era anche chi per dieci euro cerca- Finché, per fortuna, incontrai un gruppo di mie concit- va e andava a prendere in città una ragazza per passarci tadine che aspettavano una ragazza, appena arrivata la sera assieme. per ricongiungersi con il marito che viveva a Bergamo. Loro mi dicevano: “L’Europa è un’altra cosa”. E quando Che gioia nel cuore sentire parlare francese, ma soprat- mi dicevano questo, io mai e poi mai avrei pensato di tutto, la mia madrelingua, il diowla. venirci in Europa. Non avevo nessun motivo personale E per fortuna, senza sapere neanche i motivi del mio per lasciare il mio paese e partire. arrivo, mi hanno immediatamente accolto. Ora potete capire il mio disorientamento nel ritrovar- Un sospiro di sollievo momentaneo, perché ancora non mi in quel freddo aeroporto di Milano, all’inizio dell’in- sapevo cosa avrei dovuto affrontare, negli anni successi- verno, ricoperto di neve, costretta a scappare dal mio vi, in questo nuovo mondo. “ All’inizio tante difficoltà. Non parla- vo l’italiano e questo rendeva tutto ” più difficile e fin da subito sono ri- masta impressionata dal constata- re che nessuno aveva tempo. Tutti andavano di fretta, 15
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 LEGATI, UMILIATI E MORTI. ELENA, GEMMA, LA MALAFEDE E L’UNIVERSITÀ Opera inedita di Ileana Pace per 180° 16
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 un morto, un servizio psichiatrico a Bergamo. Non ave- Antonio vo avuto il tempo per capirlo, forse non ho voluto sentir- Antonio Lucchetti Luchetti lo, ma mi sono ripromesso che ci sarei tornato su. Il 14 agosto mi sono svegliato con un comunicato del Coordinamento Nazionale della Conferenza Salute Mentale, rimbalzato sulla chat di Psichiatria Democra- Pubblichiamo la lettera di Antonio Luc- tica Lazio di cui faccio parte, dove si chiede di fare chia- chetti, psichiatra. Dalla morte di Elena, rezza sull’accaduto. Cerco l’articolo e ritrovo lo stesso giovane paziente legata, che ha perso la del giorno prima. Sull’ “Eco di Bergamo” si legge “Stamane [13 agosto] vita durante un incendio all’ospedale di poco dopo le 10 al terzo piano della torre 7, nel repar- Bergamo lo scorso agosto, al sentimento to di Psichiatria, si è sviluppato un incendio per cause ancora da accertare. Il personale medico e infermieristi- che prova chi pratica la contenzione: le co ha immediatamente evacuato i pazienti del reparto riflessioni del dott. Lucchetti che 180gra- e di quelli adiacenti. Purtroppo non è stato possibile di ha deciso di ospitare. raggiungere una paziente, la cui camera di degenza è stata completamente invasa dal fumo e dalle fiamme, che si sono sviluppate in pochi istanti. Quando i vigili del fuoco l’hanno raggiunta era troppo tardi e hanno potuto solo constatare il decesso (...)”. “(...) La paziente deceduta era stata bloccata pochi “La gente non accetta che gli si dica le loro verità. istanti prima dell’incendio, a causa di un forte stato di Vogliono che si creda alle loro belle parole o almeno agitazione, dall’equipe del reparto”. che Dall’articolo si capisce che il personale sanitario avreb- si faccia finta. Io sono lucida, sono franca be tentato di salvare una ragazza di diciannove anni strappo la maschera alla gente. che si trovava chiusa in una stanza legata al letto: salvar- La madama che sussurra: < Gli vuoi bene al fratellino? > la dalle fiamme divampate probabilmente nella stessa E io con la mia voce posata: < Non lo posso vedere >. stanza, probabilmente appicciate dalla stessa ragazza, Sono rimasta sempre quella ragazzina che dice quello probabilmente nel tentativo di liberasi dalle fasce con che pensa che non bara” le quali poco prima era stata inchiodata al letto. Simone de Beauvoir Elena si chiamava questa ragazza. E semplicemente andrà ad aumentare il numero dei morti nei servizi “(...) legati (...) fra l’assistenza e la sicurezza, la pietà e psichiatrici d’Italia e del mondo intero, dei morti du- la paura - la situazione non è di molto mutata: limiti rante la contenzione per contenzione e a causa della forzati, burocrazia, autoritarismo regolano la vita degli contenzione. O forse, e questo spero, sarà proprio il suo internati per