Cin Caritate Bollettino delle suore - Natale 2020 la sua tenda è tra noi - Suore Francescane ...
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Caritate
in
Bollettino delle suore
terziarie francescane
elisabettine di Padova
n. 4 - ottobre/dicembre 2020
C H R I S T I
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. I, comma 2, DCB PADOVA
Natale 2020
la sua tenda è tra noiIN QUESTO NUMERO
anno CXCII n. 4 Nella chiesa
ottobre/dicembre Francesco e Girolamo 4
2 0 2 0 Renzo Gerardi
Un’enciclica di fraternità e di amicizia 11
Enzo Fortunato
Spiritualità
La beata Eustochio di Padova 11
Marilisa Andretta
Educare il cuore all'eternità (II) 14
Luigino Bonato e Monica Cornali
Parola chiave
Nel fascino del mistero 16
Antonio Scattolini
Radici nel cielo
Un filo di luce 20
Marilena Carraro
Finestra aperta
Un piccolo “ospedale da campo” 21
Gianpaolo Barbariol
Vita fraterna in tempo di pandemia 23
Laura Novello
In clima di positività e accoglienza et24
Agnese Loppoli
In copertina: Il presepio della parrocchia Santa Maria Assunta In cammino
di Salboro (Padova), part. Incontro virtuale ma fraterno 26
a cura di Chiarangela Venturin
Accanto a...
Le ragioni del lupo 29
Editore Emiliana Norbiato
Istituto suore terziarie francescane
elisabettine di Padova
Vita elisabettina
via Beato Pellegrino, 40 - 35137 Padova «Sono tua creatura amata dall’eternità» 31
tel. 049.8730.660 - 8730.600; fax 049.8730.690 a cura di Antonella De Costanza
e-mail incaritate@elisabettine.it Sì, per sempre 33
a cura di Soad Youssef
Per offerte Una festa a più colori 34
ccp 158 92 359 a cura di Manal Jaqoub Tawadros
Direttore responsabile Shalom: portare pace, insieme 35
Guglielmo Frezza comunità Shalom
Direzione Un ospite desiderato 36
Paola Furegon Silvia Melato
Collaboratori Storia e memoria
Ilaria Arcidiacono, Sandrina Codebò, Barbara Danesi e
varie collaborazioni.
Un grazie corale nella Chiesa di Padova 38
Giannagnese Terrazzin
Stampa
Oltre la cronaca 40
a cura di Loredana Scudellaro
Imprimenda s.n.c. - Limena (PD)
Autorizzazione del Tribunale di Padova
Il bene non può essere dimenticato 44
a cura della Redazione
n. 77 del 12 gennaio 2012
Spedizione in abbonamento postale La locanda del buon samaritano 45
Silvano Buso
Questo periodico è associato all’Uspi Nel ricordo
(Unione stampa periodica italiana)
Credo la vita eterna 48
Sandrina CodebòEDITORIALE
Verso Betlemme
«N on ci sarà il Natale?
Certo che ce ne sarà uno!
È un tempo, questo, nel quale sommessamente
ci chiediamo dove sia il Dio misericordioso che ci
Più silenzioso e più profondo, pareva di conoscere.
più simile al primo Natale, quando è nato Gesù, E attendiamo una liberazione ‘umana’, una luce
senza tante luci sulla terra dalla scienza, una salvezza dalla ricerca. Chissà! Pur
ma con la stella di Betlemme, consapevoli che le risposte umane non sono mai la
con le strade intermittenti certezza definitiva.
della vita nella sua immensità. Attendere, attesa: sono le stesse parole che segna-
Natale ci sarà perché Dio-è-con-noi. no il cammino liturgico di avvento.
E noi condivideremo, Attendiamo, e con pazienza facciamo contatto
come fece Cristo nella mangiatoia, con la nostra interiorità, con semi di novità che in
la nostra povertà, la nostra prova, essa prendono forma, con una riflessione diversa e
le nostre lacrime, nuova; sentiamo relative le tante parole che vengono
la nostra angoscia e la nostra condizione di orfani. dette - che noi stessi diciamo - per lasciare spazio allo
Ci sarà Natale. sgorgare di parole di vita, di solidarietà, e anche di
Perché abbiamo bisogno di questa luce divina preghiera e di speranza.
in mezzo a tante tenebre...» Ecco, Natale è il germoglio nuovo che si innesta
nelle nostre vite; il Dio-con-noi ci indica il senso, che
riscatta i poveri e illumina i saggi, che dona a ciascu-
Alcuni versi della poesia di padre Javier Leoz no la salvezza.
(parroco a Pamplona-Spagna), che ha fatto il giro Con Maria e Giuseppe lasciamoci avvolgere dal-
del mondo, ci fanno buona compagnia in questo la luce del mistero, consapevoli che povertà, preoc-
avvento. cupazioni, paure, sofferenze sono già riscattate:
Ci aprono al senso del mistero che di anno in a Betlemme per noi «è nato il Salvatore».
anno ci visita e ci sorprende, e nello stesso tempo Buon Natale!
rispecchiano i nostri giorni ancora
così pieni di incertezza, di La Redazione
sospensione, spesso di
dolore e di lacrime.
ottobre/dicembre 2019
3NELLA CHIESA
UNA LETTERA PER CELEBRARE
Francesco e Girolamo
Girolamo, un santo dall’amore vivo e soave per la Scrittura
e per Cristo unito a una vita austera e di studio.
di Renzo Gerardi1 terprete raffinato dei testi biblici, bre 2010 pubblicò l’esortazione
traduttore, esegeta e divulgatore apostolica Verbum Domini, do-
della sacra Scrittura. po la celebrazione, due anni prima,
Il “perché” di una Fu monaco e asceta, predicatore del Sinodo dei vescovi dedicato
lettera e guida spirituale esperta, ardente alla parola di Dio. Lì precisamen-
e impetuoso difensore della verità te viene citato un prezioso com-
«Un affetto per la Sacra Scrit- cristiana. Santo e grande dottore mento fatto da Girolamo al salmo
tura, un amore vivo e soave per della Chiesa, per la sua opera viene 147, dove indica l’atteggiamento
la parola di Dio scritta è l’eredità considerato come un “ponte” tra da avere nei confronti della parola
che san Girolamo ha lasciato alla Occidente e Oriente. di Dio: «Io penso che il vangelo è il
Chiesa attraverso la sua vita e le Con questa lettera, Francesco corpo di Cristo; e le sante Scritture
sue opere»: così inizia la lettera ha voluto seguire le orme di suoi sono il suo insegnamento. E quan-
apostolica Scripturae Sacrae affec- predecessori. Già Benedetto XV de- do egli dice: “Chi non mangerà la
tus, pubblicata da papa Francesco dicò a san Girolamo il 15 settembre mia carne e berrà il mio sangue”
il 30 settembre 2020, in occasione 1920 – in occasione del quindicesi- (Giovanni 6,53), benché queste pa-
del XVI centenario della morte del mo centenario della sua morte – la role si possano intendere anche
grande padre della Chiesa. Infat- lettera enciclica Spiritus Paraclitus, del mistero eucaristico, tuttavia il
ti, il 30 settembre dell’anno 420, presentandolo al mondo come «il corpo di Cristo e il suo sangue è
nella sua cella accanto alla grotta più grande dottore nello spiegare veramente la parola della Scrittura,
di Betlemme, Sofronius Eusebius le sacre Scritture, doctor maximus è l’insegnamento di Dio».
Hieronymus – san Girolamo di explanandis Scripturis». Papa Francesco ha ritenuto che
Stridone – concludeva la sua vita E papa Benedetto XVI, nel no- l’attuale centenario potesse costi-
terrena. vembre 2007, presentò in due cate- tuire una occasione per una rin-
Girolamo fu studioso infatica- chesi successive la personalità e le novata chiamata ad «amare ciò
bile, profondo conoscitore e in- opere di Girolamo, e il 30 settem- che Girolamo amò», riscoprendo
i suoi scritti e la sua spiritualità
che, nel suo nucleo più vitale, può
essere descritta come «il desiderio
inquieto e appassionato» di una
conoscenza più grande del Dio ri-
velato.
Sappiamo come, purtroppo, la
ricchezza della sacra Scrittura sia
ignorata da molti. Vi sono tanti
cristiani “analfabeti” della propria
tradizione religiosa. «Scarseggiano
le competenze ermeneutiche, che
ci rendano interpreti e traduttori
Basilica di Betlemme, tomba di san Girolamo. credibili della nostra stessa tradi-
Foto di pagina accanto: Domenico Ghirlandaio, Girolamo nello studio
a servizio di papa Damaso, 1480. zione culturale». Pertanto, papa
Francesco invita a sviluppare una
4 ottobre/dicembre 2020pedagogia ecclesiale affinché «cia- e poi fu ad Antiochia, dove venne
scuno diventi capace di aprire il ordinato presbitero.
libro sacro e di trarne i frutti». Non ancora trentenne, ritira-
Si tratta di una pedagogia tanto tosi nel deserto della Calcide, in
indispensabile quanto poco colti- Siria, durante una grave malattia e
vata. Perciò egli lancia ai giovani in seguito a una visione maturò la
una sfida: «Partite alla ricerca della decisione di dedicarsi totalmente
vostra eredità. Il cristianesimo vi e profondamente allo studio delle
rende eredi di un insuperabile pa- sacre Scritture. Ciò significò per-
trimonio culturale di cui dovete fezionare e completare lo studio
prendere possesso. Appassionatevi della lingua greca e affrontare con
di questa storia, che è vostra». fatica quello della lingua ebraica.
Ciò a cui Girolamo spronava «È una benedetta inquietudine a
incessantemente i suoi contem- guidarlo e a renderlo instancabi-
poranei – «Leggi spesso le divine le e appassionato nella ricerca»,
Scritture; anzi le tue mani non annota papa Francesco. Girolamo
depongano mai il libro sacro» (Epi- confessa: «Ogni tanto mi dispe-
stola 52,7) – mantiene tutto il suo ravo, più volte mi arresi; ma poi
valore anche oggi. riprendevo per l’ostinata decisione
d’imparare», condotto dal «seme
Viaggiatore inquieto e amaro» di tali studi a raccogliere
“compagno di viaggio” «frutti saporosi» (Epistola 125, 12).
Dopo un proficuo soggiorno rienza spirituale e di studio biblico
L’esortazione apostolica inizia a Costantinopoli, nel 382 Girola- avviata, partì alla volta dell’Egitto
ripercorrendo le tappe essenziali mo ritornò a Roma, dove si mise e della Palestina, stabilendosi de-
della vita di Girolamo. Da giovane, «a disposizione di papa Damaso finitivamente a Betlemme nel 386.
fu tutto un viaggiare da oriente a (366-384) che, apprezzando le sue Lì riprese gli studi filologici, «an-
occidente, dal settentrione al meri- grandi qualità, ne fa un suo stret- corati ai luoghi fisici», che erano
dione, lungo le strade dell’impero to collaboratore», suo segretario e stati lo scenario delle narrazioni
romano o solcando i mari. Poi egli confidente. Impegnato nella revi- bibliche.
passò più di trentaquattro anni a sione della traduzione del Nuovo L’esperienza di vita, nutrita dal-
Betlemme, immerso nella preghie- Testamento, nello stesso tempo la parola di Dio, fa di Girolamo
ra e nello studio. Però continuò a Girolamo inizia, sull’Aventino, una guida spirituale ricercata e
essere “compagno di viaggio” di un’autentica “scuola” di spiritua- raggiunta anche attraverso una fit-
tanti, donne e uomini, desidero- lità, un cenacolo dove si leggeva ta corrispondenza epistolare. Egli
si di vivere secondo il vangelo di e si studiava con rigore la Bibbia, si fa vero “compagno di viaggio”,
Cristo, dei quali fu guida saggia e anche nelle lingue originali, con convinto che «non c’è arte che
prudente. la collaborazione di un gruppo di s’impari senza maestro».
Nato intorno all’anno 345 a aristocratiche romane, desiderose Proprio a Betlemme, luogo per
Stridone, al confine tra la Dalma- di scelte radicali evangeliche, co- lui privilegiato, presso la grotta
zia e la Pannonia, Girolamo venne me Marcella, Paola e la figlia di della Natività fondò due monaste-
battezzato in età adulta a Roma, lei Eustochio. Girolamo è esegeta, ri, uno maschile e uno femmini-
dove era studente di retorica e docente, guida spirituale. le, con ospizi per l’accoglienza dei
attento lettore dei classici latini. Però alla morte di papa Dama- pellegrini, rivelando in tal modo
Quindi si recò in viaggio di studi so, nel 384, Girolamo, incompreso la sua disponibilità nell’accoglie-
nella città imperiale di Treviri, do- e inviso al clero, che lo criticava an- re quanti arrivavano per visitare i
ve ebbe importanti contatti con la che per le sue amicizie femminili, luoghi santi.
vita monastica. Ad Aquileia iniziò si vide costretto a lasciare Roma e, Al centro dell’ideale ascetico di
una esperienza di vita comune con seguito da amici e da alcune don- Girolamo brilla la Scrittura: egli
alcuni amici (“un coro di beati”!), ne desiderose di continuare l’espe- esorta, raccomanda, insegna a leg-
ottobre/dicembre 2020 5NELLA CHIESA
gerla costantemente, meglio anco- die e incomprensioni, fu costretto contro con Dio, dove attraverso la
ra se nelle lingue originali. È nella a lasciare definitivamente l’Urbe e contemplazione, le prove interiori,
sacra Scrittura che, mettendosi in a trasferirsi in Palestina, egli rima- il combattimento spirituale, arriva
ascolto, Girolamo trova sé stesso, il se fortemente legato alla cattedra alla conoscenza della fragilità, con
volto di Dio e quello dei fratelli, e di Pietro. una maggiore consapevolezza del
affina la sua predilezione per la vita Per Girolamo, «la Chiesa di limite proprio e altrui, riconoscen-
comunitaria. Da qui il suo deside- Roma è il terreno fecondo dove do l’importanza delle lacrime».
rio di vivere con gli amici, come già il seme di Cristo porta frutto ab- La duplice testimonianza del
ai tempi di Aquileia, perseguendo bondante», come scrive nella Epi- santo – monaco penitente e studio-
l’ideale cenobitico di vita religiosa stola 15. Ritiene la cattedra di Pie- so – si rivela preziosa sia per chi è
che vede il monastero come “pale- tro punto di riferimento sicuro e chiamato a vivere di ascesi e di pre-
stra” in cui formare persone «che garanzia di comunione, tanto da ghiera, come i monaci e i cenobiti,
si ritengono inferiori a tutti per affermare: «Io che non seguo nes- sia per chi sente la vocazione allo
essere primi fra tutti», felici nella suno se non il Cristo, mi associo in studio e all’approfondimento della
povertà e capaci di insegnare con il comunione alla cattedra di Pietro. “scienza di Dio”.