i quali già Pinel aveva clamorosamente re- sacrificio a determinare, finalmente, un’inversione di clamato il diritto alla libertà. (...) Per questo più di due rotta, storica e definitiva: l’abolizione della contenzione secoli dopo lo spettacolare scioglimento delle catene, meccanica in medicina. regole forzate e mortificazioni segnano ancora il ritmo Ho letto già molte cose a riguardo nei tre giorni suc- della vita dei ricoveri, richiedendone l’urgente soluzio- cessivi, ho riletto diverse argomentazioni che articolano ne con formule che tengano finalmente conto dell’uo- tutta la questione che conosco bene, perché è una mia mo nel suo libero porsi nel mondo” fissazione, perché sono uno psichiatra che si è formato Franco Basaglia in un sistema no restraint e so che si può lavorare senza legare. “La contenzione frantuma ogni dimensione relazionale Nel frattempo è Ferragosto e sto festeggiando in Trenti- della cura, e fa ulteriormente soffrire esistenze lacera- no: una grigliata, tanta gente, vino e festa. te dal dolore, e dall’isolamento; la contenzione scende Tutti sorridono e io chiamo un Servizio Psichiatrico Uni- come lacerante ghigliottina sulla loro vita psichica: ri- versitario di Roma, uno di quelli che sfornano in modo colma di sensibilità e di fragilità, di nostalgia della vita massiccio le pratiche degli psichiatri del futuro, perché e della morte” la psichiatria si impara tra le mura dell’Università, deci- Eugenio Borgna samente scollegata dalla cultura del territorio. Chiamo per avere notizie di Gemma una mia cara che si trova lì ricoverata da circa una settimana, confusa e Alle 3.38 di mercoledì 14 agosto sono sveglio e non rie- angosciata. sco a riaddormentarmi. Qualche giorno prima avevo già chiamato e mi ero Mia moglie tra venti minuti si dovrà alzare, ha il treno identificato, avevo parlato in quell’occasione con uno alle 5 per andare a Venezia. Siamo a Bolzano. La vita specializzando; ricordo di aver chiuso la telefonata procede piuttosto tranquilla. Io alle 8.30 dovrò prende- chiedendo solo di usare delicatezza e mi era stato ri- re servizio in SPDC a Merano dove sarò di guardia per sposto di non preoccuparmi in quanto quello è “un 24 ore. buon centro clinico”. Scorro rapido le notizie che rimbalzano sul social Insomma chiamo e mi risponde lo stesso specializzan- network della vecchia guardia di cui faccio parte an- do che mi dice che purtroppo le condizioni cliniche che io, Facebook. Oramai i giovani, mi insegna mia ni- erano invariate e che Gemma era stata piuttosto affac- pote diciannovenne, usano solo Instagram e Snapchat. cendata; avevo saputo da mia madre che “era entrata Istanti che si consumano e non devono lasciare poi tut- nella stanza dei medici” e quindi - per questo - le era te queste tracce. Foto e frasi deperibili. stata applicata la contenzione meccanica. Ritorno su una notizia di cui avevo visto i titoli la sera Il figlio, che avevo sentito poco prima, mi aveva raccon- prima senza prestarvi troppa attenzione. Un incendio, tato che quando era arrivato in ospedale nel pomerig- 1. Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura ovvero il reparto psichiatrico ospedaliero. 2. Psichiatria Democratica è una società italiana fondata da Franco Basaglia che si pone l'obiettivo di mantenere vivo l'impegno etico- politico contro l'emarginazione, l'esclusione e la segregazione dei pazienti con problemi psichiatrici. 17
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 gio l’aveva trovata appunto legata al letto, da circa tre essere disturbato, dove la stanza medici ha la prerogati- ore, e che era stato lui a chiedere se potevano toglierle va di non essere abitata dai pazienti, dove una persona le fasce, nessuno sembrava essersi nemmeno preoccu- che è confusa e delirate non rimane buona e magari pato di liberarla prima che arrivassero i parenti. sdraiata nel suo letto si ipotizza la necessità - che di- E questo è il trattamento che in un servizio psichiatri- venta sovente una pratica agita - di legarla a un letto co universitario sembra corrispondere a una richiesta di commettendo un illecito, e nell’atteggiamento della delicatezza. Malafede non c’è spazio per la riflessione, nell’inauten- Ebbene lo faccio presente allo specializzando e lui mi ticità, che è da questa prodotta, il ruolo dello psichiatra dice, sincero e con dolcezza, “mi dispiace sto imparan- è solo quello di fare diagnosi, impostare terapie, tran- do, non sono stato io a disporre la contenzione, capi- quillizzare, inviare le persone nelle cliniche accreditate, sco”. andare ai convegni e legare, quando e secondo proto- E allora sento nella sua dolcezza la buonafede e gli collo. Troppo spesso non si considera la necessità della dico: “è questo che stai imparando?”