proprio stile di vita. So che su quella roccia è edificata Egli è duplice modello: per
la Chiesa». l’ascesi e la preghiera tipica dei
Cattolico perché monaci, e per l’amore per Cristo
romano Penitente e studioso e l’umiltà richiesti agli studiosi. I
primi non possono tralasciare di
Girolamo ebbe sempre uno stret- Per una adeguata comprensio- dedicarsi anche «all’assiduo trava-
to legame con la città di Roma e un ne della ricca personalità di Girola- glio della ricerca e del pensiero»;
privilegiato rapporto con la cattedra mo, papa Francesco ritiene che sia i secondi devono ricordare «che il
di Pietro. Pertanto, si può giusta- necessario tenere conto di due di- sapere è valido religiosamente so-
mente parlare di “romanità” di Giro- mensioni caratteristiche della sua lo se fondato sull’amore esclusivo
lamo, per molteplici ragioni. esistenza di uomo e di credente, per Dio, sulla spogliazione di ogni
Roma fu per lui come “un porto che vanno fra loro coniugate. umana ambizione e di ogni mon-
spirituale”. A Roma egli si formò È noto il suo eccezionale impe- dana aspirazione».
come umanista e letterato. A Ro- gno di studio assiduo, volto a una Più volte Girolamo è stato raffi-
ma completò la sua formazione sempre più piena comprensione gurato come penitente in una grot-
cristiana, ricevendo il battesimo. del mistero del Signore. Nello stes- ta, eccessivo nei gesti e nei toni,
Della lingua dell’Urbe, il latino, egli so tempo non va trascurata la sua mentre si percuote il petto con un
fu insigne maestro e cultore. Fu a consacrazione a Dio, compiuta in sasso: «monaco e penitente, con un
Roma che iniziò la revisione della maniera rigorosa e assoluta, con corpo scolpito dal digiuno, in gi-
traduzione del nuovo Testamento una rinuncia a ogni soddisfazione nocchio o prostrato a terra, con gli
in lingua latina. Girolamo può es- umana, per amore di Cristo. occhi rivolti al crocifisso». Ma non
sere detto, a ragione “homo romanus, La scelta – anche se temporanea mancano anche le raffigurazioni di
uomo romano”, quindi cattolico. – da lui fatta, ancora in giovane lui come studioso riflessivo, cala-
Soprattutto egli fu legato alla età, di ritirarsi nel deserto, mostra mo alla mano, intento alla lettura
cattedra di Pietro, al punto che il suo desiderio e la sua volontà di e alla traduzione della Scrittura:
l’iconografia lo ha spesso raffigu- vivere radicalmente la vita ascetica «seduto al suo scrittoio, attorniato
rato con le vesti cardinalizie. Si eremitica, dove venga dato spa- da volumi e pergamene, investito
tratta, evidentemente di un “ana- zio allo studio approfondito delle della missione di difendere la fede
cronismo” (il cappello cardinalizio, lingue, che meglio permettano di attraverso il pensiero e lo scritto».
con cui viene spesso raffigurato penetrare nel mistero del Signore. Il pittore Caravaggio congiunge
fu in uso solo dalla metà del XIII Nel deserto egli sperimenta la pre- i due aspetti in un’unica scena:
secolo), che però vuole segnalare la senza concreta di Dio e la sua mi- l’anziano asceta viene presentato
sua appartenenza al presbiterio di sericordiosa consolazione. Quello «sommariamente rivestito da un
Roma accanto a papa Damaso. è il «luogo delle scelte esistenziali panno rosso», che sul tavolo ha un
Anche dopo che, a causa di invi- fondamentali, di intimità e di in- teschio, simbolo della vanità delle
6 ottobre/dicembre 2020ventando i monaci, venne guarito
San Girolamo
in preghiera e da Girolamo, tanto che gli restò
penitenza, icona, affezionato. Simbolo della forza
XV-XVI sec., museo bruta vinta con la pietà, un leone
nazionale Ravenna. è presente nelle rappresentazioni
pittoriche di Girolamo nel deserto,
ma anche mentre è immerso nello
za dubbio il suo amore studio, seduto allo scrittoio. Anzi,
appassionato per la pa- lo stesso Girolamo è stato chiama-
rola di Dio, trasmessa to “leone di Betlemme”.
realtà terrene; ma è pure raffigura- alla Chiesa nella sacra Scrittura, che La dimensione polemica, che ri-
ta la qualità dello studioso, che tie- egli studiò soltanto perché essa lo corre spesso nei suoi scritti – ricor-
ne gli occhi fissi sul libro, mentre portava a conoscere Cristo. Notis- da papa Francesco – si comprende
«la sua mano intinge la penna nel simo è il suo detto: «L’ignoranza meglio se letta «come una sorta di
calamaio, nell’atto caratteristico delle Scritture è ignoranza di Cri- calco e di attualizzazione della più
dello scrittore». sto». L’affetto per la sacra Scrittu- autentica tradizione profetica».
ra raggiunse la sua espressione più Nella scia di Elia, di Giovanni Bat-
Affettuoso e compiuta “nella titanica impresa”, tista e anche dell’apostolo Paolo,
appassionato portata a termine a Betlemme, della lo sdegno nei confronti della men-
prima traduzione integrale di tutta zogna, dell’ipocrisia e delle false
Girolamo fu uomo di affetti e la Bibbia in lingua latina, a partire dottrine infiamma il discorso di
di grandi passioni. dall’ebraico e dal greco. Girolamo, rendendolo provocato-
Grande fu l’affetto che egli riser- L’amore per la verità e la difesa rio e apparentemente aspro. «È da
vò ad amiche e amici. E anche verso ardente di Cristo hanno portato loro che egli attinge il fuoco inte-
chi giungeva a Betlemme come pel- Girolamo a eccedere nella violenza riore che diventa verbo impetuoso
legrino, da lui generosamente ospi- verbale nelle sue lettere e nei suoi e dirompente, necessario per espri-
tato e guidato. Egli dispiegò una scritti. Nell’intensità delle locuzio- mere lo zelo ardente del servitore
frenetica attività epistolare verso ni e delle immagini si manifesta per la causa di Dio».
chi aveva conosciuto, continuando il coraggio del credente, che non
da lontano a consigliare, a guidare, vuole compiacere gli uomini, ma Traduttore e
a manifestare tutta la sua affettuo- esclusivamente il suo Signore, per divulgatore
sa amicizia. Espresse i suoi affetti il quale egli ha consumato ogni
con impeto e sincerità. Il coinvolgi- energia spirituale. Nel 382, quando ritornò a Ro-
mento nelle situazioni, in cui visse Egli si confrontò pubblicamen- ma, su indicazione di papa Dama-
e operò, si riscontra anche nel fatto te con autori eretici, a volte con so intraprese una revisione delle
che egli offrì il suo lavoro di tradu- intemperanze, ma sempre mosso precedenti traduzioni latine dei
zione e di commento come un “mu- sinceramente dal desiderio di di- vangeli, forse anche di altre parti
nus amicitiae”, un compito di amici- fendere la vera fede e il deposito del nuovo Testamento, e conti-
zia. Era un dono prima di tutto per delle Scritture. Quando esagerava nuò a tradurre omelie e commenti
gli amici, destinatari e dedicatari nei toni, lo faceva per la ricerca di scritturistici di Origene.
delle sue opere, ai quali chiedeva una verità della quale era pronto Ma fu a Betlemme che Giro-
di leggerle con animo amichevole a farsi incondizionato servitore. lamo si dedicò assiduamente allo
piuttosto che con occhio critico, e In questo è modello di inflessibile studio della Scrittura e a comple-
poi per i lettori, i suoi contempora- testimonianza della verità, che as- tare la traduzione in latino di tut-
nei e quelli di ogni tempo. sume la severità del rimprovero per ta la Bibbia. Nello stesso tempo,
Girolamo mostrò tutto il suo af- indurre a conversione. egli commentò i libri profetici, i
fetto «vivo e soave» soprattutto per Secondo la Legenda Aurea, un salmi, le opere paoline. Nelle sue
la sacra Scrittura, quindi per Gesù, il leone, che aveva una spina con- opere è confluito un prezioso e
Cristo. Tratto peculiare della figura ficcata in una zampa, entrato nel lungo lavoro, fatto di confronti e
spirituale di Girolamo rimane sen- monastero di Betlemme e spa- di collaborazioni, dalla copiatura
ottobre/dicembre 2020 7NELLA CHIESA
e collazione dei manoscritti alla dotta nelle categorie linguistiche e assidua e la meditazione costante
riflessione e discussione. mentali di ogni cultura e di ogni aveva fatto del suo cuore una biblio-
La traduzione della Bibbia ha generazione. teca di Cristo» (Epistola 60,10).
messo a disposizione di un vasto È un atto di “ospitalità lingui- Davvero Girolamo è una “bi-
pubblico dell’impero romano i testi stica”, che mette in comunicazione blioteca di Cristo”, una biblioteca
fino ad allora disponibili solo nel- differenti comunità, favorendo l’in- perenne che continua a insegnar-
l’originale ebraico e nella traduzione contro e la comunione. Senza tra- ci che cosa significhi l’amore per
greca dei Settanta (composta dalla duzione, non esiste comprensione. Cristo, amore che è indissociabile
comunità ebraica di Alessandria at- dall’incontro con la sua parola.
torno al secondo secolo a.C.). Diacono della Parola e Lo studio fu per Girolamo un
La traduzione di Girolamo, “biblioteca di Cristo” esercizio di vita spirituale, un mez-
superati alcuni rifiuti iniziali, di- zo per arrivare a Dio. Si dedicò
ventò patrimonio comune sia dei Girolamo non risparmiò sfor- interamente a Cristo e alla sua pa-
dotti, sia del popolo cristiano, del zi al fine di arricchire la propria rola, consacrando la sua esistenza
vulgus, da cui il nome di Vulgata, biblioteca, che considerò un la- a rendere sempre più accessibile
segnando la storia culturale del- boratorio indispensabile per l’in- la Bibbia agli altri, con il suo in-
l’Occidente e modellandone il lin- telligenza della fede e per la vita faticabile lavoro di traduttore e
guaggio teologico. spirituale: per lui, lo studio fu un commentatore. Divenne servitore
Con la sua traduzione, Giro- impegno costante, una priorità di fedele e laborioso della parola di
lamo è riuscito a “inculturare” la ogni giorno della sua vita. Dio, perché innamorato della “car-
Bibbia nella lingua e nella cultura Assimilò un’intera biblioteca e ne della Scrittura”.
latina, e questa sua operazione è divenne dispensatore di sapere per Senza intelligenza di ciò che è
diventata un “paradigma” perma- molti altri. Postumiano2, che nel stato scritto dagli autori ispirati,
nente per l’azione missionaria del- IV secolo viaggiò in Oriente alla la parola di Dio rimane priva di ef-
la Chiesa. Come la traduzione di scoperta dei movimenti monastici, ficacia. Ma le pagine bibliche non
Girolamo è debitrice della lingua e fu testimone oculare dello stile di sempre sono immediatamente ac-
della cultura dei classici latini, così vita di Girolamo, presso il quale cessibili. Il testo biblico molte volte
essa, con il suo linguaggio e il suo soggiornò alcuni mesi, e così lo appare come “sigillato” e bisogno-
contenuto, è diventata a sua volta descrisse: «Egli è tutto nella lettura, so di facilitatori che, con atteggia-
“elemento creatore di cultura». tutto nei libri; non riposa né giorno mento “diaconale”, si pongano a
Come disse papa Gregorio Ma- né notte; sempre legge o scrive qual- servizio del popolo di Dio per una
gno (nel Commento a Ezechiele, cosa» (Sulpicio Severo, Dialogus I,9,5). spiegazione di quei testi che sono
I,7), ogni traduzione arricchisce la Ma Girolamo non fu soltanto scritti con linguaggi e modalità
Scrittura, perché essa “cresce con uno dei massimi cultori della “bi- espressive talvolta non più imme-
il lettore”. Infatti, la Bibbia ha bi- blioteca”, di cui si nutre il cristiane- diatamente comprensibili.
sogno di essere costantemente tra- simo nel corso del tempo, a comin- Girolamo guida anche oggi a
ciare dal tesoro comprendere ciò che si legge, sia
delle sacre Scrit- perché «conduce ogni lettore al mi-
ture. A lui si può stero di Gesù, sia perché assume re-
applicare ciò che sponsabilmente e sistematicamente
egli stesso scrive- le mediazioni esegetiche e culturali
va di Nepoziano3: necessarie, per una corretta e profi-
«Con la lettura cua lettura delle sacre Scritture». ■
Caravaggio, 1 Presbitero del patriarcato di Vene-
Girolamo, zia, docente emerito di Teologia nella
1605-1606, Pontificia Università Lateranense - Roma.
2 Postumiano, storico latino.
Galleria
3 Nepoziano, cultore della sacra
Borghese,Roma.
Scrittura.
8 ottobre/dicembre 2020IN DIALOGO CON TUTTE LE PERSONE DI BUONA VOLONTÀ
Una enciclica di fraternità
e di amicizia
Note per una lettura della enciclica di papa Francesco:
"Fratelli tutti", firmata il 3 ottobre 2020 sulla tomba
di san Francecso ad Assisi.
di Enzo Fortunato1 altare e cattedra di pace.
Ricordo come fosse ieri la con-
ferenza stampa in cui il neoeletto
Vescovo di Roma spiegava davanti
La persona a oltre seimila giornalisti il motivo dii Assisi a un
prima di tutto della scelta del nome. cavaliere
avaliere povero, permet-
Francesco, «l’uomo della po- tendoci di cogliere tonalità, colori
E
ravamo abituati alle foto di vertà, l’uomo della pace, l’uomo ed essenza del titolo: Fratelli tutti,
rito delle firme delle encicli- che ama e custodisce il creato», sulla fraternità e l’amicizia sociale.
che. A vedere il Papa che le ponendo, al tempo stesso, le basi La fraternità è un gesto, più che
siglava su un tavolo di legno. Que- programmatiche del proprio pon- una parola.
sta volta, 3 ottobre 2020 ore 15.00, tificato. La scelta dell’immagine
ci siamo trovati con il Santo Padre che accompagna questa enciclica Una tappa storica per
che guarda san Francesco e firma (in copertina della edizione vatica- comprendere questo
la propria enciclica su un tavolo na) ripropone il dono del mantel- pontificato
di roccia facendo diventare Assisi lo da parte del giovane Francesco
Quello che è accaduto ad As-
sisi il 3 ottobre 2020 sulla tomba
di Francesco, dopo la celebrazione
eucaristica presieduta dal Papa, ci
dona la possibilità di comprendere
l’architettura intellettuale del pon-
tificato. L’uomo di Buenos Aires di
fatto va ad aggiungere un tassello
dell’impalcatura di una Chiesa rin-
novata.