. persona agitata e angosciata di avere qualcuno accan- È di questo che voglio parlare. Voglio parlare di come to ma certamente, e senza acun dubbio, la necessità questi universitari finiscono per agire banalmente il dell’applicazione delle fasce di contenzione. male senza che la critica possa avere alcun diritto di E quindi assisto alla possibile trasformazione di un ra- abitarvi accanto. gazzo che probabilmente ha scelto medicina perché voleva curare le persone, e poi ha scelto psichiatria Quello che voglio dire è che la buonafede che ho sen- affascinato da non so cosa, in un nuovo piccolo e fre- tito al telefono spesso si trasforma, nel percorso di spe- sco manicomiale che si posizionerà suo malgrado, o di cializzazione, in Malafede. buon grado, nella posizione della Malafede. E intanto la gente muore legata dentro i servizi psichia- Ho assistito recentemente, inerme e in silenzio, a una trici, legata e abbandonata, legata e bruciata. chat di specialisti più o meno freschi, quegli specialisti La gente muore dentro i reparti di quelli che, orgoglio- che andranno a dirigere i servizi di salute mentale di si, organizzano convegni nazionali parlando di “buone Roma e provincia. pratiche nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura”, ma del fatto che la gente muore legata ai letti loro non ne Si stava preparando un concorso. Ci si chiedeva quan- parlano. Loro preparano le lezioni per gli studenti (e in do e se applicare la contenzione nelle Residenze per nessuna lezione di nessun corso di specializzazione si l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza. Qualcuno af- parla onestamente di contenzione) e fanno i convegni fermava che la contenzione è “una misura salvavita” e (dove non si parla di contenzione). per questo “applicabile ovunque per stato di necessi- E a cosa servono i loro convegni? A nutrire la Malafede tà” , un’altro interrogava il pubblico, recitando la par- di tutti i soldati della contenzione, i soldati delle buone te dell’esperto, sogghignando e affermando “(...) volete pratiche cliniche. sapere come si dovrebbe fare o come si fa?” La platea voleva solamente - e semplicemente - essere sicura di Ma la buona pratica, dice Franca Ongaro Basaglia, che “ avere la risposta giusta per riprodurla, qualora richiesto, (...) non parte da un gesto generoso del medico verso la al concorso. Ho provato quindi a rompere il silenzio, ad persona sofferente (...) è il risultato di una volontà col- aprire una discussione. Ho accennato alla contraddizio- lettiva di partire comunque dal rispetto e dalla libertà ne della contenzione e una giovane psichiatra mi ha della persona (...) La buona pratica cresce e si sviluppa immediatamente silenziato dicendo “la polemica inu- attorno a questo nucleo centrale, da cui si dipana ogni tile non ci serve, non è questa la sede, vogliamo sapere altro intervento. La contenzione blocca questo sviluppo (...) come rispondere!” nell’atto stesso che parte dal massimo dell’umiliazio- La ragazza aveva ragione, in un mondo dove siamo cre- ne e della mortificazione della persona e ripropone la sciuti con il fantasma del precariato, l’unica cosa che copertura della nostra incapacità ad affrontare diversa- conta è il posto fisso. mente la sofferenza e la violenza, con una riposta irre- Non ho capito in che momento sono diventato (solo) sponsabile di violenza e di difesa di sé, di violenza da un familiare. parte del più forte, e di chi è in condizione di porre una distanza fra sé e l’altro: il ruolo, le regole, l’istituzione, il Quando chiamo mia madre, è il 18 agosto, lei mi dice potere (...) La contenzione (...) è il segno, il marchio del che Gemma sta meglio e che ha cominciato a fare di- carattere dell’istituzione, terapeutica o sanitaria, dimo- scorsi più lineari. strando fin dall’inizio il suo carattere e i suoi metodi È mia madre a questo punto che aggiunge: “sai la dot- violenti, ignari di libertà. (...) Segno e marchio che ca- toressa, ma quella è carina, si è scusata, mi ha detto che ratterizzano (...) o rafforzano il sopravvivere di vecchie Gemma si è agitata e voleva entrare nelle altre stanze, tradizioni (...) per facilitare l’immobilità, per preservare anche quelle degli uomini, mi ha detto che l’hanno do- dal danno (...) di conseguenza per semplificare il lavoro vuta legare, ma solo un attimo, mi ha detto che loro degli operatori”. hanno visto che se bloccano le persone al letto que- ste si tranquillizzano, effettivamente Gemma sorrideva Nella maggior parte dei servizi psichiatrici ospedalieri dopo, hanno detto che un familiare si è lamentato di in sette giorni una persona può essere vista da sette questo”. medici diversi e tra i sette incontri, generalmente risolti in un giro visite ottocentesco, quello che fa da collan- È questo è il momento in cui sono diventato un fami- te è la consegna dei medici. Due righe di informazioni liare. per lo più superficiali che si trasmettono da medico a Nel discorso di mia madre ho sentito che qualcosa mi medico al termine di ogni turno e che mantiene viva sfuggiva. L’ho capito solo parlando con il figlio di Gem- l’illusione di possedere la conoscenza del caso. ma, quando mi ha raccontato, una volta terminato il ricovero, in modo integrale l’accaduto. Vengo solo in In questi luoghi dove il personale ha necessità di non questo momento a conoscenza del fatto che la secon- Citazione di Franca Ongaro Basaglia, in Giovanna Del Giudice, "E tu legalo subito", Edizioni alphabeta Verlag, 2015, Merano, risvolto di copertina. Testimonianza racconta dall'autrice del testo nel settembre del 2003, parte integrante del documento fiondati o del Forum di Salute Mentale). 18
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 da contenzione è stata disposta in un momento in cui vero problema della malafede (...) proviene evidente- i familiari erano presenti in reparto, durante l’orario di mente dal fatto che la malafede è fede. (...) La malafede visita. è credenza e il problema essenziale della malafede è un problema di credenza” . Gemma si era agitata per un attimo, mi hanno raccon- E infine, per concludere il ragionamento, a mio avvi- tato che l’infermiera li ha fatti accomodare fuori giusto so si deve porre in evidenza che “(...) la malafede non il tempo di disporre le fasce per bloccarla al letto per conserva le norme e i criteri di verità, che sono accet- poi farli rientrare. A quel punto Gemma si era tranquil- tati dal pensiero critico di buonafede. Infatti essa deci- lizzata. Lei volontaria nel reparto bloccata a un letto. de anzitutto della natura della verità. Con la malafede Non riuscirò mai a capire come mai nessuno tra i pre- appare una verità, un metodo del pensare, un tipo di senti abbia pensato che per un attimo quel momen- essere degli oggetti; e questo mondo di malafede, da to di incontro, quelle persone, potessero essere loro lo cui il soggetto si trova circondato, ha per caratteristica strumento di tranquillizzazione . ontologica che l’essere in esso è ciò che non è, e non è Passano due giorni e mi ritrovo a chiamare di nuovo il ciò che è”. È proprio con quest’ultima affermazione che Servizio Psichiatrico universitario. il discorso della malafede finisce per portare a compi- Questa volta mi risponde una specializzanda e chiedo mento la metamorfosi dell’Essere, la metamorfosi del di poter parlare con la responsabile e mi risponde che soggetto e del mondo che lo circonda. posso lasciare il numero in quanto la dottoressa è im- pegnata in un colloquio. Ora perché voglio rievocare il concetto della Malafede quando sto parlando di persone in cura legate al letto In sottofondo sento la voce di una donna urlare minac- fintanto da trovare a volte in questa azione del sedicen- ciosa contro altre persone. Rimango in silenzio. te terapeuta la propria morte? La ragazza, sempre