Con la Lumen fidei, rispondeva
all’esigenza che la fede fosse fo-
riera di pace, perché nella fede il
nome di Dio è Pace. Nella seconda
enciclica, la Laudato si’, il Papa
ha fissato il secondo motivo della
scelta del proprio nome, dicendoci
che il Poverello è «un esempio bello
Giotto, Francesco dona il mantello ad un cavaliere decaduto (part.) e motivante». Una critica netta al
Assisi, Basilica superiore di San Francesco. sistema del capitalismo avvelenato
e la proposta di un nuovo modello
ottobre/dicembre 2020 9NELLA CHIESA
solo maschile, ma anche femmi-
nile. È talmente vera l’attenzione
alla fraternità che negli scritti di
san Francesco, il nome del Signore
ricorre 426 volte, immediatamente
seguito dalla parola fratello, ben
264 volte. Un dato statistico che
ne fa comprendere l’importanza e
indica che la fede nel Signore trova
uno specchio sostanziale nel rap-
porto con l’altro.
Nell’enciclica ben tre volte ri-
corre il riferimento all’Assisiate. Un
numero che ha un simbolismo mol-
to forte. Non so se l’occasione sia
voluta o sia frutto di una semplice
I compagni di san Francesco tutti fratelli e fratelli di tutti.
coincidenza, fatto sta che il nume-
ro “tre” ci ricorda la comunione,
economico fondato sul concetto dì significa “sostenere, nutrire”. In che vive nel cuore stesso di Dio, che
ecologia integrale. «Niente di que- effetti, una sorella o un fratello è è Padre, Figlio e Spirito Santo. E il
sto mondo ci risulta indifferente». la persona a cui siamo legati non Padre è tale perché guarda il Figlio
Con Fratelli tutti completa il solo da un rapporto di sangue, ma e viceversa, “così” il fratello è tale
trittico: ecco l’uomo della solida- anche da una relazione reciproca quando guarda il proprio simile
rietà. Un testo francescano tout di crescita e sostentamento. Rin- come fratello e, insieme, guardano
court. Il riferimento è alla sesta saldare questa relazione all’interno a Dio come Padre.
delle Ammonizioni degli scritti del dell’umanità è stata la rivoluzione A livello sodale, in ultima istan-
Santo: «Guardiamo con attenzio- del Francesco di ieri ed è la vera za, chi incontra Francesco incontra
ne, fratelli tutti, il buon pastore, sfida del Francesco di oggi. la fraternità perché ci dice che la
che per salvare le sue pecore so- A livello ecclesiale ricordiamo persona umana viene prima.
stenne la passione della croce». come proprio san Pietro, la roccia Prima dei caratteri e della sto-
Si tratta di vivere la fraternità, su cui Gesù ha edificato la sua ria che le relazioni hanno inciso
percorrendo la strada dell’imita- Chiesa (Mt 16,18), nella sua Pri- nella nostra carne.
zione del Signore, della bontà e ma Lettera parli della comunità Prima delle condizioni econo-
della compassione. Tre spezie che dei battezzati utilizzando proprio miche e sociali, povero o ricco,
ci aiutano a dare densità esisten- il termine fraternità (adelphoteˉta): malato o sano, ignorante o colto,
ziale, francescana, sociale e politica «Onorate tutti, amate la fraternità, giovane o anziano.
all’inchiostro versato sull’altare, a temete Dio» (1 Pt 2,17). In effetti, Prima del colore della pelle.
quella firma minuta e robusta. come scriveva nel 1960 il futuro Prima viene l’uomo, nella sua di-
Benedetto XVI, l’eucaristia che è gnità. Uno dei segreti dell’essere
La densità della parola al cuore della Chiesa è proprio il fratelli tutti. ■
fraternità «sacramento della fraternità»2.
1 Fra Enzo, frate minore conventua-
A livello francescano, l’Assisiate
La percezione antica e nuova irrobustisce il concetto di frater- le, vive nel Sacro Convento di Assisi ed è
direttore della «Rivista San Francesco». Il
che l’enciclica vuole donare agli nità. Immagine, terminologia e si- testo, gentilmente concesso dall'autore,
uomini e alle donne di buona vo- gnificato prendono così vita con la fa da premessa alla enciclica stampata
lontà è il senso della parola “Fra- forza dell’esempio. Esortava ogni dalla LEV.
2 JOSEPH RATZINGER, Idee fondamen-
ternità”. Un termine che deriva frate e chi incontrava ad amarsi e
tali del rinnovamento eucaristico del XX
dal latino fraternitas. Ma non so- sostenersi a vicenda come una ma- secolo, in IDEM, Opera Omnia, VII/1, Li-
lo: ne troviamo tracce anche nel dre ama e nutre il proprio figlio, breria Editrice Vaticana, Città del Vaticano
sanscrito, la cui radice è bhar, che rendendo la parola fratello non 2016, 27.
10 ottobre/dicembre 2020SPIRITUALITÀ
UNA BEATA SPECIALE
La beata Eustochio di Padova
a 550 anni dalla morte
di Marilisa Andretta1 potevano entrare, giorno e notte, dromi di una malattia mentale che
laici e sacerdoti. la fanno oscillare tra momenti di
In questo contesto si colloca dolcezza ed esplosioni di violenza.
N
ei santi “arde la fiamma del la vita di Lucrezia. Nasce nel 1444 Appena eletto vescovo di Padova
divino” e si manifesta il suo da Maddalena Cavalcabò, una mo- Jacopo Zeno (1460-1481), le mona-
disegno, non sempre così naca del citato monastero bene- che e le educande, temendo una ri-
semplice da scoprire, soprattutto dettino di San Prosdocimo, e da forma del monastero, sospettate, fra
nella pluralità di voci e rumori che Bartolomeo Bellini, un signorotto l’alto, di aver avvelenato la Badessa,
caratterizza la storia attuale. locale già sposato. fuggirono presso parenti e amici. Nel
Parlare di santi, o, meglio, ascol- Il rapporto adulterino con una monastero rimase solo Lucrezia.
tare i santi, può sembrare obso- consacrata e l’illegittimità della na- Il Vescovo decise allora la fon-
leto, fuori luogo, ritenuto impro- scita indussero Bartolomeo ad affida- dazione di una nuova comunità
ponibile. In particolare, la santità re la bambina alle monache del mo- con benedettine provenienti dal
femminile richiede una riflessione, nastero, dove era vissuta la madre. convento di S. Maria della Miseri-
culturale e spirituale, nuova anche Lucrezia era la più giovane delle cordia, sotto la guida della badessa
a partire dalle figure femminili che educande e l’unica che conduces- Giustina da Lazzara.
ci vengono proposte come Sante. se una vita illibata. Pur essendo Lucrezia chiede allora di vesti-
È diventata di attualità, que- soggetta a “strane” manifestazioni re l’abito monacale anche se le
st’anno nei 550 anni dalla morte, attribuite a possessioni diaboliche, monache non hanno verso di lei
la beata Eustochio (Padova 1444- cercava di mantenere a scuola un uno sguardo benevolo essendo a
1469), esempio di grande forza e comportamento esemplare. Mani- conoscenza delle sue origini e rite-
determinazione che, alla fine della festa ben presto quelli che oggi nendola corrotta.
sua breve vita, riuscì a sconfiggere potremmo giudicare anche pro- Il Vescovo tuttavia accetta la
il diavolo2. sua richiesta e il 15 gennaio 1461,
Oggi è considerata la protettrice la giovane viene accolta nella co-
di chi soffre di tribolazioni spiritua- munità con il nome di Eustochio,
li, anche di posseduti ed indemo- in ricordo della nobile romana,
niati, ed è un punto di riferimento santa Eustochio (368-419), figlia
per sacerdoti ed esorcisti di tutto di santa Paola e discepola di san
il mondo, oltre che per i numerosi Girolamo (341-420 ca). Fin da pic-
fedeli che tuttora la venerano. cola infatti Lucrezia era molto de-
vota di san Girolamo e di san Luca,
La vita di cui amava gli scritti.
Durante la cerimonia della ve-
Siamo nel XV secolo; presso stizione l’ostia consacrata desti-
le mura nella parte occidentale di nata a Lucrezia cade a terra e le
Padova, sorgeva il monastero di monache cominciano a fare mille
San Prosdocimo dell’ordine bene- supposizioni, tanto che il confes-
dettino in cui la disciplina lasciava sore del monastero, Girolamo Sa-
molto a desiderare. Non esisteva La beata Eustochio nella gloria licario pensa di svelare alla badessa
ancora la clausura, istituita in se- della beatificazione. e alle consorelle che Eustochio è
guito dal concilio di Trento, e così posseduta dal demonio.
ottobre/dicembre 2020 11SPIRITUALITÀ
La rivelazione suscita ribellione La badessa guarisce ed Eusto- feriva soffrire nel corpo in questa
e nessuna religiosa le rivolge più la chio sopravvive. Una volta liberata, vita per Cristo, piuttosto che avere
parola. Eustochio tornò ad essere tormen- gioie momentanee e passeggere.
Il 1 ottobre 1461 nel chiostro tata dal demonio, con flagellazioni Riteneva di essere particolarmen-
accadde un incidente: Eustochio, sanguinose, incontrollabili vomiti te fortunata per quelle terribili ves-
“spinta dal demonio” minaccia con e altri strani patimenti che lei sop- sazioni che mettevano a dura prova
un coltello le altre monache. Gero- portava con inossidabile pazienza. la sua costanza e la sua volontà.
lamo Salicario, accorso, costrinse Per quanto le monache cercas- Non volle mai nutrirsi di carne,
con esorcismi lo spirito a parlare sero di persuaderla a lasciare il nemmeno quando era ammalata
e questo, per bocca di Eustochio, convento e a sposarsi, lei volle ri- e debolissima. Inoltre digiunava
disse di essere stato inchiodato ad manere e si aggrappò saldamente molto spesso anche per due o tre
un banco da san Girolamo, protet- alla sua vocazione. giorni di seguito.
tore della monaca. Effettivamen- Così cominciarono finalmente Per non indulgere alla benché
te, sembrava che ella non potesse ad averne compassione e la porta- minima gioia dei sensi, non si con-
muoversi di lì e, poiché continuava rono anche nella Basilica di S. Giu- cedeva mai la vista di un oggetto
ad agitarsi pericolosamente, la le- stina a visitare la tomba di S. Luca, curioso, né una vivanda gustosa o
garono ad una colonna, senza cibo protettore degli indemoniati. una amena passeggiata.
e bevande per più giorni. Come risulta dagli scritti del
Quando la badessa cadde am- Finalmente monaca suo confessore don Girolamo Sa-
malata Eustochio venne accusata di licario, si può ritenere che abbia
averla avvelenata con mezzi satanici. La storia della beata Eustochio sofferto, in certi momenti, i dolori
Le dicerie su quanto sta suc- si caratterizza sin dal principio per della passione di Cristo, special-
cedendo nel convento raggiungo- una profonda sofferenza ed espe- mente quelli della flagellazione.
no gli abitanti di Padova, così il rienza dell’interferenza diabolica, Egli riferisce anche di “fantastica
convento viene preso d’assalto con che condizionò la sua esistenza visione”, certamente in relazione a
l’intenzione di bruciare Eustochio a tal punto da rendere per certi momenti di estasi mistica.
come strega. aspetti misteriosa ed enigmatica Prega anche molto e tiene sem-
Il Vescovo, anche con l’intento la sua figura ed il suo particolare pre con sé un Crocifisso.
di salvarla, la rinchiuse in una cella ideale di santità. Le consorelle restano profon-
per tre mesi. Padre Giulio Cordera3, gesuita, damente colpite dalla serena accet-
biografo della beata afferma: tazione con cui ella si sottomette a
«Incominciò il demonio a stra- quelle terribili torture e compren-
ziarla dall’età di quattro anni, e dono che il suo è un animo puro,
durò pressoché fino al termine di desideroso solo di ritrovare libertà
sua vita che fu di anni 25…». e salvezza.
All’inizio del 1465 Eustochio fu Lucrezia, cresciuta nella bellez-
ammessa al coro e il 25 marzo alla za del corpo e dell’anima, patì così
professione, all’età di 21 anni. tanto da rimanerne segnata fino
Tre anni dopo, essendo mol- alla morte prematura 4.
to debole «per le vessazioni del Nell’ultimo periodo della sua
demonio» e per le penitenze che vita non si poteva riconoscerla
s’imponeva, non poté più alzarsi guardando il suo volto deturpa-
dal letto. to ed il corpo ferito e coperto di
Il 14 settembre 1467, festa del- piaghe.
l’Esaltazione della S. Croce rice-
vette il velo nero dal Vescovo che La morte e la fama
glielo portò a letto. di santità
Una delle prime pagelline In tutte le sofferenze non si
in onore della Beata. lamentava mai, anzi sorrideva sem- Morì il 13 febbraio 1469, a 25
pre e ringraziava il Signore. Pre- anni. Prima della morte il demonio
12 ottobre/dicembre 2020aperto, il 6 gennaio 1473 com-
parve una vena d’acqua limpida
ed abbondante che fu ritenuta da
tutti miracolosa, sia per il luogo sia
perché la natura del terreno non
presentava alcuna traccia di umi-
dità, la cui presenza avrebbe inve-
ce comportato la corruzione del
corpo di Eustochio. Quest’acqua
prodigiosa guariva ogni infermità,
purché nell’infermo non fossero
mancate la fede e la disposizione
che si richiede per ricevere la gra-
zia. L’acqua miracolosa continuò
a sgorgare fino al 26 aprile 1797 e
nel 1805 cessò per sempre di ripre-
L'urna che contiene le spoglie della beata Eustochio sentarsi.
esposta nel duomo di PaEova.
Beatificazione di
Lucrezia Bellini
la lasciò per sempre, riconoscendo- suo sepolcro proseguiva ininter-
si sconfitto dalla fortezza d’animo rotto, soprattutto degli indemo- Con decreto della Sacra Con-
di colei che non era riuscito a sog- niati che accorrono a lei e ricevono gregazione dei Riti, nel 1760 fu
giogare. benefici e guarigioni. dichiarata Beata. Il 22 marzo 1760,
Segno visibile di tale sconfitta Anche il vescovo Jacopo Zeno fu papa Clemente XIII (già vescovo
fu la restituzione, sul letto di morte, testimone di un evento miracoloso di Padova) concesse il culto della
della bellezza e del sorriso perduti, quando fece portare sul suo sepolcro Beata alla città di Padova, culto
alla monaca vittoriosa, come ripor- una donna riconosciuta ossessa. esteso nel 1767 a tutta la Repub-
tato nella biografia della beata. Tre anni e nove mesi dopo la blica Veneta.