con dolcezza, mi chiede se può Voglio parlare di malafede in quanto seppure abbia- segnare il numero che evidentemente compare sul mo dimostrato che legare una persona a un letto non piccolo schermo del telefono del reparto per farmi ri- sia una buona pratica terapeutica, e argomentato che chiamare. Seguono alcuni secondi di silenzio che la la- questa sia una violazione dei diritti della persona, un sciano interdetta e senza parole. “Posso farla chiamare atto degradante e violento, una violazione degli articoli su questo numero?”, incalza, ma sempre con dolcezza, 13 e 32 della costituzione; seppure abbiamo dimostra- forse un pò a disagio. “Sto ascoltando il colloquio”, ri- to che se ne può fare a meno, richiamando in cam- spondo. po la potenza della relazione e non delegando la cura a dispositivi meccanici che tale relazione mettono in Un pò in imbarazzo, lei, un pò turbato, io, ci salutiamo. scacco, centinaia di psichiatri, che con leggerezza sono Nessuno mi ha mai richiamato. convinti che questo sia un gesto terapeutico, fintanto Per Malafede non intendo esattamente il contrario del- delicato, efficace e rispettoso, vengono costantemente la buonafede, e tantomeno voglio richiamare la que- prodotti dalle scuole di specializzazione universitarie. stione della Menzogna. Il processo che porta lo specializzando, in buonafede, a Se la Menzogna “(...) implica che il mentitore sia com- diventare un manicomiale, in malafede, che confonde pletamente cosciente della verità che maschera (...) per la banalità del male con una buona pratica, è un pro- chi pratica la malafede, si tratta proprio di mascherare cesso che si compie nelle scuole di specializzazione, e una verità spiacevole o di presentare come verità un nel mentre che tale processo riporta in vita la violenza errore piacevole. La malafede ha dunque [solo] in ap- dell’istituzione totale cambia radicalmente la struttura parenza la struttura della menzogna. Soltanto (e que- della Verità. sto cambia tutto), nella malafede, è a me stesso che io maschero la verità. Così, la dualità dell’ingannatore e Pertanto la questione si riassume e collassa nel proble- dell’ingannato non esiste più qui”. ma unico dell’esistenza di “istituzioni, che si impongo- “Ne consegue [nella Malafede] che colui a cui si mente no quali soggetti di regolazione dell’agire umano che e chi mente sono una sola e medesima persona”. vi entra in un rapporto” all’interno delle quali (e per lo Detto questo intendo porre in evidenza come il proces- sguardo delle quali) “(...) uno stesso fatto può essere so di formazione universitaria in psichiatria sia spesso qualificato in modo differente a seconda del comparto un passaggio dall’atteggiamento di Buonafede (quante istituzionale che lo prende in considerazione”. persone scelgono di studiare medicina per aiutare l’Al- Le istituzioni alle quali mi riferisco sono certamente i tro) a un atteggiamento di Malafede. servizi psichiatrici all’interno dei quali il “matto” può es- Questo non significa, che “vivere in malafede” non com- sere una persona bisognosa di vicinanza e di riconosci- prenda “dei bruschi risvegli di cinismo o di buonafede”, mento forte del diritto di negoziazione, anche nel mo- ma comunque vivere in malafede “implica uno stato di mento dello scontro corporeo, nella crisi, nell’angoscia vita costante e particolare”. e nella violenza che da questa può derivare, oppure un E quale è lo scopo della malafede? “Fare che io sia ciò oggetto da gestire, da bloccare, da contenere, da lega- che sono nel modo del o che re, la quale libertà di movimento può essere messa co- io non sia ciò che sono nel modo dell’ ”. questione di sguardo e di natura ontica dell’istituzione. Ma è istituzione ugualmente, e questo è sottovalutato Ovvero “La malafede esige che io non sia ciò che sono, o del tutto negato, l’Università, che guarda all’atto del- cioè che ci sia una differenza imponderabile a separare la contenzione meccanica come fosse una necessità, l’essere dal non essere nel modo d’essere della realtà seppur nel migliore dei casi residuale ed eccezionale, e umana. Ma la malafede non si limita a rifiutare le qua- plasma i suoi “internati”, gli universitari, ad aderire acri- lità che possiedo, a non vedere l’essere che sono. Tenta tici a tale pratica. I nuovi psichiatri manicomiali, una anche di attribuirmi un essere che non sono” . volta partoriti, la utilizzeranno con leggerezza e convinti Ma qual’è il problema principale della Malafede? “Il che la Verità consista nel fatto che la contenzione mec- Citazioni da L'essere e il nulla, Jean-Paul Sartre, ed. Il Saggiatore Tascabili, Milano Citazioni di D. Piccione, in Giovanna Del Giudice, "E tu legalo subito", Edizioni alphabeta Verlag, 2015, Merano 19