Le monache trovarono inciso so- sua morte, poiché si moltiplicava- La memoria viene celebrata
pra il suo cuore, in pieno petto, il no i miracoli e perdurava il profu- dalla diocesi il 13 febbraio, il dies
monogramma IHS5, il nome di Ge- mo, il Vescovo accordò il permesso natalis.
sù. E affermarono che dal suo corpo di riesumare i resti per porli in più In esecuzione del decreto napo-
emanava un soave profumo. Tale degna sepoltura. La traslazione av- leonico del 5 aprile 1806 la chiesa
profumo perdurò per anni e anni venne il 16 novembre 1472, e, ben- di San Prosdocimo con l’annesso
nei pressi della sua tomba, come ché Eustochio fosse stata inumata monastero e quindi anche la fonte
risulta da numerose testimonianze. senza cassa, si ritrovarono corpo e furono abbandonati e le monache
Al momento della morte Eusto- vesti intatti. si trasferirono nel monastero di
chio apparve in sogno al confesso- Nella circostanza, il corpo ven- San Pietro apostolo, sempre in Pa-
re «rilucente di gloria». ne rivestito con un nuovo abito dova. Il 12 settembre 1806, alle 2
Molti cittadini di Padova rac- monacale e deposto, in cassa, in del mattino, di nascosto, il corpo
contarono di aver visto la sua im- un altro sepolcro da dove, il 14 della Beata fu traslato nella chiesa
magine che ascendeva al cielo. novembre 1475, fu solennemente di S. Pietro6, luogo ricco di storia
Immediatamente dopo la sua trasportato in Chiesa e tumulato e di arte.
morte si sparse dentro e fuori città in un’arca di marmo vicino all’alta- La tomba e le reliquie della bea-
la fama della santità di Eustochio, re con l’iscrizione “Beatae Eustochio ta Eustochio sono da allora ogget-
accresciuta e confermata dai nu- Paduanae” (alla Beata Eustochio to di devozione.
merosi prodigi e si composero inni Padovana). La cappella della beata Eusto-
e preghiere in suo onore. Nel frattempo, nel luogo del- chio ha custodito le sue spoglie,
Un grande afflusso di fedeli al la sua prima sepoltura, rimasto in una teca di vetro, fino al 10
ottobre/dicembre 2020 13SPIRITUALITÀ
mezza incrollabili. Il Crocifisso che
lei porta sempre con sé ci parla di
vita oltre la morte e di riscatto.
Sono i miracoli i veri testimoni
della Beata, sono ciò che in ogni
tempo ci stupisce, ci meraviglia e ci
trasforma. ■
1 Marilisa Andretta: medico chirur-
go, specialista in otorinolaringoiatria,
diplomata in teologia nella facoltà Teo-
logica del Triveneto..
2 «Sternere, superbe, sub pedibus
foeminae»: incisione nel cartiglio in ma-
no ad un angelo sulla copertina della
biografia del gesuita GIULIO CORDERA,
«Vita, virtù e miracoli della Beata Eusto-
chio», 1765.
Celebrazione per la traslazione della beata Eustochio 3 GIULIO CORDERA (1704-1785), «Vi-
dalla chiesa di San Pietro al duomo di Padova, 10 febbraio 2019. ta, virtù e miracoli della Beata Eusto-
chio», 1765.
4 Vedi anche BRAZZALE, Una monaca
febbraio 2019, giorno in cui le sue mortuaria della beata, costruita vittoriosa contro il maligno, Ed Tipogra-
fia regionale veneta, Padova, 2013.
spoglie sono state traslate. in pro- per l’occasione attraverso la rileva- 5 Dice il Salicario: «Il demonio in-
cessione, da San Pietro al duomo zione con scanner 3D. fisse ad Eustochio un coltello nel petto
di Padova, e l’urna è stata posta Colpisce la bellezza del volto minacciando di colpirla al cuore, ma
presso la cappella Giustiniani. che lascia trasparire serenità e mo- ella, incrollabile nella sua fede, gli rispo-
se di inciderle sul petto dalla parte del
La data è stata decisa in occa- stra un sorriso rasserenante. cuore il nome IESU, ed effettivamente
sione delle celebrazioni per i 550 Oggi, in tempi particolarmente quando dopo la sua morte le sorelle la
anni dalla morte della beata pa- difficili si riscopre la devozione alla spogliarono per lavarla, trovarono que-
dovana. beata Eustochio, sta parola incisa sul suo corpo».
6 La chiesa nel 1026 era stata asse-
Tuttora (luglio 2020) le reliquie Eustochio ci parla sì di soffe- gnata ad una comunità di benedettine,
sono esposte nel duomo di Padova renza e di male, ma soprattutto ci che ebbero il titolo di canonichesse:vi
e si può ammirare la maschera mostra una speranza ed una fer- rimasero per qualche decennio.
CORPO/ANIMA O “ESSERE NUOVO”?
Educare il cuore all’eternità (II)
Oltre ogni dualismo la carità.
di Luigino Bonato1 e Monica Cornali 2 gia tradizionale, destini separati cose: anche moglie e marito sa-
fino al giudizio universale. Ma an- ranno come gli angeli, è detto nel
S
i tende a perpetrare il dua- che l’uso di queste categorie di vangelo (Mc 12,25; Lc 20,35-36).
lismo di corpo e anima, che linguaggio e di pensiero andrebbe Fede e speranza finiranno il loro
avrebbero, secondo la teolo- riveduto. Nell’Oltre saltano tante compito, mentre la carità sarà la
14 ottobre/dicembre 2020realtà di coronamento massimo: che misteriosamente manterranno del corpo)» per essere in miglio-
Dio è Amore! Anche i sacramenti l’essenza della loro identità profon- re sintonia e maggior consonanza
verranno meno. In una parola, di da, che già ci connota, ma che non con la fede che siamo richiesti di
là verranno azzerati sia lo spa- è detto sia da noi conosciuta. In professare.
zio che il tempo. altre parole, saremo anche noi una In effetti, il biblista A. Maggi1 fa
Forse che il corpo si trasmuterà? sorpresa a noi stessi! notare che l’espressione paolina ek
Cosa significa, nel credo, la doppia Consideriamo poi che carne nekrôn riferita alla risurrezione si-
versione: credo la risurrezione della (basàr – sarx), per la Bibbia, ma gnifica risurrezione dai morti, non
carne, la risurrezione dei corpi? soprattutto in Giovanni, significa dei morti!
Forse questa trafila di domande finitezza, fragilità, caducità, mor- L’evangelista Giovanni, nella
sarebbe tutta da ripensare e da talità, che diventa la caratteristica sua narrazione distingue il termine
riformulare. Potrebbe tuttavia es- di Dio stesso, che l’assume come bios, utilizzato per indicare la vita
sere intuitivamente semplice anche metodo di relazione con gli uo- biologica, da zoé, significativo per
la risposta: siccome soprattutto il mini e le donne: «il Logos-Verbo la vita eterna.
corpo, se vogliamo obiettivarlo, carne fu fatto» (Gv 1,14). Sempre Giovanni sembra por-
dovremmo collocarlo nello spazio Anche per Paolo nelle lettere a tarci a tale presa d’atto, lì proprio
e nel tempo, non ha più senso par- Romani e a Galati, sarx indica la dove accenna alla nostra facoltà
lare di “corpo”. condizione umana, mentre soˉma visiva: blepéin (il vedere fisico, Gv
Saremo esseri in una condizione ne è la rappresentazione faticosa e 20,12), theoréin (il verbo dell’in-
del tutto nuova, inimmaginabile, in- pesante, il fardello lavorativo sot- telletto, Gv 20,5b), idéin (il verbo
descrivibile, sovra bellissima. Certo, tomesso alle necessita del tempo della mente e del cuore, in senso
il mistero ci impedisce ora di sapere e dello spazio, cioè della storia. simbolico e figurato, Gv 20,8b):
come saremo. Nel pieno riserbo in Per questo bisognerebbe tradurre: solo quest’ultimo cattura tutto e
cui esso ci vuole, potremmo però «Crediamo la risurrezione dalla meglio, compresi i particolari che
parlare di noi come di esseri nuovi, (non della) carne, dal corpo (non ad altri, o sfuggono, o paiono poco
importanti.
Se la funzione del corpo è quel-
la che consente la relazione con
l’altro, è la relazione che è impor-
tante, non il corpo. Se, dell’Oltre,
si dice che nemmeno ci saranno
più i legami marito/moglie, perché
mai insistere sul corpo? Il corpo
è tanto ripreso soprattutto nelle
prediche del giorno dell’Assunzio-
ne di Maria: lo si mette con troppa
disinvoltura in complementarietà
con l’anima. A questo punto, è an-
cora il dualismo greco che sembra
dover sopravvivere. Non si riesce
proprio a lasciare Maria nel suo
meraviglioso essere nuovo? ■
1 Luigino Bonato, presbitero, teolo-
go, Villa S. Carlo, Vicenza.
2 Monica Cornali, psicologa, esperta
in Death Education, scrittrice, Padova.
Beato Angelico, Il Giudizio universale, particolare, 1431, 2 MAGGI A., L’ultima beatitudine. La
Museo di San Marco, Firenze. morte come pienezza di vita, Garzanti
Milano 2017.
ottobre/dicembre 2020 15PAROLA CHIAVE
ARTE E FEDE
Nel fascino del mistero
Un dipinto testimonianza magistrale di un artista geniale
che suscita nei fedeli il desiderio di corrispondere
nella quotidianità al dono della salvezza offerta
nel Bambino Gesù.
di Antonio Scattolini1 re rivelano non solo una mano (cf. costruzione sapiente delle sua
esperta dal punto di vista tecnico composizioni, morbidezza veneta
Il dipinto
La narrazione del secondo ca-
pitolo del vangelo secondo Luca
(2,1-14), che accompagna la litur-
gia natalizia, articola l’evento in
due scene distinte: i versetti 1-
14, prendendo le mosse dal censi-
mento di Cesare Augusto e dallo
spostamento forzato della Santa
Famiglia a Betlemme, raccontano
la nascita del Bambino e l’annun-
cio della grande gioia rivolto dagli
angeli ai pastori che vegliavano il
loro gregge. Questa pagina si legge
nella Messa della Notte. Dal ver-
setto 15 in poi invece l’evangelista
presenta il movimento dei pastori
che vanno, trovano il Bambino, rac-
contano e glorificano Dio (pagina
proposta nella messa dell’Aurora).
Lorenzo Lotto2, in questo bel
dipinto che è custodito a Washin-
gton, si concentra sulla prima par-
te del brano di Luca, realizzando,
con la sua tipica dolcezza, una im-
magine devozionale per una ignota
famiglia di Bergamo. È un dipinto
semplice, di facile lettura.
Lotto è un protagonista di pri-
mo piano del Rinascimento, anche
se è stato riscoperto recentemente,
in special modo per merito di Ber-
nard Berenson3, voce autorevole Lorenzo Lotto, Natività, 1523, National Gallery, Washington - USA.
della critica moderna. Le sue ope-
16 ottobre/dicembre 2020STUPORE
E
del colore, cura dei dettgli…) ma analisi emerge la complessità della intese come un richiamo allegori-
anche una originalità di invenzio- sua composizione piramidale, in co biblico presente già nei salmi
ne, un’adesione ai valori di dignità cui la duplice postura ad inchino (cf. 54, 1-9) e poi nella scena della
e nobiltà interiore e soprattutto di Maria e Giuseppe crea due dia- Presentazione di Gesù al Tempio,
un’attenzione agli aspetti psicolo- gonali ascendenti verso il cielo, come offerta della Sacra Famiglia
gici dell’animo umano. dove vediamo il Gloria degli An- (cf. Luca 2, 22-24).
In questa piccola Natività (46 x gioletti, diagonali che se rovesciate Va evidenziato anche il bel gio-
35 cm), il pittore, uomo inquieto rivelano il loro vertice terreno, do- co di riflessi di luce che si intravede
ma di fede sincera e di cultura ve sta il Bambino. all’interno dell’ambiente. Le linee
teologica di ispirazione domeni- Inoltre, due assi invisibili si in- di fuga delle strutture architetto-
cana, ci fa entrare in profonda crociano esattamente a metà del niche conducono l’occhio verso lo
empatia con i protagonisti della dipinto, così che Lotto, pittore mi- sfondo, dov’è visibile un paesaggio
scena e ci introduce all’evento non stico, sembra concepire l’opera co- tipicanente prealpino articolato in
lasciandoci solo spettatori di ciò me un’icona. L’evento della nascita più piani: sul colle più vicino si tro-
che accade: insieme a questi due del Salvatore accade sotto un arco va un prato, luogo di pascolo di un
genitori amorevoli, anche il fedele accennato dai due grandi pilastri gregge vegliato attentamente da
partecipa alla venerazione devota che fungono da quinta teatrale un pastore, mentre in lontananza
del neonato Gesù, con un senti- asimmentrica. si scorgono i profili di montagne
mento confidenziale, domestico, La stalla è visibile al di là di che si allontanano sotto un cielo
poetico. questo arco. Una scala, accostata al solcato da nubi.
Per questa ragione noi non as- muro esterno, è collocata significa-
sisitiamo alla scena dall’esterno, tivamente proprio dietro la testa di
ma siamo immediatamente collo- Maria, quasi ad evocare il doppio Gli angeli
cati all’interno della stalla in cui ruolo di colei che fa discendere il
nasce il Figlio di Dio! Ricordiamo Figlio sulla terra, ma che anche è Il vertice
che quando Lotto realizza questa nostro aiuto per salire al cielo. superiore
super
Natività erano tempi critici per la Questa immagine era un at- della
fede cristiana (cf. Riforma lutera- tributo riferito a Maria già dai strut-
na): «La ricerca di una religione Padri della Chiesa e dagli autori tura
viva ed umana, capace di offrire monastici medievali in riferimento com-
certezze interiori per la propria sal- alla visione della Scala del Cielo di posi-
vezza caratterizzò tutta quest’epo- Giacobbe ed era presente pure in tiva
tiv pi-
ca e conferì toni patetici, di tipo alcune icone bizantine a motivo ramida-
ram
sentimentale e intimo, alle forme dell’allusione ai gradi dell’ascesi le coincide
coin
della pietà», scrive Adriano Prospe- spirituale; non dimentichiano che con il gruppo
gru
ri. L’opera è considerata una delle la mediazione di Maria veniva esal- degli angeli che cantano il Gloria,
migliori di Lotto, uno degli esempi tata al tempo del pittore in polemi- così come narra il Vangelo della
più alti della pittura lombarda del ca con i protestanti. Messa della Notte (cf. Luca 2,9-14).
Cinquecento (Giordana Mariani Riprendendo ancora i verset- Le loro ali diversamente colorate
Canova). ti della visione di Giacobbe (cf. alludono alle tre virtù teologali,
Genesi 28,17) Lotto ha disposto cioè alla fede, alla speranza ed alla
proprio dietro a Maria anche la carità. Questo piccolo coro celeste
La stalla prima delle due porte della stalla: aggiunge al dipinto una nota di
in tal modo, associandola alla lita- tenerezza, specialmente a motivo
Lotto imposta la scena collo- nia “Porta del cielo”, l’artista raf- del gesto affettuoso dell’angioletto
cando i personaggi in un’ambien- forza ulteriormente l’importanza centrale che abbraccia gli altri due
tazione sapientemente costruita. della sua persona, certamente in compagni: insieme sostengono la
Se ad un primo sguardo questa ossequio alla devozione dei suoi grande pagina di un antico corale
Natività ci può sembrare molto committenti. Anche le due colom- con le note ed il testo. Anche la lo-
semplice, in realtà con una attenta be collocate sopra l’ingresso vanno ro nudità si contrappone a quella
ottobre/dicembre 2020 17Puoi anche leggere