1 8 0 G R A D I L’ A LT R A M E T À D E L L’ I N F O R M A Z I O N E OTTOBRE 2019 canica sia atto medico e quindi terapeutico. La Malafede, quindi, nella riscrittura della Verità rispon- Ora, se si considera che esistono in Italia poche, ma derà che la contenzione è un atto terapeutico. seppur diverse realtà, che della contenzione meccanica Questo mio scritto vuole essere una chiamata alla ribel- hanno saputo far a meno, realtà riconosciute dall’Or- lione, al risveglio di coscienze, in quanto son convinto ganizzazione Mondiale della Sanità come modelli da che la maggior parte delle persone che si trovano ad imitare, la Malafede induce le persone che la abitano a agire la pratica della contenzione in fondo la soffrono criticare tale realtà, o quantomeno a esprimere giudizi nel momento in cui tale atto li costringe a vivere in un sul loro cattivo funzionamento in modo certo e senza abito che non è il loro con la scomodità che comporta, alcun dubbio; senza aver mai potuto vedere con i pro- in fin dei conti, dover indossare costantemente un ve- pri occhi dal vivo l’oggetto che criticano e senza quindi stito che non è il proprio e riporlo poi quotidianamente averne fatto nemmeno una benchè minima esperien- nel cassetto nel momento del commiato dall’istituzio- za. ne. La Malafede si struttura infatti come una fede al nega- Nel momento però in cui il vestito è tolto e riposto il tivo in quanto tende a negare l’oggettivo credendo a dolore vissuto nel proprio corpo, come quello provoca- qualcosa che la realtà stessa, e in modo costante, met- to nell’Altro, rimane a stratificare una corazza emotiva te in discussione, demistificando la realtà e affermando che con il passare del tempo diviene facilmente ane- invece con forza una Verità che è semplicemente, in stesia e morte. fondo, un prodotto della stessa Malafede. È proprio questo, a mio avviso, che rende possibile che La contenzione non mortifica solo il soggetto contenu- una persona ricoverata in un servizio psichiatrico possa to ma anche colui che contiene. essere bloccata, legata a un letto e, per questo, trovar- Questa chiamata vuole essere una chiamata alla citta- vi la morte. E ciò avviene nel preciso momento in cui dinanza tutta, vuole essere un invito all’indignazione, in i professionisti della Psichiatria che legano utilizzando quanto indignarsi “É fondamentale. Quando qualcosa la parola “contenimento” trasformano una pratica vio- ci indigna (...) allora diventiamo militanti, forti e impe- lenta, inumana e degradante (per chi la fa e per chi la gnati. Abbracciamo un’evoluzione storica e il grande subisce) “in un atto tecnico e professionale, in modo da corso della storia continua grazie a ognuno di noi” . attenuare l’infamia di tale gesto e non suscitare indi- E abbracciare l’evoluzione storica quando si parla di gnazione critica, né in sé né negli altri, unica condizio- contenzione meccanica significa, a mio avviso, avere il ne da cui potrebbe partire la messa in discussione del coraggio di demolire l’Università e di lottare per l’affer- ricorso a questa” mazione della Verità. “ “La malafede esige che io non sia ciò che sono, cioè che ci sia una differenza imponderabile a separa- re l’essere dal non essere nel modo d’essere della realtà umana. Ma la malafede non si limita a rifiutare le ” qualità che possiedo, a non vede- re l’essere che sono. Tenta anche di attribuirmi un essere che non sono” Citazioni da Giovanna Del Giudice, "E tu legalo subito", Edizioni alphabeta Verlag, 2015, Merano, p.195 Stéphane Hessel, Indignatevi, add editore, 2010, Torino, p.10 20
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